Articoli religiosi

Ebook - Servizio Della Parola



Titolo: "Servizio della Parola - n. 519"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025402
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

Per comunicare meglio

61. L’umorismo

fa bene alla comunicazione (R. Laurita)

I nostri modi di dire

21. Dio ti vede

1. L’umanità coram Deo. Un incontro di sguardi

(A. Carrara)

2. Lo sguardo di Dio. Una panoramica biblica

(P. Rota Scalabrini)

3. Tra visibile e invisibile. Educare a stare

alla presenza di Dio (A. Augelli)

Sulla soglia di una nuova partenza

Sussidio per l’inizio dell’anno pastorale

in parrocchia (R. Laurita)

Dalla 21ª alla 27ª ordinaria

23 agosto / 4 ottobre

21ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, R. Maiolini, S. Cumia)

22ª domenica ordinaria (G. Boscolo, M. Gronchi, S. Cumia)

23ª domenica ordinaria (G. Boscolo, D. Vivian, S. Cumia)

24ª domenica ordinaria (G. Boscolo, L. Eusebi, G. Tornambé)

25ª domenica ordinaria (G. Boscolo, A. Carrara, G. Tornambé)

26ª domenica ordinaria (G. Boscolo, A. Cencini, G. Tornambé)

27ª domenica ordinaria (G. Boscolo, E. Olivero, V. Brunello)

 

____________________________________________________________

RUBRICA 

61. L’umorismo

fa bene alla comunicazione

di Roberto Laurita

Ci sono quattro virtù cristiane:

la fede, la speranza,

la carità e il buonumore

(Robert Hugh Benson, 1871 – 1914,

scrittore e presbitero inglese, proveniente dalla Chiesa anglicana)

Questa è l’ultima puntata della rubrica che ha accompagnato

per alcuni anni i lettori di Servizio della Parola e chi scrive ha

scelto di consacrarla ad un tema importante per ogni comunicazione:

l’umorismo o humour che dir si voglia. E quel procedimento

che di esso talora si nutre e che è la provocazione.

Una forza e un dono

Lo humour è una forza perché non c’è arma migliore per disarmare

la vita, in ciò che essa ha di più crudele, ma anche gli altri,

in quello che recano di più nocivo.

Avere il senso dell’umorismo vuol dire prendere le distanze,

relativizzare, cogliere innanzitutto l’aspetto divertente o assurdo

di alcuni aspetti di un’azione o di un discorso.
Ma l’umorismo è anche un dono: che cosa c’è di più bello di

far ridere? E quale ricompensa è più grande di uno scoppio di

risa?

Far ridere significa smuovere, emozionare: costituisce dunque

il segno di una comunicazione riuscita. Non è un caso se la creazione

pubblicitaria e i creativi in generale amano lo humour: in

effetti si tratta di uno dei migliori vettori di idee, uno dei mezzi di

espressione e di scambio più forti. Crea una connivenza tra l’emittente

e il destinatario e garantisce così l’impatto cercato.

L’umorismo è profondamente umano. Noi abbiamo perciò il

dovere di farne un buon uso. Nella vita come nella pubblicità.

Perché esiste anche un altro riso, questa volta crudele e violento,

e un altro humour, feroce, che è parente della derisione.

Fondato sul rifiuto dell’altro, del suo aspetto, dei suoi valori, è

un ripiegarsi su se stessi in cui lo scherno, la derisione nasconde

male la sua causa che è la paura e il rifiuto della diversità, la negazione

della differenza.

Essere credenti non è una faccenda triste

E tutti siamo invitati a scoprire che “fede” fa rima veramente

con “gioia”.

Il giorno dopo la morte di Raymond Devos, umorista franco-

belga, cabarettista e comico, venerdì 16 giugno 2006, Bruno

Frappat scriveva sul giornale La Croix: «[...] il riso dilata non “la

milza” ma lo spirito, il cuore, e fa passare un po’ di aria nei nostri

atteggiamenti chiusi, bloccati, nelle nostre posizioni troppo serie,

nel nostro modo di considerare quello che facciamo e diciamo

con eccessiva gravità. Il riso non relativizza ciò che è serio per

abbassare l’uomo, ma l’apre ad una maggiore umanità: per distendere

l’anima, donarle un maggior respiro, maggior ampiezza,

proprio come fa un trampolino». Certo, Charles Péguy ha

scritto che il Figlio di Dio non era disceso dal cielo per raccontarci

delle storielle. Ma anche le storielle possono consentirci di

entrare nella serietà dell’amore di Dio per ognuno dei suoi figli.

Interrogato sul ruolo dello humour nella vita di un papa, Benedetto

XVI ha risposto, ridendo: «Non sono il tipo che ha sempre

una storiella divertente da raccontare! Ma trovo che è molto
importante saper cogliere gli aspetti divertenti della vita e la sua

dimensione gioiosa e non prendere tutto in modo tragico, e direi

che questo è anche necessario per il mio ministero. Uno scrittore

ha detto che gli angeli possono volare perché non si prendono

troppo sul serio. E noi potremmo volare un po’ di più se non

ci dessimo delle grandi arie».

Il gusto di provocare

La provocazione fa parte integrante dell’arte di comunicare.

Interpella, risveglia chi si è addormentato ed altri sonnolenti

che campano su quella che pretendono sia l’evidenza. I pubblicitari

l’utilizzano. Tutti ricordano le differenti campagne di Benetton

che ha “giocato” con parole sensibili, come il razzismo o

l’AIDS. E, in Francia, non dimenticano la campagna della Banque

National de Paris: «Il vostro denaro m’interessa», che aveva

sia attratto che provocato reazioni di rifiuto.

a) Che cosa significa provocare?

La provocazione appartiene al grido che interpella e ridesta,

ma anche all’appello, alla richiesta di aiuto o alla resistenza.

Provocare vuol dire dunque interpellare qualcuno che avrebbe

la tendenza a non vedere, perché non si assopisca, non si

addormenti, ma è anche per l’emittente-provocatore un mezzo

per ricordare al mondo la sua esistenza, farsi intendere e far

passare un messaggio. C’è, dunque, nella provocazione, una formidabile

e insopprimibile volontà di comunicare come di essere

riconosciuti.

I provocatori sono degli artisti. Bisogna essere artista per

essere provocatore perché la provocazione è creativa, esce

dall’ordinario e rompe con esso, realizza un avvenimento.

b) Il procedimento della provocazione

Tecnicamente la provocazione è un procedimento. Mette

insieme tre funzioni del linguaggio, qui allargate alla comunicazione

(Roman Jakobson): la funzione espressiva (centrata

sull’emittente), la funzione conativa (orientata verso il destinatario),

la funzione fatica (focalizzata sul contatto).



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 520"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025419
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Introduzione: di Chino Biscontin .

1. La situazione

1.1 La relazione con Gesù qualifica

in modo essenziale la fede cristiana

di + Franco Giulio Brambilla

1.2 In che direzione va oggi il senso di Dio

di Lucio Pinkus .

1.3 La chiesa: via od ostacolo nel rapporto con Gesù?

di Paola Bignardi .

1.4 Il capitolo IV di Christus vivit

e l’accesso emotivo a Gesù

di Paola Bignardi .

1.5 Predicare Gesù, il Cristo. Una riflessione

a partire dall’impianto catechistico in Italia

di Roberto Laurita

2. Noi predichiamo Gesù Cristo

2.1 Noi predichiamo Gesù Cristo crocifisso e risorto

di Sergio De Marchi .

2.2 Annunciare Gesù come Salvatore, oggi

di Maurizio Gronchi .

2.3 Predicare Gesù manifestazione di Dio

di Massimo Epis
2.4 Parlare di Gesù come mediatore

tra Dio e gli uomini

di Roberto Del Riccio .

2.5 Annunciare Gesù vivente nella gloria

di Simona Segoloni Ruta

3. Come predicare Gesù Cristo

3.1 Paolo predica Gesù Cristo

di Antonio Landi

3.2 Come san Giovanni predica Gesù

di Andrea Albertin .

3.3 Atti 2 come esempio di predicazione su Gesù

di Alessandro Gennari .

3.4 Come parlare dei miracoli di Gesù

di Paolo Mascilongo

3.5 Come parlare del “fallimento”

della missione di Gesù

di Severino Dianich

3.6 Come parlare della risurrezione di Gesù, oggi!

di Andrea Toniolo

3.7 Come parlare della presenza di Gesù, oggi

di Antonio Montanari

3.8 Il predicatore consapevole

di parlare di Gesù alla sua presenza

di Luciano Manicardi .

3.9 Uno stile celebrativo

che apra all’incontro con Gesù

di Paolo Tomatis

 

 


INTRODUZIONE

di Chino Biscontin

Quando ci siamo riuniti, come Consiglio di Direzione di questa nostra rivista, la situazione in cui ci trovavamo non lasciava nemmeno lontanamente prevedere quello che sta accadendo ora, mentre scrivo questa introduzione. Siamo nel pieno di una terribile pandemia che fa ammalare, uccide, altera le relazioni, interviene sui servizi, sulla produzione di beni, sul contesto sociale, sulla politica, sulle relazioni internazionali. Tutto fa temere che la pandemia non cesserà molto presto, anche se schiere di ricercatori stanno indagando e lavorando su interventi farmacologici e su possibili vaccini. Anche la predicazione ha dovuto e deve ancora fare i conti con questo scombussolamento, che sta facendo traballare certezze, modi di pensare, scale di valori, e che inoltre interviene sui nostri sentimenti, anche quelli più profondi. E non solo la predicazione, ma l’intero apparato di ricomprensione del Vangelo e delle sue conseguenze va rimesso in cantiere. Solo per fare qualche cenno: sarà urgente ricomprendere alla luce dell’insegnamento e del comportamento di Gesù in che cosa consista la “salvezza” di cui parliamo: bisognerà dilatare di molto la comprensione. Sarà urgente una robusta riflessione su come dobbiamo andare verso Dio: con quali immagini, a partire da quali esperienze, con quali comprensioni. Il che esigerà una maniera diversa di attingere luce dalle Scritture. Dal punto di vista della comprensione della Chiesa, della sua missione, di
come svolgerla, di come comprendere quella che chiamiamo salvezza e altro ancora, bisognerà dilatare gli orizzonti tenendo conto che l’azione di Dio riguarda il Regno annunciato da Gesù, che va oltre i confini della Chiesa, che in essa può anche trovare ostacoli e che riguarda quei beni ai quali nella Chiesa non si dà sempre un’importanza adeguata. Che dire nel frattempo? La prima cosa che mi viene in mente è che dobbiamo contrastare con decisione ed energia chi afferma che questa pandemia è un castigo di Dio e che Dio, dunque, avrebbe in essa una parte attiva. È una bestemmia e come tale va trattata (papa Francesco). Così pure va contrastato ogni tentativo di andare a trovare nella Bibbia “profezie” riguardo a ciò che ci sta capitando, quasi che la cosa fosse prestabilita e programmata da tempo. La seconda cosa è che questa infezione è un male e come tale va considerata. Sarebbe stato meglio che non ci fosse mai stata. Non condivido il modo di parlarne di chi la interpreta come un’occasione positiva, un’opportunità di un qualche bene che ci è data. Dal male può venire solo del male che, se trova in noi una qualche alleanza, anche sotto forma di minimizzazione o di mancato impegno per farvi fronte, può anche dilatarsi e diventare un male ancora più grande. Perciò non è ben indirizzato lo sforzo di chi cerca un senso a ciò che ci sta capitando, se per “senso” si intende qualcosa di positivo, di buono. Il male può essere simboleggiato dal buio, e dal buio non ci si può attendere luce. Stiamo vivendo una sfida radicale e le domande sensate sono quelle che indirizzano la ricerca, le motivazioni, l’azione per farvi fronte, per far indietreggiare l’immensa valanga di male che ci è rovinata addosso. Certo, essa pone delle domande fondamentali sul piano della fede, che possono essere riassunte in queste due: Perché Dio permette tutto questo? Perché Dio non interviene? Se con la parola “permette” si intende che Dio avrebbe potuto impedire tutto questo e non lo ha fatto, si ritorna alla bestemmia di cui sopra. Per cui la vera domanda è la seconda: Perché Dio non è intervenuto e non interviene?
La risposta va cercata nell’interazione tra la libertà di Dio e la libertà degli uomini. Dio ci ha creati liberi e lealmente rispetta la nostra libertà. E noi possiamo usare male la libertà, provocando il male. Da parte di Dio, il suo impegno è la sua azione nelle nostre coscienze mediante lo Spirito Santo. Qui sta l’impegno di Dio nel passato e nel presente: ispirazione, sostegno, ripresa in seguito a delle nostre scelte sbagliate, perdono e non castigo, e così via. Chi ha occhi di fede, vede il suo impegno in questo senso, che è immenso, fedele e costante: la Bibbia è testimonianza di questo. Vedo l’impegno di Dio nell’eroismo sorprendente che stanno dimostrando medici, infermieri, tecnici, dirigenti e tanti altri ancora per curare i malati, per frenare il contagio, per trovare un rimedio. Non è casuale che papa Francesco continuamente volga e faccia volgere lo sguardo in quella direzione: la trasparenza verso Gesù di tutti costoro, agli occhi di chi vede, è del tutto evidente. L’impegno di Dio che qui si vede, mediato dalle libertà di chi, consapevole o meno, lo asseconda, è davvero grandissimo. Un’ulteriore domanda potrebbe essere questa: affidando la libertà agli uomini, Dio non ha corso un rischio troppo grande? Chi risponde di sì a questa domanda deve assumersi la responsabilità di dire che sarebbe stato meglio non creare gli esseri umani. Personalmente rifiuto questo modo di pensare, perché lo vedo suggerito dal male e non dall’amore verso la gente o da un modo corretto di pensare Dio. La misericordia di Dio consiste nel restare fedele all’umanità anche quando molti uomini fanno del male, e questa sua fedeltà nel volerci bene nonostante tutto ispira un grande amore per l’umanità, nonostante tutto. È quello che si vede nei medici, negli infermieri e in tutti gli altri di cui ho parlato. Il male nel quale ci troviamo, oltre che nell’inevitabile fragilità di esseri limitati quali noi siamo, ha le sue radici in comportamenti sbagliati da parte nostra. Alcune di queste radici possiamo vederle e le abbiamo viste anche in queste settimane negli opportunismi e nei calcoli fatti sulla pelle delle persone, da parte di chi ama il proprio denaro e il proprio potere più di quanto
abbia a cuore la sorte degli altri. Altre radici si infilano dentro i meandri dei secoli, dentro la vastità dell’umanità, e non sono individuabili. È su questo punto che il male che ci sta colpendo sfida la nostra reazione. È dalla nostra reazione, non dal male, che può venire un qualche bene. Reazione di riconsiderazione generale del nostro modo di pensare, di valutare, di decidere, di comportarci. Ma su questo punto mi pare che le riflessioni si moltiplichino e che molte di esse vadano nella direzione giusta: riconsiderare il nostro rapporto con Dio, riconsiderare il rapporto tra di noi, riconsiderare il rapporto con l’ambiente naturale, i rapporti sociali, politici, internazionali. È certo che una fede limpida, vissuta con sincerità e lealtà, riflettuta responsabilmente ha molti doni da fare. Anzitutto quello della bontà disposta a pagare un prezzo alto per il prossimo, il rispetto rigoroso per gli altri in tutti i rapporti sociali, una speranza che non viene meno anche in mezzo a tante difficoltà, pericoli e di fronte alla paura. Dio non ha impedito quel male terribile che è stata l’uccisione di Gesù; ma egli l’ha sostenuto, perché avesse la forza di consegnare agli uomini il proprio insegnamento, con le parole e con l’esempio, e con esso un’apertura totale alla fede in Dio. La sfida «scendi dalla croce» è sulla bocca di chi non amava e non capiva Gesù, e non era aperto a Dio. Naturalmente va escluso che l’uccisione di Gesù, in quanto male, sia stata voluta e programmata da Dio, come “castigo” per i peccati degli uomini. Non è l’uccisione di Gesù che manifesta l’opera di Dio, al contrario manifesta il suo rifiuto; è la volontà di Gesù di portarci il dono che Dio aveva messo nelle sue mani, dono indispensabile perché la storia degli uomini non fosse un insensato cumulo di cattiverie e di vittoria del male nelle sue mille e mille forme, che lo ha portato a non tirarsi indietro quando per farlo si esponeva a rischi mortali; l’opera di Dio si manifesta in questa eroica fedeltà nella bontà di Gesù. Un’ulteriore possibile domanda riguarda i miracoli. Dio li ha compiuti, Gesù li ha compiuti, attraverso i santi sono avvenuti. Perché Dio non usa i miracoli? È una domanda alla quale non
trovo risposta, dato il fatto che i miracoli non risultano la maniera ordinaria di Dio per darci una mano, ma “segnali” che, nonostante tutto, la nostra situazione non gli è sfuggita di mano. In questo senso non vedo i miracoli come qualcosa di “magico” che noi possiamo provocare, se siamo capaci di realizzare certe condizioni; né vedo in essi una linea logica che ci possa far intravedere come afferrarne la forza. Rimangono unicamente nelle mani di Dio come “segni”. Alla fine, come tutti gli interrogativi posti alla fede dal male, qualunque esso sia, la speranza ci è data dalla partecipazione del Figlio di Dio alle nostre tragedie umane e dalla risurrezione di Colui che era stato crocifisso: aveva affidato la sua vita nelle mani del Padre prima di spirare, quelle mani si sono dimostrate affidabili. Il “miracolo” della risurrezione di Gesù è il “segnale” supremo che, anche quando siamo immersi in un male più grande, anche quando dobbiamo affrontare la malattia, anche quando si affaccia la morte, possiamo dire a Dio: «Padre, nelle tue mani è la mia vita». È questo l’atto più alto, più limpido e supremo della fede: un totale affidamento a Dio, cosicché non vi sia più alcuna ombra tra lui e noi. Personalmente fra le tante immagini che mi aiutano a pensare Dio nella fede e a pregare, è il vederlo come un’immensa, infinita risorsa di positività: di vita, di amore, di coraggio, di speranza, di perdono e di tutto ciò che è umanamente bene, di tutto ciò che può far fronte a ciò che è umanamente male. Gesù, il Figlio di Dio sorto come uomo in mezzo a noi, partecipe leale della nostra esistenza, anche nella sua esposizione alla sofferenza, anche nella sua esposizione alla morte, lui come rivelazione suprema di chi Dio vuole essere per noi e di chi noi siamo per lui, lui come Signore risuscitato da Dio e vivente, lui personalmente è la nostra “salvezza” nel senso più pieno della parola, in tutte, proprio tutte, le dimensioni in cui come esseri umani abbiamo bisogno di essere salvati.



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 518"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025358
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDEX

Per comunicare meglio

60. I casi difficili/29

Esposti in prima persona, con le proprie

vicende personali (R. Laurita)

I nostri modi di dire

20. Gesù accoglie tutti

1. «Gesù accoglie tutti». L’accoglienza,

le porte chiuse e le città murate (A. Carrara)

2. «Gesù accoglie tutti». tutti, ma proprio tutti? (D. Albarello)

3. Per un’accoglienza generosa e intelligente (M. Ambrosini)

Il giardino del mondo

Un invito a meravigliarsi, custodire, coltivare la vita (C. Cremonesi)

Dalla 16ª alla 20ª ordinaria

19 luglio / 16 agosto

16ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, M. Torcivia, M. Orizio)

17ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, P. Bignardi, M. Orizio)

18ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, + F.G. Brambilla, A. Ghersi)

19ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, L. Alici, A. Ghersi)

Assunzione della Vergine Maria (M. D’Agostino, S. Cumia)

20ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, L. Vantini, A. Ghersi)

 

60.

I casi difficili /29

Esposti in prima persona,

con le proprie vicende personali

di Roberto Laurita

Nella precedente puntata abbiamo sviluppato l’analisi della risposta di un prete alla lettera anonima di “un Amico” che gli era stata inviata. Ci aveva colpito il piglio diretto, la schiettezza del dialogo, il contrappunto tra il passato e il presente, il contenuto riguardante vita cristiana e ministero sacerdotale. A proposito di quest’ultimo tema potremmo domandarci: qual è la sorgente di questo modo di vedere il servizio presbiterale? Perché la coscienza dei propri limiti («non essere sempre all’altezza della missione ricevuta»), dell’alto ideale che si propone («essere prete secondo il cuore di Dio e le giuste esigenze della gente») non lo fa sprofondare nel pessimismo o nei sensi di colpa? Le ragioni sono due e vengono esplicitate da due frasi, collocate una dopo l’altra, che costituiscono un po’ i cardini di tutto il discorso:

• «So che il Signore è con me e che è Lui che mi ha chiamato ad essere prete e che non mi abbandona mai».
• «Poi trovo affetto, collaborazione, vicinanza, sostegno da molte persone e questo fa sì che non mi sento mai solo, anche nei momenti difficili e impegnativi». Così, paradossalmente, grazie a questi due punti di riferimento, accade che anche l’essere considerati «una razza in via di estinzione» non fa paura e si è «pienamente d’accordo» nel ravvisare anche nella crisi numerica dei preti «un segno di Dio» e «una provvidenza».

 5. Ma c’è un altro aspetto che vorremmo segnalare ai nostri lettori e che colpisce in questo testo: l’equilibrio tra razionale e affettivo, tra intelligenza e sentimenti. Questo equilibrio è forse possibile proprio perché manca qualsiasi atteggiamento dotto, qualsiasi riferimento alla dottrina, qualsiasi citazione di documenti della gerarchia cattolica o di autori molto considerati. Le citazioni evangeliche sono ridotte all’osso. Il capitale simbolico è evocato in modo sobrio e con parole proprie. La presentazione di Gesù consiste in alcune pennellate appassionate: «dava gratis da mangiare a chi veniva ad ascoltarlo»; «stupiva con i suoi miracoli»; ma anche «chiedeva qualcosa di impegnativo »; «non demordeva»; «entrava in tutte le case, parlava a tutti dell’amore del Padre, non aveva paura di “perdere tempo”». È un Gesù, comunque, che non assicura il successo immediato, ieri come oggi. Lui stesso, infatti, ha sperimentato il calo di consenso e il fallimento: «quasi tutti si tiravano indietro e se la svignavano elegantemente, proprio come avviene adesso». Si evoca il Vangelo, certo, ma per constatare che la religione che ognuno si inventa «spesso non è la religione del Vangelo». E quando si parla della Pasqua, del Cristo risorto, si ammette che «dovrebbe rivoluzionare la nostra vita», «dovrebbe lasciare il segno ogni volta che arriva, con le sue proposte sconvolgenti». Non sfugga ai lettori, comunque, il modo in cui è presentato il Mistero pasquale. Nessuna concessione all’apologetica, ma piuttosto la presentazione delle coordinate che esso può assumere nell’esistenza quotidiana: «amate i vostri nemici»; «fate del bene a tutti»; «perdonate sempre a tutti».
Nulla di dotto, dunque, in tutto questo. C’è invece l’esercizio dell’intelligenza, che legge in profondità la propria storia individuale e quella più grande in cui si è immersi. Lo abbiamo già rilevato nei passaggi dal passato (ieri, un tempo) al presente (oggi), nel riconoscere le difficoltà, nel non ignorare pregi e difetti delle comunità in cui ci si trova a vivere, nel segnalare l’indifferenza, la fede “fai da te”, le “mille altre cose per la testa” e i “mille problemi” (con quello religioso che «non è certamente tra i primi della lista»). E anche la noia a messa («una funzione noiosa e che non dice nulla»). Non c’è solo lucidità, tuttavia, in queste analisi, c’è anche fede e speranza. Lo abbiamo segnalato proprio mettendo in luce la passione e la simpatia, l’ottimismo che trasuda dalle righe, insieme ai sentimenti. Questo prete che risponde al suo interlocutore non li nasconde perché sono parte importante del suo ministero: la contentezza («sono molto contento di essere prete»; «sono contento di essere parroco»), il rincrescimento, ma anche la fiducia («non mi abbandona mai»). E poi l’affetto, la vicinanza (fatta di collaborazione e sostegno), la gratitudine [...]



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 517"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025334
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

Per comunicare meglio

59. I casi difficili/28.

Esposti in prima persona, con le proprie

vicende personali (R. Laurita)

I nostri modi di dire

19. «Dio vede e provvede»

1. La provvidenza, ovvero un Dio sempre vicino (A. Carrara)

2. Tensione verso l’essenziale (P. Rota Scalabrini)

3. Libertà e provvidenza. Una lettura cristologica (M. Aliotta)

La rivoluzione della tenerezza

Celebrazione in onore del Sacro Cuore

L. Guglielmoni – F. Negri

Dalla SS. Trinità

alla 15ª ordinaria

7 giugno / 12 luglio

Santissima Trinità (M. D’Agostino, S. Cumia)

SS. Corpo e Sangue di Cristo (M. D’Agostino, S. Cumia)

12ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, I. Siviglia, M. Gallo)

13ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, R. Mancini, M. Gallo)

14ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, E. Olivero, M. Gallo)

15ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, E. Caretti, M. Orizio)

 

59.

I casi difficili /28

Esposti in prima persona,

con le proprie vicende personali

di Roberto Laurita

Nella precedente puntata avevamo presentato la lettera di un anonimo (“Un Amico”) al suo parroco. Forniamo oggi la risposta che il destinatario ha voluto preparare e rendere pubblica. Risponde don … Carissimo Amico, ho letto e riletto varie volte la tua lettera. L’ho molto gradita, per la tua schiettezza e soprattutto perché mi sento molto in sintonia con quanto tu scrivi. L’ho messa sul tavolo della scrivania, così me la trovo ogni giorno davanti e la rileggo con attenzione. Vorrei solo fare alcune sottolineature e osservazioni. Tu dici «anche voi preti state attraversando un periodo non troppo bello». È vero solo in parte, perché la nostra è sempre stata una scelta un po’ controcorrente. Un tempo si era riveriti e la parola del prete era “vangelo”, oggi la stima e la fiducia bisogna conquistarsele. Una volta il prete era una persona un po’ lontana e staccata dalla gente. Oggi generalmente il parroco è una persona della comunità, senza più privilegi o piedistalli, aperto a tutte le critiche e trasparente in tutte le sue attività. Certamente è più difficile fare il prete oggi che cento o soltanto cinquanta anni fa, ma è molto più bello e stimolante. Personalmente sono molto contento di essere prete, perché so di compiere un compito molto alto e importante: portare Cristo all’uomo d’oggi che sta cercando chi dia vero senso alla sua vita, senso che solo in Cristo può trovare. Sono contento di essere parroco a San …… di ………… e a San …….. di ….., due comunità diverse una dall’altra, con pregi e difetti da ambedue le parti, ma dove è facile entrare in contatto con tutti e dove sono ancora ampie le possibilità di fare del bene e migliorare. Porto con me il rincrescimento di non essere sempre all’altezza della missione ricevuta, constato che essere prete secondo il cuore di Dio e le giuste esigenze della gente è un compito alto, umanamente impossibile. So che il Signore è con me e che è Lui che mi ha chiamato ad essere prete e che non mi abbandona mai. Poi trovo affetto, collaborazione, vicinanza, sostegno da molte persone e questo fa sì che non mi sento mai solo, anche nei momenti difficili e impegnativi. Continui nella tua lettera: «oggi viviamo in un mondo praticamente pagano, che ha solo una cornice di cristianesimo: chi ascolta ancora la vostra voce?». Anche questo è vero solo in parte: indubbiamente oggi c’è molta indifferenza, tanti si sono costruiti una fede “fai da te”, dove ognuno si inventa una sua religione, che spesso non è la religione del Vangelo. Si fa fatica a parlare di Gesù Cristo a ragazzi che hanno mille altre cose per la testa, ai quali la Cresima, come sacramento, interessa ben poco e la messa è una funzione noiosa e che non dice nulla. Si fa ancora più fatica a parlare ai genitori che alzano le orecchie solo quando si parla di soldi, a cui interessa solo fare bella figura, che sono presi da mille problemi e quello religioso non è certamente tra i primi nella lista. Però c’è anche tanto bene tra la nostra gente, che non appare e non fa notizia. Ci sono molte persone che pregano, ci sono giovani che sono sinceramente alla ricerca, con cui si può avere un [...]



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 516"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025273
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

RUBRICA

Per comunicare meglio

58. I casi difficili/27.

Esposti in prima persona, con le proprie vicende personali (R. Laurita)

I nostri modi di dire

18. «Essere testimoni del Vangelo»

1. «Essere testimoni del Vangelo»: i significati impliciti di una frase nota (A. Carrara)

2. «Essere testimoni del Vangelo»: punto di vista teologico (M. Vergottini)

3. Essere testimoni del Vangelo con la vita (D. Rocchetti)

In cammino con Maria

C. Cremonesi

Tempo pasquale 2020

12 aprile / 31 maggio

Domenica di Pasqua (M. Bonelli, S. Toffolon, R. Laurita)

2ª domenica di Pasqua (M. Bonelli, S. Toffolon, R. Laurita)

3ª domenica di Pasqua (M. Bonelli, S. Toffolon, R. Laurita)

4ª domenica di Pasqua (M. Bonelli, S. Toffolon, R. Laurita)

5ª domenica di Pasqua (M. Bonelli, S. Toffolon, R. Laurita)

6ª domenica di Pasqua (M. Bonelli, S. Toffolon, R. Laurita)

Ascensione del Signore (M. Bonelli, S. Toffolon, R. Laurita)

Domenica di Pentecoste (M. Bonelli, S. Toffolon, R. Laurita)

 

58.

I casi difficili /27

Esposti in prima persona,

con le proprie vicende personali

di Roberto Laurita

 

Affrontando il tema della funzione espressiva e del posto dell’«io» nella catechesi, Xavier Thévenot («L’etica dell’atto catechistico. Etica e funzione del linguaggio in catechesi», in Aa.Vv., La morale in catechesi, problematiche e prospettive, Paoline, Milano 1991, pp. 81-106) ricorda che «preoccuparsi di dar testimonianza è preoccuparsi dell’aspettativa degli altri» (p. 90). Ma, paradossalmente, proprio questo far posto all’altro rischia di essere «una manifestazione bella e buona di ciò che alcuni chiamano la ‘malattia dell’idealismo’». Infatti, «quando nella testimonianza l’aspettativa degli altri è instaurata come criterio della qualità di vita del testimone, questi altri si trasformano in oggetti-specchio a servizio dell’immagine ideale del testimone e non in soggetti di comunicazione portatori di una novità di domanda» (p. 91).

• Ecco perché una testimonianza autentica è quella che nasce da una dialettica di rinuncia-scoperta: «rinunciare ad un’immagine totalmente idealizzata di se stessi per scoprire che l’io si sviluppa sempre nell’ambivalenza; rinunciare all’illusione secondo la quale la distanza tra il dire e il fare può essere totalmente abolita per scoprire che la vita umana e cristiana è un’avventura rischiosa in cui io sono incapace di fare tutto quello che dico e di dire tutto quello che faccio; rinunciare a guardarsi nella propria pseudo “profonda indegnità” per scoprire che io sono certamente peccatore, ma peccatore reintegrato da Cristo nella sua dignità di figlio e di figlio di Dio» (ibid.).
• Accettare questa realtà, sempre in divenire, mai compiuta, e vivere la condizione per certi aspetti paradossale dell’esistenza cristiana non è facile. Non lo è neppure per un ministro della Chiesa. Ecco perché è apprezzabile lo sforzo dell’autore della “lettera” che abbiamo fornito nella precedente puntata.
• Ammettere i propri limiti è un’operazione che ci consegna agli occhi degli altri nella nostra nudità e ci sottrae alla facile tentazione di creare una “statua” di noi stessi, senza difetti e senza incrinature, nel vano tentativo di corrispondere pienamente alle loro attese impossibili. 
• Detto questo, però, non possiamo fare a meno di notare come il testo analizzato rimanga forse troppo nel generico e si sottragga alla possibilità di dare un nome concreto, circostanziato, alle “lentezze”, ai “ritardi”, alle “inadempienze”. È chiedere troppo? Porterebbe a pronunziare una confessione pubblica in piena regola? Certo è che più nebulose sono le ammissioni, meno disagevole risulta il modo di procedere perché tutto appare avvolto da una genericità che funge da cortina fumogena. Il dubbio che abbiamo espresso, in ogni caso, nulla toglie al pregio di un tentativo riuscito di chiedere scusa in modo esplicito per i propri difetti e le proprie fragilità.  

*** Abbiamo già avuto modo di affermarlo molte volte nel corso di questa rubrica: il prete, nel suo ministero, è inevitabilmente una persona che vive sotto i riflettori, esposto alle curiosità, alle osservazioni, alle critiche della gente. Le scelte che adotta, le decisioni che prende – da quelle più minute a quelle più importanti – sono tutte sottoposte al vaglio dei suoi parrocchiani, che non sempre si mostrano benevoli e che, in ogni caso, esprimono criteri contrastanti di valutazione. Non di rado un prete si trova, nella cassetta della posta, la lettera di un fedele che esprime richieste, manifesta dissenso, provoca con giudizi taglienti o con qualche rimprovero molto diretto. Per lo più si tratta di comunicazioni anonime. Chi le ha costruite non ha neppure il coraggio di firmarsi, di uscire allo scoperto, di dichiarare la sua identità. Gli basta aver procurato un po’ di sofferenza. Non gli interessa un confronto, un dialogo franco e adulto. Ma qualche volta si ha modo di imbattersi in qualcuno che non si limita a denunciare qualcosa che non va, ma dà prova di un’attenzione benevola perché vede i cambiamenti accaduti e quelli in corso, la situazione complessa e non sempre facile con cui ogni prete si deve misurare quotidianamente. A titolo esemplificativo abbiamo scelto, allora, di proporre uno scambio epistolare tra un parroco e quello che si definisce “un amico”. Ci aiuta a fare un utile esercizio a proposito di comunicazione.   Lettera di un fedele e risposta di don ……. Carissimi, poco tempo fa ho ricevuto una bella lettera che ritengo utile e interessante pubblicare. Di seguito la trascrivo unitamente alla mia risposta. Vi invito a leggerle: penso possano essere per tutti uno spunto di riflessione. Carissimo don ….., è da molto tempo che voglio scriverti questa lettera e finalmente ci sono riuscito. Non sapevo da dove cominciare, perché avevo tante cose in mente che volevo dirti e non sapevo quali scegliere e da dove iniziare. Innanzitutto ti devo dire subito che non ho molta simpatia per [...]



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 515"
Editore: Queriniana Edizioni
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Ean: 2484300024917
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

Per comunicare meglio

57. I casi difficili/26.

Esposti in prima persona, con le

proprie vicende personali (R. Laurita)

I nostri modi di dire

17. «... A posto con Dio»

1. «A posto con Dio» (A. Carrara)

2. «A posto con Dio»: il punto di vista biblico (+ Luciano Monari)

3. È possibile sentirsi a posto con Dio? (A. Gaino)

Per scoprire il senso del digiuno

R. Laurita

Tempo di Quaresima 2020

26 febbraio / 11 aprile

Mercoledì delle Ceneri (L. Rossi, M. Della Bianca, R. Laurita)

1ª domenica di Quaresima (L. Rossi, M. Della Bianca, R. Laurita)

2ª domenica di Quaresima (L. Rossi, M. Della Bianca, R. Laurita)

3ª domenica di Quaresima (L. Rossi, M. Della Bianca, R. Laurita)

4ª domenica di Quaresima (L. Rossi, M. Della Bianca, R. Laurita)

5ª domenica di Quaresima (L. Rossi, M. Della Bianca, R. Laurita)

Domenica delle Palme (L. Rossi, M. Della Bianca, R. Laurita)

Giovedì santo (R. Laurita, M. Della Bianca)

Venerdì santo (R. Laurita, M. Della Bianca)

Veglia pasquale (R. Laurita, M. Della Bianca)

 

 

57.

I casi difficili /26

Esposti in prima persona,

con le proprie vicende personali

di Roberto Laurita

In questa puntata proseguiamo l’analisi di un racconto, rintracciato sul sito online di un settimanale diocesano, per poi affrontare un tema spinoso: Come esprimersi quando chi scrive è esposto in prima persona, con le sue vicende personali? Avevamo lasciato la cronaca della seduta del Consiglio Pastorale Parrocchiale (d’ora in poi: CPP) nel momento in cui rilevava come una comunità senza la presenza del prete rischia sia un impoverimento che una disgregazione interna fra i tanti gruppi di volontariato. Ecco perché i membri del CPP invitano a “ritardare” l’istituzione dell’Unità Pastorale, al fine di “preparare meglio il futuro”. Una proposta dettata da saggezza? Chi scrive vi scorge, assieme al suo amico, anche qualcos’altro… E lo fa emergere nel terzo paragrafo: ritardare può diventare un espediente per affossare il progetto. Ecco perché, interpellati, i due “esterni” rispondono bloccando sul nascere quello che potrebbe assurgere a diversivo: «dati i tempi, il progetto appare come improrogabile». Ma non può bastare raggiungere il consenso su questa affermazione. I membri del CPP si spingono oltre: «prepararsi e anche preparare il terreno, con una proficua gradualità, già fin d’ora e concretamente per un nuovo tipo di organizzazione». A questo punto la domanda del parroco, presidente del CPP, fa da detonatore ad un progetto preciso: «Che cosa si può proporre nell’immediato?». Prende così corpo quello che costituisce un vero e proprio vademecum per arrivare all’istituzione di un’Unità Pastorale. Eccone le tappe: • continuare il rapporto di collaborazione tra le parrocchie; • potenziarlo e consolidarlo, superando le resistenze dei parroci (da “catechizzare”); • riunire i consigli pastorali e i consigli degli affari economici in sedute congiunte «per armonizzare bene la vita pastorale» e «mettere le basi per un insieme di pratiche e di usanze che coinvolgono tutte le parrocchie»; • affidare ad uno dei parroci l’incarico di «coordinatore del gregge e delle attività comuni». A questo percorso manca, tuttavia, una tappa decisiva: «attuare incontri con le comunità coinvolte per informarle, creare consenso, indicare gli organismi importanti e necessari…». Ai nostri lettori non sfuggirà che nel testo si invoca due volte l’intervento di qualcuno che vigili. Non si tratta, infatti, di un processo spontaneo. I due estensori non esitano ad indicare il ruolo dei superiori (che evocano con stile dichiaratamente pretesco: “i nostri superiori”), ma anche qualcuno che assicuri un sostegno e un indirizzo alle riunioni proposte. La conclusione mette il sigillo a tutto il componimento: «Francamente, noi due, il Belsito e io, siamo convinti di aver partecipato a un signor momento di Chiesa». Sì, arrivati alla fine, tutti i nostri lettori se ne saranno accorti: siamo dentro una fiction, che non è fantasia [...]



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 514"
Editore: Queriniana Edizioni
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Pagine:
Ean: 2484300024641
Prezzo: € 7.00

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Per comunicare meglio

56. I casi difficili/25.

Presentare una novità (R. Laurita)

I nostri modi di dire

16. «Il Signore ha voluto così»

1. «Dio ha voluto così»: dal Dio assente e lontano al Dio presente e vicino (A. Carrara)

2. Dio ha voluto così!

Una sfida alla nostra immagine di Dio (P. Bignardi)

3. La Provvidenza: in che modo Dio ha a che fare con gli eventi della nostra vita? (A. Cozzi)

Giocare d’anticipo

Celebriamo il sistema preventivo

di don Bosco (G. Novella)

Epifania – 7ª ordinaria

6 Gennaio / 23 febbraio

Epifania del Signore (G.L. Carrega, R. Laurita)

Battesimo del Signore (G.L. Carrega, R. Laurita)

2ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, G. Zanchi, V. Brunello)

3ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, L. Manicardi, V. Brunello)

Presentazione del Signore (M. D’Agostino, V. Brunello)

5ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, P. Bignardi, A. Andretto)

6ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, C. Zuccaro, A. Andretto)

7ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, V. Soncini, A. Andretto)

 

 

56. I casi difficili /25 Presentare una novità di Roberto Laurita 

Dopo la lettera «Ai parrocchiani rimasti senza prete» (del COP, Centro di Orientamento Pastorale) nella puntata precedente abbiamo proposto un testo apparso su un bollettino parrocchiale: «Ecco la “nuova” parrocchia di……». Chi scrive è un laico, il presidente del Consiglio Pastorale Parrocchiale (d’ora in poi: CPP). A dire il vero, stando al can. 536 del Codice di Diritto canonico, a presiedere il CPP dovrebbe essere il parroco. A un laico si affida solitamente il ruolo di vice-presidente. Quali sono gli obiettivi di questo scritto? • «Raccontare la nuova situazione»; • «provare a spiegare come stiamo operando e come ci siamo organizzati». In effetti: • la prima parte del documento è dedicata a narrare i «notevoli sconvolgimenti» e le «tante novità» che hanno interessato “la comunità” (probabilmente si allude a quella civile) e “la parrocchia”. I fatti sono indicati in modo semplice e diretto: – «non abbiamo più tra noi un parroco residente»; – e tuttavia c’è «un parroco responsabile» che sta «conducendo sapientemente» la parrocchia. È «il nostro parroco, nominato direttamente dall’arcivescovo». È «il nostro Pastore ed ha la responsabilità assoluta, sia spirituale che amministrativa, della nostra parrocchia»; • la seconda parte della lettera, molto più consistente, è invece consacrata all’organizzazione della parrocchia dopo gli avvenimenti che ne hanno mutato il volto abituale. Si tratta, infatti, di mostrare «come funzionerà adesso la nostra parrocchia ». Non casualmente si esprime la preoccupazione «che il tutto funzioni al meglio» e si parla di «organigramma parrocchiale, stilato e realizzato con la supervisione del parroco». Veniamo così a conoscere dettagliatamente le mansioni di coloro che potremmo designare come il personale religioso: il parroco e due sacerdoti che “collaborano” con lui e “cooperano” con la parrocchia. C’è chi celebra i funerali e si rende disponibile per le confessioni, chi presiede la messa prefestiva e collabora nella catechesi, fungendo anche – il termine usato non è molto nobile – da “tampone” nelle emergenze. A questi va aggiunto un terzo collaboratore che celebra le messe della domenica. Ci sono quindi le suore – quattro – alle quali è affidata la liturgia della Parola e il momento di preghiera quotidiano, la distribuzione della Comunione ai malati, ma anche il decoro della chiesa, il catechismo e i bambini della Scuola dell’infanzia. Non mancano gli apprezzamenti rivolti a preti e suore. Di queste ultime si dice che costituiscono una «presenza viva, importantissima, insostituibile». Del parroco si apprezza la sapienza con cui sta conducendo la parrocchia. Il suo ruolo ci sembra venga un po’ enfatizzato, allo scopo forse di rendere meno difficile l’assenza del predecessore che era residente («nominato direttamente dall’arcivescovo »; «è il nostro Pastore»; «ha la responsabilità assoluta »). Del terzo collaboratore si mette in evidenza il tentativo di inserirsi «nel tessuto sociale del paese» (anche attraverso il «momento di socializzazione post-messa»), tanto da essere considerato «uno dei nostri». A questo proposito come non notare il bisogno di potere instaurare, almeno con uno dei s




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Titolo: "Servizio della Parola - n. 511-512"
Editore: Queriniana Edizioni
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Pagine:
Ean: 2484300024597
Prezzo: € 7.00

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INDEX

Per comunicare meglio

54. I casi difficili/23. Presentare una novità (Roberto Laurita

DOSSIER

I nostri modi di dire

 14 «Il nostro fratello è già in paradiso»

1. «Il nostro fratello è già in paradiso»

(Alberto Carrara

2. Il “paradiso”: prospettiva teologica (Giovanni Ancona

3. La predicazione sui “novissimi” (Giacomo Canobbio

SUSSIDIO

Chi cerca la felicità?. «Si avvicinarono a Lui...»

(Massimo Pirovano

PREPARARE LA MESSA

Dalla 29ª domenica ordinaria alla solennità di Cristo, Re dell’universo 

29a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, + Gianni Ambrosio, Michele Roselli) 

30a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Paola Bignardi, Michele Roselli) 

Tutti i Santi (Alessandro Gennari, Martino Della Bianca) 

Commemorazione dei fedeli defunti (Martino Della Bianca) 

31a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Cecilia Cremonesi, Daniele Piazzi) 

32a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Ina Siviglia, Daniele Piazzi) 

33a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Maria Agnese Moro, Gabriele Tornambé) 

Gesù Cristo, Re dell’universo

(Alessandro Gennari, Michele Nicoletti, Gabriele Tornambé)

 

 

Per comunicare meglio

54. I casi difficili /23

Presentare una novità

di Roberto Laurita

Nel testo presentato nella puntata precedente, avevamo rilevato come i problemi connessi con la nascita di un’Unità pastorale di fatto non appaiano.

Naturalmente la gran parte dello spazio di quell’intervista è consacrato ad illustrare le ragioni ideali che stanno alla base dell’Unità pastorale, che è «una forma di comunione, collaborazione e corresponsabilità tra due o più parrocchie». Il patrimonio simbolico mobilitato è di tutto rispetto (1 Cor 12 e Ef 4,12-16), con citazioni anche corpose (alcune righe). Gli obiettivi sono decisamente cristologici: comunione «innanzitutto con il Signore Gesù»; corresponsabilità come modo per volgere «le pluralità di attitudini a svilupparsi nell’armonia dell’unico intento: andare a Cristo e condurre a Cristo». Anche l’impianto ecclesiologico è solido. Il fine è «il sostegno e la valorizzazione di tutti i cristiani» perché ognuno «ha un dono “particolare” per il bene di tutti» e si tratta di «diventare più cristiani insieme», prendendosi cura gli uni degli altri. Del resto la Chiesa è «un corpo vivo e vivente». Che cosa pensare globalmente di questo documento?

[...]

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Titolo: "Servizio della Parola - n. 513"
Editore: Queriniana Edizioni
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Pagine:
Ean: 2484300024627
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

SOMMARIO

Per comunicare meglio

55. I casi difficili/24.

Presentare una novità (R. Laurita) 3

I nostri modi di dire

15. «Annunciare a tutti la buona novella» 11

1. «Annunciare a tutti la buona novella»:

il dramma dell’annuncio cristiano (A. Carrara) 13

2. «Annunciare a tutti la buona novella»:

il significato dell’espressione (M. Menin) 17

3. L’essenziale dell’annuncio cristiano (M. Aliotta) 21

Festa delle famiglie

Celebriamo gli anniversari (R. Laurita) 29

Avvento - Natale 2019

1 dicembre / 5 Gennaio

1ª domenica di Avvento (G.L. Carrega, R. Laurita) 57

Immacolata Concezione (G.L. Carrega, R. Laurita) 78

3ª domenica di Avvento (G.L. Carrega, R. Laurita) 100

4ª domenica di Avvento (G.L. Carrega, R. Laurita) 121

Natale del Signore (G.L. Carrega, R. Laurita) 142

Santa Famiglia (G.L. Carrega, R. Laurita) 179

Maria Madre di Dio (G.L. Carrega, R. Laurita) 201

2ª domenica dopo Natale (G.L. Carrega, R. Laurita) 221

 

55.

I casi difficili /24

Presentare una novità

di Roberto Laurita 

 

Abbiamo terminato la puntata precedente esaminando un

documento episcopale che introduce un nuovo assetto pastorale

che comporta il riordino dei vicariati (foranie) e l’istituzione

delle Unità pastorali.

Abbiamo già fatto notare che queste non provocano problemi

tra i fedeli quando, al di là di alcune nuove collaborazioni,

lasciano intatta la situazione per quanto riguarda la presenza

dei preti. È il caso di due parrocchie che vengono a formare

un’Unità pastorale, ma mantenendo ognuna il proprio parroco

residente.

Le cose vanno diversamente quando viene a mancare il parroco

residente e quindi è giocoforza che i cristiani di una comunità

usufruiscano del ministero del prete in modo diverso, accordandosi

con le esigenze di altre parrocchie.

In tale frangente un momento di smarrimento è più che comprensibile.

Come reagire? Quali parole usare per aiutare a superare

un momento difficile, che tuttavia può diventare anche

un’occasione di crescita?
Al proposito vorremmo presentare ai nostri lettori due documenti

molto diversi tra loro. Entrambi, però, non possono essere

ricondotti alla penna di un prete o solo ad essa.

Il Centro di Orientamento Pastorale (COP) è nato dalla vivacità

intellettuale di mons. Grazioso Ceriani e dell’ambiente

cattolico milanese ed è legato alla realtà della parrocchia e della

pastorale italiana. È attualmente costituito da un gruppo di

“amici” vescovi, sacerdoti e laici strutturati in assemblea, consiglio,

presidenza. Il COP cerca di contribuire allo sviluppo della

ricerca e dello studio pastorale in Italia, propone opzioni pastorali,

aiuta la vita delle parrocchie e delle Unità pastorali, incoraggiando

lo sviluppo degli organismi di partecipazione (dalla

scheda della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali).

Nel 2010 il COP ha trattato il tema delle ‘nuove comunità cristiane’.

Al termine dei lavori, oltre al libro degli Atti del convegno

è stata pubblicata questa lettera.

Ai parrocchiani rimasti senza prete

Carissimi,

siete rimasti senza prete. Vi siete accorti subito, anche se da una

vita non andavate in chiesa, perché in casa c’è sempre una nonna

che, ogni mattina, lascia tutto e va a messa finché le gambe la reggono,

oppure perché il paese è piccolo e si sa sempre tutto di tutti,

anche se non vi interessa più di tanto. Il governo taglia di tutto:

insegnanti, ufficio postale, servizi di trasporto… e la chiesa taglia

sui preti. Cercheremo di sopravvivere; vorrà dire che come dobbiamo

andare al supermercato a fondo valle ci andremo anche a

fare qualche festa in qualche chiesa.

Alcuni di voi però hanno ancora un filino di fede, e sono dispiaciuti

perché il prete era sempre [...]



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 510"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024443
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

Ripensare l’omelia

 

anno LI

Introduzione: L’omelia va curata

di Chino Biscontin .

1. Dalla parte di chi ascolta:

impressioni, valutazioni, richieste

di Cecilia Cremonesi

2. Tra i propositi del predicatore

e le aspettative degli ascoltatori

di Roberto Laurita .

3. La genesi del genere omiletico

di + Francesco Lambiasi

4. Alcuni esempi di predicazione

4.1 I molti volti della predicazione

negli Atti degli apostoli

di Carlo Broccardo .

4.2 L’ars homiletica di Gregorio Magno

di Guido Innocenzo Gargano

4.3 Antonio di Padova l’egregius predicator

di Luciano Bertazzo .

4.4 «La verità è sempre alla portata di tutti».

La predicazione di don Primo Mazzolari

di Bruno Bignami .

4.5. Papa Francesco e l’omelia

di Giovanni Gennari .

5. La natura sacramentale della predicazione liturgica

Alla luce della Verbum Domini e del Direttorio omiletico

di Silvano Sirboni .

6. La predicazione nell’orizzonte dell’ecclesiologia

del popolo di Dio in Evangelii Gaudium

di Giovanni Rota .

7. Omelia e attualizzazione delle Scritture

di Carmelo Torcivia .

8. L’omelia nel contesto liturgico di cui è parte

di Doriano Locatelli

9. L’omelia nel contesto della pastorale parrocchiale

di Ezio Caretti

10. Dieci accorgimenti per una buona omelia

di Vittorio Peri

11. Parlerò al suo cuore. Predicazione, racconto, fede

di Giuliano Zanchi

12. Omelia e immagini

di Ermes Ronchi .

13. Omelia e linguaggio che comunica

di Simona Borello

14. L’omelia e i suoi obiettivi

di Chino Biscontin .

15. Suggerimenti pratici in Evangelii Gaudium

di Chino Biscontin .

16. Del buon uso di fonti e sussidi

di Simona Borello

17. Analisi di alcune omelie

di Roberto Laurita .

18. Per una spiritualità del predicatore

di Sandro Panizzolo

 

Introduzione

L’OMELIA VA CURATA

di Chino Biscontin

Va curata nel senso che per fare una buona omelia la preparazione deve essere accurata. Va curata nel senso che non poche omelie sono afflitte da difetti che, come ogni malattia, vanno curati. Papa Francesco, in EG 135 afferma: «L’omelia è la pietra di paragone per valutare la vicinanza e la capacità d’incontro di un Pastore con il suo popolo. Di fatto, sappiamo che i fedeli le danno molta importanza; ed essi, come gli stessi ministri ordinati, molte volte soffrono, gli uni ad ascoltare e gli altri a predicare. È triste che sia così. L’omelia può essere realmente un’intensa e felice esperienza dello Spirito, un confortante incontro con la Parola, una fonte costante di rinnovamento e di crescita». Se preparata con cura, nella fede e a servizio della fede, l’omelia può dunque essere, sia per il predicatore che per i destinatari, una felice esperienza dello Spirito, una esperienza “mistica” così come concepisce la mistica Francesco, e cioè non riservata a contemplativi a tempo pieno e con modalità straordinarie, ma come esperienza della vicinanza di Dio anche nell’ordinarietà della vita. Ne ha parlato in modo incantevole ed efficace anche nell’esortazione apostolica Gaudete et exultate. Il predicatore può fare l’esperienza, davvero felice, che la Parola passa attraverso di lui, attraversa la sua anima e la sua coscienza, per giungere all’assemblea celebrante. E l’assemblea può fare l’esperienza, altrettanto felice e che a volte si manifesta con un silenzio fondo e compreso, di cui parla s. Paolo: «Proprio per questo anche noi rendiamo continuamente grazie a Dio perché, ricevendo la parola di Dio che noi vi abbiamo fatto udire, l’avete accolta non come parola di uomini ma, qual è veramente, come parola di Dio, che opera in voi credenti» (1 Ts 2,13). [...]



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 509"
Editore: Queriniana Edizioni
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Pagine:
Ean: 2484300024436
Prezzo: € 7.00

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RUBRICA

Per comunicare meglio

53. I casi difficili/22. Presentare una novità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

13 «Dio mi ha castigato»

1. «Dio mi ha castigato»: quale immagine di Dio è in gioco?

(Alberto Carrara)

2. Dio castiga? La prospettiva biblica (Patrizio Rota Scalabrini)

3. Le sventure sono un castigo di Dio? (Angelo Brusco)

SUSSIDIO

Il Santo Rosario. Proposte di animazione e arricchimento

(Luigi Guglielmoni e Fausto Negri)

PREPARARE LA MESSA

Dalla 22ª domenica alla 28ª domenica del Tempo ordinario

22a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Cecilia Cremonesi, Angelo Lameri)

23a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Paola Bignardi, Angelo Lameri)

24a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Alberto Carrara, Angelo Lameri)

25a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Gino Mazzoli, Angelo Lameri)

26a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Nicoletta Gatti, Vittorio Brunello)

27a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Ezio Caretti, Vittorio Brunello)

28a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Maurizio Aliotta, Vittorio Brunello)



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 508"
Editore: Queriniana Edizioni
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Pagine:
Ean: 2484300024429
Prezzo: € 7.00

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RUBRICA

Per comunicare meglio

52. I casi difficili/21. Presentare una novità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

12 «Dio è onnipotente»

1. «Dio è onnipotente: il significato,

al di là dell’ovvietà (Alberto Carrara)

2. «Quanto è grande il tuo Nome»: Traiettorie patristiche di traduzione e interpretazione (Cristina Simonelli)

3. Potenza e impotenza di Dio (Alberto Cozzi)

SUSSIDIO

Un sorso di acqua fresca per te, che sei entrato in questa chiesa… (Roberto Laurita)

PREPARARE LA MESSA

Dalla 17ª domenica alla 21ª domenica del Tempo ordinario

17a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Paola Bignardi, Giulio Osto)

18a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Francesco Stoppa, Giulio Osto)

19a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Cristina Pasqualini, Giulio Osto)

Assunzione di Maria (Alessandro Gennari, Giulio Osto)

20a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Ezio Caretti, Giulio Osto)

21a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Luigi F. Pizzolato, Giulio Osto)



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 507"
Editore: Queriniana Edizioni
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Pagine:
Ean: 2484300024382
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

RUBRICA

Per comunicare meglio

51. I casi difficili/20. Parlare di se stessi

al termine del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

11 «La vita è una ruota»

1. «La vita è una ruota»: continuità e discontinuità

nella percezione del tempo (Alberto Carrara)

2. «La vita è una ruota»: la testimonianza biblica

di Qohelet (Flavio Dalla Vecchia)

3. La parola silenziosa e forte delle pietre (Lodovico Maule)

SUSSIDIO

Celebriamo un anno di scuola (Guido Novella)

PREPARARE LA MESSA

Dalla solennità della SS. Trinità

alla 16ª domenica del Tempo ordinario

Santissima Trinità (Alessandro Gennari, Chino Biscontin)

SS. Corpo e Sangue di Cristo (Alessandro Gennari, Chino Biscontin)

13a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Mario Torcivia, Massimo Orizio)

14a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, + Luciano Monari, Massimo Orizio)

15a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Vinicio Albanesi, Massimo Orizio)

16a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Alberto Carrara, Massimo Orizio)



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 506"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024344
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

SOMMARIO

RUBRICA

Per comunicare meglio

50. I casi difficili/19. Parlare di se stessi

al termine del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

10 «Tutto è grazia»

1. «Tutto è grazia»: oscillazione della fede

tra il banale e il tragico (Alberto Carrara)

2. Grazia e disgrazia (Francesco Miano)

3. Come identificare una grazia (Mario Torcivia)

SUSSIDIO

Una proposta di Rosario meditato (Roberto Laurita)

PREPARARE LA MESSA

Dalla domenica di Pasqua alla domenica di Pentecoste

Domenica di Pasqua (Lorenzo Rossi, Roberto Laurita)

2a domenica di Pasqua (Lorenzo Rossi, Roberto Laurita)

3a domenica di Pasqua (Lorenzo Rossi, Roberto Laurita)

4a domenica di Pasqua (Lorenzo Rossi, Roberto Laurita)

5a domenica di Pasqua (Lorenzo Rossi, Roberto Laurita)

6a domenica di Pasqua (Lorenzo Rossi, Roberto Laurita)

Ascensione del Signore (Lorenzo Rossi, Roberto Laurita)

Domenica di Pentecoste (Lorenzo Rossi, Roberto Laurita)



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 505"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024290
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Per comunicare meglio

49. I casi difficili/18. Parlare di se stessi al termine del ministero

in una comunità (Roberto Laurita) 3

DOSSIER

I nostri modi di dire

9 «Disprezzare il mondo»

1. Pro e contro il disprezzo del mondo (Alberto Carrara) 13

2. «Disprezzare il mondo»: un ideale di perfezione? (Ezio Bolis) 16

3. Disprezzare il mondo? Uno sguardo positivo

sul presente e sul futuro (Savino Pezzotta) 20

SUSSIDIO

Le sette parole di Gesù in croce (Pier Giordano Cabra) 27

PREPARARE LA MESSA

Dal Mercoledì delle ceneri alla Veglia pasquale 49

Mercoledì delle ceneri (Lorenzo Rossi, Samuele Riva) 51

1ª domenica di quaresima (Lorenzo Rossi, Samuele Riva) 68

2ª domenica di quaresima (Lorenzo Rossi, Samuele Riva) 85

3ª domenica di quaresima (Lorenzo Rossi, Samuele Riva) 103

4ª domenica di quaresima (Lorenzo Rossi, Samuele Riva) 121

5ª domenica di quaresima (Lorenzo Rossi, Samuele Riva) 140

Domenica delle palme (Lorenzo Rossi, Samuele Riva) 158

Triduo Pasquale (Pierino Boselli) 173

Giovedì santo (Pierino Boselli) 174

Venerdì santo (Pierino Boselli) 181

Veglia Pasquale (Pierino Boselli) 187

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Titolo: "Servizio della Parola - n. 503"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023842
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Per comunicare meglio

47. I casi difficili/16. Parlare di se stessi all’inizio del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

7 «È nato Gesù Bambino»

1. «È nato Gesù Bambino». Natale: la differenza cristiana

(Alberto Carrara)

2. È nato per noi un Bambino, un figlio ci è stato donato

(Doriano Locatelli)

3. Come parlare in modo corretto e comprensibile oggi

di “incarnazione”? (Roberto Ferrari)

SUSSIDIO

Per attuare il Natale. Tre racconti (Roberto Laurita)

PREPARARE LA MESSA

Tempo di Avvento e tempo di Natale

1ª domenica di Avvento (Antonio Landi, Pierino Boselli)

Immacolata Concezione (Antonio Landi, Pierino Boselli)

2ª domenica di Avvento (Antonio Landi, Pierino Boselli)

3ª domenica di Avvento (Antonio Landi, Pierino Boselli)

4ª domenica di Avvento (Antonio Landi, Pierino Boselli)

Natale del Signore (Antonio Landi, Pierino Boselli)

Santa Famiglia (Antonio Landi, Pierino Boselli)

Maria Madre di Dio (Antonio Landi, Pierino Boselli)

Epifania del Signore (Antonio Landi, Pierino Boselli) 



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 504"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023873
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

RUBRICA

Per comunicare meglio

48. I casi difficili/17. Parlare di se stessi al termine del ministero

in una comunità (Roberto Laurita

 

DOSSIER

I nostri modi di dire

8 «... a fin di bene»

1. «A fin di bene»: un modo di dire che fa pensare (Alberto Carrara

2. «A fin di bene»: due prospettive a confronto (Giannino Piana

3. La complessità del giudizio morale (Lilia Sebastiani

 

SUSSIDIO

Celebrazione parrocchiale dedicata ai malati (Roberto Laurita

 

PREPARARE LA MESSA

Dal Battesimo del Signore alla 8ª domenica ordinaria 

Battesimo del Signore (Antonio Landi, Pierino Boselli) 

2ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Tonino Lasconi, Michele Roselli) 

3ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Gastone Boscolo, Michele Roselli) 

4ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, + Francesco Lambiasi, Gabriele Tornambé) 

5ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Ezio Bolis, Gabriele Tornambé) 

6ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Luciano Manicardi, Daniele Piazzi) 

7ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Carmine Di Sante, Daniele Piazzi) 

8ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Giuseppe Sovernigo, Vittorio Brunello) 



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Titolo: "Servizio della Parola - nn. 501-502"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023828
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Per comunicare meglio

46. I casi difficili/15. Parlare di se stessi all’inizio del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

6 «Dio ha chiamato a sé il nostro fratello...»

1. «Dio ha chiamato a sé il nostro fratello...» (Alberto Carrara)

2. «Fratelli e sorelle...». Per un uso consapevole e corretto

(Silvano Sirboni)

3. È forse Dio che fa morire? (Massimo Maffioletti)

SUSSIDIO

Festa del ringraziamento.

Per i frutti della terra e del lavoro dell’uomo

(Luigi Guglielmoni e Fausto Negri)

PREPARARE LA MESSA

Dalla 28ª domenica ordinaria alla solennità di Cristo, Re dell’universo

28ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Mariella Enoc, Morena Baldacci)

29ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Battista Borsato, Morena Baldacci)

30ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Alberto Carrara, Pierino Boselli)

Tutti i Santi (Fabrizio Tosolini, Pierino Boselli)

Commemorazione dei fedeli defunti (Pierino Boselli)

31ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Carmelo Torcivia, Gabriele Tornambé)

32ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Vinicio Albanesi, Gabriele Tornambé)

33ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Armando Matteo, Vittorio Brunello)

Gesù Cristo, Re dell’universo

(Fabrizio Tosolini, Maurizio Gronchi, Vittorio Brunello)



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 500"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023767
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

NUMERO SPECIALE

 

INDICE

Introduzione: Il Sinodo sui giovani,

una preziosa opportunità

di Paola Bignardi

1. Chi sono i giovani

1.1. Ascoltare e riconoscere nei giovani i segnali

di una condizione e di una umanità nuova

di Alessandro Rosina

1.2. Nativi Digitali: nuovi modi di entrare in relazione

di Cristina Pasqualini

1.3 Una generazione di solitari: i giovani

e i loro punti di riferimento

di Nando Pagnoncelli e Chiara Ferrari

1.4 Increduli o diversamente credenti?

di Rita Bichi

2. La pastorale e i giovani

2.1. Percorsi e scelte di pastorali giovanili

di Michele Falabretti

2.2 Le GMG e la loro impronta pastorale

di + Domenico Sigalini

2.3 Il fascino di papa Francesco sui giovani

di Pierpaolo Triani

2.4 La pastorale e i giovani: l’evoluzione

nei movimenti e nelle associazioni

di Riccardo Pascolini

3. Proposte

3.1. Educare i giovani alla fede è possibile

di Raffaele Maiolini

3.2 Alla ricerca di nuovi luoghi

e di nuove grammatiche in un mondo digitale

di Luca Peyron

3.3 Che cosa chiedono e che cosa offrono

i giovani alla Chiesa?

di Giordano Goccini

3.4 Preti giovani, giovani preti

di Giampaolo Tironi

3.5 Giovani donne crescono

di Elena Marta

3.6 Altri tempi. Liturgie cristiane, ritualità giovanili

di Giuliano Zanchi

3.7 Scommetto sul bene che è in te

di Gianpiero Palmieri

3.8 Nuovi educatori per nuovi giovani

di Paola Bignardi

3.9 Quattro testimonianze

di Paola Bignardi



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 499"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023774
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Per comunicare meglio

45. I casi difficili/14. Parlare di se stessi all’inizio del ministero in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

nostri modi di dire

5 «Con la preghiera si ottiene tutto»

1. «Con la preghiera si ottiene tutto»: l’aspetto paradossale del pregare (Alberto Carrara)

2. «Con la preghiera si ottiene tutto»: prospettiva biblico-teologica (Ezio Bolis)

3. Quando Dio non risponde (Mario Torcivia)

SUSSIDIO

I giovani, la fede e il discernimento vocazionale (Guido Novella)

PREPARARE LA MESSA

Dalla 21ª domenica alla 27ª domenica del Tempo ordinario

21ª domenica ordinaria

(Fabrizio Tosolini, Raffaele Maiolini, Angelo Lameri)

22ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Sergio Passeri, Angelo Lameri)

23ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Mario Torcivia, Angelo Lameri)

24ª domenica ordinaria

(Fabrizio Tosolini, Daniele Rocchetti, Angelo Lameri)

25ª domenica ordinaria

(Fabrizio Tosolini, Alberto Carrara, Daniele Piazzi)

26ª domenica ordinaria

(Fabrizio Tosolini, Daniele Rocchetti, Daniele Piazzi)

27ª domenica ordinaria

(Fabrizio Tosolini, Chiara Pedraccini, Daniele Piazzi)



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 498"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023651
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Per comunicare meglio

44. I casi difficili/13. Parlare di se stessi all’inizio del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

4 «Offrire le sofferenze a Dio»

1. «Offrire le sofferenze a Dio»: la prospettiva

del sentire comune (Alberto Carrara)

2. «Offrire le sofferenze a Dio»: la prospettiva

della teologia spirituale (Angelo Brusco)

3. «Dio ama la sofferenza»? (Paola Bignardi)

SUSSIDIO

Giovani in preghiera. Verso la 15ª Assemblea generale ordinaria

del Sinodo dei Vescovi: «I giovani, la fede

e il discernimento vocazionale» (Roberto Laurita)

PREPARARE LA MESSA

Dalla 15ª domenica alla 20ª domenica del Tempo ordinario

15ª domenica ordinaria

(Fabrizio Tosolini, Giuliano Zanchi, Pierino Boselli)

16ª domenica ordinaria

(Fabrizio Tosolini, Giacomo Canobbio, Pierino Boselli)

17ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Ezio Caretti, Vittorio Brunello)

18ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Paola Bignardi, Pierino Boselli)

19ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Luigi Alici, Pierino Boselli)

Assunzione di Maria (Fabrizio Tosolini, Pierino Boselli)

20ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Luigi Girardi, Pierino Boselli)



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 497"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023613
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

Per comunicare meglio

43. I casi difficili/12. Parlare di se stessi all’inizio del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

3 Vivere in grazia di Dio!

1. Vivere in grazia di Dio: nella prospettiva

del linguaggio comune e di quello religioso (Valeria Boldini)

2. Vivere in grazia di Dio: nella prospettiva

della rivelazione biblica (Maurizio Aliotta)

3. Come e dove ricevere la grazia di Dio? (Silvano Sirboni)

SUSSIDIO

Insieme verso il matrimonio (Battista Borsato)

PREPARARE LA MESSA

Dalla solennità della SS. Trinità alla 14ª domenica del Tempo ordinario

Santissima Trinità (Fabrizio Tosolini, Elena Massimi)

SS. Corpo e Sangue di Cristo (Fabrizio Tosolini, Elena Massimi)

10ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Cataldo Zuccaro,Massimo Orizio)

11ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Alberto Carrara,Massimo Orizio)

Natività di Giovanni Battista (Fabrizio Tosolini, Antonio Maria Sicari,Massimo Orizio)

13ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Giovanni Ancona,Massimo Orizio)

14ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Ezio Prato, Massimo Orizio)



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 496"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023477
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

SOMMARIO

RUBRICA

Per comunicare meglio

42. I casi difficili/11. Parlare di se stessi all’inizio del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

2 Lasciarsi guidare dallo Spirito

1. Lasciarsi guidare dallo Spirito: quale significato assume

nel contesto contemporaneo? (Valeria Boldini)

2. Lasciarsi guidare dallo Spirito: prospettiva biblica

(Patrizio Rota Scalabrini)

3. Guida dello Spirito e lettura delle Scritture

(Daniel Attinger)

SUSSIDIO

Settimana vocazionale (Roberto Laurita)

PREPARARE LA MESSA

Dalla domenica di Pasqua alla domenica di Pentecoste

Domenica di Pasqua (Nicoletta Gatti, Roberto Laurita)

2ª domenica di Pasqua (Nicoletta Gatti, Roberto Laurita)

3ª domenica di Pasqua (Nicoletta Gatti, Roberto Laurita)

4ª domenica di Pasqua (Nicoletta Gatti, Roberto Laurita)

5ª domenica di Pasqua (Nicoletta Gatti, Roberto Laurita)

6ª domenica di Pasqua (Nicoletta Gatti, Roberto Laurita)

Ascensione del Signore (Nicoletta Gatti, Roberto Laurita)

Solennità di Pentecoste (Nicoletta Gatti, Roberto Laurita)



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 495"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023354
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

RUBRICA

Per comunicare meglio

41. I casi difficili/10. Parlare di se stessi all’inizio del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

1 Portare la propria croce

1. Portare la propria croce: il significato nel linguaggio comune

e in quello religioso (Valeria Boldini)

2. Portare la propria croce: una lettura spirituale (Angelo Brusco)

3. Portare la propria croce: un punto di vista esistenziale

(Daniele Rocchetti)

SUSSIDIO

Alla scoperta del sacramento della Penitenza (Roberto Laurita)

PREPARARE LA MESSA

Dal Mercoledì delle ceneri alla Veglia pasquale

Mercoledì delle ceneri (Nicoletta Gatti, Simone Toffolon, Roberto Laurita)

1ª domenica di quaresima (Nicoletta Gatti, Simone Toffolon, Roberto Laurita)

2ª domenica di quaresima (Nicoletta Gatti, Simone Toffolon, Roberto Laurita)

3ª domenica di quaresima (Nicoletta Gatti, Simone Toffolon, Roberto Laurita)

4ª domenica di quaresima (Nicoletta Gatti, Simone Toffolon, Roberto Laurita)

5ª domenica di quaresima (Nicoletta Gatti, Simone Toffolon, Roberto Laurita)

Domenica delle palme (Nicoletta Gatti, Simone Toffolon, Roberto Laurita)

Giovedì santo (Simone Toffolon, Roberto Laurita)

Venerdì santo (Simone Toffolon, Roberto Laurita)

Veglia pasquale (Simone Toffolon, Roberto Laurita) 



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 493"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023088
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

RUBRICA

Per comunicare meglio

39. I casi difficili/8. Parlare di se stessi all’inizio del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

Le nostre grandi parole

74 Parola di Dio

1. Parola di Dio: aspetti della comprensione corrente

(Valeria Boldini)

2. La “parola di Dio” negli Atti degli apostoli (Alessandro Gennari)

3. “Parola di Dio” in teologia fondamentale (Massimo Epis)

4. Parola di Dio: indicazioni per la predicazione (Chino Biscontin)

5. Parola di Dio: breve antologia di testi

(Benedettine del Monastero «Mater Ecclesiae»)

SUSSIDIO

Cristo germoglio di vita. Veglia di Natale (Guido Novella)

PREPARARE LA MESSA

Tempo di Avvento e tempo di Natale

1ª domenica di Avvento (Pier Luigi Ferrari, Samuele Riva)

Immacolata Concezione (Pier Luigi Ferrari, Samuele Riva)

2ª domenica di Avvento (Pier Luigi Ferrari, Samuele Riva)

3ª domenica di Avvento (Pier Luigi Ferrari, Samuele Riva)

4ª domenica di Avvento (Pier Luigi Ferrari, Samuele Riva)

Natale del Signore (Pier Luigi Ferrari, Samuele Riva)

Santa Famiglia (Pier Luigi Ferrari, Samuele Riva)

Maria Madre di Dio (Pier Luigi Ferrari, Samuele Riva)



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