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Ebook - Aquinas



Titolo: "Modernità e secolarizzazione in Charles Taylor"
Editore: Lateran University Press
Autore: Leonardo Messinese
Pagine:
Ean: 2484300022357
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Estratto

L’articolo si sofferma sui principali concetti che stanno alla base della complessa ricostruzione fornita da Charles Taylor circa il rapporto tra modernità e secolarizzazione e che è svolta dal filosofo canadese nell’ottica di chiarire se la «fine della religione» sia un esito necessario della modernità compiuta oppure no. Nell’articolo si mostrano le ragioni per le quali Taylor è critico sia del cosiddetto «ateismo scientifico», sia delle varie forme di fondamentalismo religioso, rilevando che la parte costruttiva del suo pensiero consiste nella proposta di un cristianesimo rinnovato, il quale non si identifichi con una «civiltà» e che sia in grado di incarnarsi nell’«età secolare». L’articolo si conclude con alcuni rilievi critici che, tuttavia, assumono piuttosto la forma di un «complemento» riguardo al modo in cui è affrontato da Taylor il rapporto tra modernità e fede nel trascendente.

 Parole chiave: 

modernità; secolarizzazione; trascendenza; rappresentazionismo; pensiero post-metafisico

 

Abstract 

The article focuses on the main concepts that underlie the complex reconstruction provided by Charles Taylor about the relationship between modernity and secularization and which is carried out by the Canadian philosopher in order to clarify whether the «end of religion» is a necessary outcome of modernity or not. The article shows the reasons for which Taylor is critical of both the so-called «scientific atheism», and of the various forms of religious fundamentalism, noting that the constructive part of his thought is the proposal of a renewed Christianity, which is not identified with a «civilization» and which can be embodied in the «secular age». The article concludes with some critical remarks which, however, take rather the form of a «complement» with respect to the way Taylor tackles the relationship between modernity and faith in the transcendent. 

Keyword: 

modernity; secularization; transcendence; representationism; post-metaphysical thought



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Titolo: "Soteriologia e giustizia. Lo ius diaboli in Agostino"
Editore: Lateran University Press
Autore: Pierfrancesco De Feo
Pagine:
Ean: 2484300022364
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Nell’era patristica le componenti del mito e del diritto hanno significativamente influenzato l’elaborazione delle prime teorie soteriologiche. Entrambe queste dimensioni sono costantemente presenti anche nell’analisi del ruolo rivestito dal diavolo. Già Ireneo sottolinea come Dio, per salvare l’umanità, abbia voluto agire nei confronti del demonio con giustizia. Ma se Dio ha scelto di utilizzare il diritto per sconfiggere Satana e non ha imposto meramente il proprio potere, sorge la questione di un eventuale riconoscimento allo stesso Satana di una sorta di diritto nei confronti dell’uomo. A partire da questa riflessione si è sviluppata la teoria dello ius diaboli, che i Padri hanno immaginato ed elaborato in modalità diverse1. L’opzione soteriologica sulla quale tale teoria si è precipuamente basata è stata la dottrina della salvezza tramite il pagamento di un riscatto da parte di Cristo2. La Scrittura parla, infatti, di un prezzo del riscatto pagato dal Signore, ma non indica il destinatario del pagamento (1Pt 1,18-19). L’immagine scritturistica del prezzo del riscatto pagato da Cristo per la nostra salvezza riveste un valore metaforico, in quanto rimanda a un contenuto sublime e trascendente, per il quale la metafora non deve essere utilizzata al di là delle sue implicazioni. Chiedersi a chi sia pagato il prezzo del riscatto, è una domanda che rischia già seriamente di estendere in modo indebito la metafora, concettualizzandola e ponendola a fondamento di una teoria. Non esiste, in senso letterale, un riscatto versato a qualcuno, che potrebbe compromettere il movimento discendente della soteriologia, per il quale la salvezza è un’iniziativa gratuita di Dio che non soggiace ad alcuna condizione a Lui esterna3.

 

Tuttavia, non è senza significato o valore il fatto che da Origene in poi si sia sviluppata la teoria dello ius diaboli. Origene ritiene che il riscatto sia stato pagato al diavolo, in quanto era il diavolo a detenere in ostaggio l’uomo peccatore. Secondo lo scrittore ecclesiastico, Cristo si è consegnato nelle mani del diavolo come prezzo del riscatto, ma in tal modo la preda è sfuggita al diavolo, perché era impossibile che il diavolo potesse mantenere Dio stesso in condizioni di cattività, e nondimeno tale pagamento ha procurato giustamente la consegna dell’uomo. L’autore afferma che noi ci eravamo venduti al diavolo con i nostri peccati ed egli aveva chiesto come riscatto il sangue di Cristo. Se si intende questo riscatto non come una transazione economica, ma come un combattimento, si può intravedere il carattere positivo della teoria: se Cristo ha liberato l’uomo combattendo e vincendo il diavolo, anche l’uomo, affrontando un medesimo combattimento con le armi della grazia procurate dal sacrificio di Cristo, può arrivare alla vittoria4. La posizione origeniana è stata ampiamente sviluppata da Gregorio di Nissa.

 

Con Giovanni Crisostomo e Agostino l’elaborazione di un cosiddetto ius diaboli giunge alla sua formulazione più matura. Il santo antiocheno ritiene che il demonio sia

[...]



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Titolo: "Aquinas n. 1/2013"
Editore: Lateran University Press
Autore:
Pagine:
Ean: 9788846511416
Prezzo: € 24.00

Descrizione:

 

Presentazione (di Leonardo Messinese) 7

Enrico dal Covolo, sdb, Ricordo di Aniceto Molinaro 9

 

Articoli

Philippe Capelllle-Dumumont, Elogio della metafisica nel cristianesimo 15

Mario Pangallllo, Dio “Causa sui”? Qualche riflessione sul “Dio della metafisica” e il “Dio della Rivelazione” 35

Carmelo Vigna, Tre questioni di metafisica 43

Virgilio Melclchiorre, Sull’analogia dell’essere 53

Giulio d’Onofrio, Paradigma medievale e analogia dell’essere. Per una introduzione alla teologia poetica 65

Leonardo Messinssinssinssinese, L’unità di metafisica, teologia filosofica, filosofia della religione 91

Roberto Di Ceglilie, Il ruolo della rivelazione cristiana nella riflessione filosofica di Aniceto Molinaro. In margine alla relazione di Leonardo Messinese 115

Friedrich-Wilhelm von Herrmannnn, Le questioni fondamentali poste da Aniceto Molinaro sulla posizione del “primo” e dell’“ultimo” Heidegger 125

Angela Ales Bellllo, Osservazioni sulla discussione tra von Herrmann e Molinaro 143

Pietro De Vitiisiisiis, Aniceto Molinaro interprete di Heidegger

 

Note

Fabio Mininazzi, I modelli ideali e il problema del metodo scientifico 171

Flavia Marcacciccicci, Per una teologia della scienza. La tensione creativa di Micha Heller 199

Rosalia Carususo, Dalla fattualità all’essenzialità. Il realismo fenomenologico come garante dell’irriducibilità della persona alla corporeità 215

Giuseppina Sgueglilia, Is It Possible To Deem It Still Possible? A Journey Into Metaphysics With Jonathan Lowe 223

 

Analisi di opere

Franciscinciscinciscinciscinciscincisci de Marchia, Quaestiones super Metaphysicam [G. Lauriola] 239

Giorgio Sgubbiubbiubbiubbi, Pensare sul confine. Saggi di teologia fondamentale [A. Marchesi] 255

Notiziario, a cura di Philip Larrey 271

 

Recensioni

Massimo Borghesisi, Critica della teologia politica. Da Agostino a Peterson: la fine dell’era costantiniana [S. Stancampiano] 279

 

Nostre pubblicazioni

Enrico dal Covolo, La luce della fede. Conversazione con Susanna Lemma [V. Musardo Talò] 285

Libri ricevuti 295



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Titolo: "Elogio della metafisica nel cristianesimo"
Editore: Lateran University Press
Autore: Philippe Capelle-Dumont
Pagine:
Ean: 2484300022111
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

L’articolo mette in rilievo che la metafisica, per Aniceto Molinaro, non è una disciplina tra le altre e neppure una semplice ambito del pensiero con il quale il cristianesimo debba entrare in contatto e meno ancora una tradizione speculativa puramente del passato. Alla luce di questa considerazione di fondo, sempre in dialogo con Molinaro, si espone innanzitutto un sintetico “status quaestionis” circa il pensiero metafisico e alcune delle sfide che nel nostro tempo esso è chiamato a raccogliere. Di seguito, proprio tenendo conto dell’attuale temperie filosofica, ci si sofferma sul tema della verità e, in particolare, su quello della verità del “Principio” così come questo è affermato in sede metafisica, come pure sui rapporti tra metafisica e “philosophia christiana”. Quest’ultimo punto è affrontato, ancora una volta in relazione con il pensiero di Molinaro, ma anche con quello di Lèvinas, relativamente al tema della creazione.

 Parole chiave: 

principio; uno; molteplice; creazione; alterità

 

Abstract 

The article highlights that for Aniceto Molinaro metaphysics is not simply a subject matter among others, nor a mere sector of thought with which Christianity should enter into contact, nor even a speculative tradition purely of the past. In light of this basic consideration, always in dialogue with Molinaro, a concise “status quaestionis” is offered concerning metaphysical thought and some of the challenges that in our time it is called to undertake. Furthermore, precisely keeping in mind the contemporary philosophical climate, the article will examine the theme of truth, and particularly the theme of the truth of the “Principle” as it is affirmed in metaphysics, in addition to the relationship between metaphysics and “philosophia christiana”. This final point is approached in relation to Molinaro’s thought but also in relation to the thought of Lèvinas, with regards to the theme of creation.

 Keywords: 

principle; one; many; creation; otherness



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Titolo: "Dio Causa sui? Qualche riflessione sul Dio della metafisica e il Dio della Rivelazione"
Editore: Lateran University Press
Autore: Mario Pangallo
Pagine:
Ean: 2484300022128
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

L’espressione Causa sui si può attribuire a Dio se si intende dire, con tale espressione, che Dio è assolutamente libero. Infatti, tanto più un soggetto si dice libero quanto più è “causa di sé”, fine a se stesso, capace di autoderminazione, come afferma Aristotele nella Metafisica. Se invece ‘causa sui’ riferito all’essenza divina significasse “il far essere se stesso”, prendendo la nozione di “causa” nel significato di “causa efficiente che fa essere qualcosa che in qualche modo è distinta da sé”, allora l’espressione “causa sui” non può in senso proprio attribuirsi a Dio. E quando si dice che “tutto è in Dio” si esprime la dipendenza essenziale di ogni realtà da Dio: le cose sono divine perché partecipanti l’essere divino comunicato con l’atto creativo, non perché esprimono in modo finito, nell’apparenza storica, la stessa natura divina, quasi che il rapporto tra Creatore e creature debba intendersi come un rapporto, interno a Dio, tra Dio causante e Dio causato. 

Parole chiave: 

“causa sui”; libertà; creazione; nulla; male

 

Abstract 

The expression Causa sui can be attributed to God if with such an expression one intends that God is absolutely free. In fact, a subject is called free in as much as it is “cause of itself”, end in itself, capable of self-determination, as Aristotle states in Metaphysics. If, on the other hand, ‘causa sui’ when referred to the divine essence were to mean, “bring oneself to be”, taking the notion of ‘cause’ as meaning “efficient cause which brings to be something which in some way is distinct from itself”, then the expression “causa sui” cannot be attributed to God in a proper sense. And when we say that “everything is in God”, we express the essential dependence of all reality on God: things are divine because they participate in the divine being communicated by the creative act, not because they express in a finite way, in historical presence, the very divine nature, as if the relation between Creator and creatures should be understood as a relation, internal to God, between a causing God and a caused God. 

Keywords: 

“causa sui”; freedom; creation; nothingness; evil



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Titolo: "Tre questioni di metafisica"
Editore: Lateran University Press
Autore: Carmelo Vigna
Pagine:
Ean: 2484300022135
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

omaggio ad Aniceto Molinaro, maestro di metafisica, nel saggio ci si occupa di tre questioni di metafisica. La prima riguarda la semantizzazione dell’essere. In essa si prendono le distanze dal tentativo di indicare una “essenza dell’essere”; cioè, si istituisce una critica dell’univocismo ontologico. La seconda questione tratta del’inevitabile posizione dell’esserci dell’essere assoluto come parte della struttura originaria del sapere, una volta constatato l’esserci di qualcosa. Sì che il compito dell’inferenza metafisica vien propriamente indicato nel determinare il referente reale di quest’inevitabile esserci. La terza questione è, infine, una sorta di corollario delle seconda, giacché motiva l’impossibilità che l’essere assoluto – che fa parte delle struttura originaria del sapere – non implichi necessariamente l’esistenza, e cioè sia solo una nozione trascendentale. E per giunta una nozione a priori (cfr. ad esempio Rosmini). 

Parole chiave: 

metafisica; essere; essenza dell’essere; posizione dell’esserci; esistenza

 

Abstract 

In homage to Aniceto Molinaro, master of metaphysics, this article will address three metaphysical questions. The first deals with the semantization of being. Here we distance ourselves from the attempt to indicate an “essence of being”, i.e, we provide a critique of ontological univocity. The second question concerns the inevitable position of the givenness of absolute being as part of the original structure of knowledge, once we have acknowledged the givenness of something. It is true that the task of the metaphysical inference is precisely that of determining the real reference of this inevitable givenness. The third question is, finally, a sort of corollary of the second, because it provides motivation for the impossibility that absolute being – which is part of the original structure of thought – does not necessarily imply existence and that in other words, it is only a transcendental notion. Even more, it is an a priori notion (as with Rosmini). 

Keywords: 

metaphysics; being; essence of being; position of the being; existence



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Titolo: "Paradigma medievale e analogia dell'essere. Per una introduzione alla teologia poetica"
Editore: Lateran University Press
Autore: Giulio d'Onofrio
Pagine:
Ean: 2484300022159
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract 

Affrontando il tema della complessa conoscibilità e predicabilità dell’essere in sé, esse in quantum esse, privo di determinazioni e condizionamenti, se non quelli che gli competono quale ‘puro essere’, Aniceto Molinaro ha proposto di spingere l’indagine metafisica verso un superamento della comparabilità logica tra nozioni univoche e proporzionate, mediante la riscoperta di una analogia originaria e indiretta tra l’essere in sé e l’essere determinato (o esse aliquid), fondata sulla connotazione, che è l’unica che possa essere pensata come comune a entrambi, di essere in quanto contrapposto al non-essere. In questo saggio si evidenzia il fatto che tale dottrina dell’analogia del limite trova la sua migliore illustrazione in riferimento al modello di pensiero che può essere definito paradigma medievale: una prospettiva speculativa generalizzata nell’Occidente latino, che implica, da una parte, la comune presa d’atto dei limiti della ragione naturale umana rispetto alla originaria sussistenza eterna dei princìpi e delle leggi di tutte le cose create nella Mente di Dio; e, dall’altra, una conseguente riduzione di compiti e finalità della filosofia a una funzione puramente critica nei confronti della verità su Dio, che le viene messa a disposizione in forma di predicazioni significanti in modo immediato e assoluto: o dalle intuizioni primordiali della mente (topoi generali dell’intelletto), oppure, per il credente, dalle parole che Dio medesimo pronuncia su sé e sul mondo per bocca dei suoi profeti. Questo modello speculativo è stato messo in pratica da alcuni campioni del pensare medievale, da Agostino a Boezio, da Anselmo a Giovanni Scoto, a Gilberto di Poitiers. 

Parole chiave:

essere in sé; analogia; non-essere; paradigma medievale; Dio

 

Abstract 

Dealing with the theme of the complex knowability and predicability of being in itself, esse in quantum esse, bereft of any determinations and conditionings (except for those which belong to it as ‘pure being’), Aniceto Molinaro has proposed to push the metaphysical investigation towards an overcoming of the logical comparability between univocal and proportional notions, through a rediscovery of an original and indirect analogy between being in itself and being as determined (esse aliquid), grounded on the connotation, which is the only one that can be thought as common to both: that of being as opposed to not-being. In this essay, we highlight the fact that the doctrine of the analogy of the limit discovers its best illustration in reference to the model of thought that can be defined as the medieval paradigm: a speculative perspective generalized in the Latin West which implies, on the one hand, the common acceptance of the limits of human natural reason regarding the original eternal subsistence of the principles and of the laws of all things created in the mind of God; and on the other hand, a consequential reduction of the tasks and the goal of philosophy to a purely critical function with regards to the truth about God, which becomes available in the form of meaningful predications in an immediate and absolute way: either through the primordial intuitions of the mind (general topoi of the intellect), or, for the believer, through the words that God himself pronounced about himself and about the world by way of the prophets. This speculative model was used by some of the champions of medieval thought, from Augustine to Boethius, from Anselm to John Scotus, to Gilbert of Poitiers. 

Parole chiave: 

being in itself; analogy; not-being; medieval paradigm; God



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Titolo: "L'unità di metafisica, teologia filosofica, filosofia della religione"
Editore: Lateran University Press
Autore: Leonardo Messinese
Pagine:
Ean: 2484300022166
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

Prendendo in esame l’articolato rapporto di metafisica, teologia filosofica e filosofia della religione in Aniceto Molinaro, l’autore si propone innanzitutto di chiarire che la presentazione delle tesi essenziali della metafisica classica da parte del filosofo friulano è accompagnata da un’acuta comprensione dell’intera vicenda storica della metafisica. Dopo questo rilievo che è essenzialmente di metodo, si mette in luce in primo luogo che, nel pensiero di Molinaro, l’affermazione di Dio non si costituisce come una “semplice aggiunta” alla metafisica e neppure a una filosofia che sia, indipendentemente da quell’affermazione, in sé già compiuta. Di seguito è sviluppato il contenuto concreto dell’unità sistematica tra metafisica e teologia filosofica, il quale ha al suo centro la “relazione di creazione”. L’ultima parte dello scritto mostra come i limiti della conoscenza filosofica dell’Assoluto conducano la metafisica ad ampliarsi ed estendersi in una filosofia della religione. Quest’ultima, per Molinaro, consiste in un pensiero critico teso a tutelare la non contraddittorietà dei contenuti di fede in rapporto con quanto la metafisica afferma circa la “verità dell’essere”.

Parole chiave:

metafisica; teologia filosofica; filosofia della religione; Dio; verità dell’essere

 

Abstract

Examining the articulated relationship among metaphysics, philosophical theology and the philosophy of religion in Aniceto Molinaro, the author attempts to clarify that the presentation of the essential theses of classical metaphysics by the Friulian philosopher is accompanied by an acute understanding of the entire historical enterprise of metaphysics. After this point which is essentially one of method, the author highlights first of all that, in Molinaro’s thought, the affirmation of God is not constituted as a “simple addition” to metaphysics, not even to philosophy which, independently of that affirmation, is already complete. Next, the concrete content of the systematic unity between metaphysics and philosophical theology is developed, which has at its center the “relation to creation”. The final part of the paper shows how the limits of philosophical knowledge of the Absolute leads metaphysics to open and extend itself to a philosophy of religion. This latter, for Molinaro, consists in a critical thought placed to oversee the non-contradictoriness of the contents of faith in relation with what metaphysics affirms regarding the “truth of being”.

Keywords:

metaphysics; philosophical theology; philosophy of religion; God; truth of being



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Titolo: "L'unità di metafisica, teologia filosofica, filosofia della religione"
Editore: Lateran University Press
Autore: Leonardo Messinese
Pagine:
Ean: 2484300022173
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

Prendendo in esame l’articolato rapporto di metafisica, teologia filosofica e filosofia della religione in Aniceto Molinaro, l’autore si propone innanzitutto di chiarire che la presentazione delle tesi essenziali della metafisica classica da parte del filosofo friulano è accompagnata da un’acuta comprensione dell’intera vicenda storica della metafisica. Dopo questo rilievo che è essenzialmente di metodo, si mette in luce in primo luogo che, nel pensiero di Molinaro, l’affermazione di Dio non si costituisce come una “semplice aggiunta” alla metafisica e neppure a una filosofia che sia, indipendentemente da quell’affermazione, in sé già compiuta. Di seguito è sviluppato il contenuto concreto dell’unità sistematica tra metafisica e teologia filosofica, il quale ha al suo centro la “relazione di creazione”. L’ultima parte dello scritto mostra come i limiti della conoscenza filosofica dell’Assoluto conducano la metafisica ad ampliarsi ed estendersi in una filosofia della religione. Quest’ultima, per Molinaro, consiste in un pensiero critico teso a tutelare la non contraddittorietà dei contenuti di fede in rapporto con quanto la metafisica afferma circa la “verità dell’essere”.

Parole chiave:

metafisica; teologia filosofica; filosofia della religione; Dio; verità dell’essere

 

Abstract

Examining the articulated relationship among metaphysics, philosophical theology and the philosophy of religion in Aniceto Molinaro, the author attempts to clarify that the presentation of the essential theses of classical metaphysics by the Friulian philosopher is accompanied by an acute understanding of the entire historical enterprise of metaphysics. After this point which is essentially one of method, the author highlights first of all that, in Molinaro’s thought, the affirmation of God is not constituted as a “simple addition” to metaphysics, not even to philosophy which, independently of that affirmation, is already complete. Next, the concrete content of the systematic unity between metaphysics and philosophical theology is developed, which has at its center the “relation to creation”. The final part of the paper shows how the limits of philosophical knowledge of the Absolute leads metaphysics to open and extend itself to a philosophy of religion. This latter, for Molinaro, consists in a critical thought placed to oversee the non-contradictoriness of the contents of faith in relation with what metaphysics affirms regarding the “truth of being”.

Keywords:

metaphysics; philosophical theology; philosophy of religion; God; truth of being



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Titolo: "Il ruolo della rivelazione cristiana nella riflessione filosofica di Aniceto Molinaro. In margine alla relazione di Leonardo Messinese"
Editore: Lateran University Press
Autore: Roberto Di Ceglie
Pagine:
Ean: 2484300022180
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract 

Il testo di Leonardo Messinese si incentra sull’unità che nella riflessione di Molinaro sussiste tra metafisica, teologia filosofica e filosofia della religione. Nella nostra discussione si intende tematizzare qualcosa che non risulta esplicitamente presente nel pensiero di Molinaro e che conseguentemente non compare nella fedele e puntuale ricostruzione che ne compie Messinese: che l’unità e la distinzione tra metafisica e teologia filosofica da un lato e filosofia della religione dall’altro siano dovute a caratteristiche proprie del dato religioso cristiano. Si vuole quindi proporre e argomentare l’ipotesi che nella definizione della struttura speculativa nella quale Molinaro inserisce le tre discipline sopramenzionate si dia una vera e propria centralità del dato religioso. 

Parole chiave: 

metafisica; teologia filosofica; filosofia della religione; filosofia cristiana; dato religioso

 

Abstract 

The text of Leonardo Messinese centers on the unity which in the reflection of Molinaro exists between metaphysics, philosophical theology and philosophy of religion. In our discussion, we hope to treat something that is not explicitly present in the thought of Molinaro and which consequentially does not appear in the faithful and precise reconstruction which Messinese accomplishes: i.e., the unity and the distinction between metaphysics and philosophical theology on the one hand, and philosophy of religion on the other, are due to characteristics proper of the Christian datum. We wish to propose and advance the hypothesis that in the definition of the speculative structure in which Molinaro is inserted among the aforementioned disciplines, there is a true and proper centrality of the religious fact.

Keywords: 

metaphysics; philosophical theology; philosophy of religion; christian phylosophy; religious fact



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Titolo: "Le questioni fondamentali poste da Aniceto Molinaro sulla posizione del primo e dell'ultimo Heidegger"
Editore: Lateran University Press
Autore: Friedrich-Wilhelm von Herrmann
Pagine:
Ean: 2484300022197
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract 

Nel presente studio intendo analizzare alcune chiavi interpretative consegnateci da Aniceto Molinaro attraverso i suoi scritti riguardo al “problema di Dio” così come è posto dal “primo” e “ultimo” Heidegger. In questo percorso emergerà anche la questione del progetto heideggeriano della fondazione di una filosofia della religione e il senso da dover attribuire alla teologia cristiana scevra dagli influssi della filosofia greca o, utilizzando la terminologia di Molinaro, il senso della “deellenizzazione” che deve essere compiuta in relazione all’idea autentica di una filosofia cristiana per come è stata pensata da Heidegger. Da qui la possibilità di far luce sul rapporto tra la filosofia ermeneutico-fenomenologica universale della fatticità e dell’esserci (Dasein) e la filosofia ermeneutico-fenomenologica della religione cristiana. 

Parole chiave: 

filosofia della religione; fatticità; fede; Dio; deellenizzazione

 

Abstract 

In this essay, I intend to analyze some interpretative keys offered to us by Aniceto Molinaro through his writings on the “problem of God” as it is raised by the “first” and “last” Heidegger. Along this path, we will encounter the question of the Heideggerian project concerning the foundation of a philosophy of religion and the sense that should be attributed to Christian theology freed from the influence of Greek theology, or, utilizing Molinaro’s terminology, the sense of “de-hellinization” that must be accomplished in relation to the authentic idea of a Christian philosophy as understood by Heidegger. From here, the possibility of highlighting the relation between the universal hermeneutical-phenomenological philosophy of givenness and of being-there (Dasein) and the hermeneutical-phenomenological philosophy of Christian religion. 

Keywords:

philosophy of religion; giveness; faith; God; de-hellinization



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Titolo: "Osservazioni sulla discussione tra von Herrmann e Molinaro"
Editore: Lateran University Press
Autore: Angela Ales Bello
Pagine:
Ean: 2484300022203
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract 

L’intervento verte sul rapporto tra filosofia e religione e coinvolge diversi pensatori contemporanei, i quali dialogano tra loro direttamente, come accade tra von Hermann e Molinaro, o sono chiamati in causa in quanto oggetto della discussione stessa, in particolare Heidegger, oppure sono introdotti per mostrare un’ulteriore punto di vista sulla questione, come è il caso di Edith Stein. 

Brevemente si indicano alcune proposte di Husserl e di Stein che consentono di interagire con le argomentazione di Molinaro nella sua presa di posizione nei confronti di Heidegger, presa di posizione che si ritiene convincente. 

Parole chiave: 

essere umano; religione; filosofia; fenomenologia; Dio

 

Abstract 

The article deals with the relationship between philosophy and religion and involves several contemporary thinkers, who enter into dialogue among themselves directly, as occurs between von Herrmann and Molinaro, or enter into the discussion as the very object of contention (as with Heidegger), or they are introduced to bring in a further point of view on the question, as is the case of Edith Stein. 

Briefly, some proposals of Husserl and of Stein are indicated which allow for interaction with Molinaro’s arguments in his position regarding Heidegger: a position which is deemed convincing.

Keywords: 

human being; religion; phylosophy; phenomenology; God



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Titolo: "Aniceto Molinaro interprete di Heidegger"
Editore: Lateran University Press
Autore: Pietro De Vitiis
Pagine:
Ean: 2484300022210
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract 

Molinaro ha mostrato un notevole interesse per il pensiero di Heidegger, curando anche due volumi miscellanei sul tema: “La metafisica nel pensiero di Heidegger” (2004) e “Heidegger e San Paolo” (2008). Fondamentalmente egli rivolge a Heidegger due obiezioni: in primo luogo, di ridurre la filosofia ad analisi fenomenologica della coscienza – il che vale per il primo Heidegger –, e poi di ridurre la metafisica tradizionale ad un sapere ontico, che non pensa veramente l’essere, ma il sommo Ente. Però su un punto Molinaro è d’accordo con Heidegger, e cioè nel considerare il pensiero di Eckhart come avente un significato speculativo e non solo come mistica: in ciò Molinaro mostra una apertura al tema heideggeriano della differenza ontologica. 

Parole chiave: 

metafisica; fenomenologia; differenza ontologica; essere; mistica

 

Abstract

Molinaro has shown a keen interest for the thought of Heidegger, having supervised two miscellaneous volumes on the theme: “Metaphysics in Heidegger’s Thought” (2004) and “Heidegger and St. Paul” (2008). Fundamentally, he makes two objections to Heidegger: in the first place, that of reducing philosophy to a phenomenological analysis of consciousness – which is applied to the “first” Heidegger – and later, that of reducing traditional metaphysics to an ontic knowledge, which does not truly think being but rather the Supreme being. However, there is one point in which Molinaro agrees with Heidegger: considering the thought of Eckhart as having a speculative meaning and not only a mystical one. In this sense, Molinaro shows an openness to the Heideggerian theme of ontological difference. 

Keywords: 

metaphysics; phenomenology; ontological difference; being; mystical



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Titolo: "I modelli ideali e il problema del metodo scientifico"
Editore: Lateran University Press
Autore: Fabio Minazzi
Pagine:
Ean: 2484300022227
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

«L’epistemologia senza contatto con la scienza diventa uno schema vuoto. La scienza senza epistemologia – se pure si può concepirla – è primitiva e informe».

 

Albert Einstein [1949].

 

1. Il paradosso di Galileo e il tradizionale modello metodologico della scienza

 

In una sua recente visita alla London School of Economics, Elisabetta II, regina d’Inghilterra, ha posto ai celebrati economisti di questa istituzione universitaria una domanda imbarazzante: come mai nessun economista ha previsto la crisi economica in cui si dibatte attualmente il mondo occidentale? Con questa sua domanda la regina d’Inghilterra non solo ha messo in crisi gli economisti della London School of Economics, ma ha messo anche il dito nella piaga, richiamando un’idea alquanto diffusa, in virtù della quale si attribuisce alla scienza la proprietà, primaria, di essere una disciplina predittiva. Se una teoria scientifica non è in grado di fare previsioni, quale sarà mai, allora, la sua portata scientifica? In genere costituisce un senso comune diffuso sostenere che scienza e predittività coincidano. Con la conseguenza che le teorie – o le discipline – che non sono in grado di offrirci valide predizioni non avrebbero, allora, alcuna portata conoscitiva. Sembra dunque che da questo punto di vista scienza e predittività facciano tutt’uno, al punto che una teoria scientifica, per essere tale, non potrebbe non possedere una specifica portata predittiva.

 

Tuttavia, se si volesse approfondire questo aspetto, concernente la presunta e scontata coincidenza tra scienza e predittività, perlomeno nell’ambito della tradizione di pensiero occidentale, non si potrebbe fare a meno di rimanere un poco perplessi. In primo luogo, perché proprio questa idea non era affatto scontata nel mondo antico. Nella scienza antica l’importanza della previsione fu infatti affermata ed accentuata solo ed unicamente nell’ambito delle ricerche mediche da un autore come Ippocrate (Prognostikon, I). D’altra parte se, in secondo luogo, ci si volesse spostare in ambito moderno, dal Seicento in poi, il nostro imbarazzo complessivo non diminuirebbe, anzi aumenterebbe, perché ci troveremmo di fronte a indicazioni alquanto diverse, spesso contrastanti e, persino, apertamente opposte e conflittuali. Se inoltre, in terzo luogo, si volesse considerare in modo più diretto ed analitico, l’opera del padre riconosciuto della scienza moderna, ovvero il pensiero di uno scienziato come Galileo Galilei, il nostro imbarazzo non potrebbe nuovamente che crescere. Perché? Proprio perché lo scienziato pisano sembra aver dato vita ad un paradosso che, da questo specifico punto di vista prospettico, potremmo addirittura indicare come il “paradosso di Galileo”.

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Titolo: "Per una teologia della scienza. La tensione creativa di Micha Heller"
Editore: Lateran University Press
Autore: Flavia Marcacci
Pagine:
Ean: 2484300022234
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

1. Introduzione: l’eredità seicentesca

 

Il secolo XVII conobbe intensi dibattiti sulla fede pensata dalla teologia e suscitati dalla nascente scienza moderna. La divina onnipotenza e il carattere necessario delle leggi di natura ponevano problemi di carattere filosofico: teologia e scienza venivano interpellate contemporaneamente da problemi di natura epistemologica e ontologica, costringendo a elaborare soluzioni a volte grossolane, a volte raffinate. Quando Descartes attribuisce a Dio la libertà di modificare le più banali “verità” matematiche lo fa con l’intenzione di garantire la libera volontà divina (e permettendo – forse involontariamente – la relativizzazione del principio logico di non contraddizione); quando Spinoza identifica la necessità della natura con l’onnipotenza divina, sovrapponendo in Dio le scolastiche potentia ordinaria e potentia extraordinaria, vuole fondare un assoluto determinismo; quando Leibniz tenta una mediazione distinguendo necessità logica e necessità fisica, togliendo a Dio il potere di produrre contraddittorietà logiche1; quando accade questo e molto altro ancora, la scienza moderna mostrerà sembianze provocatrici e feconde, sollevando domande teologiche urgenti. Di fronte a queste domande la teologia patirà l’insufficienza dell’epistemologia del secolo XVII, segnata da un ingenuo realismo e incerta ancora dei fondamenti e limiti della conoscenza scientifica.

 

Questo contesto seicentesco viene richiamato alla mente dal testo che andremo a discutere e che si procura di comprendere i problemi teologici suscitati dalla scienza contemporanea, non temendo di provocare né tanto meno di indagare. Oltre che nei contenuti, infatti, la stessa veste grafica elaborata dall’editore Akousmata orizzonti dell’ascolto (Ferrara) rimanda alle origini del dibattito tra teologia e scienza: i capilettera e i caratteri tipografici originali, la distribuzione figurata del testo e l’allestimento iconografico ispirato alle calcografie di Rubens richiamano le sembianze dei testi seicenteschi2. Le pagine, arricchite con gusto, evocano l’amore e la cura tipografica con cui i primi appassionati stampatori europei erano soliti offrire i loro lavori ai lettori. Con questa affascinante cornice è stato pubblicato il volume Tensione creativa. Saggi sulla scienza e sulla religione3, versione italiana rivista e ampliata dell’originale inglese Creative Tension. Essays on Science and Religion (Templeton Foundation Press, 2003) del cosmologo e teologo Micha Heller, docente presso la Faculty of Philosophy at the Pontifical Academy of Theology in Cracow (Poland). Vincitore del Templeton Prize nel 2008, Heller si è prodotto con numerosi e profondi studi inerenti non solo la cosmologia, ma anche la teologia e la storia della filosofia. Oltre ai suoi interessi specialistici, Heller ha frequentemente dichiarato di cercare con passione la sintesi tra scienza e fede

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Titolo: "Dalla fattualità all'essenzialità. Il realismo fenomenologico come garante dell'irriducibilità della persona alla corporeità"
Editore: Lateran University Press
Autore: Rosalia Caruso
Pagine:
Ean: 2484300022241
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Intervenendo attivamente nel dibattito filosofico contemporaneo, caratterizzato dal rinnovato interesse verso il realismo, Angela Ales Bello con il suo recente contributo Il senso delle cose. Per un realismo fenomenologico1 non solo offre una sapiente guida per orientarsi nella storica controversia tra l’idealismo e il realismo – questione sollevata nei primi decenni del secolo dai discepoli di Husserl, tra le più discusse all’interno della filosofia contemporanea, che continua a interrogarci a tutto’oggi – ma presenta, al tempo stesso, un’originale interpretazione del cosiddetto idealismo trascendentale di matrice husserliana2. Attraverso un’analisi dettagliata dei testi husserliani – alcuni dei quali pressoché sconosciuti al pubblico – l’Autrice, infatti, mostra la possibilità di rovesciare l’idealismo husserliano in un vero e proprio realismo fenomenologico. È un percorso di chiarificazione costante in cui ella ricostruisce la genesi del pensiero husserliano, e perciò la portata della svolta fenomenologica, e insieme ha cura di individuare i limiti filosofici3 che discendono dall’assolutizzazione del realismo ingenuo – realismo invocato talvolta come soluzione per porre rimedio a un idealismo acritico.

 

Allo stesso tempo, Ales Bello mitiga sapientemente quella contrapposizione netta tra idealismo e realismo, nella convinzione, tutta husserliana, che soggetto e oggetto debbano essere intesi non solo «come momenti iniziali della riflessione filosofica, ma come luoghi di scoperta della verità»4, a sua volta considerata come l’esito di una necessaria interdipendenza che non pacifica mai definitivamente gli opposti. Tale interdipendenza si mostra in modo paradigmatico nel processo della conoscenza umana, riesaminato da Husserl alla luce dello immer wieder, alla base del quale si staglierebbe un’unità-indistinzione tra soggetto e oggetto, non intesi quali datità preesistenti l’uno all’altro, ma quali elementi che si relazionano intrinsecamente e originariamente nel triplice dinamismo del ‘rimuovere, conservare ed elevare’, secondo la peculiare visione dell’Aufhebung5. Si tratterebbe, insomma, «[…] di cogliere il senso di tale correlazione, di comprenderne la genesi e non di muovere dalla correlazione già costituita» interessandosi al risultato, senza cogliere il processo che ha condotto ad esso, come sarebbe avvenuto nella storia della filosofia6.

 

Spostando, dunque, l’asse della questione dal terreno metafisico-sostanziale a quello gnoseologico-processuale, l’Autrice indaga con dovizia di riferimenti testuali il nodo husserliano del rapporto tra idealismo e realismo e, in tal senso, ripercorre l’antica e sempre attuale domanda sui limiti e le possibilità della conoscenza umana. Tale tematica (essenzialmente proposta da Cartesio nel Discorso sul metodo e ripresa da Kant nella Critica della ragion pura), pur essendo stata posta con chiarezza soltanto a partire dall’età

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Titolo: "Is It Possible To Deem It Still Possible? A Journey Into Metaphysics With Jonathan Lowe"
Editore: Lateran University Press
Autore: Giuseppina Sgueglia
Pagine:
Ean: 2484300022258
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

In the following we discuss some of the main stances argued for in Lowe’s How Is Metaphysics Possible? (OUP, Oxford 1998).

 

Metaphysics has been understood as the «study of the most fundamental structure of reality» (p. 2), which is also why Lowe deems it inane to favour one definition of metaphysics or one stance over others. The four major philosophical positions Lowe takes here into purview and subsequently rejects are relativism (also as de-constructivism), scientism, neo-Kantianism and semanticism. According to relativism «metaphysics is the misbegotten product of western intellectual hubris» (p. 3). Truth and reason would be culture-bound concepts and thus always driven by some kind of interest in their construals. The indictment is the absolute lack of arguments on their side, since they would themselves be «contemptuous of reasoned argument» (p. 4). And again, as clearly stated, the purpose of the treatment is «to achieve reasonable answers to questions concerning the fundamental structure or reality» (p. 9). Lowe explicitly says that philosophy cannot tell us what there is, but is also adamant that it cannot be left over to experience alone to «determine what is actual», which is a task the former must not shunt aside. What needs to be explored is the concept of possibility, and, in particular, that of metaphysical possibility, since, as Lowe claims, «the deliverances of experience itself can only be assessed in the light of metaphysical possibility» (ibi.). And with regard to this, Lowe clearly states that «metaphysics can only tell us what is metaphysically possible, not which of various metaphysical possibilities obtains» (p. 22). In the first place, so the argument goes, to provide a proof per absursum in metaphysics is inane, since substantive reasons for the existence of say, S, have nothing to deal with logical implausibility of the existence of not-S, and secondly because, as we shall see in the following, even though metaphysics confronts the findings of science, it does so by considering how things could be in respect of their fundamental structure. «This view of the epistemological status of metaphysical claims, as being at once a posteriori and modal, is obviously akin to the view commonly associated with Kripke» (p. 23), a position Lowe views as correct. Moreover, he envisages in Kant a contradiction in that he makes assertions on the nature of space and time by defining them a priori forms of experience and yet condemning metaphysics to being no more than a set of fantasies. We shall dwell on this aspect in the following. Also, Kripke denies that necessary truths need be either a priori or contingent truths a posteriori. And therefore Kant’s question needs to be reformulated – questions relative to the nature of universals or the existence of abstract entities, which

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Titolo: "Sull'analogia dell'essere"
Editore: Lateran University Press
Autore: Virgilio Melchiorre
Pagine:
Ean: 2484300022142
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract 

Il contributo intende mettere in luce come il tema dell’analogia abbia sollecitato in diversi momenti la riflessione filosofica di Aniceto Molinaro. La ricostruzione che qui ne viene fatta giunge a mostrare che la dimensione dell’analogia sulla quale si sofferma Molinaro è quella specificamente metafisica. In tal modo, ciò che l’analogia consente di pensare è il nesso originario del finito con l’infinito: tale nesso implica una “partecipazione ontologica” e, in virtù di questa, si dà la possibilità che nel finito possano riscontrarsi, analogicamente, tracce e parole dell’infinito. Lo scritto, inoltre, sottolinea che, nell’ambito della metafisica, l’analogia di proporzionalità consente di parlare del rapporto del mondo con Dio, ma non di parlare propriamente di Dio. I limiti del linguaggio analogico, anche quando quest’ultimo si determina ulteriormente nel linguaggio metaforico, conducono perciò, per un verso, a una teologia negativa o apofatica e, per un altro verso, al superamento della teologia razionale in una vigile filosofia della religione. 

Parole chiave: 

analogia; metafisica; finito; infinito; Dio

 

Abstract 

This article attempts to highlight how the theme of analogy has provoked, on different occasions, the philosophical reflection of Aniceto Molinaro. The reconstruction that we attempt tries to show that the dimension of analogy upon which Molinaro focusses his attention is specifically metaphysical. In this way, that which analogy allows us to ponder is the original connection of the finite with the infinite: such a connection implies an “ontological participation” and, in virtue of this, the possibility is given that in the finite, we may discover analogically traces and words of the infinite. The article, furthermore, highlights that, in the metaphysical realm, the analogy of proportionality allows us to speak of the relation of the world with God, but not to speak properly of God. The limits of analogical language, even when the latter is determined further in metaphorical language, lead on the one hand to a negative and apophatic theology and, on the other hand, to the overcoming of rational theology in a watchful philosophy of religion. 

Keywords: 

analogy; metaphysics; finite; infinite; God



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Titolo: "Aquinas nn. 1-2/2011"
Editore: Lateran University Press
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300006142
Prezzo: € 24.00

Descrizione:

Articoli

Salvatore Barone, Il problema del rapporto filosofia-mistica e l’identità della filosofia della mistica in Aniceto Molinaro
Patrizia Manganaro, Husserl interprete della tradizione occidentale. Dio, la filosofia, l’Europa
Simone Zacchini, Scienza, metafisica, episteme. A partire da un corso di Edmund Husserl sulla Philosophie der Mathematik (WS 1887/1888)
Mario Enrique Sacchi, La nada repugnante
Lilit Sahradyan, La necessità fondante? Riflessioni ontologiche su alcuni filosofi analitici contemporanei
Fiorella Magnano, La teoria stoica delle concezioni comuni

Discussione: Che cosa è il sacro? Una rivisitazione della proposta di Rudolf Otto

Angela Ales Bello, Introduzione
Patrizia Manganaro, Trascendenza e presenza del “totalmente altro” nel pensiero di Rudolf Otto. Quale fenomenologia della religione?
Andrea Aguti, Sull’attualità e l’inattualità della teoria della religione di Rudolf Otto

Note

Horst Seidl, Sulla metafisica “teologica” di Aristotele e le critiche moderne
Stefania Giombini, Considerazioni storiografiche intorno alla ricezione della retorica sofistica in Aristotele
Marcella Serafini, Il ‘pensare francescano’ quale ‘filosofia della libertà creativa’. Intorno a due recenti volumi di Orlando Todisco

Analisi di opere

Gianfranco Basti, La questione di Dio, oggi
Andrea Dal Sasso, Le ragioni della metafisica nel dibattito filosofico contemporaneo

Notiziario, a cura di Philip Larrey

Recensioni, a cura di Leonardo Messinese Tommaso d’Aquino, La felicità. Summa Theologiae. Questioni 1a-5a [L. Iannascoli]; Francesco D’Agostino, Introduzione alla biopolitica. Dodici voci fondamentali [R. Di Ceglie]; Pier Paolo Ottonello, Il centenario della nascita di Sciacca [V. Pelliccia]; Luigi Catalani, I Porretani. Una scuola di pensiero tra alto e basso Medioevo [A. Sannino]; Paolo Giuspoli – Luca Illetterati – Gianluca Mendola, Hegel [E. Fleury]; José Omar Larios Valencia, Antropologia e politica dell’umanesimo integrale. Attualità del pensiero di Jacques Maritain [A. Monachese]; Oana Gotia, L’amore e il suo fascino. Bellezza e castità nella prospettiva di San Tommaso [L. Melina].
Nostre pubblicazioni, a cura di Leonardo Messinese Anselmo d’Aosta, La fede cerca la comprensione. Il Proslogion [A. Drouineau]; Ramón Valdivia Giménez, Llamado a la misión pacífica. La dimensión religiosa de la libertatad en Bartolomé de Las Casas [M. Konrad]; Philip Larrey, I filosofi analitici e la conoscenza [A. Belli]; Francesco Alfieri ofm, La presenza di Duns Scoto nel pensiero di Edith Stein. La questione dell’individualità [J. G. Hart].

Libri ricevuti, a cura di Leonardo Messinese



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Titolo: "Il problema del rapporto filosofia-mistica e l'identità della filosofia della mistica in Aniceto Molinaro"
Editore: Lateran University Press
Autore: Salvatore Barone
Pagine:
Ean: 2484300006197
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract:

In Molinaro’s writings, the relationship between philosophy and mysticism is seen as a relationship that expresses both a similarity and a difference. The similarity concerns the content (the relationship between being and the Absolute), the difference regards the form (that of thought and that of faith). Even through the critical comparison with the thought of Karl Albert, Jacques Maritain and Martin Heidegger, Molinaro reveals the identity of the philosophy of mysticism as a subject placed in the context of the philosophy of religion, which is distinguished from philosophical theology, religious philosophy and Christian philosophy. The philosophy of mysticism approaches the mystics’ testimonies with a metaphysical methodology and it has its object in the structure of reality, that is, the relationship of being with God and of God with being.

Articolo scritto in italiano



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Titolo: "La nada repugnante"
Editore: Lateran University Press
Autore: Mario Enrique Sacchi
Pagine:
Ean: 2484300006173
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract:

Nihilism extols nothingness with the purpose of eliminating the consideration of God. However, the proposal of nothingness in its “being” and in its “intelligibility” is a violation of the non contradiction principle. The notion of nothingness is repulsive, not because it is rejected by the irascible appetite, but because of its unthinkability; nothingness neither is nor may be, and there is a world of things, the existence of which cannot be erased by what is not and may not be. The appeals to nothingness made by modern cosmological essays are simply nonsense, not fully aware of the nothingness that the notion of nothing implies. Moreover, the exaltation of nothingness is prepared by the nihilist refusal of the science of being qua being. In consequence, it is necessary to rely on Metaphysics in order to show the vanity of nihilism: the metaphysical theory of the transcendental attributes of being proves the nothingness of nothingness. Nothingness is not being, it is not aliquid, it is not res, it is not unum, neither verum nor bonum. Therefore, since it is impossible that it may exist, it may not be known neither beloved. Finally, as it is impossible to consider nothingness as an object of metaphysical knowledge, nihilism constitutes a certain esoteric Gnosticism.

Articolo scritto in spagnolo



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Titolo: "La necessità fondante?"
Editore: Lateran University Press
Autore: Lilit Sahradyan
Pagine:
Ean: 2484300006166
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract:

In this article I will analyze the different interpretations of the concept of necessity in different analytical contemporary authors, especially from the point of view of its ontological foundational role. The authors to whom I have referred are: D. Lewis, W. V. O. Quine, and S. Kripke, considered by me as post-analytical philosophers, not because the analytical element is absent, but in order to distinguish them from the founders of the analytical school or from early analytical philosophers such as B. Russell, L. Wittgenstein, and G. Frege. For the later, analytic philosophy had a strict meaning, expressed not only through the affirmation and the foundation of logical truths (therefore allowing the possibility of the logical analysis of language), but also through the reduction of language to corresponding ontological constituents. Therefore, in the post-analytical phase I discuss the modification of analytic philosophy, as it has become a more pluralistic and less “strict” system, due to the criticism it received as a primarily “strictly ontological” system, given a metaphysical, absolutist and definitive meaning of the term.

All “neo-analytic” philosophies have one thing in common: pragmatism, which is how analytical philosophy loses its foundational value in the absolute sense of the word. I will then reflect briefly on the concept of necessity as fundamental in the formation of ontology and its new uses by the three authors mentioned above.

Articolo scritto in italiano



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Titolo: "La teoria stoica delle concezioni comuni"
Editore: Lateran University Press
Autore: Fiorella Magnano
Pagine:
Ean: 2484300006159
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract:

The Stoic theory of natural concepts is certainly one of the most difficult and obscure aspect of the Stoic epistemology. Starting from the Stoic conception of reality and from their theory of knowledge, in this study I try to explore the source from which the natural concepts derive, as well as their nature, their function, their content and their goal. Most important are the common conceptions which seem to derive from the natural concepts, since they are used as criteria of truth to judge the doctrine of the Stoic Logos; but just this theory of demonstration based on common conceptions shows the Stoic attempt to extend into the domain of logic a criterion of truth which rather departs from the evidence of sensitive perceptions.

Articolo scritto in italiano



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Titolo: "Husserl interprete della tradizione occidentale"
Editore: Lateran University Press
Autore: Patrizia Manganaro
Pagine:
Ean: 2484300006180
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract:

This article intends to investigate the relationship between Husserl and the Western tradition concerning the problem of God, showing the validity of his philosophical response to the exaggeration of the self and the ensuing atheism. In the phenomenological sense, the experience of the self is thought of as hetero-centered: herein lies the most profound meaning of the continuity, yet still within newness, with Western logos, and particularly with Christian thought founded upon being-for-the-other, which wisely blends logos and caritas. The subjective path to God is highlighted, understood as a path ad intus, in order to conclude that the phenomenological school has elaborated a conceptual and methodological framework at the service of philosophical reason open to absolute transcendence, whose trace is written in human conscience yet not completely in sync with it, just as is found in Augustinian and Anselmian thought concerning (anthropo-logical) interiority and the presence of God in the (theo-logical) soul.

Articolo scritto in italiano



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Titolo: "Scienza, metafisica, episteme"
Editore: Lateran University Press
Autore: Simone Zacchini
Pagine:
Ean: 2484300006203
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract:

This article focuses on the relationship between mathematics and metaphysics in the first period of Husserl’s writing. This article shows the significance of the mathematical method in Husserl’s first philosophy and the role of Brentano’s psychology. The central topic of this theme is the concept of episteme, that is, the idea of valid knowledge. According to Husserl, this ideal can be achieved only when mathematics, as a paradigm of the method, and psychology, as a paradigm of a genetic description, shape a new form of philosophy. The insistence of Husserl on the importance of a valid knowledge and the centrality of the concept of episteme (both in his writing and in his lessons) shows also the particular historic period in which Husserl thought. In fact, the historical background of this Husserlian reflection is the so called “crisis of the basis of knowledge”.

Articolo scritto in italiano



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