Articoli religiosi

Ebook - Miscellanea Francescana



Titolo: "Il Gesù storico e la Chiesa"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Felice Santi Fiasconaro, OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300007019
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – L’intervento, dopo aver precisato gli ambiti dell’indagine, si chiede se si può affermare che Gesù è il fondatore della Chiesa e in che misura la Chiesa si può collegare alla sua predicazione e alla sua opera. Quindi esamina brevemente il dato rivelato, la ricerca teologica a partire dalla questione storico-critica fino agli sviluppi nell’ambito cattolico e quanto si può ricavare sul tema dalla presentazione della Chiesa fatta dalla Lumen gentium. L’indagine porta alla conclusione che non è necessario affermare che la Chiesa è stata fondata con atti espliciti e formali dal Gesù storico e che tutto quello che costituisce la Chiesa com’è oggi è stato voluto esplicitamente da Gesù. È necessario invece affermare che la Chiesa nasce «dall’evento Cristo nella sua totalità».

Summary – After specifying the areas treated in his study, the Author asks if one can say that Jesus is the founder of the Church and to what extent the Church can be tied to his preaching and work. Thus, he briefly examines the scriptural input, the theological findings beginning with the historical-critical question up to the progress made in Catholic circles, and what can be said on the subject from the view of the Church found in Lumen Gentium. The study concludes that it is not necessary to affirm that the Church was founded through activities performed explicitly and formally by the historical Jesus, nor that everything that constitutes the Church as it is today has been willed explicitly by Jesus. On the other hand, it is necessary to affirm that the Church is born from the Christ event in its totality.



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Titolo: "Il ruolo del soggetto e il primato della volontà"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Orlando Todisco, OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300006982
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Alla linea interpretativa, centrata sul primato della ragione, Scoto contrappone una linea, che si ispira al primato della volontà, sia divina che umana, grazie a cui egli distingue la logica (della ragione) che si esalta nell’ordine, dalla logica che si esprime nella pluralità; la logica che cerca la stabilità, dalla logica che alimenta l’originalità. A tale scopo si mostra anzitutto il ruolo del soggetto a partire dal problema conoscitivo, in merito al quale non funge da specchio, come per Aristotele, ma da titolare, nel senso che la conoscenza si fonda sull’evidenza di ciò che si conosce da parte del soggetto. Si è in qualche modo al ‘cogito’ cartesiano. Mentre però Scoto prosegue il discorso all’insegna del ‘cogito quia cogitatus sum’, Cartesio all’insegna del ‘cogito ut res cogitans’, l’uno riponendo la nobiltà nella dipendenza, l’altro nell’autosufficienza, per l’uno l’essere è ‘ens volitum’, gratuito e libero, per l’altro è ‘effectum causae’, razionale e necessario. Si apre lo scenario del logos francescano, liberale e amante, di cui il mondo è un’espressione, tra le infinite possibili, e l’uomo, vita, luce e parola di quel logos, nel tempo.

Summary – Scotus opposes the current of interpreting reality that is centered on the primacy of reason with an approach that is inspired by the primacy of the will, whether divine or human. Consequently, on the one hand one has a logic of reason that prides itself in order, and on the other hand one that expresses itself in plurality. The first logic pursues stability; the second nourishes originality. The former gives priority to the word, the latter to the thing. Thus, the role of the subject appears, first and foremost, not as the figure of the knower as with Aristotle, but as a protagonist in the sense that knowledge is based on what is evident as such with respect to the subject. In a way, one is at the Cartesian “cogito” with the difference that Scotus develops a “cogito quia cogitatus sum” argument, while Descartes’ stops at “cogito ut res cogitans.” Scotus recaptures the dignity of dependency; Descartes situates nobility in self-sufficiency. For the former a creature is an “ens volitum,” gratuitous and free; for the latter a person is a rational and necessary “effectum causae.” This is summarized in the dispute over the semiotic triangle of the Aristotelian matrix according to which words signify things by way of concepts. When viewed against the backdrop of the Franciscan logos, the world is but one of an infinite number of possible expressions of this logos, which is liberal and loving. Thus, the world, man, life, light and the utterance of this logos must be explored again and again in the course of time.



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Titolo: "Il Gesù storico"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Germano Scaglioni, OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300007002
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – L’Autore presenta una rassegna dei principali contributi che hanno segnato la “ricerca del Gesù storico” a partire dal 1778 (anno in cui fu pubblicata postuma l’opera di H. S. Reimarus, considerata dalla maggioranza degli studiosi come l’inizio dell’indagine critica su Gesù) fino alla Third Quest. Lo studio è articolato in quattro parti: (1) la Prima Ricerca (Old Quest, Leben-Jesu-Forschung); (2) il contributo di R. Bultmann; (3) lo sviluppo della Nuova Ricerca (New Quest); (4) i tratti più significativi della Terza Ricerca (Third Quest).

Summary – The Author provides a survey of the principal works that have marked the “Quest for the Historical Jesus” from 1778 (the date of the posthumous publication of H.S. Reimarus’ work that is considered by most scholars as the beginning of the critical study of Jesus) until the Third Quest. The article is divided into four parts: (1) the Old Quest (Leben-Jesu-Forschung), (2) the work of R. Bultmann, (3) the development of the New Quest), and (4) the more important lines of the Third Quest.



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Titolo: "Utilizzo e interpretazione delle fonti storiche della religione cristiana"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Gutkowski Andrzej
Pagine:
Ean: 2484300005268
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – L’articolo scaturisce dalla relazione presentata durante un convegno interdisciplinare sulle fonti della storia, la loro tutela e la loro valorizzazione, tenutosi a Maratea (PZ) il 18 giugno 2011. Essendo l’unica relazione riguardante un ambito strettamente religioso, si è preferito scegliere un taglio sintetico, mirato ad evidenziare la particolarità dell’approccio con le fonti storiche in questo contesto. Dopo un breve accenno ai modelli storiografici dell’antichità e alla visione religiosa della storia presente nell’antico Israele, si giunge al mistero di Dio fattosi uomo e a tutta la difficoltà inerente alla descrizione di questo evento su un piano puramente storico. Al breve excursus sulla nascita e sulla propagazione del cristianesimo primitivo, viene affiancato un primo accenno al modo di presentare la figura di Gesù nel NT, unitamente ad una sintesi delle impostazioni della storiografia cristiana antica, per dimostrare il particolare approccio cristiano con la storia e con le sue fonti. Ampio spazio viene dedicato poi al nuovo modello dell’interpretazione storica proposto dalle scienze positivistiche in epoca moderna, con conseguente revisione degli approcci storiografici cristiani. Ne deriva la problematica di Gesù storico e la nuova chiave ermeneutica indicata dall’attuale pontefice nella sua memorabile pubblicazione, che mira ad indicare un corretto metodo per interpretare la figura del fondatore del cristianesimo.

 

Summary – The article finds its source in a presentation delivered at an interdisciplinary convention on the sources of history and their preservation and evaluation, which was held in Maratea (PZ) 18 June 2011. Being the only presentation treating a strictly religious domain, a synthetic cross-section is chosen with the aim of underscoring the particularity of approaching the historical sources in this context. After a brief mention of the historiographical models of antiquity and the religious vision of history operative in ancient Israel, the study arrives at the mystery of God becoming Man and all the inherent difficulties of describing this event on a purely historical level. A brief excursus on the birth and spread of primitive Christianity is accompanied by a first indication of the way of presenting the figure of Jesus in the New Testament together with a synthesis of the structures of early Christian historiography in order to demonstrate the specifically Christian approach to history and its sources. Ample consideration is then given to a new model of historical interpretation proposed by the positive sciences in the modern era, with its corresponding revision of the Christian historiographical approaches. This gives rise to the issue of the historical Jesus and the new hermeneutical key suggested by the current pope in his unforgettable book that intends to show a correct method to interpret the figure of the founder of Christianity



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Titolo: "Le dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT)"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Tamanti Roberto
Pagine:
Ean: 2484300005251
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Il tema del testamento biologico (living will) o dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT) è ormai da tempo al centro dell’attenzione della riflessione bioetica e anche del diritto. Ultimamente diversi casi in Italia, di notevole risonanza presso l’opinione pubblica, hanno riproposto la domanda sull’opportunità o necessità di regolamentare per via legislativa questa complessa questione. L’articolo prende spunto dalla legge italiana, per ora approvata in via non ancora definitiva da un solo ramo del Parlamento, per offrire una lettura del tema delle DAT in confronto con le legislazioni di altri Paesi e con riferimento anche alle posizioni del Comitato nazionale di bioetica. Il punto nevralgico della questione sembra situarsi attorno alla considerazione della alimentazione e idratazione artificiali, da valutare come intervento terapeutico oppure come naturale sostegno vitale dovuto a chi non può provvedere da solo ad alimentarsi. Come conclusione si offre una riflessione in chiave morale che tenta di cogliere gli aspetti deboli di un approccio antropologico troppo ispirato al principio di autonomia e di autodeterminazione, mostrando l’opportunità di una lettura della realtà umana più attenta alla considerazione al valore dei legami umani per la piena umanizzazione della vita e della morte.

 

Summary – For some time already, living wills and advanced health care directives have been a central issue in the areas of bioethics and law. Most recently, various cases in Italy, which have enjoyed considerable public attention, have resurrected the concern whether it is appropriate or necessary to regulate this complex question through legislation. The article begins with Italian law, which presently has been passed by only one house of Parliament, so as to present the subject of advanced health care directives in comparison with the laws of other countries and with reference to the positions of the National (Italian) Bioethics Committee. The neuralgic point of the issue seems to center on artificial nutrition and hydration and whether it is to be assessed as surgical intervention or as natural vital support due a person who cannot feed himself. The Author concludes by offering a moral perspective that tries to list the weaknesses of an anthropological approach that is excessively based on the principle of autonomy and self-determination and demonstrates the appropriateness of treating the human condition in a way that gives greater attention to the value of human ties for a life and death that are fully human.



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Titolo: "La fraternità conventuale segno di comunione nella chiesa e della chiesa"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Paoletti, Domenico
Pagine:
Ean: 2484300005244
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Nella ricerca della specificità del carisma dei francescani «conventuali» all’interno della Chiesa comunione l’autore riporta la problematica all’essenziale che è la centralità di Gesù Cristo. Lo studio si articolo in tre parti. Nella prima parte vengono richiamati i fondamentali ecclesiologici: la Chiesa parte integrante della Rivelazione cristiana. Nel seconda parte viene tematizzata l’ecclesiologia di comunione entro la quale la vita consacrata è chiamata ad essere profezia di comunione. La terza parte tratta della specificità della fraternità conventuale come segno di comunione nella Chiesa e della Chiesa. Richiamando il documento «La vita fraterna in comunità» cisi sofferma su la “conventualità” come tipologia della vita fraterna nella Chiesa e nella società. Religiosi monaci, religiosi conventuali e religiosi di vita attiva hanno legittime differenze nel modo di comprendere e di vivere la comunità religiosa. L’articolo inoltre sottolinea un’altra specificità della «conventualità» che consiste nell’assunzione consapevole della categoria della «mediazione».

 

Summary – In search of the specificity of the “Conventual” Franciscan charism within Church-communion, the Author returns to the heart of the question, which is the centrality of Jesus Christ. The study is divided into three parts. The first part recalls the ecclesiological foundations:  the Church’s integrating role in Christian Revelation. In the second part the Author develops the theme of the ecclesiology of communion within which consecrated life is called to be a prophecy of communion. The third part treats of the specificity of Conventual fraternity as sign of communion in the Church and of the Church.  By use of the document Fraternal Life in Community the Author concentrates on “conventuality” as a type of fraternal life in the Church and in society. Monastic religious, Conventual religious and religious of active live have legitimate differences in their way of understanding and living religious community. The article also underscores another specificity of “conventuality” that consists in the conscientious commitment in the area of “mediation.”



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Titolo: "Il sacramento delle sante parole in Francesco d'Assisi"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Charrière Cindy
Pagine:
Ean: 2484300005213
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – L’Autore ha preso in esame il valore e il significato delle Sante Parole in Francesco d’Assisi. In un primo momento evidenzia i diversi significati e le dimensioni, che l’Assisiate attribuisce alla Parola di Dio. Tratta, in seguito, della presenza viva di Dio nella Sante Parole. Francesco, infatti, vede sia l’Eucaristia che le Sante Parole come sacramento: in esse Cristo si dà corporalmente all’uomo. Ambedue sono il prolungamento della presenza kenotica del Figlio dell’Altissimo in mezzo agli uomini. In un terzo istante, prende in esame le Sante Parole come appartenenti alla Trinità intera. L’ultimo argomento riguarda la presenza vivificante di Dio nelle Sante Parole. È grazie alla Parola onnipotente di Cristo che si attuano i sacramenti. Le Sante Parole, dunque, danno la vita, perciò l’uomo è chiamato a rispondervi, mettendole in pratica e diventando, così, vero testimone di Gesù, Parola del Padre.

 

Summary – The Author examines the meaning and significance of Holy Words in St. Francis of Assisi. First, she underscores the various meanings and dimensions that Francis attributes to the Word of God. Secondly, she treats the living presence of God in Holy Words.  Indeed, Francis sees both the Eucharist and Holy Words as sacrament:  in them Christ is given corporally to humankind. Both are the prolongation of the self-emptying presence of the Son of the Most High in the midst of humankind. Thirdly, the study examines Holy Words inasmuch as they belong to the entire Trinity. The final consideration deals with the life-giving presence of God in Holy Words. It is thanks to the all-powerful Word of Christ that the sacraments are effected. Holy Words, then, give life since humans are called to give a response by putting them into practice and thus becoming true witnesses of Jesus, Word of the Father.



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Titolo: "Il beato Egidio dAssisi nel 750° della morte (1262-2012)"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Commodi Bernardo
Pagine:
Ean: 2484300005206
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – L’articolo, prendendo spunto dal 750° della morte del beato Egidio d’Assisi (1262-2012), ripresenta questo celebre compagno di san Francesco, la cui caratura spirituale è davvero di grande spessore, come si può evincere dai suoi famosi Dicta, dalle testimonianze coeve e dal riconoscimento del titolo di Beato che egli, unico tra i minoriti della prima ora, ha ottenuto dalla Chiesa. Dopo un’esauriente ricognizione delle fonti, l’autore ripercorre le tappe dell’itinerario esistenziale di Egidio e ne traccia il profilo spirituale, evidenziando quelle virtù che caratterizzarono l’umile figlio di Francesco. Segue la narrazione del suo beato transito nell’eremo di Monteripido, dove il Beato visse in contemplazione per circa trent’anni, della sepoltura nella chiesa di San Francesco al Prato in Perugia e della definitiva sistemazione delle reliquie nell’attiguo oratorio di San Bernardino, dentro uno splendido sarcofago del IV secolo attorno al quale fiorirono leggende e miracoli e andò consolidandosi un culto sobrio ma costante. Infine, l’autore presenta la valutazione di alcuni studiosi contemporanei, e sua personale, sulla posizione di Egidio nella contesa interna all’Ordine minoritico tra i fautori del novum e i difensori del ritorno alle origini.

 

 

 

Summary – Prompted by the upcoming 750th anniversary of the death of Blessed Giles of Assisi (1262-2012), this article presents anew this celebrated companion of St. Francis, whose deep spiritual caliber is apparent from his famous Sayings, the testimonies of his contemporaries and the Church’s calling him Blessed, a distinction given to him alone among the earliest followers of St. Francis. After an exhaustive examination of the sources, the Author goes through the stages of Giles’ life journey and uses them to sketch his spiritual profile, underscoring those virtues that characterized this humble son of Francis. There follows the narration of Giles’ blessed stay in the hermitage of Monteripido where he lived a contemplative existence for nearly thirty years, his burial in the Church of St. Francis al Prato in Perugia, and the final placement of his relics in the adjoining Oratory of St. Bernadine in a splendid fourth-century sarcophagus around which flourished legends and miracles that led to a cult that was moderate but constant. Finally, the Author gives the judgment of some contemporary studies and his own regarding the position of Giles in the quarrel within the Franciscan Order between those who were promoting a new direction for the Order and those who defended a return to the origins.



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Titolo: "Miscellanea Francescana nn. III-IV/2011"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300005183
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

EDITORIALE

Questo numero di Miscellanea francescana è il primo a non recare la firma come direttore del carissimo p. Giovanni Iammarrone, deceduto lo scorso 10 ottobre 2011 al Seraphicum all’età di 70 anni. A lui sono dedicate alcune pagine del presente fascicolo, in cui viene tracciato un profi lo bio-bibliografi co del compianto teologo e francescanista. Informiamo già fi n d’ora tutti gli abbonati e i lettori che il secondo numero del 2012 sarà interamente dedicato alla sua memoria, con contributi vari di diversi teologi che lo hanno conosciuto e stimato. In qualità di nuovo direttore, mi accingo a presentare questo fascicolo della rivista, che risulta diviso in due sezioni: nella prima troviamo diversi studi a carattere francescano, mentre la seconda ci offre alcuni saggi teologici su questioni bibliche e morali. Apre il volume l’ultimo lavoro di Giovanni Iammarrone, che approfondisce la visione francescana dell’uomo come immagine di Dio. Un ritorno alla visione di s. Francesco è in grado di riportare la teologia francescana alle intuizioni cristocentriche e antropologiche delle origini e di darle la possibilità di arricchire l’antropologia contemporanea, specialmente nel compito di una sana rivalutazione della corporeità. Francesco Costa studia l’interpretazione del capitolo VI della Regola bollata, secondo la sua evoluzione nel mutare dei tempi. Egli si sofferma sulle dichiarazioni di alcuni pontefi ci e sulla questione teoretica della povertà francescana, per poi dare uno sguardo in modo più rapido al regime di povertà nei secoli successivi, fi no a giungere alle attuali Costituzioni generali. Lo studio di Domenico Paoletti cerca di cogliere l’essenziale della problematica della specifi cità del carisma dei francescani conventuali nella Chiesa comunione, indicandola nella centralità di Gesù Cristo. Richiamando il documento La vita fraterna in comunità egli si sofferma sulla “conventualità” come tipologia della vita fraterna nella Chiesa e nella società. Bernardo Commodi prende spunto dal 750° della morte del b. Egidio di Assisi (2012), per riproporre la fi gura di questo celebre compagno di s. Francesco, la cui caratura spirituale è di grande spessore, come si può evincere dai suoi famosi Dicta, dalle testimonianze coeve e dal riconoscimento del titolo di Beato. L’autore presenta la valutazione di alcuni studiosi contemporanei, e sua personale, sulla posizione di Egidio nella contesa internaall’Ordine minoritico tra i fautori del novum e i difensori del ritornoalle origini.Chiude la prima sezione un lavoro di Cindy Charriere. Il suo articoloprende in esame il valore e il signifi cato delle Sante Parole in Francescod’Assisi, il quale vedeva in esse come il sacramento della presenza di Cristonel mondo: in esse infatti il Figlio di Dio si dà corporalmente all’uomo.Parola ed Eucaristia sono il prolungamento della presenza kenotica del Figliodell’Altissimo in mezzo agli uomini.La seconda sezione contiene tre studi, frutto del lavoro di ricerca di validistudiosi francescani conventuali, già autori di meritevoli pubblicazioni.Tomasz Szymczak si sofferma sul logion che dichiara i bambini proprietaridel Regno e approfondisce il signifi cato delle parole «accogliere il Regnocome bambino» (Mc 10,13-16). Dalle letture del testo scaturiscono duecondizioni complementari riscontrabili in altri brani: essere passivi, ossiaaccogliere il Regno come dono gratuito; essere attivi, intraprendendo tuttociò che è necessario per entrarvi, sull’esempio di Gesù Maestro, che prendeil bambino tra le braccia, gli impone le mani e lo benedice.Andrzej Gutkowski ci offre un articolo che scaturisce dalla relazionepresentata durante un convegno sulle fonti della storia, tenutosi a Marateanel giugno 2011. La problematica oggetto di confronto era soprattutto attornoalla questione di Gesù storico, sulla quale la nuova chiave ermeneutica,indicata dal Papa nella sua pubblicazione (Gesù di Nazaret), getta unaluce signifi cativa e indica un corretto metodo per interpretare la fi gura delfondatore del cristianesimo.Chiude questa seconda sezione uno studio di Roberto Tamanti sul temadel cosiddetto testamento biologico (living will). L’articolo propone una letturadel testo della legge italiana, alla luce dei suoi presupposti e in parallelocon le legislazioni di altri paesi, per poi offrire una rifl essione in chiavemorale, che tenta di cogliere gli aspetti deboli di un approccio antropologicotroppo ispirato al principio di autonomia.Prima del ricordo affettuoso e grato di p. Giovanni Iammarrone, cui siaccennava all’inizio, il fascicolo presenta anche una sostanziosa cronacadi un evento svoltosi al Seraphicum il 24 ottobre 2011, cioè la presentazionedell’edizione critica del Memoriale di Tommaso da Celano, curato daA. Horowski e F. Accrocca.

 

Il Direttore



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Titolo: "L'uomo immagine di dio nella teologia francescana"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Iammarrone Giovanni
Pagine:
Ean: 2484300005237
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – L’Autore tratta l’iter della visione dell’uomo quale immagine di Dio nella tradizione francescana. Mette in risalto la prospettiva cristologica e antropologica integrale propria del Fondatore Francesco (Am V,1) e poi ripercorre il cammino della riflessione in campo teologico francescano con l’analisi delle posizioni di sant’Antonio di Padova, della Scuola teologica prebonaventuriana di Parigi, di san Bonaventura, Matteo d’Acquasparta, Ubertino da Casale, G. Duns Scoto, san Lorenzo da Brindisi e teologi francescani recenti. Il risultato della sua ricerca è che la visione cristocentrica e antropologica integrale di san Francesco non è stata conservata con tutta chiarezza dai suddetti teologi; ad eccezione di san Lorenzo da Brindisi essi hanno fatto propria sostanzialmente la visione trinitaria e interioristica di sant’Agostino. Un ritorno alla visione di Francesco, che coincide con la dottrina del Nuovo Testamento, di una corrente patristica e del Vaticano II (cf. GS 22), è in grado di riportare la teologia francescana alle intuizioni cristocentriche e antropologiche delle origini e di darle la possibilità di arricchire l’antropologia contemporanea, specialmente nel compito di una sana rivalutazione della corporeità, radicata in ultima istanza, secondo il Santo di Assisi, nel disegno divino dell’incarnazione/incorporazione del Figlio eterno.

 

 

 

Summary – The Author treats the path followed by the view of man as the image of God in the Franciscan tradition. He emphasizes the Christological and integral anthropological perspective of Francis, the Founder (Admonitions V,1), and then retraces the path of Franciscan theological thought, analyzing the positions of St. Anthony of Padua, the pre-Bonaventurian Parisian School of Theology, St. Bonaventure, Matthew of Aquasparta, Ubertino of Casale, John Duns Scotus, St. Lawrence of Brindisi and recent Franciscan theologians. The research infers that the aforementioned theologians did not preserve the Christocentric and integral anthropological vision of St. Francis in all of its purity. With the exception of St. Lawrence of Brindisi, they substantially adopted the Trinitarian and psychological view of St. Augustine. A return to the vision of St. Francis, which coincides with the doctrine of the New Testament, Asian patristic thought and Vatican II (cf. Gaudium et Spes, 22), is capable of returning Franciscan theology to its original Christocentric and anthropological intuitions. These intuitions could then possibly enrich contemporary anthropology, especially in its task of re-evaluating corporality in a healthy way, ultimately seeing it as grounded, according to the Saint of Assisi, in the divine plan of the Incarnation/Embodiment of the eternal Son.



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Titolo: "L'interpretazione del capitolo VI della regola bollata nel mutare dei tempi"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Costa Francesco
Pagine:
Ean: 2484300005220
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Dalla dispensa dal divieto di ricevere denaro, concessa da Onorio III ai missionari francescani vivente Francesco d’Assisi, l’A. passa alle dichiarazioni sulla Regola francescana da parte di Gregorio IX, Innocenzo IV e Niccolò III. Sosta alquanto su quest’ultima esposizione che, esaltando i francescani come seguaci della povertà assoluta di Cristo e degli apostoli, ha dato il destro agli umili figli del Serafico Padre di anteporsi agli altri istituti religiosi. L’autoesaltazione dei francescani dà origine alla questione teoretica della povertà francescana nel pontificato di Giovanni XXII che, a un maldestro pronunciamento del capitolo generale di Perugia (1322), ritira i “sindaci apostolici” e la proprietà della Sede Apostolica sui beni mobili e immobili dei frati, definendo inoltre eretica la sentenza francescana sulla povertà assoluta di Cristo e degli apostoli. Un’occhiata al regime di povertà nei secoli successivi e uno sguardo al modo in cui oggi è osservato il cap. VI della Rb alla luce delle odierne Costituzioni generali delle Famiglie francescane del primo ordine, conclude il lavoro.

 

Summary – Beginning with the dispensation from the prohibition to receive coins granted by Honorius III to Franciscan missionaries during the lifetime of St. Francis of Assisi, the Author proceeds to the declarations on the Franciscan Rule by Gregory IX, Innocent IV and Nicholas III. He devotes considerable time to Nicholas III’s exposition that exalted the Franciscans as followers of the absolute poverty of Christ and the apostles and gave occasion to put the humble sons of the Seraphic Father above other religious institutes. The self-exaltation of the Franciscans gave rise to the theoretical question of Franciscan poverty during the pontificate of John XXII who, in response to an awkward pronouncement of the General Chapter of Perugia (1322), retracted papal procurators and the Apostolic See’s ownership of the movable and immovable goods of the friars and, moreover, defined as heretical the Franciscan position on the absolute poverty of Christ and the apostles. The work concludes with an overview of the regulations of poverty during the centuries that followed and a look at the way in which Chapter IV of the Later Rule is lived today in light of the current General Constitutions of the Franciscan families of the First Order.



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Titolo: "Accogliere il regno come un bambino (Marco 10,13-16)"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Szymczak Tomasz
Pagine:
Ean: 2484300005190
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Prendendo in esame l’incontro di Gesù con i bambini in Marco 10,13-16, l’Autore si sofferma sul logion che dichiara i bambini proprietari del Regno e approfondisce il significato delle parole «accogliere il Regno come bambino (h?s paidion)», espressione grammaticalmente ambigua, giacché il termine «bambino» può essere sia soggetto sia oggetto. Leggendo paidion al nominativo, il Regno di Dio diviene accessibile a coloro che lo accolgono con l’atteggiamento di chi è piccolo, ultimo, minimo. Considerando paidion come un accusativo, l’accento di Mc 10,15 cade sull’accoglienza di un bambino. Da queste letture scaturiscono due condizioni complementari riscontrabili in altri brani: essere passivi, ossia accogliere il Regno come dono gratuito; essere attivi, intraprendendo tutto ciò che è necessario per entrarvi, sull’esempio del Gesù Maestro che prende il bambino tra le braccia, gli impone le mani e lo benedice (Mc 10,16).

 

Summary – The Author examines Jesus’ encounter with children in Mark 10:13-16 and concentrates on the logion that declares that children are those in possession of the Kingdom. The Author explores in depth the meaning of the words “to accept the Kingdom as a child (h?s paidion)”, an expression that is grammatically ambiguous since “child” can be used either as subject or object. Reading paidion in the nominative case, the Kingdom of God becomes accessible to those who accept it with the attitude of one who is little, the last, and a lesser one.  Reading paidion in the accusative, the point of Mark 10:15 becomes the welcome given to a child. From these two interpretations emerge two complementary conditions comparable to other gospel passages: to be passive or to accept the Kingdom as a gift freely given, and to be active by undertaking everything necessary to enter into the Kingdom following the example of Jesus, the Master who embraces the child and blesses it, placing his hands on it (Mark 10:16).



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Titolo: "Eine leichte Last und ein mildes Joch."
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Nicole Katrin Rüttgers
Pagine:
Ean: 2484300003189
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario --> All’inizio della ricerca l’Autrice si è posta la domanda se un giogo e un peso possano essere leggeri. Nel corso dell’esegesi di Mt 11,28-30 mostra che non si tratta solo di un giogo e di un peso qualsiasi, ma che entrambi sono da inserire nel contesto della sequela di Cristo. In Mt 11,28-30 il lettore in realtà viene messo a confronto con la sequela di Cristo e la paradossale comprensione della leggerezza della croce di Gesù. Il lettore credente trova la risposta al paradosso matteano nella fede stessa. La croce di Gesù, il peso e il giogo diventano leggeri se si entra in una vera sequela, alla quale sono connesse una decisione radicale e una sfida costante.

 

The Author begins her research wondering if a yoke and burden can be light. In the course of expounding Mt 11,28-30 she demonstrates that it is not a question of any ordinary burden and yoke, but that both have to be taken in the context of following Christ. In reality, in Mt 11,28-30 the reader is confronted with Christian discipleship and the paradoxical meaning of Jesus’ crossbeing light. The faithful reader finds the resolution to this paradox in Matthew’s gospel in faith itself. The cross of Jesus, with its burden and yoke, become light if one enters into an authentic following based on a radical decision and implying a continuous challenge.



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Titolo: "Conventual Franciscans and the Common Life (III)."
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Timothy Kulbicki, OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300003141
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario --> In this, the third part of his article, T. Kulbicki deals with the re-establishment of the perfect common life that was decided upon by the General Chapterof 1891, not with standing resistance and disagreements in various provinces ofthe Order. He concludes that this renewal, initiated by the general chapter, can be called a “refounding” that resulted in an amazing growth and wonderful flourishing of the Franciscan life of the Order both in areas where the Order was already well established as well as in new foundations, especially in Argentina and Africa.

 

Nella terza parte del suo contributo Timothy Kulbicki tratta del ristabilimento della vita comune perfetta, deciso dal Capitolo Generale del 1891,avvenuto non senza resistenze e conflitti, nelle varie province dell’Ordine. Conclude che questo rinnovamento avviato dal suddetto Capitolo Generale può essere qualificato come un “refounding” che portò ad una meravigliosa crescita e a una splendida fioritura di vita francescana dell’Ordine, sia nei luoghi di tradizionale insediamento che in quelli di nuovo insediamento, specialmente Argentina e Africa.



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Titolo: "Choir Prayer as the Place of Formation and Identity Definition."
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Timothy J. Johnson
Pagine:
Ean: 2484300003134
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario --> The spatial practices of the second generation Minorites created a space of transformation that fostered the construction of their identity in the cloister, with an emphasis on the choir. The image of Francis, which was both“prayed” and “preached” within their conventual liturgies, was the mediator of this formation process. Bonaventure’s efforts to shape the identity of his confreres profited from the performative nature of ritual action. By carefully scripting the performance of prayer within the liturgical celebration of Francis in the choir, Bonaventure assured the institutional veracity of his image of Francis as the mediator of Minorite identity. Given the formative force of this ritual act, the Minister General could then evoke this Francis with authority in the context of performative preaching. While love is paramount to the identity of the stigmatized saint, the identity of the Lesser Brothers according to Bonaventure was best cultivated first by imitating the humility and purity of Francis.

 

Le pratiche spaziali della seconda generazione dei Minoriti crearono uno spazio di trasformazione che favorì la costruzione della loro identità nel chiostro, con un’enfasi sul coro. L’immagine di Francesco, che venne “pregato”e “predicato” all’interno delle loro liturgie conventuali, servì da mediazione di questo processo di formazione. Gli sforzi di Bonaventura per plasmare l’identità dei suoi confratelli fecero tesoro della natura performativa dell’azione liturgica. Con un’accurata scrittura del rendimento della preghiera all’interno della celebrazione liturgica di Francesco nel coro, egli assicurò la veracità istituzionale della sua immagine di Francesco quale mediatore dell’identità minoritica. Data la forza formativa dell’atto rituale, il Ministro Generale allora potè evocare questo Francesco con autorità nel contesto della predicazione performativa. Mentre l’amore costituisce l’elemento prevalente del Santo stigmatizzato, l’identità dei Frati Minori, secondo Bonaventura, veniva meglio coltivata con l’imitazione dell’umiltà e castità di Francesco.



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Titolo: "Miscellanea Francescana nn. I-II/2011"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300003097
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

EDITORIALE

 Con il presente fascicolo offriamo ai lettori un buon numero di studi che hanno quale oggetto il francescanesimo come pensiero e Fraternità che ha percorso il suo cammino nella storia dandosi forme di presenza diversa. Giovanni Iammarrone, sullo sfondo della problematica attuale delle componenti della persona “identità” e “relazionalità”, mostra quale possa essere il contributo della tradizione francescana ad essa sul piano della testimonianza di vita e della riflessione teologica e filosofica. Orlando Todisco espone il problema fondamentale dell’impegno teoretico di Giovanni Duns Scoto: il rapporto tra la filosofi a con la sua logica di necessità e la teologia con la sua logica di libertà; mostra che il pensatore francescano scozzese ha inteso rispettare i due ambiti, ma da teologo ha ritenuto che la libertà, divina e umana, deve avere il primato nella valutazione del fondo e del senso della realtà. Binoy Thomas analizza la legislazione dell’Ordine francescano sedimentatasi nelle sue Costituzioni, analizzata dal 1260 al 1517 in quelle comunie dal 1517 in quelle del ramo conventuale, concentrando la sua ricerca sulla presenza in essa dei valori di povertà e obbedienza.Timothy Johnson mostra che la seconda generazione francescana, spostando la sua presenza dalle strade del mondo alla vita del chiostro e del coro, mutò in larga parte la sua coscienza identitaria e il suo percorso formativo.Timothy Kulbicki, nel suo terzo intervento, termina la sua ricerca sul recupero della piena vita comune da parte dei Frati Minori Conventuali e indica le conseguenze positive di tale passo per la vita dell’Ordine dal 1907 sino ultimi decenni. Guglielmo Spirito e Marzia Ceschia illustrano l’origine e la prospettiva della devozione a san Giuseppe di Nazaret da parte dei francescani dei secoli XIII-XV. Emil Kumka documenta l’attenzione particolare che papa Leone XIII ebbe per l’Ordine Francescano Scolare (Terz’Ordine), di cui era convinto sodale, e richiama la missione ecclesiale che gli affidò lungo il suo pontificato. Fa cenno anche alla sua decisione di riunire in un’unica Famigliai vari rami dell’Osservanza francescana. Dinh Anh Nhue Nguyen, con un’analisi attenta delle parabole di Gesù sulla saggezza riportate dai Sinottici, indica la presenza di una cristologia implicita in esse. Nicole Katrin Rüttgers fa un’analisi di Mt 11,28-30, pericope del peso e del giogo leggeri promessi da Gesù ai suoi seguaci. Mostra che la croce di Gesù, il suo peso e giogo diventano leggeri se si entra in una vera sequela,alla quale sono connesse una decisione radicale e una sfi da costante.La Rivista infi ne ricorda in modo particolare p. Lorenzo Di Fonzo, per lunghi anni suo Caporedattore e poi Direttore. La sua produzione teologica e storica riportata nella bibliografi a documenta l’abbondanza di pagine da lui scritte su “Miscellanea Francescana”, di cui ha tenuto alto il livello scientifico. La Direzione e Redazione lo affida al ricordo e alle preghiere dei lettori.

Il Direttore



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Titolo: "Identità e relazionalità della persona nella testimonianza e nel pensiero francescani"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Giovanni Iammarrone OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300003103
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario --> L’Autore ha inteso fare una ricerca sulla testimonianza di Francesco e sulla riflessione filosofico-teologica dei grandi del francescanesimo (san Bonaventura, G. Duns Scoto, Guglielmo d’Ockham) sulle dimensioni costitutive della persona, l’identità e la relazionalità. Per inquadrare meglio l’apporto francescano al tema ha tracciato prima un excursus storico filosofico-teologico sulla persona e le sue suddette dimensioni, prestando attenzione in particolare alla valorizzazione nel corso del secolo XX del “principio dialogico” che recupera e mette in risalto la dimensione relazionale della persona in Dio e nell’uomo. La sua conclusione è che sia la testimonianza “fraterna” vissuta di Francesco che significativi elementi di pensiero dei teologi e filosofi francescani su nominati possono apportare un utile contributo alla valorizzazione delle due strutturali dimensioni della persona, viste da loro realizzate in Dio Trinità in sommo grado e nell’uomo in modo analogico.

 

The Author sets out to research the contribution of St. Francis and the philosophico-theological thought of the great lights of Franciscanism (St.Bonaventure, John Duns Scotus and William of Ockham) regarding the constitutive aspects of person, identity and the quality of being in relationship. To give a better framework for the Franciscan contribution, the author offers first a historical sketch of the philosophico-theological treatment of person in its aforementioned dimensions. Particular attention is given to the “principle of dialogue,”that was given heightened value through out the 20th century and recovers and reveals the relational aspect of person in God and the human person. The author concludes that both the lived “fraternal” witness of St. Francis as well as the important elements of the thought of the aforementioned Franciscan theologians and philosophers can help enhance the value of the two structural dimensions of person, whether considered as realized to their greatest extent in the triune God oranalogously in man.



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Titolo: "Giuseppe di Nazareth."
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Guglielmo Spirito, OFMConv, Marzia Ceschia
Pagine:
Ean: 2484300003158
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario --> Della singolare figura paterna di Giuseppe di Nazareth si sono occupatii francescani fin dagli inizi dell’avventura minoritica. In particolare, dopo un'analisi del Natale di Greccio, abbiamo scandagliato la riflessione di alcuni autori francescani tra XIII e XV secolo (Bonaventura da Bagnoregio, Duns Scoto,Pietro Olivi, Ubertino da Casale, Bernardino da Siena, Bernardino da Feltre).Esiste una modalità tipicamente francescana di interpretare e di assumere, come riferimento nel cammino di fede e di esistenza evangelica, la figura di Giuseppe di Nazareth? Abbiamo potuto cogliere come Giuseppe divenga, per i seguaci di Francesco d’Assisi, un modello di fedeltà, umiltà, povertà e obbedienza. La paternità umilmente esercitata nei confronti del Figlio di Dio non solo è il luogo del suo servizio “minore” all’Altissimo, ma locus theologicus che conferma una volta di più il cristocentrismo francescano.

 

From the very beginning of the movement of the lesser brothers, Franciscans have been interested in Joseph of Nazareth, a unique model of fatherhood. After analyzing St. Francis’ celebration of Christmas at Greccio, this article sounds out particular Franciscan writers from the 13th to the 15th century(Bonaventure, Duns Scotus, Peter Olivi, Ubertino of Casale, Bernadine of Siena,and Bernadine of Feltre). Is there a typically Franciscan manner of interpreting and engaging the figure of Joseph of Nazareth as a reference point for the journey of faith and living the Gospel? The article establishes how Joseph could becomea model of faithfulness, humility, poverty and obedience for the followers of Francis of Assisi. The fatherhood that he humbly exercised with respect to the Son of God is not only the setting of his lowly (minor) service of the Most High, but the locus theologicus, that confirms once again Franciscan Christocentrism.



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Titolo: "Leone XIII e la Famiglia francescana"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Emil Kumka, OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300003165
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario --> Leone XIII, già da vescovo di Perugia entrò nel Terz’Ordine Francescano e subito iniziò a manifestare concretamente la sua appartenenza e il proprio impegno per esso. Eletto papa, intensificò la sua azione di promozione e di propagazione dei terziari, che voleva impegnati nella questione sociale trattata nell’enciclica Rerum novarum. Promulgò la nuova Regola per il Terz’Ordine nonché molti documenti ad esso attinenti e pronunciò vari discorsi in cui espose la missione e il compito dei terziari nella società contemporanea, in particolare nel controbattere le ideologie del comunismo e del socialismo e la massoneria. Il papa segnò anche una tappa fondamentale per il primo Ordine quando promossee realizzò la difficile unificazione delle famiglie francescane osservanti nell’unico Ordine dei Frati Minori (Unione Leonina) nel 1897.

 

Already as Bishop of Perugia, Leo XIII entered the Third Order of St. Francis and immediately began to give concrete signs of his membership and his own commitment to it. Once elected pope, he intensified his efforts to promote and spread the Third Order whose members he wanted to see engaged in the social agenda of his encyclical, Rerum Novarum. He promulgated a new rule for the Third Order and produced many documents pertaining to it. Through various addresses he explained the mission and responsibilities of its members in contemporary society and, specifically, their rebuttal of communism, socialism and freemasonry.The Pope also opened a new chapter for the First Order by promoting and bringing about the difficult unification of the various branches of Observant riars into a single Order of Friars Minor of the Leonine Union in 1897.



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Titolo: "La volontà di Dio e il potere della ragione."
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Orlando Todisco OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300003110
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario --> La proposta filosofico-teologica di Scoto è un tentativo di educare a pensare nell’“aperto”, oltre la “controversia inter philosophos et teologos”, richiamata ad apertura del Prologo all’Ordinatio. Egli mostra che il filosofo è chiamato a esprimere, attraverso la metafisica dell’essere univoco, la trama generale del reale, non però l’onda effettiva della vita, grazie a cui si entra nel laboratorio della processualità storica. Di questa solo il teologo conosce la sorgente, essendo fornito delle coordinate secondo si è sviluppata e va riprogettata. L’assunto generale è che la rivelazione biblica è la storia della libertà dell’uomo e della misericordia di Dio. Il privilegiamento dell’amore oblativo, di cui il cristocentrismo è esaltazione e compendio, mette a tacere l’obiezione secondo cui, ponendo a fondamento la libertà, il reale diventi instabile, rendendo impossibile la conoscenza e anarchica la convivenza. Lo scenario è qualificato dalla libertà creativa, alimentata dalla potenza dell’amore e illuminata dalla fede nella parola di Dio.

 

Scotus’ philosophico-theological proposal is an attempt to get beyond the “polemic between philosophers and theologians” by bringing thought “into the open” through recourse to the open-mindedness found in the Prologue to his Ordinatio. He shows that the philosopher is called to expose, through a metaphysics of univocal being, the general scheme of reality and not the actualebb and flow of life thanks to which one enters into the laboratory of the historical process. Only the theologian who is equipped with the coordinates that defineits development and re-programming knows the source and root of this process. The privileged position of sacrificial love whose exaltation and compendium is Christocentrism silences the opposing view that situates liberty as the foundation where by the divine becomes changeable, knowledge is impossible, and living together is reduced to anarchy. The scenario is qualified by creative freedom, nourished by the power of love, and illuminated by faith in the word of God.



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Titolo: "Le parabole di Gesù sulla saggezza."
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Dinh Anh Nhue Nguyen, OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300003172
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario --> L’articolo analizza, dopo una classificazione del materiale parabolico sinottico dalla prospettiva sapienziale e alcune osservazioni generali, le cinque parabole di Gesù che parlano in modo diretto della sapienza/stoltezza conl’esplicita menzione del tema e con la ricorrenza dei termini del campo semantico sapienziale. Essi sono le dieci vergini (Mt 25,1-13), le due case (Mt 7,24-27; cf.Lc 6,47-49), il servo fedele o infedele (saggio o stolto) (Mt 24,45-51 || Lc 12,42-46), il ricco stolto (Lc 12,16-21) e l’amministratore astuto (Lc 16,1-8). Un esame dettagliato di questi racconti alla luce delle tradizioni veterotestamentarie mette in risalto nuovi e interessanti contatti con la sapienza biblica e diversi impliciti indizi cristologici. Emerge così la figura di Gesù, autore di queste parabole, quale un saggio “tradizionale” ma al contempo atipico, che, come la Sapienza personificata,insegna con autorità le vie verso la pienezza della vita con Dio.

 

After classifying the synoptic corpus of parables from the perspective of wisdom literature and offering some general observations, the article analyzes five of Jesus’ parables that are directly concerned with wisdom/foolishness by the explicit mention of this theme as well as the recurrence of wisdom terminology: the ten virgins (Mt 25,1-13), the two houses (Mt 7,24-27; cf. Lk 6,47-49),the faithful (wise) or unfaithful (foolish) servant (Mt 24,45-51 || Lk 12,42-46), the rich fool (Lk 12,16-21) and the shrewd steward (Lk 16,1-8). The detailed investigation of these accounts in the light of Old Testament traditions reveals new and interesting contacts with biblical wisdom as well as some hints of an implicit Christology. Thus, the figure of Jesus, author of these parables, emerges as a “traditional” biblical sage. Yet, at the same time, he is atypical, since as the personification of Wisdom, he teaches authoritatively the ways to fullness of life with God.



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Titolo: "La povertà e l'obbedienza nelle costituzioni dell'Ordine dei Minori (1239-1517) e dei Frati Minori Conventuali (1517-1932)"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Binoy Thomas, OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300003127
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario --> L’Autore analizza le più significative Costituzioni dell’Ordine dei Minori prima della divisione del 1517 e poi quelle dei Frati Minori Conventualisino al 1932, per vedere come la Famiglia francescana nel corso del tempo si è impegnata a livello normativo a vivere i valori della Regola, in particolare quello della povertà e dell’obbedienza. Dalla sua ricerca si evince che il problema della povertà è stato sempre al centro della preoccupazione dell’Ordine francescano; lungo il suo cammino storico si sono avute cadute ma anche ripetute iniziative di ripresa per mantenere viva l’esigente eredità spirituale del Fondatore.

 

The Author analyzes the most important Constitutions of the Franciscan Order prior to the division of 1517 and those of the Conventual friars up until 1932 to see how the Franciscan family over the years bound itself on the normative level to live the values contained in its Rule, especially poverty and obedience. His findings infer that the question of poverty has always been the central worry of the Franciscan Order. Throughout its history, the Order has experienced lapses along with repeated initiatives at renewal to keep the demanding spiritual patrimony of its Founder alive.



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Titolo: "La problematica attuale dei diritti dell'uomo"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Cesareo Giulio
Pagine:
Ean: 2484300001468
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario --> prendendo atto della discussione sull’universalità dei diritti dell’uomo, l’articolo compie un excursus sulla formazione dell’idea, dall’antichità fino alla Dichiarazione universale del 1948, di quest’ultima, in particolare, vengono presentati la genesi e i contenuti essenziali. Si passa poi all’insegnamento magisteriale, in particolare facendo riferimento al recente testo della Commissione teologica internazionale sulla legge naturale. Viene evidenziato, però, come non esista un consenso globale sul modello teoretico che fondi e sostenga i diritti dell’uomo: alcune sfide al loro universalismo vengono dalla riflessione postmoderna, altre da concezioni antropologiche di altre religioni e culture. Per questo viene sollecitata la riscoperta della relazionalità come criterio fondante un’etica del rispetto e dell’accoglienza. Non si può dimenticare infine che i diritti umani non sono che una tappa nel cammino verso il Regno, che è la condizione di vita dei risorti in Cristo: il compito dell’annuncio della salvezza, come condizione di un vero e duraturo progresso etico-sociale, non può dunque essere in alcun modo tralasciato.



Taking note of the discussion of the universality of human rights, the article studies the path taken in the formation of this idea from antiquity until 1948with the Universal Declaration whose genesis and essential contents are given special attention. Next follows the teaching of the Magisterium with particular reference to the recent text of the International Theological Commission on naturallaw. However, since there is no global consensus on the theoretical model that might serve as the basis and support for human rights, it should be noted that some challenges to their universal application come from post-modern thought and others from anthropological notions of other religions and cultures. Consequently, there is a pressing need to rediscover the notion of relation as the founding criterion for an ethic of respect and openness. Finally, one cannot forget that human rights are but one stage in the journey towards the Kingdom, which is the state of life of those who have been raised up in Christ. Thus, one can never omitthe proclamation of salvation as a condition for any genuine and lasting progressin social ethics.



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Titolo: "Autonomía y poder de las monjas en el régimen de conventualidad: ¿una ruptura evangélica?"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Graña María del Mar
Pagine:
Ean: 2484300001451
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario -->  Nella storiografia francescana la conventualità è stata spesso definitae presentata, in opposizione all’osservanza, come allontanamento dal carisma originario e quindi come affievolimento e decadenza del medesimo Il presente studio intende affrontare e confutare gli stereotipi e i pregiudizi di questa visione, esaminando a tale fine una manifestazione femminile concreta del fenomeno conventuale: cioè il monastero di Santa Chiara di Córdoba. Nell’accurata analisi dell’abbondante e ricca documentazione vengono considerate in modo particolare la gestione economica dei beni del monastero, le modalità di governo internodella comunità e la notevole autonomia delle Clarisse rispetto alle autorità civili ed ecclesiastiche della città. Emerge così una realtà dinamica e viva, dal momento della fondazione del monastero (1268) fino a quando gli fu imposta la riforma osservante da parte dei Re Cattolici (1495), imposizione che risultò drammatica e costituì l’inizio di una profonda crisi.



In Franciscan historiography Conventualism, in opposition to the Observance, has often been defi ned and presented as a dismissal of the charism of the original Franciscan movement, and afterwards as its debilitation and decline. This study attempts to tackle and refute the stereotypes and prejudices of this view byexamining a concrete example of Conventual women, namely, the Monastery of St. Clare in Cordova. In the thorough analysis of the plentiful and vivid documentation special attention is given to the economic negotiations of the monastery’s goods, the modalities of the community’s internal administration, and the nuns’ considerable autonomy with respect to the civil and ecclesiastical authorities of the city. Thus, there emerges a portrait of a dynamic and lively monastery from the moment of its foundation in 1268 until 1495 when His Catholic Majesty forced the nuns to adopt the Observant reform. This imposition had dramatic effects and constituted the beginning of a severe crisis.



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Titolo: "Conventual Franciscans and the Common Life (II)"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Kulbicki Timothy
Pagine:
Ean: 2484300001444
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario -->  Determinato a mettere in atto pienamente i decreti del Capitolo Generale del 1891 e munito di una lettera papale di raccomandazione del 1907, la Curia Generale dell’Ordine Francescano Conventuale portò a compimento l’instaurazione della vita comune perfetta nonostante l’opposizione locale: nella Provincia di Napoli (1919) e di Malta (1920); con la soppressione temporanea della Provincia di Austria con la confluenza nelle Province di Germania e Iugoslavia; nelle case dei penitenzieri presso la Basilica di San Pietro e la Santa Casa di Loreto; nella Provincia di Oriente (1926) e infine nella Provincia d’Ungheria (1931). Alcuni frati lasciarono l’Ordine per protesta in Ungheria. L’instaurazione della vita comune perfetta in seguito al Capitolo Generale del 1891 fu un momento di rifondazione moderno dell’Ordine Francescano Conventuale.

 

Determined to fully implement the decrees of the General Chapter of1891 and armed with a Papal letter of recommendation in 1907, the general curia of the Conventual Franciscan Order completed the implementation of the perfect common life in the face of local opposition: the Province of Naples (1919); the Province of Malta (1920); by temporarily suppressing the Province of Austria into the German and Yugoslavian Provinces (1920); in the houses of confessors attached to St. Peter’s Basilica and the Holy House at Loreto (1925); the Province of the Orient (1926); and finally in the Province of Hungary (1931); several friars left the Order in protest in Hungary. The implementation of the perfect common life following the General Chapter of 1891 was a modern refounding moment for the Conventual Franciscan Order.






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