Libreria cattolica

Ebook - Miscellanea Francescana



Titolo: "Attualità del pensiero etico-sociale e politico francescano"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Oreste Bazzichi
Pagine:
Ean: 2484300012471
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – La Scuola francescana non è solo prassi ascetico-mistica, né soltanto una fi losofi a e una teologia, ma anche una metodologia etico-sociale alla quale l’autore ci introduce a partire dalle idee e dalle tesi di pensatori del XIII, XIV e XV secolo come Pietro di Giovanni Olivi, Giovanni Duns Scoto, Alessandro Bonini di Alessandria e Bernardino da Siena. Un percorso che ha come esito, nel campo economico-fi nanziario, l’invenzione dei Monti di Pietà e, nel campo dell’economia aziendale, l’originale metodo amministrativo della partita doppia di fra Luca Pacioli. La prospettiva è quella di riconsiderare la storia del pensiero economico secondo un’etica del profi tto profondamente rinnovata. Parole chiave: approccio francescano, economico, etico-sociale, politico; profi tto.

Summary – The Franciscan School is not only ascetico-mystical praxis, nor is it uniquely a philosophy and a theology. It is also an ethico-social methodology to which the Author introduces us beginning with the ideas and theses of 13th, 14th and 15th century thinkers, e.g., Peter John Olivi, John Duns Scotus, Alexander Bonini of Alexandria and Bernadine of Siena. In the economic fi eld of fi nancing this line of teaching resulted in the establishment of Monti di Pietà (non-profi t pawnshops), and in the fi eld of business management it led to friar Luca Pacioli’s original method of double entry bookkeeping. This affords the prospect of reconsidering the history of economics according to a completely renovated profi t ethics. Keywords: Franciscan approach, economic, ethical and social, political; profi t.



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Titolo: "Giuseppe Tobia OFMConv (1740-1815), vescovo missionario"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Francesco Costa
Pagine:
Ean: 2484300012488
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Anteprima

La Regola francescana non impone ai frati di andare ad annunziare il Vangelo in terre lontane e sconosciute. Francesco scrive testualmente: «Tutti quei frati che, per divina ispirazione, vorranno andare tra i saraceni e tra gli altri infedeli, ne chiedano il permesso ai loro ministri provinciali»1. Pur essendo lasciata alla libera scelta dei frati, l’attività missionaria ha tuttavia avuto sempre il primo posto nell’Ordine francescano. Oltre otto secoli di storia francescana-conventuale hanno scritto pagine indelebili nel mondo missionario, registrando in ogni tempo eventi più o meno luminosi. Certo, non tutti i missionari francescani del passato si distinguono come stelle di prima grandezza. «Stella a stella differt in claritate» (1Cor 15,41). In genere però tutti hanno contribuito a ingentilire i popoli e a costruire una società migliore, lavorando per il bene dei fratelli e per la dilatazione del regno di Dio. Non ci sono gesti eclatanti o imprese eccezionali nella vita missionaria del vescovo francescano conventuale p. Giuseppe Tobia. Ma non basta rispondere con prontezza alla chiamata del Signore e compiere bene il proprio dovere, in questo caso, di religioso, di missionario e di vescovo? Qui appresso, includendo nella numerosa schiera dei nostri missionari anche p. Giuseppe Tobia, intendiamo tracciarne, in due distinti paragrafi , un breve profi lo, accennando al frate missionario (1) e al vescovo missionario (2).



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Titolo: "Stagioni e sfide per l'esegeta e l'esegesi: l'Antico Testamento"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Gian Luigi Prato
Pagine:
Ean: 2484300012495
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Anteprima

Ho accettato volentieri questo invito per l’amicizia con Giovanni, al quale mi lega tra l’altro anche la comune origine piemontese, oltre a molti anni di conviviale frequentazione e di incontri, dovuti ai nostri interessi professionali. Non saprei tuttavia cosa dire in questa circostanza, perché non so se fare un discorso (tedioso) sul metodo, oppure dire qualcosa di più semplice, rifacendomi alla mia personale esperienza di studio e di insegnamento. Scegliendo questo secondo punto, mi limiterò a dare qualche indicazione, o almeno ad esprimere qualche sensazione che ho acquisito dopo diversi anni in cui mi sono dedicato a questo “mestiere”. Saranno considerazioni estemporanee, senza alcuna pretesa di organicità o di produrre un discorso ben strutturato.



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Titolo: "Stagioni e sfide per l'esegeta e l'esegesi: il Nuovo Testamento"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Pius-Ramón Tragán
Pagine:
Ean: 2484300012501
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Anteprima

Nel rendere onore in questo momento al carissimo collega e amico, il Prof. Giovanni Odasso, con una splendida miscellanea, frutto della stima e dell’apporto di tanti colleghi esegeti, mi sento onorato di poter esprimere davanti a Voi il mio rispetto e la mia gioia di ritrovarmi con Voi qui a Roma, dopo anni di assenza. Mi fa piacere poter riprendere insieme un discorso esegetico che è nato e si è sviluppato nella ricerca e anche nell’insegnamento accademico. Certo, il correre degli anni, con i cambiamenti che comporta, ci ha condotto per itinerari diversi. Le situazioni socio-religiose e anche culturali sono cambiate ma l’amore per la Bibbia, caro Prof. Odasso, non ci ha separato. Adesso mi sento di porre alla Vostra considerazione un discorso esegetico, sia pur breve, che ormai porta, per molti di noi, il segno di una lunga esperienza. Vorrei porre alla Vostra considerazione alcuni aspetti del percorso del pensiero esegetico a partire dalla seconda metà del secolo scorso e indicare i valori e anche le debolezze che ogni interpretazione di testi include in sé, condizionata sia dalla successione dei metodi sia anche dalle precomprensioni dell’esegeta. Ogni esegeta può costatare, senza dubbio, la ricchezza che deriva dallo studio e, nello stesso tempo, il carattere parziale dei risultati ottenuti dalla sua fatica. In altre parole, l’amore e i dubbi, la convinzione e la critica che appartengono alla natura stessa del lavoro esegetico.



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Titolo: "La preghiera liturgica della primitiva comunità francescana"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Kasper Mariusz Kapro
Pagine:
Ean: 2484300012440
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – L’articolo si prefi gge di indicare alcuni dati sul ruolo che i Frati Minori ebbero nella divulgazione dell’uffi ciatura secundum usum curiae romanae e di presentare la novitas francescana dell’Uffi ciatura. Infatti, troppo spesso ancora, nelle diverse pubblicazioni, vengono ripetute le nozioni che indicano i Minori come coloro che avrebbero ridotto notevolmente l’uffi ciatura rispetto alla pratica antecedente oppure che avrebbero semplifi cato il canto liturgico. L’autore, nel primo capitolo, mostra l’evoluzione della preghiera liturgica all’interno della fraternitas primordiale. Segue poi la presentazione del codice celebrativo della comunità, già ben organizzata e strutturata con le proprie norme e gli statuti liturgici. Inoltre viene illustrato il ruolo che i Frati ebbero nella composizione e divulgazione di alcuni uffi ci propri (liturgia sanfrancescana). Parole chiave: Uffi cio Divino; libri liturgici; Regola francescana; canto liturgico; Santorale.

Summary – The aim of the article is to give some data regarding the role that the Friars Minor played in the spreading of the Divine Offi ce secundum usum curiae romanae and to present the novelty introduced to it by Franciscans. All too often, in various publications there are repeated the notions that point to the Friars Minor as those who signifi cantly abridged the Divine Offi ce compared with its prior practice or who simplifi ed liturgical chant. In the fi rst chapter the Author shows the evolution of liturgical prayer within the fi rst fraternitas. Then, he presents the community’s practice of liturgical celebration, which was already well organized and structured with its own norms and liturgical statutes. Finally, he illustrates the role that the Friars played in the composition and diffusion of some proper offi ces (the liturgy used on the Feast of St. Francis). Keywords: Divine Offi ce; liturgical books; Franciscan Rule; liturgical chant; Proper of the Saints.



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Titolo: "Immagini dell'uomo nei Sermones di sant'Antonio di Padova"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Francesco Celestino
Pagine:
Ean: 2484300012433
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – La concezione di uomo – che emerge dagli scritti di s. Antonio – è una visione teocentrica e cristocentrica. Il Dottore evangelico ci presenta l’uomo nella sua relazione fi liale con Dio. Il suo cammino deve avere come modello la SS. Trinità, nella sua dimensione comunitaria e comunionale. Il Santo nel suo annuncio privilegia la dimensione relazionale. Nella sequela di Cristo, uomo perfetto, l’uomo diventa più uomo. S. Antonio attualizza le verità del Vangelo, nel guidare l’uomo attraverso le tappe della storia della salvezza, nell’esortare a una vita virtuosa e di penitenza. La teologia del Santo ha sempre una matrice pratica: ordina le verità in rapporto alla vita, alle scelte e ai comportamenti umani. Egli è un ottimo osservatore degli atti degli uomini, verso cui mostra comprensione e misericordia. Con il triplice risvolto di imago creationis, imago recreationis et imago similitudinis, s. Antonio dice che la creazione, la redenzione e la glorifi cazione sono tre momenti dell’unico disegno salvifi co di Dio. Parole chiave: storia della salvezza; immagine e somiglianza; corpo e anima.

Summary – The conception of man that emerges from the writings of St. Anthony is a vision that is both theocentric and Christocentric. The saintly Doctor presents man in his fi lial relationship with God. Man’s journey through life’s public and communal dimensions ought to have the Blessed Trinity as its model. The reader of the Sermons encounters a positive notion of the human person; Anthony the friar-preacher gives a privileged position to the relational. The face of God is impressed upon the human soul, and its light becomes an extension of his love. The man who attains perfection in following Christ becomes more human. St. Anthony makes the truths of the Gospel relevant by leading man through the stages of salvation history and exhorting him to a life of virtue and penance. His theology always has a practical matrix: it prescribes truths to experiences, choices and human behaviors. He is the best of judges of the acts of human beings towards whom he shows understanding and whom he acquits when evil intent is lacking. Because image itself has three layers – creation, recreation and likeness – St. Anthony says that creation and redemption are two stages of God’s unique plan of salvation. In the Sermons creation, redemption and eschatology appear as three acts of one and the same drama. Keywords: salvation history; image and likeness; body and soul.



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Titolo: "Bernardo di Quintavalle, primo compagno di san Francesco"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Bernardo Commodi
Pagine:
Ean: 2484300012426
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – L’articolo mette a fuoco una fi gura di primo piano della “primavera francescana”, Bernardo di Quintavalle, il nobile e saggio magistrato di Assisi che divenne primo discepolo di Francesco e che è popolarmente chiamato “beato”, anche se non c’è un riconoscimento uffi ciale della Chiesa. L’autore procede, innanzitutto, a un’esaustiva rassegna delle fonti storiche e agiografi che, alle quali poi attinge per presentare i dati biografi ci essenziali di Bernardo e tracciare il suo profi lo spirituale. S’inserisce anche nella dibattuta quaestio della benedizione impartita da Francesco morente a Bernardo o a Elia, ritenendo come più probabile la tesi che vuole il Santo intento a benedire, senza creare alcun dualismo, sia il suo celebre vicario che il suo fedele amico, prima plantula Ordinis. Infi ne, offre una breve ma puntuale relazione sulla ricognizione delle spoglie mortali di Bernardo e di altri quattro frati, effettuata nella basilica di San Francesco in Assisi nel mese di gennaio 2013. Parole chiave: primi compagni; conversione; fede; benedizione; ricognizione.

Summary – This article focuses on a fi gure from the earliest stage of ‘Franciscan Springtime’, namely Bernard of Quintavalle, the noble and wise magistrate of Assisi who became the fi rst disciple of St. Francis, and who has been popularly called ‘blessed’ even though not offi cially recognized as such by the Church. The Author mainly undertakes an exhaustive survey of historical and hagiographical sources which he then uses to present the basic features of the life of Bernard and a sketch of his spiritual life. He enters the debate whether the blessing imparted by St. Francis as he lay dying was intended for Bernard or Elias. He argues that it was more probable that St. Francis intended, without creating any rivalry, to bless both his renowned vicar as well as his faithful friend, the fi rst scion of the Order. Finally, he offers a brief but accurate report of the identifi cation of the mortal remains of Bernard and four other friars that was carried out in the Basilica of St. Francis in Assisi in January 2013. Keywords: fi rst disciples of St. Francis; conversion; faith; blessing; recognition.



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Titolo: "La doctrina theologica come scientia a sapore affectionis nella Summa fratris Alexandri"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Gianpiero Tavolaro
Pagine:
Ean: 2484300012396
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Scopo del presente studio è la valutazione del ruolo che la Summa fratris Alexandri ha avuto nel dibattito, svoltosi agli inizi del XIII secolo in ambiente parigino, in merito alla determinazione dello statuto epistemologico della dottrina teologica, alla luce della riscoperta della logica nova di Aristotele e dell’interesse per la defi nizione aristotelica di «scienza». Nonostante i limiti posti dalla Summa francescana all’accoglienza delle istanze proprie dell’epistéme aristotelica, la oramai esplicita formulazione della domanda sulla scientifi cità della dottrina teologica mostra chiaramente come, entro il nuovo clima culturale determinato dal confronto con l’epistemologia aristotelica, anche in un’opera di matrice ancora rigorosamente agostiniana, il sapere teologico non possa più fare a meno di ripensare i propri principi ed i propri metodi in modo da potersi porre accanto alle (e persino al di sopra delle) altre discipline fi losofi che. Parole chiave: credibile; dottrina teologica/teologia; intelligibile; sapienza; scienza.

Summary – The aim of this study is to assess the role that the Summa fratris Alexandri had in the debate, which took place in the early part of the 13th Centu ry in Paris, regarding the determination of the epistemological statute of theological teaching in light of the discovery of the logica nova of Aristotle and of interest in the Aristotelian defi nition of ‘science’. Notwithstanding the limits set by the Franciscan Summa to grant instances of Aristotelian episteme, the then explicit formulation of the question regarding the scientifi c quality of theological teaching clearly shows how, within the new educational climate determined by the encounter with Aristotelian epistemology, even in a work that was strictly Augustinian in origin, theological knowledge could no longer do without rethinking its own principles and methods so that it could take its place beside (let alone above) other philosophical disciplines. Keywords: credible; theological doctrine/theology; intelligible; wisdom; science.



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Titolo: "Uno sguardo sinottico alle bolle pontificie dalla Quo elongati alla Exivi de paradiso. Sulla povertà dell'Ordine Minoritico"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Nicola Summo
Pagine:
Ean: 2484300012457
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – La prima interpretazione della povertà francescana risale alla Bolla Quo elongati del 1230 di Gregorio IX, un’interpretazione giuridica basata sulla differenza tra il concetto di usus e quello di proprietas. Ma la questione della povertà trattata nella Quo elongati si innestava su una questione ancora più importante e cioè il confl itto tra Regola e Testamento, documenti dai quali trasparivano due modi diversi se non addirittura antitetici di concepire il francescanesimo. Le Bolle Quo elongati di Gregorio IX (1230) ed Ordinem vestrum di Innocenzo IV (1245) avevano perciò distinto tra proprietà ed uso dei beni. A meno che i benefattori non avessero conservato la titolarità dei diritti, alla Sede Apostolica era stata riservata la proprietà dei beni dei quali era consentito l’uso ai Frati. Nei decenni successivi i migliori francescani, consapevoli del valore strategico della povertà e delle sue implicazioni, continuarono e approfondirono la rifl essione sul tema; basti pensare all’opera di Pier Giovanni Olivi e alla sua teorizzazione dell’usus pauper o a Bonaventura da Bagnoregio, per quanto l’opera di quest’ultimo abbia un carattere più che altro apologetico. Questa disciplina fu perfezionata colla bolla Exiit qui seminat di Nicolò III (1279), ove sono distinti cinque modi di godimento dei beni. Il Pontefi ce promulgò nella sessione fi nale del Concilio di Vienne la Bolla Exivi de paradiso (1312), che racchiude una nuova interpretazione autentica dei punti discussi della Regola. A completamento delle disposizioni della Exiit qui seminat la Bolla di Clemente V rappresentò durante il tardo Medioevo la fonte principale delle dichiarazioni pontifi cie e dottrinali del testo giuridico fondamentale dell’Ordine sulla povertà. Parole chiavi: Bolla pontifi cia; proprietà; povertà; uso; usufrutto.

Summary – The earliest interpretation of Franciscan poverty goes back to the bull of Gregory IX Quo elongati in 1230, which was a juridical reading based on the distinction between the concepts of use and ownership. The question of evangelical poverty treated in Quo elongati was enmeshed, however, in an a more fundamental question, namely the confl ict between the Rule and the Testament, documents in which are seen two diverse, if not diametrically opposed, ways of conceiving Franciscanism. The bulls Quo elongati of Gregory IX (1230) and Ordinem vestrum of Innocent IV (1245) had thus made the distinction between ownership and use of goods. Unless benefactors had reserved the right of ownership to themselves, then the ownership of the goods whose use was granted to the friars was reserved to the Holy See. In the decades that followed, the better Franciscans, aware of the strategic value of poverty and its implications, continued and developed refl ections on this theme. One need only consider the work of Peter John Olivi and his theory of usus pauper or Bonaventure of Bagnoregio inasmuch as his work was more than simply apologetic. This doctrine reached a pinnacle with the bull Exiit qui seminat of Nicolas III (1279), in which he differentiates fi ve ways of enjoying goods. In the fi nal session of the Council of Vienne, the papacy promulgated the bull Exivi de paradiso (1312) that included a new and authoritative interpretation of the controversial points of the Rule. This bull of Clement V brought the instructions of Exiit qui seminat to full completion, and during the late Middle Ages it represented the main source of papal declarations and teachings on the foundational juridical text of the Order on the subject of poverty. Keywords: Papal bull; poverty; property; use; usufruct.



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Titolo: "SUFFERING, A STRANGE BUT FAITHFUL FRIEND"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: tefan Acatrinei, OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300011245
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – La sofferenza è considerata una realtà dell’esistenza umana. La storia

ci rende consapevoli del fatto che, con il passare del tempo, la sofferenza non

scompare dalla vita umana. Rimane parte della vita di molte persone, nonostante

tutti gli sforzi che si fanno per eliminarla. Una persona può essere affl itta da sofferenze,

senza apparente motivo razionale. Nessuno in questo mondo può sfuggirle.

Solo coloro che sono fedeli a Cristo sanno come fare uso di essa. San Francesco

d’Assisi, come ogni altro essere umano, ha sperimentato la realtà della sofferenza,

sia nel suo corpo che nell’anima. Egli è stato profondamente toccato da essa, ma

mai schiacciato, poiché considerava la sofferenza come sua amica. Questo saggio

non intende dare una descrizione esaustiva della sofferenza; piuttosto, il suo obiettivo

è quello di proporre un approccio ad essa da un punto di vista diverso, cioè

quello di capire la sofferenza come san Francesco ha fatto.

Parole chiave: sofferenza, Francesco d’Assisi, amicizia, corpo, anima.

Summary – Suffering is considered a reality of human existence. History makes

us aware that, with the passing of time, suffering does not disappear from human

life. It remains part of the lives of many people in spite of all the efforts we make

to eliminate it. A person may be affl icted with suffering with no apparent rational

reason. It just seems to turn up uninvited. No one in this world can escape it. Only

those people who are faithful to Christ know how to make use of it. St. Francis

of Assisi, like every other human being, experienced the reality of suffering both

in his body and soul. He was deeply touched by it, but never crushed. This was

so, because he considered suffering to be his friend. This essay does not intend to

give an exhaustive description of suffering; rather, its objective is to challenge our

approach to it from a different point of view, namely to understand suffering as

St. Francis did.

Keywords: suffering, Francis of Assisi, friendship, body, soul.



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Titolo: "LA FEDE IN GESÙ CRISTO COME PUNTO SALDO NEL DIALOGO INTERRELIGIOSO"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Ronaldo Gomes da Silva, OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300011238
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – L’obiettivo dell’articolo è favorire la rifl essione teologica, con l’approfondimento

della tematica del dialogo interreligioso, alla luce dei dati neotestamentari

e della fede ecclesiale. Come è noto, i primi cristiani hanno trasmesso alla

Chiesa e al mondo la più profonda testimonianza di fede in Gesù Cristo Crocifi sso-

Risorto. Questa testimonianza realizza la missione della Chiesa di farsi interprete

nella fede delle “gioie e speranze, tristezze e angosce dell’umanità” (cf. Gs 1).

Nell’attualità, alla missione cristiana in dialogo, fedele al suo specifi co che è tradurre

nella pratica il suo Cristocentrismo, è richiesto un ulteriore approfondimento

sul signifi cato dell’insegnamento magisteriale della unica mediazione di Cristo

che si apre alla compartecipazione delle altre religione: «L’unica mediazione del

Redentore non esclude, ma suscita nelle creature una varia cooperazione che è

partecipazione dell’unica fonte [...]», Gesù Cristo Salvatore (LG 62; DI 14).

Parole chiave: pluralismo religioso, mediazione partecipata, cristocentrismo, fede

e missione, Chiesa.

Summary – The objective of the article is to promote theological refl ection

through a deeper understanding of inter-religious dialogue in light of New Testament

data and the Church’s faith. As is well-known, the early Christians handed on to the Church and to the world the most profound testimony of faith in Jesus

Christ, Crucifi ed and Risen. This testimony fulfi ls the Church’s mission to express

its faith in the ‘joys and the hopes, the griefs and the anxieties of the men of this

age’ (Gaudium et spes 1).

So that the Christian mission be relevant in a dialogue that is faithful to what it has

to offer, namely to translate Christocentrism into practice, there is need of a more

profound understanding of the magisterial teaching of the one and only mediation

of Christ that is open to participation on the part of other religions: ‘The unique

mediation of the Redeemer does not exclude but rather gives rise among creatures

to a manifold cooperation which is but a sharing in this unique source’ (Lumen

gentium 62 and Dominus Iesus 14), our Saviour Jesus Christ.

Keywords: religious pluralism, partecipated mediation, christocentrism, faith and

mission, Church.



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Titolo: "L'ATTUALE CONTESTO CULTURALE E RELIGIOSO EUROPEO ALLA LUCE DI ALCUNI DOCUMENTI ECCLESIALI RECENTI"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Andrew Galea, OFM Conv
Pagine:
Ean: 2484300011214
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – La parola crisi è quella che spesso defi nisce lo stato nella quale si

trova la società odierna. Non siamo lontani dalla verità se usiamo la stessa parola

per defi nire quello che è lo stato del vissuto europeo per quel che riguarda la fede.

La Chiesa è consapevole di questo e vuole reagire. Il mio intento in questo articolo

non è stato solo quello di presentare l’attuale contesto europeo, quanto di illustrare

le soluzioni proposte dal Magistero e da altre componenti della Chiesa europea ai

fi ni di una rinascita cristiana di questo nostro continente. Le soluzioni proposte

dalla Chiesa possono essere sintetizzate così: un rinnovato sforzo verso una nuova

evangelizzazione attraverso un ritorno al primo annuncio della fede, avvalendosi

spesso del contributo singolare assicurato da un cammino “serio” d’iniziazione

cristiana all’interno di una comunità di fede.

Parole chiave: nuova evangelizzazione, catechesi, primo annuncio, comunità, iniziazione

cristiana, processo evangelizzatore.

Summary – ‘Crisis’ is the word that is often used to defi ne the state of society

today. This is not far from the truth if we use the same word to defi ne the state of

Europe’s lived experience of the faith. Being aware of this, the Church wants to act

in its turn. The Author intends not only to give an overview of the faith in Europe

today, but also to illustrate the solutions proposed by the Magisterium and by other

components of the European Church to effect a rebirth of Christianity in Europe.

The Church’s solutions can be summarized: in the attempts at a new evangelization

by returning to the fi rst announcement of the faith, one often has recourse to

the singular contribution guaranteed by the path of Christian initiation ‘seriously’

undertaken within a community of faith.

Keywords: new evangelization, catechesis, fi rst announcement, community,

Christian initiation, evangelizing process.



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Titolo: "DIE NEUEVANGELISIERUNG IN EINER WELT, DIE SICH ÄNDERT"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Zdzisaw J. Kijas, OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300011160
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Il tema della «nuova evangelizzazione» è al centro dell’attenzione

ecclesiale e tutto lascia credere che continuerà a essere il tema pastorale centrale

a livello di chiesa universale ma anche a livello delle chiese locali. La situazione

del mondo attuale obbliga, infatti, la Chiesa a interrogarsi sulle cause profonde che

hanno portato a una così forte e profonda secolarizzazione della cultura. In questa

analisi vengono coinvolte tutte le realtà cristiane. Una tale situazione storica e

culturale del mondo richiede la necessità della riscoperta del valore positivo della

tradizione, da un lato, e del progresso, dall’altro; la riscoperta di una nuova postura

nei confronti della cultura e il bisogno di elaborare uno stile audace di annuncio.

Un certo esame di coscienza devono fare anche le giovani chiese, perché anche

in esse l’annuncio del vangelo è chiamato ad assumere una nuova presentazione.

Tutto questo richiede un ripensamento della pastorale. Il termine «stile» prende

allora quota alta nel linguaggio e nella proposta pastorale. Si deve parlare di stile

di cristianesimo, di stile di Chiesa, di stile pastorale che corrisponda ai bisogni

del mondo che è in continua trasformazione cambiando anche la mentalità delle

persone. Questo approccio evita il ricettario pastorale pratico e obbliga ad indicare

orientamenti di azione che scaturiscono in maniera coerente dalla fi gura di cristianesimo

e di chiesa che si intende vivere e promuovere. L’evangelizzazione dovrà

essere evangelica, cioè coerente con l’identità della fede e della chiesa ma anche

attenta ai bisogni spirituali e culturali dei destinatari.

Parole chiave: evangelizzazione, Chiesa, mondo, cambiamento, stile.

 

Summary – The ‘new evangelization’ is at the centre of the Church’s attention,

and there is every indication that it will continue to be the central pastoral concern

for the universal and local church alike. Indeed, the world’s current situation obligates

the Church to ask itself about the fundamental reasons that have resulted in

a culture that is so powerfully and deeply secular. Each and every Christian entity

is to fi gure in the analysis. The world’s historical and cultural conditions call for

the need to rediscover, on the one hand, the positive value of tradition, and on the

other hand, the value of progress. Such a rediscovery will entail a new stance towards

culture and the need to develop a bold style of proclaiming the Gospel. Even

newly founded churches should examine their consciences, since the proclamation

of the Gospel is called to take on a new look in them as well. All of this implies a

re-thinking of pastoral ministry. The term ‘style’, therefore, is prominent in ministerial

language and what ministry hopes to accomplish. One has to speak of a style

of Christianity, a style of Church and a style of pastoral ministry that corresponds

to the needs of the world that is in continuous transformation and is changing even

the way people think. This approach prevents pastoral ministry from becoming a

book of recipes and necessitates the formulation of action guidelines that fl ow coherently

from a model of Christianity and Church that understands itself as giving

life and fostering growth. Evangelization will have to be evangelical, namely consistent

with the identity of the faith and Church, but also attentive to the spiritual

and cultural needs of those to be evangelized.

Keywords: evangelization, Church, world, change, style.



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Titolo: "ASCESI E CONOSCENZA"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Giuseppe Caruso
Pagine:
Ean: 2484300011146
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Evagrio Pontico eredita da Origene la prospettiva antropologica che

vede nell’uomo un essere creato all’inizio in una condizione del tutto spirituale e

che poi, a causa di un volontario e colpevole allontanamento da Dio, è decaduto

ed è stato punito attraverso la sua “incorporazione”, cioè l’unione a un corpo.

Tuttavia tale castigo non è per la perdizione, ma per il riscatto dell’anima peccatrice;

l’uomo, infatti, è invitato a intraprendere un cammino che, partendo da

una rigorosa ascesi, lo porti alla conoscenza delle realtà create e fi nalmente alla

contemplazione del Creatore.

 

Summary – Evagrius Ponticus inherited from Origen the anthropological perspective

that saw in man a being created originally in an entirely spiritual state,

and subsequently fell on account of a voluntary and culpable turning away from

God, and was then punished by its ‘incorporation’, namely its union with a body.

This punishment, nonetheless, was not to destroy the soul that had sinned but to

redeem it. Man, indeed, is invited to undertake a journey that begins with strict

asceticism and leads him to the knowledge of the created order and, in the end, to

the contemplation of the Creator.

Keywords: Origen, asceticism, gnosis, bodiliness, pre-existence, the fall.



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Titolo: "Miscellanea Francescana nn. I-II/2013"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300011139
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

EDITORIALE

I contributi presentati nel corso di due eventi importanti, che si sono

svolti in Facoltà nel corso dell’anno accademico appena concluso, danno il

tono a questo fascicolo di Miscellanea Francescana, che qui presentiamo.

Il primo è stato il convegno cristologico avente come titolo: “La fede

di Gesù e la fede in Gesù”. Nel contesto dell’anno della fede, che stiamo

ancora celebrando, abbiamo inteso approfondire il dato della fede in relazione

alla persona di Cristo, dal duplice versante di Gesù come oggetto

di fede (ciò che non fa problema) e come soggetto di fede (ciò che invece

costituisce un elemento discusso all’interno della teologia cattolica).

I due contributi autorevoli di mons. Angelo Amato (Prefetto della Congregazione

per le Cause dei Santi) e di mons. Rino Fisichella (Presidente

del Pontifi cio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione)

cercano di fare luce su questo aspetto così importante, delicato, dal grande

signifi cato teologico ed anche esistenzialmente coinvolgente della fede di

e in Gesù. Introduce la rifl essione sul tema l’articolo di Dinh Anh Nhue

Nguyen, che fornisce l’opportuna base biblica alla discussione, studiando

gli aspetti biblici neo-testamentari della questione.

Il secondo evento è stato il seminario dedicato alla “scuola francescana”,

intendendo con questa espressione la possibilità di un darsi di un

pensiero francescano condiviso attorno al quale possa convergere tutta la

rifl essione teologica. Il tema è stato trattato da due angolature diverse, prima

quella più di tipo storico, da parte di Pietro Maranesi, che cerca anche

di suggerire dei possibili sviluppi per l’oggi della teologia francescana,

poi quella di taglio più fi losofi co, da parte di Orlando Todisco, che mostra

come tale pensare francescano possa avere una sua fecondità nel presente.

Questo secondo contributo intende anche iniziare un percorso di rifl essione,

da portare avanti nei prossimi numeri di Miscellanea, attorno al cosiddetto

“progetto S. Bonaventura”, cioè il cammino che il nostro Ordine

sta percorrendo nella formazione di giovani docenti per la Facoltà attorno

ad un paradigma teologico condiviso, che abbia come suo punto cardine

l’approccio francescano al sapere.

Il contenuto del presente fascicolo di Miscellanea è completato da altri

articoli teologici e da studi francescani. Tra i primi abbiamo anzitutto

Ronaldo Gomes, che ci parla della fede in Cristo nell’ambito del dialogo

interreligioso, per approfondire il dato della unica mediazione di Cristo

che si apre alla compartecipazione delle altre religione. Giuseppe Caruso ci

conduce nel mondo sempre affascinante dei Padri, con un articolo suggestivo

sull’antropologia di Evagrio Pontico. Zdzisaw Kijas sviluppa quindi

una rifl essione sulla nuova evangelizzazione, nel contesto di un mondo

in continuo mutamento. Infi ne, per la parte degli studi teologici, Andrew

Galea propone un estratto dalla sua tesi di Licenza, presentata all’Università

Salesiana e lì premiata per il suo valore, relativa all’attuale contesto

religioso e culturale europeo.

Nell’ambito degli studi francescani, abbiamo il lavoro di Raffaele Di

Muro sul tema del discernimento e della direzione spirituale in Francesco

e Chiara d’Assisi, alla luce del loro esempio di vita e dei loro insegnamenti

scritti. tefan Acatrinei entra nel mondo della sofferenza, così come lo ha

sperimentato e vissuto s. Francesco, per mostrare come essa possa essere

anche amica dell’uomo, se accolta con spirito di fede. Infi ne I. Liberale

Gatti ci offre la prima parte (la seconda, più ampia, sarà pubblicata nel

prossimo numero di Miscellanea) della sua ricerca storica attorno a Felice

Peretti – Sisto V, per ribadirne la sua chiara origine picena.

Chiude il volume una nota storica di Francesco Costa sul musicista catanese

e francescano conventuale Salvatore Nicosia.

Consegniamo quindi la nostra rivista a tutti i lettori, abbonati, confratelli,

a tutti coloro che hanno il desiderio di approfondire la loro fede, la

teologia, il carisma e la storia francescani, nella convinzione di offrire dei

contributi di ottimo valore. A tutti buona lettura.

Il Direttore



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Titolo: "LA FEDE DI GESÙ NEL NUOVO TESTAMENTO"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Dinh Anh Nhue Nguyen, OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300011221
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – L’articolo presenta, con valutazione critica, una rassegna delle

espressioni neotestamentarie che parlerebbero della fede di Gesù, a partire di quella

molto discussa pistis Iesou Christou “fede di/in Gesù Cristo”. La presentazione

si svolge in tre parti: 1) Statistiche delle espressioni neotestamentarie sulla fede

di Gesù; 2) Pistis Iesou Christou come “fede di Gesù Cristo” o “fede in Gesù

Cristo”? Considerazioni storico-esegetiche; 3) Altre espressioni chiave che implicherebbero

la fede di Cristo. Si arriva così alle rifl essioni conclusive che sottolineano,

tra l’altro, l’opportunità di tener presente il senso biblico del termine pistis

come fede e fedeltà per superare l’impasse nel dibattito sulla testimonianza del NT

sulla fede di Gesù. Proprio in questa prospettiva biblico-teologica, si suggerisce

di parlare non tanto della fede che Gesù aveva, quanto del fatto che Egli, nel suo

svuotamento radicale, ha vissuto la nostra fede (come noi), affi nché noi, nella vita

di fede, potessimo partecipare a quella sua.

Parole chiave: pistis Christou, fede, Gesù, Cristo, cristologia.

Summary – This article is a review and critical evaluation of the New Testament

expressions that speak about the faith of Jesus beginning with the much

discussed pistis Iesou Christou ‘faith of/in Jesus Christ’. It is divided into three

parts: (1) statistics of the New Testament expressions regarding the faith of Jesus,

(2) historico-exegetical considerations of pistis Iesou Christou as ‘faith of Jesus

Christ’ or ‘faith in Jesus Christ’, and (3) other key phrases that imply the faith of

Christ. This leads to the concluding refl ections that underline, among other points,

the importance and relevance of recalling the biblical meaning of the term pistis as

faith and faithfulness, so as to break the impasse in the debate over the New Testament

evidence regarding the faith of Jesus. Precisely in this biblico-theological

perspective it is preferable to speak not so much about the faith that Jesus had, as

about the fact that, in his radical self-emptying, he has lived our faith (as one of

us), so that through our living in faith we can participate in his faith.

Keywords: pistis Christou, faith, Jesus, Christ, Christology.



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Titolo: "DISCERNERE IL PROGETTO DI DIO"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Raffaele Di Muro, OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300011177
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Francesco e Chiara di Assisi dimostrano di essere maestri di vita

spirituale per i fratelli e le sorelle nella fede anche prendendo in considerazione i

parametri che l’attuale teologia spirituale offre in materia di direzione spirituale.

Questo articolo, dopo aver presentato la tematica dell’accompagnamento nel cammino

cristiano, dimostra che l’esperienza dei due santi di Assisi è colma di esempi

attestanti il fatto che abbiano esercitato un prezioso infl usso su tante persone che

si riferivano a loro per comprendere il progetto divino. Francesco prima e Chiara

poi, con il loro “magistero”, fatto di scritti, esortazioni pubbliche e consigli personali,

orientano i loro interlocutori verso la strada che porta alla realizzazione della volontà di Dio. Essi, anche alla luce di quanto suggeriscono i recenti studi in materia

di discernimento, si attestano quali autentiche guide nella vita spirituale e nella

santità. Il loro esempio, dunque, “sfi da” i mutamenti generazionali, confermandoli

quali preziosi testimoni anche per i tempi di oggi.

Parole chiave: Francesco d’Assisi, Chiara d’Assisi, direzione spirituale, discernimento,

esempio/esemplarità.

Summary – Francis and Clare of Assisi are seen as masters of the spiritual life

in and through their brothers and sisters in the faith and in consideration of the

criteria that current spiritual theology offers in the fi eld of spiritual direction. This

article presents the theme of accompaniment along the Christian path of life, and

then it shows that the lives of these two saints of Assisi are full of examples attesting

to the fact that they exerted an invaluable infl uence on a great a number

of people who were referred to them to understand God’s plan. Francis and then

Clare, with their ‘teaching’ made up of writings, public exhortations and advice to

individuals, directed their dialogue partners along a path that led to the fulfi lment

of God’s will. They are also certifi ed as authentic guides in the spiritual life and

sanctity in light of all the recent fi ndings in the fi eld of discernment. Thus, their

example is a ‘challenge’ to the idea of a generation gap, and it bears them out as

valuable witnesses even for today.

Keywords: Francis of Assisi, Clare of Assisi, spiritual direction, discernment, example/

exemplarity.



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Titolo: "CREDERE IN GESÙ"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Rino Fisichella
Pagine:
Ean: 2484300011153
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Dietro l’apparente semplicità dell’espressione “Credere in Gesù” si

nasconde tutto il mondo della fede. Niente di più performativo è sotteso a questa

espressione che, per chi la fa propria, richiede adesione piena, coerenza, coraggio,

audacia. Ciò è già chiaro nella tradizione teologica, dove nei secoli si è stabilizzata, come pietra miliare nella teologia della fede, la classica tripartizione del

credere: “credere Deo”, “credere Deum”, “credere in Deum”. Il signifi cato di tale

espressione, poi, viene ulteriormente arricchito dal risultato di un’attenta analisi

delle formule usate nella Scrittura, specialmente da Paolo e Giovanni, per designare

la “fede in Cristo” o il “credere in Cristo”. La fede non è solo professione

della verità rivelata da Gesù Cristo con la sua predicazione, ma anche fede nella

sua persona. Chi accoglie la sua parola, crede in lui ed è chiamato a una vita di

comunione sempre più intima con lui. Tutto ciò non è altro che l’intero cammino

della vita del credente.

Parole chiave: fede, accoglienza (e/o adesione), rivelazione, salvezza, comunione.

Summary – Behind the apparent simplicity of the expression “Believing in Jesus”

is hiding the whole world of faith. Nothing more performative is implied in this

expression that, for the one who make it his own, it requires full adherence, consistency,

courage, and audacity. This is already clear in the theological tradition,

where over the centuries has stabilized, as a milestone in the theology of faith, the

classic tripartite division of believing: “credere Deo” “credere Deum”, “credere in

Deum”. The meaning of this expression then, is further enriched by the result of

a careful analysis of the terms used in Scripture, especially by Paul and John, to

designate the “faith in Christ” or “believing in Christ.” Faith is not only the profession

of the truth revealed by Jesus Christ with his preaching, but also faith in his

own person. Whoever receives his word, believes on him and is called to a life of

communion ever more intimate with him. All this is nothing more than the whole

way of life of the believer.

Keywords: faith; welcome (and / or adherence), revelation, salvation, communion.



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Titolo: "FEDE DI GESÙ?"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Angelo Card. Amato
Pagine:
Ean: 2484300011184
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Il “punctum dolens” del dibattito sulla cosiddetta “Fede di Gesù”

riguarda il riconoscimento o il rifi uto aprioristico della visione immediata e beata

del Padre nel Cristo prepasquale. I sostenitori della tesi della fede di Gesù intendono

confutare la dottrina della triplice scienza di Cristo, scientia visionis, beatifi ca,

acquisita. Tuttavia, le loro motivazioni non sono fondate. Al contrario, la presenza

in Cristo della visione del Padre, immediata, tematizzata e consapevole è un dato della cristologia narrativa. Teologicamente, poi, sono tre le ragioni che fondano

tale visio: è un’esigenza intrinseca dell’unione ipostatica; è il fondamento della

sua missione rivelatrice e redentrice; non appare, infi ne, lesiva della sua autentica

umanità, né rende meno dolorosa la sua passione. In conclusione, nel NT Gesù

non è mai presentato come soggetto della fede, ma suo oggetto. Non ha la fede

ma la suscita. Se infatti la fede è «fondamento delle cose che si sperano e prova

di quelle che non si vedono» (Eb 11,1), Gesù Cristo non ha avuto questa fede, dal

momento che “vede” il Padre e vede in lui il misterioso piano di salvezza.

Parole chiavi: Gesù prepasquale, fede, visione beatifi ca, autocoscienza, divinoumanità.

Summary – The “punctum dolens” of the debate on the so-called “Faith of Jesus”

concerns the recognition or aprioristic refusal of the immediate and blessed vision

of the Father in pre-Easter Christ. The supporters of the thesis of the faith of Jesus

intend to refute the doctrine of the threefold science of Christ, scientia visionis, beatifi

ca, acquisita. However, their motivations are not well founded. The contrary,

the presence in Christ the vision of the Father, immediate, thematic and aware is

a matter of narrative Christology. Then, theologically there are three reasons that

underlie this point of view: it is an intrinsically required of the hypostatic union;

it is the foundation of his mission revealing and redeeming; fi nally, does not seem

to, adversely affecting his true humanity, nor it makes less painful his passion.

In conclusion, in the NT Jesus is never presented as the subject of faith, but its

object. He has no faith but it arouses. If in fact the faith is «the substance of things

which are hoped for and the trial of things not seen» (Heb 11:1), Jesus Christ did

not have this faith, since he “sees” the Father and sees in him the mysterious plan

of salvation.

Keywords: Pre-Easter Jesus, faith, the beatifi c vision, self-consciousness, divinehumanity.



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Titolo: "TEOLOGIA FRANCESCANA"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Pietro Maranesi, OFMCap
Pagine:
Ean: 2484300011252
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Cosa si intende per “teologia francescana”? L’espressione è tanto

utilizzata quanto anche insicura nel suo contenuto specifi co. Nell’articolo l’A. ha

tentato di ricostruire gli avvenimenti e tracciare i personaggi del secolo XIII con

i quali il termine è strettamente connesso: Francesco di Assisi, Aristotele, Alessandro

di Hales, Roberto Grossatesta, Bonaventura e Giovanni Duns Scoto. La

soluzione a cui giunge l’A. nella sua ricostruzione storica è precisa: teologia francescana

non intende un pensiero teologico sviluppato a partire dall’identità minoritica

dei teologi, ma di un pensiero scolastico nato da teologi che erano anche

frati minori.

Parole chiave: scuola, metodo, minoritico, pensiero, unità, libertà.

Summary – What is meant by Franciscan theology? As often as the expression

is used, its precise meaning is unsure. In this article the Author has tried to reconstruct

the events and sketch the personalities of the 13th century with whom the

term is strictly connected: Francis of Assisi, Aristotle, Alexander of Hales, Robert

Grossteste, Bonaventure and John Duns Scotus. In his historical reconstruction the

Author arrives at a very precise conclusion: Franciscan theology does not mean

a theological thinking whose development fl ows out of the Franciscan identity of

its theologians, but an elaboration of scholastic thought by theologians who were

also friars minor.

Keywords: school, method, Minorite, thought, unity, liberty.



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Titolo: "I PERETTI DA MONTALTO SENZA LEOPARDI"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Isidoro Liberale Gatti, OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300011191
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Il titolo del presente studio sulla famiglia Peretti da Montalto, la

Famiglia che diede origine al papa Sisto V (1585-1590), già frate francescano conventuale,

si riaggancia alla leggenda che associa s. Giorgio ad un drago, che non è,

storicamente, un drago vero, ma solo il simbolo del male, proprio come è leggenda quella che ha voluto associare la Famiglia Peretti ai leopardi, animali araldici

dello stemma della Dalmazia, per signifi care che la Famiglia aveva origini etniche

dalmato/croate. L’Autore si impegna a dimostrare che i leopardi sono stati accostati

solo simbolicamente, per una specie di cittadinanza onoraria concessa dai

dalmato/croati al papa Sisto V, nel 1590, come contributo di riconoscenza per gli

immensi benefi ci che egli aveva concesso alla comunità croata di Roma a partire

dal 1570, quando era divenuto, da cardinale, titolare della loro chiesa nazionale S.

Girolamo degli Schiavoni Mentre, per tutto il periodo della sua vita, Felice Peretti/

Sisto V era stato riconosciuto di origini piceno-marchigiane (come egli stesso non

cessava di affermare), solo a partire dal primo decennio del Seicento incominciò

a tessersi la bella fi aba che suo padre (poi si disse il suo bisnonno) era un oriundo

croato emigrato dai lidi dalmati in Italia. L’Autore, sulla scorta dei minuziosi documenti

notarili del Comune di Montalto Marche, che erano completamente sconosciuti

agli inventori della bella fi aba dei leopardi, dimostra che dalla storia non

è registrata mai nessuna immigrazione dei Peretti nelle Marche, in nessun secolo,

potendosi arrivare anche all’ultimo scorcio del 1200, quando i Peretti sono ancora

registrati come autoctoni montaltesi, proprio come Sisto V aveva sempre detto nei

suoi scritti ed anche nelle bolle papali.

Parole chiave: Sisto V, Montalto, Peretti, Croazia, leopardo, s. Girolamo.

Summary – Sixtus V (1585-1590), a Conventual Friar, was a member of the Peretti

da Montalto Family. The title of this study refers to the legend that associates

St. George with a dragon that has no basis in history, but serves only as a symbol of

evil. In the very same way, there is a legend that associates the Peretti Family with

leopards, heraldic animals of the coat of arms of Dalmatia, in order to signify the

family’s Dalmatian/Croatian ethnic origins. The author tries to show that leopards

were introduced only as a symbol of a type of honorary citizenship granted to Sixtus

V in 1590 by the Dalmatians/Croatians as a token of thanks for the extensive

benefi ts that he bestowed on the Croatian community of Rome beginning in 1570

when, as cardinal, he became the titular of their national Church of St. Jerome of

the Slavs. Throughout his entire life Felice Peretti (Sixtus V) was known to have

come from Ascoli in the Marches (as he himself never ceased to affi rm). Only during

the fi rst decade of the 1600s was the fable spun that his father (then it was said

his great-grandfather) was of Croatian extraction and had immigrated to Italy from

Dalmatia. Supplied with detailed offi cial documents from the Commune of Montalto

(Marches) that were completely unknown to those who had spun the leopard

fable, the author shows that there is no historical record of Peretti immigrating to

the Marches during any century that would situate their arrival prior to the very

end of the 13th Century, when the Peretti were listed among the earliest known

inhabitants of Montalto, precisely as Sixtus V had always stated in his writings

and papal bulls.

Keywords: Sixtus V, Montalto, Peretti, Croatia, leopard, st. Jerome.



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Titolo: "IL PROGETTO SAN BONAVENTURA"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Orlando Todisco, OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300011207
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – La ricerca si articola in tre momenti. Il primo indica quegli elementi

che aiutano a caratterizzare sotto un profi lo teoretico il ‘pensare francescano’, colto

nella sua essenzialità, identifi cato con l’ontologia dell’essere-come-dono, con un

taglio gratuito e personale. Il secondo si sofferma sull’opposta tendenza, propria

della linea occidentale, costituita dall’essere come diritto-a-essere, anima nascosta

di una lunga stagione di segno ‘rivendicativo’. Il terzo è una lettura alquanto ardita

dell’ontologia dell’essere come diritto-a-essere alla luce dell’ontologia dell’essere

come dono-di-essere. Perché si apprezzi l’originalità di tale “progetto san

Bonaventura” è bene non trascurare il tratto essenziale del pensare occidentale,

costituito dalla concezione dell’essere come diritto-a-essere - l’Occidente ha occidentalizzato

il mondo - e insieme la sua auspicata trasfi gurazione, a opera della

logica oblativa e comunitaria, propria del pensare francescano. E’ un’operazione

che, aiutando a mettere in luce, per contrapposizione, l’anima nascosta del pensare

occidentale, educa non a rifi utarne le conquiste, ma a riproporle secondo uno stile

ispirato alla scelta teoretica che vede al primo posto la carità, non l’essere, che ne

è il frutto; la volontà, non la ragione, che ne è l’anima ispiratrice; l’oblazione, non

l’autoaffermazione, che ne è il volto luminoso ma non costitutivo.

Parole chiave: essere-come-dono, libertà, oblazione, comunitario, ringraziamento.

Summary – This article is divided into three parts. The fi rst identifi es those elements

that theoretically help characterize ‘Franciscan thinking’: well cultivated

in its essential aspects, identifi ed by an ontology of being-as-gift, and endowed

with a gratuitous and personal style. The second part develops the opposite way

of thinking, precisely a Western tendency, based on the understanding of being as

the right-to-be, whose spirit has been concealed for a long time by ‘demands’. The

third part is a somewhat bold reading of the ontology of being as the right-to-be in

the light of the ontology of being as gift-of-being. In order to appreciate the originality

of the ‘St. Bonaventure Project’, one does well not to neglect the essential

trait of Western thought, based on the understanding of being as the right-to-be

– the Occident has westernized the world with this notion – along with its hoped

for transfi guration into activity founded on a logic of self-sacrifi ce and communitarian

interests, precisely the logic of Franciscan thinking. It is a project that helps

to highlight, by way of contrast, the hidden soul of Western thinking, and results

not in the rejection of its accomplishments, but in proposing them anew. They

would be set forth in a way inspired by a theoretical choice that sees the primacy of charity over being, which is the fruit of charity; the will over reason, which is

the animating principle of the will; and self-sacrifi ce over self-affi rmation, which

is the bright side of self-sacrifi ce but not what constitutes it.

Keywords: being-as-gift, liberty, sacrifi ce, community, thanksgiving.



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Titolo: "L'amplexus simbolo dell'unione dell'anima con Dio nel contesto della letteratura mistica medievale. Prime considerazioni"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Massimo Vedova
Pagine:
Ean: 2484300008498
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – L’autore prende in esame la terminologia legata all’amplesso, che è una delle più tipiche espressioni della simbologia mistico-sponsale dell’epoca medievale. Si tratta di un modo di raccontare l’ineffabilità e la grandezza dell’esperienza mistica che, secondo l’opinione diffusa in quel tempo, solo mediante questo genere di metafore può essere comunicata ai fedeli cristiani. La ricerca prende in esame alcuni noti testi appartenenti a Bernardo di Clairvaux, Guglielmo di Saint-Thierry, Bonaventura da Bagnoregio, Angela da Foligno. Anche gli Actus Beati Francisci sono motivo di studio relativamente alla tematica in oggetto. In modo particolare, il lettore avrà la possibilità di apprezzare le diverse sfumature di una terminologia che va a rappresentare una fase del cammino contemplativo-misticoche è indice di una notevole maturità spirituale e che il credente può acquisire nelproprio cammino di fede percorrendo un preciso itinerario di perfezione.

Summary – The Author examines the terminology related to embrace, one of themost typical medieval expressions of mystical-spousal symbolism. It is a way ofrecounting the ineffability and grandeur of the mystical experience that, accordingto the thinking at that time, could be communicated to the faithful only by this kindof metaphor. The study examines some familiar texts of Bernard of Clairvaux,William of St. Thierry, Bonaventure of Bagnoregio and Angela of Foligno. TheActus Beati Francisci could well be studied in relation to this theme. In a particularway, the reader will be able to appreciate the various nuances of a terminologyused to represent one phase of a contemplative-mystical journey that is indicativeof considerable spiritual maturity and that the believer can attain in his own journeyof faith by following a precise path of perfection.



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Titolo: "La trinità della parola in Agostino"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Giuseppe D'acunto
Pagine:
Ean: 2484300008481
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Il presente contributo muove dal ricostruire le linee fondamentali della concezione del linguaggio e, in particolare, del segno di Agostino. Il significato di cui quest’ultimo è portatore è un qualcosa di mai completamente già dato, ma a cui mettiamo capo ogni volta che ci sforziamo di realizzare l’impresa comunicativa. Ne discende la priorità, nell’Ipponate, della dimensione dell’interattivitàsemiotica, nonché di quel profi lo personalistico che ogni segno porta sempre impressocon sé. Infine, si passa all’esame di un’opera di Agostino, in particolare:il De Magistro. Qui, viene enucleata la tesi secondo cui, nel ricercare il possibilesignifi cato delle parole che sentiamo risuonare nell’esteriorità, siamo ricondottia quella verità, strutturata trinitariamente, che abita in interiore homine.

Summary – This study begins with reconstructing the basic outline of the conceptionof language in St. Augustine, and in particular, the notion of sign. For himthe meaning conveyed by a sign is something that is never completely given, buttowards which we head every time we try to communicate. Consequently, for St.Augustine semiotic interactivity is a priority as well as the inter-relational qualitythat every sign bears impressed within itself. Finally, the article treats a singlework of St. Augustine, namely, the De Magistro. Here the Author argues that inlooking for the possible meaning of words that we hear around us, we are led backto the truth that dwells within a man and is structured according to the Trinity.



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Titolo: "La grammatica della gratitudine. Suggestioni francescane dall'ottica della gratuità"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Eduardo Marazzi
Pagine:
Ean: 2484300008450
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – La grammatica della gratuità, anima della sensibilità francescana,può offrire un contributo rilevante allo sconvolgente palcoscenico antropologico postmoderno. La prima parte dell’articolo è una lettura della parabola antropologicadel pensiero occidentale il quale, nonostante conquiste signifi cative, ha assuntoprofi li inquietanti, mortifi cando la singolarità del singolare e il rapporto con l’altroin quanto tale. Nella seconda parte, la grammatica francescana si propone comevia feconda per camminare verso l’altro, dono dell’Amante, venuto in mezzo a noiper far più festosa l’esistenza. La terza parte, considerando un brano della Letteraa un ministro, sottolinea la logica asimmetrica, la quale accoglie e promuove ladifferenza, nobilitando l’io e ampliando gli spazi della convivenza e della convivialità.La conclusione, raccogliendo le suggestioni precedenti, ribadisce l’importanzadella grammatica della gratuità per leggere il mondo e noi in esso come donoimmeritato, dono di Colui che dà ciò che poteva non dare e trattenere nell’ombradel nulla.

Summary – The grammar of gratiousness, the soul of Franciscan sensitivity, cansay something to postmodernity’s confused anthropological stage. The fi rst part ofthis article is a reading of the parable of Western thought which, notwithstandingimportant accomplishments, has assumed disturbing features and has sacrifi cedthe singularity of the individual and relationship with others as such. In the secondpart, the Franciscan grammar is proposed as a fruitful way to journey towards theother, gift of the Lover, who has come into our midst to make our existence morefestive. The third part treats a passage from the Letter to a Minister and highlightsthe asymmetrical logic that accepts and promotes what is different and ennoblesthe “I” and enlarges spaces to live together and enjoy one another. By way of conclusionthe Author summarizes his suggestions and reaffi rms the importance of thegrammar of gratiousness in order to interpret the world and ourselves in it as theundeserved gift from Him who gives what he did not have to give nor draw out ofthe darkness of the void.



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