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Ebook - Miscellanea Francescana



Titolo: "Il «Cantico delle creature» fonte ispiratrice della «Laudato sì» di papa Francesco"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Domenico Paoletti
Pagine:
Ean: 2484300019678
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Mi è stata chiesta una lettura teologica del Cantico delle creature tra storia(la relazione del prof. Dalarun) e poesia (l’intervento del prof. Bertoni).Una domanda che sorge subito: Cosa c’entra la teologia con la questioneecologica? E questa è la questione a tema del nostro Festival francescano,raccogliendo la sollecitazione, anzi la provocazione dell’enciclica Laudatosi’ di papa Francesco. Il mio intervento si inserisce all’interno di questo interrogativo,avendo davanti il testo del Cantico delle creature e sullo sfondol’enciclica Laudato si’.Quando parliamo del creato, si presenta al nostro sguardo interiore l’affrescodi Giotto raffi gurante san Francesco nella nota predica agli uccelli.È stato naturale per Giovanni Paolo II proclamare il poverello di Assisipatrono dell’ecologia, ma occorre non cadere nell’ideologia che in Francescoesalta quasi solo il precursore dell’ambientalismo, recidendo la radicevitale della sua fede.Restano sempre di una chiarezza veritativa le parole pronunciate da BenedettoXVI quando, nel chiedersi dove Francesco abbia attinto il suo stile,affermava come «non era solo un ambientalista o un pacifi sta. Era soprattuttoun uomo convertito»1. Qui è la chiave per capire Francesco e perimparare a custodire il creato nel senso più integrale del termine. Francesco,convertitosi a Gesù Cristo, scopre la gioia di vivere in armonia con sestesso, con l’altro e con l’intero creato. La sua attenzione non è rivolta allasalvaguardia della natura come la intendiamo oggi, in quanto il Cantico difrate Sole ha al centro la lode del Creatore. Francesco loda, benedice e invitaa custodire il creato, in particolare a non eclissare il lodato che è ...



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Titolo: "Il sacramento della penitenza in prospettiva antropologica"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Francesco Targonski
Pagine:
Ean: 2484300019708
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Il tema che qui proponiamo è di notevole importanza e vuole essere una

risposta alle domande che il cristiano d’oggi si pone di fronte al sacramento

della Penitenza. Queste domande riguardano anzitutto il suo senso e la

sua fi nalità. Per questo, prima di entrare nella trattazione vera e propria del

tema, è opportuno accennare alla crisi che, da anni, investe questo sacramento

e ne rende problematica la conoscenza e la pratica. Successivamente

accenneremo ad alcune linee di risposta a tale crisi. Cercheremo, inoltre,

di delineare gli aspetti principali di questo sacramento, nella prospettiva di

una sua effi cace e “attraente” presentazione pastorale. Infi ne, ci soffermeremo

sugli atteggiamenti del confessore, atteggiamenti che promuovono questo

sacramento, o ne allontanano i penitenti.

 

È un fatto, testimoniato da molte voci autorevoli, che dopo la Seconda

Guerra Mondiale, in campo cattolico, il ricorso alla riconciliazione sacramentale

è diventato progressivamente meno frequente, fi no al punto che

già nella seconda metà del secolo scorso si parlava di crisi del sacramento

della Penitenza1. Ne parla anche Giovanni Paolo II, nell’Esortazione postsinodale

Reconciliatio et Paenitentia (1984, n. 28): «Il Sinodo ha tenuto

conto dell’affermazione pronunciata molte volte, con toni diversi e diverso

contenuto: il Sacramento della Penitenza è in crisi, e di tale crisi ha preso

atto».

Le cause di questa situazione, sono molte, complesse e intrecciate tra

loro. È, tuttavia, evidente il loro collegamento con la crisi morale, con l’indebolimento

del senso religioso della vita, con la perdita del senso di peccato,

la mancanza di fi ducia nella misericordia di Dio, l’ignoranza sul ruolo

del sacerdote e sul signifi cato del sacramento, la mancanza di entusiasmo

e di disponibilità da parte degli stessi confessori, nonché dei parametri ...



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Titolo: "Maria che non riesce a vedere il suo bambino"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Tomasz Szymczak
Pagine:
Ean: 2484300019692
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Il nome di questo antico autore, rappresentante del mondo della poesia

siriaca cristiana, probabilmente non è tanto noto. A volte appare nella letteratura

come Simeone da Ghesir, la sua persona è defi nita quindi dalla sua

provenienza; a volte viene presentato come Simone il Vasaio (Simeon the

Potter, Shem’un Quqoyo), viene quindi identifi cato con l’appellativo che

dice il suo mestiere1.

La chiesa dove gode di popolarità più grande è probabilmente quella etiopica

che attribuisce a lui uno dei suoi inni più famosi, Wedasse Maryam.

Questa chiesa conserva anche i racconti in cui si parla delle apparizioni di

Maria che diede a Simone il compito di comporre i canti di lode2. Ma in altre

parti del mondo non è tanto famoso. Il fatto che altrove è poco conosciuto si

può attribuire almeno a due fattori. Il primo: la raccolta dei testi che vengono

attribuiti a lui è molto limitata. Sebastian Euringer, il primo editore dei

suoi testi e nello stesso tempo il traduttore in lingua tedesca3, ha pubblicato

nel 1913 il testo delle 9 antifone per Natale. Questa piccola raccolta costituisce

già l’opera omnia di Simeone il Vasaio. Il secondo fattore: Shem’un

Quqoyo sta all’ombra dei grandi. Se avesse avuto la fortuna di nascere due

secoli prima, forse sarebbe conosciuto oggi come il precursore della poesia

cristiana, o almeno come il predecessore del grande sant’Efrem il Siro,

l’Arpa dello Spirito Santo. Siccome nasce però dopo quest’ultimo, viene

oscurato dalla sua grandezza. Per lo più, a volte viene addirittura confuso

con lui. La chiesa etiopica ha preservato ad esempio i manoscritti in cui si

possono trovare le miniature rappresentanti un certo «Efrem il Vasaio». Ma

forse il fatto stesso che il grande Efrem il Siro viene confuso con il piccolo



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Titolo: "Il capitolo generale di Pisa 1263"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Emil Kumka
Pagine:
Ean: 2484300019654
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

L’origine del Capitolo dell’Ordine Francescano va ricercata nel quadro

dei primi incontri che la peculiare forma di vita della nascente fraternità

comportava per spontanea esigenza. Tommaso da Celano nella sua prima

biografi a di san Francesco così racconta questi incontri, il loro scopo e

la loro articolazione:

Ma passato breve tempo, san Francesco, desiderando di rivederli tutti, pregò

il Signore, il quale raccoglie i fi gli dispersi d’Israele (Is 11,12), che si degnasse

nella sua misericordia di riunirli presto. Prendendo il cibo insieme manifestano

calorosamente la loro gioia nel rivedere il pio pastore e la loro meraviglia

per aver avuto il medesimo pensiero. Raccontano poi i benefi ci ricevuti

dal misericordioso Signore e chiedono e ottengono umilmente la correzione e

la penitenza dal beato padre per le eventuali colpe di negligenza o di ingratitudine.

Allora il beato Francesco, stringendo a sé i fi gli con grande amore, cominciò

a manifestare a loro i suoi propositi e ciò che il Signore gli aveva rivelato

(1Cel 30)2.

È ora il momento di concentrare l’attenzione soprattutto sull’Ordine che Francesco

suscitò col suo amore e vivifi cò con la sua professione. Proprio lui infatti

fondò l’Ordine dei frati minori, ed ecco in quale occasione gli diede tale

nome. Mentre si scrivevano nella Regola quelle parole: «Siano minori», appena

l’ebbe udite esclamò: «Voglio che questa Fraternità sia chiamata Ordine dei

frati minori» (1Cel 38)3.

Avendo disprezzato tutte le cose terrene ed essendo immuni da qualsiasi amore

egoistico, dal momento che riversavano tutto l’affetto del cuore in seno alla

comunità, cercavano con tutto l’impegno di donare perfi no se stessi per venire

incontro alle necessità dei fratelli. Erano felici quando potevano riunirsi, più felici

quando stavano insieme; ma era per tutti pesante il vivere separati, amaro

il distacco, doloroso il momento dell’addio (1Cel 39)4.

La crescita del numero dei frati porta un cambiamento e gli spontanei

incontri divennero annuali. Già nel 1216 Giacomo da Vitry afferma che:

Gli uomini di questa «religione» con notevole vantaggio convengono una volta

l’anno nel luogo stabilito per rallegrarsi nel Signore e magiare insieme. Qui,

avvalendosi del consiglio delle persone esperte, formulano e promulgano le loro

leggi sante e confermate dal signor papa5.

Nel 1217 c’è l’istituzione delle province religiose proprio durante il capitolo

di Pentecoste. E ciò provoca la codifi cazione dell’obbligo del capitolo

triennale del Ministro generale con i ministri provinciali e del capitolo annuale

nelle province. Infatti la Regola non bollata del 1221 così prescrive:

Ogni anno ciascun ministro possa riunirsi con i suoi frati, ovunque piaccia a loro,

nella festa di san Michele arcangelo, per trattare delle cose che riguardano Dio.

Ma tutti i ministri che sono nelle regioni d’oltremare e d’oltralpe, vengano una

volta ogni tre anni, e gli altri ministri una volta all’anno al capitolo di Pentecoste

presso la chiesa di Santa Maria della Porziuncola, a meno che dal ministro

e servo di tutta la fraternità non sia stato ordinato diversamente (Rnb XVIII)6.

Il Capitolo di Pisa celebrato a Pentecoste, il 20 maggio del 1263, fu il

XXII Capitolo generale, secondo notizie documentate e verifi cabili. Nel

1257 durante il Capitolo generale celebrato a Roma, Bonaventura da Bagnoregio

fu eletto ministro dell’Ordine Minoritico. Lungo il suo generalato,

tra il 1257-1274, convocò cinque capitoli, nel 1260 a Narbona, nel 1263

a Pisa, nel 1266 a Parigi, nel 1269 ad Assisi e nel 1272 a Lione.

Il Capitolo pisano ebbe un ruolo importante per la famiglia minoritica,

poiché toccò alcuni temi che fi no ad oggi hanno avuto le loro risonanze nella

storia dell’Ordine e non solo. Tuttavia, mancano gli atti capitolari, che non

si sono conservati e sono, fi no ad oggi, sconosciuti, se non nella sola parte

liturgica. In forza delle testimonianze indirette e, a volte, implicite, si possono

individuare quattro temi certi e un quinto di più diffi cile collocazione

storica. Si tratta delle seguenti problematiche: l’approvazione della Legenda



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Titolo: "A proposito del movimento dell'osservanza Francescana in sicilia"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Antonio Mursia
Pagine:
Ean: 2484300019661
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

L a comparsa del movimento dell’osservanza francescana in Sicilia è

un problema che solo di recente si è incominciato a esaminare in maniera

scientifi ca. Gli studi maturati nel corso della prima metà del ventesimo secolo,

anzitutto quelli fi oriti all’interno degli ambienti culturali del medesimo

ordine francescano siciliano (ofm), miravano a presentare questa forma

di vita radicata nell’isola già a partire dalla metà del Trecento, a opera

di frate Michele da Piazza e di un anonimo manipolo di religiosi. Di questo

avviso era Agostino Gioia, un frate dell’ex Provincia Osservante dell’Immacolata

Concezione (Val di Mazara), il quale, in un contributo edito nel

1940, asseriva che, «in Sicilia, l’Osservanza fece sentire i suoi primi vagiti

nel convento di Piazza Armerina, ove brillava di casta luce il concittadino

P. Michele».1 Lo storico francescano, sulla scorta di alcune notizie riportate

da frate Pietro Tognoletto2 e da Rocco Pirri,3 restituiva inoltre l’elenco dei

primi conventi osservanti fondati in Sicilia prima del rientro nell’isola del

beato Matteo di Agrigento, avvenuto quasi sicuramente nel 1425. Il convento

di s. Maria di Gesù di Piazza (Armerina), insieme a quelli di Ferla, Modica,

Catania e Nicosia furono enumerati da Agostino Gioia e da Ambrogio

Cardella (altro frate e storico dell’ex Provincia Osservante dell’Immacolata

Concezione di Val di Mazara), quali prove inconfutabili per dimostrare

che «molto prima dell’epoca del b. Matteo, l’Osservanza aveva fi ssate

le sue radici nel fertilissimo Regno di Sicilia».4 Il ruolo assegnato al beato

Matteo da parte dei due storici francescani siciliani, che si rifacevano

alle parole di Vito Maria Amico, era quello di propagator del movimento

dell’osservanza nell’isola.

Un contributo fondamentale per lo studio del beato Matteo di Agrigento

e di conse guenza per le indagini sulle origini e sull’espansione del movimento

dell’osservanza in Si cilia giunse da un altro frate siciliano, Agostino

Amore ofm, un religioso intimamente le gato alle vicende del francescanesimo

isolano e in generale alla storia del cristianesimo della sua regione,

ma, al contrario dei due storici precedenti, formatosi a Roma in primis presso

il Pontifi cio Ateneo Antoniano e poi al Pontifi cio Istituto per l’archeologia

cristiana e dunque alla Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di

Roma La Sapienza.5 Agostino Amore, a metà del Novecento, riuscì a rintracciare,

all’interno dell’Archivio della Corona d’Aragona di Barcellona,

un con sistente corpus di documenti relativi alla corrispondenza che il beato

Mat teo intrattenne con i sovrani iberici.6 Alcuni anni dopo ...



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Titolo: "Miscellanea Francescana n. I-II/2015"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300018756
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

Editoriale

Offriamo a tutti i lettori e abbonati alla nostra rivista Miscellanea Francescana

il primo fascicolo dell’anno 2015, molto ricco di studi e riflessioni

che, come sempre, vanno dalla filosofi a, alla teologia, alla storia e spiritualità

francescana, per concludersi con una rassegna di qualificate recensioni.

Questo volume si compone di tre parti.

Nella prima troviamo tre studi a carattere filosofico/teologico.

Apre il fascicolo il lavoro del noto filosofo Orlando Todisco, che offre

una riflessione profonda e suggestiva sulla grandezza delle creature, secondo

il pensiero di s. Bonaventura e del b. Duns Scoto. La ricerca parte

dall’atto creativo di Dio, per poi passare ad analizzare le creature nelle loro

articolazioni, avendo come riferimento il Cantico delle creature di s. Francesco

e la teologia di s. Bonaventura, sfociando infine nel cristocentrismo

scotista, che rimanda al Cristo come “primum volitum”.

Il secondo articolo, di Zdzisaw Kijas, ci invita a rifl ettere, in modo originale,

sulle fi gure dei santi, mettendo in evidenza, di questi nostri fratelli

maggiori, due tratti particolari, cioè la protesta e l’incontro: la protesta nei

confronti di tutto ciò che è male, che degrada l’uomo, che lo allontana da

Dio, l’incontro con la vera sapienza, con Dio, e quindi capace di generare

relazioni umane vere. Un esempio di grandezza, di santità e di umanità

nelle relazioni è offerta da s. Giovanni Paolo II.

Infi ne questa prima sezione propone il contributo di Simone Schiavone,

che, come è indicato in calce all’articolo stesso, è frutto del seminario organizzato

nella Pontifi cia Facoltà Teologica San Bonaventura con l’istituto

Mulieris dignitatem. L’articolo si sofferma sul consiglio evangelico della

povertà, cercando di mostrare come la ricerca della verità della persona e

la via della salvezza, in virtù del battesimo, non possono prescindere dal

cammino di conformazione a Cristo, nel sentiero appunto della povertà.

La seconda parte del fascicolo è dedicata a studi francescani.

Il primo articolo è la conclusione del lavoro di Josef Sukeník su s. Antonio

di Padova, la cui prima parte era stata pubblicata nel precedente fascicolo

di Miscellanea e alla quale rimandiamo per la presentazione.

Il secondo contributo è una ricerca molto interessante e originale su un

aspetto della vita quotidiana dei frati di Terrasanta lungo i secoli, cioè la

cura dei malati e la creazione e gestione della Farmacia dei Frati Minori

di quella Custodia. Il lavoro è opera di Narcyz Klimas, un frate minore di

comunità in Terrasanta da molti anni, e si avvale di documenti di archivio

e di registri della stessa Farmacia. Un articolo che getta una luce su un servizio

prezioso che nel corso dei secoli è stato reso dai frati della Custodia

ai religiosi di passaggio, ai pellegrini e alla gente del posto.

Seguono due articoli sul b. Antonio Lucci, nel XXV della beatifi cazione.

Il primo è di Erminio Gallo, sacerdote della diocesi di Trivento, di cui

Lucci è stato vescovo per molti anni. Egli ripercorre i tratti salienti della

vita e dell’opera del beato, soffermandosi soprattutto sulla sua azione riformatrice

come vescovo; egli infatti attuò nella sua diocesi, in modo energico

e deciso, i decreti del Concilio di Trento, rivelandosi un riformatore

scrupoloso e nello stesso tempo un pastore pieno di carità.

Il secondo è di Domenico Paoletti, preside della Facoltà, che cerca di

attualizzare il messaggio e l’opera del b. Lucci, trovando soprattutto nel

primato della Parola di Dio e nel suo stile umile e minore quei tratti che lo

rendono signifi cativo anche per il mondo di oggi.

Chiude la sezione di studi francescani la prima parte di un corposo articolo

di Francesco Costa sul frate francescano conventuale Filippo Rotolo,

della provincia di Sicilia. Del confratello, da poco deceduto, si ripercorre

prima la vita nei suoi momenti principali, poi le sue opere monografi che

su alcune chiese francescane siciliane, e quindi su religiosi francescani,

del periodo del XIV e XV secolo, e infi ne sull’attività di importanti artisti

in Sicilia; infi ne si prendono in esame gli scritti di vario contenuto storico

che, nel corso degli anni, p. Rotolo ha pubblicato su Miscellanea. La seconda

e ultima parte dell’articolo sarà pubblicata nel prossimo fascicolo.

La terza sezione del volume contiene dei contributi su s. Angela da

Foligno, in occasione e della pubblicazione/presentazione del volume a lei

dedicato e pubblicato dalla nostra casa editrice, la cui recensione è curata

da sr. Mary Melone, attuale rettore dell’Antonianum, e della relazione svolta

durante la festa della Facoltà San Bonaventura da Bernardo Commodi,

qui riportata come primo articolo della sezione. Egli approfondisce il tema

della fi gura di Cristo nell’esperienza mistica della santa, evidenziando i tre

dati teologicamente più importanti e originali di questa esperienza: l’unità

indissolubile tra la morte e la risurrezione di Cristo, il dramma della croce

visto non solo come necessità riparatrice del peccato dell’uomo, ma come

massima epifania dell’amore di Dio, e il progetto eterno di Dio che prevede

la croce a prescindere dalla contingenza del peccato e dal conseguente

bisogno della redenzione.

Il secondo lavoro è di Felice Autieri, che ripercorre in modo puntuale le

pubblicazioni che su Angela da Foligno si sono avute dalla seconda metà

del XIX secolo fi no ai giorni nostri, cercando di cogliere per ognuna di

esse i tratti caratteristici e l’originalità della ricerca. Il periodo scelto per

questa rassegna bibliografi ca è motivato dal fatto che gli studi più signifi

cativi sono stati pubblicati a partire dalla seconda metà dell’Ottocento

nella vicina Francia, per poi avere una sempre maggiore intensifi cazione

negli ultimi decenni.

A tutti gli abbonati e i lettori di Miscellanea auguriamo un proficuo studio

di questi scritti, che possa nutrire la mente e scaldare il cuore.

 

Il Direttore



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Titolo: "Miscellanea Francescana n. III-IV/2014"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300017629
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

EDITORIALE

Il presente fascicolo di Miscellanea Francescana, il secondo del 2014, che consegniamo a tutti gli abbonati e i lettori, consta di tre sezioni. Nella prima sono presenti studi a carattere fi losofi co-teologico. Introduce il volume il contributo di Orlando Todisco, che si sofferma sul modo francescano di leggere il creato, oltre la volontà di potenza. Il modello è dato dal Cantico delle creature di san Francesco, alla cui luce lo sguardo francescano si rivolge a Dio suprema libertà e si accosta all’ente non come ‘effectum causae’, ma come ‘volitum’.

Il secondo articolo, di Giuseppe D’Acunto, tratta dell’antropologia della fede secondo la Lettera agli Ebrei. Egli enuclea le linee di tale riflessione presenti nello scritto biblico, per poi fornire un commento di quella scena biblica (Gn 18,1-15) che è nota come L’ospitalità di Abramo. Qui, il Patriarca offre ospitalità a tre viandanti stranieri provenienti dal deserto, i quali, in seguito, si riveleranno essere messaggeri di Dio. Segue un lavoro di Annamaria Valli, dedicato al sapere mistico secondo il teologo Giovanni Moioli, di cui ricorre il trentennale della morte. L’articolo ripercorre le sue tesi circa le note di ineffabilità ed immediatezza dell’esperienza mistica propriamente detta. Il quadro del discorso è quello della fede cristiana e del suo sapere, che nel caso specifico è «sapere come non sapendo» l’autodonazione divina accolta e «sapere come subendo» la comunione immediata, indifferenziata e interiore. Completano questa prima sezione due contributi, di Enzo Galli il primo, di Emanuele Rimoli il secondo, che sono tratti dai loro lavori di dottorato recentemente presentati e difesi in Facoltà e di cui tra poco uscirà la versione integrale presso la nostra casa editrice.

Il primo affronta un tema prettamente cristologico, cioè il mistero di Cristo attraverso lo studio dei suoi misteri.Questa indagine approfondisce l’identità divina di Gesù, individuando nell’orizzonte filiale l’ambito più adeguato per una Sua autentica comprensione. Il secondo invece si pone tra teologia e letteratura, indagando sul tema della libertà come presente nella Leggenda del Grande Inquisitore di Dostoevskij e sulla sua recezione teologica. Sulla base delle citazioni e delle allusioni bibliche in essa contenute, si propone un’interpretazione escatologico- apocalittica del poema per coglierne la più profonda radice di senso. La seconda sezione comprende invece studi su tematiche francescane. Apre la sezione un lavoro di Jozef Sukeník (tratto dalla sua tesi di Licenza) su Cristo-Sapienza nei Sermoni di sant’Antonio di Padova. L’esegesi del Santo risulta dipendente dalle fonti tradizionali, ma in molti casi si può osservare anche qualche caratteristica originale. L’analisi dettagliata dei testi permette di elaborare una sintesi complessiva della visione antoniana di Cristo come Sapienza del Padre come pure dei modelli caratteristici della cristologia sapienziale del Santo. Il secondo articolo è la conclusione del lavoro di Gabriele Della Balda su santa Caterina da Bologna, per la cui presentazione rimandiamo al precedente fascicolo di Miscellanea. Segue un contributo significativo di Lucia Abignente sul rapporto tra Chiara Lubich e Leone Veuthey OFMConv, che offre elementi nuovi sul loro mutuo influsso spirituale alla luce di documenti inediti e della storia del movimento nascente. Dall’incontro e dalla collaborazione concreta, particolarmente intensa negli anni 1947-1948, nacque grande stima reciproca pur nell’autonomia di doni diversi dello Spirito, che ne segnarono poi il successivo percorso.

Infine abbiamo l’articolo di Giulio Cesareo, che propone delle linee sulle qualità umane del formatore francescano. Questo lavoro è il frutto dello studio e dell’approfondimento elaborati in occasione di una settimana di formazione per formatori dei frati minori conventuali dell’Asia (pertanto è in inglese). Lo scopo è quello di aiutare coloro che svolgono il ministero dell’accompagnamento e del discernimento vocazionale dei candidati all’Ordine a riflettere teologicamente sulla loro prassi educativa. La terza e ultima sezione infine è dedicata al recente evento del 50esimo del Seraphicum, celebrato in data 16 ottobre 2014, in memoria di quell’11 ottobre 1964 in cui la sede della Facoltà San Bonaventura, e quindi anche il collegio degli studenti, fu trasferita da via San Teodoro all’attuale sito. Di questo evento presentiamo l’omelia di mons. Angelo Vincenzo Zani, segretario della Congregazione dell’educazione cattolica, pronunciata durante la S. Messa da lui presieduta; gli interventi di Luciano Bertazzo, Domenico Paoletti e Roberto Carboni, svoltisi durante il momento celebrativo- accademico successivo, che ha inteso rivolgere lo sguardo alla storia passata (con la presentazione del volume di Francesco Costa segnalato in 4a di copertina), al presente della vita della Facoltà secondo la lettura autorevole dell’attuale Preside, e infine alle sfide future che ci attendono. A tutti i lettori auguriamo una profi cua lettura di questi validi contributi e un buon anno 2015.

Il Direttore



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Titolo: "Coscienza, volontà e libertà in Agostino, Rousseau, Kant e Bergson"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Andrea Gentile
Pagine:
Ean: 2484300015632
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Che cos’è la «coscienza»? È possibile defi nire il signifi cato di «libertà »? Come è possibile analizzare il rapporto tra «coscienza», «volontà» e «libertà »? Qual è il signifi cato di «etica del limite»? Sullo sfondo di quest’area di ricerca, quali sono le tematiche etiche e fi losofi che più signifi cative, facendo riferimento al pensiero di S. Agostino, Rousseau, Kant e Bergson? Nella storia della fi losofi a, è possibile enucleare molteplici interpretazioni del signifi cato di libertà in rapporto alle diverse fi losofi e di vita. Possiamo, però, defi nire sinteticamente il concetto di libertà in «libertà positiva» e «libertà negativa». Nella società moderna, la vita, la cultura, gli «automatismi» tecnologico-scientifi ci tendono a portare la nostra interiorità e la nostra rifl essione lontano dalla reale, pura e profonda «autenticità » di un’«etica della libertà». In questo orizzonte, è analizzato il signifi cato di «coscienza», «libertà» e «volontà» in S. Agostino, Rousseau, Kant e Bergson e sono enucleate nuove prospettive di ricerca nel campo dell’etica, in connessione al concetto di antropologia e fi losofi a del limite.
Parole chiave: coscienza; Rousseau; Kant; Agostino; Bergson.

Summary – What does it mean «conscience»? How is it possible to defi ne human «liberty»? How is it possible to analyse the connection between «conscience», «will» and «liberty»? What does it mean «ethics of limit»? What are the most important ethical problems connected with this area of research in St Augustine, Rousseau, Kant and Bergson? In history of philosophy, opinions on what constitute «liberty» can vary widely, but can be generally classifi ed as «positive liberty» and «negative liberty»: we can defi ne the difference between liberty as the «freedom » to «act» and liberty as the «absence» of «coercion». Human «tragedy» in modern society is that human life, culture and scientifi c-technological «automatisms » drive us too far from pure, real and deep «authenticity» of the «ethics of liberty». Moving from this point of view, it is analysed the meaning of «conscience », «liberty» and «will» in St Augustine, Rousseau, Kant and Bergson and are outlined new perspectives of research in ethics, in particular connection with anthropology and philosophy of limit.
Keywords: Conscience; Rousseau; Kant; Augustine; Bergson.



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Titolo: "Warum ist das Hören so wichtig im Glauben? Hören auf Gottes Wort nach dem Beispiel der Heiligen"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Zdzisaw J. Kijas, OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300015656
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Nell’Esortazione apostolica Verbum Domini, pubblicata il 15 novembre 2010, il Papa Benedetto XVI scriveva importanti parole a proposito del silenzio: “La parola può essere pronunciata e udita solamente nel silenzio, esteriore ed interiore. Il nostro tempo non favorisce il raccoglimento e a volte si ha l’impressione che ci sia quasi timore a staccarsi, anche per un momento, dagli strumenti di comunicazione di massa. Per questo è necessario oggi educare il Popolo di Dio al valore del silenzio. Riscoprire la centralità della Parola di Dio nella vita della Chiesa vuol dire anche riscoprire il senso del raccoglimento e della quiete interiore. La grande tradizione patristica ci insegna che i misteri di Cristo sono legati al silenzio e solo in esso la Parola può trovare dimora in noi, come è accaduto in Maria, inseparabilmente donna della Parola e del silenzio. Le nostre liturgie devono facilitare questo ascolto autentico: Verbo crescente, verba defi ciunt” (n. 66). Quest’atteggiamento dell’ascolto nella fede si osserva innanzitutto nella vita dei santi, che prima di parlare ascoltavano la parola di Dio; al contrario, Giuda, che ascoltava più se stesso, i propri desideri e i propri progetti e non quelli di Gesù. Anche oggi, presa in considerazione la velocità dei cambiamenti nel mondo, il corso veloce dei diversi mutamenti, i credenti sono chiamati ad essere prima di tutto assidui ascoltatori della parola di Dio, e solo in seguito gli operatori del bene. È proprio dall’ascolto di Dio che deve nascere il saggio agire nel mondo.
Parole chiave: Parola; silenzio; ascolto; santi; annuncio.

Summary – In the Apostolic Exhortation, Verbum Domini, published on 15 November 2010, Pope Benedict XVI gave a meaningful refl ection on silence: “The word, in fact, can only be spoken and heard in silence, outward and inward. Ours is not an age which fosters recollection; at times one has the impression that people are afraid of detaching themselves, even for a moment, from the mass media. For this reason, it is necessary nowadays that the People of God be educated in the value of silence. Rediscovering the centrality of God’s word in the life of the Church also means rediscovering a sense of recollection and inner repose. The great patristic tradition teaches us that the mysteries of Christ all involve silence. Only in silence can the word of God fi nd a home in us, as it did in Mary, woman of the word and, inseparably, woman of silence. Our liturgies must facilitate this attitude of authentic listening: Verbo crescente, verba defi ciunt. (n. 66)” This posture of faithful listening is seen above all in the lives of the saints who used to listen to the Word of God before they spoke. The opposite is seen in Judas who listened more to himself, his own wishes and designs rather than to those of Jesus. Likewise today, in view of a rapidly changing world, believers are called, fi rst of all, to be assiduous hearers of the Word of God, and only afterwards, to be doers of good. It is only from listening to God that one fi nds a wise way of dealing with the world.
Keywords: Word; silence; listening; saints; announcement.



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Titolo: "I necrologi della clausura clariana. Malattie e mortalità fra XVI e XVIII secolo"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Angelo DAmbrosio
Pagine:
Ean: 2484300015700
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – L’articolo si sofferma sull’analisi comparativa di due “cronache” monastiche femminili contemporanee, l’una composta dalle clarisse di S. Maria di Monteluce a Perugia, l’altra dalle domenicane di S. Caterina a Pistoia, con lo scopo di valorizzarne i dati demografi ci elaborati nella lunga durata (secc. XVIXVIII), soprattutto in relazione all’andamento della mortalità delle religiose, alle cause dei loro decessi, ai ritmi di vestizioni e professioni. Si tratta dunque di una proposta metodologica in grado di aprire spiragli d’indubbio interesse per la demografi a storico-religiosa, con riguardo sia allo stato di salute delle comunità, che all’evoluzione del ricambio generazionale all’interno di ciascuna famiglia religiosa.
Parole chiave: Mortalità; Clausura; Necrologi; Monteluce (monastero, Perugia); S. Caterina (convento, Pistoia).

Summary – This article is a comparative analysis of two “chronicles” of contemporary monasteries of women: the Poor Clares of Santa Maria di Monteluce in Perugia and the Dominican Nuns of Santa Caterina in Pistoia. It attempts to make the best use of the chronicles’ demographic data covering the 16th -- 18th centuries, especially with respect to trends in the mortality rate of religious women, the causes of death, and the frequency of taking the veil and professing vows. Finally, it is a question of proposing a methodology that can generate glimmers of interest in historical-religious demography with respect to the health status of communities and the development within each religious family from one generation to the next.
Keywords: mortality, cloister, necrology, Monastery of Monteluce (Perugia, Italy) Convent of Santa Caterina (Pistoia, Italy).



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Titolo: "Considerazioni per una psicologia del genere ai tempi dell'identità liquida"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Maria Beatrice Toro
Pagine:
Ean: 2484300015755
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario - I. La sessualità: dimensione costruttiva della persona

II.  Differenza o diseguaglianza?

III. L'identità di genere: suo sviluppo e disturbi

IV. L'educazione al femminile e al maschile



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Titolo: "Il Discepolato Francescano ha trent'anni. Limiti e possibilità della Ratio Formationis OFMConv"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Roberto Carboni, OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300015717
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – L’articolo, in occasione dei trent’anni di vita della Ratio formationis OFMConv, il Discepolato Francescano (1983-2013) analizza la storia e la struttura del documento, rendendone evidenti i limiti e le possibilità. Attraverso l’analisi del vocabolario utilizzato, delle parole più frequenti e di quelle omesse o trascurate, si focalizza la sensibilità teologica e francescana presente al momento della stesura del documento e durante la sua evoluzione – con aggiunte e correzioni – sino ai nostri giorni. La conclusione indica gli elementi positivi che sono stati importanti nella prassi formativa all’interno dell’Ordine sino ai nostri giorni, ma anche i limiti e le lacune che soprattutto riguardano la teologia della vita religiosa, l’approfondimento di temi francescani e la recezione delle indicazioni del Magistero, espresse con mirabile sintesi nella esortazione postsinodale Vita Consecrata. Si percepisce la necessità di un rinnovamento radicale del Discepolato, senza per questo tralasciare gli apporti positivi e sperimentati nella prassi che in esso sono presenti.
Parole chiave: Discepolato Francescano; francescanesimo; teologia della vita consacrata; teoria e prassi formativa; Vita Consecrata.

Summary – The Formation Directory of the Order of Friars Minor Conventual, Franciscan Discipleship, has now been in use for thirty years (1983-2013). The Author studies the document’s history and structure, and his analysis points out its strengths and weaknesses. Through a statistical analysis of the document’s vocabulary, its more frequently used terms, and the omission or careless use of other terms, the article focuses on the theological and Franciscan sensibilities operative at the time when the document was drafted and throughout its evolution to the present as seen through additions and corrections to the text. The conclusion identifi es the practical elements that have been important in the praxis of formation within the Order up to the present, as well as weak points and lacunas, especially those regarding the theology of religious life, development of Franciscan themes, and incorporating the directives of the magisterium, remarkably synthesized in the post-synodal Apostolic Exhortation Vita Consecrata. There is a perceived need for a radical revision of Franciscan Discipleship without omitting its practical contributions and what praxis has proven to be tried and true.
Keywords: Franciscan Discipleship, Franciscanism, theology of consecrated life, theory and praxis in formation for religious life, Vita Consecrata.



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Titolo: "Miscellanea Francescana n. I-II/2014"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300015625
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

EDITORIALE

Il presente fascicolo di Miscellanea Francescana, il primo del 2014, comprende sostanzialmente tre sezioni. La prima è dedicata a studi a carattere fi losofico-teologico. Apre la sezione il lavoro di Andrea Gentile, che cerca di esplorare i concetti di coscienza, volontà e libertà in Agostino, Rousseau, Kant e Bergson. Egli mostra come nella storia della filosofi a è possibile enucleare molteplici interpretazioni del signifi cato di libertà in rapporto alle diverse fi losofi e di vita. Nella società moderna, la vita, la cultura, gli “automatismi” tecnologico-scientifi ci tendono a portare la nostra interiorità lontano dalla reale, pura e profonda “autenticità” di un’etica della libertà. Il secondo contributo è di Giulio Cesareo, il quale approfondisce un tema poco conosciuto, ma molto rilevante oggi, nel tempo della crisi economica, cioè la rifl essione sull’economia di S. Bulgakov, che è stata un po’ la cifra del suo percorso intellettuale, politico ed ecclesiale, a partire da posizioni di stampo marxista, fi no al pieno ritorno alla comunione ecclesiale, che lo porterà a vedere l’economia come un aspetto decisivo dell’azione universale divino-umana. Il terzo articolo, di Zdzisaw Kijas, entra nella dimensione dell’ascolto nella vita di fede, ispirandosi alla Verbum Domini di Benedetto XVI e avendo come riferimento anche l’esempio dei santi. L’atteggiamento dell’ascolto nella fede si osserva innanzitutto nella vita dei santi, che prima di parlare ascoltavano la parola di Dio. Anche oggi, presa in considerazione la velocità dei cambiamenti nel mondo, il corso veloce dei diversi mutamenti, i credenti sono chiamati ad essere prima di tutto assidui ascoltatori della parola di Dio, e solo in seguito operatori del bene. La seconda sezione presenta diversi studi su tematiche di storia e spiritualità francescana, dal tempo di s. Francesco fino ai giorni nostri. Pubblichiamo come primo articolo il lavoro del francescanista Felice Accrocca, in cui l’autore si sofferma soprattutto sul Francesco uomo di carne e d’ossa, con i suoi limiti e perfi no le sue intemperanze caratteriali, che il primo agiografo consegna alla storia. Tommaso lasciò infatti un ritratto straordinario di Francesco e mostrò una spiccata attenzione alla sua corporeità, alla capacità che il Santo ebbe di predicare anche con il corpo, fi no a fare di esso una lingua; mostrò inoltre un’insolita predilezione per gli aspetti più teatrali della predicazione dell’Assisiate, generalmente passati sotto silenzio da Bonaventura.

Il contributo seguente è di Felice Autieri, che ci conduce nel mondodei Regesta (registri) OFMConv. L’articolo presenta un excursus storicodei regesta dei Ministri generali e dei procuratori generali dei Frati MinoriConventuali. L’interesse per questo tipo di documentazione è motivatodall’importanza per gli studiosi di storia dell’Ordine, in quanto il materialein questione risulta poco consultato o addirittura del tutto sconosciuto.Il terzo articolo è la prima parte di un lavoro molto approfondito e documentato,da parte di Gabriele Della Balda, su s. Caterina Vigri da Bologna.Ricordata spesso per l’incorruzione del suo corpo, disposto da cinque secoliin posizione seduta e custodito presso la chiesa del monastero Corpus Dominidi Bologna, fondato dalla stessa Santa, ella è stata una fi gura assai poliedricache ci ha lasciato in eredità, oltre all’esempio, anche rilevanti scrittimistici: primo tra tutti, il celebre trattato delle Sette armi spirituali, interessantetesto formativo per la vita religiosa. L’articolo ripercorre le principalitappe che hanno segnato la vita di santa Caterina, spesso ordinaria agli occhidegli uomini, ma straordinaria a quelli di Dio, in cui ha praticato eroicamentetutte le virtù.Dopo la conclusione dell’articolo di Isidoro Liberale Gatti su Sisto V,proponiamo un interessante contributo di Angelo D’Ambrosio sui Necrologidella clausura clariana. L’articolo si sofferma sull’analisi comparativa didue “cronache” monastiche femminili contemporanee, l’una composta dalleclarisse di S. Maria di Monteluce a Perugia, l’altra dalle domenicane di S.Caterina a Pistoia, con lo scopo di valorizzarne i dati demografi ci elaboratinella lunga durata (secc. XVI-XVIII), soprattutto in relazione all’andamentodella mortalità delle religiose, alle cause dei loro decessi, ai ritmi di vestizionie professioni.Infi ne nell’ultimo articolo Roberto Carboni fa un bilancio del Discepolatofrancescano, a trent’anni dalla sua pubblicazione. Egli analizza lastoria e la struttura del documento, rendendone evidenti i limiti e le possibilità.Attraverso lo studio del vocabolario si focalizza la sensibilità teologicae francescana presente al momento della stesura del documento edurante la sua evoluzione, fi no ai nostri giorni. Si percepisce la necessità diun rinnovamento radicale del Discepolato, senza per questo tralasciare gliapporti positivi e sperimentati nella prassi che in esso sono presenti.Nella terza sezione vengono pubblicate le tre relazioni presentate duranteil convegno sul tema del Gender, svoltosi al Seraphicum nel novembre2013. Per la presentazione di questi contributi rimandiamo alle pp. 212-215.

Il Direttore



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Titolo: "L'economia nel pensiero di S.N. Bulgakov"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Giulio Cesareo, OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300015649
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – L’articolo intende presentare le linee principali della rifl essione di S. N. Bulgakov sull’economia e sul ruolo dell’attività economica nella più generale visione della storia in cammino incontro alla sua fi ne, che è il suo fi ne, nella parusia del Signore Risorto. Come è ben noto, la rifl essione dell’Autore sull’economia è stata un po’ la cifra del suo percorso intellettuale, politico ed ecclesiale, a partire da posizioni di stampo marxista, fi no al pieno ritorno alla comunione ecclesiale che lo porterà a vedere l’economia come un aspetto decisivo dell’azione universale teurgica (divino-umana). Questa ha come scopo essenziale strappare il mondo dal dominio dell’egoismo e dell’interesse di parte per permettere la sua trasfi gurazione nel Regno per opera dello Spirito santo, la cui azione si manifesta nella Chiesa, la Divino-umanità, l’esistenza dei redenti che lasciano trasparire nel loro operare di ogni giorno la Bellezza di quella vita che li abita come Amore.
Parole chiave: economia, lavoro, escatologia, Spirito santo, bellezza.

Summary – This article attempts to present the principal lines of S. N. Bulgakov’s thought on economy and the role of economic activity in the broader context of history en route towards its end, which is its purpose, in the parousia of the risen Lord. As is well known, Bulgakov’s thought on economics has been somewhat the key to understand the intellectual, political and ecclesial path of his life, beginning with positions of the Marxist school to his full return to ecclesial communion that would lead him to see economics as a critical dimension of universal theurgical action (divine-human). Essentially, the objective of this action is to free the world from the grip of egoism and partial interests to permit its transfi guration into the Kingdom by the working of the Holy Spirit whose activity is manifest in the Church – Divinity-humanity – the existence of the redeemed who, in their everyday work, make apparent the Beauty of that life which dwells in them as Love.
Keywords: economy; work; eschatology; Holy Spirit; beauty.



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Titolo: "I Regesta Ordinis nella storia dei Frati Minori Conventuali"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Felice Aautieri, OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300015670
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – L’articolo presenta un excursus storico dei regesta (= registri) dei ministri generali e dei procuratori generali dei frati minori conventuali. L’interesse per questo tipo di documentazione è motivato dall’importanza per gli studiosi di storia dell’ordine, in quanto il materiale in questione risulta poco consultato o del tutto sconosciuto come nel caso dei regesta dei procuratori. Si è voluto presentare anche le diverse peripezie che questo tipo di documentazione ha vissuto, e come sia stato possibile che sia giunto, in buona parte, fi no a noi. Nella seconda parte vengono trattate le due pubblicazioni attualmente presenti sui regesta dei ministri generali, ci riferiamo a quella del P. Giuseppe Abate su “Miscellanea Francescana” e del P. Gustavo Parisciani per “Fonti e studi francescani”. L’articolo si conclude con gli allegati riguardanti i regesta dei ministri generali presenti nell’archivio generale dell’ordine dei frati minori conventuali e quelli mancanti, e, per concludere, il materiale archivistico riguardante i procuratori generali.
Parole chiave: registri; ministri generali; procuratori generali; P. Abate; P. Parisciani.

Summary – The Author offers a historical excursus of the registers of the ministers and procurators general of the Order of Friars Minor Conventual. This type of documentation is of interest because of its importance for historians of the Order, inasmuch as this material is seldom consulted or, in the case of the procurators general, entirely unknown. The Author also wanted to present the various vicissitudes that this kind of documentation has gone through, and how a good part of it was able to reach us today. In the second part the Author treats the two current publications of the registers of the ministers general, namely the fi rst by Fr. Giuseppe Abate in the Miscellanea Francescana and the second by Fr. Gustavo Parisciani in Fonti e studi francescani. The article concludes with appendices on the registers of the ministers general present in the general archives of the Order of Friars Minor Conventual and those that are missing, and fi nally archival material pertaining to procurators general.
Keywords: registers; ministers general; procurators general, Fr. Abate; Fr. Parischiani.



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Titolo: "«Di statura mediocre, piuttosto piccola». Il Francesco narrato da Tommaso da Celano"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Felice Accrocca
Pagine:
Ean: 2484300015663
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Tralasciando i molti problemi relativi alla “immagine” di Francesco trasmessa dalle opere del Celanese, l’Autore si sofferma soprattutto sul Francesco uomo di carne e d’ossa, con i suoi limiti e perfi no le sue intemperanze caratteriali, che il primo agiografo consegna alla storia. Tommaso lasciò infatti un ritratto straordinario di Francesco e mostrò una spiccata attenzione alla sua corporeità, alla capacità che il Santo ebbe di predicare anche con il corpo, fi no a fare di esso una lingua; mostrò inoltre un’insolita predilezione per gli aspetti più teatrali della predicazione dell’Assisiate, generalmente passati sotto silenzio da Bonaventura da Bagnoregio. L’agiografo abruzzese ci restituisce così un Francesco per molti aspetti ardito, un uomo a tratti fuori le righe, capace di disorientare pure i frati che erano a lui più vicini.
Parole chiave: Tommaso da Celano; Questione francescana; Corporeità (di Francesco); Personalità (di Francesco); Predicazione.

Summary – Leaving aside the many problems relating to the ‘image’ of St. Francisthat has been passed on through the works of Thomas of Celano, the Authorfocuses especially on the fl esh and blood Francis with his limitations and evencharacteristic overindulgences that the fi rst hagiographer recorded for posterity.Celano, indeed, painted an extraordinary portrait of St. Francis manifestingmarked attention to his corporeality and to his ability to preach also with his bodyto the extent that it became a tongue. Celano also showed an unusual partiality towardsthe more theatrical aspects of the saint’s preaching that Bonaventure generallypassed over in silence. Thus, the hagiographer from the region of Italy knownas Abruzzo presents us with a Francis who is bold in many respects and a manwho breaks the mold and can bewilder even those friars who were closest to him.
Keywords: Thomas of Celano, Franciscan Question, corporeality of St. Francis,personality of St. Francis, preaching.



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Titolo: "Caterina Vigri da Bologna clarissa minoritica. Una santa del passato che interroga l'avvenire"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Gabriele Della Balda
Pagine:
Ean: 2484300015687
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – La vita e l’opera della clarissa Caterina Vigri (1413-1463) sono ricche di interesse per chi desidera accostarsi ad un modello insigne per santità con un insegnamento di assoluta attualità nella ricerca della perfezione evangelica. Ricordata spesso per l’incorruzione del suo corpo, disposto da cinque secoli in posizione seduta e custodito presso la chiesa del monastero Corpus Domini di Bologna, fondato dalla stessa Santa, ella è stata una fi gura assai poliedrica che ci ha lasciato in eredità, oltre all’esempio, anche rilevanti scritti mistici. Primo tra tutti, il celebre trattato delle Sette armi spirituali, interessante testo formativo per la vita religiosa. Nel presente contributo, con un taglio soprattutto biografi co-spirituale, oltre alle opere sono state ripercorse le principali tappe che hanno segnato la vita di santa Caterina, spesso ordinaria agli occhi degli uomini, ma straordinaria a quelli di Dio, in cui ha praticato eroicamente tutte le virtù.
Parole chiave: Caterina Vigri; Monastero Corpus Domini Bologna; Clarissa; Sette armi spirituali; Santa incorrotta / Corpo incorrotto.

Summary – The life and work of the Poor Clare Sister Catherine Vigri (1413- 1463) are of great interest to those who wish to get closer to an outstanding model of sanctity with very topical lessons in the search for evangelical perfection. Often remembered for the incorruptibility of her body, she has remained in a sitting position for the last fi ve centuries at the monastery church of Corpus Domini in Bologna, which she herself founded. She was a very multi-faceted fi gure who left us, apart from her example, with some relevant mystical writings as well. First among these is the famous treatise of the Seven Spiritual Weapons, an interesting formation text for religious life. This paper has an especially spiritual-biographical slant and, in addition to its discourse, it retraces the major milestones that marked the life of Saint Catherine. She often seemed ordinary in people’s eyes, but her heroic practice of all virtues made her extraordinary in the eyes of God.
Keywords: Catherine Vigri; Corpus Christi Monastery Bologna; Poor Clares; Seven Spiritual Weapons; Incorruptible saint / Incorrupt body.



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Titolo: "La questione gender tra natura e cultura"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Roberto Tamanti, OFMConv
Pagine:
Ean: 2484300015724
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Anteprima

Lo scorso novembre 2013 si è svolto, presso la nostra Facoltà teologica s. Bonavenura, un importante convegno di studi, dal titolo: La questione gender tra natura e cultura, con interventi molto qualifi cati di tre relatori, il prof. Francesco D’Agostino, mons. Livio Melina e la dott.sa Maria Beatrice Toro. Una sintesi delle loro relazioni è ora qui pubblicata in forma di articolo, per rendere partecipi tutti coloro che sono interessati a questa tematica di come, dal punto di vista fi losofi co/giuridico, teologico e antropologico/ psicologico, si sta svolgendo il dibattito attorno alla questione gender. Come sappiamo, una delle realtà che caratterizza più in profondità la persona umana è la dimensione sessuale, che è iscritta in tutte le cellule dell’organismo. Si nasce di un certo sesso ben defi nito, maschio o femmina, almeno così si è creduto e sperimentato per millenni, fi no a tempi recenti, si è educati e si vive secondo quella identità sessuale, in modo conseguente. Questa realtà informa tutto l’essere della persona, come sappiamo anche dalla psicologia, ormai da diversi decenni, che ci ricorda come la sessualità ha queste caratteristiche chiamate di ubiquità e plasticità; in breve: molti aspetti della vita della persona umana, anche lontani dall’esperienza della sessualità, possono risentire di ciò che si vive in quell’ambito; e viceversa, la dimensione della sessualità è tale per cui essa è capace in qualche modo di mimetizzarsi e costituire la motivazione (o meglio: una delle motivazioni) per cui si fanno le scelte importanti nella vita.



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Titolo: "I Peretti da Montalto senza leopardi. La fiaba e la storia"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Isidoro Liberale Gatti, OFMConv,
Pagine:
Ean: 2484300015694
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Il titolo del presente studio sulla famiglia Peretti da Montalto, la Famiglia che diede origine al papa Sisto V (1585-1590), già frate francescano conventuale, si riaggancia alla leggenda che associa s. Giorgio ad un drago, che non è, storicamente, un drago vero, ma solo il simbolo del male, proprio come è leggenda quella che ha voluto associare la Famiglia Peretti ai leopardi, animali araldici dello stemma della Dalmazia, per signifi care che la Famiglia aveva origini etniche dalmato/croate. L’Autore si impegna a dimostrare che i leopardi sono stati accostati solo simbolicamente, per una specie di cittadinanza onoraria concessa dai dalmato/croati al papa Sisto V, nel 1590, come contributo di riconoscenza per gli immensi benefi ci che egli aveva concesso alla comunità croata di Roma a partire dal 1570, quando era divenuto, da cardinale, titolare della loro chiesa nazionale S. Girolamo degli Schiavoni Mentre, per tutto il periodo della sua vita, Felice Peretti/ Sisto V era stato riconosciuto di origini piceno-marchigiane (come egli stesso non cessava di affermare), solo a partire dal primo decennio del Seicento incominciò a tessersi la bella fi aba che suo padre (poi si disse il suo bisnonno) era un oriundo croato emigrato dai lidi dalmati in Italia. L’Autore, sulla scorta dei minuziosi documenti notarili del Comune di Montalto Marche, che erano completamente sconosciuti agli inventori della bella fi aba dei leopardi, dimostra che dalla storia non è registrata mai nessuna immigrazione dei Peretti nelle Marche, in nessun secolo, potendosi arrivare anche all’ultimo scorcio del 1200, quando i Peretti sono ancora registrati come autoctoni montaltesi, proprio come Sisto V aveva sempre detto nei suoi scritti ed anche nelle bolle papali.
Parole chiave: Sisto V, Montalto, Peretti, Croazia, leopardo, s. Girolamo.

Summary – Sixtus V (1585-1590), a Conventual Friar, was a member of the Peretti da Montalto Family. The title of this study refers to the legend that associates St. George with a dragon that has no basis in history, but serves only as a symbol of evil. In the very same way, there is a legend that associates the Peretti Family with leopards, heraldic animals of the coat of arms of Dalmatia, in order to signify the family’s Dalmatian/Croatian ethnic origins. The author tries to show that leopards were introduced only as a symbol of a type of honorary citizenship granted to Sixtus V in 1590 by the Dalmatians/Croatians as a token of thanks for the extensive benefi ts that he bestowed on the Croatian community of Rome beginning in 1570 when, as cardinal, he became the titular of their national Church of St. Jerome of the Slavs. Throughout his entire life Felice Peretti (Sixtus V) was known to have come from Ascoli in the Marches (as he himself never ceased to affi rm). Only during the fi rst decade of the 1600s was the fable spun that his father (then it was said his great-grandfather) was of Croatian extraction and had immigrated to Italy from Dalmatia. Supplied with detailed offi cial documents from the Commune of Montalto (Marches) that were completely unknown to those who had spun the leopard fable, the author shows that there is no historical record of Peretti immigrating to the Marches during any century that would situate their arrival prior to the very end of the 13th Century, when the Peretti were listed among the earliest known inhabitants of Montalto, precisely as Sixtus V had always stated in his writings and papal bulls.
Keywords: Sixtus V, Montalto, Peretti, Croatia, leopard, st. Jerome.



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Titolo: "Sesso e genere tra antropologia e diritto"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Francesco DAgostino
Pagine:
Ean: 2484300015731
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Anteprima

1. La cultura classica ha pensato l’essere umano, in quanto sessuato, nella prospettiva di un’ontologia naturalistica (o, se così si preferisce dire, essenzialistica). Si tratta di un’ontologia che riconosce reciproci i sessi, ma in un orizzonte di reciprocità non simmetrica. In questa ontologia, infatti, l’identità maschile è autoreferenziale; l’identità femminile appare invece subordinata necessariamente a quella maschile: essa è predeterminata dalla natura, nell’essenziale, per consentire al maschio di riprodursi, offrendo al suo seme un luogo (l’utero) nel quale esso possa svilupparsi e divenire un nuovo essere umano. Che la successione sociale delle generazioni sia avvenuta per millenni secondo un principio patrilineare fondativo di un ordine sociale patriarcale è quindi da ritenere ben comprensibile, così come sono comprensibili le pressioni per abolire questo ordine, simboleggiato dalla trasmissione ai fi gli del cognome paterno, che stanno lentamente ma inesorabilmente modifi cando i più diversi sistemi di registrazione anagrafica.



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Titolo: "Tra natura e cultura. Ermeneutica teologica della differenza sessuale"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Livio Melina
Pagine:
Ean: 2484300015748
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Anteprima

«Ogni epoca ha una cosa da pensare. Una sola. La differenza sessuale è probabilmente quella del nostro tempo»1. Così la psicanalista francese Luce Irigaray addita il compito decisivo al pensiero contemporaneo. E certamente il problema del significato della differenza sessuale, che connota il corpo umano come maschile e femminile, è centrale per la questione antropologica e per le questioni etiche e sociali oggi all’ordine del giorno. In uno dei suoi ultimi e più importanti interventi, il papa Benedetto XVI, in occasione degli auguri natalizi alla Curia Romana, lo scorso 21 dicembre 2012, è ritornato sul tema della famiglia, oggi messa radicalmente in discussione nella sua fisionomia naturale di relazione fondata sul matrimonio come legame stabile tra un uomo e una donna, finalizzato alla procreazione e all’educazione dei figli2. Egli ha affermato che su questo punto non è in gioco solo una determinata forma sociale, ma l’uomo stesso nella sua dignità fondamentale: se infatti si rifiuta questo legame «scompaiono le figure fondamentali dell’esistenza umana: il padre, la madre, il figlio».



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Titolo: "Miscellanea Francescana n. III-IV/2013"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300012389
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

EDITORIALE

Offriamo ai nostri lettori e abbonati il presente numero di Miscellanea Francescana, come sempre ricco di preziosi contributi e rifl essioni. La prima sezione, dedicata agli studi fi losofi co-teologici, si apre con l’articolo molto ben documentato di Gianpiero Tavolaro, che valuta il ruolo che la Summa fratris Alexandri ha avuto nel dibattito, svoltosi agli inizi del XIII secolo in ambiente parigino, in merito alla determinazione dello statuto epistemologico della dottrina teologica, alla luce della riscoperta della logica nova di Aristotele. Segue il lavoro di Giovanni Tomasi, che affronta un tema relativamente poco esplorato, ossia l’infl usso della cristologia di Scoto su Giovanni della Croce: il punto centrale della sua dottrina è che il Padre previde innanzitutto l’incarnazione del Figlio e la sua gloria; pare che così avvenga anche nella concezione della creazione del Dottore spagnolo. Infi ne abbiamo la rifl essione di Roberto Tomichá che, da teologo e francescano latino-americano, entra nel tema della teologia amerindia: una teologia eminentemente pratica, simbolica, narrativa, relazionale, comunitaria, ecologica, cosmica, itinerante; si nutre dalla sapienza millenaria degli indigeni, che hanno trovato nel Mistero di Dio, rivelato in Cristo e vivo nello Spirito Santo, le risposte ultime alle loro attese. La seconda sezione è costituita dagli studi a carattere francescano, a partire dall’articolo di Bernardo Commodi che presenta la fi gura di Bernardo da Quintavalle, primo compagno di s. Francesco. L’autore procede ad un’esaustiva rassegna delle fonti storiche e agiografi che, alle quali poi attinge per presentare i dati biografi ci essenziali di Bernardo e tracciare il suo profi lo spirituale. Si inserisce anche nella dibattuta quaestio della benedizione impartita da Francesco morente a Bernardo o a Elia, ritenendo come più probabile la tesi che vuole il Santo intento a benedire sia il suo celebre vicario che il suo fedele amico, prima plantula Ordinis. Il secondo articolo, di Francesco Celestino, si concentra sulla teologia di s. Antonio di Padova, in particolare sulla sua concezione antropologica. Con il triplice risvolto di imago creationis, imago recreationis e imago similitudinis, s. Antonio dice che la creazione e la redenzione sono due momenti dell’unico disegno salvifi co di Dio. Segue il contributo molto interessante di Kasper Kapro sulla preghiera liturgica della prima comunità francescana.



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Titolo: "L'influsso della cristologia di Duns Scoto in Giovanni della Croce"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Giovanni Tomasi
Pagine:
Ean: 2484300012402
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – L’autore immagina un percorso di lettura delle Romanze di S. Giovanni della Croce attraverso la dottrina scotista. Del Beato scozzese evidenzia alcuni principi che gli sembrano potersi applicare nell’interpretazione delle liriche del santo spagnolo, senza negare il loro evidente impianto biblico e patristico. A ispirarlo è stato il rinvenimento di un manoscritto dell’Università di Salamanca. Da questi Appunti appare che, nel Corso seguito da Juan de la Cruz, il licenziato Cristobal Vela abbia commentato alcune distinzioni dell’Ordinatio, concernenti la grazia. Il punto centrale di tale dottrina è che il Padre, previde innanzitutto l’incarnazione del Figlio e la sua gloria. Pare che così avvenga nella concezione della creazione del nostro Dottore. Parole chiavi: cristologia; Scoto; Giovanni della Croce; creazione; predestinazione.

Summary – The Author envisions a treatment of the writings of St. John of the Cross through the lens of the doctrine of Blessed John Duns Scotus. He highlights several Scotistic principles that he believes can be used to interpret the poetry of the Spanish saint without denying its obvious biblical and patristic structure. The fi nding of a manuscript from the University of Salamanca is the inspiration behind the article. Based on these observations, it appears that during the lectures of a course taken by John of the Cross the instructor of the course, Christopher Vela, commented on several distinctions of Scotus’ Ordinatio that dealt with grace. The central point of the teaching is that the Father, primarily foresaw the Incarnation of the Son and his glory. It seems that it occurs in this way in the Spanish Doctor’s conception of creation. Keywords: Christology; Scotus; John of the Cross; creation; predestination.



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Titolo: "Teologías amerindias. Balance y tareas pendientes"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Roberto Tomichá Charupá
Pagine:
Ean: 2484300012419
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – La teologia indigena latinoamericana rappresenta una delle proposte teologiche emergenti, che vuole rifl ettere l’esperienza di fede dei popoli indigeni cristiani. È una teologia eminentemente pratica, simbolica, narrativa, relazionale, comunitaria, ecologica, cosmica, itinerante; e si nutre dalla sapienza millenaria degli indigeni, che hanno trovato nel Mistero di Dio, rivelato in Cristo e vivo nello Spirito Santo, le risposte ultime alle loro attese. Tuttavia, in un mondo in permanente cambiamento, la teologia indigena è chiamata a rileggere le proprie fonti, metodologie, ed espressioni linguistiche, per sintonizzare meglio non soltanto con i popoli indigeni, ma con tutti gli uomini e donne contemporanei. Così la teologia indigena è chiamata a diventare interculturale, globale, aperta al mondo digitale, e in dialogo con altre teologie contestuali, che cercano di approfondire il Mistero Trinitario. Parole chiavi: teologia amerindia; inculturazione; semi del Verbo; missione; linguaggio simbolico.

Summary – Indigenous Latin-American theology represents one of the emerging theological positions that wants to refl ect the faith experience of native Christian peoples. This theology is eminently practical, symbolic, narrative, relational, communitarian, ecological, cosmic and itinerant. It feeds on the thousand-year-old wisdom of natives who have found the ultimate answers to their expectations in the Mystery of God, revealed in Christ and alive in the Holy Spirit. Nonetheless, in an ever-changing world, native theology is called to re-read its sources, methodologies, and linguistic expressions, so to be better in tune not only with native peoples but with all men and women of today’s world. In this way, native theology is called to become intercultural, global, open to the digital age, and in dialogue with other contextual theologies that are trying to enter more deeply into the mystery of the Trinity. Keywords: Amerindian theology; enculturation; seeds of the Word; mission; symbolic language.



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Titolo: "I Peretti da Montalto senza leopardi. La fiaba e la storia"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Isidoro Liberale Gatti
Pagine:
Ean: 2484300012464
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Il titolo del presente studio sulla famiglia Peretti da Montalto, la Famiglia che diede origine al papa Sisto V (1585-1590), già frate francescano conventuale, si riaggancia alla leggenda che associa s. Giorgio ad un drago, che non è, storicamente, un drago vero, ma solo il simbolo del male, proprio come è leggenda quella che ha voluto associare la Famiglia Peretti ai leopardi, animali araldici dello stemma della Dalmazia, per signifi care che la Famiglia aveva origini etniche dalmato/croate. L’Autore si impegna a dimostrare che i leopardi sono stati accostati solo simbolicamente, per una specie di cittadinanza onoraria concessa dai dalmato/croati al papa Sisto V, nel 1590, come contributo di riconoscenza per gli immensi benefi ci che egli aveva concesso alla comunità croata di Roma a partire dal 1570, quando era divenuto, da cardinale, titolare della loro chiesa nazionale S. Girolamo degli Schiavoni Mentre, per tutto il periodo della sua vita, Felice Peretti/ Sisto V era stato riconosciuto di origini piceno-marchigiane (come egli stesso non cessava di affermare), solo a partire dal primo decennio del Seicento incominciò a tessersi la bella fi aba che suo padre (poi si disse il suo bisnonno) era un oriundo croato emigrato dai lidi dalmati in Italia. L’Autore, sulla scorta dei minuziosi documenti notarili del Comune di Montalto Marche, che erano completamente sconosciuti agli inventori della bella fi aba dei leopardi, dimostra che dalla storia non è registrata mai nessuna immigrazione dei Peretti nelle Marche, in nessun secolo, potendosi arrivare anche all’ultimo scorcio del 1200, quando i Peretti sono ancora registrati come autoctoni montaltesi, proprio come Sisto V aveva sempre detto nei suoi scritti ed anche nelle bolle papali. Parole chiave: Sisto V; Montalto; Peretti; Croazia; leopardo; s. Girolamo.

Summary – Sixtus V (1585-1590), a Conventual Friar, was a member of the Peretti da Montalto Family. The title of this study refers to the legend that associates St. George with a dragon that has no basis in history, but serves only as a symbol of evil. In the very same way, there is a legend that associates the Peretti Family with leopards, heraldic animals of the coat of arms of Dalmatia, in order to signify the family’s Dalmatian/Croatian ethnic origins. The author tries to show that leopards were introduced only as a symbol of a type of honorary citizenship granted to Sixtus V in 1590 by the Dalmatians/Croatians as a token of thanks for the extensive benefi ts that he bestowed on the Croatian community of Rome beginning in 1570 when, as cardinal, he became the titular of their national Church of St. Jerome of the Slavs. Throughout his entire life Felice Peretti (Sixtus V) was known to have come from Ascoli in the Marches (as he himself never ceased to affi rm). Only during the fi rst decade of the 1600s was the fable spun that his father (then it was said his great-grandfather) was of Croatian extraction and had immigrated to Italy from Dalmatia. Supplied with detailed offi cial documents from the Commune of Montalto (Marches) that were completely unknown to those who had spun the leopard fable, the author shows that there is no historical record of Peretti immigrating to the Marches during any century that would situate their arrival prior to the very end of the 13th Century, when the Peretti were listed among the earliest known inhabitants of Montalto, precisely as Sixtus V had always stated in his writings and papal bulls. Keywords: Sixtus V; Montalto; Peretti; Croatia; leopard; st. Jerome.



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