Articoli religiosi

Ebook - Credere Oggi



Titolo: "Prospettive ecumeniche con la chiesa ortodossa e collegialità episcopale in riferimento al Documento di Ravenna"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Andrea Pacini
Pagine:
Ean: 2484300014871
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

L’articolo prende lo spunto da un passo della nota intervista che papa Francesco ha rilasciato a «La Civiltà Cattolica» e in cui si accenna al desiderio di studiare il rapporto tra primato petrino e sinodalità nella chiesa, proseguendo il cammino ecumenico indicato dal Documento di Ravenna. Di tale documento si studia l’impostazione tripartita, cioè dei livelli locale, regionale e universale in cui si esercita la funzione di prôtos nella chiesa, mettendo in luce le convergenze e le diversità tra la visione cattolica e quella ortodossa. In particolare si sottolinea la reazione del patriarcato di Mosca nei confronti del ruolo del patriarcato di Costantinopoli, che sembra porre un forte ostacolo al proseguimento del dialogo ecumenico, che invece ha bisogno di essere ricettivo in modo da riconoscere e accogliere i doni che lo Spirito semina nelle varie chiese.



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Titolo: "Collegialità episcopale e comunione ecclesiale"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Angelo Maffeis
Pagine:
Ean: 2484300014826
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

L’attualità del tema della collegialità, di cui molti auspicano un’effettiva realizzazione nel governo della chiesa, stimola a rileggere l’insegnamento del Vaticano II. Dopo aver richiamato l’eredità storica che suggeriva l’urgenza di una messa a punto della teologia dell’episcopato, l’articolo presenta i temi fondamentali della dottrina conciliare sulla collegialità episcopale collocandoli nell’orizzonte della missione della chiesa e delle forme in cui essa vive la comunione.

 



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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300014802
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

Editoriale

Per una collegialità effettiva

Nella comunione ecclesiale esistono legittimamentele chiese particolari, che godono di tradizioni proprie,salvo restando il primato della cattedra di Pietro,che presiede alla comunione universale della carità.(Lumen gentium, 13)
Un testimone al di sopra di ogni sospetto, il card. Mario Francesco Pompedda (1929-2006), in un suo discorso a quarant’anni dal concilio Vaticano II, affermava che il principio della collegialità è l’esempio «di tutto un vasto spettro di attese soggiacenti al concilio e insite nella realizzazione parziale di esso finora avvenuta [...]: il principio della collegialità, o, come oggi alcuni preferiscono, della sinodalità, affermato dal concilio, applicato diligentemente dopo, non ha saputo evolversi sufficientemente come richiedevano gli stessi germi conciliari. È necessario riconoscere, infatti, che questo come altre tematiche, il concilio non ha saputo e potuto evolverle fino alle loro ultime conseguenze». Nel seguito di quel discorso il card. Pompedda sottolinea che si deve passare da una visione personalistica a una prospettiva istituzionale della collegialità, perché essa indica «la comunione (o meglio il legame) esistente tra le chiese particolari». È questo che abbiamo cercato di mettere in evidenza nella struttura di questo fascicolo, che nasce (è giusto riconoscerlo) grazie all’impulso venuto da papa Francesco che, come tutti ben ricordano, ha citato la frase di Ignazio d’Antiochia, e del n. 23 della Lumen gentium, nelle prime parole di saluto, la sera stessa della sua elezione a «vescovo di Roma».Si sente oggi il bisogno di una riforma della chiesa, o meglio di una ripresa dell’intuizione conciliare di un’«ecclesia semper reformanda» e questa non può ripartire se non dalla riflessione sulla forma storica della presenza ecclesiale nel mondo: è necessario che la forma istituzionale della chiesa corrisponda all’autocoscienza che la chiesa ha di se stessa e che in modo autorevole fu espressa cinquant’anni fa nel Vaticano II. Va corretto il distacco che si rileva tra l’attuale ordinamento canonico e l’ecclesiologia del concilio.Riferendosi al prossimo sinodo dei vescovi, papa Francesco ha scritto: «Si possono e si devono cercare forme sempre più profonde e autentiche della collegialità sinodale, per meglio realizzare la comunione ecclesiale e per promuovere la sua inesauribile missione». Il primo contributo di Roberto Repole introduce la riflessione teologica previa al nostro tema e cioè il rapporto intrinseco che esiste tra la chiesa universale e la chiesa particolare. La mutua interiorità che le pervade è il fondamento sul quale poggiano la comunione tra le chiese e la solidarietà reciproca, che si esprimono nella «sollecitudine» per tutte le chiese che ogni vescovo deve avere, sempre rimanendo in stretta unione con il ministero apostolico affidato a Pietro e continuato dai suoi successori nella chiesa di Roma, come illustra con chiarezza l’intervento di Angelo Maffeis.Il terzo articolo di Francesco Nigro presenta il pensiero e le suggestioni derivanti dalle varie opere del padre Jean-Marie Roger Tillard (1927-2000), lo studioso che negli anni postconciliari ha tenuto viva l’urgenza di applicare l’ecclesiologia di comunione in modo effettivo e concreto.Dopo questi tre contributi che danno le coordinate generali entro cui comprendere la collegialità episcopale, i successivi articoli cercano di esaminare alcuni aspetti particolari, rappresentati dalle forme attuali in cui si esprime il legame tra le chiese e il loro servizio alla missione evangelizzatrice loro affidata. Si tratta, anzitutto, delle conferenze episcopali, alle quali Agostino Montan dedica la sua attenzione, analizzando la situazione attuale, i documenti del magistero al riguardo e le prospettive future di queste istituzioni, abbastanza recenti nella storia millenaria della chiesa, ma in un certo senso eredi della struttura patriarcale ancora vigente nelle chiese ortodosse.Sulle esperienze concrete e recenti di come i vescovi collaborano tra di loro nelle scelte pastorali e nella guida delle comunità loro affidate, il vescovo di Rovigo, mons. Lucio Soravito dà un interessante resoconto di come agiscono i vescovi del Triveneto, facendo riferimento ai due convegni ecclesiali di Aquileia-Grado del 1990 e del 2012.Su di un altro aspetto, forse più tecnico ma non meno importante, si sofferma Luigi Dal Lago, riassumendo la discussione circa l’applicazione del «principio di sussidiarietà» anche nella chiesa. Non poteva assolutamente mancare la dimensione ecumenica della collegialità episcopale, tenendo conto soprattutto del dialogo con la chiesa ortodossa, come ci illustra Andrea Pacini, mostrando le buone possibilità che si aprono in questo particolare momento, pur con le difficoltà che sorgono dall’interno stesso dell’ortodossia per la rivalità tra il patriarcato di Mosca e quello di Costantinopoli. Infine, chiude la serie dei contributi un’analisi di Italo De Sandre sulle dinamiche interne alle varie istituzioni sociali, dal mondo del lavoro a quello delle comunità ecclesiali, in cui si dovrebbe valorizzare l’apporto di tutti nel valutare le situazioni e le decisioni da prendere per il bene di tutti.Nella Documentazione viene riportato il testo del cosiddetto «Documento di Ravenna» che permette di conoscere lo status attuale del dialogo tra chiesa cattolica e chiesa ortodossa sul ruolo dell’autorità episcopale a livello locale, regionale e universale. L’Invito alla lettura, curato da Riccardo Battocchio, offre abbondanti indicazioni per l’approfondimento di un tema che ha riacceso in modo sorprendente un dibattito che sembrava ormai spento.Come al solito la rubrica In libreria chiude il fascicolo con la presentazione di alcune novità librarie, scelte tra i molti libri che giungono alla nostra redazione.



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Titolo: "Conoscere, decidere, valutare: insieme"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Italo De Sandre
Pagine:
Ean: 2484300014888
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Il decidere è uno degli aspetti dell’agire organizzativo che tocca direttamente l’esercizio del potere in tutti gli ambiti sociali, quindi anche nella chiesa. Gli studi sulle dinamiche sociali, sulle «relazioni umane» nell’ambiente di lavoro hanno mostrato l’importanza di instaurare un clima di fiducia reciproca e di rispetto tra le persone, superando i rapporti di una fredda burocrazia. Questo stile di ascolto, di condivisione, di discernimento valutativo, diventa sempre più necessario anche nella chiesa, a partire dalle comunità parrocchiali fino ai più alti livelli ecclesiali, per valorizzare al massimo la partecipazione delle persone. Questo clima di cooperazione, che utilizza le competenze specifiche di ciascuno non sminuisce la responsabilità di chi riveste un ruolo di autorità, bensì ne fa scoprire il volto autentico di servizio per il bene comune.

 



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Titolo: "Le Conferenze episcopali"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Agostino Montan
Pagine:
Ean: 2484300014840
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Dopo una nota storica introduttiva che ripercorre la nascita e lo sviluppo delle Conferenze episcopali nazionali e internazionali sorte nei vari paesi dell’orbe cattolico, l’articolo si sofferma sulle questioni soggiacenti, in particolare sul fondamento teologico e le competenze che vengono loro attribuite dal concilio Vaticano II, dal nuovo Codice di diritto canonico e dal «motu proprio» Apostolos suos. Si analizzano, poi, la natura giuridica e le articolazioni di tale istituzione, nonché i membri che ne fanno parte e la portata delle decisioni che prendono dette conferenze. In particolare, si accenna anche alle conferenze regionali all’interno della medesima nazione. In conclusione, si auspica che queste istituzioni proseguano il cammino per realizzare concretamente la collegialità episcopale.



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Titolo: "Natura ed esercizio collegiale dell'autorità episcopale: per quale chiesa? Il rapporto tra chiesa universale e chiesa particolare: in quibus et ex quibus"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Roberto Repole
Pagine:
Ean: 2484300014819
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Si esamina la collegialità episcopale nel quadro del rapporto di reciproca immanenza o interiorità tra chiesa universale e locale. Questo mutuo rapporto ha origine nel Nuovo Testamento, sia negli scritti sia nel modo concreto di agire dei primi cristiani. La chiesa, poi, del I millennio risulta ispirata a una visione della communio tra le varie chiese locali, nelle quali emerge la sede di Roma, mentre nel II millennio prevale una visione universalista culminata nel Vaticano I. Il Vaticano II presenta una visione ecclesiologica rinnovata della communio ecclesiarum, anche se non sempre unitaria e coerente. Nuovi impulsi in prospettiva vengono ora da papa Francesco, in particolare nella Evangelii gaudium e nel modo di esercitare il suo ministero di «vescovo di Roma».



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Titolo: "J.M.R. Tillard e l'ecclesiologia di comunione. Una lettura del ministero petrino oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Francesco Nigro
Pagine:
Ean: 2484300014833
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Lo studio riprende i contenuti e le conclusioni della ricerca dell’autore che riguarda i tratti salienti dell’ecclesiologia di J.M.R. Tillard e, in modo originale, ci presenta gli esiti dalla sua lettura per l’attuale riflessione teologica e prassi ecclesiale. Attraverso le «cinque vie» offre un approccio sintetico a quel grande contributo teologico che in campo cattolico ha portato i cristiani (soprattutto gli ortodossi) a rileggere il delicato e fondamentale ministero del papa in seno alla cattolicità della chiesa una.



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Titolo: "Testimonianza e comunicazione: affidabilità alla prova"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Italo De Sandre
Pagine:
Ean: 2484300013683
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Partendo dalla constatazione che la società attuale ha banalizzato la testimonianza, ridotta spesso a espediente commerciale, l’articolo evidenzia l’importanza che nella vita quotidiana hanno i gesti e le parole con cui si entra in relazione con gli altri e si esprime in concreto quello in cui si crede veramente. Ne emerge la necessità di valorizzare i rituali della vita e lo stile della comunicazione interpersonale, perché essere testimoni non si limita a convalidare un atto, ma significa impegnarsi in un percorso che dura nel tempo. Analizzando ciò che caratterizza una testimonianza credibile, l’articolo sottolinea infine alcuni elementi, tra loro intrecciati, come la qualificazione della persona, la sua correttezza e legittimazione sociale, la trasparenza dei fatti e l’investimento affettivo, che spinge le persone cui il testimone si rivolge a entrare in sintonia profonda con il messaggio proposto e ad agire in conformità ad esso.



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Titolo: "Testimonianza cristiana e libertà"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Giuseppe Toffanello
Pagine:
Ean: 2484300013690
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Le riflessioni qui proposte partono sempre da concrete situazioni di vita, in cui si sperimenta la difficoltà di rendere testimonianza di ciò in cui si crede di fronte alla libertà che ha l’altro di rifiutare o di contraddire le parole o i gesti testimoniati. Si testimoniano non le «nostre idee», ma il Cristo che è più grande di ogni nostra idea. E testimoniare significa anche soffrire, staccarsi dalle proprie emozioni, ascoltare le grida o le invocazioni altrui, fare silenzio e soprattutto non fare processi, bensì «vincere con», accettando di non poter mai capire del tutto le vie di Dio, che sono imprevedibili. Forse le testimonianze della vita quotidiana sono quelle che suscitano meno paura di una costrizione e quindi aprono alla scoperta di nuovi orizzonti.



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Titolo: "Testimonianza e verità: un binomio ancora possibile?"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Paolo Martinelli
Pagine:
Ean: 2484300013706
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

L’articolo esamina il travagliato rapporto tra testimonianza e verità nella cultura dei «maestri del sospetto», in primis Nietzsche, nella cui scia si pone Vattimo, i quali tendono a squalificare il valore di veracità del martirio, che per i cristiani, invece, rappresenta la suprema convalida di una testimonianza credibile. In una situazione culturale che banalizza la testimonianza, dando per scontato che sia falsa, l’autore mostra come testimonianza, libertà e verità formano un unicum inseparabile. Di fronte al «tribunale del mondo» il cristiano è chiamato a dare ragione della sua fede in modo credibile. San Massimilano Kolbe e i monaci trappisti di Tibhirine ce ne danno l’esempio.



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Titolo: "Gesù testimone affidabile del Padre"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Aldo Martin
Pagine:
Ean: 2484300013713
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Dopo aver rilevato le diverse accezioni del termine testimone/testimonianza nell’Antico Testamento e nella religione greco-romana, l’articolo esamina l’uso di questi termini nel Nuovo Testamento in particolare per quanto essi vengono riferiti a Gesù o sono da lui impiegati nel confronto con i suoi avversari, che contestano l’autorevolezza con cui egli si presenta, agisce e parla in nome di Dio stesso. Viene messa in risalto la definizione di Ap 3,14, che dichiara Gesù «testimone degno di fede e veritiero». In sintesi, si ricava che Gesù è testimone del Padre, perché anche il Padre testimonia a favore del Figlio ed è quindi un testimone credibile anche per gli uomini che trovano in lui la rivelazione piena della propria umanità.



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Titolo: "Ecumenismo e testimonianza: il martirologio comune"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Aldino Cazzago
Pagine:
Ean: 2484300013737
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

L’Europa del XX secolo è stata segnata dallo scontro mortale di due ideologie profondamente anticristiane: quella nazista e quella marxista. Le chiese europee hanno pagato questo scontro con un grandissimo numero di martiri e «testimoni della fede». In questa lotta i cristiani di tutte le chiese si sono ritrovati più che mai uniti nella testimonianza dello tesso amore a Gesù Cristo. Nel suo lungo pontificato Giovanni Paolo II ha più volte ricordato il dovere di far memoria, anche con l’istituzione di un martirologio comune, di questo tesoro di unità e di santità. Questo segno di unità è un segno di speranza per tutte le chiese.



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Titolo: "Liturgia: testimonial?"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Manlio Sodi
Pagine:
Ean: 2484300013744
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

L’articolo vuole rispondere alla domanda se la liturgia nel suo insieme possa essere compresa sotto l’aspetto di testimonial. Facendo un’analisi puntuale dei testi liturgici e alla luce della Sacra Scrittura, la risposta che viene data è positiva, perché l’anno liturgico e i vari sacramenti hanno al centro Cristo stesso, il grande Testimonial dell’amore trinitario per il mondo e l’umanità. Partecipando alle celebrazioni liturgiche, il credente viene rafforzato nella fede e nutrito con il cibo spirituale dell’eucaristia per essere a sua volta testimone coraggioso in ogni ambito della vita.



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Titolo: "Testimonianza e annuncio nella pastorale e nella catechesi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Roberto Laurita
Pagine:
Ean: 2484300013751
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Non è facile offrire la propria testimonianza. Ci si espone, si esce allo scoperto e, proprio perché non si possono ignorare le aspettative del proprio uditorio, si rischia di adeguarsi ad esse, raccontando ciò che desiderano. Viene fuori così il «Narciso» che è nascosto in ognuno di noi, ma anche l’illusione di poter apparire, agli occhi di chi ci ascolta, privi di ferite, di imperfezioni; un modello, insomma, una «statua» compiuta e perfetta. Tuttavia è impossibile evitare di testimoniare: nella trasmissione della fede non si può giocare da neutrali! Ecco perché vale la pena di accettare i limiti e le possibilità della propria parola, in un dinamismo di rinuncia e di scoperta che è un autentico travaglio pasquale.



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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300013676
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

Editoriale
La testimonianza come impegno

Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato dai morti,

e noi tutti ne siamo testimoni (At 2,32)

 

La riflessione sulla testimonianza è rimasta per lungo tempo ai margini dell’interesse teologico, ma negli ultimi anni ha avuto una notevole ripresa, come si può vedere da un’abbondante e significativa letteratura, di cui abbiamo un saggio nel presente fascicolo. In particolare come cristiani, memori della parola di Gesù: «Di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra» (At 1,8), siamo chiamati a comprendere sempre più che essere testimone non è tanto «testimoniare che», ma «rendere testimonianza a».

Gli apostoli e i primi discepoli di Gesù potevano testimoniare le cose che avevano visto e quasi toccato con mano (cf. 1Gv 1,1), mentre per noi, «uditori della Parola», si tratta di accogliere come vera la loro testimonianza e in tal modo credere alla rivelazione storica dell’amore di Dio culminata nella persona di Gesù, la Parola fatta carne. Come ci ricorda la Lumen gentium al n. 38: «Ogni laico deve essere davanti al mondo un testimone della risurrezione e della vita del Signore Gesù e un segno del Dio vivo». Il testo di Lumen gentium dice proprio «unusquisque laicus»: sarebbe stato meglio usare il termine «christifidelis», perché questa è la testimonianza fondamentale che viene affidata a ogni credente in Cristo, dal papa ai vescovi, dai sacerdoti e dai religiosi fino ai singoli fedeli.



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Titolo: "I cristiani: testimoni della risurrezione?"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Dario Vivian
Pagine:
Ean: 2484300013720
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Dopo una premessa sulla situazione attuale della fede cristiana, che sembra incapace di rispondere al perché il mondo non è per nulla cambiato dopo la risurrezione di Gesù, l’articolo mette in risalto che la fede pasquale deve professare congiuntamente il dolore della croce, della passione con tutti i suoi enigmi e la gioia della risurrezione. In questa tensione tra già e non ancora si gioca la testimonianza cristiana, il «paradosso dell’ottimismo tragico». Per una rinnovata speranza è utile il confronto con la spiritualità ortodossa, che insiste sulla «divinizzazione» dell’uomo piuttosto che sulla sua decadenza per il peccato originale. C’è bisogno quindi di una testimonianza gioiosa del mistero pasquale nel suo insieme di morte e di vita.



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Titolo: "Le apparizioni mariane: tra il celebrare liturgico e la pietà popolare. Orientamenti e proposte"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Silvano M. Maggiani
Pagine:
Ean: 2484300012228
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Il Missale Romanun contiene tre memorie facoltative collegate alle apparizioni mariane di Lourdes, Fatima e Guadalupe. Dopo aver collocato queste celebrazioni nel quadro teologico-liturgico, evidenziando che nella liturgia si celebra sempre l’unico mistero salvifico di Cristo (oggetto dell’azione liturgica) e quindi non si celebrano le apparizioni, bensì l’opus salutis compiuto da Cristo, l’articolo indica alcuni orientamenti e proposte per dare alla devozione popolare mariana le caratteristiche di un rendimento di grazie e di una sincera conversione al vangelo mediante la preghiera incessante e le opere di carità, che concretizzano la missione profetica che i credenti sono chiamati a svolgere nelle varie epoche e nei diversi luoghi delle mariofanie.



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Titolo: "Come impostare una pastorale dei pellegrinaggi nel contesto attuale"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Gino Alberto Faccioli
Pagine:
Ean: 2484300012204
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Il pellegrinaggio, connaturato alla condizione dell’homo viator, si riscontra in tutte le religioni, in quanto l’essere umano è anche homo religiosus. Partendo da questo dato antropologico, l’articolo ricorda il tratto specifico del pellegrinaggio cristiano, che si sviluppa fin dalle origini come un ricercare anzitutto i «luoghi sacri» della storia della salvezza e poi tutti gli altri luoghi, come i santuari, dove si può incontrare il mistero del divino. Viene poi indicata concretamente l’icona evangelica dei discepoli di Emmaus, che suggerisce quattro punti (partenza, viaggio, incontro e ritorno) per un’efficace pastorale dei pellegrinaggi (da distinguere bene rispetto al cosiddetto turismo religioso).



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Titolo: "Dalle teofanie dell'Antico Testamento alle apparizioni del Risorto."
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Roberto Fornara
Pagine:
Ean: 2484300012174
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

La fenomenologia della «visione di Dio» nell’Antico e nel Nuovo Testamento è assai ricca e istruttiva. L’articolo ne ripercorre il lessico, analizzando i diversi verbi che esprimono il «vedere», per poi passare in rassegna le grandi teofanie bibliche, in particolare nell’esodo, nei profeti e nel salterio, per esaminare poi il tema nei Vangeli e nell’Apocalisse. Ne emerge una dialettica tra rivelazione e nascondimento, tra un Dio che nessuno ha visto, eppure si rivela nella persona del Figlio. Ma il vedere fisico potrebbe ingannare oppure rimane cieco davanti all’irrompere misterioso del divino: per questo il vedere biblico richiede anche l’ascolto e il dialogo, cioè l’esperienza di un rapporto personale tra l’io umano e il tu divino.



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Titolo: "Teofanie, ierofanie, rivelazioni. Per una fenomenologia della manifestazione del sacro"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Aldo Natale Terrin
Pagine:
Ean: 2484300012167
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Il saggio traccia le coordinate della manifestazione del sacro in base a una fenomenologia ormai consolidata e collaudata. Dapprima si mette in luce la difficoltà di parlare del sacro, data la sua presenza/assenza nell’ambito dell’esperienza religiosa iscritta nella coscienza umana. Il metodo fenomenologico aiuta a capire come la manifestazione del sacro resti essenzialmente tra due sponde invalicabili: la presenza e, nello stesso tempo, la sua «eccedenza» che non permette mai una qualche presa di possesso. In un secondo momento si presenta una descrizione della manifestazione del sacro come si può ricavare dalla storia delle religioni. Il sacro si mostra, si offre nella storia, basta saperne cogliere le «sporgenze» a partire da vari fenomeni: le pietre, il monte, l’albero cosmico, ecc., a partire dai luoghi «numinosi» e dalla luce che emana: i profeti, i veggenti, gli sciamani hanno colto quella luce. Le modalità antropologiche di darsi del sacro sono ancora più significative: l’uomo «resta sconvolto»: le visioni, i miracoli, le trances, le estasi sono forse le testimonianze maggiori dell’invisibile nel nostro mondo di oggi come di ieri



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Titolo: "La procedura di verifica ecclesiastica della veridicità o meno delle apparizioni"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Salvatore M. Perrella
Pagine:
Ean: 2484300012198
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Dopo una breve sintesi storica che ricorda la costante preoccupazione della chiesa per il discernimento e la valutazione delle rivelazioni private, l’articolo illustra la procedura vigente in questa materia in seguito alle Norme emanate nel 1978 dalla Congregazione per la dottrina della fede. I criteri per la verifica della soprannaturalità di eventi come le apparizioni sono rigorosi e spettano, in via gerarchica crescente, in primis al vescovo diocesano, poi alla Conferenza episcopale e in ultima, decisiva istanza alla Santa Sede. In definitiva, risulta che le apparizioni e le mariofanie appartengono alla tradizione della chiesa cattolica e come segni profetici sono un «dono» e nello stesso tempo una «sfida» sia per il magistero e i teologi, sia per il vissuto del popolo di Dio.



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Titolo: "Apparizioni mariane e dialogo ecumenico: ostacolo o impulso?"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Giancarlo Bruni
Pagine:
Ean: 2484300012211
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Il tema delle mariofanie, marginale nel vissuto del mondo protestante, va visto tenendo conto dei grandi documenti ecumenici sulla Madre di Gesù. Si analizzano alcuni brani del documento elaborato dal Gruppo di Dombes nel 1999, che considera le apparizioni mariane come rivelazioni private, alle quali spetta il compito di servire la fede, non di fondarla, evitando forme di curiosità malsana. Nel dialogo tra chiesa cattolica e chiesa luterana degli USA si richiamano i medesimi criteri di interpretazione per salvaguardare la centralità salvifica di Cristo e il messaggio di conversione al vangelo contenuto in molte di tali apparizioni. Anche nel dialogo con gli anglicani si sottolinea il ruolo della devozione popolare e dei luoghi mariani dove si fa esperienza della compassione e dell’amore di Dio per le sorti dell’umanità più povera e bisognosa



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Titolo: "Le apparizioni mariane: una tematica delicata e attuale."
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Salvatore M. Perrella
Pagine:
Ean: 2484300012181
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Le apparizioni mariane sono autentici doni di presenza e di sollecitudine materna da parte della Vergine Maria, per aiutare i credenti a vivere meglio la loro fede nel mondo. Vanno accolte con sapienza e intelligenza, tenendo conto dei criteri che la chiesa ha emanato per discernere la loro autenticità, poiché questi eventi sono un dono per la fede, ma anche una sfida per la ragione. Sono grazie donate gratuitamente dal cielo e perciò s’iscrivono nella teologia dei carismi come rivelazioni private. Non hanno, quindi, un carattere fondativo, ma sono come un comando, un’esortazione, un richiamo a rileggere e a vivere il Vangelo di Gesù, calandolo di volta in volta nella situazione del momento in cui avvengono tali manifestazioni straordinarie del divino.



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Titolo: "Teologia della rivelazione e suo rapporto con le «rivelazioni private»"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Gian Matteo Roggio
Pagine:
Ean: 2484300012150
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Comprendere teologicamente una «rivelazione privata» come un evento ecclesiogenetico sembra essere a prima vista un procedimento equivoco, in quanto gli elementi costitutivi della chiesa vengono dati definitivamente dalla «rivelazione pubblica», che si è conclusa con Gesù Cristo. L’articolo risponde a questa difficoltà mostrando che le apparizioni mariane sono un evento carismatico e, dato che i carismi sono un elemento costitutivo della chiesa, anche tali apparizioni, pur essendo rivelazioni private appartengono come eventi possibili, sia pure non necessari, al processo dell’ecclesiogenesi e alla crescita dell’intelligenza della fede.



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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300012143
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

Editoriale


Perché appare la Madonna?
La madre di Gesù è immagine e primizia della chiesa,
che sarà portata a compimento nel futuro,
ma nel frattempo brilla quaggiù
come segno di sicura speranza e di consolazione
per il popolo di Dio che è in cammino,
fino a quando arriverà il giorno del Signore.
(Lumen gentium, n. 68)

Molti cristiani si pongono questa domanda, specialmente quando episodi più o meno miracolosi vengono riportati dalla stampa o dalla televisione. Si tratta di guarigioni improvvise e inspiegabili che avvengono a Lourdes, oppure di messaggi attribuiti alla Vergine Maria e trasmessi da veggenti, la cui credibilità viene esaltata dall’entusiasmo di persone semplici e messa in dubbio da intellettuali critici e difficili da convincere. Il tema è certamente complesso, tanto più che si tratta di rivelazioni private, la cui accettazione non è obbligatoria per i credenti, in quanto esse non fanno parte del depositum fidei, ossia della rivelazione pubblica che si è manifestata in modo definitivo e completo nella storia e nella persona di Gesù Cristo come ci trasmettono le sacre Scritture. Eppure, se si guarda alla storia anche recente della chiesa, si può osservare il moltiplicarsi in varie parti del mondo di questi eventi prodigiosi, a volte non riconosciuti ufficialmente dalle autorità della chiesa, ma pur sempre capaci di attirare folle di persone, suscitando conversioni e iniziative benefiche.

Al momento attuale, fra le tante apparizioni degli ultimi secoli, solo tre sono entrate nel calendario della chiesa universale, e precisamente si tratta delle apparizioni mariane di Lourdes (1858), Fatima (1917) e Guadalupe (1521), la cui memoria facoltativa si celebra rispettivamente l’11 febbraio, il 13 maggio e il 12 dicembre. Singolarmente, in quasi tutte le apparizioni si registra una richiesta: la Madonna chiede che venga costruita una chiesa. Si tratta certo, almeno a prima vista, di costruire un edificio sacro, ma sarebbe una interpretazione riduttiva: i teologi infatti mettono giustamente in rilievo che una tale richiesta va molto oltre. Fa capire che la forma della chiesa, della comunità di fede, è sempre da migliorare, non può ridursi a qualche rifacimento esteriore, ma esige una crescita continua e un rinnovamento profondo. Questo sembra il motivo ultimo delle apparizioni: la Madre di Gesù si preoccupa che la chiesa sia fedele al compito e alla missione che Gesù le ha affidato.

Il fascicolo si apre con un saggio introduttivo di Aldo Natale Terrin che analizza ampiamente le caratteristiche delle manifestazioni del divino come risultano dalla storia comparata delle religioni. Molti elementi, come i luoghi, le modalità delle estasi o delle visioni, si riscontrano anche al di fuori del cristianesimo, ma la rivelazione biblica ha utilizzato sia l’ascolto della Parola, sia la modalità della visione, come illustra l’articolo di Roberto Fornara sulle teofanie nell’Antico Testamento e il desiderio di «vedere Dio» che culmina nella risposta di Gesù ai discepoli: «Chi vede me, vede il Padre» (Gv 14,9). Gli aspetti propri delle apparizioni mariane vengono presentati da Salvatore M. Perrella in un illuminante status quaestionis che mostra l’importanza di questi eventi in quanto dono per la fede, ma anche come sfida per la ragione. Le apparizioni mariane vanno considerate autentici doni di presenza e di sollecitudine materna da parte della Vergine Maria, per aiutare i credenti a vivere meglio la loro fede nel mondo. Vanno però accolte con sapienza e intelligenza, tenendo conto dei criteri che la chiesa ha emanato per discernere la loro autenticità, come il medesimo autore precisa sapientemente nel suo secondo contributo sulle norme emanate dalla chiesa per valutare la credibilità e l’autenticità delle varie apparizioni.

La riflessione teologica proposta da Gian Matteo Roggio approfondisce in modo acuto e documentato la funzione che svolgono le apparizioni nella genesi della chiesa, in quanto sono un elemento carismatico imprescindibile, senza del quale mancherebbe alla compagine ecclesiale la vitalità necessaria al suo continuo rinnovamento. Il successivo intervento di Gino Alberto Faccioli prende in esame la pastorale dei pellegrinaggi e il ruolo del santuario nel contesto attuale, mettendo in risalto sia le nuove possibilità di evangelizzazione e di autentica spiritualità, sia il rischio di cadere in un superficiale «turismo religioso». Per quanto riguarda il dialogo ecumenico, un ambito in cui il culto cattolico della Vergine Maria viene visto come un ostacolo, sono importanti le considerazioni di Giancarlo Bruni, che riporta le affermazioni di alcuni importanti documenti, come quello del Gruppo di Dombes, per cui tali apparizioni hanno il compito di servire la fede, non di fondarla, evitando quindi forme di curiosità malsana. Infine, Silvano M. Maggiani si sofferma sull’aspetto liturgico delle feste mariane, che non sono celebrazioni delle apparizioni, ma sempre e unicamente del mistero salvifico che si rivela nella storia e continua a operare per la realizzazione del progetto divino di pace e riconciliazione del genere umano al proprio interno e con Dio.

Il fascicolo è arricchito da una preziosa Documentazione, che mette a disposizione dei lettori l’Introduzione generale che R. Laurentin ha predisposto per il Dizionario delle apparizioni mariane, curato dallo stesso Laurentin con Patrick Sbalchiero. Non manca, come di consueto, l’Invito alla lettura, curato da Luigi Dal Lago, che indica le principali opere utili all’approfondimento di questa tematica così attuale, sia nella religiosità popolare, sia nelle indicazioni costanti di papa Francesco e dei suoi ultimi predecessori. Con la rubrica In libreria e l’Indice dell’annata 2013 si completa il XXXIII anno della nostra rivista.

Un altro anno si chiude; un anno «editoriale» che ha visto lo sviluppo di temi che sono stati studiati per rispondere all’attualità di urgenze o per offrire elementi di riflessione e di formazione che toccano il tessuto ecclesiale. Con lo stesso impegno ci predisponiamo a inaugurare e a vivere il 2014, XXXIV anno di edizione di «CredereOggi». La Direzione e il Consiglio di redazione esprimono il proprio grazie a tutti coloro che ci hanno accompagnati e sorretti con il loro fattivo contributo. Ma il grazie altrettanto importante ed essenziale va ai lettori e agli abbonati: senza il loro sostegno la nostra fatica sarebbe vana. L’invito a rinnovare l’abbonamento, e a persuadere altri a fare altrettanto, è oggi per noi un segno di fiducia. Sarà un modo concreto per essere chiesa e collaborare alla sua costruzione attraverso un’adeguata formazione teologica.



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