Articoli religiosi

Ebook - Credere Oggi



Titolo: "Le strade di Gesù, tra i regni degli Erodi e la provincia di Siria: il regno dei cieli e i regni degli Erodi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Giovanni Loche
Pagine:
Ean: 2484300016707
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Le grandi arterie, percorribili ai tempi di Gesù e che da Sud a Nord attraversavano il paese d’Israele, erano la Via Maris e la Via Regia. Vi erano naturalmente arterie minori interne, come quella che passava al centro del paese lungo la Samaria e anch’essa fu percorsa da Gesù. In quel tempo il territorio della Palestina era diviso sotto vari sovrani: nella Giudea-Samaria c’era un governatore romano; in Galilea-Perea regnava Erode Antipa, mentre le regioni della Batanea e dell’attuale Golan erano soggette a Erode Filippo. Secondo le indicazioni evangeliche, anche Gesù fu considerato un re o acclamato come tale dal popolo. Ma nella sua predicazione e di fronte a Pilato, Gesù afferma chiaramente che il suo regno è di «lassù», non è di questo mondo, ma è il regno del Padre.



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Titolo: "I luoghi biblici fondamentali: il deserto e Gesù"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Martino Signoretto
Pagine:
Ean: 2484300016653
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

L’articolo presenta anzitutto alcuni dati sulla geografia, la flora e la fauna del deserto d’Israele, che aiutano a comprendere come la rappresentazione che Israele aveva della propria fede dipenda anche dalla morfologia dei luoghi. Facendo, poi, riferimento ad alcuni episodi dell’Antico Testamento e al loro legame con la vicenda di Gesù nel deserto, si notano due temi che mostrano il deserto non solo come luogo di passaggio e di prova, ma anche come luogo fiorito e ospitale, immagine di un futuro escatologico. Infine, la continuità terminologica del termine deserto/eremos nello scandire le vicende del ministero pubblico di Gesù in Galilea, indica come il deserto con il suo carico simbolico si è spostato con Gesù fino ad accompagnare le folle in luoghi deserti e inospitali, per essere sfamate dal pane della sua parola.



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Titolo: "L'archeologia ci parla del Gesù storico"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Pierbattista Pizzaballa
Pagine:
Ean: 2484300016639
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

L’articolo presenta lo status attuale dell’importante contributo che l’archeologia può dare alla ricerca sul «Gesù storico», soprattutto ricostruendo l’ambiente socio-economico, culturale e religioso del I sec. della nostra era. I reperti della cultura materiale (i cosiddetti realia), se bene interpretati, offrono utili indizi per la comprensione degli eventi narrati nei vangeli. In tal modo la cosiddetta Third Quest sta dando una nuova impostazione alla ricerca su Gesù, di cui vengono citati brevemente i più rilevanti studi. In particolare sono riassunte le sette prove che Charlesworth considera decisive al riguardo, tra le quali il primo posto spetta al Santo Sepolcro. Nell’ultima parte dell’articolo viene messa in risalto l’opera degli archeologi francescani, nei vari luoghi in cui hanno portato alla luce preziose testimonianze della vita e del primitivo culto delle comunità cristiane, come a Nazaret, Cafarnao e Magdala.



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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300016615
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

Scoprire la Terra del Santo

 

Beato chi decide nel suo cuore

 

il santo viaggio

 

(Sal 83,5)

 

 

 

L’idea di pubblicare questo fascicolo sul tema Gesù nella sua terra è nata in seguito alle motivazioni derivanti due iniziative. La prima, intitolata Le terre bibliche come luogo teologico, è un corso proposto dalla Facoltà teologica del Triveneto in collaborazione con La Tavola Pellegrini Medioriente e il Coordinamento Nazionale Pellegrinaggi: quest’anno il corso è giunto alla sua quarta edizione e ha registrato un crescente interesse e buona partecipazione. La seconda iniziativa che ci ha motivato alla presente pubblicazione è stato il progetto Gesù di Nazaret tra storia, Bibbia e cristologia, ideato e organizzato dall’Ufficio diocesano pellegrinaggi della diocesi di Vicenza, nella persona del suo direttore don Raimondo Sinibaldi e del biblista don Silvio Barbaglia di Novara. La proposta era di offrire a un gruppo ristretto e competente di persone un approccio scientifico al tema, collocandosi al livello dei dibattiti internazionali sulla questione complessa e sempre più dibattuta circa la storicità di Gesù di Nazaret.

 

Nel 2012, dal 14 al 21 luglio, si è svolta la prima sessione sul tema Gesù il Nazareno a Gerusalemme. Ricercando il volto di Dio. Durante quella settimana, risiedendo nella città vecchia di Gerusalemme, si è cercato di approfondire il rapporto tra Gesù di Nazaret e la Città Santa. Il mattino, con la guida di esperti come Dan Bahat e padre Eugenio Alliata, era dedicato alla visita di luoghi archeologici importanti, come gli scavi dell’Ofel, il tunnel di Ezechia, il Kotel, la spianata delle moschee, ecc. Nel pomeriggio, invece, dopo una relazione introduttiva di Silvio Barbaglia, si apriva un dibattito tra i partecipanti, in modo da chiarire dubbi e approfondire il tema. Nel 2013 la seconda sessione, sempre organizzata nella forma di seminario di studio, si è tenuta con sede a Tiberiade (quattro notti) e a Nazaret (tre notti) dal venerdì 12 al venerdì 19 luglio 2013, sul tema Gesù il Nazareno in Galilea. Il passaggio efficace di una Parola che si è fatta storia. Le visite a luoghi significativi come Gamla (la città degli zeloti) e Hippos (la «città che sta sopra un monte») e Magdala (Tarichea) hanno permesso di comprendere meglio l’ambiente e la cultura dell’epoca in cui visse Gesù. Nel 2014, dal 5 al 12 luglio, risiedendo a Betania e a Betlemme, si è tenuta la terza sessione biblica sul tema Gesù il Nazareno in Giudea e in Samaria, seguendo sempre la formula ormai collaudata: al mattino visite ai luoghi biblici prescelti, al pomeriggio approfondimento e discussione in gruppo, dopo l’intervento dell’esperto. La visita di Gerico, Qumran, Masada, Bethel, Silo e del monte Garizim, ha arricchito le conoscenze di ciascuno, inserendo il ministero pubblico di Gesù nella sua più vasta cornice storica e teologica.

 

È quindi sulla base (e sull’entusiasmo) che queste iniziative hanno suscitato che abbiamo voluto presentare Gesù nella sua terra come un invito a intraprendere «il santo viaggio» (Sal 83,5) e nello stesso tempo come un sussidio per chiunque è interessato a conoscere sempre meglio la persona e la storia del Vivente «in mezzo a noi» (Gv 1,14).

 

Il primo contributo di padre Pierbattista Pizzaballa, attuale Custode di Terra Santa, è una sintesi sull’importanza dell’archeologia nelle nuove prospettive che la ricerca storica su Gesù sta aprendo, non tanto come un’apologetica di ritorno, quanto come feconda collaborazione tra gli esegeti e gli specialisti delle varie scienze che ricostruiscono la storia dell’umanità. Il secondo intervento di Carlo Broccardo illustra la pluralità di movimenti presenti nel mondo giudaico al tempo di Gesù, il che aiuta a collocare nella giusta luce sia la novità del messaggio evangelico sia il suo radicamento nella tradizione d’Israele. Il terzo contributo parte dal deserto, così come il popolo d’Israele ha trovato nell’esodo la sua identità, è là che Gesù comincia a elaborare le sue scelte messianiche, come spiega magistralmente Martino Signoretto. Sulle questioni critiche riguardanti l’esistenza di Nazaret nell’epoca in cui visse Gesù si sofferma Giuseppe Bellia, sulla base degli scavi archeologici e delle relative fonti letterarie. Il contributo di Silvio Barbaglia tocca uno dei punti nevralgici della questione: il rapporto conflittuale e determinante di Gesù con il tempio, causa ultima della sua condanna a morte e nello stesso tempo compimento di tutte le Scritture nella sua persona, che diventa la definitiva «dimora di Dio in mezzo agli uomini» (Ap 21,3).

 

Sull’ambiente geografico della Galilea e in particolare sul lago di Genesaret interviene Gianantonio Urbani, che esamina con cura appassionata le scoperte recenti e l’importanza del ministero galilaico di Gesù nell’insieme delle vicende evangeliche. Anche Giovanni Loche studia la rete viaria del primo secolo, con l’intento di far meglio capire come si diffuse la conoscenza del nuovo messaggio portato da Gesù e quindi il sorgere delle prime comunità cristiane in reciproca comunicazione fra di loro. Padre Fréderic Manns, con un’analisi serrata, esamina il Protovangelo di Giacomo, uno dei più famosi apocrifi del Nuovo Testamento, mettendo in luce l’intento dell’anonimo autore, che vuole completare i «vuoti» delle narrazioni di Matteo e Luca sull’infanzia di Gesù e compone un’opera di riflessione teologica assai utile per capire il contesto in cui si diffuse il cristianesimo primitivo. Infine, Paolo Bizzeti affronta la delicata questione riassunta nella domanda: di chi è la «terra promessa»?, mostrando che nessuno può pretendere l’esclusivo possesso della terra sulla base di frasi bibliche estrapolate dal loro contesto. La terra è di Dio, che la dona affinché gli uomini vi abitino e vivano nel rispetto reciproco, costruendo una convivenza di pace.

 

Nella Documentazione viene presentata l’esperienza de La Bibbia nella sua terra, una proposta sperimentata in lunghi anni di attività da padre Jacques Fontaine e ora mantenuta in vita dalla diocesi di Parigi. L’Invito alla lettura, curato da Luigi Dal Lago, offre ampio materiale per un ulteriore percorso di approfondimento e di ricerca sulla persona di Gesù: «Con lui – come dice Gehrard Lohfink – non si arriva mai a un punto terminale e ogni epoca deve sempre incontrarlo di nuovo».

 

Fuori testo abbiamo inserito alcune cartine geografiche e una foto aerea del lago di Genesaret che aiutano a fare memoria visiva della ricerca mai finita attorno al Gesù della storia e della fede.



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Titolo: "Verso una chiesa della misericordia?"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Paolo Ricca
Pagine:
Ean: 2484300016271
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

L’articolo mostra anzitutto le implicazioni contenute nel titolo della relazione: andare «verso una chiesa della misericordia» significa che la chiesa non è ancora diventata una vera chiesa della misericordia, pur essendo stata generata dalla misericordia divina e pur essendo un’istituzione che fa molta beneficenza. In un secondo momento l’autore indica nel «divorzio» tra verità e amore la causa prima di questa realtà. Infine, vengono delineati alcuni aspetti che possono aiutare la chiesa a diventare segno di misericordia per tutti gli esseri umani, perché ha il suo centro vivo in Cristo, ma non ha confini e non può averli, come Cristo ha mostrato con il suo esempio verso gli esclusi dalla società religiosa del suo tempo.



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Titolo: "«Noi stiamo vivendo in tempo di misericordia». Un tema antico per un pontificato di novità"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Carlo Urbani
Pagine:
Ean: 2484300016295
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

L’articolo offre una serie di riflessioni sul tema della «misericordia», che sembra rappresentare un’assoluta novità nel ministero di papa Francesco rispetto ai suoi predecessori. In realtà, di tratta di un tema antico, che è stato messo in rilievo anche da altri papi, come Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Fa problema il rapporto tra misericordia e giustizia e quello con la verità, che non può essere sacrificata alla misericordia. Questa difficoltà risale alle controversie circa la giustificazione sola fide del secolo XVI. L’autore conclude dicendo che solo il tempo potrà dire se la misericordia annunciata da papa Francesco rappresenti una vera svolta antropologica o sia solo una pia iperbole.



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Titolo: "Il sacramento della misericordia e del perdono. Problemi e attese"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Giuseppe Trentin
Pagine:
Ean: 2484300016301
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Prendendo lo spunto da tre recenti articoli apparsi sul quotidiano «la Repubblica», che rilevano le difficoltà e la crisi del sacramento della confessione, l’autore propone alcuni elementi di riflessione per il rinnovamento e la giusta comprensione di questo sacramento. Emerge anzitutto la necessità di una chiesa accogliente come comunità e soprattutto uno stile di accoglienza da parte del confessore; va poi recuperata tutta la valenza del sacramento come confessio vitae, laudis et fidei e non solo come lasciapassare per ricevere la comunione. Anche sulla definizione del peccato e il giudizio sulla gravità delle colpe commesse si richiede prudenza e chiarezza, in modo che venga messo in evidenza il ruolo di Gesù Cristo risorto come protagonista e modello di un ministero di riconciliazione permeato di misericordia evangelica.



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Titolo: "La misericordia di Dio"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Jean Louis Ska
Pagine:
Ean: 2484300016233
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario
Dopo una breve introduzione letteraria sul tema della misericordia, che ogni persona è chiamata a scoprire attraverso un lungo e non facile cammino, l’autore  esamina l’esperienza compiuta dal popolo ebraico nel deserto, visto come simbolo e paradigma di tutta la storia della salvezza. Dio chiama a seguirlo e traccia la strada da percorrere, ma l’uomo è tentato e cede alla tentazione di seguire altre strade. Dio però perdona e non può rinnegare la fedeltà alle sue promesse, anche di fronte alle infedeltà del popolo. In particolare viene messa in risalto la funzione e l’intercessione di Mosè nei cc. 32-33 del libro dell’Esodo.



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Titolo: "Come pensare una chiesa della misericordia"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Serena Noceti
Pagine:
Ean: 2484300016288
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

L’invito di papa Francesco a mettere la misericordia al centro dell’annuncio e dell’atteggiamento della chiesa viene accolto e sviluppato in una riflessione teologica che analizza il rapporto inscindibile tra misericordia e chiesa. Tale riflessione appare quanto mai necessaria, se si tiene conto delle resistenze e difficoltà nel realizzare una chiesa che sia «spazio e casa di misericordia» per tutti gli esseri umani, specialmente per i più poveri e fragili. È in gioco l’identità stessa della chiesa, la credibilità del suo annuncio e della sua presenza nel mondo attuale. Si richiede, quindi, una conversione continua che porti la chiesa ad aprire e percorrere cammini di misericordia, secondo l’invito di Cristo: «Siate misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso».



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Titolo: "Gesù, volto della misericordia divina"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Gastone Boscolo
Pagine:
Ean: 2484300016264
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Tutto il vangelo è rivelazione della misericordia di Dio in Gesù Cristo. Gesù ha espresso in mille modi la sua solidarietà, la sua misericordia e il suo amore per l’uomo. I contatti con la gente lo hanno portato a una familiarità sempre più intensa, a una simpatia sempre più profonda proprio verso coloro che la società del tempo emarginava e segnava a dito. In Gesù il volto misericordioso di Dio si è reso visibile come bontà, perdono, compassione e pietà nei confronti dell’uomo gravato dal peccato, dalla sofferenza, dall’emarginazione, dalla malattia. Il moment’o supremo della manifestazione della misericordia di Gesù è la sua morte in croce; sulla croce, infatti, solidarizza con l’uomo sino a prendere su di sé anche la tragedia della morte.



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Titolo: "La misericordia (rahma) di Allah nel Corano e nella tradizione islamica"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Carlo Saccone
Pagine:
Ean: 2484300016318
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Il Corano è la prima «misericordia» che Dio concede agli uomini, di per sé esseri ingrati e immemori di Dio. L’articolo esamina in un primo momento questa visione pessimistica dell’uomo contenuta nella rivelazione coranica. In un secondo punto viene analizzata la terminologia e le differenti denominazioni che caratterizzano l’atteggiamento divino verso l’uomo. In particolare il termine rahma mostra affinità con la misericordia e la tenerezza «viscerale», quasi materna di Allaha verso le sue creature. Infine, si citano e commentano i passi del Corano in cui l’uomo è invitato a perdonare le offese ricevute, per rendersi così degno a sua volta del perdono divino.



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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300016226
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

Editoriale

Ridare alla misericordia la sua ricchezza 

 

Canterò in eterno le misericordie del Signore (Sal 89,1) 

In «Bibbia Aperta», associazione di cultura biblica attenta alle letture delle diverse confessioni religiose, è stato ideato e organizzato questo percorso di studio biblico sulla misericordia dopo le prime parole del papa, il confronto con il lavoro di Walter Kasper e un informale giro di colloqui con alcuni biblisti.

Per prima cosa ci ha colpiti il fatto che Israele ha intrecciato l’intera propria storia con lo sforzo di capire, chiedere a Dio il senso e i frutti della sua misericordia. Una storia tormentata che per i cristiani ha avuto il suo culmine nella testimonianza e nella predicazione di Gesù, ed è continuata ad opera degli stessi cristiani: molti ne hanno fatto l’ispirazione della propria testimonianza, altri uno strumento di potere. Dopo questa fase dello studio vi sono alcune osservazioni, storiche, sociali, culturali, che possono essere condivise.

Tutti ricordiamo la storia delle «misericordie», associazioni caritatevoli di nobilissima memoria, e tutte le azioni di coloro che in questi secoli si sono spesi interpretando la misericordia come assistenza a malati, poveri, carcerati, comunque a fare opere buone. Misericordia focalizzata in opere, in gesti, in clemenza concessa da un’autorità. Tuttavia, dallo studio biblico, la misericordia non si presenta anzitutto come un gesto o una serie di gesti, ma come un atteggiamento radicale, un modo generativo di aprirsi, di essere verso l’altro. La misericordia di Dio si manifesta nel momento stesso in cui egli osserva il disagio del suo popolo e ne ascolta il grido: è la storia di una relazione prima di essere questo o quell’atto. È il primo elemento, di assoluta importanza, che continuerà intrecciandosi con la storia degli uomini che sanno essere misericordiosi, come Mosè che si fa intercessore (altro aspetto attivo, coraggioso, della misericordia). Tutto nasce dalle viscere (rahamim), centro della generazione e non solo della commozione, dall’alleanza che Dio sceglie di fare con il popolo, dalla sua fedeltà nelle relazioni.

Eppure Dio minaccia spesso cose terribili al suo popolo, e molti cristiani ancora oggi lo sentono come un Dio tutt’altro che «lento all’ira» (cf. Sal 144,1): da Osea, invece, si capisce che sono un modo, arcaico ma anche moderno (si pensi ai normali rimbrotti di un genitore a un figlio recalcitrante), di cercare di scuotere una persona cui si vuol molto bene, perché torni in sé. Dio minaccia e, contemporaneamente, promette a Sion di ri-accoglierla, in una storia che egli ha promesso non finirà mai.

In questa alleanza Israele per secoli ha creduto che la misericordia si manifestasse nella diversa retribuzione che Dio dava nella vita all’operato dei giusti e degli empi: Giobbe, però, non ha creduto più a questo e ha voluto discuterne con gli amici e con Dio, e Dio dà ragione a lui e non ai suoi amici tradizionalisti. Gli chiede di fidarsi di lui, creatore di tutto. Qohelet è ancora più critico, perché ha visto che alla fin fine tutto è un soffio (cf. Qo 1,2), ma anche lui crede che l’unica cosa sia fidarsi di Dio.

Il chiarimento, inaudito, arriva dalle parole di Gesù che reinterpreta la regola aurea, «fa’ agli altri quello che vorresti fosse fatto a te» (cf. Mt 7,12), dandole un senso pratico sconvolgente per tutti i tempi: comincia tu ad amare i tuoi nemici, a rompere il modo abituale di scambiarsi le cose buone e quelle cattive (regalo con regalo, ferita con ferita, così fanno tutti). E mostrando la misericordia con tale indicazione assolutamente controcorrente nelle relazioni con gli altri, afferma in modo altrettanto netto una motivazione che noi non sopportiamo: «La vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi» (Lc 6,35).

La maggior parte dei cristiani da secoli chiede a Dio che punisca i malvagi, non che sia benevolo con loro; che la zizzania sia strappata, non lasciata. Il lector in fabula ha letto per secoli la Parola della Scrittura in modi che oggi percepiamo riduttivi, e ne ha fatto ampiamente strumento di governo imitando gli altri regni del mondo. Gli storici, guardando ai fatti come Jean Delumeau o Adriano Prosperi, e alle idee, alle parole come Michel Foucault, hanno mostrato come il controllo delle coscienze (la paura del peccato e delle punizioni che l’autorità può definire e comminare, inclusa la tortura e la morte) sia stato determinante per il potere spirituale e sociale della chiesa, soprattutto cattolica.

La complessità del messaggio di Gesù, che presenta un Dio che fa piovere sui giusti e sugli ingiusti, si fatica a sopportarla. La parabola del padre e dei suoi due figli è esattamente in questa linea: è un padre insopportabilmente benevolo verso questi due; non è «giusto» nel senso corrente (e secondo il figlio rimasto a casa) del termine. Non rispetta le regole del Talmud che gli impedirebbero di distribuire l’eredità prima della propria morte, è lui che esce per vedere se mai il figlio ritorna, e lo ri-accoglie senza fargli nemmeno un piccolo «processo», un’umanissima sgridata; è di nuovo lui che esce incontro al figlio maggiore, che gli parla in modo sprezzante e non gli dice niente nonostante la sua insolenza infondata. Tuttavia questo è il Padre di cui parla Gesù! E dato che il suo discorso sulla misericordia del Padre è inaudito, è stato modificato, ridotto e irrigidito nei secoli, e non a caso la tradizione ha parlato di questa parabola come del «figliol prodigo» e solo di recente l’ha chiamata la parabola «del padre buono», concentrandosi però sulle regole per ri-accogliere i figli che se ne vanno, cercando di individuare i peccati e le condizioni di pentimento, di misurare le pene. Ma se Dio, invece, riesce a far tornare in sé gli ingrati e i malvagi in modo imperscrutabile, dovremmo essere invidiosi? Potremmo (secondo il nostro modo di ragionare) accusarlo di ingiustizia? Il figlio è un ingrato, ma accetta senza dir nulla il fatto che suo padre non lo riaccolga come servo ma come figlio, e il figlio maggiore non ha un briciolo di gratitudine, pensa da servo e insolentisce suo padre. Finora non abbiamo lasciato spazio alla meraviglia di Giobbe, che non è moderno solo perché sopporta tanto e poi viene premiato, ma perché resta aperto alla fiducia in Dio senza mettergli confini.

È ragionevole che Gesù chieda per tutti al Padre di perdonarci perché non sappiamo quello che facciamo (cf. Lc 23,34)? Affermazioni che vanno comprese in coerenza con tutte le affermazioni di Gesù, che altrimenti vengono sminuite od omesse: a lungo si è rifiutata nei fatti la complessità del suo linguaggio e di tutto il suo atteggiamento, di quello che dice dei «pensieri» del Padre, che non sono i «nostri».

Italo De Sandre

 



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Titolo: "Misericordia di Dio e conversione nella tradizione profetica"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Rosanna Virgili
Pagine:
Ean: 2484300016240
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario
L’articolo esamina puntualmente gli oracoli di condanna e di salvezza di alcuni tra i più importanti profeti del Primo Testamento, mettendo in particolare rilievo il richiamo alla necessità della conversione in Isaia, gli appelli sferzanti e le rampogne di Amos, il messaggio liberante di Ezechiele. Si sofferma poi più a lungo sul profeta Osea e sul suo vissuto, che rende evidente l’amore di un Dio, il quale, anche se tradito, non può abbandonare il suo popolo ed è sempre pronto a perdonare. Infatti, solo il perdono apre la via alla conversione del cuore.



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Titolo: "La bontà di Dio in questione: il libro di Giobbe"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Luca Mazzinghi
Pagine:
Ean: 2484300016257
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

L’articolo esamina il libro di Giobbe sotto l’aspetto della domanda fondamentale che esso pone: Dio è veramente buono? Come si può conciliare la sua bontà con il dolore e il male che l’uomo sperimenta nella sua vita? Giobbe non si accontenta delle risposte tradizionali, ispirate a una rigida «teologia della retribuzione». Anche i buoni e i giusti soffrono, obietta Giobbe, e interpella direttamente Dio, che gli mostra la bellezza della creazione e gli fa capire che è presente nel mondo, se ne occupa continuamente e quindi l’uomo non deve perdere la fiducia che Dio saprà intervenire al momento giusto.



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Titolo: "Strategie di felicità. Felicità e vita buona nella filosofia antica"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Valerio Bortolin
Pagine:
Ean: 2484300016141
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

La filosofia antica intende indicare all’uomo delle «strategie di felicità», mettendo in luce lo stretto legame esistente tra la conoscenza della verità e l’arte del vivere bene. Imparare la difficile arte di gestire in maniera oculata i nostri desideri, di per sé orientati alla ricerca del piacere, esplicare in maniera piena il nostro essere attraverso l’utilizzo della razionalità e la pratica delle virtù, tendere alla beatitudine riconoscendo quanto di divino è presente in noi, rappresentano le vie verso la felicità proposte dalla filosofia antica a tutti coloro che, aspirando alla saggezza, vogliono aprire gli occhi sulla verità dell’esistenza umana. L’autosufficienza, il saper apprezzare ogni cosa, senza aver bisogno di nulla, viene così a essere l’atteggiamento fondamentale che l’uomo è chiamato ad assumere per raggiungere la felicità. Alla luce della sensibilità moderna, pur riconoscendo la preziosità di tali indicazioni, possiamo tuttavia chiederci quanto una felicità che prescinda dalla relazione con l’altro e da un impegno nei suoi confronti possa essere autentica.



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Titolo: "L'etica senza felicità del moderno"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Lorenzo Biagi
Pagine:
Ean: 2484300016172
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

L’autore prende in esame lo sviluppo del pensiero moderno, che si presenta non come un insieme monolitico, bensì come una pluralità di concezioni spesso tra loro nettamente diverse o perfino in contrapposizione. Tuttavia, può essere riscontrato un elemento comune, dato dal prevalere di una concezione che fa leva sull’individuo in sé, prescindendo dalla società. Esemplare in questo senso è Hobbes, che nega decisamente la visione aristotelica dell’uomo come essere «politico», fatto cioè per vivere in società. L’altro aspetto, che si sviluppa da Cartesio in poi, è quello del sapere matematico e meccanicistico applicato all’uomo, in opposizione al sapere etico che procede per tentativi e richiede prudenza, esposto ai dubbi, che invece il sapere scientifico pretende di eliminare con le sue certezze oggettive. Tuttavia, come fatto positivo va registrato l’emergere del desiderio di autenticità, per cui si può dire che per i moderni essere felici coincide con l’essere autentici



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Titolo: "Francesco d'Assisi e la «vera» letizia"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Andrea Vaona
Pagine:
Ean: 2484300016196
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Il tema felicità/gioia appartiene da sempre al carisma francescano e costituisce un campo di ricerca che sarebbe di per sé vastissimo. In questa breve nota si propone la lettura di due testi fondamentali, quello tardivo dei Fioretti e quello più antico degli Actus sancti Francisci, commentando il passaggio semantico dalla «perfetta» alla «vera», autentica letizia. Un successivo stimolo viene dalla lettura delle Lodi di Dio Altissimo, dove si vede che la fonte della gioia è Dio stesso. Infine, a fronte dei testi francescani, vengono citati come possibile fonte di ispirazione due brani di san Paolo (1Cor 13 e Fil 4), che sembrano vibrare della medesima consonanza espressiva e tematica



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Titolo: "«Io, Felicità, credo di essere un sogno». Riflessioni di una psicoanalista sulla felicità"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Ambra Cusin
Pagine:
Ean: 2484300016127
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Dopo un dialogo immaginario tra la Felicità e la psicoanalista (l’autrice), si espone anzitutto il nesso tra felicità e verità, perché la prima è impossibile senza il radicamento nella verità di se stessi e degli altri. L’esperienza terapeutica insegna che è facile sperimentare l’infelicità, mentre i momenti di felicità sono pochi e fuggevoli. Rileggendo Freud si mettono poi in rilievo le contraddizioni della nostra società, soprattutto in riferimento al lavoro o alla professione che dovrebbero essere invece il modo migliore per realizzare se stessi e quindi sentirsi felici. Certamente la psicanalisi mostra di essere in piena ricerca a riguardo di questo tema, perché in fondo la felicità è qualcosa di molto soggettivo, che ognuno scopre e sperimenta a modo suo, almeno per un attimo, nelle pieghe del quotidiano



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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300016042
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

Editoriale

Nessuno è felice da solo Vi ho detto queste cose, perché la mia gioia sia in voi, e la vostra gioia sia piena. (Gv 15,11) Proseguendo nell’esplorazione dei «fondamentali» dell’esperienza umana, l’annuale corso di studio estivo, promosso dall’Istituto Teologico «S. Antonio Dottore» presso la casa di spiritualità di Camposampiero (PD), ha approfondito il tema della felicità. La parola è antica quanto la civiltà occidentale, ma sono infinite le variazioni linguistiche di significato che ne hanno segnato la storia fino a oggi. Non per questo, però, l’argomento deve apparire come scontato. Le questioni tuttora aperte sono molteplici e impegnative per il pensiero. Non sembra più del tutto ovvio che gli esseri umani, nessuno escluso, aspirino naturalmente alla felicità. Al contrario, qualcuno caldeggia la necessità di smascherare la dannosa illusione della felicità. Per non tacere, inoltre, del rapporto controverso e persino conflittuale che voci significative della spiritualità e della teologia cristiane hanno ingaggiato con l’idea di felicità. Insomma: interrogativi, spunti per l’approfondimento e provocazioni non mancano. Per questo, rispettando un format ormai consolidato, anche l’edizione 2013 del corso ha cercato di offrire un approccio interdisciplinare alla questione, privilegiando tuttavia la prospettiva biblica, teologica e spirituale cristiana. Pensata non per gli specialisti, ma per tutti i cercatori di Dio, l’iniziativa è stata coordinata dai francescani conventuali fra’ Giuseppe Quaranta e fra’ Giulio Cattozzo e ha visto la presenza di vari e qualificati relatori, ascoltati attentamente da un gruppo numeroso di partecipanti. Il presente fascicolo mette a disposizione dei lettori i contributi più importanti del corso di studio, in modo che possano servire a una cerchia più ampia di persone, aiutandole nella loro ricerca di felicità.



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Titolo: "I cyborg saranno felici? Narrazioni «postumane» della felicità"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Giuseppe Quaranta
Pagine:
Ean: 2484300016134
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Le tecnoscienze, nel loro variegato complesso, costituiscono forse l’ultima tentazione per la società contemporanea, che sembra entusiasmare molti scienziati con la prospettiva di superare i limiti della natura umana, auspicando un’ipotetica condizione «postumana». L’articolo espone dapprima le tesi degli autori più famosi, soprattutto appartenenti al mondo culturale inglese e ne mostra l’influsso su alcuni intellettuali e gruppi italiani. In un secondo momento viene data una valutazione critica di tali posizioni, sia in ordine al concetto di «felicità», che viene inteso in senso di «benessere» soggettivo, sia soprattutto dal punto di vista filosofico, che mostra la debolezza di un impianto teorico di tipo utilitaristico, incapace di fondare positivamente e in modo assoluto il rispetto dovuto a se stessi e a ogni alterità.



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Titolo: "Davvero essere beati è diverso da essere felici? Per un discorso teologico sulla felicità"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Raffaele Maiolini
Pagine:
Ean: 2484300016189
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

Non è raro incontrare studi che separano l’esperienza del compimento della vita biblicamente connotato da quello filosofico attraverso la rigida separazione tra il termine beatitudine (proprio della prima prospettiva) e quello di felicità (proprio della seconda prospettiva). Il presente contributo mostra come tale separazione non esista a livello terminologico-linguistico, seppur il pensiero greco in merito (soprattutto di Platone e Aristotele) sia stato interpretato dalla tradizione cristiana (vengono presi in considerazione Gregorio di Nissa, Agostino d’Ippona e Tommaso d’Aquino) come eccessivamente auto-centrato (l’uomo da se stesso raggiunge la felicità) rispetto alla visione consegnataci dalla rivelazione (senza grazia di Dio non si può essere felici, perché la felicità è partecipazione alla vita di Dio). Alla luce poi della novità dell’esperienza di Gesù (egli è il Beato Crocifisso), si giunge a offrire alcuni spunti per impostare un discorso sulla «felicità» dal punto di vista cristiano.



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Titolo: "La «felicità» dei cristiani tra eredità greca e «novità» evangelica. Spunti di teologia patristica"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Chiara Curzel
Pagine:
Ean: 2484300016165
Prezzo: € 2.50

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Sommario

L’articolo si propone di raggruppare per temi alcuni «spunti», tratti dalla sconfinata letteratura cristiana antica riguardo al tema della felicità. Nella loro riflessione sulla felicità i Padri della chiesa sono largamente debitori ai filosofi greci delle diverse scuole antiche, ne utilizzano categorie e terminologia, ma anche se ne distaccano, come viene illustrato soprattutto da sant’Agostino, che critica la pretesa dei filosofi pagani di voler essere artefici della propria felicità. Punto comune per tutti gli autori cristiani antichi è che la felicità perfetta non è possibile sulla terra, ma solo nel cielo. Altri aspetti qualificanti vengono presi dalla testimonianza dei martiri, che accettano gioiosi la morte nella ferma speranza della risurrezione. In definitiva, è imitando le virtù di Cristo che si trova la via per giungere alla vera felicità. La gioia cristiana è dunque possibile anche su questa terra, mettendo in pratica l’amore che Cristo ha testimoniato donando la sua vita per la nostra salvezza.



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Titolo: "«Beati voi...». Variazioni bibliche sulla felicità"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Renato De Zan
Pagine:
Ean: 2484300016158
Prezzo: € 2.50

Descrizione:

Sommario

L’autore restringe la sua ricerca su di un tema di per sé molto vasto, prendendo come punto di partenza il brano sulla gioia in Gv 15,1-11 per poi riflettere sulle beatitudini in Matteo. La gioia promessa da Gesù ai discepoli è un «frutto» che deriva dal mettere in pratica e custodire le sue parole, in modo che ci sia una reciproca «immanenza» tra Maestro e discepolo credente. La gioia nasce dal fatto che Gesù ha amato per primo e continua ad amare i discepoli. Delle beatitudini presenti nel testo di Matteo si mette in evidenza che sono rivolte al futuro, fondate sulla speranza che Dio mantiene le sue promesse. Non si tratta però di una felicità «alienante», proiettata nel futuro e nell’aldilà, ma di un lieto messaggio che già qui e ora si può realizzare, perché il cristianesimo è essenzialmente una «religione della gioia».



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Titolo: "Esperienze di collegialità episcopale. La testimonianza di un vescovo"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Lucio Soravito
Pagine:
Ean: 2484300014857
Prezzo: € 2.50

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Sommario

Richiamati i documenti ecclesiali sulla collegialità episcopale e sulla natura e il ruolo delle conferenze episcopali, l’articolo illustra l’impegno «collegiale» dei vescovi del Triveneto, che negli ultimi 25 anni hanno cercato di condividere insieme i problemi ecclesiali e sociali delle varie diocesi nei due Convegni di Aquileia (1990 e 2012). Si è così aperto un dialogo con la cultura del nostro tempo, sviluppando un rapporto critico-costruttivo con il contesto sociale. Ciò implica una crescente collaborazione tra vescovi e chiese del Nordest, soprattutto per quanto riguarda la pastorale battesimale. Nelle periodiche riunioni si è affrontato il tema Generare alla vita di fede: genitori e sacramento del battesimo e si è rafforzata la convinzione che queste assemblee regionali dei vescovi sono una «pratica attuazione dello spirito collegiale».

 



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Titolo: "Il principio di sussidiarietà anche nella chiesa?"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Luigi Dal Lago
Pagine:
Ean: 2484300014864
Prezzo: € 2.50

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Il principio di sussidiarietà, ben noto nella dottrina sociale della chiesa per quanto riguarda i rapporti tra lo Stato e i cittadini, non è altrettanto bene accolto in ecclesiologia. Dal 1946 ad oggi l’articolo presenta lo sviluppo della discussione all’interno della chiesa, registrando le opinioni a favore e quelle contrarie, specialmente mettendo in rilievo il contributo del card. Kasper. Dopo gli interventi autorevoli di Giovanni Paolo II nella Pastores gregis la questione sembrava chiusa a ulteriori sviluppi. Si è invece riaperta con gli spunti offerti dal recente magistero di papa Francesco, soprattutto nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium.

 



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