Libreria cattolica

Ebook - Ebook - Riviste



Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023330
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Editoriale

M. Gallo

Il segreto del tempo

che non abbiamo

Studi

G. Mazza

Tempi della vita e tempo rituale

O.-M. Sarr

Il tempo celebrato:

tappe della vita e ritualità

F. Feliziani Kannheiser

Tempo, ritmo e rito nel bambino

S. Borello

Il rito:

la percezione della durata

M. Augé

L’anno liturgico è ancora attuale?

Formazione

G. Midili

I tempi del rito

F. Feliziani Kannheiser – M. Roselli

L’alfabeto della preghiera: Il tempo

Sussidi e testi

A. Parisi

Nascita, amore, dolore e morte

Concerto spirituale

Chiese della riforma

P. Ricca

Tempo e salvezza in Lutero

Chiese ortodosse

R. D’Este

Le icone delle «Dodici feste»

Documenti

M. Gallo

Il Motu proprio

Magnum principium

Cronaca

 

EDITORIALE di Marco Gallo

Il segreto del tempo

che non abbiamo

Editoriale

Si è compiuta la profezia del Manifesto

futurista (Marinetti 1909):

«Abbiamo già creata l’eterna velocità

onnipresente»? Vitale è la sfida pastorale

che si manifesta, secondo Giuseppe

Mazza, già autore di significativi

studi (2008, 2010) sulle conseguenze

antropologiche dell’esperienza di tempo

in cui siamo immersi. Egli registra

le conseguenze di tale fenomeno in

alcune mutazioni: distrazione facile,

frequente smarrimento degli obiettivi,

dissoluzione delle gerarchie. Che cosa

provoca nell’identità la frequentazione

ormai quotidiana di spazi distanti

e lo smarrimento delle soglie temporali?

I momenti rituali sono percepiti

frequentemente come ‘tempi morti’,

rivelati dal sintomo più infallibile dei

visi inespressivi. La liturgia come tempo

umanizzante e liberato dall’egemonia

dell’io, luogo di respiro, è il contributo

che la pratica cristiana è chiamata

a rinnovare.

Monaco dell’abbazia di Keur Moussa

(Senegal) e liturgista, Olivier-Marie

Sarr contribuisce alla riflessione svolgendone

un versante più costruttivo.

Pur in affanno, il post-moderno popola

comunque la sua esperienza del tempo

con feste frequenti. Esse ricalcano le

cadenze della società cristiana (festivo

- feriale, anno liturgico, soglie biografiche

sacramentalizzate), ma si lascia

leggere anche come manifestazione di

priorità relazionali, esperienza onorevole,

bisogno di ispirazione. La liturgia

ne emerge come linguaggio che dà

tempo alle feste, vocabolario per umanizzare

la pastorale liturgica.

La grammatica che permette questa

necessaria riflessione è la medesima

che le scienze pedagogiche ritrovano

nella genesi dell’identità infantile e poi

adulta. La vita, addirittura preparto,

percepisce già l’immersione in un universo

sonoro pulsante, in cui la mamma

coinvolge il bambino in una danza

e un canto, con il loro ritmo. Franca Feliziani

Kahnheiser offre una ricchissima

ricostruzione del processo in cui l’infante

è condotto nei ritmi, nel legame

sintonico con la madre. Emerge quasi

un lamento: voglio un tempo lento, lento,

da parte dell’infanzia odierna, sottoposta

ai ritmi degli adulti. Un tempo in cantato,

fatto di cura ma anche di noia,

popolato da rituali che si ripetono custodendo

il valore della fedeltà e della

presenza. La liturgia ecclesiale prende

quindi avvio tra le mura domestiche.

Questa grammatica primordiale come

reagisce nei nativi digitali? Il linguaggio

rituale, nella forma generalmente

praticata nelle comunità, riesce ad

adeguarsi alle necessità di esperienza

intensa, breve, emotivamente coinvolgente,

capace di un alternarsi di presa

di parola? Simona Borello mostra

brillantemente come gli interrogativi

sottostanti a questo espresso siano in

realtà assai numerosi e diramati.

Ai liturgisti Matias Augé e Giuseppe

Midili è affidata la pars construens

del percorso. Il popolo credente trova

nell’anno liturgico la dimensione nella

quale condividere l’oggi della fede,

itinerario scandito in tappe. Avere a disposizione

un tale apparato non pone

al riparo da difficoltà (i cicli sono più

contadini che cittadini, la domenica

non è il weekend, il tempo festivo - feriale

non è sovrapponibile al tempo di

lavoro - tempo libero): più che a ripensarne

la logica, la proposta di Augé

è di riguadagnarne il senso ancora non

del tutto espresso in pienezza dalla

pratica parrocchiale. Per questo la

conclusione della riflessione si allarga

al progetto di formazione liturgica, in

cui si offrono spunti che riposano sulla

consapevolezza che per cogliere la

natura del tempo liturgico, alle liturgie

preparate occorre dare tempo: cura,

pazienza, obiettivi a lungo termine,

lavoro comune, verifica del ritmo.

Le schede per la pastorale liturgica

completano nella stessa logica l’esercizio

per una pratica pensosa sul tempo

e sulla liturgia oggi.



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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024214
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

Indice

Editoriale: Il passo avanti nell’amore 3-6

GAETANO PICCOLO

Chi è la persona che discerne? 7-19

SEBASTIANO PINTO

Il discernimento nell’Antico Testamento.

La fatica e la gioia di una relazione 21-40

ANDREA ALBERTIN

Il discernimento secondo Rm 12,1-2 41-53

GIANLUIGI PASQUALE

Sensus fidei, luogo privilegiato del discernimento 55-69

ANDREA ARVALLI

Discernimento spirituale e sistema motivazionale.

Il contributo della psicologia 71-84

FRANCESCO IANNONE

Per una rinnovata lettura ecclesiale dei segni dei tempi 85-97

ANNA BISSI

Discernimento e corso della vita 99-111

MASSIMO SEBASTIANI

Il discernimento nel Codice di diritto canonico 113-128

ARISTIDE FUMAGALLI

Il discernimento in Amoris laetitia 129-142

Invito alla lettura (Andrea Arvalli)

 

EDITORIALE

Il passo avanti nell’amore

Il discernimento appartiene al dinamismo dell’esperienza umana

e cristiana. Tra le ambiguità e le tensioni della vita, i credenti sono

chiamati a dare testimonianza della fede, ma non è sempre immediato

cogliere la volontà di Dio, «ciò che è buono, a lui gradito e perfetto»

(Rm 12,2). Osserva papa Francesco: «Ad ogni incrocio di strade devo

discernere un bene concreto, il passo avanti nell’amore che posso fare, e

anche il modo in cui il Signore vuole che lo faccia»1.

Alcuni sostengono che il discernimento non sia necessario, pensando

che se c’è la fede esso diviene superfluo: «Si crede e basta». La tradizione

spirituale attesta, invece, che il «discernimento è sempre stato ritenuto

il dono assolutamente necessario per conoscere la volontà di Dio»2,

una convinzione che unisce l’Oriente (Origene, Antonio, i padri del

deserto, Evagrio, Giovanni Climaco) e l’Occidente (Cassiano, Ignazio

di Loyola, Karl Rahner).

Il discernimento è una realtà complessa: da intendere e invocare

come dono dello Spirito, esso richiede il pieno coinvolgimento dell’uomo

e delle sue facoltà. Detto altrimenti, il discernimento è un processo dinamico

nel quale si realizza la sinergia tra l’opera del protagonista divino,

lo Spirito Santo, e il soggetto destinatario di questo dono da accogliere

e sviluppare. Esso, infatti, è anche un’“arte” che si può apprendere e

coltivare mediante l’ascolto della parola di Dio, l’attenzione alla vita

interiore (affetti, mozioni, sentimenti) e alla realtà che ci raggiunge

tramite gli eventi e le persone.

Il discernimento non riguarda solo circostanze determinate, come

i passaggi importanti della vita o le scelte di particolare rilievo, ma è

anzitutto uno stile, un habitus, che deve sempre accompagnare l’esperienza

dei credenti in tutti gli ambiti dell’esistenza. Esso consente di conoscere

ciò che viene da Dio (1Cor 2,9-10.12) e dona “corporeità” alla

fede, rendendola attiva e «operosa per mezzo della carità» (Gal 5,6).

Spesso inteso come pratica personale, il discernimento esprime e

attua anche la ricerca “comunitaria” della volontà di Dio. È forse

questa la sfida più difficile per la chiesa dei nostri giorni, sollecitata

dall’urgenza di ascoltare ciò che «lo Spirito dice» (Ap 2,7) e bisognosa

di verificare la qualità evangelica della propria presenza nel mondo.

In una conversazione con i Superiori generali di Ordini e Congregazioni

religiose, papa Francesco ha affermato: «Personalmente ho molto

a cuore il tema del discernimento»3. È la medesima preoccupazione che

spiega la presente monografia, la seconda di un percorso di riflessione

che la nostra rivista ha avviato con un primo fascicolo sullo stesso tema

(Il discernimento spirituale [1/2002] n. 127) andato presto esaurito.

È il segno dell’attenzione di «CredereOggi» per una realtà non ancora

adeguatamente conosciuta e apprezzata, ma da cui può dipendere la

riforma della vita di fede dei singoli credenti e della stessa chiesa, auspicata

da papa Francesco. [...]



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Titolo: "Miscellanea Francescana n. III-IV/2017"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024184
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

INDICE

 

EDITORIALE

 

Francesco Antonio NOLÉ, Testimonianza su Orlando Todisco

 

Francesco COSTA, OFMConv, Profilo bio-bibliografico di Orlando Todisco

 

Dario ANTISERI, Un mondo secolarizzato basta a se stesso?

 

Oreste BAZZICHI, Dalla festa della libertà creativa all’economia del dono

 

Elisa CUTTINI, “Virtus” e “appetitus animae”. Note sul concetto di povertà in Bonaventura da Bagnoregio

 

Andrea DI MAIO, Conoscenza, riconoscimento, riconoscenza. Una triplice chiave per intendere la “speculatio” bonaventuriana

 

Andrea GENTILE, La verità nella libertà. La natura dell’uomo, la ragione e la libertà creativa

 

Giovanni LAURIOLA, OFM, L’influsso di Orlando Todisco nella formazione scotista

 

Maurizio MALAGUTI, M. Blondel: l’ordine della ragione e la trasparenza dell’intelletto. Verso la metafisica della persona

 

Pietro MARANESI, OFMCap, A Leone il tuo Francesco. La storia di una fraterna amicizia attestata da un biglietto

 

Eduardo MARAZZI, OFMConv, Il pensiero francescano nel palcoscenico postmoderno. Riflessioni e prospettive

 

José Antonio MERINO, OFM, Dios como atracción y rechazo

 

Stéphane OPPES, OFM, Parola e conoscenza in Bonaventura. Una lettura di “Commentarius in I Sententiarum”, dist. XXVII, p. II, art. un., q. 3

 

Stefania PARISI, Nudus et pauper. Il significato della scelta france- scana di povertà nell’interpretazione di Bonaventura da Bagnoregio

 

Luca PARISOLI, Strumenti concettuali della scuola francescana contro “La favola delle api” di Mandeville. Una proposta per il superamento del paradigma economico e politico contemporaneo

 

 

 

DIRETTIVE PER I COLLABORATORI



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Titolo: "Studia Patavina 2017/1"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025082
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

G. MAZZOCATO Anche per i teologi è tempo di lavorare insieme

 

Focus

Pietà popolare, culto, devozioni

L. BERTAZZO Introduzione al Focus

A. RATTI Dal Direttorio su pietà popolare e liturgia alla Evangelii gaudium. Evoluzione e comprensione di una proposta di «pastorale popolare»

R. TAGLIAFERRI Una lettura teologico-antropologica della pietà popolare: valenze e ambivalenze

C. PRANDI Religione popolare e scienze umane. Problemi d’interpretazione

E. ZAPPONI L’emergenza del pellegrinaggio. Pregare con i piedi

E. GULLI GRIGIONI Tra immaginette, santini, reliquie: vedere e toccare il sacro

G. TRABUCCO Per un’estetica della religiosità popolare. Un ripensamento

E. PACE La religiosità popolare nell’islam

 

Temi e discussioni

A. RAVANELLO La questione della creazione diretta dell’anima

M. CIURO Il concetto di scandalo nella Bibbia: tra Antico e Nuovo Testamento

 

Note

L. FANIN La lectio divina oggi: un ritorno della Parola a casa

 

Osservatorio

D. GIRARDI Le recenti tendenze occupazionali nel Nord Est: tra una ripresa debole e interrogativi ancora aperti

 

Rassegna bibliografica

C. BROCCARDO-M. CRIMELLA Dove va l’esegesi di Luca. Uno sguardo a partire da alcuni commentari recenti

 

Recensioni e segnalazioni

Libri ricevuti



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Titolo: "Studia Patavina 2017/2"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025099
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

V. BORTOLIN, La questione dell’universalità dei diritti dell’uomo in prospettiva interculturale e interreligiosa

 

Prolusione

G. RAVASI, Vangelo, cultura ed Evangelii gaudium

 

Focus

Universalità dei diritti dell’uomo in prospettiva interculturale e interreligiosa

F. VIOLA, La controversa universalità dei diritti umani

V. BORTOLIN, Universalità dei diritti o universalità del dovere? Jacques Maritain e Simone Weil a confronto tra fondamento e consenso

E. RIPARELLI, Religioni in dialogo sui diritti umani

E. PACE, La questione dei diritti umani e l’islam

G. PASQUALOTTO, Diritti umani e valori in Asia

G. MANZATO, Diritti umani: alcune criticità dell’età ultramoderna

A. DA RE, I diritti e l’ipoteca individualistica

M. CESTARO, Dalla persona ai diritti: l’educazione e il dialogo interculturale come “strumento” di riconoscimento umano

G. MAZZOCATO, Diritto e morale

 

Temi e discussioni

G. DIANIN, Accompagnare, integrare, discernere. Riflessioni sul capitolo VIII di Amoris laetitia

M. SCOZIA, Il ruolo del cristianesimo nella formazione dell’identità europea. Alcune analisi alla luce dell’antropologia dogmatica di Pierre Legendre

R. TADIELLO, Gen 28,10-22: il sogno di Betel e la sua funzione strategica di ri-orientamento

 

Osservatorio

D. GIRARDI, Il sistema produttivo del Nord Est nel tempo di Industria 4.0. Prospettive e interrogativi aperti

 

Notiziario

G. ZAMBON, In memoria di Valerio Bortolin

 

Recensioni e segnalazioni

Libri ricevuti



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Titolo: "Studia Patavina 2017/3"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025105
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

R. BATTOCCHIO, A 500 anni dalla Riforma protestante. Ripensare l’evento, viverlo ecumenicamente

 

Focus: A 500 anni dalla Riforma protestante. Ripensare l’evento, viverlo ecumenicamente

E. PARMENTIER, Giubileo della misericordia – giubileo della Riforma, una prossimità feconda? Per un giubileo della riscoperta del Vangelo

J. PUGLISI, La misericordia di Dio e la verità dell’uomo: Agostino e Lutero

S. MORANDINI, Francesco: dar corpo all’urgenza ecumenica

A. BONDOLFI, Etica ed ecumenismo: alcune riflessioni, ricordando i 500 anni dalla Riforma protestante

J. LAUSTER, La nozione di riforma e il presente come tempo di riforma

 

Temi e discussioni

D. FIOCCO, La collegialità episcopale in Albino Luciani. Storia di una ricerca teologica attraverso scritti editi e inediti

L. VOLTOLIN, Il corpo della fede: per un’esperienza spirituale nei linguaggi multimediali

A.V. FABRIZIANI, Ferdinand Gonseth e i neotomisti. Un dibattito filosofico tra strategie inclusive e strategie del fondamento

 

Osservatorio

D. GIRARDI, Il terzo settore nel Nord Est: un potenziale resiliente

 

Notiziario

P. ZAMPIERI, Vita della Facoltà

P. CODA, L’Idea di teologia di Luigi Sartori. In margine alla presentazione del volume di A. Ricupero La fede lievito della storia

P. RICCA, Luigi Sartori e l’ideale ecumenico

 

Recensioni e segnalazioni

Libri ricevuti



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Titolo: "Concilium - 2017/5 - Letteratura, poesia e teologia"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023385
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

 

I. Letteratura, poesia e teologia 21

1. Teologia e letteratura

1.1 Heather Walton, La teologia nel modo

in cui viviamo oggi: una teopoetica del life writing . _23

I/ Le ferite che porto: introduzione

II/ Tensioni creative

III/ Coerenza e conflitto nel life writing

IV/ Il life writing nella teologia contemporanea

V/ Imparare da altre vite

1.2 Cecilia Avenatti de Palumbo, Letteratura:

un’importante mediazione ermeneutica per la teologia 38

I/ Cosa cerca la teologia nella letteratura?

Tipologie di mediazione

II/ L’immaginazione creativa: dietro la traccia

della mediazione ermeneutica

III/ Immaginare dalla fonte originaria

per creare un altro modo di pensare
1.3 Luce López-Baralt, La poetica del silenzio

nel Cantico spirituale di san Giovanni della Croce . _49

1.4 José Tolentino Mendonça, La lettura infinita.

Scrittura e interpretazione .     .     .     .     .     .     .     . _63

I/ Il plurale di cui il testo è fatto

II/ L’espansione ermeneutica della Scrittura

III/ Le tre grandi svolte ermeneutiche

1/ Modelli ermeneutici centrati sulla questione dell’autore

2/ L’ermeneutica centrata sull’immanenza del testo

3/ L’ermeneutica centrata sulla collaborazione del lettore

1.5 Vittorio Montemaggi, La teologia di Dante . . 74

1.6 Luis Gustavo Meléndez Guerrero, Grammatiche

della carne: eros, poesia e corpo in relazione . . . 86

I/ Grammatica evangelica

II/ Grammatica mistica

III/ Nuove grammatiche della carne

2. Voci dai cinque continenti

2.1 Carmiña Navia Velasco, Sguardi teologici

nella letteratura latinoamericana .     .     .     .     .     . _98

I/ Al filo del agua: una prigionia religiosa

II/ El signo del pez: una complessa creazione di fiction

III/ El Cristo feo: liberazione popolare

2.2 Mayra Rivera, Poetica di sopravvivenza . . . 105

I/ Nonostante la Storia

II/ Visioni profetiche del passato

III/ Conclusione

2.3 Jean-Baptiste Sèbe, Lo scrittore e Cristo:

«La parola è il verbo e il Verbo è Dio» . . . . . 114

I/ Introduzione
II/ «Il mondo è carico della maestà di Dio» (G.-M. Hopkins)

III/ «Tu indietreggi, a disagio davanti al dono immenso»

(J.-P. Lemaire)

IV/ «Se non è lui il verbo di Dio, allora Dio non ha mai parlato»

(C. McCarthy)

2.4 Huang Po-Ho, Fare teologia con la letteratura:

un tentativo asiatico . . . . . . . . . 127

I/ Letteratura e religioni

II/ Teopoetica e immaginazione

III/ Utilizzo cristiano delle letterature e letterature cristiane

come risorsa

IV/ Fare teologia con risorse letterarie

2.5 Stan Chu Ilo, Teologia e letteratura nella fede

cristiana africana. Uditori della Parola in Africa .     . _135

I/ Introduzione

II/ La Bibbia nella religione cristiana africana: ascoltare la Parola

III/ Teologie africane come racconto delle azioni di Dio

nella storia africana

IV/ Conclusione

 

II. Forum teologico: brani teologico-letterari 149

1. Emerson Sbardelotti, Pedro Casaldáliga,

poeta e profeta di speranza . . . . . . . 151

2. Faustino Teixeira, Una sete infinita:

Ernesto Cardenal . . . . . . . . . . 156

3. Márcio Cappelli – Edson F. de Almeida,

Dietrich Bonhoeffer: la mistica della croce

in un mondo divenuto adulto .     .     .     .     .     .     . _160
4. Marcelo Timotheo da Costa, Thomas Merton:

fra azione, contemplazione e scrittura . . . . 166

5. Ursula King, Pierre Teilhard de Chardin

e la preghiera al Cristo cosmico.

Il primo saggio: La vita cosmica .     .     .     .     .     .       170

6. Cleide Maria de Oliveira, Adélia Prado:

alcune considerazioni sulla sua poetica . . . . 174

 

III. Rassegna bibliografica internazionale 181

 

IV. Indice generale di Concilium 2017 189

 

EDITORIALE

Si deve riconoscere che il discorso della “teopoetica” in generale

e, in particolare, in rapporto con l’interpretazione della

Scrittura e con la riflessione teologica è uno sviluppo ancora

abbastanza recente che fiorisce dall’intersezione fra teologia e

studi letterari: è simile a una “spiritualità biblica”, che sboccia

dall’intersezione tra studi biblici e spiritualità, e a un’“estetica

teologica”, che sboccia dall’incontro della teologia con tutte le

forme di estetica (arte, letteratura, musica ecc.).

Si tratta di

uno spazio interattivo tra gli studi biblici letterari, la teologia,

la spiritualità e la mistica ed è proprio quello che il suo nome

esprime – “teopoetica” – ossia teoria del potere di trasformazione

spirituale che i testi biblici hanno in quanto testi e della profondità

teologica dei testi letterari, attualizzati tramite un certo tipo di

lettura o interpretazione1.

Sarebbe forse più esatto dire che la teopoetica è l’espressione

letteraria o testuale della più ampia riflessione sull’estetica

teologica come forma di approssimazione alla spiritualità.

Il motivo della crescente importanza della mediazione

dell’estetica nell’elaborazione teologica si trova sia nel tramonto

delle grandi narrazioni sia nella fragilità del discorso politico.

Il simbolico e il prerazionale si collegano maggiormente

e interagiscono meglio con l’esperienza – inclusa l’esperienza

religiosa – che con l’elaborazione razionale e speculativa. E,

secondo i pensatori che lavorano oggi in questa area di studi,

la natura e le società umane trovano una motivazione più grande

e più stimolante nelle immagini, nelle favole e nelle storie,

piuttosto che nelle idee.

Anche se la teologia è principalmente un’attività intellettuale,

il lavoro dei grandi teologi è stato sempre attraversato

dall’immaginazione. La stessa cosa è avvenuta alla nascita di

tutte le religioni: pure esse sono iniziate con storie e rituali. Come

dice bene Amos Wilder,

Prima del messaggio dev’esserci una visione

Prima del sermone l’inno

Prima della prosa il poema2.

La fede, pertanto, deve essere letta e vista attraverso le lenti

estetiche. Ma questo non va inteso come un’attività per persone

borghesi e benestanti, che non hanno altro da fare. La fede

vissuta dai poveri e dai popoli indigeni fa nascere un’estetica

teologica liberatrice, dotata di un grande potenziale sovversivo

e capace di rimettere in questione concetti, simboli e significati

moderni e postmoderni. Insieme con la filosofia e le scienze sociali,

dunque, la letteratura, l’arte e tutte le espressioni estetiche

sono oggi una necessaria e sempre più importante mediazione

ermeneutica per la teologia.

A motivo di tutto ciò, questo numero della rivista Concilium

presenta ai suoi lettori e lettrici questa nuova ermeneutica

attraverso diversi sguardi e prospettive. I sei articoli che compongono

la prima sezione della prima parte provengono: dalla

Scozia, con Heather Walton che analizza l’autobiografia come
genere letterario, spirituale e teologico; dall’Argentina, con

Cecilia Avenatti de Palumbo, ex presidentessa dell’Associazione

latinoamericana di letteratura e teologia, che scrive sulla

letteratura come mediazione ermeneutica per la teologia. C’è

poi Luce López-Baralt, dell’Università del Porto Rico, grande

specialista di mistica comparata e famosa arabista, che pone

a confronto mistica e letteratura attraverso la penna ispirata

di san Giovanni della Croce. A seguire, il Portogallo, con José

Tolentino Mendonça, docente dell’Università cattolica portoghese,

che scrive sulla Bibbia e la sua interpretazione come

scrittura infinita. Non potrebbe mancare in questo panorama

la teologia di Dante Alighieri, che annovera specialisti in tutto

il mondo, tra i quali Vittorio Montemaggi, della Notre Dame

University. E, per finire, Luiz Gustavo Meléndez Guerrero,

giovane ricercatore del Dipartimento di scienze religiose

dell’Università Iberoamericana di Città del Messico, affronta i

classici temi che sono sempre presenti quando si parla di letteratura

e… di teologia: eros, poesia e corpo.

La seconda sezione della prima parte della rivista riferisce

voci dai cinque continenti che riflettono sull’interazione fra teologia

e letteratura a quelle latitudini. Carmiña Navia Velasco,

voce colombiana, parla per l’America latina. Mayra Rivera,

rappresentante dei latinos degli Stati Uniti, autrice dell’importante

libro Poetics of the Flesh, presenta un’importante e originale

riflessione sulla poetica della sopravvivenza dei caraibici in

esilio. Jean Baptiste Sèbe scrive dalla Francia, raccogliendo e

ponendo in evidenza nel suo testo il meglio del percorso della

teologia europea nel suo ormai antico e consolidato dialogo

con la letteratura. Dall’Asia, Huang Po-Ho presenta al lettore

di Concilium l’affascinante esperienza della letteratura in cinese

mandarino e il suo potenziale teologico. Infine, dall’Africa,

Stan Chu Ilo riafferma la convinzione dell’importanza della

lettura popolare della Bibbia per la teologia.

La seconda parte, il Forum teologico, presenta brevi testi

teologici letterari che incarnano concretamente tutto quello che

la teoria e la riflessione hanno cercato di dire nelle sezioni anteriori.

Sono stati selezionati alcuni teopoeti in carne e ossa che,

dopo una breve presentazione, ci offrono la loro teopoetica,

fonte di ispirazione e illuminazione. Sono: il vescovo, profeta e
poeta Pedro Casaldáliga, dal Brasile; il trappista di Solentiname,

in Nicaragua, Ernesto Cardenal; il pastore e martire Dietrich

Bonhoeffer, che componeva poemi nella prigione che

sarebbe stata la sua ultima dimora; il monaco scrittore statunitense,

affascinato dall’Oriente, Thomas Merton; lo scienziato

e mistico francese Pierre Teilhard de Chardin; e la poetessa

brasiliana Adélia Prado.

Speriamo che questo numero di Concilium incoraggi maggiormente

coloro che oggi si dedicano alla ricerca e alla docenza

teologica ad avventurarsi sulle vie dell’estetica, e in modo

particolarissimo della letteratura. Vi troveranno certamente

nuove ispirazioni che potranno fecondare la loro riflessione in

tempi nei quali si sentono ancora le conseguenze di un lungo

inverno ecclesiale.

Maria Clara Bingemer Solange Lefebvre

Rio de Janeiro/RJ (Brasile) Montréal/QC (Canada)

Erik Borgman Mile Babi

Tilburg (Olanda) Sarajevo (Bosnia-Erzegovina)

(traduzione dal portoghese-brasiliano di Luca Spegne)



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Titolo: "Apollinaris n. 1/2016"
Editore: Lateran University Press
Autore:
Pagine:
Ean: 9788846511935
Prezzo: € 24.00

Descrizione:

INDEX

II. Studia

Javier Belda Iniesta, Las relaciones Papado-Imperio en el desarrollo de las Fuentes canónicas (ss. V-VIII) 11

Gianluca Sebastiani , Il ruolo della persona nei sistemi penali italiano e canonico: nuove prospettive per un problema irrisolto? 55

III. Argumenta

Gianni Ballarani, Il Patrocinio a spese dello Stato nella tutela giurisdizionale dei diritti in Italia 113

Ottavio de Bertolis , Persone, accoglienza, Diritto 131

Paolo Gherri, Persone, accoglienza e Diritto 167

Natale Loda, Consultare e consigliare nella Chiesa: la sinodalità delle Chiese orientali e la debole analogia con la collegialità 193

Patrick Valdrini , Le Synode diocésain. Un Conseil synodal de participation des fidèles du Diocèse 225

IV. Excerpta

Andrea Stabellini , Mandatum e Missio canonica per la docenza accademica. Un utilizzo improprio dei termini

V. Bibliographica

Opera recognita 

- Manuel Jesús Arroba Conde - Michele Riondino, Introduzione

al Diritto canonico, Milano, 2015

- Matteo Cantori, La Diplomazia pontificia: aspetti ecclesiastico-

canonistici, Perugia, 2016

- Elena di Bernardo, Modelli processuali e Diritto probatorio

civile. Elementi di common Law, civil Law e di Diritto

canonico, Città del Vaticano, 2016

- Carlos José Errázuriz, Il Matrimonio e la famiglia quale

bene giuridico ecclesiale. Introduzione al Diritto matrimoniale

canonico, Roma, 2016

- Anzelm Szuromi Szabolcs, Dottrina e disciplina della Chiesa. Teoria – Fonti – Istituti, Berlin, 2016

Opera edita 

Opera accepta 

Fontes huius voluminis 

Bibliographia huius voluminis 



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Titolo: "Las relaciones Papado-Imperio en el desarrollo de las Fuentes canónicas (ss. V-VIII)"
Editore: Lateran University Press
Autore: Javier Belda Iniesta
Pagine:
Ean: 2484300023132
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sumario Introducción. 1. El siglo IV. 2. La epístola Famuli vestræ pietatis. 3. Las relaciones Bizancio-Roma después de Gelasio. 4. Los nuevos actores. 5. El surgimiento de los Francos. 6. La Promesa de Quiercy y la Donación de Constantino. Epílogo.

Summary Introduction. 1. The fourth century. 2. The epistle Famuli vestræ pietatis. 3. The Byzantium-Roma relations after Gelasius. 4. The new actors. 5. The rise of the Franks. 6. The Promise of Quierzy and the Donation of Constantine. Epilogue.



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Titolo: "Il Patrocinio a spese dello Stato nella tutela giurisdizionale dei diritti in Italia"
Editore: Lateran University Press
Autore: Gianni Ballarani
Pagine:
Ean: 2484300023156
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario 1. Premessa. 2. Il gratuito Patrocinio nella prospettiva costituzionale: dalla carità alla solidarietà. 3. La dignità della persona come fondamento (meta)giuridico del Patrocinio a spese dello Stato. 4. Il quadro normativo. 5. I presupposti. 6. Competenza ed effetti. 7. Il Patrocinio a spese dello Stato e la Giustizia collaborativa. 8. Una critica conclusiva.

Summ ary 1. Introduction. 2. Legal aid in constitutional perspective: from charity to solidarity. 3. The dignity of the person as the (meta) legal foundation of the legal aid costs. 4. The legal framework. 5. The requirements. 6. Competence and effects. 7. Legal aid expenses and collaborative justice. 8. A final critique.



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Titolo: "Persone, accoglienza, Diritto"
Editore: Lateran University Press
Autore: Ottavio de Bertolis , sj
Pagine:
Ean: 2484300023163
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommmmario 1. Introduzione: il problema del Diritto. 2. La dimensione costituzionale del Diritto. 3. Diritto e accoglienza. 4. Conclusione: il primato della persona.

Summary 1. Introduction: the problem of Law. 2. The constitutional dimension of Law. 3. Law and hospitality. 4. Conclusion: the supremacy of the person.



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Titolo: "Persone, accoglienza e Diritto"
Editore: Lateran University Press
Autore: Paolo Gherri
Pagine:
Ean: 2484300023170
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

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Titolo: "Consultare e consigliare nella Chiesa: la sinodalità delle Chiese orientali e la debole analogia con la collegialità"
Editore: Lateran University Press
Autore: Natale Loda
Pagine:
Ean: 2484300023187
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Somm ario 1. Introduzione. 2. Aspetti storici della sinodalità. 3. Il modello collegiale della Chiesa latina. 4. La riflessione circa la sinodalità e collegialità nel Concilio Vaticano II. 5. La sinodalità nelle istanze amministrative intermedie delle Chiese orientali. 6. Sinodalità, rappresentanza, consultare e consigliare. 7. I Gerarchi orientali nella presidenza sinodale di una Chiesa sui Iuris. 8. Conclusioni.

Summary 1. Introduction. 2. Historical aspects of synodality. 3. The collegiate model of the Latin Church. 4. The reflection about the synodality and collegiality in the Second Vatican Council. 5. Synodality in the intermediate administrative instances of the Eastern Churches. 6. Synodality, representation, consulting and advising. 7. The Eastern hierarchs in the synodal presidency of a sui Iuris Church. 8. Conclusions.



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Titolo: "Primo orientamento bibliografico per lo studio del Gesù storico"
Editore: Lateran University Press
Autore: Giuseppe Pulcinelli
Pagine:
Ean: 2484300023217
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Premessa

 

Come indica il titolo di questo breve contributo, l’intento è quello di offrire un sussidio per chi intende introdursi nello studio del Gesù storico e cerca un primo orientamento bibliografico. Ormai da più di duecento anni la ricerca si è occupata di ricostruire su basi storiche (nel senso moderno) la figura terrena di Gesù di Nazaret. La storia di questa ricerca è stata ripercorsa ampiamente da molti contributi, a cui rimandiamo per l’approfondimento2. Qui per fini didattici la riprendiamo soltanto per sommi capi, procedendo alla sua suddivisione e classificazione in tappe successive, senza poter evitare le inevitabili semplificazioni che si verificano in questo tipo di schematizzazioni.

 

1. Cenni alla storia della ricerca con le sue tappe

 

Convenzionalmente l’inizio della ricerca moderna che apre il cantiere del “Gesù storico” viene fatto risalire a Hermann Samuel Reimarus (1694-1768) i cui scritti, che prima circolavano anonimi, vennero pubblicati postumi da G.E. Lessing tra il 1774 e il 1778; l’ultimo si intitola Vom Zwecke Jesu und seiner Jünger3, in cui si intende «difendere la religione razionale contro la fede ecclesiastica». La sua tesi centrale è che la nascita del cristianesimo si fonda su un falso storico (i discepoli avrebbero rubato il corpo di Gesù e inventato l’annuncio della sua resurrezione), e che la vita di Gesù non è altro che un evento politico interno alla storia ebraica. Se da una parte è vero che la straordinaria acutezza delle osservazioni di tipo critico-storico (e polemico) di Reimarus scavava in modo decisivo il solco tra il Gesù dei vangeli (frutto di tale invenzione) e quello della storia (rivoltoso fallito, finito miseramente sulla croce), tuttavia non si deve ritenere che fino a quel momento nessuno prima di lui si fosse posto domande riguardanti la consistenza storica della vita di Gesù, soltanto che il giudizio di A. Schweitzer – «Prima di Reimarus nessuno aveva tentato di comprendere storicamente la vita di Gesù»5 – avrebbe pesato in modo preponderante sull’opinione degli studiosi6. Bisogna subito aggiungere, come aveva precisato lo stesso Schweitzer, che tale ricerca – sviluppata soprattutto nell’ambito culturale del razionalismo tedesco – non era dettata da puro interesse storico: se si è cercato il Gesù storico, era più che altro per combattere il dogmatismo ecclesiastico, cosicché il rischio più che concreto era quello di passare da una ideologia ad un altra, finendo che ogni autore dipingeva un Gesù secondo la [...]



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Titolo: "The Distinction between Christology and the Quest for the Historical Jesus"
Editore: Lateran University Press
Autore: John P. Meier
Pagine:
Ean: 2484300023224
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Introduction

 

Teaching the faith is never a task to be taken or taken on lightly. But it is made all the more difficult today by the fact that the laity whom priests, religious, and lay catechists seek to serve in their catechetical ministry are bombarded from every side not just by silly and superficial distractions from the entertainment world but also, more seriously, by distorted ideas about Christ and his Church that are widely disseminated in the news media and popular culture. Be it via television, movies, or nowadays the internet and social media, the more sensationalistic and absurd an idea about Jesus is, the more it tends to be celebrated – often with the implicit message that the latest academic “discovery” calls into question traditional faith in Jesus Christ.

 

To take but one example: on September 18, 2012, at the International Congress of Coptic Studies held in the city of Rome, Professor Karen L. King of Harvard Divinity School presented to other academics a fragment of a papyrus written in the last stage of ancient Egyptian, namely, Coptic2. This leaf of papyrus supposedly depicted Jesus speaking about “my wife.” The news media went wild, immediately proclaiming the discovery of “The Gospel of Jesus’ Wife” – a title Prof. King used when she published the text. All this excitement ignored the clear facts of the case: the fragment’s origins were unknown and indeed suspect; the key sentence broke off after the words “my wife,” so that we were left with a few words floating in a vacuum; and the papyrus fragment itself dates from around the seventh or eighth century A.D., more than half a millennium after the time of Jesus. (Let us pass over in silence the glaring error of defining the literary genre of a whole work, in this case “Gospel”, from a mere scrap). More important, the larger context of scholarship that deals with Christian Coptic material was largely ignored by the popular media. The fact of the matter is that we are already well acquainted with a large mass of Coptic manuscripts dating from around the 4th century A.D., and many of these documents are full of imaginary and bizarre statements and stories about Jesus, statements that no sober historian would take seriously as a source for knowledge of the historical Jesus. Nevertheless, claims about the papyrus proving that Jesus had a wife received wide coverage in the newspapers, on television, and online. Scholarly questions and doubts about the papyrus were not reported with the same zeal and insistence3.

 

The public may be forgiven if they are unaware that in June of 2016 an investigative reporter named Ariel Sabar published in The Atlantic Monthly magazine online a lengthy article demonstrating that the [...]



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Titolo: "La rilevanza del nesso storia-fede per la cristologia sistematica. Alcuni punti fermi"
Editore: Lateran University Press
Autore: Nicola Ciola
Pagine:
Ean: 2484300023231
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Premessa

 

Uno dei rischi maggiori, quando si affronta il tema del rapporto storia-fede in riferimento a Gesù di Nazaret, sia nel contesto della ricerca storica su di lui che nella sua ricaduta sulla cristologia sistematica, è quello di parlarne come se fosse sempre la prima volta che se ne tratta. In molte pubblicazioni sembra che si inizi sempre da capo ad affrontare questo tema, dimenticando che esiste già una letteratura sconfinata, difficilmente padroneggiabile anche dentro uno specifico ambito specialistico. Cercherò di evitare questo scoglio in questo mio intervento che intende precipuamente avere come obiettivo di riferire i risultati più accreditati su qualcosa che si è verificato nel tempo (e che oggi trova un certo equilibrio), e cioè di come il nesso inscindibile storia-fede sia importante non solo sul terreno della ricerca circa la storia di Gesù di Nazaret per conoscerne il suo vero volto, ma sia anche fondamentale per la riflessione sistematica la quale, senza lo “zoccolo duro” della storia, rischia di non cogliere tutta la portata della figura di Cristo, Signore e Figlio di Dio. In altre parole cercherò di mostrare che: se la gesuologia non tende ad essere cristologia e se la cristologia non è nello stesso tempo gesuologia, accade qualche scompenso sia sul versante della ricerca storica, sia su quello della riflessione speculativa.

 

Vorrei subito rassicurare che l’affermazione appena formulata, cioè che la gesuologia è destinata a non rendere del tutto ragione del personaggio se non dice riferimento alla cristologia, non è da intendersi come uno sconfinamento dei rispettivi ambiti (quello della storia e quello della fede), quasi che la ricerca storica fosse costretta a saltare i necessari passaggi per negarne l’istanza critica e fare intervenire surrettiziamente la fede. Niente di tutto questo! Si vuole semplicemente dire che una storia (quella di Gesù di Nazaret), se è incapace di andare oltre se stessa, chiusa per principio ad una prospettiva che la oltrepassi (e per noi di fede), difficilmente riesce a coglierne tutta la sua portata e la sua verità. Viceversa una riflessione speculativa su Gesù, chiamato il Cristo, che non poggia sulla storia attingibile con i suoi criteri propri, rischia di interpretare ideologicamente Gesù di Nazaret spogliandolo della sua concreta identità storica e umana che, nella fede credente, è avvenimento e via di salvezza, così come l’ha colto la comunità cristiana primitiva (di ieri e di oggi), passando attraverso una ininterrotta traditio.

 

Insomma, il nesso storia-fede è fondamentale sia all’interno della ricerca storica per non ridurre la persona di Gesù, sia nella cristologia ecclesiale (sistematica), la quale si muove sul [...]



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Titolo: "Logos, Word, Parable. A Metaphysical Instance for Theology"
Editore: Lateran University Press
Autore: Giuseppe Lorizio
Pagine:
Ean: 2484300023248
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

0. Preamble

 

In the light of the «disappointing» results that the exegete recognizes at the end of his work and of the «conflict of interpretations» which we are still experiencing, one can understand – but is not obliged at all to share, on the contrary one should firmly oppose – the temptation to take refuge in reassuring catechetical or dogmatic formulations, settling for them in the knowledge of Christ that the faithful are called to cultivate. I think of the «pious seminarian» who takes this debate as an alibi for disengagement, and to whom I will never stop repeating the famous rabbinic saying: «the ignorant cannot be pious».

 

1. The intrusion of the term «metaphysical» between exegesis and theology

 

The perspective that I intend to propose once again here is rooted in the conviction that the gestures and words of Christ, as well as the Christological event itself, enclose a deep and inseparable relationship between the historical and meta-historical, physical and metaphysical, so as to require that their deep speculative and philosophical significance be brought out2.

 

Way back in 1904, in the midst of the modernist crisis, when Maurice Blondel dared to challenge that monster of philological and exegetical erudition of Alfred Loisy, he intended to denounce the «philosophical lacunae of modern exegesis» and introduced a sense of «metaphysics», from which it is appropriate to let ourselves be challenged here: «It should never be thought, that one should grasp with only historical sciences, a fact that is only a fact and is the whole fact. In regard to every link, as to the entire chain, psychological and moral problems which are implied in even the smallest action and derived from the most minimal testimony are suspended. And it is easy to understand why. Real history is made up of human lives; and human life is metaphysics in act. Pretending to establish historical science independently of any ideal concern […] means letting oneself be dominated, under the [...]



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Titolo: "I frammenti cristologici prepaolini"
Editore: Lateran University Press
Autore: Antonio Pitta
Pagine:
Ean: 2484300023255
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Quello dei frammenti cristologici prepaolini è un ambito fondamentale per le origini del movimento protocristiano poiché dimostra la rapida diffusione del “culto di Cristo” nel primo ventennio dalla sua morte. In verità l’affermarsi dei metodi sincronici (semiotica strutturale, narratologia e retorica-letteraria), negli ultimi decenni, ha provocato un certo disinteresse su tali frammenti. Tuttavia, riteniamo che quest’ambito di ricerca sia non soltanto legittimo, ma necessario, giacché in due occasioni Paolo stesso riconosce che ha trasmesso alle sue comunità, quanto a sua volta ha ricevuto da altri su Gesù Cristo: a proposito delle parole di Gesù durante la cena (cf. 1Cor 11,23-25) e per il kerygma più antico sulla morte, la sepoltura, la risurrezione e le prime apparizioni di Gesù Cristo (cf. 1Cor 15,3-5). I due paragrafi citati segnalano che Paolo richiama alcune tradizioni precedenti alle sue lettere, per cui si può desumere che anche altrove evochi tali tradizioni orali e/o scritte senza dover ripetere, ogni volta, la formula della trasmissione2.

 

La criteriologia per identificare i frammenti prepaolini è a tutt’oggi dibattuta poiché non tutti quelli proposti per più di un secolo di ricerca sono condivisi. Ad esempio non tutti gli studiosi convengono sulla natura pre-paolina di Gal 3,28 («Non c’è Giudeo, né Greco, non c’è schiavo, né libero, non c’è maschio e femmina; tutti infatti voi siete uno in Cristo Gesù») e di Rm 4,25 («… che fu consegnato a causa delle nostre trasgressioni e fu risuscitato per la nostra giustizia»). Mentre in passato si riteneva che quella di Gal 3,28 fosse una formula battesimale prepaolina3, oggi si tende a considerarla come paolina4. Anche la formula della consegna e della risurrezione di Cristo non è da tutti considerata come prepaolina5. Dunque quali criteri permettono d’identificare i frammenti cristologici prepaolini?

 

L’altra questione da affrontare riguarda la funzione argomentativa di tali frammenti. Una volta acquisito che queste proposizioni non sono di Paolo, ma provengono dalle tradizioni ecclesiali precedenti, quale funzione assumono nelle sue lettere? In pratica si tratta di massi erratici o di frammenti che svolgono ruoli argomentativi ben precisi? Ci soffermeremo anzitutto sulla criteriologia che ci sembra più idonea per identificare i frammenti prepaolini. Quindi dal versante contenutistico procederemo secondo tre concentrazioni contenutistiche: la morte e risurrezione di Cristo per i peccati, la Signoria di Cristo e i primi [...]



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Titolo: "Due svolte decisive nella vita di Gesù"
Editore: Lateran University Press
Autore: Giorgio Jossa
Pagine:
Ean: 2484300023262
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Nel mio libro Tu sei il re dei Giudei? Storia di un profeta ebreo di nome Gesù2 ho avanzato l’ipotesi che nella azione e predicazione di Gesù ci siano stati vari sviluppi e cambiamenti. È una ipotesi che, almeno per quanto riguarda la possibilità concreta di una sua dimostrazione in base ai vangeli canonici, incontra tra gli esegeti forti, e giustificate, resistenze. I testi evangelici sono così privi di indicazioni sicure di luogo e di tempo che non sembrano proprio autorizzare un tentativo del genere. Io continuo invece a pensare che vi siano casi, per quanto rari, in cui il tentativo è possibile. Ma qui non voglio riprendere quella ipotesi. Vorrei insistere soltanto su quelle che mi sembra siano state le due svolte decisive, e innegabili, della vita di Gesù (una terza svolta è probabilmente riconoscibile in quella affermazione della presenza del regno di Dio nella sua stessa azione e predicazione di Lc 11,20 e 17,21, che segna il primo affacciarsi della sua pretesa messianica). Riconoscere queste svolte può aiutare, a mio parere, in maniera notevole a comprendere meglio non soltanto la sua predicazione ma anche le origini della cristologia. Rivelano infatti l’esistenza di uno sviluppo nel pensiero di Gesù che avrebbe trovato la sua continuazione dopo la sua morte nella interpretazione dei discepoli.

 

Muovo dalla convinzione che Gesù sia stato per un certo tempo discepolo, e abbia quindi condiviso sostanzialmente il pensiero, di Giovanni Battista. So bene che è un punto discutibile. Per i vangeli sinottici il battesimo da parte di Giovanni è non soltanto il fondamento, ma la inaugurazione stessa della missione di Gesù. Dopo il battesimo i sinottici pongono infatti subito le tentazioni di Gesù, e quindi l’inizio del ministero in Galilea, senza accennare ad alcuna forma di collaborazione con Giovanni. Ma il fatto stesso di farsi battezzare da Giovanni implica da parte di Gesù una adesione al suo pensiero. Il battesimo di Giovanni non è infatti un semplice lavacro di purificazione, come vuol far credere Giuseppe, ma è legato alla necessità della penitenza; e la penitenza è legata alla imminenza del giudizio. E soprattutto la testimonianza in questo senso del quarto vangelo (Gv 3,22: «Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea, e là si tratteneva con loro e battezzava»), anche se non confermata esplicitamente da alcun altro testo (ma è a questo discepolato che alludono con ogni probabilità i «quaranta giorni nel deserto tentato da Satana» di Mc 1,13; e di questo discepolato potrebbe esserci il ricordo anche nella espressione opís mou («dietro di me») con cui Marco, Matteo e Giovanni qualificano più esplicitamente l’erchómenos), mi sembra veramente difficile da rifiutare. Non si vede alcun motivo per cui esso avrebbe dovuto ricordare un dato così imbarazzante per la comunità dei discepoli (e che l’autore stesso del vangelo a 4,2 si preoccupa infatti [...]



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Titolo: "Judaïté et singularité de Jésus de Nazareth"
Editore: Lateran University Press
Autore: Daniel Marguerat
Pagine:
Ean: 2484300023279
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

1. Prologue méthodologique

 

Une précaution méthodologique s’impose au seuil de mon exposé. De quel Jésus parlons-nous ici ? Du Jésus historique opposé au Christ de la foi ? Du Jésus terrestre « tel que l’ont vu ses contemporains » ? Du « vrai Jésus » exhumé du passé, opposé au miroir déformant de ses interprètes ? Quel est le statut épistémologique de l’« objet Jésus » au centre de notre recherche ?

 

John P. Meier a défendu la neutralité intellectuelle de la quête du Jésus de l’histoire et plaidé pour une « purely empirical, historical quest for Jesus that prescinds from or brackets what is known by faith »2. Empirique ne veut pas dire objectif, mais quelle différence entre les deux ? Je comprends cette éthique de la recherche historique comme un appel à se prémunir des penchants idéologiques qui influenceraient positivement ou négativement le cours de l’analyse ; mais il faut aussi le prendre comme un appel à détecter le cadre de pensée qui a influé sur la fixation de la mémoire chrétienne dans les textes anciens. Car, qu’appelons-nous « Jésus historique », sinon le produit de la lecture interprétative des sources par un historien ? L’investissement de la subjectivité (ou si l’on préfère : l’investissement d’une conception déterminée de la réalité) intervient à un double niveau, dans la fixation d’une mémoire du passé dont attestent les sources, d’une part, et dans l’interprétation de celles-ci par l’historien, d’autre part. Les deux pôles de ce processus, le document lu et l’opération de lecture, sont concernés : comment l’« événement Jésus » a-t-il été lu dans les sources ? Et comment les sources sont-elles lues par l’historien ?

 

Sur la posture de l’historien, je reste marqué par la position de ce maître que fut Henri-Irénée Marrou et son aveu de l’irrémédiable subjectivité de l’historien. Sans rien lâcher de l’esprit critique et de la rigueur nécessaire à la quête historienne de la vérité, Marrou invite l’historien à aborder son sujet avec « sympathie », car cette disposition d’esprit, dit-il, est « source et condition de la compréhension »3. Il ajoute : « Par opposition à l’objectivisme strict du vieux [...]



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Titolo: "L'autenticità gesuana delle parabole evangeliche e la loro rilevanza per la cristologia: da A. Jülicher (1886-89) a J.P. Meier (2016)"
Editore: Lateran University Press
Autore: Giuseppe Pulcinelli
Pagine:
Ean: 2484300023286
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Introduzione

 

Non si intende qui fare una storia dell’interpretazione delle parabole evangeliche – esistono ormai molte pubblicazioni che assolvono egregiamente questo compito2 – ma soltanto esaminare se e come i maggiori studiosi delle parabole si sono posti la domanda sulla autenticità gesuana di esse e quindi sul contributo che le parabole possono fornire alla ricostruzione del Gesù storico3, in particolare del suo insegnamento.

 

A questo proposito diciamo subito che non si è mai messa in dubbio la seguente affermazione, tante volte ripetuta, come un dato incontrovertibile: «Gesù ha parlato in parabole» (cf. Mc 4,33-34, Mt 13,34) o forse più precisamente: «Gesù insegnava preferibilmente attraverso le parabole»; e di conseguenza si aggiungeva – il più delle volte senza fornire una adeguata argomentazione – che esse costituiscono una via privilegiata per avvicinarsi alla predicazione e al pensiero del Gesù terreno (si veda più avanti per valutare la portata di questa affermazione). E quindi il loro studio approfondito da parte di tanti esegeti è stato motivato in gran parte proprio da questa convinzione.

 

Ma la critica storica degli ultimi due secoli ha sempre più messo in evidenza che le fonti che abbiamo – per più del 90% costituite dai vangeli sinottici – non consentono un accesso immediato al Gesù terreno, e che risalire da questo materiale alle parole autentiche di Gesù è sempre un’impresa ardua e insicura (ma non di meno affascinante!). Questa costatazione non poteva non riguardare anche le parabole4.

 

1. Jülicher (1886-89; 19102) – Dodd (1935; 19362) – Jeremias (1947; 19522)

 

Per la nostra indagine partiamo dal monumentale lavoro di Adolf Jülicher, dell’Università di Marburg, Die Gleichnisreden Jesu (la prima parte vide la luce nel 1886 – quindi 130 anni fa – il completamento [...]



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Titolo: "Disputed Questions about the Synoptic Parables: Reflections on Volume Five of A Marginal Jew"
Editore: Lateran University Press
Autore: John P. Meier
Pagine:
Ean: 2484300023293
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Introduction

 

In January of 2016, the fifth volume of my series, A Marginal Jew2, appeared in the United States. Italian, French, and Spanish translations are due to appear in the coming year. Volume Five is dedicated to a single question: which parables in the Synoptic Gospels can, with moral certainty or reasonable probability, be attributed to the historical Jesus? My contrarian answer has already generated a certain amount of debate in the United States, along with some misunderstanding of why I treat the parables the way I do. To understand my approach to the parables, it would perhaps be helpful to begin this essay by stepping back for a moment and situating Volume Five within the overall project of A Marginal Jew.

 

“In the beginning” – en arch, bršît – I intended to write a single volume on the historical Jesus as a prolegomenon to a commentary on the Gospel of Matthew. But then, contrary to my original plans, Volume One of A Marginal Jew itself turned into a prolegomenon for a larger study of the historical Jesus. Surely, I thought, I can complete the project with a large second volume. Well, despite the 1,118 pages of Volume Two, the second volume covered only John the Baptist, Jesus’ key message of the kingdom of God, and the miracle stories. Volume Three likewise fell short of the finish line, comprising only the Jewish followers and opponents of Jesus. I hoped that Volume Four would definitely be the end, until, as in Romans 5:20, the Law slipped in to increase not trespasses but pages. And so the whole of Volume Four wound up dealing with the thorny problem of Jesus’ relation to the Mosaic Torah.

 

It was at this point that, with clenched teeth, I made a solemn vow: Volume Five would be the last volume. If a Pentateuch was good enough for Moses, it was good enough for me. Volume Five would encompass the three final enigmas surrounding the historical Jesus: the riddle-speech of his parables, the riddle-speech of his self-designations (a better label than “titles”), and the final riddle of his death. But then, for better or for worse, after finishing my treatment of the parables – which was supposed to be only the first part of Volume Five – I sent the manuscript off to my editors at Yale University Press for some initial feedback. Once again, my hopes were dashed when my editors decided that my approach to the parables was so novel that it needed to be published now, with Volume Six to follow. I at first resisted, but after some Roman flee-market bargaining, I agreed to a Volume Five dedicated solely to the Synoptic parables of Jesus.



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Titolo: "Mandatum e Missio canonica per la docenza accademica. Un utilizzo improprio dei termini"
Editore: Lateran University Press
Autore: Andrea Stabellini
Pagine:
Ean: 2484300023200
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario 1. Individuazione dei termini. 2. Significato letterale. 3. Utilizzo conciliare. 4. Utilizzo codiciale. 5. Rilievi critici dell’inadeguatezza semantica. 6. Una proposta terminologica: dal Mandatum-Missio canonica al Testimonium.

Summary 1. Identification of the terms. 2. Literal meaning. 3. Conciliar use. 4. Use by the Code. 5. Critical evaluation of the semantic inadequacy. 6. A terminological proposal: from Mandatum-Missio canonica to Testimonium.



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Titolo: "PAOLO VI E IL RINNOVAMENTO DELLA TEOLOGIA POSTCONCILIARE"
Editore: Lateran University Press
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023125
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

In occasione della recente beatificazione del Servo di Dio Giovanni Battista

Montini abbiamo assistito ad un revival di pubblicazioni**. Accanto a

contributi di sicuro valore si sono moltiplicati lavori fondati su costruzioni

scientifiche ispirate a letture un po’stereotipate, che hanno riproposto, a volte,

interpretazioni consolidate. Non è questo il caso del Paolo VI. Una biografia

politica di Philippe Chenaux, che ha dato al suo lavoro un taglio originale,

costruito sulla base di una notevole mole di documentazione, edita ed inedita.

Perché tornare, come ha fatto lui, sulla vicenda umana e religiosa di questo

pontificato oggi apparentemente così lontano nel tempo? Sono convinto

che per capire a fondo la dinamica delle vicende della storia della Chiesa del

XX e XXI secolo non si possa prescindere dall’analisi profonda del pensiero,

dell’azione e dell’opera del maggior architetto del cattolicesimo contemporaneo.

Giovanni Battista Montini è stato un padre della Chiesa da cui non è

possibile prescindere. Strano destino quello di Paolo VI: è stato prima criticato,

poi contestato e infine semplicemente dimenticato, messo da parte senza

tanti complimenti, bollato con definizioni particolarmente graffianti come “il

papa del dubbio”, “Amleto”, “Paolo mesto”. Basta sfogliare alcuni importanti

sintesi del Novecento per constatare questa immotivata rimozione, da Donald

Sassoon, nella sua storia dell’Ottocento e Novecento europeo, sino a Il

[...]



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Titolo: "Asprenas n. 1/2017"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023095
Prezzo: € 7.50

Descrizione:

EDITORIALE

 

Il Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei ha ospitato, dal 21 al 25 novembre 2016, il 51° Convegno nazionale dei rettori e operatori dei santuari italiani, sul tema Maria, Madre di Misericordia. La Rivista di Teologia Asprenas ne raccoglie gli Atti.

Il convegno si è tenuto significativamente a ridosso della chiusura dell’Anno giubilare della misericordia e in contemporanea con la promulgazione della lettera apostolica di papa Francesco Misericordia et misera (20 novembre 2016). Mentre veniva chiusa la Porta Santa il papa invitava a tenere spalancate le porte del cuore alla misericordia e all’azione dello Spirito, quasi a ricordarci che l’annuncio del perdono e dell’amore di Dio non sono momentanei ma fanno parte dell’essenza stessa della chiesa. Durante la celebrazione dell’Anno giubilare i santuari sono stati luoghi straordinari dove si è manifestata l’abbondanza della grazia di Dio. Milioni di pellegrini hanno potuto fare esperienza della riconciliazione e della guarigione, della pace interiore e della gioia, del ritorno alla fede o dell’approfondimento del proprio cammino spirituale, mentre gli operatori pastorali dei santuari si sono adoperati in vari modi per accogliere il pellegrino della fede o il visitatore distratto, per dare a tutti la possibilità di fare un vero incontro con la misericordia e la tenerezza del Padre. Si è chiuso il Giubileo, ma i santuari restano luoghi dalle porte sempre aperte per accogliere tutti, perché non c’è peccato che la misericordia non possa raggiungere, non c’è uomo o donna che non possa essere toccato dalla tenerezza di Dio. In questo, i santuari hanno un compito e una missione particolare e propria.

Le riflessioni del convegno, incentrate sul tema della misericordia e della tenerezza di Dio, sono state affidate ad alcuni professori della Sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, con una fruttuosa collaborazione tra operatori pastorali e teologi. Esse partivano da un triplice ascolto e nell’orizzonte più ampio delle prospettive e delle suggestioni suscitate dalla bolla di indizione del giubileo Misericordiae vultus. Il primo è l’ascolto dell’umano oggi. L’umanità disorientata e fragile del nostro tempo domanda una nuova sensibilità e una nuova attenzione. Nell’epoca della scomparsa del senso e delle ragioni per cui vivere, è necessario risuscitare nel cuore umano il desiderio della ricerca e la nostalgia di quell’Assoluto che possa dare pienezza e significato alla vita. L’ideale di una fraternità, il cui punto di forza è il ritrovamento della bellezza della cura per l’altro e dell’avere a cuore l’altro, può essere un sentiero (antropologico) di grande attenzione a quell’umano al quale congiungere l’annuncio evangelico. Perciò, all’umanità ferita del nostro tempo è possibile avvicinarsi non semplicemente con una dottrina ma con un’offerta di senso che, nella testimonianza della dedizione all’altro, ha la sua finalità. Papa Francesco ci ha ricordato che la misericordia è anche «la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita» (MV 2). In questa direzione va la riflessione di chi scrive su L’umanità ferita e il bisogno di salvezza.

Il secondo è l’ascolto della Scrittura. Le Sacre Scritture sono un racconto della misericordia e della tenerezza di Dio. Gesù è il volto umano di tale racconto. «La missione che Gesù ha ricevuto dal Padre è stata di rivelare il mistero dell’amore divino nella sua pienezza» (MV 8). In particolare, egli sta con i peccatori, a loro va incontro con amore compassionevole, leggendo nel cuore di ogni uomo e rispondendo ai suoi bisogni più veri. Papa Francesco ha affermato che «le relazioni di Gesù con le persone che lo accostano manifestano qualcosa di unico e di irripetibile. I segni che compie, soprattutto nei confronti dei peccatori, delle persone povere, escluse, malate e sofferenti, sono all’insegna della misericordia» (ivi). Egli siede a mensa con i peccatori (anzi, proprio loro sono invitati a mensa); tocca il lebbroso e si lascia toccare dall’umanità “impura”; i poveri e gli ultimi, i piccoli e i semplici, sono i primi davanti agli occhi del Padre; a tutti viene incontro con lo sguardo della tenerezza di Dio. Su questi argomenti si è soffermato GAETANO DI PALMA con la relazione L’umanità di Gesù e la sua prassi di vita.

Infine, l’ascolto della chiesa. I recenti orientamenti del 5° Convegno ecclesiale di Firenze 2015, e soprattutto il magistero del papa, invitano non solo a “sognare” ma anche a realizzare una “chiesa in uscita”, pronta a farsi carico delle debolezze e delle difficoltà di tanti nostri fratelli, a realizzare un’azione pastorale improntata alla misericordia, alla tenerezza, alla cura, all’ascolto, alla compagnia solidale. La riflessione di EDOARDO SCOGNAMIGLIO, Misericordia e tenerezza. Cuore del mistero trinitario e orizzonti del cammino della chiesa dei nostri tempi, tenta di allargarsi, con uno sguardo sapienziale, sugli aspetti teologici del mistero trinitario per rintracciarne i riverberi nel mistero della chiesa. Riconciliazione, fraternità, dialogo, ascolto, prossimità sono i termini di un’immutabile grammatica divina che si offre come modo d’essere della chiesa nel tempo. La relazione di ALFONSO LANGELLA, Il santuario luogo di misericordia e di tenerezza. Orizzonti, prospettive, indicazioni, alla luce di quanto detto, declina più precisamente gli aspetti ecclesiologici in vista di una prassi cristiana e di una pastorale ecclesiale che voglia mettere al centro la misericordia e la tenerezza come cifra dei gesti e delle azioni specifiche tipiche di un santuario, soprattutto alla luce delle indicazioni che provengono dall’Evangelii gaudium.

Ma il cuore di tutta la riflessione del convegno è stato rappresentato dalla riflessione di BRUNO FORTE su Maria, Madre di misericordia. Non è un caso che la maggior parte dei santuari sono dedicati alla Madre del Signore. Il perché ce lo ricorda ancora papa Francesco: «Maria attesta che la misericordia del Figlio di Dio non conosce confini e raggiunge tutti senza escludere nessuno» (MV 24). In lei, e nella dolcezza del suo sguardo, possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio.

Il volume raccoglie anche altri interventi: l’introduzione e le conclusioni, a cura di Mario Magro, direttore del Collegamento Nazionale dei Santuari d’Italia, le omelie di Tommaso Caputo, arcivescovo prelato di Pompei, di Mario Lusek, direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale del Tempo libero, Turismo e Sport della Conferenza Episcopale Italiana, e del cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il Clero, oltre ai vari saluti.

«Termina il Giubileo e si chiude la Porta Santa», ha detto papa Francesco, «ma la porta della misericordia del nostro cuore rimane sempre spalancata. Abbiamo imparato che Dio si china su di noi (cf. Os 11,4) perché anche noi possiamo imitarlo nel chinarci sui fratelli. La nostalgia di tanti di ritornare alla casa del Padre, che attende la loro venuta, è suscitata anche da testimoni sinceri e generosi della tenerezza divina. La Porta Santa che abbiamo attraversato in questo Anno giubilare ci ha immesso nella via della carità che siamo chiamati a percorrere ogni giorno con fedeltà e gioia. È la strada della misericordia che permette di incontrare tanti fratelli e sorelle che tendono la mano perché qualcuno la possa afferrare per camminare insieme» (Misericordia et misera 16). Tanti sono i pellegrini che affollano ordinariamente i nostri santuari. Sono luoghi dove l’umanità del nostro tempo, disorientata, affranta o alla ricerca di Dio, si raduna. Spazi dove la pietà popolare si mostra nella pluriformità delle manifestazioni legate ai luoghi e alle tradizioni, alle storie e alle memorie di eventi straordinari, crocevia su strade dove si cammina e spesso si corre insieme, ma mai guardandosi in volto, mai incontrandosi. Luoghi dove è possibile sperimentare ancora oggi la tenerezza della carezza di Dio.

 

INDICE

 

Presentazione 5

Edoardo Scognamiglio

MISERICORDIA E TENEREZZA: CUORE DEL MISTERO TRINITARIO

E ORIZZONTI DEL CAMMINO DELLA CHIESA DEI NOSTRI TEMPI 9

Gaetano Di Palma

L’UMANITÀ DI GESÙ E LA SUA PRASSI DI VITA 39

Bruno Forte

MARIA, MADRE DI MISERICORDIA 59

Antonio Ascione

L’UMANITÀ FERITA E IL BISOGNO DI SALVEZZA 69

Alfonso Langella

IL SANTUARIO LUOGO DI MISERICORDIA E DI TENEREZZA.

ORIZZONTI, PROSPETTIVE, INDICAZIONI 97

Saluti, omelie e interventi 123

SALUTO INTRODUTTIVO (Mario Magro) 125

TELEGRAMMA DEL SEGRETARIO DI STATO VATICANO 133

SALUTO DELL’ARCIVESCOVO PRELATO DI POMPEI 135

SALUTO DEL COMMISSARIO PREFETTIZIO DI POMPEI 138

SALUTO DELLA DIRETTRICE DEGLI SCAVI DI POMPEI 140

OMELIA DELL’ARCIVESCOVO TOMMASO CAPUTO 141

OMELIA DI MONSIGNOR MARIO LUSEK 144

OMELIA DEL CARDINALE BENIAMINO STELLA 147

CONCLUSIONI (Mario Magro) 152

Abbreviazioni e sigle 161



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