Articoli religiosi

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Titolo: "Asprenas n. 1-2/2018"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023804
Prezzo: € 7.50

Descrizione:

Editoriale

Studi

ANTONIO LANDI, Da Gerusalemme ai confini della terra (At 1,8). I destinatari della missione cristiana negli Atti degli Apostoli

PIERLUIGI CACCIAPUOTI, Il peccato originale davanti alla sfida di Darwin

LUCIANA SIOTTO, Una lettura spirituale dell'icona della Trinità di Andrej Rublev

ROBERTO TESSITORE, La Divina Commedia come esperienza mistica del Sommo Poeta

 

Note critiche

GAETANO ORIGO, L'unità di azione e fatto nel giovane Johann Gottlieb Fichte

EDOARDO SCOGNAMIGLIO, Fine corsa? La crisi del cristianesimo confessionale. Riflessioni in margine a un recente saggio di sociologia

 

Rassegne&Figure

MICHELE GIUSTINIANO, Il testamento biologico: approccio ecumenico e interreligioso

 

Libri

Recensioni

Schede bibliografiche

Libri ricevuti

 

 

 

 

 

EDITORIALE

 

Le poche righe a introduzione di questo fascicolo doppio della rivista

espressa dalla Sezione S. Tommaso d’Aquino rappresentano per me un saluto

affettuoso che rivolgo ai nostri lettori, i quali ci onorano dell’attenzione

e della pazienza richiesta da chi, con fatica, tenta di offrire frutti succosi

della ricerca teologica. Parimenti, esterno ai nostri autori il mio sentimento

di riconoscenza per il loro prezioso lavoro: un contributo di competenza e di

sforzo intellettuale.

Il numero che ci apprestiamo a presentare si compone di quattro studi,

due note critiche e una rassegna. Iniziamo il percorso di presentazione

dal tema della missione, trattato da Antonio LANDI nel contributo dal titolo

Da Gerusalemme ai confini della terra (At 1,8). I destinatari della

missione cristiana negli Atti degli Apostoli. Le parole di Gesù in At 1,8,

poco prima di ascendere al cielo, costituiscono parte della risposta al quesito

sul tempo della ricostituzione del regno d’Israele. Il Risorto, però, invita

i suoi discepoli a non attardarsi su tali argomenti, che sono di pertinenza

del Padre, bensì a concentrarsi sugli eventi che li vedranno protagonisti:

con la discesa dello Spirito su di loro, tale da trasformarli in suoi “testimoni”

da Gerusalemme, passando per la Galilea e la Samaria, fino ai confini della

terra. Infatti, la narrazione degli Atti concentra la sua attenzione sulla

comunità intenta a portare l’annuncio del Vangelo ai giudei, aprendo gradualmente

le porte ai samaritani e iniziando a rivolgersi alle “genti”, prima

timidamente, a persone singole come l’eunuco etiope (cf. At 8,26-39)

e il centurione Cornelio con la sua famiglia (cf. At 10), poi in maniera

sempre più decisa con i viaggi missionari di Paolo di Tarso. Si ricava la

consapevolezza che l’autore degli Atti non voglia affatto, come conclude

Landi, delineare un profilo missionario che segni la preferenza per le genti

a scapito del giudaismo, bensì un programma di integrazione, in cui, da

una parte i giudei riscontrino il compimento delle promesse contenute

nelle Scritture e, dall’altra, i gentili una risposta alla loro domanda religiosa.

L’annuncio cristiano, per il quale in questi due millenni, tanti si sono

impegnati con sacrificio e, talvolta, a costo della vita, ha davvero finito la

sua “corsa”? È il problema a cui tenta di offrire una risposta il volume di

Luca Diotallevi, professore di Sociologia all’Università Roma Tre, del quale

Edoardo SCOGNAMIGLIO propone una lettura critica nell’ampia nota Fine

corsa? La crisi del cristianesimo confessionale. Riflessioni in margine a un

recente saggio di sociologia. In realtà, come emerge dalla ricerca del sociologo,

non è l’annuncio del Vangelo a essere penalizzato nel contesto attuale,

bensì le forme confessionali del cristianesimo, che risultano in crisi ed

emarginate dalla realtà. Stiamo vivendo un passaggio nel quale «lo sguardo

nuovo e ultimo del cristianesimo, dopo la fine della corsa della religione

confessionalizzata, dovrà essere sempre più mistico, ossia escatologico,

aperto alla speranza, capace cioè di creare nuovi stili di annuncio e nuove

forme aggreganti negli spazi urbani che hanno bisogno di umanizzazione»

(p. 124).

Tale “sguardo nuovo e ultimo” del cristianesimo impone di guardare

in direzioni finora ancora troppo poco frequentate. Ci riferiamo alla via

pulchritudinis e al dialogo con la scienza. Quanto all’ambito della bellezza,

offriamo ai lettori due studi. Nel primo, Lettura spirituale dell’icona della

Trinità di Andrej Rublev, di Luciana SIOTTO, si delinea in chiave storicocritica,

teologica e simbolica questa celeberrima icona, da contemplare non

solo come frutto di un artista di livello altissimo, ma soprattutto di un mistico

quale era Rublev, sulla scia di tutta la tradizione orientale. Il fascino

delle icone, dunque, partendo dal fattore estetico, è in grado di accendere in

tanti il desiderio di avvicinarsi all’interiorità, a una fede più profonda, a un

approccio alla Scrittura e al suo mondo simbolico, illuminando la propria vita

e insegnandole a scoprire dimensioni solitamente trascurate da chi è abituato

a guardare l’aspetto superficiale della realtà. Nel secondo saggio, La

Divina Commedia come esperienza mistica del Sommo Poeta, di Roberto

TESSITORE, si esorta a guardare un poema, con il quale la maggioranza degli

italiani si è confrontata a scuola, in una maniera senz’altro diversa e suggestiva.

La Divina Commedia non è soltanto un’opera d’indiscutibile valore

letterario, un capolavoro in cui si fondono tante prospettive, dalla filosofia

alla teologia, dalla passione politica ai drammi esistenziali, ma anche un

invito a viaggiare per ritrovare sé stessi e una chiesa che abbia il coraggio di

riformarsi, di tornare alla purezza del Vangelo e risorgere con Cristo. [...]



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Titolo: "Concilium - 2018/3"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023781
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Indice

Carlos Mendoza-Álvarez – Huang Po-Ho,

Editoriale

 

I. Sapienza e teologia del popolo

1. Chi è il “popolo”?

1.1 Serena Noceti, Popolo di Dio: un incompiuto

riconoscimento di identità

I/ Tra recezione ed ermeneutica conciliare

II/ “Popolo di Dio”: tra obiezioni, riletture conciliari e riforme possibili

1/ I documenti: finalità e impianto interpretativo del tema “popolo/

popolo di Dio”

2/ Il cambiamento di prospettiva e i suoi protagonisti

III/ Dire la chiesa come “popolo di Dio”: una prospettiva necessaria

IV/ Conclusione

1.2 Nancy Pineda-Madrid, Alla luce del “popolo”: teologizzare nella nostra epoca

I/ Interrogare il soggetto presunto

II/ Svolgere il soggetto

III/ Quando il soggetto è re-immaginato

1.3 Cesar Kuzma, Missione e identità del popolo di Dio: una chiesa in uscita e chiamata al Regno

I/ Istanze ed esigenze attuali: la chiamata

II/ Una chiesa che è popolo di Dio: la condizione

III/ Uno sguardo sui laici: una chiesa in uscita e chiamata al Regno

1.4 Luiz Carlos Susin, Il popolo agnello di Dio .

I/ Gesù, l’«Agnello di Dio»

II/ Il popolo crocifisso

III/ Il popolo-agnello di Dio

2. In dialogo con la filosofia nell’epoca del decolonialismo

2.1 Raúl Fornet-Betancourt , Interculturalità e “popolo”.

Per continuare la conversazione con la teologia latinoamericana della liberazione

I/ Osservazione preliminare

II/ La filosofia interculturale e il popolo

III/ Osservazione finale

3. Approfondimenti teologici su sapienza e teologia del popolo

3.1 Michael Amaladoss, La teologia dei popoli nelle comunità multireligiose

I/ Il concilio Vaticano II: il popolo di Dio

II/ Un’estensione universale

III/ Giovanni Paolo II

IV/ Un invito a una comunità cosmica

V/ Le sapienze dell’Asia

VI/ Cultura o religione?

VII/ Collaborazione interreligiosa

VIII/ Dalla chiesa al Regno

3.2 Rafael Luciani, La centralità del popolo

nella teologia socio-culturale di papa Francesco

I/ La chiesa, popolo di Dio in mezzo ai popoli e alle loro culture

II/ La chiesa, popolo di Dio in uscita

III/ La conversione pastorale permanente della chiesa

IV/ Ricongiungersi con il sensus fidei del popolo

3.3 Wati Longchar, Potere e mancanza di potere.Coinvolgere nella missione gli emarginati

I/ Introduzione

II/ Dio ha scelto le persone

al di fuori della struttura di potere

III/ I margini: un prodotto

della struttura di potere ingiusta

IV/ La voce di Dio a partire dai margini

3.4 Margot Bremer, Inventare oppure scoprire l’ordine del nostro mondo? Lettura di un testo biblico a partire da una visione indigena del cosmo

I/ La cosmovisione indigena è diversa da quella europea

II/ Tentativo di leggere la creazione nella Bibbia a partire dalla visione guaraní

III/ Ri-creazione permanente dell’ordine del mondo

IV/ Il sistema di convivenza della natura: modello per l’umanità

V/ La periferia, luogo di recupero dell’ordine mondiale

VI/ Conclusioni

II. Forum teologico: Ministeri e vittime

della violenza globale 137

1. Karl M. Gaspar, Attingere agli inesauribili

pozzi indigeni. Risposte pastorali alle popolazioni

vittime della violenza globale

2. Dave Brauer-Rieke, Camminare assieme

3. Marlene Perera, Comunione tra fedi diverse

per una cultura che promuove la vita

III. Rassegna bibliografica internazionale

 

 

Editoriale

Più di mezzo secolo fa il concilio Vaticano II ha attuato una

straordinaria svolta pastorale, che ha avuto un impatto epistemologico

sul significato della chiesa universale. Si è trattato

di un aggiornamento che ha promosso, nelle chiese locali, un

processo di ascolto dei segni dei tempi volto ad analizzare il

passaggio di Dio nella storia, con l’inculturazione della parola

di Dio che lo rende possibile; esso ha anche portato al riconoscimento

del protagonismo delle comunità cristiane nelle periferie

del mondo. In sintesi, si è trattato di un intero progetto di

rinnovamento ecclesiologico – qualcuno direbbe di “riforma”

– che non si è ancora concluso.

In realtà, grazie alla concezione presentata da Lumen gentium

della centralità del popolo di Dio e all’impulso profetico

di Gaudium et spes – due innovative costituzioni del nuovo paradigma

ecclesiologico – il cattolicesimo romano ha intrapreso

un dialogo con altre culture, altri modi di pensare e stili di vita,

cercando di andare oltre la visione coloniale del cristianesimo

con il suo accento apologetico, che ha prevalso dall’epoca moderna

in avanti (dal XVI secolo, con il movimento della Controriforma,

fino alla crisi modernista di fine Ottocento).

In questo senso, la sapienza dei popoli ha iniziato ad essere

presa in considerazione dalle chiese dell’America latina,

dell’Asia e dell’Africa. Questa saggezza non è solo questione

di qualche seme della Parola (semina Verbi), ma piuttosto un’autentica

esperienza mistagogica che, accogliendo la rivelazione

divina con fecondità e creatività, scopre dei nuovi significati

nella radicalità di Gesù di Nazaret professato quale Messia e

Figlio di Dio dalla chiesa. Così, nel fecondo contesto del plu

ralismo culturale, riconosciuto come postulato inalienabile per

il raggiungimento dell’universalità della fede cristiana, la condizione

contestuale di tutta la teologia – compresa quella europea,

che ha cessato di essere una teologia egemone, un gradino

sopra le altre – ha rappresentato un passo avanti nella gestazione

della cattolicità della fede nel Dio della vita e nel primato del

regno di Dio annunciato dal Nazareno e compiuto dallo Spirito

santo che dà la vita alla nuova creazione.

Le teologie del popolo sviluppatesi nella seconda metà del

XX secolo – dalla teologia della liberazione in America latina

e nei Caraibi alla teologia dalit indiana, passando attraverso

molte altre espressioni della centralità dei poveri del mondo

– si trovano ora a fronteggiare la sfida di un reciproco riconoscimento

nella loro opzione per gli emarginati e per le vittime

della violenza globale. Tuttavia, queste teologie [...]



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023750
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Michele Roselli

Pensosamente ‘pratici’

Editoriale

«Noi non poniamo riti in occasione

del nostro venire alla fede: noi veniamo

alla fede mediante riti». Per costruire la

cornice ermeneutica dei nodi pastorali

legati ai sacramenti insieme all’affermazione

di M. Belli, si può aggiungere

un’acquisizione della teologia più recente:

i sacramenti sono «riti che danno

forma alla vita». Ma è realmente

(ancora) così? Nell’ambivalenza della

risposta possibile si manifesta la sfida

cui la pastorale è convocata e che

questo numero intende istruire, focalizzando

l’attenzione su battesimo e

confermazione.

Come accompagnare la domanda

dei sacramenti perché essi non siano

soltanto cerimonie, peraltro sempre

meno richieste (così, almeno, appare

in alcune zone d’Italia e alla lente di

qualche osservazione superficiale ed

empirica)?

A quale conversione sono chiamati

gli operatori pastorali e la comunità

cristiana? Quali sono i linguaggi più

adatti per annunciare la buona notizia

dell’alleanza che questi sacramenti

realizzano? Anzi, come essi vanno ‘ricompresi’

e ‘ripensati’ – riteniamo che

sia questa la prospettiva dentro cui si

possa riflettere anche sulla collocazione

e sull’ordine – in questa cultura, rimanendo

contemporaneamente fedeli

a Dio e all’uomo? Quali tentativi sono

attualmente in corso?

È questo il ventaglio di domande

sottinteso a quelli che nel titolo abbiamo

definito nodi pastorali del battesimo

e della confermazione e rispetto ai

quali il numero si struttura come una

ricognizione multidisciplinare, ‘pensosamente

pratica’, per promuovere

una circolarità virtuosa tra riflessione

e prassi. Il desiderio non è anzitutto

quello di sciogliere i nodi, perché alcuni

restano necessariamente aperti,

quanto quello di nominarli e di indagarli

per cercare di riappropriarsi di alcune

consapevolezze teologiche, liturgiche,

pastorali e culturali, ‘tenendole’

il più possibile insieme, in uno sguardo

sistemico.

In apertura L. Girardi rintraccia

nel rilancio della categoria di iniziazione

e nella celebrazione unitaria

di battesimo, cresima ed eucaristia il

segno di una nuova comprensione dei

sacramenti dell’iniziazione. L’analisi

mostra l’urgenza di un recupero della

dinamica iniziatica. La vera posta

in gioco – rilanciata da Incontriamo

Gesù. Orientamenti per l’annuncio e la

catechesi in Italia – non è soltanto il

ripristino dell’ordine dei sacramenti e

la loro celebrazione unitaria, ma anche

l’esigenza di una rinnovata attenzione

sull’intero cammino formativo di ‘ispirazione

catecumenale’. Tale cammino

ridisegna la fisionomia della comunità

ecclesiale invitandola a ritrovare la

sua capacità generativa alla fede e a

valorizzare le dinamiche esperienziali

e rituali, oltre che quelle dottrinali.

Sulla linea di quest’orizzonte, M.

Belli cerca un discernimento teologico

delle prassi diffuse intorno al battesimo

e alla confermazione. Nel suo ‘abbozzo’

si pone ‘a valle’ delle pratiche

per vagliarle al saggio di cinque verbi:

preparare, ordinare, differire, posticipare,

iniziare. Per ciascuna di queste

azioni indica le dimensioni che esse

onorano e quelle che invece tralasciano.

M. Roselli tratteggia la cornice culturale

ed ecclesiale delle pratiche di

iniziazione cristiana: lo smarrimento-

depotenziamento dei riti (di passaggio)

e una prassi ecclesiale che modula

in modi differenti l’ordine dei sacramenti.

Su questo sfondo indica alcune

consapevolezze che stanno davanti

alla Chiesa come soggetto che pratica

l’iniziazione cristiana come altrettanti

terreni da esplorare con creatività… e

urgenza?

Il Rito del battesimo dei bambini è il

prisma attraverso cui D. Piazzi interroga

alcune delle questioni in gioco.

La nostra situazione culturale domanda

di ripensare gesti, segni e preghiere

per una maggiore fedeltà del rito al

compito dei sacramenti, teologico ma

anche pedagogico.

F. Kannheiser e S. Soreca entrano

nelle questioni con uno sguardo su alcuni

dei soggetti coinvolti. La prima

apre due finestre sulla vita dei bambini

(0-6 anni) coinvolti con le loro

famiglie nella pastorale battesimale e

su quella dei ragazzi (6 -10 anni), e

offre spunti per cercare un linguaggio

catechistico che intercetti vita

ed esperienze, ma anche promuova

orizzonti nuovi. Il professore dell’Università

pontificia salesiana mette a

fuoco una riflessione sulle figure del

padrino/madrina e del testimone della

cresima: ministerialità da riscoprire,

segno di una prossimità ecclesiale che

permette l’incontro con diverse figure

di riferimento per generare alla fede e

accompagnarne i passi.

Il percorso non bypassa le questioni

canoniche relative alla richiesta del

battesimo e/o della cresima e al matrimonio,

questioni che l’accompagnamento

degli adulti alla scoperta o alla

riscoperta della fede pone con sempre

maggiore frequenza. A. Giraudo e W.

Ruspi con l’angolatura del diritto e

della pastorale indicano prospettive

per tenere aperta la riflessione necessaria

per accompagnare le persone

coinvolte, a partire dalla situazione in

cui ciascuno si trova.

Le due note pongono domande non

ininfluenti sulla prassi iniziatica collegata

a questi sacramenti e relative al

maschile e al femminile. A. Matteo

contribuisce riconoscendo i rischi di

una catechesi prevalentemente coniugata

al femminile. A. Meragalli dell’Agesci

riflette sull’opportunità di attività

per gruppi di maschi e di femmine

separati.

 

Sommario

Editoriale

2 M. Roselli

Pensosamente ‘pratici’

Studi

4 L . Girardi

Battesimo, cresima e iniziazione cristiana

9 M. Belli

Battesimo e cresima:

nodi teologici e pastorali

15 M. Roselli

Diventare cristiani senza tappe?

22 F. Feliziani Kannheiser

Bambini e fanciulli: i soggetti dell’IC

27 S . Soreca

Iniziazione senza padrini e madrine?

32 A . Giraudo

Battesimo, cresima e matrimonio: i canoni

35 W. Ruspi

Battesimo, cresima e matrimonio:

la pastorale

38 D . Piazzi

Il Rito del Battesimo dei bambini: funziona?

43 G. Cavagnoli

Confermazione e professione di fede

Note

48 A . Meregalli

Tornare a separare maschi e femmine?

50 A . Matteo

Catechisti: solo donne?

Formazione

52 Federazione Oratori Cremonesi

Preadolescenti & liturgia

3. What’s your power?

59 M. Di Benedetto

Giovani & liturgia

4. La corporeità della fede

64 E . Massimi

Guida per cantare la messa

4. La liturgia eucaristica

Sussidi e testi

70 D . Piazzi

Imposizione delle mani e unzione crismale



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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023743
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

EDITORIALE

Tra l’8 dicembre 2015 e il 20 novembre

2016 la chiesa cattolica ha celebrato il giubileo

straordinario della misericordia. Lo

scopo era quello di mettere la misericordia

di Dio chiaramente al centro della vita e dell’annuncio

della chiesa. In questo fascicolo di Parole di

Vita esploreremo, tra molti sentimenti presenti nella

Bibbia, proprio la misericordia e la compassione.

Ci accorgeremo che il giubileo da poco concluso

non è di per sé una novità assoluta: la misericordia

è sempre stata al centro dell’esperienza di Dio

di cui la Bibbia si fa testimone.

Basta che pensiamo al libro dell’Esodo, quando

Mosè chiede a Dio che gli riveli il suo nome; e Dio

risponde presentandosi come misericordioso e pietoso.

La misericordia non è un’eccezione (di solito

Dio è giusto, ma talvolta fa uno strappo e si presenta

come misericordioso): è la regola stessa, l’essenza

di Dio; è il primo palpito di Dio dall’eternità

(Antonio Nepi). Nella Bibbia ebraica è chiarissimo

che il nome di Dio è misericordia; lo testimoniano,

fra gli altri, i profeti e i Salmi. Noi leggeremo alcuni

tra i cosiddetti “salmi della misericordia” (Sebastiano

Pinto).

Passando al Nuovo Testamento, scopriamo il volto

di un Gesù misericordioso. Per esempio quando

moltiplica i pani e i pesci, dando da mangiare a migliaia

di persone; è anche un insegnamento, un invito

a quella condivisione della grazia in cui la pochezza

può divenire abbondanza (Annalisa Guida). Nelle

azioni di Gesù le folle riconoscono la presenza di Dio,

che è venuto a far visita al suo popolo; come quando

il Signore si commuove di fronte ad una donna già

vedova che ora perde anche il suo unico figlio (Gian

Luca Carrega). Il Nuovo Testamento, collocandosi nel

solco dell’Antico, usa un linguaggio molto corporeo;

uno dei verbi tradotti con «avere compassione» (vedi

il buon Samaritano o il padre misericordioso), per

esempio, ha a che fare con le viscere e significa letteralmente

«provare una compassione viscerale». È un

sentimento forte, che sfocia nell’azione del prendersi

cura (Maurizio Marcheselli). Leggendo le lettere di

Paolo, infine, impariamo che la misericordia tra fratelli

 non è solo una buona azione e nemmeno un sentimento

e basta: tutto di noi stessi viene trasformato

in Cristo; è in lui dunque che possiamo amarci «di

vero cuore» (Mirko Montaguti).

Quello che abbiamo visto finora leggendo alcune

pagine bibliche, la riflessione teologica lo sintetizza

dicendoci che la misericordia non parla solo di Dio;

è anche una questione antropologica (dice qual è il

nucleo sintetico della persona umana) ed ecclesiale:

siamo chiamati ad essere «misericordiosi come il Padre

» (Francesco Scanziani). Dal punto di vista della

catechesi, poi, l’annuncio biblico della compassione

stimola a porre una maggiore attenzione a Dio e alla

vita degli uomini e delle donne d’oggi (Valentino

Bulgarelli). Perché l’altro chiede attenzione, ascolto,

vicinanza, azione, per non restare dentro di sé e poter

evolvere nel prendersi cura (Rosella De Leonibus).

Le rubriche come al solito ci aprono orizzonti

originali. “Per saperne di più”, insieme alla copertina

(Marcello Panzanini), per esempio, ci racconta qualcosa

del famoso “buon ladrone”, che nella tradizione

antica ha preso il nome di Disma. Che c’entra con la

misericordia? Occorre leggere le due rubriche per capirlo!

“Men at work” ci porta invece al cinema, spulciando

tra le molte iniziative che hanno avuto luogo

proprio in occasione del giubileo (Valeria Poletti).

Continua il suo percorso sui giovani la rubrica “Apostolato

biblico” (Calogero Manganello) e sulla Bibbia

come paradigma culturale l’inserto staccabile, che racconta

l’esperienza di una gita scolastica in Terra Santa

(Marco Tibaldi).

Confesso che questa volta non è stato facile scrivere

l’editoriale, cioè riassumere in poche righe l’essenza

di ciascun articolo; perché il tema della misericordia

ha portato i nostri autori ad usare un linguaggio

teologicamente denso, persino poetico; anche dallo

stile si percepisce che siamo qui al cuore della nostra

fede, un cuore pulsante, che non si può ridurre a poche

parole. Vi auguriamo di fare la stessa esperienza

di vitalità, leggendo le pagine della nostra rivista.

Carlo Broccardo

 

INDICE

Editoriale

Antonio Nepi

IL NOME DI DIO È MISERICORDIA

Sebastiano Pinto

«ETERNA È LA SUA MISERICORDIA»:

IL DIO PAZIENTE E MISERICORDIOSO

Annalisa Guida

FATTI DI PANE

Gian Luca Carrega

GESÙ, LA SPUGNA

DELLE NOSTRE LACRIME (LC 7,11-17)

Maurizio Marcheselli

PROVARE MISERICORDIA

E FARE MISERICORDIA

Mirko Montaguti

LE RADICI

DELLA MISERICORDIA ECCLESIALE

NELL’INSEGNAMENTO PAOLINO

Francesco Scanziani

MISERICORDIA: VIRTÙ UMANA

O QUALITÀ DIVINA?

Valentino Bulgarelli

LA MISERICORDIA. PER UN CAMBIO

DI PASSO DELL’EVANGELIZZAZIONE

Rosella De Leonibus

SENTIRE INSIEME, SENTIRE NELLE VISCERE,

PER PRENDERSI CURA DELL’ALTRO

PER SAPERNE DI PIÙ

Marcello Panzanini

Disma, il primo santo della storia

MEN AT WORK

Valeria Poletti

Al cinema, la misericordia?

APOSTOLATO BIBLICO

Calogero Manganello

Bibbia e discernimento vocazionale

VETRINA BIBLICA

ARTE

Marcello Panzanini

La misericordia a portata di mano:

la Crocifissione di Paolo Veronese



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Titolo: "Theologie oder Anthropologie des Kreuzes? Augustin von Alveldts Sicht menschlicher Misere in seiner Erklärung der Klarissen-Regel von 1533/34 (113-154)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Johannes K. Schlageter, OFM
Pagine:
Ean: 2484300023705
Prezzo: € 5.00

Descrizione:The Saxony friar Augustin of Alveldt OFM starts his commentary on Pope Urban IV’s Rule for the Poor Clares (1263) with a long meditation on the sense and nonsense of human crosses, as compared to Christ’s salvific cross. In fact, he develops a rather pessimistic panorama of human miseries, caused by either fate or moral misbehavior. According to Alveldt, this disaster is quite rarely illumined by Christ’s cross, given the refusal of people to become his engaged disciples with all its consequences. It is the society of his time, including the impact of Protestantism, which is the background for Alveldt’s somber conclusions. In the end, though, his theology has some points of contact with Luther’s theologia crucis. Schlageter largely quotes from MS Munich, Bayerisches Staatsmuseum, 3751, the only existing complete Latin copy of Alveldts’s Rule commentary.

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Titolo: "Morales franciscaines du jeûne et de labstinence au temps des Lumières. Ascétisme alimentaire et discipline régulière au XVIIIe siècle (193-217)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Sylvio Hermann De Franceschi
Pagine:
Ean: 2484300023729
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Throughout the eighteenth century, the Franciscan moralists worked intensely on commentaries and interpretations of the Rule of St Francis, an activity that their predecessors had begun as early as the thirteenth century. Naturally, they paid great attention to the regular prescriptions about fasting and abstinence, whose observance was threatened during the Enlightenment period, even though the Roman magisterium, under the pontificates of Benedict XIV and Clement XIII, tried to reaffirm the great principles of the Catholic Lenten discipline. The Franciscan moralists, who are studied and quoted in this essay, defended a strict respect for the dietary constraints enunciated by the Seraphic Rule, but, at the same time, they made concessions to mitigating customs which were too well established to be ignored.



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Titolo: "Noe vir iustus atque perfectus. Un inedito sermone De beato Francisco di Giacomo da Viterbo (4 ottobre 1305) (33-63)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Gianpietro Tavolaro
Pagine:
Ean: 2484300023682
Prezzo: € 5.00

Descrizione:The aim of this paper is to provide the edition and the historico-philosophical analysis of the only sermon devoted by the Augustinian master James of Viterbo to Saint Francis of Assisi and dated October 4, 1305, during the time of his episcopate in Naples. By comparing this sermon with other sermons on the same thema verse, dated between the second half of the 13th and the early 14th century and belonging to Franciscan and Dominican milieux, the originality of James’s sermon can be found in the rigorous triadic pattern of its argumentations, in the stringency of its arguments and in James’s preference for the Neoplatonist tradition, especially for Proclus, the only philosophical source explicitly mentioned. These elements also allow us to highlight the continuity between James’s activity as preacher ad populum and his earlier activity as master of theology.


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Titolo: "Servizio della Parola - n. 498"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023651
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Per comunicare meglio

44. I casi difficili/13. Parlare di se stessi all’inizio del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

4 «Offrire le sofferenze a Dio»

1. «Offrire le sofferenze a Dio»: la prospettiva

del sentire comune (Alberto Carrara)

2. «Offrire le sofferenze a Dio»: la prospettiva

della teologia spirituale (Angelo Brusco)

3. «Dio ama la sofferenza»? (Paola Bignardi)

SUSSIDIO

Giovani in preghiera. Verso la 15ª Assemblea generale ordinaria

del Sinodo dei Vescovi: «I giovani, la fede

e il discernimento vocazionale» (Roberto Laurita)

PREPARARE LA MESSA

Dalla 15ª domenica alla 20ª domenica del Tempo ordinario

15ª domenica ordinaria

(Fabrizio Tosolini, Giuliano Zanchi, Pierino Boselli)

16ª domenica ordinaria

(Fabrizio Tosolini, Giacomo Canobbio, Pierino Boselli)

17ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Ezio Caretti, Vittorio Brunello)

18ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Paola Bignardi, Pierino Boselli)

19ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Luigi Alici, Pierino Boselli)

Assunzione di Maria (Fabrizio Tosolini, Pierino Boselli)

20ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Luigi Girardi, Pierino Boselli)



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Titolo: "Los franciscanos y el Hospital Real de los Españoles de Manila, Filipinas (155-191)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Cayetano Sánchez Fuertes, OFM
Pagine:
Ean: 2484300023712
Prezzo: € 5.00

Descrizione:During the colonial period, most of the hospitals in the Philippines were founded and run by the Friars Minor. The case of the Royal Hospital in Manila is an exception, since it had come into existence already before the arrival of the friars. Nevertheless, the Franciscans exercised pastoral and medical/nursing ministries in this hospital roughly since their arrival in 1578 until 1704, with major interruptions. Six documents relating to the administration of the hospital, issued between 1594-1691 and transcribed in the appendix, witness to the delicate negotiations between the Franciscan Province of St Gregory and the royal authorities in both Spain and the colony. From these letters also emerges the vain interest of the Hospital Friars of John of God to take over the Royal Hospital, as well as the intervention of the local Poor Clares in favor of the friars serving in the hospital and providing spiritual care for the sisters. The Royal Hospital in Manila gained additional importance to the friars as a training facility for their medical staff in both the Philippines and other East Asian missions.

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Titolo: "Archivum Franciscanum Historicum"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023668
Prezzo: € 20.00

Descrizione:

INDEX

Discussiones et documenta

Paul Bösch. – die Vita brevior des Franziskus von assisi und ihre entfernten Verwandten

GianPiero TaVolaro. – Noe vir iustus atque perfectus. un inedito sermone De beato Francisco di Giacomo da Viterbo (4 ottobre 1305)

Sarah McnaMer. – The debate on the origins of the Meditationes vitae Christi: recent arguments and Prospects for Future research

Johannes K. schlaGeTer, oFM. – Theologie oder anthropologie des Kreuzes? Augustin von alveldts sicht menschlicher Misere in seiner erklärung der Klarissen-regel von 1533/34

Cayetano Sánchez Fuertes, oFM. – los franciscanos y el hospital real de los españoles de Manila, Filipinas

Sylvio Hermann De Franceschi. – Morales franciscaines du jeûne et de l’abs tinence au temps des lumières. ascétisme alimentaire et discipline régulière au xViiie siècle

Miscellanea

Cristina Campo - Mariafiamma Faberi, OSC. – Una lettera inedita di Caterina Vigri ai Reggenti di Bologna (1462)

Dummaria

Recensiones

Dahan, Gilbert - Rillon-Marne, Anne Zoé (éds.). – Philippe le Chancelier prédicateur, théologien et poète parisien du début du xiiie siècle. – (Jacek M. Wierzbicki)

Robson, Michael J.P. (ed.). – The english Province of the Franciscans (1224-c.1350). – (Mícheál Mac craith)

Doublier, Étienne. – Ablass, Papsttum und Bettelorden im 13. Jahrhundert. – (Peter Riedel)

Monti, Dominic V., oFM - Wrisley Shelby, Katherine (eds.). – Bonaventure revisited: companion to the Breviloquium. – (Carlos E. Saltos Solà)

Andergassen, Leo. l’iconografia di sant’Antonio di Padova dal xiii al xVi secolo in italia. – (Florian Mair)

Henri de Gand - Matthieu d’Aquasparta [OMin.] - Richard de Mediavilla [OMin.] - Pierre de Jean OliVi [OMin.]. – Les anges et le lieu. – (Marc Ozilou)

Iohannis Duns Scoti [OMin.] Collationes Oxonienses. – (Francesco Pica)

Baronas, Darius. I martiri francescani di Vilnius e il loro culto nei secoli XIV-XX (Studio storico e fonti). – (Adam Mczka)

Sainte Colette et sa postérité. Actes du colloque: «Colette de Corbie, la résurgence d’un charisme». – (Juri Leoni)

Hofmeister Pich, Roberto - Aantiago Culleton, Alfredo (eds.). – Scholastica Colonialis: Reception and Development of Baroque

Scholasticism in Latin America, 16th-18th centuries. – (Claus A. Andersen)

Müller, Sigrun. – Reichklara und Armklara. Zwei Mainzer Klarissenklöster in der Zeit der Katholischen Reform bis zur Mainzer Aufklärung. – (Gisela Fleckenstein)

Notae bibliographicae

Libri ad nos missi



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Titolo: "Una lettera inedita di Caterina Vigri ai Reggenti di Bologna (1462) (219-232)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Cristina Campo - Mariafiamma Faberi, OSC
Pagine:
Ean: 2484300023736
Prezzo: € 5.00

Descrizione:The article discusses and edits a formerly unknown letter by Catherine Vigri, preserved in the Bologna State Archives. Addressing the municipal authorities in 1462, she asks in the name of the sisters of the Clarian monastery Corpus Christi an alms in order to cover the stipend of their chaplain. An analysis of the request’s language and handwriting, compared to the contemporary epistolary tradition of Corpus Christi, leads to the conclusion that the letter was conceived by Catherine and dictated to an able fellow sister.

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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023637
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Editoriale

2 R. Barile

Eucaristia: nodi da sciogliere,

ma con attenzione

Studi

5 R. Sala

Nuove generazioni

senza messa

11 J.A. Scampini

Eucaristia: partecipazione

e ‘vitalità’

19 I . De Sandre

Fine settimana senza domenica

24 M . Guzzi

Il tempo del nuovo inizio

29 J.-M. Donegani

Credere senza appartenere

e appartenere senza credere

34 G. Routhier

Messa, parrocchia, territorio

39 D. Musumeci

Celebrazione eucaristica:

riti e emozioni

Formazione

45 Federazione Oratori Cremonesi

Preadolescenti & liturgia

2. L’albero della vita

52 M . Di Benedetto

Giovani & liturgia

3. La corporeità della fede

58 E . Mass imi

Guida per cantare la messa

3. La liturgia della Parola

Approfondimenti

66 A . Dal Maso

L’eucaristia di Harry Potter

Documenti

72 A . Grillo

Maria, madre della Chiesa


 

Riccardo Barile

Eucaristia: nodi da sciogliere, ma con attenzione

Editoriale

Un numero di RPL sui nodi pastorali

– problemi ma anche situazioni nuove

– confluenti nella celebrazione eucaristica

puo presentarsi come carenza

di fantasia programmatica. In realta e

quasi un atto dovuto, dal momento

che tutta la vita liturgica gravita sui

sacramenti e in particolare sul sacrificio

eucaristico, come si esprime Sacrosanctum

concilium (= SC) 6 e ribadisce

il Catechismo della chiesa cattolica (=

CCC) 1113. La conseguenza e che i

nuovi nodi pastorali – non sempre risolti

ne risolvibili in tempi brevi – si

addensano sulla celebrazione eucaristica

e a scadenze quasi regolari vanno

monitorati. A questo punto e utile

domandarci: a quali nodi pastorali ci

troviamo di fronte?

Un primo tipo di nodi pastorali puo

essere introdotto da una citazione del

card. Biffi risalente agli anni Settanta

del secolo scorso quand’era parroco:

[…] la messa delle undici vede certamente

una ventina di ragazzi che

chiacchierano in fondo alla chiesa,

ma davanti a loro ci sono novecento

persone che stanno attente e pregano.

Sotto questo profilo, il miglioramento

rispetto alle messe eleganti dell’epoca

preconciliare e netto, innegabile e

generale. Lo devo riconoscere perfino

io1. E una testimonianza del successo

‘sostanziale’ della riforma liturgica che

ovviamente lascia aperto un cammino

nella stessa direzione: tradurre i testi,

rimodellare i riti (secondo la tradizione),

apprendere l’ars celebrandi,

mettere in atto iniziative di catechesi

e altri accorgimenti in vista della partecipazione

ecc. Restando in questo

quadro, che suppone una situazione tradizionale

da portare avanti e migliorare,

chi legge trovera articoli sui giovani e

su come accordare il loro approccio

virtuale con il reale dell’eucaristia (R.

Sala), sulla piu intensa partecipazione

di nuovi gruppi cristiani in America

Latina (J.A. Scampini), sulla partecipazione

come ripresa compendiata

dell’iniziazione (M. Guzzi), sulle

emozioni (D. Musumeci), con schede

tecniche per incontri e catechesi (Dal

Maso, Di Benedetto) ecc. Cioe si tratta

di mantenere e migliorare quanto

sostanzialmente avviato dal Vaticano [...]

 

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Titolo: "Die Vita brevior des Franziskus von Assisi und ihre entfernten Verwandten (3-32)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Paul Bösch
Pagine:
Ean: 2484300023675
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

L’autore compara la Vita beati patris nostri Francisci (Vita brevior), di recente scoperta, con la Vita sancti Francisci di Giuliano da Spira e analizza i brani paralleli nei quali queste due leggende si distaccano concordemente dalla Vita beati Francisci di Tommaso da Celano. Ben trenta di questi testi paralleli sono giudicati dall’autore come materiale più arcaico riguardo alla Vita beati Francisci. Viene quindi confermata la tesi, già varie volte avanzata dell’autore, secondo la quale il modello principale della Vita brevior e della Vita di Giuliano da Spira non fu la Vita beati Francisci, ma una sua forma precedente oggi perduta. I rapporti storico-letterari tra la Vita brevior e gli altri due testi comparati sarebbero quindi soltanto indiretti.



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Titolo: "The Debate on the Origins of the Meditationes vitae Christi: Recent Arguments and Prospects for Future Research (65-112)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Sarah McNamer
Pagine:
Ean: 2484300023699
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Negli ultimi dieci anni si è avuta una significativa attività di ricerca riguardo la lingua originale, la data, l’autore e la storia testuale di uno dei più importanti e influenti testi francescani, le pseudo-bonaventuriane Meditationes vitae Christi (MVC). Attualmente è in corso un vivace dibattito tra due ipotesi: S. McNamer sostiene che la versione originale fu un breve testo composto in volgare italiano, forse da una clarissa, tra il 1300 e il 1325, mentre P. Tóth e D. Falvay ritengono che il lavoro fu composto in latino intorno al 1300 da Giacomo da San Giminiano, uno degli esponenti degli Spirituali toscani. Il presente articolo riassume il dibattito in corso, propone puntuali risposte agli argomenti avanzati da Tóth e Falvay e indica aree promettenti d’indagine da parte di studiosi che non hanno ancora preso parte a questo dibattito.



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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023644
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

Editoriale

Sebastiano Pinto

L’UOMO DI FRONTE A DIO:

DAL TERRORE AL RISPETTO

Dionisio Candido

LA PAURA DELLA LIBERTÀ

Laura Invernizzi

PAURA E INADEGUATEZZA:

SPAZIO DI DIO?

Benedetta Rossi

NELLA PAURA, LA FIDUCIA

Carlo Broccardo

GESÙ AL GETSÈMANI.

UN RITRATTO POCO EDIFICANTE?

Annalisa Guida

LE PAURE DEL DISCEPOLO

Serena Noceti

«HO AVUTO PAURA»:

UNA EMOZIONE CHE CI RIVELA

Valentino Bulgarelli

LA PAURA. IL VANGELO

COME ANTIDOTO

CONTRO LA SOLITUDINE

Rosella De Leonibus

SILENZIO, LA PAURA STA PARLANDO

PER SAPERNE DI PIÙ

Marcello Panzanini

Il bello non ha paura di nulla:

il monastero di Daphni

MEN AT WORK

Valeria Poletti

Una musica da paura

APOSTOLATO BIBLICO

Calogero Manganello

Il giovane nella Bibbia

VETRINA BIBLICA

ARTE

Marcello Panzanini

Il vero catenaccio è la paura: L’incredulità di Tommaso

del monastero di Daphni

 

Editoriale

La paura è un sentimento di cui nella Bibbia

si parla tantissimo. Non che la sacra Scrittura

ce ne offra un trattato ordinato e dettagliato:

piuttosto, come per gli altri sentimenti, troveremo

storie, personaggi, riflessioni e preghiere che

esprimono questo sentimento così radicato nel profondo

del nostro cuore.

Inizieremo la nostra carrellata con la paura dell’uomo

di fronte a Dio; ci soffermeremo su concetti quali

spavento e terrore, per poi sviluppare la categoria

di “timore di Dio”, a cui la tradizione sapienziale accorda

molta importanza (Sebastiano Pinto). Il secondo

passo dell’itinerario che vi proponiamo ci porterà

ai tempi dell’esodo, quando Israele è stato chiamato

a vincere la paura di vivere da popolo libero (Dionisio

Candido). Il terzo e quarto sguardo sulla paura

prendono le mosse rispettivamente dall’esperienza

di Gedeone (e dei profeti) e dalle riflessioni-preghiere

di alcuni Salmi. Coloro che sono scelti per una missione

spesso sembrano o si sentono inadeguati; ciò

non è per Dio un problema – anzi, l’inadeguatezza e

la paura di non farcela possono diventare luogo della

presenza di Dio, della sua azione (Laura Invernizzi).

Allo stesso modo, la fiducia in Dio è presentata dalla

Bibbia come via privilegiata per uscire dalla paura:

sia la fiducia che nasce dall’intervento di qualcuno

che si fa vicino, sia quella che sboccia nel silenzio

e nella solitudine, quando Dio non risponde all’invocazione

ma l’orante cerca – e trova – nella memoria le

tracce della sua presenza (Benedetta Rossi).

Fin qui siamo rimasti nell’Antico Testamento. Passando

poi al Nuovo, ci confronteremo anzitutto con

la paura di Gesù di fronte alla morte. Al Getsemani

egli ha provato paura, disorientamento, angoscia

e tristezza grande. Sono sentimenti normali, che tutti

noi sperimentiamo in momenti tanto drammatici;

sono sentimenti che anche Gesù ha provato, perché

non ha finto di farsi uomo, non ha scelto per sé

solo esperienze positive (Carlo Broccardo). Passeremo

quindi in rassegna alcuni “luoghi” che, più di altri, generano

paura nei discepoli: il mare di Galilea, la strada

 

verso Gerusalemme, il sepolcro vuoto. Sorprende

tanta paura da parte dei discepoli; ma, a ben guardare,

quando tocca le corde più intime del nostro sentire,

della nostra resistenza a lasciarci andare, della nostra

capacità di aprirci al mistero, essa è tanto autentica

quanto la nostra stessa umanità (Annalisa Guida).

Come già nel numero precedente di Parole di Vita,

dopo gli articoli che hanno approfondito uno o più

brani biblici, ci saranno i tre contributi di carattere

sintetico. La sintesi teologica (Serena Noceti: la paura

sollecita a ripensare l’umano); quella di stampo catechetico-

spirituale (Valentino Bulgarelli, sul vangelo

come antidoto contro la solitudine); quella secondo

una prospettiva psicologica (in cui Rosella De Leonibus

dà la parola alla paura, chiedendole di rispondere

alle nostre domande).

Rimangono sul tema della paura anche la copertina

e la rubrica “Per saperne di più…” (Marcello Panzanini),

che ci fanno conoscere il monastero di Daphni

in Grecia, perché il bello non ha paura di nulla; il

mosaico con l’incontro fra Tommaso e il Risorto “racconta”

di come la paura possa chiudere le porte del

cenacolo, isolando la comunità. La rubrica “Men at

work” (Valeria Poletti) si soffermerà questa volta sulla

musica, esplorando il mondo delle dissonanze: “una

musica da paura”. Continua il suo percorso sui giovani

la rubrica “Apostolato biblico” (Calogero Manganello)

e sulla Bibbia come paradigma culturale l’inserto

staccabile, che si sofferma sui messaggi paradossali

dei vangeli (Marco Tibaldi).

Insomma, la paura non è un sentimento facile;

ma coprirla per fingere che non ci sia sarebbe un errore.

Perché – parafrasando la conclusione dell’articolo

di Rosella De Leonibus – ci insegna a riconoscerci

nella fragilità degli altri, a sentire empatia, e ci rende

bisognosi di cercare e desiderosi di darci a vicenda

conforto, rassicurazione, speranza, amore. I tanti testi

biblici che – passi il terribile gioco di parole – non

hanno paura della paura stanno lì come promemoria,

perché non ci dimentichiamo quanto possiamo

imparare da questo sentimento.

 

Carlo Broccardo



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 497"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023613
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

Per comunicare meglio

43. I casi difficili/12. Parlare di se stessi all’inizio del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

3 Vivere in grazia di Dio!

1. Vivere in grazia di Dio: nella prospettiva

del linguaggio comune e di quello religioso (Valeria Boldini)

2. Vivere in grazia di Dio: nella prospettiva

della rivelazione biblica (Maurizio Aliotta)

3. Come e dove ricevere la grazia di Dio? (Silvano Sirboni)

SUSSIDIO

Insieme verso il matrimonio (Battista Borsato)

PREPARARE LA MESSA

Dalla solennità della SS. Trinità alla 14ª domenica del Tempo ordinario

Santissima Trinità (Fabrizio Tosolini, Elena Massimi)

SS. Corpo e Sangue di Cristo (Fabrizio Tosolini, Elena Massimi)

10ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Cataldo Zuccaro,Massimo Orizio)

11ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Alberto Carrara,Massimo Orizio)

Natività di Giovanni Battista (Fabrizio Tosolini, Antonio Maria Sicari,Massimo Orizio)

13ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Giovanni Ancona,Massimo Orizio)

14ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Ezio Prato, Massimo Orizio)



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Titolo: "Concilium - 2018/2 - Sicurezza umana"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023620
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Indice

 

Michelle Becka – Felix Wilfred – Mile Babi,

Editoriale

Abstracts

I. Sicurezza umana. Contributi dalla teologia 25

1. Questioni fondamentali

1.1 Erny Gillen, Attribuire un peso etico alla sicurezza umana e renderla utilizzabile

sul piano politico 

I/ Introduzione

II/ Crescere fra tensioni polari

1/ Il “complesso della sicurezza umana” nella tensione fra spazio e tempo

2/ Il “complesso della sicurezza umana” nella tensione fra unità e conflitto

3/ Il “complesso della sicurezza umana” nella tensione fra realtà e idea

4/ Il “complesso della sicurezza umana” nella tensione fra tutto e parte

III/ Conclusione

1.2 Regina Ammicht Quinn, «Forte rocca è il nostro Dio»:

necessità e limiti della sicurezza

I/ Sicurezza e religione

II/ La sicurezza: tre livelli di significato

III/ Ambivalenze della sicurezza

IV/ Assolutizzazione della sicurezza

V/ La buona sicurezza

VI/ Produrre buona sicurezza

VII/ La religione come guida per gestire l’insicurezza

2. Prospettive teologiche

2.1 Knut Wenzel, Fra paura e abbondanza.

Per una teologia del bisogno di sicurezza 

I/ Bisogno e discorso

II/ Immaginazioni di sicurezza fra totalizzazione e decostruzione

1/ L’idea del cosmo

2/ Il concetto di creazione

III/ L’assolutismo dell’amore, il rischio della libertà e il superamento della sicurezza

2.2 Rainer Kessler, «Effetto della giustizia sarà la pace,

frutto del diritto sicurezza per sempre» (Is 32,17).

Sicurezza individuale e collettiva

alla luce della Bibbia ebraica . . . . . . . 62

I/ «La vita è sempre in pericolo di vita» (E. Kästner)

II/ «Riposerei in un luogo di riparo» (Sal 55,9)

III/ Nessuna sicurezza senza pace e giustizia

2.3 Matías Omar Ruz, Chiesa e sicurezza in Argentina.

Fluttuazioni di un legame controverso . . . . 73

I/ Introduzione

II/ Dottrina della sicurezza nazionale e cattolicesimo:

breve storia di una relazione dai frutti tragici

II/ Sicurezza, stato e chiesa in alcuni fatti recenti:

il caso del popolo mapuche e della riforma pensionistica

IV/ Riflessioni finali: sicurezza nazionale o sicurezza umana?

3. Insicurezza, povertà e violenza

3.1 Jojo M. Fung, Una teologia emergente della sicurezza umana: il contesto filippino

Introduzione

I/ Minacce alla sicurezza umana

II/ Critica dell’insicurezza umana e sviluppi

III/ Verso una teologia della sicurezza umana

Conclusione

3.2 Pilar Mendoza, Perdere ogni sicurezza.

Le migrazioni forzate in Colombia 

I/ Introduzione

II/ Breve caratterizzazione delle migrazioni forzate

in Colombia

III/ La città, un luogo di rifugio

IV/ Gli sfollati per violenza come attori del cambiamento

3.3 Elias Opongo, Insicurezza e violenza: effetti sulla sicurezza degli individui

I/ Introduzione

II/ Concettualizzazione della sicurezza umana

III/ Violenza armata, instabilità e sicurezza umana

IV/ Conclusione

3.4 Michal Kaplánek, Da una discreta sicurezza ad una libertà insicura 

I/ Nostalgia delle pentole della carne in Egitto

II/ Sicurezza della fede?

III/ Differenze di punti di vista tra i cristiani

IV/ Evangelizzazione: risposta ai bisogni spirituali dell’uomo di oggi

3.5 Jude Lal Fernando, Ripensare la sicurezza umana

nella Penisola coreana: mettere in pratica una pace giusta

I/ Introduzione

II/ Una fede che fa autocritica e la sicurezza umana

III/ Pace giusta come sicurezza umana

IV/ Lo sforzo della Corea del Nord e della Corea del Sud per una pace giusta

V/ Conclusioni

II. Forum teologico 135

1. Harald Meyer-Porzky, Ruth Pfau (1929-2017).

In memoriam 

2. Bruno Demers, Claude Geffré (1926-2017),

domenicano, docente onorario dell’Institut Catholique.

In memoriam

I/ Teologo ermeneuta

II/ Teologo del pluralismo religioso

3. Solange Lefebvre – David Seljak,

Gregory Baum (1923-2017), pioniere dell’ecumenismo

e del dialogo. In memoriam

III. Rassegna bibliografica internazionale

 

_______________________________________________________________

Editoriale

Il concetto di “sicurezza umana” e la sua idea di fondo rimandano

al Rapporto UNDP sullo sviluppo umano del 1994, dal

titolo «New Dimensions of Human Security». Scopo di quel

rapporto era di intendere la sicurezza come sicurezza delle persone

e non degli stati o dei territori nazionali:

Per troppo tempo la nozione di sicurezza è stata concepita a partire

dal potenziale di conflittualità esistente tra gli stati. Per troppo

tempo la sicurezza è stata identificata con le minacce alle frontiere

di un paese. Per troppo tempo le nazioni si sono mosse alla ricerca

di armamenti per proteggere la loro sicurezza. Per molti oggi il

senso di insicurezza nasce invece da preoccupazioni riguardanti

la loro vita quotidiana, piuttosto che dal timore di un cataclisma

mondiale. La sicurezza del lavoro, la sicurezza del reddito, la

sicurezza sanitaria, la sicurezza ambientale, la sicurezza dal crimine:

sono queste le preoccupazioni emergenti in tema di sicurezza

umana in tutto il mondo1.

La “sicurezza umana” pone al centro non gli stati, ma le

persone, e mira alla loro sicurezza personale e alla loro libertà

individuale: richiede la libertà dalla paura (fear) e la libertà dal

bisogno (want). In questo risiede l’importante riconoscimento

che il senso di sicurezza delle persone è influenzato non solo

dalla paura di fronte alle minacce, dalla perdita o da un futuro
incerto, ma anche dal bisogno materiale – con tutti i fenomeni

concomitanti. La sicurezza umana nel senso del citato Rapporto

sullo sviluppo umano comprende infatti sette dimensioni: la

sicurezza economica, la sicurezza alimentare, la sicurezza sanitaria,

la sicurezza personale (nel senso della tutela dalla violenza

e da altre minacce), la sicurezza ambientale (come tutela

da catastrofi e minacce ambientali, quali la carenza di acqua

potabile, la desertificazione ecc.), la sicurezza della comunità

(comprendente la tutela nelle comunità e delle comunità) e

la sicurezza politica2. Essa richiede la difesa e la creazione di

quelle condizioni che rendono possibile l’organizzazione di

spazi di libertà e il dispiegamento delle competenze in questi

ambiti. Inoltre, date le interdipendenze e dati gli effetti globali

delle pratiche locali, essa può essere intesa soltanto in senso

globale, necessitando di corrispondenti sforzi politici a livello

internazionale.

Dal 1994 l’idea di sicurezza umana gioca, all’interno delle

Nazioni Unite, un ruolo rilevante. Nel 2001 è stata istituita una

commissione per la sicurezza umana, che formula suggerimenti

per la sua difesa dalle minacce, poi concretizzati e sviluppati

in ulteriori commissioni e gruppi di lavoro. Nel 2012 l’Assemblea

generale ha poi emanato una risoluzione (66/290) sulla

sicurezza umana, nella cui nozione include fra l’altro

il diritto delle persone a vivere in libertà e dignità, affrancate da

povertà e disperazione. Tutti gli individui, in particolare quelli

vulnerabili, hanno titolo alla libertà dalla paura e alla libertà dal

bisogno, con una pari opportunità di godere di tutti i diritti e di

sviluppare pienamente il loro potenziale umano.

Su questa base la sicurezza umana viene definita sia come

tutela complessiva centrata sulla persona, legata al contesto

specifico e orientata alla prevenzione, sia come stimolo alla

presa di coscienza (empowerment) per i singoli e per le comunità.

In questo la sicurezza umana appare inscindibilmente connessa

alla pace, allo sviluppo e ai diritti umani. La risoluzione

sottolinea la responsabilità primaria degli stati, da collocarsiperò in

un sistema di collaborazione e cooperazione della comunità

internazionale.

Una ridefinizione del concetto di sicurezza, come quella

compiuta dalle Nazioni Unite, era sensata e necessaria, perché

tiene conto della varietà e della complessità dei bisogni di

sicurezza e delle minacce alla sicurezza, ponendo al centro la

persona. E tuttavia questo concetto sensato e dominante all’interno

dell’ONU sembra essere stato poco efficace nel concreto.

A ormai venticinque anni dalla pubblicazione di quel Rapporto

sullo sviluppo umano, questo fascicolo vuole riprendere

il tema, mettendo in rilievo nuovi aspetti e discutendolo nuovamente

nel contesto della teologia. Una rinnovata riflessione

sulla sicurezza sembra necessaria, poiché il mondo e il giudizio

sulla sicurezza – anche in conseguenza dell’11 settembre 2001,

ma non solo – si sono fortemente modificati nei due decenni

passati. Vi contribuisce anche il dato di fatto che l’insicurezza

per le preoccupazioni della vita quotidiana e quella causata da

una situazione mondiale caratterizzata da frequenti eventi catastrofici,

secondo la distinzione proposta – a ragione o a torto

– nella precedente citazione dal Rapporto UNDP, non sono praticamente

più separabili. Ciò d’altra parte sembra essere oggi

sempre più funzionale agli stati come legittimazione a pensare

con le categorie della sicurezza nazionale: di fronte a minacce

vere e presunte, il discorso della sicurezza è onnipresente ed

è funzionale all’evidente giustificazione della limitazione dei

diritti alla libertà o dell’uso della violenza. Questa tuttavia non

può essere la strada giusta. Ma che vi sia un legittimo bisogno

di sicurezza è difficile da negare.

La sicurezza resta un concetto ambivalente e diversamente

interpretabile. Un confronto approfondito con ciò che la sicurezza

umana è o dovrebbe essere è pertanto necessario.

I contributi raccolti in questa pubblicazione scelgono approcci

molti diversi al tema, intendendo la stessa “sicurezza

umana” in modi differenti. Alcuni contributi si confrontano

esplicitamente con la nozione di “sicurezza umana” proposta

dalle Nazioni Unite – delineando un ulteriore sviluppo che

parte da una previa approvazione o da un confronto critico con

quella nozione; altri riflettono sulla sicurezza prescindendo

piuttosto da quella formulazione. Pur con tutta la feconda [...]



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Titolo: "Lateranum n. 3/2017"
Editore: Lateran University Press
Autore:
Pagine:
Ean: 9788846512017
Prezzo: € 20.00

Descrizione:

INDICE

 

 

Giuseppe Lorizio, Editoriale

 

Lubomir ak, Il “realismo” come visione del mondo: intro­duzione al concetto di complessità elaborato da Pavel A. Florenskij

 

Vladislav Shaposhnikov, Mathematics as the Key to a holistic World View: the Case of Pavel Florensky

 

Natalino Valentini, «Florenskij – filosofo della religione e del culto». Dalla fenomenologia del sacro alla santificazione della realtà

 

Mario Enrico Cerrigone, «Il sentiero del mago». Il significato del disapprendimento nella nicosofia di Florenskij

 

Nicolai Pavliuchenkov, Establishment of “Ontologicity” as the Basis for Pavel Florensky’s Name Worshipping Standpoint

 

Silvano Tagliagambe, La concezione antinomica della verità alla prova delle neuroscienze

 

Gilberto Safra, Pavel Florensky’s Contribution to the Psycho­analytic Field

 

Márcio Luiz Fernandes, As correspondências carcerárias de Pavel Florenskij: expressões do pensamento complexo

 

Francisco José López Sáez, La kénosis silenciosa de un homo sacer: el todo del sentido del mundo desde el «ángulo diver­so» de la estancia en el lager de Pavel Florenskij

 

FidelVillegas Gutiérrez, Pável Florenski en la «Isla de los vien­tos». El combate por la belleza

 

«Penetrare nel profondo delle cose». Bibliografia ragionata (a cura di Giuseppe Malafronte)

 

Recensioni

 

Libri ricevuti

 

Indice

 

Indice dell’annata

 

 

 

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EDITORIALE

 

Le miscellanee commemorative sul pensiero dei grandi maestri, affidate agli specialisti, corrono un duplice rischio. In primo luogo quello della setto¬rializzazione monografica, in quanto ciascuno, attingendo al bagaglio della propria erudizione sull’opera dell’Autore che si commemora, ne approfondisce un aspetto o una tematica, condannando il proprio lavoro a ricevere attenzione soltanto dagli specialisti della materia. In secondo luogo tali iniziative rischia¬no di incrementare una sorta di “scolastica”, nel nostro caso florenskijana, la quale, piuttosto che liberare il pensiero lo incatena in categorie e prospettive, che restano comunque relegate nell’epoca e nel contesto dell’Autore, senza interpellare il nostro tempo e i nostri contesti.

 

Onde sfuggire a queste tentazioni e non incorrere nei suddetti rischi si richiede un passaggio, certamente faticoso e per nulla scontato, dal monogra¬fico allo speculativo, che risulterà decisamente fecondo, incrociando tematiche e problematiche vive nell’attuale contesto teologico, filosofico e scientifico.

 

Nel tentativo di offrire qualche spunto, come chiave di lettura, di questo fascicolo monografico della nostra rivista teologica, che pubblichiamo in oc¬casione dell’ottantesimo anniversario della morte di P.A. Florenskij, tenterei di individuare due fuochi intorno ai quali può muovere la riflessione, nutrendosi delle risultanze del cammino del grande e geniale pensatore russo.

 

Il primo fuoco si individua facilmente nel titolo che si è voluto dare a que¬sta raccolta di saggi e che proviene dallo stesso Florenskij: “Ho contemplato il mondo come un insieme”. Si direbbe oggi che siamo di fronte a una visione olistica o integrale del mondo, che tuttavia non intende affatto nascondere la complessità e l’articolato dinamismo del reale. Il secondo fuoco si concentra sul “realismo” gnoseologico, che il pensatore russo ritiene di adottare, nel proporre la propria visione del mondo.

 

Indubbiamente si tratta di questioni di estrema e, se si vuole, perenne at¬tualità, che, se tenute insieme, fanno emergere una domanda fondamentale: è possibile una visione olistica del mondo che sia al tempo stessa profondamen¬te realistica? La pretesa relativa alla “possibilità di conoscere il tutto” (F. Ro¬senzweig) non richiede altrettanta immaginazione? Ovvero non è necessaria una fondamentale presa di distanza dal reale per poterlo descrivere come un insieme?

 

La teologia fondamentale più recente sta coltivando un’attenzione all’im¬maginario, che richiede certamente spirito critico, ma anche adeguato approfondimento speculativo. Nel nostro incontro con Florenskij, che abbiamo voluto inserire fra i “testimoni/martiri” nel nostro bilancio della teologia fonda¬mentale del Novecento, abbiamo tracciato tre prospettive, a partire dalle quali si possono rinvenire suggerimenti per offrire risposte plausibili ai quesiti di cui sopra. Si tratta della logica del paradosso (in senso antinomico), del pensiero iconico e del nesso inscindibile fra verità e libertà.

 

Nel primo di questi orizzonti (paradosso come antinomia), ove vale il principio hegeliano Das Wahre ist das Ganze, siamo chiamati a considerare l’immaginario come uno degli aspetti costitutivi dello stesso reale, che può essere colto come insieme solo attraverso un atteggiamento contemplativo. A tal proposito mi sembra di estremo interesse la necessità, sottolineata in uno dei contributi di questo fascicolo, del “disapprendimento”, ispirato dalla “ni¬cosofia”, come forma di conoscenza che si incarica di decostruire il cosiddetto sapere del “senso comune” che non ha nulla a che vedere col sano ed autentico realismo.

 

Il secondo orizzonte (quello del pensiero iconico) ci conduce alla consi¬derazione, anch’essa paradossale, relativa al realismo dell’icona, che nasce dalla meditazione contemplativa e naturalmente non esclude l’immaginazione dell’iconografo. Sarà il “canone”, ovvero la “tradizione” a ricondurre l’artista al senso del reale che intende iconicamente rappresentare. Del resto Florenskij sarebbe certamente disposto a sottoscrivere il famoso detto di Stravinsky: “tut¬to ciò che non è tradizione è plagio”.

 

Infine, a proposito del nesso verità/libertà, la possibilità di percepire/con¬templare il mondo come un insieme, si realizza all’interno del superamento di una visione scientifica del reale, ispirata al determinismo, attraverso il salto (che richiede l’esercizio della libertà) dalla scienza alla sapienza, onde intro¬dursi in una visione sofiologica del reale, che nasce dall’intuizione intellettuale piuttosto che dalle induzioni scientifiche o dalle deduzioni logiche.

 

La lettura di queste pagine potrà allora diventare un inizio per ulteriori approfondimenti, che rifuggendo dall’attualizzazione selvaggia, sempre in ag¬guato, potrà forse consentirci di interrogare l’opera geniale di P.A. Florenskij a partire dalle questioni del nostro tempo e del nostro villaggio globale.

 

Giuseppe Lorizio



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Titolo: "Concilium - 2018/1 - Cristianesimi asiatici"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023583
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

 

Sommario

Daniel Franklin Pilario – Felix Wilfred

Huang Po-Ho, Editoriale. Cristianesimi asiatici:

incontri postcoloniali

Abstracts


I. Cristianesimi asiatici

 

1. Cristianesimi asiatici: letture postcoloniali

 

1.1 Felix Wilfred, Cristianesimi e teologie asiatici

attraverso la lente del postcolonialismo

I/ Un’istantanea

II/ Un monito: la sepoltura frettolosa del colonialismo

III/ Decostruire la rappresentazione eurocentrica

del cristianesimo asiatico e riconoscere il suo carattere

e il suo modus operandi che sono peculiari

IV/ Oltre l’universale e il particolare, guardare al singolare

V/ Una critica postcoloniale dell’inculturazione in Asia

VI/ La strada ecumenica postcoloniale delle chiese asiatiche:

verso il postdenominazionalismo

VII/ Gettare una rete ecumenica più ampia

VIII/ Conclusione: teologie asiatiche e Concilium

 

1.2 Jose Mario Francisco, Rivendicare il cristianesimo

come asiatico

I/ Liberarsi dalle prospettive distorcenti

1/ Il cristianesimo come minoranza

2/ Il cristianesimo come coloniale

3/ Il cristianesimo come estraneo

II/ Verso la rivendicazione del cristianesimo come asiatico

1/ La comparsa del soggetto cristiano asiatico

2/ La valorizzazione del cristianesimo asiatico vissuto

3/ Traduzione e dialogo in nome della cattolicità

 

1.3 Pablo Virgilio David, Una lettura postcoloniale

di Gal 3,28

 

1.4 Marie-Theres Wacker, Approcci postcoloniali

a Gal 3,27-28 per una varietà del cristianesimo in Asia 64

I/ Ricordi

II/ Lingua

III/ Ebraismo

IV/ Schiavitù

V/ Genere

V/ Conclusione

 

2. Teologie della liberazione e teologie femministe:

incontri asiatici

 

2.1 Diego Irarrázaval, La liberazione dell’America del Sud

alimentata dal cristianesimo asiatico

I/ Sollecitudini fondamentali

II/ Ricerche all’avanguardia

III/ Priorità interconfessionali

IV/ Paradossi postcoloniali

 

2.2 José M. De Mesa, La dominazione linguistica

in teologia I/ Il predominio dell’inglese: un’esperienza vissuta

II/ Gli effetti residui delle colonizzazioni spagnola e americana

III/ Il linguaggio come luogo di contestazione

IV/ Una formazione teologica occidentale

V/ Reinterpretare da una prospettiva filippina: un esempio

 

2.3 Linda Hogan, Etica interculturale femminista:

colloquiare con l’Asia

I/ Dalla prima analisi femminista in teologia

alla critica postcoloniale

II/ La sfida da affrontare: sempre più

pluralismo e interculturalità

III/ L’onere del rappresentare

 

2.4 Agnes M. Brazal, Immagine femminile di Dio

e leadership delle donne in Ciudad Mistica de Dios

I/ Introduzione

II/ Ciudad Mistica: informazioni di base

III/ Una lettura contrappuntistica

IV/ Ciudad Mistica come religione ibrida

V/ Simbolismo divino ed etica

VI/ Dialogo sulla leadership delle donne

 

2.5 Stefanie Knauss, Percepire l’Altro e il Divino

attraverso esperienze incarnate

I/ Introduzione

II/ Teologia estetica come teologia aistetica

III/ Teologia estetica e aistetica in Asia

IV/ Conclusone: il significato teologico del gustare,

dell’odorare, del toccare

 

3. Dialoghi interreligiosi e tra fedi diverse in Asia

 

3.1 Huang Po-Ho, Il dialogo tra fedi diverse

nei contesti religiosi asiatici

I/ Una profonda religiosità e le sfide che pone all’Asia

II/ Il dialogo: interreligioso o fra diverse fedi?

III/ Il proselitismo e il cristianesimo asiatico

IV/ Il dialogo fra fedi diverse nei contesti asiatici

V/ Conclusione

 

3.2 Thierry-Marie Courau, La mano che ascolta.

Essere in dialogo con le tradizioni asiatiche

Introduzione

I/ La chiesa, sacramento di salvezza

II/ Il dialogo della salvezza

III/ La via singolare del Buddha

Conclusione

 

3.3 Jojo M. Fung, Incontri postcoloniali

con le religioni indigene

per la pace e l’armonia ecologica

I/ Introduzione

II/ Un cambiamento di paradigma negli incontri postcoloniali

III/ Trattative di pace in mezzo alle contese

IV/ Sostenibilità sacra: una strategia negoziale per la pace

1/ Sostenibilità sacra: un senso mistico vissuto e incarnato

2/ Sostenibilità sacra: una rete sacra di interdipendenza

3/ Sostenibilità sacra: un costume e un cammino di vita

V/ Conclusione

 

II. Forum teologico

 

1. Ramon Echica, Profetizzare o non profetizzare:

è questo il dilemma?

I/ L’attivismo della chiesa filippina in passato

II/ La profezia al tempo del presidente populista Duterte

III/ Conclusione: la profezia autentica

 

2. Eliseo Mercado, Soffia un vento nuovo che modella

nuove piattaforme per il dialogo interreligioso

 

III. Rassegna bibliografica internazionale

 

 

Editoriale

Cristianesimi asiatici:

incontri postcoloniali

Gli storici del cristianesimo sono concordi nell’affermare

che, prima della fine del I secolo, la fede cristiana aveva raggiunto

persino l’India e la Cina. È poi storicamente documentato

che un certo Teofilo, inviato dall’imperatore Costantino in

«altre parti dell’India» nel 354, avesse incontrato un gruppo

di cristiani in ascolto «della lettura del vangelo, in posizione

seduta», la qual cosa urtò la sua sensibilità ariana1. Oppure si

può citare la calda accoglienza riservata, nel 635, ad Alopen,

missionario occidentale, da parte dell’imperatore cinese Taizong,

della dinastia Tang, la cui amministrazione tollerante

ammetteva il cristianesimo2. Alopen non fu il primo cristiano

a mettere piede in Cina, poiché molti cristiani già da diverso

tempo commerciavano lungo la Via della Seta.

Tuttavia, questa direttrice storica asiatica è poco nota, perché

la storiografia dominante del cristianesimo è sempre stata

eurocentrica. La maggior parte dei libri di storia utilizzati nei

seminari riporta una divisione in tre scansioni temporali: epoca

antica (ebraica-greca), epoca medioevale (europea) ed epoca
moderna (espansione coloniale). Quest’ultima corrisponde alla

“nuova epoca della missione mondiale”, in cui America latina,

Africa e Asia fanno il loro ingresso nella narrazione cristiana.

Ciò che viene omesso in questa narrazione è il fatto che

durante il primo millennio, esistevano già espressioni differenti e

mature e vivaci del medesimo cristianesimo in tutte le principali

culture del mondo antico: quella romana ma anche quelle mediterranea,

persiana, cinese, indiana, armena, araba, africana ecc.3.

L’Oriente cristiano, per esempio, è stato cancellato dalla

storiografia dominante, visto che i cristiani di quelle terre sono

stati etichettati come eretici o scismatici – ariani, nestoriani o

monofisiti – e, nel nostro secolo, li riteniamo addirittura delle

nullità, quasi fossero stati spazzati via con la forza. Così, il

cristianesimo asiatico è divenuto «un cristianesimo perduto»4.

Ma non si può negare che, agli inizi, esso fosse più radicato

in Asia e nel Nord Africa che non in Europa; e che «soltanto

dopo il 1400 circa l’Europa (e l’europeizzato Nord America)

divennero infine il cuore del cristianesimo»5. Tramite diverse

forze esterne di natura politica, militare, religiosa e culturale,

il cristianesimo è stato quasi del tutto eliminato dal continente

asiatico, a partire dal XIV secolo. Pertanto, esso prese ad essere

automaticamente considerato come “europeo”: «L’Europa

era l’unico continente dove non era stato distrutto. Gli eventi

avrebbero potuto avere uno sviluppo ben diverso»6.

È con lo spirito di voler recuperare le voci perdute dei

cristianesimi asiatici che Concilium intraprende questo dialogo

con i teologi asiatici. In questi confronti si è consapevoli

che, lungo tutto il corso della storia, il cristianesimo in Asia e

ovunque ha incontrato diverse voci, fedi, economie, culture e [...]




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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023606
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

 S. Sirboni

La tradizione clona il passato

o orienta al futuro?

Studi

 A. Grillo

Perché per innovare

si vuol tornare indietro?

 L . Balugani

I preti del futuro:

tra tradizione e postmodernità

 P. Tomat is

Vicende di termini contesi:

sacro e mistero

 M . Gallo

Una riforma imposta?

 M .A. Paiano

La riforma della liturgia

come problema

nella storia della Chiesa

 K.P. Dannecker

Dimmi come celebri e ti dirò chi sei

 R . De Zan

Convocati e rinnovati dalla Parola

 D. Vita li

Mistero della liturgia

e mistero della Chiesa

Formazione

 Federazione Oratori Cremonesi

Preadolescenti e liturgia:

1. Santi loro… santi noi?

 M . Di Benedetto

Giovani e liturgia

2. Quando la vita diventa liturgia

 E . Massimi

Guida per cantare la messa

2. Atto penitenziale, Kyrie, Gloria

Nota

 R . Barile

La giovinezza della Chiesa

nell’eucologia del Messale


 

Silvano Sirboni

La tradizione clona il passato

o orienta al futuro?

Editoriale

Perché alcuni ambienti ecclesiali,

di vertici e di base (anche giovanili) –

sebbene minoritari – chiedono il ritorno

a forme celebrative e a strutture ecclesiali

preconciliari? Quali ingenuità,

ma anche quali malesseri evidenziano?

È a partire da questa domanda sempre

più urgente che prende l’avvio il secondo

numero della nostra rivista per

l’anno 2018. Il lucido intervento del

prof. Andrea Grillo pone le basi perché

ciascuno e possibilmente anche gruppi

parrocchiali affrontino l’argomento in

modo da superare lo stereotipo inadeguato

di una certa identità cattolica

che confonde semplicemente il passato

con la tradizione.

In questo contesto postconciliare suscita

una certa sorpresa l’atteggiamento

di non pochi seminaristi e giovani

preti che si sentono profondamente

attratti dal fascino di una liturgia e, di

conseguenza, dal fascino di una chiesa

fortemente sacrale. La documentata

analisi di Luca Balugani allarga opportunamente

lo sguardo sui giovani postmoderni

e, pertanto, questo intervento

diventa prezioso anche per affrontare

problematiche che vanno oltre l’ambito

strettamente liturgico. Potrebbe costituire

una stimolante riflessione per

discutere con i giovani il loro rapporto

con la fede e con il culto.

A completamento di queste tematiche

offre una preziosa chiave di lettura

l’intervento di Paolo Tomatis che si

propone di superare lo scontro frontale

fra sacro e profano.

Una vecchia e infondata accusa vorrebbe

far credere che la riforma liturgica

sia stata un’operazione di pochi,

anzi di alcuni gruppi massonici nemici

della chiesa. Chi dice queste cose non

conosce la storia di oltre tre secoli e

in particolare la storia del Movimento

liturgico. Non solo, ma ignora, o finge

di ignorare, tutto il lavoro di ricerca

che ha preparato e accompagnato il

dibattito conciliare che, per quanto

riguarda la liturgia, si concluse con

un’entusiastica approvazione di tutta

l’assemblea conciliare (con solo quattro

voti contrari).

Il tradizionalismo si alimenta nell’ignoranza

della storia. Sono ben due,

sebbene con taglio diverso, gli inter...

 

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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023590
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

INDEX

 

 

Editoriale

Sebastiano Pinto

 IL CONFLITTO FRATERNO:

 GIUSEPPE TRA GELOSIA E INVIDIA

 Guido Benzi

 «GELOSO È IL SUO NOME» (ES 34,14).

 LA GELOSIA DI DIO:

 ATTRIBUTO O IDENTITÀ?

 Donatella Scaiola

 GELOSIA E VIOLENZA:

 UN BINOMIO INSCINDIBILE? (NM 25)

 Benedetta Rossi

 GELOSIA E PROFEZIA:

 UNA PASSIONE IN ATTO

 Davide Arcangeli

LO ZELO DI GESÙ

E IL COMPIERSI DELLE SCRITTURE

Andrea Albertin

INGELOSIRE ISRAELE: LA PEDAGOGIA

PARADOSSALE DI DIO IN RM 9–11

Serena Noceti

SOGGETTI DI DESIDERIO/AL DESIDERIO.

UNA RIFLESSIONE TEOLOGICA

Valentino Bulgarelli

LA GELOSIA. EDUCARE ALLA RELAZIONE

Rosella De Leonibus

GELOSIA, AMORE E LIBERTÀ

PER SAPERNE DI PIU

Marcello Panzanini

La liturgia cosmica di Filone di Alessandria

MEN AT WORK

Valeria Poletti

Il mostro dagli occhi verdi

APOSTOLATO BIBLICO

Calogero Manganello

La Bibbia, un testo che genera e nutre la fede

VETRINA BIBLICA

ARTE

Marcello Panzanini

Il marchio della gelosia: Caino e Abele di L. Hegedu”s

 

 

 

EDITORIALE

Come già s’è detto nel primo fascicolo del

2018, per due anni Parole di Vita attraverserà

le pagine della Scrittura alla ricerca dei

sentimenti di cui è impregnata, anzi intessuta.

Iniziamo il nostro percorso con un sentimento

non facile: la gelosia.

Partiremo dalla storia di Giuseppe, che dipinge

con tinte assai realistiche un conflitto tra fratelli in cui

– almeno all’inizio – la gelosia e l’invidia sembrano

avere la meglio; ma alla fine la tensione si risolve: solidarietà,

disponibilità al perdono, superamento della

gelosia, dell’invidia e del rancore; il racconto biblico è

una lezione di maturità (Sebastiano Pinto). Di gelosia

la Bibbia parla anche in relazione a Dio; anzi, nel libro

dell’Esodo si dice che «Geloso è il suo nome» (Es

34,14). Qui non c’entra nulla l’invidia: il Dio biblico

si presenta come un Dio “coinvolto” nelle vicende del

suo popolo, un Dio che è intimamente animato da

un sentimento di “gelosia” perché ama tanto (Guido

Benzi). Ci sono alcune pagine della Bibbia che sconcertano,

perché la gelosia di Dio diventa intransigente

nei confronti dei tentativi di mescolare la fede in lui

con quella in altre divinità. La violenza – inutile tentare

di negarlo – è una delle risposte che la Scrittura

dà allo zelo/gelosia per/di Dio; ma vale la pena ricordare

che non è l’unica né la prevalente (Donatella Scaiola).

Se guardiamo ai libri dei profeti, vediamo che la

gelosia di Dio è una passione trasformante, una forza

inarrestabile, capace di infliggere un giudizio spietato,

ma altrettanto capace di guarire la ferita che essa

stessa ha provocato (Benedetta Rossi). Pensando ad

un sentimento così potente da essere devastante, forse

non ci viene spontaneo attribuirlo a Gesù; eppure

l’evangelista Giovanni – e, seppur con una terminologia

non specifica, pure gli altri evangelisti – non

esita a raccontare di un Gesù per il quale fare la volontà

del Padre è una realtà vissuta con zelo e sensazioni

viscerali quali la fame e la sete (Davide Arcangeli).

Infine, la nostra carrellata di testi biblici si conclude

con i capitoli 9–11 della Lettera ai Romani, in

cui Dio usa la gelosia come strumento per “convertire”

a sé il popolo eletto; anche coloro che ora non

hanno accolto Gesù, infatti, diventeranno gelosi vedendo

che i pagani sono entrati a far parte del popolo

di Dio e saranno quindi disponibili ad essere reinnestati

nell’olivo da cui sono nati (Andrea Albertin).

Sono molte le realtà che si celano dietro al vocabolo

«gelosia», come si può vedere dai sei passaggi

dell’Antico e del Nuovo Testamento che affronteremo

in questo fascicolo di Parole di Vita. Non per

semplificare una situazione complessa, ma per avere

alcune chiavi di lettura, vi offriamo anche tre articoli

di sintesi. Il primo da un punto di vista teologico

(Serena Noceti): i testi biblici affrontati, infatti, sollecitano

la riflessione teologica a non relegare i sentimenti

nel capitolo della morale, ma ad allargare la riflessione

sull’antropologia teologica (che tipo di uomo

e donna vengono rappresentati nelle Scritture?)

e alla teologia fondamentale (quale immagine di Dio

ne emerge?). Il secondo articolo è relativo più alla catechetica-

spiritualità: affetti e sentimenti, per quanto

possano essere destabilizzanti, non vanno esclusi dai

percorsi di formazione e di crescita nella fede (Valentino

Bulgarelli). Il terzo articolo, infine, si pone da un

punto di osservazione psicologico-psicoterapeutico: la

gelosia, sentimento universale, può manifestarsi come

emozione momentanea che scalda le relazioni o

come veleno che le soffoca; il dolore, la rabbia, l’umiliazione

e la sfiducia possono distruggere i rapporti

che vorrebbero preservare. Si può imparare ad amare

coniugando impegno e libertà (Rosella De Leonibus)?

Rimangono sul tema della gelosia anche la copertina

e la rubrica “Per saperne di più…” (Marcello

Panzanini), che rileggono le vicende di Caino e Abele

con gli occhi del filosofo Filone di Alessandria (I secolo

a.C. – I secolo d.C.) e del pittore László Hegeds

(XIX-XX secolo); così come la rubrica “Men at

work” (Valeria Poletti). Continua invece il suo percorso

sui giovani la rubrica “Apostolato biblico” (Calogero

Manganello) e prosegue sulla Bibbia come paradigma

culturale l’inserto staccabile, che passa ora

dall’Antico al Nuovo Testamento (Marco Tibaldi).

Carlo Broccardo



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 496"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023477
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

SOMMARIO

RUBRICA

Per comunicare meglio

42. I casi difficili/11. Parlare di se stessi all’inizio del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

2 Lasciarsi guidare dallo Spirito

1. Lasciarsi guidare dallo Spirito: quale significato assume

nel contesto contemporaneo? (Valeria Boldini)

2. Lasciarsi guidare dallo Spirito: prospettiva biblica

(Patrizio Rota Scalabrini)

3. Guida dello Spirito e lettura delle Scritture

(Daniel Attinger)

SUSSIDIO

Settimana vocazionale (Roberto Laurita)

PREPARARE LA MESSA

Dalla domenica di Pasqua alla domenica di Pentecoste

Domenica di Pasqua (Nicoletta Gatti, Roberto Laurita)

2ª domenica di Pasqua (Nicoletta Gatti, Roberto Laurita)

3ª domenica di Pasqua (Nicoletta Gatti, Roberto Laurita)

4ª domenica di Pasqua (Nicoletta Gatti, Roberto Laurita)

5ª domenica di Pasqua (Nicoletta Gatti, Roberto Laurita)

6ª domenica di Pasqua (Nicoletta Gatti, Roberto Laurita)

Ascensione del Signore (Nicoletta Gatti, Roberto Laurita)

Solennità di Pentecoste (Nicoletta Gatti, Roberto Laurita)



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Titolo: "Pável Florenski en la «Isla de los vientos». El combate por la belleza"
Editore: Lateran University Press
Autore: Fidel Villegas Gutiérrez
Pagine:
Ean: 2484300023484
Prezzo: € 4.00

Descrizione:1. Introducción, 669 – 2. Un niño asombrado, 670 – 3. La integridad de la persona, 672 – 4. Si no fuese por vosotros, guardaría silencio, 675 – 5. Separado de todas las criaturas vivas, 679 – 6. Final: Contemplar la luz, 683

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Titolo: "La kénosis silenciosa de un homo sacer: el todo del sentido del mundo desde el «ángulo diverso» de la estancia en el lager de Pavel Florenskij"
Editore: Lateran University Press
Autore: Francisco José López Sáez
Pagine:
Ean: 2484300023491
Prezzo: € 4.00

Descrizione:1. La kénosis del silencio en la praxis final, 658 – 2. El último gesto kenótico: el saludo a la imagen de Dios en el hombre en un mundo desacralizado, 664

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Titolo: "Márcio Luiz Fernandes"
Editore: Lateran University Press
Autore: As correspondências carcerárias de Pavel Florenskij: expressões do pensamento complexo
Pagine:
Ean: 2484300023507
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

1. Introdução, 639 – 2. Por uma visão global do mundo, 641 – 3. A contemplação do mundo interior, 644 – 4. A dimensão educativa e cultural, 649 – 5. Conclusão, 655



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