Articoli religiosi

Ebook - Ebook - Riviste



Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024238
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

INDICE

 

Editoriale: La riflessione continua 3-7

ROBERTO TAMANTI

A cinquant’anni da Humanae vitae: continuità e novità 9-24

LUISA E PAOLO BENCIOLINI

La ricezione di Humanae vitae tra il popolo di Dio 25-39

RAMÓN LUCAS LUCAS

A cinquant’anni dall’Humanae vitae: la questione antropologica

rimane aperta 41-59

PIETRO COGNATO

Significato unitivo e generativo dell’amore coniugale.

Per un’etica della responsabilità 61-76

STEFANO ZAMBONI

Il magistero per il discernimento: Humanae vitae e Amoris laetitia 77-94

NADIA TOSCHI VESPASIANI

«Sub luce Evangelii et humanae experientiae». La ricezione

di Humanae vitae in alcuni manuali di teologia morale 95-128

ANTONIO GIRALDO FIDALGO

Humanae vitae. Approccio in prospettiva latinoamericana 129-142

LUCIA VANTINI

Asimmetria tra maternità e paternità.

Riflessioni a partire dall’Humanae vitae 143-154

Documentazione: «Amore coniugale e rinnovamento conciliare» -

«L’amore fecondo e responsabile» - «La sessualità

umana nella Humanae vitae» (Roberto Tamanti)

 

 

EDITORIALE

 

La riflessione continua

Non solo una ricorrenza formale. A cinquant’anni dalla sua pubblicazione

da parte di Paolo VI (25 luglio 1968), la lettera enciclica

Humanae vitae sul gravissimo dovere di trasmettere la vita umana

continua a far discutere. Dopo una gestazione lunga e complessa,

l’enciclica fu accolta all’insegna della critica. Fin dai suoi primi passi,

infatti, il cammino di ricezione di Humanae vitae è stato tutt’altro che

lineare: contestazioni, polemiche, distinguo su numerosi punti, insieme

a prese di distanza anche da parte di alcuni episcopati nazionali. Nata

come riflessione sui principi fondamentali riguardanti il matrimonio e

la procreazione, l’enciclica si trasformò ben presto in «segno di contraddizione

», vero e proprio terreno di scontro tra chi ne affermava il valore

profetico e coloro invece che ne denunciavano i limiti e le incongruenze.

Il contesto culturale in cui fu proposta – gli albori della contestazione

del Sessantotto – non favorì l’accoglienza serena ed equilibrata di un

documento che affrontava un tema controverso, ma decisivo per il futuro

dell’umanità.

In ambito pastorale, la situazione si è rivelata altrettanto problematica,

facendo registrare in molti casi un evidente scollamento tra le

indicazioni del magistero e la vita concreta dei fedeli, chiamati alla

trasmissione della vita nel contesto familiare cristiano, ma spesso lontani
o ignari dello spirito più autentico di
Humanae vitae. Alcuni commentatori

hanno parlato anche di uno «scisma sommerso» all’interno della

chiesa cattolica o almeno in alcuni suoi settori, critici verso i contenuti

specifici dell’Humanae vitae (ad esempio, la ribadita immoralità

dell’uso degli anticoncezionali e il ricorso esclusivo ai metodi naturali),

come sull’opportunità di un intervento magisteriale su una questione

per la quale non sembrava essere in gioco la relazione immediata con

Dio. Cinquant’anni dopo, molte cose sono cambiate: mutamenti profondi

e imprevedibili hanno investito tutti gli ambiti della vita umana,

dal piano sociale e culturale a quello economico, politico e tecnologico.

La stessa chiesa e la teologia hanno compiuto un lungo cammino

dopo Humanae vitae: sui temi affrontati dall’enciclica, vi sono stati

ulteriori interventi del magistero, fino all’ultimo in ordine di tempo,

l’esortazione apostolica Amoris laetitia di papa Francesco, che pur non

trattando in modo specifico della procreazione della coppia colloca la

riflessione su questo tema a partire da un approccio nuovo alla teologia

e alla pastorale della famiglia.

In occasione di questo importante anniversario, la nostra rivista

offre una riflessione articolata e multidisciplinare, in cui si mettono

a fuoco alcuni dei punti nevralgici che hanno segnato il dibattito su

Humanae vitae, insieme a una lettura che colloca l’enciclica nel contesto

odierno, caratterizzato da dinamiche ecclesiali e sociali con un

impatto molto diverso rispetto al tempo della sua pubblicazione, come

ad esempio il diverso ruolo assunto dalle donne e il notevole sviluppo

delle scienze nel campo del dominio dei processi naturali. La riflessione

si sofferma anche sull’insegnamento di Humanae vitae per il futuro,

segnalando sfide, opportunità e possibili evoluzioni.

È l’auspicio di Benedetto XVI nel quarto decennale dell’enciclica:

«Quanto era vero ieri, rimane vero anche oggi, […] ma la chiesa

non può esonerarsi dal riflettere in maniera sempre nuova e appro
fondita sui principi fondamentali che riguardano il matrimonio e la

procreazione»1.

Il primo contributo intitolato A cinquant’anni da Humanae vitae:

continuità e novità è di Roberto Tamanti. Si tratta di un bilancio

su questo testo magisteriale, alla ricerca delle acquisizioni ormai «definitive

» della dottrina sulla teologia del matrimonio e la sua finalità

procreativa, insieme alla riflessione su alcuni aspetti ancora oggetto di

dibattito.

Dall’esperienza maturata presso un consultorio familiare, proviene

il contributo di Luisa e Paolo Benciolini, La ricezione di Humanae

vitae tra il popolo di Dio. Due i momenti nella vita ecclesiale presi

in esame: gli anni immediatamente precedenti e successivi all’Humanae

vitae (1968) e la fase preparatoria al primo dei due sinodi sulla

famiglia (2014).

Humanae vitae non pone solo questioni morali e pastorali, ma

anche e soprattutto antropologiche. In questa prospettiva, per alcuni

commentatori l’enciclica ha rappresentato un’involuzione antropologica

rispetto alla linea personalista del concilio Vaticano II, mentre per altri

vi si troverebbero problematiche ormai superate. Di diverso avviso

è Ramón Lucas Lucas, A cinquant’anni dall’Humanae vitae: la

questione antropologica rimane aperta.

La riflessione sul significato dell’amore coniugale rappresenta sicuramente

uno dei contributi più significativi di Humanae vitae. Nel

suo articolo: Significato unitivo e generativo dell’amore coniugale.

Per un’etica della responsabilità, Pietro Cognato entra nel vivo del

dibattito e propone un approccio fenomenologico-analitico come via per

rendere comprensibile la verità dell’amore coniugale, individuandone

gli addentellati con la fede cristiana. [...]



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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024269
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

INDICE

 Editoriale: Dalla proscrizione al discernimento 3-7

CRISTINA SIMONELLI

Eresia: all’incrocio di molte vie 9-22

GABRIELE BOCCACCINI

Eresia? Una prospettiva ebraica 23-39

PASQUALE BASTA

L’Evangelo quadriforme come forma dell’ortodossia 41-54

PIERO STEFANI

Gesù eretico 55-67

WALTER MAGNONI

Eresie. Non solo idee 68-80

CRISTINA SIMONELLI

Evidentemente eretici. Procedimenti di costruzione dell’altro 81-92

SIMONE MORANDINI

Il dialogo ecumenico: decostruire «eresia»? 93-108

LUCIA VANTINI

Sospettare nel bene e nel male 109-121

Documentazione: Logiche escludenti (Cristina Simonelli) 123-130

Invito alla lettura (Aleksander Horowski) 131-139

 

EDITORIALE

Dalla proscrizione al discernimento

In necessariis unitas,

in dubiis libertas,

in omnibus caritas.

Eresia è un termine che evoca antiche controversie dottrinali, contrapposizioni

che hanno segnato il cammino del pensiero cristiano, già

a partire dai primi secoli. La storia ci ha consegnato figure eminenti

che in nome della fedeltà alla vera fede hanno accettato lo scontro con

coloro che la negavano o la mettevano in dubbio, giungendo anche

a subire la persecuzione, l’esilio, addirittura la morte. Ma quello di

«eretico» è anche l’epiteto con cui, in modo semplicistico e sbrigativo, si

è qualificato l’avversario di turno. Non soltanto, dunque, la custodia

dei significati evangelici, di ciò che è essenziale e irrinunciabile, ma

anche uno spauracchio da agitare per mettere a tacere voci scomode o

semplicemente non allineate con il pensiero dominante.
Il termine ha diversi significati. Nel pensiero greco-ellenistico,
hairesis

indicava scelta, scuola di pensiero, via specifica di sapienza, ma

anche opzione pratica, percorso di vita. Nel mondo giudaico, secondo

la testimonianza di Giuseppe Flavio, il termine designava invece i

partiti o i movimenti (esseni, farisei, sadducei) che caratterizzavano il

panorama religioso al tempo di Gesù (I secolo d.C.). Assente nei vangeli,

il termine «eresia» compare negli Atti degli Apostoli (5,17; 26,5), ma

è soprattutto a partire dall’epistolario paolino che assume una connotazione

negativa, come fattore divisivo nella comunità cristiana (1Cor

11,18-19; Gal 5,20). Nella Lettera a Tito (3,9-11) e nella seconda

Lettera di Pietro (2,1), il termine «eresia» assunse, invece, il significato

di deviazione perniciosa del pensiero. Con questa nuova accezione ebbe

inizio una copiosa letteratura antieretica, come testimoniato, ad esempio,

dalle opere di Giustino (Trattato contro tutte le eresie), Ireneo

(Esposizione e confutazione della falsa gnosi [noto come Adversus

haereses]), Tertulliano (La prescrizione contro gli eretici), ecc.

È ancora questa l’idea prevalente nella mentalità odierna: l’eresia

intesa come «deviazione dottrinale», in contrapposizione a un nucleo

essenziale, rappresentato da ciò che è ritenuto come ortodossia. La ricerca,

tuttavia, ha evidenziato una realtà più complessa e articolata.

A lungo si è ritenuto che all’origine del fenomeno, prima ci fosse l’ortodossia,

da cui solo in un secondo momento, come deviazione colpevole

o deliberata, si sarebbe distaccata l’eresia. Il tradizionale modello

«luce-ombra» (precedenza della retta dottrina che di riflesso porta con

sé la denuncia dell’errore) fu criticato da Walter Bauer (1934), il quale

interpretò l’eresia come un fenomeno complesso nel quale intervengono

più fattori, anche se non dello stesso valore o peso (cf. Cristina Simonelli).

L’osservazione dello studioso tedesco fece comprendere che di fronte

all’eresia occorre muoversi con intelligenza evangelica, con capacità

critica, con attitudine ermeneutica o detto altrimenti con profondo

discernimento.
Non di rado invece si è affrontata la questione dell’eresia ricorrendo

a indebite semplificazioni. Ciò è accaduto nell’antichità, ma anche,

per motivi diversi, in epoca moderna e contemporanea, dove – alla luce

della cultura del sospetto – il fenomeno è stato archiviato come operazione

ideologica, compiuta dalle strutture ecclesiastiche, interessate unicamente

ad affermare il proprio potere. Come ha ricordato Giovanni

Paolo II, in occasione del grande giubileo dell’anno 2000, la storia ha

registrato anche violenze pubbliche nella lotta contro le eresie. D’altro

canto, però, non sono mancati esempi positivi, se non illuminanti, come

nel caso del processo che ha portato alla formazione del canone delle

Scritture. Riguardo ai vangeli, il processo è stato «plurale, inclusivo,

ma non equivoco» (Cristina Simonelli), salvaguardando l’originalità

di ogni vangelo, senza mettere in secondo piano l’eccedenza dell’evento

Cristo rispetto alle testimonianze dei singoli autori.

Discernimento è allora la parola chiave: si tratta di allargare lo

sguardo su molteplici piani e considerare la vita cristiana nel suo insieme,

senza respingere le domande né l’interrogazione costante, nella

consapevolezza del carattere provvisorio e perfettibile delle formule e

delle regole. È quanto insegnato da Tommaso d’Aquino per il quale

l’atto della fede non è rivolto agli enunciati, ma alla realtà creduta2.

Ed è quanto si propone il presente fascicolo: presentare una riflessione

ampia e articolata sull’eresia, tema da non rubricare semplicemente

come retaggio del passato, ma che richiede un approccio attento alla

complessità, investigando non solo sulle forme che essa ha assunto nel

corso dei secoli, ma cercando anche di comprenderne le cause profonde

e le declinazioni nel contesto culturale ed ecclesiale dei nostri giorni. [...] 



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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024252
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

INDICE

Editoriale: Denaro, dimensione spirituale e sostenibilità 3-7

ALESSANDRA SMERILLI

Di cosa vive la chiesa oggi: tra teologia, pastorale e sostenibilità 9-24

ENNIO APECITI

La storia del «sovvenire» letta in parallelo con la storia della chiesa

nel fondamento della parola di Dio 25-40

GIUSEPPE DE VIRGILIO

Paolo e la sostenibilità economica delle «sue» comunità 41-55

ITALO DE SANDRE

Chiesa, denaro, solidarietà: intenzioni e responsabilità 57-70

GIULIO CARPI

La raccolta di fondi come evangelizzazione: il fundraising 71-83

GIOVANNI DALPIAZ

Crescita e declino nella presenza sociale degli istituti di vita consacrata 84-96

MARTÍN CARBAJO NÚÑEZ

Sostenibilità economica della famiglia francescana 97-114

VANNA CERETTA - GABRIELE PIPINATO

La gestione economica, luogo di annuncio credibile 115-131

Documentazione: Bilancio: comunicazione e trasparenza

(Vanna Ceretta - Germano Scaglioni) 133-139

Invito alla lettura (Oreste Bazzichi) 141-150

 

EDITORIALE

Denaro,

dimensione spirituale e sostenibilità

Il mondo oggi non richiede alla comunità ecclesiale di non avere

beni, ma di gestirli nella trasparenza, nel rispetto delle leggi e a servizio

delle diverse forme di povertà. È anche quanto sostiene papa Francesco:

«La trasparente e professionale gestione delle risorse economiche è

immagine di una vera famiglia che cammina nella corresponsabilità

e solidarietà tra i suoi membri e con i poveri»1. Come dimostra la

cronaca, la gestione dei beni è un banco di prova per la chiesa, chiamata

a testimoniare il Vangelo anche nell’amministrazione economica,

consapevole che si tratta non di una questione marginale, ma di un

vero e proprio luogo di annuncio e di verifica della propria credibilità.

Nulla di nuovo. Il primo dissidio all’interno della comunità cristiana

negli Atti degli Apostoli non fu di ordine dottrinale, ma di

carattere economico, come ricorda la vicenda di Anania e Saffìra (At

5,1-11). La fede in Gesù Cristo e l’annuncio del Vangelo furono gli

elementi distintivi della comunità di Gerusalemme, ma ben presto i
primi cristiani impararono che non era possibile ignorare la dimensione

economica, in concreto l’attenzione alla comunione dei beni, senza che

ciò generasse disagi e tensioni (l’assistenza quotidiana alle vedove di

lingua greca: At 6,1-2).

Non basta dunque offrire “servizi spirituali”, operare in gratuità o

essere animati da nobili intenzioni: sono necessarie trasparenza e ragionevolezza

nel legare mezzi e fini, rendendo conto delle proprie scelte,

delle azioni concrete e dei risultati ottenuti. Solo così potrà nascere e

consolidarsi una cultura della corresponsabilità e della fiducia verso gli

organismi che agiscono nella chiesa o a suo nome, soprattutto quando

sono in gioco la solidarietà e la carità cristiana.

Talvolta in ambito ecclesiale (ma non solo), sul denaro e l’economia

prevalgono invece giudizi morali generici e superficiali che ignorano le

dinamiche etiche e comunicative dell’agire economico: nel modo in cui

si dispone concretamente dei beni si producono messaggi non verbali

che pesano, segnali forti rispetto ai quali le spiegazioni verbali possono

risultare superflue, e spesso non essere nemmeno credute (cf. Italo De

Sandre). Nella prassi ordinaria della chiesa questi aspetti rimangono

in gran parte non esplicitati, non chiariti, pensando che si tratti di

questioni di competenza delle autorità canoniche o dei soli addetti ai

lavori, tenuti peraltro al segreto d’ufficio.

La questione non riguarda solo i “vertici”. Tra i fedeli il senso di

appartenenza è spesso fragile e i rapporti con l’istituzione ecclesiastica,

ad esempio la parrocchia, sono spesso on demand, cioè limitati a una

prestazione da richiedere (la celebrazione di una messa, un battesimo,

un funerale, ecc.). Il riconoscimento di far parte di un “noi” concreto,

una comunità precisa, solo in rari casi si traduce in corresponsabilità

che preveda la partecipazione ai costi e ai benefici di ciò che la comunità

è o fa. Alcuni vescovi e parroci hanno avviato processi di condivisione

nel progettare, decidere, realizzare e valutare le azioni pastorali,

ma non si tratta ancora di una prassi diffusa: laddove, però, questo è
avvenuto, sembra che l’atteggiamento della comunità ecclesiale abbia

iniziato a mutare, prendendo coscienza di un nuovo modo di percepire

e vivere l’esperienza della fede in senso più comunitario.

La scarsa trasparenza delle organizzazioni ecclesiastiche, unita alla

prassi impersonale di sostegno delle confessioni religiose in Italia, ha

contribuito invece alla creazione di una distanza non facile da superare,

nonostante i progressi da parte degli organi competenti (ad esempio,

la comunicazione della Conferenza episcopale italiana in merito alla

gestione del gettito derivante dall’ottoxmille). La sfida consiste nel tener

insieme gli ideali, la gratuità e la sostenibilità. In altre parole, si

tratta di realizzare la propria missione, crescendo e sviluppandosi senza

soffocare le motivazioni ideali. Non è semplice, ma neppure impossibile:

armonizzare sostenibilità e fedeltà ai propri ideali richiede uno

sguardo ampio che abbia ben chiara la meta cui tendere, con un’idea

sullo sviluppo delle opere, senza snaturare elementi fondamentali come

la gratuità e l’attenzione ai più poveri.

La rivista dedica questo fascicolo monografico alla sostenibilità economica

della chiesa, nella convinzione che riflettere sul rapporto tra

denaro-economia e vita quotidiana della chiesa sia un impegno non

più dilazionabile, ma da affrontare con intelligenza evangelica, capacità

critica e professionalità. Ogni realtà ecclesiastica, quando valuta

e decide come disporre delle proprie risorse economiche, non può venir

meno alla fedeltà al messaggio evangelico: è in gioco la credibilità stessa

del ministero pastorale e della testimonianza di fede.

Il movente economico non è all’origine dell’agire ecclesiale e delle sue

diverse articolazioni organizzative, ma queste non possono durare nel

tempo senza una buona gestione delle risorse. In un mondo complesso

e in rapido mutamento, si tratta di cogliere ciò che tiene insieme gli

ideali e la sostenibilità, con scelte di governance coerenti con la propria

missione. È quanto sostiene Alessandra Smerilli, Di che cosa vive

la chiesa oggi: tra teologia, pastorale e sostenibilità. [...] 



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Titolo: "Il Buon Gesù di Orvieto. Fondazione, sviluppo e consolidamento di un monastero di clarisse in Età Moderna (455-505)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: CLARA M. FUSCIELLO, OSC
Pagine:
Ean: 2484300024139
Prezzo: € 5.00

Descrizione:The “Buon Gesù” in Orvieto, founded in 1559, is an example of a Poor Clare monastery of the Modern Age, in a town belonging to the Papal States. The monastery was born out of an initiative of the municipal administration for poor young girls; it experienced a long period of growth and prosperity thanks to an endowment by Muzio Cappelletti. His bequest was meant to provide dowries for young girls taking the veil without financial means, yet these dowries were actually given to Orvieto’s eminent families. The article highlights, by means of archival sources, the close ties between Orvieto’s leading classes and the monastery, which had become an alternative solution within the strategies of marital alliances. Yet, these same links exposed the “Buon Gesù” to the dialectic of the political and economic interests of the local power. These dynamics have been sufficiently studied. It then gives an outline of the internal life from an economic and liturgical point of view, highlighting practices which differed from the ecclesiastical norm

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Titolo: "Servizio della Parola - n. 503"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023842
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Per comunicare meglio

47. I casi difficili/16. Parlare di se stessi all’inizio del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

7 «È nato Gesù Bambino»

1. «È nato Gesù Bambino». Natale: la differenza cristiana

(Alberto Carrara)

2. È nato per noi un Bambino, un figlio ci è stato donato

(Doriano Locatelli)

3. Come parlare in modo corretto e comprensibile oggi

di “incarnazione”? (Roberto Ferrari)

SUSSIDIO

Per attuare il Natale. Tre racconti (Roberto Laurita)

PREPARARE LA MESSA

Tempo di Avvento e tempo di Natale

1ª domenica di Avvento (Antonio Landi, Pierino Boselli)

Immacolata Concezione (Antonio Landi, Pierino Boselli)

2ª domenica di Avvento (Antonio Landi, Pierino Boselli)

3ª domenica di Avvento (Antonio Landi, Pierino Boselli)

4ª domenica di Avvento (Antonio Landi, Pierino Boselli)

Natale del Signore (Antonio Landi, Pierino Boselli)

Santa Famiglia (Antonio Landi, Pierino Boselli)

Maria Madre di Dio (Antonio Landi, Pierino Boselli)

Epifania del Signore (Antonio Landi, Pierino Boselli) 



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 504"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023873
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

RUBRICA

Per comunicare meglio

48. I casi difficili/17. Parlare di se stessi al termine del ministero

in una comunità (Roberto Laurita

 

DOSSIER

I nostri modi di dire

8 «... a fin di bene»

1. «A fin di bene»: un modo di dire che fa pensare (Alberto Carrara

2. «A fin di bene»: due prospettive a confronto (Giannino Piana

3. La complessità del giudizio morale (Lilia Sebastiani

 

SUSSIDIO

Celebrazione parrocchiale dedicata ai malati (Roberto Laurita

 

PREPARARE LA MESSA

Dal Battesimo del Signore alla 8ª domenica ordinaria 

Battesimo del Signore (Antonio Landi, Pierino Boselli) 

2ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Tonino Lasconi, Michele Roselli) 

3ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Gastone Boscolo, Michele Roselli) 

4ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, + Francesco Lambiasi, Gabriele Tornambé) 

5ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Ezio Bolis, Gabriele Tornambé) 

6ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Luciano Manicardi, Daniele Piazzi) 

7ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Carmine Di Sante, Daniele Piazzi) 

8ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Giuseppe Sovernigo, Vittorio Brunello) 



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Titolo: "Los predicadores franciscanos en la Real Capilla de Carlos II (1655-1700) (507-543)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: FRANCISCO JOSÉ GARCÍA PÉREZ
Pagine:
Ean: 2484300024146
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

This article aims to study the presence of the Franciscan Order in the Royal Chapel of Charles II, and more specifically among the royal preachers. Along these lines it analyses the general characteristics of the friars who obtained the title of royal preacher, their links with the elite and their participation in the political evolution of the Catholic Monarchy. Finally, special attention is given to the sermons they preached from the pulpit of the Royal Chapel and the main churches of Madrid. Two appendices provide a list of 61 Franciscan royal preachers (with a special focus on the Friars Minor) between 1666 and 1699, and some extracts of the files of their nomination



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Titolo: "Lopera poetica di Giacomo da Rieti francescano osservante del 400 (425-453)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: JURI LEONI, OFM
Pagine:
Ean: 2484300024122
Prezzo: € 5.00

Descrizione:With this contribution, the author offers the edition of four unpublished poems by Giacomo of Rieti, a Franciscan Observant of the 15th century: the Versus de Cruce, the Epistola in hexameter to Pope Pius II, an Epitaphium in honor of St. Bernardine of Siena and the Versiculi in honor of St. Nicholas of Myra. The reconstruction of the poet’s personality, despite fairly good documentation attesting to his activity in the Roman Province and contact with Bernardine of Siena and John of Capistrano, is still problematic and not without obscurities. In an appendix, the transcription of an unpublished letter by Giacomo of Rieti to John of Capistrano is offered.


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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024191
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

Un’eredità da condividere

 

Qui ad Assisi, qui vicino alla Porziuncola, 

mi sembra di sentire la voce di san Francesco 

che ci ripete: «Vangelo, Vangelo!».

 

La promulgazione della bolla Ite vos di Leone X, avvenuta il 29 

maggio 1517, rappresenta uno degli snodi più significativi nella storia 

dei figli di san Francesco d’Assisi (1181/1182-1226): la divisione 

formale e giuridica della famiglia degli Osservanti da quella dei

 Conventuali. Fin dalle origini, nel mondo francescano coesistevano 

diversi modi di intendere e vivere la fedeltà al carisma del fondatore. 

Nonostante i numerosi tentativi, però, non fu possibile pervenire a 

una soluzione unanimemente condivisa e così, dopo oltre due secoli di 

controversie, l’intervento di papa Leone X prese atto della situazione, 

traendone le conseguenze sul piano giuridico.

Nell’anno in cui ricorre il quinto centenario della bolla Ite vos, 

la nostra rivista propone un fascicolo monografico. Non si tratta della 

semplice espressione di un dovere di memoria, per il fatto di essere 

una rivista “germinata” in ambiente francescano; né lo scopo è quello 

di «fare dell’archeologia o coltivare inutili nostalgie, quanto piuttosto 

ripercorrere il cammino delle generazioni passate per cogliere in esso la 

scintilla ispiratrice, le idealità, i progetti e i valori che le hanno mosse». 

La ricorrenza è un’occasione per «prendere coscienza di come è stato 

vissuto il carisma lungo la storia, quale creatività ha sprigionato, quali 

difficoltà ha dovuto affrontare e come sono state superate», senza temere 

di «scoprire incoerenze, frutto delle debolezze umane, a volte forse anche 

l’oblio di alcuni aspetti essenziali del carisma». 

Il focus del fascicolo, però, non è “settoriale”, vale a dire proiettato

 esclusivamente sulle vicende storiche della famiglia minoritica: l’orizzonte 

è più ampio, nella convinzione che l’esperienza di Francesco e del 

suo Ordine non riguardi solo il movimento francescano, ma sia per tutti 

un dono di Dio da accogliere e un’eredità da condividere. Si comprende, 

allora, come il riferimento privilegiato sia l’“oggi”, con cui il carisma 

del Poverello e del suo movimento, nella sua multiforme articolazione, 

deve confrontarsi, in un dialogo non sempre facile, ma più che mai 

necessario. È l’oggi inteso come kairos, cioè tempo di grazia per tutti 

coloro che, a partire da prospettive e presupposti diversi, sono affascinati

dalla figura di san Francesco e dal suo “sogno” evangelico, percepito non 

come utopia, ma come luogo di autentica rigenerazione dell’umano. 

In altre parole, il “paradosso” Francesco – l’uomo ignorans et idiota 

che desiderava soltanto vivere il Vangelo sine glossa e si trovò invece 

a sconvolgere gli equilibri sociali ed ecclesiastici della società e della 

chiesa del suo tempo e dei secoli successivi –, lungi dall’essere un capitolo 

chiuso, pone ancora molti interrogativi, sui quali intende soffermarsi 

il presente fascicolo. [...]

 

 

 

INDICE

Editoriale: Un’eredità da condividere 

GRADO GIOVANNI MERLO

 

Unicità di frate Francesco e pluralità di san Francesco 

ORLANDO TODISCO

 

Fecondità del pensare francescano 

ORESTE BAZZICHI

 

La povertà pensata. Interrogativi francescani per l’economia 

MARZIA CESCHIA

 

Francesco d’Assisi: attualità di un’esperienza spirituale 

MARIA TERESA DOLSO

 

La difficile ricerca di un’identità. Esiste una questione francescana? 

LUCIANO BERTAZZO

 

Dalla divisione all’unità. Percorsi francescani: 1517-2017 

ROBERTO FUSCO

 

Nuove famiglie francescane. Risveglio e riattualizzazione di un carisma 

SILVESTRO BEJAN

 

Francesco, santità, ecumenismo e dialogo interreligioso 

MARCO IMPAGLIAZZO

 

Assisi oltre Assisi 

ELENA ZAPPONI

 

Pellegrini sulle orme di san Francesco 

FELICE ACCROCCA

 

Una visione inclusiva. Il san Francesco di papa Francesco 

Documentazione: Il testo della bolla «Ite vos»; Una memoria abitata; 

Itinerario per camminare insieme (Germano Scaglioni) 

Invito alla lettura (Emil Kumka) 



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Titolo: "Archivum Franciscanum Historicum"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024085
Prezzo: € 20.00

Descrizione:

SUMMARIA AFH 3-4 2018

 

François Delmas-Goyon. – Nouveaux Regards sur la « question franciscaine » (317-364)

Otto anni dopo la pubblicazione di François d’Assise. Écrits, Vies, témoignages, una gran parte dei progressi fatti da Jacques Dalarun, Sylvain Piron e l’autore riguardo l’identificazione dei documenti inviati dai tre compagni l’11 agosto 1246, la struttura della Compilazione di Assisi e gli sviluppi dei ricordi annotati da fra Leone, rimangono ancora sconosciuti nella comunità scientifica. Questo articolo espone questi progressi e risponde alle critiche che sono state avanzate alla nuova edizione francese delle Fonti Francescane. Evidenzia inoltre le notevoli conseguenze derivanti dal ricorso ad un «setaccio extrafino» nell’analisi letteraria della Compilazione di Assisi, che consente di proporre un’interpretazione innovativa della natura e del significato delle narrazioni che comprendono l’espressione: nos qui cum eo fuimus.

 

Sylvain Piron. – Note sur Léon et Rufin, l’écriture et le corps (365-375)

Questa breve nota amplia la riflessione proposta nel precedente articolo di F. Delmas-Goyon (cf. AFH 111 [2018] 317-364) sul rapporto tra i tre firmatari della Lettera di Greccio, un testo collettivo che enuncia un’azione e una volontà comune e che avrà un unico redattore, fra Leone. Questa lettera era accompagnata da un dossier di documenti contenenti i «fiori più belli», ovvero i ricordi dei primi compagni, annotati da fra Leone su fogli di pergamena cuciti successivamente insieme, e la Leggenda dei tre compagni, trasmessa da fra Rufino. Nell’ultima parte del testo, l’A. mostra che Leone e Rufino contribuirono, ciascuno per la sua parte e con metodi diversi, allo stesso progetto, che doveva ricordare quale fosse stata la presenza fisica di Francesco, in vista dell’«edificazione di coloro che vogliono imitare il suo esempio».

 

Gerard Pieter Freeman. – Recto assumpto tramite: A Recovered Papal Letter, Prohibiting the Friars Minor to Interfere with Clare’s Sister (377-423)

Recto assumpto tramite (RectoAT) è una lettera papale ‘misteriosa’ del 1253 di cui non esiste nessuna copia. L’unica nostra conoscenza dei suoi contenuti risale ad un riassunto contenuto nei Firmamenta trium ordinum (1512) che però propone delle affermazioni storicamente insostenibili. Lo storico L. Oliver aveva dichiarato nel 1912 che la RectoAT doveva essere un falso. Nessuno ha mai contraddetto lo storico francescano fino ad oggi, quando una clarissa irlandese ha recentemente segnalato l’esistenza di una traduzione inglese della RectoAT, presente in due piccole collezioni di scritti normativi del 1658 e 1665 e destinate alle clarisse di Gravelines. L’articolo esamina il testo, concludendo che si tratta probabilmente di un’accurata traduzione di una autentica lettera papale. Abbozza poi i diversi ruoli che questo documento ‘misterioso’ ha svolto dal 1512 fino ai nostri giorni.

 

Juri Leoni, OFM. – L’opera poetica di Giacomo da Rieti francescano osservante del ‘400 (425-453)

With this contribution, the author offers the edition of four unpublished poems by Giacomo of Rieti, a Franciscan Observant of the 15th century: the Versus de Cruce, the Epistola in hexameter to Pope Pius II, an Epitaphium in honor of St. Bernardine of Siena and the Versiculi in honor of St. Nicholas of Myra. The reconstruction of the poet’s personality, despite fairly good documentation attesting to his activity in the Roman Province and contact with Bernardine of Siena and John of Capistrano, is still problematic and not without obscurities. In an appendix, the transcription of an unpublished letter by Giacomo of Rieti to John of Capistrano is offered.

 

Clara M. Fusciello, OSC. – Il Buon Gesù di Orvieto. Fondazione, sviluppo e consolidamento di un monastero di clarisse in Età Moderna (455-505)

The “Buon Gesù” in Orvieto, founded in 1559, is an example of a Poor Clare monastery of the Modern Age, in a town belonging to the Papal States. The monastery was born out of an initiative of the municipal administration for poor young girls; it experienced a long period of growth and prosperity thanks to an endowment by Muzio Cappelletti. His bequest was meant to provide dowries for young girls taking the veil without financial means, yet these dowries were actually given to Orvieto’s eminent families. The article highlights, by means of archival sources, the close ties between Orvieto’s leading classes and the monastery, which had become an alternative solution within the strategies of marital alliances. Yet, these same links exposed the “Buon Gesù” to the dialectic of the political and economic interests of the local power. These dynamics have been sufficiently studied. It then gives an outline of the internal life from an economic and liturgical point of view, highlighting practices which differed from the ecclesiastical norm. 

 

Francisco José García Pérez. – Los predicadores franciscanos en la Real Capilla de Carlos II (1655-1700) (507-543)

This article aims to study the presence of the Franciscan Order in the Royal Chapel of Charles II, and more specifically among the royal preachers. Along these lines it analyses the general characteristics of the friars who obtained the title of royal preacher, their links with the elite and their participation in the political evolution of the Catholic Monarchy. Finally, special attention is given to the sermons they preached from the pulpit of the Royal Chapel and the main churches of Madrid. Two appendices provide a list of 61 Franciscan royal preachers (with a special focus on the Friars Minor) between 1666 and 1699, and some extracts of the files of their nomination

 

Concetto Del Popolo. – Ancora per la «Preghiera davanti al Crocifisso» (545-549)

MS. Ross. 729 of the Vatican Apostolic Library, is a late 15th-century miscellany of Veronese origin, containing excerpta and works of illustrious as well as anonymous authors. It also includes the Oratio devotissima quam venerabillis pater noster Francischus devote dicebat ad Crucifixum. Although the historical context of the San Damiano account is not given, the prayer as contained in MS. Ross. 729 corresponds to the “substance” of this text, as Carlo Paolazzi calls it in his critical edition. Despite one lectio singularis, the witness enriches the recensio and offers ideas for further critical reflection.

 

Giulia Spoltore. – Una lettera di Luke Wadding ad Ilarione Rancati sull’Immacolata Concezione (551-556)

The article presents and transcribes an unpublished letter addressed by friar Luke Wadding to the Cistercian abbot Ilarione Rancati in Rome. Among other topics, it deals with the Immaculate Conception and Ferrando Diacono’s negative opinion in this regard. The letter is a valuable document for understanding Wadding’s speculative theological approach and it sheds further light on the meaningful relationship with his friend Ilarione.



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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024276
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

INDICE

Editoriale: Una preziosa eredità 3-8

GIOVANNI SALMERI

Nessuna scuola teologica senza filosofia 9-21

MAURIZIO GIROLAMI

Alveo patristico delle scuole teologiche 22-38

DAVID S. KOONCE

Scuole teologiche dal tardo Medioevo fino alla modernità (1274-1563) 39-52

GIANLUIGI PASQUALE

Soggetti e luoghi della teologia oggi. Prov(oc)are oltre le «scuole» 53-67

ALDO N. TERRIN

La solitudine della teologia 68-86

NICOLA TOVAGLIARI

Le scuole teologiche nel contesto globale ed ecumenico 87-110

SIMONA SEGOLONI RUTA

Scenario attuale delle scuole teologiche 111-123

MICAELA SORANZO

Arte e scuole teologiche 124-135

Documentazione: Jean Daniélou: «Gli orientamenti attuali del pensiero

religioso» (Gianluigi Pasquale) 137-154

Invito alla lettura (Simona Segoloni Ruta) 155-161

In libreria 162-171

Indice dell’annata 2018 173-176

 

EDITORIALE

Una preziosa eredità

In dulcedine societatis

quaerere veritatem1.

Il pensare teologico trovò un alveo particolarmente fecondo nelle

«scuole teologiche», istituzioni che si svilupparono soprattutto a partire

dai secoli XII-XIII, in prossimità delle chiese cattedrali o negli

Studia generalia degli ordini religiosi (monastici o mendicanti). Da

queste «scuole», in cui si promuoveva tanto la teologia che la cultura

profana, derivarono le «università» che fin dalla loro origine trovarono

sostegno e protezione nella chiesa. Fra le più note e influenti,

la «scuola» di linea platonico-francescana-bonaventuriana e quella

aristotelica-domenicana-tomista, la cui dialettica ha alimentato per

secoli la riflessione teologica.

La fioritura delle «scuole teologiche» rispondeva alle esigenze di un

contesto sociale ed ecclesiale in rapida evoluzione: un nuovo mondo si

stava affacciando e la chiesa raccolse la sfida, approntando strutture

organizzative originali e dinamiche che seppero operare attraverso il

dialogo e il discernimento dei segni dei tempi e delle diverse espressioni

culturali.
Qualcosa di analogo era già avvenuto nel cristianesimo dei primi

secoli. Si possono ricordare i didaskaleia, sorti per insegnare la sapienza

cristiana, che avrebbe dovuto ispirare la vita e il pensiero dei fedeli.

È nota la distinzione tra la scuola alessandrina, che praticava una

lettura allegorica della Scrittura, e la scuola antiochena, sostenitrice di

un’interpretazione più «letterale» dei testi biblici.

Ma le «scuole» non furono una prerogativa solo cristiana. In ambito

ebraico, ad esempio, si ebbero precedenti illustri con la «Bet Hillel», la

scuola di Hillel il Vecchio (60 a.C.-20 d.C.), aperta a tutti, la cui interpretazione

della Legge era spesso in contrapposizione a quella suggerita

dalla «Bet Shammai», la scuola fondata dal celebre rabbì Shammai

(50 a.C.-30 d.C.), riservata invece ai più meritevoli.

Le «scuole teologiche» cristiane si distinguevano per una duplice

caratterizzazione. Da un lato, il concetto di «scuola» era debitore dei

presupposti filosofici che l’animavano: ciò comportava un repertorio di

concetti condiviso e un campo di problemi o soluzioni simili. Dall’altro,

però, l’idea di «scuola teologica» rimandava anche e soprattutto a un

contesto comunitario, con la connessa idea di trasmissione di metodi,

linguaggi e stile. Da ciò è derivata l’immagine tradizionale di «scuola

teologica»: una realtà associata a un sapere coltivato e trasmesso in

luoghi controllati e protetti, nel quadro di una sostanziale continuità.

Si può obiettare che questo è un ritratto di altri tempi, il rimando

a un passato che non ritornerà. Nel panorama attuale, un discorso

sulle «scuole teologiche» può apparire anacronistico: i riferimenti alle

«scuole» non compaiono più nei titoli dei libri e degli articoli di teologia,

se non in pubblicazioni di carattere storico. Se però il sintagma

non si limita a indicare un’istituzione accademica, ma individua una

rete relazionale capace di trasmettere un’impostazione o un nucleo di

contenuti, ha ancora un senso farne oggetto di riflessione.

Ed è quanto si propone questo fascicolo: non solo prestare l’omaggio

della memoria a istituzioni benemerite e prestigiose né proporre la re
plica di questi modelli in un contesto completamente diverso da quello

di origine, ma interrogarsi sulla possibilità di raccogliere il meglio di

una preziosa eredità, in cui – per dirla con Antonio Rosmini – si sono

realizzate «l’unicità di scienza, la comunicazione di santità, la consuetudine

di vita, la scambievolezza dell’amore»2.

Su questi aspetti si è soffermato anche papa Francesco, ricordando

al mondo accademico il bisogno di una vera ermeneutica evangelica

per capire meglio la vita, il mondo, gli uomini, nel contesto di «un’atmosfera

spirituale di ricerca e certezza basata sulle verità di ragione

e fede»3. La riflessione teologica, aggiunge il pontefice, è chiamata a

costituire «una sorta di provvidenziale laboratorio culturale in cui la

chiesa fa esercizio dell’interpretazione performativa della realtà che

scaturisce dall’evento Cristo» (VG 3). In altri termini, se il pensiero

cristiano non saprà rimodularsi, il contributo della ricerca teologica

corre il rischio di trasformarsi in qualcosa di irrilevante.

Senza alcuna pretesa di esaustività, «CredereOggi» offre alcune piste

di riflessione, richiamando alla memoria un passato che deve essere conosciuto

e apprezzato, nella consapevolezza delle esigenze del presente,

ma con lo sguardo attento a cogliere gli elementi di novità che possono

dischiudere nuove prospettive al cammino futuro dei credenti.

Il primo contributo riguarda il rapporto tra teologia e filosofia,

messo in questione per diversi motivi, ma imprescindibile se si vuol

comprendere il fenomeno della costituzione di «scuole teologiche» nel

corso dei secoli. La storia della teologia dimostra che l’uso della filosofia

ha favorito la nascita di diverse «scuole», fornendo un linguaggio con [...]



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Titolo: "Miscellanea Francescana n. I-II/2018"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024177
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

INDICE

 

EDITORIALE

 

STUDI BONAVENTURIANI

 

Stéphane OPPES, OFM, Matrice cristologica del linguaggio in san Bonaventura

 

Pedro BARRAJON, LC, La sapienza cristiana secondo san Bonaven- tura. La sua attualità teologica ed ecclesiale

 

Enzo GALLI, OFMConv, Dal triplex Verbum alla filiazione divina. Un tentativo di attualizzazione del pensiero cristologico di san Bonaventura

 

Prospero RIvI, OFMCap, Le dimensioni cosmiche di Cristo in Bo- naventura e Teilhard de Chardin

 

 

STUDI FRANCESCANI

 

Oreste BAZZICHI, Etica economica e credito nella Summa Astesa- na (1317). Appunti sul pensiero teologico-sociale francescano nel I° sec. di vita

 

Gianmario CATTANEO, Bessarione e la Crociata. L’epistola al frate minore Giacomo della Marca

 

Gonzalo FERNANDEZ-GALLARDO JIMÉNEZ, OFMConv, La obra de algunos teólogos del Colegio San Buenaventura de Roma en España (s. XVII-XIX)

 

Raffaele DI MURO, OFMConv, I misteri di Cristo nell’esperienza spirituale di s. Giuseppe da Copertino

 

Orlando TODISCO, OFMConv, Recupero francescano della respon- sabilità soggettiva nell’età della globalizzazione

 

 

 

STUDI VARI

 

Francesco CELESTINO, OFMConv, Ripensare la pastorale in una pluralità di presenze

 

Vincenzo ROSITO, Il passo che misura e sopporta. Etica e poetica dell’attraversamento

 

 

RECENSIONI

 

SEGNALAZIONI

 

LIBRI RICEVUTI

 



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Titolo: "Ancora per la «Preghiera davanti al Crocifisso» (545-549)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: CONCETTO DEL POPOLO
Pagine:
Ean: 2484300024153
Prezzo: € 5.00

Descrizione:MS. Ross. 729 of the Vatican Apostolic Library, is a late 15th-century miscellany of Veronese origin, containing excerpta and works of illustrious as well as anonymous authors. It also includes the Oratio devotissima quam venerabillis pater noster Francischus devote dicebat ad Crucifixum. Although the historical context of the San Damiano account is not given, the prayer as contained in MS. Ross. 729 corresponds to the “substance” of this text, as Carlo Paolazzi calls it in his critical edition. Despite one lectio singularis, the witness enriches the recensio and offers ideas for further critical reflection.

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Titolo: "Una lettera di Luke Wadding ad Ilarione Rancati sullImmacolata Concezione (551-556)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: GIULIA SPOLTORE
Pagine:
Ean: 2484300024160
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

The article presents and transcribes an unpublished letter addressed by friar Luke Wadding to the Cistercian abbot Ilarione Rancati in Rome. Among other topics, it deals with the Immaculate Conception and Ferrando Diacono’s negative opinion in this regard. The letter is a valuable document for understanding Wadding’s speculative theological approach and it sheds further light on the meaningful relationship with his friend Ilarione.



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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023866
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

Dionisio Candido

L’IRA DI CAINO

 

Michelangelo Priotto

UN MOSÈ ADIRATO? 

 

Guido Benzi

«NON DARÒ SFOGO

ALLA MIA IRA» (OS 11,9).

L’IRA MUTATA IN TENEREZZA 

 

Sebastiano Pinto

«L’IRACONDO MOSTRA STOLTEZZA» (PR 14,29).

L’EDUCAZIONE E LA CURA 

 

Rosalba Manes

DISCEPOLI DI UN MAESTRO MITE:

LA SFIDA EVANGELICA DELLO STILE

CHE DISARMA LA VIOLENZA 

 

Claudio Doglio

L’IRA DELL’AGNELLO. LA PROSPETTIVA

PARADOSSALE DELL’APOCALISSE 


Riccardo Battocchio

QUANDO L’IRA ENTRA IN SCENA 

 

Valentino Bulgarelli

L’IRA. LA GRATUITÀ COME ANTIDOTO 

 

Rosella De Leonibus

DALL’AGGRESSIVITÀ ALLA NONVIOLENZA 

 

PER SAPERNE DI PIU

Marcello Panzanini

Spigolature agostiniane sull’ira 

MEN AT WORK

Valeria Poletti

Menis: da Omero a Sting (e oltre) 

APOSTOLATO BIBLICO

Calogero Manganello

Narrazione e attualizzazione 

VETRINA BIBLICA 

INDICE ANNATA 2018 

ARTE

Marcello Panzanini

L’ira di Gesù contro i mercanti della fede:

La purificazione del tempio di Iacopo Bassano

 

EDITORIALE

L'ira e un sentimento antico quanto il mondo:

chi di noi puo dire di non averla mai

provata (o subita)? E infatti la Bibbia ne

parla fin dalle prime pagine, con Caino e

Abele; mettendo in luce da un lato che essa e appostata

come una fiera pronta per ghermire la sua preda,

dall’altro che pero l’essere umano non e alla sua merce.

L’uomo e sostanzialmente libero di decidersi (Dionisio

Candido). E questo e un primo punto fermo.

Un’altra sottolineatura che emerge nei testi della

Bibbia e che, come gia gli altri sentimenti che abbiamo

esplorato nei fascicoli precedenti, cosi anche

l’ira e qualcosa di ambivalente, diversificato; o meglio:

dietro alla parola ira si possono trovare sentimenti

diversi. Mose per esempio si adira con il popolo

che ha commesso idolatria costruendo il vitello

d’oro, e questo e assolutamente positivo: e un modo

per confessare e testimoniare il primato assoluto di

Dio (Michelangelo Priotto). Attenzione pero a non

diventare spietati in nome della verita: Dio stesso –

dice il profeta Osea – avrebbe potuto sfogare tutta la

sua ira contro il popolo infedele, ma si e “convertito”

e ha deciso di optare per il perdono (Guido Benzi).

Una terza riflessione la deriviamo dai libri sapienziali,

che dell’ira, come delle altre passioni/pulsioni

umane, parlano spesso invitando alla moderazione.

Ha ancora senso una tale proposta educativa?

Si, perche sponsorizza la bonta dell’essere umano e

offre percorsi formativi per vincere le tendenze egoistiche

(Sebastiano Pinto). Del resto, anche Gesu e stato

un maestro mite: sfogliando le pagine del Vangelo

secondo Matteo, ci accorgiamo che, tra i sentimenti

che il discepolo e chiamato a coltivare, Gesu propone

la mitezza – che egli stesso testimonia durante il

suo ministero, specialmente quando la violenza sta

per scatenarsi contro di lui (Rosalba Manes). Sulla mitezza

ritornera l’approfondimento catechetico-spirituale,

ricordando che un certo tipo di ira distrugge

la carita; ti mette in balia di te stesso, delle tue emozioni,

dei tuoi risentimenti; la gratuita e l’unico antidoto

efficace (Valentino Bulgarelli). Sulla stessa scia

anche l’ultimo libro del canone biblico, l’Apocalisse:
l’Agnello di Dio diviene il vincitore non uccidendo

i nemici, ma lasciandosi uccidere da loro; con il suo

linguaggio metaforico, l’Apocalisse dice che il Messia

Gesu non ha pestato i nemici nel torchio dell’ira,

ma egli stesso e stato schiacciato e il proprio sangue

ne inzuppa il mantello (Claudio Doglio).

Molti degli ultimi contributi del fascicolo ritornano

sul diverso significato che l’ira puo avere. Collocata

all’interno di una storia, in un contesto dinamico

di relazioni tra le persone e con il mondo, l’ira

si fa conoscere come “santa” o come “cattiva”. Anch’essa,

come tutti i fenomeni con i quali veniamo a

contatto, chiede di essere interpretata (Riccardo Battocchio).

L’ira di Dio, scriveva sant’Agostino, e uno

strumento pedagogico, come le sgridate di un genitore

all’indirizzo dei suoi figli; ma attenzione che la

nostra ira non sia solo uno sfogo, continua il padre

della chiesa: e importante imparare ad addomesticare

anche la propria lingua (Marcello Panzanini)! L’ira

puo essere sinonimo di passione, e allora e forza

vitale e come tale e stata trattata dalle arti; ma puo

essere anche un vizio, legato a corda doppia ad altri

suoi simili: la pigrizia accidiosa dell’uomo, per esempio,

e pronta a trasformarsi nel serpente dell’invidia,

che a sua volta si tramuta in rabbia (Valeria Poletti).

Continuano infine anche le due rubriche “sganciate”

dal tema del fascicolo. L’inserto staccabile

“Bibbia e scuola” mostra come alcuni generi letterari

possano ispirare attenzioni didattiche ed educative

(Marco Tibaldi); l’apostolato biblico offre un’altra

riflessione su Bibbia e giovani, nella convinzione

che ogni personaggio biblico esprima un pezzo

di vita del giovane, che puo entrare cosi nel testo e

rileggere la propria biografia in chiave evangelica.

Ci congediamo cosi da voi, care lettrici e cari lettori,

al termine di questa prima tornata dedicata ai

sentimenti della Bibbia. Augurandoci di avervi ancora

con noi per il prossimo anno, in cui continueremo

ad esplorare insieme questo mondo cosi complesso

e affascinante.

Carlo Broccardo



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Titolo: "Concilium - 2018/5"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023880
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Indice

Linda Hogan – João Vila-Chã

Agbonkhianmeghe Orobator, Editoriale. Noi umani

e l’invito a proteggere la nostra casa comune.

Abstracts

I. Ecologia e teologia della natura

1. Inquadrare la sfida

1.1 Patriarca ecumenico Bartolomeo,

Ecclesiologia come ecologia: punti di vista ortodossi

I/ I “peccati moderni” dell’umanità

II/ Verso un’ecologia ecclesiale

III/ Un éthos eucaristico e ascetico

Conclusione

1.2 Ottmar Edenhofer, La battaglia

per i beni comuni globali

I/ La necessità della cooperazione internazionale

II/ In che modo può riuscire la cooperazione

III/ Giustizia e finanziamenti per il clima

IV/ Crescenti ostacoli derivanti da combustibili fossili

a buon mercato

V/ La politica sul clima come opzione per i poveri

VI/ L’antropocene e i beni comuni globali

2. Fondamenti teologici

2.1 Dianne Bergant, Imago Dei: immagini o divinità?

I/ L’antropocentrismo biblico

II/ Creazione e monarchia nel mondo antico

III/ Creazione e monarchia in Israele

IV/ Immagini o divinità?

Conclusione

2.2 Leonardo Boff – Mark Hathaway,

L’ecologia e la teologia della natura

I/ Aprire alla sapienza, rinnovare la Terra:

una teologia della natura

II/ La divina Sapienza nella creazione

III/ L’éthos del dominio

IV/ Da macchina a storia vivente

V/ Aprire alla saggezza della Terra

VI/ Verso la rigenerazione e la liberazione

2.3 Celia Deane-Drummond, Natura, Sofia e Spirito.

Interpretare la creazione e la nuova creazione

sotto il segno della sapienza della croce

e della risurrezione

I/ Natura

II/ Sofia

III/ Spirito

IV/ Nuova creazione

V/ Conclusioni: nuove direzioni

2.4 Luiz Carlos Susin, San Francesco d’Assisi:

sine proprium e fratello delle creature

I/ Delusione e nuovo sguardo: sine proprium

II/ La relazione sine proprium nell’alleanza gratuita

con gli animali

III/ La profondità e l’ampiezza dell’obbedienza

senza gerarchia verso le creature

IV/ Il cantore della fratellanza delle creature
3. Sfide ambientali e risposte teologico-etiche

3.1 Roberto Tomichá Charupá, La convivenza

ecologico-nomadica dei popoli amerindi.

Una narrazione profetica, simbolica e mistica

I/ L’essere umano, «soltanto un filo del tessuto della vita»:

una profonda sensibilità verso le biodiversità

II/ «La madre terra è viva, piange, cammina»:

una esperienza globale del cosmo –

inclusiva, profetica e martiriale

III/ «Vivere nelle caverne era un privilegio»:

la memoria nomadica come un “essere sempre in cammino”

3.2 Mathew Pampackal, Conoscenze indigene

e preoccupazioni ecologiche. Un caso indiano

I/ Uno sguardo al mondo della costa:

caratteristiche significative

1/ La cultura neithal come quadro interpretativo; 2/ Kadalamma:

la Madre divina; 3/ Pescare è una prestazione rituale; 4/ Kaiyam

è la guida sicura

II/ Considerazioni teologiche

1/ C’è ordine anche nel caos; 2/ L’oceano media il divino; 3/ L’oceano

tutela i “diritti della proprietà comune”; 4/ Pescare è un

rituale sacramentale; 5/ L’alleanza scritta nei cuori umani

Conclusione

3.3 Wilfred Sumani, Il cambiamento climatico

e le sue ripercussioni sulle fonti di sostentamento.

Una prospettiva dal Sud del mondo

I/ Impatto del cambiamento climatico sui mezzi di sussistenza

1/ Gestione del territorio; 2/ Abitabilità; 3/ Salute; 4/ Riscaldamento

II/ L’adeguamento al cambiamento climatico

III/ Ripristino ecologico come impresa teologica

Conclusione

4. Prassi ecologica e testimonianza cristiana

4.1 Cláudio Hummes, La protezione dell’Amazzonia

e dei suoi popoli nativi
4.2 Edward Obi, Estrazione mineraria e delle risorse

in Nigeria. Giustizia sociale e responsabilità d’impresa

I/ La mentalità di mercato contro la giustizia sociale

II/ La chiesa, testimone di giustizia e di pace

III/ L’incarnazione come fondamento della giustizia

e dell’ecologia integrale

4.3 Isis Ibrahim, Salvaguardare la casa comune.

Una serie di convegni sulla teologia della creazione

da una prospettiva interculturale e interreligiosa

4.4 Juan Pablo Espinosa, Per una pedagogia

religiosa biofila: l’ispirazione di Laudato si’

I/ Laudato si’ e le pedagogie critiche latinoamericane

II/ Imparare dal Maestro di Nazaret e dal suo rispetto

per il creato

III/ Educazione dialogica nell’apertura al Mistero

e alla Trascendenza

4.5 Felix zu Löwenstein, L’alimentazione globale

e Laudato si’

I/ La distruzione dei terreni

II/ La biodiversità

III/ Il cambiamento climatico

IV/ Lo spreco di risorse

V/ I veri costi

VI/ Le conseguenze

II. Forum teologico

Linda Hogan, Costruire ponti per il futuro:

Sarajevo

III. Rassegna bibliografica internazionale

IV. Indice generale di Concilium 2018

 

Editoriale

Noi umani e l’invito a proteggere

la nostra casa comune

Come abitare la nostra casa comune è una questione teologica

ed etica di profondo significato e di grande urgenza.

Coinvolge persone e comunità impattando in modo diverso

in tutto il mondo, mostrando ineguaglianze e vulnerabilità

che diventano più marcate ogni decennio che passa. Laudato

si’ ha iniettato un nuovo scopo nell’impegno della chiesa nei

confronti dell’ecologia e nella teologia della natura, e ha posto

la tematica etica di come dimorare sulla terra quale questione

di giustizia sociale, di ecologia umana integrale e di solidarietà

intergenerazionale. Questo fascicolo di Concilium trae spunto

dalla profonda e diversificata tradizione cristiana di rispetto

per la natura e di cura della terra, riflettendo sulla teologia della

natura e considerando le nuove e complesse sfide ambientali

che l’umanità deve affrontare.

La tradizione cristiana ha avuto una storia ambivalente rispetto

alla consapevolezza ecologica. Da un lato, il rispetto per

la natura è evidente nei testi fondativi e nelle prime espressioni

di testimonianza cristiana, e si va a intrecciare con il credo e i

valori della tradizione, i suoi simboli, la sua spiritualità, le sue

norme etiche e gli impegni politici. Dall’altro, tuttavia, questo

rispetto per la natura è stato spesso trascurato, o addirittura

violato, quando i testi e le tradizioni cristiane occasionalmente [...]



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Titolo: "Lateranum n. 2/2018"
Editore: Lateran University Press
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024078
Prezzo: € 20.00

Descrizione:

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Titolo: "Studia Patavina 2018/3"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025143
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

G. MAZZOCATO Il tema del “pratico” a procedere dall’ambito liturgico, spirituale e pastorale della vita ecclesiale

 

Focus: Estetico e pratico. La dinamica di affetti e liberta al cuore dell’esperienza cristiana

L. GIRARDI L’azione liturgica e la sua qualità spirituale

A. RAMINA Ciò che soltanto esiste veramente. Teresa di Lisieux sposa e sorella

A. TONIOLO Forma fidei e forma ecclesiae. Considerazioni estetiche in teologia pastorale

G. TRABUCCO L’estetico, il pratico e il poetico. Per un possibile chiarimento

 

Ricerche

M. CESCHIA Sentieri per cercatori. Sorella Maria di Campello e don Michele Do: suggestioni cristiane a due voci

 

Temi e discussioni

R. TOMMASI Prospettive per la teologia dal Proemio della Veritatis gaudium

M. VERGOTTINI Dall’apostolato laicale alla testimonianza credente. Ritrattazione teologica sui fedeli laici

P. LUCIANI Albino Luciani, gli anni Settanta e un difficile ecumenismo

E. RIPARELLI Dialogo interreligioso in nome dell’Humanum? Elementi di valutazione del Weltethos di Hans Küng

 

Osservatorio

D. GIRARDI Focus sulla scuola: luci e ombre sul futuro del Nord Est e del paese

 

Notiziario

P. ZAMPIERI Vita della Facoltà

 

Recensioni e segnalazioni

 

Libri ricevuti



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Titolo: "Studia Patavina 2018/1"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025150
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

G. QUARANTA La corruzione. Un’analisi etico-teologica

 

Focus: La corruzione imperdonabile. Lo sguardo dell’etica teologica

F. GISMANO La complessità della corruzione

G. BOZZA Corruzione. Cuore morale del problema

A. GAINO Corruzione: questioni sistemiche e responsabilità individuale

G. DEL MISSIER Perché la corruzione non può essere perdonata?

F. SILVESTRI Figure bibliche per interpretare la corruzione

 

Ricerche

A. DAL POZZOLO La costituzione del soggetto alla luce della Glaubenslehre di F.D.E. Schleiermacher

 

Temi e discussioni

R. BATTOCCHIO Note storiche e teologiche sul dibattito attorno alla distinzione fra potestas ordinis e potestas iurisdictionis

G. MAGLIO Libertà e legge in Martin Lutero

I. DE OSTI Intorno alla natura della mistica cristiana. La povertà evangelica in Francesco d’Assisi e il controcanto della speculazione eckhartiana nella lettura di Massimo Cacciari

 

Osservatorio

D. GIRARDI Ancora sulla demografia del Nord Est: la conferma di un’emergenza

 

Recensioni e segnalazioni

 

Libri ricevuti



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Titolo: "Studia Patavina 2018/2"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025167
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

A. STECCANELLA «Collaboratori della vostra gioia» (2Cor 1,24): accompagnare il cammino dei giovani

 

Prolusione

G. VERSALDI Il contributo delle Facoltà teologiche alla missione della chiesa

 

Focus: Il rapporto tra generazioni e l’accompagnamento nella quotidianità ecclesiale

S. ZONATO L’identità (giovane) e la vocazione all’interno del panorama sociale inedito

D. VIVIAN Un dono che si fa compito. Suggestioni antropologiche per un accompagnamento tra libertà e responsabilità

M. CESTARO Accompagnamento e relazione educativa. Dal “saper-essere” al “sapere-agire” dell’educatore

L. TONELLO Insegnare religione: un servizio ecclesiale per i giovani

R. COVI-L. DALL’OLMO-P. ZARAMELLA-A. STECCANELLA Uno sguardo sul territorio ecclesiale: alcune prassi virtuose

 

Temi e discussioni

M. FORNARO Famiglie omogenitoriali: critica dei concetti teorici usati a sostegno della omogenitorialità

V. ROSITO L’intensità della contingenza. Forme e trasformazioni della soggettività post-secolare

M. GUGLIELMI Un’indagine sul cristianesimo e sull’immigrazione cattolica in Veneto

G. FADINI La salvezza che viene dalle periferie. Papa Francesco con Ignacio Ellacuría

G. OSTO Romano Guardini e Padova: una laurea ad honorem, una lettera, un convegno

 

Osservatorio

D. GIRARDI Il Nord Est alla luce delle elezioni politiche 2018

 

Recensioni

 

Libri ricevuti



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Titolo: "Concilium - 2018/4"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023859
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

INDICE

RUBRICA

 

Thierry-Marie Courau – Stefanie Knauss

Enrico Galavotti, Editoriale

Abstracts

I. La Chiesa del futuro 19

1. Quadro generale e metodo

1.1 Christoph Theobald, Il coraggio di anticipare

il futuro della Chiesa    

I/ La tradizione cristiana ed ecclesiale

come fenomeno storico e culturale

II/ Una visione tripolare del vangelo di Dio, aperta al futuro

III/ Una chiesa ecumenica in diaspora, che si prende cura

del legame sociale e del futuro della creazione

IV/ Per una chiesa fondata sui carismi di tutti,

il “senso dei fedeli”, l’apostolicità e la sinodalità

1.2 Massimo Faggioli, La Chiesa del futuro:

prospettive storiche e sociologiche

Introduzione

I/ Prospettiva storica: dal Vaticano II

al difficile inizio del XXI secolo

II/ Tra declino sociologico, de-istituzionalizzazione

e ripresa neo-tradizionalista
III/ Prospettive di tendenza: dottrina - vita - culto

IV/ La Weltkirche postconciliare e la reazione neo-tradizionalista

Conclusione

2. Prospettive globali

2.1 Jayeel Cornelio, Le sfide globali

della Chiesa del futuro

Introduzione

I/ Chiesa come fenomeno globale

II/ Sfide globali

1/ Cambiamenti generazionali

2/ Diseguaglianza globale

Conclusione

2.2 Virginia R. Azcuy, La situazione di “tensione”

della Chiesa odierna: quattro sfide fondamentali

I/ La chiesa in crisi di credibilità

o la sfida del controllo pubblico

II/ La chiesa deformata dal clericalismo

o la profezia di essere fratelli e sorelle

III/ La chiesa con il pregiudizio maschile

o la speranza di una comunità inclusiva

IV/ Una chiesa mondana o l’arte spirituale

di un “ascolto stereofonico”

V/ Alcune conclusioni teologiche

2.3 Stan Chu Ilo, La Chiesa del futuro in Africa.

Per mettere in pratica l’ecclesiologia “illuminante”

di papa Francesco nel cattolicesimo africano

Introduzione

I/ La chiesa di papa Francesco e l’estetica teologica

dell’ecclesiologia illuminante

II/ I segni dei tempi in Africa

III/ La chiesa d’Africa: una road map per il futuro

IV/ Una nuova comunione tra il centro romano

e i margini africani

Conclusione
3. Immaginare la Chiesa del futuro

3.1 Mike van Treek, Immaginazione e fantasia:

il contributo della Bibbia e la Chiesa del futuro

I/ La Bibbia come parte

della costellazione letteraria universale

II/ Il fondamentalismo e l’ermeneutica speciale della Bibbia

III/ Emancipazione della lettura

3.2 Serena Noceti, Quali strutture per una Chiesa in riforma?

I/ In transizione: tra “non più (a lungo)” e “non ancora”

II/ Riforma: visioni, relazioni, strutture

III/ Re/visioni: prospettive (incomplete)

per una chiesa in ri/forma

IV/ Tras/figurazione: traditio ecclesiae e strutture ecclesiali

V/ Semper reformanda: dinamiche e forme di vita

del popolo di Dio

1/ Questione di comunicazione:

la chiesa nasce e vive di interazioni comunicative

2/ Questione di potere: poteri

ed esercizio dell’autorità nel corpo ecclesiale

3/ Questione di riconoscimento:

soggetti dimenticati, ruoli, interazioni

Conclusione

3.3 Daniella Zsupan-Jerome, La comunità della Chiesa:

camminare al passo dello Spirito nella cultura digitale 117

Introduzione

I/ Autenticità e spirito di verità

II/ Parole dello Spirito e vita

III/ Autorità e potere dello Spirito santo

Conclusione

4. Una chiave di volta

4.1 Thierry-Marie Courau, L’ascolto, via di salvezza

e di metánoia della Chiesa
I/ Il grido del mondo all’origine della salvezza

II/ Il «non ascolto», distruzione della vita relazionale

III/ La metánoia della chiesa: tornare sempre

a scegliere l’ascolto-azione

Conclusione

II. Forum teologico 141

1. Gerard Mannion, La teologia e l’American Academy of Religion

I/ La storia dell’American Academy of Religion

II/ L’impegno della teologia

nell’American Academy of Religion

III/ La nascita di una European Academy of Religion

IV/ Accademie di valore imparagonabile per la teologia

2. Pier Luigi Cabri – Gianluca Montaldi,

Teologia pubblica ed editoria. Una prospettiva

dall’Europa continentale occidentale

I/ Un’occhiata sulla storia

II/ Tendenze della teologia

III/ Teologia 2.0

3. Antonio Autiero, Humanae vitae

cinquant’anni dopo. Il senso di un anniversario

I/ Ri-contestualizzare la genesi di Humanae vitae

II/ Coscienza, verità e storia

 

Editoriale

Pensare alla trasformazione della chiesa per far sì che essa

risponda sempre meglio alla sua missione è un’attività che nasce

con la sua stessa costituzione. Alla fine dell’ultimo concilio,

Karl Rahner lo vide come un dovere e come un’opportunità.

I tempi attuali sono quelli di una crisi culturale profonda del

mondo, in cui si tratta di imparare a identificare gli sconvolgimenti

tecnologici, economici e sociali in corso, gli appelli per

nuove strutture di autorità e di partecipazione alle decisioni, i

movimenti di intere popolazioni legati alla globalizzazione, alla

distribuzione delle risorse e all'ambiente ecc. La chiesa stessa

non può accontentarsi di perpetuarsi come un sistema rigido,

fissato in modo definitivo: deve trovare costantemente in Colui

che la fonda e in dialogo con i contesti i mezzi per rinnovarsi,

onde corrispondere al suo compito di essere il sacramento universale

della salvezza.

Quattro parti compongono questo numero: perché e come

possiamo porre la questione della chiesa del futuro?; come i

continenti del Sud del mondo percepiscono tale questione?;

alcuni campi significativi a partire dai quali pensare il futuro;

alla ricerca di una chiave di volta. Naturalmente, questa riflessione

non ha alcuna ambizione di completezza o la pretesa di

chiudere il cantiere. Si tratta di un abbozzo e di un invito ad

andare oltre, liberamente.

La prima parte cerca di porre il quadro di riflessione sulla

chiesa del futuro su un piano da una parte teologico e dall’altra

storico e sociologico. Christoph Theobald, professore di

teologia fondamentale e dogmatica presso le Facoltà gesuite

di Parigi, introduce questo numero mettendo in discussione

la legittimità di voler disegnare la figura a venire della [...]



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023897
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

INDICE

 

Editoriale

2 D. Piazzi

L’anno liturgico, tempo d’altri tempi

Studi

4 I. De Sandre

Anno liturgico: per chi?

9 G. Boselli

Difendere la domenica: perché?

14 M. Metzger

Il Triduo pasquale e i suoi riti

20 L . Della Pietra

Stesso anno liturgico, assemblee diverse

26 F. Gomiero

Anno liturgico e sacramenti

31 M. Roselli

Anno liturgico e catechesi dei ragazzi

37 D. Paglia

Anno liturgico e pietà popolare

Note

43 F. Bonomo

La calenda di Natale

e l’annuncio della Pasqua

46 R . Barile

Anno liturgico e anni tematici

Formazione

49 FOCr

Preadolescenti & liturgia

5. «Questo è il mio corpo»

53 M. Di Benedetto

Giovani & liturgia

6. Scommettiamo ancora sulla liturgia?

58 E . Mass imi

Guida per cantare la messa

6. Il canto finale e gli «attori» del canto

Sussidi e testi

63 M. Campedelli

Anno liturgico: un tempo che dà forma?

 

 

EDITORIALE

Daniele Piazzi

L’anno liturgico,

tempo d’altri tempi

Editoriale

Ancora un numero di RPL sull’anno liturgico (AL). A scorrere i titoli dei fascicoli

dal 1963 ad oggi probabilmente e il tema piu frequentato. Si parte dalla

sussidiazione con omelie e schede celebrative per le domeniche della prima

ora, fino alla inevitabilmente difficoltosa riflessione che abbiamo proposto

negli ultimi due decenni. E vero: l’AL e un problema e ha problemi. I lettori

stiano, pero, tranquilli, non li esauriamo tutti in questo numero, altrimenti

non sapremmo cosa scrivere nelle prossime annate.

Dietro la ormai usuale denominazione di AL stanno questioni primariamente

di comprensione teologica, non solo del popolo di Dio, ma anche dei

ministri ordinati. Il percorso domenicale in alcune progettazioni pastorali

sembra svuotato del suo contenuto misterico, privilegiando di fatto anno catechistico,

giornate particolari, iniziative diocesane e parrocchiali. Insomma,

l’AL lo si celebra, ma non si sa bene a cosa serva.

Ci sono anche importanti problematiche culturali. E un anno storicamente

cresciuto con motivazioni teologicopastorali, ma non unitarie, durante

circa otto secoli. E strettamente legato alle culture mediterranee, semitiche e

greco-latine. E originato dai ritmi della civilta contadina, impregnato dalle

stagioni delle nostre latitudini temperate e dalla alternanza notte-luce… E

ancora cosi per l’Occidente che segue i calendari delle borse e fa della notte

il cuore dello svago/trasgressione e del giorno il tempo che produce denaro? E

adottabile/adattabile in culture di altri emisferi geografici e culturali? I ritmi

della vita, del lavoro, dell’economia, del nuovo culto del tempo libero e dello

shopping sono semplicemente dannosi all’impianto che richiede continuita

e assiduita dell’AL o anch’essi sono elementi da considerare per una vera

inculturazione della ritualita [...]



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Titolo: "Servizio della Parola - nn. 501-502"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023828
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Per comunicare meglio

46. I casi difficili/15. Parlare di se stessi all’inizio del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

6 «Dio ha chiamato a sé il nostro fratello...»

1. «Dio ha chiamato a sé il nostro fratello...» (Alberto Carrara)

2. «Fratelli e sorelle...». Per un uso consapevole e corretto

(Silvano Sirboni)

3. È forse Dio che fa morire? (Massimo Maffioletti)

SUSSIDIO

Festa del ringraziamento.

Per i frutti della terra e del lavoro dell’uomo

(Luigi Guglielmoni e Fausto Negri)

PREPARARE LA MESSA

Dalla 28ª domenica ordinaria alla solennità di Cristo, Re dell’universo

28ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Mariella Enoc, Morena Baldacci)

29ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Battista Borsato, Morena Baldacci)

30ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Alberto Carrara, Pierino Boselli)

Tutti i Santi (Fabrizio Tosolini, Pierino Boselli)

Commemorazione dei fedeli defunti (Pierino Boselli)

31ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Carmelo Torcivia, Gabriele Tornambé)

32ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Vinicio Albanesi, Gabriele Tornambé)

33ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Armando Matteo, Vittorio Brunello)

Gesù Cristo, Re dell’universo

(Fabrizio Tosolini, Maurizio Gronchi, Vittorio Brunello)



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023835
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Editoriale

 S. Sirboni

Confessione o conversione?

Studi

 M. Chiodi

Da «tutto» peccato a «niente» peccato?

 A. Costanzo

Ecclesiologie e prassi penitenziali

 L. Donati Fogliazza

Confessione e prima Comunione

 L. Popesc u – R. Angelici – P. Ricca

M.T. Milano – Y. Pallavicini

Riconciliarsi con Dio

 R oland Lac roix

Conversione e mistagogia

 G . Cavagnoli

La «forma» rituale della Penitenza

Note

 S. Sirboni

Le celebrazioni comunitarie

della penitenza

 R . Barile

Confessione e comunione

 V . Donatello

Confessare una persona

con disabilità intellettiva?

 M. Gallo

Il sacramento della penitenza

nell’immaginario di papa Francesco

Formazione

 FOCR

Preadolescenti & liturgia

4. Come in cielo così in terra

 M. Di Benedetto

Giovani & liturgia

5. A celebrare s’impara celebrando

 E . Mass imi

Guida per cantare la Messa

5. I riti di comunione

Sussidi e testi

 P. Tomatis

Progettare per tempo: la dimensione

penitenziale della Quaresima

 

EDITORIALE

Silvano Sirboni

Confessione o conversione?

Editoriale

Il rituale della Penitenza è in crisi da quasi duemila anni. Ne fa fede il testo de Il pastore di Erma (150 circa) allorquando prevede il pubblico perdono dei peccati gravissimi da parte della chiesa una sola volta nella vita poiché «per i servi di Dio la penitenza è una sola» (Precetto IV, 3). La conoscenza della storia è illuminante per evitare di idealizzare il passato alimentando infondate nostalgie e per discernere l’essenziale dal secondario. La storia evidenzia come la prassi penitenziale della chiesa sia quella che nei corsi dei secoli ha subìto i maggiori cambiamenti e nello stesso tempo sia lo specchio e la radice di un particolare modo di essere chiesa, cristiani nel mondo. La chiesa lungo i secoli ha saputo dare risposte diverse alla esigenza cristiana di conversione e di riconciliazione e per comunicare visibilmente il perdono di Dio. Il medioevale ordo paenitentium non è certo riproponibile oggi nelle stesse modalità. Tuttavia il rituale del 1973 suggerisce di strutturare la Quaresima come un tempo più visibilmente penitenziale, con celebrazioni particolari, «in modo che tutti i fedeli abbiano modo di riconciliarsi con Dio e con i fratelli e di celebrare poi, rinnovati nello spirito, il triduo pasquale del Signore morto e risorto» (RP 13). Nel contesto della riforma liturgica, il rituale della penitenza ha avuto significativi cambiamenti non solo con l’inserimento della parola di Dio e il cambiamento della formula sacramentale, ma anche con il recupero della dimensione comunitaria. Con tutto ciò, la celebrazione della penitenza agli occhi e nell’esperienza dei fedeli appare immutata. Infatti, la celebrazione comunitaria del sacramento della penitenza trova rari spazi nella normale prassi liturgico-pastorale delle parrocchie e delle diocesi. Il sacramento continua ad essere vissuto quasi esclusivamente nello stretto ambito individualistico di quel confessionale che, purtroppo, nei recenti anni passati è stato ‘dissacrato’ e ridicolizzato da film e da note trasmissioni televisive. In breve, la riconciliazione sacramentale viene vissuta al di fuori di ogni contesto ecclesiale, con il rischio di una deriva intimistica che non è senza ricadute negative di carattere psicologico e anche teologico e spirituale. È pure evidente un forte calo nella [...]



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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023811
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

INDICE

Editoriale

Guido Benzi

DALL’ONORE ALLA VERGOGNA:

ADAMO ED EVA

Germano Galvagno

MOTIVI DI ONORE E MOTIVI

DI VERGOGNA NEI PATRIARCHI

Luca Mazzinghi

DI CHE COSA VERGOGNARSI?

Dionisio Candido

L’ONORE NEL LIBRO DI ESTER

Ester Abbattista

L’ONORE DI SEDERE ALLA DESTRA

O ALLA SINISTRA (MT 20,21//MC 15,40)

Annalisa Guida

LA VERGOGNA DI GIUDA

Maurizio Marcheselli

QUANDO E PER COSA

CI SI DEVE VERGOGNARE?

Leonardo Paris

LO SGUARDO DEGLI ALTRI

Valentino Bulgarelli

EVANGELIZZAZIONE:

ACCORCIARE LE DISTANZE

Rosella De Leonibus

L’UMANA VULNERABILITÀ,

OLTRE L’ONORE, OLTRE LA VERGOGNA

PER SAPERNE DI PIÙ

Marcello Panzanini

Vergogna, Salome: certe cose non si fanno!

MEN AT WORK

Valeria Poletti

Un sentimento alto, doloroso e ormai scomparso

APOSTOLATO BIBLICO

Calogero Manganello

Bibbia ed educazione

VETRINA BIBLICA

ARTE

Marcello Panzanini

Un mantello non di tessuto: L’ebrezza di Noè,

di Giovanni Andrea De Ferraris

 

 

EDITORIALE

Di vergogna e onore la Bibbia parla fin dalle

primissime pagine. Non lo fa sempre in

modo diretto; potremmo dire che si tratta

di sentimenti molto diffusi nel mondo

antico, ma spesso presenti sullo sfondo dei racconti

biblici, più che al centro del palcoscenico. Vergogna

e onore hanno a che fare con le relazioni tra persone,

sia all’interno che all’esterno del proprio gruppo

di appartenenza. Il racconto di Gen 2–3 mette in luce

la relazione fondamentale: quella con Dio (Guido

Benzi). Lo stesso fanno i successivi capitoli della Genesi,

quelli che narrano le vicende dei patriarchi: proprio

perché antenati del popolo di Israele, essi hanno

la possibilità di un dialogo aperto con Dio, di essere

messi a parte – anche se non del tutto – dei suoi segreti

sulla storia (Germano Galvagno).

Dobbiamo affacciarci alla letteratura sapienziale

per trovare riflessioni sul nostro tema. Un testo fra tutti

è il cap. 41 del Siracide, che precisa con attenzione

i termini della questione. Ci sono infatti cose di cui

ci si deve vergognare, ed è bene farlo; ci sono invece

cose di cui non ci si deve vergognare, come di vivere

secondo la propria fede in un mondo che vorrebbe

condurci a valori diversi (Luca Mazzinghi). Leggendo

molte pagine bibliche apparirà chiaro come la

mentalità prevalente fosse un po’ maschilista, nel senso

che guardava all’onore e al disonore dal punto di

vista dei mariti e dei padri; non mancano però le pagine

in controtendenza, in cui l’ago della bilancia è

rappresentato dalle donne della casa, come nel libro

di Ester (Dionisio Candido).

Del Nuovo Testamento prenderemo tre passi. Il

primo è quello in cui i due figli di Zebedeo (oppure

la loro madre) chiedono a Gesù di poter sedere uno

alla sua destra e uno alla sinistra, nel suo Regno; dobbiamo

capirli nel contesto di un sogno che si stava

realizzando (quello del Messia, il liberatore di Israele)

– e comunque pensando che, alla fine, hanno vissuto

una relazione strettissima con Gesù e gli hanno

reso testimonianza con la propria vita (Ester Abbattista).

Il secondo episodio è quello di Giuda, il traditore

per antonomasia: si accorge dell’errore, ma non

riesce a rimediare e si toglie la vita; saranno la letteratura

e la musica a “ripescare” questo personaggio

evangelico, mettendone in scena il dramma interiore

a cui le narrazioni bibliche non accennano affatto

(Annalisa Guida). Infine, da Luca a Paolo, passando

per altri testi del Nuovo Testamento, si può distinguere

l’aspetto soggettivo del vergognarsi (il sentimento

della vergogna) da quello oggettivo (l’infamia). E

così ritorniamo alla relazione con Dio: Gesù non si

vergogna che gli uomini siano chiamati – cioè siano

realmente – suoi fratelli e Dio non si vergogna di essere

chiamato – cioè di essere realmente – loro Dio

(Maurizio Marcheselli).

La vergogna e il senso dell’onore sono aspetti relazionali,

che riguardano cioè il nostro rapportarci agli

altri, quello che vedono e pensano di noi, come ci valutano;

per questo hanno a che fare con il senso del limite,

dell’umana vulnerabilità (Rosella De Leonibus).

C’è stato un tempo, nel passato, in cui l’onore era legato

a determinate regole sociali; oggi può dipendere

da un post su uno dei più diffusi social network… Ma

ciò che realmente conta è che l’«onore» diventi «dignità

»: non un carattere sociale che si può perdere o

conquistare, ma un carattere indelebile, che non dipende

né da quanto gli altri possono dire o fare, ma

nemmeno da quanto io stesso posso dire o fare. Prima

di qualunque azione la persona è definita dallo

sguardo di Dio, e questo sguardo è per sempre (Leonardo

Paris). Per questo motivo la sfida dell’evangelizzazione

è quella di accorciare le distanze tra le persone

umane e Dio (Valentino Bulgarelli).

L’inserto staccabile ci porterà ancora in Terra Santa,

con la gita sui generis organizzata da Marco Tibaldi.

Le rubriche invece oscilleranno tra la letteratura apocrifa,

con le levatrici di Maria a Betlemme («Per saperne

di più», di Marcello Panzanini), il film, la letteratura

(«Men at work», di Valeria Poletti) e l’arte (Marcello

Panzanini). Senza dimenticare la sfida educativa

che la Bibbia, con tutti i suoi sentimenti, rappresenta

per i giovani (Calogero Manganello).

Carlo Broccardo



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