Articoli religiosi

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Titolo: "Servizio della Parola - n. 504"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023873
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

RUBRICA

Per comunicare meglio

48. I casi difficili/17. Parlare di se stessi al termine del ministero

in una comunità (Roberto Laurita

 

DOSSIER

I nostri modi di dire

8 «... a fin di bene»

1. «A fin di bene»: un modo di dire che fa pensare (Alberto Carrara

2. «A fin di bene»: due prospettive a confronto (Giannino Piana

3. La complessità del giudizio morale (Lilia Sebastiani

 

SUSSIDIO

Celebrazione parrocchiale dedicata ai malati (Roberto Laurita

 

PREPARARE LA MESSA

Dal Battesimo del Signore alla 8ª domenica ordinaria 

Battesimo del Signore (Antonio Landi, Pierino Boselli) 

2ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Tonino Lasconi, Michele Roselli) 

3ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Gastone Boscolo, Michele Roselli) 

4ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, + Francesco Lambiasi, Gabriele Tornambé) 

5ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Ezio Bolis, Gabriele Tornambé) 

6ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Luciano Manicardi, Daniele Piazzi) 

7ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Carmine Di Sante, Daniele Piazzi) 

8ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Giuseppe Sovernigo, Vittorio Brunello) 



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Titolo: "Los predicadores franciscanos en la Real Capilla de Carlos II (1655-1700) (507-543)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: FRANCISCO JOSÉ GARCÍA PÉREZ
Pagine:
Ean: 2484300024146
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

This article aims to study the presence of the Franciscan Order in the Royal Chapel of Charles II, and more specifically among the royal preachers. Along these lines it analyses the general characteristics of the friars who obtained the title of royal preacher, their links with the elite and their participation in the political evolution of the Catholic Monarchy. Finally, special attention is given to the sermons they preached from the pulpit of the Royal Chapel and the main churches of Madrid. Two appendices provide a list of 61 Franciscan royal preachers (with a special focus on the Friars Minor) between 1666 and 1699, and some extracts of the files of their nomination



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Titolo: "Lopera poetica di Giacomo da Rieti francescano osservante del 400 (425-453)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: JURI LEONI, OFM
Pagine:
Ean: 2484300024122
Prezzo: € 5.00

Descrizione:With this contribution, the author offers the edition of four unpublished poems by Giacomo of Rieti, a Franciscan Observant of the 15th century: the Versus de Cruce, the Epistola in hexameter to Pope Pius II, an Epitaphium in honor of St. Bernardine of Siena and the Versiculi in honor of St. Nicholas of Myra. The reconstruction of the poet’s personality, despite fairly good documentation attesting to his activity in the Roman Province and contact with Bernardine of Siena and John of Capistrano, is still problematic and not without obscurities. In an appendix, the transcription of an unpublished letter by Giacomo of Rieti to John of Capistrano is offered.


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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024191
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

Un’eredità da condividere

 

Qui ad Assisi, qui vicino alla Porziuncola, 

mi sembra di sentire la voce di san Francesco 

che ci ripete: «Vangelo, Vangelo!».

 

La promulgazione della bolla Ite vos di Leone X, avvenuta il 29 

maggio 1517, rappresenta uno degli snodi più significativi nella storia 

dei figli di san Francesco d’Assisi (1181/1182-1226): la divisione 

formale e giuridica della famiglia degli Osservanti da quella dei

 Conventuali. Fin dalle origini, nel mondo francescano coesistevano 

diversi modi di intendere e vivere la fedeltà al carisma del fondatore. 

Nonostante i numerosi tentativi, però, non fu possibile pervenire a 

una soluzione unanimemente condivisa e così, dopo oltre due secoli di 

controversie, l’intervento di papa Leone X prese atto della situazione, 

traendone le conseguenze sul piano giuridico.

Nell’anno in cui ricorre il quinto centenario della bolla Ite vos, 

la nostra rivista propone un fascicolo monografico. Non si tratta della 

semplice espressione di un dovere di memoria, per il fatto di essere 

una rivista “germinata” in ambiente francescano; né lo scopo è quello 

di «fare dell’archeologia o coltivare inutili nostalgie, quanto piuttosto 

ripercorrere il cammino delle generazioni passate per cogliere in esso la 

scintilla ispiratrice, le idealità, i progetti e i valori che le hanno mosse». 

La ricorrenza è un’occasione per «prendere coscienza di come è stato 

vissuto il carisma lungo la storia, quale creatività ha sprigionato, quali 

difficoltà ha dovuto affrontare e come sono state superate», senza temere 

di «scoprire incoerenze, frutto delle debolezze umane, a volte forse anche 

l’oblio di alcuni aspetti essenziali del carisma». 

Il focus del fascicolo, però, non è “settoriale”, vale a dire proiettato

 esclusivamente sulle vicende storiche della famiglia minoritica: l’orizzonte 

è più ampio, nella convinzione che l’esperienza di Francesco e del 

suo Ordine non riguardi solo il movimento francescano, ma sia per tutti 

un dono di Dio da accogliere e un’eredità da condividere. Si comprende, 

allora, come il riferimento privilegiato sia l’“oggi”, con cui il carisma 

del Poverello e del suo movimento, nella sua multiforme articolazione, 

deve confrontarsi, in un dialogo non sempre facile, ma più che mai 

necessario. È l’oggi inteso come kairos, cioè tempo di grazia per tutti 

coloro che, a partire da prospettive e presupposti diversi, sono affascinati

dalla figura di san Francesco e dal suo “sogno” evangelico, percepito non 

come utopia, ma come luogo di autentica rigenerazione dell’umano. 

In altre parole, il “paradosso” Francesco – l’uomo ignorans et idiota 

che desiderava soltanto vivere il Vangelo sine glossa e si trovò invece 

a sconvolgere gli equilibri sociali ed ecclesiastici della società e della 

chiesa del suo tempo e dei secoli successivi –, lungi dall’essere un capitolo 

chiuso, pone ancora molti interrogativi, sui quali intende soffermarsi 

il presente fascicolo. [...]

 

 

 

INDICE

Editoriale: Un’eredità da condividere 

GRADO GIOVANNI MERLO

 

Unicità di frate Francesco e pluralità di san Francesco 

ORLANDO TODISCO

 

Fecondità del pensare francescano 

ORESTE BAZZICHI

 

La povertà pensata. Interrogativi francescani per l’economia 

MARZIA CESCHIA

 

Francesco d’Assisi: attualità di un’esperienza spirituale 

MARIA TERESA DOLSO

 

La difficile ricerca di un’identità. Esiste una questione francescana? 

LUCIANO BERTAZZO

 

Dalla divisione all’unità. Percorsi francescani: 1517-2017 

ROBERTO FUSCO

 

Nuove famiglie francescane. Risveglio e riattualizzazione di un carisma 

SILVESTRO BEJAN

 

Francesco, santità, ecumenismo e dialogo interreligioso 

MARCO IMPAGLIAZZO

 

Assisi oltre Assisi 

ELENA ZAPPONI

 

Pellegrini sulle orme di san Francesco 

FELICE ACCROCCA

 

Una visione inclusiva. Il san Francesco di papa Francesco 

Documentazione: Il testo della bolla «Ite vos»; Una memoria abitata; 

Itinerario per camminare insieme (Germano Scaglioni) 

Invito alla lettura (Emil Kumka) 



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Titolo: "Archivum Franciscanum Historicum"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024085
Prezzo: € 20.00

Descrizione:

SUMMARIA AFH 3-4 2018

 

François Delmas-Goyon. – Nouveaux Regards sur la « question franciscaine » (317-364)

Otto anni dopo la pubblicazione di François d’Assise. Écrits, Vies, témoignages, una gran parte dei progressi fatti da Jacques Dalarun, Sylvain Piron e l’autore riguardo l’identificazione dei documenti inviati dai tre compagni l’11 agosto 1246, la struttura della Compilazione di Assisi e gli sviluppi dei ricordi annotati da fra Leone, rimangono ancora sconosciuti nella comunità scientifica. Questo articolo espone questi progressi e risponde alle critiche che sono state avanzate alla nuova edizione francese delle Fonti Francescane. Evidenzia inoltre le notevoli conseguenze derivanti dal ricorso ad un «setaccio extrafino» nell’analisi letteraria della Compilazione di Assisi, che consente di proporre un’interpretazione innovativa della natura e del significato delle narrazioni che comprendono l’espressione: nos qui cum eo fuimus.

 

Sylvain Piron. – Note sur Léon et Rufin, l’écriture et le corps (365-375)

Questa breve nota amplia la riflessione proposta nel precedente articolo di F. Delmas-Goyon (cf. AFH 111 [2018] 317-364) sul rapporto tra i tre firmatari della Lettera di Greccio, un testo collettivo che enuncia un’azione e una volontà comune e che avrà un unico redattore, fra Leone. Questa lettera era accompagnata da un dossier di documenti contenenti i «fiori più belli», ovvero i ricordi dei primi compagni, annotati da fra Leone su fogli di pergamena cuciti successivamente insieme, e la Leggenda dei tre compagni, trasmessa da fra Rufino. Nell’ultima parte del testo, l’A. mostra che Leone e Rufino contribuirono, ciascuno per la sua parte e con metodi diversi, allo stesso progetto, che doveva ricordare quale fosse stata la presenza fisica di Francesco, in vista dell’«edificazione di coloro che vogliono imitare il suo esempio».

 

Gerard Pieter Freeman. – Recto assumpto tramite: A Recovered Papal Letter, Prohibiting the Friars Minor to Interfere with Clare’s Sister (377-423)

Recto assumpto tramite (RectoAT) è una lettera papale ‘misteriosa’ del 1253 di cui non esiste nessuna copia. L’unica nostra conoscenza dei suoi contenuti risale ad un riassunto contenuto nei Firmamenta trium ordinum (1512) che però propone delle affermazioni storicamente insostenibili. Lo storico L. Oliver aveva dichiarato nel 1912 che la RectoAT doveva essere un falso. Nessuno ha mai contraddetto lo storico francescano fino ad oggi, quando una clarissa irlandese ha recentemente segnalato l’esistenza di una traduzione inglese della RectoAT, presente in due piccole collezioni di scritti normativi del 1658 e 1665 e destinate alle clarisse di Gravelines. L’articolo esamina il testo, concludendo che si tratta probabilmente di un’accurata traduzione di una autentica lettera papale. Abbozza poi i diversi ruoli che questo documento ‘misterioso’ ha svolto dal 1512 fino ai nostri giorni.

 

Juri Leoni, OFM. – L’opera poetica di Giacomo da Rieti francescano osservante del ‘400 (425-453)

With this contribution, the author offers the edition of four unpublished poems by Giacomo of Rieti, a Franciscan Observant of the 15th century: the Versus de Cruce, the Epistola in hexameter to Pope Pius II, an Epitaphium in honor of St. Bernardine of Siena and the Versiculi in honor of St. Nicholas of Myra. The reconstruction of the poet’s personality, despite fairly good documentation attesting to his activity in the Roman Province and contact with Bernardine of Siena and John of Capistrano, is still problematic and not without obscurities. In an appendix, the transcription of an unpublished letter by Giacomo of Rieti to John of Capistrano is offered.

 

Clara M. Fusciello, OSC. – Il Buon Gesù di Orvieto. Fondazione, sviluppo e consolidamento di un monastero di clarisse in Età Moderna (455-505)

The “Buon Gesù” in Orvieto, founded in 1559, is an example of a Poor Clare monastery of the Modern Age, in a town belonging to the Papal States. The monastery was born out of an initiative of the municipal administration for poor young girls; it experienced a long period of growth and prosperity thanks to an endowment by Muzio Cappelletti. His bequest was meant to provide dowries for young girls taking the veil without financial means, yet these dowries were actually given to Orvieto’s eminent families. The article highlights, by means of archival sources, the close ties between Orvieto’s leading classes and the monastery, which had become an alternative solution within the strategies of marital alliances. Yet, these same links exposed the “Buon Gesù” to the dialectic of the political and economic interests of the local power. These dynamics have been sufficiently studied. It then gives an outline of the internal life from an economic and liturgical point of view, highlighting practices which differed from the ecclesiastical norm. 

 

Francisco José García Pérez. – Los predicadores franciscanos en la Real Capilla de Carlos II (1655-1700) (507-543)

This article aims to study the presence of the Franciscan Order in the Royal Chapel of Charles II, and more specifically among the royal preachers. Along these lines it analyses the general characteristics of the friars who obtained the title of royal preacher, their links with the elite and their participation in the political evolution of the Catholic Monarchy. Finally, special attention is given to the sermons they preached from the pulpit of the Royal Chapel and the main churches of Madrid. Two appendices provide a list of 61 Franciscan royal preachers (with a special focus on the Friars Minor) between 1666 and 1699, and some extracts of the files of their nomination

 

Concetto Del Popolo. – Ancora per la «Preghiera davanti al Crocifisso» (545-549)

MS. Ross. 729 of the Vatican Apostolic Library, is a late 15th-century miscellany of Veronese origin, containing excerpta and works of illustrious as well as anonymous authors. It also includes the Oratio devotissima quam venerabillis pater noster Francischus devote dicebat ad Crucifixum. Although the historical context of the San Damiano account is not given, the prayer as contained in MS. Ross. 729 corresponds to the “substance” of this text, as Carlo Paolazzi calls it in his critical edition. Despite one lectio singularis, the witness enriches the recensio and offers ideas for further critical reflection.

 

Giulia Spoltore. – Una lettera di Luke Wadding ad Ilarione Rancati sull’Immacolata Concezione (551-556)

The article presents and transcribes an unpublished letter addressed by friar Luke Wadding to the Cistercian abbot Ilarione Rancati in Rome. Among other topics, it deals with the Immaculate Conception and Ferrando Diacono’s negative opinion in this regard. The letter is a valuable document for understanding Wadding’s speculative theological approach and it sheds further light on the meaningful relationship with his friend Ilarione.



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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024276
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

INDICE

Editoriale: Una preziosa eredità 3-8

GIOVANNI SALMERI

Nessuna scuola teologica senza filosofia 9-21

MAURIZIO GIROLAMI

Alveo patristico delle scuole teologiche 22-38

DAVID S. KOONCE

Scuole teologiche dal tardo Medioevo fino alla modernità (1274-1563) 39-52

GIANLUIGI PASQUALE

Soggetti e luoghi della teologia oggi. Prov(oc)are oltre le «scuole» 53-67

ALDO N. TERRIN

La solitudine della teologia 68-86

NICOLA TOVAGLIARI

Le scuole teologiche nel contesto globale ed ecumenico 87-110

SIMONA SEGOLONI RUTA

Scenario attuale delle scuole teologiche 111-123

MICAELA SORANZO

Arte e scuole teologiche 124-135

Documentazione: Jean Daniélou: «Gli orientamenti attuali del pensiero

religioso» (Gianluigi Pasquale) 137-154

Invito alla lettura (Simona Segoloni Ruta) 155-161

In libreria 162-171

Indice dell’annata 2018 173-176

 

EDITORIALE

Una preziosa eredità

In dulcedine societatis

quaerere veritatem1.

Il pensare teologico trovò un alveo particolarmente fecondo nelle

«scuole teologiche», istituzioni che si svilupparono soprattutto a partire

dai secoli XII-XIII, in prossimità delle chiese cattedrali o negli

Studia generalia degli ordini religiosi (monastici o mendicanti). Da

queste «scuole», in cui si promuoveva tanto la teologia che la cultura

profana, derivarono le «università» che fin dalla loro origine trovarono

sostegno e protezione nella chiesa. Fra le più note e influenti,

la «scuola» di linea platonico-francescana-bonaventuriana e quella

aristotelica-domenicana-tomista, la cui dialettica ha alimentato per

secoli la riflessione teologica.

La fioritura delle «scuole teologiche» rispondeva alle esigenze di un

contesto sociale ed ecclesiale in rapida evoluzione: un nuovo mondo si

stava affacciando e la chiesa raccolse la sfida, approntando strutture

organizzative originali e dinamiche che seppero operare attraverso il

dialogo e il discernimento dei segni dei tempi e delle diverse espressioni

culturali.
Qualcosa di analogo era già avvenuto nel cristianesimo dei primi

secoli. Si possono ricordare i didaskaleia, sorti per insegnare la sapienza

cristiana, che avrebbe dovuto ispirare la vita e il pensiero dei fedeli.

È nota la distinzione tra la scuola alessandrina, che praticava una

lettura allegorica della Scrittura, e la scuola antiochena, sostenitrice di

un’interpretazione più «letterale» dei testi biblici.

Ma le «scuole» non furono una prerogativa solo cristiana. In ambito

ebraico, ad esempio, si ebbero precedenti illustri con la «Bet Hillel», la

scuola di Hillel il Vecchio (60 a.C.-20 d.C.), aperta a tutti, la cui interpretazione

della Legge era spesso in contrapposizione a quella suggerita

dalla «Bet Shammai», la scuola fondata dal celebre rabbì Shammai

(50 a.C.-30 d.C.), riservata invece ai più meritevoli.

Le «scuole teologiche» cristiane si distinguevano per una duplice

caratterizzazione. Da un lato, il concetto di «scuola» era debitore dei

presupposti filosofici che l’animavano: ciò comportava un repertorio di

concetti condiviso e un campo di problemi o soluzioni simili. Dall’altro,

però, l’idea di «scuola teologica» rimandava anche e soprattutto a un

contesto comunitario, con la connessa idea di trasmissione di metodi,

linguaggi e stile. Da ciò è derivata l’immagine tradizionale di «scuola

teologica»: una realtà associata a un sapere coltivato e trasmesso in

luoghi controllati e protetti, nel quadro di una sostanziale continuità.

Si può obiettare che questo è un ritratto di altri tempi, il rimando

a un passato che non ritornerà. Nel panorama attuale, un discorso

sulle «scuole teologiche» può apparire anacronistico: i riferimenti alle

«scuole» non compaiono più nei titoli dei libri e degli articoli di teologia,

se non in pubblicazioni di carattere storico. Se però il sintagma

non si limita a indicare un’istituzione accademica, ma individua una

rete relazionale capace di trasmettere un’impostazione o un nucleo di

contenuti, ha ancora un senso farne oggetto di riflessione.

Ed è quanto si propone questo fascicolo: non solo prestare l’omaggio

della memoria a istituzioni benemerite e prestigiose né proporre la re
plica di questi modelli in un contesto completamente diverso da quello

di origine, ma interrogarsi sulla possibilità di raccogliere il meglio di

una preziosa eredità, in cui – per dirla con Antonio Rosmini – si sono

realizzate «l’unicità di scienza, la comunicazione di santità, la consuetudine

di vita, la scambievolezza dell’amore»2.

Su questi aspetti si è soffermato anche papa Francesco, ricordando

al mondo accademico il bisogno di una vera ermeneutica evangelica

per capire meglio la vita, il mondo, gli uomini, nel contesto di «un’atmosfera

spirituale di ricerca e certezza basata sulle verità di ragione

e fede»3. La riflessione teologica, aggiunge il pontefice, è chiamata a

costituire «una sorta di provvidenziale laboratorio culturale in cui la

chiesa fa esercizio dell’interpretazione performativa della realtà che

scaturisce dall’evento Cristo» (VG 3). In altri termini, se il pensiero

cristiano non saprà rimodularsi, il contributo della ricerca teologica

corre il rischio di trasformarsi in qualcosa di irrilevante.

Senza alcuna pretesa di esaustività, «CredereOggi» offre alcune piste

di riflessione, richiamando alla memoria un passato che deve essere conosciuto

e apprezzato, nella consapevolezza delle esigenze del presente,

ma con lo sguardo attento a cogliere gli elementi di novità che possono

dischiudere nuove prospettive al cammino futuro dei credenti.

Il primo contributo riguarda il rapporto tra teologia e filosofia,

messo in questione per diversi motivi, ma imprescindibile se si vuol

comprendere il fenomeno della costituzione di «scuole teologiche» nel

corso dei secoli. La storia della teologia dimostra che l’uso della filosofia

ha favorito la nascita di diverse «scuole», fornendo un linguaggio con [...]



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Titolo: "Miscellanea Francescana n. I-II/2018"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024177
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

INDICE

 

EDITORIALE

 

STUDI BONAVENTURIANI

 

Stéphane OPPES, OFM, Matrice cristologica del linguaggio in san Bonaventura

 

Pedro BARRAJON, LC, La sapienza cristiana secondo san Bonaven- tura. La sua attualità teologica ed ecclesiale

 

Enzo GALLI, OFMConv, Dal triplex Verbum alla filiazione divina. Un tentativo di attualizzazione del pensiero cristologico di san Bonaventura

 

Prospero RIvI, OFMCap, Le dimensioni cosmiche di Cristo in Bo- naventura e Teilhard de Chardin

 

 

STUDI FRANCESCANI

 

Oreste BAZZICHI, Etica economica e credito nella Summa Astesa- na (1317). Appunti sul pensiero teologico-sociale francescano nel I° sec. di vita

 

Gianmario CATTANEO, Bessarione e la Crociata. L’epistola al frate minore Giacomo della Marca

 

Gonzalo FERNANDEZ-GALLARDO JIMÉNEZ, OFMConv, La obra de algunos teólogos del Colegio San Buenaventura de Roma en España (s. XVII-XIX)

 

Raffaele DI MURO, OFMConv, I misteri di Cristo nell’esperienza spirituale di s. Giuseppe da Copertino

 

Orlando TODISCO, OFMConv, Recupero francescano della respon- sabilità soggettiva nell’età della globalizzazione

 

 

 

STUDI VARI

 

Francesco CELESTINO, OFMConv, Ripensare la pastorale in una pluralità di presenze

 

Vincenzo ROSITO, Il passo che misura e sopporta. Etica e poetica dell’attraversamento

 

 

RECENSIONI

 

SEGNALAZIONI

 

LIBRI RICEVUTI

 



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Titolo: "Ancora per la «Preghiera davanti al Crocifisso» (545-549)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: CONCETTO DEL POPOLO
Pagine:
Ean: 2484300024153
Prezzo: € 5.00

Descrizione:MS. Ross. 729 of the Vatican Apostolic Library, is a late 15th-century miscellany of Veronese origin, containing excerpta and works of illustrious as well as anonymous authors. It also includes the Oratio devotissima quam venerabillis pater noster Francischus devote dicebat ad Crucifixum. Although the historical context of the San Damiano account is not given, the prayer as contained in MS. Ross. 729 corresponds to the “substance” of this text, as Carlo Paolazzi calls it in his critical edition. Despite one lectio singularis, the witness enriches the recensio and offers ideas for further critical reflection.

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Titolo: "Una lettera di Luke Wadding ad Ilarione Rancati sullImmacolata Concezione (551-556)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: GIULIA SPOLTORE
Pagine:
Ean: 2484300024160
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

The article presents and transcribes an unpublished letter addressed by friar Luke Wadding to the Cistercian abbot Ilarione Rancati in Rome. Among other topics, it deals with the Immaculate Conception and Ferrando Diacono’s negative opinion in this regard. The letter is a valuable document for understanding Wadding’s speculative theological approach and it sheds further light on the meaningful relationship with his friend Ilarione.



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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023866
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

Dionisio Candido

L’IRA DI CAINO

 

Michelangelo Priotto

UN MOSÈ ADIRATO? 

 

Guido Benzi

«NON DARÒ SFOGO

ALLA MIA IRA» (OS 11,9).

L’IRA MUTATA IN TENEREZZA 

 

Sebastiano Pinto

«L’IRACONDO MOSTRA STOLTEZZA» (PR 14,29).

L’EDUCAZIONE E LA CURA 

 

Rosalba Manes

DISCEPOLI DI UN MAESTRO MITE:

LA SFIDA EVANGELICA DELLO STILE

CHE DISARMA LA VIOLENZA 

 

Claudio Doglio

L’IRA DELL’AGNELLO. LA PROSPETTIVA

PARADOSSALE DELL’APOCALISSE 


Riccardo Battocchio

QUANDO L’IRA ENTRA IN SCENA 

 

Valentino Bulgarelli

L’IRA. LA GRATUITÀ COME ANTIDOTO 

 

Rosella De Leonibus

DALL’AGGRESSIVITÀ ALLA NONVIOLENZA 

 

PER SAPERNE DI PIU

Marcello Panzanini

Spigolature agostiniane sull’ira 

MEN AT WORK

Valeria Poletti

Menis: da Omero a Sting (e oltre) 

APOSTOLATO BIBLICO

Calogero Manganello

Narrazione e attualizzazione 

VETRINA BIBLICA 

INDICE ANNATA 2018 

ARTE

Marcello Panzanini

L’ira di Gesù contro i mercanti della fede:

La purificazione del tempio di Iacopo Bassano

 

EDITORIALE

L'ira e un sentimento antico quanto il mondo:

chi di noi puo dire di non averla mai

provata (o subita)? E infatti la Bibbia ne

parla fin dalle prime pagine, con Caino e

Abele; mettendo in luce da un lato che essa e appostata

come una fiera pronta per ghermire la sua preda,

dall’altro che pero l’essere umano non e alla sua merce.

L’uomo e sostanzialmente libero di decidersi (Dionisio

Candido). E questo e un primo punto fermo.

Un’altra sottolineatura che emerge nei testi della

Bibbia e che, come gia gli altri sentimenti che abbiamo

esplorato nei fascicoli precedenti, cosi anche

l’ira e qualcosa di ambivalente, diversificato; o meglio:

dietro alla parola ira si possono trovare sentimenti

diversi. Mose per esempio si adira con il popolo

che ha commesso idolatria costruendo il vitello

d’oro, e questo e assolutamente positivo: e un modo

per confessare e testimoniare il primato assoluto di

Dio (Michelangelo Priotto). Attenzione pero a non

diventare spietati in nome della verita: Dio stesso –

dice il profeta Osea – avrebbe potuto sfogare tutta la

sua ira contro il popolo infedele, ma si e “convertito”

e ha deciso di optare per il perdono (Guido Benzi).

Una terza riflessione la deriviamo dai libri sapienziali,

che dell’ira, come delle altre passioni/pulsioni

umane, parlano spesso invitando alla moderazione.

Ha ancora senso una tale proposta educativa?

Si, perche sponsorizza la bonta dell’essere umano e

offre percorsi formativi per vincere le tendenze egoistiche

(Sebastiano Pinto). Del resto, anche Gesu e stato

un maestro mite: sfogliando le pagine del Vangelo

secondo Matteo, ci accorgiamo che, tra i sentimenti

che il discepolo e chiamato a coltivare, Gesu propone

la mitezza – che egli stesso testimonia durante il

suo ministero, specialmente quando la violenza sta

per scatenarsi contro di lui (Rosalba Manes). Sulla mitezza

ritornera l’approfondimento catechetico-spirituale,

ricordando che un certo tipo di ira distrugge

la carita; ti mette in balia di te stesso, delle tue emozioni,

dei tuoi risentimenti; la gratuita e l’unico antidoto

efficace (Valentino Bulgarelli). Sulla stessa scia

anche l’ultimo libro del canone biblico, l’Apocalisse:
l’Agnello di Dio diviene il vincitore non uccidendo

i nemici, ma lasciandosi uccidere da loro; con il suo

linguaggio metaforico, l’Apocalisse dice che il Messia

Gesu non ha pestato i nemici nel torchio dell’ira,

ma egli stesso e stato schiacciato e il proprio sangue

ne inzuppa il mantello (Claudio Doglio).

Molti degli ultimi contributi del fascicolo ritornano

sul diverso significato che l’ira puo avere. Collocata

all’interno di una storia, in un contesto dinamico

di relazioni tra le persone e con il mondo, l’ira

si fa conoscere come “santa” o come “cattiva”. Anch’essa,

come tutti i fenomeni con i quali veniamo a

contatto, chiede di essere interpretata (Riccardo Battocchio).

L’ira di Dio, scriveva sant’Agostino, e uno

strumento pedagogico, come le sgridate di un genitore

all’indirizzo dei suoi figli; ma attenzione che la

nostra ira non sia solo uno sfogo, continua il padre

della chiesa: e importante imparare ad addomesticare

anche la propria lingua (Marcello Panzanini)! L’ira

puo essere sinonimo di passione, e allora e forza

vitale e come tale e stata trattata dalle arti; ma puo

essere anche un vizio, legato a corda doppia ad altri

suoi simili: la pigrizia accidiosa dell’uomo, per esempio,

e pronta a trasformarsi nel serpente dell’invidia,

che a sua volta si tramuta in rabbia (Valeria Poletti).

Continuano infine anche le due rubriche “sganciate”

dal tema del fascicolo. L’inserto staccabile

“Bibbia e scuola” mostra come alcuni generi letterari

possano ispirare attenzioni didattiche ed educative

(Marco Tibaldi); l’apostolato biblico offre un’altra

riflessione su Bibbia e giovani, nella convinzione

che ogni personaggio biblico esprima un pezzo

di vita del giovane, che puo entrare cosi nel testo e

rileggere la propria biografia in chiave evangelica.

Ci congediamo cosi da voi, care lettrici e cari lettori,

al termine di questa prima tornata dedicata ai

sentimenti della Bibbia. Augurandoci di avervi ancora

con noi per il prossimo anno, in cui continueremo

ad esplorare insieme questo mondo cosi complesso

e affascinante.

Carlo Broccardo



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Titolo: "Concilium - 2018/5"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023880
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Indice

Linda Hogan – João Vila-Chã

Agbonkhianmeghe Orobator, Editoriale. Noi umani

e l’invito a proteggere la nostra casa comune.

Abstracts

I. Ecologia e teologia della natura

1. Inquadrare la sfida

1.1 Patriarca ecumenico Bartolomeo,

Ecclesiologia come ecologia: punti di vista ortodossi

I/ I “peccati moderni” dell’umanità

II/ Verso un’ecologia ecclesiale

III/ Un éthos eucaristico e ascetico

Conclusione

1.2 Ottmar Edenhofer, La battaglia

per i beni comuni globali

I/ La necessità della cooperazione internazionale

II/ In che modo può riuscire la cooperazione

III/ Giustizia e finanziamenti per il clima

IV/ Crescenti ostacoli derivanti da combustibili fossili

a buon mercato

V/ La politica sul clima come opzione per i poveri

VI/ L’antropocene e i beni comuni globali

2. Fondamenti teologici

2.1 Dianne Bergant, Imago Dei: immagini o divinità?

I/ L’antropocentrismo biblico

II/ Creazione e monarchia nel mondo antico

III/ Creazione e monarchia in Israele

IV/ Immagini o divinità?

Conclusione

2.2 Leonardo Boff – Mark Hathaway,

L’ecologia e la teologia della natura

I/ Aprire alla sapienza, rinnovare la Terra:

una teologia della natura

II/ La divina Sapienza nella creazione

III/ L’éthos del dominio

IV/ Da macchina a storia vivente

V/ Aprire alla saggezza della Terra

VI/ Verso la rigenerazione e la liberazione

2.3 Celia Deane-Drummond, Natura, Sofia e Spirito.

Interpretare la creazione e la nuova creazione

sotto il segno della sapienza della croce

e della risurrezione

I/ Natura

II/ Sofia

III/ Spirito

IV/ Nuova creazione

V/ Conclusioni: nuove direzioni

2.4 Luiz Carlos Susin, San Francesco d’Assisi:

sine proprium e fratello delle creature

I/ Delusione e nuovo sguardo: sine proprium

II/ La relazione sine proprium nell’alleanza gratuita

con gli animali

III/ La profondità e l’ampiezza dell’obbedienza

senza gerarchia verso le creature

IV/ Il cantore della fratellanza delle creature
3. Sfide ambientali e risposte teologico-etiche

3.1 Roberto Tomichá Charupá, La convivenza

ecologico-nomadica dei popoli amerindi.

Una narrazione profetica, simbolica e mistica

I/ L’essere umano, «soltanto un filo del tessuto della vita»:

una profonda sensibilità verso le biodiversità

II/ «La madre terra è viva, piange, cammina»:

una esperienza globale del cosmo –

inclusiva, profetica e martiriale

III/ «Vivere nelle caverne era un privilegio»:

la memoria nomadica come un “essere sempre in cammino”

3.2 Mathew Pampackal, Conoscenze indigene

e preoccupazioni ecologiche. Un caso indiano

I/ Uno sguardo al mondo della costa:

caratteristiche significative

1/ La cultura neithal come quadro interpretativo; 2/ Kadalamma:

la Madre divina; 3/ Pescare è una prestazione rituale; 4/ Kaiyam

è la guida sicura

II/ Considerazioni teologiche

1/ C’è ordine anche nel caos; 2/ L’oceano media il divino; 3/ L’oceano

tutela i “diritti della proprietà comune”; 4/ Pescare è un

rituale sacramentale; 5/ L’alleanza scritta nei cuori umani

Conclusione

3.3 Wilfred Sumani, Il cambiamento climatico

e le sue ripercussioni sulle fonti di sostentamento.

Una prospettiva dal Sud del mondo

I/ Impatto del cambiamento climatico sui mezzi di sussistenza

1/ Gestione del territorio; 2/ Abitabilità; 3/ Salute; 4/ Riscaldamento

II/ L’adeguamento al cambiamento climatico

III/ Ripristino ecologico come impresa teologica

Conclusione

4. Prassi ecologica e testimonianza cristiana

4.1 Cláudio Hummes, La protezione dell’Amazzonia

e dei suoi popoli nativi
4.2 Edward Obi, Estrazione mineraria e delle risorse

in Nigeria. Giustizia sociale e responsabilità d’impresa

I/ La mentalità di mercato contro la giustizia sociale

II/ La chiesa, testimone di giustizia e di pace

III/ L’incarnazione come fondamento della giustizia

e dell’ecologia integrale

4.3 Isis Ibrahim, Salvaguardare la casa comune.

Una serie di convegni sulla teologia della creazione

da una prospettiva interculturale e interreligiosa

4.4 Juan Pablo Espinosa, Per una pedagogia

religiosa biofila: l’ispirazione di Laudato si’

I/ Laudato si’ e le pedagogie critiche latinoamericane

II/ Imparare dal Maestro di Nazaret e dal suo rispetto

per il creato

III/ Educazione dialogica nell’apertura al Mistero

e alla Trascendenza

4.5 Felix zu Löwenstein, L’alimentazione globale

e Laudato si’

I/ La distruzione dei terreni

II/ La biodiversità

III/ Il cambiamento climatico

IV/ Lo spreco di risorse

V/ I veri costi

VI/ Le conseguenze

II. Forum teologico

Linda Hogan, Costruire ponti per il futuro:

Sarajevo

III. Rassegna bibliografica internazionale

IV. Indice generale di Concilium 2018

 

Editoriale

Noi umani e l’invito a proteggere

la nostra casa comune

Come abitare la nostra casa comune è una questione teologica

ed etica di profondo significato e di grande urgenza.

Coinvolge persone e comunità impattando in modo diverso

in tutto il mondo, mostrando ineguaglianze e vulnerabilità

che diventano più marcate ogni decennio che passa. Laudato

si’ ha iniettato un nuovo scopo nell’impegno della chiesa nei

confronti dell’ecologia e nella teologia della natura, e ha posto

la tematica etica di come dimorare sulla terra quale questione

di giustizia sociale, di ecologia umana integrale e di solidarietà

intergenerazionale. Questo fascicolo di Concilium trae spunto

dalla profonda e diversificata tradizione cristiana di rispetto

per la natura e di cura della terra, riflettendo sulla teologia della

natura e considerando le nuove e complesse sfide ambientali

che l’umanità deve affrontare.

La tradizione cristiana ha avuto una storia ambivalente rispetto

alla consapevolezza ecologica. Da un lato, il rispetto per

la natura è evidente nei testi fondativi e nelle prime espressioni

di testimonianza cristiana, e si va a intrecciare con il credo e i

valori della tradizione, i suoi simboli, la sua spiritualità, le sue

norme etiche e gli impegni politici. Dall’altro, tuttavia, questo

rispetto per la natura è stato spesso trascurato, o addirittura

violato, quando i testi e le tradizioni cristiane occasionalmente [...]



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Titolo: "Lateranum n. 2/2018"
Editore: Lateran University Press
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024078
Prezzo: € 20.00

Descrizione:

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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023897
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

INDICE

 

Editoriale

2 D. Piazzi

L’anno liturgico, tempo d’altri tempi

Studi

4 I. De Sandre

Anno liturgico: per chi?

9 G. Boselli

Difendere la domenica: perché?

14 M. Metzger

Il Triduo pasquale e i suoi riti

20 L . Della Pietra

Stesso anno liturgico, assemblee diverse

26 F. Gomiero

Anno liturgico e sacramenti

31 M. Roselli

Anno liturgico e catechesi dei ragazzi

37 D. Paglia

Anno liturgico e pietà popolare

Note

43 F. Bonomo

La calenda di Natale

e l’annuncio della Pasqua

46 R . Barile

Anno liturgico e anni tematici

Formazione

49 FOCr

Preadolescenti & liturgia

5. «Questo è il mio corpo»

53 M. Di Benedetto

Giovani & liturgia

6. Scommettiamo ancora sulla liturgia?

58 E . Mass imi

Guida per cantare la messa

6. Il canto finale e gli «attori» del canto

Sussidi e testi

63 M. Campedelli

Anno liturgico: un tempo che dà forma?

 

 

EDITORIALE

Daniele Piazzi

L’anno liturgico,

tempo d’altri tempi

Editoriale

Ancora un numero di RPL sull’anno liturgico (AL). A scorrere i titoli dei fascicoli

dal 1963 ad oggi probabilmente e il tema piu frequentato. Si parte dalla

sussidiazione con omelie e schede celebrative per le domeniche della prima

ora, fino alla inevitabilmente difficoltosa riflessione che abbiamo proposto

negli ultimi due decenni. E vero: l’AL e un problema e ha problemi. I lettori

stiano, pero, tranquilli, non li esauriamo tutti in questo numero, altrimenti

non sapremmo cosa scrivere nelle prossime annate.

Dietro la ormai usuale denominazione di AL stanno questioni primariamente

di comprensione teologica, non solo del popolo di Dio, ma anche dei

ministri ordinati. Il percorso domenicale in alcune progettazioni pastorali

sembra svuotato del suo contenuto misterico, privilegiando di fatto anno catechistico,

giornate particolari, iniziative diocesane e parrocchiali. Insomma,

l’AL lo si celebra, ma non si sa bene a cosa serva.

Ci sono anche importanti problematiche culturali. E un anno storicamente

cresciuto con motivazioni teologicopastorali, ma non unitarie, durante

circa otto secoli. E strettamente legato alle culture mediterranee, semitiche e

greco-latine. E originato dai ritmi della civilta contadina, impregnato dalle

stagioni delle nostre latitudini temperate e dalla alternanza notte-luce… E

ancora cosi per l’Occidente che segue i calendari delle borse e fa della notte

il cuore dello svago/trasgressione e del giorno il tempo che produce denaro? E

adottabile/adattabile in culture di altri emisferi geografici e culturali? I ritmi

della vita, del lavoro, dell’economia, del nuovo culto del tempo libero e dello

shopping sono semplicemente dannosi all’impianto che richiede continuita

e assiduita dell’AL o anch’essi sono elementi da considerare per una vera

inculturazione della ritualita [...]



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Titolo: "Studia Patavina 2018/3"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025143
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

G. MAZZOCATO Il tema del “pratico” a procedere dall’ambito liturgico, spirituale e pastorale della vita ecclesiale

 

Focus: Estetico e pratico. La dinamica di affetti e liberta al cuore dell’esperienza cristiana

L. GIRARDI L’azione liturgica e la sua qualità spirituale

A. RAMINA Ciò che soltanto esiste veramente. Teresa di Lisieux sposa e sorella

A. TONIOLO Forma fidei e forma ecclesiae. Considerazioni estetiche in teologia pastorale

G. TRABUCCO L’estetico, il pratico e il poetico. Per un possibile chiarimento

 

Ricerche

M. CESCHIA Sentieri per cercatori. Sorella Maria di Campello e don Michele Do: suggestioni cristiane a due voci

 

Temi e discussioni

R. TOMMASI Prospettive per la teologia dal Proemio della Veritatis gaudium

M. VERGOTTINI Dall’apostolato laicale alla testimonianza credente. Ritrattazione teologica sui fedeli laici

P. LUCIANI Albino Luciani, gli anni Settanta e un difficile ecumenismo

E. RIPARELLI Dialogo interreligioso in nome dell’Humanum? Elementi di valutazione del Weltethos di Hans Küng

 

Osservatorio

D. GIRARDI Focus sulla scuola: luci e ombre sul futuro del Nord Est e del paese

 

Notiziario

P. ZAMPIERI Vita della Facoltà

 

Recensioni e segnalazioni

 

Libri ricevuti



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Titolo: "Studia Patavina 2018/1"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025150
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

G. QUARANTA La corruzione. Un’analisi etico-teologica

 

Focus: La corruzione imperdonabile. Lo sguardo dell’etica teologica

F. GISMANO La complessità della corruzione

G. BOZZA Corruzione. Cuore morale del problema

A. GAINO Corruzione: questioni sistemiche e responsabilità individuale

G. DEL MISSIER Perché la corruzione non può essere perdonata?

F. SILVESTRI Figure bibliche per interpretare la corruzione

 

Ricerche

A. DAL POZZOLO La costituzione del soggetto alla luce della Glaubenslehre di F.D.E. Schleiermacher

 

Temi e discussioni

R. BATTOCCHIO Note storiche e teologiche sul dibattito attorno alla distinzione fra potestas ordinis e potestas iurisdictionis

G. MAGLIO Libertà e legge in Martin Lutero

I. DE OSTI Intorno alla natura della mistica cristiana. La povertà evangelica in Francesco d’Assisi e il controcanto della speculazione eckhartiana nella lettura di Massimo Cacciari

 

Osservatorio

D. GIRARDI Ancora sulla demografia del Nord Est: la conferma di un’emergenza

 

Recensioni e segnalazioni

 

Libri ricevuti



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Titolo: "Studia Patavina 2018/2"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025167
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

A. STECCANELLA «Collaboratori della vostra gioia» (2Cor 1,24): accompagnare il cammino dei giovani

 

Prolusione

G. VERSALDI Il contributo delle Facoltà teologiche alla missione della chiesa

 

Focus: Il rapporto tra generazioni e l’accompagnamento nella quotidianità ecclesiale

S. ZONATO L’identità (giovane) e la vocazione all’interno del panorama sociale inedito

D. VIVIAN Un dono che si fa compito. Suggestioni antropologiche per un accompagnamento tra libertà e responsabilità

M. CESTARO Accompagnamento e relazione educativa. Dal “saper-essere” al “sapere-agire” dell’educatore

L. TONELLO Insegnare religione: un servizio ecclesiale per i giovani

R. COVI-L. DALL’OLMO-P. ZARAMELLA-A. STECCANELLA Uno sguardo sul territorio ecclesiale: alcune prassi virtuose

 

Temi e discussioni

M. FORNARO Famiglie omogenitoriali: critica dei concetti teorici usati a sostegno della omogenitorialità

V. ROSITO L’intensità della contingenza. Forme e trasformazioni della soggettività post-secolare

M. GUGLIELMI Un’indagine sul cristianesimo e sull’immigrazione cattolica in Veneto

G. FADINI La salvezza che viene dalle periferie. Papa Francesco con Ignacio Ellacuría

G. OSTO Romano Guardini e Padova: una laurea ad honorem, una lettera, un convegno

 

Osservatorio

D. GIRARDI Il Nord Est alla luce delle elezioni politiche 2018

 

Recensioni

 

Libri ricevuti



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Titolo: "Concilium - 2018/4"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023859
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

INDICE

RUBRICA

 

Thierry-Marie Courau – Stefanie Knauss

Enrico Galavotti, Editoriale

Abstracts

I. La Chiesa del futuro 19

1. Quadro generale e metodo

1.1 Christoph Theobald, Il coraggio di anticipare

il futuro della Chiesa    

I/ La tradizione cristiana ed ecclesiale

come fenomeno storico e culturale

II/ Una visione tripolare del vangelo di Dio, aperta al futuro

III/ Una chiesa ecumenica in diaspora, che si prende cura

del legame sociale e del futuro della creazione

IV/ Per una chiesa fondata sui carismi di tutti,

il “senso dei fedeli”, l’apostolicità e la sinodalità

1.2 Massimo Faggioli, La Chiesa del futuro:

prospettive storiche e sociologiche

Introduzione

I/ Prospettiva storica: dal Vaticano II

al difficile inizio del XXI secolo

II/ Tra declino sociologico, de-istituzionalizzazione

e ripresa neo-tradizionalista
III/ Prospettive di tendenza: dottrina - vita - culto

IV/ La Weltkirche postconciliare e la reazione neo-tradizionalista

Conclusione

2. Prospettive globali

2.1 Jayeel Cornelio, Le sfide globali

della Chiesa del futuro

Introduzione

I/ Chiesa come fenomeno globale

II/ Sfide globali

1/ Cambiamenti generazionali

2/ Diseguaglianza globale

Conclusione

2.2 Virginia R. Azcuy, La situazione di “tensione”

della Chiesa odierna: quattro sfide fondamentali

I/ La chiesa in crisi di credibilità

o la sfida del controllo pubblico

II/ La chiesa deformata dal clericalismo

o la profezia di essere fratelli e sorelle

III/ La chiesa con il pregiudizio maschile

o la speranza di una comunità inclusiva

IV/ Una chiesa mondana o l’arte spirituale

di un “ascolto stereofonico”

V/ Alcune conclusioni teologiche

2.3 Stan Chu Ilo, La Chiesa del futuro in Africa.

Per mettere in pratica l’ecclesiologia “illuminante”

di papa Francesco nel cattolicesimo africano

Introduzione

I/ La chiesa di papa Francesco e l’estetica teologica

dell’ecclesiologia illuminante

II/ I segni dei tempi in Africa

III/ La chiesa d’Africa: una road map per il futuro

IV/ Una nuova comunione tra il centro romano

e i margini africani

Conclusione
3. Immaginare la Chiesa del futuro

3.1 Mike van Treek, Immaginazione e fantasia:

il contributo della Bibbia e la Chiesa del futuro

I/ La Bibbia come parte

della costellazione letteraria universale

II/ Il fondamentalismo e l’ermeneutica speciale della Bibbia

III/ Emancipazione della lettura

3.2 Serena Noceti, Quali strutture per una Chiesa in riforma?

I/ In transizione: tra “non più (a lungo)” e “non ancora”

II/ Riforma: visioni, relazioni, strutture

III/ Re/visioni: prospettive (incomplete)

per una chiesa in ri/forma

IV/ Tras/figurazione: traditio ecclesiae e strutture ecclesiali

V/ Semper reformanda: dinamiche e forme di vita

del popolo di Dio

1/ Questione di comunicazione:

la chiesa nasce e vive di interazioni comunicative

2/ Questione di potere: poteri

ed esercizio dell’autorità nel corpo ecclesiale

3/ Questione di riconoscimento:

soggetti dimenticati, ruoli, interazioni

Conclusione

3.3 Daniella Zsupan-Jerome, La comunità della Chiesa:

camminare al passo dello Spirito nella cultura digitale 117

Introduzione

I/ Autenticità e spirito di verità

II/ Parole dello Spirito e vita

III/ Autorità e potere dello Spirito santo

Conclusione

4. Una chiave di volta

4.1 Thierry-Marie Courau, L’ascolto, via di salvezza

e di metánoia della Chiesa
I/ Il grido del mondo all’origine della salvezza

II/ Il «non ascolto», distruzione della vita relazionale

III/ La metánoia della chiesa: tornare sempre

a scegliere l’ascolto-azione

Conclusione

II. Forum teologico 141

1. Gerard Mannion, La teologia e l’American Academy of Religion

I/ La storia dell’American Academy of Religion

II/ L’impegno della teologia

nell’American Academy of Religion

III/ La nascita di una European Academy of Religion

IV/ Accademie di valore imparagonabile per la teologia

2. Pier Luigi Cabri – Gianluca Montaldi,

Teologia pubblica ed editoria. Una prospettiva

dall’Europa continentale occidentale

I/ Un’occhiata sulla storia

II/ Tendenze della teologia

III/ Teologia 2.0

3. Antonio Autiero, Humanae vitae

cinquant’anni dopo. Il senso di un anniversario

I/ Ri-contestualizzare la genesi di Humanae vitae

II/ Coscienza, verità e storia

 

Editoriale

Pensare alla trasformazione della chiesa per far sì che essa

risponda sempre meglio alla sua missione è un’attività che nasce

con la sua stessa costituzione. Alla fine dell’ultimo concilio,

Karl Rahner lo vide come un dovere e come un’opportunità.

I tempi attuali sono quelli di una crisi culturale profonda del

mondo, in cui si tratta di imparare a identificare gli sconvolgimenti

tecnologici, economici e sociali in corso, gli appelli per

nuove strutture di autorità e di partecipazione alle decisioni, i

movimenti di intere popolazioni legati alla globalizzazione, alla

distribuzione delle risorse e all'ambiente ecc. La chiesa stessa

non può accontentarsi di perpetuarsi come un sistema rigido,

fissato in modo definitivo: deve trovare costantemente in Colui

che la fonda e in dialogo con i contesti i mezzi per rinnovarsi,

onde corrispondere al suo compito di essere il sacramento universale

della salvezza.

Quattro parti compongono questo numero: perché e come

possiamo porre la questione della chiesa del futuro?; come i

continenti del Sud del mondo percepiscono tale questione?;

alcuni campi significativi a partire dai quali pensare il futuro;

alla ricerca di una chiave di volta. Naturalmente, questa riflessione

non ha alcuna ambizione di completezza o la pretesa di

chiudere il cantiere. Si tratta di un abbozzo e di un invito ad

andare oltre, liberamente.

La prima parte cerca di porre il quadro di riflessione sulla

chiesa del futuro su un piano da una parte teologico e dall’altra

storico e sociologico. Christoph Theobald, professore di

teologia fondamentale e dogmatica presso le Facoltà gesuite

di Parigi, introduce questo numero mettendo in discussione

la legittimità di voler disegnare la figura a venire della [...]



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Titolo: "Servizio della Parola - nn. 501-502"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023828
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Per comunicare meglio

46. I casi difficili/15. Parlare di se stessi all’inizio del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

6 «Dio ha chiamato a sé il nostro fratello...»

1. «Dio ha chiamato a sé il nostro fratello...» (Alberto Carrara)

2. «Fratelli e sorelle...». Per un uso consapevole e corretto

(Silvano Sirboni)

3. È forse Dio che fa morire? (Massimo Maffioletti)

SUSSIDIO

Festa del ringraziamento.

Per i frutti della terra e del lavoro dell’uomo

(Luigi Guglielmoni e Fausto Negri)

PREPARARE LA MESSA

Dalla 28ª domenica ordinaria alla solennità di Cristo, Re dell’universo

28ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Mariella Enoc, Morena Baldacci)

29ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Battista Borsato, Morena Baldacci)

30ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Alberto Carrara, Pierino Boselli)

Tutti i Santi (Fabrizio Tosolini, Pierino Boselli)

Commemorazione dei fedeli defunti (Pierino Boselli)

31ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Carmelo Torcivia, Gabriele Tornambé)

32ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Vinicio Albanesi, Gabriele Tornambé)

33ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Armando Matteo, Vittorio Brunello)

Gesù Cristo, Re dell’universo

(Fabrizio Tosolini, Maurizio Gronchi, Vittorio Brunello)



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023835
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Editoriale

 S. Sirboni

Confessione o conversione?

Studi

 M. Chiodi

Da «tutto» peccato a «niente» peccato?

 A. Costanzo

Ecclesiologie e prassi penitenziali

 L. Donati Fogliazza

Confessione e prima Comunione

 L. Popesc u – R. Angelici – P. Ricca

M.T. Milano – Y. Pallavicini

Riconciliarsi con Dio

 R oland Lac roix

Conversione e mistagogia

 G . Cavagnoli

La «forma» rituale della Penitenza

Note

 S. Sirboni

Le celebrazioni comunitarie

della penitenza

 R . Barile

Confessione e comunione

 V . Donatello

Confessare una persona

con disabilità intellettiva?

 M. Gallo

Il sacramento della penitenza

nell’immaginario di papa Francesco

Formazione

 FOCR

Preadolescenti & liturgia

4. Come in cielo così in terra

 M. Di Benedetto

Giovani & liturgia

5. A celebrare s’impara celebrando

 E . Mass imi

Guida per cantare la Messa

5. I riti di comunione

Sussidi e testi

 P. Tomatis

Progettare per tempo: la dimensione

penitenziale della Quaresima

 

EDITORIALE

Silvano Sirboni

Confessione o conversione?

Editoriale

Il rituale della Penitenza è in crisi da quasi duemila anni. Ne fa fede il testo de Il pastore di Erma (150 circa) allorquando prevede il pubblico perdono dei peccati gravissimi da parte della chiesa una sola volta nella vita poiché «per i servi di Dio la penitenza è una sola» (Precetto IV, 3). La conoscenza della storia è illuminante per evitare di idealizzare il passato alimentando infondate nostalgie e per discernere l’essenziale dal secondario. La storia evidenzia come la prassi penitenziale della chiesa sia quella che nei corsi dei secoli ha subìto i maggiori cambiamenti e nello stesso tempo sia lo specchio e la radice di un particolare modo di essere chiesa, cristiani nel mondo. La chiesa lungo i secoli ha saputo dare risposte diverse alla esigenza cristiana di conversione e di riconciliazione e per comunicare visibilmente il perdono di Dio. Il medioevale ordo paenitentium non è certo riproponibile oggi nelle stesse modalità. Tuttavia il rituale del 1973 suggerisce di strutturare la Quaresima come un tempo più visibilmente penitenziale, con celebrazioni particolari, «in modo che tutti i fedeli abbiano modo di riconciliarsi con Dio e con i fratelli e di celebrare poi, rinnovati nello spirito, il triduo pasquale del Signore morto e risorto» (RP 13). Nel contesto della riforma liturgica, il rituale della penitenza ha avuto significativi cambiamenti non solo con l’inserimento della parola di Dio e il cambiamento della formula sacramentale, ma anche con il recupero della dimensione comunitaria. Con tutto ciò, la celebrazione della penitenza agli occhi e nell’esperienza dei fedeli appare immutata. Infatti, la celebrazione comunitaria del sacramento della penitenza trova rari spazi nella normale prassi liturgico-pastorale delle parrocchie e delle diocesi. Il sacramento continua ad essere vissuto quasi esclusivamente nello stretto ambito individualistico di quel confessionale che, purtroppo, nei recenti anni passati è stato ‘dissacrato’ e ridicolizzato da film e da note trasmissioni televisive. In breve, la riconciliazione sacramentale viene vissuta al di fuori di ogni contesto ecclesiale, con il rischio di una deriva intimistica che non è senza ricadute negative di carattere psicologico e anche teologico e spirituale. È pure evidente un forte calo nella [...]



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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023811
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

INDICE

Editoriale

Guido Benzi

DALL’ONORE ALLA VERGOGNA:

ADAMO ED EVA

Germano Galvagno

MOTIVI DI ONORE E MOTIVI

DI VERGOGNA NEI PATRIARCHI

Luca Mazzinghi

DI CHE COSA VERGOGNARSI?

Dionisio Candido

L’ONORE NEL LIBRO DI ESTER

Ester Abbattista

L’ONORE DI SEDERE ALLA DESTRA

O ALLA SINISTRA (MT 20,21//MC 15,40)

Annalisa Guida

LA VERGOGNA DI GIUDA

Maurizio Marcheselli

QUANDO E PER COSA

CI SI DEVE VERGOGNARE?

Leonardo Paris

LO SGUARDO DEGLI ALTRI

Valentino Bulgarelli

EVANGELIZZAZIONE:

ACCORCIARE LE DISTANZE

Rosella De Leonibus

L’UMANA VULNERABILITÀ,

OLTRE L’ONORE, OLTRE LA VERGOGNA

PER SAPERNE DI PIÙ

Marcello Panzanini

Vergogna, Salome: certe cose non si fanno!

MEN AT WORK

Valeria Poletti

Un sentimento alto, doloroso e ormai scomparso

APOSTOLATO BIBLICO

Calogero Manganello

Bibbia ed educazione

VETRINA BIBLICA

ARTE

Marcello Panzanini

Un mantello non di tessuto: L’ebrezza di Noè,

di Giovanni Andrea De Ferraris

 

 

EDITORIALE

Di vergogna e onore la Bibbia parla fin dalle

primissime pagine. Non lo fa sempre in

modo diretto; potremmo dire che si tratta

di sentimenti molto diffusi nel mondo

antico, ma spesso presenti sullo sfondo dei racconti

biblici, più che al centro del palcoscenico. Vergogna

e onore hanno a che fare con le relazioni tra persone,

sia all’interno che all’esterno del proprio gruppo

di appartenenza. Il racconto di Gen 2–3 mette in luce

la relazione fondamentale: quella con Dio (Guido

Benzi). Lo stesso fanno i successivi capitoli della Genesi,

quelli che narrano le vicende dei patriarchi: proprio

perché antenati del popolo di Israele, essi hanno

la possibilità di un dialogo aperto con Dio, di essere

messi a parte – anche se non del tutto – dei suoi segreti

sulla storia (Germano Galvagno).

Dobbiamo affacciarci alla letteratura sapienziale

per trovare riflessioni sul nostro tema. Un testo fra tutti

è il cap. 41 del Siracide, che precisa con attenzione

i termini della questione. Ci sono infatti cose di cui

ci si deve vergognare, ed è bene farlo; ci sono invece

cose di cui non ci si deve vergognare, come di vivere

secondo la propria fede in un mondo che vorrebbe

condurci a valori diversi (Luca Mazzinghi). Leggendo

molte pagine bibliche apparirà chiaro come la

mentalità prevalente fosse un po’ maschilista, nel senso

che guardava all’onore e al disonore dal punto di

vista dei mariti e dei padri; non mancano però le pagine

in controtendenza, in cui l’ago della bilancia è

rappresentato dalle donne della casa, come nel libro

di Ester (Dionisio Candido).

Del Nuovo Testamento prenderemo tre passi. Il

primo è quello in cui i due figli di Zebedeo (oppure

la loro madre) chiedono a Gesù di poter sedere uno

alla sua destra e uno alla sinistra, nel suo Regno; dobbiamo

capirli nel contesto di un sogno che si stava

realizzando (quello del Messia, il liberatore di Israele)

– e comunque pensando che, alla fine, hanno vissuto

una relazione strettissima con Gesù e gli hanno

reso testimonianza con la propria vita (Ester Abbattista).

Il secondo episodio è quello di Giuda, il traditore

per antonomasia: si accorge dell’errore, ma non

riesce a rimediare e si toglie la vita; saranno la letteratura

e la musica a “ripescare” questo personaggio

evangelico, mettendone in scena il dramma interiore

a cui le narrazioni bibliche non accennano affatto

(Annalisa Guida). Infine, da Luca a Paolo, passando

per altri testi del Nuovo Testamento, si può distinguere

l’aspetto soggettivo del vergognarsi (il sentimento

della vergogna) da quello oggettivo (l’infamia). E

così ritorniamo alla relazione con Dio: Gesù non si

vergogna che gli uomini siano chiamati – cioè siano

realmente – suoi fratelli e Dio non si vergogna di essere

chiamato – cioè di essere realmente – loro Dio

(Maurizio Marcheselli).

La vergogna e il senso dell’onore sono aspetti relazionali,

che riguardano cioè il nostro rapportarci agli

altri, quello che vedono e pensano di noi, come ci valutano;

per questo hanno a che fare con il senso del limite,

dell’umana vulnerabilità (Rosella De Leonibus).

C’è stato un tempo, nel passato, in cui l’onore era legato

a determinate regole sociali; oggi può dipendere

da un post su uno dei più diffusi social network… Ma

ciò che realmente conta è che l’«onore» diventi «dignità

»: non un carattere sociale che si può perdere o

conquistare, ma un carattere indelebile, che non dipende

né da quanto gli altri possono dire o fare, ma

nemmeno da quanto io stesso posso dire o fare. Prima

di qualunque azione la persona è definita dallo

sguardo di Dio, e questo sguardo è per sempre (Leonardo

Paris). Per questo motivo la sfida dell’evangelizzazione

è quella di accorciare le distanze tra le persone

umane e Dio (Valentino Bulgarelli).

L’inserto staccabile ci porterà ancora in Terra Santa,

con la gita sui generis organizzata da Marco Tibaldi.

Le rubriche invece oscilleranno tra la letteratura apocrifa,

con le levatrici di Maria a Betlemme («Per saperne

di più», di Marcello Panzanini), il film, la letteratura

(«Men at work», di Valeria Poletti) e l’arte (Marcello

Panzanini). Senza dimenticare la sfida educativa

che la Bibbia, con tutti i suoi sentimenti, rappresenta

per i giovani (Calogero Manganello).

Carlo Broccardo



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 500"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023767
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

NUMERO SPECIALE

 

INDICE

Introduzione: Il Sinodo sui giovani,

una preziosa opportunità

di Paola Bignardi

1. Chi sono i giovani

1.1. Ascoltare e riconoscere nei giovani i segnali

di una condizione e di una umanità nuova

di Alessandro Rosina

1.2. Nativi Digitali: nuovi modi di entrare in relazione

di Cristina Pasqualini

1.3 Una generazione di solitari: i giovani

e i loro punti di riferimento

di Nando Pagnoncelli e Chiara Ferrari

1.4 Increduli o diversamente credenti?

di Rita Bichi

2. La pastorale e i giovani

2.1. Percorsi e scelte di pastorali giovanili

di Michele Falabretti

2.2 Le GMG e la loro impronta pastorale

di + Domenico Sigalini

2.3 Il fascino di papa Francesco sui giovani

di Pierpaolo Triani

2.4 La pastorale e i giovani: l’evoluzione

nei movimenti e nelle associazioni

di Riccardo Pascolini

3. Proposte

3.1. Educare i giovani alla fede è possibile

di Raffaele Maiolini

3.2 Alla ricerca di nuovi luoghi

e di nuove grammatiche in un mondo digitale

di Luca Peyron

3.3 Che cosa chiedono e che cosa offrono

i giovani alla Chiesa?

di Giordano Goccini

3.4 Preti giovani, giovani preti

di Giampaolo Tironi

3.5 Giovani donne crescono

di Elena Marta

3.6 Altri tempi. Liturgie cristiane, ritualità giovanili

di Giuliano Zanchi

3.7 Scommetto sul bene che è in te

di Gianpiero Palmieri

3.8 Nuovi educatori per nuovi giovani

di Paola Bignardi

3.9 Quattro testimonianze

di Paola Bignardi



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 499"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023774
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Per comunicare meglio

45. I casi difficili/14. Parlare di se stessi all’inizio del ministero in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

nostri modi di dire

5 «Con la preghiera si ottiene tutto»

1. «Con la preghiera si ottiene tutto»: l’aspetto paradossale del pregare (Alberto Carrara)

2. «Con la preghiera si ottiene tutto»: prospettiva biblico-teologica (Ezio Bolis)

3. Quando Dio non risponde (Mario Torcivia)

SUSSIDIO

I giovani, la fede e il discernimento vocazionale (Guido Novella)

PREPARARE LA MESSA

Dalla 21ª domenica alla 27ª domenica del Tempo ordinario

21ª domenica ordinaria

(Fabrizio Tosolini, Raffaele Maiolini, Angelo Lameri)

22ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Sergio Passeri, Angelo Lameri)

23ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Mario Torcivia, Angelo Lameri)

24ª domenica ordinaria

(Fabrizio Tosolini, Daniele Rocchetti, Angelo Lameri)

25ª domenica ordinaria

(Fabrizio Tosolini, Alberto Carrara, Daniele Piazzi)

26ª domenica ordinaria

(Fabrizio Tosolini, Daniele Rocchetti, Daniele Piazzi)

27ª domenica ordinaria

(Fabrizio Tosolini, Chiara Pedraccini, Daniele Piazzi)



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Titolo: "Lateranum n. 1/2018"
Editore: Lateran University Press
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023927
Prezzo: € 20.00

Descrizione:

SOMMARIO

 Editoriale

Nicola Ciola, Passione per Dio. Spiritualità e teologia della Ri­forma a cinquecento anni dal suo albeggiare 

Articoli 

Antonio Pitta, L’interscambio della grazia nell’esegesi neotesta­mentaria di Lutero 

Stefano Cavallotto, Alle radici della Riforma. Il Deus abscon­ditus e la Theologia crucis nel giovane Lutero 

Hubertus Blaumeiser, Teologia del paradosso ed antropologia pasquale 

Volker Leppin, Luthers Kreuzestheologie als Fortentwicklung mittelalterlicher Mystik und Exegese 

Romano Penna, Simul peccator et iustus. Valutazione biblica del motto di Lutero a commento di Rom 4,7 

Lothar Vogel, Das simul iustus et peccator im theologischen Denken Martin Luthers: eine historische Einordnung 

Ulrich H.J. Körtner, Der Mensch als gerechtfertigter Sünder. Das simul iustus et peccator aus systematisch-theologischer Sicht 

Angelo Maffeis, Simul iustus et peccator: le ragioni della criti­ca cattolica e le possibilità di una recezione positiva

DanielMarguerat, Le sacerdoce universel, principe ecclésiolo­gique protestant. Luther et la lecture de 1 Pierre 2,4-10 

Giancarlo Pani, Lutero e la riforma della Chiesa 

Fulvio Ferrario, Teologia e pratica pastorale. La prospettiva di Lutero 

Lubomir ak, La Chiesa come strumento dello Spirito Santo nel­la teologia di Martin Lutero 

Intervista 

La Riforma ieri ed oggi. Intervista di Mimmo Muolo a Giuseppe Lorizio e Paolo Ricca 

Indice

 

 

 

EDITORIALE

 

PASSIONE PER DIO 

Spiritualità e teologia della Riforma
a cinquecento anni dal suo albeggiare 

di 

Nicola Ciola

 

Il titolo e il sottotitolo di questo fascicolo monografico dicono già tutto lo spirito con il quale è stato affrontato il tema “Passione per Dio”, e gli obiettivi che si sono intesi raggiungere con il Convegno Internazionale che si è celebra­to nella Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense il 18 e 19 Ottobre 2017 e al quale hanno partecipato i delegati degli Istituti a vario titolo associati alla Facoltà di Teologia della PUL sparsi per il mondo, molti graditi ospiti di altre istituzioni accademiche presenti in Roma e non solo, e gli illustri relatori molti dei quali di confessione evangelica e riformata nonché tutto il corpo studentesco. 

Come si potrà subito constatare dai contributi che verranno di seguito presentati, sia lo spirito con il quale ci si è accostati al tema che gli obiettivi che ci si erano prefissati, si richiamano e si intersecano l’un l’altro. 

Tutto parte da ciò che Martin Lutero sperimentò nella sua vita fin dai primi anni ad Erfurt. «Come posso avere un Dio misericordioso?». La passione per Dio misericordioso di fronte alla propria miseria era il grande tormento del monaco agostiniano. Si potrebbe dire che in lui esperienza spirituale e teologia costituirono spontaneamente una sola cosa, un’esigenza strutturale del suo essere, prima ancora che del suo pensiero. 

In un discorso memorabile nell’ambito di un incontro con i rappresentanti del consiglio della “Chiesa evangelica in Germania” (23 Settembre 2011), proprio nella Sala capitolare dell’ex-convento degli Agostiniani di Erfurt, Be­nedetto XVI richiamò l’attenzione sul fatto che la questione soteriologica è al cuore dell’esperienza spirituale di Lutero: ciò che più conta è la posizione di Dio nei nostri confronti: come ci troviamo di fronte a Dio? Ciò che per noi oggi è acquisizione comune, vale a dire che la teologia nasce da una domanda soteriologica, per Lutero fu una intuizione primordiale e una conquista che rendeva la sua teologia molto concreta e niente affatto accademica. Da qui molti hanno voluto vedere la modernità della sua impostazione che mette al centro il soggetto e le sue esigenze, per giungere ad una riflessione su Dio che lo colga non nell’astrattezza di una visione soltanto filosofica. La domanda soteriologica per Lutero diventò subito una domanda teo-logica: quale Dio?… e subito è emersa un’istanza di carattere cristocentrico che ha pervaso il suo modo di fare teologia. Dio ha un volto e ci ha parlato, nell’uomo Gesù Cristo è diventato uno di noi. Qui emerse tutta la spiritualità e poi la teologia di Lutero, una spiritualità cristocentrica dove la Scrittura era al centro perché rappresen­tava la via maestra per attingere alla conoscenza del suo amore misericordioso. 

Come si vede sono già delineati stile e obiettivi dell’incontro di studio i cui risultati vengono ora pubblicati in questo fascicolo monografico. Lo stile è quello di chi vede nella spiritualità cristocentrica di Lutero l’anima del suo teologare, gli obiettivi sono quelli di rivisitare su una tale base i capisaldi della teologia del Riformatore nell’orizzonte della summenzionata impostazione. 

La scansione dei saggi presenti nel fascicolo che licenziamo alle stampe è stata pensata come rivisitazione di alcuni nuclei della teologia di Martin Lutero, soprattutto ne vengono presi in considerazione tre: 

la theologia crucis come asse portante del rinnovamento del metodo teo­logico da lui inaugurato; 

il tema della giustificazione come domanda che sta alla base dell’esperien­za religiosa e teologale di Lutero, che si può formulare con l’adagio “simul iustus et peccator” intesa come logica del paradosso; 

e infine la spiritualità sottostante all’agire ecclesiale tipico della Riforma, contrassegnato da quel criterio che, per dirla con Dietrich Bonhoeffer, può essere riassunto nella formula ecumenicamente ineccepibile della “Grazia a caro prezzo”.

Un’ultima parola sul metodo perseguito nel convegno sui 500 anni della Riforma, che ora traspare più chiaramente dalla pubblicazione delle presenti ricerche. Come ci si renderà subito conto anche da una rapida lettura della se­quenza degli interventi, su ognuno dei tre grandi plessi tematici, la prospettiva biblica e storica sono trattate indifferentemente [...]



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Titolo: "Asprenas n. 1-2/2018"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023804
Prezzo: € 7.50

Descrizione:

Editoriale

Studi

ANTONIO LANDI, Da Gerusalemme ai confini della terra (At 1,8). I destinatari della missione cristiana negli Atti degli Apostoli

PIERLUIGI CACCIAPUOTI, Il peccato originale davanti alla sfida di Darwin

LUCIANA SIOTTO, Una lettura spirituale dell'icona della Trinità di Andrej Rublev

ROBERTO TESSITORE, La Divina Commedia come esperienza mistica del Sommo Poeta

 

Note critiche

GAETANO ORIGO, L'unità di azione e fatto nel giovane Johann Gottlieb Fichte

EDOARDO SCOGNAMIGLIO, Fine corsa? La crisi del cristianesimo confessionale. Riflessioni in margine a un recente saggio di sociologia

 

Rassegne&Figure

MICHELE GIUSTINIANO, Il testamento biologico: approccio ecumenico e interreligioso

 

Libri

Recensioni

Schede bibliografiche

Libri ricevuti

 

 

 

 

 

EDITORIALE

 

Le poche righe a introduzione di questo fascicolo doppio della rivista

espressa dalla Sezione S. Tommaso d’Aquino rappresentano per me un saluto

affettuoso che rivolgo ai nostri lettori, i quali ci onorano dell’attenzione

e della pazienza richiesta da chi, con fatica, tenta di offrire frutti succosi

della ricerca teologica. Parimenti, esterno ai nostri autori il mio sentimento

di riconoscenza per il loro prezioso lavoro: un contributo di competenza e di

sforzo intellettuale.

Il numero che ci apprestiamo a presentare si compone di quattro studi,

due note critiche e una rassegna. Iniziamo il percorso di presentazione

dal tema della missione, trattato da Antonio LANDI nel contributo dal titolo

Da Gerusalemme ai confini della terra (At 1,8). I destinatari della

missione cristiana negli Atti degli Apostoli. Le parole di Gesù in At 1,8,

poco prima di ascendere al cielo, costituiscono parte della risposta al quesito

sul tempo della ricostituzione del regno d’Israele. Il Risorto, però, invita

i suoi discepoli a non attardarsi su tali argomenti, che sono di pertinenza

del Padre, bensì a concentrarsi sugli eventi che li vedranno protagonisti:

con la discesa dello Spirito su di loro, tale da trasformarli in suoi “testimoni”

da Gerusalemme, passando per la Galilea e la Samaria, fino ai confini della

terra. Infatti, la narrazione degli Atti concentra la sua attenzione sulla

comunità intenta a portare l’annuncio del Vangelo ai giudei, aprendo gradualmente

le porte ai samaritani e iniziando a rivolgersi alle “genti”, prima

timidamente, a persone singole come l’eunuco etiope (cf. At 8,26-39)

e il centurione Cornelio con la sua famiglia (cf. At 10), poi in maniera

sempre più decisa con i viaggi missionari di Paolo di Tarso. Si ricava la

consapevolezza che l’autore degli Atti non voglia affatto, come conclude

Landi, delineare un profilo missionario che segni la preferenza per le genti

a scapito del giudaismo, bensì un programma di integrazione, in cui, da

una parte i giudei riscontrino il compimento delle promesse contenute

nelle Scritture e, dall’altra, i gentili una risposta alla loro domanda religiosa.

L’annuncio cristiano, per il quale in questi due millenni, tanti si sono

impegnati con sacrificio e, talvolta, a costo della vita, ha davvero finito la

sua “corsa”? È il problema a cui tenta di offrire una risposta il volume di

Luca Diotallevi, professore di Sociologia all’Università Roma Tre, del quale

Edoardo SCOGNAMIGLIO propone una lettura critica nell’ampia nota Fine

corsa? La crisi del cristianesimo confessionale. Riflessioni in margine a un

recente saggio di sociologia. In realtà, come emerge dalla ricerca del sociologo,

non è l’annuncio del Vangelo a essere penalizzato nel contesto attuale,

bensì le forme confessionali del cristianesimo, che risultano in crisi ed

emarginate dalla realtà. Stiamo vivendo un passaggio nel quale «lo sguardo

nuovo e ultimo del cristianesimo, dopo la fine della corsa della religione

confessionalizzata, dovrà essere sempre più mistico, ossia escatologico,

aperto alla speranza, capace cioè di creare nuovi stili di annuncio e nuove

forme aggreganti negli spazi urbani che hanno bisogno di umanizzazione»

(p. 124).

Tale “sguardo nuovo e ultimo” del cristianesimo impone di guardare

in direzioni finora ancora troppo poco frequentate. Ci riferiamo alla via

pulchritudinis e al dialogo con la scienza. Quanto all’ambito della bellezza,

offriamo ai lettori due studi. Nel primo, Lettura spirituale dell’icona della

Trinità di Andrej Rublev, di Luciana SIOTTO, si delinea in chiave storicocritica,

teologica e simbolica questa celeberrima icona, da contemplare non

solo come frutto di un artista di livello altissimo, ma soprattutto di un mistico

quale era Rublev, sulla scia di tutta la tradizione orientale. Il fascino

delle icone, dunque, partendo dal fattore estetico, è in grado di accendere in

tanti il desiderio di avvicinarsi all’interiorità, a una fede più profonda, a un

approccio alla Scrittura e al suo mondo simbolico, illuminando la propria vita

e insegnandole a scoprire dimensioni solitamente trascurate da chi è abituato

a guardare l’aspetto superficiale della realtà. Nel secondo saggio, La

Divina Commedia come esperienza mistica del Sommo Poeta, di Roberto

TESSITORE, si esorta a guardare un poema, con il quale la maggioranza degli

italiani si è confrontata a scuola, in una maniera senz’altro diversa e suggestiva.

La Divina Commedia non è soltanto un’opera d’indiscutibile valore

letterario, un capolavoro in cui si fondono tante prospettive, dalla filosofia

alla teologia, dalla passione politica ai drammi esistenziali, ma anche un

invito a viaggiare per ritrovare sé stessi e una chiesa che abbia il coraggio di

riformarsi, di tornare alla purezza del Vangelo e risorgere con Cristo. [...]



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Titolo: "Concilium - 2018/3"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023781
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Indice

Carlos Mendoza-Álvarez – Huang Po-Ho,

Editoriale

 

I. Sapienza e teologia del popolo

1. Chi è il “popolo”?

1.1 Serena Noceti, Popolo di Dio: un incompiuto

riconoscimento di identità

I/ Tra recezione ed ermeneutica conciliare

II/ “Popolo di Dio”: tra obiezioni, riletture conciliari e riforme possibili

1/ I documenti: finalità e impianto interpretativo del tema “popolo/

popolo di Dio”

2/ Il cambiamento di prospettiva e i suoi protagonisti

III/ Dire la chiesa come “popolo di Dio”: una prospettiva necessaria

IV/ Conclusione

1.2 Nancy Pineda-Madrid, Alla luce del “popolo”: teologizzare nella nostra epoca

I/ Interrogare il soggetto presunto

II/ Svolgere il soggetto

III/ Quando il soggetto è re-immaginato

1.3 Cesar Kuzma, Missione e identità del popolo di Dio: una chiesa in uscita e chiamata al Regno

I/ Istanze ed esigenze attuali: la chiamata

II/ Una chiesa che è popolo di Dio: la condizione

III/ Uno sguardo sui laici: una chiesa in uscita e chiamata al Regno

1.4 Luiz Carlos Susin, Il popolo agnello di Dio .

I/ Gesù, l’«Agnello di Dio»

II/ Il popolo crocifisso

III/ Il popolo-agnello di Dio

2. In dialogo con la filosofia nell’epoca del decolonialismo

2.1 Raúl Fornet-Betancourt , Interculturalità e “popolo”.

Per continuare la conversazione con la teologia latinoamericana della liberazione

I/ Osservazione preliminare

II/ La filosofia interculturale e il popolo

III/ Osservazione finale

3. Approfondimenti teologici su sapienza e teologia del popolo

3.1 Michael Amaladoss, La teologia dei popoli nelle comunità multireligiose

I/ Il concilio Vaticano II: il popolo di Dio

II/ Un’estensione universale

III/ Giovanni Paolo II

IV/ Un invito a una comunità cosmica

V/ Le sapienze dell’Asia

VI/ Cultura o religione?

VII/ Collaborazione interreligiosa

VIII/ Dalla chiesa al Regno

3.2 Rafael Luciani, La centralità del popolo

nella teologia socio-culturale di papa Francesco

I/ La chiesa, popolo di Dio in mezzo ai popoli e alle loro culture

II/ La chiesa, popolo di Dio in uscita

III/ La conversione pastorale permanente della chiesa

IV/ Ricongiungersi con il sensus fidei del popolo

3.3 Wati Longchar, Potere e mancanza di potere.Coinvolgere nella missione gli emarginati

I/ Introduzione

II/ Dio ha scelto le persone

al di fuori della struttura di potere

III/ I margini: un prodotto

della struttura di potere ingiusta

IV/ La voce di Dio a partire dai margini

3.4 Margot Bremer, Inventare oppure scoprire l’ordine del nostro mondo? Lettura di un testo biblico a partire da una visione indigena del cosmo

I/ La cosmovisione indigena è diversa da quella europea

II/ Tentativo di leggere la creazione nella Bibbia a partire dalla visione guaraní

III/ Ri-creazione permanente dell’ordine del mondo

IV/ Il sistema di convivenza della natura: modello per l’umanità

V/ La periferia, luogo di recupero dell’ordine mondiale

VI/ Conclusioni

II. Forum teologico: Ministeri e vittime

della violenza globale 137

1. Karl M. Gaspar, Attingere agli inesauribili

pozzi indigeni. Risposte pastorali alle popolazioni

vittime della violenza globale

2. Dave Brauer-Rieke, Camminare assieme

3. Marlene Perera, Comunione tra fedi diverse

per una cultura che promuove la vita

III. Rassegna bibliografica internazionale

 

 

Editoriale

Più di mezzo secolo fa il concilio Vaticano II ha attuato una

straordinaria svolta pastorale, che ha avuto un impatto epistemologico

sul significato della chiesa universale. Si è trattato

di un aggiornamento che ha promosso, nelle chiese locali, un

processo di ascolto dei segni dei tempi volto ad analizzare il

passaggio di Dio nella storia, con l’inculturazione della parola

di Dio che lo rende possibile; esso ha anche portato al riconoscimento

del protagonismo delle comunità cristiane nelle periferie

del mondo. In sintesi, si è trattato di un intero progetto di

rinnovamento ecclesiologico – qualcuno direbbe di “riforma”

– che non si è ancora concluso.

In realtà, grazie alla concezione presentata da Lumen gentium

della centralità del popolo di Dio e all’impulso profetico

di Gaudium et spes – due innovative costituzioni del nuovo paradigma

ecclesiologico – il cattolicesimo romano ha intrapreso

un dialogo con altre culture, altri modi di pensare e stili di vita,

cercando di andare oltre la visione coloniale del cristianesimo

con il suo accento apologetico, che ha prevalso dall’epoca moderna

in avanti (dal XVI secolo, con il movimento della Controriforma,

fino alla crisi modernista di fine Ottocento).

In questo senso, la sapienza dei popoli ha iniziato ad essere

presa in considerazione dalle chiese dell’America latina,

dell’Asia e dell’Africa. Questa saggezza non è solo questione

di qualche seme della Parola (semina Verbi), ma piuttosto un’autentica

esperienza mistagogica che, accogliendo la rivelazione

divina con fecondità e creatività, scopre dei nuovi significati

nella radicalità di Gesù di Nazaret professato quale Messia e

Figlio di Dio dalla chiesa. Così, nel fecondo contesto del plu

ralismo culturale, riconosciuto come postulato inalienabile per

il raggiungimento dell’universalità della fede cristiana, la condizione

contestuale di tutta la teologia – compresa quella europea,

che ha cessato di essere una teologia egemone, un gradino

sopra le altre – ha rappresentato un passo avanti nella gestazione

della cattolicità della fede nel Dio della vita e nel primato del

regno di Dio annunciato dal Nazareno e compiuto dallo Spirito

santo che dà la vita alla nuova creazione.

Le teologie del popolo sviluppatesi nella seconda metà del

XX secolo – dalla teologia della liberazione in America latina

e nei Caraibi alla teologia dalit indiana, passando attraverso

molte altre espressioni della centralità dei poveri del mondo

– si trovano ora a fronteggiare la sfida di un reciproco riconoscimento

nella loro opzione per gli emarginati e per le vittime

della violenza globale. Tuttavia, queste teologie [...]



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