Articoli religiosi

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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024610
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

SOMMARIO

SENTIMENTI NELLA BIBBIA

GIOIA

Editoriale

Ester Abbattista

«HAI MUTATO IL MIO LAMENTO

IN DANZA»: STERILITÀ FECONDE

Donatella Scaiola

DIO GIOCA CON IL LEVIATÀN

Sebastiano Pinto

QOELET HA MAI RISO?

Laura Invernizzi

LE ESPRESSIONI DELLA GIOIA

Lucio Sembrano

LA GIOIA DEL VANGELO

IRROMPE NEL MONDO

Annalisa Guida

LA GIOIA DI GESÙ

Marinella Perroni

PAOLO, LIETO IN OGNI TRIBOLAZIONE

Serena Noceti

LA GIOIA DI GESÙ E DEI DISCEPOLI.

UNA SFIDA ALLA TEOLOGIA

Valentino Bulgarelli

LA GIOIA. INDICAZIONI PER UNA

EVANGELIZZAZIONE “ATTRAENTE”

Monica Cornali

LA GRAMMATICA PSICOLOGICA

DI GIOIA E FELICITÀ

PER SAPERNE DI PIÙ

Marcello Panzanini

La gioia è un dono di Dio:

I Cento capitoli gnostici di Diadoco di Fotice

MEN AT WORK

Valeria Poletti

Il vizio della tristezza

APOSTOLATO BIBLICO

Sebastiano Pinto

La domenica della Bibbia nella liturgia eucaristica

VETRINA BIBLICA

ARTE

Marcello Panzanini

La gioia dell’incontro inaspettato.

Il tesoro trovato di Maria Cavazzini Fortini

 

EDITORIALE

Non si può non condividere l’opinione di chi sostiene che tutto il Nuovo Testamento sia un grido di gioia. Scorrendo i quattro vangeli, dall’annuncio della venuta di Gesù (Mt 12) ai racconti di risurrezione, risuona l’eco di tale grido (Lucio Sembrano). L’irruzione della bella notizia, che il profeta di Nazaret proclama e incarna, provoca una gioia incontenibile in chi è disponibile ad accogliere e a prendere sul serio la venuta del regno di Dio. Lo stesso Gesù manifesta nella quotidianità quanto sia gioiosa un’esistenza conquistata e ispirata dal vangelo: non disdegna momenti di piacevole convivialità e non esita ad affermare che in cielo si fa festa ogni qualvolta chi era perduto si lascia ritrovare. Persino nell’imminenza della straziante fine indica nella gioia la beatitudine derivante dal rapporto di amore e di comunione con il Padre (Annalisa Guida). Essa non esclude la sofferenza; la trasfigura. È il mistero pasquale a fondarla. Paolo annunciatore intrepido della stoltezza della croce e testimone piagato della indomabile fragilità dell’annuncio cristiano vede strettamente intrecciati gioia e ministero apostolico: né la prima né il secondo sono sentimenti autoindotti o frutti di una scelta; l’una e l’altro rispondono a una necessità intrinseca dell’essere discepoli. Il fondamento cristologico ha una ricaduta ecclesiologica: come si evince da 2 Cor 1,24, l’unica finalità della fatica apostolica è collaborare alla gioia della fede dei credenti (Marinella Perroni). Sorprendentemente nel corso dei secoli la teologia e la spiritualità non hanno saputo approfittare di questi filoni teologici e di queste corpose testimonianze delle origini (con san Filippo Neri come eccezione a confermare la regola). Bisogna dunque arrivare a papa Francesco per trovare un pontefice che metta al centro del suo magistero questa dimensione della vita cristiana, come si deduce dai titoli dei suoi scritti più incisivi (Evangelii gaudium, Veritatis gaudium, Gaudete et exultate, Laudato si’, Amoris laetitia). Si tratta non so lo di riscoprire un lessico, ma soprattutto di impostare una riflessione che ponga al centro la gioia come sfida per l’antropologia teologica, sollecitazione alla cristologia, invito alla ecclesiologia, in una cornice escatologica (Serena Noceti). Così il cristianesimo potrà fuoriuscire dal bozzolo di religione del risentimento e della paura, della rinuncia e delle passioni tristi, in cui in parte si è rinchiuso e in parte lo hanno (ingiustamente) ficcato i cosiddetti maestri del sospetto, Nietzsche in particolare. È dunque importante ripensare il cristianesimo partendo dalla sua essenza di buona notizia per l’uomo e vedere come potrebbe far rinascere la speranza negli uomini di oggi che si sentono attanagliati da un senso di precarietà esistenziale (Valentino Bulgarelli). A tal fine va proposta una evangelizzazione “attraente” che presuppone e propone un’immagine di Dio meno azzimata e composta di quella modellata sull’Essere aristotelico immobile e impassibile. Un’immagine di Dio più vicina a quella presente nell’Antico Testamento. Qui non solo si dà largo spazio alle esperienze di gioia con un vocabolario ricco e variegato (Laura Invernizzi), con storie di sterilità feconde (Ester Abbattista) e con riflessioni di carattere sapienziale (Sebastiano Pinto), ma soprattutto della gioia di Dio si parla con variazioni e sottolineature stimolanti e sorprendenti. Egli gioisce del suo popolo ridendosela dei suoi nemici (cioè affrancandolo da essi) e accogliendolo in un rinnovato rapporto sponsale. Inoltre, gioisce delle sue opere, come si afferma nel Sal 104, dove si arriva a descrivere Dio che giocherella con il Leviatàn, immagine ludica del Signore che si compiace anche delle creature che l’uomo giudica più temibili (Donatella Scaiola). Per dirla con Jürgen Moltmann, «Il riso dell’universo è l’estasi di Dio». Insomma, tutto questo e altri approfondimenti si potranno trovare nel presente numero. Dunque, buona lettura! Marco Zappella



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 510"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024443
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

Ripensare l’omelia

 

anno LI

Introduzione: L’omelia va curata

di Chino Biscontin .

1. Dalla parte di chi ascolta:

impressioni, valutazioni, richieste

di Cecilia Cremonesi

2. Tra i propositi del predicatore

e le aspettative degli ascoltatori

di Roberto Laurita .

3. La genesi del genere omiletico

di + Francesco Lambiasi

4. Alcuni esempi di predicazione

4.1 I molti volti della predicazione

negli Atti degli apostoli

di Carlo Broccardo .

4.2 L’ars homiletica di Gregorio Magno

di Guido Innocenzo Gargano

4.3 Antonio di Padova l’egregius predicator

di Luciano Bertazzo .

4.4 «La verità è sempre alla portata di tutti».

La predicazione di don Primo Mazzolari

di Bruno Bignami .

4.5. Papa Francesco e l’omelia

di Giovanni Gennari .

5. La natura sacramentale della predicazione liturgica

Alla luce della Verbum Domini e del Direttorio omiletico

di Silvano Sirboni .

6. La predicazione nell’orizzonte dell’ecclesiologia

del popolo di Dio in Evangelii Gaudium

di Giovanni Rota .

7. Omelia e attualizzazione delle Scritture

di Carmelo Torcivia .

8. L’omelia nel contesto liturgico di cui è parte

di Doriano Locatelli

9. L’omelia nel contesto della pastorale parrocchiale

di Ezio Caretti

10. Dieci accorgimenti per una buona omelia

di Vittorio Peri

11. Parlerò al suo cuore. Predicazione, racconto, fede

di Giuliano Zanchi

12. Omelia e immagini

di Ermes Ronchi .

13. Omelia e linguaggio che comunica

di Simona Borello

14. L’omelia e i suoi obiettivi

di Chino Biscontin .

15. Suggerimenti pratici in Evangelii Gaudium

di Chino Biscontin .

16. Del buon uso di fonti e sussidi

di Simona Borello

17. Analisi di alcune omelie

di Roberto Laurita .

18. Per una spiritualità del predicatore

di Sandro Panizzolo

 

Introduzione

L’OMELIA VA CURATA

di Chino Biscontin

Va curata nel senso che per fare una buona omelia la preparazione deve essere accurata. Va curata nel senso che non poche omelie sono afflitte da difetti che, come ogni malattia, vanno curati. Papa Francesco, in EG 135 afferma: «L’omelia è la pietra di paragone per valutare la vicinanza e la capacità d’incontro di un Pastore con il suo popolo. Di fatto, sappiamo che i fedeli le danno molta importanza; ed essi, come gli stessi ministri ordinati, molte volte soffrono, gli uni ad ascoltare e gli altri a predicare. È triste che sia così. L’omelia può essere realmente un’intensa e felice esperienza dello Spirito, un confortante incontro con la Parola, una fonte costante di rinnovamento e di crescita». Se preparata con cura, nella fede e a servizio della fede, l’omelia può dunque essere, sia per il predicatore che per i destinatari, una felice esperienza dello Spirito, una esperienza “mistica” così come concepisce la mistica Francesco, e cioè non riservata a contemplativi a tempo pieno e con modalità straordinarie, ma come esperienza della vicinanza di Dio anche nell’ordinarietà della vita. Ne ha parlato in modo incantevole ed efficace anche nell’esortazione apostolica Gaudete et exultate. Il predicatore può fare l’esperienza, davvero felice, che la Parola passa attraverso di lui, attraversa la sua anima e la sua coscienza, per giungere all’assemblea celebrante. E l’assemblea può fare l’esperienza, altrettanto felice e che a volte si manifesta con un silenzio fondo e compreso, di cui parla s. Paolo: «Proprio per questo anche noi rendiamo continuamente grazie a Dio perché, ricevendo la parola di Dio che noi vi abbiamo fatto udire, l’avete accolta non come parola di uomini ma, qual è veramente, come parola di Dio, che opera in voi credenti» (1 Ts 2,13). [...]



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Titolo: "Frati francescani pittori nello Stato di Milano del Seicento (pp. 215-234)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Andrea Spiriti
Pagine:
Ean: 2484300024511
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Summary

This paper aims to describe the artistic activity of some Franciscan lay brothers in the 17th century, a phenomenon of which, as the author shows, significant examples were found in the State of Milan during the Spanish era and especially in the recently established Milan Province of the frati riformati. The employment of the lay brothers and the use of their artistic skills had obvious economic implications for their communities and responded to the need to convey important spiritual, theological and identity-related values of the religious family to which they belonged. In particular, the author examines the careers of the Franciscan painters Fra Girolamo Cottica da Premana and Fra Emanuele da Como, whose significant artistic interventions in Dongo (S. Maria delle Lacrime) and in Rome (S. Francesco a Ripa) are presented.



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Titolo: "Brüder ohne Stimme: Auf der Suche nach den Laienbrüder unter den Sächsischen Franziskanern in Mittelalter und frühreformatorischer Zeit (pp. 169-214)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Bernd Schmies
Pagine:
Ean: 2484300024528
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Summary

We know of the strong lay element in the early Saxony province of the Friars Minor through Jordan of Giano’s chronicle. Although, through the consolidation process of the medieval Saxony province, lay brothers have to withdraw from an engagement in pastoral care and positions of leadership, they still occupy a prominent place in the provincial miracle and example literature as examples of accomplished Friars Minor. For the Late Middle Ages, the author examines their traces mostly in necrologies, wills, and, during the early Reformation, in the documents mentioning the allocations made to them by the local magistrates to alleviate the former friars’ transition to the secular life. Information on the Saxon lay brothers, the author has to conclude, remains quite fragmented, their trades (porters, cooks, shoemakers, master builders, painters…) being rarely mentioned; a specific problem is to clearly identify the fratres laici within the larger family of each convent, composed also of servi, famuli and perhaps tertiaries.



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Titolo: "Le converse delle Clarisse: carattere e mutazioni lungo i secoli (pp. 125-168)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Mauro Papalini
Pagine:
Ean: 2484300024542
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Summary

Clare of Assisi provided at San Damiano a space for religious women who, despite their diversity (literate vs illiterate and intern vs extern sisters), were treated with the same dignity, based on their common profession. Using contemporary sources, this paper first follows the complicated historical developments which led to a great variety of (professed or oblate) sisters and their employments and appellations throughout the middle ages. In post-Tridentine times, then, most Clarian communities worked with the model choir sisters vs lay or converse sisters, with the latter being assigned the hard manual work within the convent and the particular service to privileged noble sisters or rich pensionaries. They had to wear a white veil, take meals and pray apart from the other sisters and were deprived of the right to vote. Only the massive return to the rule of St Clare in the 20th century and the impulse of Vatican II brought about a change of mentality which led to the abolition of this divisive system within the cloister. A final section presents early modern spiritual exhortations addressed to the converses which further cement their inferior status, but also hagiographical writings that highlight their mystical experiences as a rare area in which the converse sisters could gain attention.



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Titolo: "Franciscan Servants, Tertiaries and Lay Brothers in Nineteenth-Century Ireland (pp. 235-314)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Stephen OKane
Pagine:
Ean: 2484300024573
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Sommario

Il contributo indaga le ragioni della scarsa presenza di fratelli laici nella Provincia irlandese dei frati Minori durante il XIX sec. Per i lavori domestici, le piccole comunità (raramente più di tre frati) si rifecero all’aiuto di personale laico o, più avanti nel secolo, di terziari perpetui, mentre sono reperibili nelle fonti soltanto sei fratelli laici del primo Ordine. Tra le ragioni di questa anomalia si può indicare la mancanza di una vita stabile e comune nelle fraternità, contesto in cui la presenza di fratelli laici avrebbe potuto essere valorizzata. D’altra parte, la ricca corrispondenza rilevata nell’archivio generale romano e in quello provinciale irlandese rivela le attitudini clericali e di superiorità tra i sacerdoti del primo ordine così da non accettare facilmente dei laici come uguali nella stessa fraternità. Infatti, sono documentate le reazioni negative davanti alla richiesta di vari terziari di far professione nel primo ordine. Alla fine del secolo, però, la Curia generale insistette sulla promozione dei fratelli laici come elemento importante nella riforma della vita regolare. L’autore offre uno studio pionieristico su un argomento spesso trascurato.



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 509"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024436
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

RUBRICA

Per comunicare meglio

53. I casi difficili/22. Presentare una novità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

13 «Dio mi ha castigato»

1. «Dio mi ha castigato»: quale immagine di Dio è in gioco?

(Alberto Carrara)

2. Dio castiga? La prospettiva biblica (Patrizio Rota Scalabrini)

3. Le sventure sono un castigo di Dio? (Angelo Brusco)

SUSSIDIO

Il Santo Rosario. Proposte di animazione e arricchimento

(Luigi Guglielmoni e Fausto Negri)

PREPARARE LA MESSA

Dalla 22ª domenica alla 28ª domenica del Tempo ordinario

22a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Cecilia Cremonesi, Angelo Lameri)

23a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Paola Bignardi, Angelo Lameri)

24a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Alberto Carrara, Angelo Lameri)

25a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Gino Mazzoli, Angelo Lameri)

26a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Nicoletta Gatti, Vittorio Brunello)

27a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Ezio Caretti, Vittorio Brunello)

28a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Maurizio Aliotta, Vittorio Brunello)



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Titolo: "Archivum Franciscanum Historicum"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024498
Prezzo: € 20.00

Descrizione:

INDEX

Historia fratrum laicorum in ordine minorum (continuabitur)

Priamo Etzi, oFm. – Verso un Institutum mixtum? La questione dell’accesso dei frati non chierici agli uffici di governo nell’ordine dei Frati minori (nota storico-giuridica)

MichaeL F. Cusato, oFm. – the minorite Vocation of the fratres laici in the Franciscan order (13th - early 14th centuries)

Mauro Papalini. – Le converse delle clarisse: carattere e mutazioni lungo i secoli

Bernd Schmies. – Brüder ohne stimme: auf der suche nach den Laienbrüdern unter den sächsischen Franziskanern in mittelalter und frühreformatorischer zeit

Andrea Spiriti. – Frati francescani pittori nello stato di milano del seicento

Stephen o’Kane, oFm. – Franciscan servants, tertiaries and Lay Brothers in nineteenth-century irelandù

Discussiones et documenta

Benedikt Mertens, oFm - maria grazia simoncini in FaBris. – da Porta di Mestitia Porta di Paradiso: giacomo da Belgioioso (†1618) e le sue meditazioni della Passione

Cayetano Sánchez Fuertes, oFm. – La diócesis de nueva cáceres (Filipinas) en 1655 según un informe de su obispo electo fray antonio de san gregorio, oFm

Summaria

Recensiones

Bolgia, Claudia. – reclaiming the roman capitol. santa maria in aracoeli from the altar of augustus to the Franciscans, ca. 500-1450. – (Juri Leoni)

Dezza, Ernesto [oFm]. – La teoria modale di giovanni duns scoto. Il caso della relazione tra creatura e creatore e la condizione di beatitudine. – (Francesco Pica)

Mcnamer, Sarah. – meditations on the Life of christ: The Short Italian Text. – (Pietro delcorno)

Austin, Amy M. - Johnston, marK d. (eds). – a companion to ramon Llull and Lullism. – (coralba colomba)

Petri Thomae [omin.] Quaestiones de ente. – (claus a. andersen)

Galamb, György (ed.). – Franciscan observance between italy and central europe. Proceedings of international conference, 4-6 december 2014. Franciscan monastery of szeged-alsóváros (hungary). – (mónika molnár)

Arthur, Kathleen G. – Women, art and observant Franciscan Piety. caterina Vigri and the Poor clares in early modern Ferrara. – (Juri Leoni)

Solvi, Daniele. – il canone agiografico di san Bernardino (post 1460). - (Juri Leoni)

Rivero Cabrera, Arelis. – commitment Beyond rules: Franciscans in colonial cuba, 1531-1842. – (rafael sanz)

Po-chia Hsia, ronnie (ed.). – a companion to early modern catholic global missions. – (Benedikt mertens)

Péano, Pierre, oFm. – Les Franciscains dans le sud-est de la France. Les Provinces Franciscaines de ProVence et de Lyon 1217- 1943. – (Pierre moracchini)

Rex Galindo, David. – to sin no more. Franciscans and conversion in the hispanic World, 1683-1830. – (Francisco morales) .

Notae bibliographicae

Libri ad nos missi



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Titolo: "La diócesis de Nueva Cáceres (Filipinas) en 1655 según un informe de su obispo electo fray Antonio de San Gregorio, OFM (pp. 347-370)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Cayetano Sánchez Fuertes
Pagine:
Ean: 2484300024535
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Summary

The author presents the life and works of the Spanish friar Antonio de San Gregorio (1594-1661), a member of the St Gregory Province in the Philippines. His appointment to the bishopric of Nueva Cáceres in South-Eastern Luzon shows in exemplary fashion the difficult itinerary from the choice of a bishop candidate by the Spanish king to his consecration and actual episcopal ministry in this remote part of the Catholic world. As a matter of fact, fray Antonio was never consecrated bishop, since the papal nomination bull did not reach him in time. Nevertheless, he administered his diocese as bishop-elect from the early 1650s. The author then transcribes and comments upon a report on the diocese of Nueva Cáceres, which fray Antonio addressed to the Spanish king in 1655. He deplores the precarious material and pastoral state of his diocese and includes a plea for a more adequate distribution of parishes between secular and regular clergy. The second appendix consists of the transcription of a letter by the Cámera de Índias of 1660, which supports fray Antonio’s request for financial help to pay for the issuing and shipping of the lacking papal bull.



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Titolo: "Asprenas n. 2/2019"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024467
Prezzo: € 7.50

Descrizione:

PRESENTAZIONE

1. Il 14 settembre del 410, giorno della memoria di san Cipriano di Cartagine, esaltando la coraggiosa testimonianza di questo martire es - pressa con la predicazione e con gli scritti, sant’Agostino affermava: «Numquid propter paucos dies vitae huius quiescere debet ministerium cordis et linguae nostrae? Absit» (Discorso 313/E, § 7). Il vescovo d’Ippona definisce la predicazione come un “servizio” coinvolgente le risorse sia interiori, il “cuore”, sia esteriori, la “lingua”, metonimicamente da intendersi rispettivamente per “carità” e “parola”. Non esista alcuna giustificazione, nemmeno il pericolo della persecuzione e della morte, che possa far cessare il servizio della carità insegnata dalla parola e della parola trasfigurata in atto d’amore. Abbiamo esordito con tale riferimento per introdurre questo fascicolo della nostra Rivista, il primo di due che nell’anno in corso dedicheremo al tema mai abbastanza discusso della predicazione. In questi nostri tempi, infatti, si riscontra una sua grande crisi, perché da taluni confusa con la catechesi, da altri con la mera esegesi di testi biblici, da altri ancora con esortazioni moralistiche o addirittura con lo spazio utilizzabile per poter “personalizzare” con il proprio stile istrionesco un elemento tanto rilevante per la comunicazione e la maturazione della fede dei credenti. La predicazione è sempre stata al centro dell’attenzione, sia nell’ambito giudaico che in quello cristiano. Il Libro di Neemia narra la lettura pubblica della Legge a Gerusalemme, avvenuto il primo giorno del settimo mese sulla piazza presso la Porta delle Acque (cf. Ne 8,1-2). Compito di Esdra e dei leviti suoi collaboratori era non solo “proclamare”, ma anche “far intendere”, quindi “spiegare” la parola di Dio al popolo: si noti l’impiego del verbo bîn, “capire”, coniugato all’hifil, la forma causativa, cioè “far comprendere”. D’altronde, vogliamo accennare che secondo la tradizione anticotestamentaria il sacerdote aveva già in epoca preesilica l’incombenza di spiegare la legge: «Insegnano i tuoi decreti a Giacobbe e la tua legge a Israele» (Dt 33,10a). Insegnare predicando la Torah per i sacerdoti costituisce un dovere, benché i profeti – a loro volta dediti per vocazione esclusiva a mediare la parola divina – siano costretti a rilevare le loro inadempienze al riguardo (cf. Mic 3,11; Ger 18,18; Ez 7,26). Valga come esempio l’esplicita considerazione di Mal 2,7: «Infatti le labbra del sacerdote devono custodire la scienza e dalla sua bocca si ricerca l’istruzione, perché egli è messaggero del Signore degli eserciti». L’istituzione della sinagoga ha fin dalle sue origini avuto quale nucleo fondamentale del proprio culto proprio la lettura della Legge e la sua spiegazione. Per limitarci all’antichità, riferiamo una bella testimonianza di Filone d’Alessandria: «Sono soliti apprendere (ajnadidavskontai) queste leggi in ogni momento, ma soprattutto ogni settimo giorno. Perché il settimo giorno è reputato sacro, e in questo giorno si astengono da qualunque altro lavoro e si recano in luoghi sacri che chiamano sinagoghe. Là, disposti in file a seconda dell’età, i più giovani dietro ai più anziani, si siedono in modo conveniente alla situazione, pronti all’ascolto. Allora uno prende i libri e legge, e un altro tra quelli di maggiore esperienza avanza e spiega (ajnadidavskei) ciò che non è facilmente comprensibile» (Quod omnis probus liber sit 81-82). Altrove egli, sempre parlando di ciò che avviene di sabato nelle sinagoghe, così scrive: «Ma un sacerdote che sia presente o uno degli anziani, legge loro le sante leggi e le spiega punto per punto (kaqΔ e{kaston ejxhgei`tai) più o meno fino al tardo pomeriggio, quando se ne vanno dopo aver ricavato sia una precisa conoscenza delle leggi sacre, sia un notevole miglioramento nella pietà» (Hypothetica 7,13). L’obiettivo della predicazione sinagogale è ancora precisato in un altro luogo da Filone, il quale afferma che chi parla nella sinagoga «non fa vanto d’abilità oratoria come i retori e i sofisti di oggi, ma ricerca l’esattezza nell’esposizione (diermhneuvwn ajkrivbeian) dei suoi pensieri, esattezza che non si limita a scalfire l’udito, ma, attraverso di esso, raggiunge l’anima e vi rimane salda (ejpi; yuchvn e[rcetai kai; bebaivw" ejpimevnei)» (De vita contemplativa 31). 2. Anche il Nuovo Testamento ricorda la pratica della predicazione nelle sinagoghe (cf. ad esempio Lc 4,15-28). In tal senso, interprete originale della predicazione, pur ampiamente praticata anche al di fuori dei luoghi sacri, è stato Gesù di Nazaret, come si dirà nel nostro articolo. Il suo stile inconfondibile, in cui l’aspetto narrativo (le parabole) riveste un ruolo preponderante, la sua innegabile capacità di creare comunione pur parlando a tante persone, il suo tema, quello del regno di Dio, declinabile nei suoi rivoli di amore, riconciliazione, giustizia, preghiera e altro ancora, ne fanno un autentico maestro. Egli, inoltre, inizia la sua vita pubblica cominciando ad affermare che «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato» (Lc 4,31), suscitando ammirazione e meraviglia, e prima di ascendere al cielo spiega ai discepoli tutto ciò che si riferiva a lui nelle Scritture (cf. Lc 24,27.44-5), provocando ardore nel cuore e gioia. D’altronde, la sua stessa vita è “predicazione”, avendo comunicato il Vangelo con parole e opere. Sulla scia del Maestro di Nazaret, i suoi discepoli eserciteranno il servizio della predicazione per esporre il messaggio della salvezza. Gli Atti degli Apostoli presentano quali figure principali di predicatori Pietro e Paolo di Tarso. A quest’ultimo e al suo discorso nella sinagoga di Antiochia di Pisidia è dedicato il contributo di ANTONIO LANDI. In quell’occasione l’apostolo ripercorre le tappe della storia della salvezza e le attese profetiche in riferimento alla risurrezione di Cristo: questo si rivela un utile suggerimento per chi è chiamato oggi a illustrare il mistero di Cristo, aiutando chi ascolta a interpretare la propria vita alla luce del Vangelo. L’annotazione di Filone riguardante una predicazione che raggiunga l’anima non è ignota ai cristiani delle origini. Gli Atti degli Apostoli rilevano che, ascoltato il discorso di Pietro in occasione della Pentecoste, gli astanti «si sentirono trafiggere il cuore» e subito chiesero a lui e agli altri apostoli che cosa fare. Sorse ben presto, però, il problema del modo in cui si poteva presentare il contenuto del messaggio evangelico, affinché esso riuscisse a fidem facere et animos impellere: conquistare la fiducia dal punto di vista razionale e convincere [...] 



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Titolo: "Da Porta di Mestitia a Porta di Paradiso: Giacomo da Belgioioso (1618) e le sue meditazioni della Passione (pp. 315-345)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Benedikt Mertens, Maria Grazia Simoncini in Fabris
Pagine:
Ean: 2484300024504
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Summary

This paper sheds light on a nearly forgotten Early modern Franciscan manual containing meditations on the Passion on a weekly basis and its author, Giacomo da Beligioso, a member of the Reformed Custody of Pavia. A survey shows that this work had, under two different names, twelve editions ranging from 1610 to 1793, which were mainly published in Turin. After a presentation of the characteristics of these editions, as to the developments of their contents and illustrations, the editio princeps of this book finds a more thorough analysis in the context of contemporary Catholic and—more specifically—Franciscan spiritual literature. As a result, whereas this manual proved to be a valid example of a Franciscan affective approach to the Passion in the early 17th century, its editorial success—as much as the traceable effective readership throughout two centuries—is somewhat surprising, given the changed spiritual climate during the Catholic Enlightenment period.



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Titolo: "LEVANGELIZZAZIONE SECONDO S. BONAVENTURA"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Andrea Di Maio
Pagine:
Ean: 2484300024795
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Il desiderio di comunicare il Vangelo ai cristiani e ai non cristiani ha caratterizzato il francescanesimo delle origini. L’esperienza apparentemente infruttuosa della predicazione di Francesco al Sultano e il martirio dei protomartiri francescani in Marocco portarono, nel successivo processo di istituzionalizzazione dell’Ordine, sia a una idealizzazione, sia a una trasformazione dell’opera di evangelizzazione, a cui Bonaventura diede una signifi cativa sistemazione teorica e pratica.

Parole chiave: evangelizzazione, testimonianza, predicazione, missioni.

 

Summary – The desire to communicate the Gospel to Christians and non-Christians has characterized the origins of Franciscanism. The apparently unsuccessful experience of the preaching of Francis to the Sultan and the martyrdom of the Franciscan protomartyrs in Morocco had brought, in the subsequent process of the institutionalization of the Order, both a nostalgia and a transformation of the work of evangelization, to which St. Bonaventure gave a signifi cant theoretical and practical plan.

Keywords: evangelization, testimony, preaching, missions.

 

 





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Titolo: "L IO E LOMBRA"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Andrea Gentile
Pagine:
Ean: 2484300024801
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Ognuno di noi è seguito da un’ombra. Questo mondo, che sta sotto e dietro la maschera della persona e dell’agire sociale, Jung lo ha chiamato, con un’espressione che ricorda Dostoevskij, i «sotterranei dell’anima». Il dualismo tra l’io e l’ombra ci porta a vivere dei confl itti interiori e a sperimentare delle “situazioni- limite”. Il “naufragio” è la fi gura fi losofi ca con cui Jaspers defi nisce il senso ultimo dell’esistenza umana: le “situazioni-limite” sembrano essere labirinti senza via uscita, ma allo stesso tempo contengono in sé la possibilità di essere superate. Sono momenti cruciali in cui, nonostante la diffi coltà e l’incertezza, possiamo vedere delineato più chiaramente l’orizzonte e il senso della nostra vita: tutto ciò che dà senso e signifi cato alla nostra esistenza. Come ha osservato Viktor Frankl, è sorprendente e incoraggiante vedere come le persone, anche ferite, possono fi orire dopo aver vissuto esperienze limite: scoprono le loro capacità, le potenzialità più profonde fi no a quel momento nascoste nell’ombra. È come se, dopo la grande scossa della vita, trovassero il potenziale più puro e idiosincratico che vive in loro. E dopo averlo trovato, decidono di vivere sulla base di questo, senza perderlo lungo la strada, mostrando e condividendo con il resto degli umani quanto di più profondo e autentico è potenzialmente connaturato nel loro essere.

Parole chiave: situazioni-limite, ombra, tempo interiore, naufragio, soglia, esperienze limite. 

Summary – Every one of us is followed by a shadow. This world, which is both under and behind the mask of the persona and social action, which Jung had called it, with an expression that Dostoevsky renames, the “basements of the soul”. The dualism between the ego and the shadow leads us to experience inner confl icts and “limit situations”. The “shipwreck” is the philosophical fi gure with which Jaspers defi nes the ultimate meaning of human existence: the “limit situations” seem to be labyrinths with no way out, nevertheless at the same time contain the possibility of being overcome. These are crucial moments in which, despite diffi culty and uncertainty, we can see more clearly the horizon and the meaning of our life: all that gives meaning and signifi cance to our existence. As Viktor Frankl observed, it is surprising and encouraging to see how people, even wounded, can fl ourish after experiencing limitless experiences: they discover their abilities, the deepest potential previously hidden in the shadows. It is as if, after the great shock of life, they fi nd the purest and most distinctive potential that lives in them. And after having found it, they decide to live on the basis of this, without losing it along the way, showing and sharing with the rest of human beings the most profound and authentic is potentially inherent in their being.

Keywords: limit situations, shadow, inner time, shipwreck, threshold, limit experiences.



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Titolo: "NARBONNE E NEMI"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Timothy Kulbicki
Pagine:
Ean: 2484300024818
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Come le famose Costituzioni di Narbonne del 1260 erano più una sintesi degli sviluppi dei decenni precedenti che qualcosa di completamente nuovo, così anche le Costituzioni Francescane Conventuali del 2019, approvate dal Capitolo Generale Straordinario tenuto a Nemi nel 2018. La sintesi di questi sviluppi si può trovare nei primi due articoli delle nuove Costituzioni, dai quali tutte le successive revisioni fl uiscono piuttosto senza interruzioni. Includono: l’Ordine come religio; una fraternità ‘fraterna’; la minoritas come modo caratteristico di seguire Gesù povero e umile; la dimensione conventuale, sia nella vita fraterna che nella missione; la dimensione mariana e kolbiana che promuove sia la santità che la missione; e un modo di pensare teologicamente in communio.

Parole chiave: Costituzioni, Bonaventura, fraternità, minorità, conventualità.

Summary – In the same way that the famous Constitutions of Narbonne of 1260 were more of a synthesis of developments of prior decades than anything completely novel, so too the Conventual Franciscan Constitutions of 2019, as approved by an Extraordinary General Chapter held at Nemi in 2018. The synthesis of these developments can be found in the fi rst two articles of the new Constitutions; all the revisions fl ow rather seamlessly from the opening pair. They include: the Order as a religio; a fraternal brotherhood; minoritas as a characteristic way of following the poor and humble Jesus; the Conventual dimension, both in fraternal life and in mission; the Marian and Kolbean dimensions which promote both holiness and mission; and a way of thinking theologically in communio.

Keywords: Constitutions, Bonaventure, brotherhood, minoritas, conventual dimension.



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Titolo: "THE CHRISTOLOGY OF DE INCARNATIONIS DOMINICAE SACRAMENTO OF ST. AMBROSE"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Pio Libby
Pagine:
Ean: 2484300024825
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Questo studio della De incarnationis dominicae sacramento mostra Ambrogio di Milano come un uomo che si è applicato con zelo allo studio della fede e che aveva una chiara comprensione delle tradizioni teologiche sia dell’Oriente che dell’Occidente. Riconobbe anche i problemi inerenti alle eresie del suo tempo e si oppose vigorosamente a tutti gli errori della fede apostolica. Accettò il confl itto per difendere la piena divinità di Gesù Cristo come uguale al Padre, mentre allo stesso tempo non era soddisfatto di sostenere solo che assunse la vera carne, ma sviluppò ulteriormente questa comprensione per spiegare che prese un completa e perfetta natura umana che includeva un’anima razionale. Ambrogio sosteneva una piena divinità e una piena umanità, rimanendo entrambi perfetti e immutati in se stessi, uniti nell’unico Figlio divino di Dio. Nonostante questa grande intuizione del mistero dell’Incarnazione, tuttavia, non ha avuto pieno successo nel mantenere la dualità pur esprimendo l’unità. Forse le sue preoccupazioni pastorali non gli hanno concesso il tempo di addentrarsi in speculazioni oltre a quello che riguardava direttamente i problemi in questione, ma egli non offre una vera visione di come le nature interagiscano tra loro in conseguenza della loro unione in Cristo. L’unica impresa di questo genere che è stata fatta riguardo alla conoscenza di Cristo ci lascia l’impressione che il principio di Ambrogio della dualità delle nature fosse messo a rischio. Alla fi ne capiamo che Ambrogio non può portarci oltre la dichiarazione che le due perfette nature della divinità e dell’umanità sono unite nell’unico Gesù Cristo, che è il divino Figlio di Dio. Ciò non dovrebbe prescindere dal fatto che questa è una grande impresa in sé e per sé e riconosciamo che Ambrogio ha dato un grande contributo allo sviluppo teologico dell’Incarnazione, offrendo intuizioni che hanno permesso ai teologi e ai Concili che seguirono di appellarsi a lui come un grande maestro di ortodossia.

Parole chiave: Ambrogio di Milano, arianesimo, apollinarismo, cristologia, divinità, umanità, incarnazione, natura, persona, Trinità.

Summary – This study of the De incarnationis dominicae sacramento shows Ambrose of Milan as a man who applied himself most zealously to studying the faith and had a clear understanding of the theological traditions of both East and West. He also recognized the inherent problems of the heresies of his day and opposed all errors to the Apostolic faith vigorously. He took up the fi ght to defend the full divinity of Jesus Christ as being equal to the Father, while at the same time not being satisfi ed to maintain only that He assumed true fl esh but further developed this understanding in order to explain that He took on a complete and perfect human nature that included a rational soul. Ambrose argued for a full divinity and a full humanity, both remaining perfect and unchanged in themselves, united in the one divine Son of God. Despite this great insight into the mystery of the Incarnation, however, he was not completely successful in maintaining the duality while expressing the unity. Perhaps his pastoral concerns did not afford him the time to enter into speculation beyond that which directly addressed the problems at hand, but he offers no real insight into how the natures interacted with one another in consequence of their union in Christ. The only such venture being made with regards to the knowledge of Christ, leaves us with the impression that Ambrose’s own principle of the duality of natures was put at risk. In the end we understand that Ambrose can take us no further than the declaration that the two perfect natures of divinity and humanity are united in the one and the same Jesus Christ, who is the divine Son of God. This should not discount the fact that this is a great feat in and of itself and we acknowledge that Ambrose made a great contribution to the theological development of the Incarnation, offering insights that allowed the theologians and Councils that followed to appeal to him as a great teacher of orthodoxy.

Keywords: Ambrose of Milan, Arianism, Apollinarianism, Christology, divinity, humanity, Incarnation, nature, persona, Trinity.



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Titolo: "VENERABLE JOSEPH VITHAYATHIL: A MODEL FOR SPIRITUAL DIRECTORS"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Vinaya Varghese
Pagine:
Ean: 2484300024832
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – L’obiettivo di questo studio è quello di indagare sul Venerabile Joseph Vithayathil, che è considerato e riconosciuto come uno dei più zelanti ed entusiasti sacerdoti che appartengono alla Chiesa Syro-Malabarese in India e che si è interamente dedicato al ministero di direzione spirituale. L’approfondimento teologico e spirituale della vita e degli scritti di p. Joseph Vithayathil prova che, prima di tutto, era una guida per se stesso. Il suo modo di vita ascetico, le rigorose osservanze degli esercizi spirituali quotidiani e l’intimità con Gesù nell’Eucaristia, ecc. lo stimolarono a raggiungere l’energia interiore per essere un’ispirazione e una guida per tutti. Nel corso di settant’anni della sua vita sacerdotale, attraverso il suo ministero pastorale di direzione spirituale, ha guidato molti sulla via della santità. Ha dedicato una grande quantità di tempo ed energie al lavoro di direzione spirituale, cercando di condurre gli altri ad una penetrazione profonda del mistero dell’amore di Dio nelle loro vite. Questo articolo cerca di presentare p. Joseph Vithayathil come un direttore spirituale competente in tre aree del suo ministero sacerdotale. In primo luogo, come direttore spirituale della Beata Mariam Thresia, una mistica, fondatrice della Congregazione della Sacra Famiglia (CHF), in secondo luogo, come cofondatore e guida spirituale delle sorelle della Sacra Famiglia e, in terzo luogo, come parroco che ha guidato il suo popolo come un buon pastore attraverso i verdi pascoli. Questo studio ritrae la sua vita virtuosa come modello per tutti i sacerdoti e le persone consacrate, che affrontano molte sfi de nel loro ministero pastorale e che si sforzano di diventare guide spirituali più competente e sante.

Parole chiave: direzione spirituale/direttore spirituale, Joseph Vithayathil, Mariam Thresia, suore Sacra Famiglia, virtù.

Summary – The objective of this study is to examine Venerable Joseph Vithayathil, who is considered and recognized as one of the most zealous and enthusiastic priests belonging to the Syro-Malabar Church in India and who has dedicated himself entirely to the ministry of spiritual direction. The theological and spiritual study of the life and writings of Fr. Joseph Vithayathil proves that, fi rst of all, he was a guide for himself. His ascetic way of life, the rigorous observances of daily spiritual exercises and his intimacy with Jesus in the Eucharist, etc. stimulated him to reach the inner energy to be an inspiration and a guide for all. During the seventy years of his priestly life, through his pastoral ministry of spiritual direction, he led many on the path of holiness. He dedicated a great deal of time and energy to the work of spiritual direction, trying to lead others to a deeper permeation of the mystery of God’s love in their lives. This article attempts to present Fr. Joseph Vithayathil as a competent spiritual director in three areas of his priestly ministry. Firstly, as spiritual director of Blessed Mariam Thresia, a mystic, founder of the Congregation of the Holy Family (CHF), secondly, as co-founder and spiritual guide of the sisters of the Holy Family and, thirdly, as parish priest who led his people like a good shepherd through the green pastures. This study portrays his virtuous life as a model for all priests and consecrated persons who face many challenges in their pastoral ministry and who strive to become more competent and holy spiritual guides.

Keywords: spiritual direction/spiritual director, Joseph Vithayathil, Mariam Thresia, Holy Family Sisters, virtues.



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Titolo: "DUNS SCOTUS, PAUL VI AND MICHAEL RAMSEY"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Edward J. Ondrako
Pagine:
Ean: 2484300024849
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Summary – St. Francis of Assisi’s mission to rebuild the Church has its faithful interpretation in the works of his theologian disciples especially St. Bonaventure and Bl. John Duns Scotus. During Vatican Council II, Pope Paul VI and the Archbishop of Canterbury Michael Ramsey seized the moment to renew Christian witness that belongs to the Church universal and is founded on the love of learning and desire for God. Part One explores the groundwork of Paul VI to make accessible the Franciscan School represented by St. Bonaventure and Bl. John Duns Scotus to heal the earthquake of the Reformation. Michael Ramsey joined the chorus of voices. Part Two amplifi es Paul VI’s discovery of Duns Scotus as a preeminently valid way of thinking about rebuilding the Church. Michael Ramsey joined in by employing the Anglican quest for holiness. Perennial questions remain: how to heal hurt that comes from a misbegotten exercise of power; how to restore any uniqueness in the relationship with those who are hurt; how to forgive and to undevastate? More than a half century later, this essay suggests Paul VI and Michael Ramsey were convinced: Vatican II is irreplaceable!

Keywords: Scotism, Vatican II, Alma Parens, Kantianism, Hegelianism.

Sommario – La missione di san Francesco d’Assisi di ricostruire la Chiesa ha la sua fedele interpretazione nelle opere dei suoi discepoli teologi, in particolare San Bonaventura e il B. Duns Scoto. Durante il Concilio Vaticano II, Papa Paolo VI e l’Arcivescovo di Canterbury, Michael Ramsey, hanno colto l’occasione per rinnovare la testimonianza cristiana che appartiene alla Chiesa universale e si fonda sull’amore per il sapere e il desiderio di Dio. La prima parte esplora le basi di Paolo VI per rendere accessibile la Scuola francescana rappresentata da San Bonaventura e dal Beato Scoto, per guarire il “terremoto” della Riforma. Michael Ramsey si unì al coro di voci. La seconda parte amplifi ca la scoperta di Duns Scoto da parte di Paolo VI, come un modo preminentemente valido di pensare alla ricostruzione della Chiesa. Michael Ramsey si è unito assumendo la ricerca anglicana per la santità. Rimangono le domande perenni: come guarire il dolore che deriva da un esercizio di potere sbagliato; come ripristinare ogni unicità nella relazione con coloro che sono feriti; come perdonare e ricostruire? Più di mezzo secolo dopo, questo saggio suggerisce che Paolo VI e Michael Ramsey erano convinti: il Vaticano II è insostituibile!

Parole chiave: scotismo, Vaticano II, Alma Parens, kantismo, hegelismo.



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Titolo: "COME OLIO LUNGO I BORDI"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Vincenzo Rosito
Pagine:
Ean: 2484300024856
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Questo saggio, partendo dalla lettura del volume di Domenico Paoletti, Paolo VI testimone dell’amore. Attualità e profezia, raccoglie alcune considerazioni sulla testimonianza cristiana nel mondo contemporaneo. La categoria di testimonianza è una chiave importante per leggere il cammino di rinnovamento e di conversione delle chiese. Attraverso il magistero di Paolo VI e di papa Francesco si può rinvenire un nuovo lessico della testimonianza ecclesiale. Fondamentali, a tal proposito, sono le categorie di corpo, popolo e laboratorio.

Parole chiave: testimonianza, Paolo VI, corpo, popolo, laboratorio. 

Summary – This composition, starting from the reading of Domenico Paoletti’s book, Paul VI, Witness of Love… Reality and Prophecy, contains some considerations on Christian witness in the contemporary world. The category of witness is an important key to interpreting the path of renewal and conversion of churches. Through the magisterium of Paul VI and Pope Francis a new lexicon of ecclesial witness can be conceived. Fundamental in this regard are the categories of the body, people and laboratory.

Keywords: testimony, Paul VI, body, people, workshop.



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Titolo: "ED ECCO IO SONO CON VOI"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Cosimo Scordato
Pagine:
Ean: 2484300024863
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Il Corpus triforme dell’eucarestia (ovvero il corpo di Cristo risorto, il corpo della Chiesa in cammino e il corpo di coloro che hanno affrontato la morte) fa da sfondo teologico e culturale alla costruzione architettonica della basilica di Assisi e di tante altre chiese antiche; ciò ha pure consentito l’esplicitazione programmatica dello spazio celebrativo nella basilica superiore, inferiore e quella successiva del corpo del Santo di Assisi. La celebrazione dell’eucaristia, a sua volta, tiene insieme il complesso programma iconografi co che, pur risentendo delle variazioni successive riconducibili a una certa enfatizzazione del carisma di Francesco e dell’Ordine Francescano, e pur con qualche ‘allentamento’ devozionale successivo, ritrova la sua unità nella comunione dei Santi, ovvero nella permanente realizzazione sacramentale dell’unica Chiesa, celeste e terrestre, che presieduta dal Risorto e animata dal suo Spirito di santità, è in cammino verso il Padre.

Parole chiavi: architettura, Eucaristia, iconologia e iconografi a, Francesco d’Assisi, Bonaventura.

Summary – The threefold form of the Eucharist (or the body of the risen Christ, the body of the Church on the move, and the body of those who have faced death) is the theological and cultural background to the architectural construction of the Basilica of Assisi and of many other ancient churches; this also allowed the schematic clarifi cation of the space celebrated in the Upper, Lower Church and successively of the body of the Saint of Assisi. The celebration of the Eucharist, in turn, holds together the complex iconographic programme which, although affected by the continual variations attributable to a certain emphasis on the charism of Francis and the Franciscan Order, and although with some later ‘devotional’ relaxation, fi nds the its unity in the communion of saints, or in the permanent sacramental realization of the one Church, celestial and terrestrial, which presided over by the Risen One and animated by his Spirit of holiness, is on the way to the Father.

Keywords: architecture, Eucharist, iconology and iconography, Francis of Assisi, Bonaventure.



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Titolo: "IL PLATONISMO DI BESSARIONE E DI BONAVENTURA"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Orlando Todisco
Pagine:
Ean: 2484300024870
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – La ricerca verte sul platonismo di Bessarione e insieme sulle conseguenti ripercussioni sul problema del Filioque al concilio di Firenze (1439). L’ipotesi del prolungato e sterile dibattito sul Filioque in tale concilio pare sia da riporre nel platonismo, segnato da una razionalità tipicamente occidentale, ben distante – ed è il secondo aspetto di questa ricerca – dall’indole sostanzialmente mistica del platonismo di Bonaventura, alle prese con lo stesso problema, ma con ben altro risultato, nel concilio di Lione del 1274. Si tratta, in breve, di rispondere a tale interrogativo: come mai l’uno – Bessarione – non riesce nell’obiettivo di superare i dissapori dottrinali circa il Filioque, mentre l’altro – Bonaventura – aveva conseguito l’obiettivo due secoli prima realizzando una comunione sostanziale tra le due Chiese? La risposta, che qui si tenta di sostenere, è che Bessarione è un orientale la cui formazione dottrinale ha preso una piega chiaramente occidentale; Bonaventura, invece, è un occidentale la cui prospettiva fi losofi co-teologica ha un’anima profondamente francescana e cioè orientale e occidentale insieme. Da qui i momenti della ricerca: 1. Il platonismo che accomuna e 2. Il platonismo che oppone Bessarione a Bonaventura; 3. Le ripercussioni di queste due versioni sull’articolazione dell’orizzonte teologico entro cui il problema del Filioque viene discusso nei Concili prima di Lione, poi di Firenze.

Parole chiave: platonismo, Filioque, perichoresis, cointimitas, teologia orientale, teologia occidentale.

Summary – The research focuses on the Platonism of Bessarione together with the consequent repercussions on the Filioque problem at the Council of Florence (1439). The hypothesis of the prolonged and sterile debate on the Filioque in this council seems to be placed in Platonism, marked by a rationality that is typically Western, very distant, and is the second aspect of this research; from the substantially mystical nature of Platonism in Bonaventure struggling to the same problem but with a very different result in the Council of Lyon in 1274. In short, it is a matter of answering the following question: how is it that Bessarione fails to overcome the doctrinal disagreements about the Filioque, while Bonaventure, two centuries earlier, had achieved the aim of reaching a substantial communion between the two Churches? The answer which is attempted here, is that Bessarione is an Easterner [of the Eastern Church] whose doctrinal formation has taken a clearly Western turn; Bonaventure, on the other hand, is a Westerner [of the Western Church] whose philosophical-theological perspective has a profoundly Franciscan soul, that is both Eastern and Western. Therefore the results of the research: 1. Platonism that unites and 2. Platonism that opposes Bessarione to Bonaventure; 3. The repercussions of these two versions on the articulation of the theological horizon within which the problem of the Filioque discussed in the Councils: fi rst at Lyon and then Florence.

Keywords: Platonism, Filioque, perichoresis, cointimitas, eastern theology, western theology.



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 508"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024429
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

RUBRICA

Per comunicare meglio

52. I casi difficili/21. Presentare una novità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

12 «Dio è onnipotente»

1. «Dio è onnipotente: il significato,

al di là dell’ovvietà (Alberto Carrara)

2. «Quanto è grande il tuo Nome»: Traiettorie patristiche di traduzione e interpretazione (Cristina Simonelli)

3. Potenza e impotenza di Dio (Alberto Cozzi)

SUSSIDIO

Un sorso di acqua fresca per te, che sei entrato in questa chiesa… (Roberto Laurita)

PREPARARE LA MESSA

Dalla 17ª domenica alla 21ª domenica del Tempo ordinario

17a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Paola Bignardi, Giulio Osto)

18a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Francesco Stoppa, Giulio Osto)

19a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Cristina Pasqualini, Giulio Osto)

Assunzione di Maria (Alessandro Gennari, Giulio Osto)

20a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Ezio Caretti, Giulio Osto)

21a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Luigi F. Pizzolato, Giulio Osto)



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024474
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

INDICE

Editoriale

 M. Roselli

Tirare avanti o spingersi oltre?

Studi

 G. Bezze

Perché adulti senza cresima?

 I . Seghedoni

Il Secondo Annuncio e il Sacramento Secondo

 A. Matteo

La fede è ancora possibile per un adulto!

 M. Gioia

Cresima, mobilità e appartenenza

 K. Cazzaro

La cresima degli adulti: una esperienza svizzera

 M. Roselli

La cresima degli adulti: una esperienza italiana

 M. Gallo

Celebrare la cresima degli adulti

Sussidi e testi

 M. Roselli

Un ritiro spirituale con cresimandi adulti

 A. Costabile

Celebrare la penitenza con cresimandi adulti

Formazione

 M. Gallo – S. Sirboni

La Messa e il Messale

4. Il gesto spirituale

 G. Tornambè

«È veramente cosa buona e giusta»

4. «Eccomi, sono la serva del Signore»

Dibattiti

 M. Augé – A. Grillo

Usi e abusi in liturgia: a proposito di RPL 3/2019

 

EDITORIALE

Michele Roselli

Tirare avanti o spingersi oltre?

Sono diverse le persone che, non avendo completato l’iniziazione cristiana da ragazzi, chiedono di ricevere la confermazione. Spesso, questa domanda sorge in vista del matrimonio o della richiesta di impegno come padrino o madrina del battesimo o della cresima di un parente o di un amico. Per questo essa è, frequentemente, una domanda urgente, fatta per necessità, che raramente manifesta il desiderio di (ri)cominciare un cammino di fede e che riduce il sacramento della cresima a «sacramento del certificato». Come accogliere queste domande? Ci si deve accontentare di amministrare il sacramento con il minor dispendio di tempi e di energie da parte di tutti, oppure si può tentare di favorire un progresso? Lo sappiamo, almeno teoricamente, questa seconda opzione è la più evangelica. Ma è realisticamente sostenibile a fronte di scarso interesse (almeno in apparenza), di un agire pastorale obeso e di un numero di operatori che si assottiglia? Ed ancora: come accompagnare la domanda dei sacramenti perché essi non siano soltanto cerimonie? Quali sono i tentativi in atto? Qual è il compito iniziatico e mistagogico richiesto da questa sfida? Infine, come la teologia più recente afferma, i sacramenti sono «riti che danno forma alla vita». Allora è lecito domandarsi: quali deformazioni derivano da un processo disordinato che, dopo avere compromesso l’unità sacramentale di battesimo, confermazione ed eucaristia, la diluisce in un arco di tempo più o meno lungo e trasforma il secondo sacramento nel terzo o nel quarto? In altri termini, che cosa cambia ricevere la cresima da adulti? E che cosa questo cambia per la chiesa?

Il percorso
 Per tentare di offrire qualche cenno di risposta alle domande presentate, questo numero della rivista offre una breve ricognizione. G. Bezze problematizza le questioni legate all’età, alla collocazione e all’ordine dei sacramenti dei percorsi di iniziazione cristiana dei ragazzi e ricostruisce la storia recente della questione. L’inadeguatezza delle proposte catechistiche e rituali rivolte ai ragazzi può provocare un abbandono dei percorsi dopo l’eucaristia e la richiesta della cresima in età adulta. I. Seghedoni assume come linea di partenza il disordine (teologico) dei nostri percorsi di IC e mette in luce i limiti di una tale comprensione. Propositivamente mostra che la possibilità di un annuncio del vangelo di libertà si radica sulla capacità di puntare sulla simbolica della cresima non come sacramento del compimento, ma come sacramento non necessario. M. Roselli e K. Cazzaro raccontano l’esperienza dell’accompagnamento di adulti verso la cresima. Tali percorsi devono tenere aperte diverse vie di accesso al mistero (K. Cazzaro). Ciò domanda anche di prendere sul serio tutte le dimensioni dell’esperienza cristiana (M. Roselli) ed in particolare il potenziale iniziatico della liturgia, il cui codice rituale dovrebbe essere attivato il prima possibile e non solo nella messa di celebrazione del sacramento. (M. Gallo).

La cresima di adulti richiede tempo e domanda da adulti
 Ci vuole tempo per fare evolvere e convertire le rappresentazioni di fede. Ci vuole tempo e ritmo – accoglienza e decisione, conversione, preghiera – per camminare verso la cresima. Questo vale anche per i migranti e li può aiutare a far evolvere le motivazioni di richiesta del sacramento da mezzo di integrazione sociale a segno del dono di Dio. Ci vuole tempo anche per stare nelle dinamiche ecclesiali e comunitarie che il sacramento significa. L’accoglienza della domanda di sacramento può essere occasione per ragionare sui modi in cui la chiesa si fa carico dell’adulto.

Almeno due piste per continuare
 La domanda della cresima da adulti è appello alla comunità che ci manca o che sembra essere altrove. Anche relativamente ai percorsi di completamento d’iniziazione cristiana può valere la diagnosi che vale per l’iniziazione cristiana in generale. Essa è una questione ecclesiologica, non soltanto pastorale e neppure solo catechistica. Domanda di ritrovare un protagonismo dell’intera comunità ecclesiale, perché tutti – lo sappiano o meno – sono testimoni di fede per coloro che sono generati alla fede. Riconosciuto l’attuale disordine teologico delle tappe sacramentali della IC ed ammesso che sul panorama attuale incidono questioni pedagogiche e tradizionali, aldilà delle posizioni che ciascuno liberamente può sostenere, il punto assodato che la prassi ci rinvia è che un ritrovato ordine teologico nella collocazione nell’ordine dei sacramenti non garantisce la continuità del cammino. In questo senso parrebbe più promettente lavorare per manifestare l’unità di battesimo, confermazione ed eucaristia. Si tratterebbe di uscire dalla visione lineare dei sacramenti a vantaggio di una visione concentrica, tipica dell’era patristica, e di mostrare il legame della cresima con gli altri due sacramenti della IC e la centralità dell’eucaristia come compimento non solo dei tre sacramenti della IC, ma dell’intero settenario sacramentale.  



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Titolo: "Verso un Institutum mixtum? La questione dellaccesso dei frati non chierici agli uffici di governo nellOrdine dei Frati Minori (nota storico-giuridica) (pp. 5-20)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Priamo Etzi
Pagine:
Ean: 2484300024566
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Summary

This short contribution takes paragraph 61 of John Paul II’s Apostolic Exhortation Vita Consecrata (VC) as its starting point. In addition to Clerical and Lay Religious Institutes, VC also recognizes the canonical possibility of the existence of so-called “mixed” Institutes, in which all members—regardless of whether they are cleric or lay—have the same rights regarding access to offices of governance. Through a concise but chronologically wide-ranging examination of the principal Franciscan sources, supported by specialized historical-juridical studies on the subject, the article attempts to show how this new category (in which the Order of Friars Minor, currently identified by the Church as a Clerical Institute, hopes to be included as soon as possible) would better correspond to the original identity of the Franciscan Order as envisaged by Francis of Assisi in his Rule: a Fraternity open to cleric and lay friars without distinction.



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Titolo: "The Minorite Vocation of the fratres laici in the Franciscan Order (13th - early 14th Centuries) (pp. 21-124)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Michael F. Cusato
Pagine:
Ean: 2484300024559
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Sommario

Il contributo presenta nella prima parte il ruolo subordinato dei conversi tra i benedettini cluniacensi, i cisterciensi e i domenicani. In tale contesto emerge la novità della fraternitas di Francesco d’Assisi come movimento di penitenti laici, il cui sviluppo sino alla morte del fondatore viene indagato nella seconda parte. Come dimostra l’evoluzione della Regola ‘non bollata’, la fraternità in espansione doveva tenere ormai conto della presenza di frati chierici, fatto che come tale però non creava notevoli distinzioni (ad es., tutti portavano lo stesso abito e avevano accesso al servizio di ministro) e non minacciava l’unica vocazione minoritica-penitenziale. Dall’altro lato, le direttive del Lateranense IV sulla formazione ed approvazione dei predicatori, come anche i tentativi dei chierici di imporre le loro prerogative, andavano creando una nuova situazione, illustrata nella terza parte: come dimostrano le prime Costituzioni generali, l’ammissione dei frati laici, spesso destinati ai servizi domestici in conventi focalizzati sulla pastorale urbana, veniva ormai guardata con sospetto se non ostacolata. L’esempio di frate Egidio, la letteratura agiografica non ufficiale o ancora la testimonianza d’Angelo Clareno lasciano intravedere una certa opposizione a questa tendenza generale e fanno del frate laico l’esponente della fedeltà all’ideale del facere penitentiam, in solidarietà con i bisognosi e con le popolazioni contadine.



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Titolo: "Miscellanea Francescana n. I-II/2019"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024771
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

Editoriale

Studi filosofici 

Orlando Todisco, OFMConv, Il platonismo di Bessarione e di Bonaventura. Rifl essi nella vicenda del “Filioque”

Andrea Gentile, L’ io e l’ombra. Il tempo interiore e le “situazionilimite”

Studi teologici

Pio Libby, FoH, The Christology of “De Incarnationis dominicae sacramento” of St. Ambrose. An Analysis in the Context of the Early Patristic Christological and Trinitarian Theology

Edward J. Ondrako, OFMConv, Duns Scotus, Paul VI and Michael Ramsey. Making Accessible Their Witness to Christian Unity

Vincenzo Rosito, Come olio lungo i bordi. Rifl essioni sulla testimonianza cristiana a partire dal volume di Domenico Paoletti, “Paolo VI testimone dell’amore. Attualità e profezia”

Vinaya Varghese, CHF, Venerable Joseph Vithayathil: A Model for Spiritual Directors. Theological and Spiritual Investigation on His Life and Writings

Studi francescani

 

Andrea Di Maio, L’evangelizzazione secondo s. Bonaventura. Testimonianza, predicazione, missione

Luciano Bertazzo, OFMConv, “Fratres in itinere”: diplomazia e missione dei frati francescani nel Cathay. L’esemplarità di Odorico da Pordenone
Cosimo Scordato, “Ed ecco io sono con voi…”. Dall’Eucaristia il complesso basilicale di San Francesco d’Assisi

Timothy Kulbicki, OFMConv, Narbonne e Nemi. Le Costituzioni francescane di s. Bonaventura e quelle odierne

Recensioni

Segnalazioni

Libri ricevuti

Direttive per i collaboratori

 

 

Editoriale

Sono dieci gli articoli, di diverso tenore e ampiezza, che costituiscono il presente volume di Miscellanea, insieme a numerose e qualificate recensioni, come d’abitudine; gli articoli sono a carattere filosofi co, teologico e francescano. La prima sezione comprende due studi filosofi ci e si apre con il contributo di Orlando Todisco, su una tematica, e dei personaggi, che in verità trattano questioni filosofi che, teologiche, anche ecumeniche. Infatti lo studio verte sul rapporto tra il platonismo di s. Bonaventura e del card. Bessarione (sec. XV), in merito alla vexata quaestio del Filioque nel concilio di Firenze. L’autore si chiede come mai Bessarione non riuscì nell’obiettivo di superare i dissapori dottrinali circa il Filioque, mentre Bonaventura lo aveva conseguito due secoli prima, realizzando una comunione sostanziale tra le due Chiese. La tesi sostenuta è che Bessarione è un orientale la cui formazione dottrinale ha preso una piega chiaramente occidentale; Bonaventura, invece, è un occidentale la cui prospettiva filosofi co-teologica ha un’anima profondamente francescana e cioè orientale e occidentale insieme. Il secondo studio è di Andrea Gentile e riguarda il dualismo tra l’io e la sua ombra (nell’accezione di C. G. Jung), che ci porta a vivere dei conflitti interiori e a sperimentare delle “situazioni-limite”: labirinti senza via uscita, ma che allo stesso tempo contengono in sé la possibilità di essere superate. Infatti è sorprendente e incoraggiante vedere come le persone, anche ferite, possono fiorire dopo aver vissuto esperienze limite (V. Frankl): scoprono le loro capacità, le potenzialità più profonde fi no a quel momento nascoste nell’ombra. È come se, dopo la grande scossa della vita, trovassero il potenziale più puro che vive in loro. La seconda sezione è costituita da quattro articoli di contenuto teologico, e si apre con la prima parte di un lavoro di Pio Libby (la seconda sarà pubblicata nel prossimo volume della rivista), su un’opera di s. Ambrogio (De incarnationis dominicae sacramento), letta in chiave cristologica. Il vescovo di Milano sosteneva una piena divinità e una piena umanità di Cristo, rimanendo entrambi perfetti e immutati in se stessi, uniti nell’unico Figlio divino di Dio. Tuttavia egli non offre una vera visione di come le nature interagiscano tra loro in conseguenza della loro unione in Cristo. La sua riflessione non può portarci oltre la dichiarazione che le due perfette nature della divinità e dell’umanità sono unite nell’unico Gesù Cristo, che è il divino Figlio di Dio, ma questa è una grande impresa in sé e per sé: Ambrogio ha dato un grande contributo allo sviluppo teologico dell’Incarnazione, offrendo intuizioni che hanno permesso ai teologi e ai Concili che seguirono di appellarsi a lui come un grande maestro di ortodossia. Il secondo contributo, di Edward Ondrako, propone una lettura originale tra Scoto, Paolo VI e Michael Ramsey (arcivescovo anglicano di Canterbury ai tempi del Concilio) sul tema dell’unità della chiesa. Infatti durante il Vaticano II Paolo VI e Ramsey hanno colto l’occasione per rinnovare la testimonianza cristiana che appartiene alla Chiesa universale e si fonda sull’amore per il sapere e il desiderio di Dio. Il terzo articolo della sezione è di Vincenzo Rosito, che nella circostanza della presentazione del volume di Domenico Paoletti su Paolo VI, in occasione della sua canonizzazione, ha offerto una riflessione sulla testimonianza cristiana nel mondo contemporaneo. Si tratta di una categoria chiave per leggere il cammino di rinnovamento e di conversione delle Chiese. Attraverso il magistero di Paolo VI e, oggi, di papa Francesco, si può rinvenire un nuovo lessico della testimonianza ecclesiale. L’ultimo studio di questa sezione è tratto dalla tesi di dottorato presentata nella Facoltà San Bonaventura da Vinaya Varghese, sulla fi gura del venerabile Joseph Vithayathil, della Chiesa Syro-Malabarica, proposto come modello di padre spirituale, per la sua vita ed i suoi scritti. Egli fu direttore spirituale esemplare in tre aree del suo ministero sacerdotale. In primo luogo, come direttore spirituale della Beata Mariam Thresia, una mistica, fondatrice della Congregazione della Sacra Famiglia, in secondo luogo, come cofondatore e guida spirituale delle sorelle della Sacra Famiglia e, in terzo luogo, come parroco che ha guidato il suo popolo come un buon pastore attraverso i verdi pascoli. La terza ed ultima sezione comprende quattro articoli a carattere francescano. Il primo è di Andrea di Maio, che ci fa tornare al Dottore Serafi co s. Bonaventura, relativamente al tema dell’evangelizzazione. Infatti il desiderio di comunicare il Vangelo ai cristiani e ai non cristiani ha caratterizzato il francescanesimo delle origini, desiderio che poi, nel successivo processo di istituzionalizzazione dell’Ordine, si è in parte idealizzato, in parte trasformato soprattutto ad opera di s. Bonaventura, il quale diede una significativa sistemazione teorica e pratica all’opera missionaria di evangelizzazione. Il secondo lavoro, di Luciano Bertazzo, in ideale continuità con il precedente, ci mostra una attualizzazione storica dell’ideale missionario del francescanesimo, nell’opera di Odorico da Pordenone (sec. XIV). Il contributo offre i dati essenziali della biografi a e della raccolta dei miracoli di Odorico, oggetto di culto fi n dal momento della morte, anche se per varie vicende non fu mai aperto un processo formale di canonizzazione. La relazione odoriciana viene letta nel quadro più ampio delle relazioni diplomatiche che la Sede Apostolica cercò, fi n dalla metà del Duecento, di stabilire con il popolo mongolo dei Tartari, che con rapide e violente incursioni erano giunti fi no ai confi ni dell’Europa. Il successivo contributo è di Cosimo Scordato, il quale propone una lunga, originale e stimolante lettura eucaristica della basilica S. Francesco di Assisi, con il supporto di fonti letterarie francescane e teologiche. L’articolo, preludio di un volume che sarà corredato di immagini, sostiene che il Corpus triforme dell’eucarestia fa da sfondo teologico e culturale alla costruzione architettonica della basilica di Assisi e di tante altre chiese antiche. La celebrazione dell’eucaristia, a sua volta, tiene insieme il complesso programma iconografi co che ritrova la sua unità nella comunione dei Santi, ovvero nella permanente realizzazione sacramentale dell’unica Chiesa, celeste e terrestre che, presieduta dal Risorto e animata dal suo Spirito di santità, è in cammino verso il Padre. Infine l’ultimo articolo di questa sezione è una riflessione di Timothy Kulbicki sulle nuove Costituzioni dei Frati Minori Conventuali, da poco approvate, lette in una sorta di sinossi con quelle di Narbonne (1260) ai tempi del generalato di s. Bonaventura. L’autore sostiene che le Costituzioni attuali sono più una sintesi degli sviluppi dei decenni precedenti che qualcosa di completamente nuovo, come accaduto 750 anni fa. Tale sintesi si può trovare nei primi due articoli delle nuove Costituzioni, da cui tutto procede. Come detto in apertura, il volume è completato da recensioni e segnalazioni, che permettono di orientarsi nel mondo delle nuove pubblicazioni, soprattutto francescane. A tutti i lettori, abbonati, cultori di teologia e di francescanesimo, auguriamo buona lettura.

Il Direttore



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