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Ebook - Ebook - Riviste



Titolo: "Il Buon Gesù di Orvieto. Fondazione, sviluppo e consolidamento di un monastero di clarisse in Età Moderna (455-505)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: CLARA M. FUSCIELLO, OSC
Pagine:
Ean: 2484300024139
Prezzo: € 5.00

Descrizione:The “Buon Gesù” in Orvieto, founded in 1559, is an example of a Poor Clare monastery of the Modern Age, in a town belonging to the Papal States. The monastery was born out of an initiative of the municipal administration for poor young girls; it experienced a long period of growth and prosperity thanks to an endowment by Muzio Cappelletti. His bequest was meant to provide dowries for young girls taking the veil without financial means, yet these dowries were actually given to Orvieto’s eminent families. The article highlights, by means of archival sources, the close ties between Orvieto’s leading classes and the monastery, which had become an alternative solution within the strategies of marital alliances. Yet, these same links exposed the “Buon Gesù” to the dialectic of the political and economic interests of the local power. These dynamics have been sufficiently studied. It then gives an outline of the internal life from an economic and liturgical point of view, highlighting practices which differed from the ecclesiastical norm

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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023897
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

INDICE

 

Editoriale

2 D. Piazzi

L’anno liturgico, tempo d’altri tempi

Studi

4 I. De Sandre

Anno liturgico: per chi?

9 G. Boselli

Difendere la domenica: perché?

14 M. Metzger

Il Triduo pasquale e i suoi riti

20 L . Della Pietra

Stesso anno liturgico, assemblee diverse

26 F. Gomiero

Anno liturgico e sacramenti

31 M. Roselli

Anno liturgico e catechesi dei ragazzi

37 D. Paglia

Anno liturgico e pietà popolare

Note

43 F. Bonomo

La calenda di Natale

e l’annuncio della Pasqua

46 R . Barile

Anno liturgico e anni tematici

Formazione

49 FOCr

Preadolescenti & liturgia

5. «Questo è il mio corpo»

53 M. Di Benedetto

Giovani & liturgia

6. Scommettiamo ancora sulla liturgia?

58 E . Mass imi

Guida per cantare la messa

6. Il canto finale e gli «attori» del canto

Sussidi e testi

63 M. Campedelli

Anno liturgico: un tempo che dà forma?

 

 

EDITORIALE

Daniele Piazzi

L’anno liturgico,

tempo d’altri tempi

Editoriale

Ancora un numero di RPL sull’anno liturgico (AL). A scorrere i titoli dei fascicoli

dal 1963 ad oggi probabilmente e il tema piu frequentato. Si parte dalla

sussidiazione con omelie e schede celebrative per le domeniche della prima

ora, fino alla inevitabilmente difficoltosa riflessione che abbiamo proposto

negli ultimi due decenni. E vero: l’AL e un problema e ha problemi. I lettori

stiano, pero, tranquilli, non li esauriamo tutti in questo numero, altrimenti

non sapremmo cosa scrivere nelle prossime annate.

Dietro la ormai usuale denominazione di AL stanno questioni primariamente

di comprensione teologica, non solo del popolo di Dio, ma anche dei

ministri ordinati. Il percorso domenicale in alcune progettazioni pastorali

sembra svuotato del suo contenuto misterico, privilegiando di fatto anno catechistico,

giornate particolari, iniziative diocesane e parrocchiali. Insomma,

l’AL lo si celebra, ma non si sa bene a cosa serva.

Ci sono anche importanti problematiche culturali. E un anno storicamente

cresciuto con motivazioni teologicopastorali, ma non unitarie, durante

circa otto secoli. E strettamente legato alle culture mediterranee, semitiche e

greco-latine. E originato dai ritmi della civilta contadina, impregnato dalle

stagioni delle nostre latitudini temperate e dalla alternanza notte-luce… E

ancora cosi per l’Occidente che segue i calendari delle borse e fa della notte

il cuore dello svago/trasgressione e del giorno il tempo che produce denaro? E

adottabile/adattabile in culture di altri emisferi geografici e culturali? I ritmi

della vita, del lavoro, dell’economia, del nuovo culto del tempo libero e dello

shopping sono semplicemente dannosi all’impianto che richiede continuita

e assiduita dell’AL o anch’essi sono elementi da considerare per una vera

inculturazione della ritualita [...]



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 503"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023842
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Per comunicare meglio

47. I casi difficili/16. Parlare di se stessi all’inizio del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

7 «È nato Gesù Bambino»

1. «È nato Gesù Bambino». Natale: la differenza cristiana

(Alberto Carrara)

2. È nato per noi un Bambino, un figlio ci è stato donato

(Doriano Locatelli)

3. Come parlare in modo corretto e comprensibile oggi

di “incarnazione”? (Roberto Ferrari)

SUSSIDIO

Per attuare il Natale. Tre racconti (Roberto Laurita)

PREPARARE LA MESSA

Tempo di Avvento e tempo di Natale

1ª domenica di Avvento (Antonio Landi, Pierino Boselli)

Immacolata Concezione (Antonio Landi, Pierino Boselli)

2ª domenica di Avvento (Antonio Landi, Pierino Boselli)

3ª domenica di Avvento (Antonio Landi, Pierino Boselli)

4ª domenica di Avvento (Antonio Landi, Pierino Boselli)

Natale del Signore (Antonio Landi, Pierino Boselli)

Santa Famiglia (Antonio Landi, Pierino Boselli)

Maria Madre di Dio (Antonio Landi, Pierino Boselli)

Epifania del Signore (Antonio Landi, Pierino Boselli) 



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 504"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023873
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

RUBRICA

Per comunicare meglio

48. I casi difficili/17. Parlare di se stessi al termine del ministero

in una comunità (Roberto Laurita

 

DOSSIER

I nostri modi di dire

8 «... a fin di bene»

1. «A fin di bene»: un modo di dire che fa pensare (Alberto Carrara

2. «A fin di bene»: due prospettive a confronto (Giannino Piana

3. La complessità del giudizio morale (Lilia Sebastiani

 

SUSSIDIO

Celebrazione parrocchiale dedicata ai malati (Roberto Laurita

 

PREPARARE LA MESSA

Dal Battesimo del Signore alla 8ª domenica ordinaria 

Battesimo del Signore (Antonio Landi, Pierino Boselli) 

2ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Tonino Lasconi, Michele Roselli) 

3ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Gastone Boscolo, Michele Roselli) 

4ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, + Francesco Lambiasi, Gabriele Tornambé) 

5ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Ezio Bolis, Gabriele Tornambé) 

6ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Luciano Manicardi, Daniele Piazzi) 

7ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Carmine Di Sante, Daniele Piazzi) 

8ª domenica ordinaria (Alessandro Gennari, Giuseppe Sovernigo, Vittorio Brunello) 



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Titolo: "Los predicadores franciscanos en la Real Capilla de Carlos II (1655-1700) (507-543)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: FRANCISCO JOSÉ GARCÍA PÉREZ
Pagine:
Ean: 2484300024146
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

This article aims to study the presence of the Franciscan Order in the Royal Chapel of Charles II, and more specifically among the royal preachers. Along these lines it analyses the general characteristics of the friars who obtained the title of royal preacher, their links with the elite and their participation in the political evolution of the Catholic Monarchy. Finally, special attention is given to the sermons they preached from the pulpit of the Royal Chapel and the main churches of Madrid. Two appendices provide a list of 61 Franciscan royal preachers (with a special focus on the Friars Minor) between 1666 and 1699, and some extracts of the files of their nomination



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Titolo: "Lopera poetica di Giacomo da Rieti francescano osservante del 400 (425-453)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: JURI LEONI, OFM
Pagine:
Ean: 2484300024122
Prezzo: € 5.00

Descrizione:With this contribution, the author offers the edition of four unpublished poems by Giacomo of Rieti, a Franciscan Observant of the 15th century: the Versus de Cruce, the Epistola in hexameter to Pope Pius II, an Epitaphium in honor of St. Bernardine of Siena and the Versiculi in honor of St. Nicholas of Myra. The reconstruction of the poet’s personality, despite fairly good documentation attesting to his activity in the Roman Province and contact with Bernardine of Siena and John of Capistrano, is still problematic and not without obscurities. In an appendix, the transcription of an unpublished letter by Giacomo of Rieti to John of Capistrano is offered.


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Titolo: "Concilium - 2018/4"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023859
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

INDICE

RUBRICA

 

Thierry-Marie Courau – Stefanie Knauss

Enrico Galavotti, Editoriale

Abstracts

I. La Chiesa del futuro 19

1. Quadro generale e metodo

1.1 Christoph Theobald, Il coraggio di anticipare

il futuro della Chiesa    

I/ La tradizione cristiana ed ecclesiale

come fenomeno storico e culturale

II/ Una visione tripolare del vangelo di Dio, aperta al futuro

III/ Una chiesa ecumenica in diaspora, che si prende cura

del legame sociale e del futuro della creazione

IV/ Per una chiesa fondata sui carismi di tutti,

il “senso dei fedeli”, l’apostolicità e la sinodalità

1.2 Massimo Faggioli, La Chiesa del futuro:

prospettive storiche e sociologiche

Introduzione

I/ Prospettiva storica: dal Vaticano II

al difficile inizio del XXI secolo

II/ Tra declino sociologico, de-istituzionalizzazione

e ripresa neo-tradizionalista
III/ Prospettive di tendenza: dottrina - vita - culto

IV/ La Weltkirche postconciliare e la reazione neo-tradizionalista

Conclusione

2. Prospettive globali

2.1 Jayeel Cornelio, Le sfide globali

della Chiesa del futuro

Introduzione

I/ Chiesa come fenomeno globale

II/ Sfide globali

1/ Cambiamenti generazionali

2/ Diseguaglianza globale

Conclusione

2.2 Virginia R. Azcuy, La situazione di “tensione”

della Chiesa odierna: quattro sfide fondamentali

I/ La chiesa in crisi di credibilità

o la sfida del controllo pubblico

II/ La chiesa deformata dal clericalismo

o la profezia di essere fratelli e sorelle

III/ La chiesa con il pregiudizio maschile

o la speranza di una comunità inclusiva

IV/ Una chiesa mondana o l’arte spirituale

di un “ascolto stereofonico”

V/ Alcune conclusioni teologiche

2.3 Stan Chu Ilo, La Chiesa del futuro in Africa.

Per mettere in pratica l’ecclesiologia “illuminante”

di papa Francesco nel cattolicesimo africano

Introduzione

I/ La chiesa di papa Francesco e l’estetica teologica

dell’ecclesiologia illuminante

II/ I segni dei tempi in Africa

III/ La chiesa d’Africa: una road map per il futuro

IV/ Una nuova comunione tra il centro romano

e i margini africani

Conclusione
3. Immaginare la Chiesa del futuro

3.1 Mike van Treek, Immaginazione e fantasia:

il contributo della Bibbia e la Chiesa del futuro

I/ La Bibbia come parte

della costellazione letteraria universale

II/ Il fondamentalismo e l’ermeneutica speciale della Bibbia

III/ Emancipazione della lettura

3.2 Serena Noceti, Quali strutture per una Chiesa in riforma?

I/ In transizione: tra “non più (a lungo)” e “non ancora”

II/ Riforma: visioni, relazioni, strutture

III/ Re/visioni: prospettive (incomplete)

per una chiesa in ri/forma

IV/ Tras/figurazione: traditio ecclesiae e strutture ecclesiali

V/ Semper reformanda: dinamiche e forme di vita

del popolo di Dio

1/ Questione di comunicazione:

la chiesa nasce e vive di interazioni comunicative

2/ Questione di potere: poteri

ed esercizio dell’autorità nel corpo ecclesiale

3/ Questione di riconoscimento:

soggetti dimenticati, ruoli, interazioni

Conclusione

3.3 Daniella Zsupan-Jerome, La comunità della Chiesa:

camminare al passo dello Spirito nella cultura digitale 117

Introduzione

I/ Autenticità e spirito di verità

II/ Parole dello Spirito e vita

III/ Autorità e potere dello Spirito santo

Conclusione

4. Una chiave di volta

4.1 Thierry-Marie Courau, L’ascolto, via di salvezza

e di metánoia della Chiesa
I/ Il grido del mondo all’origine della salvezza

II/ Il «non ascolto», distruzione della vita relazionale

III/ La metánoia della chiesa: tornare sempre

a scegliere l’ascolto-azione

Conclusione

II. Forum teologico 141

1. Gerard Mannion, La teologia e l’American Academy of Religion

I/ La storia dell’American Academy of Religion

II/ L’impegno della teologia

nell’American Academy of Religion

III/ La nascita di una European Academy of Religion

IV/ Accademie di valore imparagonabile per la teologia

2. Pier Luigi Cabri – Gianluca Montaldi,

Teologia pubblica ed editoria. Una prospettiva

dall’Europa continentale occidentale

I/ Un’occhiata sulla storia

II/ Tendenze della teologia

III/ Teologia 2.0

3. Antonio Autiero, Humanae vitae

cinquant’anni dopo. Il senso di un anniversario

I/ Ri-contestualizzare la genesi di Humanae vitae

II/ Coscienza, verità e storia

 

Editoriale

Pensare alla trasformazione della chiesa per far sì che essa

risponda sempre meglio alla sua missione è un’attività che nasce

con la sua stessa costituzione. Alla fine dell’ultimo concilio,

Karl Rahner lo vide come un dovere e come un’opportunità.

I tempi attuali sono quelli di una crisi culturale profonda del

mondo, in cui si tratta di imparare a identificare gli sconvolgimenti

tecnologici, economici e sociali in corso, gli appelli per

nuove strutture di autorità e di partecipazione alle decisioni, i

movimenti di intere popolazioni legati alla globalizzazione, alla

distribuzione delle risorse e all'ambiente ecc. La chiesa stessa

non può accontentarsi di perpetuarsi come un sistema rigido,

fissato in modo definitivo: deve trovare costantemente in Colui

che la fonda e in dialogo con i contesti i mezzi per rinnovarsi,

onde corrispondere al suo compito di essere il sacramento universale

della salvezza.

Quattro parti compongono questo numero: perché e come

possiamo porre la questione della chiesa del futuro?; come i

continenti del Sud del mondo percepiscono tale questione?;

alcuni campi significativi a partire dai quali pensare il futuro;

alla ricerca di una chiave di volta. Naturalmente, questa riflessione

non ha alcuna ambizione di completezza o la pretesa di

chiudere il cantiere. Si tratta di un abbozzo e di un invito ad

andare oltre, liberamente.

La prima parte cerca di porre il quadro di riflessione sulla

chiesa del futuro su un piano da una parte teologico e dall’altra

storico e sociologico. Christoph Theobald, professore di

teologia fondamentale e dogmatica presso le Facoltà gesuite

di Parigi, introduce questo numero mettendo in discussione

la legittimità di voler disegnare la figura a venire della [...]



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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024276
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

INDICE

Editoriale: Una preziosa eredità 3-8

GIOVANNI SALMERI

Nessuna scuola teologica senza filosofia 9-21

MAURIZIO GIROLAMI

Alveo patristico delle scuole teologiche 22-38

DAVID S. KOONCE

Scuole teologiche dal tardo Medioevo fino alla modernità (1274-1563) 39-52

GIANLUIGI PASQUALE

Soggetti e luoghi della teologia oggi. Prov(oc)are oltre le «scuole» 53-67

ALDO N. TERRIN

La solitudine della teologia 68-86

NICOLA TOVAGLIARI

Le scuole teologiche nel contesto globale ed ecumenico 87-110

SIMONA SEGOLONI RUTA

Scenario attuale delle scuole teologiche 111-123

MICAELA SORANZO

Arte e scuole teologiche 124-135

Documentazione: Jean Daniélou: «Gli orientamenti attuali del pensiero

religioso» (Gianluigi Pasquale) 137-154

Invito alla lettura (Simona Segoloni Ruta) 155-161

In libreria 162-171

Indice dell’annata 2018 173-176

 

EDITORIALE

Una preziosa eredità

In dulcedine societatis

quaerere veritatem1.

Il pensare teologico trovò un alveo particolarmente fecondo nelle

«scuole teologiche», istituzioni che si svilupparono soprattutto a partire

dai secoli XII-XIII, in prossimità delle chiese cattedrali o negli

Studia generalia degli ordini religiosi (monastici o mendicanti). Da

queste «scuole», in cui si promuoveva tanto la teologia che la cultura

profana, derivarono le «università» che fin dalla loro origine trovarono

sostegno e protezione nella chiesa. Fra le più note e influenti,

la «scuola» di linea platonico-francescana-bonaventuriana e quella

aristotelica-domenicana-tomista, la cui dialettica ha alimentato per

secoli la riflessione teologica.

La fioritura delle «scuole teologiche» rispondeva alle esigenze di un

contesto sociale ed ecclesiale in rapida evoluzione: un nuovo mondo si

stava affacciando e la chiesa raccolse la sfida, approntando strutture

organizzative originali e dinamiche che seppero operare attraverso il

dialogo e il discernimento dei segni dei tempi e delle diverse espressioni

culturali.
Qualcosa di analogo era già avvenuto nel cristianesimo dei primi

secoli. Si possono ricordare i didaskaleia, sorti per insegnare la sapienza

cristiana, che avrebbe dovuto ispirare la vita e il pensiero dei fedeli.

È nota la distinzione tra la scuola alessandrina, che praticava una

lettura allegorica della Scrittura, e la scuola antiochena, sostenitrice di

un’interpretazione più «letterale» dei testi biblici.

Ma le «scuole» non furono una prerogativa solo cristiana. In ambito

ebraico, ad esempio, si ebbero precedenti illustri con la «Bet Hillel», la

scuola di Hillel il Vecchio (60 a.C.-20 d.C.), aperta a tutti, la cui interpretazione

della Legge era spesso in contrapposizione a quella suggerita

dalla «Bet Shammai», la scuola fondata dal celebre rabbì Shammai

(50 a.C.-30 d.C.), riservata invece ai più meritevoli.

Le «scuole teologiche» cristiane si distinguevano per una duplice

caratterizzazione. Da un lato, il concetto di «scuola» era debitore dei

presupposti filosofici che l’animavano: ciò comportava un repertorio di

concetti condiviso e un campo di problemi o soluzioni simili. Dall’altro,

però, l’idea di «scuola teologica» rimandava anche e soprattutto a un

contesto comunitario, con la connessa idea di trasmissione di metodi,

linguaggi e stile. Da ciò è derivata l’immagine tradizionale di «scuola

teologica»: una realtà associata a un sapere coltivato e trasmesso in

luoghi controllati e protetti, nel quadro di una sostanziale continuità.

Si può obiettare che questo è un ritratto di altri tempi, il rimando

a un passato che non ritornerà. Nel panorama attuale, un discorso

sulle «scuole teologiche» può apparire anacronistico: i riferimenti alle

«scuole» non compaiono più nei titoli dei libri e degli articoli di teologia,

se non in pubblicazioni di carattere storico. Se però il sintagma

non si limita a indicare un’istituzione accademica, ma individua una

rete relazionale capace di trasmettere un’impostazione o un nucleo di

contenuti, ha ancora un senso farne oggetto di riflessione.

Ed è quanto si propone questo fascicolo: non solo prestare l’omaggio

della memoria a istituzioni benemerite e prestigiose né proporre la re
plica di questi modelli in un contesto completamente diverso da quello

di origine, ma interrogarsi sulla possibilità di raccogliere il meglio di

una preziosa eredità, in cui – per dirla con Antonio Rosmini – si sono

realizzate «l’unicità di scienza, la comunicazione di santità, la consuetudine

di vita, la scambievolezza dell’amore»2.

Su questi aspetti si è soffermato anche papa Francesco, ricordando

al mondo accademico il bisogno di una vera ermeneutica evangelica

per capire meglio la vita, il mondo, gli uomini, nel contesto di «un’atmosfera

spirituale di ricerca e certezza basata sulle verità di ragione

e fede»3. La riflessione teologica, aggiunge il pontefice, è chiamata a

costituire «una sorta di provvidenziale laboratorio culturale in cui la

chiesa fa esercizio dell’interpretazione performativa della realtà che

scaturisce dall’evento Cristo» (VG 3). In altri termini, se il pensiero

cristiano non saprà rimodularsi, il contributo della ricerca teologica

corre il rischio di trasformarsi in qualcosa di irrilevante.

Senza alcuna pretesa di esaustività, «CredereOggi» offre alcune piste

di riflessione, richiamando alla memoria un passato che deve essere conosciuto

e apprezzato, nella consapevolezza delle esigenze del presente,

ma con lo sguardo attento a cogliere gli elementi di novità che possono

dischiudere nuove prospettive al cammino futuro dei credenti.

Il primo contributo riguarda il rapporto tra teologia e filosofia,

messo in questione per diversi motivi, ma imprescindibile se si vuol

comprendere il fenomeno della costituzione di «scuole teologiche» nel

corso dei secoli. La storia della teologia dimostra che l’uso della filosofia

ha favorito la nascita di diverse «scuole», fornendo un linguaggio con [...]



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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023866
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

Dionisio Candido

L’IRA DI CAINO

 

Michelangelo Priotto

UN MOSÈ ADIRATO? 

 

Guido Benzi

«NON DARÒ SFOGO

ALLA MIA IRA» (OS 11,9).

L’IRA MUTATA IN TENEREZZA 

 

Sebastiano Pinto

«L’IRACONDO MOSTRA STOLTEZZA» (PR 14,29).

L’EDUCAZIONE E LA CURA 

 

Rosalba Manes

DISCEPOLI DI UN MAESTRO MITE:

LA SFIDA EVANGELICA DELLO STILE

CHE DISARMA LA VIOLENZA 

 

Claudio Doglio

L’IRA DELL’AGNELLO. LA PROSPETTIVA

PARADOSSALE DELL’APOCALISSE 


Riccardo Battocchio

QUANDO L’IRA ENTRA IN SCENA 

 

Valentino Bulgarelli

L’IRA. LA GRATUITÀ COME ANTIDOTO 

 

Rosella De Leonibus

DALL’AGGRESSIVITÀ ALLA NONVIOLENZA 

 

PER SAPERNE DI PIU

Marcello Panzanini

Spigolature agostiniane sull’ira 

MEN AT WORK

Valeria Poletti

Menis: da Omero a Sting (e oltre) 

APOSTOLATO BIBLICO

Calogero Manganello

Narrazione e attualizzazione 

VETRINA BIBLICA 

INDICE ANNATA 2018 

ARTE

Marcello Panzanini

L’ira di Gesù contro i mercanti della fede:

La purificazione del tempio di Iacopo Bassano

 

EDITORIALE

L'ira e un sentimento antico quanto il mondo:

chi di noi puo dire di non averla mai

provata (o subita)? E infatti la Bibbia ne

parla fin dalle prime pagine, con Caino e

Abele; mettendo in luce da un lato che essa e appostata

come una fiera pronta per ghermire la sua preda,

dall’altro che pero l’essere umano non e alla sua merce.

L’uomo e sostanzialmente libero di decidersi (Dionisio

Candido). E questo e un primo punto fermo.

Un’altra sottolineatura che emerge nei testi della

Bibbia e che, come gia gli altri sentimenti che abbiamo

esplorato nei fascicoli precedenti, cosi anche

l’ira e qualcosa di ambivalente, diversificato; o meglio:

dietro alla parola ira si possono trovare sentimenti

diversi. Mose per esempio si adira con il popolo

che ha commesso idolatria costruendo il vitello

d’oro, e questo e assolutamente positivo: e un modo

per confessare e testimoniare il primato assoluto di

Dio (Michelangelo Priotto). Attenzione pero a non

diventare spietati in nome della verita: Dio stesso –

dice il profeta Osea – avrebbe potuto sfogare tutta la

sua ira contro il popolo infedele, ma si e “convertito”

e ha deciso di optare per il perdono (Guido Benzi).

Una terza riflessione la deriviamo dai libri sapienziali,

che dell’ira, come delle altre passioni/pulsioni

umane, parlano spesso invitando alla moderazione.

Ha ancora senso una tale proposta educativa?

Si, perche sponsorizza la bonta dell’essere umano e

offre percorsi formativi per vincere le tendenze egoistiche

(Sebastiano Pinto). Del resto, anche Gesu e stato

un maestro mite: sfogliando le pagine del Vangelo

secondo Matteo, ci accorgiamo che, tra i sentimenti

che il discepolo e chiamato a coltivare, Gesu propone

la mitezza – che egli stesso testimonia durante il

suo ministero, specialmente quando la violenza sta

per scatenarsi contro di lui (Rosalba Manes). Sulla mitezza

ritornera l’approfondimento catechetico-spirituale,

ricordando che un certo tipo di ira distrugge

la carita; ti mette in balia di te stesso, delle tue emozioni,

dei tuoi risentimenti; la gratuita e l’unico antidoto

efficace (Valentino Bulgarelli). Sulla stessa scia

anche l’ultimo libro del canone biblico, l’Apocalisse:
l’Agnello di Dio diviene il vincitore non uccidendo

i nemici, ma lasciandosi uccidere da loro; con il suo

linguaggio metaforico, l’Apocalisse dice che il Messia

Gesu non ha pestato i nemici nel torchio dell’ira,

ma egli stesso e stato schiacciato e il proprio sangue

ne inzuppa il mantello (Claudio Doglio).

Molti degli ultimi contributi del fascicolo ritornano

sul diverso significato che l’ira puo avere. Collocata

all’interno di una storia, in un contesto dinamico

di relazioni tra le persone e con il mondo, l’ira

si fa conoscere come “santa” o come “cattiva”. Anch’essa,

come tutti i fenomeni con i quali veniamo a

contatto, chiede di essere interpretata (Riccardo Battocchio).

L’ira di Dio, scriveva sant’Agostino, e uno

strumento pedagogico, come le sgridate di un genitore

all’indirizzo dei suoi figli; ma attenzione che la

nostra ira non sia solo uno sfogo, continua il padre

della chiesa: e importante imparare ad addomesticare

anche la propria lingua (Marcello Panzanini)! L’ira

puo essere sinonimo di passione, e allora e forza

vitale e come tale e stata trattata dalle arti; ma puo

essere anche un vizio, legato a corda doppia ad altri

suoi simili: la pigrizia accidiosa dell’uomo, per esempio,

e pronta a trasformarsi nel serpente dell’invidia,

che a sua volta si tramuta in rabbia (Valeria Poletti).

Continuano infine anche le due rubriche “sganciate”

dal tema del fascicolo. L’inserto staccabile

“Bibbia e scuola” mostra come alcuni generi letterari

possano ispirare attenzioni didattiche ed educative

(Marco Tibaldi); l’apostolato biblico offre un’altra

riflessione su Bibbia e giovani, nella convinzione

che ogni personaggio biblico esprima un pezzo

di vita del giovane, che puo entrare cosi nel testo e

rileggere la propria biografia in chiave evangelica.

Ci congediamo cosi da voi, care lettrici e cari lettori,

al termine di questa prima tornata dedicata ai

sentimenti della Bibbia. Augurandoci di avervi ancora

con noi per il prossimo anno, in cui continueremo

ad esplorare insieme questo mondo cosi complesso

e affascinante.

Carlo Broccardo



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Titolo: "Servizio della Parola - nn. 501-502"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023828
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Per comunicare meglio

46. I casi difficili/15. Parlare di se stessi all’inizio del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

6 «Dio ha chiamato a sé il nostro fratello...»

1. «Dio ha chiamato a sé il nostro fratello...» (Alberto Carrara)

2. «Fratelli e sorelle...». Per un uso consapevole e corretto

(Silvano Sirboni)

3. È forse Dio che fa morire? (Massimo Maffioletti)

SUSSIDIO

Festa del ringraziamento.

Per i frutti della terra e del lavoro dell’uomo

(Luigi Guglielmoni e Fausto Negri)

PREPARARE LA MESSA

Dalla 28ª domenica ordinaria alla solennità di Cristo, Re dell’universo

28ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Mariella Enoc, Morena Baldacci)

29ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Battista Borsato, Morena Baldacci)

30ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Alberto Carrara, Pierino Boselli)

Tutti i Santi (Fabrizio Tosolini, Pierino Boselli)

Commemorazione dei fedeli defunti (Pierino Boselli)

31ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Carmelo Torcivia, Gabriele Tornambé)

32ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Vinicio Albanesi, Gabriele Tornambé)

33ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Armando Matteo, Vittorio Brunello)

Gesù Cristo, Re dell’universo

(Fabrizio Tosolini, Maurizio Gronchi, Vittorio Brunello)



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023835
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Editoriale

 S. Sirboni

Confessione o conversione?

Studi

 M. Chiodi

Da «tutto» peccato a «niente» peccato?

 A. Costanzo

Ecclesiologie e prassi penitenziali

 L. Donati Fogliazza

Confessione e prima Comunione

 L. Popesc u – R. Angelici – P. Ricca

M.T. Milano – Y. Pallavicini

Riconciliarsi con Dio

 R oland Lac roix

Conversione e mistagogia

 G . Cavagnoli

La «forma» rituale della Penitenza

Note

 S. Sirboni

Le celebrazioni comunitarie

della penitenza

 R . Barile

Confessione e comunione

 V . Donatello

Confessare una persona

con disabilità intellettiva?

 M. Gallo

Il sacramento della penitenza

nell’immaginario di papa Francesco

Formazione

 FOCR

Preadolescenti & liturgia

4. Come in cielo così in terra

 M. Di Benedetto

Giovani & liturgia

5. A celebrare s’impara celebrando

 E . Mass imi

Guida per cantare la Messa

5. I riti di comunione

Sussidi e testi

 P. Tomatis

Progettare per tempo: la dimensione

penitenziale della Quaresima

 

EDITORIALE

Silvano Sirboni

Confessione o conversione?

Editoriale

Il rituale della Penitenza è in crisi da quasi duemila anni. Ne fa fede il testo de Il pastore di Erma (150 circa) allorquando prevede il pubblico perdono dei peccati gravissimi da parte della chiesa una sola volta nella vita poiché «per i servi di Dio la penitenza è una sola» (Precetto IV, 3). La conoscenza della storia è illuminante per evitare di idealizzare il passato alimentando infondate nostalgie e per discernere l’essenziale dal secondario. La storia evidenzia come la prassi penitenziale della chiesa sia quella che nei corsi dei secoli ha subìto i maggiori cambiamenti e nello stesso tempo sia lo specchio e la radice di un particolare modo di essere chiesa, cristiani nel mondo. La chiesa lungo i secoli ha saputo dare risposte diverse alla esigenza cristiana di conversione e di riconciliazione e per comunicare visibilmente il perdono di Dio. Il medioevale ordo paenitentium non è certo riproponibile oggi nelle stesse modalità. Tuttavia il rituale del 1973 suggerisce di strutturare la Quaresima come un tempo più visibilmente penitenziale, con celebrazioni particolari, «in modo che tutti i fedeli abbiano modo di riconciliarsi con Dio e con i fratelli e di celebrare poi, rinnovati nello spirito, il triduo pasquale del Signore morto e risorto» (RP 13). Nel contesto della riforma liturgica, il rituale della penitenza ha avuto significativi cambiamenti non solo con l’inserimento della parola di Dio e il cambiamento della formula sacramentale, ma anche con il recupero della dimensione comunitaria. Con tutto ciò, la celebrazione della penitenza agli occhi e nell’esperienza dei fedeli appare immutata. Infatti, la celebrazione comunitaria del sacramento della penitenza trova rari spazi nella normale prassi liturgico-pastorale delle parrocchie e delle diocesi. Il sacramento continua ad essere vissuto quasi esclusivamente nello stretto ambito individualistico di quel confessionale che, purtroppo, nei recenti anni passati è stato ‘dissacrato’ e ridicolizzato da film e da note trasmissioni televisive. In breve, la riconciliazione sacramentale viene vissuta al di fuori di ogni contesto ecclesiale, con il rischio di una deriva intimistica che non è senza ricadute negative di carattere psicologico e anche teologico e spirituale. È pure evidente un forte calo nella [...]



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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023811
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

INDICE

Editoriale

Guido Benzi

DALL’ONORE ALLA VERGOGNA:

ADAMO ED EVA

Germano Galvagno

MOTIVI DI ONORE E MOTIVI

DI VERGOGNA NEI PATRIARCHI

Luca Mazzinghi

DI CHE COSA VERGOGNARSI?

Dionisio Candido

L’ONORE NEL LIBRO DI ESTER

Ester Abbattista

L’ONORE DI SEDERE ALLA DESTRA

O ALLA SINISTRA (MT 20,21//MC 15,40)

Annalisa Guida

LA VERGOGNA DI GIUDA

Maurizio Marcheselli

QUANDO E PER COSA

CI SI DEVE VERGOGNARE?

Leonardo Paris

LO SGUARDO DEGLI ALTRI

Valentino Bulgarelli

EVANGELIZZAZIONE:

ACCORCIARE LE DISTANZE

Rosella De Leonibus

L’UMANA VULNERABILITÀ,

OLTRE L’ONORE, OLTRE LA VERGOGNA

PER SAPERNE DI PIÙ

Marcello Panzanini

Vergogna, Salome: certe cose non si fanno!

MEN AT WORK

Valeria Poletti

Un sentimento alto, doloroso e ormai scomparso

APOSTOLATO BIBLICO

Calogero Manganello

Bibbia ed educazione

VETRINA BIBLICA

ARTE

Marcello Panzanini

Un mantello non di tessuto: L’ebrezza di Noè,

di Giovanni Andrea De Ferraris

 

 

EDITORIALE

Di vergogna e onore la Bibbia parla fin dalle

primissime pagine. Non lo fa sempre in

modo diretto; potremmo dire che si tratta

di sentimenti molto diffusi nel mondo

antico, ma spesso presenti sullo sfondo dei racconti

biblici, più che al centro del palcoscenico. Vergogna

e onore hanno a che fare con le relazioni tra persone,

sia all’interno che all’esterno del proprio gruppo

di appartenenza. Il racconto di Gen 2–3 mette in luce

la relazione fondamentale: quella con Dio (Guido

Benzi). Lo stesso fanno i successivi capitoli della Genesi,

quelli che narrano le vicende dei patriarchi: proprio

perché antenati del popolo di Israele, essi hanno

la possibilità di un dialogo aperto con Dio, di essere

messi a parte – anche se non del tutto – dei suoi segreti

sulla storia (Germano Galvagno).

Dobbiamo affacciarci alla letteratura sapienziale

per trovare riflessioni sul nostro tema. Un testo fra tutti

è il cap. 41 del Siracide, che precisa con attenzione

i termini della questione. Ci sono infatti cose di cui

ci si deve vergognare, ed è bene farlo; ci sono invece

cose di cui non ci si deve vergognare, come di vivere

secondo la propria fede in un mondo che vorrebbe

condurci a valori diversi (Luca Mazzinghi). Leggendo

molte pagine bibliche apparirà chiaro come la

mentalità prevalente fosse un po’ maschilista, nel senso

che guardava all’onore e al disonore dal punto di

vista dei mariti e dei padri; non mancano però le pagine

in controtendenza, in cui l’ago della bilancia è

rappresentato dalle donne della casa, come nel libro

di Ester (Dionisio Candido).

Del Nuovo Testamento prenderemo tre passi. Il

primo è quello in cui i due figli di Zebedeo (oppure

la loro madre) chiedono a Gesù di poter sedere uno

alla sua destra e uno alla sinistra, nel suo Regno; dobbiamo

capirli nel contesto di un sogno che si stava

realizzando (quello del Messia, il liberatore di Israele)

– e comunque pensando che, alla fine, hanno vissuto

una relazione strettissima con Gesù e gli hanno

reso testimonianza con la propria vita (Ester Abbattista).

Il secondo episodio è quello di Giuda, il traditore

per antonomasia: si accorge dell’errore, ma non

riesce a rimediare e si toglie la vita; saranno la letteratura

e la musica a “ripescare” questo personaggio

evangelico, mettendone in scena il dramma interiore

a cui le narrazioni bibliche non accennano affatto

(Annalisa Guida). Infine, da Luca a Paolo, passando

per altri testi del Nuovo Testamento, si può distinguere

l’aspetto soggettivo del vergognarsi (il sentimento

della vergogna) da quello oggettivo (l’infamia). E

così ritorniamo alla relazione con Dio: Gesù non si

vergogna che gli uomini siano chiamati – cioè siano

realmente – suoi fratelli e Dio non si vergogna di essere

chiamato – cioè di essere realmente – loro Dio

(Maurizio Marcheselli).

La vergogna e il senso dell’onore sono aspetti relazionali,

che riguardano cioè il nostro rapportarci agli

altri, quello che vedono e pensano di noi, come ci valutano;

per questo hanno a che fare con il senso del limite,

dell’umana vulnerabilità (Rosella De Leonibus).

C’è stato un tempo, nel passato, in cui l’onore era legato

a determinate regole sociali; oggi può dipendere

da un post su uno dei più diffusi social network… Ma

ciò che realmente conta è che l’«onore» diventi «dignità

»: non un carattere sociale che si può perdere o

conquistare, ma un carattere indelebile, che non dipende

né da quanto gli altri possono dire o fare, ma

nemmeno da quanto io stesso posso dire o fare. Prima

di qualunque azione la persona è definita dallo

sguardo di Dio, e questo sguardo è per sempre (Leonardo

Paris). Per questo motivo la sfida dell’evangelizzazione

è quella di accorciare le distanze tra le persone

umane e Dio (Valentino Bulgarelli).

L’inserto staccabile ci porterà ancora in Terra Santa,

con la gita sui generis organizzata da Marco Tibaldi.

Le rubriche invece oscilleranno tra la letteratura apocrifa,

con le levatrici di Maria a Betlemme («Per saperne

di più», di Marcello Panzanini), il film, la letteratura

(«Men at work», di Valeria Poletti) e l’arte (Marcello

Panzanini). Senza dimenticare la sfida educativa

che la Bibbia, con tutti i suoi sentimenti, rappresenta

per i giovani (Calogero Manganello).

Carlo Broccardo



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 500"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023767
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

NUMERO SPECIALE

 

INDICE

Introduzione: Il Sinodo sui giovani,

una preziosa opportunità

di Paola Bignardi

1. Chi sono i giovani

1.1. Ascoltare e riconoscere nei giovani i segnali

di una condizione e di una umanità nuova

di Alessandro Rosina

1.2. Nativi Digitali: nuovi modi di entrare in relazione

di Cristina Pasqualini

1.3 Una generazione di solitari: i giovani

e i loro punti di riferimento

di Nando Pagnoncelli e Chiara Ferrari

1.4 Increduli o diversamente credenti?

di Rita Bichi

2. La pastorale e i giovani

2.1. Percorsi e scelte di pastorali giovanili

di Michele Falabretti

2.2 Le GMG e la loro impronta pastorale

di + Domenico Sigalini

2.3 Il fascino di papa Francesco sui giovani

di Pierpaolo Triani

2.4 La pastorale e i giovani: l’evoluzione

nei movimenti e nelle associazioni

di Riccardo Pascolini

3. Proposte

3.1. Educare i giovani alla fede è possibile

di Raffaele Maiolini

3.2 Alla ricerca di nuovi luoghi

e di nuove grammatiche in un mondo digitale

di Luca Peyron

3.3 Che cosa chiedono e che cosa offrono

i giovani alla Chiesa?

di Giordano Goccini

3.4 Preti giovani, giovani preti

di Giampaolo Tironi

3.5 Giovani donne crescono

di Elena Marta

3.6 Altri tempi. Liturgie cristiane, ritualità giovanili

di Giuliano Zanchi

3.7 Scommetto sul bene che è in te

di Gianpiero Palmieri

3.8 Nuovi educatori per nuovi giovani

di Paola Bignardi

3.9 Quattro testimonianze

di Paola Bignardi



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 499"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023774
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Per comunicare meglio

45. I casi difficili/14. Parlare di se stessi all’inizio del ministero in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

nostri modi di dire

5 «Con la preghiera si ottiene tutto»

1. «Con la preghiera si ottiene tutto»: l’aspetto paradossale del pregare (Alberto Carrara)

2. «Con la preghiera si ottiene tutto»: prospettiva biblico-teologica (Ezio Bolis)

3. Quando Dio non risponde (Mario Torcivia)

SUSSIDIO

I giovani, la fede e il discernimento vocazionale (Guido Novella)

PREPARARE LA MESSA

Dalla 21ª domenica alla 27ª domenica del Tempo ordinario

21ª domenica ordinaria

(Fabrizio Tosolini, Raffaele Maiolini, Angelo Lameri)

22ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Sergio Passeri, Angelo Lameri)

23ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Mario Torcivia, Angelo Lameri)

24ª domenica ordinaria

(Fabrizio Tosolini, Daniele Rocchetti, Angelo Lameri)

25ª domenica ordinaria

(Fabrizio Tosolini, Alberto Carrara, Daniele Piazzi)

26ª domenica ordinaria

(Fabrizio Tosolini, Daniele Rocchetti, Daniele Piazzi)

27ª domenica ordinaria

(Fabrizio Tosolini, Chiara Pedraccini, Daniele Piazzi)



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Titolo: "Lateranum n. 1/2018"
Editore: Lateran University Press
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023927
Prezzo: € 20.00

Descrizione:

SOMMARIO

 Editoriale

Nicola Ciola, Passione per Dio. Spiritualità e teologia della Ri­forma a cinquecento anni dal suo albeggiare 

Articoli 

Antonio Pitta, L’interscambio della grazia nell’esegesi neotesta­mentaria di Lutero 

Stefano Cavallotto, Alle radici della Riforma. Il Deus abscon­ditus e la Theologia crucis nel giovane Lutero 

Hubertus Blaumeiser, Teologia del paradosso ed antropologia pasquale 

Volker Leppin, Luthers Kreuzestheologie als Fortentwicklung mittelalterlicher Mystik und Exegese 

Romano Penna, Simul peccator et iustus. Valutazione biblica del motto di Lutero a commento di Rom 4,7 

Lothar Vogel, Das simul iustus et peccator im theologischen Denken Martin Luthers: eine historische Einordnung 

Ulrich H.J. Körtner, Der Mensch als gerechtfertigter Sünder. Das simul iustus et peccator aus systematisch-theologischer Sicht 

Angelo Maffeis, Simul iustus et peccator: le ragioni della criti­ca cattolica e le possibilità di una recezione positiva

DanielMarguerat, Le sacerdoce universel, principe ecclésiolo­gique protestant. Luther et la lecture de 1 Pierre 2,4-10 

Giancarlo Pani, Lutero e la riforma della Chiesa 

Fulvio Ferrario, Teologia e pratica pastorale. La prospettiva di Lutero 

Lubomir ak, La Chiesa come strumento dello Spirito Santo nel­la teologia di Martin Lutero 

Intervista 

La Riforma ieri ed oggi. Intervista di Mimmo Muolo a Giuseppe Lorizio e Paolo Ricca 

Indice

 

 

 

EDITORIALE

 

PASSIONE PER DIO 

Spiritualità e teologia della Riforma
a cinquecento anni dal suo albeggiare 

di 

Nicola Ciola

 

Il titolo e il sottotitolo di questo fascicolo monografico dicono già tutto lo spirito con il quale è stato affrontato il tema “Passione per Dio”, e gli obiettivi che si sono intesi raggiungere con il Convegno Internazionale che si è celebra­to nella Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense il 18 e 19 Ottobre 2017 e al quale hanno partecipato i delegati degli Istituti a vario titolo associati alla Facoltà di Teologia della PUL sparsi per il mondo, molti graditi ospiti di altre istituzioni accademiche presenti in Roma e non solo, e gli illustri relatori molti dei quali di confessione evangelica e riformata nonché tutto il corpo studentesco. 

Come si potrà subito constatare dai contributi che verranno di seguito presentati, sia lo spirito con il quale ci si è accostati al tema che gli obiettivi che ci si erano prefissati, si richiamano e si intersecano l’un l’altro. 

Tutto parte da ciò che Martin Lutero sperimentò nella sua vita fin dai primi anni ad Erfurt. «Come posso avere un Dio misericordioso?». La passione per Dio misericordioso di fronte alla propria miseria era il grande tormento del monaco agostiniano. Si potrebbe dire che in lui esperienza spirituale e teologia costituirono spontaneamente una sola cosa, un’esigenza strutturale del suo essere, prima ancora che del suo pensiero. 

In un discorso memorabile nell’ambito di un incontro con i rappresentanti del consiglio della “Chiesa evangelica in Germania” (23 Settembre 2011), proprio nella Sala capitolare dell’ex-convento degli Agostiniani di Erfurt, Be­nedetto XVI richiamò l’attenzione sul fatto che la questione soteriologica è al cuore dell’esperienza spirituale di Lutero: ciò che più conta è la posizione di Dio nei nostri confronti: come ci troviamo di fronte a Dio? Ciò che per noi oggi è acquisizione comune, vale a dire che la teologia nasce da una domanda soteriologica, per Lutero fu una intuizione primordiale e una conquista che rendeva la sua teologia molto concreta e niente affatto accademica. Da qui molti hanno voluto vedere la modernità della sua impostazione che mette al centro il soggetto e le sue esigenze, per giungere ad una riflessione su Dio che lo colga non nell’astrattezza di una visione soltanto filosofica. La domanda soteriologica per Lutero diventò subito una domanda teo-logica: quale Dio?… e subito è emersa un’istanza di carattere cristocentrico che ha pervaso il suo modo di fare teologia. Dio ha un volto e ci ha parlato, nell’uomo Gesù Cristo è diventato uno di noi. Qui emerse tutta la spiritualità e poi la teologia di Lutero, una spiritualità cristocentrica dove la Scrittura era al centro perché rappresen­tava la via maestra per attingere alla conoscenza del suo amore misericordioso. 

Come si vede sono già delineati stile e obiettivi dell’incontro di studio i cui risultati vengono ora pubblicati in questo fascicolo monografico. Lo stile è quello di chi vede nella spiritualità cristocentrica di Lutero l’anima del suo teologare, gli obiettivi sono quelli di rivisitare su una tale base i capisaldi della teologia del Riformatore nell’orizzonte della summenzionata impostazione. 

La scansione dei saggi presenti nel fascicolo che licenziamo alle stampe è stata pensata come rivisitazione di alcuni nuclei della teologia di Martin Lutero, soprattutto ne vengono presi in considerazione tre: 

la theologia crucis come asse portante del rinnovamento del metodo teo­logico da lui inaugurato; 

il tema della giustificazione come domanda che sta alla base dell’esperien­za religiosa e teologale di Lutero, che si può formulare con l’adagio “simul iustus et peccator” intesa come logica del paradosso; 

e infine la spiritualità sottostante all’agire ecclesiale tipico della Riforma, contrassegnato da quel criterio che, per dirla con Dietrich Bonhoeffer, può essere riassunto nella formula ecumenicamente ineccepibile della “Grazia a caro prezzo”.

Un’ultima parola sul metodo perseguito nel convegno sui 500 anni della Riforma, che ora traspare più chiaramente dalla pubblicazione delle presenti ricerche. Come ci si renderà subito conto anche da una rapida lettura della se­quenza degli interventi, su ognuno dei tre grandi plessi tematici, la prospettiva biblica e storica sono trattate indifferentemente [...]



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Titolo: "Concilium - 2018/3"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023781
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Indice

Carlos Mendoza-Álvarez – Huang Po-Ho,

Editoriale

 

I. Sapienza e teologia del popolo

1. Chi è il “popolo”?

1.1 Serena Noceti, Popolo di Dio: un incompiuto

riconoscimento di identità

I/ Tra recezione ed ermeneutica conciliare

II/ “Popolo di Dio”: tra obiezioni, riletture conciliari e riforme possibili

1/ I documenti: finalità e impianto interpretativo del tema “popolo/

popolo di Dio”

2/ Il cambiamento di prospettiva e i suoi protagonisti

III/ Dire la chiesa come “popolo di Dio”: una prospettiva necessaria

IV/ Conclusione

1.2 Nancy Pineda-Madrid, Alla luce del “popolo”: teologizzare nella nostra epoca

I/ Interrogare il soggetto presunto

II/ Svolgere il soggetto

III/ Quando il soggetto è re-immaginato

1.3 Cesar Kuzma, Missione e identità del popolo di Dio: una chiesa in uscita e chiamata al Regno

I/ Istanze ed esigenze attuali: la chiamata

II/ Una chiesa che è popolo di Dio: la condizione

III/ Uno sguardo sui laici: una chiesa in uscita e chiamata al Regno

1.4 Luiz Carlos Susin, Il popolo agnello di Dio .

I/ Gesù, l’«Agnello di Dio»

II/ Il popolo crocifisso

III/ Il popolo-agnello di Dio

2. In dialogo con la filosofia nell’epoca del decolonialismo

2.1 Raúl Fornet-Betancourt , Interculturalità e “popolo”.

Per continuare la conversazione con la teologia latinoamericana della liberazione

I/ Osservazione preliminare

II/ La filosofia interculturale e il popolo

III/ Osservazione finale

3. Approfondimenti teologici su sapienza e teologia del popolo

3.1 Michael Amaladoss, La teologia dei popoli nelle comunità multireligiose

I/ Il concilio Vaticano II: il popolo di Dio

II/ Un’estensione universale

III/ Giovanni Paolo II

IV/ Un invito a una comunità cosmica

V/ Le sapienze dell’Asia

VI/ Cultura o religione?

VII/ Collaborazione interreligiosa

VIII/ Dalla chiesa al Regno

3.2 Rafael Luciani, La centralità del popolo

nella teologia socio-culturale di papa Francesco

I/ La chiesa, popolo di Dio in mezzo ai popoli e alle loro culture

II/ La chiesa, popolo di Dio in uscita

III/ La conversione pastorale permanente della chiesa

IV/ Ricongiungersi con il sensus fidei del popolo

3.3 Wati Longchar, Potere e mancanza di potere.Coinvolgere nella missione gli emarginati

I/ Introduzione

II/ Dio ha scelto le persone

al di fuori della struttura di potere

III/ I margini: un prodotto

della struttura di potere ingiusta

IV/ La voce di Dio a partire dai margini

3.4 Margot Bremer, Inventare oppure scoprire l’ordine del nostro mondo? Lettura di un testo biblico a partire da una visione indigena del cosmo

I/ La cosmovisione indigena è diversa da quella europea

II/ Tentativo di leggere la creazione nella Bibbia a partire dalla visione guaraní

III/ Ri-creazione permanente dell’ordine del mondo

IV/ Il sistema di convivenza della natura: modello per l’umanità

V/ La periferia, luogo di recupero dell’ordine mondiale

VI/ Conclusioni

II. Forum teologico: Ministeri e vittime

della violenza globale 137

1. Karl M. Gaspar, Attingere agli inesauribili

pozzi indigeni. Risposte pastorali alle popolazioni

vittime della violenza globale

2. Dave Brauer-Rieke, Camminare assieme

3. Marlene Perera, Comunione tra fedi diverse

per una cultura che promuove la vita

III. Rassegna bibliografica internazionale

 

 

Editoriale

Più di mezzo secolo fa il concilio Vaticano II ha attuato una

straordinaria svolta pastorale, che ha avuto un impatto epistemologico

sul significato della chiesa universale. Si è trattato

di un aggiornamento che ha promosso, nelle chiese locali, un

processo di ascolto dei segni dei tempi volto ad analizzare il

passaggio di Dio nella storia, con l’inculturazione della parola

di Dio che lo rende possibile; esso ha anche portato al riconoscimento

del protagonismo delle comunità cristiane nelle periferie

del mondo. In sintesi, si è trattato di un intero progetto di

rinnovamento ecclesiologico – qualcuno direbbe di “riforma”

– che non si è ancora concluso.

In realtà, grazie alla concezione presentata da Lumen gentium

della centralità del popolo di Dio e all’impulso profetico

di Gaudium et spes – due innovative costituzioni del nuovo paradigma

ecclesiologico – il cattolicesimo romano ha intrapreso

un dialogo con altre culture, altri modi di pensare e stili di vita,

cercando di andare oltre la visione coloniale del cristianesimo

con il suo accento apologetico, che ha prevalso dall’epoca moderna

in avanti (dal XVI secolo, con il movimento della Controriforma,

fino alla crisi modernista di fine Ottocento).

In questo senso, la sapienza dei popoli ha iniziato ad essere

presa in considerazione dalle chiese dell’America latina,

dell’Asia e dell’Africa. Questa saggezza non è solo questione

di qualche seme della Parola (semina Verbi), ma piuttosto un’autentica

esperienza mistagogica che, accogliendo la rivelazione

divina con fecondità e creatività, scopre dei nuovi significati

nella radicalità di Gesù di Nazaret professato quale Messia e

Figlio di Dio dalla chiesa. Così, nel fecondo contesto del plu

ralismo culturale, riconosciuto come postulato inalienabile per

il raggiungimento dell’universalità della fede cristiana, la condizione

contestuale di tutta la teologia – compresa quella europea,

che ha cessato di essere una teologia egemone, un gradino

sopra le altre – ha rappresentato un passo avanti nella gestazione

della cattolicità della fede nel Dio della vita e nel primato del

regno di Dio annunciato dal Nazareno e compiuto dallo Spirito

santo che dà la vita alla nuova creazione.

Le teologie del popolo sviluppatesi nella seconda metà del

XX secolo – dalla teologia della liberazione in America latina

e nei Caraibi alla teologia dalit indiana, passando attraverso

molte altre espressioni della centralità dei poveri del mondo

– si trovano ora a fronteggiare la sfida di un reciproco riconoscimento

nella loro opzione per gli emarginati e per le vittime

della violenza globale. Tuttavia, queste teologie [...]



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023750
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Michele Roselli

Pensosamente ‘pratici’

Editoriale

«Noi non poniamo riti in occasione

del nostro venire alla fede: noi veniamo

alla fede mediante riti». Per costruire la

cornice ermeneutica dei nodi pastorali

legati ai sacramenti insieme all’affermazione

di M. Belli, si può aggiungere

un’acquisizione della teologia più recente:

i sacramenti sono «riti che danno

forma alla vita». Ma è realmente

(ancora) così? Nell’ambivalenza della

risposta possibile si manifesta la sfida

cui la pastorale è convocata e che

questo numero intende istruire, focalizzando

l’attenzione su battesimo e

confermazione.

Come accompagnare la domanda

dei sacramenti perché essi non siano

soltanto cerimonie, peraltro sempre

meno richieste (così, almeno, appare

in alcune zone d’Italia e alla lente di

qualche osservazione superficiale ed

empirica)?

A quale conversione sono chiamati

gli operatori pastorali e la comunità

cristiana? Quali sono i linguaggi più

adatti per annunciare la buona notizia

dell’alleanza che questi sacramenti

realizzano? Anzi, come essi vanno ‘ricompresi’

e ‘ripensati’ – riteniamo che

sia questa la prospettiva dentro cui si

possa riflettere anche sulla collocazione

e sull’ordine – in questa cultura, rimanendo

contemporaneamente fedeli

a Dio e all’uomo? Quali tentativi sono

attualmente in corso?

È questo il ventaglio di domande

sottinteso a quelli che nel titolo abbiamo

definito nodi pastorali del battesimo

e della confermazione e rispetto ai

quali il numero si struttura come una

ricognizione multidisciplinare, ‘pensosamente

pratica’, per promuovere

una circolarità virtuosa tra riflessione

e prassi. Il desiderio non è anzitutto

quello di sciogliere i nodi, perché alcuni

restano necessariamente aperti,

quanto quello di nominarli e di indagarli

per cercare di riappropriarsi di alcune

consapevolezze teologiche, liturgiche,

pastorali e culturali, ‘tenendole’

il più possibile insieme, in uno sguardo

sistemico.

In apertura L. Girardi rintraccia

nel rilancio della categoria di iniziazione

e nella celebrazione unitaria

di battesimo, cresima ed eucaristia il

segno di una nuova comprensione dei

sacramenti dell’iniziazione. L’analisi

mostra l’urgenza di un recupero della

dinamica iniziatica. La vera posta

in gioco – rilanciata da Incontriamo

Gesù. Orientamenti per l’annuncio e la

catechesi in Italia – non è soltanto il

ripristino dell’ordine dei sacramenti e

la loro celebrazione unitaria, ma anche

l’esigenza di una rinnovata attenzione

sull’intero cammino formativo di ‘ispirazione

catecumenale’. Tale cammino

ridisegna la fisionomia della comunità

ecclesiale invitandola a ritrovare la

sua capacità generativa alla fede e a

valorizzare le dinamiche esperienziali

e rituali, oltre che quelle dottrinali.

Sulla linea di quest’orizzonte, M.

Belli cerca un discernimento teologico

delle prassi diffuse intorno al battesimo

e alla confermazione. Nel suo ‘abbozzo’

si pone ‘a valle’ delle pratiche

per vagliarle al saggio di cinque verbi:

preparare, ordinare, differire, posticipare,

iniziare. Per ciascuna di queste

azioni indica le dimensioni che esse

onorano e quelle che invece tralasciano.

M. Roselli tratteggia la cornice culturale

ed ecclesiale delle pratiche di

iniziazione cristiana: lo smarrimento-

depotenziamento dei riti (di passaggio)

e una prassi ecclesiale che modula

in modi differenti l’ordine dei sacramenti.

Su questo sfondo indica alcune

consapevolezze che stanno davanti

alla Chiesa come soggetto che pratica

l’iniziazione cristiana come altrettanti

terreni da esplorare con creatività… e

urgenza?

Il Rito del battesimo dei bambini è il

prisma attraverso cui D. Piazzi interroga

alcune delle questioni in gioco.

La nostra situazione culturale domanda

di ripensare gesti, segni e preghiere

per una maggiore fedeltà del rito al

compito dei sacramenti, teologico ma

anche pedagogico.

F. Kannheiser e S. Soreca entrano

nelle questioni con uno sguardo su alcuni

dei soggetti coinvolti. La prima

apre due finestre sulla vita dei bambini

(0-6 anni) coinvolti con le loro

famiglie nella pastorale battesimale e

su quella dei ragazzi (6 -10 anni), e

offre spunti per cercare un linguaggio

catechistico che intercetti vita

ed esperienze, ma anche promuova

orizzonti nuovi. Il professore dell’Università

pontificia salesiana mette a

fuoco una riflessione sulle figure del

padrino/madrina e del testimone della

cresima: ministerialità da riscoprire,

segno di una prossimità ecclesiale che

permette l’incontro con diverse figure

di riferimento per generare alla fede e

accompagnarne i passi.

Il percorso non bypassa le questioni

canoniche relative alla richiesta del

battesimo e/o della cresima e al matrimonio,

questioni che l’accompagnamento

degli adulti alla scoperta o alla

riscoperta della fede pone con sempre

maggiore frequenza. A. Giraudo e W.

Ruspi con l’angolatura del diritto e

della pastorale indicano prospettive

per tenere aperta la riflessione necessaria

per accompagnare le persone

coinvolte, a partire dalla situazione in

cui ciascuno si trova.

Le due note pongono domande non

ininfluenti sulla prassi iniziatica collegata

a questi sacramenti e relative al

maschile e al femminile. A. Matteo

contribuisce riconoscendo i rischi di

una catechesi prevalentemente coniugata

al femminile. A. Meragalli dell’Agesci

riflette sull’opportunità di attività

per gruppi di maschi e di femmine

separati.

 

Sommario

Editoriale

2 M. Roselli

Pensosamente ‘pratici’

Studi

4 L . Girardi

Battesimo, cresima e iniziazione cristiana

9 M. Belli

Battesimo e cresima:

nodi teologici e pastorali

15 M. Roselli

Diventare cristiani senza tappe?

22 F. Feliziani Kannheiser

Bambini e fanciulli: i soggetti dell’IC

27 S . Soreca

Iniziazione senza padrini e madrine?

32 A . Giraudo

Battesimo, cresima e matrimonio: i canoni

35 W. Ruspi

Battesimo, cresima e matrimonio:

la pastorale

38 D . Piazzi

Il Rito del Battesimo dei bambini: funziona?

43 G. Cavagnoli

Confermazione e professione di fede

Note

48 A . Meregalli

Tornare a separare maschi e femmine?

50 A . Matteo

Catechisti: solo donne?

Formazione

52 Federazione Oratori Cremonesi

Preadolescenti & liturgia

3. What’s your power?

59 M. Di Benedetto

Giovani & liturgia

4. La corporeità della fede

64 E . Massimi

Guida per cantare la messa

4. La liturgia eucaristica

Sussidi e testi

70 D . Piazzi

Imposizione delle mani e unzione crismale



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Titolo: "Asprenas n. 1-2/2018"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023804
Prezzo: € 7.50

Descrizione:

Editoriale

Studi

ANTONIO LANDI, Da Gerusalemme ai confini della terra (At 1,8). I destinatari della missione cristiana negli Atti degli Apostoli

PIERLUIGI CACCIAPUOTI, Il peccato originale davanti alla sfida di Darwin

LUCIANA SIOTTO, Una lettura spirituale dell'icona della Trinità di Andrej Rublev

ROBERTO TESSITORE, La Divina Commedia come esperienza mistica del Sommo Poeta

 

Note critiche

GAETANO ORIGO, L'unità di azione e fatto nel giovane Johann Gottlieb Fichte

EDOARDO SCOGNAMIGLIO, Fine corsa? La crisi del cristianesimo confessionale. Riflessioni in margine a un recente saggio di sociologia

 

Rassegne&Figure

MICHELE GIUSTINIANO, Il testamento biologico: approccio ecumenico e interreligioso

 

Libri

Recensioni

Schede bibliografiche

Libri ricevuti

 

 

 

 

 

EDITORIALE

 

Le poche righe a introduzione di questo fascicolo doppio della rivista

espressa dalla Sezione S. Tommaso d’Aquino rappresentano per me un saluto

affettuoso che rivolgo ai nostri lettori, i quali ci onorano dell’attenzione

e della pazienza richiesta da chi, con fatica, tenta di offrire frutti succosi

della ricerca teologica. Parimenti, esterno ai nostri autori il mio sentimento

di riconoscenza per il loro prezioso lavoro: un contributo di competenza e di

sforzo intellettuale.

Il numero che ci apprestiamo a presentare si compone di quattro studi,

due note critiche e una rassegna. Iniziamo il percorso di presentazione

dal tema della missione, trattato da Antonio LANDI nel contributo dal titolo

Da Gerusalemme ai confini della terra (At 1,8). I destinatari della

missione cristiana negli Atti degli Apostoli. Le parole di Gesù in At 1,8,

poco prima di ascendere al cielo, costituiscono parte della risposta al quesito

sul tempo della ricostituzione del regno d’Israele. Il Risorto, però, invita

i suoi discepoli a non attardarsi su tali argomenti, che sono di pertinenza

del Padre, bensì a concentrarsi sugli eventi che li vedranno protagonisti:

con la discesa dello Spirito su di loro, tale da trasformarli in suoi “testimoni”

da Gerusalemme, passando per la Galilea e la Samaria, fino ai confini della

terra. Infatti, la narrazione degli Atti concentra la sua attenzione sulla

comunità intenta a portare l’annuncio del Vangelo ai giudei, aprendo gradualmente

le porte ai samaritani e iniziando a rivolgersi alle “genti”, prima

timidamente, a persone singole come l’eunuco etiope (cf. At 8,26-39)

e il centurione Cornelio con la sua famiglia (cf. At 10), poi in maniera

sempre più decisa con i viaggi missionari di Paolo di Tarso. Si ricava la

consapevolezza che l’autore degli Atti non voglia affatto, come conclude

Landi, delineare un profilo missionario che segni la preferenza per le genti

a scapito del giudaismo, bensì un programma di integrazione, in cui, da

una parte i giudei riscontrino il compimento delle promesse contenute

nelle Scritture e, dall’altra, i gentili una risposta alla loro domanda religiosa.

L’annuncio cristiano, per il quale in questi due millenni, tanti si sono

impegnati con sacrificio e, talvolta, a costo della vita, ha davvero finito la

sua “corsa”? È il problema a cui tenta di offrire una risposta il volume di

Luca Diotallevi, professore di Sociologia all’Università Roma Tre, del quale

Edoardo SCOGNAMIGLIO propone una lettura critica nell’ampia nota Fine

corsa? La crisi del cristianesimo confessionale. Riflessioni in margine a un

recente saggio di sociologia. In realtà, come emerge dalla ricerca del sociologo,

non è l’annuncio del Vangelo a essere penalizzato nel contesto attuale,

bensì le forme confessionali del cristianesimo, che risultano in crisi ed

emarginate dalla realtà. Stiamo vivendo un passaggio nel quale «lo sguardo

nuovo e ultimo del cristianesimo, dopo la fine della corsa della religione

confessionalizzata, dovrà essere sempre più mistico, ossia escatologico,

aperto alla speranza, capace cioè di creare nuovi stili di annuncio e nuove

forme aggreganti negli spazi urbani che hanno bisogno di umanizzazione»

(p. 124).

Tale “sguardo nuovo e ultimo” del cristianesimo impone di guardare

in direzioni finora ancora troppo poco frequentate. Ci riferiamo alla via

pulchritudinis e al dialogo con la scienza. Quanto all’ambito della bellezza,

offriamo ai lettori due studi. Nel primo, Lettura spirituale dell’icona della

Trinità di Andrej Rublev, di Luciana SIOTTO, si delinea in chiave storicocritica,

teologica e simbolica questa celeberrima icona, da contemplare non

solo come frutto di un artista di livello altissimo, ma soprattutto di un mistico

quale era Rublev, sulla scia di tutta la tradizione orientale. Il fascino

delle icone, dunque, partendo dal fattore estetico, è in grado di accendere in

tanti il desiderio di avvicinarsi all’interiorità, a una fede più profonda, a un

approccio alla Scrittura e al suo mondo simbolico, illuminando la propria vita

e insegnandole a scoprire dimensioni solitamente trascurate da chi è abituato

a guardare l’aspetto superficiale della realtà. Nel secondo saggio, La

Divina Commedia come esperienza mistica del Sommo Poeta, di Roberto

TESSITORE, si esorta a guardare un poema, con il quale la maggioranza degli

italiani si è confrontata a scuola, in una maniera senz’altro diversa e suggestiva.

La Divina Commedia non è soltanto un’opera d’indiscutibile valore

letterario, un capolavoro in cui si fondono tante prospettive, dalla filosofia

alla teologia, dalla passione politica ai drammi esistenziali, ma anche un

invito a viaggiare per ritrovare sé stessi e una chiesa che abbia il coraggio di

riformarsi, di tornare alla purezza del Vangelo e risorgere con Cristo. [...]



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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023743
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

EDITORIALE

Tra l’8 dicembre 2015 e il 20 novembre

2016 la chiesa cattolica ha celebrato il giubileo

straordinario della misericordia. Lo

scopo era quello di mettere la misericordia

di Dio chiaramente al centro della vita e dell’annuncio

della chiesa. In questo fascicolo di Parole di

Vita esploreremo, tra molti sentimenti presenti nella

Bibbia, proprio la misericordia e la compassione.

Ci accorgeremo che il giubileo da poco concluso

non è di per sé una novità assoluta: la misericordia

è sempre stata al centro dell’esperienza di Dio

di cui la Bibbia si fa testimone.

Basta che pensiamo al libro dell’Esodo, quando

Mosè chiede a Dio che gli riveli il suo nome; e Dio

risponde presentandosi come misericordioso e pietoso.

La misericordia non è un’eccezione (di solito

Dio è giusto, ma talvolta fa uno strappo e si presenta

come misericordioso): è la regola stessa, l’essenza

di Dio; è il primo palpito di Dio dall’eternità

(Antonio Nepi). Nella Bibbia ebraica è chiarissimo

che il nome di Dio è misericordia; lo testimoniano,

fra gli altri, i profeti e i Salmi. Noi leggeremo alcuni

tra i cosiddetti “salmi della misericordia” (Sebastiano

Pinto).

Passando al Nuovo Testamento, scopriamo il volto

di un Gesù misericordioso. Per esempio quando

moltiplica i pani e i pesci, dando da mangiare a migliaia

di persone; è anche un insegnamento, un invito

a quella condivisione della grazia in cui la pochezza

può divenire abbondanza (Annalisa Guida). Nelle

azioni di Gesù le folle riconoscono la presenza di Dio,

che è venuto a far visita al suo popolo; come quando

il Signore si commuove di fronte ad una donna già

vedova che ora perde anche il suo unico figlio (Gian

Luca Carrega). Il Nuovo Testamento, collocandosi nel

solco dell’Antico, usa un linguaggio molto corporeo;

uno dei verbi tradotti con «avere compassione» (vedi

il buon Samaritano o il padre misericordioso), per

esempio, ha a che fare con le viscere e significa letteralmente

«provare una compassione viscerale». È un

sentimento forte, che sfocia nell’azione del prendersi

cura (Maurizio Marcheselli). Leggendo le lettere di

Paolo, infine, impariamo che la misericordia tra fratelli

 non è solo una buona azione e nemmeno un sentimento

e basta: tutto di noi stessi viene trasformato

in Cristo; è in lui dunque che possiamo amarci «di

vero cuore» (Mirko Montaguti).

Quello che abbiamo visto finora leggendo alcune

pagine bibliche, la riflessione teologica lo sintetizza

dicendoci che la misericordia non parla solo di Dio;

è anche una questione antropologica (dice qual è il

nucleo sintetico della persona umana) ed ecclesiale:

siamo chiamati ad essere «misericordiosi come il Padre

» (Francesco Scanziani). Dal punto di vista della

catechesi, poi, l’annuncio biblico della compassione

stimola a porre una maggiore attenzione a Dio e alla

vita degli uomini e delle donne d’oggi (Valentino

Bulgarelli). Perché l’altro chiede attenzione, ascolto,

vicinanza, azione, per non restare dentro di sé e poter

evolvere nel prendersi cura (Rosella De Leonibus).

Le rubriche come al solito ci aprono orizzonti

originali. “Per saperne di più”, insieme alla copertina

(Marcello Panzanini), per esempio, ci racconta qualcosa

del famoso “buon ladrone”, che nella tradizione

antica ha preso il nome di Disma. Che c’entra con la

misericordia? Occorre leggere le due rubriche per capirlo!

“Men at work” ci porta invece al cinema, spulciando

tra le molte iniziative che hanno avuto luogo

proprio in occasione del giubileo (Valeria Poletti).

Continua il suo percorso sui giovani la rubrica “Apostolato

biblico” (Calogero Manganello) e sulla Bibbia

come paradigma culturale l’inserto staccabile, che racconta

l’esperienza di una gita scolastica in Terra Santa

(Marco Tibaldi).

Confesso che questa volta non è stato facile scrivere

l’editoriale, cioè riassumere in poche righe l’essenza

di ciascun articolo; perché il tema della misericordia

ha portato i nostri autori ad usare un linguaggio

teologicamente denso, persino poetico; anche dallo

stile si percepisce che siamo qui al cuore della nostra

fede, un cuore pulsante, che non si può ridurre a poche

parole. Vi auguriamo di fare la stessa esperienza

di vitalità, leggendo le pagine della nostra rivista.

Carlo Broccardo

 

INDICE

Editoriale

Antonio Nepi

IL NOME DI DIO È MISERICORDIA

Sebastiano Pinto

«ETERNA È LA SUA MISERICORDIA»:

IL DIO PAZIENTE E MISERICORDIOSO

Annalisa Guida

FATTI DI PANE

Gian Luca Carrega

GESÙ, LA SPUGNA

DELLE NOSTRE LACRIME (LC 7,11-17)

Maurizio Marcheselli

PROVARE MISERICORDIA

E FARE MISERICORDIA

Mirko Montaguti

LE RADICI

DELLA MISERICORDIA ECCLESIALE

NELL’INSEGNAMENTO PAOLINO

Francesco Scanziani

MISERICORDIA: VIRTÙ UMANA

O QUALITÀ DIVINA?

Valentino Bulgarelli

LA MISERICORDIA. PER UN CAMBIO

DI PASSO DELL’EVANGELIZZAZIONE

Rosella De Leonibus

SENTIRE INSIEME, SENTIRE NELLE VISCERE,

PER PRENDERSI CURA DELL’ALTRO

PER SAPERNE DI PIÙ

Marcello Panzanini

Disma, il primo santo della storia

MEN AT WORK

Valeria Poletti

Al cinema, la misericordia?

APOSTOLATO BIBLICO

Calogero Manganello

Bibbia e discernimento vocazionale

VETRINA BIBLICA

ARTE

Marcello Panzanini

La misericordia a portata di mano:

la Crocifissione di Paolo Veronese



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Titolo: "Die Vita brevior des Franziskus von Assisi und ihre entfernten Verwandten (3-32)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Paul Bösch
Pagine:
Ean: 2484300023675
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

L’autore compara la Vita beati patris nostri Francisci (Vita brevior), di recente scoperta, con la Vita sancti Francisci di Giuliano da Spira e analizza i brani paralleli nei quali queste due leggende si distaccano concordemente dalla Vita beati Francisci di Tommaso da Celano. Ben trenta di questi testi paralleli sono giudicati dall’autore come materiale più arcaico riguardo alla Vita beati Francisci. Viene quindi confermata la tesi, già varie volte avanzata dell’autore, secondo la quale il modello principale della Vita brevior e della Vita di Giuliano da Spira non fu la Vita beati Francisci, ma una sua forma precedente oggi perduta. I rapporti storico-letterari tra la Vita brevior e gli altri due testi comparati sarebbero quindi soltanto indiretti.



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Titolo: "Theologie oder Anthropologie des Kreuzes? Augustin von Alveldts Sicht menschlicher Misere in seiner Erklärung der Klarissen-Regel von 1533/34 (113-154)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Johannes K. Schlageter, OFM
Pagine:
Ean: 2484300023705
Prezzo: € 5.00

Descrizione:The Saxony friar Augustin of Alveldt OFM starts his commentary on Pope Urban IV’s Rule for the Poor Clares (1263) with a long meditation on the sense and nonsense of human crosses, as compared to Christ’s salvific cross. In fact, he develops a rather pessimistic panorama of human miseries, caused by either fate or moral misbehavior. According to Alveldt, this disaster is quite rarely illumined by Christ’s cross, given the refusal of people to become his engaged disciples with all its consequences. It is the society of his time, including the impact of Protestantism, which is the background for Alveldt’s somber conclusions. In the end, though, his theology has some points of contact with Luther’s theologia crucis. Schlageter largely quotes from MS Munich, Bayerisches Staatsmuseum, 3751, the only existing complete Latin copy of Alveldts’s Rule commentary.

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Titolo: "Los franciscanos y el Hospital Real de los Españoles de Manila, Filipinas (155-191)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Cayetano Sánchez Fuertes, OFM
Pagine:
Ean: 2484300023712
Prezzo: € 5.00

Descrizione:During the colonial period, most of the hospitals in the Philippines were founded and run by the Friars Minor. The case of the Royal Hospital in Manila is an exception, since it had come into existence already before the arrival of the friars. Nevertheless, the Franciscans exercised pastoral and medical/nursing ministries in this hospital roughly since their arrival in 1578 until 1704, with major interruptions. Six documents relating to the administration of the hospital, issued between 1594-1691 and transcribed in the appendix, witness to the delicate negotiations between the Franciscan Province of St Gregory and the royal authorities in both Spain and the colony. From these letters also emerges the vain interest of the Hospital Friars of John of God to take over the Royal Hospital, as well as the intervention of the local Poor Clares in favor of the friars serving in the hospital and providing spiritual care for the sisters. The Royal Hospital in Manila gained additional importance to the friars as a training facility for their medical staff in both the Philippines and other East Asian missions.

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Titolo: "Morales franciscaines du jeûne et de labstinence au temps des Lumières. Ascétisme alimentaire et discipline régulière au XVIIIe siècle (193-217)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Sylvio Hermann De Franceschi
Pagine:
Ean: 2484300023729
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Throughout the eighteenth century, the Franciscan moralists worked intensely on commentaries and interpretations of the Rule of St Francis, an activity that their predecessors had begun as early as the thirteenth century. Naturally, they paid great attention to the regular prescriptions about fasting and abstinence, whose observance was threatened during the Enlightenment period, even though the Roman magisterium, under the pontificates of Benedict XIV and Clement XIII, tried to reaffirm the great principles of the Catholic Lenten discipline. The Franciscan moralists, who are studied and quoted in this essay, defended a strict respect for the dietary constraints enunciated by the Seraphic Rule, but, at the same time, they made concessions to mitigating customs which were too well established to be ignored.



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Titolo: "The Debate on the Origins of the Meditationes vitae Christi: Recent Arguments and Prospects for Future Research (65-112)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Sarah McNamer
Pagine:
Ean: 2484300023699
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Negli ultimi dieci anni si è avuta una significativa attività di ricerca riguardo la lingua originale, la data, l’autore e la storia testuale di uno dei più importanti e influenti testi francescani, le pseudo-bonaventuriane Meditationes vitae Christi (MVC). Attualmente è in corso un vivace dibattito tra due ipotesi: S. McNamer sostiene che la versione originale fu un breve testo composto in volgare italiano, forse da una clarissa, tra il 1300 e il 1325, mentre P. Tóth e D. Falvay ritengono che il lavoro fu composto in latino intorno al 1300 da Giacomo da San Giminiano, uno degli esponenti degli Spirituali toscani. Il presente articolo riassume il dibattito in corso, propone puntuali risposte agli argomenti avanzati da Tóth e Falvay e indica aree promettenti d’indagine da parte di studiosi che non hanno ancora preso parte a questo dibattito.



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Titolo: "Una lettera inedita di Caterina Vigri ai Reggenti di Bologna (1462) (219-232)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Cristina Campo - Mariafiamma Faberi, OSC
Pagine:
Ean: 2484300023736
Prezzo: € 4.00

Descrizione:The article discusses and edits a formerly unknown letter by Catherine Vigri, preserved in the Bologna State Archives. Addressing the municipal authorities in 1462, she asks in the name of the sisters of the Clarian monastery Corpus Christi an alms in order to cover the stipend of their chaplain. An analysis of the request’s language and handwriting, compared to the contemporary epistolary tradition of Corpus Christi, leads to the conclusion that the letter was conceived by Catherine and dictated to an able fellow sister.

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