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Ebook - Ebook - Riviste



Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024450
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

SOMMARIO

SENTIMENTI NELLA BIBBIA

ODIO E AVVERSIONE

Editoriale

Roberta Ronchiato

L’ODIO E LE SUE LEGGI

Luca Mazzinghi

«SE TU AVESSI ODIATO QUALCOSA,

O DIO, NON L’AVRESTI CREATA»

Piero Stefani

HO AMATO GIACOBBE E ODIATO ESAÙ

Maurizio Marcheselli

QUANDO AL DISCEPOLO

È CHIESTO DI ODIARE

Davide Arcangeli

IL SENTIMENTO DELL’ODIO

NELLA LETTERATURA GIOVANNEA

Donatella Scaiola

CARBONI ARDENTI

SULLA TESTA DEL NEMICO: È POLITICAMENTE CORRETTO?

Francesco Scanziani

ODIARE: “S-FIGURARE” L’UMANO.

PER UN DISCORSO TEOLOGICO

Valentino Bulgarelli

EVANGELIZZARE CON GESTI ELOQUENTI

DI PERDONO

Monica Cornali

ORIGINE E DINAMICHE DELL’ODIO

PER SAPERNE DI PIU

Marcello Panzanini

Agostino e Donato: amore e odio?

MEN AT WORK

Valeria Poletti

L’odio, sentimento possente e primordiale

APOSTOLATO BIBLICO

Veronica Donatello

Domenica della Parola e disabilità

VETRINA BIBLICA

ARTE

Marcello Panzanini

L’odio e la tomba. La Deposizione nel sepolcro

di Lorenzo Lotto

 

 

 EDITORIALE  Buffa storia quella dell’odio in ambito cristiano. Per secoli ci si affanna per liberarsene, con ardite argomentazioni teologiche e con sudati sforzi ascetici, e si finisce con il constatare che questo sentimento pervade tanto l’Antico quanto il Nuovo Testamento! Accade cosi che nell’epoca del politicamente corretto, che ha indotto a definire in ambito penale perfino aggravanti di condotte legate all’odio (hate speech, hate crimes), si proceda a togliere dalla preghiera ufficiale della chiesa cattolica, cioe la Liturgia delle Ore, passi di salmi cosiddetti imprecatori: fatti risuonare in italiano, potrebbero turbare la sensibilita di credenti, divenuti suscettibili verso qualunque espressione violenta (Donatella Scaiola). La stessa letteratura teologica attuale quasi non dedica spazio all’odio: come opportunamente rileva Francesco Scanziani, nella pubblicistica postconciliare non troviamo monografie sull’argomento ne esso compare tra le voci dei principali dizionari teologici in lingua italiana, se non con qualche richiamo nei manuali di morale. Le piccole eccezioni confermano la regola. Del resto, gia l’autore del libro della Sapienza si era premurato di allontanare da Dio il sospetto di nutrire una letale avversione nei confronti degli Egiziani, o piu in generale dei nemici dei giusti, elaborando un’articolata ed efficace teodicea (Luca Mazzinghi). Come trattare allora l’odio nei testi sacri? Piu precisamente: come interpretare quei testi che ne parlano? Il presente fascicolo cerca di formulare alcune risposte e di offrire alcuni suggerimenti. Il primo e sicuramente quello di tenere conto del vocabolario: in ebraico come in italiano, non tutte le volte che si ricorre al verbo “odiare” si intende esprimere un sentimento di astio. Basti pensare all’affermazione del profeta Malachia ripresa, capovolta, da Paolo in Rm 9,13: Ho amato Giacobbe e odiato Esau. Con essa l’Apostolo delle genti sintetizza una storia della salvezza dall’andamento paradossale ma coerente (Piero Stefani). Oppure si ricordi la moglie odiata: l’espressione, in se un ossimoro, indica quella moglie che il marito ama di meno, prediligendone un’altra, ma non necessariamente di sprezzandola. In sua difesa accorre la legislazione che cerca di canalizzare e governare un sentimento cosi impetuoso (Roberta Ronchiato). Tanto impetuoso e pervasivo che la psicologia ci insegna che esso condivide con l’amore le stesse caratteristiche: intimita (negata), passione, impegno. In base a quali di queste caratteristiche si attivano e a come si combinano, si avra un odio freddo, caldo o gelido (Monica Cornali). Da parte loro la tradizione biblica e quella spirituale insegnano che l’odio puo essere verso Dio, il prossimo, se stessi. Se questi tre assi, saldati tra loro dall’amore, configurano la struttura comunionale dell’uomo, allora l’odio si rivela come forza autodistruttiva che s-figura l’umano. Il gioco di parole non paia lezioso: Francesco Scanziani con efficacia ricorda lo sfigurarsi artistico ed esistenziale di Dorian Gray nel romanzo di Oscar Wilde. La tradizione biblica ci ricorda anche un sano odio verso se stessi. Gesu in persona lo raccomanda ai suoi discepoli: Chi odia la propria vita… la conserva per la vita eterna (Gv 12,25). Sulle valenze semantiche e teologiche di “odiare” e di “vita” in Giovanni e in Luca (14,26) si sofferma Maurizio Marcheselli. Egli sottolinea come odiare la propria esistenza in questo mondo significa non ritenerla un assoluto, non considerarla un bene che va sempre e comunque anteposto a ogni altra cosa. Infine, Valeria Poletti ci suggerisce due riletture moderne di questo sentimento possente e primordiale . La prima si ritrova nel film L’odio di Matthieu Kassovitz. La seconda nella poesia di Wisawa Szymborska dal semplice titolo L’odio, descritto all’inizio come sempre efficiente e in forma, per chiudere dicendo che ha la vista acuta del cecchino / e guarda risoluto al futuro / – lui solo. Insomma, ci offre una geniale e completa fenomenologia dell’odio… senza alcun odio. Ed e il miglior antidoto. Dunque, buona lettura! Marco Zappella



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Titolo: "Miscellanea Francescana n. I-II/2019"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024771
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

Editoriale

Studi filosofici 

Orlando Todisco, OFMConv, Il platonismo di Bessarione e di Bonaventura. Rifl essi nella vicenda del “Filioque”

Andrea Gentile, L’ io e l’ombra. Il tempo interiore e le “situazionilimite”

Studi teologici

Pio Libby, FoH, The Christology of “De Incarnationis dominicae sacramento” of St. Ambrose. An Analysis in the Context of the Early Patristic Christological and Trinitarian Theology

Edward J. Ondrako, OFMConv, Duns Scotus, Paul VI and Michael Ramsey. Making Accessible Their Witness to Christian Unity

Vincenzo Rosito, Come olio lungo i bordi. Rifl essioni sulla testimonianza cristiana a partire dal volume di Domenico Paoletti, “Paolo VI testimone dell’amore. Attualità e profezia”

Vinaya Varghese, CHF, Venerable Joseph Vithayathil: A Model for Spiritual Directors. Theological and Spiritual Investigation on His Life and Writings

Studi francescani

 

Andrea Di Maio, L’evangelizzazione secondo s. Bonaventura. Testimonianza, predicazione, missione

Luciano Bertazzo, OFMConv, “Fratres in itinere”: diplomazia e missione dei frati francescani nel Cathay. L’esemplarità di Odorico da Pordenone
Cosimo Scordato, “Ed ecco io sono con voi…”. Dall’Eucaristia il complesso basilicale di San Francesco d’Assisi

Timothy Kulbicki, OFMConv, Narbonne e Nemi. Le Costituzioni francescane di s. Bonaventura e quelle odierne

Recensioni

Segnalazioni

Libri ricevuti

Direttive per i collaboratori

 

 

Editoriale

Sono dieci gli articoli, di diverso tenore e ampiezza, che costituiscono il presente volume di Miscellanea, insieme a numerose e qualificate recensioni, come d’abitudine; gli articoli sono a carattere filosofi co, teologico e francescano. La prima sezione comprende due studi filosofi ci e si apre con il contributo di Orlando Todisco, su una tematica, e dei personaggi, che in verità trattano questioni filosofi che, teologiche, anche ecumeniche. Infatti lo studio verte sul rapporto tra il platonismo di s. Bonaventura e del card. Bessarione (sec. XV), in merito alla vexata quaestio del Filioque nel concilio di Firenze. L’autore si chiede come mai Bessarione non riuscì nell’obiettivo di superare i dissapori dottrinali circa il Filioque, mentre Bonaventura lo aveva conseguito due secoli prima, realizzando una comunione sostanziale tra le due Chiese. La tesi sostenuta è che Bessarione è un orientale la cui formazione dottrinale ha preso una piega chiaramente occidentale; Bonaventura, invece, è un occidentale la cui prospettiva filosofi co-teologica ha un’anima profondamente francescana e cioè orientale e occidentale insieme. Il secondo studio è di Andrea Gentile e riguarda il dualismo tra l’io e la sua ombra (nell’accezione di C. G. Jung), che ci porta a vivere dei conflitti interiori e a sperimentare delle “situazioni-limite”: labirinti senza via uscita, ma che allo stesso tempo contengono in sé la possibilità di essere superate. Infatti è sorprendente e incoraggiante vedere come le persone, anche ferite, possono fiorire dopo aver vissuto esperienze limite (V. Frankl): scoprono le loro capacità, le potenzialità più profonde fi no a quel momento nascoste nell’ombra. È come se, dopo la grande scossa della vita, trovassero il potenziale più puro che vive in loro. La seconda sezione è costituita da quattro articoli di contenuto teologico, e si apre con la prima parte di un lavoro di Pio Libby (la seconda sarà pubblicata nel prossimo volume della rivista), su un’opera di s. Ambrogio (De incarnationis dominicae sacramento), letta in chiave cristologica. Il vescovo di Milano sosteneva una piena divinità e una piena umanità di Cristo, rimanendo entrambi perfetti e immutati in se stessi, uniti nell’unico Figlio divino di Dio. Tuttavia egli non offre una vera visione di come le nature interagiscano tra loro in conseguenza della loro unione in Cristo. La sua riflessione non può portarci oltre la dichiarazione che le due perfette nature della divinità e dell’umanità sono unite nell’unico Gesù Cristo, che è il divino Figlio di Dio, ma questa è una grande impresa in sé e per sé: Ambrogio ha dato un grande contributo allo sviluppo teologico dell’Incarnazione, offrendo intuizioni che hanno permesso ai teologi e ai Concili che seguirono di appellarsi a lui come un grande maestro di ortodossia. Il secondo contributo, di Edward Ondrako, propone una lettura originale tra Scoto, Paolo VI e Michael Ramsey (arcivescovo anglicano di Canterbury ai tempi del Concilio) sul tema dell’unità della chiesa. Infatti durante il Vaticano II Paolo VI e Ramsey hanno colto l’occasione per rinnovare la testimonianza cristiana che appartiene alla Chiesa universale e si fonda sull’amore per il sapere e il desiderio di Dio. Il terzo articolo della sezione è di Vincenzo Rosito, che nella circostanza della presentazione del volume di Domenico Paoletti su Paolo VI, in occasione della sua canonizzazione, ha offerto una riflessione sulla testimonianza cristiana nel mondo contemporaneo. Si tratta di una categoria chiave per leggere il cammino di rinnovamento e di conversione delle Chiese. Attraverso il magistero di Paolo VI e, oggi, di papa Francesco, si può rinvenire un nuovo lessico della testimonianza ecclesiale. L’ultimo studio di questa sezione è tratto dalla tesi di dottorato presentata nella Facoltà San Bonaventura da Vinaya Varghese, sulla fi gura del venerabile Joseph Vithayathil, della Chiesa Syro-Malabarica, proposto come modello di padre spirituale, per la sua vita ed i suoi scritti. Egli fu direttore spirituale esemplare in tre aree del suo ministero sacerdotale. In primo luogo, come direttore spirituale della Beata Mariam Thresia, una mistica, fondatrice della Congregazione della Sacra Famiglia, in secondo luogo, come cofondatore e guida spirituale delle sorelle della Sacra Famiglia e, in terzo luogo, come parroco che ha guidato il suo popolo come un buon pastore attraverso i verdi pascoli. La terza ed ultima sezione comprende quattro articoli a carattere francescano. Il primo è di Andrea di Maio, che ci fa tornare al Dottore Serafi co s. Bonaventura, relativamente al tema dell’evangelizzazione. Infatti il desiderio di comunicare il Vangelo ai cristiani e ai non cristiani ha caratterizzato il francescanesimo delle origini, desiderio che poi, nel successivo processo di istituzionalizzazione dell’Ordine, si è in parte idealizzato, in parte trasformato soprattutto ad opera di s. Bonaventura, il quale diede una significativa sistemazione teorica e pratica all’opera missionaria di evangelizzazione. Il secondo lavoro, di Luciano Bertazzo, in ideale continuità con il precedente, ci mostra una attualizzazione storica dell’ideale missionario del francescanesimo, nell’opera di Odorico da Pordenone (sec. XIV). Il contributo offre i dati essenziali della biografi a e della raccolta dei miracoli di Odorico, oggetto di culto fi n dal momento della morte, anche se per varie vicende non fu mai aperto un processo formale di canonizzazione. La relazione odoriciana viene letta nel quadro più ampio delle relazioni diplomatiche che la Sede Apostolica cercò, fi n dalla metà del Duecento, di stabilire con il popolo mongolo dei Tartari, che con rapide e violente incursioni erano giunti fi no ai confi ni dell’Europa. Il successivo contributo è di Cosimo Scordato, il quale propone una lunga, originale e stimolante lettura eucaristica della basilica S. Francesco di Assisi, con il supporto di fonti letterarie francescane e teologiche. L’articolo, preludio di un volume che sarà corredato di immagini, sostiene che il Corpus triforme dell’eucarestia fa da sfondo teologico e culturale alla costruzione architettonica della basilica di Assisi e di tante altre chiese antiche. La celebrazione dell’eucaristia, a sua volta, tiene insieme il complesso programma iconografi co che ritrova la sua unità nella comunione dei Santi, ovvero nella permanente realizzazione sacramentale dell’unica Chiesa, celeste e terrestre che, presieduta dal Risorto e animata dal suo Spirito di santità, è in cammino verso il Padre. Infine l’ultimo articolo di questa sezione è una riflessione di Timothy Kulbicki sulle nuove Costituzioni dei Frati Minori Conventuali, da poco approvate, lette in una sorta di sinossi con quelle di Narbonne (1260) ai tempi del generalato di s. Bonaventura. L’autore sostiene che le Costituzioni attuali sono più una sintesi degli sviluppi dei decenni precedenti che qualcosa di completamente nuovo, come accaduto 750 anni fa. Tale sintesi si può trovare nei primi due articoli delle nuove Costituzioni, da cui tutto procede. Come detto in apertura, il volume è completato da recensioni e segnalazioni, che permettono di orientarsi nel mondo delle nuove pubblicazioni, soprattutto francescane. A tutti i lettori, abbonati, cultori di teologia e di francescanesimo, auguriamo buona lettura.

Il Direttore



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Titolo: "FRATRES IN ITINERE: DIPLOMAZIA E MISSIONE DEI FRATI FRANCESCANI NEL CATHAY"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Luciano Bertazzo
Pagine:
Ean: 2484300024788
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Nel 2018 si è celebrato il 7° centenario dell’inizio del viaggio di frate Odorico da Pordenone OMin; del viaggio ci ha lasciato una relazione dettata, al suo rientro nel 1330, nel convento di Sant’Antonio a Padova, a frate Guglielmo da Solagna, per esplicito ordine del ministro provinciale frate Guidotto da Bassano. Il dettato costituisce una delle relazioni di viaggio tra le più fortunate e note del medioevo, a fi anco di quella più conosciuta di Marco Polo relativa al suo viaggio compiuto tra 1271 e 1295. È noto che la relazione di Odorico poté raggiungere la corte papale avignonese, diramandosi da questa in una nutrita serie di ulteriori copie in più idiomi, che hanno reso possibile solo in tempi recenti (2016) un’edizione critica del testo. Il contributo offre i dati essenziali della biografi a e della raccolta dei miracoli di Odorico, oggetto di culto fi n dal momento della morte, anche se per varie vicende non fu mai aperto un processo formale di canonizzazione. Disponiamo oggi di un’edizione critica della vita e dei miracoli, curata da Andrea Tilatti nel 2004, oltre ai dati della ricognizione effettuata nel 2002 sul suo corpo, conservato in un’arca marmorea nella chiesa del Carmine di Udine, qui trasferita dalla chiesa di San Francesco dopo la soppressione del convento. La relazione odoriciana viene letta nel quadro più ampio delle relazioni diplomatiche che la Sede Apostolica cercò, fi n dalla metà del Duecento, di stabilire con il popolo mongolo dei Tartari, che con rapide e violente incursioni erano giunti fi no ai confi ni dell’Europa. Varie furono le missioni, sia da parte del sovrano francese san Luigi IX come quella affi data a frate Guglielmo di Rubruck OMin, sia papali affi date ai frati Predicatori e ai frati Minori, eseguite da frate Giovanni da Pian del Carpine, che ci ha lasciato un’importante Historia Mongalorum; missione proseguita nella seconda metà del Duecento più tardi da frate Giovanni da Montecorvino entrato in relazioni cordiali con la corte mongola, fi no a costituire nei territori cinesi una consolidata presenza cattolica, con la relativa gerarchia. La Relatio di Odorico va letta nel quadro globale di relazioni che legano il mondo francescano con quello cinese, particolarmente in quella fase di consolidare stabilmente una presenza cattolica perseguita per trentacinque anni da Giovanni da Montecorvino († 1328) consacrato vescovo di Khanbaliq e “patriarca dell’Oriente”. Progetti dissoltisi allorché la dinastia mongola favorevole ai cattolici venne ribaltata dalla dinastia cinese Ming, che chiuse ogni rapporto con l’Occidente fi no al XVI secolo. 

Parole chiave: Odorico da Pordenone OMin, Mongoli, Cina: relazioni diplomatiche papali, Giovanni da Pian del Carpine OMin, Giovanni da Montecorvino, missioni francescane nel Cathay.

Summary – In 2018, the 700th anniversary of the journey of Friar Odoric of Pordenone OMin was celebrated. On returning to the friary of St. Anthony in Padua in 1330, he left a verbal report of the journey with friar William of Solagna, by clear instruction of the Minister Provincial Friar Guidotto of Bassano. The transcript is one of the most fortunate and well-known accounts of travel in the Middle Ages, alongside the more famous one of Marco Polo concerning his journey made between 1271 and 1295.
It is known that Odoric’s report was able to reach the Avignon papal court, branching out from this into a series of further copies in several languages, which made a critical edition of the text possible only in recent times (2016). The contribution offers the essential documents of Odoric’s biography and the collection of miracles, and how he became an object of devotion from the moment of death. Although, as a result of various events, a formal canonization process was never opened. Today we have a critical edition of the life and miracles, curated by Andrea Tilatti in 2004, along with the details of the examination carried out on his body in 2002, preserved in a marble sarcophagus in the church of Carmine (Our Lady of Mount Carmel) in Udine, which was transferred from the church of Saint Francis after the suppression of the friary. The Odoric reference is read in the broader framework of diplomatic relations that the Apostolic See sought, as early as the middle of the thirteenth century, to establish with the Mongolian Tartars, who had reached Europe’s borders with rapid and violent raids. There were numerous missions, on the part of the French sovereign Saint Louis IX as well as the one entrusted to Brother William of Rubruck OMin, both papal-entrusted to the Friars Preachers and to the Friars Minor, accomplished by friar John of Pian de Carpine, who left us an important Historia Mongalorum; the mission continued later in the second half of the thirteenth century by friar John of Montecorvino who entered into cordial relations with the Mongol court, to the point of constituting a consolidated Catholic presence in the Chinese territories, with the relavant hierarchy. The account of Odoric must be read in the global framework of relations that bind the Franciscan world with the Chinese one, particularly in that phase of consolidating a Catholic presence followed for thirty-fi ve years by John of Montecorvino († 1328) consecrated bishop of Khanbaliq and “patriarch of the Orient”. Projects were dissolved in favour of Catholics, when the Mongol dynasty was overturned by the Chinese Ming dynasty, which closed all relations with the West until the 16th century.

Keywords: Odoric of Pordenone OMin, Mongols, China: papal diplomatic relations, John of Pian de Carpine OMin, John of Montecorvino, Franciscan missions in Cathay.

 



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Titolo: "LEVANGELIZZAZIONE SECONDO S. BONAVENTURA"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Andrea Di Maio
Pagine:
Ean: 2484300024795
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Il desiderio di comunicare il Vangelo ai cristiani e ai non cristiani ha caratterizzato il francescanesimo delle origini. L’esperienza apparentemente infruttuosa della predicazione di Francesco al Sultano e il martirio dei protomartiri francescani in Marocco portarono, nel successivo processo di istituzionalizzazione dell’Ordine, sia a una idealizzazione, sia a una trasformazione dell’opera di evangelizzazione, a cui Bonaventura diede una signifi cativa sistemazione teorica e pratica.

Parole chiave: evangelizzazione, testimonianza, predicazione, missioni.

 

Summary – The desire to communicate the Gospel to Christians and non-Christians has characterized the origins of Franciscanism. The apparently unsuccessful experience of the preaching of Francis to the Sultan and the martyrdom of the Franciscan protomartyrs in Morocco had brought, in the subsequent process of the institutionalization of the Order, both a nostalgia and a transformation of the work of evangelization, to which St. Bonaventure gave a signifi cant theoretical and practical plan.

Keywords: evangelization, testimony, preaching, missions.

 

 





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Titolo: "L IO E LOMBRA"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Andrea Gentile
Pagine:
Ean: 2484300024801
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Ognuno di noi è seguito da un’ombra. Questo mondo, che sta sotto e dietro la maschera della persona e dell’agire sociale, Jung lo ha chiamato, con un’espressione che ricorda Dostoevskij, i «sotterranei dell’anima». Il dualismo tra l’io e l’ombra ci porta a vivere dei confl itti interiori e a sperimentare delle “situazioni- limite”. Il “naufragio” è la fi gura fi losofi ca con cui Jaspers defi nisce il senso ultimo dell’esistenza umana: le “situazioni-limite” sembrano essere labirinti senza via uscita, ma allo stesso tempo contengono in sé la possibilità di essere superate. Sono momenti cruciali in cui, nonostante la diffi coltà e l’incertezza, possiamo vedere delineato più chiaramente l’orizzonte e il senso della nostra vita: tutto ciò che dà senso e signifi cato alla nostra esistenza. Come ha osservato Viktor Frankl, è sorprendente e incoraggiante vedere come le persone, anche ferite, possono fi orire dopo aver vissuto esperienze limite: scoprono le loro capacità, le potenzialità più profonde fi no a quel momento nascoste nell’ombra. È come se, dopo la grande scossa della vita, trovassero il potenziale più puro e idiosincratico che vive in loro. E dopo averlo trovato, decidono di vivere sulla base di questo, senza perderlo lungo la strada, mostrando e condividendo con il resto degli umani quanto di più profondo e autentico è potenzialmente connaturato nel loro essere.

Parole chiave: situazioni-limite, ombra, tempo interiore, naufragio, soglia, esperienze limite. 

Summary – Every one of us is followed by a shadow. This world, which is both under and behind the mask of the persona and social action, which Jung had called it, with an expression that Dostoevsky renames, the “basements of the soul”. The dualism between the ego and the shadow leads us to experience inner confl icts and “limit situations”. The “shipwreck” is the philosophical fi gure with which Jaspers defi nes the ultimate meaning of human existence: the “limit situations” seem to be labyrinths with no way out, nevertheless at the same time contain the possibility of being overcome. These are crucial moments in which, despite diffi culty and uncertainty, we can see more clearly the horizon and the meaning of our life: all that gives meaning and signifi cance to our existence. As Viktor Frankl observed, it is surprising and encouraging to see how people, even wounded, can fl ourish after experiencing limitless experiences: they discover their abilities, the deepest potential previously hidden in the shadows. It is as if, after the great shock of life, they fi nd the purest and most distinctive potential that lives in them. And after having found it, they decide to live on the basis of this, without losing it along the way, showing and sharing with the rest of human beings the most profound and authentic is potentially inherent in their being.

Keywords: limit situations, shadow, inner time, shipwreck, threshold, limit experiences.



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Titolo: "NARBONNE E NEMI"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Timothy Kulbicki
Pagine:
Ean: 2484300024818
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Come le famose Costituzioni di Narbonne del 1260 erano più una sintesi degli sviluppi dei decenni precedenti che qualcosa di completamente nuovo, così anche le Costituzioni Francescane Conventuali del 2019, approvate dal Capitolo Generale Straordinario tenuto a Nemi nel 2018. La sintesi di questi sviluppi si può trovare nei primi due articoli delle nuove Costituzioni, dai quali tutte le successive revisioni fl uiscono piuttosto senza interruzioni. Includono: l’Ordine come religio; una fraternità ‘fraterna’; la minoritas come modo caratteristico di seguire Gesù povero e umile; la dimensione conventuale, sia nella vita fraterna che nella missione; la dimensione mariana e kolbiana che promuove sia la santità che la missione; e un modo di pensare teologicamente in communio.

Parole chiave: Costituzioni, Bonaventura, fraternità, minorità, conventualità.

Summary – In the same way that the famous Constitutions of Narbonne of 1260 were more of a synthesis of developments of prior decades than anything completely novel, so too the Conventual Franciscan Constitutions of 2019, as approved by an Extraordinary General Chapter held at Nemi in 2018. The synthesis of these developments can be found in the fi rst two articles of the new Constitutions; all the revisions fl ow rather seamlessly from the opening pair. They include: the Order as a religio; a fraternal brotherhood; minoritas as a characteristic way of following the poor and humble Jesus; the Conventual dimension, both in fraternal life and in mission; the Marian and Kolbean dimensions which promote both holiness and mission; and a way of thinking theologically in communio.

Keywords: Constitutions, Bonaventure, brotherhood, minoritas, conventual dimension.



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Titolo: "THE CHRISTOLOGY OF DE INCARNATIONIS DOMINICAE SACRAMENTO OF ST. AMBROSE"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Pio Libby
Pagine:
Ean: 2484300024825
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Questo studio della De incarnationis dominicae sacramento mostra Ambrogio di Milano come un uomo che si è applicato con zelo allo studio della fede e che aveva una chiara comprensione delle tradizioni teologiche sia dell’Oriente che dell’Occidente. Riconobbe anche i problemi inerenti alle eresie del suo tempo e si oppose vigorosamente a tutti gli errori della fede apostolica. Accettò il confl itto per difendere la piena divinità di Gesù Cristo come uguale al Padre, mentre allo stesso tempo non era soddisfatto di sostenere solo che assunse la vera carne, ma sviluppò ulteriormente questa comprensione per spiegare che prese un completa e perfetta natura umana che includeva un’anima razionale. Ambrogio sosteneva una piena divinità e una piena umanità, rimanendo entrambi perfetti e immutati in se stessi, uniti nell’unico Figlio divino di Dio. Nonostante questa grande intuizione del mistero dell’Incarnazione, tuttavia, non ha avuto pieno successo nel mantenere la dualità pur esprimendo l’unità. Forse le sue preoccupazioni pastorali non gli hanno concesso il tempo di addentrarsi in speculazioni oltre a quello che riguardava direttamente i problemi in questione, ma egli non offre una vera visione di come le nature interagiscano tra loro in conseguenza della loro unione in Cristo. L’unica impresa di questo genere che è stata fatta riguardo alla conoscenza di Cristo ci lascia l’impressione che il principio di Ambrogio della dualità delle nature fosse messo a rischio. Alla fi ne capiamo che Ambrogio non può portarci oltre la dichiarazione che le due perfette nature della divinità e dell’umanità sono unite nell’unico Gesù Cristo, che è il divino Figlio di Dio. Ciò non dovrebbe prescindere dal fatto che questa è una grande impresa in sé e per sé e riconosciamo che Ambrogio ha dato un grande contributo allo sviluppo teologico dell’Incarnazione, offrendo intuizioni che hanno permesso ai teologi e ai Concili che seguirono di appellarsi a lui come un grande maestro di ortodossia.

Parole chiave: Ambrogio di Milano, arianesimo, apollinarismo, cristologia, divinità, umanità, incarnazione, natura, persona, Trinità.

Summary – This study of the De incarnationis dominicae sacramento shows Ambrose of Milan as a man who applied himself most zealously to studying the faith and had a clear understanding of the theological traditions of both East and West. He also recognized the inherent problems of the heresies of his day and opposed all errors to the Apostolic faith vigorously. He took up the fi ght to defend the full divinity of Jesus Christ as being equal to the Father, while at the same time not being satisfi ed to maintain only that He assumed true fl esh but further developed this understanding in order to explain that He took on a complete and perfect human nature that included a rational soul. Ambrose argued for a full divinity and a full humanity, both remaining perfect and unchanged in themselves, united in the one divine Son of God. Despite this great insight into the mystery of the Incarnation, however, he was not completely successful in maintaining the duality while expressing the unity. Perhaps his pastoral concerns did not afford him the time to enter into speculation beyond that which directly addressed the problems at hand, but he offers no real insight into how the natures interacted with one another in consequence of their union in Christ. The only such venture being made with regards to the knowledge of Christ, leaves us with the impression that Ambrose’s own principle of the duality of natures was put at risk. In the end we understand that Ambrose can take us no further than the declaration that the two perfect natures of divinity and humanity are united in the one and the same Jesus Christ, who is the divine Son of God. This should not discount the fact that this is a great feat in and of itself and we acknowledge that Ambrose made a great contribution to the theological development of the Incarnation, offering insights that allowed the theologians and Councils that followed to appeal to him as a great teacher of orthodoxy.

Keywords: Ambrose of Milan, Arianism, Apollinarianism, Christology, divinity, humanity, Incarnation, nature, persona, Trinity.



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Titolo: "VENERABLE JOSEPH VITHAYATHIL: A MODEL FOR SPIRITUAL DIRECTORS"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Vinaya Varghese
Pagine:
Ean: 2484300024832
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – L’obiettivo di questo studio è quello di indagare sul Venerabile Joseph Vithayathil, che è considerato e riconosciuto come uno dei più zelanti ed entusiasti sacerdoti che appartengono alla Chiesa Syro-Malabarese in India e che si è interamente dedicato al ministero di direzione spirituale. L’approfondimento teologico e spirituale della vita e degli scritti di p. Joseph Vithayathil prova che, prima di tutto, era una guida per se stesso. Il suo modo di vita ascetico, le rigorose osservanze degli esercizi spirituali quotidiani e l’intimità con Gesù nell’Eucaristia, ecc. lo stimolarono a raggiungere l’energia interiore per essere un’ispirazione e una guida per tutti. Nel corso di settant’anni della sua vita sacerdotale, attraverso il suo ministero pastorale di direzione spirituale, ha guidato molti sulla via della santità. Ha dedicato una grande quantità di tempo ed energie al lavoro di direzione spirituale, cercando di condurre gli altri ad una penetrazione profonda del mistero dell’amore di Dio nelle loro vite. Questo articolo cerca di presentare p. Joseph Vithayathil come un direttore spirituale competente in tre aree del suo ministero sacerdotale. In primo luogo, come direttore spirituale della Beata Mariam Thresia, una mistica, fondatrice della Congregazione della Sacra Famiglia (CHF), in secondo luogo, come cofondatore e guida spirituale delle sorelle della Sacra Famiglia e, in terzo luogo, come parroco che ha guidato il suo popolo come un buon pastore attraverso i verdi pascoli. Questo studio ritrae la sua vita virtuosa come modello per tutti i sacerdoti e le persone consacrate, che affrontano molte sfi de nel loro ministero pastorale e che si sforzano di diventare guide spirituali più competente e sante.

Parole chiave: direzione spirituale/direttore spirituale, Joseph Vithayathil, Mariam Thresia, suore Sacra Famiglia, virtù.

Summary – The objective of this study is to examine Venerable Joseph Vithayathil, who is considered and recognized as one of the most zealous and enthusiastic priests belonging to the Syro-Malabar Church in India and who has dedicated himself entirely to the ministry of spiritual direction. The theological and spiritual study of the life and writings of Fr. Joseph Vithayathil proves that, fi rst of all, he was a guide for himself. His ascetic way of life, the rigorous observances of daily spiritual exercises and his intimacy with Jesus in the Eucharist, etc. stimulated him to reach the inner energy to be an inspiration and a guide for all. During the seventy years of his priestly life, through his pastoral ministry of spiritual direction, he led many on the path of holiness. He dedicated a great deal of time and energy to the work of spiritual direction, trying to lead others to a deeper permeation of the mystery of God’s love in their lives. This article attempts to present Fr. Joseph Vithayathil as a competent spiritual director in three areas of his priestly ministry. Firstly, as spiritual director of Blessed Mariam Thresia, a mystic, founder of the Congregation of the Holy Family (CHF), secondly, as co-founder and spiritual guide of the sisters of the Holy Family and, thirdly, as parish priest who led his people like a good shepherd through the green pastures. This study portrays his virtuous life as a model for all priests and consecrated persons who face many challenges in their pastoral ministry and who strive to become more competent and holy spiritual guides.

Keywords: spiritual direction/spiritual director, Joseph Vithayathil, Mariam Thresia, Holy Family Sisters, virtues.



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Titolo: "DUNS SCOTUS, PAUL VI AND MICHAEL RAMSEY"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Edward J. Ondrako
Pagine:
Ean: 2484300024849
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Summary – St. Francis of Assisi’s mission to rebuild the Church has its faithful interpretation in the works of his theologian disciples especially St. Bonaventure and Bl. John Duns Scotus. During Vatican Council II, Pope Paul VI and the Archbishop of Canterbury Michael Ramsey seized the moment to renew Christian witness that belongs to the Church universal and is founded on the love of learning and desire for God. Part One explores the groundwork of Paul VI to make accessible the Franciscan School represented by St. Bonaventure and Bl. John Duns Scotus to heal the earthquake of the Reformation. Michael Ramsey joined the chorus of voices. Part Two amplifi es Paul VI’s discovery of Duns Scotus as a preeminently valid way of thinking about rebuilding the Church. Michael Ramsey joined in by employing the Anglican quest for holiness. Perennial questions remain: how to heal hurt that comes from a misbegotten exercise of power; how to restore any uniqueness in the relationship with those who are hurt; how to forgive and to undevastate? More than a half century later, this essay suggests Paul VI and Michael Ramsey were convinced: Vatican II is irreplaceable!

Keywords: Scotism, Vatican II, Alma Parens, Kantianism, Hegelianism.

Sommario – La missione di san Francesco d’Assisi di ricostruire la Chiesa ha la sua fedele interpretazione nelle opere dei suoi discepoli teologi, in particolare San Bonaventura e il B. Duns Scoto. Durante il Concilio Vaticano II, Papa Paolo VI e l’Arcivescovo di Canterbury, Michael Ramsey, hanno colto l’occasione per rinnovare la testimonianza cristiana che appartiene alla Chiesa universale e si fonda sull’amore per il sapere e il desiderio di Dio. La prima parte esplora le basi di Paolo VI per rendere accessibile la Scuola francescana rappresentata da San Bonaventura e dal Beato Scoto, per guarire il “terremoto” della Riforma. Michael Ramsey si unì al coro di voci. La seconda parte amplifi ca la scoperta di Duns Scoto da parte di Paolo VI, come un modo preminentemente valido di pensare alla ricostruzione della Chiesa. Michael Ramsey si è unito assumendo la ricerca anglicana per la santità. Rimangono le domande perenni: come guarire il dolore che deriva da un esercizio di potere sbagliato; come ripristinare ogni unicità nella relazione con coloro che sono feriti; come perdonare e ricostruire? Più di mezzo secolo dopo, questo saggio suggerisce che Paolo VI e Michael Ramsey erano convinti: il Vaticano II è insostituibile!

Parole chiave: scotismo, Vaticano II, Alma Parens, kantismo, hegelismo.



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Titolo: "COME OLIO LUNGO I BORDI"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Vincenzo Rosito
Pagine:
Ean: 2484300024856
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Questo saggio, partendo dalla lettura del volume di Domenico Paoletti, Paolo VI testimone dell’amore. Attualità e profezia, raccoglie alcune considerazioni sulla testimonianza cristiana nel mondo contemporaneo. La categoria di testimonianza è una chiave importante per leggere il cammino di rinnovamento e di conversione delle chiese. Attraverso il magistero di Paolo VI e di papa Francesco si può rinvenire un nuovo lessico della testimonianza ecclesiale. Fondamentali, a tal proposito, sono le categorie di corpo, popolo e laboratorio.

Parole chiave: testimonianza, Paolo VI, corpo, popolo, laboratorio. 

Summary – This composition, starting from the reading of Domenico Paoletti’s book, Paul VI, Witness of Love… Reality and Prophecy, contains some considerations on Christian witness in the contemporary world. The category of witness is an important key to interpreting the path of renewal and conversion of churches. Through the magisterium of Paul VI and Pope Francis a new lexicon of ecclesial witness can be conceived. Fundamental in this regard are the categories of the body, people and laboratory.

Keywords: testimony, Paul VI, body, people, workshop.



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Titolo: "ED ECCO IO SONO CON VOI"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Cosimo Scordato
Pagine:
Ean: 2484300024863
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – Il Corpus triforme dell’eucarestia (ovvero il corpo di Cristo risorto, il corpo della Chiesa in cammino e il corpo di coloro che hanno affrontato la morte) fa da sfondo teologico e culturale alla costruzione architettonica della basilica di Assisi e di tante altre chiese antiche; ciò ha pure consentito l’esplicitazione programmatica dello spazio celebrativo nella basilica superiore, inferiore e quella successiva del corpo del Santo di Assisi. La celebrazione dell’eucaristia, a sua volta, tiene insieme il complesso programma iconografi co che, pur risentendo delle variazioni successive riconducibili a una certa enfatizzazione del carisma di Francesco e dell’Ordine Francescano, e pur con qualche ‘allentamento’ devozionale successivo, ritrova la sua unità nella comunione dei Santi, ovvero nella permanente realizzazione sacramentale dell’unica Chiesa, celeste e terrestre, che presieduta dal Risorto e animata dal suo Spirito di santità, è in cammino verso il Padre.

Parole chiavi: architettura, Eucaristia, iconologia e iconografi a, Francesco d’Assisi, Bonaventura.

Summary – The threefold form of the Eucharist (or the body of the risen Christ, the body of the Church on the move, and the body of those who have faced death) is the theological and cultural background to the architectural construction of the Basilica of Assisi and of many other ancient churches; this also allowed the schematic clarifi cation of the space celebrated in the Upper, Lower Church and successively of the body of the Saint of Assisi. The celebration of the Eucharist, in turn, holds together the complex iconographic programme which, although affected by the continual variations attributable to a certain emphasis on the charism of Francis and the Franciscan Order, and although with some later ‘devotional’ relaxation, fi nds the its unity in the communion of saints, or in the permanent sacramental realization of the one Church, celestial and terrestrial, which presided over by the Risen One and animated by his Spirit of holiness, is on the way to the Father.

Keywords: architecture, Eucharist, iconology and iconography, Francis of Assisi, Bonaventure.



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Titolo: "IL PLATONISMO DI BESSARIONE E DI BONAVENTURA"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Orlando Todisco
Pagine:
Ean: 2484300024870
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario – La ricerca verte sul platonismo di Bessarione e insieme sulle conseguenti ripercussioni sul problema del Filioque al concilio di Firenze (1439). L’ipotesi del prolungato e sterile dibattito sul Filioque in tale concilio pare sia da riporre nel platonismo, segnato da una razionalità tipicamente occidentale, ben distante – ed è il secondo aspetto di questa ricerca – dall’indole sostanzialmente mistica del platonismo di Bonaventura, alle prese con lo stesso problema, ma con ben altro risultato, nel concilio di Lione del 1274. Si tratta, in breve, di rispondere a tale interrogativo: come mai l’uno – Bessarione – non riesce nell’obiettivo di superare i dissapori dottrinali circa il Filioque, mentre l’altro – Bonaventura – aveva conseguito l’obiettivo due secoli prima realizzando una comunione sostanziale tra le due Chiese? La risposta, che qui si tenta di sostenere, è che Bessarione è un orientale la cui formazione dottrinale ha preso una piega chiaramente occidentale; Bonaventura, invece, è un occidentale la cui prospettiva fi losofi co-teologica ha un’anima profondamente francescana e cioè orientale e occidentale insieme. Da qui i momenti della ricerca: 1. Il platonismo che accomuna e 2. Il platonismo che oppone Bessarione a Bonaventura; 3. Le ripercussioni di queste due versioni sull’articolazione dell’orizzonte teologico entro cui il problema del Filioque viene discusso nei Concili prima di Lione, poi di Firenze.

Parole chiave: platonismo, Filioque, perichoresis, cointimitas, teologia orientale, teologia occidentale.

Summary – The research focuses on the Platonism of Bessarione together with the consequent repercussions on the Filioque problem at the Council of Florence (1439). The hypothesis of the prolonged and sterile debate on the Filioque in this council seems to be placed in Platonism, marked by a rationality that is typically Western, very distant, and is the second aspect of this research; from the substantially mystical nature of Platonism in Bonaventure struggling to the same problem but with a very different result in the Council of Lyon in 1274. In short, it is a matter of answering the following question: how is it that Bessarione fails to overcome the doctrinal disagreements about the Filioque, while Bonaventure, two centuries earlier, had achieved the aim of reaching a substantial communion between the two Churches? The answer which is attempted here, is that Bessarione is an Easterner [of the Eastern Church] whose doctrinal formation has taken a clearly Western turn; Bonaventure, on the other hand, is a Westerner [of the Western Church] whose philosophical-theological perspective has a profoundly Franciscan soul, that is both Eastern and Western. Therefore the results of the research: 1. Platonism that unites and 2. Platonism that opposes Bessarione to Bonaventure; 3. The repercussions of these two versions on the articulation of the theological horizon within which the problem of the Filioque discussed in the Councils: fi rst at Lyon and then Florence.

Keywords: Platonism, Filioque, perichoresis, cointimitas, eastern theology, western theology.



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024405
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

INDICE

Editoriale

2 G. Tornambé

Lex orandi,lex credendi e… lex agendi

Studi

4 M. Augé

L’inculturazione dopo Magnum principium

9 G. Laiti

«La realtà è più importante dell’idea», anche in liturgia

11 G. Drouin

Nuove presidenze, nuova ecclesiologia?

19 A. Grillo

Solo abusi?

24 F. Di Molfetta

Rituali e non rituali:

«Proclamiamo la tua risurrezione»

28 D. Piazzi

Nuova eucologia: sempre un abuso?

32 C. Franco

«O altro canto approvato dall’autorità ecclesiastica»

37 M. Gallo – M. Roselli

Posso inventare riti? Catechesi e liturgia al camposcuola

Formazione

43 M. Roselli – S. Soreca

Formare gli operatori pastorali

3. Fede, liturgia e prassi

50 M. Gallo – S. Sirboni

La Messa e il Messale

3. I molti ministeri nella messa

55 D. Piazzi

«È veramente cosa buona e giusta»

3. La pienezza della gioia pasquale

Sussidi e testi

59 M. Gallo

Benedizione degli zainetti

66 A. Magnani

Celebrare la prima confessione

 

EDITORIALE

Gabriele Tornambé

Lex orandi, lex credendi e… lex agendi?

Il noto assioma di Prospero d’Aquitania (390-455), Lex orandi, lex credendi, continua a manifestare interesse nell’euristica della teologia. Una prima possibilità di lettura di questo principio va nel senso in cui è costruita l’espressione; l’interpretazione che ne segue è che la legge della preghiera determina la legge della fede. Quest’ultima trovava nell’espressione rituale e celebrativa della chiesa il suo momento fontale: d’esempio in tale ambito sono la proclamazione dei dogmi dell’Immacolata Concezione e dell’Assunzione di Maria. Ma esiste anche la lettura inversa che dà il primato all’aspetto dommatico; in questo secondo caso la preghiera si rivelerebbe manifestazione della fede creduta; così troviamo chiaramente affermato in Mediator Dei e in Vicesimus quintus annus. La speculazione teologica ed i documenti magisteriali hanno reso questa espressione di fatto biunivoca, sebbene non manchino, nel dibattito attuale in merito ad essa, i partigiani della prima sulla seconda maniera di leggerla ed interpretarla. La questione rischia di complicarsi quando a questi elementi ne aggiungiamo un terzo, quello della lex agendi o lex vivendi. Questi sono diventati indistintamente espressione della “prassi” della chiesa. Ma di quale prassi si tratta? C’è chi ha interpretato la lex agendi come la dimensione etica indispensabile per ogni azione celebrativa, e chi ha voluto riferirla all’agire liturgico propriamente detto, preferendo dare una colorazione etica specificamente alla lex vivendi. Senza volere entrare nel dibattito sull’uso di una o dell’altra lex, ci domandiamo se la prassi condensata nell’espressione lex agendi/vivendi non possa piuttosto essere interpretata come l’azione pastorale della chiesa nel suo declinarsi ordinario delle comunità diocesane, parrocchiali, religiose. La lex agendi/vivendi, così compresa ed articolata agli altri due elementi dell’assioma del monaco marsigliese, continuerebbe a conservare la validità dell’espressione e, soprattutto, permetterebbe ancora una lettura in entrambi i sensi fuori da ogni fuorviante interpretazione? In effetti, non mancano esempi di chi sostiene che le prassi della comunità cristiana possano essere fonte di riflessione teologica e che siano suscettibili di divenire teologia (pratica): è il metodo che si sono date alcune Università del Nord-America per la ricerca in teologia pastorale. Se consideriamo l’elemento lex agendi/vivendi come il milieu dell’agire e del vivere di una determinata comunità ecclesiale, allora saremmo portati a prendere in considerazione i diversi luoghi e culture in cui è presente la chiesa e non potremmo esimerci dal considerare i relativi processi di inculturazione in cui la fede è tradotta per risultare accessibile, e la celebrazione adattata perché i fedeli possano parteciparvi tutti pienamente. Ci sembrerebbe, allora, che la validità dell’assioma del segretario di papa Leone Magno, arricchito del terzo elemento e letto in un senso come in un altro, continuerebbe ugualmente ad esistere. Ci confortano in tale interpretazione gli sforzi d’inculturazione della celebrazione eucaristica in realtà come lo Zaire o il Brasile, dove non ci stupiamo di riscontrare che elementi culturali caratterizzanti la cultura di questi Paesi abbiano trovato spazio nei messali canonicamente approvati, e come, per ritus et preces, si riveli una teologia del popolo di Dio ed una rinnovata consapevolezza di partecipazione ed esercizio della ministerialità, di cui i documenti conciliari avevano posto le basi. Se, sempre in tale direzione, guardiamo a quanto realizzato dalle diverse Conferenze Episcopali nazionali (o linguistiche), ci accorgeremo come l’adattamento dei rituali abbia comportato l’introduzione di alcuni gesti favorendo una considerevole diversità nei riti che non ha in alcun modo compromesso la celebrazione dell’unico mistero pasquale del Cristo morto e risorto. Non sono forse queste espressioni del felice esito di nuove situazioni ed esigenze pastorali (lex agendi/ vivendi) che, con i tempi necessari per coglierle, chiarificarle ed integrarle, portano alla sintesi di nuovi linguaggi verbali e non verbali (lex orandi) illuminando in modo rinnovato la fede viva professata dall’unica chiesa presente nella pluralità delle comunità ecclesiali (lex credendi), senza negare alcun tratto della verità trasmessa e conservata nei secoli dalla chiesa?



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Titolo: "Miscellanea Francescana n. III-IV/2018"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024481
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

INIDCE

Editoriale

STUDI FRANCESCANI
Orlando Todisco, La libertà fonte inspirativa della metafisica di G. Duns Scoto
Francesco Costa, Giovanni Pesce frate minore conventuale vescovo di Catania (1431-1447)
Giuseppe Buffon, Francescani e politica al femminile nel XVII secolo. Euristica, diplomazia e pietà
Felice Autieri, La tomba di san Francesco. Storia del bicentenario della sua scoperta (1818-2018)

STUDI BIBLICI
Dinh Anh Nhue Nguyen, Il Gesù misericordioso ma anche severo nel Vangelo di Luca. Rilievi introduttivi per una completa "cristologia della misericordia" nei vangeli
Tomasz Szymczak, La "Vetus Syra" del Vangelo di Matteo

STUDI TEOLOGICI
Francesco Scialpi, Il rito della professione religiosa in occidente. Excursus storico
Francesco Celestino, I giovani allaricerca del senso della vita. Una proposta di cammino francescano
Raffaele Di Muro, La vocazione all'amore e la pienezza della gioia cristiana

EVENTO
Fabrizio Meroni, La missio ad gentes interessa ancora? Una riflessione teologico-pastorale. Alcune osservazioni iniziali
Recensioni
Segnalazioni
Libri ricevuti



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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024399
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

Editoriale

Michelangelo Priotto

L’ESODO COME MERAVIGLIA DI DIO

Luca Mazzinghi

«OSSERVA L’ARCOBALENO:

QUANTO È BELLO

NEL SUO SPLENDORE!»

Guido Benzi

LO STUPORE DI FRONTE A UN FATTO

«MAI UDITO»: IL SERVO SOFFERENTE

Paolo Mascilongo

MERAVIGLIA E STUPORE

DI FRONTE A GESÙ

Gian Luca Carrega

LA VIRTÙ CHE INVECCHIA PRESTO:

OSSERVAZIONI EVANGELICHE

SULLA GRATITUDINE

Antonio Landi

GRATITUDINE ED EUCARISTIA

NELL’EPISTOLARIO PAOLINO

Riccardo Battocchio

UNA MALATTIA

E IL SUO POSSIBILE RIMEDIO

Valentino Bulgarelli

STUPORE, TRASMISSIONE DELLA FEDE

E BELLEZZA

Monica Cornali

GRATI FINO ALLA MORTE

PER SAPERNE DI PIU

Marcello Panzanini

Dallo stupore alla vita monastica: san Longino

MEN AT WORK

Valeria Poletti

Stupore e stupori

APOSTOLATO BIBLICO

Sebastiano Pinto

La domenica della Bibbia: cosa fare

VETRINA BIBLICA

Arte

Marcello Panzanini

Le coppe, le giare, lo stupore: Le nozze di Cana


 

 Editoriale

 Tra le numerose malattie che affliggono lo spirito contemporaneo, si potrebbe annoverare anche la athaumasia, cioe quell’incapacita di stupirsi, di riconoscere che la novita e non solo possibile ma anche reale. In effetti la tecnologia potrebbe indurre a ritenere che, se qualcosa ci appare come una sorpresa, lo si deve soltanto alla nostra scarsa conoscenza delle possibilita insite nel sistema (Riccardo Battocchio). Eppure, a dare retta alle indagini demoscopiche, le persone, almeno in Italia, possiedono ancora una grande capacita di meravigliarsi, soprattutto per le piccole cose di ogni giorno. Insomma, la meraviglia fa parte del nostro quotidiano perche reazione ed emozione profondamente umana (Valeria Poletti). Del resto gia Platone e Aristotele ritenevano che gli uomini avessero cominciato a filosofare spinti dalla meraviglia, in particolare di fronte al vertiginoso problema dell’origine dell’ordine della natura. Se non puo derivare dal caso, esso dev’essere il prodotto dell’azione intelligente e finalisticamente orientata di un qualche demiurgo divino. Anche nella Bibbia la contemplazione del cosmo era motivo di stupore e di riflessione, non su un qualunque generico demiurgo divino, ma su un Dio personale preesistente al cosmo e, percio, suo creatore. I testi di alcuni Salmi, di Siracide e del libro della Sapienza lo stanno a testimoniare. L’ordine del cosmo suscita ammirazione contemplativa (da Francesco d’Assisi a papa Francesco), antidoto al pessimismo cosmico di un Giacomo Leopardi (Luca Mazzinghi). L’intervento mirabile operato alle origini si ripete, poi, nella storia di Israele, sotto forma di liberazione (del popolo in Esodo, del singolo credente nei Salmi); lo stupore paralizzante di fronte alla malvagita dell’oppressore si scioglie in grata e pubblica confessione della potenza divina (Michelangelo Priotto). I mirabilia Dei, cioe le gesta stupefacenti di Dio, possono pero manifestarsi anche attraverso figure controverse: lo sbigottimento sgorga da una lettura erroneamente negativa di un evento o di una persona. Dinanzi al Servo di Yhwh ci si mette la mano sulla bocca e si fischia di scherno considerandolo un reietto da Dio. Lo stupore diventa sconcerto: dopo aver perseguitato un innocente, lo si deve riconoscere come salvatore! I testimoni, attoniti e scornati di fronte a un fatto mai a essi raccontato e a un annuncio che mai avevano udito (Is 52,15), sono guariti proprio dal sacrificio del Servo (Guido Benzi). Lo stupore dunque collima con la fede e con il suo contrario. Ecco perche, se c’e un sentimento che i vangeli descrivono con ampiezza e intensita, questo e di certo lo stupore. Ogni evangelista tratta questa emozione secondo modalita e modulazioni proprie ma a tutti e comune la convinzione che non e con la meraviglia che si manifesta la piena adesione a Gesu. Essa, alla fine, risulta insufficiente a garantire la comprensione e la sequela di Gesu (Paolo Mascilongo). Infine, se come detto all’inizio la capacita di meravigliarsi nasce dalla consapevolezza che il mondo avrebbe anche potuto non essere voluto, ed e stato voluto perche e stato voluto e la motivazione di questa volonta sta nell’amore (Romano Guardini), allora lo stupore si accompagna sempre alla gratitudine verso Colui che ha posto in essere questo mondo e questa storia d’amore. La psicologia ci insegna che il dare con altruismo e il ricevere con riconoscenza fanno parte dello sviluppo umano. Quelle persone, che hanno attivato la capacita di essere riconoscenti, sono anche in grado di perseguire con gioia gli obiettivi che si sono proposte e sopportano meglio le difficolta che la vita presenta loro (Monica Cornali). Al biblista subito viene alla mente l’esempio di Paolo, per il quale il ringraziamento investe la sua esperienza apostolica a livello teologico, cristologico ed ecclesiale. Le primitive comunita cristiane videro nella gratitudine lo stile che le contraddistingueva sul piano personale e relazionale, tanto che arriveranno a chiamare eucharistia (ringraziamento, riconoscenza) la celebrazione fondante e fondamentale della cena del Signore (Antonio Landi). Insomma, il presente fascicolo ci propone un percorso sorprendente e ne dobbiamo essere grati ai diversi autori. Dunque, buona lettura. 

Marco Zappella  

 

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Titolo: "Servizio della Parola - n. 507"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024382
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

RUBRICA

Per comunicare meglio

51. I casi difficili/20. Parlare di se stessi

al termine del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

11 «La vita è una ruota»

1. «La vita è una ruota»: continuità e discontinuità

nella percezione del tempo (Alberto Carrara)

2. «La vita è una ruota»: la testimonianza biblica

di Qohelet (Flavio Dalla Vecchia)

3. La parola silenziosa e forte delle pietre (Lodovico Maule)

SUSSIDIO

Celebriamo un anno di scuola (Guido Novella)

PREPARARE LA MESSA

Dalla solennità della SS. Trinità

alla 16ª domenica del Tempo ordinario

Santissima Trinità (Alessandro Gennari, Chino Biscontin)

SS. Corpo e Sangue di Cristo (Alessandro Gennari, Chino Biscontin)

13a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Mario Torcivia, Massimo Orizio)

14a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, + Luciano Monari, Massimo Orizio)

15a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Vinicio Albanesi, Massimo Orizio)

16a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Alberto Carrara, Massimo Orizio)



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Titolo: "Concilium - 2019/2"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024375
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Indice

Thierry-Marie Courau – Susan Abraham – Mile Babic´,

Editoriale. Religioni e populismi

Abstracts

I. Populismo e religione

1. Alcune situazioni a livello mondiale

1.1 Mile Babic´, Populismo e religione in Bosnia-Erzegovina

I/ Che cos’è il populismo?

II/ Il populismo nei Paesi ex socialisti

III/ Le radici profonde del populismo

IV/ Ruggero Bacone: ostacoli al riconoscimento del vero

V/ La paura come base delle logiche populiste

VI/ Una risposta teologica al populismo

VII/ Conclusione

1.2 Francis Gonsalves, Populismo e nazionalismo religioso in India

I/ Introduzione

II/ Storiografia in India: muovere guerra in nome

di un passato primordiale incontaminato

III/ I simbolismi nella costruzione e nella distruzione dell’India

8 Indice

IV/ Definirsi o essere definiti? Questioni di identità

V/ Censurare la stampa, soffocare il dissenso e divinizzare il leader

VI/ La stolta trinità di neoliberismo, nazionalismo religioso e forze di polizia

VII/ Conclusione

1.3 Dilek Sarmis, Islam e populismo nella storia della Turchia. Dalla centralità del referente islamico alla sua nazionalizzazione

I/ La Turchia repubblicana

II/ Kemalismo e religione

III/ L’educazione religiosa

IV/ L’associazione tra religione e nazionalismo

V/ Conclusione

2. Due analisi

2.1 François Mabille, Il populismo religioso, nuova metamorfosi della crisi della politica

I/ Il marcatore religioso fatto proprio dalla politica

II/ La religione, gli immaginari e i simboli

III/ La figura ambivalente del tribuno

IV/ Conclusione

2.2 Susan Abraham, Populismo maschilista e cristianesimo tossico negli Stati Uniti

I/ La democrazia in pericolo

II/ Demagogia maschilista

III/ La mascolinità che dà spettacolo

IV/ Ristabilire la democrazia

3. Le sfide lanciate al populismo dalla teologia

3.1 Marida Nicolaci, Il “popolo di Dio” e i suoi idoli nell’Uno e l’Altro Testamento. Come la Scrittura sfida la retorica populista

I/ Alcuni elementi introduttivi

II/ Il “popolo di Dio” nell’orizzonte dei popoli

III/ Il popolo di Dio, le sue guide e i suoi idoli

IV/ «Noi speravamo che fosse lui

che avrebbe liberato Israele…» (Lc 24,21)

V/ Conclusione

3.2 Andreas Lob-Hüdepohl, «Ponti, non barriere»Le potenzialità della speranza cristiana contro il populismo di destra

I/ Il “massimo” contro il “minimo”…

II/ Paura dell’incertezza profonda

III/ «Non c’è da preoccuparsi…»: per una soggettività politica

carica di speranze

IV/ “Popolo di popoli”: contro i tentativi usurpatori

dei populisti a danno dei cristiani

V/ Speranza cristiana come costruzione di ponti

3.3 Franz Gmainer-Pranzl, Populismo di destra e cattolicità: un’analisi ecclesiologica

I/ Lo scontro delle civiltà come nuova “grande narrazione”?

II/ L’impronta dell’universalitatis character:

una missione di alto livello

III/ Appello a un nuovo “coraggio della cattolicità”

3.4 Carmelo Dotolo, I paradossi del populismo e il contributo della Chiesa alla democrazia. Ipotesi di percorso

I/ Democrazia e populismo: un conflitto ermeneutico

II/ Il populismo, un capitolo sui generis di teologia politica?

III/ Chiesa e spazio pubblico (una premessa epistemologica)

IV/ La Weltanschauung cristiana per una nuova narrazione

del mondo e della società

1/ La cura dell’éthos della comunità 

2/ La relazione diritti-doveri al servizio della fraternità 

3/ L’esercizio dialogico tra le culture e le religioni

4/ Un’economia attenta all’ecologia integrale

V/ Postilla non conclusiva: l’eterotopia del popolo di Dio

II Forum teologico 157

1. Cathleen Kaveny, L’estate della vergognaI cattolici americani e l’ultima ondata della crisi degli abusi sessuali

I/ La crisi degli abusi sessuali del clero

nella coscienza cattolica americana

II/ L’estate della vergogna

III/ Un problematico cambiamento di paradigma

IV/ Fare i conti con il nuovo paradigma

2. Bruno Cadoré, Dall’ascolto al dialogo. Dopo il sinodo dei vescovi su giovani, fede e discernimento vocazionale

I/ Tre momenti del dialogo sinodale

II/ Tre problemi latenti

III/ Tre temi su cui continuare il “dialogo con i giovani”

sottolineato dal sinodo

III. Rassegna bibliografica internazionale


 

Editoriale

Religioni e populismi

Quando sorge il populismo? In un senso esistenziale, sorge quando le persone pensano di essere perdute, di aver perso o di stare per perdere sogni, vantaggi, statuti, posizioni, dimensioni essenziali della propria vita, interessi personali o di gruppo, spesso acquisiti attraverso lotte o sforzi precedenti, oppure quando le persone si sentono minacciate sul vivo. Il populismo sembra apparire ogni volta che emerge la percezione di una crisi di convivenza in un contesto pluralistico e/o quando degli specifici gruppi di popolazione collegati a un territorio si sentono ignorati dai sistemi politici o economici globali. Può insinuarsi la nostalgia per un passato immaginato, che va a soppiantare ogni sforzo a favore di un futuro per tutti. I gruppi serrano le proprie fila in un atteggiamento difensivo, anziché aprirsi ed accogliere gli altri. Sofferenze, frustrazioni, paure e rancori si accumulano e si intersecano, rafforzandosi a vicenda. Prende il sopravvento un senso di dolorosa ingiustizia. La lamentela diventa il modo dell’autoaffermazione. E per questi gruppi di popolazione emergono dei “salvatori”. Senz’altro dotati come oratori e come manipolatori di sistemi simbolici e mediatici, costoro sfruttano senza difficoltà i sentimenti popolari di paura e impotenza. Applicando il principio colonialista del divide et impera, questi tribuni abili nella manipolazione fanno di alcune fasce della popolazione dei capri espiatori e, usando i social media, questa diventa la loro strategia preferenziale di controllo sociale e politico. Le loro argomentazioni poggiano sulle manipolazioni semplicistiche di categorie binarie di divisione sociale e politica e sono formulate con un vocabolario elementare, scelto apposta come espressione di una leadership “che parla chiaro”. Nondimeno, si tratta anche di persone inclini a grandiosi gesti di rozzezza e violenza, gesti amplificati mille volte perché catturati da mezzi di comunicazione affamati di sensazionalismo, che li catapultano verso un livello di visibilità ancor più grande. Di conseguenza, tale comportamento sensazionalista e offensivo viene percepito come proprio del “popolo” in opposizione ad un gruppo elitario, istruito o ricco. Quanti appartengono all’élite sono presentati come corrotti1, lontani dalle realtà sociali del “popolo” e privi di contatto con la vita ordinaria. Nella critica oltraggiosa e offensiva alle élite, una sconfitta simbolica delle stesse viene rappresentata a guisa di spettacolo per la televisione: esibendosi in ingiurie e insolenze all’indirizzo delle élite, il leader populista si presenta come un’alternativa credibile allo status quo. Questi capipopolo si accreditano come salvatori di un ordine nazionale e globale facendo abilmente riferimento ad un passato aureo che può essere riesumato e a un futuro sfavillante in cui lo status quo, indiscusso, risulta trovare confermata solidità. Qui, identità, religione e culture diventano pietre miliari emotive. Forme di nativismo, di nazionalismo e di politiche identitarie vengono utilizzate allo scopo di consolidare il sentimento popolare contro bersagli facilmente indentificati: gli “stranieri” e gli immigrati. La religione nelle mani dei populisti, quindi, riveste un particolare interesse per i teologi. L’uso della religione come arnese per strutturare la collettività nativista e nazionalista si è rivelato particolarmente efficace in varie parti del mondo. Questo potere politico che sfrutta la religione attinge ad un senso tradizionalista delle religioni storiche come rappresentanti della tradizione, appunto, della stabilità e dell’identità. I leader [...]

 

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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024368
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Editoriale

2 M. Gallo

Attenzioni recuperate

Studi

4 W. Ruspi

Una comunità che accoglie

8 G. Mariani

Iniziare alla liturgia con la liturgia

16 G. Routhier

Evangelizzazione e celebrazione

21 P. E. De Prisco

Catecumeni all’assemblea

domenicale

26 G. Di Donna

«Il regno di Dio è vicino»

31 F. Marg heri

Parola e preghiera

36 J. Pinheiro

«Mantenere» nei misteri celebrati

Formazione

41 M. Roselli – S. Soreca

Formare gli operatori pastorali

2. Il modello catecumenale

48 M. Gallo – S. Sirboni

La Messa e il Messale

2. Lo spazio liturgico

54 G. Tornambè

«È veramente cosa buona e giusta»

2. La gioia della Pasqua

Sussidi e testi

60 M. Muth

Celebrazioni per catecumeni

66 F. Marg heri

La prima confessione dei neofiti

69 J. Pinheiro

I Vespri in albis deponendis

Santa Sede

73 La liturgia, via maestra

Cronaca

 

Marco Gallo

Attenzioni recuperate e buone pratiche liturgiche

Con una battuta, un vescovo francese raccontava di aver avuto spesso l’impressione di leggere, sul viso dei suoi preti, al presentarsi nelle loro parrocchie di un adulto che chiedeva il battesimo, lo stesso entusiasmo di quando si guasta il riscaldamento in chiesa; vi leggeva un perplesso: «Come posso risolvere la cosa il prima possibile?». Non è certamente la norma, né in Francia, né da noi. È però vero che al catecumenato occorre prestare un’attenzione crescente. L’impegno dei liturgisti non può esser limitato all’elaborazione dei rituali, del RICA e dei suoi adattamenti. Tutto il processo di evangelizzazione è un processo celebrativo. Dopo 25 anni: come sta il catecumenato in Italia? La Chiesa italiana ha celebrato nel 2018 i venticinque anni di lavoro del Servizio Nazionale per il catecumenato, aperto presso l’Ufficio Catechistico Nazionale nel 1993. In un convegno sobrio e denso (Roma, 28-29 aprile 2018), si è colta l’occasione per rileggere con i primi testimoni la storia recente e per rilanciare alcune urgenze, in ascolto dei neofiti e delle diocesi partecipanti. La presenza dei catecumeni adulti nelle comunità italiane è in costante crescita e si dimostra fonte di nuove ministerialità e linguaggi. Non solo i “nuovi italiani” bussano alle porte delle parrocchie, ma anche giovani non battezzati da bambini con genitori allontanatisi dal tessuto ecclesiale o cresciuti in altre esperienze religiose. Ad essi è offerto normalmente un serio percorso di almeno due anni, scandito in passaggi e celebrazioni, quasi ovunque strutturato sul RICA. Non mancano documenti orientativi, sussidi e testi utili elaborati negli anni1. Il servizio ha fatto tesoro di un intenso dialogo con analoghe esperienze in Europa. Comparata ad altre esperienze del catecumenato moderno, l’esperienza italiana è recente e non sembra diventata popolare, né esemplare nella pastorale, resta un’eccezione nella vita ordinaria della parrocchia. La sua presenza è percepita da alcuni pastori come un problema da risolvere in fretta, manca ancora una ministerialità sufficiente ad un vero accompagnamento, la comunità non partecipa al percorso e, dato doloroso, non di rado chi riceve Battesimo, Cresima ed accesso all’Eucaristia, presto smette di frequentare la comunità eucaristica che l’ha accolto. I battezzati adulti restano solo se … Una interessante ricerca (F. Gyombolai- Kocsis, A. Kézdy 2010, 2017) presentata nell’incontro europeo dei Servizi per il Catecumenato (Eurocat) svoltosi nel 2017 a Pécs, in Ungheria, identificava principalmente cinque aree con le quali gli adulti intervistati giustificavano la loro conversione religiosa: la conversione dopo un trauma, quella per relazione e contatto personale, la conversione compensativa rispetto a qualcosa avvertito come mancante, quella per ricerca di senso e l’ingresso in famiglie, gruppi o comunità credenti. Il dato più interessante dell’inchiesta era però relativo alla fedeltà dei neofiti dopo il battesimo. Il gruppo incomparabilmente più stabile dopo l’iniziazione cristiana è quello convertito dopo il contatto con famiglie, gruppi o comunità, seguito dagli adulti che dichiaravano di aver iniziato la conversione per una relazione personale con un credente. Anche per il numero crescente dei catecumeni tra i migranti in Europa, soprattutto nei paesi germanofoni, il legame tra stabilità ed effettiva relazione con le comunità parrocchiali è confermato – facendo del lento processo di catecumenato una sorprendente forma di integrazione anche sociale e culturale. I cantieri aperti Si tratta dunque di notare quali siano i cantieri effettivamente aperti o da aprire in rapporto al catecumenato. Prima di tutto, è necessario incoraggiare le comunità: i catecumeni sono giovani, sono portatori di domande vivificanti, suscitano con la loro presenza una insospettabile rinascita di linguaggi, ministeri e ritmi. Ogni diocesi poi, attivando un significativo Servizio per il catecumenato, può oggi fruire di strumenti per la formazione e per la condivisione di buone pratiche, così da porsi accanto con efficacia alle parrocchie. Nel percorso che si vive con i catecumeni, sono da approfondire le varie dinamiche della conversione, a partire dal non scontato coraggio di proporre la fede diventando finalmente missionari in uscita. Nel processo di evangelizzazione, quindi, sono da maturare attenzioni al linguaggio simbolico e celebrativo che non risultavano ancora del tutto a punto nella letteratura di alcuni decenni fa, e quindi assenti nei sussidi oggi in uso. In tal senso, questo numero della rivista propone non solo la riflessione a sostegno di tali pratiche ma anche diversi esempi concreti e già in atto. [...]



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Titolo: "Asprenas n. 1/2019"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024351
Prezzo: € 7.50

Descrizione:

EDITORIALE

I momenti difficili che la Chiesa sta attraversando producono molta sofferenza in quanti, ogni giorno, s’impegnano a testimoniare il Vangelo nella propria vita e con le loro parole. Non è difficile dedurre che essi avvertano come sia diventato poco credibile l’annuncio a fronte delle notizie dei numerosi scandali. È per tale motivo che occorre ritrovare conforto, energia e slancio dall’esempio di uomini, come san Paolo di Tarso, per i quali la vocazione, pur tra le prevedibili e inevitabili difficoltà, è vissuta con la gioia di chi non solo partecipa alle sofferenze di Cristo, ma perfino le porta a compimento sulla propria carne, per conformarsi a lui in vista del bene dei credenti: «Infatti, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. Quando siamo tribolati, è per la vostra consolazione e salvezza; quando siamo confortati, è per la vostra consolazione, la quale si dimostra nel sopportare con forza le medesime sofferenze che anche noi sopportiamo» (2Cor 1,5-6). Con questo spirito proponiamo lo studio di SALVATORE INFANTINO, il quale individua una linea di collegamento tra il corpo di carne di Cristo e la carne dell’apostolo a vantaggio del corpo di Cristo che cammina nella storia, cioè la Chiesa. L’impegno speso affinché la Parola corra, si diffonda e sia glorificata si riscontra in progetti e azioni pastorali di tante Chiese locali, come si evince dalla nota critica di CARMINE MATARAZZO riguardante la lettera pastorale del vescovo di Teggiano-Policastro, in cui si prospetta un più deciso coinvolgimento dei laici nella missione evangelizzatrice della Chiesa. Sulla medesima linea è anche l’articolo di ORESTE RINALDI, nel quale si propongono percorsi utili a far ritrovare nei giovani il gusto della partecipazione più piena e consapevole alla liturgia e, così, andare incontro al loro desiderio di cercare Dio e renderli missionari nei loro complessi mondi. L’evangelizzazione passa anche per la via della bellezza e della ricerca dei semina Verbi. La nostra Rivista vi dedica sempre molta attenzione e, infatti, pure in questo fascicolo pubblichiamo uno studio denso e documentato di ANTONIO ASCIONE dal titolo Il potere teologico della letteratura, che percorre soprattutto il dibattito svoltosi negli ultimi decenni, da cui emerge da un lato che «saper ascoltare il mistero è frutto della parola poetica, che apre l’udito dello spirito e penetra nel cuore» (p. 32) e dall’altro che «la teologia, chiamata a operare una mediazione culturale della rivelazione, non deve dunque perdere di vista la letteratura, non solo perché espressione della cultura umana, ma anche perché manifesta un potere teologico straordinario nella “parola”» (p. 34). Se la letteratura serve a esplorare l’umano, allora risulterà molto interessante la lettura del contributo, postumo, di CIRO STANZIONE su L’utopia di una società giusta in alcuni testi della letteratura greca. In questo numero ospitiamo, infine, una nota di ALFONSO LANGELLA su due recenti pubblicazioni in ambito mariologico, che esplorano tale disciplina sul versante biblico, in particolare il Vangelo dell’infanzia di Luca, e su quello magisteriale, esaminando i documenti pontifici sulla preghiera del Rosario. Ci sembra di concludere veramente bene: la Madre del Signore, infatti, ispira chi annunzia il Vangelo a essere missionario di bellezza e preghiera per il bene della Chiesa.

 GAETANO DI PALMA



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 506"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024344
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

SOMMARIO

RUBRICA

Per comunicare meglio

50. I casi difficili/19. Parlare di se stessi

al termine del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

I nostri modi di dire

10 «Tutto è grazia»

1. «Tutto è grazia»: oscillazione della fede

tra il banale e il tragico (Alberto Carrara)

2. Grazia e disgrazia (Francesco Miano)

3. Come identificare una grazia (Mario Torcivia)

SUSSIDIO

Una proposta di Rosario meditato (Roberto Laurita)

PREPARARE LA MESSA

Dalla domenica di Pasqua alla domenica di Pentecoste

Domenica di Pasqua (Lorenzo Rossi, Roberto Laurita)

2a domenica di Pasqua (Lorenzo Rossi, Roberto Laurita)

3a domenica di Pasqua (Lorenzo Rossi, Roberto Laurita)

4a domenica di Pasqua (Lorenzo Rossi, Roberto Laurita)

5a domenica di Pasqua (Lorenzo Rossi, Roberto Laurita)

6a domenica di Pasqua (Lorenzo Rossi, Roberto Laurita)

Ascensione del Signore (Lorenzo Rossi, Roberto Laurita)

Domenica di Pentecoste (Lorenzo Rossi, Roberto Laurita)



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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024337
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

SOMMARIO

I SENTIMENTI NELLA BIBBIA

PREOCCUPAZIONE, AFFANNO, ANSIA

Editoriale

Marco Zappella

GLI AFFANNI “BEN TEMPERATI”

DELL’UOMO GIUSTO

Sebastiano Pinto

«MOLTA SAPIENZA, MOLTO AFFANNO»?

Donetalla Scaiola

PREOCCUPAZIONE E AFFANNO

NEI SALMI: QUALCHE ESEMPIO

Carlo Broccardo

«PER LA VOSTRA VITA

NON AFFANNATEVI»

Michele Marcato

LA PREOCCUPAZIONE DI PAOLO

PER L’ANNUNCIO DEL VANGELO

Annalisa Guida

I TEMPI NUOVI E LA FINE DELL’AFFANNO

Leonardo Paris

IL SOGNO DI ADAMO –

IL SOGNO DI CRISTO

Valentino Bulgarelli

GLI ANTIDOTI CONTRO

LE PREOCCUPAZIONI

Monica Cornali

L’ATTENZIONE DEL CUORE

COME ANTIDOTO ALLA PAURA

PER SAPERNE DI PIU

Marcello Panzanini

La morte del Battista: un affaire politico,

parola di Giuseppe Flavio

MEN AT WORK

Valeria Poletti

Gesù davanti alle nostre preoccupazioni e ansie

APOSTOLATO BIBLICO

Sebastiano Pinto

La domenica della Bibbia: quando celebrarla

VETRINA BIBLICA

ARTE

Marcello Panzanini

A buon intenditor basta… uno sguardo:

La predica di san Giovanni Battista, di P. Bruegel

 

 

 

EDITORIALE

 

Tra i tanti racconti o miti antropogonici, che cioe narrano l’origine dell’uomo, la tradizione latina ce ne ha trasmesso uno, che non ha avuto la medesima fortuna di altri,

ma che appare altrettanto significativo. Ci parla di quel che successe a Cura, un personaggio della mitologia romana il cui nome significa preoccupazione, inquietudine,

ansia. Mentre attraversa un fiume, vede del fango argilloso; lo afferra e, senza seguire uno schema preciso, comincia a modellare un pupazzo, che prende vita grazie

al soffio vitale insufflatogli da Giove, di passaggio da quelle parti. A quel punto i due cominciano a questionare perche ognuno vuole imporre al fantoccio il proprio

nome; a litigare con loro s’aggiunge Terra. Per ricomporre la bega, si appellano a Saturno come giudice, il quale sentenzia: Tu, Giove, gli hai dato il soffio vitale:

una volta morto, prenditi, dunque, l’anima. Tu, Terra, gli hai prestato il corpo: ricevi, dunque, le sue spoglie. Tu, Cura, l’hai plasmato per prima: lo possiederai

durante tutta la sua esistenza.

Per quanto riguarda il nome, si chiamera uomo (homo) perche dal terreno (humus) e stato formato. Il racconto proietta alle origini e collega al volere degli dei una

dimensione squisitamente umana: cioe la preoccupazione, l’inquietudine, l’ansia. Con Heidegger, la filosofia contemporanea parla della cura come della struttura

fondamentale dell’esistenza sotto forma di prendersi cura, degli oggetti, e di avere cura, degli altri. La psicologia e le neuroscienze ci mostrano come lo stress

sia funzionale al mantenimento dell’equilibrio tra organismo e ambiente, ma possa diventare disfunzionale quando la sollecitazione e troppo lunga, fino a generare

psicopatologie.

Quello che oggi viviamo con consapevolezza “scientifica” e stato vissuto e descritto nella Bibbia con accenti e prospettive diverse, ma collocabili su due direttrici: una

preoccupazione nei confronti del presente e una nei confronti del futuro. Alla prima vanno ricondotte le vicissitudini di Tobi (Marco Zappella), le situazioni degli oranti

del Salterio (Donatella Scaiola), le riflessioni sapienziali di Qoelet (Sebastiano Pinto), le esortazioni di Gesu dal carattere sapienziale-filosofico (Carlo Broccardo): tutte

trovano in Dio il loro punto di soluzione. Affidare a Lui la propria esistenza equivale a trovarle un senso, cioe un significato e una direzione; deporre in Lui ogni

preoccupazione aiuta a recuperare quella leggerezza di vivere che il salmista traduce con il dono (divino!) del sonno, perche l’ansia prosciuga ogni leggerezza

(Valeria Poletti).

Il Nuovo Testamento ha il suo detonatore nella persona di Gesu profeta del Regno, cioe la proposta divina che fa intersecare la linea del futuro con quella del presente.

E proprio su questa direttrice si collocano quei passi (di Atti e di Apocalisse) in cui si invita a guardare al futuro non come tempo del giudizio disperante, ma come

tempo del ristoro, della consolazione, quando si potra sentire di nuovo la freschezza sui volti arsi dal dolore e dalla sofferenza (Annalisa Guida e inserto di Marco Tibaldi).

In questo orizzonte va collocata la preoccupazione di Paolo non solo di annunciare la salvezza nel Crocifisso risorto, ma anche di presentare ogni sua comunita al Signore

che viene come vergine casta (Michele Marcato). Nella rilettura teologica offerta da Leonardo Paris si evidenzia come preoccupazione, affanno e ansia non siano in se

male. Anzi, concernono anche il Dio di Gesu. Nella vicenda di quest’ultimo si percepisce l’ansia del Padre perche nessuno vada perduto. Dio non e il meno, ma il piu

coinvolto. Per cui l’ideale cristiano non e quello di un uomo e una donna tranquilli e inscalfibili; il cristiano e bene che sia preoccupato, che corra e si affanni. Cio che

muove questa corsa pero dev’essere non la disperazione, ma il riflesso dello sguardo paterno e materno di Dio che per tutti si preoccupa. In altri termini, il vero

antidoto alla paura sta nell’amore (Monica Cornali). Non si tratta solo di prendere coscienza dei nostri vissuti e degli schemi mentali con cui percepiamo e reagiamo

alla realta; bisogna trovare un itinerario del cuore, cosi che il cuore trovi il suo tesoro: Nell’amore non c’e timore, al contrario l’amore perfetto scaccia il timore, perche il

timore suppone un castigo e chi teme non e perfetto nell’amore (1 Gv 4,18).

Dunque, buona lettura.

 

Marco Zappella



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Titolo: "Concilium - 2019/1"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024320
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Indice

Markus Büker – Alina Krause – Linda Hogan,

Editoriale. Lo sviluppo globale in un mondo

sempre più urbanizzato.

Abstracts

I. Città e sviluppo globale 23

1. L’umanità in movimento

Dirk Messner, Il secolo delle città.

Percorsi verso la sostenibilità

I/ Introduzione

II/ L’urbanizzazione e la “Grande trasformazione

verso la sostenibilità”

III/ Una indicazione normativa per la trasformazione

verso una “società di città mondiali”che sia sostenibile

2. Riflessioni teologiche sull’urbanizzazione

e le sue sfide

2.1 Martin Ebner, I primi cristiani come disturbatori

della quiete pubblica nelle città. Esperimenti e visioni

degli inizi sull’utilità della fede cristiana

per l’organizzazione della società

I/ Il battesimo abolisce le dicotomie sociali

II/ Le ecclesiae di Dio e il diritto civico dei battezzati

III/ I sogni della signoria di Cristo e l’infiltrazione sovversiva

nelle strutture imperiali romane

IV/ L’architettura della città di Dio

e le realistiche utopie cristiane

V/ Prospettive

2.2 Margit Eckholt, Imparare a vivere l’ospitalità.

Fondamenti teologici dell’annuncio di fede

nel pluralismo delle grandi città

I/ Introduzione: la fede nelle «nuove culture»

delle grandi città

II/ Conversione ecclesiale: fondamenti ecclesiologici

sulle tracce del Vaticano II e della conferenza di Medellín

1/ I reciproci richiami tra Lumen gentium e Gaudium et spes

2/ Libertà e liberazione in Gesù Cristo

3/ Una nuova teologia pubblica nello «spazio in movimento»

della città

III/ L’ospitalità nella “città d’arrivo”

2.3 Felix Wilfred, Trasformare le nostre città.

Il ruolo pubblico della fede e della teologia

I/ La città e le sue opportunità

II/ Il contesto urbano degli interventi teologici

III/ Interculturalismo e capitale sociale

IV/ Il grido dei poveri nelle città

V/ Dalla città intelligente alla città compassionevole

VI/ Città ed ecologia

VII/ Soggetti di ispirazione religiosa e soggetti non governativi

VIII/ La sfida alla teologia

IX/ Conclusione

3. Riflessioni etiche sull’urbanizzazione e le sue sfide

3.1 Michelle Becka, La città in prospettiva

di responsabilità globale.

Riflessioni etico-sociali dalla Germania

I/ La sostenibilità sia locale che globale

II/ Le reti di città come attori speciali

III/ Vivere insieme in città

IV/ L’integrazione

3.2 Daniel Franklin Pilario, Fede e religione

nelle megalopoli globalizzate. Uno sguardo da Manila

I/ Le avventure della religione nella città

II/ La vita religiosa a livello popolare

III/ La chiesa istituzionale e la religione pubblica

IV/ Conclusione

3.3 Linda Hogan, Globalizzazione, urbanizzazione

e bene comune

I/ La globalizzazione e i suoi impatti

II/ Le sfide etiche della globalizzazione

III/ Urbanizzazione e pluralismo

IV/ La costruzione di un terreno comune

4. La prassi della creazione di spazi umani

4.1 Stephan de Beer, Liberazione dello sviluppo urbano

e Chiesa sudafricana. Una riflessione critica,

in dialogo con David Korten e Gustavo Gutiérrez

I/ La città del (post-)apartheid

II/ Urbanizzazione, alloggi e problema dei senzatetto

III/ Gesù, migrante e senza fissa dimora, nei bassifondi urbani:

una questione di fede e teologia

IV/ Liberare lo sviluppo della città:

approfondire l’impatto urbano

1/ Le quattro generazioni di Korten

2/ La liberazione integrale di Gutiérrez

V/ La chiesa urbana a Tshwane

VI/ Imperativi urgenti per un programma

teologico urbano (post-)apartheid

4.2 Georg Stoll, Il contributo delle organizzazioni

della società civile alla trasformazione.

Gli effetti del lavoro delle ong: il caso di Misereor

I/ Dinamiche di cambiamento globale

II/ Le città come luoghi del cambiamento globale

e la loro conformazione trasformativa

III/ La trasformazione: cosa ci si aspetta

da una ong come Misereor

4.3 Lorena Zárate, Vivere con dignità e in pace.

La mobilitazione sociale per il diritto alla casa

e il diritto alla città

I/ Un solo mondo… con città dal doppio volto

II/ La formazione di reti internazionali,

lo sviluppo di trasformazioni locali

III/ Sfide ed opportunità davanti a noi

4.4 Marco Kusumawijaya, Il terzo Paradiso

I/ Giustizia e comunità

II/ La città è una comunità?

III/ Ottimismo

4.5 Luiz Kohara, La periferia in centro

I/ La lotta dei poveri per il centro della città

II/ L’attività del Centro Gaspar Garcia

in rapporto alla periferia presente in centro

II. Forum teologico 155

Michael Seewald, Pena di morte, dottrina della Chiesa

e sviluppo del dogma. Considerazioni sulla modifica

al Catechismo proposta da papa Francesco

Introduzione

I/ La chiesa cattolica e la pena di morte: schizzi storici

1/ L’atteggiamento della chiesa verso la pena di morte

nell’ambito giuridico statale

2/ La pena di morte per i cristiani eretici

3/ La legittimità della pena di morte,

insegnamento permanente della chiesa?

II/ La decisione di Francesco: la dignità della persona

III/ La crisi della cosmesi di continuità magisteriale

Uno sguardo conclusivo

III. Rassegna bibliografica internazionale

 

 

 

 

 

Editoriale

Lo sviluppo globale

in un mondo

sempre più urbanizzato

L’Agenda 2030 e l’Accordo di Parigi impegnano la comunità

internazionale a compiere cambiamenti significativi e di

vasta portata per affrontare le attuali minacce alla vita e alla

coesistenza prima che sia troppo tardi. In linea di massima tutti

concordano sulla necessità di questo impegno. L’umanità sta

superando i limiti del pianeta. Per esempio: i sistemi di produzione

basati sul carbone e sull’uso intensivo delle risorse

e gli stili di vita prevalenti non sono sostenibili. La presenza

di rifugiati dal Medio Oriente e dall’Africa dimostra che i

problemi globali della guerra, del fallimento delle istituzioni

governative e della mancanza di prospettive si fanno presenti

anche nel contesto europeo. L’emergere in tutto il mondo di

governi autoritari e di movimenti populisti, e in alcuni casi

di estremismi di destra, chiama in causa la funzionalità delle

democrazie tradizionali. Come assicurare che tutti gli esseri

umani possano vivere in un ambiente naturale e sociale intatto,

e che nessuno sia lasciato indietro? Tutti – ciascuno secondo le

proprie specifiche responsabilità e i mezzi a propria disposizione

– sono chiamati a svolgere una parte nelle soluzioni comuni
che abbracciano i continenti, le religioni e gli strati sociali. Che

ruolo svolgono le religioni in questo contesto?

Per molti decenni l’impegno per gli aiuti allo sviluppo e

alla cooperazione è stato considerato una questione di giustizia

distributiva o di carità da parte di un “Nord evoluto” verso

un “Sud sottosviluppato”. Si parlava di “crescita e sviluppo

per ridurre le distanze”, nel senso che il “Sud povero” doveva

aprirsi a un modello esistente e integrarsi nel sistema prevalente

dei paesi industrializzati del cosiddetto “Nord evoluto”,

basato sul capitalismo e sul fondamentalismo commerciale.

Oggi questa interpretazione non è più sostenibile: non solo la

conoscenza dei complessi meccanismi causali che legano “sviluppo”

e “sottosviluppo” getta nuova luce sulla relazione tra

Nord e Sud, ma anzi la consapevolezza crescente degli impatti

fondamentalmente negativi di questa relazione compromette

la forza esplicativa e la legittimità del paradigma stesso dello

sviluppo – e quindi la polarità tra Nord e Sud. Problemi come

la fame, il cambiamento climatico e tutte le forme di violenza

strutturale si possono comprendere solo in un contesto globale.

L’espansione globale del meccanismo dell’esternalizzazione

attraverso il quale i paesi industrializzati “evoluti” dislocano i

costi e i rischi sociali e ambientali del proprio sviluppo in altre

regioni (nel “Sud”) e più in là nel tempo sta raggiungendo il

limite. Nella misura in cui le distanze nel tempo e nello spazio

si contraggono ed emergono mercati veramente globali, appare

evidente che il concetto di “esterno” implicato dalla “esternalizzazione”

è sempre stato un’illusione. Gli esseri umani e la

natura, il cui sfruttamento è stato ed è parte integrante dello

sviluppo del Nord, non restano più all’“esterno”. Non si può

più rispondere all’interrogativo su come operare nella nostra

vita comune per il bene di tutti e di ciascuno e di tutte le generazioni

(anche quelle future) usando una bussola il cui ago

indichi sempre il “Nord”.

Le differenze tra Nord e Sud, nondimeno, rimangono. Non

solo tra i diversi stili di vita delle persone, ma anche nelle loro

opportunità fondamentali: l’accesso alle risorse, il riconoscimento

dei diritti umani, l’alimentazione, la salute, l’educazione,

le aspettative di vita, la sicurezza e la partecipazione politica

ed economica. Inoltre queste differenze sono amplificate nel
contesto della rapida urbanizzazione che ha accompagnato la

globalizzazione e che sta trasformando le identità, gli stili di

vita e le visioni del mondo.

Che l’urbanizzazione stia trasformando il nostro mondo è

già evidente nelle statistiche ed è l’oggetto del saggio di apertura

di Dirk Messner su una “umanità che è in movimento”.

Messner sottolinea che il XXI secolo sarà il secolo delle città e

che la forza di questo slancio urbanistico influirà in primo luogo

sui paesi in via di sviluppo e sulle economie emergenti in

Asia e in Africa. Pertanto, sostiene l’autore, se si vuole affrontare

il cambiamento climatico e implementare l’Agenda 2030,

si potrà farlo solo nel contesto di prospettive e strategie urbane

nuove e diverse. I modelli di progresso, il consumo di risorse,

le forme di associazionismo politico e di governo, la natura del

lavoro, la cultura e il pluralismo [...]



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 505"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024290
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Per comunicare meglio

49. I casi difficili/18. Parlare di se stessi al termine del ministero

in una comunità (Roberto Laurita) 3

DOSSIER

I nostri modi di dire

9 «Disprezzare il mondo»

1. Pro e contro il disprezzo del mondo (Alberto Carrara) 13

2. «Disprezzare il mondo»: un ideale di perfezione? (Ezio Bolis) 16

3. Disprezzare il mondo? Uno sguardo positivo

sul presente e sul futuro (Savino Pezzotta) 20

SUSSIDIO

Le sette parole di Gesù in croce (Pier Giordano Cabra) 27

PREPARARE LA MESSA

Dal Mercoledì delle ceneri alla Veglia pasquale 49

Mercoledì delle ceneri (Lorenzo Rossi, Samuele Riva) 51

1ª domenica di quaresima (Lorenzo Rossi, Samuele Riva) 68

2ª domenica di quaresima (Lorenzo Rossi, Samuele Riva) 85

3ª domenica di quaresima (Lorenzo Rossi, Samuele Riva) 103

4ª domenica di quaresima (Lorenzo Rossi, Samuele Riva) 121

5ª domenica di quaresima (Lorenzo Rossi, Samuele Riva) 140

Domenica delle palme (Lorenzo Rossi, Samuele Riva) 158

Triduo Pasquale (Pierino Boselli) 173

Giovedì santo (Pierino Boselli) 174

Venerdì santo (Pierino Boselli) 181

Veglia Pasquale (Pierino Boselli) 187

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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024313
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

INDICE

 

Editoriale

2 R. Barile

Il male tra spiegazioni e mistero

Studi

5 C. Doglio

Il male nell’Antico Testamento

9 G .L. Carrega

Il male nel Nuovo Testamento

13 A . Mastantuono

Le maschere del male

18 G . Di Donna

La lotta luminosa: il catecumenato

24 A . Lameri

Liberati dal giogo del male:

Quaresima e Tempo pasquale

30 D. Messina

Il male nel Rito della Penitenza

35 P. Sorc i

Il male: l’unzione degli infermi

40 R. Barile

Il male: gli esorcismi

Nota

45 V. Mignozzi

Preghiere e messe di guarigione

Formazione

48 M. Roselli – S. Soreca

Formare gli operatori pastorali

1. Il male nella liturgia

55 M. Gallo – S. Sirboni

La Messa e il Messale

1. Laboratori per iniziare

61 D. Piazzi

«È veramente cosa buona e giusta»

1. Celebrare rinnovati

il mistero pasquale

Sussidi e testi

67 E . Sapori (a cura di)

La comunione ai malati

 

EDITORIALE

Il male tra spiegazioni e mistero

 

Partiamo dall’icona della prima evangelizzazione di Gesù con annuncio

della parola, guarigione delle malattie, azione di scacciare i demoni (cfr.

Mt 4,23-24; 9,35; Mc 1,39; Lc 6,17-18). Non solo il secondo e il terzo intervento

sono rimedio ad un male: loè anche il ministero della parola, dal

momento che secondo Mt 4,14-17 l’epifania di Gesù è luce per chi abita

nelle tenebre e nell’ombra di morte. Il CCC, che sta a mezzo tra l’opera

di Gesù Cristo e la sua continuazione nella chiesa, fa apparire il male prima

come fisico e poi come morale: il che corrisponde alla nostra esperienza e

permette di inquadrare l’azione della liturgia nonché gli articoli di questo

numero.

Il male fisico

La questione del male scatta con la creazione e con la domanda: se tutto

è stato creato da Dio e con sapienza, perché il male? Il male fisico permette

una prima definizione come assenza di bene. È la posizione di Tommaso: «Si

può cominciare a parlare del male partendo dal concetto di bene (...) e non

resta che dire che con male si intende assenza di bene»; «il male in se stesso

non è qualcosa», «non può che essere nel bene (...) il soggetto del male è il

bene»; anche i demoni sono naturaliter buoni e sono diventati cattivi solo per

un atto di volontà (Sth I, q. 48, a. 1; I, q. 48, a. 3; De Malo q. 1, a. 2; q. 16, a

2; D 800. Cfr. anche Lateranense IV nel 1215). Precisare la non consistenza

ontologica del male non è pedanteria, altrimenti si spalanca la porta alla soluzione

dei due principi alla pari, tentazione avvincente e facile.

Tornando alle citazioni bibliche, va segnalato che i vangeli riportano un

intervento di Gesù sugli elementi materiali: la tempesta sedata e il cammino

sulle acque (Mt 8,23-27; Mc 4,35-41; Lc 8,22-25; Mt 14,25; Mc 6,45-50; Gv

6,19); inoltre si dà una certa relazione fuori dell’ordinario tra le cose di questo

mondo e il ministero del Signore. Si considerino il fico seccato (Mt 21,18-

19; Mc 11,20-21), la moltiplicazione [...]



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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024283
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

INDICE

Editoriale 2

Mario Cucca

DALLA PADRONANZA ALL’ALTERITÀ,

DAL GODIMENTO AL DESIDERIO 4

Cristiano D’Angelo

LA PROFEZIA DI FRONTE AL DELIRIO

DEI POTENTI (1 RE 21) 10

Benedetta Rossi

LA PASSIONE PER LA PAROLA

(GER 20,7-18) 16

Donatella Scaiola

LA SEDUZIONE, ESPRESSIONE

DEL DESIDERIO? 21

Davide Arcangeli

IL PERCORSO DEL DESIDERIO

IN GESÙ DI NAZARET 27

Stefano Romanello

LA VOLONTÀ DEBILITATA:

RM 7,7-25 32

Lucia Vantini

DESIDERIO E PASSIONI:

SINTESI TEOLOGICA 37

Valentino Bulgarelli

LA CATECHESI PER UN RISVEGLIO

DEL DESIDERIO DI DIO 41

Monica Cornali

DESIDERARE CON PASSIONE 45

PER SAPERNE DI PIÙ

Marcello Panzanini

Quando il desiderio ci viene dall’alto:

La vita in Cristo di Nicola Cabasilas 50

MEN AT WORK

Valeria Poletti

Appassionanti passioni 52

APOSTOLATO BIBLICO

Sebastiano Pinto

La domenica della Bibbia 54

VETRINA BIBLICA 55

ARTE

Marcello Panzanini

Una passione sconvolgente:

il Noli me tangere di Tiziano 59

 

EDITORIALE

Prosegue il lungo e articolato percorso di illustrazione

dei sentimenti nella Bibbia, che si

chiuderà con l’ultimo numero di quest’anno.

Mettere a fuoco il desiderio equivale a

confrontarsi con uno dei sentimenti umani più ambigui.

Basta sfogliare un dizionario dei sinonimi, per

accorgersi di come «desiderare» può caricarsi di valenze

semantiche (con i conseguenti risvolti comportamentali)

assai diversificate: appetire, ambire, bramare,

agognare, amare; oppure: smaniare, anelare, sospirare

per, aspirare a.

Anche nell’Antico Testamento traspare questa ambivalenza.

Nel rapporto di coppia il desiderio può distorcersi

in presa di possesso dell’uno sull’altra (Gen

2,23) oppure evolversi in relazione tra i due soggetti

(Cantico dei cantici). Il passaggio, non solo linguistico

ma anche relazionale, dal monologo (Adamo) al

dialogo (gli amanti), è condizione indispensabile per

preservare e rafforzare l’alterità dei soggetti in campo

(Mario Cucca). Si contempla poi il caso di una coppia

dominata da una tale brama di possesso da schiacciare,

anche fisicamente, ogni alterità: lo si può notare

nella vicenda di Nabot e la sua vigna, prede di

Acab e Gezabele, a loro volta prede assetate di potere

e inebriate da esso. A contrastarli si erge il profeta

Elia, munito della forza di Yhwh e, perciò, unico

argine alla cupidigia dei potenti (Cristiano D’Angelo).

Per sua natura il profeta è portavoce della parola divina

ma anche «portato» da essa. Geremia, per esempio,

dà voce e corpo al suo innamoramento della Parola,

che come fuoco lo consuma: nella sua vicenda,

testimoniata in modo vibrante in Ger 20,7-18, attrazione

e seduzione si alternano a forza e sopraffazione

(Benedetta Rossi). Ben diverse sono le dinamiche che

regolano il gioco della seduzione femminile come risposta

al desiderio maschile. Figure di eroine come

Tamar e Giuditta disinnescano con astuzia i disegni

di Giuda e di Oloferne, mettendo la propria persona

a repentaglio per la discendenza e sopravvivenza

di Israele. Rut e la donna di valore dell’encomio finale

del libro dei Proverbi mostrano inoltre una donna

che non è desiderabile tanto per la sua avvenenza,

quanto per la sua intraprendenza (Donatella Scaiola). [...]



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