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Ebook - Ebook - Riviste



Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300018886
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

EDITORIALE

 

Memoria, passione, speranza

 

Con l’«anno della vita consacrata» (30 novembre 2014 - 2 febbraio 2016), papa Francesco pone al centro dell’attenzione della comunità ecclesiale questa realtà così preziosa – «dono dello Spirito a tutto il popolo cristiano» –, ma al tempo stesso investita da tutte le problematiche che affliggono tanto la società civile quanto la chiesa. Tre le grandi direttrici che definiscono il percorso indicato dal Pontefice: «Una grande storia da ricordare, il presente da vivere con passione, il futuro da abbracciare con speranza»1. Quindi, non la nostalgia per un passato che non tornerà più, né l’appiattimento sul presente e neppure la proiezione verso un futuro vago e indeterminato, ma uno sguardo «tridimensionale» come chiave di lettura per comprendere sempre meglio l’identità e la missione della vita consacrata, ancora sospesa tra crisi e kairos, vale a dire un «tempo opportuno» per un rinnovamento sempre più profondo e autentico.

 

Diversi gli aspetti sui quali la vita consacrata è chiamata a una riflessione, a partire però da nuove prospettive: la ri-comprensione della sua dimensione «carismatica», dal momento che alle sue origini «è presente l’azione di Dio che, nel suo Spirito, chiama alcune persone alla sequela ravvicinata di Cristo» (Francesco, A tutti i consacrati, 1); la sua collocazione ecclesiale: non un’entità a se stante, isolata e marginale, ma al cuore stesso della chiesa come elemento decisivo della sua vita e missione (cf. Francesco, A tutti i consacrati, 5); la dimensione apostolica: il rapporto con il mondo, attraverso una testimonianza convinta e convincente della gioia che deriva dal vivere «in Cristo»; la dimensione «mistica»: il suo rapporto con il mistero di Dio; la dimensione profetica, le nuove sfide missionarie, ecc. Numerosi sono anche gli interrogativi suscitati dal confronto con un contesto sociale e culturale segnato dallo smarrimento, dal sospetto e dall’indifferenza, ma sempre desideroso di incontrare testimoni dell’Assoluto, capaci di mostrare un «modo altro» di vivere e interpretare l’umano.

 

In sintonia con queste sollecitazioni si struttura il presente fascicolo, la terza «monografia» che «CredereOggi» dedica alla vita consacrata (cf. le monografie La vita consacrata nella chiesa n. 66 [6/1991] e Vita religiosa, dove vai? n. 157 [1/2007]), segno della speciale attenzione con cui la rivista guarda a questa realtà ecclesiale. Senza alcuna pretesa di esaustività, il fascicolo intende toccare aspetti fondamentali della vita consacrata, allo scopo di fornire un quadro sintetico, ma già significativo di questo singolare dono dello Spirito alla chiesa.

 

Il fascicolo si apre con un contributo dell’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. Sullo sfondo di questo osservatorio privilegiato offre una riflessione sulla vita consacrata, in particolare sul suo carisma, ma a partire dal «centro»: l’evento Cristo, fondamento della fede e della chiesa. Altri aspetti in relazione al carisma della vita consacrata sono: l’orizzonte escatologico, la profezia, la dimensione ecclesiale, il confronto con il panorama culturale e religioso odierno.

 

Sempre sulla linea dell’attenzione all’oggi, ma secondo una prospettiva diversa, si pone Carlos García Andrade, con un articolo sul rapporto tra la vita consacrata e il mondo contemporaneo. L’autore richiama alcune tra le principali sfide con le quali si confrontano i consacrati oggi, non limitandosi, però, a un mero elenco degli aspetti più problematici, ma cercando sempre di cogliere nuove possibilità, spesso celate dietro i cambiamenti che sempre più rapidamente si susseguono nell’attuale contesto socio-religioso.

 

Il terzo contributo riguarda un altro rapporto: quello tra vita consacrata e Scrittura. Germano Scaglioni studia come si è articolata nel tempo la relazione tra le due realtà: ne emerge una quadro composito, in cui si riflettono, da un lato lo stretto legame che fin dagli inizi unisce vita consacrata e parola di Dio; dall’altro, le nuove prospettive che l’esegesi moderna, meno legata a «precomprensioni» dottrinali, dischiude nel definire l’identità e la missione della vita consacrata.

 

A beneficio del lettore, non poteva mancare un excursus storico sullo sviluppo della vita consacrata e delle sue forme, dagli inizi del movimento monastico fino alle «nuove comunità» dei nostri giorni. È il contributo offerto da Raffaele Di Muro.

 

Simona Paolini analizza due dimensioni fondamentali che caratterizzano la vita consacrata: la relazione con Dio e con la chiesa, sottolineando come non si possa mai dare l’una senza l’altra. La ricerca muove dai testi conciliari, in particolare attingendo alla Lumen gentium, per delineare i tratti costitutivi della vita consacrata, tenendo conto della pluralità delle sue forme ed esperienze.

 

Un’utile rassegna dei principali documenti ecclesiali recenti sulla vita consacrata è proposta da Santiago M. Gonzáles Silva. Il lettore è aiutato ad apprezzare la ricchezza di questi testi, nei quali si può osservare una continuità progressiva a livello tematico: l’origine trinitaria della consacrazione, la vita fraterna come realtà significativa nella chiesa, la missione in unità di vita e varietà carismatica.

 

Un aspetto, problematico ma ineludibile, è la relazione tra vita consacrata e mondo giovanile, «terreno» sul quale la vita consacrata gioca un’importante partita per il suo futuro. Sul tema riflette Gianluigi Pasquale, indicando i «poli magnetici», vale a dire gli elementi che non possono mancare nella vita consacrata per poter essere ancora considerata «attrattiva» oggi, soprattutto nei confronti dei giovani alla ricerca della piena realizzazione di sé sul piano umano e spirituale.

 

Un tratto accomuna le testimonianze più autorevoli della vita consacrata: l’esperienza della gioia che scaturisce dall’appartenenza totale a Cristo. La gioia non è un elemento fra i tanti della vita cristiana e ancor meno della vita consacrata: come afferma papa Francesco, essa «riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù» (Francesco, Evangelii gaudium, n. 1). Di questa connotazione della vita consacrata tratta l’articolo di Antonio Bertazzo.

 

L’ultimo contributo del fascicolo è di Lucio Saggioro che pone a confronto mass media e vita consacrata, mondi diversi fra loro, che si relazionano, si conoscono poco, ma possono arricchirsi reciprocamente.

 

Nella Documentazione, Luigi Dal Lago sceglie alcuni brani tratti da tre documenti editi in vista dell’anno della vita consacrata. Due sono a cura della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica: Rallegratevi e Scrutate. Il terzo, invece, è costituito dalla lettera apostolica di papa Francesco A tutti i consacrati che abbiamo più volte citato. Infine, l’Invito alla lettura, realizzato con la consueta acribia dallo stesso Luigi Dal Lago, apre interessanti prospettive di approfondimento, segnalando al lettore le opere più recenti e significative sulla vita consacrata.

 

Il direttore



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300018770
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Celebrare per formare alla fede

Studi

D. Albarello, Vivere la fede o insegnare una dottrina?

La pratica pastorale della catechesi, di fatto, continua spesso a oscillare fra due modelli inadeguati: il modello dottrinalistico e il modello esperienzialistico. Per un’impostazione più equilibrata occorrerebbe tenere presenti due criteri: il primato del vissuto sul saputo e il primato della testimonianza sulla dottrina. Alla luce di tali criteri, la formazione in senso cristiano è chiamata a seguire un ‘ritmo’ in tre movimenti: ricevere, accogliere, configurare la forma della libertà di Gesù da parte della libertà umana.

 

A. Grillo, I riti educano?

I riti non avevano perso il ruolo ‘educativo’, ma lo avevano progressivamente ridotto a ‘pedagogia concettuale e normativa’ di evidenze dogmatiche e disciplinari. Accettare che i riti, per essere ‘educatori’, debbano prevedere una graduale iniziazione corporea e temporale è il modo più limpido per recepire la novità dell’ultimo secolo. Lasciarsi educare dai riti presuppone non la paura, ma la speranza.

 

L. Donati Fogliazza, La fede in atto: quale rapporto tra catechesi e liturgia?

Una sorta di paradosso attraversa la storia del binomio catechesi - liturgia: da una parte le due azioni ecclesiali non possono stare l’una senza l’altra; dall’altra è evidente una certa insoddisfazione per un mancato equilibrio. Il recupero della prospettiva catecumenale e una considerazione attenta circa lo stato delle nostre celebrazioni ripropongono in maniera pressante la questione.

 

G. Cavagnoli, La celebrazione liturgica sorgente educativa per chi la presiede

Fondamentalmente due sono le prospettive che determinano e guidano l’educazione dei ministri ordinati nell’azione liturgica, concretizzata per loro nel ministero della presidenza, assurta a vera ‘arte’: agire in persona Christi ma anche in persona Ecclesiae. Così, chi è chiamato a presiedere l’eucaristia vi riscopre le fondamentali caratteristiche educative che ispirano il ministero: la dimensione del dono e l’appello alla conversione continua, sollecitato proprio dall’agire rituale.

 

Temi pastorali

A. Giuliani, Iniziazione cristiana degli adulti: solo tappe rituali o iniziazione alla liturgia?

Il catecumenato è costituito da tappe rituali integrate con l’annuncio della fede e pensate come momenti forti di svolta esistenziale del catecumeno nella progressiva e faticosa presa di distanza da un modus vivendi non cristiano. Se celebrati nel contesto che il libro liturgico suppone e senza minimalismi, i riti costituiscono una vera iniziazione alla liturgia che chiede, però, di essere confermata dopo il battesimo, con un riscontro adeguato nella vita liturgica della comunità.

G. Venturi, Preparazione al matrimonio e formazione al celebrare

Non poche volte la preparazione e la celebrazione del matrimonio divengono un’occasione per riscoprire la fede. La formazione alla celebrazione del matrimonio inizia con la conoscenza - comprensione del rito, passando per una progressione di celebrazioni, fino ad arrivare alla messa in atto con consapevolezza di fede del rito e a tradurlo poi nella vita quotidiana.

 

N. Reali, Una nuova situazione: matrimonio dei genitori, battesimo dei figli

Matrimonio dei genitori e battesimo dei figli: una questione che, oltre ad attendere dei chiarimenti dal punto di vista liturgico-pastorale, deve aprire una riflessione sull’intera pastorale familiare, dal momento che la richiesta di unire i due sacramenti è un dato che chiede una più profonda presa di coscienza ecclesiale del mutamento della modalità di approccio a matrimonio e famiglia da parte delle giovani generazioni.

 

Esperienze

I. Seghedoni, L’iniziazione cristiana in quattro tempi

Abbiamo chiesto all’autore della diocesi di Modena, impegnata in una riforma dell’iniziazione cristiana dei fanciulli – con il metodo detto ‘a quattro tempi’ – di mostrare quale ruolo abbia la liturgia nel processo di formazione cristiana. Il nome del metodo si deve alle quattro dimensioni attivate: l’incontro con i genitori, la condivisione in famiglia, l’attività con i fanciulli e la celebrazione domenicale.

 

Sussidi e testi

D. Piazzi, Educare a celebrare celebrando

L’iniziazione cristiana non è finalizzata a comunicare delle verità, ma a mettere i ragazzi in relazione con Cristo. Il cammino va ritmato con celebrazioni interne al gruppo dei ragazzi insieme a genitori e catechisti, con celebrazioni con la comunità parrocchiale, ma soprattutto sono preziose le brevi celebrazioni che chiudono ciascun incontro con i ragazzi.

 

Documenti

P. Sartor, La catechesi in Italia: «Incontriamo Gesù»

A un anno dalla pubblicazione vogliamo riprendere il documento CEI Incontriamo Gesù. Orientamenti per l’annuncio e la catechesi in Italia. Gli orientamenti sono una provocazione per i cultori della scienza liturgica, della teologia pastorale e delle scienze umane, in uno scambio di vedute, in vista di una missione ecclesiale più compiuta.

 

G. Tornambè, L’animatore del canto liturgico dell’assemblea

Di recente è stata pubblicata dalle Éditions du Cerf la guida pastorale della collana Célébrer che tratta della musica e degli attori musicali nella liturgia. Lo chantre è figura pressoché onnipresente nelle realtà ecclesiali francesi.



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Titolo: "Adnotationes in Decreta"
Editore: Lateran University Press
Autore: Cristian Begus
Pagine:
Ean: 2484300022708
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario 1. Una distinzione preliminare tra Rimozione e Privazione. 2. L’Atto amministrativo e l’Atto avente natura contrattuale nell’attività amministrativa. Brevi cenni.

 

Summary 1. A preliminary distinction between Removal and Deprivation. 2. The Administrative Act and the Act with contractual nature in the administrative activity. Brief notes.



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Titolo: "Consultare e consigliare nella Chiesa"
Editore: Lateran University Press
Autore: Paolo Gherri
Pagine:
Ean: 2484300022715
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario Introduzione. 1. Il Concilio di Trento (1545-1563). 2. Il Concilio Vaticano I (1869-1870). 3. Il Concilio Vaticano II. 4. Sinodalità, collegialità, consultazione/consiglio. Conclusione.

 

Summary Introduction. 1. Council of Trent (1545-1563). 2. First Vatican Council (1869-1870). 3. Second Vatican Council (1961-1965). 4. Sinodality, collegiality, consulting. Conclusion.



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Titolo: "Il trattamento canonico dell'eretico fino all'epoca medievale"
Editore: Lateran University Press
Autore: Javier Belda Iniesta
Pagine:
Ean: 2484300022685
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario Motivazione. Introduzione. 1. Il Concetto di Eresia. 2. L’epoca apostolica e post-apostolica. 3. La prima dottrina conciliare 4. La situazione post-costantiniana. 5. L’Eresia fino al IV Concilio Lateranense: dalla transigenza al “populis nimio zelo”. 6. I Tribunali inquisitoriali. Conclusioni.

 

Summary Motivation. Introduction. 1. Concept of Heresy. 2. Apostolic and post-apostolic age. 3.The first council doctrine. 4.The post-constantine situation. 5. Heresy until IV Lateran Council: from tolerance to “populis nimio zelo”. 6. The Tribunals of the Inquisition. Conclusion.



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Titolo: "Le Litteræ motu proprio datæ sulla riforma dei Processi di nullità matrimoniale: prima analisi. Alcuni aspetti delle nuove Norme sulle Cause di nullità del Matrimoni"
Editore: Lateran University Press
Autore: Manuel Jesús Arroba Conde
Pagine:
Ean: 2484300022722
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario 1. Valutazione generale delle scelte fatte nella riforma processuale. 2. La preparazione della Causa. 3. Il “Processo più breve” dinanzi al Vescovo.

 

Summary 1. General Assessment of the choices made in the procedural reform. 2. The preparation of the Cause. 3. The “briefer Process” before the Bishop.



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300018855
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

La liturgia tra nuovi media e fascino del passato

C’è il ‘tradizionalista’ che vorrebbe tornare alla liturgia medievale e il ‘progressista’ che escogita e attua

riforme eccentriche e autoreferenziali… C’è chi rimette la pianeta in chiesa e poi usa il tablet in studio

e nella catechesi. Persino per imparare a celebrare con il Vetus Ordo si va in internet a caccia di video

didattici… Che cosa sta succedendo?

 

Studi

D. Pompili, Celebrare nel tempo del digitale 3

Che cosa ne è del celebrare in un’epoca di individualismo e chiusura alla trascendenza, che però rivela

in tante delle sue forme espressive il desiderio di socialità in rete? In un clima culturale che è diventato

insofferente all’intellettualismo, la liturgia si presenta come un ‘contesto’ capace di offrire un’esperienza

di relazione - comunione non virtuale ma simbolica.

M. Menabò, Fede e mediazioni: il linguaggio rituale e le nuove tecnologie 10

L’analisi dei codici comunicativi dei new media conduce all’individuazione di analogie e contaminazioni

tra questi e il linguaggio rituale della liturgia. Il problema passa dall’istanza sulla partecipazione mediata

al reciproco influsso tra linguaggio mediale e rituale.

A. Grillo, Il fascino dell’antico 15

Il fascino dell’antico, con tutta la sua autorità, rischia di confondere il rapporto con la tradizione. La

tradizione non ama l’antico, ma l’evento che non passa e che si rinnova nel presente e apre al futuro.

Ogni tradizionalismo blocca il rapporto tra passato e futuro, con logiche nostalgiche e con proiezioni

non prive di presunzione.

C. Giaccardi, Evoluzione o svuotamento del linguaggio simbolico? 20

Tecnologie in velocissima espansione, forme rituali antiche: come possono due elementi che procedono

con un passo così diverso coniugarsi in una modalità rispettosa della complessità che caratterizza il soggetto

umano? Per trovare se non una risposta, almeno un orientamento è fondamentale decidere dove

puntare lo sguardo: sull’essere umano, e solo in seconda battuta sulla tecnologia.

 

Temi pastorali

M. Augé, Il nuovo e il vecchio anno liturgico 28

Quali le differenze tra nuovo e vecchio anno liturgico? Benedetto XVI dava facoltà di inserire nel Calendarium

Vetus nuove ricorrenze. Probabilmente gli esperti si sono trovati nella difficoltà oggettiva di

mettere d’accordo due calendari dell’anno liturgico abbastanza diversi.

P. Tomatis, Celebrare con i nuovi media: criteri e suggerimenti pratici 34

Celebrare con i nuovi media: necessità impellente, evoluzione naturale, oppure moda inutile e dannosa?

Per rispondere a questa domanda e offrire criteri di discernimento, affrontiamo la questione ‘dal basso’,

chiedendoci anzitutto quali, tra le molteplici possibilità offerte dalle nuove tecnologie, interpellano

maggiormente le nostre normali celebrazioni liturgiche.

V. Donatello, Nuovi media, disabilità e assemblea liturgica 41

Il dono di internet per la disabilità è la potenzialità che ha di divenire strumento di comunicazione pastorale,

di partecipazione liturgica, di mantenere le relazioni con il gruppo alla pari, di pregare, di poter

interagire con gli altri. Questi nuovi linguaggi aiutano un processo di socializzazione, dove la relazione

può essere mediata dai nuovi massmedia e internet.

 

Schede per la formazione

A. Toniolo, Bibbia, Messale, liturgia delle Ore online 47

Già per tutta l’annata 2012 l’autore ci aveva accompagnati nel mondo della liturgia sul web. In questa

scheda, utile per animatori liturgici fa un riassunto aggiornato di diversi link liturgici.

 

Come celebrare

P. Tomatis, Nuovi media e liturgia al Sermig di Torino 53

In questo secondo intervento vengono descritte, quasi in forma di intervista, le attenzioni celebrative

del Sermig di Torino nell’utilizzo di musica, canto, spazialità e altri linguaggi nelle loro celebrazioni.

D. Paglia – D. Donatelli, L’app «Liturgia delle Ore» della CEI 59

L’app CEI «Liturgia delle Ore», disponibile da qualche mese, nasce gratuita per offrire a tutti la possibilità

di unirsi alla lode della chiesa attraverso l’Ufficio divino. È la prima app a proporre, oltre alla

fruizione

del testo ufficiale anche la versione audio delle diverse ore dell’Ufficio.

 

Cronaca

M. Gallo, L’omelia, una prassi cristiana ecumenica 67

 

Libri ricevuti



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Titolo: "Die verschollene Vita Quasi stella matutina im Gesamt der frühen Franziskus-Quellen (3-40)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Paul Bösch
Pagine:
Ean: 2484300018671
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

L’autore analizza la Legenda choralis su Francesco d’Assisi trasmessa nel breviario domenicano del 1256/60 (Leg. OP) e la paragona con tre vite primordiali sul santo: la Vita di Tommaso da Celano, la Legenda versificata di Enrico d’Avranches e la Vita di Giuliano da Spira. Egli arriva alla conclusione che l’interpretazione agiografica nella Leg. OP sia più avanzata di quella nella Legenda versificata, ma che rappresenti uno stadio meno avanzato riguardo alle Vite di Tommaso e di Giuliano. Dato che la Leg. OP è un riassunto della Vita Quasi stella matutina non pervenutaci, l’autore situa questa nello sviluppo agiografico tra la Legenda versificata e le Vite di Tommaso e Giuliano. Inoltre, secondo l’autore, la Quasi stella matutina potrebbe essere stata la presa di posizione di Papa Gregorio IX di fronte al primo progetto di Tommaso di una biografia di Francesco; questo progetto fu anche la fonte della Legenda versificata. La Quasi stella matutina è stata integrata in una seconda bozza di Tommaso che sarebbe stata poi la fonte delle vite conosciute di Tommaso da Celano e di Giuliano da Spira.



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Titolo: "Valutazioni umanistiche sui frati (115-157)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Remo Guidi
Pagine:
Ean: 2484300018701
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Humanists and mendicant maitres d’esprit were among the most authoritative opinion makers of the Quattrocento, but the relationship between them was in fact less than idyllic. Both groups have separately been the object of a vast bibliography of studies, but rather little has been written on the relationship between them and even that little not always correctly. One has the sense that when opposing each other, the combatants had a rather defective understanding of one another, an original sin that very often one finds reproduced in historians of the two sides. The purpose of this essay is to bring this problem to light by letting the combatants speak for themselves, thus allowing the reader to judge on the reliability of their evaluations of each other.



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Titolo: "Un volgarizzamento della bolla di Eugenio IV Ordinis tui a fra Giacomo Primadizzi in un codice bolognese (159-182)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Juri Leoni OFM
Pagine:
Ean: 2484300018718
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

This article provides the transcription of a vernacular translation of the Bull Ordinis tui of Pope Eugene IV (1447) conserved in a manuscript in Bologna (Provincial Archives OFM). In this document, the Pope entrusted the care of the Italian monasteries of Poor Clares to the vicar general of the Observants, fra Giacomo Primadizzi of Bologna. By studying the content of some Clarian legislative texts, the author shows that, in the case of the Italian monasteries, there were three developments in the reform of the Second Franciscan Order. The first two developments affected the already existing monasteries as well as new foundations which both adopted the Rule of St Clare (1253); in the third development, various monasteries went on observing the Rule of Pope Urban (1263) while being placed under the care of the Observants. Pope Eugene IV’s intent was in fact to bring to the single jurisdiction of the Observants different foundations and reforms of the Second Order, but without really understanding the issues related to the observance of St. Clare’s Rule.



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Titolo: "Intuitive and Abstractive Cognition, praecisiones obiectivae, and the Formal Distinction in Mastri and Belluto and Later Scotist Authors (183-247)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Claus A. Andersen
Pagine:
Ean: 2484300018725
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

La differenziazione di Duns Scoto tra due modi della cognizione (quelle intuitiva e astrattiva) fu discussa dagli autori scotisti ancora nell’epoca barocca. Il presente contributo esamina dapprima la generale discussione di questa dicotomia nelle Disputazioni sul De anima (1643) di Mastri e di Belluto. Si concentra poi sull’uso della differenziazione di Scoto nella dottrina delle distinzioni, come formulata dal Mastri nelle sue Disputazioni sulla metafisica (1646/47).  Trova una particolare attenzione l’affermazione discutibile della compatibilità tra la cognizione intuitiva e la distinzione formale scotistica (che il Mastri interpreta come ‘precisione oggettiva’). Finalmente, viene illustrata la notevole influenza di Mastri sullo sviluppo ulteriore di questa discussione nei manuali di filosofia scotistica della seconda metà del sec. XVII e della prima metà del sec. XVIII.  



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Titolo: "El Hospital de San Lázaro de Manila, siglos XVIII y XIX (249-299)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Cayetano Sánchez Fuertes OFM
Pagine:
Ean: 2484300018732
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

The Hospital of St Lazarus goes back to the early Franciscan presence in the Philippines; it became known since the early 17th century when it was rebuilt outside Manila to treat patients with contagious diseases. This article relates the vicissitudes of the hospital during the 18th and 19th centuries and especially its difficult economic situation in the midst of political setbacks and natural calamities in this Spanish colony. The contemporary discussions as to how to modernize the organization of the hospital and the medical care provided are also briefly mentioned. The hospital experienced its hey-day during the leadership of Fr. Félix de Huerta (1859-94), before it had to be finally abandoned by the Franciscans in 1898, at the beginning of the American occupation. Largely based on unpublished materials, the article also provides an appendix of nine documents which offer further evidence to the topics discussed.



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Titolo: "Las cátredas escotistas de la Universidad Luliana y Literaria de Mallorca (1692-1824) (301-317)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Rafael Ramis-Barceló
Pagine:
Ean: 2484300018749
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

This article deals with the chairs of Scotist philosophy and theology at the University of Mallorca between 1692 and 1824. A complete list of their holders – mostly local Franciscans – is provided, along with information about their students as well as the contents of the academic lectures. This short survey shows that the Franciscan intellectual tradition in Mallorca was alive and well during the Early Modern period. 



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Titolo: "L'opzione per i poveri nel magistero. Sul pensiero sociale cattolico dal Vaticano II alla conferenza di Aparecida."
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Paulo Fernando Carneiro de Andrade
Pagine:
Ean: 2484300018817
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Giovanni XXIII, un mese prima dell’apertura del concilio, affermò: «In faccia ai paesi sottosviluppati la chiesa si presenta quale è, e vuol essere, come la chiesa di tutti, e particolarmente la chiesa dei poveri». Da quello storico radiomessaggio la questione di una chiesa povera per i poveri ha conosciuto un ampio sviluppo. In questo articolo si analizza il contributo del gruppo “Chiesa dei poveri” e del cardinal Lercaro durante il concilio, lo sviluppo avuto dal tema in America latina da Medellín ad Aparecida e infine l’influenza della cosiddetta “opzione per i poveri” su Giovanni Paolo II.



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Titolo: "Il cammino che abbiamo davanti"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Carlos Mesters Francisco Orofino
Pagine:
Ean: 2484300018824
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

L’articolo vuole indicare i nuovi paradigmi della lettura popolare della Bibbia in America latina, svolgendo un’analisi del cammino percorso negli ultimi cinquant’anni. Evidenzia le varie sfide che provengono dalla realtà latinoamericana attuale e il modo in cui queste sfide influiscano sul metodo della lettura popolare della Bibbia, eventualmente modificandolo oggi rispetto a ieri.



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Titolo: "Rivista di Vita Spirituale"
Editore: OCD
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300021053
Prezzo: € 8.00

Descrizione:

LAMPADA AI MIEI PASSI

Sal 78,25

L’uomo mangiò il pane degli angeli

 

«Se vi affligge non vedere Cristo con gli occhi del corpo, pensate che ciò non è opportuno; a causa della nostra naturale debolezza, non ci sarebbe nessuno capace di sopportarne la vista. E vedendo una tale Maestà, come oserebbe una povera peccatrice quale, ad esempio, sono io, che l’ha offeso tante volte, stargli così vicino? Sotto la specie del pane eucaristico è accessibile, perché se il re si traveste, sembra che non si debba fare alcun caso di parlare con lui senza tanti riguardi e soggezioni. Altrimenti chi oserebbe avvicinarlo con la freddezza, l’indegnità, le imperfezioni di cui siamo pieni?».

S. Teresa di Gesù



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Titolo: "Bollettino bibliografico teresiano: Studi biografici"
Editore: OCD
Autore: Ciro García
Pagine:
Ean: 2484300021107
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

A motivo del V Centenario della nascita di Teresa di Gesù si sono pubblicate nuove biografie, di vario valore, e altre più antiche sono state rieditate con un nuovo apparato critico. Qui si comincerà dall’esame delle più antiche: Francisco de Ribera, Julián de Ávila e Diego de Yepes, con lo scopo di evidenziare la ripresa, l’evoluzione o lo scarto di certi motivi nel corso della storia.

 

Gli studi biografici su santa Teresa di Gesù sono strettamente legati agli studi storici, dei quali si dà conto in altri bollettini. Una buona biografia della Santa ha bisogno di un’adeguata cornice storica, rigorosamente studiata, con i nuovi apporti della critica storica, culturale e religiosa: «Si è parlato e scritto tanto circa la

sua dottrina, e tanto poco del suo ambiente storico […] come

chiave d’interpretazione senza la quale la lettura attuale dei

suoi scritti può risultare criptica ed incomprensibile»1.

Questa valutazione del competente storiografo e professore

universitario, il carmelitano Teófanes Egido, fatta nel

1982, non si adatta pienamente alla realtà attuale, nella quale

si sono ottenuti importanti progressi storici. Ma continua ad

avere validità come paradigma o riferimento essenziale nell’elaborazione

di una nuova biografia di Teresa di Gesù.

A motivo del V Centenario della sua nascita si sono pubblicate

nuove biografie, di diverso valore, e altre più antiche sono

state rieditate con un nuovo apparato critico. Cominceremo

dalle più antiche: Francisco de Ribera, Julián de Ávila e Diego

di Yepes (Tomás de Jesús).

1. Prime biografie

1. Francisco de Ribera, della Compagnia di Gesù, è il

primo biografo della Santa2. La sua biografia, edita nel 1590,

otto anni dopo la morte di santa Teresa e due anni dopo l’editio

princeps delle sue opere di fra Luis de León (1588), ha contribuito

fortemente a propagare non solo in Spagna, ma anche in

tutta Europa la conoscenza delle ammirabili virtù, grandezza

d’animo ed eroiche imprese della Riformatrice del Carmelo3.

La biografia del padre Ribera costituisce non solo una piattaforma

di diffusione della figura di Teresa di Gesù, ma anche

un primo tentativo di sistematizzazione teologico-spirituale

della sua dottrina, avallata dalla Compagnia di Gesù i cui confessori

avevano avuto un’influenza decisiva nel discernimento

del suo spirito e nel consolidamento della sua opera di fondatrice4.

Il suo protagonismo appare ora nella prima biografia teresiana,

nella sua nuova edizione, rappresentata da tre illustri

gesuiti: Francisco de Ribera, Jaime Pons e Luis Martín.

Il padre Francisco de Ribera, 1537-1591, essendo già un teologo

consumato ed eminente scrittore, entrò a trentatré anni

nella Compagnia di Gesù a Medina del Campo, ebbe come maestro

il padre Baltasar Álvarez, confessore di Teresa di Gesù.

Quando questo è stato famoso Rettore della Scuola della Compagnia

a Salamanca, ha richiamato il padre Ribera per farsi

carico della cattedra di Sacra Scrittura, materia che ha spiegato

per sedici anni, 1575 -1590, con grande plauso di alunni

e professori. È stato sempre un grande ammiratore della Santa

d’Avila che ha conosciuto molto da vicino in varie occasioni e

che ha aiutato a discernere il suo spirito.

Il merito principale della sua biografia non è solo avere

conosciuto e trattato la Santa, ma anche lo studio dei suoi autografi,

sui quali si basa per scrivere la sua biografia. Questo

gli conferisce un carattere di autenticità che garantisce la diffusione

della sua opera. Per due anni, 1587-1588, lavora intensamente

su di essi; non ricorre più o meno a copie o codici

affidabili, bensì agli stessi autografi della Santa, tentando di

recuperare il suo genuino senso, al margine delle postille dei

censori, come è stato il caso dell’autografo del Castello interiore.

Il suo proposito non era solo scrivere una biografia teresiana,

bensì pubblicare tutte le sue opere. Ha lavorato largamente

a questo progetto, ma non ha potuto portarlo a termine per

la prossimità della sua morte (1591). Lo realizzerà, invece, fra

Luis de León (1588) che terrà conto dei materiali apportati dal

padre Francisco de Ribera.

La finalità che si propone l’autore durante il suo ampio

racconto della vita di Teresa di Gesù, è innanzitutto la fedeltà

ai dati storici e la ricerca della verità dei fatti narrati: «Cosicché

avrò sempre gli occhi fissi sulla verità della storia, che anche

tra i gentili fu giudicata una delle sue maggiori virtù […].

[...]



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Titolo: "«Il Signore guarda i passi dei suoi amici» (1Sam 2,9)"
Editore: OCD
Autore: Fernando Millán Romeral, Saverio Cannistrà
Pagine:
Ean: 2484300021114
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Il pellegrinaggio di Girolamo Gracián è espressione

di un cammino spirituale profondo, il quale è risposta

all’amore di Dio, al desiderio di abbracciare la

Regola del Carmelo d’accordo con gli insegnamenti

di Teresa di Gesù, e alla passione di darsi agli altri

per la loro salvezza. Questa «victoria amoris», vissuta

soprattutto nei momenti di tensione, fu per lui

un’estasi d’amore, non nel senso di un rapimento,

bensì come cammino permanente. La metafora del

«cammino» permetterà di esporre l’itinerario biografico

e spirituale di Gracián, lasciando intravedere il

pellegrinaggio di ogni discepolo, oltre che una testimonianza

più che significativa per la vita religiosa,

in tempo di crisi e di scoraggiamento.

Girolamo Gracián, un uomo in cammino...

 

Cari fratelli e sorelle, 1

1. In questi ultimi anni stiamo celebrando alcuni centenari

importanti per la vita della nostra famiglia carmelitana.

Ricorrenze che ci fanno sentire parte di una “storia viva che

ci accoglie e ci spinge oltre”. In realtà, la nostra tradizione appartiene

alla storia della salvezza che Dio iniziò a scrivere con

il suo popolo e continua ancora oggi nella sua Chiesa. Il credente

è fondamentalmente «uno che fa memoria», ricordava il

Papa Francesco. Non vogliamo dimenticare la nostra storia, ma

invece mantenerla sveglia, grati a «una tale moltitudine di testimoni

» (Eb 12,1) che lo Spirito Santo ha suscitato nella famiglia

del Carmelo. Tutti loro sono per noi un segno eloquente di

come vivere il Vangelo. Spiccano tra loro «alcune persone che

in maniera speciale incisero per far germogliare la nostra gioia

credente». Li stiamo ricordando in occasione dei loro anniversari:

sant’Alberto di Gerusalemme e Gracián, rispettivamente

nell’VIII e nel IV Centenario della morte, e santa Teresa di

Gesù, nel V Centenario della nascita.

2. In questa lettera circolare desideriamo condividere con

l’intera famiglia carmelitana alcune riflessioni sul padre Girolamo

Gracián. Il punto di partenza sarà la sua stessa biografia,

non sempre abbastanza conosciuta. È certo che in questi ultimi

anni, grazie alla pubblicazione di alcuni repertori bibliografici,

studi ed edizioni di parte della sua opera, Gracián ha iniziato

ad aprirsi uno spazio nella bibliografia carmelitana. È anche

noto che in questo processo ha avuto un ruolo importante il

recupero della sua opera La peregrinación de Anastasio. La maggior

parte degli esperti afferma che se il genere letterario dell’“

autobiografia” può essere considerato fonte indiscutibile di

verità storica, probabilmente però non rende giustizia alla natura

di questo scritto. In realtà, gli episodi biografici scelti da

Gracián, che li presenta a volte in forma di memoriale e cronaca

apologetica pro vita sua, si mescolano con la sua dottrina

spirituale, formando in tal modo uno scritto assai singolare e al

tempo stesso molto appassionante.

3. Girolamo Gracián fu un nomade cercatore di Dio, un

pellegrino infaticabile. In questa lettera riprenderemo la metafora

del “cammino”, che egli stesso utilizzò nella sua opera

già ricordata, La peregrinación de Anastasio [ossia Il pellegrinaggio

di Anastasio, da ora citato PA], per esporre il proprio itinerario

storico e spirituale. Girolamo Gracián professò la Regola

dell’Ordine carmelitano e, prima della sua morte, il 21 settembre

1614, trascorse metà della vita nel Carmelo teresiano

e l’altra metà nel Carmelo primitivo. La fecondità della sua

testimonianza e del suo ministero sgorgò dalla stessa fonte e

dalla medesima Regola. Non è senza significato che il suo anniversario

si inserisca tra quello del “legislatore del Carmelo” e

quello della sua grande “riformatrice”. Il fatto di aver vissuto in

ambedue i rami del Carmelo è per tutta la famiglia carmelitana

e per la Chiesa un grande segno di comunione.

[...]

 



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Titolo: "La dichiarazione conciliare Nostra aetate nel pensiero di Luigi Maria Carli e del cardinale Augustin Bea"
Editore: Lateran University Press
Autore: Piero Doria
Pagine:
Ean: 2484300022074
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

1. Premessa

Il 20 novembre 1964 rappresenta una data storica per la dichiarazione

De Ecclesiae habitudine ad religiones non christianas. Nel corso della 127ª

congregazione generale, infatti, il documento ottenne un’ampia approvazione

da parte dei padri conciliari. Su 1996 votanti i placet furono 1651, i non placet

99, i placet iuxta modum 242 e i voti nulli 4. L’Aula con questo voto decretava

il prosieguo dello schema confermandone l’impostazione generale. Tuttavia,

alla votazione si era giunti in un clima di forte contrapposizione soprattutto

per le implicazioni che provenivano dagli ambienti esterni al concilio e, per

certi versi, alla stessa Chiesa. Il concilio, infatti, pur essendo un fatto interno

alla Chiesa veniva visto, seguito e vissuto in tutto il mondo e quando esso

giunse a trattare un tema particolarmente delicato come la questione ebraica

l’attenzione crebbe smisuratamente coinvolgendo in maniera abnorme tutti i

soggetti istituzionali che in qualche modo erano interessati. E se le pressioni

esterne ebbero un’origine primariamente politica collocate nel contesto del

conflitto arabo-israeliano e nel ricordo ancora vivo della tragedia nazista, il

dibattito interno pur non trascurando i fattori citati si caratterizzava anche dal

punto di vista teologico e della interpretazione delle Sacre Scritture. I giorni

che precedettero la discussione e la votazione del 20 novembre vissero questo

clima incandescente. Molti cristiani in Medio Oriente subirono ogni sorta di

violenza e gli stessi padri conciliari furono oggetto sulla stampa di attacchi

inauditi. I favorevoli alla dichiarazione vennero accusati di essersi venduti al

sionismo internazionale, i contrari di essere antisemiti se non addirittura complici dei nazisti.

Nel corso del presente saggio proverò a ricostruire il pensiero teologico di due padri conciliari

che, pur su posizioni diverse, giocarono un ruolo davvero importante nella preparazione

della dichiarazione. Si tratta di Luigi Maria Carli, vescovo di Segni (Italia), rappresentante

di primo piano del Coetus Internationalis Patrum, corrente teologica guidata dal francese

Marcel Lefebvre CSSp e che si contraddistinse in concilio per le sue posizioni tradizionaliste,

e il cardinale gesuita di origine tedesca Augustin Bea, già confessore di Pio XII e presidente

del Segretariato per l’unità dei cristiani, che svolse un ruolo fondamentale sia nella preparazione

del documento, sia nella sua approvazione nel 1965.

[...]



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Titolo: "Camminare nella verità"
Editore: OCD
Autore: Emanuela Ghini
Pagine:
Ean: 2484300021084
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Teresa riceve la prima percezione del “cammino della verità” nell’infanzia.
Dall’intuizione dell’eternità scaturisce in lei la luce che le addita il “cammino
della verità”. Gli effetti dell’incontro con la verità sono immediati e concreti:
desiderio di parlare solo di “cose verissime”, adorazione del “totalmente
Altro”, comprensione esistenziale, apertura a tutte le possibili strade della
conoscenza. Cammino di perfezione, lo chiama Teresa, di compimento, di
tensione nella pace verso la pienezza, la bellezza definitiva.

 

«Tutto va bene alla superficie della vita»

(F. Pessoa).

Ma «il clima di leggerezza in cui viviamo

è ormai per molti un’insostenibile pesantezza»

(E. Bianchi).

La civiltà dell’immagine tenta di alienare l’uomo e la

donna da se stessi, di disperderli in una fuga dalla coscienza

che rimuove domande e problemi, stordisce in un bombardamento

di suggestioni effimere, ma capaci di catturare e schiavizzare

chi non sa opporsi con decisione al loro fascino apparente,

allo scintillio vuoto, che disperde e tormenta.

Si può vivere in uno scollamento continuo da se stessi,

dagli altri, dal mondo. Nell’incoerenza, che arriva all’irresponsabilità.

Perdita di unità interiore e di personalità, che fa

naufragare in una genericità anonima: «Un uomo senza qualità

è fatto di qualità senza uomo» (Musil). Incapacità di rapporti

umani se non convenzionali e disimpegnati, in una fuga

dall’altro per impossibilità di reggerne il peso e di coinvolgersi

nel mistero inebriante ma esigente, severo della comunione.

La perdita di radici scardina dalla realtà in ogni suo aspetto.

Non c’è spirito pensoso che non si chieda se esista una

verità. Che non percepisca, al di là della multiforme apparenza

delle cose, una unità sottesa, o almeno un enigma. E non avverta

che c’è un oltre in tutto ciò che appare.

Il pensiero da sempre ha indagato sulle origini della vita, è

stato colto dalla vertigine dell’infinito, ha tentato risposte mai

esaurienti ed esaurite. Rivelatrici di quella tensione all’oltre,

che è la caratteristica più propria della natura umana. Gli spiriti

religiosi – ogni spirito in qualche modo lo è – vi hanno ravvisato

l’aspirazione a Dio che muove da lui, e apre alla libertà

di una ricerca che è insieme fatica di indagine e sorpresa di riconoscimento:

«La mia origine mi ha consegnato a un essere e

a una mia propria libertà. So perfettamente che non sono io la

mia origine – questa è la cosa più certa che ci sia –, ma so anche

che da qualche parte ne ho una, che devo essere grato a qualcuno

per me stesso e per la mia libertà» (H.U. von Balthasar).

Teresa riceve la prima percezione del “cammino della verità”

nell’infanzia. È un’apprensione teologale della verità, legata

all’intuizione dell’eternità, che sarebbe impressionante in

una coscienza infantile, se «il Signore del cielo e della terra»

non avesse rivelato ai piccoli il destino di tutto (cf Mt 11,25).

Dall’intuizione dell’eternità scaturisce in Teresa la luce che le

addita “il cammino della verità”. Dio le si rivela verità quando,

con il fratellino prediletto, Rodrigo, di due anni maggiore,

legge le vite dei santi:

Ci impressionava molto nelle nostre letture l’affermazione

che pena e gloria sarebbero durate per sempre. Ci accadeva

di passare molto tempo a parlare di quest’argomento e

godevamo di ripetere molte volte: sempre, sempre, sempre! Nel

pronunziare a lungo questa parola, piacque al Signore che

mi restasse impresso nell’anima, fin dall’infanzia, il cammino

della verità (V 1,4).

Divenuta adulta, Teresa muove, nella sua ricerca, da una

constatazione che non ha perso d’attualità: «Oggi nel mondo...

la verità è difficilmente ascoltata» (P 7,6).

Non solo; non è cercata. Né la verità su se stessi, non accolta

perché mette in discussione l’io – «il falso, canta Gaber,

è un’illusione che ci piace» –, né la verità meta di un’indagine

aperta da domande irrinunciabili, ma non formulate, o rimosse,

se si affacciano alla coscienza.

[...]

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Titolo: "Servizio della Parola - n. 468"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300018763
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

Rubrica

Per comunicare meglio

20. I preti scrivono... ma sanno comunicare?/6 (Roberto Laurita) 


L
e nostre grandi parole

55 Sequela

1. Sequela: i significati nel contesto e nel linguaggio contemporanei (Valeria Boldini)

2. Sequela: la concezione di sequela nel Nuovo Testamento (Santi Grasso)

3. All’inizio dell’essere cristiano: l’incontro con una Persona (Claudio Stercal)

4. Sequela: indicazioni per la predicazione (Chino Biscontin)

5. Sequela: breve antologia di testi (Benedettine del Monastero «Mater Ecclesiae»)

SUSSIDIO

Educare a pregare. Dire preghiere o pregare? (Tonino Lasconi)

PREPARARE LA MESSA

Dalla 16ª domenica alla 21ª domenica del Tempo ordinario

16ª domenica ordinaria (Antonio Nepi, Maurizio Aliotta, Pierino Boselli)

17ª domenica ordinaria (Antonio Nepi, Cristina Simonelli, Pierino Boselli)

18ª domenica ordinaria (Antonio Nepi, Luciano Manicardi, Pierino Boselli)

19ª domenica ordinaria (Antonio Nepi, Raffaele Maiolini, Pierino Boselli)

Assunzione di Maria (Antonio Nepi, Chino Biscontin)

20ª domenica ordinaria (Antonio Nepi, Angelo Lameri, Chino Biscontin)

21ª domenica ordinaria (Antonio Nepi, Armando Matteo, Chino Biscontin



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Titolo: "Peter John Olivis Ethics of Lying and Equivocation: Casuistical Teaching drawn from his Commentaries on Matthew 5:37 and Luke 24:28 (89-113)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Emily Corran
Pagine:
Ean: 2484300018695
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Pietro di Giovanni Olivi si distingue come scrittore originale sull’etica del mentire e dell’ambiguità. La sua teoria del linguaggio come contratto tra il parlante e l’ascoltatore gli fece sviluppare una delle teorie più coerenti sull’ambiguità e sulla riserva mentale del suo secolo. Il contributo presenta un suo testo finora inedito sul mentire e sulla dissimulazione, preso dal commento di Matteo, in cui Olivi delinea le condizioni dell’inganno ammissibile. Il suo commento di Luca, poi, suggerisce una teoria del senso implicito che anticipa la dottrina della riserva mentale. In ambedue i testi, il punto di vista di Olivi sul discorso come istituzione umana si basa sulla convenzione; ciò causa il suo approccio inusuale delle questioni casuistiche sul dire la verità.



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Titolo: "Rivista Liturgica"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300018916
Prezzo: € 15.00

Descrizione:

STUDI

C. Alzati

Chiesa, culto, esegesi

 

L’affermazione di Gregorio Magno che l’esegeta ab historia in mysterium salutis surgit ben esprime l’organica unità dell’esperienza cristiana antica, nella quale kerygma e proclamazione solenne delle Scritture si presentano come un tutto unitario, in cui ciascun elemento risulta agli altri inscindibilmente connesso. Tale realtà trova in Ambrogio un interprete particolarmente rappresentativo. In lui anche il complesso rapporto tra Antico e Nuovo Testamento risulta trarre dall’esperienza misterica la propria organica ricomposizione. Al riguardo va osservato come a Milano mai sia venuta meno la presenza della Lectio veterotestamentaria. In questo ininterrotto accostamento dell’Antico e del Nuovo Testamento nella loro sintesi misterica, si può affermare che la Chiesa Ambrosiana abbia efficacemente espresso il proprio radicamento nell’esperienza testimoniata dal suo antico pastore.

Church, cult, exegesis

 

The statement by Gregorius the Great that the exegete «ab historia in mysterium salutis surgit», expresses well the organic unity of the ancient Christian experience, in which kerygma and solemn Word’s proclamation were presented as a unitary whole where each element turns out to be connected to the others in an inseparable way. This matter of fact finds in Ambrose a peculiarly representative interpreter. In him also the complex relationship between Old and New Testament results to draw from the mystery experience its own organic reassembling. With regard to this we must note that in Milan the presence of the Lectio from Old Testament has never been omitted. In this continuous approach of the Old and New Testament in their mystery synthesis, we are able to affirm that the Ambrosian Church has effectively expressed its rootedness in the experience that is testified by its ancient pastor.

J.A.Superson

Il pallio. La sua forma moderna e teorie sull’origine

 

Per numerosi secoli nella Chiesa Cattolica Romana ci si esprimeva sul tema del pallio e della sua origine. Nell’articolo in modo cronologico sono stati presentati i seguenti autori: P. de Marca, G. Moroni Romano, F. Vespasiani, R. Garrucci, Ch. de Rohault de Fleury, G. Morin, L. Duchesne, J. Wilpert, H. Grisar, A. J. Nowowiejski, J. Baudot, J. Braun, H. Leclercq, M. Righetti, R. Lesage, B. Neunheuser, J. Lewandowicz, S. Piccolo Paci che hanno analizzato il fenomeno della provenienza del pallio romano. Le ricerche relative a questa insegna romana - una veste - così intense nella seconda metà del XIX sec. e all’inizio del XX sec., non hanno elaborato una teoria unica nei suoi confronti, possibile da accettare come consenso dell’intero ambiente scientifico. L’ipotesi secondo cui il pallio sarebbe provenuto dal mantello di san Pietro viene rigettata in massa. Anche la testimonianza della donazione costantiniana viene rifiutata. Invece le altre teorie sembrano più o meno probabili, ma ciò non significa che sono convincenti. La mancanza di fonti storiche lette in modo univoco fa sì che tutte le teorie abbiano qualche difetto.

The pallium. Its modern form and theories about its origin

 

For many centuries the Roman Catholic Church, talks about the pallium and its origin. In the article in the chronological order there have been introduced the authors: P. de Marca, G. Moroni Romano, F. Vespasiani, R. Garrucci, Ch. de Rohault de Fleury, G. Morin, L. Duchesne, J. Wilpert, H. Grisar,A. J. Nowowiejski, J. Baudot, J. Braun, H. Leclercq, M. Righetti, R. Lesage, B. Neunheuser, J. Lewandowicz, S. Piccolo Paci, who analysed the provenance of the Roman pallium. Researches on this Roman insignia - a robe- , just very intense in the second half of the nineteenth century and early twentieth century, have not elaborated, the one theory, acceptable as a consensus for the scientific community. Hypothesis that the pallium was from St. Peter’s mantle is collectively rejected. Certificate of Constantinian donation is also negated. However the other theories seem remaining more or less probable, that does not mean that they are convincing. There are no historical sources read in a critically clear way, and it makes that all theories have some gaps.

G. Tornambé

L’inno del Crisma

 

L’introduzione dell’innoO Redemptor sume carmen, è propria del Pontificale Romano-germanico. Passato nel Pontificale Romano del XII secolo è giunto fino ai nostri giorni. La sua esecuzione è prevista durante la processione degli oli della messa crismale. Si tratta di un inno strofico in forma responsoriale attribuito a V. Fortunato. Ne proponiamo un’analisi teologica.

The hymn of the Chrism

 

The introduction of O Redemptor sume carmen hymn is typical of Romano-Germanic Pontifical. It transited into XII century Roman Pontifical and so it has arrived until us. Its performance is possible during the procession of oils during the chrismal mass. It is a strophic hymn in responsorial shape, attributed to V. Fortunato. We propose here a theological analysis.

G. Zaccaria

Ermeneutica pneumatologica della proclamazione liturgica della Parola di Dio. Appunti a partire dai Prænotanda dell’Ordo Lectionum Missæ

 

A partire da alcune suggestioni presenti nell’opera di A. M. Triacca, vengono esplorati i Prænotanda dell’Ordo Lectionum Missæ, con lo scopo di individuarvi alcuni modi di presenza e di azione dello Spirito Santo. I principi ermeneutici a sostrato pneumatologico estratti dallo studio di tali Prænotanda vengono poi applicati a diversi ambiti: all’ambito della Parola proclamata, a quello del rapporto tra proclamazione liturgica e partecipazione dei fedeli, ed infine all’ambito del rapporto tra la Parola proclamata e celebrazione dei sacramenti. L’obiettivo è duplice: da una parte suggerire ambiti di approfondimento della presenza e dell’azione dello Spirito Santo in questo segmento celebrativo; e, dall’altra, mostrare la ricchezza dei Prænotanda dei libri liturgici quali fonti per la teologia liturgica.

A pneumatologic hermeneutics about the liturgical proclamation of the Word of God. Some remarks starting from the Praenotanda of the Ordo Lectionum Missae

 

Taking as starting point some suggestions that are proposed in his work by A.M. Triacca, in this essay are explored the Praenotanda of the Ordo Lectionum Missae in order to single out some ways of presence and action of the Holy Spirit. Hermeneutic principles with a pneumatologic substratum, which emerge from the study of these Praenotanda, are then applied to different aspects: to the Word’s proclamation, to the relationship between liturgical proclamation and faithful participation and finally to the relationship of the proclaimed Word with the sacraments celebration. The aim is twofold: first of all to suggest aspects of a further investigation on the presence and action of the Holy Spirit within this part of the celebration; then to show the richness of the liturgical books Praenotanda as sources for the liturgical theology.

G. Peressotti

Poesia e liturgia in Davide M. Turoldo

 

Con il presente lavoro intendiamo investigare il rapporto tra letteratura e liturgia nell’opera poetica di David Maria Turoldo, un friulano appartenuto all’Ordine dei Servi di Maria. Nella sua ampia produzione poetica egli ricorre frequentemente al mondo della liturgia. Ma, a parte l’Ufficio divino, per il quale l’Autore si è ampiamente impegnato – col creare numerosi inni e con la reiterata versione poetica dei salmi – il suo riferimento al culto cristiano non è di tipo sistematico, bensì episodico ed esperienziale. Dotato di una parola tagliente, Turoldo ripercorre la propria esistenza articolandola attorno alle feste religiose celebrate soprattutto nel tempio della natura.

Poetry and liturgy in David M. Turoldo

 

In this essay we are aiming to investigate the relationship between literature and liturgy in the poetic works by David M. Turoldo, a native of Friuli, who became a friar in the Order of Servants of Mary. In his wide poetic production ,he often refers to the world of liturgy. But, apart from the divine Office, for which the A. has engaged himself largely – creating many hymns and a repeated poetic version of Psalms – his reference to the Christian cult is not a systematic one, but episodic an experiential. He was endowed with a sharp word: Turoldo thinks over his own existence, developing it around the religious festivities, that are celebrated above all in the temple of nature.

G. Trettel

Il Sermone XIX di san Cromazio

 

L’autore prende in esame il sermone XIX, che ha per tema la crocifissione del Signore, a partire dalla citazione di Matteo 27,27-28. Cromazio commenta gli strumenti della passione del Signore (la tunica di porpora, il mantello scarlatto, la corona di spine, la canna posta nelle sue mani, la croce da portare al Calvario), l’irrisione subita, e ne esamina il significato tipologico, il loro valore ecclesiale, rimarcando il valore salvifico e redentivo della croce, mettendo poi in relazione il primo Adamo con il secondo Adamo, il tipo con l’antítipo, ossia l’Adamo della Genesi con il Signore Gesù, la figura con la Veritas, evidenziando cioè il rapporto che corre tra l’AT e il NT. In questo modo Cromazio giunge pure a collegare il luogo nel quale - secondo un’antica tradizione che Cromazio fa propria - Adamo era stato sepolto sul Calvario, proprio dove il Signore e Redentore venne crocifisso per la salvezza dell’uomo, riscattando così l’uomo dalla colpa del progenitore.

The XIX Sermon by saint Chromatius

 

The A. takes into consideration the 19th Sermon, which has the Crucifixion of the Lord as a topic, starting from the quotation of Mt 27,27-28. Chromatius comments the tools of Lord’s Passion (the purple tunic, the scarlet mantle, the crown of thorns, the reed put on his hands, the cross he must carry up to the Calvary), the derision he suffered, remarking the redeeming and saving value of the cross and then connecting the first Adam with the second Adam, the typos with the anti-typos, i.e. the Adam of Genesis with the Lord Jesus, the symbol with the Truth: in this way the relationship between Old and New Testament is pointed out. Chromatius connects also the place of the Calvary with the place where Adam had been buried – according to an old tradition that Chromatius accepts. In the same place our Lord and Redeemer was crucified for mankind’s salvation, so setting humanity free from the guilt of our progenitor.

A. Ivorra

Il Lezionario ispano-mozarabico

 

La parola di Dio nella celebrazione liturgica, soprattutto in quella eucaristica, si presenta come un dialogo di Dio con il suo popolo e testimonia imirabiliada lui compiuti nel corso della storia. Questo dialogo si realizza nella Liturgia della Parola secondo lo schema deiPraenotandadel messale:Prophetia,ApostolusedEvangelium. Durante la Quaresima le letture sono quattro: quella dei profeti è sostituita da una tratta dai libri sapienziali e una dai libri storici dell’A.T. Durante il Tempo pasquale, la lettura profetica può essere sostituita da pericopi dell’Apocalisse. La seconda lettura viene presa dagli Atti degli apostoli. La risposta dell’assemblea viene effettuata tramite ilPsallendumo iThreni. A questi due elementi si uniscono leBenedictionesnelle festività dei martiri, e il canto delleLaudesdopo il Vangelo.

The Hispanic-Mozarabic Lectionary

 

The Word of God within the liturgical celebration, above all in the Eucharistic liturgy, is presented as a dialogue between God and his people, witnessing the mirabilia God has achieved in the course of the history. This dialogue comes true within the Liturgy of the Word according to the scheme of the missal Praenotanda: Prophetia, Apostolus and Evangelium. During Lent there are four readings: that one of prophets is supplied by a reading from Wisdom books and by one from historical book of the Old Testament. During Easter time, the prophetic reading can be supplied by pericopes from Revelation. The second reading is taken from Acts of the apostles. The answer of the congregation is made by the Psallendum or by Threni. To these two elements are joined the Benedictiones in the martyrs festivities and the song of the Laudes after the Gospel.

 

 

ORIZZONTI

P. Lia

La visione dell’Apocalisse sui portali medievali

 

La pratica della comunicazione religiosa cristiana utilizza parole e immagini di altissimo profilo che l’uso corsivo trasforma in «modi di dire», la cui efficacia si riduce a garantire la pacifica continuità del gioco linguistico che identifica quella «comunità della comunicazione» che è la comunità cristiana, per la quale anche la parola «comunità» rischia spesso di essere «modo di dire». La dedicazione a parole e simboli della fede ha bisogno di un impegno intelligente e costante, come è avvenuto a lungo nella Chiesa fin dalle catechesi mistagogiche dei primi secoli. La pastorale, lungi dall’utilizzarli per la propria retorica, dovrebbe dedicarsi ad essiin recto, servendone la ricchezza semantica e la fecondità liturgica. La presente nota sul simbolo del portale, quale emergenza architettonica riguadagnata all’originaria rilevanza liturgica, suggerisce tra le righe la necessità di una rinnovata intelligenza del lessico della fede.

The vision of Revelation on the Middle Ages Portals

 

The Christian liturgical communication employs in its practice words and images that have an highest profile, but are transformed by the common use as they were conventional expressions. Their efficacy is reduced to support the peaceful continuity of a linguistic play that identifies the “community of communication” which is the Cristian community: the word “community” is also exposed to the risk of becoming a “figure of speech”. Words and symbols of faith need an intelligent and constant engagement, an effort that within the Church has a long history, since the mystagogic catechesis of the first centuries. The pastoral care, far from using those expressions for its own rethoric, should devote itself to themin recto, explaining their semantic richness and liturgical fruitfulness. This present note about the symbol of the portal, as an architectonic emergency that has been recovered by its original liturgical relevance, suggests, between the lines, the necessity of a renewed intelligence of faith’s lexicon.

A. Sabbadin

Confini dello spazio liturgico medievale

 

Il saggio aggiorna gli studi sul rapporto Architettura e liturgia quale si realizza nel Medioevo francese. I numerosi elementi analizzati partono dalle Etimologie di Isidoro e approfondiscono lo svolgimento delle celebrazioni religiose con lo sviluppo di un’azione scenica che per la Chiesa favoriva la comprensione dei fatti biblici. In tale prospettiva il dramma liturgico si apre ai drammi volgari come il Jeu d’Adam, la Seinte Resurrecion, lo Sponsus; lo spazio scenico è il simbolo di un rapporto felice e gioioso tra pubblico e rito della salvezza di Cristo con al centro il Santo Sepolcro, l’Anastasis di Gerusalemme; evidenti ne risultano le implicazioni poetiche e linguistiche dei testi, come pure la nascita del Sepolcro della Basilica di Aquileia; le citazioni di opere e saggi sono pregevoli e di difficile reperibilità nelle biblioteche.

Borders of the liturgical space in Middle Ages

 

This essay updates the studies about the relationship of architecture and liturgy as it was performed in French Middle Ages. The numerous elements that are here examined begin from the Etymologies by Isidore and study in depth the development of the religious celebrations, comparing them to a development of a scenic action that, according to the Church, fostered the understanding of biblical facts. In such a perspective, the liturgical drama was open to popular dramas like Jeu d’Adam, the Seinte Resurrecion, the Sponsus; the scenic space is symbol of an happy and joyful relationship between the attendance and the rite of the salvation in Christ, which has at its centre the Holy Sepulchre, the Anastasis in Jerusalem: the poetic and linguistic implications of the texts are evident, as well as the origin of the Sepulchre in Aquileia Basilica. Precious are also the quotations from works and essays that are difficult to find within libraries.



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Titolo: "Alle origini della Nostra aetate: una profezia femminile? Il ruolo di Sr Geneviève Gendron e di Maria Vingiani"
Editore: Lateran University Press
Autore: Marialuisa Lucia Sergio
Pagine:
Ean: 2484300022081
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Il XX secolo è stato definito anche come il «secolo delle donne», un’epoca

cioè in cui il mondo femminile ha espresso significative testimonianze di

fede, d’impegno intellettuale e di vita personale nei luoghi topici della crisi

etica dell’Europa dei totalitarismi, della resistenza antifascista e, infine, della

ricostruzione democratica. Ciononostante, soltanto poche di queste testimonianze

hanno trovato uno spazio adeguato nella storiografia e nella memoria

collettiva europea.

La presenza delle donne nel movimento interreligioso non sfugge generalmente

a questa regola come dimostra il caso, ancora largamente misconosciuto,

di alcune figure anticipatrici del dialogo, in particolare quello di Sr Geneviève

Gendron e di Maria Vingiani la cui influenza, nel campo dall’amicizia

ebraico-cristiana, ha saputo oltrepassare la semplice sfera della riflessione spirituale

e teologica per investire, piuttosto, le scelte delle gerarchie vaticane

attraverso un’azione concreta e organizzata, sia pure quasi sempre all’ombra

della politica ufficiale.

Il presente saggio mira a ricostruire il loro percorso biografico, ricco di

avvenimenti, di incontri personali, di date periodizzanti, e sottolinea come

esse abbiano contribuito ad aprire nella Chiesa nuovi orizzonti di confronto

fra i cattolici e i credenti delle altre fedi.

Il loro impegno appare tanto più significativo quanto più esso si colloca in

un’epoca caratterizzata sia dalla particolare irrilevanza del ruolo della donna

nella società civile e nella sfera religiosa, sia dall’atteggiamento di prudenza

delle autorità ecclesiastiche nei confronti di ogni possibilità di incontro con le

fedi non cattoliche.

Ancora negli anni ’30, infatti, nonostante cominci ad affermarsi una nuova

concezione delle religioni non-cattoliche come praeparatio evangelica (cioè

come un contributo, per i loro seguaci, al mistero della salvezza in Cristo),

la teologia non oltrepassa il limite della «teoria del compimento», secondo

cui solo Gesù, il cui corpo mistico è la Chiesa cattolica, rappresenta la risposta

soprannaturale all’anelito umano di unione con Dio1. A partire dallo stesso

periodo, tuttavia, il dialogo interreligioso appare favorito, quanto meno sul

terreno dell’esperienza personale, dagli eventi storici nella loro incalzante drammaticità.

1. La coll aborazione Jul es Isaac-Geneviève Gendron

La necessità di contrastare la propagazione dell’antisemitismo in Europa spinge, infatti,

alcuni rappresentanti dell’ebraismo e delle diverse confessioni cristiane ad avviare una

collaborazione, soprattutto in quelle regioni settentrionali della Francia dove è più grave

il dramma dei profughi ebrei tedeschi (Lille, Halluin, Roubaix, Tourcoing)2.

In particolare nella diocesi di Lille il card. Achille Liénart3, autorevole esponente della

sede locale della Ligue internationale contre l’antisémitisme4, promuove una rete di

solidarietà di cui fanno parte il pastore protestante Henry Nick, il rabbino Léon Berman

e lo stesso arcivescovo della città. Fra i principali collaboratori della rete di attività

interconfessionale e interreligiosa del card. Liénart, un ruolo fondamentale è ricoperto

da Sr Geneviève Gendron5.

È particolarmente a Geneviève Gendron che si deve, infatti, il contributo di una visione

realmente moderna del rapporto ebraico-cristiano in termini di rispetto e di parità

piuttosto che di approccio strumentale in funzione dell’assimilazione cattolica.

[...]

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Titolo: "Concilium 03-2015: La globalizzazione e la chiesa dei poveri"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Daniel Franklin Pilario, Lisa Sowle Cahill, Lisa Sowle Cahill, Sarojini Nadar
Pagine:
Ean: 2484300018800
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Il discorso della “chiesa dei poveri” non è nuovo e ha una lunga storia alle spalle. Quello che rende apparentemente nuova l’attuale ripresa di Francesco è il fatto che nei decenni passati l’“opzione per i poveri” era stata oscurata, addomesticata e irregimentata. Gutiérrez non venne mai censurato ufficialmente, ma il Vaticano pubblicò l’Istruzione Libertatis nuntius su alcuni aspetti della “teologia della liberazione”, pressoché echeggiando le stesse accuse contro alcune correnti della teologia della liberazione. Altri suoi esponenti – Leonardo Boff, Pedro Casaldáliga, Tissa Balasuriya ecc. – subirono la medesima sorte. Ancora nel 2006, Jon Sobrino ricevette una Notificazione della Congregazione per la dottrina della fede proprio sul suo uso del concetto di “chiesa dei poveri” in Jesucristo liberador. Tuttavia, l’affermazione di Sobrino del primato dei poveri (e della chiesa dei poveri) non è diversa da ciò che papa Francesco oggi annuncia in Evangelii gaudium. In altre parole, senza trascurare l’importanza della fede apostolica, è l’esperienza di sofferenza dei poveri che rende le loro vite un luogo fondamentale per la chiesa per conoscere Gesù; è «il luogo ecclesiale della cristologia», per usare le parole della Notificazione della Congregazione per la dottrina della fede. Quello che in passato era “condannato” diviene ora centrale per il pensiero magisteriale; allo stesso modo, Gustavo Gutiérrez è già stato accolto in Vaticano e la causa di beatificazione di monsignor Oscar Romero, un tempo relegata ai margini, è attualmente ormai conclusa.



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