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Titolo: "Il capitolo generale di Pisa 1263"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Emil Kumka
Pagine:
Ean: 2484300019654
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

L’origine del Capitolo dell’Ordine Francescano va ricercata nel quadro

dei primi incontri che la peculiare forma di vita della nascente fraternità

comportava per spontanea esigenza. Tommaso da Celano nella sua prima

biografi a di san Francesco così racconta questi incontri, il loro scopo e

la loro articolazione:

Ma passato breve tempo, san Francesco, desiderando di rivederli tutti, pregò

il Signore, il quale raccoglie i fi gli dispersi d’Israele (Is 11,12), che si degnasse

nella sua misericordia di riunirli presto. Prendendo il cibo insieme manifestano

calorosamente la loro gioia nel rivedere il pio pastore e la loro meraviglia

per aver avuto il medesimo pensiero. Raccontano poi i benefi ci ricevuti

dal misericordioso Signore e chiedono e ottengono umilmente la correzione e

la penitenza dal beato padre per le eventuali colpe di negligenza o di ingratitudine.

Allora il beato Francesco, stringendo a sé i fi gli con grande amore, cominciò

a manifestare a loro i suoi propositi e ciò che il Signore gli aveva rivelato

(1Cel 30)2.

È ora il momento di concentrare l’attenzione soprattutto sull’Ordine che Francesco

suscitò col suo amore e vivifi cò con la sua professione. Proprio lui infatti

fondò l’Ordine dei frati minori, ed ecco in quale occasione gli diede tale

nome. Mentre si scrivevano nella Regola quelle parole: «Siano minori», appena

l’ebbe udite esclamò: «Voglio che questa Fraternità sia chiamata Ordine dei

frati minori» (1Cel 38)3.

Avendo disprezzato tutte le cose terrene ed essendo immuni da qualsiasi amore

egoistico, dal momento che riversavano tutto l’affetto del cuore in seno alla

comunità, cercavano con tutto l’impegno di donare perfi no se stessi per venire

incontro alle necessità dei fratelli. Erano felici quando potevano riunirsi, più felici

quando stavano insieme; ma era per tutti pesante il vivere separati, amaro

il distacco, doloroso il momento dell’addio (1Cel 39)4.

La crescita del numero dei frati porta un cambiamento e gli spontanei

incontri divennero annuali. Già nel 1216 Giacomo da Vitry afferma che:

Gli uomini di questa «religione» con notevole vantaggio convengono una volta

l’anno nel luogo stabilito per rallegrarsi nel Signore e magiare insieme. Qui,

avvalendosi del consiglio delle persone esperte, formulano e promulgano le loro

leggi sante e confermate dal signor papa5.

Nel 1217 c’è l’istituzione delle province religiose proprio durante il capitolo

di Pentecoste. E ciò provoca la codifi cazione dell’obbligo del capitolo

triennale del Ministro generale con i ministri provinciali e del capitolo annuale

nelle province. Infatti la Regola non bollata del 1221 così prescrive:

Ogni anno ciascun ministro possa riunirsi con i suoi frati, ovunque piaccia a loro,

nella festa di san Michele arcangelo, per trattare delle cose che riguardano Dio.

Ma tutti i ministri che sono nelle regioni d’oltremare e d’oltralpe, vengano una

volta ogni tre anni, e gli altri ministri una volta all’anno al capitolo di Pentecoste

presso la chiesa di Santa Maria della Porziuncola, a meno che dal ministro

e servo di tutta la fraternità non sia stato ordinato diversamente (Rnb XVIII)6.

Il Capitolo di Pisa celebrato a Pentecoste, il 20 maggio del 1263, fu il

XXII Capitolo generale, secondo notizie documentate e verifi cabili. Nel

1257 durante il Capitolo generale celebrato a Roma, Bonaventura da Bagnoregio

fu eletto ministro dell’Ordine Minoritico. Lungo il suo generalato,

tra il 1257-1274, convocò cinque capitoli, nel 1260 a Narbona, nel 1263

a Pisa, nel 1266 a Parigi, nel 1269 ad Assisi e nel 1272 a Lione.

Il Capitolo pisano ebbe un ruolo importante per la famiglia minoritica,

poiché toccò alcuni temi che fi no ad oggi hanno avuto le loro risonanze nella

storia dell’Ordine e non solo. Tuttavia, mancano gli atti capitolari, che non

si sono conservati e sono, fi no ad oggi, sconosciuti, se non nella sola parte

liturgica. In forza delle testimonianze indirette e, a volte, implicite, si possono

individuare quattro temi certi e un quinto di più diffi cile collocazione

storica. Si tratta delle seguenti problematiche: l’approvazione della Legenda



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Titolo: "Potestas and Munus in Contemporary Canon Law"
Editore: Lateran University Press
Autore: Lorenzo Cavalaglio
Pagine:
Ean: 2484300020902
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Summary

1. The origin of the notion. 2. “Munus” and “Officium”. 3. “Munus” and “potestas”. 4. There is no “potestas” without “munus” (anymore).

Sommario

1. L’origine della nozione. 2. “Munus” e “Officium”. 3. “Munus” e “potestas”. 4. Non c’è (più) “potestas” senza “munus”.

 

1. The origin of the notion

As in every legal analysis, even in examining the notion of “munus” and that of (ecclesiastical) “potestas” we cannot avoid a previous explanation of the specific meaning and of the possible application of the subject matter. So that, we have to put the institutions summarized by these notions in the light of the historical development that determined, favored and sometimes conditioned their use in the legal field1.

This preliminary analysis, inherently implied in legal method (for which it represents the unavoidable theoretical premise and the condition itself of every practical discourse2), is still more necessary for the evaluation of notions and concepts that Canon Law inherited directly from Roman Law. Actually, it is impossible to forget the influence of Roman Law on ecclesiastical Institutions, when they first appeared and consolidated (in the central centuries of the Roman Empire, et pour cause), and on the studies of medieval lawyers, who invented and shaped Canon Law in the age of (re)discovery and diffusion of the Roman inheritance. Therefore, we have to define properly the historical value of the notions of “munus” and “potestas” in Roman Law, before trying to evaluate their current meaning.

Generally, the term “potestas” indicates the supremacy of a person over others, both in Private and in Public Law3. The attempts to explain the original meaning of the term in Roman Law have been many, and they were often reciprocally conflicting.

There is a first, classical vision, according to which “potestas” is a large and generic notion; and another one, more precise from a historical point of view, but not so different in its practical results. According to this second perspective, “potestas” acquired a specific legal meaning only in a later age, whereas earlier it was related rather to “power” in a larger sense4. The ambiguity of the sources seems indeed to confirm this interpretation, because the term is used to designate «qualsiasi posizione di predominio di un cittadino in relazione ad una funzione pubblica da lui svolta.»5

Actually, in order to give a complete definition of “potestas” we have to show its constant relation (not an opposition, indeed; but surely an implicit confrontation) with the concept of “auctoritas”.

This notion, typical of Roman Law (there is no equivalent in Greek6), was so important in the social life of ancient Rome that it was an essential characteristic of its political structure. From its etymological connection with the verb augere (auctor is qui auget), it derives a fundamental content of confirmation, ratification by a superior and qualified organ or person, which gives «all’atto che si tratta di compiere una garanzia (auctoritas) di legittimità, di efficacia o di semplice opportunità.»

The difference between “potestas” and “auctoritas” was clear. The first one was a legal power, linked to an Office or political function; the other one was a sort of preeminence, whose content was not so exactly defined, based on the social acknowledgement of a greater capacity of a person in respect to another8.

In Roman Law, the term “munus” has not a technical meaning in the legal sources of the last Republican Age. The theoretical elaboration of the notion started between the first and the second century AD and was completed by the jurists of the Severian Age9, «che sottolineano quei caratteri di onerosità ed obbligatorietà giuridica, in cui la dottrina moderna ravvisa ancora il paradigma del munus.»10 On the contrary, the original notion implied the typical characteristics of a free office, and a well-known definition (that of Verrius Flaccus, in its De verborum significatione11) established a connection between the two meanings: «Munus significat Officium cum dicitur quis munere fungi; item donum quod Officii causa datur.»12

That “ethical necessity”, indeed, was not necessarily implied by the notion of “munus”, because the term had a merely objective value, linked to the practical aspect of the office to which it was associated.

[...]



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Titolo: "Rassegna di Teologia n. 1/2017"
Editore: Collegium Professorum Sectionis Sancti Aloisii
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023408
Prezzo: € 13.00

Descrizione:

Sommario

FOCUS

Roberto Del Riccio SJ

Il 500° della Riforma e l’istanza sempre attuale di Lutero

 

STUDI

Michele Cassese

La missione evangelizzatrice della Chiesa

nella comunità parrocchiale

Paolo Nicelli

La mistica islamica, la dottrina e la prassi dei ûfî

Enrique Sanz Giménez-Rico SJ

Si può usurpare a Dio la sua ira?

Rilettura di Es 34,6-7 nel libro di Giona

 

NOTE & DISCUSSIONI

Caterina Ciriello

Chiesa e donne. La maternità spirituale

Gianluigi Pasquale OFM Cap.

L’influenza della teologia protestante

sul contesto cattolico di historia salutis

provocAzioni

Armando Nugnes

Riforma. Ri-configurazione a Cristo

 

RUBRICHE

Presentiam o un libro

Alfonso V. Amarante

Il Verbo si fa carne. Costruzione interattiva dell’assoluto cristiano

Forum ATI

Antonio Bergamo

Note a margine del XXVII Corso di aggiornamento

per docenti di teologia ATI

 

Recensioni

 

Libri ricevuti




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Titolo: "Ecclesiologia fondamentale del Vaticano II. Spunti di riflessione alla luce della ricezione della Lumen gentium"
Editore: Lateran University Press
Autore: Lubomir Zak
Pagine:
Ean: 2484300020414
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Estratto

Alla luce di una sintetica disamina delle differenti linee di interpretazione della Lumen gentium emerse durante il periodo postconciliare, l’Autore riflette sull’attualità della costituzione, intravedendola non tanto nelle singole prese di posizione o nelle formulazioni del documento quanto piuttosto nell’impostazione di fondo delle sue principali idee e intuizioni. Si parte dal presupposto che tale impostazione – da considerare una sorta di “ecclesiologia fondamentale” – si stagli con sufficiente chiarezza quando la dottrina del Vaticano II viene interpretata nell’orizzonte del dinamico fundamentum fidei: l’autorivelazione di Dio triuno in Gesù Cristo (cfr. DV). Facendo riferimento a K. Rahner, in particolare alla sua ermeneutica del “simbolo reale” riferito al Cristo e alla Chiesa, l’Autore mette in luce come una conseguente interpretazione teologico-fondamentale della Lumen gentium, svolta alla luce della verità della Rivelazione trinitaria, sia in grado di continuare a stimolare l’attuale ricerca ecclesiologica, spingendola verso nuovi promettenti sviluppi.

Parole chiave:

Concilio Vaticano II; Lumen gentium; Dei Verbum; Teologia della Rivelazione; Simbolo reale; Karl Rahner

 

Abstract

In the light of a synthetic analysis of the different lines of interpretation of Lumen gentium that have emerged during the post-conciliar period, the Author reflects on the relevance of the Constitution not so much by taking into account the individual positions assumed by the document, or the various formulations within it, as much as the fundamental perspective offered by its principle ideas and intuitions. Basic to this approach is the presupposition that this foundational perspective – which can be considered as a kind of “fundamental ecclesiology” – stands out with sufficient clarity when the teaching of Vatican II is interpreted against the horizon of a dynamic fundamentum fidei: the self-revelation of the triune God in Jesus Christ (cfr. Dei Verbum). By referring to K. Rahner, in particular to his hermeneutic of the “Real Symbol” with reference to Christ and the Church, the Author demonstrates how a consequential fundamental theological interpretation of Lumen gentium, attentive to the truth of trinitarian Revelation, continues to stimulate current ecclesiological research, advancing it toward new, promising developments.

Keywords:

Second Vatican Council; Lumen gentium; Dei Verbum; Theology of Revelation; Real symbol; Karl Rahner

 

_________________________________________________________

1. La questione dell’attualità della costituzione

I cinquant’anni di ricezione del Vaticano II attestano che la Lumen gentium è uno dei documenti più studiati e più discussi dell’intero corpus dei testi conciliari. Il che non sorprende, trattandosi di una delle quattro costituzioni elaborate e approvate durante «un concilio eminentemente ecclesiologico»2. Il Vaticano II è stato, infatti, «un concilio della chiesa sulla chiesa»3, essendo stata proprio questa sia il soggetto che l’oggetto di autorevoli enunciati dei padri conciliari4.

La storia della ricezione della Lumen gentium5 è caratterizzata dall’intrecciarsi e contrastarsi di differenti e, in certi casi, antitetiche prospettive di interpretazione, ma anche dalla permanente e simultanea presenza di differenti soggetti e ambienti di azione interpretativa. Quanto alla differenza delle prospettive, essa si è potuta notare anche recentemente in occasione del di battito sul Vaticano II come concilio di rottura o di continuità con la tradizione della chiesa6, durante il quale la Lumen gentium, assieme a qualche altro documento conciliare, fungeva da corpus delicti di primaria importanza. La costituzione veniva considerata, da parte di alcuni teologi e storici, un testo di rottura, contenente un’ecclesiologia totalmente nuova, del tutto diversa rispetto al passato; altri studiosi invece la classificavano come un documento di ininterrotta continuità dottrinale, al punto da poterla persino considerare una sorta di prolungamento dell’ecclesiologia del Concilio di Trento e del Vaticano I. Ai poli più estremi di tali divergenti posizioni si sono collocati coloro che affermano, chi con soddisfazione, chi con critica e disapprovazione, che la Lumen gentium rappresenti una linea di confine che taglia in due la dottrina cattolico-romana, dividendola tra il prima e il dopo, tra una versione passata e una versione attuale; ma anche coloro che tengono a ribadire che ogni nuova interpretazione della costituzione dovrebbe essere sottoposta al giudizio correttivo della dottrina sulla chiesa portata avanti, senza alcun cambiamento, dai concili e dai pontefici antecedenti al Vaticano II.

Quanto alla presenza di differenti soggetti e ambienti di azione interpretativa, va ricordato che la ricezione della Lumen gentium ha visto e continua a vedere impegnati, simultaneamente, il Magistero pontificio (con gli ausiliari, tra cui la Congregazione per la Dottrina della fede e la Commissione teologica internazionale), i teologi cattolici e quelli di altre confessioni, le commissioni miste del dialogo ecumenico, nonché gli ambienti rappresentati dalle esperienze ecclesiali promosse dai movimenti ecclesiali7 e, prima ancora, da alcune chiese particolari (nazionali e continentali)8 che, in misura non indifferente, hanno contribuito e tuttora contribuiscono alla maturazione di originali e valide scelte interpretative.

Ormai da mezzo secolo ogni capitolo della costituzione è stato e continua a essere oggetto di minuziose analisi e di numerosi interventi interpretativi da parte di tutti i suddetti soggetti, i quali, rivestiti di sensibilità teologiche non univoche, hanno individuato nel corpo delle formulazioni della Lumen gentium temi, idee e affermazioni che, alcuni subito altri con il passare del tempo, si sono profilati quali vere e proprie quaestiones disputatae e, con ciò, quali grandi e praticamente permanenti cantieri di lavoro. Si pensi, ad esempio, all’idea della chiesa descritta al n. 8 della costituzione con l’utilizzo della locuzione subsistit in; al tema del rapporto tra laici e chierici inscritto, al n. 10, nella cornice della relazione di unità nella differenza tra sacerdozio comune e sacerdozio ministeriale; al tema extra Ecclesiam nulla salus sviluppato, ai nn. 14-16, nell’orizzonte dell’idea dell’ordinatio ad populum Dei dei non cattolici; al tema del rapporto tra romano pontefice e vescovi inserito, al n. 22, nel contesto della trattazione sul collegio episcopale; al tema, al n. 23, del rapporto tra chiesa universale e chiese particolari (o locali), e via discorrendo.



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Titolo: "Rassegna di Teologia n. 2/2017"
Editore: Collegium Professorum Sectionis Sancti Aloisii
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023392
Prezzo: € 13.00

Descrizione:

Sommario

FOCUS

Mario Imperatori SJ

Matrimonio oggi: tra rinnovamento e destrutturazione 

 

STUDI

Gianluigi Pasquale OFM Cap

Amoris laetitia: analisi teologica

nel riflesso di Misericordia et misera 

Gianfranco Calabrese

Educare al dialogo nell’era del post-umano 

Francesco Donadio

Lutero e l’evoluzione della coscienza religiosa moderna 

 

NOTE & DISCUSSIONI

Gabriele Fadini

«Dio passò per El Salvador»: prospettive teologiche nel pensiero di Oscar Romero 

Giovanni Patriarca

La riscoperta dell’essenziale. L’ontologia della pace e la metafisica dell’incontro. Introduzione al pensiero di Lanza del Vasto 

Pasquale Bua

La creazione come “grammatica” dell’incarnazione. L’unità di antropologia e cristologia nel pensiero di Karl Rahner 

 

PROVOCAZIONI

Dario Garribba

Martire. All’origine dell’essere cristiani 

 

RUBRICHE

Presentiam o un libro

Antonio Orazzo SJ

La dottrina dello Spirito Santo: da Ilario, oltre Ilario 

 

Recensioni

Libri ricevuti 



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Titolo: "Un'interpretazione della preghiera agonica di Gesù"
Editore:
Autore: Nicola Di Bianco
Pagine:
Ean: 2484300020247
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Testimoni delle sofferenze di Cristo. 2. La preghiera agonica di Gesù

e il sonno dei discepoli (Mc 14,32-42): 2.1. Analisi esegetica; 2.2. Storia dell’interpretazione.

 

ABSTRACT - «My soul is sorrowful even to death» (Mc 14,34). An interpretation of the

Jesus’ prayer in the agony. The tale of the Passion consists of the moment of the pray in the

Gethsemane. In that garden Jesus suffers because he had to face several trials: the desertion

of his disciples and the necessity to drink the cup of suffering. He prays in order to

be relying himself on the Father’s will and to be glorified by Him.

 

KEYWORDS - Gospel of Mark, Prayer, Agony, Death, Testimony.



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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300019913
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

EDITORIALE

 

Le persone che Gesù incontra

Il proposito di dedicare un fascicolo della rivista a Gesù Cristo, Signore delle relazioni nasce dalla semplice intuizione della fede che considera la persona di Gesù sotto il profilo dei diversi legami che si vengono a stabilire con lui. Al lemma relazione, tra le varie accezioni, il dizionario fa corrispondere una definizione di questo tipo: «Connessione o corrispondenza che intercorre, in modo essenziale o accidentale, tra due o più enti; con riferimento a persone o a gruppi, come rapporto, legame o vincolo reciproco». Si tratta, dunque, di tentare una ricognizione fenomenologica del ventaglio di relazioni che videro coinvolte con Gesù le persone del suo tempo e coloro che oggi continuano a confidare nella sua presenza attraverso la fede. Tra le relazioni è quella tra Gesù e la sua chiesa che ne sigilla con certezza la permanenza indissolubile, nel cui seno i credenti sono generati, custoditi e accompagnati lungo i sentieri della storia.

La prospettiva che caratterizza l’indagine è la signoria di Gesù, il suo essere Signore crocifisso, risorto e vivente, cui – oggi come in ogni tempo – si volge lo sguardo del credente, nella speranza di incrociare quegli occhi che scrutano con amore le profondità del cuore umano, con ardente desiderio di offrire salvezza, di donare gioia, di rinnovare la vita. Come ha affermato papa Francesco in occasione del recente Convegno nazionale della chiesa italiana:

È la contemplazione del volto di Gesù morto e risorto che ricompone la nostra umanità, anche di quella frammentata per le fatiche della vita, o segnata dal peccato. Non dobbiamo addomesticare la potenza del volto di Cristo. Il volto è l’immagine della sua trascendenza. È il misericordiae vultus. Lasciamoci guardare da Lui. Gesù è il nostro umanesimo. Facciamoci inquietare sempre dalla sua domanda: «Voi, chi dite che io sia?» (Mt 16,15)1.

Da come si risponde a questo interrogativo derivano conseguenze esistenziali, come la sequela, l’indifferenza, l’opposizione. I Vangeli ci danno ampia prova di queste variazioni. Come in ogni relazione tra persone avviene una reciproca esposizione: sia chi domanda sia chi risponde rivela in certo modo se stesso, si consegna all’altro, si scopre; accettando di incontrare il volto dell’altro ognuno manifesta il proprio. Nei giorni della sua vita terrena, Gesù ha fatto questa esperienza di reciprocità incontrando volti, toccando cuori, accostando corpi. Dentro la reciprocità si affaccia la rivelazione: nell’incontro con l’uomo Gesù si svela il Figlio di Dio agli occhi della fede.

Questa esperienza è possibile anche per noi oggi? Possiamo davvero entrare in relazione con Gesù in modo simile a quello di coloro che lo hanno incontrato duemila anni fa?

Una via per approfondire la relazione credente con Gesù consiste nel riprendere alcune tracce evangeliche e storiche che la tradizione ci ha consegnato, nella prospettiva della contemporaneità. Pertanto, l’intento dei contributi del fascicolo è di introdurre il lettore a ciò che sant’Ignazio di Loyola definisce come la composizione di luogo:

Qui è da notare che nella contemplazione o meditazione visiva, come sarebbe contemplare Cristo che è visibile, la composizione consisterà nel vedere con la vista dell’immaginazione il luogo materiale dove sta la cosa che voglio contemplare. Dico il luogo materiale come sarebbe un tempio o un monte dove si trova (secondo ciò che voglio contemplare) Gesù Cristo o la Madonna2.

Si tratta, dunque, di ripercorrere alcuni luoghi in cui Gesù si manifesta come Signore delle relazioni, in modo da percepirne l’attualità, per coglierne la provocazione e recepire lo stimolo ad avanzare nella sua sequela come discepoli.

Il primo contributo del fascicolo su Le relazioni personali di Gesù, ai margini della Third Quest, di Carlo Bazzi, prende in esame alcuni autori (Marcus J. Borg, Halvor Moxnes, Adriana Destro, Mauro Pesce) che delineano una visione ricca della persona umana e delle sue relazioni intorno a Gesù. Queste visioni dell’uomo evangelico possono allargare orizzonte ed esistenza all’uomo contemporaneo a una dimensione.

L’intento del contributo di Massimo Nardello su Cristo, Signore e servo della relazione è quello di mettere in evidenza come la natura divina di Gesù e il suo singolare rapporto con il Padre non rappresentino affatto degli ostacoli al suo rapporto con le persone, ma al contrario siano la condizione della sua originale e unica capacità di amarle.

Nell’articolo di Mario Bracci su Gesù, colui che nello Spirito si è detto Figlio e ci ha dato il Padre suo è la relazione come mistero di vita divina trinitaria a essere presa in considerazione: il Figlio la rivela come reciprocità che vive nel dono libero che il Padre fa di sé in lui per lo Spirito, e come dono che Gesù nello Spirito liberamente fa di sé al Padre e agli uomini.

Il saggio di Paolo Mascilongo, La relazione tra Gesù e i Dodici. Un’indagine di narrativa biblica, studia la relazione tra Gesù e i Dodici avvalendosi degli strumenti dell’analisi narrativa. In particolare, l’articolo si concentra sul vangelo di Marco, alla ricerca delle principali caratteristiche della trama e della caratterizzazione del personaggio dei Dodici.

Le relazioni tra Gesù e le donne nella tradizione evangelica, prese in esame da Annalisa Guida, sono caratterizzate da autenticità, rispetto, promozione, misericordia. Le donne sono incontrate, liberate, esaudite, guarite, riportate alla vita, inviate e responsabilizzate. La portata innovatrice e liberatrice dell’atteggiamento di Gesù verso di loro non trova eguali né nel giudaismo coevo né nel cristianesimo primitivo (e successivo).

 

Nel quadro de La relazione di Gesù con i poveri e i ricchi, offerto dal saggio di Enzo Galli, emerge con chiarezza la sua predilezione per gli emarginati, per coloro che agli occhi degli uomini contano poco o niente, i più vulnerabili, ai quali Gesù mostra la particolare premura di Dio attraverso due fondamentali atteggiamenti: la compassione e la libertà.

L’articolo di Amaury Begasse de Dahem indaga La relazione salvifica universale di Gesù Cristo. Iniziata nella creazione ordinata all’uomo, dispiegata nella storia delle alleanze, mediante l’elezione di uno per i molti, la salvezza storico-cosmica, universale e singolare, è una visitazione trasfigurante e un incontro liberante. Voluta dal Padre, realizzata in Gesù Cristo, “universale concreto” e nel suo corpo ecclesiale, comunicata dallo Spirito, la comunione salvifica al mistero pasquale è inclusivamente offerta alla libertà di ogni uomo, in modo da poter “sperare per tutti”.

Paolo Trianni illustra La comprensione odierna di Cristo nella relazione con le religioni, mostrando come, a partire dal Concilio ecumenico Vaticano II, oggi è possibile impostare una cristologia aperta, dialogica e improntata all’interculturalità. Al suo interno, infatti, è nata una teologia delle religioni che presenta la figura di Gesù in termini universali. La comprensione attuale di Cristo è legata – e non può non legarsi – alla sfida rappresentata dalle religioni non cristiane.

Nel saggio conclusivo, Laura Capantini, affronta Il momento dell’incontro. L’intersoggettività come categoria interpretativa della spiritualità di Cristo e dei cristiani. Le più recenti ricerche in ambito di neuroscienze e psicologia dello sviluppo rivelano che l’intersoggettività costituisce una dimensione fondamentale e ineludibile per lo sviluppo della mente e della coscienza dell’essere umano. L’autrice propone di considerarla come una categoria interpretativa utile a gettare luce sul peculiare percorso di formazione della coscienza e della spiritualità di Gesù e come elemento caratterizzante il momento dell’incontro con Cristo per le donne e gli uomini di ogni tempo.

Nella Documentazione, curata da Pierluigi Sguazzardo, viene esposta La cristologia della Parola in Verbum Domini, nn. 12-13, attraverso il concetto di Verbum abbreviatum. Con questa espressione, i padri della chiesa hanno inteso mostrare come Gesù Cristo sia la Parola breve, cioè colui che, mediante l’incarnazione, ha reso visibile e definitivamente comprensibile ciò che prima era sparso e ancora oscuro nella molteplicità delle precedenti Scritture.

L’Invito alla lettura, sempre a cura di Pierluigi Sguazzardo, presenta un ottimo repertorio bibliografico di cristologia, ripartito tra il problema del metodo, i manuali, alcune proposte sistematiche e altri studi.

Maurizio Gronchi

 

* * *

 

Con questo fascicolo, «CredereOggi» inaugura la «quarta serie» della sua storia ormai più che trentennale e si presenta ai lettori con una nuova veste grafica, risultato di un accurato lavoro di restyling. Nuova copertina con nuovi colori, pagina più ariosa e leggibile per assicurare alla nostra rivista un «movimento» grafico complessivo, che indichi apertura verso il nuovo, ma in continuità con lo stile sobrio e «pulito» di sempre.

La proposta del nuovo aspetto grafico, tuttavia, guarda oltre la mera cifra estetica, è una vera e propria scommessa sul futuro: nelle tormentate condizioni attuali dell’editoria religiosa, «CredereOggi» va in controtendenza e rilancia. L’avvio di una nuova fase significa anzitutto fiducia nella «missione» della rivista e della sua specificità nel panorama teologico ed ecclesiale italiano e, al tempo stesso, un rinnovato impegno nei confronti dei lettori, ai quali si intende offrire un servizio sempre più qualificato e autorevole.

Ringraziamo l’editrice, la redazione e tutti coloro che hanno favorito, incoraggiato e reso possibile la realizzazione del nuovo progetto grafico, ma il ringraziamento più grande è – ancora una volta – per i lettori, che hanno accompagnato fedelmente il cammino di «CredereOggi» in questi anni. Confidiamo che il loro sostegno non venga meno, particolarmente attraverso la sottoscrizione dell’abbonamento e l’aiuto per la sua diffusione.

Buona lettura.

 

Germano Scaglionidirettore



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Titolo: "Il Giudice e la valutazione delle Perizie"
Editore: Lateran University Press
Autore: Roberto Palombi
Pagine:
Ean: 2484300020872
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommmmario Introduzione. 1. La valutazione nella fase istruttoria (l’evidenter inutilis del Can. 1680). 2. La valutazione nella fase decisoria. 3. Criteri specifici. Conclusioni.

Summary Introduction. 1. The assessment of the expertise in investigation phase (the “evidenter inutilis” in Can. 1680). 2. The assessment of the expertise in decision phase. 3. Specific criteria. Conclusions.

Introduzione

Il tema affidatomi è così ampio da richiedere preliminarmente una delimitazione dei confini. Il riferimento in questa sede sarà soltanto alla valutazione delle Perizie, psichiatriche e psicologiche, nelle Cause di nullità matrimoniale trattate e definite ai sensi del Can. 1095, per quanto le disposizioni codiciali non precludano ed anzi espressamente contemplino la possibilità di espletare consulenze tecniche in ambiti differenti rispetto alle fattispecie di incapacità consensuale.

Non si può dubitare di come il problema della valutazione della Perizia rivesta notevole rilievo e sia forse tra i più sentiti nella prassi dei Tribunali ecclesiastici. In primis, per l’evidenza del dato statistico (in ragione dell’imponente mole di Cause trattate per i Capi della incapacità consensuale), in secondo luogo per la peculiarità delle fattispecie contemplate dal Can. 1095, in relazione alle quali non è agevole individuare uno schema generale di sillogismo probatorio, analogamente a quanto è dato riscontrare per altri Capi di nullità, in relazione ai quali le varie fasi del Procedimento sono articolate e modellate su consolidati parametri di riferimento.

Il problema è stato posto con chiarezza in una Pronuncia coram Huber del 7 novembre 20013, nella quale viene censurato il modo non lineare con cui i Giudici sono soliti procedere in via deduttiva, ricorrendo a sillogismi basati su false premesse ovvero deferendo all’esame peritale non già la chiarificazione e la integrazione delle precedenti acquisizioni istruttorie bensì la creazione stessa della Prova. Per contro, la verità – si annota nella medesima Sentenza – può esser cercata e trovata soltanto in via induttiva, vale a dire acquisendo le deposizioni di parti e testimoni in grado di riferire fatti e circostanze da cui si manifesti l’anomala “ratio agendi” del nubente; soltanto laddove tale “ratio” sia stata provata “canonico sensu”, sarà il Perito a chiarire se la medesima sussista o meno in senso clinico, altresì precisandone natura e gravità.

Come ben noto, i criteri ermeneutici possono compendiarsi nei due fondamentali princìpi: “Peritis in arte credendum est” e “Iudex est Peritus Peritorum”. In ciò – verrebbe da dire – non v’è Causa trattata per i Capi di cui si discorre in cui non si raccomandi il contemperamento tra il doveroso ossequio verso il qualificato parere tecnico (da cui ci si potrebbe discostare soltanto “propter contraria gravissima argumenta”) e l’indefettibile ruolo del Giudice (al quale spetta in via esclusiva la pronuncia circa la validità o meno del Consenso)4. In ogni caso al Perito è affidato il compito tecnico di prospettare la situazione psicologica della persona e di giungere ad una diagnosi della medesima che sia attendibile e formulata in chiave strutturale, non meramente descrittiva.

[...]



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Titolo: "Per una teologia della Chiesa in azione. Omaggio a Sergio Lanza"
Editore: Lateran University Press
Autore: Antonio Autiero
Pagine:
Ean: 2484300020391
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sintesi

Il contributo vuole tratteggiare il profilo della teologia pastorale di Sergio Lanza, sostanzialmente segnata da una duplice caratteristica. Da una parte essa si pone nell’orizzonte conciliare e recupera la nozione di soggetto ecclesiale, aperto all’ascolto della Parola. La cifra della teologia della rivelazione attribuisce, cosí, all’impianto teologico della visione pastorale di Sergio Lanza un marcato primato della Parola, al cui servizio il soggetto ecclesiale si pone. Dall’altra parte emerge, poi, l’importanza della prassi, non come luogo applicativo della teoria, ma come orizzonte di genesi e di vitalità di essa. La teologia pastorale trova in questo duplice riferimento la via per un ripensamento del suo statuto epistemologico, fecondo e ricco di implicazioni per l’agire ecclesiale.

Parole chiave:

Teologia pastorale; Azione ecclesiale; Teologia della rivelazione; Concilio Vaticano II

 

Abstract

The article traces the profile of the pastoral theology of Sergio Lanza which is identified through a double character. On the one hand it stands within the horizon of the Second Vatican Council and recovers the notion of the “ecclesial subject”, who is open to hearing the Word. Thus, the theology of revelation contributes to the theological foundation of the pastoral vision of Sergio Lanza a marked primacy for the Word at whose service the ecclesial subject is found. On the other hand one finds the importance of praxis, not in the sense of a locus for the application of theory, but as the horizon of its genesis and vitality. Pastoral theology finds in this double reference the way toward a rethinking of its epistemological status, rich with implications for ecclesial action.

Keywords:

Pastoral theology; Ecclesial action; Theology of Revelation; Vatican Council II

 

_____________________________________

Era un assolato pomeriggio di ottobrata romana, quel 15 ottobre del 1973, quando al seminario Lombardo incontrai per la prima volta Sergio Lanza. Il suo portamento elegante, spigliato, interessante, attirò da subito la mia attenzione. Ne nacque un’amicizia che ha reso comuni e condivisi tanti passaggi delle nostre biografie. Dico questo soprattutto per mettere in chiaro che proprio il legame di amicizia costituisce la prima e più importante titolarità a questo mio parlare su di lui, oggi, mentre la comunità accademica della sua università gli dedica meritato riconoscimento.Tratteggiare il profilo della sua teologia pastorale non competerebbe di certo a me, che non sono teologo pastoralista. Ma l’intensità del confronto con Sergio Lanza, la condivisione in molta parte di visioni teologiche, come anche quelle inevitabili differenzazioni di percorsi, di modalità e di stile fanno da substrato per poter abbozzare uno schizzo che si regge più che altro su quello che Antonio Rosmini era solito chiamare “conoscenza amativa”.Per fare questo mi servirò di due vettori che ritengo utili per recuperare la tela di fondo dell’impegno teologico di Sergio Lanza e il suo posto nel panorama teologico più recente. E – per chiudere questa premessa – devo anche dire che la scelta della dicitura “chiesa in azione”, come suona nel titolo, vive di due nessi, l’uno sincronico, l’altro diacronico, che andranno ad emergere dal mio dire.

[...]



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300019500
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

 

Studi

A. Torres Queiruga, La preghiera cristiana, oggi

La preghiera è un elemento talmente centrale e fondamentale nella vita religiosa da superare qualsiasi

tentativo di darne una definizione precisa. In essa la persona vive in modo consapevole il suo vivo,

ma difficile, rapporto con il divino. Tutto ciò si riflette nella preghiera e allo stesso tempo si configura

grazie al suo esercizio. Essendo presente da sempre in tutte le religioni, assume modalità specifiche in

ciascuna. Non a caso si parla della preghiera cristiana.

 

L. Balzarin, Pregare nei ritmi del giorno

Il tempo che viviamo oggi sembra essere scandito non più da ritmi naturali, ma dagli orari di lavoro,

dai ritmi meccanici dei macchinari, dalla scaletta dei programmi televisivi o, più semplicemente, dall’orologio.

In questo contesto la libera preghiera del cuore sembra faticare ad inserirsi e il «pregate senza

interruzione» di 1 Ts 5,17 stonare alquanto. In realtà tra tempo e preghiera si dà una stretta interazione

che può essere attivata oggi come ieri.

 

G. Cavagnoli, La liturgia delle Ore: problemi aperti

Abbiamo posto all’autore tante domande: da chi e come viene usata la liturgia delle Ore? I preti? E

i laici? I contenuti della liturgia delle Ore sono ancora attuali? La sua struttura così com’è si riesce a

pregarla oggi? Dall’articolo emergono problemi e proposte.

 

E. Segatt i, I nuovi gruppi di preghiera 

L’emergere, il diffondersi e il qualificarsi di gruppi sorti per pregare o in ricerca di preghiera non è

una novità nell’intero percorso bimillenario del cristianesimo. Riveste piuttosto tratti specifici lungo

il variare dei tempi. La preghiera diviene così quasi il luogo privilegiato per manifestarne lo spirito, le

priorità emergenti e non di rado i drammi lungo la storia. Qualcosa di analogo si verifica anche per l’attuale

fiorire di gruppi di preghiera all’interno, intorno e persino al di là delle comunità di consolidata

tradizione.

 

P.A. Muroni, Le pubblicazioni sulla liturgia delle Ore

dal concilio Vaticano II a oggi: rassegna critica

I contributi sulla liturgia delle Ore sono caratterizzati da differenti approcci: si va dai contributi di

taglio storico che offrono uno spaccato sullo sviluppo della preghiera della chiesa, ai lavori scientifici

che si soffermano maggiormente sull’analisi delle fonti, specie bibliche, patristiche ed eucologiche, ai

contributi che offrono un approccio maggiormente teologico e a quelli di impianto più pastorale e

spirituale. Tenteremo di offrirne una rassegna, certamente non esaustiva, nei principali studi in ambito

internazionale.

 

Schede per la formazione

F. Gomiero, Cantare i salmi

I salmi non sono solo delle preghiere da recitare nelle varie situazioni della vita del popolo di Dio e personali,

ma sono prima di tutto dei canti. Il loro contesto normale è la preghiera pubblica, comunitaria,

in famiglia, nella sinagoga e nel tempio, e la forma normale di usarli è quella del canto. Quando sono

entrati nella liturgia cristiana hanno mantenuto queste caratteristiche. Nel corso dei due millenni, però,

qualcosa è cambiato nella consapevolezza dei cristiani.

 

Sussidi e testi

G. Boselli – L. Monti, I criteri di traduzione del salterio di Bose

La consapevolezza che fin dall’inizio ha guidato la traduzione del salterio di Bose è che la cantabilità

di un salmo risiede anzitutto nella musicalità delle parole, nella vocalità del testo e solo in un secondo

tempo nella melodia salmica che viene scelta per salmodiare il salmo. La melodia salmica non fa altro

che porsi al servizio della musicalità del testo e consentire di accedere all’atto del salmodiare.

E. Massimi, Pregare in attesa del Natale

La novena di Natale è nata per comunicare ai fedeli quelle ricchezze della liturgia ufficiale a cui non

potevano accedere. La novena proposta ha come destinatari preadolescenti e adolescenti, appartenenti

ai gruppi di catechesi parrocchiale, e si compone, come il testo tradizionale, di testi della liturgia

dell’Avvento e delle ferie che vanno dal 17 al 24 dicembre tratti dal Messale Romano, dal Lezionario, e

dalla Liturgia delle Ore.

 

Cronaca

A. Ghersi, Eucaristia Matrimonio Famiglia

66a Settimana liturgica nazionale

E. Massimi, La liturgia delle Ore: una riforma incompiuta.

43a Settimana di studio dell’APL



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Titolo: "Personaggi dell'Antico Testamento"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300019739
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

Editoriale

Il 2015 è stato l’anno della Dei Verbum, la costituzione

dogmatica del Vaticano II «sulla divina

rivelazione». Giocoforza, ci siamo soffermati

ad approfondire insieme questo documento

fondamentale; senza però abbandonare il nostro stile

consueto, cioè continuando a leggere il testo biblico:

se vi ricordate, ad ogni fascicolo abbiamo affrontato

quei brani della sacra Scrittura che – di capitolo in

capitolo – sono citati all’interno del testo conciliare.

Per il 2016 non abbiamo anniversari da ricordare.

C’è il cambiamento della casa editrice che pubblica

la nostra rivista, ma tutto rimane invariato per

quel che riguarda il contenuto di queste pagine. Abbiamo

solo deciso, per i prossimi due anni, di introdurre

non un libro specifico della Bibbia, ma alcuni

personaggi tra i più importanti: per il 2016 saranno

personaggi dell’Antico Testamento, per il 2017 del

Nuovo. Ma non cambia la sostanza: il nostro scopo

sarà sempre quello di leggere insieme il testo della

Bibbia, una pagina alla volta.

Iniziamo con Giacobbe, uno dei patriarchi. Un

primo articolo, firmato da Germano Galvagno, serve

da introduzione: ci mostra come Giacobbe è presentato

nei capitoli della Genesi a lui dedicati, ma anche

come si parla di lui negli altri libri biblici e perché è

un personaggio storicamente così importante per il

popolo di Israele. In ogni fascicolo avremo un primo

articolo introduttivo, che ci aiuti a farci un’idea generale;

seguiranno gli approfondimenti.

In questo numero, Davide Arcangeli si sofferma

sul capitolo 25 della Genesi, quello che racconta la

nascita di due gemelli già in lotta tra di loro fin dal

grembo materno: Giacobbe ed Esaù. Il racconto biblico

ci parla di due fratelli, lasciandoci però intendere

che si tratta anche del difficile rapporto tra i due

popoli che da loro discendono: Israele ed Edom. Sottotraccia

si parla dei due popoli anche nel brano successivo,

quello in cui Giacobbe «ruba» con l’inganno

la benedizione paterna, che spettava ad Esaù. È

un modo per ricordare che uno solo dei due popoli

è quello benedetto da Dio: Israele (Federico Giuntoli).

Come si può immaginare, Esaù vuole uccidere il

fratello ingannatore, ed è così che Giacobbe inizia un

lungo viaggio tra la terra promessa e la terra dei padri,

nella regione della Mesopotamia. All’andata c’è

una sosta forzata nella notte, presso Betel, durante la

quale Giacobbe riceve da Dio una promessa bellissima,

che fa eco a quella di Abramo: una terra in cui

abitare e una discendenza numerosa (Benedetta Rossi).

C’è poi una tappa ben più lunga, che il patriarca è

costretto a fare presso Labano, suo parente; per poter

sposare l’amata Rachele, è costretto a lavorare per lui

ben quattordici anni: l’ingannatore viene ingannato

(Guido Benzi). Nel viaggio di ritorno, l’ormai adulto

Giacobbe fa due incontri. Il primo è con Dio, presso

il torrente Iabbok: quella notte cambierà per sempre

la sua vita, trasformando il giovane ingannatore

nel padre del popolo di Israele (Dionisio Candido). Il

secondo incontro è con il fratello Esaù. Era preparato

a tutto, Giacobbe, ma non a quello che accadrà:

Esaù gli va incontro, gli si getta al collo e piange di

gioia. Pace fatta? Almeno il segno di una convivenza

possibile, tra persone e tra popoli (Sebastiano Pinto).

Come si può vedere, leggeremo parecchi brani

dal libro della Genesi. E poi ci prenderemo il lusso di

due articoli sintetici. In ogni fascicolo, Annalisa Guida

scriverà una sintesi «narrativa» del personaggio che

stiamo conoscendo; Valentino Bulgarelli ne prenderà

le caratteristiche salienti e presenterà una riflessione

catechetico-spirituale. Abbiamo pensato di arricchire

così il nostro consueto studio dei testi biblici.

Avremo poi, come d’abitudine, una rubrica dell’Apostolato

Biblico, curata dal suo responsabile nazionale

(Dionisio Candido); una vetrina biblica, in cui trovare

suggerimenti per nuove letture (a cura della redazione);

un paio di pagine dedicate ad un’opera d’arte

relativa al nostro personaggio (Marcello Panzanini),

a cui va aggiunta una bibliografia ragionata dedicata

ad ogni forma di arte (Valeria Poletti); un inserto

staccabile con spunti per un lavoro di gruppo (a cura

di Marcello Panzanini e Valeria Poletti).

Può bastare? Buona lettura, dunque, a nome di

tutta la redazione.

Carlo Broccardo



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Titolo: "A proposito del movimento dell'osservanza Francescana in sicilia"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Antonio Mursia
Pagine:
Ean: 2484300019661
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

L a comparsa del movimento dell’osservanza francescana in Sicilia è

un problema che solo di recente si è incominciato a esaminare in maniera

scientifi ca. Gli studi maturati nel corso della prima metà del ventesimo secolo,

anzitutto quelli fi oriti all’interno degli ambienti culturali del medesimo

ordine francescano siciliano (ofm), miravano a presentare questa forma

di vita radicata nell’isola già a partire dalla metà del Trecento, a opera

di frate Michele da Piazza e di un anonimo manipolo di religiosi. Di questo

avviso era Agostino Gioia, un frate dell’ex Provincia Osservante dell’Immacolata

Concezione (Val di Mazara), il quale, in un contributo edito nel

1940, asseriva che, «in Sicilia, l’Osservanza fece sentire i suoi primi vagiti

nel convento di Piazza Armerina, ove brillava di casta luce il concittadino

P. Michele».1 Lo storico francescano, sulla scorta di alcune notizie riportate

da frate Pietro Tognoletto2 e da Rocco Pirri,3 restituiva inoltre l’elenco dei

primi conventi osservanti fondati in Sicilia prima del rientro nell’isola del

beato Matteo di Agrigento, avvenuto quasi sicuramente nel 1425. Il convento

di s. Maria di Gesù di Piazza (Armerina), insieme a quelli di Ferla, Modica,

Catania e Nicosia furono enumerati da Agostino Gioia e da Ambrogio

Cardella (altro frate e storico dell’ex Provincia Osservante dell’Immacolata

Concezione di Val di Mazara), quali prove inconfutabili per dimostrare

che «molto prima dell’epoca del b. Matteo, l’Osservanza aveva fi ssate

le sue radici nel fertilissimo Regno di Sicilia».4 Il ruolo assegnato al beato

Matteo da parte dei due storici francescani siciliani, che si rifacevano

alle parole di Vito Maria Amico, era quello di propagator del movimento

dell’osservanza nell’isola.

Un contributo fondamentale per lo studio del beato Matteo di Agrigento

e di conse guenza per le indagini sulle origini e sull’espansione del movimento

dell’osservanza in Si cilia giunse da un altro frate siciliano, Agostino

Amore ofm, un religioso intimamente le gato alle vicende del francescanesimo

isolano e in generale alla storia del cristianesimo della sua regione,

ma, al contrario dei due storici precedenti, formatosi a Roma in primis presso

il Pontifi cio Ateneo Antoniano e poi al Pontifi cio Istituto per l’archeologia

cristiana e dunque alla Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di

Roma La Sapienza.5 Agostino Amore, a metà del Novecento, riuscì a rintracciare,

all’interno dell’Archivio della Corona d’Aragona di Barcellona,

un con sistente corpus di documenti relativi alla corrispondenza che il beato

Mat teo intrattenne con i sovrani iberici.6 Alcuni anni dopo ...



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Titolo: "Esperienza interiore e neuroscienze"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Matthieu Ricard
Pagine:
Ean: 2484300019098
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

La vita contemplativa e le neuroscienze hanno qualcosa in comune? ‘esperienza spirituale sfugge ad ogni indagine materiale o, al contrario, non è che il risultato di processi fisici? Da parecchi anni si conducono studi sulle emozioni, sulla mente di persone che si sono sottoposte ad intensi esercizi di “meditazione”. L’autore prende esempio dalla distinzione tra la compassione buddhista e l’empatia, e dalle loro pratiche, per concludere all’importanza di attualizzare il potenziale di trasformazione del suo spirito, al fine di servire gli altri in maniera corretta.

Parole chiave: cervello, compassione, empatia

 



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Titolo: "Identità sessuale, cervello e corpo"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300019104
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

L’analisi degli studi scientifici mostra invece che l’interpretazione di risultati neurologici è guidata da presupposizioni sociali piuttosto che dai dati empirici puri. Il contributo mostra come anche nelle scienze il “sesso” non viene affatto “scoperto”, ma piuttosto “costruito”, senza che si debba con ciò negare il dato di fatto biologico, che non procede lungo la linea della differenza tra i sessi, ma evidenzia piuttosto la grande ampiezza tra i poli idealizzati di maschilità e femminilità. La teologia farebbe bene a prendere atto della ricerca scientifica per stabilire i suoi propri giudizi su una base migliore.

 

Parole chiave: cervello, sessualità, gender

 



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Titolo: "Il ministero della riconciliazione in 2Cor 5,20b"
Editore:
Autore: Gaetano di Palma
Pagine:
Ean: 2484300019180
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Riconciliazione e ritorno a Dio. 2. La riconciliazione dai LXX al

Nuovo Testamento. 3. La collocazione della pericope. 4. Caritas Christi urget nos. 5. La

riconciliazione con Dio mediante Cristo. 6. Gli ambasciatori della riconciliazione. 7. Il

presbitero e la riconciliazione.

ABSTRACT - The ministry of reconciliation in 2 Co 5,20b. The reconciliation to God

is the main purpose of the ExtraordinaryJubilee of Mercy, that was indicted by pope

Francis. At first in this article the author examines the concept and the vocabulary of reconciliation

in Old and New Testament; then he annotates a famous passage of the Second

Letter to the Corinthians, where the apostle Paul explains that «he made the sinless

one a victim for sin, so that in him we might become the uprightness of God» (2 Co 5,21).

The cross of Christ is the means of reconciliation to God and Paul with his collaborators

are the ambassadors of this beautiful information. In our times the priests are the ambassadors

of reconciliation. Their office will be the more effective as they will be reconciled

to God.

KEYWORDS - Reconciliation, Ambassador, Priest, Jubilee, Mercy.



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Titolo: "La carità pastorale in sant'Agostino"
Editore:
Autore: Luigi Longobardo
Pagine:
Ean: 2484300019197
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Il valore della misericordia. 2. Essere preti per interesse. 3. L’amore

per i peccatori e la correzione fraterna. 4. La misericordia verso tutti. 5. Il ministero sacerdotale

come servizio. 6. Il ministero della Parola.

ABSTRACT - The pastoral charity in saint Augustine. In his widest literary production,

Augustine has often dealt with the theme of love/charity. In this short contribution it is

taken into consideration only one aspect of the care to testify charity. Inspired by the

evangelical teachings, the bishop of Hippo suggests thoughtful insights that are still valid

in the present times and useful to priests and bishops in the practice of mercy during their

service as ministers.

KEYWORDS - Pastoral charity, Mercy, Service, Ministry of the Word, Augustine.



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Titolo: "Misericordia e bene comune"
Editore:
Autore: Francesco del Pizzo
Pagine:
Ean: 2484300019227
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Il bisogno di un Padre-Madre nell’amore. 2. La chiesa casa di misericordia:

2.1. Predicare la misericordia; 2.2. Celebrare la misericordia; 2.3. Praticare la misericordia.

3. Ierusalem convertere.

ABSTRACT - Preach, celebrate and practise the mercy. As regards the mercy there is a

triple mission of the church. It has to preach the mercy, has to celebrate the mercy in the

liturgy of the sacraments, in particular in the penitence and in the eucharist, and it has to

practise the mercy in its pastoral approach. This article helps us to go through these paths

and remembers us that it’s always a path of conversion that starts and has to go on the dusty

ways of life. A “outbound” church, in fact, undertakes to meet the mankind, to serve

the mankind, and is sure the man’s flesh is the presence of incarnate God.

KEYWORDS - Mercy, Preach, Celebrate, Practise, Conversion.



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Titolo: "La misericordia nell'Islam"
Editore:
Autore: Yahya Sergio Yahe Pallavicini
Pagine:
Ean: 2484300019258
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Il bisogno di un Padre-Madre nell’amore. 2. La chiesa casa di misericordia:

2.1. Predicare la misericordia; 2.2. Celebrare la misericordia; 2.3. Praticare la misericordia.

3. Ierusalem convertere.

ABSTRACT - Preach, celebrate and practise the mercy. As regards the mercy there is a

triple mission of the church. It has to preach the mercy, has to celebrate the mercy in the

liturgy of the sacraments, in particular in the penitence and in the eucharist, and it has to

practise the mercy in its pastoral approach. This article helps us to go through these paths

and remembers us that it’s always a path of conversion that starts and has to go on the dusty

ways of life. A “outbound” church, in fact, undertakes to meet the mankind, to serve

the mankind, and is sure the man’s flesh is the presence of incarnate God.

KEYWORDS - Mercy, Preach, Celebrate, Practise, Conversion.



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Titolo: "Aquinas nn. 1/2014"
Editore: Lateran University Press
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300019265
Prezzo: € 24.00

Descrizione:

Presentazione

di Leonardo Messinese

 

Dopo aver dedicato un fascicolo di Aquinas al tema di Dio nella metafisica, a distanza di alcuni anni proponiamo all’attenzione dei nostri lettori un numero della rivista incentrato sul tema di Dio nella fenomenologia.

Anche questa volta viene offerta una raccolta organica di articoli nei quali ciascun autore si è impegnato non tanto a eseguire una trattazione esaustiva relativamente alle proprie specifiche competenze, quanto piuttosto a mettere in luce alcuni “scorci” particolarmente significativi del pensiero “teologico” del filosofo che gli era stato chiesto di prendere in considerazione.

Allo scopo di offrire nuovi spunti di riflessione, non pochi degli articoli prendono in esame alcune delle più recenti prese di posizione riguardo al nostro tema, entrando così direttamente nel vivo del dibattito che al giorno d’oggi investe il modo in cui la questione di Dio è stata affrontata dal pensiero di matrice fenomenologica.

L’intento di fondo che ha ispirato la preparazione del fascicolo è stato quello di far emergere le peculiarità di una forma di teologia filosofica diversa da quella della tradizione metafisica (e, per certi versi, diversa anche da quella della più recente filosofia analitica), mostrando in ogni caso egualmente i punti di contatto e gli elementi che marcano le differenze. Un altro aspetto che dovrebbe emergere dalla lettura dei testi è quello della “contaminazione” che – analogamente, in questo caso, a quanto accade nella più recente filosofia analitica – viene a realizzarsi, nell’ambito della filosofia fenomenologica, tra teologia filosofica e filosofia della religione.

Sono presenti, infine, due articoli – sono gli ultimi di questa raccolta – che mettono a confronto alcuni tratti particolarmente significativi del pensiero fenomenologico con la tradizione metafisica, nel primo caso e con la filosofia trascendentale nel secondo caso; non da ultimo, anche allo scopo di favorire ulteriori opportunità di un fruttuoso dialogo.

Nell’insieme ci pare che il fascicolo possa costituire un utile strumento di approfondimento e di discussione e come tale lo offriamo ai nostri lettori.

 

Note

Raffaela Giovagnoli, Il platonismo nell’epistemologia di Frege 

Rosalia Carususo, «Incontri possibili». Per una fenomenologia della vita interiore in Edith Stein e Gerda Walther 

Angelo Marchesi, La concezione filosofica e la concezione teologico-rivelata dell’uomo in rapporto con il dialogo tra ragione e fede 

Notiziario, a cura di Philip Larrey 261RecensioniAntonio Trupiano (ed.), Metafisica come orizzonte. In dialogo con Saturnino Muratore sj [A. Lanzieri] 

Nostre pubblicazioniFrancesco Francnco, Luigi Pareyson [C. Caneva] 

Francesco Alfieri, Pessoa humana e singularidade em Edith Stein. Uma nova fundação da antropologia filosófica [M. Mahfoud]



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Titolo: "Il fondamento della teleologia. Riflessioni di Edmund Husserl su Dio"
Editore: Lateran University Press
Autore: Angela Ales Bellllo
Pagine:
Ean: 2484300019272
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

Nell’articolo si fa il punto sulla questione di Dio in Edmund Husserl, sia attraverso una lettura diretta dei testi del fenomenologo, sia in riferimento alla letteratura su questo tema, che, sebbene scarsa, è presente, e si estende dai filosofi che hanno conosciuto direttamente Husserl, come Strasser, fino alle recenti interpretazioni, come quella di Housset. La riflessione su Dio proposta da Husserl implica la conoscenza di tutte le sue analisi di tipo gnoseologico, etico e religioso, perché l’obiettivo del fenomenologo non è mai stato quello di dimostrarne l’esistenza, piuttosto di mostrare che l’indagine, anche se condotta in varie prospettive e su argomenti diversi, giungeva necessariamente ad ammettere un assoluto, da lui francamente definito: Dio. Sebbene l’argomento non sia trattato da Husserl in modo continuo e sistematico, l’importanza di tale questione metafisica non è secondaria, ma serve a illuminare e rendere coerenti tutte le minuziose analisi fenomenologiche da lui condotte.

Parole chiave:

Dio; teologia; hyletica; noetica; religione

Abstract

The article looks at the question of God in Edmund Husserl, beginning from a direct reading of the texts of the phenomenologist, both in reference to the literature on this issue, which, although limited is still present, and extending to the philosophers who have known directly Husserl, such as Strasser, until more recent interpretations, such as that of Housset. The reflection of God proposed by Husserl implies knowledge of all its analysis of an epistemological kind, ethical and religious, because the goal of the phenomenologist has never been to prove the existence of God, rather to show that the investigation, although conducted in different perspectives and on different topics, necessarily concluded to admit an absolute, which he called God. Although the topic is not treated by Husserl continuously and systematically, the importance of this metaphysical question is not secondary, but rather used to illuminate and make consistent all detailed phenomenological analysis he conducted.

Keywords:

God; theology; truth; noetic; religion



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Titolo: "La ricerca di Dio in Max Scheler"
Editore: Lateran University Press
Autore: Franco Bosio
Pagine:
Ean: 2484300019289
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

Il pensiero di Max Scheler è sempre stato fin dalle origini mosso dalla ricerca di Dio. Dopo un primo periodo teistico-personalistico nel quale la Trascnedenza di Dio è assicurata dal primato della Persona umana nel mondo dello Spirito, Scheler si è rivolto a partire dal 1922 ad una prospettiva “panenteistica”, nella quale Dio appare piuttosto come una sovrapersonale Deitas, che incontra in sé una lotta sorda e confusa fra lo “Spirito”, regno delle idealità e delle forme, e l’“impulso”, il Drang, energia e inconsapevole slancio verso la sua realizzazione. Dio si rivela e si esprime nell’uomo che diviene il cooperatore della sua realizzazione e della sua autoconsapevolezza. Tuttavia, nonostante un’indubbia svolta verso l’immanentismo, non mancano ancora forti spunti di trascendenza in Dio. L’itinerario filosofico di Scheler è altamente appassionante, anche per le sue incertezze e per le questioni che rimangono irrisolte e rappresenta uno dei massimi esempi di ricerca metafisico-teologica del secolo XX. Sono presenti influssi consistenti di Spinoza, dell’idealismo tedesco, di Schopenhauer e di Eduard von Hartmann oltreché una certa vena neognostica.

Parole chiave:

Dio; spirito; impotenza; persona; Deitas

Abstract

The thought of Max Scheler has since its beginning always been driven by the search for God. After a first period in which the theistic-personalistic transcendence of God is assured by the primacy of the human person in the world of the Spirit, from 1922 onwards Scheler advanced a “pantheistic” perspective, in which God appears rather as a non-personal Deitas, which conceals in itself a deaf and confusing struggle between the “Spirit”, the realm of ideals and forms, and the “impulse”, the Drang, energy and unconscious momentum towards its realization. God reveals and expresses the man who becomes the collaborator of his realization and of his self-awareness. However, despite an undeniable shift towards immanence, there are still strong ideas of transcendence in God. The philosophical journey of Scheler is highly passionate, even given its uncertainties and questions that remain unresolved and is one of the greatest examples of metaphysical and theological research of the twentieth century. There are significant influences of Spinoza, of German idealism, Schopenhauer and Eduard von Hartmann in addition to a certain neo-gnostic undercurrent.

Keywords:

God; spirit; impotence; person; Deitas



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Titolo: "Dio nella fenomenologia ermeneutica della vita effettiva e dell'esistenza di Martin Heidegger"
Editore: Lateran University Press
Autore: Friedrich-Wilhelm von Herrmann
Pagine:
Ean: 2484300019296
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

Nella prima parte dell’articolo, sulla base delle prime lezioni friburghesi, l’autore mostra quale fosse il “programma” heideggeriano circa la “vera filosofia della religione”: interpretare l’esperienza di vita cristiana espressa nelle lettere di Paolo in modo ermeneutico-fenomenologico e cioè in relazione alle strutture fondamentali della “vita effettiva”. Nella seconda parte si svolge la tesi che, per la questione su “Dio nella fenomenologia”, è di capitale importanza la messa in luce della “fede” cristiana come “modo di esistere” dell’essere umano.

Parole chiave:

fenomenologia della religione; vita effettiva; temporalità; esistenza nella fede cristiana; parusia

Abstract

In the first part of the article, on the basis of the early lessons at Fribourg, the author discloses the Heideggerian “program” concerning the “true philosophy of religion”: to interpret the experience of the Christian life expressed in St. Paul’s letters in an hermeneutical-phenomenological way, that is to say, in relation to the fundamental structures of the “effective life”. The second part develops the thesis that, for the question about “God in phenomenology”, it is greatly important to highlight Christian “faith” as a “way of existing” of human beings.

Keywords:

Phenomenology of religion; effective life; temporality; existence in Christian faith; transparency



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Titolo: "Adolf Reinach e il fenomeno religioso"
Editore: Lateran University Press
Autore: Michael Konrad
Pagine:
Ean: 2484300019302
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

Questo studio intende spiegare le annotazioni di Adolf Reinach su alcuni atti e atteggiamenti umani di fronte a Dio. I frammenti del fenomenologo tedesco non offrono una trattazione sistematica di filosofia della religione, ma aiutano a superare alcuni pregiudizi contro la fede. Reinach descrive e analizza il fenomeno “presentimento” e altri vissuti religiosi, come il “sentirsi protetto da Dio”, la gratitudine verso di Lui e la preghiera. Questi vissuti rivelano Dio, ma anche la natura dell’io.

Parole chiave:

fenomenologia della religione; Dio; presentimento; vissuti religiosi; io

Abstract

This study aims to explain the reflections of Adolf Reinach concerning some human acts and attitudes with respect to God. The fragments of the German phenomenologist do not offer a systematic philosophy of religion, but help to overcome some prejudices against the faith. Reinach describes and analyzes the phenomenon of “premonition” and other religious experiences, such as “feeling protected by God”, gratitude towards Him and prayer. These experiences reveal God, but also the nature of the self.

Keyword:

phenomenology of religion; God; premonition; religious experiences;



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Titolo: "Jean-Paul Sartre: Dio"
Editore: Lateran University Press
Autore: Giovanni Invitto
Pagine:
Ean: 2484300019326
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

Sartre nei primi anni di diffusione del suo pensiero, fu accusato di perversione e di immoralismo. Può essere letto come colui che ha cercato di scorgere i fondamenti di una morale-senza Dio, visto che l’ateismo, fede, cioè certezza indimostrabile razionalmente, alternativa alla fede positiva in un Dio, rendeva ancora più doverosa la costruzione di una morale. Sartre è esplicito: il desiderio di essere Dio, cioè di essere causa sui, comporta la coscienza di trovarsi all’interno della tradizione che va dal cristianesimo a Hegel, anche se Sartre dichiara il superamento dei confini del cristianesimo. È la conclusione, perché si è conclusa una vita che ha progettato di ricordare, «la passione inutile» dell’uomo: quella di voler essere Dio.

Parole chiave:

morale; Dio; causa sui; passione; essere Dio

Abstract

In the early development of his thought, Sartre was accused of perversion and immorality. His work can be read as trying to work out the foundations of a morality without God, since atheism, faith, i.e., rationally unprovable certainty, an alternative to a positive faith in God, necessitated even more the construction of a morality. Sartre is explicit: the desire to be God, that is to be causa sui, involves the consciousness of finding oneself within the tradition that extends from Christianity to Hegel, although Sartre declared the overcoming of the boundaries of Christianity. This is the conclusion, because it ended a life that was designed to remember, «the useless passion» of man: that of wanting to be God.

Keywords:

moral; God; causa sui; passion; to be God



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Titolo: "La questione di Dio in alcuni sviluppi del pensiero fenomenologico"
Editore: Lateran University Press
Autore: Leonardo Messinese
Pagine:
Ean: 2484300019364
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

Il problema di Dio ha trovato ampio spazio all’interno del pensiero fenomenologico del Novecento e continua ad averlo tuttora. L’articolo discute alcune tra le più significative posizioni che sono emerse, incominciando da quelle che sono maggiormente critiche rispetto al modo in cui il problema di Dio è stato affrontato dal pensiero metafisico nella sua impostazione più classica. A tale proposito ci si sofferma su Lévinas e Marion. Successivamente si prende in considerazione la prospettiva che era stata avanzata da Edith Stein la quale, invece, dopo avere discusso la “filosofia esistenziale” di Heidegger, anche riguardo a tale tema aveva cercato di coniugare armonicamente fenomenologia e metafisica. Le valutazioni critiche dell’autore cercano di mettere in evidenza sia le ragioni portate dai tre filosofi in ordine a un ripensamento del tema di Dio in filosofia, sia l’effettivo valore delle argomentazioni da essi addotte nelle rispettive teologie filosofiche.

Parole chiave:

intenzionalità; donazione; fede; conoscenza filosofica; filosofia cristiana

Abstract

The problem of God has found ample space within the phenomenological thought of the twentieth century and it continues to this day. The article discusses some of the most significant positions that have emerged, beginning with those that are most critical to the way in which the problem of God was addressed by metaphysical thinking in its more classical formulation. In this regard we focus on Levinas and Marion. Afterwards, the article takes into account the perspective that had been advanced by Edith Stein who, however, after discussing the “existential philosophy” of Heidegger, had tried to combine harmoniously phenomenology and metaphysics. The critical assessments of the author attempt to highlight both the reasons given by these three philosophers in order to rethink the issue of God in philosophy, and the actual value of the arguments put forward by them in their philosophical theologies.

Keywords:

Intentionality; giving; faith; philosophical knowledge; Christian philosophy



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