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Titolo: "Rivista di Vita Spirituale"
Editore: OCD
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300021138
Prezzo: € 8.00

Descrizione:

LAMPADA AI MIEI PASSI

Questo comando che oggi ti ordino

non è troppo alto per te, né troppo

lontano da te. Non è nel cielo,

perché tu dica: chi salirà per noi

in cielo?… Non è di là dal mare,

perché tu dica: chi attraverserà per

noi il mare?

(Dt 30,11-13)

 

Il mistero non è qualcosa distaccato da noi stessi, qualcosa

lontano come l’arcobaleno nel cielo; il mistero è lì, fuori

della porta, in tutte le cose che possono essere vedute, non

soltanto là dove vi è più di quanto i nostri sensi possano afferrare…

Il mistero non è un’eccezione ma un’atmosfera che regna

intorno a ogni essere, una condizione spirituale della realtà; non

qualcosa a parte, ma una dimensione dell’esistenza tutta

(Abraham Joshua Heschel)



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Titolo: "Dei verbum"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300018954
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

EDITORIALE

 

Se apriamo la nostra Bibbia nella pagina dell’indice, ci accorgiamo subito che del Nuovo Testamento fanno parte 27 libri: i vangeli, gli Atti degli Apostoli, le lettere di Paolo, la lettera agli Ebrei, le lettere cattoliche (Giacomo, Pietro, Giovanni e Giuda) e l’Apocalisse. La discussione che ha portato al capitolo quinto della Dei Verbum si è però soffermata quasi esclusivamente sui vangeli, e più precisamente sulla loro storicità (Riccardo Saccenti). Non ci stupiamo di questa attenzione particolare, visto che DV 18 afferma: «A nessuno sfugge che tra tutte le Scritture, anche del Nuovo Testamento, i Vangeli meritatamente eccellono, in quanto sono la principale testimonianza relativa alla vita e alla dottrina del Verbo incarnato, nostro Salvatore».

Come già nei precedenti fascicoli di quest’annata dedicata alla Dei Verbum, i primi articoli (dopo quello sulla storia del testo) li abbiamo dedicati ad approfondire tre espressioni bibliche citate dal testo conciliare. La prima si trova in DV 17 e richiama Rm 1,16: la parola di Dio è «potenza divina per la salvezza di chiunque crede». Va intesa nel senso che la Parola con la “p” maiuscola, proprio perché divina, ha in sé una forza che agisce; sia nel senso che realizza quanto dice (nella persona di Gesù, nell’avvento del regno), sia nel senso che porta al cambiamento coloro che l’ascoltano (Guido Benzi). La seconda espressione biblica deriva da Gv 16,13 e si trova alla fine del capitolo quinto della Dei Verbum; vi si afferma che Gesù inviò agli apostoli «lo Spirito paraclito, il quale doveva introdurli nella pienezza della verità». Queste parole del quarto vangelo vengono applicate a tutti gli scritti del Nuovo Testamento, che sono un itinerario verso la pienezza della verità; perché la parola di Dio non è una realtà statica, da capire una volta per sempre, ma dinamica, da capire e approfondire in continuazione (Maurizio Marcheselli). Infine, il terzo luogo biblico citato dalla Dei Verbum non è un passo specifico, ma l’idea di storia della salvezza che caratterizza l’opera di Luca (vangelo e Atti degli Apostoli), che si trova in DV 19 e a cui va l’approfondimento biblico di Annalisa Guida.

Passiamo poi ad affrontare tre tematiche teologiche emergenti dal capitolo quinto della Dei Verbum. Anzitutto l’affermazione che Gesù si rivela «con opere e parole» (DV 17); per esprimere questo concetto, ripetuto più volte nei documenti conciliari, si è fatto ricorso alla formula latina gestis verbisque, che significa appunto «con opere e parole». Bisogna proprio dire che è stata una formula azzeccata (Luciano Meddi). In secondo luogo, ci fermeremo ad approfondire la questione “scottante” del capitolo, ossia la storicità dei vangeli; è un tema su cui molti autori hanno scritto, sia in passato che in tempi recenti, costringendo chi voglia approfondirlo a leggersi migliaia di pagine; ma è una questione così grossa che rimane ancora un cantiere aperto (Carlo Broccardo). Infine, un articolo che può sembrare tecnico ma non lo è, dedicato ai manoscritti del Nuovo Testamento; è importante questo affondo, perché i manoscritti sono i testimoni materiali più autorevoli e affidabili del Figlio di Dio, che ha voluto farsi uomo, che ha predicato il regno, che non ha scritto nulla, ma ha lasciato che i suoi discepoli scrivessero e riscrivessero di lui.

Su queste tematiche si concentrano, come al solito, le prime rubriche: Valeria Poletti con la bibliografia ragionata; Valentino Bulgarelli con il laboratorio biblico. La nostra scoperta di personaggi legati alla Dei Verbum ci porta a conoscerne uno dei più importanti, il cardinale Agostino Bea (Riccardo Battocchio); mentre la scoperta di esperienze di pastorale biblica ci fa conoscere le donne nella Bibbia (Cesare Bissoli).

Si conclude questo editoriale con l’invito a sfogliare anche la nostra vetrina biblica, a cura della redazione, che ci presenta alcuni volumi recenti su diversi testi e temi biblici; e a non tralasciare l’inserto staccabile, dedicato in questo numero a Gv 3,1-21 (Serena Noceti). Sono due contributi che allargano l’orizzonte oltre il tema del fascicolo e dell’annata, spingendoci sempre un po’ più in là di dov’eravamo arrivati. Con lo stesso stile si presenta anche la scheda dedicata all’arte, che ci accompagna fin dalla copertina con il Ciclo dei pellegrini di Emmaus di Arcabas: un dipinto dai tratti semplici, che evoca la profondità del mistero di un Dio fedele alle sue promesse.

Carlo Broccardo



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300018879
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

L’annata 2015 di RPL sta affrontando temi emergenti di pastorale liturgica diversi e non necessariamente

collegati tra i diversi fascicoli. Una realtà che sembra trovare momenti di stanca è la ministerialità dei

diaconi e dei ministri laici istituiti.

 

Studi

A. Zuffi, I ministeri istituiti: status quaestionis 3

Nella diocesi di Bologna il cammino dei ministeri istituiti è iniziato da circa quarant’anni per fare maturare

una ministerialità che sottolineasse le dimensioni fondamentali della Parola, dell’eucaristia e della

carità e per dare alle comunità il volto ecclesiale auspicato dal concilio Vaticano II. L’esercizio del ministero

comporta una visione e una risposta alle nuove esigenze derivanti dal contesto culturale attuale

evitando quindi un’impostazione meramente ritualistica e il rischio del clericalismo.

E. Petrolino, Il diaconato: status quaestionis 10

Con una rapida panoramica si cerca di mostrare quali spinte progettuali e quali intendimenti ecclesiali

hanno segnato i primi quarant’anni di ripristino del ministero diaconale, lasciando intravedere, insieme

alle molte luci, anche qualche zona d’ombra. Il diaconato rappresenta in Italia una risorsa molto grande

che deve essere sempre rimotivata per trovare gli elementi di base comuni a tutte le diocesi.

S. Dianich, Per una teologia del servizio 15

Se uno volesse fare un trattatello di teologia del servizio potrebbe semplicemente copiare il trattato

sulla carità, senza avere nulla di più da dire. Paradossalmente, chi deve comandare deve porsi prima di

tutto in un atteggiamento di obbedienza: sono i bisogni del fratello e della comunità che comandano,

non lui. Nulla di più bello di questo radicale superamento di sé, dal quale sgorga una esaltante libertà

dello spirito, nella gioiosa consapevolezza che è Dio che opera in noi.

M. Vergottini, Una presidenza liturgica affidata a fedeli laici? 20

La chiesa italiana – in ragione del calo numerico del clero (almeno in prospettiva) – si trova oggi in una

condizione di ‘ultima chiamata’ in ordine alla promozione di figure di laici che nel servizio della liturgia

ricoprano uffici ministeriali, con uno stile di dedizione, gratuità e competenza. Seppur in assenza di

presbitero, un’assemblea domenicale deve essere presieduta da una guida autorevole che curi la regia e

predichi la Parola proclamata. Che sia diacono, suora o laico/a, pur che sia.

E. Petrolino, Il diaconato fra teologia, storia e pastorale 26

L’autore, ripercorrendo i documenti dal concilio ad oggi, rilegge il diaconato in stretta connessione

con la teologia della chiesa locale e vede nuove prospettive per il ministero dei diaconi nel servizio del

popolo di Dio nei caseggiati, nelle famiglie, negli ambienti di lavoro e di studio, nelle comunità parrocchiali

con o senza presbitero, nel servizio dei poveri.

M. Perroni, Il ruolo della donna 33

Il crescente interesse per l’ordinazione delle donne al sacerdozio distoglie l’attenzione da altre possibili

forme di ministerialità liturgica femminile. Ciò può essere considerato riduttivo, forse anche non del

tutto corretto. Mette però in risalto qualcosa di assolutamente cruciale per la teologia cattolica dei

ministeri: il vero problema è il conferimento del sacerdozio alle donne oppure la necessità di rivedere

criticamente il processo di sacerdotalizzazione a cui, nel tempo, è andato soggetto tutto l’ordinamento

ecclesiale?

 

Temi pastorali

S. Sirboni, Non chiamiamoli più ‘chierichetti’ 38

I ‘chierichetti’ sono il risultato di una lunga e complessa storia che affonda le sue radici nella prassi più

antica della chiesa. I libri liturgici intendono mantenere un concetto alto della ministerialità, almeno nel

linguaggio. Il che non significa escludere i fanciulli, ma semplicemente evitare che essi appaiano come i

normali e principali attori di questo servizio all’altare.

V. Trapa ni, La ministerialità degli sposi nel Rito del matrimonio 43

La Premessa al rituale tratteggia in sintesi l’identità ministeriale dei nubendi: «Gli sposi, nell’esprimere

il loro consenso, sono ministri della grazia di Cristo. Essi vivono compiutamente la loro ministerialità

partecipando in modo attivo ai diversi momenti della celebrazione». Essi sono ministri del sacramento

in virtù della loro identità battesimale, ma allo stesso tempo viene anche precisata la modalità di svolgimento

di tale ministerialità nel contesto celebrativo specifico del sacramento del matrimonio.

 

Schede per la formazione

G. Sessantini, Il ministero del coro liturgico 48

Non sempre il ruolo ministeriale del coro all’interno delle celebrazioni liturgiche viene correttamente

inteso. La scheda si struttura in una proposta di due incontri formativi. Nel primo si affronta il tema

della ministerialità nella liturgia in generale e in particolare per il coro, con uno sguardo storico. Nel

secondo incontro si approfondisce l’apporto del coro a partire dall’Ordinamento generale del Messale

romano.

 

Sussidi e testi

D. Piazzi, Veglia funebre per un giovane presieduta da un laico 56

Qualche anno fa, dopo diversi mesi di coma, causato da un incidente stradale, morì un giovane della

mia parrocchia di allora. Ne uscì questa veglia di preghiera, tenuta la sera precedente il funerale, unendo

insieme la mia sensibilità e quella di alcuni giovani amici. Nessuno dei sacerdoti, per altri impegni

pastorali poteva presiedere la preghiera in chiesa. Ci pensarono i responsabili parrocchiali di Azione

cattolica alla quale il giovane apparteneva.

 

Segnalazioni

G. Tornambé, Sergio Catalano: l’arte, l’architettura e la fede.

Il punto della situazione 66

Sergio Catalano, domenicano, architetto, formatosi in teologia delle arti è attualmente impegnato nello

studio e nella progettazione dello spazio sacro. Con lui ci intratteniamo su alcuni argomenti riguardanti

l’arte, l’architettura e la liturgia colti tra le pagine della sua ultima pubblicazione: Riflessi divini. Il libro

presenta dieci studi, prodotti dalla riflessione del padre domenicano nel corso del suo soggiorno a Parigi,

tra di loro legati dall’indagine circa le sfide dell’arte in relazione al trascendente e alla fede cristiana

in particolare.



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Titolo: "L'umanesimo di Giovanni Paolo II"
Editore: OCD
Autore: Angela Anna Tozzi
Pagine:
Ean: 2484300021176
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Giovanni Paolo II mette al centro della sua filosofia

l’esperienza dell’uomo. La sua antropologia parte

dall’esperienza della persona che agisce, e questo tipo

di esperienza costituisce un metodo per avvicinarsi

alla struttura ontologica della persona. Ne consegue

che la persona si conosce e si realizza pienamente soltanto

nell’amore dell’altro, trascendendo il proprio

io e offrendosi liberamente in dono. La via a ciascun

uomo e per il ritorno a Dio è, in ultima analisi,

Cristo.

 

Per studiare il concetto di “umanesimo” negli scritti e

nel “magistero” di Giovanni Paolo II mi sono servita

dei testi riguardanti Persona e Atto1 e ho centrato l’attenzione

su due encicliche molto importanti: Redemptor

Hominis e Dives in Misericordia.

Il vero umanesimo è cristiano ha detto il Concilio, proclamando

che «la più alta ragione della dignità dell’uomo consiste

nella sua vocazione alla comunione con Dio» (GS 9)2.

Senza la trascendenza, non si dà esatta interpretazione

dell’uomo. Il cristianesimo vuole essere lo sviluppo di tutto

l’uomo. Il Concilio sottolinea che, per attuare il proposito della

Chiesa di rendere più umana l’umanità, occorre risanare ed elevare

la dignità della persona umana, consolidare la compagine

della società, immettere un senso più profondo nell’attività

degli uomini (cf GS 40-43). Il Concilio Vaticano II ha ribadito

che, senza l’istanza religiosa e l’aspirazione alla filosofia dell’essere,

che raggiunge l’Assoluto trascendente, non tanto in base

ai dati dell’esperienza offerti dal mondo fenomenico, quanto a

quelli vissuti dalla persona alla luce dell’autocoscienza, non si

può parlare compiutamente di dignità della persona.

Siamo testimoni – scrive con intima soddisfazione Giovanni

Paolo II – di un sintomatico ritorno alla metafisica (filosofia

dell’essere) attraverso l’antropologia integrale. Non si può

pensare adeguatamente l’uomo senza il riferimento, per lui

costitutivo, a Dio. è ciò che san Tommaso definisce actus essendi

con il linguaggio della filosofia dell’esistenza. La filosofia

della religione lo esprime con le categorie dell’esperienza antropologica3.

Ovviamente, Giovanni Paolo II si riferisce alla persona umana

reale, la cui esistenza si risolve sempre in coesistenza nel rapporto

Io-Tu, che condiziona necessariamente la vita e, nella

vita (coniugale, familiare, civile), il dialogo4.

[...] per quanto siano gravi le prevaricazioni del cuore umano,

i guasti provocati dal peccato, le miserie che ne seguono,

tuttavia non c’è creatura che non serbi un germe di bene,

un barlume di verità, e quindi che non avverta il bisogno di

evolversi, di redimersi5.

A lui vogliamo guardare, perché solo in lui, Figlio di Dio,

c’è salvezza, rinnovando l’affermazione di Pietro: «Signore, a

chi andremo? Tu hai parole di vita eterna».

[...]



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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300018923
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

EDITORIALE

Il rito, dimensione fondamentale della fede

 

Il rito è il sostrato fertile

da cui ha origine e si sviluppa la religione1.

Il rito non s’inventa, c’è! Non possiamo farne a meno. Se vogliamo strutturare la nostra vita, darle una forma dobbiamo ricorrere al rito. È una modalità di agire che fa uscire dalla dinamica della produttività e del rendimento per farsi essenzialmente comunicazione, stabilisce cioè legami e impronta relazioni. Le dinamiche rituali interessano tutte le età della vita pur dentro le notevoli variabili storico-culturali. Interessa l’esperienza del tempo e della memoria; almeno le più rilevanti come quelle legate ai grandi passaggi della vita (nascita e morte). In tal senso le religioni nascono dai riti, non li precedono. Hanno bisogno del rito per produrre e comunicare senso. E ne devono rispettare la natura e il comportamento. È inevitabile, pena l’insignificanza e il declino della religione stessa. Su questa base antropologica si fonda anche l’importanza del rito nella religione cattolica e la sua centralità nell’esperienza della fede.

Molti si chiedono se il cristianesimo abbia veramente bisogno del rito. Altri ancora interrogano la fede «in» Gesù e «di» Gesù persuasi che tale esperienza implichi la fine proprio dei riti e dello stesso sacro. Anche il lessico cultuale neotestamentario sembra sbilanciarsi dalla parte del culto spirituale rendendo quasi superflua o inutile ogni ritualità. Una deriva legata al convincimento che la fede si costruisca altrove. Ma anche la riflessione moderna sulla religione ha portato a ritenere il rito un agire propedeutico a una religione della «ragione» fatta di giustizia, morale, intelligenza e volontà. Non è questo certo il luogo per analizzare a fondo la questione. Resta che da tali (e altri) processi si sviluppa quella secolarizzazione che prenderà presto la piega estrema che vediamo ancora nella nostra società. Ciò che sorprende, in ogni caso, è che rifiutato il sacro e le istituzioni religione, la società non ha rifiutato i riti, anzi li ha intensificati e incrementati.

Il punto nodale della riflessione odierna sulla liturgia, scaturita dal concilio Vaticano II, sta sì nel suo rapporto con la fede e la teologia, ma anche con la pastorale (migliorare la partecipazione alle celebrazioni). Le riflessioni e il dibattito di questi ultimi anni hanno visto concorrere diverse prospettive: quella teologica (il contenuto), quella teologico-liturgica (la forma), quella pastorale (l’agire celebrativo contestualizzato) e quella antropologica (l’agire simbolico-rituale). Su quest’ultimo versante si pone la monografia che presentiamo.

La bibliografia sul rito è ormai enorme. La questione è affrontata da molteplici punti di vista e ci sembrava superfluo replicare riflessioni. Così ci siamo concentrati su un punto troppo spesso dato per scontato: la liturgia e la ritualità «nella Bibbia». Infatti, se certo lessico biblico sporge nella direzione del culto spirituale, ciò non significa che il rito e la ritualità nella Bibbia si presentino come irrilevanti od opzionali. Anzi. Infatti, se guardiamo anche solo ai due momenti fondamentali della fede nell’Antico e nel Nuovo Testamento notiamo che sono decisamente marcati da due riti: quello della pasqua (Es 12) e quello dell’ultima cena (Mc 14,22-25; Mt 26,26-29; Lc 22,15-20; 1Cor 11,23-26 ) che, per i cattolici, è l’eucaristia. Entrambi sono memoria di un evento, ma anche «riti» che accadono prima dell’evento stesso, quasi a dire che anche il rito concorre a istituire l’evento.

Nel 2014 si è tenuta presso la Casa di spiritualità dei Santuari Antoniani di Camposampiero (PD) l’VIII Settimana biblico-liturgica, che poneva a tema proprio La liturgia e la ritualità nella Bibbia. Abbiamo così volentieri ospitato, e in parte rielaborato, l’esito dei lavori condotti, peraltro, con un consono approccio multidisciplinare ed esperienziale.

Il fascicolo si apre con un primo contributo diJerônimo Pereira Silvache presenta un’analisi del rapporto tra fede e rito. Al cuore dell’esperienza cristiana l’autore colloca la liturgia, locus nel quale il credente può trovare ciò di cui ha bisogno per «il progresso e la gioia della fede» (Fil 1,25). In questo contesto, un ruolo di rilievo è riconosciuto al corpo, elemento non sempre preso nella dovuta considerazione, ma determinante per lo sviluppo di un’autentica spiritualità liturgica.

Con uno studio su La ritualità del quotidiano,Gaetano Comiatioffre un contributo dal punto di vista antropologico, in cui richiama l’importanza del rito non solo in ambito liturgico-sacrale, ma come componente dell’esperienza umana tout court, nei suoi aspetti più quotidiani. Oltre a ciò, a partire dal Benedizionale, l’autore offre spunti di riflessione circa il modo di santificare i diversi momenti della vita.

Il riferimento alla parola di Dio accomuna i tre contributi successivi, in cui si pone a tema un altro rapporto, quello tra Parola e rito.Aldo Martinstudia un argomento tuttora al centro di un serrato dibattito: Gesù e il rito. Muovendo dalla testimonianza dei vangeli, l’autore si sofferma sull’esperienza rituale di Gesù, considerando anche la sua posizione nei confronti delle istituzioni e delle tradizioni religiose del suo ambiente.Maurizio Girolami, invece, si concentra su alcuni eventi decisivi della vita di Gesù, fra i quali il battesimo sulle rive del Giordano. Alla luce del rapporto di Gesù con le Scritture di Israele e del suo stile nella relazione con gli uomini e le donne del suo tempo, l’autore mette in rilievo la posizione di Gesù in merito alla ritualità ebraica. La riflessione diMorenaBaldaccioffre una lettura dell’unzione di Betania, centrata sull’analisi della ritualità descritta nel racconto. Ne emerge un quadro stimolante per la comprensione del significato che gli evangelisti attribuirono a quel gesto, che segnò l’inizio degli ultimi giorni della vita pubblica di Gesù.

Di indole più strettamente liturgica sono i contributi diJoão B. Ferreira De Araújoe diFrancesca Leto. Il primo autore compie un’analisi fenomenologica dell’Evangeliario secondo il rito romano, muovendo da una prospettiva antropologica di ampio respiro, passando per la storia delle religioni, per giungere a una riflessione sulla ritualità in cui è coinvolto il testo sacro. L’architetto e liturguista F. Leto propone, quindi, uno studio sul ruolo e il significato della danza e della musica nella liturgia eucaristica.

Una diversa prospettiva è suggerita daAlessandro Tonioloche apre una “finestra” sulla liturgia ebraica, considerata nella sua dimensione familiare, comunitaria e personale. Il contributo è utile non solo per conoscere i luoghi e i momenti della preghiera nella vita di una comunità ebraica, ma anche per comprendere meglio alcuni aspetti della liturgia cristiana. L’ultimo articolo è un ulteriore contributo diFrancesca Leto. Si tratta della rilettura di un testo di Romano Guardini, frutto di una sua singolare esperienza nel castello di Rothenfels (Germania), insieme all’architetto Rudolf Schwarz. Liturgia e architettura, corpo e rito hanno concorso a strutturare un luogo di intensa esperienza di fede e di vita.

L’Invito alla Lettura– curato daGaetano Comiati, Francesca LetoeAlessandro Toniolo– contiene un ampio repertorio bibliografico, una selezione di opere che possono accompagnare il lettore nell’approfondimento personale delle tematiche oggetto di studio nel presente fascicolo.



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Titolo: "Apollinaris n. 2/2015"
Editore: Lateran University Press
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300022678
Prezzo: € 24.00

Descrizione:

INDEX

 

 

I. Apostolica 

Supremum Signaturæ Apostolicæ Tribunal, Decreta 

Cristian Begus, Adnotationes in Decreta 

 

II. Studia 

Javier Belda Iniesta, Il trattamento canonico dell’eretico fino all’epoca medievale 

Simona Segoloni Ruta, Consultare e consigliare nella Chiesa: la stagione conciliare moderna 

 

III. Argumenta

Manuel Jesús Arroba Conde, Le “Litteræ motu proprio datæ” sulla riforma dei Processi di nullità matrimoniale: prima analisi. Alcuni aspetti delle nuove Norme sulle Cause di nullità del Matrimonio

Vincenzo Buonomo, Catholics and Muslims Working Together in the Service of Society: Legal and Institutional Elements for a True Dialogue 

Paolo Gherri, Consultare e consigliare nella Chiesa 

Maurizio Gronchi, Evoluzione del Sinodo dei Vescovi 

Émile Kouveglo, Il Sinodo dei Vescovi nella vita e nel Diritto della Chiesa. Tra “collegialità episcopale” e “sinodalità” 

Ivano Sassanelli, Il Tribunale della Rota Romana nell’odierno sistema processuale canonico

 

V. Bibliographica

Opera recognita 

MoynihanRobert - Somogyi Viktoria, La fiamma della fede. Un dialogo con il Cardinale Petér Erdö, LEV, Città del Vaticano, 2015 

Opera edita 

Opera accepta 

Fontes huius voluminis 

Bibliographia huius voluminis

 

VI. Indices 

Index Canonum CIC 1983 

Index Canonum CCEO 1990 

Index Nominum et Auctorum 

Index generalis



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Titolo: "Il trattamento canonico dell'eretico fino all'epoca medievale"
Editore: Lateran University Press
Autore: Javier Belda Iniesta
Pagine:
Ean: 2484300022685
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario Motivazione. Introduzione. 1. Il Concetto di Eresia. 2. L’epoca apostolica e post-apostolica. 3. La prima dottrina conciliare 4. La situazione post-costantiniana. 5. L’Eresia fino al IV Concilio Lateranense: dalla transigenza al “populis nimio zelo”. 6. I Tribunali inquisitoriali. Conclusioni.

 

Summary Motivation. Introduction. 1. Concept of Heresy. 2. Apostolic and post-apostolic age. 3.The first council doctrine. 4.The post-constantine situation. 5. Heresy until IV Lateran Council: from tolerance to “populis nimio zelo”. 6. The Tribunals of the Inquisition. Conclusion.



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Titolo: "Supremum Signaturæ Apostolicæ Tribunal"
Editore: Lateran University Press
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300022692
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

La nuova “Lex propria” del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica all’Art. 11 prevede espressamente la pubblicazione delle “Decisiones selectæ” dello stesso Supremo Tribunale. La Rivista Apollinaris pubblicherà periodicamente Decisioni, corredate dalla traduzione in lingua italiana e da qualche cenno di commento da parte della Rivista stessa.



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Titolo: "Le Litteræ motu proprio datæ sulla riforma dei Processi di nullità matrimoniale: prima analisi. Alcuni aspetti delle nuove Norme sulle Cause di nullità del Matrimoni"
Editore: Lateran University Press
Autore: Manuel Jesús Arroba Conde
Pagine:
Ean: 2484300022722
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario 1. Valutazione generale delle scelte fatte nella riforma processuale. 2. La preparazione della Causa. 3. Il “Processo più breve” dinanzi al Vescovo.

 

Summary 1. General Assessment of the choices made in the procedural reform. 2. The preparation of the Cause. 3. The “briefer Process” before the Bishop.



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Titolo: "Catholics and Muslims Working Together in the Service of Society: Legal and Institutional Elements for a True Dialogue"
Editore: Lateran University Press
Autore: Vincenzo Buonomo
Pagine:
Ean: 2484300022739
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Summary 1. A general overview. 2. The primacy of the human person and human work. 3. The target of global development. 4. The meaning of a true justice. 5. Protecting the environment: human ecology. 6. The great objective of peace. 7. Conclusions.

 

Sommario 1. Uno sguardo generale. 2. Il primato della persona e il lavoro umano. 3. Il traguardo dello sviluppo planetario. 4. Il significato della vera giustizia. 5. La protezione dell’ambiente: l’ecologia umana. 6. Il grande obiettivo della pace. 7. Conclusioni.



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Titolo: "Consultare e consigliare nella Chiesa"
Editore: Lateran University Press
Autore: Paolo Gherri
Pagine:
Ean: 2484300022746
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario 1. Premessa. 2. Consultività: elementi previ. 3. Uno sviluppo diffuso. 4. L’ambito ecclesiale. 5. Consiliarità ecclesiale.

 

Summary 1. Introduction. 2. Giving opinions: elements taken. 3. A widespread development. 4. The Church environment. 5. Giving advices in the Church.



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Titolo: "Evoluzione del Sinodo dei Vescovi"
Editore: Lateran University Press
Autore: Maurizio Gronchi
Pagine:
Ean: 2484300022753
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario Premessa. 1. Il Sinodo, forma recente di un metodo antico. 2. Per un bilancio dell’avventura sinodale. 3. Proseguire sulla via del rinnovamento.

 

Summary Foreword. 1. The Synod, recent form of an ancient method. 2. For an evaluation of the Synodal adventure. 3. To continue on the path of renewal.



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Titolo: "Il Sinodo dei Vescovi nella vita e nel Diritto della Chiesa. Tra collegialità episcopale e sinodalità"
Editore: Lateran University Press
Autore: Émile Kouveglo
Pagine:
Ean: 2484300022760
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario 1. Il Sinodo dei Vescovi: dai suggerimenti all’istituzione. 2. La questione della rappresentanza/rappresentatività. 3. Natura giuridica del Sinodo dei Vescovi. 4. La “sinodalità” nel “Synodus Episcoporum”. 5. Del modus agendi del/nel Sinodo dei Vescovi. Conclusione.

 

Summary 1. The Synod of Bishops: from the suggestions to the institution. 2. The question of representation/representativeness. 3. The juridical nature of the Synod of Bishops. 4. The “Synodality” in the Synodus Episcoporum. 5. About the modus agendi in the/of Synod of Bishops. Conclusion.



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Titolo: "Il Tribunale della Rota Romana nell'odierno sistema processuale canonico"
Editore: Lateran University Press
Autore: Ivano Sassanelli
Pagine:
Ean: 2484300022777
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario Introduzione. 1. Essenza e composizione dei Tribunali apostolici nella Chiesa. 2. Il Tribunale della Rota Romana: apostolicità e denominazione. 3. Le attuali competenze della Rota Romana. 4. Le funzioni della Rota Romana. 5. La Rota Romana ed il “Processus brevior”. Conclusione.

 

Summary Introduction. 1. Essence and composition of the Apostolic Tribunals of the Church. 2. The Tribunal of the Roman Rota: apostolicity and denomination. 3. The current competences of the Roman Rota. 4. The functions of the Roman Rota. 5. The Roman Rota and the “Processus brevior”. Conclusion.



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300018855
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

La liturgia tra nuovi media e fascino del passato

C’è il ‘tradizionalista’ che vorrebbe tornare alla liturgia medievale e il ‘progressista’ che escogita e attua

riforme eccentriche e autoreferenziali… C’è chi rimette la pianeta in chiesa e poi usa il tablet in studio

e nella catechesi. Persino per imparare a celebrare con il Vetus Ordo si va in internet a caccia di video

didattici… Che cosa sta succedendo?

 

Studi

D. Pompili, Celebrare nel tempo del digitale 3

Che cosa ne è del celebrare in un’epoca di individualismo e chiusura alla trascendenza, che però rivela

in tante delle sue forme espressive il desiderio di socialità in rete? In un clima culturale che è diventato

insofferente all’intellettualismo, la liturgia si presenta come un ‘contesto’ capace di offrire un’esperienza

di relazione - comunione non virtuale ma simbolica.

M. Menabò, Fede e mediazioni: il linguaggio rituale e le nuove tecnologie 10

L’analisi dei codici comunicativi dei new media conduce all’individuazione di analogie e contaminazioni

tra questi e il linguaggio rituale della liturgia. Il problema passa dall’istanza sulla partecipazione mediata

al reciproco influsso tra linguaggio mediale e rituale.

A. Grillo, Il fascino dell’antico 15

Il fascino dell’antico, con tutta la sua autorità, rischia di confondere il rapporto con la tradizione. La

tradizione non ama l’antico, ma l’evento che non passa e che si rinnova nel presente e apre al futuro.

Ogni tradizionalismo blocca il rapporto tra passato e futuro, con logiche nostalgiche e con proiezioni

non prive di presunzione.

C. Giaccardi, Evoluzione o svuotamento del linguaggio simbolico? 20

Tecnologie in velocissima espansione, forme rituali antiche: come possono due elementi che procedono

con un passo così diverso coniugarsi in una modalità rispettosa della complessità che caratterizza il soggetto

umano? Per trovare se non una risposta, almeno un orientamento è fondamentale decidere dove

puntare lo sguardo: sull’essere umano, e solo in seconda battuta sulla tecnologia.

 

Temi pastorali

M. Augé, Il nuovo e il vecchio anno liturgico 28

Quali le differenze tra nuovo e vecchio anno liturgico? Benedetto XVI dava facoltà di inserire nel Calendarium

Vetus nuove ricorrenze. Probabilmente gli esperti si sono trovati nella difficoltà oggettiva di

mettere d’accordo due calendari dell’anno liturgico abbastanza diversi.

P. Tomatis, Celebrare con i nuovi media: criteri e suggerimenti pratici 34

Celebrare con i nuovi media: necessità impellente, evoluzione naturale, oppure moda inutile e dannosa?

Per rispondere a questa domanda e offrire criteri di discernimento, affrontiamo la questione ‘dal basso’,

chiedendoci anzitutto quali, tra le molteplici possibilità offerte dalle nuove tecnologie, interpellano

maggiormente le nostre normali celebrazioni liturgiche.

V. Donatello, Nuovi media, disabilità e assemblea liturgica 41

Il dono di internet per la disabilità è la potenzialità che ha di divenire strumento di comunicazione pastorale,

di partecipazione liturgica, di mantenere le relazioni con il gruppo alla pari, di pregare, di poter

interagire con gli altri. Questi nuovi linguaggi aiutano un processo di socializzazione, dove la relazione

può essere mediata dai nuovi massmedia e internet.

 

Schede per la formazione

A. Toniolo, Bibbia, Messale, liturgia delle Ore online 47

Già per tutta l’annata 2012 l’autore ci aveva accompagnati nel mondo della liturgia sul web. In questa

scheda, utile per animatori liturgici fa un riassunto aggiornato di diversi link liturgici.

 

Come celebrare

P. Tomatis, Nuovi media e liturgia al Sermig di Torino 53

In questo secondo intervento vengono descritte, quasi in forma di intervista, le attenzioni celebrative

del Sermig di Torino nell’utilizzo di musica, canto, spazialità e altri linguaggi nelle loro celebrazioni.

D. Paglia – D. Donatelli, L’app «Liturgia delle Ore» della CEI 59

L’app CEI «Liturgia delle Ore», disponibile da qualche mese, nasce gratuita per offrire a tutti la possibilità

di unirsi alla lode della chiesa attraverso l’Ufficio divino. È la prima app a proporre, oltre alla

fruizione

del testo ufficiale anche la versione audio delle diverse ore dell’Ufficio.

 

Cronaca

M. Gallo, L’omelia, una prassi cristiana ecumenica 67

 

Libri ricevuti



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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300018886
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

EDITORIALE

 

Memoria, passione, speranza

 

Con l’«anno della vita consacrata» (30 novembre 2014 - 2 febbraio 2016), papa Francesco pone al centro dell’attenzione della comunità ecclesiale questa realtà così preziosa – «dono dello Spirito a tutto il popolo cristiano» –, ma al tempo stesso investita da tutte le problematiche che affliggono tanto la società civile quanto la chiesa. Tre le grandi direttrici che definiscono il percorso indicato dal Pontefice: «Una grande storia da ricordare, il presente da vivere con passione, il futuro da abbracciare con speranza»1. Quindi, non la nostalgia per un passato che non tornerà più, né l’appiattimento sul presente e neppure la proiezione verso un futuro vago e indeterminato, ma uno sguardo «tridimensionale» come chiave di lettura per comprendere sempre meglio l’identità e la missione della vita consacrata, ancora sospesa tra crisi e kairos, vale a dire un «tempo opportuno» per un rinnovamento sempre più profondo e autentico.

 

Diversi gli aspetti sui quali la vita consacrata è chiamata a una riflessione, a partire però da nuove prospettive: la ri-comprensione della sua dimensione «carismatica», dal momento che alle sue origini «è presente l’azione di Dio che, nel suo Spirito, chiama alcune persone alla sequela ravvicinata di Cristo» (Francesco, A tutti i consacrati, 1); la sua collocazione ecclesiale: non un’entità a se stante, isolata e marginale, ma al cuore stesso della chiesa come elemento decisivo della sua vita e missione (cf. Francesco, A tutti i consacrati, 5); la dimensione apostolica: il rapporto con il mondo, attraverso una testimonianza convinta e convincente della gioia che deriva dal vivere «in Cristo»; la dimensione «mistica»: il suo rapporto con il mistero di Dio; la dimensione profetica, le nuove sfide missionarie, ecc. Numerosi sono anche gli interrogativi suscitati dal confronto con un contesto sociale e culturale segnato dallo smarrimento, dal sospetto e dall’indifferenza, ma sempre desideroso di incontrare testimoni dell’Assoluto, capaci di mostrare un «modo altro» di vivere e interpretare l’umano.

 

In sintonia con queste sollecitazioni si struttura il presente fascicolo, la terza «monografia» che «CredereOggi» dedica alla vita consacrata (cf. le monografie La vita consacrata nella chiesa n. 66 [6/1991] e Vita religiosa, dove vai? n. 157 [1/2007]), segno della speciale attenzione con cui la rivista guarda a questa realtà ecclesiale. Senza alcuna pretesa di esaustività, il fascicolo intende toccare aspetti fondamentali della vita consacrata, allo scopo di fornire un quadro sintetico, ma già significativo di questo singolare dono dello Spirito alla chiesa.

 

Il fascicolo si apre con un contributo dell’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. Sullo sfondo di questo osservatorio privilegiato offre una riflessione sulla vita consacrata, in particolare sul suo carisma, ma a partire dal «centro»: l’evento Cristo, fondamento della fede e della chiesa. Altri aspetti in relazione al carisma della vita consacrata sono: l’orizzonte escatologico, la profezia, la dimensione ecclesiale, il confronto con il panorama culturale e religioso odierno.

 

Sempre sulla linea dell’attenzione all’oggi, ma secondo una prospettiva diversa, si pone Carlos García Andrade, con un articolo sul rapporto tra la vita consacrata e il mondo contemporaneo. L’autore richiama alcune tra le principali sfide con le quali si confrontano i consacrati oggi, non limitandosi, però, a un mero elenco degli aspetti più problematici, ma cercando sempre di cogliere nuove possibilità, spesso celate dietro i cambiamenti che sempre più rapidamente si susseguono nell’attuale contesto socio-religioso.

 

Il terzo contributo riguarda un altro rapporto: quello tra vita consacrata e Scrittura. Germano Scaglioni studia come si è articolata nel tempo la relazione tra le due realtà: ne emerge una quadro composito, in cui si riflettono, da un lato lo stretto legame che fin dagli inizi unisce vita consacrata e parola di Dio; dall’altro, le nuove prospettive che l’esegesi moderna, meno legata a «precomprensioni» dottrinali, dischiude nel definire l’identità e la missione della vita consacrata.

 

A beneficio del lettore, non poteva mancare un excursus storico sullo sviluppo della vita consacrata e delle sue forme, dagli inizi del movimento monastico fino alle «nuove comunità» dei nostri giorni. È il contributo offerto da Raffaele Di Muro.

 

Simona Paolini analizza due dimensioni fondamentali che caratterizzano la vita consacrata: la relazione con Dio e con la chiesa, sottolineando come non si possa mai dare l’una senza l’altra. La ricerca muove dai testi conciliari, in particolare attingendo alla Lumen gentium, per delineare i tratti costitutivi della vita consacrata, tenendo conto della pluralità delle sue forme ed esperienze.

 

Un’utile rassegna dei principali documenti ecclesiali recenti sulla vita consacrata è proposta da Santiago M. Gonzáles Silva. Il lettore è aiutato ad apprezzare la ricchezza di questi testi, nei quali si può osservare una continuità progressiva a livello tematico: l’origine trinitaria della consacrazione, la vita fraterna come realtà significativa nella chiesa, la missione in unità di vita e varietà carismatica.

 

Un aspetto, problematico ma ineludibile, è la relazione tra vita consacrata e mondo giovanile, «terreno» sul quale la vita consacrata gioca un’importante partita per il suo futuro. Sul tema riflette Gianluigi Pasquale, indicando i «poli magnetici», vale a dire gli elementi che non possono mancare nella vita consacrata per poter essere ancora considerata «attrattiva» oggi, soprattutto nei confronti dei giovani alla ricerca della piena realizzazione di sé sul piano umano e spirituale.

 

Un tratto accomuna le testimonianze più autorevoli della vita consacrata: l’esperienza della gioia che scaturisce dall’appartenenza totale a Cristo. La gioia non è un elemento fra i tanti della vita cristiana e ancor meno della vita consacrata: come afferma papa Francesco, essa «riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù» (Francesco, Evangelii gaudium, n. 1). Di questa connotazione della vita consacrata tratta l’articolo di Antonio Bertazzo.

 

L’ultimo contributo del fascicolo è di Lucio Saggioro che pone a confronto mass media e vita consacrata, mondi diversi fra loro, che si relazionano, si conoscono poco, ma possono arricchirsi reciprocamente.

 

Nella Documentazione, Luigi Dal Lago sceglie alcuni brani tratti da tre documenti editi in vista dell’anno della vita consacrata. Due sono a cura della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica: Rallegratevi e Scrutate. Il terzo, invece, è costituito dalla lettera apostolica di papa Francesco A tutti i consacrati che abbiamo più volte citato. Infine, l’Invito alla lettura, realizzato con la consueta acribia dallo stesso Luigi Dal Lago, apre interessanti prospettive di approfondimento, segnalando al lettore le opere più recenti e significative sulla vita consacrata.

 

Il direttore



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300018770
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Celebrare per formare alla fede

Studi

D. Albarello, Vivere la fede o insegnare una dottrina?

La pratica pastorale della catechesi, di fatto, continua spesso a oscillare fra due modelli inadeguati: il modello dottrinalistico e il modello esperienzialistico. Per un’impostazione più equilibrata occorrerebbe tenere presenti due criteri: il primato del vissuto sul saputo e il primato della testimonianza sulla dottrina. Alla luce di tali criteri, la formazione in senso cristiano è chiamata a seguire un ‘ritmo’ in tre movimenti: ricevere, accogliere, configurare la forma della libertà di Gesù da parte della libertà umana.

 

A. Grillo, I riti educano?

I riti non avevano perso il ruolo ‘educativo’, ma lo avevano progressivamente ridotto a ‘pedagogia concettuale e normativa’ di evidenze dogmatiche e disciplinari. Accettare che i riti, per essere ‘educatori’, debbano prevedere una graduale iniziazione corporea e temporale è il modo più limpido per recepire la novità dell’ultimo secolo. Lasciarsi educare dai riti presuppone non la paura, ma la speranza.

 

L. Donati Fogliazza, La fede in atto: quale rapporto tra catechesi e liturgia?

Una sorta di paradosso attraversa la storia del binomio catechesi - liturgia: da una parte le due azioni ecclesiali non possono stare l’una senza l’altra; dall’altra è evidente una certa insoddisfazione per un mancato equilibrio. Il recupero della prospettiva catecumenale e una considerazione attenta circa lo stato delle nostre celebrazioni ripropongono in maniera pressante la questione.

 

G. Cavagnoli, La celebrazione liturgica sorgente educativa per chi la presiede

Fondamentalmente due sono le prospettive che determinano e guidano l’educazione dei ministri ordinati nell’azione liturgica, concretizzata per loro nel ministero della presidenza, assurta a vera ‘arte’: agire in persona Christi ma anche in persona Ecclesiae. Così, chi è chiamato a presiedere l’eucaristia vi riscopre le fondamentali caratteristiche educative che ispirano il ministero: la dimensione del dono e l’appello alla conversione continua, sollecitato proprio dall’agire rituale.

 

Temi pastorali

A. Giuliani, Iniziazione cristiana degli adulti: solo tappe rituali o iniziazione alla liturgia?

Il catecumenato è costituito da tappe rituali integrate con l’annuncio della fede e pensate come momenti forti di svolta esistenziale del catecumeno nella progressiva e faticosa presa di distanza da un modus vivendi non cristiano. Se celebrati nel contesto che il libro liturgico suppone e senza minimalismi, i riti costituiscono una vera iniziazione alla liturgia che chiede, però, di essere confermata dopo il battesimo, con un riscontro adeguato nella vita liturgica della comunità.

G. Venturi, Preparazione al matrimonio e formazione al celebrare

Non poche volte la preparazione e la celebrazione del matrimonio divengono un’occasione per riscoprire la fede. La formazione alla celebrazione del matrimonio inizia con la conoscenza - comprensione del rito, passando per una progressione di celebrazioni, fino ad arrivare alla messa in atto con consapevolezza di fede del rito e a tradurlo poi nella vita quotidiana.

 

N. Reali, Una nuova situazione: matrimonio dei genitori, battesimo dei figli

Matrimonio dei genitori e battesimo dei figli: una questione che, oltre ad attendere dei chiarimenti dal punto di vista liturgico-pastorale, deve aprire una riflessione sull’intera pastorale familiare, dal momento che la richiesta di unire i due sacramenti è un dato che chiede una più profonda presa di coscienza ecclesiale del mutamento della modalità di approccio a matrimonio e famiglia da parte delle giovani generazioni.

 

Esperienze

I. Seghedoni, L’iniziazione cristiana in quattro tempi

Abbiamo chiesto all’autore della diocesi di Modena, impegnata in una riforma dell’iniziazione cristiana dei fanciulli – con il metodo detto ‘a quattro tempi’ – di mostrare quale ruolo abbia la liturgia nel processo di formazione cristiana. Il nome del metodo si deve alle quattro dimensioni attivate: l’incontro con i genitori, la condivisione in famiglia, l’attività con i fanciulli e la celebrazione domenicale.

 

Sussidi e testi

D. Piazzi, Educare a celebrare celebrando

L’iniziazione cristiana non è finalizzata a comunicare delle verità, ma a mettere i ragazzi in relazione con Cristo. Il cammino va ritmato con celebrazioni interne al gruppo dei ragazzi insieme a genitori e catechisti, con celebrazioni con la comunità parrocchiale, ma soprattutto sono preziose le brevi celebrazioni che chiudono ciascun incontro con i ragazzi.

 

Documenti

P. Sartor, La catechesi in Italia: «Incontriamo Gesù»

A un anno dalla pubblicazione vogliamo riprendere il documento CEI Incontriamo Gesù. Orientamenti per l’annuncio e la catechesi in Italia. Gli orientamenti sono una provocazione per i cultori della scienza liturgica, della teologia pastorale e delle scienze umane, in uno scambio di vedute, in vista di una missione ecclesiale più compiuta.

 

G. Tornambè, L’animatore del canto liturgico dell’assemblea

Di recente è stata pubblicata dalle Éditions du Cerf la guida pastorale della collana Célébrer che tratta della musica e degli attori musicali nella liturgia. Lo chantre è figura pressoché onnipresente nelle realtà ecclesiali francesi.



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Titolo: "Adnotationes in Decreta"
Editore: Lateran University Press
Autore: Cristian Begus
Pagine:
Ean: 2484300022708
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario 1. Una distinzione preliminare tra Rimozione e Privazione. 2. L’Atto amministrativo e l’Atto avente natura contrattuale nell’attività amministrativa. Brevi cenni.

 

Summary 1. A preliminary distinction between Removal and Deprivation. 2. The Administrative Act and the Act with contractual nature in the administrative activity. Brief notes.



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Titolo: "Consultare e consigliare nella Chiesa"
Editore: Lateran University Press
Autore: Paolo Gherri
Pagine:
Ean: 2484300022715
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario Introduzione. 1. Il Concilio di Trento (1545-1563). 2. Il Concilio Vaticano I (1869-1870). 3. Il Concilio Vaticano II. 4. Sinodalità, collegialità, consultazione/consiglio. Conclusione.

 

Summary Introduction. 1. Council of Trent (1545-1563). 2. First Vatican Council (1869-1870). 3. Second Vatican Council (1961-1965). 4. Sinodality, collegiality, consulting. Conclusion.



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Titolo: "Archivum Franciscanum Historicum"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300018664
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

Index

Discussiones et Documenta

 

Paul Bösch. – die verschollene Vita Quasi stella matutina im Gesamt

der frühen Franziskus-Quellen

 

Annarita De Prosperis. – Litterae papali nell’archivio della curia Generale

dei Frati Minori (1228-1261). inventario e regesto

 

Emily Corran. – Peter John olivi’s ethics of lying and equivocation:

casuistical teaching drawn from his commentaries on Matthew

5:37 and Luke 24:28

 

Remo Guidi. – Valutazioni umanistiche sui frati

 

Juri leoni, OFM. – un volgarizzamento della bolla di eugenio IV Ordinis

tui a fra Giacomo Primadizzi in un codice bolognese

 

Claus A. Andersen. – intuitive and abstractive cognition, “praecisiones

obiectivae“, and the Formal distinction in Mastri and Belluto and

later scotist authors

 

Cayetano Sánchez Fuertes, OFM. – el hospital de san lázaro de Manila,

siglos xViii y xix



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Titolo: "Die verschollene Vita Quasi stella matutina im Gesamt der frühen Franziskus-Quellen (3-40)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Paul Bösch
Pagine:
Ean: 2484300018671
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

L’autore analizza la Legenda choralis su Francesco d’Assisi trasmessa nel breviario domenicano del 1256/60 (Leg. OP) e la paragona con tre vite primordiali sul santo: la Vita di Tommaso da Celano, la Legenda versificata di Enrico d’Avranches e la Vita di Giuliano da Spira. Egli arriva alla conclusione che l’interpretazione agiografica nella Leg. OP sia più avanzata di quella nella Legenda versificata, ma che rappresenti uno stadio meno avanzato riguardo alle Vite di Tommaso e di Giuliano. Dato che la Leg. OP è un riassunto della Vita Quasi stella matutina non pervenutaci, l’autore situa questa nello sviluppo agiografico tra la Legenda versificata e le Vite di Tommaso e Giuliano. Inoltre, secondo l’autore, la Quasi stella matutina potrebbe essere stata la presa di posizione di Papa Gregorio IX di fronte al primo progetto di Tommaso di una biografia di Francesco; questo progetto fu anche la fonte della Legenda versificata. La Quasi stella matutina è stata integrata in una seconda bozza di Tommaso che sarebbe stata poi la fonte delle vite conosciute di Tommaso da Celano e di Giuliano da Spira.



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Titolo: "Valutazioni umanistiche sui frati (115-157)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Remo Guidi
Pagine:
Ean: 2484300018701
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Humanists and mendicant maitres d’esprit were among the most authoritative opinion makers of the Quattrocento, but the relationship between them was in fact less than idyllic. Both groups have separately been the object of a vast bibliography of studies, but rather little has been written on the relationship between them and even that little not always correctly. One has the sense that when opposing each other, the combatants had a rather defective understanding of one another, an original sin that very often one finds reproduced in historians of the two sides. The purpose of this essay is to bring this problem to light by letting the combatants speak for themselves, thus allowing the reader to judge on the reliability of their evaluations of each other.



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Titolo: "Un volgarizzamento della bolla di Eugenio IV Ordinis tui a fra Giacomo Primadizzi in un codice bolognese (159-182)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Juri Leoni OFM
Pagine:
Ean: 2484300018718
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

This article provides the transcription of a vernacular translation of the Bull Ordinis tui of Pope Eugene IV (1447) conserved in a manuscript in Bologna (Provincial Archives OFM). In this document, the Pope entrusted the care of the Italian monasteries of Poor Clares to the vicar general of the Observants, fra Giacomo Primadizzi of Bologna. By studying the content of some Clarian legislative texts, the author shows that, in the case of the Italian monasteries, there were three developments in the reform of the Second Franciscan Order. The first two developments affected the already existing monasteries as well as new foundations which both adopted the Rule of St Clare (1253); in the third development, various monasteries went on observing the Rule of Pope Urban (1263) while being placed under the care of the Observants. Pope Eugene IV’s intent was in fact to bring to the single jurisdiction of the Observants different foundations and reforms of the Second Order, but without really understanding the issues related to the observance of St. Clare’s Rule.



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Titolo: "Intuitive and Abstractive Cognition, praecisiones obiectivae, and the Formal Distinction in Mastri and Belluto and Later Scotist Authors (183-247)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Claus A. Andersen
Pagine:
Ean: 2484300018725
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

La differenziazione di Duns Scoto tra due modi della cognizione (quelle intuitiva e astrattiva) fu discussa dagli autori scotisti ancora nell’epoca barocca. Il presente contributo esamina dapprima la generale discussione di questa dicotomia nelle Disputazioni sul De anima (1643) di Mastri e di Belluto. Si concentra poi sull’uso della differenziazione di Scoto nella dottrina delle distinzioni, come formulata dal Mastri nelle sue Disputazioni sulla metafisica (1646/47).  Trova una particolare attenzione l’affermazione discutibile della compatibilità tra la cognizione intuitiva e la distinzione formale scotistica (che il Mastri interpreta come ‘precisione oggettiva’). Finalmente, viene illustrata la notevole influenza di Mastri sullo sviluppo ulteriore di questa discussione nei manuali di filosofia scotistica della seconda metà del sec. XVII e della prima metà del sec. XVIII.  



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Titolo: "El Hospital de San Lázaro de Manila, siglos XVIII y XIX (249-299)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Cayetano Sánchez Fuertes OFM
Pagine:
Ean: 2484300018732
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

The Hospital of St Lazarus goes back to the early Franciscan presence in the Philippines; it became known since the early 17th century when it was rebuilt outside Manila to treat patients with contagious diseases. This article relates the vicissitudes of the hospital during the 18th and 19th centuries and especially its difficult economic situation in the midst of political setbacks and natural calamities in this Spanish colony. The contemporary discussions as to how to modernize the organization of the hospital and the medical care provided are also briefly mentioned. The hospital experienced its hey-day during the leadership of Fr. Félix de Huerta (1859-94), before it had to be finally abandoned by the Franciscans in 1898, at the beginning of the American occupation. Largely based on unpublished materials, the article also provides an appendix of nine documents which offer further evidence to the topics discussed.



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