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Ebook - Ebook - Riviste



Titolo: "A proposito dell'edizione di Warren Lews della Lectura super Apocalipsim di Pietro di Giovanni di Olivi. Alcune osservazioni (99-161)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Alberto Forni - Paolo Vian
Pagine:
Ean: 2484300020155
Prezzo: € 5.00

Descrizione:The Lectura super Apocalipsim by Peter of John Olivi has had a tormented editorial history; as a matter of fact, despite a wide knowledge of its manuscript tradition since the late 19th century and various attempts to publish the entire Lectura throughout the last century, none of the initiatives came to a conclusion. The long-awaited first critical edition of Olivi’s Lectura super Apocalipsim by W. Lewis (2015) finds a close examination in this article. The authors consider: its ratio editionis; the presentation and classification of the manuscript witnesses with the stemma codicum; one presumed interpolation (on the commutatio pontificatus); the nature of MS Novara, Bibl. Capitolare, CXXVII; Olivi’s original Latin spelling; and the coherence between the text and the critical apparatus. All in all, the examination reveals serious shortcomings. Nevertheless, Lewis’ work serves as a milestone on which scholars can build in order to come up with improved results.

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Titolo: "Dignitas dilectionis munus. Dignità umana e Fede cristiana"
Editore: Lateran University Press
Autore: Carlo Lorenzo Rossetti
Pagine:
Ean: 2484300020575
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Estratto

La dignità sta alla base del rispetto dei diritti dell’uomo e quindi della legislazione di molti Stati democratici. Il saggio mira ad una sintesi sistematica alla luce della Scrittura e del Magistero (specie del Vaticano II e di s. Giovanni Paolo II), per dimostrare l’importanza di tale nozione nella fede cristiana. Il punto iniziale è la dottrina della creazione (protologia) con l’affermazione del binomio “creaturalità trascendente” e “responsabilità etica” della persona. Il ché trova riscontro in altre religioni e nella migliore riflessione etica laica (Kant). Sul piano prettamente cristiano (soteriologia), si distingue un triplice livello di dignità: ontologico (figliolanza), etico (santità) ed escatologico (gloria). Si evidenzia pure il paradosso della redenzione attraverso la Croce in cui si palesa il “grande prezzo” con cui Dio ha stimato l’essere umano. Il saggio propone infine alcune “Tesi sistematiche” in cui, tra l’altro, si propone di definire la dignità come “sacralità e santità”, additando la suprema attestazione della propria dignità etica nel potere/dovere tutelare la dignità di chi non la può rivendicare, mediante la compassione, la misericordia e la cura ecologica.

Parole chiave:

Dignità; umana; creazione; Fede cristiana; adozione filiale; redenzione; sacralità; santità; natura; grazia; gloria; protologia; soteriologia

 

Abstract

Dignity is the foundation of human rights and therefore is basic for the legislation of democratic states. This essay, based on Scripture and the Magisterium (with special regard to conciliar texts and those of St. John Paul II), shows the central place of this topic in Christian faith. In fact, the entire Catholic creed is a powerful statement reinforcing human dignity. The starting point (protology) is the creatural and ethical dignity of the person, which is shared also by other religions as by the best ethical tradition (Kant). In Christian soteriology we can distinguish a threefold dignity: ontological, ethical and eschatological (Filiation – Holiness - Glory). The paradox revealed by redemption through the Cross is also stressed. The essay offers some synthetic theses, which among other things, define dignity as sacredness and holiness according to which the supreme manifestation of one’s own (ethical) dignity consists in protecting and saving the (ontological) dignity of those who apparently cannot claim it. This happens through compassion, mercy and ecological care.

Keywords:

Human Dignity; Christian Faith; Creation; Filial Adoption; Redemption; Nature; Grace; Glory; Sacredness; Holiness; Protology; Soteriology

 

_________________________________________________________

«In realtà, quel profondo stupore riguardo al valore e alla dignità dell’uomo si chiama Vangelo, cioè la buona novella. Si chiama anche cristianesimo». «Il Vangelo dell’amore di Dio per l’uomo, il Vangelo della dignità della persona e il Vangelo della vita sono un unico e indivisibile Vangelo»

(Giovanni Paolo II, RH [1979] 10b; Id., EV [1995] 2).

«Coloro che s’impegnano nella difesa della dignità delle persone possono trovare nella fede cristiana le ragioni più profonde per tale impegno»

(Francesco, LS [2015] 65).

Valore intrinseco e inalienabile della persona, “diritto ad avere diritti” (H. Arendt), la dignità1 sta al centro degli interessi di filosofi, giuristi e teologi; essa è non solo nozione centrale e per così dire “culminante” dell’antropologia, ma anche principale fonte di legittimazione del rispetto dei diritti umani e quindi fondamento della legislazione di molti Stati contemporanei e organismi internazionali2.

D’altra parte, non va ignorato che oggi, da vari ambienti, la rilevanza se non il concetto stesso della dignità siano messi in discussione3. Eppure la riaffermazione e fondazione di questo valore pare imprescindibile anche in vista di una promozione di quel “nuovo umanesimo” del quale si avverte nei nostri giorni una urgente necessità4. Risulta quindi utile tentare di cogliere, in modo sintetico e sistematico, l’essenza della dignità umana, così come viene proposta dalla dottrina cattolica. In ambito cristiano infatti, tale questione si riscontra a 360° della dottrina della fede e della prassi della chiesa. Parafrasando un importante numero del Catechismo della chiesa cattolica (= CCC) dedicato al problema del male (cf. n. 309) si potrebbe dire che «non c’è un punto del messaggio cristiano che non sia, per un certo aspetto, una affermazione della dignità della persona umana».

Nostro intento è quindi di giustificare la dignità come irrinunciabile principio antropologico con ricadute etiche, sociali e giuridiche indicando quanto la fede cristiana aiuti a fondarlo nella teoria per poi tutelarlo nella prassi.

Dopo una breve introduzione in chiave storica (§ 0), distingueremo il contributo al pensiero della dignità umana offerto dalla protologia (§ 1) e poi dalla soteriologia cristiane (§ 2). Concluderemo offrendo alcune tesi sintetiche (§ 3). Proprio secondo l’esergo tratto dalla Laudato si’ (n. 65), la fede nell’amore di Dio per l’umanità (agapê / philanthropia, cf. Tt 3,4) si rivelerà essere la massima attestazione della dignità come sacralità e intangibilità nonché il più forte movente per la sua concreta valorizzazione.

0. Umanesimo cristiano e approdi magisteriali

L’argomento della dignità umana ha radici nella filosofia antica (specie

platonismo e stoicismo) e nella rivelazione biblica; esso cresce nell’humus

patristico e medievale che vedeva l’uomo come capax Dei (Ireneo), fatto per

Dio («fecisti nos ad Te»; s. Agostino); posto “in tanta dignità” dall’“amore

inestimabile” di un Dio “innamorato” che lo vuole partecipe del “suo Bene

eterno” (s. Caterina da Siena)5. Esso fiorisce però, come esplicito tema dottrinale,

con il cosiddetto Umanesimo cristiano tra XV e XVI secoli; umanesimo,

in verità, tanto prossimo alla visione degli antichi autori alessandrini (Filone,

Origene, Clemente) e poi felicemente ripreso dalla Nouvelle Théologie e dal

Concilio Vaticano II.

Pico della Mirandola († 1494), che ambiva a conciliare ellenismo e sapienza

biblica, scorgeva il fulcro della dignità umana nella libertà che ha

l’uomo di giungere all’assimilazione con Dio: «medium mundi […] ut tui

ipsius quasi arbitrarius honorariusque plastes et fictor, in quam malueris tute

formam effingas». Interprete della natura mediante i suoi sensi e la sua intelligenza,

l’uomo è posto nell’universo per intuirne la razionalità (ratio), per

amarne la bellezza (pulchritudo) e per ammirarne la grandezza (magnitudo)6.

Certo la “camaleontica” capacitas di cui è provvisto l’uomo – e che lo rende

come ricettacolo di ogni semente (omnifaria semina) – ne attesta già un’incomparabile

nobiltà rispetto alle altre creature naturalmente condizionate.

Ma la vera dignità si palesa quando l’uomo mette in atto la sua straordinaria

potenzialità, ossia quando i germi da lui posseduti giungono a frutto nella

divinizzazione, ossia nell’unione con Dio: «E se di nessuna creatura rimarrà

pago, rientrerà nel centro della sua unità, e lo spirito, fatto uno con Dio, verrà

assunto nell’umbratile solitudine del Padre che s’aderge sempre al di sopra di

ogni cosa» (l. 31).



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Titolo: "P. Sebastiano Tromp, Segretario della Commissione teologica preparatoria e conciliare"
Editore: Lateran University Press
Autore: Alexandra von Teuffenbnbach
Pagine:
Ean: 2484300021343
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

1. Introduzione**

Si dice che durante l’ultima, grande assise ecclesiale si sia svolto un avvincente conflitto tra due fronti, tra due blocchi monolitici1. Riguardo al concilio si è soliti operare delle distinzioni, quando addirittura non vengono individuate delle vere e proprie “fazioni” in seno al concilio medesimo, opposte tra loro: destra e sinistra, minoranza e maggioranza; esponenti “romani” e teologi e vescovi d’Oltralpe; conservatori e progressisti; personaggi legati a Pio XII e altri legati a Giovanni XXIII; si distinguono quelli “chiusi” da quelli “aperti”, o ecumenici; ci si spinge addirittura a distinguere i “buoni” dai “cattivi”. I “cattivi” contro cui combattere sono i rappresentanti della Commissione teologica, innanzitutto il cardinale Ottaviani e il gesuita Sebastiano Tromp2, ma anche tutti gli altri vicini alle loro posizioni. I “buoni” sarebbero,

al contrario, quei teologi, soprattutto d’Oltralpe, che avevano avuto problemi con il Sant’Uffizio, pensiamo a Yves Congar OP e Henri de Lubac SJ, o che erano stati sottoposti a “censura” interna all’ordine religioso di appartenenza, come padre Karl Rahner SJ.

Tra i primi ad utilizzare queste categorie, queste divisioni nette, astoriche, semplicistiche – fra coloro che si sentivano legati alla dottrina tradizionale da una parte, e quanti invece sembravano più aperti dall’altra – troviamo, come ricorda Caprile, l’«Avanti!», il quotidiano del partito socialista3. Le faziose semplificazioni giornalistiche, rese possibili forse dal clima di guerra fredda e allo scopo di attirare l’attenzione del pubblico normalmente non interessato a complicate questioni teologiche, sono invece indegne di un’analisi storica o teologica, soprattutto oggi, a cinquant’anni dal concilio.

La storia della Chiesa si dovrebbe basare, se vuole essere scienza, al pari della storia in genere, sulle fonti, e sarebbe auspicabile che si diffondesse sempre più una serena analisi dei fatti e dei personaggi4. In tal modo ne uscirebbe un quadro ben più differenziato e complesso di quello giornalistico. Così può destare meraviglia che Yves Congar OP e Henri de Lubac SJ fossero chiamati a servire il concilio come consultori della Commissione teologica su espresso desiderio di Franz Hürth, anziano consultore del Sant’Uffizio, che li volle per «chiudere la bocca» agli avversari5. Ma in questa mossa dell’anziano gesuita si può anche riconoscere la preoccupazione di formare un gruppo, preparatorio al concilio, abbastanza equilibrato da poter sopportare le critiche ed essere preso sul serio. Karl Rahner SJ invece, nonostante le insistenze di Sebastiano Tromp per farlo entrare nella commissione teologica preparatoria (pressioni di cui Rahner stesso non sarebbe mai venuto a conoscenza), fece parte della commissione per i sacramenti.

Durante il concilio furono questi teologi d’oltralpe, insieme ad altri sulla loro stessa linea, a mantenere i contatti in modo più assiduo con la stampa.

[...]



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Titolo: "Miscellanea Francescana n. I-II/2016"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300020063
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

EDITORIALE

Il primo volume di Miscellanea Francescana dell’anno 2016 si apre

opportunamente con una rifl essione sulla misericordia, essendo immersi

proprio nell’anno santo della misericordia. È il fi losofo Orlando Todisco

ad offrirci alcuni suggestivi spunti di rifl essione in tal senso, cercando di

mostrare come la versione francescana della misericordia sia la manifestazione

della libertà creativa di segno oblativo e la traduzione teologica della

benevolenza.

All’ambito del pensiero francescano appartiene anche il secondo articolo

del volume, ad opera di Maria Kolbe Zamora, la quale opera uno studio

molto approfondito sulla ecclesiologia di s. Bonaventura, con una particolare

attenzione sullo Spirito Santo, anima della Chiesa. La visione del Dottore

Serafi co, spiega l’autrice, è giuridico-istituzionale e pneumatologica

nello stesso tempo, e si colloca nel contesto del gioachimismo estremo che

era stato adottato dai Francescani Spirituali.

Il terzo contributo di questa prima sezione, dedicata a studi francescani,

ci conduce in un mondo diverso, il mondo della cultura e della letteratura

orientali, in particolare della Russia. Il lavoro originale, tratto da una tesi

di laurea, di cui pubblichiamo ora la prima parte, è di Serena Capri; ella

disegna un percorso ideale della cosiddetta “santa follia” partendo dalla

salótis bizantina, passando per lo jurodstvo nella Russia dei sec. XI-XVI,

fi no a Francesco d’Assisi.

Nella seconda sezione abbiamo quattro studi a carattere teologico/pastorale.

Il primo, tratto da un lavoro di dottorato in teologia biblica, è di Mirko

Montaguti, e si sofferma sul valore comunicativo dei riferimenti al libro

di Zaccaria (cap. 9-14), presenti nel Vangelo di Matteo al capitolo 21. Lo

studio intende analizzare il senso e la funzione di questa relazione intertestuale,

mediante la quale viene costruito il lettore modello del vangelo.

L’analisi dei testi è funzionale ad una sintesi che rilegge complessivamente

la strategia intertestuale nella sua funzione comunicativa.

Il secondo contributo è di Zdzisaw Kijas, che ci offre una stimolante

lettura dell’episodio evangelico dell’incontro di Gesù con Marta e Maria,

che attuano due modalità diverse di accogliere il Signore. La scena evangelica

si presta a delle interessanti attualizzazioni, anche in riferimento alla

vita religiosa: essa infatti suggerisce ciò che unifi ca la comunità, ciò che la

sviluppa, e come risolvere i suoi confl itti, vale a dire, lo stesso Gesù, inteso

soprattutto come il deposito indistruttibile di valori, centro di prospettive

chiare e sorgente di grazia indispensabile per la vita.

Il successivo articolo, tratto da una tesi di dottorato in diritto canonico,

è di Danilo Marinelli, e affronta un tema quanto mai attuale, relativo

alla validità del matrimonio, particolarmente in relazione alla assenza della

fede cristiana come motivo suffi ciente per dichiarare la nullità del matrimonio.

L’autore mostra come nella giurisprudenza rotale più recente emerge

la distinzione tra la semplice carenza di fede, che di per sé non invalida

il matrimonio, e il fermo rifi uto di ogni dipendenza da Dio, che può costituire

la causa proporzionata e grave dell’esclusione di qualche proprietà o

elemento essenziale o della stessa sacramentalità del matrimonio.

Infi ne l’ultimo lavoro di questa seconda sezione fa come da sigillo

all’anno della vita consacrata, attraverso la rifl essione offerta da Giulio

Cesareo, che prende spunto dal contributo di mons. Bergoglio al sinodo

dei vescovi del 1994, nel quale egli racchiudeva la relazione tra la Comunità

ecclesiale e la Vita Consacrata con l’espressione: “la vita consacrata è

dono alla Chiesa, nasce nella Chiesa, cresce nella Chiesa, è tutta orientata

alla Chiesa”. L’articolo cerca di approfondire le implicazioni teologicospirituali

di questa affermazione ecclesiologica, e di offrire anche alcune

indicazioni pedagogiche per sostenere il processo di discernimento e

accompagnamento spirituale della vocazione alla vita consacrata francescana.

La terza sezione del presente fascicolo è costituita dalle relazioni presentate

nel corso del convegno svoltosi presso la Facoltà S. Bonventura, lo

scorso 20 novembre 2015, sul rapporto tra Religiosi e Chiesa particolare.

Tale convegno rappresenta la continuazione del precedente seminario, sullo

stesso tema, che si tenne ad Assisi nel novembre 2014, i cui atti sono

pubblicati sulla rivista Convivium Assisiense.

Gli autori intervenuti al convegno, di cui pubblichiamo le relazioni,

sono mons. Marcello Semeraro, che ha approfondito la questione dell’Istituto

religioso come realtà che si colloca tra la Chiesa universale, cui appartiene

di diritto e di fatto, e la Chiesa particolare, in cui deve incarnarsi; Dario

Vitali ha trattato dal versante più ecclesiologico il rapporto tra religiosi

e Chiesa locale, offrendo anche una sua proposta che permetta alla Chiesa

e alla vita consacrata di meglio vivere la ricchezza dei vari carismi; Xabier

Larrañaga si è soffermato sulla questione non semplice della “obiettiva

eccellenza della vita consacrata” (espressione che oggi nella teologia

cattolica ha sostituito il termine “superiorità” della vocazione di speciale

consacrazione rispetto alle altre forme di vita); infi ne Simona Paolini ha

indagato sugli aspetti canonico-giuridici del rapporto tra la vita consacrata

e la Chiesa particolare, nell’unica Chiesa cattolica.

L’ultimo contributo del presente volume di Miscellanea è un documento

inedito: si tratta della prima versione italiana di alcune poesie di Aba, un

discepolo del più famoso Efrem il Siro. Il lavoro è opera di Tomasz Szymczak

ed è rilevante, oltre che per la novità assoluta della traduzione italiana

degli scritti di Aba, anche per il tema trattato; infatti il testo cerca di spiegare

la misericordia di Dio usando i termini presi dal mondo della fi nanza.

La misericordia fa sì che Dio diventa il debitore della Sua creatura, l’uomo.

Come di solito, qualifi cate e apprezzate recensioni chiudono il fascicolo.

Buona lettura a tutti.

Il Direttore



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Titolo: "La «Chiesa dei poveri» e il Vaticano II"
Editore: Lateran University Press
Autore: Matteo Mennini
Pagine:
Ean: 2484300021374
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

In numerose occasioni la storiografia ha messo in luce lo scarto esistente tra il volume di attività promosse durante il periodo del concilio Vaticano II intorno al tema della povertà e gli esigui riscontri che su di esso è possibile ritrovare nei documenti finali approvati: considerando il paragrafo 8 della costituzione dogmatica Lumen gentium, e il paragrafo 5 del decreto Ad gentes, come gli unici testi che recepirono le istanze di chi si adoperò affinché si affermasse il carattere teologico della povertà della Chiesa, si coglie immediatamente, per lo meno su un piano quantitativo, la sproporzione fra quei testi e il notevole impegno di molti padri conciliari e teologi a rappresentare l’urgenza di quel tema1.

Le parole di Giovanni XXIII, pronunciate in un radiomessaggio poche settimane prima dell’inizio dell’assise ecumenica – «In faccia ai paesi sottosviluppati la Chiesa si presenta quale è, e vuol essere, come la Chiesa di tutti, e particolarmente la Chiesa dei poveri»2 – costituirono fin da subito l’occasione per suscitare progetti in aperta discontinuità con la fase preparatoria: vario e complesso era il mosaico degli ambiti e delle esperienze che nel richiamo alla «Chiesa dei poveri» trovarono un valido argomento per auto-rappresentarsi, al punto che il giornalista francese George Hourdin commentò le parole del radiomessaggio scrivendo che Giovanni XXIII aveva finalmente abbassato il ponte levatoio di una fortezza resasi sempre più inaccessibile negli ultimi due secoli3.

La ricostruzione del dibattito sulla «Chiesa dei poveri» durante il Vaticano II è stata oggetto di una ricerca dal titolo «Ecclesia pauperum. Paul Gauthier

e il dibattito sulla povertà della Chiesa durante il Concilio Vaticano II», per il dottorato in storia del cristianesimo e delle chiese dell’università di Roma Tor Vergata, di cui nelle seguenti pagine si vuole presentare una breve sintesi mettendo in luce le principali problematiche, le fonti e i risultati a cui si è pervenuti.

Come chiaramente indicato dal titolo stesso, la ricerca ha preso le mosse dalla figura di Paul Gauthier (1914-2002), sacerdote francese, creatore nel 1958 a Nazareth di un’esperienza cooperativistica di lavoro insieme ad alcune donne e uomini che formarono la comunità dei Compagnons de Jésus Charpentier: in particolare ci si è focalizzati sull’attività di raccordo e di animazione che, durante il concilio, a cui partecipò in qualità di assistente perito del vescovo George Hakim, Gauthier realizzò all’interno del gruppo informale «Chiesa dei poveri», anche conosciuto come «Gruppo del Collegio Belga», a cui presero parte numerosi vescovi e al quale collaborarono autorevoli teologi.

In precedenza la storiografia si era concentrata sull’attività istituzionale del gruppo, con l’obiettivo di metterne in luce i contorni strutturali tipici di una commissione. In un saggio del 1996, Denis Pellettier aveva ricostruito infatti, in forma sintetica, ma puntuale, l’organizzazione del lavoro di gruppo nell’arco degli anni in cui si svolse il concilio e aveva definito «l’histoire du groupe “l’Église des pauvres” comme une succession d’occasions manquées», concludendo, però, che limitarsi a un tale giudizio avrebbe potuto comportare un fraintendimento della vera natura del gruppo, non riducibile a una commissione redattrice di proposte, ma da rivalutare come spazio di socializzazione e di confronto4. L’autore stesso, quindi, aveva indicato ulteriori possibili piste di ricerca riguardo a Gauthier e al gruppo, suggerendo di entrare nel vivo delle relazioni e degli incontri tra quelli che sarebbero stati, successivamente, protagonisti del periodo postconciliare. Il contributo di Pellettier, di fatto, ha costituito il riferimento principale nella comprensione e nell’elaborazione storica sulle vicende relative al gruppo del Collegio Belga e al dibattito sulla povertà, anche per la Storia del Concilio Vaticano II in cinque volumi diretta da Giuseppe Alberigo.

La ricerca qui presentata si è centrata in modo specifico sul dibattito intorno alla povertà della Chiesa, scandagliato attraverso un’attenta analisi degli Acta Synodalia Sacrosancti Concilii Oecumenici Vaticani II, che conservano gli interventi dei padri in aula e gli schemi di volta in volta presentati

all’assemblea, e mediante una ricostruzione delle pubblicazioni di articoli, opere teologiche e lettere pastorali che in quegli anni si sono riferiti alla questione della «chiesa dei poveri».



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Titolo: "Martin Lutero e la Bibbia"
Editore: Lateran University Press
Autore: Romano Penna
Pagine:
Ean: 2484300020537
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Estratto

Partendo da un riferimento autobiografico sul suo precoce amore per la Sacra Scrittura, si delinea la situazione storica in cui Lutero è vissuto, soprattutto per quanto riguarda il rinnovamento della Chiesa e l’uso della Bibbia. In particolare, mediante l’analisi delle due Prefazioni all’Antico e al Nuovo Testamento, ci si concentra sul criterio ermeneutico, di carattere cristologico, adottato da Lutero. Si conclude col dire che, benché gli studi successivi abbiano delineato nuovi apporti metodologici agli studi biblici, bisogna riconoscere la positiva innovazione dell’approccio di Lutero.

Parole chiave

Sacra Scrittura; Lutero; Ermeneutica; Esegesi biblica; Rivelazione; Giustificazione

 

Abstract

Beginning with a reference Luther makes to his early love for Sacred Scripture, the historical situation in which he lived is traced, especially in terms of Church renewal and the use of the Bible. Paying close attention to analyses of his prefaces to the Old and New Testaments, we concentrate on his hermeneutical criteria with the Christological character he adopted. The article concludes by saying that although successive studies have outlined new methods for conducting biblical studies, the positive innovation in Luther’s approach has to be acknowledged.

Keywords

Scripture, Luther, Hermeneutics, Biblical Exegesis, Revelation, Justification

 

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Introduzione

Nei suoi Tischreden, «Discorsi a tavola» o «Discorsi conviviali», raccolti da diversi suoi compagni di mensa a partire dal 1531 (e proseguiti fino alla morte nel 1546), Lutero fa un velato riferimento autobiografico con questo significativo racconto: «Ad un fanciullo un giorno capitò per caso in mano una Bibbia e per avventura vi lesse nei libri dei Re la storia della madre di Samuele. Il libro gli piacque moltissimo e pensò che sarebbe stato felice di poter avere un libro simile. Dopo poco tempo, comprò una “postilla” e gli piacque anch’essa moltissimo, poiché conteneva molti Vangeli che si commentavano durante l’anno. Fattosi poi monaco, abbandonò tutti i suoi libri. Aveva comprato poco tempo prima il Corpus iuris e qualche altro libro. Li restituì al venditore. Al monastero non ne portò con sé nessuno, tranne Plauto e Virgilio. Ivi i monaci gli dettero una Bibbia coperta di cuoio rosso. Si familiarizzò a tal punto con essa da sapere quel che era contenuto in ciascuna pagina, e subito, quando gli si presentava qualche versetto, riconosceva a prima vista dov’era stato scritto […]. Allora nessun altro scritto mi piacque tanto quanto lo studio dei testi scritturali. Con incredibile fastidio leggevo la fisica aristotelica e la mente ardeva quando dovevo tornare alla lettura della Bibbia».

Sapendo che Martin Lutero era nato nel 1483 e che entrò nel monastero agostiniano di Erfurt (città della Turingia nella Germania centrale) nel 1505, il riferimento cronologico riguarda gli anni immediatamente precedenti e seguenti quest’ultima data. Ebbene, il momento a cui si riferisce la confessione suddetta, ovviamente, non comprende ancora la formulazione dei grandi criteri ermeneutici che contraddistingueranno successivamente la Riforma messa poi in atto dal monaco agostiniano. Non c’è ancora il Sola Scriptura né tantomeno il Sola fide basato sulle lettere di san Paolo. Tuttavia, vi si sente risuonare già in nuce il principio che egli affermerà poi con forza alla Dieta di Worms nei giorni 17-18 aprile del 1521 davanti all’imperatore Carlo V che lo aveva convocato perché ritrattasse le sue posizioni considerate eretiche: «Finché non mi convincerà di essere in errore la testimonianza della Scrittura o la forza trasparente del ragionamento […] io mi atterrò a quei passi della Scrittura a cui ho fatto appello. La mia coscienza è prigioniera della Parola di Dio»! Non si poteva dire più chiaramente quanto la Bibbia fosse diventata per lui il criterio fondamentale e il fattore diacritico per distinguere e accettare ciò che va tenuto per certo dal punto di vista della fede cristiana contro le ingerenze di una certa autoritaria tradizione cattolica. Nessuno prima di lui aveva mai parlato in questi termini, almeno per quanto riguarda il rapporto coscienza-Parola, sia pure con tutta la ricaduta polemica che ciò inevitabilmente comportava soprattutto nei confronti del Papato.

[...]



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Titolo: "Archivum Franciscanum Historicum"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300020124
Prezzo: € 20.00

Descrizione:

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Titolo: "Une lecture polysémique de la nature. Trois propositions pour un discours des méthodes. II"
Editore: Lateran University Press
Autore: Pascal Ide
Pagine:
Ean: 2484300020568
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Estratto

Le discours sur la nature est aujourd’hui dans une situation paradoxale : d’un côté, il est presque exclusivement scientifique ; de l’autre, les approches du cosmos demeurent multiples : certes scientifique, mais aussi philosophique, écologique, esthétique, psychologique, théologique, etc. L’article se propose d’accueillir cette diversité (polysémie) et d’en offrir une vision synthétique en trois temps, de plus en plus englobants, ponctués par des tableaux récapitulatifs. La première partie de l’article a introduit la question, proposé un bref parcours historique (première partie) et exposé la première unification, univoque. Cette seconde partie de l’article traite des deux autres unifications. La deuxième, analogique et catalogique, englobe aussi les cosmologies théologiques à partir de l’induction analogique (troisième partie). Enfin, la troisième unification, suranalogique et symbolique, connecte les approches restantes, notamment psychologique, écologique, esthétique, à partir de la circulation ordonnée des transcendantaux (quatrième partie).

Termes-clés

Nature, sciences de la nature, cosmologie philosophique, cosmologie théologique, unité, méthode, transdisciplinarité, atome, substance, holistique, induction, analogie, symbolique, transcendantaux, être comme amour.

 

Abstract

Discourse about nature finds itself today in a paradoxical situation. On the one hand, it is almost entirely scientific. On the other hand, there are still multiple approaches to the universe, some scientific, others philosophical, ecological, aesthetical, psychological, etc. The article seeks to accept this polysemy and to offer a synthetic vision in three steps summarized in a series of charts. The second part of the article treats two other concentrations, viz., the analogical and systematic, which include the cosmological and theological beginning from analogical induction, and the sovereign logical and symbolical that connects the remaining approaches, i.e., the psychological, ecological and aesthetical stemming from the ordered circularity of the transcendentals.

Keywords

Nature, Cosmology, Unity, Method, Analogy, Symbol, Transcendentals, Being as love.

 

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« L’entièreté de ce monde sensible est comme un livre écrit par le doigt de Dieu » 

3. L’induction analogique

La répartition qui vient d’être proposée est interne à la philosophie de la nature et aux sciences de la nature. Elle pourrait, idéalement, organiser sinon une réconciliation, du moins un dialogue, entre courants trop habitués à se poser en s’opposant, à se dévisager en se défigurant, au lieu de se juxtaposer et de s’envisager, bientôt de se compléter, dans une vision unifiée qui n’est aujourd’hui – et peut-être ne sera jamais, étant donné la puissance de ce qu’Aristote appelle « accoutumance » 2 – qu’utopiquement visée. Mais la diversité des discours sur le monde englobe aussi des objets formels, voire des lumières 3, extérieurs soit à la philosophie, soit à la science, à savoir ceux de la théologie. Il s’agit donc désormais d’articuler trois approches : scientifique, philosophique et théologique.

3.1. Refus

Si l’on se refuse aux trois postures extrêmes et unilatérales que sont le scientisme, exclusif de toute philosophie 4 comme de toute théologie, le philosophisme et le fidéisme – cette dernière ayant été illustrée ci-dessus dans sa figure contemporaine qu’est le fondamentalisme –, la position aujourd’hui la plus souvent adoptée est celle, épistémologique, du pluralisme et celle, éthique, de la tolérance. Elle fut systématisée par un chercheur de renom, professeur à l’Université de Harvard, biologiste, géologue et historien des sciences, autant que vulgarisateur, Stephen Jay Gould, sous le nom de principe de NOMA : construit sur l’acrostiche approximatif Non-Overlapping Magisteria, ce que l’on peut traduire « non-empiètement des magistères », il s’applique notamment aux relations entre sciences, philosophie et religion, mais aussi à la poésie ou à la politique. « Un magistère est un domaine où une certaine forme d’enseignement détient les outils appropriés pour tenir un discours valable et apporter des solutions » 5. Le principe se subdivise en deux thèses. Au lieu de les énoncer en général, voyons comment elles se formulent concrètement dans le cas des relations entre science et religion :

« Premièrement, ces deux domaines sont d’égale valeur et aussi nécessaires l’un que l’autre à toute existence humaine accomplie ; deuxièmement, ils restent distincts quant à leur logique et entièrement séparés quant à leurs styles de recherche, même si nous devons étroitement intégrer les perspectives des deux magistères pour élaborer la riche et pleine conception de l’existence que l’on désigne traditionnellement comme ‘sagesse’ » .

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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300019852
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

EDITORIALE

 

Abbiamo iniziato con Giacobbe; poi siamo

passati a Mosè; ora ci intratteniamo

con Samuele. Dei tre, sicuramente è il

meno famoso; o forse è meglio dire che

è il meno conosciuto. Perché di lui tutti

abbiamo in mente l’episodio della vocazione, quando

pronuncia la celebre frase: «Parla, Signore, perché

il tuo servo ti ascolta». Samuele è quasi un santino,

quel giorno, al tempio; è un esempio di risposta pronta

e totale alla chiamata di Dio. Basta solo aggiungere

un’altra riga, tratta sempre dal racconto della vocazione,

e ci sembrerà di avere davanti un giovane perfetto:

«Samuele crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare

a vuoto una sola delle sue parole» (1 Sam 3,19).

In molti, se non tutti, serbiamo questa immagine

di Samuele. Non è sbagliata, ma è solo una piccola

parte del suo volto! Il racconto della sua vocazione

è molto importante, perché sottolinea la dimensione

dell’ascolto e il ruolo di Dio: è il Signore che sceglie

i suoi profeti e li manda al popolo; Samuele è servo

della parola di Dio (Salvatore Glorioso). Ma non è

solo questo! È un personaggio dall’identità complessa:

profeta, giudice, capo civile, intercessore, sacerdote…

È una figura di transizione, che ha accompagnato

il popolo dall’epoca dei giudici a quella dei re (Donatella

Scaiola). Fin dagli inizi della sua vita, si trova

catapultato in un mondo complesso di relazioni non

sempre positive e mai facili; dalle vicende tormentate

della madre Anna, che non riusciva ad avere figli,

all’amarezza del sacerdote Eli, che di figli ne ha due,

ma caratterizzati dal disprezzo della giustizia e dalla

violenza (Grazia Papola).

Un capitolo non piccolo è quello relativo al rapporto

di Samuele con il potere. Abituato ad essere lui

a capo del popolo, si sente rifiutato quando Israele

chiede un re. Alla fine acconsentirà ad ungere Saul,

ma non senza fatiche e titubanze, e specialmente cercando

sempre di ritagliarsi uno spazio di potere (André

Wénin). Alle vicende di Saul sono dedicati una decina

di capitoli del Primo libro di Samuele, così come

alcuni passaggi nel libro di Ester e in quelli delle Cronache;

l’immagine che ne esce è completamente negativa:

un re privo di discernimento, che non ascolta
la parola di Dio (Tiziano Lorenzin). Eppure Samuele,

alla fine, si affeziona al sovrano; o forse è meglio dire

che si adatta alla situazione, tanto da dover essere

spronato da Dio, quando giunge il momento di ungere

come re Davide. Sono così diversi tra loro, Saul

il guerriero potente e Davide il ragazzino che sta a pascolare

il gregge, che Samuele faticherà non poco per

mettersi in sintonia con le scelte di Dio; dovrà ricalibrare

tutti i suoi criteri di valutazione (Elena Di Pede).

C’è una scena particolare, al cap. 28 del Primo libro

di Samuele: quando Saul si reca di nascosto dalla

“pitonessa” di Endor ed evoca lo spirito del defunto

Samuele. È uno squarcio sul mondo dell’occulto, che

nella Bibbia è sempre visto come qualcosa di negativo,

contrapposto all’ascolto della parola di Dio. E infatti

l’unico messaggio che Saul riceverà sarà l’annuncio

della sua disfatta (Guido Benzi). L’arte non è rimasta

indifferente a questo episodio: nella copertina del nostro

fascicolo (e nella rubrica finale di Marcello Panzanini)

ci soffermiamo sulla scena dei genitori di Samuele

che lo “offrono” a Dio, portandolo al tempio

da Eli; ma la rubrica “Per leggere e rileggere” (di Valeria

Poletti) porterà non pochi esempi di come l’episodio

di Endor abbia ispirato molti artisti nei secoli.

Samuele è un personaggio complesso, ormai ci è

chiaro. Da un punto di vista catechetico è indubbiamente

un punto di riferimento per una riflessione di

tipo vocazionale (Valentino Bulgarelli); nel Medioevo

è stato anche visto come un profeta-scrittore, autore

dei due libri biblici dei Re (Marcello Panzanini

nell’inserto staccabile). È certamente una figura complessa,

e per questo ricca; tormentata, e perciò attuale.

Sacerdote, profeta, giudice; volitivo, cerca di dominare

gli eventi anche quando si allontanano dai suoi

desideri. Ma Dio gli sta accanto sempre – ed è questo

che conta, alla fine. Talvolta fa il suo gioco, talvolta

lo accompagna a superare le sue rigidità (Annalisa

Guida). Che non sia proprio questo il tratto più sintetico

di un personaggio tanto aspro, al di là del quadretto

edificante della vocazione?

 

Carlo Broccardo

 

 

SOMMARIO

PERSONAGGI

DELL’ANTICO TESTAMENTO

3. Samuele

Editoriale

Donatella Scaiola

SAMUELE, UN PERSONAGGIO

DALL’IDENTITÀ COMPLESSA

Grazia Papola

I LEGAMI FAMILIARI

(1 SAM 1–2; 8,1-3)

Salvatore Glorioso

SCELTO COME SERVO

DELLA PAROLA (1 SAM 3,1–4,1)

André Wénin

SAMUELE E IL POTERE IN ISRAELE

(1 SAM 8–12)

Tiziano Lorenzin

SAMUELE E SAUL,

UN RE PRIVO DI DISCERNIMENTO

Elena Di Pede

SAMUELE E IL FIGLIO DI IESSE

(1 SAM 16,1-13)

Guido Benzi

PROFEZIA E NEGROMANZIA:

SAUL E LA “PITONESSA” DI ENDOR

Annalisa Guida

SAMUELE, UN’IDENTITÀ COMPLESSA

PER UN TEMPO DIFFICILE

Valentino Bulgarelli

SAMUELE E LA DIMENSIONE VOCAZIONALE DELLA VITA

 

PER LEGGERE E RILEGGERE

Valeria Poletti

Samuele nelle arti

 

APOSTOLATO BIBLICO

Dionisio Candido

L’introduzione alla sacra Scrittura Incontro alla Bibbia

 

VETRINA BIBLICA

ARTE

Marcello Panzanini

Cosa vuoi fare da grande? Elkanà e Anna

portano Samuele dal sacerdote Eli



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Titolo: "Corporeità e islamicità LGBT radicalmente alternative. L'avanguardia di nuove teologie islamiche della liberazione?"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Ludovic-Mohamed Zahmed
Pagine:
Ean: 2484300019906
Prezzo: € 3.50

Descrizione:L’articolo propone una lettura dell’atteggiamento verso il mondo LGBT all’interno delle culture arabe e in particolare islamiche, dove il fenomeno è stato sostanzialmente accettato almeno fino agli inizi del sec. XX. Dopo aver analizzato i motivi di tale mutato atteggiamento, l’autore interpreta la rilettura dell’attuale attività LGBT in area islamica con l’ausilio delle categorie elaborate dalla teologica della liberazione e dagli studi di genere.

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Titolo: "Vangelo e famiglia"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Mary d'Angelo
Pagine:
Ean: 2484300019876
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Nei testi biblici, “vangelo” e “famiglia” stanno insieme con un certo imbarazzo. La maggior parte dei detti sulla famiglia attribuiti a Gesù sono quelli designati dagli studiosi come “antifamiliari”; Paolo, dal canto suo, dichiara una netta preferenza per il celibato a servizio del vangelo. I conflitti all’interno delle famiglie,  l’ideologia imperiale e le ansie circa la probità sessuale portarono i primi credenti a difendere i “valori della famiglia” contro le accuse loro rivolte di “rovinare le famiglie”. Dare buone notizie alle famiglie significa ritornare ai testi usando un’ermeneutica analoga a quella messa in campo da Laudato si’, che rifiuta non solo il dominio, ma anche la sottomissione, dando gli stessi consigli di giustizia a tutti: amarsi l’un l’altro, ma non essere sottomessi né temere.



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Titolo: "Il dibattito sul matrimonio tra persone dello stesso sesso. Questioni aperte"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Paulinus I. Odobator
Pagine:
Ean: 2484300019890
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Il saggio affronta in maniera storica e geografica il dibattito sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, attraversando brevemente i principali momenti di tale confronto fino alla decisione della Corte Suprema USA nel 2015 e soffermandosi in particolare sulla situazione africana. Presentando le aperture e le chiusure a riguardo, considera ancora irrisolta la questione a livello globale.



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Titolo: "La famiglia al bivio. Le giovani coppie in Italia tra fragilità e risorse"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Domenico Simeone
Pagine:
Ean: 2484300019883
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Di fronte ai cambiamenti che hanno coinvolto la famiglia negli ultimi anni, si vogliono mettere in luce gli aspetti caratteristici che qualificano la transizione delle giovani coppie verso la vita famigliare. A partire dai dati statistici relativi alla situazione italiana, vengono descritte alcune questioni relative alla difficile transizione dei giovani italiani verso la vita adulta e verso la vita di coppia, illustrando i cambiamenti che hanno investito il modo di vivere le relazioni affettive delle giovani coppie, il loro modo di accedere al matrimonio o a forme di convivenza, l’accesso alla genitorialità e le difficoltà nel dover conciliare impegni lavorativi e vita familiare. Si tratta di aspetti che pongono le giovani famiglie di fronte a sfide inedite e al tempo stesso che mettono in gioco, almeno potenzialmente, la possibilità di stabilire nuovi rapporti tra maschile e femminile e tra le generazioni. Perché le giovani famiglie sappiano cogliere gli aspetti generativi che ogni crisi porta con sé, è indispensabile che possano trovare intorno a loro un contesto sociale accogliente e solidale, in grado di promuoverne le potenzialità e di sostenerne le capacità trasformative.



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Titolo: "Concilium 2-2016: Famiglia/famiglie"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Susan Ross, Lisa Sowle Cahill, Erik Borgman, Sarojini Nadar
Pagine:
Ean: 2484300019869
Prezzo: € 10.00

Descrizione:“La famiglia” viene spesso indicata come “chiesa domestica”. Impariamo a diventare cristiani nelle nostre famiglie. Le esperienze familiari, nel bene e nel male, ci formano ad essere le persone che siamo. Tuttavia le famiglie sono sempre più complesse e affrontano sfide per le quali non esistono risposte facili, da parte sia della chiesa sia della società. Il titolo di questo fascicolo, Famiglia/famiglie, include volutamente il plurale. Non esiste un modello unico per la famiglia, come dimostrano chiaramente i contributi. Da quelle allargate del Sud del mondo a quelle nucleari del Nord, le famiglie assumono diverse forme e dimensioni. Se c’è qualcosa che unisce queste diverse famiglie, è che le realtà sociali, politiche ed economiche del mondo hanno avuto un forte effetto su di loro. I nostri autori rappresentano una varietà di situazioni e di sfide; pertanto, è difficile separare le argomentazioni teologiche dai loro contesti; alcune questioni, nondimeno, emergono.

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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300019838
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Per un nuovo umanesimo in Gesù Cristo: uscire

Studi

C. Giaccardi, Uscire verso il nuovo? A tutti i costi?

Non il nuovo per il nuovo che cancella il vecchio, ma una nuova consapevolezza che, scrostando le

pratiche dalla patina dell’abitudine e anche da una certa stanchezza, riallacci il filo che lega tradizione

e presente, dischiudendo un futuro di speranza: «E nostra umile convinzione che il divino e l’umano

si incontrino nel più piccolo dettaglio della veste senza cuciture della creazione di Dio, persino

nell’ultimo granello di polvere del nostro pianeta» (Laudato si’ 9).

M. Gallo, Il rito per ‘quelli di fuori’

La tradizione aveva partorito un ministero della soglia: l’ostiario, colui che apre le porte. Non sarebbe

interessante riabilitare e ampliare l’ostiariato, a partire dal suo bilinguismo, per chi sta dentro e chi sta

fuori? Esiste nella ritualità cristiana contemporanea questa medesima attenzione al linguaggio e al gesto

adatto che incontri sia chi è iniziato sia chi non lo è?

M. Ferrari, Una comunità tra dentro e fuori. Il caso di Corinto

La tensione tra dentro e fuori caratterizza il rito nella sua natura più intima. Se da una parte il rito ha

una funzione di costruzione dell’identità di un gruppo, dall’altra, tuttavia, è un luogo di testimonianza

per coloro che sono al di fuori del gruppo stesso e vengono a contatto con esso.

L. Della Pietra, Ripetere è stare fermi?

Il rito è ripetitivo per natura e tale indole sembra trovarsi in difficoltà nell’attuale contesto culturale

sempre più rapido e soggetto a continui e sfiancanti mutamenti. Educare alla liturgia significa anche far

riscoprire la forza gratuita della ripetizione che, nel ritorno dello stesso rito, permette l’esperienza del

mistero e suscita la presenza del soggetto all’evento celebrato.

R. Barile, La liturgia non è missionaria

Il Signore Gesù non iniziò il ministero con un ‘andate a messa’, ma annunciando che «il regno dei cieli

è vicino» e chiamando alla conversione. È vero che la liturgia avvia a se stessa per ritus et preces, ma i riti

e le preghiere agiscono all’interno di una dinamica nella quale bisogna essere introdotti.

 

Temi pastorali

M. Baldacci, Una mensa aperta sul mondo. Per una liturgia ‘missionaria’

L’esperienza dei discepoli di Emmaus costituisce una testimonianza paradigmatica. Lo spazio del rito

rappresenta quell’intermezzo di tempo sospeso che non ha lo scopo di intrappolarci dentro un’esperienza

estraniante ma, al contrario, vuole condurci a una pratica della vita che ha come scopo quello di

farci ritrovare il sapore della quotidianità trasfigurata dall’esperienza luminosa del Risorto.

P. Ruaro, Vox laetitiae. Il tesoro della musica sacra

offerto a credenti e non credenti

Attraverso il racconto dell’esperienza di una formazione musicale (Vox laetitiae), l’autore, che è anche

uno dei due musicisti in questione, delinea le caratteristiche del ‘concerto spirituale’, o ‘meditazione in

musica’. Una proposta aperta a sensibilità diverse: il credente può apprezzare nella musica temi di spiritualità

e di meditazione; il non credente può apprezzare il percorso artistico articolato e l’originalità

degli incroci tra le diverse forme di arte; il musicista può confrontarsi con l’originalità del progetto.

Schede per la formazione

G. Venturi, La preghiera universale del Venerdì santo.

La preghiera della chiesa ‘in uscita’

Questa preghiera, che sgorga come sorgente dall’innalzamento di Gesù sulla croce, ci testimonia la

vocazione della liturgia della chiesa, la quale, mentre opera tra e in coloro che credono in Gesù, spinge

ad uscire verso quel mondo che l’attende come l’amato a lungo cercato.

S. Sirboni, La preghiera universale o dei fedeli

L’assemblea liturgica cristiana, fin da principio, ha manifestato, anche in questa preghiera e con una

certa consapevolezza, il suo ruolo sacerdotale. Quando farla, quale rapporto deve avere con la liturgia

della Parola che conclude, per chi e per che cosa pregare? E qual è il suo ‘genere letterario’?

 

Anno santo

D. Piazzi, Celebrare la misericordia

Il testo citato nel titolo a cura del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione

oltre le celebrazioni di apertura e chiusura per le cattedrali e altre chiese giubilari (pp. 96-150) contiene

diversi spunti liturgico-pastorali per armonizzare anno liturgico, celebrazioni sacramentali, devozioni

popolari e anno giubilare.

 

Sussidi e testi

D. Piazzi, I ‘mandati’ nella liturgia: ai missionari e ai catechisti 

 

Cronaca

G. Tornambè, Diventare cristiani attraverso la liturgia.

I sessant’anni dell’Istituto superiore di liturgia di Parigi

D. Musumeci, L’anno liturgico, anno della misericordia del Signore.

Palermo, XIV Convegno liturgico-pastorale 



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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300020209
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

EDITORIALE

 

In dialogo per il futuro

della «casa comune»

Laudato si’, mi’ Signore,

per sora nostra matre Terra,

la quale ne sustenta et guberna,

et produce diversi fructi

con coloriti flori et herba.

 

«Riflessione gioiosa e drammatica insieme», l’enciclica Laudato

si’2 è stata accolta con notevole favore, suscitando interesse

anche al di fuori del mondo ecclesiale. Molti vi hanno trovato un

testo autorevole, innovativo e globale, uno stimolo a riconsiderare le

questioni ambientali. Non sono mancate, tuttavia, reazioni di sorpresa,

soprattutto in rapporto alla scelta di un tema quale l’ecologia – il cuore

dell’enciclica –, da alcuni giudicato inappropriato come oggetto di un

intervento magisteriale e teologico.

Questo fascicolo si confronta con le attese degli uni e degli altri,

nella convinzione che, da un lato, «nulla dell’ordine della creazione e

dell’umano è estraneo ed escluso dall’ordine della fede» (Compendio

della dottrina sociale della chiesa, 64); dall’altro, che non si possa più

parlare delle questioni connesse alla «cura della casa comune» senza

tener conto dei vasti orizzonti che l’enciclica dischiude, dei suoi approfondimenti

su temi specifici, insieme alla ripresa di nodi problematici

richiamati, anche se non risolti.

Fra i tratti distintivi della lettera enciclica se ne segnalano tre. In

primo luogo, il punto di partenza, vale a dire lo sguardo “mistico”

di papa Francesco: «Il mondo è qualcosa di più che un problema da

risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella

lode» (LS 12). Non a caso, il titolo dell’enciclica riprende l’incipit

del Cantico delle creature di san Francesco d’Assisi che nelle realtà

create coglieva un riflesso della bellezza, della bontà e della sapienza

del Creatore.

In secondo luogo, la lucidità con cui l’enciclica inquadra la crisi

ecologica, in tutta la sua gravità, ponendola in relazione con la crisi

antropologica, vale a dire con la responsabilità dell’uomo, chiamato da

Dio a «custodire e coltivare il giardino», ma trasformatosi ben presto

in un dominus irresponsabile e senza scrupoli.

Il terzo aspetto è la dimensione dialogica che connota l’intero documento:

«Di fronte al deterioramento globale – afferma papa Francesco

– mi propongo di entrare in dialogo con tutti riguardo alla nostra casa

comune» (LS 3). La chiesa non lascia mancare il proprio apporto, ma

riconosce che «su molte questioni concrete non ha motivo di proporre

una parola definitiva e capisce che deve ascoltare e promuovere un

dialogo onesto fra gli scienziati, rispettando la diversità di opinioni»

(LS 61).

Con questo fascicolo, la nostra rivista entra nel vivo del dibattito

suscitato da papa Francesco, secondo lo stile e le modalità consuete:

attenzione alle diverse prospettive attraverso le quali si possono affrontare

le questioni ecologiche, cogliendo i punti di vista più significativi

e stimolanti, nel rispetto della complessità e con lo scopo di fornire uno

strumento di lavoro, tanto autorevole quanto fruibile da tutti.

Nell’articolo di apertura, GIACOMO COSTA propone una riflessione

sulla Laudato si’, indicando nella dimensione pastorale la vera chiave

di lettura per comprendere l’enciclica, come dimostra anche la scelta

di papa Francesco di considerare i molteplici aspetti della vita nella

prospettiva dell’ecologia integrale.

PIER FRANCESCO GHETTI considera l’ecologia come scienza a sé,

nata nel contesto della cultura naturalistica dei secoli XVIII-XIX, ma

consolidatasi come «scienza degli ecosistemi» a partire dalla seconda

metà del secolo scorso.

Nell’articolo Ecologia umana: un intreccio di saperi, LEOPOLDO

SANDONÀ richiama l’attenzione sull’ecologia umana come crocevia di

diverse discipline. In particolare, l’autore offre una lettura «generativa»

della Laudato si’, alla luce cioè dei grandi principi indicati dall’enciclica

come via per realizzare un’autentica ecologia umana.

BRUNO BIGNAMI pone la «dialettica della cura» al cuore delle questioni

ecologiche. Nel suo studio – Un’etica per la cura della terra –

sono riprese e sviluppate alcune intuizioni della Laudato si’, soprattutto

laddove l’enciclica afferma che la salvaguardia del dono del creato

richiede non solo sforzi diretti al miglioramento del rapporto con l’ambiente,

ma anche un rinnovato impegno per la cura dell’umanità, dal

momento che le due realtà sono strettamente connesse tra loro.

Ecologia e sacro. Il significato religioso dell’ecologia propone una

riflessione di ALDO N. TERRIN sul rapporto tra due dimensioni fondamentali

dell’esperienza umana: il sacro e l’ecologia, chiamate al confronto

con una conoscenza tecnica che sembra ormai aver preso il sopravvento

sulle altre conoscenze. In ascolto del «grido della terra», sacro ed ecologia

indicano programmi di lavoro simili, in nome di una sympatheia universale

che accomuna tutti gli esseri in una visione «ecosistemica», secondo

una morale che invoca gratitudine e riverenza per ciò che ci circonda.

Di sicuro interesse il contributo di SIMONE MORANDINI: Ecoteologie:

una mappa essenziale, uno strumento per orientarsi nella

multiforme e a volte complessa riflessione ecoteologica degli ultimi anni.

Morandini segnala una pluralità di autori e di idee, al fine di cogliere

il mutamento di paradigma, cui è chiamata la teologia cristiana.

Nel delineare i tratti di un progetto di ecologia integrale, che includa

il rapporto con Dio, gli altri, la natura e se stessi, FELICE ACCROCCA

indica come riferimento Francesco d’Assisi, «l’esempio per eccellenza

della cura di ciò che è debole e di un’ecologia integrale vissuta con

gioia e autenticità» (LS 10). L’esperienza del Poverello è compresa a

partire dalla sorgente da cui tutto è scaturito: la relazione con il Dio

di Gesù Cristo.

Buone pratiche di cura della terra, è il contributo di MATTEO

MASCIA, una ricerca su ciò che può ridurre l’impatto delle nostre società

sull’ambiente naturale e le sue risorse. Lo studio presenta una rassegna

di esperienze incentrate sulla responsabilità sociale del consumatore, le

cui scelte individuano una delle leve attorno a cui costruire percorsi e

pratiche di cura della terra.

Nella DOCUMENTAZIONE, curata da GERMANO SCAGLIONI, è illustrata

un’originale iniziativa editoriale: The Earth Bible Project,

un contributo alla discussione sulla crisi ecologica, attraverso un nuovo

modo di accostare e interpretare i testi biblici: la «prospettiva della

terra».

L’ INVITO ALLA LETTURA, a cura di SIMONE MORANDINI, offre un

ampio repertorio bibliografico sui temi trattati. In queste pagine sono

indicate le opere di maggior interesse e utilità, affinché il lettore possa

avviare un proprio personale itinerario di ricerca.



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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300019845
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

EDITORIALE

Dopo Giacobbe, in questo secondo fascicolo

del 2016 ci soffermeremo su un altro

personaggio dell’Antico Testamento:

Mosè. Medaglia d’argento tra i più nominati

nella Bibbia (secondo solo a Gesù), è certamente

tra quelli che rimangono impressi nell’immaginario

collettivo. È un personaggio che ispira, grazie anche

alla sua umanità tormentata; e poi raccoglie in sé gli

aneliti alla libertà che percorrono la storia, dall’antichità

fino ad oggi. Proviamo per esempio ad accendere

il nostro computer, connetterci ad internet e cercare,

attraverso uno qualunque dei principali motori

di ricerca, la colonna sonora che Ennio Morricone

scrisse per lo sceneggiato su Mosè prodotto dalla Rai

nel 1974. Valeria Poletti, nella rubrica «Per leggere e

rileggere», ci suggerisce in particolare il singolo cantato

da Maria Carta, Diglielo al tuo Dio. Voce e testo

sono da brividi; non si dimenticano più.

Mosè. Ci avvicineremo a lui anzitutto con un articolo

panoramico, nel quale vengono tratteggiati i

lineamenti principali del personaggio, così come è

raccontato nel Pentateuco e nella tradizione giudaica,

oltre ad essere forniti alcuni dati di tipo storico

(Sebastiano Pinto). Poi metteremo a fuoco una caratteristica

fondamentale del nostro personaggio (Laura

Invernizzi): è il suo rapporto strettissimo con Dio

che lo forgia, facendolo diventare quello che è; è la

parola di Dio che detta l’agenda della sua vita, dall’inizio

fino alla fine, dall’incontro all’Oreb fino a quando

«Mosè, servo del Signore, morì “sulla bocca” del

Signore» (Dt 34,5, tradotto alla lettera).

Dopo questa prima presentazione, avremo tre articoli

che ci invitano ad approfondire alcuni dei personaggi

con cui Mosè entra in relazione. Il primo è

un gruppo, composto da dodici donne, tutte apportatrici

di vita: le levatrici ebree, la madre di Mosè, la

sorella, la figlia del faraone, le sette figlie di Ietro. Sono

dodici “matriarche”, che rappresentano tre cromosomi

all’origine dell’Israele mosaico: quello ebreo,

quello egiziano, quello madianita del deserto (Rosanna

Virgili). Il secondo personaggio è Aronne, fratello

di Mosè e primo sacerdote di Israele. Il rapporto

con Dio, che si trova al centro del dono della Legge

sul monte Sinai, passa anche attraverso il culto: Mosè

ha bisogno di Aronne. Ma Aronne, da parte sua, non

deve dimenticare il primato di Mosè, cioè della parola

di Dio (Luca Mazzinghi). Il terzo personaggio è

il faraone. Figlio degli dèi, era considerato come un

eroe invincibile; il racconto dello scontro con Mosè,

invece, ne mostra tutta l’impotenza di fronte all’unico

vero Dio, quello di Israele (Jean Louis Ska).

A completare il quadro avremo poi quattro articoli

di sintesi. Guido Benzi ci mostra come la Bibbia –

pur consegnandoci con Mosè una figura straordinaria

– non vuol crearne un “mito”: tra le pieghe della

narrazione emergono anche le sue qualità umane, le

sue fragilità, perfino i suoi difetti. Benedetta Rossi riflette

su uno dei tratti che hanno fatto di Mosè una

figura unica: il suo ruolo di mediatore tra il popolo e

Dio; ruolo che, dopo la sua morte, continua ad essere

svolto dalla Torah, cioè dalla Legge che Dio ha dato

al popolo attraverso Mosè. Annalisa Guida ci offre

una presentazione completa del personaggio, dall’Esodo

al Deuteronomio: alla fine resta la suggestione che

se Mosè non è entrato nella terra promessa sia perché

questo possedere una terra una volta e per tutte

non fosse narrativamente inscritto nel personaggio di

Mosè, da sempre destinato ad uscire, andare, salire,

scendere, ma mai a fermarsi. Infine Valentino Bulgarelli,

prendendo spunto dal cap. 7 degli Atti degli apostoli,

ci presenta Mosè come un utile punto di riferimento

per un percorso catechistico che metta a fuoco

la formazione della persona.

Il nostro fascicolo sarà poi completato dalle rubriche:

una dell’Apostolato Biblico, sulla nota pastorale

La Bibbia nella vita della Chiesa del 1995 (Dionisio

Candido); l’ormai classica vetrina biblica (a cura della

redazione); le pagine dedicate all’arte, che spaziano

dai romanzi ai film, passando per l’opera (Valeria

Poletti), per poi fermarsi a raccontare Il passaggio del

Mar Rosso affrescato nella Cappella Sistina (Marcello

Panzanini). Gli ultimi due autori sono anche responsabili

per l’inserto staccabile.

Mosè è talmente grande che questo nostro percorso

non può certo essere completo. Ci auguriamo che

sia comunque un buon assaggio, per iniziare.

Carlo Broccardo

 

SOMMARIO

PERSONAGGI DELL’ANTICO TESTAMENTO

2. Mosè

Editoriale 

Sebastiano Pinto

MOSÈ: UN UOMO, UN POPOLO E UNA TERRA 

Laura Invernizzi

MOSÈ, L’UOMO CHIAMATO DA DIO 

Rosanna Virgili

LE DONNE DI MOSÈ (ES 1–2) 

Luca Mazzinghi

MOSÈ E ARONNE 

Jean Louis Ska

MOSÈ E IL FARAONE 

Guido Benzi

MOSÈ, UOMO MITE E PASSIONALE 

Benedetta Rossi

MOSÈ, IL MEDIATORE 

Annalisa Guida

IL DESTINO IN UN NOME:

IL PERSONAGGIO DI MOSÈ 

Valentino Bulgarelli

MOSÈ, LA VITA E DIO:

STORIA DI UN INCONTRO 

PER LEGGERE E RILEGGERE

Valeria Poletti

Mosè nelle arti 

 

APOSTOLATO BIBLICO

Dionisio Candido

La nota pastorale La Bibbia nella vita della Chiesa 

VETRINA BIBLICA 

 

ARTE

Marcello Panzanini

Lo specchio di Dio:

Il passaggio del Mar Rosso della Cappella Sistina



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Titolo: "Il pluralismo irriducibile delle culture e lunità della teologia"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Thierry-Marie Courau
Pagine:
Ean: 2484300019777
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

L’unità della teologia è un tema che si può affrontare da svariate prospettive. Si può parlare di unità quando la pluralità e la diversità si presentano come insuperabili? Sul piano della pluralità culturale (e per farvi fronte), la ricerca del simile occupa spesso il primo posto; il concetto di pluralismo delle culture, però, si costruisce prendendola in contropiede. Dire pluralismo delle culture significa affrontare senza inquietudine la loro irriducibile singolarità, per tenersi a distanza sia dalla confusione sia da una illusoria comprensione univoca. Il pluralismo delle culture porta ognuno a lavorare nel dia-logo, in vista dell’elaborazione di un tratto comune. L’avvenire della teologia e la sua unità si trovano nel cuore stesso della sfida dell’incontro degli irriducibili che diventano risorsa per la teologia “comune”.

 

Parole chiave: teologia, pluralismo, dialogo



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Titolo: "Teologia: un'ermeneutica per un futuro comune"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Luiz Carlos Susin
Pagine:
Ean: 2484300019760
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

L’articolo ricorda la svolta ermeneutica del XX secolo che ha reso possibile il rinnovamento della teologia, il  contributo al concilio Vaticano II e la fondazione della rivista Concilium. Poi, adottando il principio che «il tutto è più grande della somma delle parti», l’articolo affronta grandi questioni del nostro tempo come indicatori dei prossimi campi tematici per l’ermeneutica teologica: l’ecologia, la famiglia umana, il pluralismo culturale, le scienze e il carattere di ospitalità della religione.

Parole chiave: teologia, ermeneutica, ecologia



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Titolo: "Le lotte per un mondo più equo e più inclusivo. Il ruolo della teologia"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Felix Wilfred
Pagine:
Ean: 2484300019753
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Dopo la Guerra fredda il mondo unipolare è in tutto e per tutto guidato dal capitalismo di sfruttamento e dal libero mercato, che sono causa di indigenza e di migrazione per milioni di persone, con gravi conseguenze sociali e ambientali. Una teologia autentica si interrogherà sul proprio ruolo di fronte alle urgenze del nostro tempo. In che modo la teologia potrebbe contribuire alla salvezza o al bene (salus) del mondo? È necessario che la teologia metta da parte le delucidazioni placidamente dottrinali che non hanno nessi con le questioni scottanti che riguardano il genere umano e la natura. Lasciando cadere le sue pretese onniscienti riguardo al peccato e alla salvezza, la teologia cercherà con umiltà di rispondere, proprio come Gesù, al dolore e alle sofferenze dell’umanità. E, in questo processo, condurrà all’esperienza del mistero ultimo d’amore e di compassione che unisce il divino, l’umano e l’universo.

 

Parole chiave: teologia, esclusione, capitalismo



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 476"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300019814
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

Per comunicare meglio

26. I preti scrivono... ma sanno comunicare?/12 (Roberto Laurita)

DOSSIER

Le nostre grandi parole

61 Giustificazione

1. Giustificazione: il significato religioso a confronto con l’uso corrente del termine (Valeria Boldini)

2. La giustificazione del peccatore secondo Paolo (Giuseppe Pulcinelli)

3. La giustificazione nell’antropologia teologica contemporanea (Angelo Maffeis)

4. Giustificazione: indicazioni per la predicazione (Chino Biscontin)

5. Giustificazione: breve antologia di testi (Benedettine del Monastero «Mater Ecclesiae»)

SUSSIDIO

Chiamati ad una via che conduce all’amore.

Veglia di preghiera per le vocazioni (Guido Novella)

PREPARARE LA MESSA

Tempo pasquale 2016

Domenica di Pasqua (Andrea Andreozzi, Martino Della Bianca)

2ª Domenica di Pasqua (Andrea Andreozzi, Martino Della Bianca)

3ª Domenica di Pasqua (Andrea Andreozzi, Martino Della Bianca)

4ª Domenica di Pasqua (Andrea Andreozzi, Martino Della Bianca)

5ª Domenica di Pasqua (Andrea Andreozzi, Martino Della Bianca)

6ª Domenica di Pasqua (Andrea Andreozzi, Martino Della Bianca)

Ascensione del Signore (Andrea Andreozzi, Martino Della Bianca)

Domenica di Pentecoste (Andrea Andreozzi, Martino Della Bianca



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Titolo: "Rivisitare il metodo "vedere - giudicare - agire""
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Daniel Franklin Pilario
Pagine:
Ean: 2484300019784
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Questo saggio intende rivisitare il metodo “vedere – giudicare - agire” così come ha preso piede nel corso degli anni, nonché esaminare quali contesti contemporanei in Asia e in altri luoghi ne stimolano una qualche revisione. In primo luogo, al di là di una rigida analisi socio-economica equiparata al marxismo, il “vedere” (l’analisi sociale) ha tenuto conto continuamente di contesti plurali di culture, generi e religioni differenti. Mentre questa “pluralizzazione” era necessaria, il sistema spietato della globalizzazione richiede di recuperare la critica originaria dell’«idolatria del denaro». In secondo luogo, il “giudicare” è stato considerato tradizionalmente come l’applicazione dei cosiddetti “princìpi cristiani” nel contesto. Le scienze riflessive contemporanee sfidano il predominio della teoria sulla prassi, sollecitando anche in tal modo il ripensamento del ruolo delle esperienze delle persone e della riflessione delle comunità di base nella (ri)formulazione delle dichiarazioni dogmatiche cristiane e delle strutture pastorali. In terzo luogo, l’“agire” deve recuperare la resistenza quotidiana data-per-scontata fra le comunità di base che sono state sconvolte nel modo più brutale dalle incursioni del capitale globale.

Parole chiave: teologia, liberazione



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300019807
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Per un nuovo umanesimo in Gesù Cristo

Quest’anno rivisiteremo i ‘cinque verbi’ di Firenze per ritrovare il ‘gusto per l’umano’ anche

celebrando: uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare. Una rubrica, declinata per

ogni numero, non dimenticherà l’anno giubilare della misericordia. Come sempre il primo

numero fa da grande editoriale a tutta l’annata.

 

Studi

L. Margaria, Il nuovo umanesimo è linguaggio della gratuità

Nel contesto attuale dove sembra che la questione dell’uomo non riesca più a dire la sua peculiarità

rispetto all’unica logica di mercato, la tematica della gratuità rivela una prospettiva nuova all’interno

della quale poter coniugare un discorso sull’uomo e del suo rapporto con il mondo. La proposta filosofica

di Jean-Luc Marion, che pone come fondamento della realtà il binomio riduzione-donazione, può

essere un modo per giustificare e dare spessore al linguaggio della gratuità come novità colta dal e per

l’uomo, evitandole di diventare un semplice richiamo emotivo-sentimentale.

 

J.-L. Souletie, La liturgia o l’accesso alla libertà ricreata

Il mistero della Pasqua è attualizzato al centro di ogni liturgia (SC 2). Esso replica la situazione di

rivelazione: Dio chiama e l’uomo risponde come libero soggetto davanti al suo volto, senza cessare di

essere solidale con la comune umanità. La liturgia è così un esercizio di discernimento della parola che

non mente nel dare forma concreta alla fede pasquale. Essa contiene allora un potenziale etico al centro

della sua azione teandrica.

 

A. Grillo, Umanità e sacramentalità della liturgia

La liturgia è stata riscoperta nel xix-xx secolo mediante un profondo ripensamento della teologia in

rapporto alle nuove ‘scienze umane’. Non si è trattato semplicemente di una lettura della teologia alla

luce del ‘sacro’, ma piuttosto di una reinterpretazione profonda della tradizione cultuale in rapporto al

suo significato teologico e spirituale. Ne è derivata una serie di ‘parole-chiave’ a livello di contenuti e di

forme che hanno riletto in profondità l’azione di culto e il suo senso per la fede.

 

S. Sirboni, Una pastorale liturgica per un nuovo umanesimo

Gesù ha rivelato Dio attraverso la sua ‘scandalosa’ umanità. Il discepolo, il cristiano, è chiamato, sulle

orme di Cristo, ad essere testimone dell’Invisibile con la propria umanità. La pastorale liturgica non ha

lo scopo di ‘intrattenere’ i fedeli come se fossero clienti di ‘cerimonie religiose’, ma di favorire l’azione

dello Spirito Santo che conforma l’essere umano all’uomo Gesù, nuovo e vero Adamo. Ciò avviene

nella misura in cui la celebrazione liturgica è anche esperienza e scuola di umanità.

 

M. Guasco, Il ruolo del ‘rito’ per la formazione della persona

Il rito e il suo significato, uno degli aspetti più importanti nella liturgia, ha sempre rappresentato un elemento

molto importante nella vita della persona. Alcuni esempi desunti dalla storia ci ricordano quanto

influisca il rito nella formazione della persona, anche per inserirla in una storia e in una tradizione, delle

quali la persona stessa spesso non è neppure consapevole.

Temi pastorali

D. Ricca, Celebrare in carcere: esperienze di umanizzazione attraverso liturgia e carità

In ogni iniziativa di recupero e promozione della persona in certe condizioni, si annuncia e si realizza

la salvezza che sarà esplicitata a mano a mano che i soggetti se ne rendono capaci. La messa in carcere

non ci rende più buoni o cristiani migliori, ma ci rende uomini e donne più veri, nella misura in cui impariamo

ad accogliere l’altro, fuori o dentro quelle mura, guardandolo negli occhi, riscoprendoci noi, in

primo luogo, peccatori amati; a quel punto capaci di tendere la mando ad altri.

 

Schede per la formazione

C. Doglio, Uomo nuovo, culto, santità

Due schede propongono un percorso biblico-catechistico per incontri formativi, per adulti e catechisti:

il primo aiuta a riflettere sul tema della novità dell’uomo in Cristo secondo alcune espressioni presenti

nella lettera agli Efesini, mentre il secondo precisa l’impostazione cristiana del culto e della santità, delineando

il ragionamento centrale della lettera agli Ebrei .

 

G. Venturi, La presentazione dei doni.

Dalla teatralità all’educazione alla oblatività

L’autore analizza la dinamica dell’offrire nel comune modo di agire per arrivare a interpretare la dinamica

e il senso proprio che assume nel rito della messa la presentazione dei doni. Specificando il

significato dei doni del pane e del vino si comprende che i doni posti sull’altare sono ‘in attesa di divenire’,

per cui questo rito costituisce il primo momento del mistero dell’offrire/sacrificare. Tutti gli altri

cosiddetti doni, aggiunti e portati all’altare con una certa teatralità, oscurano l’espressività dei veri doni.

 

Anno santo

S. Morra, Gente che benedice: la categoria teologica di misericordia

Parlare di misericordia porta con sé il rischio della riduzione a una comprensione del tema puramente

spirituale, interiore, morale, quasi un atteggiamento di bontà un po’ ingenua. Invece la misericordia,

nel solco del magistero di papa Francesco, è una categoria profondamente significativa, una categoria

che impone ripensamenti strutturali oltre che personali, una linea guida della riforma della chiesa e

della vita cristiana che molti si augurano.

 

Sussidi e testi

D. Piazzi, Persone nuove, risorte come Lazzaro

D. Piazzi, In Cristo Gesù un nuovo umanesimo

G. Cavagnoli, Sacramento della Penitenza. Schemi per l’esame di coscienza

 

Santa Sede

Congregazione per il Culto Divino, Decreto In Missa in cena Domini 



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Titolo: "Cammini di liberazione: l'etica teologica cattolica oltre il Vaticano II"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Lisa Sowle Cahill
Pagine:
Ean: 2484300019791
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Dopo il concilio Vaticano II, l’etica cattolica ha cominciato a considerare la morale individuale in maniera più olistica, a prestare più attenzione alla giustizia sociale, ad usare un obiettivo globale nel considerare i problemi sociali, a dare priorità all’“opzione preferenziale per i poveri” come criterio del significato di giustizia. Quattro modelli di etica possono essere correlati con questi cambiamenti: un’etica della moralità personale, un’etica del bene comune universale, l’etica della liberazione e, forse più importante di tutte, l’etica dell’empowerment, che rappresenta una rivalutazione effettiva del ruolo attivo – sia morale sia politico – dei medesimi popoli oppressi.

Parole chiave: etica, bene comune, empowerment



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Titolo: "Concilium 1-2016: Cammini di liberazione. Gioie e speranze per il futuro della teologia"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300019746
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Editors: Maria Clara Bingemer – Luis Carlos Susin

 

Abstract:

Come dice nel suo articolo contenuto in questo numero giubilare della rivista il grande teologo salvadoregno Jon Sobrino, «vi sono eventi passati che seppelliscono la storia e catene che la imprigionano. E vi sono eventi passati che liberano la storia dalle catene, come molle che spingono in avanti». Questa è la sensazione derivante dal convegno tenuto a Rio de Janeiro e dai testi che il lettore tiene ora in mano. Concilium, fondata cinquant’anni fa, continua a dare frutti. E, quel che conta di più, la rivista non si è fermata nel tempo, ma continua nella sua dinamica di costruirsi in base al ritmo e all’andamento delle sfide attuali e future della società e della chiesa.

 

Key words: Concilium, teologia, Vaticano II, rinnovamento



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