Libreria cattolica

Ebook - Ebook - Riviste



Titolo: "El hospital franciscano de los Naturales de Nueva Cáceres, Filipinas (pp. 537-583)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Cayetano Sánchez Fuertes
Pagine:
Ean: 2484300022494
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

The hospital of Nueva Cáceres in the province of Camarines Sur was but one medical institution founded and/or staffed by the Franciscans during Spanish colonial rule in the Philippines. The present article outlines the changing fortunes of the hospital which nearly constantly suffered from poor economic funding, irresponsible lay stewardship and adverse climatic conditions. Nevertheless, the appendix of nine mostly unpublished documents, issued between 1611 to 1895, conveys a somewhat more positive impression. These documents show that the friars, along with the local bishop, were courageous advocates of the sick who, struck by infectious diseases like leprosy, were hosted in this institution.



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Titolo: "Frère Hugues Dedieu, OFM (1936-2016). In memoriam (pp. 613-616)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Pierre Moracchini
Pagine:
Ean: 2484300022487
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

This article remembers Bro. Hugues Dedieu OFM, a dedicated contributor to our journal AFH for more than forty years (1969-2011). Brother Hugues was an outstanding archivist and researcher in French Franciscan history who brought to light many unknown facts and details and assisted many colleagues in their own enquiries. 



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Titolo: "Proles de caelo prodiit. The First vespers Hymn of the Office of Saint Francis of Assisi and its Subsequent History in Hungary (pp. 597-611)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Gábriel Szoliva
Pagine:
Ean: 2484300022500
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Il presente articolo prende in esame la tradizione musicale di una melodia (Mel 752) che accompagnava il canto dell’inno Proles de caelo prodiit attribuito a papa Gregorio IX ed inserito da fra’ Giuliano da Spira nei Primi Vespri dell’Ufficio ritmico di S. Francesco, composto tra il 1230 e il 1232. Tale melodia ebbe una particolare popolarità in Ungheria e venne cantata, come era consuetudine nella prassi e con varianti melodiche seriori, in diversi ambiti liturgici fino al suo impiego anche nella liturgia protestante. Mel 752, confinata in ambito francescano dopo la seconda metà del XVII secolo, è stata ripresa nel 1983 nel Liber Hymnarius di Solesmes.



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Titolo: "L'irremissibilità del peccato degli angeli secondo Alessandro di Hales (pp. 585-596)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Mateusz J. Wierzbicki
Pagine:
Ean: 2484300022517
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

The topic of the irremissibility of the angels’s sins, already treated by Origen, Augustine and Gregory the Great, was analyzed in depth by Alexander of Hales, especially in his quaestio De peccato primi angeli. By a series of arguments, the Doctor irrefragabilis discusses the difference between angelic and human nature, showing that the angel adheres to the evil he has chosen in an immutable and eternal way. Therefore, the definite choice of evil is entirely respected by divine justice and, consequently, the sin of the angel remains irremissible. Human beings, instead, despite their natural fragility and inclination towards evil, are always capable of conversion to the good. God’s mercy, therefore, can manifest its grandeur in pardoning each human sin.



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Titolo: "Rivista di Vita Spirituale"
Editore: OCD
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024887
Prezzo: € 8.00

Descrizione:

SOMMARIO

 

LAMPADA AI MIEI PASSI 

STUDIO E VITA 

Incanto del bello. Grazia, bellezza e spiritualità 

Antonio Montanari 

John Henry Newman. Linee di pensiero sulla fede 

Giovanni Palmitessa 

VITA MISTICA 

Parole dalla frontiera. Itinerario di lettura della simbologia mistica di Teresa d’Avila ed Etty Hillesum (prima parte) 

CeciliaClio Borgoni 

VITA CARMELITANA 

Chiesa mistica e cuore orante. Le Ore canoniche della Regola del Carmelo (prima parte) 

Marco Sgroi 

VITA DELLO SPIRITO 

Segno di contraddizione. Un testo di Karol Woitya da rileggere 

Aldino Cazzago 

CARMELO VIVO

L’orazione nella vita di Teresa 

Francisco Javier Sancho Fermín 

RECENSIONI 

Il tuono del silenzio

Michele Ciapetti

 

 

LAMPADA AI MIEI PASSI 

Sì, è vero ciò che dice san Paolo, “ha troppo amato”, troppo amato la sua pic­cola Elisabetta. Ma l’amore chiama l’amore e io non chiedo più nient’altro al buon Dio se non di ca­pire quella scienza della carità di cui parla san Paolo (cf Ef 3,18-19) e di cui il mio cuore vorrebbe scandagliare tutta la profondità. Sarà il Cielo, […] ma mi sembra che lo si possa già co­minciare sulla terra, poiché lo si pos­siede, Lui, e poiché attraverso ogni cosa si può rimanere nel suo amore. 

(Elisabetta della Trinità, Lettera 219)

 

Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo. 

(Ef 2,4-5)



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Titolo: "Rivista di Vita Spirituale"
Editore: OCD
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024894
Prezzo: € 8.00

Descrizione:

SOMMARIO

 

LAMPADA AI MIEI PASSI

STUDIO E VITA

La vita contemplativa secondo Gabriele di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi (prima parte)

Josip Muic

VITA MISTICA

Parole dalla frontiera. Itinerario di lettura della simbologia mistica di Teresa d’Avila ed Etty Hillesum (seconda parte)

Cecilia Clio Borgoni

L’apporto di Jan van Ruysbroeck sul vissuto mistico di Divo Barsotti

Ruggero Nuvoli

VITA CARMELITANA

Chiesa mistica e cuore orante.

La celebrazione delle Ore nella Regola del Carmelo (seconda parte)

Marco Sgroi

VITA DELLO SPIRITO

Il XXX anniversario della Dominum et vivificantem

Aldino Cazzago

San Giuseppe e l’ordine dell’unione ipostatica. Te, Joseph, celebrent

Tarcisio Stramare

CARMELO VIVO

Imparare a pregare, imparare ad amare

Francisco Javier Sancho Fermín

 

 

LAMPADA AI MIEI PASSI 

Il più giovane dei due figli disse al padre: «Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta». […] Il figlio maggiore disse a suo padre: «Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbe­dito a un tuo commando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici».

(Lc 15,12.29)

 

Il padre ama ogni figlio e dà ad ognuno la libertà di essere ciò che vuole, ma non può dar loro la libertà che non si sentiranno di assumere o che non comprenderanno ade­guatamente. Il padre sembra rendersi conto del bisogno dei propri figli di essere se stessi. Ma egli sa anche che hanno bisogno del suo amore e di una “casa”. Come si concluderà la storia, dipende da loro.

(Arthur Freeman)



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Titolo: "Rivista di Vita Spirituale"
Editore: OCD
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024900
Prezzo: € 8.00

Descrizione:

SOMMARIO

 

LAMPADA AI MIEI PASSI 

STUDIO E VITA 

La responsabilità della preghiera nell’ecclesiologia di Edith Stein 

Christof Betschart, ocd 

La vita contemplativa secondo Gabriele di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi (seconda parte) 

Josip Mui 

VITA MISTICA 

Parole dalla frontiera. Itinerario di lettura della simbologia mistica di Teresa d’Avila ed Etty Hillesum (terza parte) 

Cecilia Clio Borgoni 

SANTA ELISABETTA DELLA TRINITÀ (DOSSIER) 

CARMELO VIVO

Santa Elisabetta/Casa di Dio 

Bruno Moriconi, ocd 

INTRODUZIONE 

Elisabetta della Trinità e Anastasio A. Ballestrero 

Alla luce della Lettera per la canonizzazione di Elisabetta 

Michela Rotondo 

Una vita nel mistero del Carmelo Lettera del Rev. P. Preposito Generale dei Carmelitani scalzi 

Anastasio A. Ballestrero, ocd 

Lettera all’Ordine del Preposito Generale per la canonizzazione della beata Elisabetta della Trinità 

Saverio Cannistrà, ocd 

STUDIO E VITA 

Oltre l’inabitazione Il vocabolario di Elisabetta della Trinità 

Roberto Fornara, ocd 

VITA MISTICA 

Elisabetta della Trinità: «Alla luce dell’eternità» 

Aldino Cazzago, ocd 

VITA DELLO SPIRITO 

Essere “stabili” in Cristo: la preghiera trinitaria di suor Elisabetta della Trinità 

Juan Debono, ocd

 

 

LAMPADA AI MIEI PASSI 

«Concedi al tuo servo un cuore in ascolto, perché sappia rendere giusti­zia al tuo popolo e sappia di­stinguere il bene dal male; in­fatti chi può governare questo tuo mondo così numeroso?».

 (1Re 3,9)  

 

Come ha provocato il sogno di Salomone, così ora Dio ne sol­lecita la richiesta. L’iniziativa è sempre di Dio, ed è Lui infatti ad avere la prima ed ultima parola. La domanda di Dio vuole mettere il nuovo re di fronte alla sua responsabilità e costrin­gerlo a fare delle scelte. Tuttavia Salomone non può sentire il peso del grande compito di fronte al quale si trova. E non può non sentire di essere inesperto e impreparato: «io sono solo un ragazzo; non so come regolar­mi» (v. 7). Perciò chiede a Dio di aiutarlo, con la richiesta di «un cuore in ascolto». Vorrebbe essere un re capace di ascoltare chi è vittima di sopruso e chiede giustizia. Ma l’ascolto è anche, e soprattutto, verso Dio, perché il giovane re ha bisogno di essere illuminato dalla Parola di Dio per essere capace di assicurare diritto e giustizia.

(Giuseppe De Carlo)



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Titolo: "Studia Patavina 2016/1"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025051
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

R. Tommasi Libertà e riconoscimento. Una riflessione a partire dall’interrogativo sul rapporto tra libertà e violenza

 

Prolusione

P. Gilbert Misericordia, virtù dei deboli o dei forti? La vita del vangelo

 

Focus

La libertà religiosa tra filosofia, teologia e diritto: il caso italiano

V. Bortolin Introduzione

V. Bortolin Libertà di credere – Libertà di pensare: una prospettiva storico-filosofica

A. Toniolo La libertà della fede in « Dignitatis humanae »: alcuni nodi teologici

T. Vanzetto La libertà religiosa nel Codice di Diritto canonico

M. De Donà Il quadro storico-politico dei rapporti tra stato e chiesa. La « questione romana » dalla legge delle guarentigie (1871) alla firma dei patti lateranensi (1929)

D. Trabucco La libertà religiosa nella Costituzione italiana

 

Temi e discussioni

G. Sgubbi Autocomunicazione di Dio, necessità e libertà. Riflessione teologico-fondamentale a partire dalla « Dei Verbum »

E. Riparelli L’incarnazione dilatata. Claude Geffré e il cristianesimo mondiale

S. Novani Riflessioni logiche sull’onniscienza

A. Sartori Kant e la prospettiva di una pace perpetua

G. Quaranta L’etica ambientale nei manuali di teologia morale in Italia (1983-2013)

F. Tonizzi Rispetto, condivisione, continuità. Alcuni esempi di relazioni umane e pastorali del patriarca Giuseppe Sarto con il clero veneziano

 

Note

L. Bertazzo Ancora sul vescovo di Padova Luigi Pellizzo (1860-1936). Nota di lettura di un recente testo

 

Osservatorio

D. Girardi Dialogo, nonostante tutto; e per il futuro?

 

Recensioni e segnalazioni

 

Libri ricevuti

 



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Titolo: "Studia Patavina 2016/2"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025068
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

L. SANDONÀ Saperi aperti per aprire processi

 

Focus

Fratture e riconciliazione. Ricostruire legami spezzati

R. D’AMBROSIO Lotto, dunque sono: itinerari tra conflitto e riconciliazione

F. SCANZIANI « Ma il dono di grazia non è come la caduta » (Rom 5,15): dall’Adamo «frantumato» al Cristo ricapitolatore

G. BERTAGNA Il torto subìto e la misericordia

L. MAGARELLI Processi di riconciliazione ecclesiali e pastorali

A. STECCANELLA I legami spezzati nella vita familiare e la riconciliazione

R. PUPO La riconciliazione dei popoli, ricordando la Grande Guerra e la prospettiva europea

S. NOCETI La riconciliazione nell’ecumenismo

G. PELLIZZARO Il sacramento della penitenza e della riconciliazione

 

Temi e discussioni

O. AIME « Aggiungere sfumature al camaleonte ». Ambiguità e fascino del potere

L. VANTINI Passaggi del potere

A. RAVANELLO Teologia e neuroscienze: dialogo possibile? L’anima anima il confronto

P. LIA La commensalità nella tradizione monastica. Note di antropologia cristiana

A. PERSIC Spunti di storiografia aquileiese dalla « attendibilissima » Passio di Felice e Fortunato: monachesimo premartiriale e devozione giudeocristiana all’arcangelo Michele

 

Note

M. GRUSOVIN Heidegger e gli ebrei. I « Quaderni neri »

 

Osservatorio

D. GIRARDI Consapevolezza, apertura e formazione: le chiavi per un futuro di dialogo

 

Recensioni e segnalazioni

 

Libri ricevuti



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Titolo: "Studia Patavina 2016/3"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025075
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

G. DEL MISSIER Finalmente in scena Amoris laetitia

 

Focus

Ripensare la cura della casa comune. Laudato si’: il dibattito e le sfide

S. MORANDINI Interpretare Laudato si’: il movimento di un’enciclica

G. MOCELLIN Un’enciclica che interpella molti: il dibattito sulla Laudato si’

P. FOGLIZZO Ripensare l’economia: per la cura della casa comune

R. BATTOCCHIO Il Dio della Laudato si’

G. QUARANTA Con tutte le tue creature. L’etica eco-logica della Laudato si’

P. SARTOR Educazione e spiritualità. Il capitolo VI di Laudato si’

 

Temi e discussioni

M. OMETTO I divorziati che vivono una nuova unione: ripresa del percorso sinodale

A. STECCANELLA La pastoralità in Amoris Laetitia: radici conciliari e sviluppo pratico

L. BERZANO Spiritualità post-secolari

G. TRENTIN Wilhelm Klein, teologo di Maria e della creazione. Alle radici della spiritualità cristiana

R.R. GUERRERO Mosè Maimonide alla luce delle categorie di inclusione ed esclusione. Una vicenda esemplare nella cultura del secolo XII

 

Osservatorio

D. GIRARDI La pericolante demografia del Nord Est

 

Notiziario

P. ZAMPIERI Vita della Facoltà

 

Recensioni e segnalazioni

 

Libri ricevuti



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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300022869
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

EDITORIALE

 

La via sacra dell’ospitalità

Non si trova la verità,

se non praticando l’ospitalità1

 

L’ospitalità è una tradizione con radici antiche, una pratica che ha attraversato la storia e le culture, una realtà che ha plasmato la vita quotidiana di popoli e individui, rendendo possibile lo sviluppo della civiltà. Da sempre un legame unisce l’ospitalità alla dimensione religiosa: «L’ospite è sacro», gode della protezione divina e lo si deve accogliere, ponendosi al suo servizio con rispetto e cordialità.

Nella cultura odierna la situazione è profondamente mutata. L’ospitalità non è più un incontro con Dio, come per Abramo a Mamre (cf. Gen 18): in molti casi è intesa semplicemente come un «intrattenere parenti e amici». Il concetto di ospitalità è stato “ristretto” e si assiste ormai alla sua deformazione. Come osserva Maria Poggi Johnson2, oggi si parla di «industria dell’ospitalità», mentre nella pubblicistica si dispensano consigli sul come “ricevere”, ma al solo scopo di far colpo sull’ospite, se non addirittura di metterlo in soggezione. Nulla di più estraneo alla visione “tradizionale” dell’ospitalità.

Ma il volto del mondo è in continuo cambiamento e con l’arrivo di masse di profughi che bussano alle porte dell’Europa, in fuga dalla guerra, alla ricerca di un futuro migliore, si rende necessario un ulteriore ripensamento del concetto di ospitalità. La crisi umanitaria di cui siamo testimoni, spesso impotenti, pone come improrogabile l’esigenza di elaborare concetti “nuovi” che permettano di comprendere le condizioni di un’umanità alle prese con le sfide della globalizzazione e al contempo di attivare processi per la costruzione di tale umanità.

Avviata sui sentieri della nuova evangelizzazione, la comunità ecclesiale è chiamata a dare il proprio contributo, elaborando “nuove” forme di azione pastorale, nella consapevolezza che il movimento delle persone produce non solo disagi, ma propone nuove sfide insieme a nuove opportunità. In particolare, il fenomeno interessa le chiese locali, che devono confrontarsi con una presenza crescente di persone giunte da altre aree geografiche e culturali; persone che chiedono ospitalità non solo alle istituzioni civili, ma anche alle comunità cristiane.

Si tratta di fenomeni complessi, di cui devono occuparsi le normative nazionali e internazionali, ma sono anche realtà che possono inaugurare una stagione nuova e rappresentare un terreno fertile per le nostre società, soprattutto per le comunità ecclesiali, non nel senso di un vago spiritualismo o di un ingenuo buonismo, ma nella certezza che anche in questo tempo lo straniero porta con sé una benedizione. Occorre mettersi alla scuola di Abramo che accolse Dio stesso nella persona di tre sconosciuti, giunti alla sua tenda «nell’ora più calda della giornata», vale a dire nel momento meno indicato per fare o ricevere visite. L’anziano patriarca, che non li aveva chiamati né invitati, semplicemente alzò gli occhi, li vide e chiese loro «la grazia di non passare oltre» (Gen 18,1-3).

Il fascicolo pone al centro della riflessione l’ospitalità, argomento oggi più che mai dibattuto, ma anche una categoria ampia da affrontare attraverso un approfondimento interdisciplinare, poiché interessa più campi e dimensioni, senza tuttavia appartenere compiutamente a nessuno di essi.

Il primo contributo è di Francesco Spagna, La sfida dell’accoglienza. L’ospitalità da una prospettiva storica e antropologica. Muovendo dalle intuizioni di Emmanuel Lévinas e Jacques Derrida, lo studio contestualizza il fenomeno dell’ospitalità in prospettiva interreligiosa, a partire dall’antichità. Sono messe in evidenza le trasformazioni dell’ospitalità nel mondo moderno, per arrivare alla realtà contemporanea e ai problemi causati dall’attuale crisi umanitaria.

Umberto Curi, Accoglienza e ospitalità. L’altro che è in noi ricorda come nella cultura antica lo straniero si identificasse immediatamente con l’ospite. Di particolare interesse la xenia, l’insieme delle norme che il mondo greco aveva elaborato per regolare il rapporto con lo xenos, lo straniero in cerca di ospitalità. Il tema dell’accoglienza trovò espressione anche nei miti e nelle riflessioni degli antichi filosofi, ponendo in luce il carattere “ospitale” dell’Occidente, almeno per un millennio.

La riflessione sul dato scritturistico è proposta da Germano Scaglioni, «Ama lo straniero» (Dt 10,18). L’ospitalità nella Bibbia. Lo studio coglie l’originalità del modo in cui la rivelazione biblica comprende e vive l’ospitalità, pratica che caratterizzò non solo l’esperienza storica di Israele, ma anche il ministero di Gesù e la vita delle prime comunità cristiane.

Lorenzo Biagi studia il rapporto Etica e ospitalità, due termini il cui senso è da ripensare. L’autore mostra come l’etica porti in se stessa la radice dell’ospitalità, ma allo stesso tempo come solo attraverso l’accoglienza dell’altro, nel rispetto della sua identità, si possa realizzare un progetto e una pratica di convivialità. Identità e differenza non sono nemiche dell’ospitalità, a condizione che nessuna sia rivendicata unilateralmente, ignorando l’altra.

L’ospitalità possiede anche un “profilo” politico e giuridico. Su questi aspetti si sofferma il contributo di Vincenzo Rosito, L’ospitalità come categoria politica. Esiste un diritto all’ospitalità? Anche per questo aspetto entrano in gioco diversi modi di considerare l’ospite e di rapportarsi con lui, ma la sfida – secondo l’autore – consiste nel rendere possibile una «comunità di pratiche ospitali», in cui ciascuno possa dare il proprio contributo.

L’ospitalità non è una realtà statica, ma una facoltà umana da perfezionare. Si tratta di un dinamismo, un itinerario da percorrere, in vista della maturità; un potenziale da coltivare, poiché non raggiunge il proprio compimento se non attraverso un impegno paziente. È ciò che Anna Bissi sostiene nel suo studio sulle Dinamiche psicologiche dell’ospitalità.

Oltre a essere una pratica virtuosa, l’ospitalità è anche una spiritualità, in cui Dio non si comprende come controfigura della giustizia umana, ma secondo l’immagine evangelica di colui che fa piovere sui giusti e gli ingiusti. Nel suo articolo, La spiritualità dell’ospitalità, Marco Dal Corso propone un «credere ospitale» che si impegna nella costruzione di un mondo non più dominato dalla logica del risentimento o dal rifiuto della differenza.

L’ultimo contributo è di Fabio Scarsato, L’ospitalità nella vita religiosa e nella tradizione francescana. La pratica dell’ospitalità non è mai stata un’esclusiva dei soli religiosi, ma è nella vita consacrata che essa ha trovato l’humus ideale per svilupparsi, assumendo varie forme nel corso del tempo. Dopo un excursus sul monachesimo dei primi secoli, lo studio si concentra sulla tradizione che prese avvio da san Francesco e da santa Chiara, per metterne in luce gli aspetti più innovativi ed originali.

Nella Documentazione, a cura di Placido Sgroi, sono presentate le riflessioni di due note autrici – Luce Irigaray e Maria Poggi Johnson –, diverse per orientamento e formazione culturale, ma concordi nel sottolineare un aspetto importante: l’ospitalità richiede la pluralità, non la fusione.

Infine, sempre Placido Sgroi, nell’Invito alla lettura, propone una rassegna bibliografica, ampia e articolata, per consentire al lettore l’avvio di un percorso personale di approfondimento sul tema complesso e stimolante della monografia.

Con questo non pensiamo certo di aver esaurito tutti gli aspetti della questione. Abbiamo voluto solo riflettere su una prassi per molti desueta, comunque problematica, certamente interessante oggi dal momento che realizza l’incontro tra le differenze senza limitare le identità. Buona lettura.



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Titolo: "L'autographe retrouvé de Bernardin de Sienne"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Sophie Delmas, Francesco Siri
Pagine:
Ean: 2484300022463
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

L’Itinerarium anni è una raccolta di sermoni, note e schemi, composti da Bernardino da Siena per predicare nell’Italia centrale e settentrionale; un manoscritto di piccola taglia che il santo portava con sé probabilmente dal 1417 fino al 1444. Conservato presso il convento dell’Osservanza di Siena, di esso non si ebbero più tracce dal 1759, anno della morte del suo ultimo proprietario che lo ebbe in dono dai frati minori osservanti di Siena. Nel presente articolo si pubblica il rinvenimento di tale manoscritto in una collezione privata e se ne fornisce una prima descrizione dettagliata. L’analisi paleografica e codicologica, arricchita dalla consultazione del materiale documentario atto a ricostruire la storia del manoscritto, dimostra che questo è l’autografo di Bernardino. Grazie ad esso è possibile intraprendere nuove ricerche sul metodo di lavoro del santo e sul rapporto che aveva con i suoi libri, sulla modalità di redazione delle opere pastorali, ma anche su testi rimasti finora inediti.



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Titolo: "La libertà di religione: un diritto umano conteso"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Heiner Bielefeldt
Pagine:
Ean: 2484300020360
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Sintesi:

La libertà di religione è un diritto umano oggetto di contese. Violazioni di questo diritto avvengono da parte di organi statali o di attori non statali e si manifestano in varie forme che, da procedimenti penali formali, passando attraverso vessazioni amministrative, giungono ad azioni spontanee o orchestrate di mobbing. Le costellazioni di colpevole e vittima variano da paese a paese, sebbene i drammi più gravi accadano attualmente in Medio Oriente. La libertà di religione è però contesa non soltanto nella prassi, ma anche in linea di principio. Di fronte a tali minacce, il presente articolo rimanda alla funzione irrinunciabile della libertà di religione nel contesto complessivo dei diritti umani.

 

Parole chiave: libertà di religione, diritti umani



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Titolo: "La libertà di religione come sfida per religione e società"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Hans-Georg Ziebert
Pagine:
Ean: 2484300020377
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Sintesi:

Il diritto alla libertà di religione rende possibile agli individui religiosi la libera pratica della loro religione e tutela allo stesso tempo gli altri di fronte a possibili conseguenze negative della religione. Questo diritto formula i princìpi per trattare la pluralità religiosa e rappresenta uno strumento centrale per il mantenimento della pace sociale e politica. La migliore garanzia per la libertà di religione è offerta dallo stato laico.

 

Parole chiave: libertà di religione, diritti umani, laicità



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Titolo: "L'importanza permanente della libertà di religione"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Erik Borgman
Pagine:
Ean: 2484300020384
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Sintesi:

La libertà religiosa è importante perché è la verità e la giustizia a cui
dobbiamo prestare obbedienza, non l’immagine della verità e della
giustizia che i nostri stati sostengono o la nostra cultura o il nostro interesse
personale mettono al primo posto. Tuttavia la democrazia liberale tende a
pensare queste cose come garanzia per la libertà e tende a chiedere a
ognuno di sottomettersi ai suoi valori. Ed è così infatti che presenta se
stessa come una nuova religione istituita. Il presente contributo sostiene,
con la Dichiarazione universale dei diritti umani, che dovremmo considerare
il diritto alla libertà religiosa come inalienabile, sebbene la convinzione
religiosa ci possa aborrire per ragioni molto plausibili.

 

Parole chiave: libertà di religione, diritti umani, laicità

 



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 483"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300020339
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

PER COMUNICARE MEGLIO

31. I preti scrivono... ma sanno comunicare?/17 (Roberto Laurita)

DOSSIER

 

LE NOSTRE GRANDI PAROLE

66 Miracolo

1. Miracolo: tra fraintendimenti possibili e necessità

di conversione (Valeria Boldini)

2. «Proprio in questo sta il meraviglioso…» (Gv 9,30):

Racconti di miracoli nel Nuovo Testamento (Marida Nicolaci)

3. Una comprensione teologica e pastorale dei miracoli

(Giuseppe Tanzella-Nitti)

4. Miracolo: breve antologia di testi

(Benedettine del Monastero «Mater Ecclesiae»)

 

SUSSIDIO

Cinque minuti con te. Un Avvento con i ragazzi

(Roberto Laurita)

 

PREPARARE LA MESSA

Tempo di Avvento e tempo di Natale

1ª domenica di Avvento (Stefano Zeni, Roberto Laurita)

2ª domenica di Avvento (Stefano Zeni, Roberto Laurita)

Immacolata Concezione (Stefano Zeni, Roberto Laurita)

3ª domenica di Avvento (Stefano Zeni, Roberto Laurita)

4ª domenica di Avvento (Stefano Zeni, Roberto Laurita)

Natale del Signore (Stefano Zeni, Roberto Laurita)

Maria Madre di Dio (Stefano Zeni, Roberto Laurita)

Epifania del Signore (Stefano Zeni, Roberto Laurita)

 

_____________________________________________________

La Rubrica per comunicare meglio

 

31.

I preti scrivono…

ma sanno comunicare?/17

Davanti ai conflitti

(nella vita interparrocchiale)

di ROBERTO LAURITA

 

Nelle puntate precedenti abbiamo evocato quei contrasti che

nascono all’interno di una comunità cristiana, ma anche nei suoi

rapporti con la società civile, o con privati cittadini. I motivi sono

i più diversi. Il testo che abbiamo presentato era la risposta

del parroco a qualcuno che aveva contestato gli orari con cui

venivano suonate le campane perché disturbavano il sonno.

In questo intervento vorremmo invece gettare uno sguardo

su quei conflitti che nascono all’interno di un vicariato e riguardano

i rapporti esistenti tra parrocchie ed associazioni. Nel caso

che presentiamo, un evento, organizzato dalla pastorale giovanile

vicariale, è stato di fatto boicottato da un’associazione che

pur partecipava al coordinamento.

Se osiamo cimentarci con un testo un po’ delicato è perché

ci è stato espressamente richiesto da uno dei responsabili che,
tra l’altro, ci scrive: «Le vorrei chiedere la cortesia, quando avrà

tempo, di “smantellarmi” la mail qui sotto. Vorrei me la potesse

“commentare” in modo da poter imparare qualcosa di utile

“sulla mia pelle”».

È lo stesso ad offrirci un quadro dell’accaduto: «Sono uno

dei responsabili della pastorale giovanile vicariale e assieme ad

un bellissimo gruppo di laici (Azione Cattolica, Scouts d’Europa,

Agesci, Comunione e Liberazione, Circolo Noi e Salesiani)

creiamo alcune iniziative per la città di ……… ed il vicariato.

In particolare un evento alla nona edizione, che tutti sanno che

c’è, l’unico previsto in un anno per tutti i diversi gruppi, fissato

da anni in calendario, sempre la stessa settimana di febbraio, in

calendario da settembre, segnato, presentato, organizzato… è

stato fondamentalmente boicottato da una delle associazioni (il

tema era “Gesù”) cioè hanno fatto controvoglia l’attività preparatoria

prevista (un piccolo questionario) e non si sono presentati…

tanto era un sabato libero dalla normale attività e pazienza

se non facciamo formazione… e se l’evento “istituzionale”

è disponibile. Un po’ delusi, in me e negli altri collaboratori è

emerso il desiderio di manifestare un po’ di disagio per tale immotivata

assenza. D’accordo col responsabile diocesano dell’associazione

e con quello della Pastorale giovanile diocesana, presente

all’incontro, abbiamo scritto questa mail. Io l’ho impostata,

qualcuno l’ha “incattivita” un po’, poi l’abbiamo mitigata… e

infine l’abbiamo firmata.

Ha creato parecchio sconquasso. A me piace l’idea di un gruppo

di laici diversi che chieda ad altri laici impegnati… “perché

non ne avete approfittato? ci dispiace non foste presenti…”».

Ed ecco il documento, cioè la lettera rivolta ai responsabili

dell’Associazione.

[...]



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Titolo: "Concilium 4-2016: La libertà religiosa"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Thierry-Marie Courau, Mile Babic, João Vila-Chã
Pagine:
Ean: 2484300020346
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Sintesi:

L’insieme dei contributi di questo numero di Concilium sulla libertà religiosa sono
attraversati dall’esame della libertà secondo un punto di vista negativo o positivo,
nonché dall’articolazione delle polarità della fede e della religione, dell’individuo
e della comunità, della libertà e della responsabilità. Inizialmente gli autori
ricorrono all’esperienza del mondo europeo di tradizione cristiana, sia dell’Oriente
sia dell’Occidente, poi passano a considerare ciò che accade nei mondi
musulmani, in Asia, in America latina, al fine di fondare una validità universale
e inalienabile dei diritti umani in materia religiosa.

 

Parole chiave: libertà di religione, diritti umani

 

____________________________________________________________

 

Editoriale

Nell’Evo moderno, la civiltà occidentale ha proclamato l’inviolabilità

della dignità di ogni essere umano. Questa dignità

è protetta nel modo migliore dal nostro rispetto delle libertà e

dei diritti umani. La libertà è l’essenza stessa dell’essere umano,

mentre la libertà fondamentale è la libertà di coscienza che

include la libertà di religione e la libertà di credo e di visione

del mondo (Weltanschauung). Non può esserci imposta la coscienza,

né potrebbe esserci imposto un credo. Nei paesi democratici

occidentali per lo più si rispetta la libertà di coscienza e

di religione; tuttavia è possibile notare una certa parzialità nella

comprensione delle libertà dei singoli esseri umani. Gli stati

e le società borghesi proteggono la libertà; tuttavia non la fondano:

piuttosto la presuppongono. La libertà è intesa in termini

negativi, più che altro come separazione di un individuo dagli

altri, e perfino come negazione degli altri. Quindi è una libertà

negativa, intendendo con ciò la libertà da costrizione esterna,

ma non dalla costrizione interna. Dobbiamo ammettere che

questo è soltanto un aspetto della libertà. Se la libertà si limita

alla negazione di tutto ciò che ci circonda, se non è capace di

diventare positiva, ovvero libertà per qualcosa e per qualcuno,

per alcuni valori e per altre persone, allora una tale libertà impoverisce

gli esseri umani, poiché è incapace di comunicazione

e collaborazione con gli altri.

 

I/ La libertà positiva

Hannah Arendt sostiene che Giovanni Duns Scoto è il più

grande pensatore della libertà nella filosofia occidentale e che

solo Kant può essere considerato pari a Scoto nella sua lealtà

incondizionata alla libertà. Scoto scrive che si danno due inclinazioni

in ogni libera volontà: inclinazione verso il proprio

vantaggio (affectio commodi) e inclinazione verso la giustizia

(affectio iustitiae). Per Scoto, entrambe queste inclinazioni sono

libere. L’inclinazione verso la giustizia frena e modera l’inclinazione

verso il proprio vantaggio personale. Questa inclinazione

verso la giustizia ci rende capaci di amare ciò che merita di

essere amato. Questa è la libertà che è inerente alla volontà. In

latino leggiamo: Innata, quae est ingenita libertas, secundum quam

potest velle aliquod bonum non ordinatum ad se. Quindi l’inclinazione

verso la giustizia è un’inclinazione innata, l’inclinazione

sulla base della quale la nostra volontà può desiderare un bene

che non è ordinato a noi stessi, cioè in cui la nostra volontà si

mostra capace di elevarsi al di sopra del nostro naturale egoismo

ed egocentrismo.

Per Scoto, le nozioni fondamentali sono la nozione di ordo

(ordine), cioè ordine essenziale (ordo essentialis), e quella di

ordinatum (ordinato, organizzato). Di conseguenza vi sono due

ordini: l’ordine ad se e l’ordine ad alterum (l’ordine dell’amore).

Nel primo, Dio, le persone e tutti gli esseri, nonché l’intera

realtà, esistono per servire l’io umano. In questo ordine, Dio è

ridotto a servitore dell’uomo. Nel pensiero filosofico europeo

a partire da Aristotele, ogni essere si sforza di preservare se

stesso, di migliorare e di realizzare se stesso. Dieter Henrich

ha dimostrato che, nella filosofia dell’Età moderna, l’istinto

predominante è quello della sopravvivenza di sé (Selbsterhaltungstrieb).

Entrambi questi estremi – l’egoismo totale e l’altruismo

totale – erano presenti nell’Età antica e nel Medioevo

– e sono presenti ancora oggi. Entrambi sono violenti. Ogni

altruismo estremo (o misticismo) che sminuisce o annulla la

natura umana o l’io individuale, non rappresenta nient’altro

che violenza contro l’uomo. Parimenti, ogni manifestazione di

egoismo estremo che riduce tutto all’io di un individuo, non

rappresenta nient’altro che violenza contro gli altri e contro noi

stessi.

Scoto offre una soluzione ingegnosa, distinguendo e collegando

entrambe queste inclinazioni nella volontà. Entrambe

sono importanti, ma l’inclinazione verso la giustizia è più sublime

dell’inclinazione verso il vantaggio: Nobilior est affectio

iustitiae, quam commodi […], cum “amare aliquid in se” sit actus

liberior et magis communicativus quam “desiderare illud sibi”. L’inclinazione

verso la giustizia è più sublime dell’inclinazione

verso il vantaggio, poiché amare qualcosa in sé, un qualche

bene in sé, è un atto più libero e più comunicativo che non

desiderare un vantaggio per noi stessi. Questo atto è più libero

e più comunicativo perché si eleva al di sopra del nostro

egoismo (la nostra schiavitù verso l’io) e perché ci collega agli

altri. La speranza (la virtù della speranza) migliora la nostra

inclinazione verso noi stessi, mentre l’amore migliora la nostra

inclinazione verso la giustizia, cioè verso un bene più alto e più

sublime, ovvero la nostra inclinazione verso l’altro come Altro.

Scoto evidenzia semplicemente che la libertà positiva è più

sublime di quella negativa, ma egli non la annulla. Da questa

presa di posizione deriva il fatto che la libertà sublime dà origine

a una sublime connessione con gli altri e con l’Altro assoluto, 

la connessione che chiamiamo amore.

[...]



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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300022067
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

EDITORIALE


Shir Hasshirím è il titolo ebraico di quel libro

che in italiano chiamiamo, traducendo alla

lettera, Cantico dei Cantici. Potremmo tradurre

anche Il canto più bello o Il canto sublime,

perché grammaticalmente l’espressione Shir

Hasshirím è un superlativo. Risuona ancora pieno di

significato il commento di Rabbi Aqiba (vissuto tra

il I e il II secolo d.C.): «Il mondo intero non vale il

giorno in cui il Cantico dei Cantici è stato donato a

Israele; tutti gli scritti infatti sono santi, ma il Cantico

dei Cantici (Shir Hasshirím) è il santo dei santi (Qodésh

Haqqodashím)».

L’articolo introduttivo di Benedetta Rossi presenterà

non solo le qualità letterarie e poetiche del libro,

ma anche la storia dell’interpretazione; com’è possibile

– ci si chiede – che un libro che è in buona sostanza

un canto d’amore tra l’amato e l’amata sia entrato

tanto nel canone ebraico quanto in quello cristiano,

cioè sia considerato un libro sacro? In che senso

è parola di Dio? Anche Mario Cucca, presentando le

prime parole del Cantico, ritornerà sulla questione,

mettendo bene a fuoco come sia rischiosa la separazione

tra sacro e profano; il Cantico afferma infatti

che il carattere sacro è intrinseco all’amore umano.

Entrando più approfonditamente nelle dinamiche

del “racconto” (la forma letteraria è quella della poesia,

ma una poesia che racconta l’amore), Ombretta

Pettigiani ci mostra come la ricerca dell’amato/a sia

uno dei temi fondamentali che si snoda lungo tutto

il Cantico; l’amore vi è infatti descritto come desiderio

e attesa, anelito paziente e appassionato, unione

che sempre rimanda ad una nuova e più profonda ricerca.

Guido Benzi conduce la nostra attenzione alle

parole di lui, l’amato, che descrive con espressioni di

rara poesia l’amata del suo cuore; utilizzando le tecniche

dei componimenti poetici dell’antico Oriente,

il Cantico non ha paura di indugiare nella descrizione

del corpo dell’amata, certamente la più bella agli

occhi del suo amore. Anche Luca Mazzinghi si sofferma

sul corpo femminile così come viene descritto

nel Cantico; ci mostra come il poeta si serva quasi

ad ogni verso di simboli tratti dal mondo della creazione,

ma anche della geografia della terra promessa.

Tiziano Lorenzin, leggendo per noi l’epilogo del

Cantico dei Cantici, ritorna a riflettere sull’interpretazione

del testo, che rivela significati diversi a seconda

della cornice entro cui lo si interpreta. L’immagine

di copertina, come spiegato nella rubrica di arte

(Marcello Panzanini), è un bell’esempio di rilettura

del Cantico; per ulteriori approfondimenti si possono

vedere la rubrica “Per leggere e rileggere” (Valeria

Poletti) e l’intero inserto centrale (Marcello Panzanini

e Valeria Poletti).

A questo punto il nostro lettore potrebbe chiedersi:

che c’entra un fascicolo sul Cantico dei Cantici,

in quest’annata dedicata ai personaggi dell’Antico

Testamento? La risposta viene dai due articoli di Sebastiano

Pinto e Annalisa Guida. Il legame di coppia

nel Cantico è descritto a ben vedere con tratti inediti,

se pensiamo al testo fondamentale di Gen 2–3: protagonista

dell’amore, infatti, è la donna! È lei che prende

l’iniziativa: intraprendente nella parola, nel movimento,

finanche audace nella sfera erotica. La donna

del Cantico, la Sulammita «bruna ma bella»: è lei

il centro di questo nostro ultimo fascicolo dedicato ai

personaggi dell’Antico Testamento, tra tutti probabilmente

il più affascinante e sorprendente.

Spesso il mondo cristiano ha faticato a parlare

degli affetti, concedendo la precedenza all’intelligenza

e alla volontà; oggigiorno, al contrario, il rischio è

che si enfatizzi così tanto la sfera affettiva da lasciarla

priva di un progetto di vita. La sfida, come mostra

Valentino Bulgarelli, è quella di “evangelizzare gli affetti”,

cioè di integrare ogni dimensione della persona

nel cammino di fede (catechistico in particolare).

Non si tratta forse della stessa sfida che il Cantico dei

Cantici ha portato avanti nei secoli? Lasciar parlare

Dio attraverso l’esperienza dell’amore.

Ci congediamo così dai nostri lettori, osando condurli

fuori da quel che forse ci si aspetta da una rivista

di apostolato biblico; ma rimanendo ben dentro

a quello che è il canone delle Scritture, cioè quei libri

– quei personaggi – che le comunità di Israele e

poi le Chiese hanno riconosciuto come parola di Dio.

Carlo Broccardo



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Titolo: "Il vangelo della dignità dell'uomo. Dignitatis humanae, una provocazione continua"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Roman A. Siebenrock
Pagine:
Ean: 2484300020353
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Sintesi:

Dopo la collocazione storica e una interpretazione della dichiarazione nell’insieme del concilio, come esempio di una “teologia attenta ai segni dei tempi”, il significato permanente di Dignitatis humanae viene visto nel fatto che la chiesa può realizzare il vangelo solo ponendosi al servizio della dignità e della libertà degli esseri umani.

 

Parole chiave: Dignitatis humanae, dignità, diritti

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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300022852
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

EDITORIALE

 

La fede, tra ragione ed emozione

 

«Con il cuore infatti si crede»

(Rm 10,10)

 

Per molti, credenti e non credenti, la fede è anzitutto un insieme di conoscenze, una realtà in rapporto con la sola sfera intellettiva, un «edificio» che poggia esclusivamente sul ragionamento attorno alla trascendenza. Il mondo delle emozioni, invece, è percepito come un elemento accessorio, spesso anche come una potenziale minaccia alla solidità della fede, un fattore di disturbo che può introdurre incertezza e “volatilità” nel rapporto con Dio, improntato al rispetto rigoroso di una dottrina assoluta, cioè svincolata da tutto ciò che è mutevole e cangiante, come il vissuto emotivo.

Se, però, poniamo attenzione alla dimensione esperienziale della fede, diversi sono gli aspetti su cui concentrare la riflessione. In particolare, non si può fare a meno di notare che il vissuto emotivo gioca un ruolo significativo nella vita del credente, perché la fede non è riconducibile solo a rielaborazioni mentali, ma si nutre di ricordi, eventi, parole incisive, relazioni dinamiche. Gli studiosi sottolineano, infatti, che il credere non appartiene solo all’ordine degli eventi puramente intellettivi (intellectus fidei), ma coinvolge anche i sensi spirituali, seguendo una logica affettiva e dinamica che trova il suo primo e naturale sviluppo nell’intimo della coscienza (affectus fidei).

Anche nella sacra Scrittura e nelle azioni liturgiche, l’atto di fede – al suo nascere, come nel suo perdurare nel tempo e nelle prove – è strettamente associato all’esperienza sensoriale: il sentire, l’ascoltare, il toccare hanno un impatto diretto sul vissuto emotivo dell’uomo chiamato a prestare l’omaggio della propria fede al mistero che si rivela. Ci si chiede: il vissuto interiore, mediante i sentimenti e le emozioni che lo connotano, conferendo colore e calore alla fede nelle sue espressioni, come può contribuire a una crescita ordinata e armoniosa della coscienza credente? Ancora: è possibile un dialogo fecondo tra la fede, resa attenta e sensibile dalla qualità dell’affectus, e la sfera della real-tà materiale che “colpisce” il soggetto, provocandolo a una reazione, secondo lo stile proprio del credente?

Il fascicolo intende rispondere a questi e ad altri interrogativi che nascono dalla riflessione sul vissuto emotivo dell’esperienza di fede, proponendo ai lettori un itinerario interdisciplinare, con l’auspicio che esso rappresenti anche un percorso di approfondimento di una «questione tanto intrigante quanto intricata» (L. Girardi). Il fascicolo accoglie i contributi di diversi studiosi, proposti in occasione del corso Credere con passione. Esperienza di fede e vissuto emotivo. Il corso, realizzato a cura dell’Istituto Teologico «S. Antonio Dottore» di Padova, si è svolto presso la Casa di Spiritualità dei Santuari Antoniani di Camposampiero (Padova), dal 26 al 28 giugno 2015. Agli organizzatori, la sentita gratitudine della nostra rivista.

Il fascicolo si apre con il contributo di Dario Ventura, Incontrare il sacro tra meraviglia, eros e bellezza. A partire dall’evento cristologico e muovendosi attraverso la filosofia, la letteratura e la storia delle religioni, l’autore riflette su una convinzione che da sempre accompagna l’esperienza di ogni credente: la possibilità di riconoscere nella forma sensibile del mondo le tracce della presenza di Dio e dello Spirito creatore.

Il secondo articolo, Credere con passione. Esperienza di fede e vissuto emotivo, studia il rapporto tra emozione, sentimento ed esperienza religiosa, insieme al ruolo che l’emozione svolge nella formazione di una coscienza di fede. Antonio Bertazzo ricorda che il credere non riguarda soltanto la sfera razionale né si riduce alla sola morale, ma già nel suo nascere coinvolge la dinamica affettiva, le emozioni, i sentimenti.

Nella sua riflessione, Emozione, tra antropologia e teologia, Giorgio Bonaccorso considera tre dimensioni dell’esperienza religiosa: il sacro, il mito, il rito. Si tratta di fattori fondamentali che l’autore coglie nel loro rapporto con la dinamica emotiva del soggetto, superando una concezione «problematica», retaggio della tradizione occidentale (e non solo), secondo cui l’emozione mal si concilia con la dimensione noetica ed etica. La Sacra Scrittura e la tradizione liturgica concordano, invece, nell’apprezzamento del legame tra fede ed emozioni.

La «febbre ardente» del sentire religioso. L’attualità di William James propone la rilettura di una delle opere più significative del noto filosofo e psicologo statunitense: Le varie forme dell’esperienza religiosa. Per Valerio Bortolin, benché datata (fu data alle stampe nel 1902) e segnata da prospettive spesso unilaterali, l’opera di W. James (1842-1910) ha il merito di indicare al nostro tempo – e alla chiesa di oggi – l’esigenza di una religione fondata sull’autenticità, insieme alla convinta valorizzazione del carattere personale di una fede chiamata ormai a esprimersi «nella febbre ardente dell’individuale sentire religioso e non in scialbe abitudini».

Nel suo contributo: L’esperienza biblica. L’emozione di credere, Roberta Ronchiato pone in rilievo il ruolo fondamentale che le Scritture riconoscono al rapporto tra emozioni e fede, sia alla sua origine come nel suo perdurare. Attraverso lo studio di alcuni passi dell’Antico e del Nuovo Testamento, si coglie la peculiare sensibilità degli autori sacri che – diversamente dall’uomo contemporaneo – non conoscono la dicotomia «affetti-ragione», ma fanno del cuore tanto il «luogo» delle emozioni che la sede del raziocinio.

Di taglio cristologico è lo studio di Gilberto Depeder: «Un corpo mi hai preparato» (Eb 10,5). Affetto e obbedienza filiali in Gesù di Nazaret. La ricerca si focalizza sull’esperienza religiosa di Gesù, un aspetto che la recente indagine teologica ha rivalutato, anche alla luce di un approccio fenomenologico in cristologia. L’offerta e il sacrificio di Gesù per gli uomini («questo è il mio corpo... per voi») non si comprendono se non a partire dal suo radicarsi nell’amore del Padre, in una relazione totalizzante, nella quale egli era pienamente coinvolto, in termini di affetto e obbedienza filiali.

«Il credere è qualcosa che “ci” tocca, è affectus in senso letterale». È quanto sostiene Andrea Toniolo nel suo articolo Credere con passione. Emozioni e ragioni della fede. Nell’esperienza del credente, il nesso tra il mondo delle emozioni e la sfera della ragione è intrinseco alla dinamica della fede: pathos e logos si devono distinguere, ma non si possono separare, pena una fede priva di corpo, astratta e senza alcuna incidenza sulla realtà. Solo una fede «sentita» genera vita e significato.

Luogo privilegiato in cui si esprime e alimenta la fede è la liturgia. Anche in questo ambito, però, il vissuto emotivo non ha sempre ricevuto la dovuta considerazione; anzi, non di rado, il mondo delle emozioni è stato emarginato, riducendo la partecipazione all’azione liturgica a un mero adempimento precettistico e formale. Luigi Girardi in Liturgia e partecipazione emotiva sottolinea come il coinvolgimento partecipativo dei fedeli sia strettamente legato al recupero di un corretto rapporto con la dimensione emotiva. Solo così la liturgia può tornare a essere «la prima e indispensabile fonte dalla quale i fedeli possono attingere il genuino spirito cristiano» (SC 14).

L’ultimo contributo si intitola Con «la vera carne della nostra umanità e fragilità» (2Lf 4). L’itinerario dei sensi spirituali nella prospettiva francescana. Marzia Ceschia si concentra sul vissuto emotivo di Francesco d’Assisi e di due sue discepole: Chiara d’Assisi e Angela da Foligno. Nella reciprocità tra cognitio e affectus, la via francescana si presenta come autentica sapientia cordis, in cui l’umanità di Cristo diviene modello e paradigma per il credente, plasmandone il «sentire», fino a fargli esclamare: «Per me vivere è Cristo» (Fil 1,21).

Nella Documentazione, a cura di Antonio Bertazzo, sono presentati alcuni testi tratti da Pensieri e parole di Charles de Foucauld, da cui emerge la fede, vissuta con passione, nel pieno coinvolgimento di pensiero, affetti e azione, di un uomo totalmente immedesimato nel Cristo vivente, principio unico e personale della sua esperienza di credente.

Sempre a cura di Antonio Bertazzo, completa il fascicolo l’Invito alla lettura, una guida preziosa nella vasta bibliografia sui temi trattati.

[...]

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Titolo: "Servizio della Parola - n. 481/482"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300020285
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

RUBRICA

Per comunicare meglio

30. I preti scrivono... ma sanno comunicare?/16 (Roberto Laurita)

 

DOSSIER

Le nostre grandi parole

65 Persona

1. Persona: tra significato comune

e visioni antropologiche (Valeria Boldini)

2. Il volto di Dio nei salmi (Roberto Vignolo)

3. Persona in antropologia teologica (Giovanni Ancona)

4. Persona: indicazioni per la predicazione (Chino Biscontin)

5. Persona: breve antologia di testi

(Benedettine del Monastero «Mater Ecclesiae»)

 

SUSSIDIO

Va’ e vivi la misericordia! Adorazione eucaristica a conclusione

del Giubileo della misericordia (Luigi Guglielmoni e Fausto Negri)

 

PREPARARE LA MESSA

Dalla 29ª domenica del Tempo ordinario

alla solennità di Cristo Re dell’universo

29ª Domenica ordinaria (Gianluigi Corti, Alessandro Castegnaro, Samuele Riva)

30ª Domenica ordinaria (Gianluigi Corti, suor Miriam, Samuele Riva)

31ª Domenica ordinaria (Gianluigi Corti, Luciano Manicardi, Samuele Riva)

Tutti i Santi (Gianluigi Corti, Samuele Riva)

Commemorazione dei fedeli defunti (Roberto Laurita)

32ª Domenica ordinaria (Gianluigi Corti, Giovanni Ancona, Vittorio Brunello)

33ª Domenica ordinaria (Gianluigi Corti, Maurizio Aliotta, Pierino Boselli)

Gesù Cristo, Re dell’universo (Gianluigi Corti, Maurizio Gronchi, Pierino Boselli)



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300020292
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Studi

E. Aceti, Educare e formare oggi 

In tutte le epoche si sono susseguite crisi che hanno segnato passaggi dolorosi, spesso sfociati in nuove

prospettive, rese possibili dall’educare. Partiamo dai segnali di sfida che il contesto ci presenta. Poi individueremo

i pre-giudizi e le idee erronee che abbiamo in testa. Chiuderemo con uno sguardo attento

ai cinque cardini educativi che motivano la voglia di andare avanti nei nostri figli.

 

A. Grillo, Il movimento liturgico: la liturgia pedagogia della Chiesa 

Il movimento liturgico ha permesso la riscoperta di una ‘dimensione pedagogica’ dei riti, che ha bisogno

di essere ricompresa bene, senza ‘autoritarismo liturgico’, né ‘indifferenza per l’esteriore’. Il

compito primario è quello di una ricalibratura del rapporto tra riforma e iniziazione, perché la comune

umanità possa dare testimonianza della sporgenza della grazia nella Parola e nel sacramento.

 

M. Gallo, Formazione liturgica: l’attualità di R. Guardini 

Protagonista di una vicenda intellettuale e pastorale ricchissima, Guardini insegna un approccio al rito

ancora oggi decisamente originale. La liturgia vi emerge non come un evento a cui cercare una spiegazione

e un senso, piuttosto come possibile fonte di significato, in quanto azione che dà forma all’esistenza

credente, perché è letta a sua volta come ciò che prende forma dalla rivelazione.

 

G. Biancardi, La liturgia fonte e contenuto della catechesi 

Oggi, superato il passato, la catechetica non ha dubbi nel considerare la liturgia come fonte e contenuto

irrinunciabili per la catechesi, poiché è la lex orandi che fonda la lex credendi. Così la catechesi può calibrare

l’attenzione alla dimensione antropologica, essere più efficace nella traditio, arricchire i linguaggi

e trovare varie occasioni di primo annuncio. Tutto nel rispetto di una corretta metodologia come, per

esempio, l’esigenza di superare il verbalismo catechistico, a favore del linguaggio e dell’esperienza

rituale.

 

Temi pastorali

A. Meneghetti, Linguaggi rituali ed educazione del credente 

Nella complessità moderna i linguaggi rituali che hanno cresciuto generazioni e generazioni, producono

processi incompleti. Eppure la liturgia crede di poter essere ancora terreno di trasformazioni per i

credenti secondo la forma-immagine di Cristo incontrato nella celebrazione. L’articolo riafferma questa

possibilità dentro a un programma rituale in un susseguirsi dinamico di gradi e di passaggi che favoriscono

la partecipazione.

M. Roselli, La formazione liturgica nella catechesi dei ragazzi 

L’autore mostra i vantaggi provenienti dalla valorizzazione della ‘condizione liturgica’ dei percorsi

iniziatici. Indica poi alcune attenzioni utili per educare i ragazzi a una corretta sensibilità liturgica, in riferimento

alla partecipazione piena all’eucaristia. Si tratta non di un almanacco di risposte, ma di criteri

per la progettazione della catechesi affidati alla comunità.

 

Schede per la formazione

A. Lameri, La formazione biblica dell’assemblea liturgica 

L’autore offre due schede utili per la formazione dei lettori. Nella prima sintetizza il valore teologico

della proclamazione liturgica della Scrittura, nella seconda fornisce, in un breve schema, i criteri di

composizione del Lezionario festivo e feriale.


F. Gomiero, «Un canto nella notte mi ritorna nel cuore» (Sal 76[77],7) 

C’è una forza formativa del canto anche se, assillati da mille altre emergenze pastorali, non si è avuto

ancora il tempo di sperimentare a largo raggio i benefici che può procurare a livello umano, ancor prima

che a livello liturgico ed ecclesiale, un’adeguata formazione musicale offerta a tutti, non soltanto a

qualche coretto. Non bisogna, però, darsi per vinti.

 

Anno santo

G. Midili, Itinerari di perdono nella devozione popolare 

L’esortazione apostolica Evangelii gaudium ha segnato la riscoperta della pietà popolare come occasione

per l’annuncio del vangelo ai semplici. Nell’anno giubilare è sembrato opportuno rileggere alcune

pratiche che il santo popolo fedele di Dio ha elaborato e assunto per esprimere la propria richiesta di

perdono e sperimentare la misericordia del Padre.

 

Sussidi e testi

L. Favretto, Il nuovo Adamo. Educare con l’arte: due itinerari 

A. Parisi, Cantare l’uomo nuovo 


Cronaca

L. d’Ayala Valva, Il concilio pan-ortodosso, pentecoste di comunione 



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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300020308
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

Editoriale

 

Esdra e Neemia non sono i primi due personaggi

dell’Antico Testamento che ci vengono

in mente, quando pensiamo a qualche pagina

della Bibbia che conosciamo a memoria…

Ma non vogliamo dimenticare quello che abbiamo

letto l’anno scorso, approfondendo la Dei Verbum:

tutta la sacra Scrittura è ispirata da Dio, in ogni

sua pagina; tutta la Bibbia è dunque parola di Dio,

non solo le pagine più limpide e facili da comprendere.

Raccogliamo dunque la sfida e avviciniamoci a

questi due personaggi semi-sconosciuti, per vedere

quale parola Dio ci può rivolgere attraverso di loro.

Anzitutto dovremo fare un po’ di chiarezza dal

punto di vista storico, perché è sicura la collocazione

di massima (siamo dopo il grande esilio del 597/587-

538 a.C., durante il dominio dei Persiani), ma non

lo sono i dettagli. Ci aiuterà in questo il primo articolo,

di Tiziano Lorenzin. In quell’articolo e ancora

di più in quelli che seguiranno si vedrà come Esdra e

Neemia (dai quali prendono il nome due libri della

Bibbia, appunto Esdra e Neemia) abbiano avuto fondamentalmente

la vocazione di “ricostruttori”: hanno

dovuto riedificare tanto le rovine di Gerusalemme

quanto il morale del popolo di Israele, entrambi a terra

dopo la sconfitta del 597/587 e gli anni di esilio.

Esdra era un sacerdote inviato dal re persiano a

Gerusalemme con il compito di riorganizzare il culto

del tempio secondo i criteri contenuti nella legge

di Dio, la Toráh (Simone Paganini). Il cap. 8 del libro

di Neemia racconta di quando tutto il popolo, sotto

la guida di Esdra, si è posto di fronte alla legge di

Dio; l’episodio è come l’apice e il simbolo di tutto il

percorso di ricostruzione: il popolo liberato riconosce

la propria identità solo di fronte alla parola del suo

Dio (Guido Benzi). Si tratta dunque non solo di riedificare

i muri caduti, ma anche di ripensare la propria

fede; da questo punto di vista l’incontro con la

religione persiana ha portato – e non è poca cosa! – a

sottolineare molto l’unicità e la trascendenza di Dio

(Sebastiano Pinto).

Neemia, da parte sua, era un personaggio influente

alla corte del re di Persia; preoccupato perché la ri-

costruzionein patria non continuava come sperato,

si fa mandare ufficialmente a sovrintendere i lavori; è

un laico in missione (Lucio Sembrano). Dimostra tutta

la sua abilità di stratega e di politico quando riesce

contemporaneamente a ricostruire le mura della città

e a difendersi dalle offese e dagli attacchi dei “nemici”

che non vedevano bene la rinascita del popolo

di Dio (Carlo Broccardo).

Certo, ci sono passaggi nella vita e nel messaggio

di Esdra e Neemia che lasciano perplessi noi lettori

moderni. Si insiste tanto, per esempio, nella difesa

della propria identità, fino a costringere coloro

che avevano sposato donne non ebree a rimandarle

a casa; oggi non condivideremmo la loro scelta, ma

dobbiamo collocarla nel contesto storico in cui è stata

fatta: un popolo che usciva distrutto dall’esilio babilonese.

Possiamo anche “imparare” da quello che

hanno fatto: è sempre necessario attualizzare la parola

di Dio, che non è una formula magica che risolve

ogni problema, ma un messaggio da capire e rendere

vivo oggi (Donatella Scaiola e Valentino Bulgarelli).

Forse l’immagine delle mura è proprio quella che

rende meglio, in sintesi, i due personaggi di Esdra e

Neemia e i due libri che ne portano il nome: le mura

proteggono e difendono, rafforzando l’identità; le

mura dividono, separando chi sta dentro da chi sta

fuori. Esdra e Neemia sono uomini dei confini, con

tutto ciò che questo comporta (Annalisa Guida).

Non è stato facile per i nostri autori trovare riferimenti

ad Esdra e Neemia nelle arti. Qualcosa c’è, come

testimoniato dalla copertina e dalla relativa spiegazione

di Marcello Panzanini. Si può recuperare l’interesse

per la Scrittura, colto nel commento di Beda

il Venerabile (Marcello Panzanini nell’inserto staccabile),

così come l’amore per Gerusalemme (nella rubrica

di Valeria Poletti).

Alla fine, lo vedrà il nostro lettore, anche questi

due personaggi così al confine delle nostre perlustrazioni

bibliche hanno qualcosa – o forse molto

– da dire!

 

Carlo Broccardo



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 479"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300020087
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

Per comunicare meglio

29. I preti scrivono... ma sanno comunicare?/15 (Roberto Laurita)

 

DOSSIER

Le nostre grandi parole

64 Legge

1. Legge: significato del termine nell’uso comune

e nel linguaggio religioso (Valeria Boldini)

2. «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge

o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare

pieno compimento» (Mt 5,17) (Rosanna Virgili)

3. Legge e coscienza (Maurizio Chiodi)

4. Legge: indicazioni per la predicazione (Chino Biscontin)

5. Legge: breve antologia di testi

(Benedettine del Monastero «Mater Ecclesiae»)

 

SUSSIDIO

Ritiro spirituale del Consiglio pastorale

all’inizio del nuovo anno pastorale (Battista Borsato)

 

PREPARARE LA MESS

Dalla 22ª domenica alla 28ª domenica del Tempo ordinario

22ª domenica ordinaria (Gianluigi Corti, Cristina Simonelli, Massimo Orizio)

23ª domenica ordinaria (Gianluigi Corti,

Gilberto Gillini e Mariateresa Zattoni, Massimo Orizio)

24ª domenica ordinaria (Gianluigi Corti, Vinicio Albanesi, Massimo Orizio)

25ª domenica ordinaria (Gianluigi Corti, Giuseppe Anzani, Daniele Piazzi)

26ª domenica ordinaria (Gianluigi Corti, Giulio Albanese, Daniele Piazzi)

27ª domenica ordinaria (Gianluigi Corti, Paola Bignardi, Daniele Piazzi)

28ª domenica ordinaria (Gianluigi Corti, Mario Torcivia, Daniele Piazzi



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 480"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300020070
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

Introduzione, di Vittorino Gatti

1. Avere cura di cammini di fede in parrocchiadi Alberto Carrara

 

Sulle soglie della fede

2. Esplicitare e dilatare interrogativi e curiosità

accogliere dubbi e perplessità, di Dario Vivian

3. Occasioni che si creano in pastorale per aprire alla fede:

far emergere i racconti del proprio vissuto di fede, di Roberto Laurita

4. Parrocchia e missione: un ossimoro?, di Enzo Biemmi

 

Introdurre al vissuto della fede

5. Accostare alla lettura dei vangeli, avendo come finalità

l’accendersi di un incontro personale con Gesù

che possa maturare in una relazione che continua, di Ludwig Monti

6. Introdurre alla preghiera e alla celebrazione liturgica,

di Loris Della Pietra

7. Vivere la comunità con relazioni

di amicizia e di collaborazione, di Battista Borsato


Verso la maturazione della fede

8. La differenza cristiana, di Roberto Repole

9. Illimpidire e rafforzare la coscienza morale cristiana,

di Aristide Fumagalli

10. Prevedere difficoltà e resistenze,

assistere nelle tentazioni e cadute, sostenere la fedeltà,

di + Lucio Soravito

11. Vivere di fede in questo mondo, di Massimo Epis

 

Racconti

12. Narrazioni di scoperta o riscoperta

della gioia del Vangelo,

narrazioni di vissuti di fede autentici,

narrazioni di smarrimenti della fede, di Giancarlo Paris 



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