Articoli religiosi

Ebook - Ebook - Riviste



Titolo: "Rassegna di Teologia n. 4/2016"
Editore: Collegium Professorum Sectionis Sancti Aloisii
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024009
Prezzo: € 13.00

Descrizione:

FOCUS

Carlo Greco SJ, Caratteristiche, valore teologico

e recezione di Amoris laetitia

Precisato il carattere sinodale dell’Esortazione Apostolica

post-sinodale Amoris laetitia e la sua qualifica teologica quale

atto del magistero autentico, l’Autore presenta una rassegna

delle posizioni di critica o di accoglienza del documento.

Discernimento - Magistero autentico - Recezione – Sinodalità

 

STUDI

Cristiano Massimo Parisi, L’Assistenza spirituale

nel pensiero di Dietrich Bonhoeffer.

Un contributo per l’oggi della Chiesa

Analisi del testo Seelsorge di Bonhoeffer dedicato all’assistenza

spirituale, i cui punti chiave sono l’autorità della Parola, il riconoscimento

del proprio peccato e la partecipazione alle sofferenze

di Dio.

Assistenza spirituale - Formatore - Peccato – Sofferenza

 

Roberto Repole, Il sinodo diocesano.

Una prospettiva teologica

Alla luce della storia della Chiesa, si indaga il senso teologico del

sinodo diocesano e la sua importanza in ordine a una valorizzazione

della sinodalità nella Chiesa.

Chiesa locale - Corresponsabilità - Sinodo diocesano - Storia della Chiesa

 

Lorenzo Marcello Gilardi SJ, La Misericordia divina

negli Esercizi spirituali di sant’Ignazio.

Una interpretazione globale

Attraverso la categoria teologica della Misericordia divina, nel percorso

degli Esercizi spirituali si approda all’essenza della relazione

spirituale, che si esplicita nell’automanifestazione di Dio e nella risposta

dell’esercitante, in comunione con chi accompagna.

Dialogo spirituale - Esercizi spirituali - Misericordia - Spiritualità ignaziana

Domenico Marafioti SJ, Paolo, apostolo come i Dodici

Paolo, pur non essendo uno dei Dodici, è considerato apostolo. A

partire dall’evento sulla via di Damasco, l’articolo mostra la sua

progressiva presa di coscienza circa la missione ricevuta e la manifestazione

del carisma di apostolo

Apostolo - Ecclesiologia - Evangelizzazione - Paolo

 

NOTE & DISCUSSIONI

Maciej Raczyski-Roek, Speranza per tutti. Due

approcci: Hans Urs von Balthasar e Wacaw Hryniewicz

L’articolo presenta le differenze più significative tra l’interpretazione

offerta da Hans Urs von Balthasar della teoria della

speranza di salvezza per tutti e quella del teologo polacco

Wacaw Hryniewicz.

Hans Urs von Balthasar - Inferno - Speranza - Vita eterna - Wacaw

Hryniewicz

 

Recensioni

Libri ricevuti

Indice generale dell’annata 2016

Indice analitico dell’annata 2016



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Titolo: "Lateranum n. 2/2017"
Editore: Lateran University Press
Autore:
Pagine:
Ean: 9788846511959
Prezzo: € 20.00

Descrizione:

Relazioni

Romano Penna, Il Gesù storico e la riformulazione del messianismo 

John P. Meier, Disputed Questions about the Synoptic Parables: Reflections on Volume Five of A Marginal Jew 

Giuseppe Pulcinelli, L’autenticità gesuana delle parabole evangeliche e la loro rilevanza per la cristologia: da A. Jülicher (1886-89) a J.P. Meier (2016) 

Daniel Marguerat, Judaïté et singularité de Jésus de Nazareth 

Giorgio Jossa, Due svolte decisive della vita di Gesù. Dalla minaccia del giudizio all’annuncio del regno; dall’annuncio del regno al rinnovo dell’alleanza 

Antonio Pitta, I frammenti cristologici prepaolini. Bilanci e prospettive di ricerca 

Giuseppe Lorizio, Logos, Word, Parable. A Metaphisical Instance for Theology 

Nicola Ciola, La rilevanza del nesso storia-fede per la cristologia sistematica. Alcuni punti fermi 

John P. Meier, The Distinction between Christology and the Quest for the Historical Jesus 

Giuseppe Pulcinelli, Primo orientamento bibliografico per lo studio del Gesù storico 

 

 

Editoriale
     Il presente fascicolo raccoglie i contributi che biblisti e teologi speculativi hanno presentato in occasione delle Giornate di studio sul tema Gesù Cristo il Signore. Stato della ricerca e prospettive teologiche che si sono tenute nella Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense (PUL) nei giorni 19-20 Ottobre 2016, alle quali sono intervenuti oltre a docenti “lateranensi” altri studiosi ben noti a livello internazionale, il Prof John Meier dell’Università di Notre Dame (Indiana) negli Stati Uniti, il Prof. Daniel Marguerat dell’Università di Losanna, il Prof. Giorgio Jossa dell’Università Federico II di Napoli.
     Gli obiettivi delle due giornate di studio e il metodo di lavoro sono stati i seguenti.
     - Per quanto riguarda gli obiettivi, il tema Gesù Cristo il Signore. Stato della ricerca e prospettive teologiche è ben specificato dal sottotitolo.
     Si parte dallo stato della ricerca sul Gesù storico, ma non per iniziare sempre da capo; esiste una letteratura a dir poco scoraggiante, anche per i più eruditi. Nelle nostre Giornate si sono trattati alcuni argomenti che la ricerca storica ha consegnato, ma per farne emergere la rilevanza per la fede. In altre parole ci si è prefissi di studiare il rapporto tra gesuologia e cristologia, nella convinzione che la ricerca storica include un dato essenziale, e cioè: è la fede di chi è stato testimone, che ci consegna il Gesù appartenuto alla storia. Vi è dunque un primo obiettivo imprescindibile, indagare circa il nesso tra quella storia e la fede suscitata dal Nazareno. L’indagine sul rapporto tra fase gesuana e fase cristologica è considerato in alcuni aspetti peculiari della figura di Gesù di Nazaret; così anche ad un rapido sguardo al modo in cui i contributi delle due Giornate sono stati congegnati, balza subito all’occhio quali sono i temi che sono stati qui trattati: il messianismo del tutto particolare di Gesù, la giudaicità “sui generis” della sua Persona e della sua Causa, la peculiarità del suo metodo parabolico, il destino assolutamente paradossale nel contesto del suo popolo e anche la confessione di fede in lui che non è solo il frutto di un’interpreazione cristiana posteriore, ma già interiore al personaggio e alla sua vicenda terrena.
     - Riguardo al metodo di lavoro che ha guidato la nostra ricerca, vanno fatte un paio di osservazioni.
     Anzitutto ci si è mossi nell’orizzonte di una sincera affidabilità della ricerca effettuata con il metodo storico-critico. Non basta riconoscerne la necessità, senza poi servirsene volta per volta o diffidarne interiormente. Una fonte di equivoco è spesso data dal fatto che non si danno per acquisiti taluni punti fermi della ricerca storica, come per esempio il fatto dell’interpretazione del ministero di Gesù secondo l’orizzonte escatologico. Cioè non si esplicita in tutte le sue conseguenze che qui si tratta di un’eschaton “realizzantesi” che sfocia nel mistero della sua persona, e perciò un’escatologia che racchiude la cristologia e l’ecclesiologia. Tutto questo, si intende, secondo uno sviluppo che eviti sterili contrapposizioni.
     Un esegeta italiano scomparso prematuramente Mons. Vittorio Fusco, vescovo di Nardò-Gallipoli, in un’importante conferenza tenuta all’Istituto Biblico di Roma dal titolo Passato e futuro nella ricerca del Gesù storico per i 90 anni di quella istituzione1 richiamava l’attenzione sul bisogno di una serenità e fiducia dello studioso credente nell’affrontare le problematiche inerenti alla ricerca storica su Gesù, precisamente come fu per i pionieri di questa ricerca come Padre Marie-Joseph Lagrange o il Card. Agostino Bea, o Oscar Culmann il quale era convinto che nei vangeli non si deve distinguere tra ciò che è “autentico” e ciò che è “secondario”, perché tutto è “secondario” e tutto è, nello stesso tempo, “autentico”. Non è autentico un ‘nucleo’ più o meno esteso, infatti la comunità quando ha modificato, ha operato ciò, sempre per trasmettere il messaggio di Gesù.
     Si è voluto, in questa nostra ricerca, seguire questo stile nella convinzione – come ha sostenuto il compianto Vittorio Fusco – che «critica storica e interpretazione teologica non si pongono dunque in alternativa. Una prospettiva di fede, decisamente cristologica, ha orientato la ricerca di tanti studiosi, ma ciò non significa che la fede si sia sostituita alla ricerca storica; la fede ha stimolato, ha alimentato la razionalità storica, senza minimamente svuotarla delle esigenze metodologiche che le sono proprie»2.
     La seconda osservazione, sempre riguardo al metodo di lavoro delle due giornate, i cui contributi ora vengono pubblicati, è lo sforzo messo in campo tra colleghi già nei colloqui precedenti, circa la necessità di un’interazione tra biblisti e teologi speculativi. Come risulta dalla concatenazione dei diversi contributi, sono presenti due relazioni che si prefiggono proprio questo: indagare circa la ricaduta della cerca sul Gesù storico per la teologia fondamentale e per la cristologia. Queste specifiche discipline, devono solo stare ad osservare i risultati della ricerca che avviene altrove o esercitano una funzione di stimolo propulsore per una saggia ermeneutica nel corso della ricerca medesima?
     Su questo e altri temi ci si è soffermati ad indagare e discutere nelle due giornate di studio, compreso la Conferenza pubblica la sera del 19 ottobre 2016 nell’Aula Magna della PUL che il Prof. Meier ha pronunciato per la diocesi e la città di Roma e che ora viene pubblicata a chiusura del presente fascicolo.
     L’auspicio è che la pubblicazione di tutte le ricerche qui presentate possano rafforzare i lettori affinché la fatica della ricerca storica e del concetto aiutino a crescere in un rapporto più vivo e interiore con Gesù Cristo il Signore.
     Nicola Ciola



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 494"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023347
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

Sommario

Per comunicare meglio

40. I casi difficili/9. Parlare di se stessi all’inizio del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

Le nostre grandi parole

75 Preghiera

1. Preghiera: come intendere l’atto del pregare (Valeria Boldini)

2. I diversi registri di preghiera nei salmi (Flavio Dalla Vecchia)

3. Il senso del pregare (Mario Torcivia)

4. Preghiera: indicazioni per la predicazione (Chino Biscontin)

5. Preghiera: breve antologia di testi

(Benedettine del Monastero «Mater Ecclesiae»)

SUSSIDIO

Veglia di preghiera parrocchiale per la Giornata

della Vita Consacrata (Roberto Laurita)

PREPARARE LA MESSA

Dall’Epifania del Signore alla 6ª domenica del Tempo ordinario

Epifania del Signore (Pier Luigi Ferrari, Samuele Riva)

Battesimo di Gesù (Pier Luigi Ferrari, Samuele Riva)

2ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Luigi Alici, Giuseppe Midili)

3ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Paola Bignardi, Vittorio Brunello)

4ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Maurizio Aliotta, Morena Baldacci)

5ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Angelo Brusco, Morena Baldacci)

6ª domenica ordinaria (Fabrizio Tosolini, Vinicio Albanesi, Vittorio Brunello)



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023330
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Editoriale

M. Gallo

Il segreto del tempo

che non abbiamo

Studi

G. Mazza

Tempi della vita e tempo rituale

O.-M. Sarr

Il tempo celebrato:

tappe della vita e ritualità

F. Feliziani Kannheiser

Tempo, ritmo e rito nel bambino

S. Borello

Il rito:

la percezione della durata

M. Augé

L’anno liturgico è ancora attuale?

Formazione

G. Midili

I tempi del rito

F. Feliziani Kannheiser – M. Roselli

L’alfabeto della preghiera: Il tempo

Sussidi e testi

A. Parisi

Nascita, amore, dolore e morte

Concerto spirituale

Chiese della riforma

P. Ricca

Tempo e salvezza in Lutero

Chiese ortodosse

R. D’Este

Le icone delle «Dodici feste»

Documenti

M. Gallo

Il Motu proprio

Magnum principium

Cronaca

 

EDITORIALE di Marco Gallo

Il segreto del tempo

che non abbiamo

Editoriale

Si è compiuta la profezia del Manifesto

futurista (Marinetti 1909):

«Abbiamo già creata l’eterna velocità

onnipresente»? Vitale è la sfida pastorale

che si manifesta, secondo Giuseppe

Mazza, già autore di significativi

studi (2008, 2010) sulle conseguenze

antropologiche dell’esperienza di tempo

in cui siamo immersi. Egli registra

le conseguenze di tale fenomeno in

alcune mutazioni: distrazione facile,

frequente smarrimento degli obiettivi,

dissoluzione delle gerarchie. Che cosa

provoca nell’identità la frequentazione

ormai quotidiana di spazi distanti

e lo smarrimento delle soglie temporali?

I momenti rituali sono percepiti

frequentemente come ‘tempi morti’,

rivelati dal sintomo più infallibile dei

visi inespressivi. La liturgia come tempo

umanizzante e liberato dall’egemonia

dell’io, luogo di respiro, è il contributo

che la pratica cristiana è chiamata

a rinnovare.

Monaco dell’abbazia di Keur Moussa

(Senegal) e liturgista, Olivier-Marie

Sarr contribuisce alla riflessione svolgendone

un versante più costruttivo.

Pur in affanno, il post-moderno popola

comunque la sua esperienza del tempo

con feste frequenti. Esse ricalcano le

cadenze della società cristiana (festivo

- feriale, anno liturgico, soglie biografiche

sacramentalizzate), ma si lascia

leggere anche come manifestazione di

priorità relazionali, esperienza onorevole,

bisogno di ispirazione. La liturgia

ne emerge come linguaggio che dà

tempo alle feste, vocabolario per umanizzare

la pastorale liturgica.

La grammatica che permette questa

necessaria riflessione è la medesima

che le scienze pedagogiche ritrovano

nella genesi dell’identità infantile e poi

adulta. La vita, addirittura preparto,

percepisce già l’immersione in un universo

sonoro pulsante, in cui la mamma

coinvolge il bambino in una danza

e un canto, con il loro ritmo. Franca Feliziani

Kahnheiser offre una ricchissima

ricostruzione del processo in cui l’infante

è condotto nei ritmi, nel legame

sintonico con la madre. Emerge quasi

un lamento: voglio un tempo lento, lento,

da parte dell’infanzia odierna, sottoposta

ai ritmi degli adulti. Un tempo in cantato,

fatto di cura ma anche di noia,

popolato da rituali che si ripetono custodendo

il valore della fedeltà e della

presenza. La liturgia ecclesiale prende

quindi avvio tra le mura domestiche.

Questa grammatica primordiale come

reagisce nei nativi digitali? Il linguaggio

rituale, nella forma generalmente

praticata nelle comunità, riesce ad

adeguarsi alle necessità di esperienza

intensa, breve, emotivamente coinvolgente,

capace di un alternarsi di presa

di parola? Simona Borello mostra

brillantemente come gli interrogativi

sottostanti a questo espresso siano in

realtà assai numerosi e diramati.

Ai liturgisti Matias Augé e Giuseppe

Midili è affidata la pars construens

del percorso. Il popolo credente trova

nell’anno liturgico la dimensione nella

quale condividere l’oggi della fede,

itinerario scandito in tappe. Avere a disposizione

un tale apparato non pone

al riparo da difficoltà (i cicli sono più

contadini che cittadini, la domenica

non è il weekend, il tempo festivo - feriale

non è sovrapponibile al tempo di

lavoro - tempo libero): più che a ripensarne

la logica, la proposta di Augé

è di riguadagnarne il senso ancora non

del tutto espresso in pienezza dalla

pratica parrocchiale. Per questo la

conclusione della riflessione si allarga

al progetto di formazione liturgica, in

cui si offrono spunti che riposano sulla

consapevolezza che per cogliere la

natura del tempo liturgico, alle liturgie

preparate occorre dare tempo: cura,

pazienza, obiettivi a lungo termine,

lavoro comune, verifica del ritmo.

Le schede per la pastorale liturgica

completano nella stessa logica l’esercizio

per una pratica pensosa sul tempo

e sulla liturgia oggi.



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Titolo: "Miscellanea Francescana n. III-IV/2017"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024184
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

INDICE

 

EDITORIALE

 

Francesco Antonio NOLÉ, Testimonianza su Orlando Todisco

 

Francesco COSTA, OFMConv, Profilo bio-bibliografico di Orlando Todisco

 

Dario ANTISERI, Un mondo secolarizzato basta a se stesso?

 

Oreste BAZZICHI, Dalla festa della libertà creativa all’economia del dono

 

Elisa CUTTINI, “Virtus” e “appetitus animae”. Note sul concetto di povertà in Bonaventura da Bagnoregio

 

Andrea DI MAIO, Conoscenza, riconoscimento, riconoscenza. Una triplice chiave per intendere la “speculatio” bonaventuriana

 

Andrea GENTILE, La verità nella libertà. La natura dell’uomo, la ragione e la libertà creativa

 

Giovanni LAURIOLA, OFM, L’influsso di Orlando Todisco nella formazione scotista

 

Maurizio MALAGUTI, M. Blondel: l’ordine della ragione e la trasparenza dell’intelletto. Verso la metafisica della persona

 

Pietro MARANESI, OFMCap, A Leone il tuo Francesco. La storia di una fraterna amicizia attestata da un biglietto

 

Eduardo MARAZZI, OFMConv, Il pensiero francescano nel palcoscenico postmoderno. Riflessioni e prospettive

 

José Antonio MERINO, OFM, Dios como atracción y rechazo

 

Stéphane OPPES, OFM, Parola e conoscenza in Bonaventura. Una lettura di “Commentarius in I Sententiarum”, dist. XXVII, p. II, art. un., q. 3

 

Stefania PARISI, Nudus et pauper. Il significato della scelta france- scana di povertà nell’interpretazione di Bonaventura da Bagnoregio

 

Luca PARISOLI, Strumenti concettuali della scuola francescana contro “La favola delle api” di Mandeville. Una proposta per il superamento del paradigma economico e politico contemporaneo

 

 

 

DIRETTIVE PER I COLLABORATORI



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Titolo: "Studia Patavina 2017/2"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025099
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

V. BORTOLIN, La questione dell’universalità dei diritti dell’uomo in prospettiva interculturale e interreligiosa

 

Prolusione

G. RAVASI, Vangelo, cultura ed Evangelii gaudium

 

Focus

Universalità dei diritti dell’uomo in prospettiva interculturale e interreligiosa

F. VIOLA, La controversa universalità dei diritti umani

V. BORTOLIN, Universalità dei diritti o universalità del dovere? Jacques Maritain e Simone Weil a confronto tra fondamento e consenso

E. RIPARELLI, Religioni in dialogo sui diritti umani

E. PACE, La questione dei diritti umani e l’islam

G. PASQUALOTTO, Diritti umani e valori in Asia

G. MANZATO, Diritti umani: alcune criticità dell’età ultramoderna

A. DA RE, I diritti e l’ipoteca individualistica

M. CESTARO, Dalla persona ai diritti: l’educazione e il dialogo interculturale come “strumento” di riconoscimento umano

G. MAZZOCATO, Diritto e morale

 

Temi e discussioni

G. DIANIN, Accompagnare, integrare, discernere. Riflessioni sul capitolo VIII di Amoris laetitia

M. SCOZIA, Il ruolo del cristianesimo nella formazione dell’identità europea. Alcune analisi alla luce dell’antropologia dogmatica di Pierre Legendre

R. TADIELLO, Gen 28,10-22: il sogno di Betel e la sua funzione strategica di ri-orientamento

 

Osservatorio

D. GIRARDI, Il sistema produttivo del Nord Est nel tempo di Industria 4.0. Prospettive e interrogativi aperti

 

Notiziario

G. ZAMBON, In memoria di Valerio Bortolin

 

Recensioni e segnalazioni

Libri ricevuti



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Titolo: "Studia Patavina 2017/3"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025105
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

R. BATTOCCHIO, A 500 anni dalla Riforma protestante. Ripensare l’evento, viverlo ecumenicamente

 

Focus: A 500 anni dalla Riforma protestante. Ripensare l’evento, viverlo ecumenicamente

E. PARMENTIER, Giubileo della misericordia – giubileo della Riforma, una prossimità feconda? Per un giubileo della riscoperta del Vangelo

J. PUGLISI, La misericordia di Dio e la verità dell’uomo: Agostino e Lutero

S. MORANDINI, Francesco: dar corpo all’urgenza ecumenica

A. BONDOLFI, Etica ed ecumenismo: alcune riflessioni, ricordando i 500 anni dalla Riforma protestante

J. LAUSTER, La nozione di riforma e il presente come tempo di riforma

 

Temi e discussioni

D. FIOCCO, La collegialità episcopale in Albino Luciani. Storia di una ricerca teologica attraverso scritti editi e inediti

L. VOLTOLIN, Il corpo della fede: per un’esperienza spirituale nei linguaggi multimediali

A.V. FABRIZIANI, Ferdinand Gonseth e i neotomisti. Un dibattito filosofico tra strategie inclusive e strategie del fondamento

 

Osservatorio

D. GIRARDI, Il terzo settore nel Nord Est: un potenziale resiliente

 

Notiziario

P. ZAMPIERI, Vita della Facoltà

P. CODA, L’Idea di teologia di Luigi Sartori. In margine alla presentazione del volume di A. Ricupero La fede lievito della storia

P. RICCA, Luigi Sartori e l’ideale ecumenico

 

Recensioni e segnalazioni

Libri ricevuti



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Titolo: "Concilium - 2017/5 - Letteratura, poesia e teologia"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023385
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

 

I. Letteratura, poesia e teologia 21

1. Teologia e letteratura

1.1 Heather Walton, La teologia nel modo

in cui viviamo oggi: una teopoetica del life writing . _23

I/ Le ferite che porto: introduzione

II/ Tensioni creative

III/ Coerenza e conflitto nel life writing

IV/ Il life writing nella teologia contemporanea

V/ Imparare da altre vite

1.2 Cecilia Avenatti de Palumbo, Letteratura:

un’importante mediazione ermeneutica per la teologia 38

I/ Cosa cerca la teologia nella letteratura?

Tipologie di mediazione

II/ L’immaginazione creativa: dietro la traccia

della mediazione ermeneutica

III/ Immaginare dalla fonte originaria

per creare un altro modo di pensare
1.3 Luce López-Baralt, La poetica del silenzio

nel Cantico spirituale di san Giovanni della Croce . _49

1.4 José Tolentino Mendonça, La lettura infinita.

Scrittura e interpretazione .     .     .     .     .     .     .     . _63

I/ Il plurale di cui il testo è fatto

II/ L’espansione ermeneutica della Scrittura

III/ Le tre grandi svolte ermeneutiche

1/ Modelli ermeneutici centrati sulla questione dell’autore

2/ L’ermeneutica centrata sull’immanenza del testo

3/ L’ermeneutica centrata sulla collaborazione del lettore

1.5 Vittorio Montemaggi, La teologia di Dante . . 74

1.6 Luis Gustavo Meléndez Guerrero, Grammatiche

della carne: eros, poesia e corpo in relazione . . . 86

I/ Grammatica evangelica

II/ Grammatica mistica

III/ Nuove grammatiche della carne

2. Voci dai cinque continenti

2.1 Carmiña Navia Velasco, Sguardi teologici

nella letteratura latinoamericana .     .     .     .     .     . _98

I/ Al filo del agua: una prigionia religiosa

II/ El signo del pez: una complessa creazione di fiction

III/ El Cristo feo: liberazione popolare

2.2 Mayra Rivera, Poetica di sopravvivenza . . . 105

I/ Nonostante la Storia

II/ Visioni profetiche del passato

III/ Conclusione

2.3 Jean-Baptiste Sèbe, Lo scrittore e Cristo:

«La parola è il verbo e il Verbo è Dio» . . . . . 114

I/ Introduzione
II/ «Il mondo è carico della maestà di Dio» (G.-M. Hopkins)

III/ «Tu indietreggi, a disagio davanti al dono immenso»

(J.-P. Lemaire)

IV/ «Se non è lui il verbo di Dio, allora Dio non ha mai parlato»

(C. McCarthy)

2.4 Huang Po-Ho, Fare teologia con la letteratura:

un tentativo asiatico . . . . . . . . . 127

I/ Letteratura e religioni

II/ Teopoetica e immaginazione

III/ Utilizzo cristiano delle letterature e letterature cristiane

come risorsa

IV/ Fare teologia con risorse letterarie

2.5 Stan Chu Ilo, Teologia e letteratura nella fede

cristiana africana. Uditori della Parola in Africa .     . _135

I/ Introduzione

II/ La Bibbia nella religione cristiana africana: ascoltare la Parola

III/ Teologie africane come racconto delle azioni di Dio

nella storia africana

IV/ Conclusione

 

II. Forum teologico: brani teologico-letterari 149

1. Emerson Sbardelotti, Pedro Casaldáliga,

poeta e profeta di speranza . . . . . . . 151

2. Faustino Teixeira, Una sete infinita:

Ernesto Cardenal . . . . . . . . . . 156

3. Márcio Cappelli – Edson F. de Almeida,

Dietrich Bonhoeffer: la mistica della croce

in un mondo divenuto adulto .     .     .     .     .     .     . _160
4. Marcelo Timotheo da Costa, Thomas Merton:

fra azione, contemplazione e scrittura . . . . 166

5. Ursula King, Pierre Teilhard de Chardin

e la preghiera al Cristo cosmico.

Il primo saggio: La vita cosmica .     .     .     .     .     .       170

6. Cleide Maria de Oliveira, Adélia Prado:

alcune considerazioni sulla sua poetica . . . . 174

 

III. Rassegna bibliografica internazionale 181

 

IV. Indice generale di Concilium 2017 189

 

EDITORIALE

Si deve riconoscere che il discorso della “teopoetica” in generale

e, in particolare, in rapporto con l’interpretazione della

Scrittura e con la riflessione teologica è uno sviluppo ancora

abbastanza recente che fiorisce dall’intersezione fra teologia e

studi letterari: è simile a una “spiritualità biblica”, che sboccia

dall’intersezione tra studi biblici e spiritualità, e a un’“estetica

teologica”, che sboccia dall’incontro della teologia con tutte le

forme di estetica (arte, letteratura, musica ecc.).

Si tratta di

uno spazio interattivo tra gli studi biblici letterari, la teologia,

la spiritualità e la mistica ed è proprio quello che il suo nome

esprime – “teopoetica” – ossia teoria del potere di trasformazione

spirituale che i testi biblici hanno in quanto testi e della profondità

teologica dei testi letterari, attualizzati tramite un certo tipo di

lettura o interpretazione1.

Sarebbe forse più esatto dire che la teopoetica è l’espressione

letteraria o testuale della più ampia riflessione sull’estetica

teologica come forma di approssimazione alla spiritualità.

Il motivo della crescente importanza della mediazione

dell’estetica nell’elaborazione teologica si trova sia nel tramonto

delle grandi narrazioni sia nella fragilità del discorso politico.

Il simbolico e il prerazionale si collegano maggiormente

e interagiscono meglio con l’esperienza – inclusa l’esperienza

religiosa – che con l’elaborazione razionale e speculativa. E,

secondo i pensatori che lavorano oggi in questa area di studi,

la natura e le società umane trovano una motivazione più grande

e più stimolante nelle immagini, nelle favole e nelle storie,

piuttosto che nelle idee.

Anche se la teologia è principalmente un’attività intellettuale,

il lavoro dei grandi teologi è stato sempre attraversato

dall’immaginazione. La stessa cosa è avvenuta alla nascita di

tutte le religioni: pure esse sono iniziate con storie e rituali. Come

dice bene Amos Wilder,

Prima del messaggio dev’esserci una visione

Prima del sermone l’inno

Prima della prosa il poema2.

La fede, pertanto, deve essere letta e vista attraverso le lenti

estetiche. Ma questo non va inteso come un’attività per persone

borghesi e benestanti, che non hanno altro da fare. La fede

vissuta dai poveri e dai popoli indigeni fa nascere un’estetica

teologica liberatrice, dotata di un grande potenziale sovversivo

e capace di rimettere in questione concetti, simboli e significati

moderni e postmoderni. Insieme con la filosofia e le scienze sociali,

dunque, la letteratura, l’arte e tutte le espressioni estetiche

sono oggi una necessaria e sempre più importante mediazione

ermeneutica per la teologia.

A motivo di tutto ciò, questo numero della rivista Concilium

presenta ai suoi lettori e lettrici questa nuova ermeneutica

attraverso diversi sguardi e prospettive. I sei articoli che compongono

la prima sezione della prima parte provengono: dalla

Scozia, con Heather Walton che analizza l’autobiografia come
genere letterario, spirituale e teologico; dall’Argentina, con

Cecilia Avenatti de Palumbo, ex presidentessa dell’Associazione

latinoamericana di letteratura e teologia, che scrive sulla

letteratura come mediazione ermeneutica per la teologia. C’è

poi Luce López-Baralt, dell’Università del Porto Rico, grande

specialista di mistica comparata e famosa arabista, che pone

a confronto mistica e letteratura attraverso la penna ispirata

di san Giovanni della Croce. A seguire, il Portogallo, con José

Tolentino Mendonça, docente dell’Università cattolica portoghese,

che scrive sulla Bibbia e la sua interpretazione come

scrittura infinita. Non potrebbe mancare in questo panorama

la teologia di Dante Alighieri, che annovera specialisti in tutto

il mondo, tra i quali Vittorio Montemaggi, della Notre Dame

University. E, per finire, Luiz Gustavo Meléndez Guerrero,

giovane ricercatore del Dipartimento di scienze religiose

dell’Università Iberoamericana di Città del Messico, affronta i

classici temi che sono sempre presenti quando si parla di letteratura

e… di teologia: eros, poesia e corpo.

La seconda sezione della prima parte della rivista riferisce

voci dai cinque continenti che riflettono sull’interazione fra teologia

e letteratura a quelle latitudini. Carmiña Navia Velasco,

voce colombiana, parla per l’America latina. Mayra Rivera,

rappresentante dei latinos degli Stati Uniti, autrice dell’importante

libro Poetics of the Flesh, presenta un’importante e originale

riflessione sulla poetica della sopravvivenza dei caraibici in

esilio. Jean Baptiste Sèbe scrive dalla Francia, raccogliendo e

ponendo in evidenza nel suo testo il meglio del percorso della

teologia europea nel suo ormai antico e consolidato dialogo

con la letteratura. Dall’Asia, Huang Po-Ho presenta al lettore

di Concilium l’affascinante esperienza della letteratura in cinese

mandarino e il suo potenziale teologico. Infine, dall’Africa,

Stan Chu Ilo riafferma la convinzione dell’importanza della

lettura popolare della Bibbia per la teologia.

La seconda parte, il Forum teologico, presenta brevi testi

teologici letterari che incarnano concretamente tutto quello che

la teoria e la riflessione hanno cercato di dire nelle sezioni anteriori.

Sono stati selezionati alcuni teopoeti in carne e ossa che,

dopo una breve presentazione, ci offrono la loro teopoetica,

fonte di ispirazione e illuminazione. Sono: il vescovo, profeta e
poeta Pedro Casaldáliga, dal Brasile; il trappista di Solentiname,

in Nicaragua, Ernesto Cardenal; il pastore e martire Dietrich

Bonhoeffer, che componeva poemi nella prigione che

sarebbe stata la sua ultima dimora; il monaco scrittore statunitense,

affascinato dall’Oriente, Thomas Merton; lo scienziato

e mistico francese Pierre Teilhard de Chardin; e la poetessa

brasiliana Adélia Prado.

Speriamo che questo numero di Concilium incoraggi maggiormente

coloro che oggi si dedicano alla ricerca e alla docenza

teologica ad avventurarsi sulle vie dell’estetica, e in modo

particolarissimo della letteratura. Vi troveranno certamente

nuove ispirazioni che potranno fecondare la loro riflessione in

tempi nei quali si sentono ancora le conseguenze di un lungo

inverno ecclesiale.

Maria Clara Bingemer Solange Lefebvre

Rio de Janeiro/RJ (Brasile) Montréal/QC (Canada)

Erik Borgman Mile Babi

Tilburg (Olanda) Sarajevo (Bosnia-Erzegovina)

(traduzione dal portoghese-brasiliano di Luca Spegne)



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 493"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023088
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

RUBRICA

Per comunicare meglio

39. I casi difficili/8. Parlare di se stessi all’inizio del ministero

in una comunità (Roberto Laurita)

DOSSIER

Le nostre grandi parole

74 Parola di Dio

1. Parola di Dio: aspetti della comprensione corrente

(Valeria Boldini)

2. La “parola di Dio” negli Atti degli apostoli (Alessandro Gennari)

3. “Parola di Dio” in teologia fondamentale (Massimo Epis)

4. Parola di Dio: indicazioni per la predicazione (Chino Biscontin)

5. Parola di Dio: breve antologia di testi

(Benedettine del Monastero «Mater Ecclesiae»)

SUSSIDIO

Cristo germoglio di vita. Veglia di Natale (Guido Novella)

PREPARARE LA MESSA

Tempo di Avvento e tempo di Natale

1ª domenica di Avvento (Pier Luigi Ferrari, Samuele Riva)

Immacolata Concezione (Pier Luigi Ferrari, Samuele Riva)

2ª domenica di Avvento (Pier Luigi Ferrari, Samuele Riva)

3ª domenica di Avvento (Pier Luigi Ferrari, Samuele Riva)

4ª domenica di Avvento (Pier Luigi Ferrari, Samuele Riva)

Natale del Signore (Pier Luigi Ferrari, Samuele Riva)

Santa Famiglia (Pier Luigi Ferrari, Samuele Riva)

Maria Madre di Dio (Pier Luigi Ferrari, Samuele Riva)



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Titolo: "Rassegna di Teologia n. 4/2017"
Editore: Collegium Professorum Sectionis Sancti Aloisii
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025600
Prezzo: € 13.00

Descrizione:

FOCUS

+Luis F. Ladaria SJ, La teologia del Padre

in Ilario di Poitiers: una lezione attuale

La “teologia del Padre” sta tornando nel dibattito teologico, come

dimostra l’opera di Luis Ladaria SJ, Prefetto della Congregazione

per la Dottrina della Fede.

Glorificazione - Ilario di Poitiers - Mediazione del Figlio - Pluralismo

religioso - Teologia del Padre

STUDI

Donatella Scaiola, Il tema della salvezza di Dio:

tra attestazione credente e smentite storiche.

Alcune considerazioni a partire dall’Antico Testamento

Il tema della salvezza nell’AT è affrontato attraverso il caso problematico

della morte del re Giosia, prospettando una via di comprensione

teologica di tale scandalo in riferimento ad Ab 2,1-4.

Fede - Giosia - Liberazione - Salvezza

Stefano Romanello, Dire la salvezza di Dio

con diversi linguaggi. Saggi esemplificativi dal NT

Tra le categorie soteriologiche del NT vi è nei Sinottici quella del

Regno, la cui interpretazione muta dopo la morte di Gesù, nella

visione paolina.

Giustificazione - Partecipazione - Regno - Soteriologia del NT

Bernardo Estrada, Il Discorso della montagna

e la sua ricezione. L’interpretazione di Lutero

I precetti del Discorso della montagna – interpretato anche nella

prospettiva di Lutero – si possono osservare secondo tre linee interpretative:

etica, pedagogica e apocalittica.

Comunità di Matteo - Discorso della Montagna - Esegesi di Lutero -

Etica di Gesù.

Mario Imperatori SJ, La tentazione messianica

tra pienezza del tempo e ultimi tempi. Considerazioni

teologiche sull’oggi

Un confronto tra l’oggi e il I secolo d.C. fa emergere la centralità

della tentazione messianica, sotto forma di un’estrema intensificazione

biopolitica, parzialmente già anticipata dal nazismo.

Giudaismo - Israele - Messianismo - Parusia - Secolarizzazione - Tempi

delle Nazioni - Teologia della storia - Ultimi tempi

Angelo Biscardi, La distinzione sessuale nel magistero

post-conciliare: dall’irrilevanza alla necessità ontologica

Si presentano opportunità e snodi critici del dato antropologico

della distinzione sessuale, che ha avuto un’importante evoluzione

nella teologia del ventesimo secolo.

Gender - Matrimonio - Ontologia - Sessualità - Trinità

Emanuele Iula SJ, L’eredità foucaultiana di Judith Butler

Uno studio sull’influenza del pensiero di Foucault nell’opera di

Judith Butler, le cui ricerche si occupano di decostruire i regimi

normativi vigenti e di approfondire la propria visione del gender.

Butler - Foucault - Gender - Normatività - Sessualità

PROVOCAZIONI

Camillo Ripamonti SJ, Accogliersi per convivere:

tradizione viva del Mediterraneo

Una riflessione sul significato dell’accogliere, trasversalmente

presente nelle culture mediterranee, che coniughi ospitalità e responsabilità.

Accoglienza reciproca - Convivenza - Mediterraneo - Ospitalità -

Responsabilità

RUBRICHE

Presentiamo un libro

Gianluigi Pasquale OFM Cap, Ecclesiologia dal Vaticano

II. Un Concilio su Dio o sulla Chiesa?

Presentazione della miscellanea Ecclesiologia dal Vaticano II.

Studi in onore di Cettina Militello, a cura di Calogero Caltagirone

e Gianluigi Pasquale.

Forum ATI

Alberto Nigra, La formula teopaschita dopo Calcedonia

e le sue implicazioni soteriologiche

La cosiddetta formula teopaschita, sviluppata fra V e VI secolo

come via media di ontologia cristologica, contiene in sé alcune

implicazioni soteriologiche.

Francesco Vermigli, Le soteriologie di Pietro Abelardo

e di Guglielmo di Saint-Thierry

Una sintetica rassegna degli snodi soteriologici di due autori

del XII sec.: Pietro Abelardo e Guglielmo di Saint-Thierry.



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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024214
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

Indice

Editoriale: Il passo avanti nell’amore 3-6

GAETANO PICCOLO

Chi è la persona che discerne? 7-19

SEBASTIANO PINTO

Il discernimento nell’Antico Testamento.

La fatica e la gioia di una relazione 21-40

ANDREA ALBERTIN

Il discernimento secondo Rm 12,1-2 41-53

GIANLUIGI PASQUALE

Sensus fidei, luogo privilegiato del discernimento 55-69

ANDREA ARVALLI

Discernimento spirituale e sistema motivazionale.

Il contributo della psicologia 71-84

FRANCESCO IANNONE

Per una rinnovata lettura ecclesiale dei segni dei tempi 85-97

ANNA BISSI

Discernimento e corso della vita 99-111

MASSIMO SEBASTIANI

Il discernimento nel Codice di diritto canonico 113-128

ARISTIDE FUMAGALLI

Il discernimento in Amoris laetitia 129-142

Invito alla lettura (Andrea Arvalli)

 

EDITORIALE

Il passo avanti nell’amore

Il discernimento appartiene al dinamismo dell’esperienza umana

e cristiana. Tra le ambiguità e le tensioni della vita, i credenti sono

chiamati a dare testimonianza della fede, ma non è sempre immediato

cogliere la volontà di Dio, «ciò che è buono, a lui gradito e perfetto»

(Rm 12,2). Osserva papa Francesco: «Ad ogni incrocio di strade devo

discernere un bene concreto, il passo avanti nell’amore che posso fare, e

anche il modo in cui il Signore vuole che lo faccia»1.

Alcuni sostengono che il discernimento non sia necessario, pensando

che se c’è la fede esso diviene superfluo: «Si crede e basta». La tradizione

spirituale attesta, invece, che il «discernimento è sempre stato ritenuto

il dono assolutamente necessario per conoscere la volontà di Dio»2,

una convinzione che unisce l’Oriente (Origene, Antonio, i padri del

deserto, Evagrio, Giovanni Climaco) e l’Occidente (Cassiano, Ignazio

di Loyola, Karl Rahner).

Il discernimento è una realtà complessa: da intendere e invocare

come dono dello Spirito, esso richiede il pieno coinvolgimento dell’uomo

e delle sue facoltà. Detto altrimenti, il discernimento è un processo dinamico

nel quale si realizza la sinergia tra l’opera del protagonista divino,

lo Spirito Santo, e il soggetto destinatario di questo dono da accogliere

e sviluppare. Esso, infatti, è anche un’“arte” che si può apprendere e

coltivare mediante l’ascolto della parola di Dio, l’attenzione alla vita

interiore (affetti, mozioni, sentimenti) e alla realtà che ci raggiunge

tramite gli eventi e le persone.

Il discernimento non riguarda solo circostanze determinate, come

i passaggi importanti della vita o le scelte di particolare rilievo, ma è

anzitutto uno stile, un habitus, che deve sempre accompagnare l’esperienza

dei credenti in tutti gli ambiti dell’esistenza. Esso consente di conoscere

ciò che viene da Dio (1Cor 2,9-10.12) e dona “corporeità” alla

fede, rendendola attiva e «operosa per mezzo della carità» (Gal 5,6).

Spesso inteso come pratica personale, il discernimento esprime e

attua anche la ricerca “comunitaria” della volontà di Dio. È forse

questa la sfida più difficile per la chiesa dei nostri giorni, sollecitata

dall’urgenza di ascoltare ciò che «lo Spirito dice» (Ap 2,7) e bisognosa

di verificare la qualità evangelica della propria presenza nel mondo.

In una conversazione con i Superiori generali di Ordini e Congregazioni

religiose, papa Francesco ha affermato: «Personalmente ho molto

a cuore il tema del discernimento»3. È la medesima preoccupazione che

spiega la presente monografia, la seconda di un percorso di riflessione

che la nostra rivista ha avviato con un primo fascicolo sullo stesso tema

(Il discernimento spirituale [1/2002] n. 127) andato presto esaurito.

È il segno dell’attenzione di «CredereOggi» per una realtà non ancora

adeguatamente conosciuta e apprezzata, ma da cui può dipendere la

riforma della vita di fede dei singoli credenti e della stessa chiesa, auspicata

da papa Francesco. [...]



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Titolo: "Studia Patavina 2017/1"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025082
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

G. MAZZOCATO Anche per i teologi è tempo di lavorare insieme

 

Focus

Pietà popolare, culto, devozioni

L. BERTAZZO Introduzione al Focus

A. RATTI Dal Direttorio su pietà popolare e liturgia alla Evangelii gaudium. Evoluzione e comprensione di una proposta di «pastorale popolare»

R. TAGLIAFERRI Una lettura teologico-antropologica della pietà popolare: valenze e ambivalenze

C. PRANDI Religione popolare e scienze umane. Problemi d’interpretazione

E. ZAPPONI L’emergenza del pellegrinaggio. Pregare con i piedi

E. GULLI GRIGIONI Tra immaginette, santini, reliquie: vedere e toccare il sacro

G. TRABUCCO Per un’estetica della religiosità popolare. Un ripensamento

E. PACE La religiosità popolare nell’islam

 

Temi e discussioni

A. RAVANELLO La questione della creazione diretta dell’anima

M. CIURO Il concetto di scandalo nella Bibbia: tra Antico e Nuovo Testamento

 

Note

L. FANIN La lectio divina oggi: un ritorno della Parola a casa

 

Osservatorio

D. GIRARDI Le recenti tendenze occupazionali nel Nord Est: tra una ripresa debole e interrogativi ancora aperti

 

Rassegna bibliografica

C. BROCCARDO-M. CRIMELLA Dove va l’esegesi di Luca. Uno sguardo a partire da alcuni commentari recenti

 

Recensioni e segnalazioni

Libri ricevuti



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Titolo: "Apollinaris n. 1/2016"
Editore: Lateran University Press
Autore:
Pagine:
Ean: 9788846511935
Prezzo: € 24.00

Descrizione:

INDEX

II. Studia

Javier Belda Iniesta, Las relaciones Papado-Imperio en el desarrollo de las Fuentes canónicas (ss. V-VIII) 11

Gianluca Sebastiani , Il ruolo della persona nei sistemi penali italiano e canonico: nuove prospettive per un problema irrisolto? 55

III. Argumenta

Gianni Ballarani, Il Patrocinio a spese dello Stato nella tutela giurisdizionale dei diritti in Italia 113

Ottavio de Bertolis , Persone, accoglienza, Diritto 131

Paolo Gherri, Persone, accoglienza e Diritto 167

Natale Loda, Consultare e consigliare nella Chiesa: la sinodalità delle Chiese orientali e la debole analogia con la collegialità 193

Patrick Valdrini , Le Synode diocésain. Un Conseil synodal de participation des fidèles du Diocèse 225

IV. Excerpta

Andrea Stabellini , Mandatum e Missio canonica per la docenza accademica. Un utilizzo improprio dei termini

V. Bibliographica

Opera recognita 

- Manuel Jesús Arroba Conde - Michele Riondino, Introduzione

al Diritto canonico, Milano, 2015

- Matteo Cantori, La Diplomazia pontificia: aspetti ecclesiastico-

canonistici, Perugia, 2016

- Elena di Bernardo, Modelli processuali e Diritto probatorio

civile. Elementi di common Law, civil Law e di Diritto

canonico, Città del Vaticano, 2016

- Carlos José Errázuriz, Il Matrimonio e la famiglia quale

bene giuridico ecclesiale. Introduzione al Diritto matrimoniale

canonico, Roma, 2016

- Anzelm Szuromi Szabolcs, Dottrina e disciplina della Chiesa. Teoria – Fonti – Istituti, Berlin, 2016

Opera edita 

Opera accepta 

Fontes huius voluminis 

Bibliographia huius voluminis 



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Titolo: "Il Patrocinio a spese dello Stato nella tutela giurisdizionale dei diritti in Italia"
Editore: Lateran University Press
Autore: Gianni Ballarani
Pagine:
Ean: 2484300023156
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario 1. Premessa. 2. Il gratuito Patrocinio nella prospettiva costituzionale: dalla carità alla solidarietà. 3. La dignità della persona come fondamento (meta)giuridico del Patrocinio a spese dello Stato. 4. Il quadro normativo. 5. I presupposti. 6. Competenza ed effetti. 7. Il Patrocinio a spese dello Stato e la Giustizia collaborativa. 8. Una critica conclusiva.

Summ ary 1. Introduction. 2. Legal aid in constitutional perspective: from charity to solidarity. 3. The dignity of the person as the (meta) legal foundation of the legal aid costs. 4. The legal framework. 5. The requirements. 6. Competence and effects. 7. Legal aid expenses and collaborative justice. 8. A final critique.



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Titolo: "Persone, accoglienza, Diritto"
Editore: Lateran University Press
Autore: Ottavio de Bertolis , sj
Pagine:
Ean: 2484300023163
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommmmario 1. Introduzione: il problema del Diritto. 2. La dimensione costituzionale del Diritto. 3. Diritto e accoglienza. 4. Conclusione: il primato della persona.

Summary 1. Introduction: the problem of Law. 2. The constitutional dimension of Law. 3. Law and hospitality. 4. Conclusion: the supremacy of the person.



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Titolo: "Persone, accoglienza e Diritto"
Editore: Lateran University Press
Autore: Paolo Gherri
Pagine:
Ean: 2484300023170
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

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Titolo: "The Distinction between Christology and the Quest for the Historical Jesus"
Editore: Lateran University Press
Autore: John P. Meier
Pagine:
Ean: 2484300023224
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Introduction

 

Teaching the faith is never a task to be taken or taken on lightly. But it is made all the more difficult today by the fact that the laity whom priests, religious, and lay catechists seek to serve in their catechetical ministry are bombarded from every side not just by silly and superficial distractions from the entertainment world but also, more seriously, by distorted ideas about Christ and his Church that are widely disseminated in the news media and popular culture. Be it via television, movies, or nowadays the internet and social media, the more sensationalistic and absurd an idea about Jesus is, the more it tends to be celebrated – often with the implicit message that the latest academic “discovery” calls into question traditional faith in Jesus Christ.

 

To take but one example: on September 18, 2012, at the International Congress of Coptic Studies held in the city of Rome, Professor Karen L. King of Harvard Divinity School presented to other academics a fragment of a papyrus written in the last stage of ancient Egyptian, namely, Coptic2. This leaf of papyrus supposedly depicted Jesus speaking about “my wife.” The news media went wild, immediately proclaiming the discovery of “The Gospel of Jesus’ Wife” – a title Prof. King used when she published the text. All this excitement ignored the clear facts of the case: the fragment’s origins were unknown and indeed suspect; the key sentence broke off after the words “my wife,” so that we were left with a few words floating in a vacuum; and the papyrus fragment itself dates from around the seventh or eighth century A.D., more than half a millennium after the time of Jesus. (Let us pass over in silence the glaring error of defining the literary genre of a whole work, in this case “Gospel”, from a mere scrap). More important, the larger context of scholarship that deals with Christian Coptic material was largely ignored by the popular media. The fact of the matter is that we are already well acquainted with a large mass of Coptic manuscripts dating from around the 4th century A.D., and many of these documents are full of imaginary and bizarre statements and stories about Jesus, statements that no sober historian would take seriously as a source for knowledge of the historical Jesus. Nevertheless, claims about the papyrus proving that Jesus had a wife received wide coverage in the newspapers, on television, and online. Scholarly questions and doubts about the papyrus were not reported with the same zeal and insistence3.

 

The public may be forgiven if they are unaware that in June of 2016 an investigative reporter named Ariel Sabar published in The Atlantic Monthly magazine online a lengthy article demonstrating that the [...]



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Titolo: "La rilevanza del nesso storia-fede per la cristologia sistematica. Alcuni punti fermi"
Editore: Lateran University Press
Autore: Nicola Ciola
Pagine:
Ean: 2484300023231
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Premessa

 

Uno dei rischi maggiori, quando si affronta il tema del rapporto storia-fede in riferimento a Gesù di Nazaret, sia nel contesto della ricerca storica su di lui che nella sua ricaduta sulla cristologia sistematica, è quello di parlarne come se fosse sempre la prima volta che se ne tratta. In molte pubblicazioni sembra che si inizi sempre da capo ad affrontare questo tema, dimenticando che esiste già una letteratura sconfinata, difficilmente padroneggiabile anche dentro uno specifico ambito specialistico. Cercherò di evitare questo scoglio in questo mio intervento che intende precipuamente avere come obiettivo di riferire i risultati più accreditati su qualcosa che si è verificato nel tempo (e che oggi trova un certo equilibrio), e cioè di come il nesso inscindibile storia-fede sia importante non solo sul terreno della ricerca circa la storia di Gesù di Nazaret per conoscerne il suo vero volto, ma sia anche fondamentale per la riflessione sistematica la quale, senza lo “zoccolo duro” della storia, rischia di non cogliere tutta la portata della figura di Cristo, Signore e Figlio di Dio. In altre parole cercherò di mostrare che: se la gesuologia non tende ad essere cristologia e se la cristologia non è nello stesso tempo gesuologia, accade qualche scompenso sia sul versante della ricerca storica, sia su quello della riflessione speculativa.

 

Vorrei subito rassicurare che l’affermazione appena formulata, cioè che la gesuologia è destinata a non rendere del tutto ragione del personaggio se non dice riferimento alla cristologia, non è da intendersi come uno sconfinamento dei rispettivi ambiti (quello della storia e quello della fede), quasi che la ricerca storica fosse costretta a saltare i necessari passaggi per negarne l’istanza critica e fare intervenire surrettiziamente la fede. Niente di tutto questo! Si vuole semplicemente dire che una storia (quella di Gesù di Nazaret), se è incapace di andare oltre se stessa, chiusa per principio ad una prospettiva che la oltrepassi (e per noi di fede), difficilmente riesce a coglierne tutta la sua portata e la sua verità. Viceversa una riflessione speculativa su Gesù, chiamato il Cristo, che non poggia sulla storia attingibile con i suoi criteri propri, rischia di interpretare ideologicamente Gesù di Nazaret spogliandolo della sua concreta identità storica e umana che, nella fede credente, è avvenimento e via di salvezza, così come l’ha colto la comunità cristiana primitiva (di ieri e di oggi), passando attraverso una ininterrotta traditio.

 

Insomma, il nesso storia-fede è fondamentale sia all’interno della ricerca storica per non ridurre la persona di Gesù, sia nella cristologia ecclesiale (sistematica), la quale si muove sul [...]



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Titolo: "I frammenti cristologici prepaolini"
Editore: Lateran University Press
Autore: Antonio Pitta
Pagine:
Ean: 2484300023255
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Quello dei frammenti cristologici prepaolini è un ambito fondamentale per le origini del movimento protocristiano poiché dimostra la rapida diffusione del “culto di Cristo” nel primo ventennio dalla sua morte. In verità l’affermarsi dei metodi sincronici (semiotica strutturale, narratologia e retorica-letteraria), negli ultimi decenni, ha provocato un certo disinteresse su tali frammenti. Tuttavia, riteniamo che quest’ambito di ricerca sia non soltanto legittimo, ma necessario, giacché in due occasioni Paolo stesso riconosce che ha trasmesso alle sue comunità, quanto a sua volta ha ricevuto da altri su Gesù Cristo: a proposito delle parole di Gesù durante la cena (cf. 1Cor 11,23-25) e per il kerygma più antico sulla morte, la sepoltura, la risurrezione e le prime apparizioni di Gesù Cristo (cf. 1Cor 15,3-5). I due paragrafi citati segnalano che Paolo richiama alcune tradizioni precedenti alle sue lettere, per cui si può desumere che anche altrove evochi tali tradizioni orali e/o scritte senza dover ripetere, ogni volta, la formula della trasmissione2.

 

La criteriologia per identificare i frammenti prepaolini è a tutt’oggi dibattuta poiché non tutti quelli proposti per più di un secolo di ricerca sono condivisi. Ad esempio non tutti gli studiosi convengono sulla natura pre-paolina di Gal 3,28 («Non c’è Giudeo, né Greco, non c’è schiavo, né libero, non c’è maschio e femmina; tutti infatti voi siete uno in Cristo Gesù») e di Rm 4,25 («… che fu consegnato a causa delle nostre trasgressioni e fu risuscitato per la nostra giustizia»). Mentre in passato si riteneva che quella di Gal 3,28 fosse una formula battesimale prepaolina3, oggi si tende a considerarla come paolina4. Anche la formula della consegna e della risurrezione di Cristo non è da tutti considerata come prepaolina5. Dunque quali criteri permettono d’identificare i frammenti cristologici prepaolini?

 

L’altra questione da affrontare riguarda la funzione argomentativa di tali frammenti. Una volta acquisito che queste proposizioni non sono di Paolo, ma provengono dalle tradizioni ecclesiali precedenti, quale funzione assumono nelle sue lettere? In pratica si tratta di massi erratici o di frammenti che svolgono ruoli argomentativi ben precisi? Ci soffermeremo anzitutto sulla criteriologia che ci sembra più idonea per identificare i frammenti prepaolini. Quindi dal versante contenutistico procederemo secondo tre concentrazioni contenutistiche: la morte e risurrezione di Cristo per i peccati, la Signoria di Cristo e i primi [...]



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Titolo: "Due svolte decisive nella vita di Gesù"
Editore: Lateran University Press
Autore: Giorgio Jossa
Pagine:
Ean: 2484300023262
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Nel mio libro Tu sei il re dei Giudei? Storia di un profeta ebreo di nome Gesù2 ho avanzato l’ipotesi che nella azione e predicazione di Gesù ci siano stati vari sviluppi e cambiamenti. È una ipotesi che, almeno per quanto riguarda la possibilità concreta di una sua dimostrazione in base ai vangeli canonici, incontra tra gli esegeti forti, e giustificate, resistenze. I testi evangelici sono così privi di indicazioni sicure di luogo e di tempo che non sembrano proprio autorizzare un tentativo del genere. Io continuo invece a pensare che vi siano casi, per quanto rari, in cui il tentativo è possibile. Ma qui non voglio riprendere quella ipotesi. Vorrei insistere soltanto su quelle che mi sembra siano state le due svolte decisive, e innegabili, della vita di Gesù (una terza svolta è probabilmente riconoscibile in quella affermazione della presenza del regno di Dio nella sua stessa azione e predicazione di Lc 11,20 e 17,21, che segna il primo affacciarsi della sua pretesa messianica). Riconoscere queste svolte può aiutare, a mio parere, in maniera notevole a comprendere meglio non soltanto la sua predicazione ma anche le origini della cristologia. Rivelano infatti l’esistenza di uno sviluppo nel pensiero di Gesù che avrebbe trovato la sua continuazione dopo la sua morte nella interpretazione dei discepoli.

 

Muovo dalla convinzione che Gesù sia stato per un certo tempo discepolo, e abbia quindi condiviso sostanzialmente il pensiero, di Giovanni Battista. So bene che è un punto discutibile. Per i vangeli sinottici il battesimo da parte di Giovanni è non soltanto il fondamento, ma la inaugurazione stessa della missione di Gesù. Dopo il battesimo i sinottici pongono infatti subito le tentazioni di Gesù, e quindi l’inizio del ministero in Galilea, senza accennare ad alcuna forma di collaborazione con Giovanni. Ma il fatto stesso di farsi battezzare da Giovanni implica da parte di Gesù una adesione al suo pensiero. Il battesimo di Giovanni non è infatti un semplice lavacro di purificazione, come vuol far credere Giuseppe, ma è legato alla necessità della penitenza; e la penitenza è legata alla imminenza del giudizio. E soprattutto la testimonianza in questo senso del quarto vangelo (Gv 3,22: «Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea, e là si tratteneva con loro e battezzava»), anche se non confermata esplicitamente da alcun altro testo (ma è a questo discepolato che alludono con ogni probabilità i «quaranta giorni nel deserto tentato da Satana» di Mc 1,13; e di questo discepolato potrebbe esserci il ricordo anche nella espressione opís mou («dietro di me») con cui Marco, Matteo e Giovanni qualificano più esplicitamente l’erchómenos), mi sembra veramente difficile da rifiutare. Non si vede alcun motivo per cui esso avrebbe dovuto ricordare un dato così imbarazzante per la comunità dei discepoli (e che l’autore stesso del vangelo a 4,2 si preoccupa infatti [...]



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Titolo: "Judaïté et singularité de Jésus de Nazareth"
Editore: Lateran University Press
Autore: Daniel Marguerat
Pagine:
Ean: 2484300023279
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

1. Prologue méthodologique

 

Une précaution méthodologique s’impose au seuil de mon exposé. De quel Jésus parlons-nous ici ? Du Jésus historique opposé au Christ de la foi ? Du Jésus terrestre « tel que l’ont vu ses contemporains » ? Du « vrai Jésus » exhumé du passé, opposé au miroir déformant de ses interprètes ? Quel est le statut épistémologique de l’« objet Jésus » au centre de notre recherche ?

 

John P. Meier a défendu la neutralité intellectuelle de la quête du Jésus de l’histoire et plaidé pour une « purely empirical, historical quest for Jesus that prescinds from or brackets what is known by faith »2. Empirique ne veut pas dire objectif, mais quelle différence entre les deux ? Je comprends cette éthique de la recherche historique comme un appel à se prémunir des penchants idéologiques qui influenceraient positivement ou négativement le cours de l’analyse ; mais il faut aussi le prendre comme un appel à détecter le cadre de pensée qui a influé sur la fixation de la mémoire chrétienne dans les textes anciens. Car, qu’appelons-nous « Jésus historique », sinon le produit de la lecture interprétative des sources par un historien ? L’investissement de la subjectivité (ou si l’on préfère : l’investissement d’une conception déterminée de la réalité) intervient à un double niveau, dans la fixation d’une mémoire du passé dont attestent les sources, d’une part, et dans l’interprétation de celles-ci par l’historien, d’autre part. Les deux pôles de ce processus, le document lu et l’opération de lecture, sont concernés : comment l’« événement Jésus » a-t-il été lu dans les sources ? Et comment les sources sont-elles lues par l’historien ?

 

Sur la posture de l’historien, je reste marqué par la position de ce maître que fut Henri-Irénée Marrou et son aveu de l’irrémédiable subjectivité de l’historien. Sans rien lâcher de l’esprit critique et de la rigueur nécessaire à la quête historienne de la vérité, Marrou invite l’historien à aborder son sujet avec « sympathie », car cette disposition d’esprit, dit-il, est « source et condition de la compréhension »3. Il ajoute : « Par opposition à l’objectivisme strict du vieux [...]



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Titolo: "L'autenticità gesuana delle parabole evangeliche e la loro rilevanza per la cristologia: da A. Jülicher (1886-89) a J.P. Meier (2016)"
Editore: Lateran University Press
Autore: Giuseppe Pulcinelli
Pagine:
Ean: 2484300023286
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Introduzione

 

Non si intende qui fare una storia dell’interpretazione delle parabole evangeliche – esistono ormai molte pubblicazioni che assolvono egregiamente questo compito2 – ma soltanto esaminare se e come i maggiori studiosi delle parabole si sono posti la domanda sulla autenticità gesuana di esse e quindi sul contributo che le parabole possono fornire alla ricostruzione del Gesù storico3, in particolare del suo insegnamento.

 

A questo proposito diciamo subito che non si è mai messa in dubbio la seguente affermazione, tante volte ripetuta, come un dato incontrovertibile: «Gesù ha parlato in parabole» (cf. Mc 4,33-34, Mt 13,34) o forse più precisamente: «Gesù insegnava preferibilmente attraverso le parabole»; e di conseguenza si aggiungeva – il più delle volte senza fornire una adeguata argomentazione – che esse costituiscono una via privilegiata per avvicinarsi alla predicazione e al pensiero del Gesù terreno (si veda più avanti per valutare la portata di questa affermazione). E quindi il loro studio approfondito da parte di tanti esegeti è stato motivato in gran parte proprio da questa convinzione.

 

Ma la critica storica degli ultimi due secoli ha sempre più messo in evidenza che le fonti che abbiamo – per più del 90% costituite dai vangeli sinottici – non consentono un accesso immediato al Gesù terreno, e che risalire da questo materiale alle parole autentiche di Gesù è sempre un’impresa ardua e insicura (ma non di meno affascinante!). Questa costatazione non poteva non riguardare anche le parabole4.

 

1. Jülicher (1886-89; 19102) – Dodd (1935; 19362) – Jeremias (1947; 19522)

 

Per la nostra indagine partiamo dal monumentale lavoro di Adolf Jülicher, dell’Università di Marburg, Die Gleichnisreden Jesu (la prima parte vide la luce nel 1886 – quindi 130 anni fa – il completamento [...]



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Titolo: "Disputed Questions about the Synoptic Parables: Reflections on Volume Five of A Marginal Jew"
Editore: Lateran University Press
Autore: John P. Meier
Pagine:
Ean: 2484300023293
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Introduction

 

In January of 2016, the fifth volume of my series, A Marginal Jew2, appeared in the United States. Italian, French, and Spanish translations are due to appear in the coming year. Volume Five is dedicated to a single question: which parables in the Synoptic Gospels can, with moral certainty or reasonable probability, be attributed to the historical Jesus? My contrarian answer has already generated a certain amount of debate in the United States, along with some misunderstanding of why I treat the parables the way I do. To understand my approach to the parables, it would perhaps be helpful to begin this essay by stepping back for a moment and situating Volume Five within the overall project of A Marginal Jew.

 

“In the beginning” – en arch, bršît – I intended to write a single volume on the historical Jesus as a prolegomenon to a commentary on the Gospel of Matthew. But then, contrary to my original plans, Volume One of A Marginal Jew itself turned into a prolegomenon for a larger study of the historical Jesus. Surely, I thought, I can complete the project with a large second volume. Well, despite the 1,118 pages of Volume Two, the second volume covered only John the Baptist, Jesus’ key message of the kingdom of God, and the miracle stories. Volume Three likewise fell short of the finish line, comprising only the Jewish followers and opponents of Jesus. I hoped that Volume Four would definitely be the end, until, as in Romans 5:20, the Law slipped in to increase not trespasses but pages. And so the whole of Volume Four wound up dealing with the thorny problem of Jesus’ relation to the Mosaic Torah.

 

It was at this point that, with clenched teeth, I made a solemn vow: Volume Five would be the last volume. If a Pentateuch was good enough for Moses, it was good enough for me. Volume Five would encompass the three final enigmas surrounding the historical Jesus: the riddle-speech of his parables, the riddle-speech of his self-designations (a better label than “titles”), and the final riddle of his death. But then, for better or for worse, after finishing my treatment of the parables – which was supposed to be only the first part of Volume Five – I sent the manuscript off to my editors at Yale University Press for some initial feedback. Once again, my hopes were dashed when my editors decided that my approach to the parables was so novel that it needed to be published now, with Volume Six to follow. I at first resisted, but after some Roman flee-market bargaining, I agreed to a Volume Five dedicated solely to the Synoptic parables of Jesus.



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Titolo: "Mandatum e Missio canonica per la docenza accademica. Un utilizzo improprio dei termini"
Editore: Lateran University Press
Autore: Andrea Stabellini
Pagine:
Ean: 2484300023200
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

Sommario 1. Individuazione dei termini. 2. Significato letterale. 3. Utilizzo conciliare. 4. Utilizzo codiciale. 5. Rilievi critici dell’inadeguatezza semantica. 6. Una proposta terminologica: dal Mandatum-Missio canonica al Testimonium.

Summary 1. Identification of the terms. 2. Literal meaning. 3. Conciliar use. 4. Use by the Code. 5. Critical evaluation of the semantic inadequacy. 6. A terminological proposal: from Mandatum-Missio canonica to Testimonium.



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Titolo: "PAOLO VI E IL RINNOVAMENTO DELLA TEOLOGIA POSTCONCILIARE"
Editore: Lateran University Press
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023125
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

In occasione della recente beatificazione del Servo di Dio Giovanni Battista

Montini abbiamo assistito ad un revival di pubblicazioni**. Accanto a

contributi di sicuro valore si sono moltiplicati lavori fondati su costruzioni

scientifiche ispirate a letture un po’stereotipate, che hanno riproposto, a volte,

interpretazioni consolidate. Non è questo il caso del Paolo VI. Una biografia

politica di Philippe Chenaux, che ha dato al suo lavoro un taglio originale,

costruito sulla base di una notevole mole di documentazione, edita ed inedita.

Perché tornare, come ha fatto lui, sulla vicenda umana e religiosa di questo

pontificato oggi apparentemente così lontano nel tempo? Sono convinto

che per capire a fondo la dinamica delle vicende della storia della Chiesa del

XX e XXI secolo non si possa prescindere dall’analisi profonda del pensiero,

dell’azione e dell’opera del maggior architetto del cattolicesimo contemporaneo.

Giovanni Battista Montini è stato un padre della Chiesa da cui non è

possibile prescindere. Strano destino quello di Paolo VI: è stato prima criticato,

poi contestato e infine semplicemente dimenticato, messo da parte senza

tanti complimenti, bollato con definizioni particolarmente graffianti come “il

papa del dubbio”, “Amleto”, “Paolo mesto”. Basta sfogliare alcuni importanti

sintesi del Novecento per constatare questa immotivata rimozione, da Donald

Sassoon, nella sua storia dell’Ottocento e Novecento europeo, sino a Il

[...]



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