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Ebook - Ebook - Riviste



Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024672
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Editoriale

 C. Doglio

Lezionario, traduzione, iniziazione alla Parola

Studi

 R. De Zan

L’OLM, fonte di teologia

 J.-L Souletie

La sacramentalità rituale della Parola

 F. Trudu

L’omileta alle prese con le letture

 M. Baldacci

I ministri della liturgia della Parola

 F. Feliziani

Letture bibliche e ragazzi a messa

Note

 A . Parisi

La cantillazione delle letture bibliche

 D. Sabaino

I ritornelli dei salmi responsoriali

 D. Piazzi

Il «Lezionario» è un… libro

Sussidi e Testi

 A .-M. Boulongne

Lezionario pasquale e mistagogia: percorsi con i neofiti

Formazione

 M. Roselli – S. Soreca

Formare gli operatori pastorali

5. La Parola prende corpo

 M. Gallo – S. Sirboni

La Messa e il Messale

6. Le orazioni, modello di preghiera

 G . Tornambè

«È veramente cosa buona e giusta»

6. «Nell’attesa della tua venuta»

Cronache

Indice 2019

 

 

Editoriale

Claudio Doglio

Lezionario, traduzione, iniziazione alla Parola

Il Lezionario, nato dalla riforma liturgica del concilio Vaticano II, è senza dubbio il più bello e il più ricco che la tradizione cristiana abbia adoperato negli ultimi duemila anni: forse senza saperlo, abbiamo tra le mani un autentico tesoro, uno strumento mirabile per educare i fedeli a comprendere l’importanza della Bibbia nella propria vita e apprezzarla nella sua variegata molteplicità. Sono quasi cinquant’anni che lo usiamo e dopo dieci anni dalla adozione della nuova traduzione CEI (2008) dobbiamo ancora riconoscere che fatica a concretizzarsi un uso sapiente e fecondo della sacra Scrittura durante la celebrazione eucaristica, sia festiva che feriale, come pure nei vari riti sacramentali. Per quanto riguarda l’impiego della nuova versione italiana, ho l’impressione che poco o nulla sia cambiato: i brani proposti non sono sensibilmente più comprensibili, né formulati in una lingua davvero popolare. Ascoltare che il paralitico prende la sua barella anziché il suo lettuccio non determina alcun miglioramento; sul monte della trasfigurazione Pietro propone di fare
delle capanne invece di tende, ma la variazione non è così decisiva; l’oscuro testo di Abacuc in cui si parla di un potente che adora il suo giacchio non è diventato chiaro con l’introduzione del termine sciabiche. L’impianto delle letture, complesso e ben organizzato, è rimasto lo stesso, per cui l’introduzione della nuova versione non ha apportato un contributo considerevole alla valorizzazione del Lezionario. Il vantaggio più vistoso è quello di aver cambiato alcune espressioni che erano davvero inadatte e, purtroppo, hanno segnato erroneamente l’uditorio italiano per molti decenni. Finalmente nel vangelo di Natale non leggiamo più che «non c’era posto per loro nell’albergo» (Lc 2,7), ma il termine «alloggio» permette di capire meglio la situazione di Maria e Giuseppe a Be- tlemme: tuttavia, se non c’è la mediazione intelligente di chi commenta le Scritture, il cambio di traduzione in sé non è sufficiente per capire correttamente il messaggio del testo. Per fortuna nel racconto della passione secondo Giovanni non troviamo più che Gesù «chinato il capo, spirò» (Gv 19,30), ma [...]



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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024665
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

SOMMARIO

Editoriale

Sebastiano Pinto

I SENTIMENTI ALLO SCOPERTO: GESTIONE DEL POTERE E AFFETTIVITÀ

Dionisio Candido

LA BELLA, I VIZIOSI E IL SAGGIO. LA STORIA DI SUSANNA

Jean Paul Lieggi

UN GESÙ AFFETTIVO

Andrea Albertin

L’IDEALE DELL’AMORE FRATERNO O L’AMORE FRATERNO IDEALE?

Lucia Vantini

IL “GENERE” DELLE EMOZIONI NELLA BIBBIA

Antonio Montanari

CENSURA E SUBLIMAZIONE DEI SENTIMENTI?

Paolo Gamberini

IL DESIDERIO DI DIO PER LE CREATURE, IL DESIDERIO DELLE CREATURE PER DIO

Gaetano Piccolo

COMINCIARE DAI SENTIMENTI

Maria Rita Serio

EDUCARE ED EDUCARSI ALLE EMOZIONI E AL DESIDERIO

PER SAPERNE DI PIÙ

Marcello Panzanini

L’altra Samaritana e l’altro marito

MEN AT WORK

Valeria Poletti

Sentimenti ed emozioni

APOSTOLATO BIBLICO

Sebastiano Pinto

La domenica della Bibbia: il rosario biblico

VETRINA BIBLICA 54

ARTE

Marcello Panzanini

Uno spettacolo (s)co(i)nvolgente:

La Samaritana al pozzo di Annibale Carracci

 

 

EDITORIALE

Un luogo comune s’è annidato nel pensiero moderno: ogni religione, in particolare il cattolicesimo, condurrebbe alla alessitimia e alla anaffettività, cioè renderebbe incapaci di vivere e manifestare emozioni. Che in questo pregiudizio qualcosa non funzioni, quanto meno nei confronti del cristianesimo, lo si può intuire dal fatto che la figura rivelatrice del Dio cristiano, ovvero Gesù, sulla base delle stesse testimonianze evangeliche, appare come una persona non solo in grado di stabilire relazioni affettive, ma soprattutto capace di annunciare il suo messaggio coinvolgendo e lasciandosi coinvolgere emotivamente (Jean Paul Lieggi). La sua carne e il suo corpo sono l’espressione spirituale di Dio; nei suoi gesti, in particolare nel suo toccare, si manifesta il desiderio di Dio che si dona in tutto quello che può (Paolo Gamberini). Anche in ciò il profeta di Nazaret assume e rielabora in modo originale la teologia e la spiritualità dell’Antico Testamento. Nei diversi fascicoli proposti nel corso di questi due anni abbiamo avuto modo di entrare nel «mondo magmatico, difficile da definire e precisare, eppure molto umano» (Carlo Broccardo nell’Editoriale del gennaio 2018) dei sentimenti e delle passioni. Moti dell’animo non solo umano, ma anche divino. Non per caso, come fa notare Catherine Chalier citata da Lucia Vantini, la Scrittura si apre e si chiude con l’immagine di Dio che asciuga le lacrime del suo popolo, prima, e che, alla fine, terge le lacrime di tutti, facendo nuova ogni cosa. La sfida della teologia e della spiritualità contemporanee consiste dunque nel (ri)scoprire la portata sovversiva e rigenerante dei sentimenti e nell’imparare a intravedervi una qualità essenziale della fede. Del resto, si può ripercorrere la storia del vissuto religioso raggomitolando o dipanando il filo dei sentimenti (Antonio Montanari): da Agostino di Ippona che privilegia lo stile affettivo appreso dalle Scritture, contrapponendolo consapevolmente a quello dei filosofi, le cui pagine «non sanno mostrare il volto di un così grande amore e nemmeno le lacrime
della confessione» (Confessioni 7,21,27) a Ignazio di Loyola, che ha fondato le regole per il discernimento proprio sulla interazione esistente tra pensiero e sentimento (Gaetano Piccolo; perciò nel primo fascicolo del 2018 aveva proposto il neologismo «pensimento»). La sua intuizione, sistematizzata negli Esercizi spirituali, ha trovato conferma nei risultati ottenuti dalle neuroscienze: la dimensione emotiva è la base affinché il soggetto possa provare sentimenti, e i sentimenti, a loro volta, sono il punto di incontro tra emozione e pensiero. A ragion veduta Daniel Goleman ha introdotto il concetto di intelligenza emotiva e descrive le emozioni come «il motore e la ragione primaria del nostro comportamento, la bussola ultima che ci guida nelle scelte fondamentali, il termometro di quanto siano felici di ciò che ci circonda e di come stiamo affrontando l’esistenza ». Conoscere e valutare le emozioni significa pensare e decidere meglio. Lo illustrano al meglio due vicende: nel tormentato rapporto tra Saul e Davide, l’assunzione di potere e di leadership esige una sapiente gestione delle emozioni in vista di una equilibrata conduzione della cosa pubblica (Sebastiano Pinto); il penultimo capitolo del libro di Daniele narra di come due anziani restino vittime prima della loro incapacità di verbalizzare sentimenti negativi, poi della comune strategia di violenza e di menzogna nei confronti di Susanna (Dionisio Candido). Insomma, decisivo risulta educare ed educarsi alle emozioni e al desiderio, condizione imprescindibile sul piano della psicologia per imparare l’empatia e crescere nell’altruismo (Maria Rita Serio) e sul piano della teologia e della mistica per incrociare il desiderio di Dio per le creature con il desiderio delle creature per Dio (Paolo Gamberini). Ripercorrere in questi due anni, sulla scorta dell’Antico e del Nuovo Testamento, le dinamiche emotive e passionali dell’incrociarsi dei due desideri è stato arricchente e appassionante. Dunque, buona lettura di quest’ultimo numero.

Marco Zappella



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Titolo: "Archivum Franciscanum Historicum"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024689
Prezzo: € 20.00

Descrizione:

Index

Historia fratrum laicorum in ordine Minorum

FRANCISCO MORALES, OFM. – los hermanos laicos en las provincias de México, siglos XVI y XVII. Dos temas por estudiar: evangelización y sociedad 

JURI LEONI, OFM. – «carissimo fratello». Documenti a un devoto religioso di san Francesco di fra carlo da sezze 

BENEDIKT MERTENS, OFM. – spiritual exercises as a Means of Disciplining lay brothers? A bavarian case of 1722 (with un unedited Document Transcribed by Dominik Dorfner, oFM)

RAFAEL SANZ, OFM. – la obra de Manuel barbado sobre los Frailes legos de la orden Franciscana (1745) 

PIERRE MORACCHINI. – les doléances d’un frère laïc de Touraine pictavienne au temps de la commission des réguliers 

MICHEAL RUEDIN, FFSC. – Die Priester unter den Franziskanerbrüdern vom Hl. kreuz 

Discussiones et documenta

FLORIAN MAIR, OFM. – Litteras domini Alexandri pape quarti integras […] perspeximus. Die durch bischof eberhard II. von konstanz beglaubigten litterae zur kanonisation klaras

Summaria 

Recensiones

LEPPIN, VOLKER. – Franziskus von Assisi. – (Werner Maleczek) 

KLOK, JAN C. – Der lukaskommentar des bonaventura von bagnoregio als Handbuch der franziskanischen spiritualität. – (Johannes baptist Freyer) 

ROBSON, MICHAEL J.P. (ed.). – A biographical register of the Franciscans in the custody of york c. 1229-1539. – (Jens röhrkasten) 

NICOLAI DE AQUAEVILLA [oMin.] sermones moralissimi atque ad populum instruendum utilissimi supra evangelia Dominicarum totius anni. – (Aleksander Horowski) 

RAIMUNDUS LULLUS. – opera selecta. – (rafael ramis barceló) 

COURCELLES, DOMINIQUE DE (éd.). – les formes laïques de la philosophie. raymond lulle dans l’histoire de la philosophie médiévale. – (rafael ramis barceló) 

LOEFKE, CHRISTIAN (bearb.). – Das mittelalterliche Totenbuch der Mühlhäuser Franziskaner. edition und kommentar. – (Florian Mair) 

PAUL, JACQUES. – louis d’Anjou. Prince et franciscain. – (Marco Guida) 

PERE DAGUÍ. – Tractatus formalitatum brevis, Tractatus de differentia. – (carla compagno) 

CAMAIONI, MICHELE. – Il Vangelo e l’Anticristo. bernardino da ochino tra francescanesimo ed eresia (1487-1547). – (Pietro Delcorno) 

DRENAS, ANDREW J.G. – The standard bearer of the roman church. lawrence of brindisi & capuchin Missions in the Holy roman

empire (1599-1613). – (benedict Vadakkekara) 

PIRLET, PIERRE-FRANÇOIS. – le confesseur du Prince dans les Pays-bas espagnols (1598-1659). – (Francisco José García Pérez) 

DUBOIS, PAUL-ANDRÉ (dir.), les récollets en nouvelle-France. Traces et mémoire. – (Pierre Moracchini) 

GUIDI, REMO L. [Fsc]. – Jean-baptiste de la salle oltre l’agiografia devota. – (Giancarlo rocca) 

Notae bibliographicae

Libri ad nos missi

Index alphabeticus

Tabula materiarum

Index auctorum anni 2019



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Titolo: "Concilium - 2019/5"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024658
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Indice

Stefanie Knauss – Carlos Mendoza-Álvarez,

Editoriale. Teorie queer e teologie:

una introduzione

Abstracts

I. Teologie queer: diventare il corpo queer di Cristo

1. Dati fondativi

1.1 André S. Musskopf, Più queer di così!

I/ Introduzione

II/ L’emergere del queer

III/ Una contestualizzazione di queer

IV/ Queer in azione

V/ Teologicamente queer

1.2 Susannah Cornwall, Prospettive di teologia costruttiva: che cos’è la teologia queer?

I/ Introduzione: che cosa sono le teologie queer?

II/ Queerizzare la traduzione e l’esegesi

III/ Questionare la decenza, la marginalità e il potere nei discorsi teologici

IV/ Interrogare la tradizione storica cristiana

V/ Recenti sviluppi nella teologia queer

VI/ Conclusioni

2. Esperienze

2.1 Murph Murphy, Queer è Dio

2.2 Paul Uchechukwu, Il volere di Dio

2.3 Lukas Avendaño, Lettera di un indio renitente

I/ Affacciandoci sulla “muxeità”

II/ La “muxeità” come pratica sovversiva

III/ Per concludere

3. Teologie

3.1 Gwynn Kessler, La teologia ebraica queer

in parabole I/ Introduzione

II/ Fluidità di genere

III/ Performatività di genere

IV/ Il genere e i generi di Dio

V/ Conclusione

3.2 Carmenmargarita Sánchez de Léon,

I molteplici corpi di Gesù

I/ Introduzione

II/ Qual è il corpo di Cristo?

III/ Sarebbe uomo?

IV/ Gesù mi disturba

V/ La vita di Brian

VI/ Gira voce…

VII/ A mo’ di chiusura

3.3 Sharon A. Bong, Ecclesiologia: diventare il corpo di Cristo in Asia – un corpo queerpostcoloniale, (eco)femminista

I/ Introduzione

II/ Oltre il binomio maschile/femminile

III/ Oltre il binomio eteronormativo/non-eteronormativo

IV/ Conclusioni

3.4 Nontando Hadebe, «Da Nazaret può venire qualcosa di buono?» – «Vieni e vedi!». Un invito al dialogo fra teorie queer e teologie africane

I/ Introduzione

II/ Il contesto: la condizione delle persone queer in alcune parti dell’Africa

III/ Quattro caratteristiche della teoria queer

IV/ L’invito in risposta alla resistenza

V/ «Vieni e vedi»: teologie africane e teorie queer

VI/ Conclusioni

3.5 Ángel F. Méndez-Montoya, L’amore negli ultimi tempi. L’iscrizione escatologica nei corpi affini a un desiderio infinitamente queer

I/ Disfare semiotiche corporee egemoniche e violente

II/ Intravedere teo-logicamente l’escatologia

nel fluire del presente di un corpo queer

III/ Queerizzare i corpi abietti

3.6 Marilú Rojas Salazar, Liturgia queer

I/ Introduzione

II/ La performatività come pratica liturgica politica

III/ Il corpo, la mensa del desiderio eucaristico

IV/ L’erotica, forza di pienezza e resistenza

V/ I simboli nella liturgia queer

3.7 Gerald O. West – Charlene van der Walt, Una (introduzione alla) Bibbia queer

I/ Introduzione

II/ La struttura queer del secondo racconto di creazione (Gen 2)

III/ Interrogare e queerizzare Gen 19 con Gen 18

IV/ Un Giuseppe queer (Gen 37)

V/ Conclusioni: un percorso biblico queer 3.8 Shanon Shah, Teologie musulmane queer

I/ Introduzione

II/ Persone musulmane queer e lo “scontro di civiltà”

III/ Una tipologia postcoloniale di teologie musulmane queer

IV/ La varietà delle teologie musulmane queer contemporanee

1/ Letture dissidenti

2/ Letture resistenti

3/ Letture culturali

4/ Letture nazionaliste

5/ Letture liberazioniste

6/ Letture dissenzienti

7/ Letture status quo

V/ Conclusione: teologie musulmane queer, politica e potere

II. Forum teologico

Conrado Zepeda Miramontes, Gli esili nel villaggio globale e la compassione politica

I/ Introduzione

II/ La compassione politica

III/ A mo’ di conclusione

Reynaldo D. Raluto, L’imperativo della riforestazione per combattere il cambiamento climatico in Asia

I/ Introduzione

II/ I due principali fattori dell’aumento di gas serra nell’atmosfera

III/ La deforestazione in Asia come urgente preoccupazione ecologica

IV/ La distruzione delle foreste naturali come peccato ambientale

V/ L’imperativo di una restituzione ecologica

VI/ La riforestazione come riparazione per i peccati ecologici

III. Rassegna bibliografica internazionale

IV. Indice dell’annata 2019


Editoriale

Teorie queer e teologie: una introduzione

 Che cos’è la teologia queer? Di cosa si occupa? E come possiamo immaginare il corpo di Cristo in una prospettiva queer? Sono queste alcune delle questioni che verranno approfondite nel presente fascicolo di Concilium. Le teologie queer s’ispirano all’analisi critica della teoria queer che è emersa verso la fine del XX secolo dalle esperienze di soggetti e soggettività emarginati a causa della loro sessualità non normativa (gay, lesbiche, bisessuali) o dell’identità di genere (transessuale, intersessuale, non binaria). Come mostrato dal saggio introduttivo di André Musskopf, la teoria queer ha iniziato con il mettere in discussione l’assunto secondo cui categorie identitarie quali il genere e la sessualità sono naturali e immutabili. Rifacendosi a Michel Foucault e alle teorie decostruzioniste, le teoriche queer1 sostengono che i processi di naturalizzazione delle categorie binarie costruite socialmente non sono disinteressati, bensì servono a mantenere in essere i rapporti di potere politici, le strutture capitaliste, il patriarcato e i sistemi epistemologici. Laddove la chimera di identità naturali e stabili fornisce il fondamento per la costruzione di gerarchie e sistemi di oppressione e sfruttamento, delle identità mutevoli e instabili vengono percepite come una minaccia: esse “disturbano” lo status quo e quanti ne traggono beneficio. Fungendo da ponte tra la sfera accademica, i movimenti sociali e le questioni sociali e politiche concrete, la teoria queer è sempre stata un progetto tanto teorico quanto politico per il suo interesse verso i corpi emarginati, sofferenti a causa della violenza fisica, epistemologica, politica e psicologica. La qual cosa è evidente ancora oggi, quando il “fare e disfare (undoing)” critico operato dalla teoria queer rispetto alle categorie di differenza, ai processi di othering [il “rendere altro”] e ai rapporti di oppressione, dopo essersi focalizzato sul genere e la sessualità in Occidente si estende verso il Sud epistemico per includere l’appartenenza etnica, la razza, la classe, la disabilità e altre categorie utilizzate per classificare ed emarginare degli individui nelle loro interazioni intersezionali, all’interno del contesto più ampio del progetto decoloniale2. La teoria queer ha così apportato degli importanti contributi per comprendere l’intreccio di identità, desideri, modi di conoscere, politiche, economie e, non ultimo, religioni. Ed è qui che le teologie queer iniziano il loro lavoro critico e costruttivo. Il contributo di Susannah Cornwall fornisce una panoramica del settore, indica alcuni dei risultati e le sfide da affrontare per il futuro3. Per le teologie queer l’esperienza di oppressione vissuta da persone LGBTIQ+4 nella chiesa e nella società svolge un’influenza performativa, ed è per questo che includiamo nel presente fascicolo le testimonianze di tre individui – Murph Murphy, Paul Uchechukwu e Lukas Avendaño – che eludono le categorie normative occidentali di genere, sessualità e spiritualità. Essi ci parlano coraggiosamente delle loro [...]



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Titolo: "Los hermanos laicos en las provincias de México, siglos XVI y XVII. Dos temas por estudiar: evangelización y sociedad (433-468)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Francisco Morales
Pagine:
Ean: 2484300024696
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

The Franciscan provinces in the Americas were founded in the sixteenth century as missionary entities in charge of converting to Christianity the large native populations. The missionary groups, coming from the European provinces, always included lay brothers who participated in the field of catechism, architecture and health care. However, there are very few historical documents to study the missionary activities of the lay brothers in the earliest years of the sixteenth century. Fortunately, thanks to the significant group of colonists who began to take the habit in the American provinces, from the middle of that century, we are able to approach the importance of their role among the friars in the Americas. This article studies the contributions of the lay brothers of the Holy Gospel Province to the process of converting to Christianity the native population of Mexico, as well as their participation in the growth of the Franciscan Order in a colonial society.



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Titolo: "«Carissimo fratello». Documenti a un devoto religioso di san Francesco di fra Carlo da Sezze (469-503)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Juri Leoni
Pagine:
Ean: 2484300024702
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

This contribution offers the edition of a letter of St. Charles of Sezze (1613-70), a lay friar of the Roman Riformati Province; the letter, written on 26th April 1652 and addressed to an unidentifiable Franciscan religious, has been preserved in two editions. Having presented Charles’ epistolary activity and a catalog of his published and unpublished letters, the author moves on to the study of the tradition of the text and the criteria of this edition. The letter bears witness to the role, albeit exceptional in the panorama of 17th-century Franciscanism, of a lay friar in the field of spiritual direction and literary production, of which Charles of Sezze gave ample proof.



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Titolo: "Spiritual Exercises as a Means of Disciplining Lay Brothers? A Bavarian Case of 1722 (with un Unedited Document Transcribed by Dominik Dorfner, OFM) (505-534)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Benedikt Mertens
Pagine:
Ean: 2484300024719
Prezzo: € 5.00

Descrizione:Il presente contributo vuole indagare il caso del manuale di Esercizi spirituali per i fratelli laici francescani, scritto da Simon Schlosser in uso nella Provincia bavarese a partire dal 1722, e la reazione negativa da parte dei frati destinatari. Di tale opposizione si apprende notizia da una lettera circolare dello stesso anno, inviata dal Ministro provinciale, di cui si offre la trascrizione in Appendice. Dopo un’introduzione sulle norme attorno al ritiro annuale, del Manuale di Schlosser viene offerta una descrizione del suo contenuto. L’A. poi prende in esame la lettera del Ministro provinciale, dove si accenna a rumori e critiche circa la proposta del Manuale. Secondo l’analisi dell’A., lo scontento dei fratelli laici dovette dipendere dall’insistenza sulle loro mancanze e dall’immagine complessiva d’inferiorità che di questi ultimi emergeva nel Manuale, strumentalizzato così per il loro disciplinamento. Infine, si cerca di contestualizzare il ‘caso bavarese’ inserendolo tra gli esempi di ‘ribellione’ dei fratelli laici francescani nel XVII e XVIII secolo.

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Titolo: "La obra de Fr. Manuel Barbado sobre los Frailes legos de la Orden Franciscana (1745) (535-568)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Rarael Sanz
Pagine:
Ean: 2484300024733
Prezzo: € 5.00

Descrizione:The author presents and discusses the Compendio Historico, Lego-Seraphico, published by the Spanish lay brother Manuel Barbado in 1745. The work offers a history of the Franciscan Order from the point of view of its outstanding lay brothers who, as missionaries, martyrs, founders, reformers or writers, largely contributed to its success story. Aware of contemporary disputes over the access of lay brothers to leadership positions, their right to vote and their precedence over younger clerics and novices, Barbado defends their standing with reference to the fundamental equality among all friars in the earliest days of the Order. The excellence of the Franciscan lay element is further stressed by the 101 biographical vignettes of Franciscan lay brothers venerated as saints, blessed or venerable, contained in the second and third part of Barbado’s work. All in all, this book is an impressive 18th-century apologetic exaltation and defence of the state of Franciscan lay brothers, composed by a very self-assured member of their own ranks.

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Titolo: "Les doléances dun frère laïc de Touraine pictavienne au temps de la Commission des réguliers (569-586)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Pierre Moracchini
Pagine:
Ean: 2484300024740
Prezzo: € 5.00

Descrizione:The author presents, contextualizes and transcribes a letter of 1769 written by Br. François Dubois, a lay brother of the Touraine Pictavienne province at the time of the ‘Commission for Regulars’. The letter aims at defending the rights of the Franciscan lay brothers, esp. the just order of precedence within the community, and deplores the persecution which Dubois and other friars were exposed to because of their protest. Dubois manifests a vivid interest in discussing legal documentation and historical (as well as current) examples, with the aim of showing that the lay brothers’ place in the order isn’t necessarily just at the bottom of the hierarchical ladder. Moracchini also picks up Dubois’ references to a small reform entity within the Touraine Pictavienne province and presents both its history and modus vivendi.

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Titolo: "Die Priester unter den Franziskanerbrüdern vom Hl. Kreuz (587-618)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Michael Ruedin
Pagine:
Ean: 2484300024757
Prezzo: € 5.00

Descrizione:The paper presents the deliberations and struggles around the admission to priesthood in the history of the Franciscan Brothers of the Holy Cross, a TOR community with a distinctive lay charism. After sketching the foundational history since 1862 as well as the circumstances which, in 1937, led to the imposition of a Franciscan First-Order priest as general superior, the author focuses especially on the situation since the 1950s. A recent survey led by the author among members of this community, then, shows how the critical stance of a good part of the lay members as to the admission and role of priests in the Order persists, at least in an attenuated form. The appendix provides transcriptions of crucial documents related to this question, as well as biographical sketches of the nine priestly members of the community up to today.

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Titolo: "Litteras Alexandri domini pape quarti integras [] perspeximus. Die durch Bischof Eberhard II. von Konstanz beglaubigten Litterae zur Kanonisation Klaras (619-665)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Florian Mair
Pagine:
Ean: 2484300024764
Prezzo: € 5.00

Descrizione:Dopo che tre originali delle Litterae Clara claris preclara per la canonizzazione di Chiara d’Assisi sono stati trovati e nel frattempo pubblicati, il presente contributo è dedicato ad una copia autentica, ossia ad un testo vidimato, conservato a Dresda (Sächsisches Staatsarchiv, Hauptstaatsarchiv Dresden, 10001 Ältere Urkunden, Nr. 559). Il documento in esame porta la più antica data di emissione di un originale, il 18 settembre 1255, ed è stato convalidato da Eberhard II, vescovo di Costanza, in data 29 novembre 1256. L’articolo riflette sulla struttura specifica delle Litterae, sulla loro contestualizzazione letteraria, sulla retorica e, infine, sulla provenienza del documento di Dresda. Non viene esaminato soltanto un esemplare specifico di questa lettera papale, ma vengono fornite anche informazioni sulla storia della trasmissione e sull’interdipendenza dei vari manoscritti delle Litterae. A questa discussione preliminare fa seguito l’edizione critica del testo.

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Titolo: "La obra de Fr. Manuel Barbado sobre los Frailes legos de la Orden Franciscana (1745) (535-568)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Rarael Sanz
Pagine:
Ean: 2484300024726
Prezzo: € 5.00

Descrizione:The author presents and discusses the Compendio Historico, Lego-Seraphico, published by the Spanish lay brother Manuel Barbado in 1745. The work offers a history of the Franciscan Order from the point of view of its outstanding lay brothers who, as missionaries, martyrs, founders, reformers or writers, largely contributed to its success story. Aware of contemporary disputes over the access of lay brothers to leadership positions, their right to vote and their precedence over younger clerics and novices, Barbado defends their standing with reference to the fundamental equality among all friars in the earliest days of the Order. The excellence of the Franciscan lay element is further stressed by the 101 biographical vignettes of Franciscan lay brothers venerated as saints, blessed or venerable, contained in the second and third part of Barbado’s work. All in all, this book is an impressive 18th-century apologetic exaltation and defence of the state of Franciscan lay brothers, composed by a very self-assured member of their own ranks.

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Titolo: "Servizio della Parola - n. 514"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024641
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

Per comunicare meglio

56. I casi difficili/25.

Presentare una novità (R. Laurita)

I nostri modi di dire

16. «Il Signore ha voluto così»

1. «Dio ha voluto così»: dal Dio assente e lontano al Dio presente e vicino (A. Carrara)

2. Dio ha voluto così!

Una sfida alla nostra immagine di Dio (P. Bignardi)

3. La Provvidenza: in che modo Dio ha a che fare con gli eventi della nostra vita? (A. Cozzi)

Giocare d’anticipo

Celebriamo il sistema preventivo

di don Bosco (G. Novella)

Epifania – 7ª ordinaria

6 Gennaio / 23 febbraio

Epifania del Signore (G.L. Carrega, R. Laurita)

Battesimo del Signore (G.L. Carrega, R. Laurita)

2ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, G. Zanchi, V. Brunello)

3ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, L. Manicardi, V. Brunello)

Presentazione del Signore (M. D’Agostino, V. Brunello)

5ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, P. Bignardi, A. Andretto)

6ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, C. Zuccaro, A. Andretto)

7ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, V. Soncini, A. Andretto)

 

 

56. I casi difficili /25 Presentare una novità di Roberto Laurita 

Dopo la lettera «Ai parrocchiani rimasti senza prete» (del COP, Centro di Orientamento Pastorale) nella puntata precedente abbiamo proposto un testo apparso su un bollettino parrocchiale: «Ecco la “nuova” parrocchia di……». Chi scrive è un laico, il presidente del Consiglio Pastorale Parrocchiale (d’ora in poi: CPP). A dire il vero, stando al can. 536 del Codice di Diritto canonico, a presiedere il CPP dovrebbe essere il parroco. A un laico si affida solitamente il ruolo di vice-presidente. Quali sono gli obiettivi di questo scritto? • «Raccontare la nuova situazione»; • «provare a spiegare come stiamo operando e come ci siamo organizzati». In effetti: • la prima parte del documento è dedicata a narrare i «notevoli sconvolgimenti» e le «tante novità» che hanno interessato “la comunità” (probabilmente si allude a quella civile) e “la parrocchia”. I fatti sono indicati in modo semplice e diretto: – «non abbiamo più tra noi un parroco residente»; – e tuttavia c’è «un parroco responsabile» che sta «conducendo sapientemente» la parrocchia. È «il nostro parroco, nominato direttamente dall’arcivescovo». È «il nostro Pastore ed ha la responsabilità assoluta, sia spirituale che amministrativa, della nostra parrocchia»; • la seconda parte della lettera, molto più consistente, è invece consacrata all’organizzazione della parrocchia dopo gli avvenimenti che ne hanno mutato il volto abituale. Si tratta, infatti, di mostrare «come funzionerà adesso la nostra parrocchia ». Non casualmente si esprime la preoccupazione «che il tutto funzioni al meglio» e si parla di «organigramma parrocchiale, stilato e realizzato con la supervisione del parroco». Veniamo così a conoscere dettagliatamente le mansioni di coloro che potremmo designare come il personale religioso: il parroco e due sacerdoti che “collaborano” con lui e “cooperano” con la parrocchia. C’è chi celebra i funerali e si rende disponibile per le confessioni, chi presiede la messa prefestiva e collabora nella catechesi, fungendo anche – il termine usato non è molto nobile – da “tampone” nelle emergenze. A questi va aggiunto un terzo collaboratore che celebra le messe della domenica. Ci sono quindi le suore – quattro – alle quali è affidata la liturgia della Parola e il momento di preghiera quotidiano, la distribuzione della Comunione ai malati, ma anche il decoro della chiesa, il catechismo e i bambini della Scuola dell’infanzia. Non mancano gli apprezzamenti rivolti a preti e suore. Di queste ultime si dice che costituiscono una «presenza viva, importantissima, insostituibile». Del parroco si apprezza la sapienza con cui sta conducendo la parrocchia. Il suo ruolo ci sembra venga un po’ enfatizzato, allo scopo forse di rendere meno difficile l’assenza del predecessore che era residente («nominato direttamente dall’arcivescovo »; «è il nostro Pastore»; «ha la responsabilità assoluta »). Del terzo collaboratore si mette in evidenza il tentativo di inserirsi «nel tessuto sociale del paese» (anche attraverso il «momento di socializzazione post-messa»), tanto da essere considerato «uno dei nostri». A questo proposito come non notare il bisogno di potere instaurare, almeno con uno dei s




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Titolo: "Concilium - 2019/4"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024634
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Indice

Michel Andraos – Geraldo Luiz De Mori

Bernardeth Caero Bustillos, Editoriale.

Perché un numero di Concilium su popoli indigeni e cristianesimi

Abstracts

I. Popoli indigeni e cristianesimi

1. Visioni teologiche, spirituali e pastorali indigene

1.1 Sherry Balcombe, Spiritualità delle popolazioni aborigene. Una testimonianza dall’Australia

I/ Nel segno di un legame con la Terra

II/ Questo è l’insegnamento dei Lore

III/ La nostra fede è il nostro legame con il Paese e con tutto ciò che Dio ha creato

1.2 Atiliano A. Ceballos Loeza, La resistenza spirituale dei popoli oriundi

I/ Introduzione

II/ Riti e cerimonie

III/ Colonizzazione e neocolonizzazione

IV/ Un futuro doloroso, ma incoraggiante

V/ A mo’ di conclusione
1.3 Ernestina López Bac, L’“altare maya”come esperienza teologica e interreligiosa

I/ Introduzione

II/ Esperienze teologiche, ecumeniche e pratiche

III/ L’altare maya, simbolo della spiritualità comunitaria ed ecocentrica

IV/ Invito dei popoli indigeni di Abya Yala a pregare con il cuore sull’altare maya

1/ Ritessere le vie della vita e della storia

2/ La via dell’est

3/ La via dell’ovest

4/ La via del nord

5/ La via del sud

6/ Il centro, luogo del “Cuore Cielo – Cuore della Terra”

V/ Conclusione

1.4 Sofía Chipana Quispe, La Bibbia nei processi andini di decolonizzazione e interculturalità

I/ Alcune parole necessarie…

II/ La superiorità della Bibbia nelle riletture andine

III/ Una decolonizzazione necessaria della teologia andina

IV/ Interculturalità e Bibbia

V/ Conclusione

1.5 Harry Lafond, La Chiesa e le popolazioni indigene del Canada. Una visione Cree della Chiesa

e la mia esperienza come cattolico Cree

I/ La chiesa e le popolazioni indigene del Canada

II/ Conversazione di Harry Lafond con Michel Andraos

2. Dialoghi con i cristianesimi: prospettive regionali

2.1 Laurenti Magesa, Dalla frantumazione all’integralità. Guarire una Chiesa ferita in un continente ferito e modellare un cristianesimo africano del futuro

I/ Il paradigma fondamentale per l’evangelizzazione

II/ Le origini del cristianesimo etnocentrico caucasico

III/ Conseguenze sull’identità cristiana africana

IV/ Recupero della vista: la cultura come via per l’autentica evangelizzazione
V/ «Àlzati e cammina»: rafforzamento della libertà dal giogo della schiavitù culturale

VI/ Guardando al futuro

2.2 Alejandro Castillo Morga, L’orizzonte pedagogico a partire dall’etica dei popoli indigeni.

Il progetto del Centro di arti e mestieri per i popoli originari del Messico

I/ Introduzione

II/ I popoli originari nell’epoca della Modernità e del colonialismo

III/ Interpellanza etica dei popoli originari

IV/ L’etica indigena come discorso critico per una prospettiva pedagogica

V/ Il progetto del Centro di arti e mestieri per i popoli originari del Messico

VI/ Conclusione

2.3 Paulo Suess – José Agnaldo Gomes,

La causa indigena come critica della “ragione coloniale”

I/ I sopravvissuti e il loro Paese

II/ Condizioni di sopravvivenza

III/ Crollo della ragione coloniale

IV/ Il sinodo per l’Amazzonia come svolta decoloniale

2.4 Michel Andraos, Decolonizzare la relazione con le popolazioni indigene. Sfide teologiche e pastorali a lungo termine: una riflessione dal Canada

I/ Introduzione

II/ Le scuse non bastano

III/ Un compito per la teologia

IV/ Le sfide del futuro secondo teologi e studiosi indigeni

V/ Riconciliazione, dialogo, decolonizzazione

3. Riflessioni pastorali e teologiche

3.1 Karl M. Gaspar, Contesto ambientale, impoverimento e contrasti. Il caso della popolazione indigena di Bislig (Filippine)
I/ Introduzione

II/ Antropologia e sviluppo

III/ Provincia del Surigao del Sur

IV/ L’estrazione mineraria nella provincia

V/ La diocesi di Tandag

VI/ La parrocchia di Bislig

VII/ Miniere di carbone

VIII/ Applicazione e approvazione del certificato

di dominio ancestrale

IX/ Conclusioni

3.2 Diego Irarrázaval, Saperi autoctoni di rilevanza universale

I/ Introduzione

II/ Categorie egemoniche e conoscenze di ciascun popolo

III/ Resilienza indigena a carattere universale

IV/ Conclusione

II. Forum teologico

Celam – Dipartimento Cultura ed Educazione, «Cristo stesso è indigeno, nei membri del suo corpo». Messaggio finale dell’incontro degli operatori pastorali nativi dei popoli originari

Bernardeth Carmen Caero Bustillos,

«Vedendo e sentendo la realtà dei popoli originari…»

José Bartolomé Gómez Martínez,

«Una chiesa con un volto indigeno»

Geraldo De Mori, Soggetti dell’evangelizzazione e della storia

III. Rassegna bibliografica internazionale

 

Editoriale

Perché un numero di Concilium su popoli indigeni e cristianesimi

Sia la relazione di tipo coloniale fra cristianesimi e popoli indigeni sia le “evangelizzazioni” violente rendono non più dilazionabile, da parte della chiesa odierna, il dialogo e la solidarietà con quei popoli. Negli anni Novanta, in occasione della commemorazione del cinquecentesimo anniversario della conquista delle Americhe, le popolazioni indigene avevano attirato una qualche attenzione delle chiese del mondo, attenzione che tuttavia oggi appare definitivamente scemata. Le questioni politiche, sociali, culturali, pastorali e teologiche sollevate all’epoca dalle popolazioni indigene non sono state, in gran parte, affrontate adeguatamente e spesso vengono nuovamente spinte ai margini. Una delle questioni più urgenti, che richiede oggi impegno e attenzione pastorale, è la nuova (ma anche vecchia) situazione coloniale dell’estrattivismo in terre indigene, per foraggiare il mercato globale, a spese della Madre Terra e del sostentamento di molte comunità indigene nel mondo. La situazione in Amazzonia è uno degli esempi più eloquenti di ciò che sta accadendo a livello globale. Il sinodo speciale che si terrà di qui a poco, «Amazzonia: nuovi cammini per la chiesa e per una ecologia integrale», è un passo nella giusta direzione, neccessario da tempo, per avviarsi a un’azione pastorale al fine di costruire delle relazioni eque con le popolazioni indigene e con la Madre Terra. Per tutte queste ragioni, il tema «Popoli indigeni e cristianesimi» su Concilium ci sembra di grande attualità. Negli ultimi decenni il magistero ufficiale della chiesa cattolica e i papi hanno espresso solidarietà ai movimenti di autodeterminazione dei popoli indigeni, hanno riaffermato i loro diritti e hanno chiesto un cambio di atteggiamento da parte della chiesa nei loro confronti. Recentemente, papa Francesco si è scusato con le popolazioni indigene delle Americhe per la partecipazione della chiesa cattolica alla violenza coloniale (cf. i suoi interventi a Santa Cruz, in Bolivia, nel 2015, e a San Cristóbal de Las Casas, in Messico, nel 2016). Più di recente, il Documento preparatorio per il sinodo sulla regione panamazzonica ha assunto un approccio simile e molte chiese si sono impegnate ad avviare nuove relazioni con le popolazioni indigene. È ancora assente (o quasi), tuttavia, una riflessione teologica sistematica su cosa significhi veramente decolonizzare la teologia e il ministero pastorale. Cosa si intende per teologie e ministeri pastorali con le popolazioni indigene? Come immaginiamo queste nuove e giuste relazioni all’interno delle chiese? E perché queste teologie non sono avanzate in modo significativo negli ultimi decenni? A far data almeno dai primi anni Novanta i teologi indigeni e i loro sostenitori in ambito ecclesiale sono riusciti in ogni caso a dire la loro, articolando le loro esperienze, rivendicando un posto e una voce all’interno delle chiese e chiedendo che si instaurasse un dialogo davvero reciproco e interculturale tra le loro culture e tradizioni spirituali e le forme di cristianesimo imposte dall’Occidente. Vogliono appartenere alle chiese in quanto popoli indigeni. Ci dicono che la saggezza, le esperienze di vita, le spiritualità e le teologie degli indigeni hanno qualcosa di prezioso da offrire al nostro mondo e alle chiese, in particolare in questo momento in cui si incrociano molteplici crisi globali – ecologiche, economiche, securitarie, politiche, spirituali, ecclesiali ecc. Per anni e anni i movimenti indigeni nel mondo hanno resistito ai sistemi economici e politici neoliberali e neocoloniali. Questi sistemi – come essi chiariscono [...]



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 511-512"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024597
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDEX

Per comunicare meglio

54. I casi difficili/23. Presentare una novità (Roberto Laurita

DOSSIER

I nostri modi di dire

 14 «Il nostro fratello è già in paradiso»

1. «Il nostro fratello è già in paradiso»

(Alberto Carrara

2. Il “paradiso”: prospettiva teologica (Giovanni Ancona

3. La predicazione sui “novissimi” (Giacomo Canobbio

SUSSIDIO

Chi cerca la felicità?. «Si avvicinarono a Lui...»

(Massimo Pirovano

PREPARARE LA MESSA

Dalla 29ª domenica ordinaria alla solennità di Cristo, Re dell’universo 

29a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, + Gianni Ambrosio, Michele Roselli) 

30a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Paola Bignardi, Michele Roselli) 

Tutti i Santi (Alessandro Gennari, Martino Della Bianca) 

Commemorazione dei fedeli defunti (Martino Della Bianca) 

31a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Cecilia Cremonesi, Daniele Piazzi) 

32a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Ina Siviglia, Daniele Piazzi) 

33a domenica ordinaria

(Alessandro Gennari, Maria Agnese Moro, Gabriele Tornambé) 

Gesù Cristo, Re dell’universo

(Alessandro Gennari, Michele Nicoletti, Gabriele Tornambé)

 

 

Per comunicare meglio

54. I casi difficili /23

Presentare una novità

di Roberto Laurita

Nel testo presentato nella puntata precedente, avevamo rilevato come i problemi connessi con la nascita di un’Unità pastorale di fatto non appaiano.

Naturalmente la gran parte dello spazio di quell’intervista è consacrato ad illustrare le ragioni ideali che stanno alla base dell’Unità pastorale, che è «una forma di comunione, collaborazione e corresponsabilità tra due o più parrocchie». Il patrimonio simbolico mobilitato è di tutto rispetto (1 Cor 12 e Ef 4,12-16), con citazioni anche corpose (alcune righe). Gli obiettivi sono decisamente cristologici: comunione «innanzitutto con il Signore Gesù»; corresponsabilità come modo per volgere «le pluralità di attitudini a svilupparsi nell’armonia dell’unico intento: andare a Cristo e condurre a Cristo». Anche l’impianto ecclesiologico è solido. Il fine è «il sostegno e la valorizzazione di tutti i cristiani» perché ognuno «ha un dono “particolare” per il bene di tutti» e si tratta di «diventare più cristiani insieme», prendendosi cura gli uni degli altri. Del resto la Chiesa è «un corpo vivo e vivente». Che cosa pensare globalmente di questo documento?

[...]

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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024603
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

INDEX

 

Editoriale

 E. Massimi

Arte e liturgia: una relazione «complicata»

Studi

 S. Catalano

Arte e liturgia per chi?

 A . Mela

Arte e partecipazione nel contesto attuale

 V. Pennasso

Comunità, committenti, progettisti

 R. Mastroianni

La liturgia a lezione d’arte

 G. Zanchi

La potenzialità dell’artistico e i bisogni della formazione

 M. Brunini

Costruire una chiesa: l’esperienza di Viareggio

 F. Gaddini

L’adeguamento di una cattedrale: l’esperienza di Pescia

 G. Boselli

Il percorso dei Convegni di Bose

Sussidi e testi

 D. Piazzi

Le benedizioni dei «luoghi» liturgici

Formazione

 M. Roselli – S. Soreca

Formare gli operatori pastorali

5. Arte e liturgia

 M. Gallo – S. Sirboni

La Messa e il Messale

5. La preghiera eucaristica

 D . Piazzi

«È veramente cosa buona e giusta»

5. La nostra vocazione pasquale

Anniversario

Cronaca

 

 

Editoriale

 

Elena Massimi

Arte e liturgia:una relazione «complicata»

«Come il pescatore cattura il pesce con amo ed esca, così proprio con tropari e canti il diavolo spinge il monaco alla vanagloria, al desiderio di riuscire gradito, alla ricerca del piacere e ben presto all’impurità; infatti il canto non ha nulla a che fare con il monaco che desidera davvero la salvezza» 1. Questo breve passaggio di P. Everghetinós ben manifesta il peculiare e delicato rapporto, a cui è dedicato il presente fascicolo di RPL, che la liturgia intrattiene con l’arte. Liturgia e arte, infatti, utilizzano i diversi linguaggi, verbali e non, in modalità simboliche simili, trasfigurandoli; per questo motivo l’esperienza religiosa e quella estetica sono molto vicine – molto profondo è infatti il rapporto tra liturgia e bellezza. Potremmo affermare che la liturgia stessa è opera d’arte 2. Tutto ciò però non è esente da problemi: i linguaggi dell’arte nella liturgia possono, a seconda di come vengono messi in opera, aiutarci ad entrare nel mistero o addirittura distrarci da esso; per questo motivo P. Everghetinós affermava che il canto non ha niente a che fare con chi desidera la salvezza. Di tali dinamiche erano ben coscienti i Padri della chiesa, come Agostino, che ben attento, almeno nel caso della musica, confessava: «Quando mi capita di sentirmi mosso più dal canto che dalle parole cantate, confesso di commettere un peccato da espiare, e allora preferirei non udir cantare» 3. Potremmo affermare che l’arte è nella liturgia epifania del mistero, solo se è realmente a servizio di quest’ultimo e non viceversa. Purtroppo lungo la storia la graduale incomprensione di cosa fosse la liturgia, della sua natura e delle sue dinamiche, ha portato la liturgia stessa ad essere a servizio dell’arte, sua ancella, a divenire occasione per comporre, per costruire, per dipingere, per scolpire… Tutto ciò ha dato vita a opere meravigliose, che sicuramente elevano l’animo alla trascendenza, ma che sono espressione dell’artista, del suo sentimento religioso. La liturgia, invece, «è impressione di Dio sull’uomo più che espressione del sentimento dell’uomo verso Dio»4. Estendendo a tutta l’arte quanto SC 112 dice della musica, l’arte deve essere strettamente unita [...]



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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024610
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

SOMMARIO

SENTIMENTI NELLA BIBBIA

GIOIA

Editoriale

Ester Abbattista

«HAI MUTATO IL MIO LAMENTO

IN DANZA»: STERILITÀ FECONDE

Donatella Scaiola

DIO GIOCA CON IL LEVIATÀN

Sebastiano Pinto

QOELET HA MAI RISO?

Laura Invernizzi

LE ESPRESSIONI DELLA GIOIA

Lucio Sembrano

LA GIOIA DEL VANGELO

IRROMPE NEL MONDO

Annalisa Guida

LA GIOIA DI GESÙ

Marinella Perroni

PAOLO, LIETO IN OGNI TRIBOLAZIONE

Serena Noceti

LA GIOIA DI GESÙ E DEI DISCEPOLI.

UNA SFIDA ALLA TEOLOGIA

Valentino Bulgarelli

LA GIOIA. INDICAZIONI PER UNA

EVANGELIZZAZIONE “ATTRAENTE”

Monica Cornali

LA GRAMMATICA PSICOLOGICA

DI GIOIA E FELICITÀ

PER SAPERNE DI PIÙ

Marcello Panzanini

La gioia è un dono di Dio:

I Cento capitoli gnostici di Diadoco di Fotice

MEN AT WORK

Valeria Poletti

Il vizio della tristezza

APOSTOLATO BIBLICO

Sebastiano Pinto

La domenica della Bibbia nella liturgia eucaristica

VETRINA BIBLICA

ARTE

Marcello Panzanini

La gioia dell’incontro inaspettato.

Il tesoro trovato di Maria Cavazzini Fortini

 

EDITORIALE

Non si può non condividere l’opinione di chi sostiene che tutto il Nuovo Testamento sia un grido di gioia. Scorrendo i quattro vangeli, dall’annuncio della venuta di Gesù (Mt 12) ai racconti di risurrezione, risuona l’eco di tale grido (Lucio Sembrano). L’irruzione della bella notizia, che il profeta di Nazaret proclama e incarna, provoca una gioia incontenibile in chi è disponibile ad accogliere e a prendere sul serio la venuta del regno di Dio. Lo stesso Gesù manifesta nella quotidianità quanto sia gioiosa un’esistenza conquistata e ispirata dal vangelo: non disdegna momenti di piacevole convivialità e non esita ad affermare che in cielo si fa festa ogni qualvolta chi era perduto si lascia ritrovare. Persino nell’imminenza della straziante fine indica nella gioia la beatitudine derivante dal rapporto di amore e di comunione con il Padre (Annalisa Guida). Essa non esclude la sofferenza; la trasfigura. È il mistero pasquale a fondarla. Paolo annunciatore intrepido della stoltezza della croce e testimone piagato della indomabile fragilità dell’annuncio cristiano vede strettamente intrecciati gioia e ministero apostolico: né la prima né il secondo sono sentimenti autoindotti o frutti di una scelta; l’una e l’altro rispondono a una necessità intrinseca dell’essere discepoli. Il fondamento cristologico ha una ricaduta ecclesiologica: come si evince da 2 Cor 1,24, l’unica finalità della fatica apostolica è collaborare alla gioia della fede dei credenti (Marinella Perroni). Sorprendentemente nel corso dei secoli la teologia e la spiritualità non hanno saputo approfittare di questi filoni teologici e di queste corpose testimonianze delle origini (con san Filippo Neri come eccezione a confermare la regola). Bisogna dunque arrivare a papa Francesco per trovare un pontefice che metta al centro del suo magistero questa dimensione della vita cristiana, come si deduce dai titoli dei suoi scritti più incisivi (Evangelii gaudium, Veritatis gaudium, Gaudete et exultate, Laudato si’, Amoris laetitia). Si tratta non so lo di riscoprire un lessico, ma soprattutto di impostare una riflessione che ponga al centro la gioia come sfida per l’antropologia teologica, sollecitazione alla cristologia, invito alla ecclesiologia, in una cornice escatologica (Serena Noceti). Così il cristianesimo potrà fuoriuscire dal bozzolo di religione del risentimento e della paura, della rinuncia e delle passioni tristi, in cui in parte si è rinchiuso e in parte lo hanno (ingiustamente) ficcato i cosiddetti maestri del sospetto, Nietzsche in particolare. È dunque importante ripensare il cristianesimo partendo dalla sua essenza di buona notizia per l’uomo e vedere come potrebbe far rinascere la speranza negli uomini di oggi che si sentono attanagliati da un senso di precarietà esistenziale (Valentino Bulgarelli). A tal fine va proposta una evangelizzazione “attraente” che presuppone e propone un’immagine di Dio meno azzimata e composta di quella modellata sull’Essere aristotelico immobile e impassibile. Un’immagine di Dio più vicina a quella presente nell’Antico Testamento. Qui non solo si dà largo spazio alle esperienze di gioia con un vocabolario ricco e variegato (Laura Invernizzi), con storie di sterilità feconde (Ester Abbattista) e con riflessioni di carattere sapienziale (Sebastiano Pinto), ma soprattutto della gioia di Dio si parla con variazioni e sottolineature stimolanti e sorprendenti. Egli gioisce del suo popolo ridendosela dei suoi nemici (cioè affrancandolo da essi) e accogliendolo in un rinnovato rapporto sponsale. Inoltre, gioisce delle sue opere, come si afferma nel Sal 104, dove si arriva a descrivere Dio che giocherella con il Leviatàn, immagine ludica del Signore che si compiace anche delle creature che l’uomo giudica più temibili (Donatella Scaiola). Per dirla con Jürgen Moltmann, «Il riso dell’universo è l’estasi di Dio». Insomma, tutto questo e altri approfondimenti si potranno trovare nel presente numero. Dunque, buona lettura! Marco Zappella



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 513"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024627
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

SOMMARIO

Per comunicare meglio

55. I casi difficili/24.

Presentare una novità (R. Laurita) 3

I nostri modi di dire

15. «Annunciare a tutti la buona novella» 11

1. «Annunciare a tutti la buona novella»:

il dramma dell’annuncio cristiano (A. Carrara) 13

2. «Annunciare a tutti la buona novella»:

il significato dell’espressione (M. Menin) 17

3. L’essenziale dell’annuncio cristiano (M. Aliotta) 21

Festa delle famiglie

Celebriamo gli anniversari (R. Laurita) 29

Avvento - Natale 2019

1 dicembre / 5 Gennaio

1ª domenica di Avvento (G.L. Carrega, R. Laurita) 57

Immacolata Concezione (G.L. Carrega, R. Laurita) 78

3ª domenica di Avvento (G.L. Carrega, R. Laurita) 100

4ª domenica di Avvento (G.L. Carrega, R. Laurita) 121

Natale del Signore (G.L. Carrega, R. Laurita) 142

Santa Famiglia (G.L. Carrega, R. Laurita) 179

Maria Madre di Dio (G.L. Carrega, R. Laurita) 201

2ª domenica dopo Natale (G.L. Carrega, R. Laurita) 221

 

55.

I casi difficili /24

Presentare una novità

di Roberto Laurita 

 

Abbiamo terminato la puntata precedente esaminando un

documento episcopale che introduce un nuovo assetto pastorale

che comporta il riordino dei vicariati (foranie) e l’istituzione

delle Unità pastorali.

Abbiamo già fatto notare che queste non provocano problemi

tra i fedeli quando, al di là di alcune nuove collaborazioni,

lasciano intatta la situazione per quanto riguarda la presenza

dei preti. È il caso di due parrocchie che vengono a formare

un’Unità pastorale, ma mantenendo ognuna il proprio parroco

residente.

Le cose vanno diversamente quando viene a mancare il parroco

residente e quindi è giocoforza che i cristiani di una comunità

usufruiscano del ministero del prete in modo diverso, accordandosi

con le esigenze di altre parrocchie.

In tale frangente un momento di smarrimento è più che comprensibile.

Come reagire? Quali parole usare per aiutare a superare

un momento difficile, che tuttavia può diventare anche

un’occasione di crescita?
Al proposito vorremmo presentare ai nostri lettori due documenti

molto diversi tra loro. Entrambi, però, non possono essere

ricondotti alla penna di un prete o solo ad essa.

Il Centro di Orientamento Pastorale (COP) è nato dalla vivacità

intellettuale di mons. Grazioso Ceriani e dell’ambiente

cattolico milanese ed è legato alla realtà della parrocchia e della

pastorale italiana. È attualmente costituito da un gruppo di

“amici” vescovi, sacerdoti e laici strutturati in assemblea, consiglio,

presidenza. Il COP cerca di contribuire allo sviluppo della

ricerca e dello studio pastorale in Italia, propone opzioni pastorali,

aiuta la vita delle parrocchie e delle Unità pastorali, incoraggiando

lo sviluppo degli organismi di partecipazione (dalla

scheda della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali).

Nel 2010 il COP ha trattato il tema delle ‘nuove comunità cristiane’.

Al termine dei lavori, oltre al libro degli Atti del convegno

è stata pubblicata questa lettera.

Ai parrocchiani rimasti senza prete

Carissimi,

siete rimasti senza prete. Vi siete accorti subito, anche se da una

vita non andavate in chiesa, perché in casa c’è sempre una nonna

che, ogni mattina, lascia tutto e va a messa finché le gambe la reggono,

oppure perché il paese è piccolo e si sa sempre tutto di tutti,

anche se non vi interessa più di tanto. Il governo taglia di tutto:

insegnanti, ufficio postale, servizi di trasporto… e la chiesa taglia

sui preti. Cercheremo di sopravvivere; vorrà dire che come dobbiamo

andare al supermercato a fondo valle ci andremo anche a

fare qualche festa in qualche chiesa.

Alcuni di voi però hanno ancora un filino di fede, e sono dispiaciuti

perché il prete era sempre [...]



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 510"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024443
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

Ripensare l’omelia

 

anno LI

Introduzione: L’omelia va curata

di Chino Biscontin .

1. Dalla parte di chi ascolta:

impressioni, valutazioni, richieste

di Cecilia Cremonesi

2. Tra i propositi del predicatore

e le aspettative degli ascoltatori

di Roberto Laurita .

3. La genesi del genere omiletico

di + Francesco Lambiasi

4. Alcuni esempi di predicazione

4.1 I molti volti della predicazione

negli Atti degli apostoli

di Carlo Broccardo .

4.2 L’ars homiletica di Gregorio Magno

di Guido Innocenzo Gargano

4.3 Antonio di Padova l’egregius predicator

di Luciano Bertazzo .

4.4 «La verità è sempre alla portata di tutti».

La predicazione di don Primo Mazzolari

di Bruno Bignami .

4.5. Papa Francesco e l’omelia

di Giovanni Gennari .

5. La natura sacramentale della predicazione liturgica

Alla luce della Verbum Domini e del Direttorio omiletico

di Silvano Sirboni .

6. La predicazione nell’orizzonte dell’ecclesiologia

del popolo di Dio in Evangelii Gaudium

di Giovanni Rota .

7. Omelia e attualizzazione delle Scritture

di Carmelo Torcivia .

8. L’omelia nel contesto liturgico di cui è parte

di Doriano Locatelli

9. L’omelia nel contesto della pastorale parrocchiale

di Ezio Caretti

10. Dieci accorgimenti per una buona omelia

di Vittorio Peri

11. Parlerò al suo cuore. Predicazione, racconto, fede

di Giuliano Zanchi

12. Omelia e immagini

di Ermes Ronchi .

13. Omelia e linguaggio che comunica

di Simona Borello

14. L’omelia e i suoi obiettivi

di Chino Biscontin .

15. Suggerimenti pratici in Evangelii Gaudium

di Chino Biscontin .

16. Del buon uso di fonti e sussidi

di Simona Borello

17. Analisi di alcune omelie

di Roberto Laurita .

18. Per una spiritualità del predicatore

di Sandro Panizzolo

 

Introduzione

L’OMELIA VA CURATA

di Chino Biscontin

Va curata nel senso che per fare una buona omelia la preparazione deve essere accurata. Va curata nel senso che non poche omelie sono afflitte da difetti che, come ogni malattia, vanno curati. Papa Francesco, in EG 135 afferma: «L’omelia è la pietra di paragone per valutare la vicinanza e la capacità d’incontro di un Pastore con il suo popolo. Di fatto, sappiamo che i fedeli le danno molta importanza; ed essi, come gli stessi ministri ordinati, molte volte soffrono, gli uni ad ascoltare e gli altri a predicare. È triste che sia così. L’omelia può essere realmente un’intensa e felice esperienza dello Spirito, un confortante incontro con la Parola, una fonte costante di rinnovamento e di crescita». Se preparata con cura, nella fede e a servizio della fede, l’omelia può dunque essere, sia per il predicatore che per i destinatari, una felice esperienza dello Spirito, una esperienza “mistica” così come concepisce la mistica Francesco, e cioè non riservata a contemplativi a tempo pieno e con modalità straordinarie, ma come esperienza della vicinanza di Dio anche nell’ordinarietà della vita. Ne ha parlato in modo incantevole ed efficace anche nell’esortazione apostolica Gaudete et exultate. Il predicatore può fare l’esperienza, davvero felice, che la Parola passa attraverso di lui, attraversa la sua anima e la sua coscienza, per giungere all’assemblea celebrante. E l’assemblea può fare l’esperienza, altrettanto felice e che a volte si manifesta con un silenzio fondo e compreso, di cui parla s. Paolo: «Proprio per questo anche noi rendiamo continuamente grazie a Dio perché, ricevendo la parola di Dio che noi vi abbiamo fatto udire, l’avete accolta non come parola di uomini ma, qual è veramente, come parola di Dio, che opera in voi credenti» (1 Ts 2,13). [...]



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Titolo: "Da Porta di Mestitia a Porta di Paradiso: Giacomo da Belgioioso (1618) e le sue meditazioni della Passione (pp. 315-345)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Benedikt Mertens, Maria Grazia Simoncini in Fabris
Pagine:
Ean: 2484300024504
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Summary

This paper sheds light on a nearly forgotten Early modern Franciscan manual containing meditations on the Passion on a weekly basis and its author, Giacomo da Beligioso, a member of the Reformed Custody of Pavia. A survey shows that this work had, under two different names, twelve editions ranging from 1610 to 1793, which were mainly published in Turin. After a presentation of the characteristics of these editions, as to the developments of their contents and illustrations, the editio princeps of this book finds a more thorough analysis in the context of contemporary Catholic and—more specifically—Franciscan spiritual literature. As a result, whereas this manual proved to be a valid example of a Franciscan affective approach to the Passion in the early 17th century, its editorial success—as much as the traceable effective readership throughout two centuries—is somewhat surprising, given the changed spiritual climate during the Catholic Enlightenment period.



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Titolo: "Frati francescani pittori nello Stato di Milano del Seicento (pp. 215-234)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Andrea Spiriti
Pagine:
Ean: 2484300024511
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Summary

This paper aims to describe the artistic activity of some Franciscan lay brothers in the 17th century, a phenomenon of which, as the author shows, significant examples were found in the State of Milan during the Spanish era and especially in the recently established Milan Province of the frati riformati. The employment of the lay brothers and the use of their artistic skills had obvious economic implications for their communities and responded to the need to convey important spiritual, theological and identity-related values of the religious family to which they belonged. In particular, the author examines the careers of the Franciscan painters Fra Girolamo Cottica da Premana and Fra Emanuele da Como, whose significant artistic interventions in Dongo (S. Maria delle Lacrime) and in Rome (S. Francesco a Ripa) are presented.



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Titolo: "Brüder ohne Stimme: Auf der Suche nach den Laienbrüder unter den Sächsischen Franziskanern in Mittelalter und frühreformatorischer Zeit (pp. 169-214)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Bernd Schmies
Pagine:
Ean: 2484300024528
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Summary

We know of the strong lay element in the early Saxony province of the Friars Minor through Jordan of Giano’s chronicle. Although, through the consolidation process of the medieval Saxony province, lay brothers have to withdraw from an engagement in pastoral care and positions of leadership, they still occupy a prominent place in the provincial miracle and example literature as examples of accomplished Friars Minor. For the Late Middle Ages, the author examines their traces mostly in necrologies, wills, and, during the early Reformation, in the documents mentioning the allocations made to them by the local magistrates to alleviate the former friars’ transition to the secular life. Information on the Saxon lay brothers, the author has to conclude, remains quite fragmented, their trades (porters, cooks, shoemakers, master builders, painters…) being rarely mentioned; a specific problem is to clearly identify the fratres laici within the larger family of each convent, composed also of servi, famuli and perhaps tertiaries.



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Titolo: "Le converse delle Clarisse: carattere e mutazioni lungo i secoli (pp. 125-168)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Mauro Papalini
Pagine:
Ean: 2484300024542
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Summary

Clare of Assisi provided at San Damiano a space for religious women who, despite their diversity (literate vs illiterate and intern vs extern sisters), were treated with the same dignity, based on their common profession. Using contemporary sources, this paper first follows the complicated historical developments which led to a great variety of (professed or oblate) sisters and their employments and appellations throughout the middle ages. In post-Tridentine times, then, most Clarian communities worked with the model choir sisters vs lay or converse sisters, with the latter being assigned the hard manual work within the convent and the particular service to privileged noble sisters or rich pensionaries. They had to wear a white veil, take meals and pray apart from the other sisters and were deprived of the right to vote. Only the massive return to the rule of St Clare in the 20th century and the impulse of Vatican II brought about a change of mentality which led to the abolition of this divisive system within the cloister. A final section presents early modern spiritual exhortations addressed to the converses which further cement their inferior status, but also hagiographical writings that highlight their mystical experiences as a rare area in which the converse sisters could gain attention.



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Titolo: "The Minorite Vocation of the fratres laici in the Franciscan Order (13th - early 14th Centuries) (pp. 21-124)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Michael F. Cusato
Pagine:
Ean: 2484300024559
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Sommario

Il contributo presenta nella prima parte il ruolo subordinato dei conversi tra i benedettini cluniacensi, i cisterciensi e i domenicani. In tale contesto emerge la novità della fraternitas di Francesco d’Assisi come movimento di penitenti laici, il cui sviluppo sino alla morte del fondatore viene indagato nella seconda parte. Come dimostra l’evoluzione della Regola ‘non bollata’, la fraternità in espansione doveva tenere ormai conto della presenza di frati chierici, fatto che come tale però non creava notevoli distinzioni (ad es., tutti portavano lo stesso abito e avevano accesso al servizio di ministro) e non minacciava l’unica vocazione minoritica-penitenziale. Dall’altro lato, le direttive del Lateranense IV sulla formazione ed approvazione dei predicatori, come anche i tentativi dei chierici di imporre le loro prerogative, andavano creando una nuova situazione, illustrata nella terza parte: come dimostrano le prime Costituzioni generali, l’ammissione dei frati laici, spesso destinati ai servizi domestici in conventi focalizzati sulla pastorale urbana, veniva ormai guardata con sospetto se non ostacolata. L’esempio di frate Egidio, la letteratura agiografica non ufficiale o ancora la testimonianza d’Angelo Clareno lasciano intravedere una certa opposizione a questa tendenza generale e fanno del frate laico l’esponente della fedeltà all’ideale del facere penitentiam, in solidarietà con i bisognosi e con le popolazioni contadine.



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Titolo: "Verso un Institutum mixtum? La questione dellaccesso dei frati non chierici agli uffici di governo nellOrdine dei Frati Minori (nota storico-giuridica) (pp. 5-20)"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore: Priamo Etzi
Pagine:
Ean: 2484300024566
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Summary

This short contribution takes paragraph 61 of John Paul II’s Apostolic Exhortation Vita Consecrata (VC) as its starting point. In addition to Clerical and Lay Religious Institutes, VC also recognizes the canonical possibility of the existence of so-called “mixed” Institutes, in which all members—regardless of whether they are cleric or lay—have the same rights regarding access to offices of governance. Through a concise but chronologically wide-ranging examination of the principal Franciscan sources, supported by specialized historical-juridical studies on the subject, the article attempts to show how this new category (in which the Order of Friars Minor, currently identified by the Church as a Clerical Institute, hopes to be included as soon as possible) would better correspond to the original identity of the Franciscan Order as envisaged by Francis of Assisi in his Rule: a Fraternity open to cleric and lay friars without distinction.



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