Articoli religiosi

Ebook - Ebook - Riviste



Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025754
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

INIDCE 

Editoriale 

Cristiano D’Angelo 

«ALLA TUA DISCENDENZA IO DARÒ QUESTA TERRA» (GEN 12,7) 

Ombretta Pettigiani 

UNA TERRA DA ESPLORARE E DA ABITARE

Simone Paganini 

GUARDARE LA TERRA E RISPETTARE LA TORÀ NEL DEUTERONOMIO 

Dionisio Candido 

NEI LUOGHI DELLA SALVEZZA 

Donatella Scaiola 

DALL’ALLEANZA ALLA CREAZIONE DELLA TERRA 

Annalisa Guida 

QUELL’IMPASTO DI TERRA CHIAMATO UOMO 

Furio Biagini 

LA TERRA È DEL SIGNORE 

Giacomo Violi 

LA «TERRA SANTA» TRA BIBBIA E PIETÀ POPOLARE 

Marco Tibaldi 

IL PENTATEUCO NELLA SCUOLA: LA TERRA 

PER SAPERNE DI PIÙ 

Marcello Panzanini 

L’ombelico del mondo: Madaba e la sua carta geografica 

RILETTURE 

Valeria Poletti 

Terre promesse 

APOSTOLATO BIBLICO 

Alessandro Zavattini 

I metodi attivi con la Bibbia: i laboratori minori 

VETRINA BIBLICA 

ARTE

Marcello Panzanini 

L’ultima visione: Testamento e morte di Mosè, della Cappella Sistina 

 

 

EDITORALE 

Cinque lettere e dieci significati: così «ter­ra» nel vocabolario di italiano della Trec­cani. Una simile polisemia, benché più ristretta, si individua scorrendo l’Indice della pagina accanto: con lo stesso sostantivo ci si può riferire a un territorio specifico, al pianeta su cui viviamo, alla superficie terrestre e al suo suolo. Non si tratta di un arbitrio o di un limite della lin­gua italiana. Pure l’ebraico prevede un solo termine per realtà diverse o non identiche: il paese di Israe­le e il globo terrestre (nonché il mondo sotterraneo dei non esistenti) sono definiti dal medesimo so­stantivo (erez). E a ragion veduta: al pari di ogni al­tro popolo, Israele concepisce e vive la propria terra come la Terra; pensa la seconda a partire dalla pri­ma. Il dono di un territorio su cui insediarsi e da cui trarre sostentamento precede la creazione dell’u­niverso. Questo fascicolo inizia dunque presentan­do i testi in cui si mette a fuoco la relazione tra il popolo e la sua terra, prima promessa (Genesi), poi esplorata (Numeri), infine conservata a determina­te condizioni (Deuteronomio). I brani legati ai pa­triarchi sono testi fondanti, perché fondano il dirit­to (pure giuridico) che il popolo avrà a risiedere in quei luoghi; ma sono anche testi eziologici, perché offrono la ragione per cui sia capitata in sorte una regione per lo più brulla e aspra. Alla categoria del dono gratuito si affianca (o subentra) quella del pos­sesso condizionato: il primo si può perdere se il po­polo decide di non rispettare la Torà. Anche la mo­dalità di acquisizione muta (o si sdoppia): i patriar­chi procedono per negoziazione pacifica, le schiere di Israele per annessione militare. 

Tra i due poli, dono gratuito e possesso condizio­nato, si muovono pure i racconti dei primordi, pen­sati come proiezione su scala universale di una vicen­da particolare. Il Dio che assegna al suo popolo un luogo dove abitare mette le premesse al Dio che col­loca la prima coppia dell’umanità in un giardino col­tivabile: promette e dona la terra, l’uno; crea i cieli e la Terra, l’altro. La disobbedienza alla Torà, che pro­vocherà la perdita dell’indipendenza territoriale, di­ venta chiave di lettura della cacciata dal giardino delle delizie: in ebraico, il medesimo verbo significa osser­vare e preservare, servire e lavorare, aventi come og­getto indifferentemente la Legge o la terra. Così che la ricchezza di un territorio dipende non dal rigo­glio del suolo, ma dalla religiosità del popolo che lo abita e dallo stile con cui questi vi dimora. Si radica qui il dibattito, vivace ancora oggi, sulla in­dispensabilità di risiedere in un determinato paese e all’interno di un’entità statuale per risultare pie­namente fedeli alla volontà del proprio Dio: co­sa rende “santa” una terra? La sua intrinseca sacrali­tà oppure quella di chi vi adempie i comandamenti? 

L’interrogativo investe non solo il mondo ebrai­co, con risposte più diversificate e trasversali di quanto si possa immaginare, ma anche l’ambito cristiano. Le chiese hanno avuto un rapporto com­plesso con quei territori, subendo i condiziona­menti di contingenze storiche e fluttuazioni teologiche. Lo stanno a dimostrare anche solo cer­te scelte terminologiche. Il Pentateuco affianca al sostantivo «terra» il verbo «giurare», con Dio qua­le soggetto, sottintendendo che essa viene sicura­mente data. Avere prediletto la dicitura «terra pro­messa» ha da una parte spiritualizzato l’immagine (secondo la lettura tipologica che ne dà la Lettera agli Ebrei), dall’altra ha sciolto il nesso (indissolu­bile nel Pentateuco) tra Israele e la sua terra, ren­dendola sinonimo di chimera mai raggiungibile. Lo stesso si dica per l’altra dicitura: quella che in ebraico è, alla lettera, «terra del santo» (Dio? il po­polo?), diventa «santa» e significativa, ma in quanto attraversata da un membro di quel popolo. Questa fluttuazione (e manipolazione) terminologica si ri­verbera sul piano della toponomastica: come chia­mare quella regione, indefinita già sul piano stret­tamente geografico? 

Insomma, il fascicolo aiuta a entrare in un tema complesso e meno scontato di quanto si potrebbe immaginare. Dunque, buona lettura. 

Marco Zappella



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Titolo: "Rassegna di Teologia n. 4/2020"
Editore: Collegium Professorum Sectionis Sancti Aloisii
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025785
Prezzo: € 13.00

Descrizione:

FOCUS
Francesco Donadio, Sullo «spirito» dell’Enciclica
Fratelli tutti. Una lettura del Proemio
Cura – DisCernimento – responsabilità – sogno – soliDarietà
STUDI
Andrea Villafiorita Monteleone, Spunti ecologici
nell’itinerario di antropologia biblica della Pontifcia
Commissione Biblica
antropologia – bibbia – eCologia – lauDato si’ – relazione
Enrico Cattaneo SJ, Una rilettura della Lettera di Barnaba alla luce della categoria di “testamento” (diathk)
alleanza – Cristo – israele – nuovo popolo – passione – terra promessa – testamento
Secondo Bongiovanni SJ, Corpo, spirito, mondo. L’esperienza emergente in Francisco J. Varela
autopoiesi – enazione – emboDieD minD – esperienza umana
– Francisco varela
Veronica Petito, Sul male e la libertà. Note a partire da
Immanuel Kant
esperienza interiore – intenzione morale – libertà – male
radicale – origine
Francesco Malaguti, La concezione di Dio nella mistica
flosofca di Ibn al-‘Arab (1165-1240). Un’analisi teoretica
e comparativa
epistemologia – FilosoFia Comparativa – islam – metaFisiCa – suFismo

PROVOCAZIONI
Giacomo Costa SJ, Tante sponde, lo stesso mare. Nuovi
cammini di ecologia integrale per il Mediterraneo
Dialogo religioso – eCologia integrale – papa FranCesCo – Fratellanza – meDiterraneo
PRESENTIAMO UN LIBRO
Marco Vitelli, Ipazia di Alessandria e Sinesio di Cirene:
un rapporto interculturale in un’età di intolleranza. A proposito di un libro recente
Cristianesimo - interculturalità - ipazia - paganesimo - sinesio
Recensioni
libri ricevuti
Indice generale dell’annata 2020
Indice tematico dell’annata 2020



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025778
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Editoriale

2 M. Belli

La nuova traduzione del Messale

tra ironia e parodia

Spigolature

5 Uno sguardo alla realtà … con un sorriso

Studi

7 P. Tomatis

«Basta il libro!»

12 A. Grillo

Purché sia «valido»!

17 V. Trapani

«Si fa quel che c’è scritto!»

22 D. Messina

«L’importante è leggere!»

27 A. Giardina

«Basta un tavolo e un leggìo!»

32 P. Chiaramello

«Signore e Signori…»

37 S. Noceti

«Faccio io, no tu no!»

44 V. Gatti – G. Orsini

«Adesso vi spiego tutto»

49 M. Ferrari

«Con questo Messale

non si prega più!»

Formazione

54 A.M. Baldacci – M. Roselli

Ritualità della famiglia

1. Famiglia e chiesa

61 G. di Berardino

L’espandersi disinteressato della vita

1. Camminare

67 l. Palazzi – F. Manicardi

Corpo, spazio, rito

1. Abitare

Asterischi

73 S. Sirboni

Messe e orazioni per varie necessità

Inserto on line

Preghiere dei fedeli per il T.P

 

 

 

Editoriale Manuel Belli

La nuova traduzione del Messale
tra ironia e parodia

Paul Watzlawick è noto per aver scritto La pragmatica della comunicazione umana, uno dei testi fondatori dell’approccio sistemico in psicologia.
Al lettore italiano è tuttavia disponibile un libretto molto interessante e semi-serio dal titolo Istruzioni per rendersi infelici (edito da Feltrinelli): l’autore tesse un elogio paradossale dell’importanza dell’infelicità e offre una sorta di manuale per costruirsi una vita infelice. Per leggere il libro di Watzlawick servono un paio di ingredienti.
Il primo è una grande dose di ironia: evidentemente la sottolineatura del valore dell’infelicità e il genere letterario del manuale sono solo due espedienti letterari per porre la questione della felicità, di cui si fa una sorta di parodia. La parodia è uno stile interessante: strappando un sorriso e ingigantendo comicamente le questioni, è capace di porre i problemi sotto angolature originali. Nel sostenere comicamente che l’infelicità è necessaria alla società e che occorre fare di tutto per conservarla, lo psicologo propone un’efficace posizione del problema di una strutturale irrisolutezza dei meccanismi sociali, ma nella logica di un superamento.
La seconda premessa necessaria alla lettura è l’autoironia: il libretto, con una scrittura leggera e simpatica, affronta questioni spinose, stili di comportamento consolidati, urgenze di cambiamenti che potrebbero indisporre il lettore che abbia preventivamente blindato la propria personalità, precludendo ogni possibile cambiamento. Per chi si pensa in uno stato di perfezione quasi angelica o per chi ormai è sceso a patti con ciò che lo fa soffrire e preferisce uno stato di accettabile tristezza piuttosto che il rischio di una debordante gioia, le ironie di Watzlawick potrebbero suonare quasi come dissacranti.
Ma veniamo a noi. Era un pomeriggio di febbraio particolarmente piacevole, di quel periodo dell’anno scorso dove nessuno sospettava ancora che di lì a poco si sarebbe parlato di contagiati, terapie intensive, DPCM e lockdown. Ci siamo ritrovati come redazione per progettare questa annata: il 2021 doveva essere l’anno dell’uscita della traduzione del nuovo Messale.
Tutta l’editoria cattolica era con il fato sospeso per poter produrre testi e sussidi in simultanea con l’uscita dell’atte-so libro liturgico, e anche noi non volevamo mancare all’appuntamento, per onorare il compito di offrire un taglio pastorale-liturgico della questione.
Ma, vuoi la leggerezza del periodo, vuoi che tanti avevano già messo mano a scrivere commenti e a offrire riessioni sull’argomento, vuoi che già era in programma un numero tematico della rivista nel 2020, ci siamo sentiti un po’ dei «piccoli Paul Watzlawick»: perché non concederci qualche spazio di ironia e di parodia? E così è venuto il titolo di questo fascicolo, facendo eco al libretto del noto psicologo: «Il Messale: istruzione per non farlo funzionare».
Penso che per leggere le pagine che seguiranno servano gli stessi ingredienti necessari alla lettura del testo di Watzlawick. Prima di tutto un pizzico di ironia. Vorremmo sfatare la famosa battuta che tutti sanno sui liturgisti, dimostrando che al contrario dei terroristi anche con noi si può trattare e persino scherzare. L’ironia è capace di parrhe¯sía: sa cogliere nel segno e offrire spazi di riessione senza essere pedante o polemica.
Ma vorrei dire senza ironia ciò che invece nei titoli degli articoli sarà proposto in modo più simpatico: una nuova traduzione di un libro liturgico non risolve il problema della riforma liturgica. Una fortunata formula sintetica di Chauvet sostiene che nel rito «ciò che […]



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 525"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025747
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Così credono i giovani

2. Dio? Un ricordo!

(P. Bignardi)

I nostri modi di dire

25. «Vincere la tentazione»

1. Spunti sul senso moderno

del «vincere la tentazione» (A. Carrara)

2. Beato l’uomo che sopporta la tentazione (A. Montanari)

3. Il travaglio di chi lotta con la tentazione (L. Pinkus)

Il sorprendente incontro con Dio

(R. Laurita)

Tempo di Quaresima 2021

17 febbraio 2021

3 aprile 2021

Mercoledì delle Ceneri (S. Grasso, R. Laurita)

1ª domenica di Quaresima (S. Grasso, R. Laurita)

2ª domenica di Quaresima (S. Grasso, R. Laurita)

3ª domenica di Quaresima (S. Grasso, R. Laurita)

4ª domenica di Quaresima (S. Grasso, R. Laurita)

5ª domenica di Quaresima (S. Grasso, R. Laurita)

Domenica delle Palme (S. Grasso, R. Laurita)

Giovedì santo (R. Laurita)

Venerdì santo (R. Laurita)

Veglia pasquale (R. Laurita)



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Titolo: "Concilium - 2021/1"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025761
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Indice


Gianluca Montaldi – Catherine Cornille
Daniel Franklin Pilario, Editoriale
Abstracts
I. Chiesa e teologia di frontiera
1. Una visione globale
1.1 Anna Staropoli, Lo scarto delle periferie del mondo:
pietra angolare e fessura di infinito

I/ Le periferie dello scarto e la cittadinanza globale
II/ La trasformazione dei conitti: due simboli,
la porta e la piazza
III/ Due casi-studio di mediazione comunitaria
dei conitti a Palermo
1/ Il mercato dell’usato all’Albergheria
2/ Mediazione comunitaria nel rione rurale di Danisinni
IV/ Conclusioni: La pedagogia sognante
1.2 Sharon A. Bong, Incontrare lo straniero
ai cancelli d’ingresso. Verso una teologia dell’ospitalità
femminista-postcoloniale

1.3 Carlos Mendoza-Álvarez, Attraversare frontiere,
creare altri mondi possibili.
Per una teologia decoloniale della migrazione

I/ Un grido globale: la migrazione a mobilità forzata
II/ Decolonizzare le frontiere
a partire dalle resistenze dei popoli migranti
III/ L’interculturalità come chiave epistemologica
IV/ Il paradigma teologico dell’incarnazione
come migrazione umano-divina
1.4 Giovanni Giorgio,
Inforg: quale confine tra natura e tecnica?
I/ Una rilettura analitica del cammino della tecnica
II/ Una nuova ontologia e una nuova etica
III/ Un ambientalismo olistico
1.5 Stan Chu Ilo, Teologia come attraversamento
dei confini. Insegnamenti da un ostello per rifugiati

I/ Oltre i limiti dell’identità e dell’alterità
II/ La chiesa come ospedale da campo senza confini
III/ Teologia come attraversamento di confini:
una danza sacra con Dio
2. L’Europa e il Mediterraneo come “case study”
2.1 Michelle Becka – Johannes Ulrich,
L’Europa al confine. Ambiguità e dinamiche
della gestione europea dei confini

I/ Separare, delimitare, escludere
II/ La breve strada che va da Schengen a Dublino
III/ Confini orizzontali e confini verticali
IV/ Conclusione
2.2 Cettina Militello,
Il futuro (cristiano?) dell’Europa
I/ Quale futuro per l’Europa?
II/ Un futuro cristiano?
III/ Ripartire da dove?
2.3 Zoran Grozdanov, Noi, il popolo (cattolico):
è il populismo che sta sabotando il cristianesimo?
Uno sguardo dall’Europa orientale

I/ Assunti teologici cristiani e ascesa del populismo
II/ Conclusione
2.4 Valerio Corradi, Il Mediterraneo
come spazio di riconoscimento interculturale

I/ Un contesto multiforme e in movimento
II/ La sfida del riconoscimento
III/ Il protagonismo possibile della società civile
e dei soggetti intermedi
IV/ Per concludere: un nuovo modo
di pensare il Mediterraneo
2.5 Giuseppina De Simone,
Una teologia dal Mediterraneo
Premessa
I/ Una questione di confini: tra storia e narrazioni
II/ Che cosa c’entra la teologia?
III/ La storia come “luogo teologico”: fare teologia in contesto
IV/ Per una teologia nel contesto del Mediterraneo
V/ Il Mediterraneo come “luogo teologico”
3. Epilogo
Crispino Valenziano,
Arte, confine oltre i confini
II. Forum teologico
1. Kristof K.P. Vanhoutte, Scritto da dei buoni…
approvato da delle scimmie.
Una critica alla narrazione del covid-19

2. Alberto Dal Maso, Cos’abbiamo imparato, in liturgia,
uscendo dalla comfort zone? Nuovi scenari possibili
per dei riti messi alla prova del confinamento
I/ Officiare “a porte chiuse” una messa clericale:
inerzia o regressione?
II/ Trasmettere messe “digitali”: futuro realizzato o fascinazione acritica?
III/ Celebrare, oltre la sola missa, nelle chiese domestiche: spiragli di apertura
1/ «Dio abita nelle case, nelle strade, nelle piazze» (EG 71)
2/ Una pluralità di espressioni liturgiche da rivalutare
IV/ Niente sarà più come prima? Il dovere di discernere e… ricomporre

 

Editoriale

In maniera implicita o esplicita, frontiere e confini hanno sempre custodito un profondo significato teologico. Il confine è, da un lato, uno strumento per definire un’identità tracciando una linea di demarcazione fra sé e gli altri, ma, dall’altro lato, può anche essere esperito come un’occasione di scambio. Da un punto di vista antropologico, costituisce sia una limitazione sia un punto di partenza. A causa di questa ambiguità, si
deve prestare un’attenzione particolare alla fragilità di quanti vivono “ai margini”, ovvero «in territori magici» (Gloria Andalzúa). Inoltre, oggigiorno osserviamo un cambiamento profondo nell’esperienza esistenziale del “confne”. Le ragioni sono molteplici: i problemi legati al cambiamento climatico, l’accesso ad acqua potabile e aria non inquinata, le dierenze nello sviluppo e nelle risorse economiche e finanziarie, l’instabilità politica e la violenza stanno spingendo sempre più persone in tuto il mondo a varcare delle frontiere. Questi spostamenti potrebbero delineare una nuova umanità e una nuova coabitazione, nella quale le risorse religiose e spirituali di ciascun individuo e di ciascun gruppo possano avere il proprio ruolo. Di conseguenza, la teologia è profondamente coinvolta in questa rifessione, ma è pure chiamata a intraprendere un dialogo con altre discipline.
La consueta conferenza annuale di Concilium avrebbe dovuto tenersi per il 2020 a Palermo, in collaborazione con la Facoltà teologica palermitana e con la Società italiana per la […]



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Titolo: "Credere Oggi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025716
Prezzo: € 6.75

Descrizione:

Teologia e spiritualità del camminare

Editoriale: Il cammino, un paradigma per «dire» Dio e l’uomo

PAOLO GAMBERINI

«Deus viator». Un nuovo paradigma per «dire» Dio

GILBERTO DEPEDER

Imparare camminando. L’esperienza di Gesù

SERENA NOCETI

«Quelli della Via»: chiesa in cammino

MARTINO SIGNORETTO

«Andare» e «stare». Dalla creazione alla Gerusalemme celeste

NIKLAUS KUSTER

Pellegrinaggio e missionarietà. San Francesco e la strada

MARIACLARA ROSSI

Pellegrine medievali

PAOLO ASOLAN

Il camminare e i giovani. Motivazioni sociologiche

GIANROMANO GNESOTTO

Uomo camminante. L’esodo come paradigma antropologico

MARTINO SIGNORETTO

I pellegrinaggi urbani. Recarsi a Gerusalemme nelle proprie città

Documentazione: Alla ricerca della terra perduta - I vagabondi di tutti i tempi (Fabio Scarsato)

Invito alla lettura (Fabio Scarsato)

 

 

Editoriale

Il cammino, un paradigma per «dire» Dio e l’uomo

Secondo le Scritture, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe è un Dio sempre in cammino. Anche Israele, il popolo eletto, si comprende come «identità dinamica», le cui radici storiche e spirituali sono associate all’esperienza di un «arameo errante», di un uomo cioè che del camminare aveva fatto un tratto distintivo del suo essere nel mondo (cf. Dt 26,5-9). Lo stesso Gesù visse buona parte del suo ministero pubblico in cammino sulle polverose strade della Terra del Santo. Dopo la risurrezione, egli non abbandonò i panni dell’homo viator, ma si presentò come un viandante, in cammino sulla strada che da Gerusalemme conduceva a Emmaus, in compagnia di due discepoli, cui svelò la sua identità (cf. Lc 24,13-35). La missione di Paolo di Tarso, l’Apostolo delle genti, non sarebbe comprensibile senza considerare il suo infaticabile cammino sulle strade dell’impero romano per portare l’annuncio evangelico sino ai confini della terra (cf. At 1,8). Numerosi pellegrini, nel corso dei secoli, intrapresero lunghi viaggi per visitare i «luoghi santi», lasciando preziose testimonianze su ciò che avevano visto, insieme ad appassionanti racconti del loro percorso interiore. Nell’accezione spirituale del «camminare», la tradizione cristiana annovera autentici capolavori: basti ricordare l’ Itinerarium mentis in Deum di san Bonaventura o la Salita del monte Carmelo di san Giovanni della Croce. Se dall’ambito teologico e spirituale si passa a considerare l’apporto della letteratura, il quadro si arricchisce di altri contributi memorabili, pagine che hanno lasciato una traccia profonda nell’immaginario collettivo. Opere come l’Odissea, l’Eneide e la Divina Commedia hanno posto al centro della narrazione il «cammino» dei rispettivi protagonisti, delineando in tal modo un paradigma per la comprensione dell’uomo e del mondo. L’homo viator è stato anche oggetto di numerosi studi e analisi da parte di antropologi, storici, filosofi e sociologi, che hanno vivisezionato il fenomeno e la pratica del «camminare». Nel nostro tempo, poi, sono sempre più numerosi coloro che, attraverso l’esperienza del cammino, scoprono (o riscoprono) la dimensione dello «spirito». In alcuni casi, il camminare assume addirittura una funzione terapeutica e di recupero dei valori più autentici della vita, spesso offuscati dai ritmi frenetici del mondo moderno. Il camminare, dunque, è un’esperienza che attraversa i tempi, i luoghi e le culture, ma forse proprio per questo rischia di non essere compreso e spesso finisce per essere relegato tra le cose ordinarie, quindi ovvie della nostra quotidianità. La realtà è ben diversa, come ha rivelato anche il Covid-19, che ha imposto numerose limitazioni alla vita personale e sociale, non ultima la possibilità di muoversi liberamente. Il camminare, nelle sue declinazioni (pellegrinaggio, vagabondare, migrazioni, ecc.), non è soltanto un movimento nello spazio, cioè lo spostamento da un luogo a un altro, né può essere circoscritto alla sola dimensione fisica – il camminare con i piedi –, ma coinvolge dimensioni profonde dell’humanum, come il pensiero, la riflessione, il modo di intendere e vivere la vita, la possibilità di instaurare e coltivare relazioni. Da non trascurare, inoltre, un fatto importante: dall’azione del camminare deriva anche un linguaggio fatto di parole e simboli con cui sono narrate le vicende delle nostre esistenze e l’avventura dell’umanità intera, secondo un codice espressivo facilmente comprensibile, perché universale. Ma il fenomeno e la pratica del camminare rappresenta, anzitutto, una realtà con cui la comunità ecclesiale deve confrontarsi in modo intelligente e propositivo. In un mondo che cambia, la «chiesa in uscita » è chiamata a ripensare il proprio modello di evangelizzazione e servizio, anche in merito a questa feconda categoria antropologicoteologica che coinvolge o almeno interessa molte persone, soprattutto le giovani generazioni, spesso refrattarie ad altre modalità di annuncio e proposta. Il contributo del fascicolo si pone in questa linea, senza alcuna pretesa di esaustività, ma nella speranza di offrire un quadro articolato che aiuti il lettore a cogliere diversi aspetti di questa realtà – il camminare – che possiede ancora la capacità di provocare gli uomini e le donne del nostro tempo, facendo intuire la possibilità di un’esperienza da cui trarre preziose indicazioni nella ricerca di una dimensione “ulteriore” di senso. Il fascicolo si apre con un articolo di Paolo Gamberini, «Deus viator». Un nuovo paradigma per «dire» Dio. La Bibbia non propone una concezione statica della trascendenza divina, rivela invece il carattere dinamico ed evolutivo del rapporto di Dio con le realtà create. A partire dal mistero dell’uomo-Dio, Gesù di Nazaret, lo sguardo si estende a tutto il cosmo, che «geme e soffre» in attesa di «entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8,19-22). Seguendo i passi di Gesù lungo le strade della Galilea e delle regioni circostanti, in riva al lago e sul monte, fino in Giudea e a Gerusalemme, è possibile a mettere a fuoco il mistero d’amore da cui tutto trae origine: la sua obbedienza filiale al Padre. Gilberto Depeder, Imparare camminando. L’esperienza di Gesù studia i tratti fondamentali di tale esperienza, individuati mediante la presa in esame dell’effettivo cammino di Gesù, secondo la testimonianza del racconto di Marco. Lo studio di Serena Noceti, «Quelli della Via»: chiesa in cammino mette in evidenza come il «non ancora», che segna la natura della comunità ecclesiale, fosse ben presente nella percezione dei primi cristiani. Il nome con cui erano conosciuti – «quelli della Via» (At 9,2) – rifletteva l’autocoscienza della chiesa delle origini: pellegrini e forestieri su questa terra e in cammino verso la patria futura. Il tema del cammino, della via, del percorso di vita non riduce il proprio significato all’idea del bivio, che si presenta man mano che la vita mette l’uomo di fronte alle scelte etiche. Il contributo di Martino Signoretto, «Andare» e «stare». Dalla creazione alla Gerusalemme celeste inserisce i motivi dell’«andare» e dello «stare» in un orizzonte più ampio, rappresentato dall’intera narrazione biblica. L’esperienza del camminare segnò l’esperienza umana e spirituale del Poverello di Assisi che seppe trasformare «la strada» in luogo e occasione di testimonianza evangelica. Approfondisce questa dimensione francescana l’articolo di Niklaus Kuster, Pellegrinaggio e missionarietà. San Francesco e la strada. Lo studio di Mariaclara Rossi, Pellegrine medievali, ricorda che il camminare non è un’esperienza solo al maschile. Nel corso della storia molte figure femminili, più o meno note, si sono avventurate sui sentieri e le strade del loro tempo, lasciando testimonianze preziose sui luoghi visitati e sul modo in cui esse hanno vissuto i loro viaggi. Il mondo giovanile guarda con profondo interesse al camminare, in modo particolare al pellegrinaggio. Si tratta di un fenomeno complesso che interroga la comunità cristiana, chiamata a orientare questa pratica in termini che siano educativi della persona e in vista dell’annuncio cristiano. Su questi aspetti riflette Paolo Asolan, Il camminare e i giovani. Motivazioni sociologiche. Nella tradizione biblica, un testo più di altri è connotato dal motivo del cammino, inteso come esperienza di Dio nel mondo e nella storia: il libro dell’Esodo. Il percorso del popolo eletto indica simbolicamente il cammino della vita, la parabola dell’esperienza umana, il passaggio continuo da una condizione all’altra dell’esistenza. In altri termini, il cammino di Israele assurge a cifra comprensiva della stessa condizione umana, come sostiene Gianromano Gnesotto, Uomo camminante. L’esodo come paradigma antropologico. Trattando di pellegrinaggi, il pensiero corre subito alle tre peregrinationes maiores: Gerusalemme, Roma e Santiago de Compostela. L’articolo di Martino Signoretto, I pellegrinaggi urbani. Recarsi a Gerusalemme nelle proprie città, si sofferma invece sul pellegrinaggio con riferimento a mete «minori», più vicine e accessibili. Spesso si tratta di itinerari intra muros che riproducono, su piccola scala, alcuni dei luoghi o monumenti più importanti dei grandi itinerari tradizionali. Nella Documentazione, a cura di Fabio Scarsato, sono riportati i testi di due autori, un poeta e un filosofo, accomunati dal riferimento al tema del «camminare». La scelta è ispirata dal desiderio di offrire un orizzonte di riflessione quanto mai ampio e differenziato, un modo per dimostrare come lo stesso tema si possa affrontare da prospettive e sensibilità diverse, ma sempre con profondità e intelligenza, laicamente e religiosamente. Fabio Scarsato propone anche l’ Invito alla lettura, un approccio ragionato alla vasta bibliografia sul «camminare», tema che nel corso degli ultimi anni ha attirato l’interesse di studiosi ed esperti di varie discipline. Particolare attenzione è dedicata alle esigenze dei lettori che si accostano a questo tema con sensibilità e attese diverse, nell’intento di avviare un percorso di approfondimento personale, muovendo dalle suggestioni offerte dagli autori, che hanno contribuito alla realizzazione del presente fascicolo.

Buona lettura!



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Titolo: "Rassegna di Teologia n. 3/2020"
Editore: Collegium Professorum Sectionis Sancti Aloisii
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025594
Prezzo: € 13.00

Descrizione:

FOCUS

Giovanni Di Napoli, Terza edizione italiana del Messale

Romano. Dono e kairos per riscoprire il linguaggio, la

forza e la grazia del celebrare

Calendario - Eucologia - Liturgia - Messale - Traduzione

STUDI

Angelo Biscardi, L’eucaristia: apprendistato efficace

della vita cristiana

Apprendistato - Efficacia (sacramentale) - Eucaristia - Iniziazione

- Performatività

Antonio Sabetta, Realismo dell’incarnazione, realismo

sacramentale. La controversia di Lutero sulla presenza reale

di Cristo nel sacramento dell’altare tra il 1527 e il 1528

Cristologia - Lutero - Presenza reale - Sacramento - Santa Cena

Carlo Manunza SJ, Ascoltare e accogliere la Parola secondo

l’Apocalisse di Giovanni e 4 Esdra. Differenze nella recezione

attesa di due testi apocalittici

Adam - Creazione - Ecologia integrale - Genesi - Laudato si

NOTE E DISCUSSIONI

Severino Dianich, Virtualità ermeneutiche di un racconto

Cristologia - Ermeneutica - Immaginazione - Narrazione – Transdisciplinarietà

Massimo Nardello, La legittimità e il ruolo della teologia

cristiana nel contesto pubblico. In dialogo con la visione di

David Tracy

David Tracy - Dialogo - Ermeneutica - Teologia pubblica - Laicità

PROVOCAZIONI

Ciro Costagliola, Superare la paura. Riflessioni dalla

quarantena

Fede - Fragilità - Pandemia - Paura - Speranza

Presentiamo un libro

Leonardo Lepore, Ritratto a tutto tondo: Acab re d’Israele

Carlo Lorenzo Rossetti, Il dinamismo della speranza

cristiana. A proposito di un libro sull’escatologia di H. de

Lubac



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Titolo: "Archivum Franciscanum Historicum"
Editore: Frati Editori di Quaracchi
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025532
Prezzo: € 20.00

Descrizione:

Discussiones et Documenta

Juri leoni, OFM. – Rime volgari in onore di caterina Vigri (1413- 1463). Dal chiostro alla città

Giuseppe Gardoni. – Il confessore del principe. Frate Antonio della croce e Francesco II Gonzaga

Florian Mair, OFM. – l’Oratio funebris atque consolatoria per Antonio cardona. un’opera sconosciuta di Pietro Galatino

Mauro Papalini. – «Un’opera che sarà una perpetua memoria»: una fonte sull’origine e progresso del monastero delle cappuccine di città di castello

Cayetano Sánchez Fuertes, OFM. – Fray Antonio José de luna ramos, obispo de nueva cáceres (1768-1773) y el despotismo ilustrado en Filipinas

Johannes k. Schlageter, OFM. – Die bearbeitung von Augustin von Alveldts erklärung der klarissen-regel (1535) durch Theodorich Dinger (eger, 1704)

Miscellanea

Marcello Bolognari. – Le Laudes Dei altissimi di frate Francesco e l’oratio iniziale dello Stimulus amoris: un precoce esempio di ricezione

duecentesca

Aaron Gies. – A new source for Alexander of Hales: Anselm of laon, Glosae super Iohannem

Maria Evelina Malgieri. – Le idee divine nella scolastica francescana del XIII e XIV secolo

Summaria

Recensiones

Messa, Pietro [OFM]. – Francesco profeta. la costruzione di un carisma. – (Pietro Maranesi)

Zavattero, Irene (a cura). – L’uomo nel pensiero di bonaventura da bagnoregio. – (Johannes baptist Freyer)

Fra Elemosina e la riscrittura della memoria cittadina a Gualdo Tadino. – (Giorgia Proietti)

Dezza, Ernesto [OFM] - Nannini, Andrea - Riserbato, Davide. – Fare cose con il pensiero. L’eterna produzione delle idee secondo Duns Scoto. – (Francesco Pica)

Gosmario DA Verona [OMin.]. – Lettera sul bene dell’anima. – (Juri leoni)

Benocci, Carla. – A ciascuno il suo paradiso. I giardini dei cappuccini, dei minimi, dei gesuiti, degli oratoriani, dei camaldolesi e dei certosini in età moderna. – (Antonio ciceri)

Elbel, Martin. – Beyond the Wall. Franciscan Friary in early Modern Olomouc. – (Benedikt Mertens)

Rifeser, Sr. Anna Elisabeth [OSF]. – Die Frömmigkeitskultur der Maria Hueber (1653-1705) und der Tiroler Tertiarinnen. – (Florian Mair)

Notae bibliographicae

Libri ad nos missi

Index alphabeticus

Tabula materiarum

Index auctorum anni 2020



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 524"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025549
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Così credono i giovani

2. In che cosa credono i giovani?

(P. Bignardi) 3

I nostri modi di dire

24. Dio ci mette alla prova 11

1. Dio ci mette alla prova (A. Carrara) 12

2. Una comunità di discepoli di Gesù

affronta la prova (F. Manzi) 17

3. L’interpretazione della “prova di Dio”

nell’Antico Testamento (G. Boscolo) 22

Epifania.

Una celebrazione con bambini e ragazzi

(R. Laurita) 27

Dalla 2ª dopo Natale alla 6ª ordinaria

3 gennaio 2021

14 febbraio 2021 41

2ª domenica dopo Natale (A. Guida, G. Osto) 43

Epifania del Signore (A. Guida, G. Osto) 61

Battesimo del Signore (A. Guida, G. Osto) 79

2ª domenica ordinaria (M. Mazzeo, R. Del Riccio, V. Brunello) 97

3ª domenica ordinaria (M. Mazzeo, G. Canale, V. Brunello) 118

4ª domenica ordinaria (M. Mazzeo, E. Borgna, V. Brunello) 140

5ª domenica ordinaria (M. Mazzeo, R. Bichi, D. Fidanza) 161

6ª domenica ordinaria (M. Mazzeo, C. Torcivia, D. Fidanza)



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Titolo: "Concilium - 2020/5"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025556
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

INDCE

Margareta Gruber – Po-Ho Huang

Gianluca Montaldi, Editoriale 

Abstracts 

I. Diversamente abile: per una chiesa cui tutti possano appartenere 

1. Introduzione

Johannes S. Reinders, Teologia e studi sulla disabilità: una dolente rivalutazione

I/ Introduzione – II/ Il lavoro pionieristico di Eiesland – III/ Alla

larga dalla “religione” – IV/ La subordinazione della teologia –

V/ Un approccio teologico non apologetico – VI/ In conclusione

2. Leggere criticamente le nostre tradizioni

2.1 Veronica Donatello, Catechesi per persone con disabilità. Uno sguardo al cammino della Chiesa cattolica in Italia 

I/ Il contesto: la discussione sulle disabilità – II/ L’attenzione

della catechesi alle persone con disabilità – III/ Una catechesi

inclusiva
2.2 Markus Schiefer Ferrari, Una lettura storpiata: approcci per una interpretazione critica dei racconti biblici di guarigione dal punto di vista della dis/abilità. L’esempio di Mc 7,31-37

I/ Pensare in modo nuovo la dis/abilità: conseguenze ermeneutiche

dei Dis/ability Studies – II/ Idee normalizzanti: prospettiva

medico-antropologica – III/ Possibilità di riconoscimento: prospettiva

spirituale-cristologica – IV/ Visioni di pienezza: prospettiva

escatologico-soteriologica – V/ Offerte esclusive: prospettiva

inclusiva, dalla critica della dis/abilità

2.3 Luca Badetti, Affrontare la disabilità.

La storia della prassi pastorale

analizzata attraverso i modelli di Chiesa

I/ Introduzione – II/ Quadro generale della costruzione e dell’identità

della disabilità nel corso del tempo – III/ La chiesa come

diakonía e la disabilità: prendersi cura della disabilità – IV/ La

chiesa sacramentale e istituzionale: rappresentare e affrontare la

disabilità – V/ La chiesa come araldo: annunciare la disabilità –

VI/ La chiesa come comunità di discepoli: un cammino inclusivo

di appartenenza

2.4 Huang, Po-ho, Ricostruire la missione cristiana

dalla prospettiva dei “diversamente abili discriminati” 

I/ Introduzione – II/ Disabili e manipolazione del potere – III/

Rivisitare il concetto cristiano di imago Dei – IV/ Ripensare la

natura della missione a partire dall’attenzione per le “persone

diversamente abili discriminate” – V/ Re-immaginare il regno

di Dio trasformando chiese e comunità in chiese e comunità

inclusive – VI/ Chiesa inclusiva e missione cristiana inclusiva

3. Ripensare l’umano

3.1 Anne Masters, Ripensare la carità 

I/ Le riserve rispetto alla carità – II/ Diritti vs carità – III/ Ripensare

la carità – IV/ La dignità umana rivendica la carità

3.2 Stephen Arulampalam, Vivere insieme

nella famiglia di Dio. Dalla prospettiva

delle persone con disabilità
I/ Introduzione – II/ Quale ecumenismo? – III/ Quale disabile?

– IV/ Disabilità e religione – V/ Disabilità e chiesa – VI/ La

comprensione biblica della disabilità – VII/ I disabili e l’eucaristia

– VIII/ La teologia a partire dalla prospettiva della disabilità

– IX/ Politica del corpo – X/ Immagine di Dio e disabilità – XI/

Conclusione

3.3 Naeimeh Pourmohammadi, Verso una teologia

della disabilità nel cristianesimo e nell’islam 

I/ Teologia cristiana della disabilità – II/ La disabilità nelle fonti

islamiche primarie – III/ La disabilità nella vita e nell’insegnamento

(al-sra) del Profeta e degli imm – IV/ La disabilità nelle

scienze islamiche, e in particolare nella giurisprudenza islamica

– V/ La disabilità nella cultura e nella civiltà islamica – VI/ La

disabilità nel governo islamico: l’ayatollah Khomeini

3.4 Bernhard Nitsche, Disabilità e compimento 

I/ Vivere nelle disabilità – II/ La bontà della propria vita – III/

Antropologia biblica: la persona integra – IV/ Fenomenologia

filosofica: il concetto di corpo – V/ Risurrezione e trasformazione

nella morte – VI/ Il messaggio biblico della trasformazione

4. Riformare la chiesa

4.1 Samuel George, Storia e considerazioni

sull’Ecumenical Disability Advocates Network

del Consiglio ecumenico delle Chiese

Introduzione – I/ Breve storia dell’EDAN – II/ Disabilità, teologia

e missione della chiesa – Conclusione

4.2 Talitha Cooreman-Guittin, «Trovare qualcosa

da far fare a Benedetta». Quale posto per donne

con diversità intellettiva nella liturgia eucaristica? 

Introduzione – I/ Applicare le regole: l’istruzione Redemptionis

sacramentum – II/ Sacerdote, profeta e re… – III/ Il sacerdozio

comune dei fedeli – IV/ L’irruzione di Dio nelle nostre vite e la

dimensione estetica della liturgia – Conclusione
4.3 Miriam Spies, Immaginazione liturgica

a tutto campo. Possibilità di ruoli di leadership

per persone con disabilità

I/ Perfezione e leadership – II/ Un tempo liturgico “storpiato” –

III/ Presiedere alla comunione

4.4 Martin M. Lintner, Relazioni solidali

come eterotopie di salvezza per persone

con (e senza) disabilità 

I/ Osservazioni terminologiche preliminari come introduzione

– II/ Invalidità, vulnerabilità e relazionalità – III/ L’aspirazione

a una vita realizzata – IV/ Una società solidale come eterotopia

salutare

II. Forum teologico 

Margareta Gruber, Sacramento

per un mondo malato. Riflessioni

sul lockdown sacramentale durante la pandemia

I/ Due voci profetiche – II/ Una nuova comprensione della sacramentalità

e del ministero ordinato? – III/ Rilevanza delle donne

per una chiesa diaconale

III. Rassegna bibliografica internazionale 

IV. Indice dell’annata 2020 

 

Editoriale

Non appena ci si domanda cosa sia la disabilità, e ancor più quando cerchiamo di definire una persona disabile, insorgono molte difficoltà: prescindendo dalla distinzione tra “fisico” e “mentale”, quand’è che un impedimento o una disfunzione si trasforma in una disabilità che caratterizza l’esistenza di una persona? È qui determinante una funzione (assente o insufficiente) del corpo? Poiché il “mio” corpo è essenzialmente finito, cos’è che davvero limita la mia esistenza e il mio corpo? La disabilità, se vogliamo continuare a utilizzare questa parola, dipende dall’età, dalla situazione, dalla famiglia, e tocca tutti i livelli dell’esistenza umana: corpo, mente, apprendimento, comportamento… e religione. La base di questa riflessione è pertanto l’antropologia: anzi, l’antropologia delle religioni potrebbe aiutare o negare l’identità delle persone. Dal punto di vista della teologia critica, è innanzitutto importante analizzare cosa, nella storia del pensiero, ha differenziato il “diverso” o, più direttamente, quali sono state e seguitano ad essere le condizioni che escludono dal bene comune le persone che non vogliono o non possono essere assimilate o “normalizzate”. Tra questi presupposti, vi sono anche le posizioni di svariate religioni e, in particolare, la percezione che il cristianesimo ha avuto e tutt’ora ha delle malattie e delle limitazioni quali conseguenze di una storia di peccato. Atteggiamenti come questi e altri simili pongono una sanzione concreta e concorrono a configurare la paura pre-religiosa della diversità: a partire da qui, contribuiscono a creare la figura del “mostro”, della “strega”, del “disgraziato” (letteralmente, privo di grazia) che devono essere nascosti, fatti sparire. Soprattutto, nella società moderna liberale e consumista, una certa spiritualità e una certa teologia portano con sé anche il rischio di approvare con la propria benedizione l’ideale di un corpo e di un’esistenza secondo i canoni di una perfezione (an)e- stetizzante, destinata a generare soltanto ulteriore sofferenza. Al contrario, riformare la chiesa equivale a costruire una chiesa nel segno dell’ospitalità. Su questo punto, si tratta di dar voce alle esperienze positive che si dimostrano resistenti a qualunque forma di normalizzazione del diverso. Riteniamo, tuttavia, che sia importante dar voce anche alle famiglie e alle persone che vivono le proprie vite in compagnia di un’invalidità permanente. Troppo spesso le persone non disabili pregiudicano questo discorso. Lasciare la parola agli altri potrebbe rivelarsi probabilmente istruttivo e di certo meno paternalistico; può aiutare la teologia a ripensare in profondità la sua antropologia e la sua visione della chiesa. Dopotutto, peccare significa ribellarsi al fatto che il limite costituisce il centro del giardino (D. Bonhoeffer), che diversità e identità contribuiscono assieme al pieno sviluppo umano, che il valore di una persona è la capacità di condividere la fragilità del nostro essere creati, che è grazia. Quando pensiamo a delle capacità diverse stiamo di fatto pensando a delle questioni di potere e stiamo chiedendo la possibilità di migliorare (empower) le persone. Gli articoli del presente fascicolo sono divisi in quattro parti. La sezione introduttiva contiene soltanto il testo di Hans S. Reinders, a cui abbiamo chiesto di presentare la teologia della disabilità in quanto tale; e il suo saggio evidenzia la tensione creata dagli studi sulla disabilità in campo teologico. La seconda parte offre una lettura critica delle nostre tradizioni: dal punto di vista della catechesi e della formazione (Veronica A. Donatello), dell’ermeneutica biblica (Markus Schiefer Ferrari), della teologia sistematica (Luca Badetti) e della comprensione ecclesiale (Po-Ho Huang). Partire dalla prospettiva delle persone disabili dona nuove occasioni di riflessione. Un ripensamento dell’umanità è il compito che si prefigge la terza parte.
Si tratta di rivedere le nostre idee di cosa significhi essere umani e quale sia la funzione della sua storia (Bernhard Nitsche). Per esempio, ripensare il modello della carità può anche contribuire a migliorare il percorso per la difesa dei diritti delle persone con disabilità a partire dalla nostra comune dignità (Anne Masters) e dal nostro vivere in solidarietà e compassione in una casa comune (Stephen Arulampalam). Da questo punto di vista, la teologia cristiana può offrire un modello anche al di fuori della propria tradizione (Naeimeh Pourmohammadi). La quarta parte propone alcune provocazioni per continuare la riflessione teologica. Un breve commento del lavoro svolto in questi anni dal Consiglio ecumenico delle chiese (Samuel George) aiuta a mettere in luce quanto già viene fatto a livello mondiale. Due contributi prendono come punto di partenza la posizione delle persone disabili nella liturgia (Talitha Cooreman- Guittin) e nel ministero (Miriam Spies), due aree sensibili che si rivelano non di rado dei momenti in cui vari discorsi possono risultare falsificati. Il progetto di questo fascicolo termina con uno sguardo sull’eterotopia dei luoghi in cui il volto buono della solidarietà può essere mostrato e nei quali siamo confortati dalla speranza di essere guariti nelle nostre ferite (Martin M. Lintner). Mentre stavamo ideando e costruendo questo fascicolo di Concilium siamo stati toccati da due avvenimenti in particolare. Il primo riguarda la notizia degli abusi commessi da Jean Vanier. Sebbene questi crimini li abbia commessi contro donne adulte e non disabili, la sua figura certamente ne rimane segnata e i suoi scritti e il suo pensiero ne ricevono una luce del tutto spiacevole: come testimoniato dal presente numero, non possiamo agire in compartimenti stagni, ma l’intersezionalità dei problemi ci costringe ad avere uno sguardo critico che punta alla trasformazione strutturale del problema. Dobbiamo riconoscere i meriti dell’Arca per aver avuto il coraggio di svolgere un’indagine indipendente e trasparente sull’accaduto1. La seconda pietra d’inciampo è stata la pandemia che ha colpito tanto duramente il mondo intero recandogli danno nel suo insieme. Ci siamo sentiti fiaccati nelle nostre possibilità: non solo noi, sapendo che gran parte dell’umanità si trova ancora in questa situazione. Abbiamo vissuto confinati, tagliati fuori dalle decisioni, impediti negli spostamenti e guardati a vista. La normalità si è fatta anormale, o forse abbiamo soltanto visto più chiaramente che mai quelle barriere e quelle divisioni che la cosiddetta normalità è in grado di innalzare. L’egoismo del mondo ricco ha sperimentato la violenza delle sue società volgersi contro di sé. Ciò non ci consente di relativizzare la questione della disabilità, ma di affermare che essa è un’espressione della violenza della società moderna: lo stato di eccezione (G. Agamben) ha svelato il proprio potere globalizzante. La chiesa non ne è immune. Margareta Gruber Po-Ho Huang Gianluca Montaldi Vallendar (Germania) Tainan (Taiwan) Brescia (Italia) (traduzione dall’inglese di Chiara Benedetti)



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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025563
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

INDICE

Editoriale

Federico Giuntoli

I CODICI LEGISLATIVI DEL PENTATEUCO

Filippo Serafini

IL DECALOGO, PEGNO

DI FEDELTÀ ALL’ALLEANZA

Stefano Mazzoni

UNA LEGGE PER LA LIBERTÀ:

ANNO SABBATICO E GIUBILEO

Donatella Scaiola

IMITARE DIO: IL CODICE DI SANTITÀ

Andrea Albertin

SANTA O SPAZZATURA?

LA LEGGE NELL’ANNUNCIO DI PAOLO

Maurizio Girolami

IL COMANDAMENTO CHE SI COMPIE

NELL’AMORE AL PROSSIMO

Furio Biagini

«NON È NEI CIELI»: LA LEGGE EBRAICA

COME SANTIFICAZIONE DELLA VITA

Nadia Toschi Vespasiani

PERCHÉ VIVIATE E SIATE FELICI

Marco Tibaldi

IL PENTATEUCO NELLA SCUOLA:

UNA LEGGE PER RIMANERE LIBERI

PER SAPERNE DI PIU

Marcello Panzanini

Le piaghe d’Egitto e i comandamenti

RILETTURE

Valeria Poletti

Leggi e legge

APOSTOLATO BIBLICO

Alessandro Zavattini

Il teatro biblico di Venezia

VETRINA BIBLICA

INDICE ANNATA 2020

ARTE

Marcello Panzanini

Il mio cuore arde d’amore per la tua Legge

 

 

Editoriale

Non c’e popolo che non abbia un insieme normativo, che ne regoli le relazioni e le istituzioni. Essendo il Pentateuco il testo alla base dell’identita di Israele, non sorprende riscontrare in esso vario materiale legislativo, per lo piu raggruppato in tempi e frangenti diversi. Esso si distingue dai Codici impostisi nell’Europa continentale a partire dall’epoca napoleonica: le raccolte legislative presenti nel Pentateuco, infatti, non vanno intese alla stregua di un corpo organico e sistematico comprensivo di tutte le norme pertinenti ai vari rami del diritto. Inoltre, per quanto affine alla produzione normativa dei popoli vicini, la legislazione del Pentateuco ha caratteristiche proprie. Infatti, si fonda su una figura giuridica che pero viene interpretata in chiave teologica: il rapporto tra Yhwh e il suo popolo si basa sul modulo della berit, cioe l’impegno reciproco ma ineguale tra i due contraenti, sancito dal dono della Tora da parte di Yhwh, e dalla sua accettazione da parte di Israele. Ne deriva che, fatto unico nella storia delle religioni antiche, e la divinita stessa la fonte primaria del diritto e, per certi aspetti, anche della sua giurisprudenza. Dai Babilonesi ai Romani passando per i Greci il diritto e politico, cioe sgorga dalla citta (polis) degli uomini e la regola; nel Pentateuco invece e teo-logia, cioe fluisce dalla bocca di Dio (non per caso i dieci comandamenti nel linguaggio biblico sono definiti le dieci parole) e ne esalta il potere sul suo popolo. Fra le molteplici conseguenze derivanti da questa prospettiva, se ne possono individuare quattro. Anzitutto, non e casuale che il materiale legislativo si intrecci con quello narrativo: sarebbe un errore considerare quest’ultimo meno vincolante di quello, oppure il primo meno edificante del secondo. Le parti narrative tracciano la cornice di senso entro cui si muovono le singole disposizioni; le prime sono le radici da cui traggono linfa le seconde. A mo’ d’esempio, si pensi al racconto dell’esodo e alla statuizione della sacralita del sabato al culmine della creazione del tutto. In secondo luogo, si dovrebbe essere piu cauti nel proporre il decalogo come codice etico valido per l’umanita. Un’attenta analisi ne mostra la dipendenza (letteraria e ideale) dal rapporto di reciproco impegno sancito al Sinai tra Yhwh e Israele. Diversamente, sfumerebbe la forte impronta esodica del decalogo e passerebbe in secondo piano la centralita che in esso hanno quel tipo di famiglia e il sabato. In terzo luogo, non sorprende piu che al centro della legislazione del Pentateuco stia il santuario, o tenda del convegno. L’aspetto sociale si salda con quello religioso, la dimensione civile con quella cultuale. La normazione non risponde ad astratti principi giuridici, non punta ad assicurare a ciascuno il suo, come aspirano a fare la Repubblica di Platone o i giuristi romani. Il punto di ricaduta della Tora e, invece, la santita del popolo, chiamato a ospitare al suo centro il Santo. Non ha dunque alcun senso (ed e l’ultima conseguenza) etichettare l’ebraismo come la religione afflitta da legalismo. Nel corso del tempo, privato di elementi distintivi come lo Stato, il Tempio e la Terra, esso ha individuato nella Tora e soprattutto nell’arte della sua interpretazione e applicazione (halaka) la realta che lo contraddistingue rispetto agli altri popoli e che gli traccia la via per passare dal terreno al divino. La halaka, cioe l’insieme delle prescrizioni che traducono nel quotidiano i precetti biblici, e – come significa in ebraico – cammino , percorso. Alla Legge va abbinato non lo scalpello dello scultore, ma lo zaino del viandante. Acutamente i rabbini, a proposito di Es 32,16 (La scrittura era scrittura di Dio, scolpita sulle tavole), osservano che la Legge e incisa nella pietra da parte a parte, cioe ha la forma di un vuoto. Pertanto, non leggere charut (scolpita), bensi cherut (liberta) (Pirqe Avot 6,2). Insomma, l’ultimo fascicolo di quest’anno delinea un percorso ricco di spunti e di provocazioni. Dunque, buona lettura.

Marco Zappella



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025570
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

INDICE

Editoriale

 P. Sorci

La lezione della pandemia

Studi

 D. Balocco

La trascendenza in una stanza

 L. Monti

Pregare nella sofferenza:

dai salmi a Gesù

 E. Mazzon

La corporeità medicina dell’anima

 C . Arice

Visitare gli infermi

 R . Grimaldi

Visitare i carcerati

 M. Gallo

Chi benedice colui che benedice?

 R . Barile

Le parole dei riti

Esperienze

 G. Ghisolfi

Celebrare con i carcerati

Formazione

 M. Gallo

Schede

6. Preghiere e messe di guarigione

 G. Tornanbè

Pietà popolare e liturgia

6. Nuova evangelizzazione e pietà popolare

Sussidi e testi

 R. Barile

Dalla Parola alla intercessione

2. Preghiere dei fedeli

per la Quaresima

Segnalazioni

Indice 2020

 

EDITORIALE

Pietro Sorci

La lezione della pandemia

Quando fu progettato e programmato questo fascicolo della rivista nessuno prevedeva lontanamente quanto sarebbe successo nei primi mesi del presente anno con il Covid 19, che ha costretto centinaia di milioni di persone, credenti e non credenti di tutto il pianeta, alla quarantena e all’isolamento. La sofferenza si è fatta sentire particolarmente dai cristiani di ogni confessione per i quali riunirsi in assemblea per celebrare il mistero pasquale è costitutivo del loro essere chiesa. Essi sono stati costretti a rinunciare alle assemblee liturgiche, con l’impiego dell’intera corporeità e di tutti i codici del rito: raduno, ascolto, parola, canto; esercizio dei sensi: vista, tatto, olfatto, gusto; gestualità, atteggiamenti del corpo, movimenti processionali, offerta, comunione. La sofferenze si è fatta sentire particolarmente nell’impossibilità di celebrare i riti della Pasqua, epifania del corpo ecclesiale, con tutte le manifestazioni della pietà popolare che in questi giorni pullulano in tutto il nostro paese, soprattutto nell’Italia meridionale. I pastori si sono adoperati con grande fantasia, non sempre illuminata, per la verità – portare per le strade da soli l’ostensorio con il Santissimo Sacramento benedicendo chi si affacciava dalla finestra (?), e trovate simili – per rendere possibile un minimo di partecipazione, presiedendo assemblee virtuali, rappresentate da qualche ministrante e offrendo a chi voleva la possibilità di seguire in streaming la celebrazione della liturgia delle Ore e soprattutto quella dell’eucaristia domenicale e quelle del triduo pasquale. La dolorosa esperienza ci ha costretto ad aprire gli occhi sul fatto che le situazioni di sofferenza e di povertà che richiedono un adattamento creativo della liturgia non sono estranee a nessuno, e costituiscono una straordinaria lezione per i casi contemplati dal presente fascicolo. Premesso che non c’è soltanto la messa e che la partecipazione consapevole, attiva e piena, interiore ed esteriore alle azioni liturgiche, costitutiva della liturgia, che è azione di Cristo e della chiesa, in forza dell’iniziazione è diritto e dovere di ogni battezzato, che per ritus et preces entra nel mistero pasquale contenuto di ogni celebrazione, per cui la celebrazione esige la presenza partecipe dell’assemblea, l’impossibilità fisica di partecipare pienamente
non esime dal ricorrere a tutti i mezzi che non pregiudichino la natura della liturgia – azione di Cristo mediatore tra Dio e gli uomini, che attraverso azioni simboliche rituali attua il suo mistero pasquale – e siano rispettose delle persone. Perciò, fatta salva la liberta di Cristo, che in forza dell’incarnazione rispetta certamente la grammatica ecclesiale e rituale, ma non è costretto dentro di essa e, in presenza della fede, può comunicare se stesso e il suo Spirito anche prescindendo dai riti, è dovere della comunità cristiana facilitare in ogni modo la partecipazione possibile, in ogni situazione, venendo incontro in modo particolare a coloro che a causa di limitazioni sono in situazione di sofferenza: detenuti, disabili, malati di depressione, malati di Alzheimer, malati terminali, inventando i modi più adatti per renderli soggetti attivi. Le celebrazioni presiedute da papa Francesco viste in televisione con la traduzione simultanea nel linguaggio dei non udenti costituiscono un incoraggiamento ad osare. Ciò che conta è la convinzione del dovere che ha la Chiesa di venire incontro a tutte le umane povertà. Il rituale dell’Unzione e della Cura pastorale degli infermi offre in proposito una lezione di metodo, quando afferma che i malati, qualunque sia lo stato della loro infermità, non sono soltanto oggetto di cure, ma hanno nella chiesa una missione da compiere e una testimonianza da offrire: rammentare a chi è in salute che ci sono beni essenziali e duraturi da tener presenti, e che solo il mistero della morte e risurrezione di Cristo può redimere e salvare questa nostra vita mortale (SUCPI 3). Questo principio vale per tutti coloro che si trovano in situazione di particolare disagio, soggetti a qualunque limitazione e povertà: essi sono soggetti attivi della chiesa. Da ciò deriva il diritto a un adattamento della liturgia alla loro particolare situazione. Il rituale raccomanda poi di prestare attenzione, nella celebrazione con gli infermi, allo stato di prostrazione e agli alti e bassi del loro fisico, anche nel corso della medesima giornata o di una stessa ora. Proprio per questo sarà possibile, secondo i casi, abbreviare la celebrazione (SUCPI 40a) e adattarla alla situazione se il malato è degente in ospedale, e gli altri infermi della sala o della corsia rimangono del tutto estranei alla celebrazione (ibid., 41). Sono tutti suggerimenti preziosi che valgono pure per gli altri casi di sofferenza.

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Titolo: "Studia Patavina 2020/3"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025587
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Sommario

 

Editoriale

I. MALAGUTI Giustizia ed economia. Per la costruzione di una civiltà di pace

Focus Giustizia ed economia. Per la costruzione di una civilta di pace

M. NICOLETTI Per una storia del concetto di oikos

V. NEGRI ZAMAGNI L’economia tra competizione e cooperazione: uno sguardo dal passato al futuro

G. GOISIS Oltre la globalizzazione. Etica ed economia

L. BRUNI Le molte dimensioni della cruna e del cammello.

Cristianesimo ed economia in prospettiva storica

Temi e discussioni

G. BOZZA Come gestire i beni temporali della chiesa. Alcune provocazioni a partire dal pensiero francescano

G. MAZZOCATO La forma incondizionata della volontà e la totalità dell’amore. Attualità teologica della teoria di Kant sulla morale

S. DUCHI Angelo e diavolo: ipotesi per un’elaborazione culturale del dramma tra grazia e libertà

Notiziario

P. ZAMPIERI Vita della Facoltà

Recensioni e segnalazioni

Libri ricevuti

ABSTRACT

MICHELE NICOLETTI, Per una storia del concetto di oikos. Il saggio ripercorre alcune tappe

della storia del concetto di oikos, non solo nell’antica Grecia, ma nel lungo periodo. La “casa”

(oikos, domus, casa, Haus), infatti, è l’unità fondamentale della vita associata, la base materiale,

sociale, culturale, della società dal neolitico alla rivoluzione industriale. Dalla rivoluzione francese

in poi si assiste a un declino della dimensione “domestica” come dimensione sociale cruciale

e, paradossalmente, all’affermarsi della dimensione della economia (oikonomia) extradomestica,

ossia del mercato in ogni sfera dell’agire umano. Oggi vi è un ritorno di interesse per la dimensione

dell’oikos che può rivelarsi fecondo, se non dimentica il fatto che l’oikos tradizionale era

caratterizzato da profonde disuguaglianze tra uomini e donne e tra liberi e servi (pp. 417-432).

For an history of the concept of oikos. This essay outlines some phases in the history of the

concept of oikos not only in Ancient Greece but also in long historical periods. The “house”

(oikos, domus, casa, Haus) is in fact the fundamental unit of social life, the material, social,

cultural basis of society from the Neolithic Age to the Industrial Revolution. From the French

Revolution onwards we observe the decline of the “domestic” character as a crucial social dimension

and paradoxically the affirmation of the extra-domestic aspect of the market economy

(oikonomia) in every sphere of human action. Today there is a resurgence of interest in the

dimension of oikos which can be fruitful if we do not forget that the traditional oikos implied

deep inequalities between men and women and between free men and serfs.

 

VERA NEGRI ZAMAGNI, L’economia tra competizione e cooperazione: uno sguardo dal passato

al futuro. Il saggio si propone in primo luogo di spiegare le radici dell’economia moderna

come economia di mercato volta al bene comune (economia civile) e la sua deriva capitalistica

(economia politica). In secondo luogo, viene analizzata la forma cooperativa d’impresa come

alternativa all’impresa capitalistica, discutendone le potenzialità e i limiti storici. In terzo luogo,

si mostra come la congiuntura degli ultimi trent’anni, che ha registrato le difficoltà crescenti

di un capitalismo fortemente deregolamentato, o “turbo-capitalismo”, nel mantenere l’economia

mondiale su un sentiero di stabilità inclusiva, faccia rinascere la necessità di rilanciare

un paradigma economico piú cooperativo, in cui allo scambio di equivalenti si accompagni la

reciprocità (pp. 433-444).

The economy between competition and cooperation: a view from the past to the future. This

article starts with an overview of the birth of the modern market economy as a civil economy

aimed at the common good and its drift towards a capitalist economy where individual profit

making is given central place inside the corporation. The birth of the cooperative form of enterprise

in the middle of the XIXth century was a way of contrasting the negative externalities

of capitalism, but for various reasons cooperative enterprises have remained marginal. The last

part of the article argues that the worsening of the perverse effects of “turbo-capitalism” in the

last thirty years can give more chances to cooperative enterprises and other civilly responsible

enterprises to flourish.

 

GIUSEPPE GOISIS, Oltre la globalizzazione. Etica ed economia. Il contributo inizia con un’indagine

sul significato della globalizzazione, distinta dal “globalismo”, progetto ideologico e

“narrazione”. Gli interrogativi riguardano la situazione odierna della globalizzazione: spenta, o

inceppata temporaneamente? S’illustra poi una nuova caratteristica del capitalismo: il controllo

e la sorveglianza universale; di fronte alla riduzione delle libertà personali e all’accrescersi delle

disuguaglianze, anche per la circolazione di Covid-19, si chiariscono alcune urgenti istanze

dell’uma nità contemporanea, che esigono un rigoroso apprendistato riflessivo e un’integrazione

etica dell’economia, via diversa da ogni scorciatoia moralistica. Infine, si delineano alcune prospettive

per una ripresa del cammino, in vista di un futuro sostenibile per l’uomo e la terra

(pp. 445-457).

Beyond globalization. Ethics and economics. This contribution begins analyzing the meaning

of globalization as differing from “globalism”, ideological plan and story-telling. The questions

regard the current situation of globalization which is now put out or temporarily blocked. Then

the paper goes on describing a new feature of capitalism: its universal control and supervision.

Considering the reduced individual liberty (also due to Covid-19 epidemics) this paper

enlightens the urgent demands of today’s mankind leading to a deep reflection and an ethic

integration of economy differing from any moralistic shortcut. Finally this paper outlines a few

points of view for the reopening of a route looking forward to an eco-friendly future for man

and the earth.

 

LUIGINO BRUNI, Le molte dimensioni della cruna e del cammello. Cristianesimo ed economia in

prospettiva storica. Il capitalismo somiglia sempre piú a una religione, una religione che, in Occidente,

ha preso il posto del cristianesimo, volando, come il cuculo, nel suo nido. Il capitalismo ha

sempre avuto un rapporto complesso con l’umanesimo cristiano. Tanto si è scritto e discusso sulla

pretesa natura cristiana dello spirito del capitalismo (Weber, Fanfani). Dimenticando che dire che

il capitalismo sia in qualche modo ‘cristiano’ è tautologico, essendo qualcosa nato e cresciuto in

Europa, e quindi nella cristianità. Le cose piú interessanti cominciano invece ad affiorare quando

proviamo a porci domande ‘seconde’ e ancora poco esplorate: che cosa del cristianesimo è entrato

nel capitalismo? Che cosa è rimasto fuori? Come è entrato? Questo saggio è un tentativo di dare

qualche prima risposta a queste domande (pp. 459-472).

The multi-dimensions of the needle-eye and the camel. Christianity and economy in a historical

view. Capitalism resembles more and more a religion. A religion that, in the West, has taken the

place of Christianity, flying, like the cuckoo, into its nest. Capitalism has always had a complex

relationship with Christian humanism. Much has been written and discussed on the alleged

Christian nature of the spirit of capitalism (Weber, Fanfani). Forgetting so to say that capitalism

is somehow ‘Christian’ is tautological, being something born and raised in Europe, and therefore

in Christianity. The most interesting things, on the other hand, begin to surface when we try to

ask ourselves ‘second’ and still little explored questions: what has entered into capitalism about

Christianity? What is left out? How did he get in? This paper is an attempt to give some initial

answers to these questions.

 

GIORGIO BOZZA, Come gestire i beni temporali della chiesa. Alcune provocazioni a partire dal

pensiero francescano. Papa Francesco spesso ribadisce come i beni della chiesa devono essere usati

per annunciare il Regno di Dio e non utilizzati a discapito delle persone e dei valori evangelici.

Il pensiero francescano, sul tema della ricchezza e sulla gestione dei beni, ha una lunga tradizione

di pensatori che sono riusciti a conciliare la scelta di povertà volontaria con l’esigenza di vivere

nel mondo e accogliere ciò che la Provvidenza affidava loro. Alcuni principi, come la verità,

la libertà, la fraternità e il bene comune, che hanno guidato la riflessione dei Minori su questi

temi, dando vita a istituzioni profetiche come i monti di pietà, potrebbero aiutare le parrocchie,

le diocesi, gli ordini religiosi e la chiesa tutta nell’intraprendere un serio discernimento sull’uso

dei beni (pp. 473-485). thought. Pope Francis often insists on using the Church riches to preach God’s reign. They

cannot be used to the detriment of people and of evangelic aims. On the theme of richness and

its management the Franciscan thought has had a long tradition among scholars who succeeded

in reconciling the choice of voluntary poverty with the need of living in the world accepting what

Providence entrusted to them. A few principles like truth, freedom, brotherhood and common

good has guided the Friars Minor’s reflection on these themes and helped to found prophetic

institutions like “monti di pietà” which could help parishes, dioceses, religious orders and all the

church in considering a wise use of ecclesial properties.

 

GIUSEPPE MAZZOCATO, La forma incondizionata della volontà e la totalità dell’amore. Attualità

teologica della teoria di Kant sulla morale. L’articolo approfondisce quel tratto del pensiero

morale kantiano che va sotto il nome di “formalismo”, mostrandone una sua pur parziale verità.

La verità sta nel fatto che la categoricità dell’imperativo morale è obiettivamente legata alla sua

formalità e che tale formalità deriva dal fatto che esso ha come oggetto l’io. Ciò che si impone

categoricamente alla coscienza morale dell’uomo riguarda infatti ciò che l’io deve a se stesso,

alla sua dignità di uomo e a quella sublimità a cui l’animo umano aspira che è la libertà. La

verità fenomenologica è oscurata dall’operazione teorica di Kant, che riconduce l’incondizionatezza

della volontà alla formalità della ragione, mostrando in tale modo l’esistenza dell’uso

pratico della ragione. Tale operazione è funzionale al sistema teorico, ma non corrisponde al

“fatto” a cui Kant stesso si appella. Rimane dunque da cogliere e illuminare questo nesso tra

categoricità e formalità dell’imperativo, vedendo in ciò la radice di questioni dibattute dai teologi

e variamente riconducibili al rapporto tra la dimensione trascendentale e quella categoriale

della moralità umana e l’ineludibilità di quella radicalità che il vangelo consegna al cristiano e

chiede di essere pensata (pp. 487-498).

The unconditioned form of will and the all-encompassing love. Theological updating of Kant’s

theory on moral philosophy. This article analyses that element of Kant’s moral thought called

“formalism” and shows its partial truth. Truth relies on the categorical form of moral imperative

which is objectively linked to its formality, coming from the fact that it has the ego as its

object. What imposes categorically on the moral conscience of man, regards what the ego owes

to himself, to his dignity and to the sublimity he aims to, which is freedom. The phenomenological

truth is concealed by Kant’s theoretical operation leading unconditioned of the will to the

formality of the reason, thus showing the existence of the practical use of reason. This operation

is functional to the theoretical system but it does not correspond to the “fact” Kant himself

appeals to. Therefore we must understand and highlight this relationship between categoricity

and formality of the imperative, as in this root we see the link among questions much debated

by theologians and variously ascribed to the relationship between transcendental and categorical

dimension of human morality and the unavoidable radicalism which the Gospel entrusts to

Christian believers and which asks to be taken into consideration.

 

SIMONE DUCHI Angelo e diavolo: ipotesi per un’elaborazione culturale del dramma tra grazia

e libertà. Sembra che un saggio sistematico sugli angeli sia destinato alla ripetizione del dato

tradizionale, o a una sua smentita. Nella forma di una sintesi programmatica, questo studio

mira piuttosto a scorgere proprio nella bontà di quel dato l’esigenza di un suo aggiornamento.

All’apparente marginalità del tema fa da contrasto un prezioso banco di prova per la storicità

della fede e dell’ermeneutica teologica. La lettura proposta fa leva sulla distinzione di due piani:

angelo e demonio sono componenti del dramma salvifico, ma intenderli come soggetti sovrumani

è proprio di una concezione del mondo che non vincola la fede ai propri presupposti. Né spiriti

né proiezioni umane, propongo di scorgere in angeli e demoni realtà spirituali che traggono senso

nell’esperienza credente dell’agire di Dio (pp. 499-511).

Angel and demon: hypothesis for a cultural elaboration of the drama between grace and freedom.

A systematic study about angels seems to be destinated to a repetition of the traditional

data or to their denial. Providing a programmatic synthesis, this contribution aims at underlining

the validity of those data as the very reason of their updating. The seeming marginality of

the subject reveals a significant test for the historicity of faith and theological hermeneutics. My

hypothesis is based on the distinction of two sides: angels and demons are indeed actors of the

salvation drama, but considering them as superhuman creatures is typical of a world-view which

doesn’t bind the faith to its presuppositions. Neither spirits nor illusions, angels and demons are

spiritual realities which make sense in the faithful experience of God’s work.

 

EDITORIALE

GIUSTIZIA ED ECONOMIA

PER LA COSTRUZIONE DI UNA CIVILTÀ DI PACE

Nella storia contemporanea, assistiamo a conflitti di devastante gravità; attendiamo che i responsabili politici operino secondo accorte azioni di pace. La pace passa anche attraverso azioni di giustizia economica. Siamo impegnati nella costruzione di una civiltà in cui le nostre azioni nascano dalla libertà e si aprano al valore della solidarietà: saremo allora capaci di divenire voci che dicano l’autentica humanitas che, nella intelligenza, si volga alla speranza della giustizia per tutti. Papa Francesco leva alto il grido contro nuove e pericolose forme di neoliberismo, contro una società guidata da uomini che si preoccupano di possedere sempre piú e intendono la giustizia come contesa per la spartizione dei beni. Una società incurvata nella pretesa del guadagno, fondata sulla presunzione di autosufficienza teorica, etica, giuridica e politica è guidata da un’economia che, poiché mira al profitto di pochi, diviene un’economia che uccide 1. La filosofia è chiamata a riconoscere che il nostro « agire economico » è ben piú che un’azione volta al raggiungimento del profitto; esso deve aprirsi ai temi della giustizia, della libertà, del bene comune. Noi possiamo riferirci alla grande tradizione classica e riconoscere, con Aristotele, una importante distinzione tra la crematistica, che è l’arte di arricchirsi, di procurarsi dei beni, di acquisire ta chremata, cioè gli averi, e l’economia, che si riferisce all’amministrazione della casa, dell’oikos. Nella lingua greca, il termine oikos non ha una qualificazione materiale, non è detto di un edificio, bensí si riferisce alla dimora che si abita, che si custodisce e in cui si è custoditi. In essa, l’io si manifesta in un legame inscindibile con le cose e con gli altri, secondo le differenti modalità di relazione, cioè del vivere insieme 2. « L’oikos – scrive Émile Benveniste – [...]



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Titolo: "Rassegna di Teologia n. 3/2018"
Editore: Collegium Professorum Sectionis Sancti Aloisii
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025631
Prezzo: € 13.00

Descrizione:

FOCUS

Armando Nugnes, Ripartire dalla santità.

Un invito alla lettura di Gaudete et exsultate

L’esortazione Gaudete et exsultate di papa Francesco, che prosegue

le riflessioni di Evangelii gaudium e Placuit Deo, invita la

Chiesa a rimettere al centro della sua vita e dell’azione pastorale

la chiamata universale alla santità.

Gaudete et exsultate - Papa Francesco - Salvezza - Santità - Vocazione

STUDI

Carlo Lorenzo Rossetti, Il transumanesimo.

Contributo per un discernimento cristiano

Per comprendere il fenomeno transumanista occorre un’operazione

di discernimento cristiano, per evitare il rischio che si crei

un “Uomo nuovo” senza Dio e senza Cristo.

Antropologia - Cristo - Evangelii nuntiandi - Humanae vitae - Natura - Paolo

VI - Populorum progressio - Progresso integrale - Transumanesimo

Paolo Gamberini SJ, La fede cristiana in prospettiva

post-teistica

L’assunzione critica da parte della teologia del teismo personale,

che permette una comprensione di Dio riferita alla creaturalità,

può consentire un ripensamento della teologia da un punto di

vista post-teistico.

Azione divina - Creazione - Dio - Post-teismo - Rivelazione - Teismo

Marcello Brunini, In cammino verso la sinodalità

ecclesiale sospinti da papa Francesco

Papa Francesco ha riproposto la necessità per la Chiesa di essere

una comunità sinodale, enucleando alcuni atteggiamenti che

possono dare “forma” spirituale e pastorale al processo sinodale.

Ascolto - Dialogo - Discernimento - Popolo di Dio - Sinodalità

Alessandro Gargiulo, Linee di percorso teologico sui

sentieri della coscienza. L’approccio fenomenologico e il

dialogo tra teologia e scienza sperimentale

L’autore indica una prospettiva per superare la dialettica tra teologia

e scienza attraverso la descrizione della coscienza e dei limiti

di approccio al suo mistero e tratta il tema della fenomenologia

con riferimento a Husserl e a Marion.

Coscienza - Fenomenologia - Relazione - Scienza - Soggetto saturo
NOTE E DISCUSSIONI

Mario Imperatori SJ, La storicità nella teologia.

La feconda eredità teologica del Novecento

Lo studio di G.L. Pasquale su Teoria e teologia della storia, documentando

il ruolo della teologia della storia nello sviluppo della teologia

italiana del Novecento, ne evidenzia anche le implicazioni

teoretiche.

Cristologia e storia - Secolarizzazione - Storia e trascendenza - Teologia

della storia - Teologia italiana

PROVOCAZIONI

Giuseppe Guglielmi, Teologia storica

Una teologia storiograficamente matura è in grado di cogliere

svolte e continuità nella tradizione della Chiesa e di far fronte al

compito di attualizzare la fede nella condizione presente.

Passato - Sistematica - Situazione presente - Storiografia teologica - Teologia

positiva

RUBRICHE

Presentiamo un libro

Enrico Brancozzi, Oltre Congar. La connotazione cristologico-

battesimale del cristiano testimone

Il testo di Marco Vergottini, Il cristiano testimone. Congedo

dalla teologia del laicato, propone una lettura dei fedeli laici

nell’insieme di una globale assunzione di responsabilità, attraverso

la categoria della «testimonianza»,

Pietro Cognato, Teologia morale in cantiere. A partire

da una recente pubblicazione di S. Leone sull’etica

sessuale

L’intento di Salvino Leone, autore di Il rinnovamento dell’etica

sessuale, è di istruire un discorso che metta a tema alcune distinzioni

come la natura del giudizio morale, la logica argomentativa,

i principi e le prospettive di fondo della teologia morale.

Forum ATI

Rodrigue Gildas Gbedjinou, La Chiesa, sacramento di

salvezza nel contesto teologico africano

Nelle culture africane, determinate dalla relazione cosmoteandrica,

la salvezza s’intende come vittoria nella lotta della vita

contro ogni forma di «non-vita». Questa dinamica richiede dalla

Chiesa in Africa di proporsi come sacramento di salvezza.



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Titolo: "Rassegna di Teologia n. 4/2018"
Editore: Collegium Professorum Sectionis Sancti Aloisii
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025648
Prezzo: € 13.00

Descrizione:

FOCUS

Gianfranco Matarazzo SJ, Castita e vita della Chiesa oggi

L’intervento riflette su alcune delle sfide spirituali e teologiche implicate

da una castità consacrata di ispirazione ignaziana vissuta

nell’attuale contesto ecclesiale e culturale.

Abusi - Carisma - Castità consac rata - Gesuiti - san Luigi Gonzaga

Mario Imperatori SJ, Abusi sessuali nella Chiesa

e ambivalenza dell’eros: una provocazione per la fede

L’attuale misconoscimento della distinzione sessuale feconda

comporta lo sprofondare nell’eros abbandonato a se stesso, che

proprio gli abusi testimoniano presente nel cuore stesso della

Chiesa.

Chiesa - Distinzione sessuale - Eros - Fede - Scandal i

STUDI

Gaetano Piccolo SJ, L’efficacia filosofica del racconto

A partire dall’opera di Ricoeur Tempo e racconto, e attraverso alcuni

scritti di Agamben e di Eco sulla narrazione, l’articolo prova

a indagare il rapporto tra le azioni umane e la loro possibilità di

essere narrate.

Linguagg io - Metaf isica - Racc onto - Real tà - Ricoeur

Vincenzo Di Pilato, I “luoghi teologici” nel Vaticano II.

Manovre di dislocazione

La norma suprema della fede cristiana, il Dei Verbum fattosi carne

in Cristo Gesù che continua ad agire nello Spirito Santo sino alla

fine dei tempi, col Vaticano II sembra aver smarrito il suo carattere

escatologico, esaurendosi nelle sue forme gnoseologiche.

Cano - Metodo - Transdisciplinarità - Vaticano II

Maurizio Gronchi, Dai primordi della salvezza

al mistero della croce. Lineamenti di cristologia

nel pensiero di Zoltan Alszeghy

Il gesuita ungherese Zoltán Alszeghy, alla luce di una comprensione

dinamica dell’universo, attribuisce alla causalità personale di

Cristo una centralità che vede connesse protologia ed escatologia.

Alszeghy - Cristologia - Mistero della croce - Peccato originale – Salvezza
Nicola Gardusi, Il primato del momento narrativo

nel linguaggio e nel metodo teologico di Ghislain Lafont

Nel suo volume sulla storia della teologia cattolica, Ghislain Lafont

parla di «una rinnovata considerazione del linguaggio e del

metodo teologico» e individua “itinerari” e “forme” che la teologia

ha proposto per il tema della Rivelazione.

Itinerari e forme della teologia - Lafont - Nuovo linguagg io e metodo teologico

- Teologia e antropologia - Teologia narrativa

NOTE E DISCUSSIONI

Emilio Salvatore, Il kerygma: cerniera tra teologia

e pastorale

A partire dall’uso recente del termine nel magistero di papa Francesco,

l’autore ripresenta il kerygma come cerniera tra la teologia

e la pastorale, dopo averne tracciato la traiettoria nel corso della

storia della teologia.

Eva ngelizzazione - Kerygma – Papa Francesco – Pastorale - Predicazione

di Paolo

PROVOCAZIONI

Francesco Paolo Monaco, Paolo Dall’Oglio SJ,

testimone del dialogo in Siria

Una breve biografia di padre Dall’Oglio e una sintetica ricostruzione

delle vicende siriane degli ultimi decenni dimostrano come

per uscire dalla situazione drammatica della guerra civile sia percorribile

la via del dialogo.

Dall’Oglio - Dialogo - Islam - Mar Musa - Siria

RUBRICHE

Presentiamo un libro

Cloe Taddei Ferretti, Ministero ordinato e diacone:

una problematica ecclesiale

Il libro di Serena Noceti, Diacone. Quale ministero per quale

Chiesa?, è una raccolta di saggi sulla questione dell’ammissione

delle donne al diaconato, considerata all’interno del dibattito

sul ministero ordinato.

Basilio Petra, I Canones Poenitentiales: un’opera preziosa

per studiare e comprendere la prassi penitenziale

tra V e XII secolo

I Canones poenitentiales di G.A. Di Donna sono un prezioso

strumento di lavoro che raccoglie sinotticamente testi penitenziali

latini, greci e slavi, collocabili tra il V e il XII secolo.



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Titolo: "Rassegna di Teologia n. 1/2019"
Editore: Collegium Professorum Sectionis Sancti Aloisii
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025655
Prezzo: € 13.00

Descrizione:

FOCUS

Lorenzo Gasparro Cssr, Tentazione o prova? Considerazioni

alla luce di una riformulazione del Padre Nostro

Ambiguità - Padre Nostro - Prova - Tentazione - Traduzione

STUDI

Simone Duchi, Verita di Dio e liberta di Gesu: la logica

d’un rapporto, il senso d’una storia di salvezza

Cristologia - Incarnazione - Libertà di Gesù - Paradosso - Rivelazione

Vincenzo Anselmo SJ, Non e caduta in terra nessuna

delle parole di Yhwh (2Re 10,10). La rivoluzione di Ieu:

violenza degli uomini o compimento della Parola divina?

Compimento - Ieu - Parola - Profeti - Violenza

Edward G. Farrugia SJ, Chiese autocefale e modelli di autocefalia:

il caso dell’Ucraina

Autocefalia - Autonomia - Chiesa madre - Territorio canonico

Secondo Bongiovanni SJ, Uomo e linguaggio. La singolarita

del linguaggio umano tra cooperazione e manifestazione

Cooperazione - Evoluzione - Linguaggio - Logos - Singolarità

(umana)

Philippe Capelle-Dumont, Rivelazione e alleanza. Prospettive

fenomenologiche e implicazioni teologiche

Alleanza - Evento - Fenomeno - Libertà – Rivelazione

NOTE E DISCUSSIONI

Claudio Tarditi, La religione come fenomeno: confronti

Autoaffezione - Fenomenologia - Henry - Intenzionalità - Vita

PROVOCAZIONI

Giorgio Jossa, Storia e teologia nella ricerca del Gesu storico

Gesù - Ratzinger - Storia - Teologia - Vangeli

RUBRICHE

Presentiamo un libro

Angelo Biscardi, Il corpo sessuato di Gesu e di Maria.

Tra sessualita liquida e sfide del gender

Carlo Lorenzo Rossetti, Pensare la nascita tra filosofia

e teologia



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Titolo: "Rassegna di Teologia n. 2/2019"
Editore: Collegium Professorum Sectionis Sancti Aloisii
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025662
Prezzo: € 13.00

Descrizione:

FOCUS

Pino Di Luccio SJ, Presentazione

Accoglienza - Dialogo - Gioia - Luce - Verità

STUDI

Mario Imperatori SJ, Kerygma e Spirito delle Beatitudini.

Dialogo interreligioso in contesto globale

Dialogo interreligioso - Kerygma - Martirio - Religione -

Spiritualità

Marco Ronconi, Alcune riflessioni a partire

da un confronto tra Aeterni Patris e Veritatis gaudium

Aeterni Patris - Forma della Chiesa - Godibilità - Studi ecclesiastici

- Veritatis gaudium

Domenico Marafioti SJ, Documento sulla Fratellanza

umana. Una lettura ragionata

Cultura del dialogo - Collaborazione per la pace - Convivenza

- Fratellanza - Pluralismo

Nicola Rotundo, La casa comune alla luce della Parola di

Dio. L’istanza ecologica come dato congruente con la rivelazione

biblica

Custodia del creato - Morale ecologica - Questione antropologica

- Redenzione – Responsabilità

Matteo Prodi, La Chiesa e il sociale:

due documenti decisivi

Fratellanza - Nuova Umanità - Islam - Profezia - Sociale

PROVOCAZIONI

Leonardo Lepore, Rifiuto e accoglienza.

Una lettura attualizzante di Es 1-2

Accoglienza – Esodo – Faraone – Mosè – Rifiuto

RUBRICHE

Presentiamo un libro

Agostino Porreca, La teologia del popolo:

modello di teologia inculturata e in contesto



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Titolo: "Rassegna di Teologia n. 3/2019"
Editore: Collegium Professorum Sectionis Sancti Aloisii
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025679
Prezzo: € 13.00

Descrizione:

STUDI

Enrico Cattaneo SJ, Dal presbitero al sacerdote:

un problema antico e nuovo

Istituzione - Lutero - Presbitero - Sacerdozio - Spiritualità

Gennaro Niola, Alfonso Maria de’ Liguori e il tema

della coscienza nel panorama filosofico moderno

Coscienza - Equiprobabilismo - Individuo - Libertà - Storicismo

Simone Duchi, Cosa resta della beata visio Dei?

Apogeo e critica di una metafora

Escatologia - Ineffabilità - Mediazione di Cristo - Rivelazione

- Visione beatifica

Angelo Maria Vitale, Augustini sententiam propugnare:

gli agostiniani nelle polemiche tra molinisti e giansenisti

Agostiniani eremitani - Enrico Noris - Fulgenzio Bellelli -

Giansenismo - Molinismo

Emanuele Iula SJ, Istituzioni giuste e istituzioni generative:

un confronto con Paul Ricoeur

Etica - Generatività - Intergenerazionalità - Istituzione -

Trasmissione

NOTE E DISCUSSIONI

Lorenzo Marcello Gilardi, La formazione

della persona adulta

Adulti - Andragogia - Formazione - Pedagogia – Ratio
Bartolomeo Puca, L’arte del “raccontare”

nella letteratura paolina

Dicibilità di Dio - Esperienza - Narrazione - Racconto - Vita

PROVOCAZIONI

Leonardo Lepore, La coperta di Urano.

Conversazione con i giovani: viaggio e stelle

Desideri - Gioia - Giovani - Impegno - Scelta di vita

RUBRICHE

Presentiamo un libro

Francesco Del Pizzo, L’“avventura umana e sacerdotale”

di don Lorenzo Milani

Mario Imperatori SJ, La disabilita tra teologia

e prassi islamo-cristiana



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Titolo: "Rassegna di Teologia n. 4/2019"
Editore: Collegium Professorum Sectionis Sancti Aloisii
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025686
Prezzo: € 13.00

Descrizione:

FOCUS

Mario Imperatori SJ, A proposito di ecologia integrale.

Alcune considerazioni teologiche

Creazione - Ecologia integrale - Ecologismo - Mistero di Dio

- Transdisciplinarietà

STUDI

Roberto Di Ceglie, La non credenza incolpevole.

Una risorsa per i credenti?

Divine hiddenness - Esistenza di Dio - Non credenti non prevenuti

e incolpevoli - Schellenberg - Sofferenza dei non credenti

Francesco Vespasiano, Il concetto di popolo e la Chiesa

di papa Francesco

Chiesa - Papa Francesco - Popolo - Populismo - Ultimi

Francesco Malaguti, L’epoca d’oro della scienza araba

e la rivoluzione scientifica mancata

Fede e ragione - Islam - Rivoluzione scientifica - Scienza araba

- Scienza moderna

Secondo Bongiovanni SJ, Presenza responsoriale. Diventare

persona

Identità - Interiorità - Persona - Relazione - Riconoscimento

Angelo Biscardi, Natura, grazia, cultura. Quale “natura”

per l’antropologia teologica di oggi?

Anima - Cultura - Grazia - Natura – Storicità

NOTE E DISCUSSIONI

Giancarlo Vergano, Il cammino dell’iniziazione cristiana

e il singolare “momento” del matrimonio cristiano

Amoris laetitia - Iniziazione cristiana - Matrimonio cristiano -

Sacramento - Soggetto

Dario Garribba, La città e le origini cristiane

Città - Identità cristiana - Mediterraneo - Origini del cristianesimo

- Prime comunità

RUBRICHE

Presentiamo un libro

Nicola Salato, Dentro la storia. Il dibattito tra storia

e teologia in un recente libro di Giuseppe Guglielmi



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Titolo: "Rassegna di Teologia n. 1/2020"
Editore: Collegium Professorum Sectionis Sancti Aloisii
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025693
Prezzo: € 13.00

Descrizione:

FOCUS

Gabriele Fadini, La giustizia che libera la verità. Su alcuni

temi filosofico-teologici desunti dal martirio dei gesuiti

dell’UCA

Attualità/possibilità - Ellacuría - Gesuiti dell’UCA - Oggettività

- Realtà storica

STUDI

Laura Dalfollo, Vita consacrata e missione: nuova evangelizzazione

e sfide nella società di oggi

Formazione - Media - Nuova evangelizzazione - Pastorale -

Vita consacrata

Simone Duchi, O res mirabilis: quel pane è il corpo di

Cristo. Invito a un duplice realismo

Consustanziale - Cristologia - Eucaristia - Presenza reale -

Transustanziazione

Vincenzo Serpe, L’oltre-necessità di Dio nella proposta teologica

di Jüngel: l’eredità della filosofia moderna nella disciplina

teologica

Croce - Filosofia e teologia - Mistero dell’abbandono di Gesù

- Morte di Dio - Parola di Dio

Diego Gracia, Il potere del reale: tra X. Zubiri e I. Ellacuría

Crisi della rag ione - Intelligenza senziente - Liberazione - Realtà

- Religa zione

Giuseppe Guglielmi, Il lato notturno della realtà:

Certeau interprete di Foucault

Epistemologia - Mistica - Realtà - Storia – Tradizione


NOTE E DISCUSSIONI

Evangelos Venizelos, Bible and Constitution: Thoughts

on the political theology

Constitution - Democracy - Modernity - Political Theology -

Social ethics

Alessio Lembo, Realtà, povertà, martirio.

Note a partire da Xavier Zubiri e Ignacio Ellacuría

Filosofia della storia - Liberazione - Martirio - Realtà -

Povertà

PROVOCAZIONI

José Manuel Pereira de Almeida, Il dolore degli altri

Coesistenza - Con-passione - Dolore - Relazioni terapeutiche -

Responsabilità personale

RUBRICHE

Presentiamo un libro

Agostino Porreca, La Chiesa del Regno. Su un recente

saggio di ecclesiologia di N. Salato

Carlo Lorenzo Rossetti, La metamorfosi dei diritti

dell’uomo



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Titolo: "Rassegna di Teologia n. 2/2020"
Editore: Collegium Professorum Sectionis Sancti Aloisii
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025709
Prezzo: € 13.00

Descrizione:

FOCUS

Rocco Pititto, Per una teologia dell’accoglienza

nel contesto del Mediterraneo ai tempi del coronavirus.

La via alla santità di don Francesco Mottola

Accoglienza - Mediterraneo - Misticismo - Santità - Teologia

STUDI

Armando Nugnes, Metamorfosi dell’umano…

e della teologia? Per uno sviluppo dei percorsi

del Congresso Nazionale dell’ATI 2019

Crisi - Escatologia - Metamorfosi - Teologia - Umano

Mario Imperatori SJ, La struttura nuziale della persona

umana. Tra Scrittura, Tradizione e contesto postmoderno

Figlio/Sposo - Nuzialità - Persona - Relazione - Tradizione

Vincenzo Anselmo SJ, I racconti delle origini: Vangelo

della creazione. Una lettura di Genesi 1–2 nella prospettiva

dell’ecologia integrale

Adam - Creazione - Ecologia integrale - Genesi - Laudato si

Matteo Prodi, Tre lettere dei Vescovi sul Mezzogiorno italiano

Chiesa - Giustizia - Mezzogiorno - Storia - Sviluppo

Carmelo Torcivia, Le forme della fede popolare

alla luce della nuova inculturazione occidentale

Comunicazione della fede - Fede popolare - Inculturazione della

fede - Pastorale - Post-modernità
NOTE E DISCUSSIONI

Giuseppe Lorizio, «Beati gli operatori di pace» (Mt 5,9).

Il contributo della Teologia alle Scienze della Pace

Antagonismo - Conflitto - Congettura - Pace - Teodicea

Presentiamo un libro

Nicola Salato OFMcap, La Chiesa nell’ontologia relazionale

e trinitaria

Marianna Esposito, Una pratica vivente generativa di

legami. Sul saggio di Emanuele Iula Nous, les fils de la

deconstruction. Essai d’éthique générative

In memoriam

Anna Carfora - Cloe Taddei ferretti, La presenza

femminile nella Sezione San Luigi: storia e riflessione



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Titolo: "Asprenas n. 3/2020"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025723
Prezzo: € 7.50

Descrizione:

INDICE

Presentazione

GAETANO DI PALMA

Girolamo traduttore e interprete della Bibbia

MARIO IADANZA

Girolamo agiografo

GIUSEPPE CARUSO

Girolamo polemista

RICCARDO MAISANO

Il “senso spirituale” dell’uomo di studio

MARIAFRANCESCA BERRETTI

San Girolamo nell’iconografia dal VI al XVII secolo

 

Presentazione

1. Il 30 settembre del 420, come gran parte degli storici sostiene, a

Betlemme concluse la sua vicenda terrena un uomo che ha apportato

uno dei più grandi e cospicui lasciti culturali e spirituali alla Chiesa latina:

Girolamo. Il suo è un nome di derivazione greca, hierós ónyma, ossia

“nome sacro”. Talvolta gli si aggiunge Eusebio, “pio”, che era il nome

di suo padre, e anche Sofronio, in greco “saggio”, “prudente”. Sembra,

però, che quest’ultimo provenga dalla confusione fatta in alcuni

manoscritti con il nome di un suo amico, un monaco che ha tradotto alcune

opere geronimiane in greco. Egli morì lontano dalla sua patria,

dov’era nato circa settantatré anni prima da una famiglia benestante,

nella quale, come scrive nella Lettera 82, 2, era stato nutrito nella culla

dai genitori con latte cattolico. Lasciò questo mondo dopo aver visto

morire le persone più care che lo avevano accompagnato e sostenuto

nel suo progetto di stabilirsi a Betlemme e di fondarvi monasteri: la matrona

Paola, defunta nel 406, e la figlia di costei, Eustochio, un anno prima

di lui, entrambe ricordate nel Martirologio romano.

Di colui che ha lasciato scritti importanti ai posteri, commentari,

lettere, opere polemiche e agiografiche, e al quale si deve la traduzione

in latino della Bibbia, chiamata Vulgata, non poteva passare inosservato

il sedicesimo centenario della morte. Nessuna meraviglia, dunque, se

papa Francesco abbia pubblicato il 30 settembre la lettera apostolica

Scripturae Sacrae affectus. Il papa ha più volte, durante questi anni, invitano

i cristiani ad abbeverarsi alle fonti della Parola di Dio. Infatti,

l’anno anniversario della morte di san Girolamo era stato da lui inaugurato

con un’altra lettera apostolica, Aperuit illis, con la quale viene istituita

la “Domenica della Parola di Dio”, da celebrarsi nella terza domenica

del tempo ordinario, in concomitanza con la Settimana di preghiera

per l’unità dei cristiani. Inoltre, all’annuncio del Vangelo, fonte della

gioia e ispirazione dell’agire dei cristiani, papa Francesco ha dedicato

l’esortazione apostolica Evangelii gaudium, tra i primi frutti del suo intenso

pontificato.

Il primo papa a promulgare un documento sul dotto eremita di Betlemme

è stato Benedetto XV. Parliamo della famosa lettera enciclica

Spiritus Paraclitus, emanata il 15 settembre 1920, in occasione del quindicesimo

centenario della morte del santo, nella quale il papa, che aveva

gridato nel deserto dell’incomprensione a favore della pace in occasione

del primo conflitto mondiale, affermò: «È universalmente riconosciuto

l’eccelso posto tenuto da san Girolamo nel quale la Chiesa cattolica riconosce

e venera il più grande dottore di cui il Cielo le abbia fatto dono

per l’interpretazione delle Sacre Scritture» (Enchiridion Biblicum 440).

A tale scopo, Benedetto XV offre una sintesi della vita, dell’insegnamento

sulla Scrittura, sia teorico sia pratico e spirituale, dello Stridonense,

citando spesso i suoi scritti, da cui emerge la forte personalità di

quest’uomo che divenne già ai suoi tempi un punto di riferimento per

tanti desiderosi di approfondire la Bibbia e di capirne il significato. In

continuità con quanto illustrato nella Spiritus Paraclitus, papa Francesco

esorta così i lettori della Scripturae Sacrae affectus: «Per una piena comprensione

della personalità di san Girolamo è necessario coniugare due

dimensioni caratteristiche della sua esistenza di credente: da un lato, l’assoluta

e rigorosa consacrazione a Dio, con la rinuncia a qualsiasi umana

soddisfazione, per amore di Cristo crocifisso (cf. 1Cor 2,2; Fil 3,8.10);

dall’altro, l’impegno di studio assiduo, volto esclusivamente a una sempre

più piena comprensione del mistero del Signore. È proprio questa duplice

testimonianza, mirabilmente offerta da san Girolamo, che viene

proposta come modello: per i monaci, innanzitutto, perché chi vive di

ascesi e di preghiera venga sollecitato a dedicarsi all’assiduo travaglio

della ricerca e del pensiero; per gli studiosi, poi, che devono ricordare che

il sapere è valido religiosamente solo se fondato sull’amore esclusivo

per Dio, sulla spoliazione di ogni umana ambizione e di ogni mondana

aspirazione» (Paragrafo La chiave sapienziale del suo ritratto).

2. Ci sono, pertanto, validissimi motivi per i quali la nostra Rivista

di teologia dedicasse un numero speciale a san Girolamo, con il proposito

di offrire ai lettori, in particolare agli studenti, un suo profilo, perché,

come diremo, egli sembra essere stato dimenticato. Infatti, il progredire

degli studi biblici e le traduzioni della Bibbia nelle lingue nazionali

ha oscurato l’opera di questo “padre”, il quale ha avuto il merito di […]



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Titolo: "Miscellanea Francescana n. III-IV/2020"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025730
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

Editoriale

Studi teologici

Daniela Del Gaudio, SFI, La cristologia di Gal 4,4 e la concretezza

storica dell’incarnazione del Verbo in prospettiva redentiva

Francesco Celestino, OFMConv, Vocazione e missione dei laici.

Un paradigma generativo per le comunità

Tomasz Szymczak, OFMConv, La misericordia divina nel dialogo

di Efrem il Siro con un suo discepolo. De misericordia divina

tractatus primus et secundus

Studi francescani

Luciano Bertazzo, OFMConv, Gli studi francescani: percorsi storici

e riflessione storiografi ca. Tra frate Francesco e frate Antonio

Raffaele Di Muro, OFMConv, Il cammino missionario di san Massimiliano

Kolbe in Giappone

Orlando Todisco, OFMConv, Tra la volontà di potenza e la volontà

di libertà. Lo spazio del pensare francescano

Valentín Redondo, OFMConv, El hermano guardián. Consideraciones

desde el carisma franciscano y las Constituciones franciscanas

de los siglos XIII y XIV

Evento

Emanuele Rimoli, OFMConv, Prefazione

Kathleen Warren, SFO, Cinque pilastri per la pace e la fratellanza umana

Yahya Pallavicini, La bontà secondo la dottrina islamica

 Gianfranco Ravasi, Bellezza, via del dialogo e dell’incontro

Paola Francesca, PSG, La fratellanza umana. Incontrarsi, riconoscersi, accogliersi

 

EDITORIALE

Carissimi lettori, dopo la pubblicazione di un numero celebrativo di Miscellanea Francescana, dedicato interamente alla fi gura di Giovanni Paolo II nel centenario della sua nascita, la nostra rivista torna al suo “solito” stile, caratterizzato dall’approfondimento di tematiche teologiche e francescane di rilievo e di attualità, ben studiate ed esposte da ottimi studiosi che ci onoriamo di ospitare.

La sezione teologica viene aperta da un contributo di Daniela Del Gaudio, la quale espone la pericope paolina di Gal 4,4-5 nella prospettiva mariologica nonché in relazione al mistero dell’incarnazione del Verbo. L’autrice presenta detto suo approfondimento al fine di evidenziare che il brano di san Paolo di cui tratta, esprime una mariologia in germe inquadrata sotto i profili trinitario, cristologico, soteriologico, ecclesiologico ed antropologico. Il ruolo della Vergine Maria è indubbiamente fondamentale nella storia della salvezza e coinvolge “dall’interno” la natura umana. Come è avvenuto nei recenti numeri, Francesco Celestino si produce in un lavoro in cui appaiono sempre forti ed interessanti le “tonalità” catechetiche e pastorali dell’oggi della Chiesa. Egli colloca il suo studio nell’attualità teologica legata al contributo dei laici nella comunità ecclesiale, alla luce dei contenuti del Concilio Vaticano II, del magistero di Papa Francesco, di quanto prodotto dal dicastero che un tempo rispondeva al nome di Pontificio Consiglio per i Laici e delle elaborazioni della contemporanea riflessione teologica. Lo studioso dona al lettore “il polso” della trattazione scientifica circa questa nevralgica tematica post conciliare. Tomasz Szymczak tratterà un tema di grande attualità teologica: la misericordia. Questo argomento è stato affrontato da un personaggio del calibro di Efrem il Siro e, in modo specifi co, in un “Dialogo” con un suo discepolo intitolato Misericordia divina tractatus primus et secundus. Questo studioso, non nuovo a pubblicazioni su Miscellanea Francescana, off re al lettore un primo tentativo di traduzione in lingua italiana del summenzionato Dialogo, tentativo che va certamente ad arricchire la presente edizione della nostra rivista, dal momento che si tratta di un intervento assolutamente originale. Un contributo di Luciano Bertazzo inaugura la sezione degli studi francescani. Questo suo intervento, nel quale fa il punto circa la situazione
dei percorsi storici e della riflessione storiografi ca degli studi sulle fi gure di Francesco di Assisi e Antonio di Padova, ha inaugurato ufficialmente l’anno accademico della Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura”, rendendo omaggio al santo taumaturgo nel ricordo dell’ottavo centenario nel suo ingresso nella famiglia serafi ca. La sua disamina è puntuale, ricca di contenuti ed esaustiva. Detto articolo conferisce al lettore la possibilità di un valido aggiornamento sul procedere degli approfondimenti su fi gure basilari della famiglia serafi ca. Il 2020 è l’anno nel quale si ricorda il novantesimo anniversario dell’inizio della missione giapponese di san Massimiliano Kolbe. Raffaele Di Muro ha inteso offrire al lettore l’opportunità di apprezzare la strategia missionaria del santo in terra nipponica, a partire dalle lettere da lui scritte ai suoi superiori. Detto articolo rivela la ricchezza e la pregnanza del messaggio e della spiritualità dell’indimenticato francescano polacco con particolare riferimento al suo modus operandi in campo apostolico. Orlando Todisco ci consegna, come di consueto, una chiave di lettura di tratti importanti della filosofia francescana. Il suo contributo ci svela in che modo il pensiero degli esponenti della famiglia serafi ca tratta realtà contrapposte quali la prospettiva del dominio e la quella del servizio, ovvero l’essere come autoaffermazione e l’essere come donazione. Detto pensare, come ampiamente provato dal nostro autore, afferma il passaggio dall’autoaffermazione all’autodonazione dell’essere. La sezione dedicata al francescanesimo si conclude con la prima parte di un lungo articolo di Valentín Redondo, il quale tratta della fi gura del guardiano, secondo gli scritti di Francesco e nella successiva tradizione legislativa caratterizzata dalle costituzioni dell’Ordine. Il volume presenta gli atti simposio, svoltosi il 31 ottobre 2019, intitolato “La fratellanza umana sui passi di frate Francesco e del Sultano Al-Kamil (Damietta 1219 – Abu Dhabi 2019)”. Emanuele Rimoli, organizzatore di questa assise, ne ha qui curato la pubblicazione degli atti. Infine, questa edizione di Miscellanea Francescana presenta un numero molto elevato di recensioni e la cosa è indubbiamente normale dal momento che, nel numero celebrativo precedente, non erano presenti. Questa sezione è molto abbondante e rende onore alla notevole mole di pubblicazioni scientifiche prodotte nell’ultimo anno. Buona lettura!

Il Direttore



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 523"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025525
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Così credono i giovani 

1. Giovani: chi sono? (P. Bignardi) 3 

I nostri modi di dire 

23. «Siamo tutti fratelli» 11 

1. Siamo tutti fratelli (A. Carrara) 12 

2. La fratellanza nella fede in san Paolo (G. Benzi) 16 

3. Siamo tutti fratelli? Vivere la fratellanza oggi (C. Cremonesi) 21 

Traccia per la novena di Natale 

(F. Negri, L. Guglielmoni) 27 

Tempo di Avvento e tempo di Natale 

29 novembre 2020 1 gennaio 2021 37 

1ª domenica di Avvento (A. Guida, G. Osto, R. Laurita) 41 

2ª domenica di Avvento (A. Guida, G. Osto, R. Laurita) 59 

Immacolata Concezione (A. Guida, G. Osto, R. Laurita) 78 

3ª domenica di Avvento (A. Guida, G. Osto, R. Laurita) 96

4ª domenica di Avvento (A. Guida, G. Osto, R. Laurita) 114 

Natale del Signore (A. Guida, G. Osto, R. Laurita) 132 

Santa Famiglia (A. Guida, G. Osto, R. Laurita) 168 

Maria Madre di Dio (A. Guida, R. Laurita, G. Osto) 187



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025495
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Editoriale


2 D. Piazzi

Per tornare alla vita

Studi

4 M. Barbagli

Morire oggi nei paesi occidentali

7 G . Cavagnoli

La morte e il lutto nel RE

11 F. Trudu

I riti esequiali

16 R . De Zan

Il Lezionario delle esequie: teologie bibliche

21 D. Cravero

Esequie e kérygma

26 L . Della Pietra

Riti antichi e nuovi

31 P. Tomatis

Accompagnare e celebrare il lutto

36 E . Massimi

Cantare nelle esequie

Formazione

41 R . Barile

Dalla Parola all’intercessione

1. Avvento e Natale

49 C. Gangemi

Liturgia e disabilità: percorsi

5. Non mi dimenticare

R . Lauricella

54 Pietà popolare e liturgia

5. I presepi viventi

Sussidi e testi

59 G . Cipollone

Parola di Dio e vita del defunto

65 R . Barile

Nuove risorse

per le esequie cristiane

Inserto online

R . Barile

Preghiere dei fedeli per l’Avvento e il Natale

 


Editoriale 

Che «cultura» hanno gli occidentali e quindi, nolenti o volenti, i cristiani occidentali? Che senso danno al nascere, al vivere, al morire? La cartina al tornasole è quasi sempre come si muore e come si supera il lutto. Come è strana la vita: la capisci se non fai della morte una variabile impazzita, ma l’ultima delle tue esperienze. Non sono un sociologo né uno psicologo, ma mi accorgo che tanto dello scenario della morte dai tempi della mia infanzia ad oggi è cambiato, ma nello stesso tempo è rimasto tale e quale. Questo tale e quale è l’uomo, sia pur credente, ma l’uomo che accetta o rifiuta il morire, l’uomo che ascolta o deride le grandi risposte che le religioni sottintendono ai loro riti. Poi l’imprevedibile. Noi, generazione di immortali, siamo stati costretti a fare i conti non solo con l’inevitabile e personale mortalità, ma con l’inenarrabile moria collettiva. Venerdì santo 10 aprile, ore 10.25: in talare perché non sai mai se ti fermano per controlli, vado al cimitero. Scendo dall’auto e davanti al cancello chiuso 7/8 capannelli di parenti… due signore ti chiedono se sei il parroco di… No, non lo sono. Entro. Percorro quasi fino in fondo il camposanto, là nella zona nuova per accogliere le ceneri della zia di miei ex giovani di parrocchia. Quindici minuti: io e tre nipoti. Percepisci il dolore più spesso della nebbia padana d’inverno. Vedi gli occhi bassi e stanchi per le troppe assistenze a esequie accorciate, vedi il rispetto nell’addetto che, senza riti d’ingresso, portali spalancati e suono dell’organo, consegna l’urna ai parenti davanti a un loculo sbrecciato. Eppure si prega; siamo pochi, ma la comunità e la solidarietà nel rito di commiato non è assente. Il salmo, i pochi versetti della Scrittura, l’orazione sulle ceneri, mescolati con il dolore e l’affetto condiviso, parlano, non sono muti e arcaici. Poi si esce, e ti accorgi che in pochi minuti nel corridoio dell’ingresso centrale si sono allineati quattro carri funebri, saluti con un triste cenno del capo i tuoi confratelli, e realizzi che si son celebrati cinque «funerali» contemporanei in un quarto d’ora. È qui che la morte, non la morte del singolo, ma la morte di troppi grida, più che il libro di Giobbe, la non misurabilità del dolore e l’assordante silenzio dell’Eterno, che onnipotente sembra proprio non esserlo. Lì misuri la realtà della notizia che guadagna lo […]



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