Articoli religiosi

Ebook



Titolo: "Cambiamenti d'epoca"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Erio Castellucci, Ghislain Lafont, TomᚠHalík
Pagine:
Ean: 9788810961216
Prezzo: € 2.99

Descrizione:L’esperienza della pandemia tra crisi e opportunità. Tre pastori e teologi – un vescovo, un professore e un monaco – rileggono il tempo sospeso della recente crisi mondiale attraverso la lente del mistero pasquale, dalla «cattedra del sepolcro» di Gesù illuminato dalla novità della risurrezione. Non c’è dubbio che la Chiesa abbia vissuto in questi mesi, fra contraddizioni e polemiche, una vera creatività. La maggior parte delle comunità è stata capace di prossimità, ha formulato proposte di annuncio, celebrazione, fraternità e preghiera; l’esperienza della Chiesa domestica si è rivelata nuovamente uno spazio praticabile. Questa fioritura straordinaria è una ricchezza da riconoscere e da non disperdere. Perché è un segno eloquente dell’opera dello Spirito, che spinge la Chiesa a proseguire il rinnovamento della sua teologia, dei suoi linguaggi e delle sue prassi avviato con il Concilio Vaticano II, donandole a ogni tornante della storia un nuovo e profetico slancio.

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Titolo: "Il potere che sta conquistando il mondo"
Editore: Rubbettino Editore
Autore: Giorgio Galli, Mario Caligiuri
Pagine:
Ean: 9788849864687
Prezzo: € 8.99

Descrizione:Il vecchio ordine mondiale si sta rapidamente trasformando. Facendo seguito al fortunato volume Come si comanda il mondo in cui si dimostra la prevalenza dei leader della finanza su quelli della politica, gli autori analizzano il ruolo delle multinazionali cinesi, russe, brasiliane, indiane e islamiche. Vengono quindi approfonditi i rapporti con i fondi sovrani e la criminalità, i paradisi fiscali e la politica energetica. E fin qui, nulla di nuovo perché si replicano i modelli della democrazia liberale. Nel frattempo, però, la Cina sta diventando un gigante dellintelligenza artificiale, egemonizzando lAfrica, il continente del futuro. In una situazione complessa più che il mercato è di nuovo lo Stato a essere protagonista nel XXI secolo, poiché queste multinazionali sono in gran parte subordinate ai governi nazionali. Il declinante Occidente riuscirà a individuare strategie per non soccombere nelleterna lotta per il potere? È linterrogativo fondamentale al quale cerca di rispondere questo libro.

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Titolo: "Climate justice"
Editore: Donzelli
Autore: Mary Robinson
Pagine:
Ean: 9788855221146
Prezzo: € 8.99

Descrizione:«Il vero scopo della lotta al cambiamento climatico è tutelare i diritti umani e garantire giustizia a chi ne subisce gli effetti più gravi, ovvero paesi e comunità vulnerabili, che nella gran parte dei casi sono i meno responsabili del problema. A costoro deve essere garantita la possibilità di condividere sia gli oneri sia i benefici del cambiamento climatico in modo equo. È questa la mia definizione di “giustizia climatica”: mettere l’uomo al centro della soluzione».

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Titolo: "Resurrezione di Roma"
Editore:
Autore: AA. VV.
Pagine:
Ean: 9788831121217
Prezzo: € 11.99

Descrizione:Approfondimenti a più voci illuminano uno degli scritti più famosi di Chiara Lubich, testo ancora attuale per chi oggi avverta l'esigenza di un rinnovamento sociale. Ai nostri giorni metà dell'umanità vive nelle città, sempre più grandi, evoluzione di una millenaria storia che ha conosciuto tensioni feconde tra mondo urbano e mondo rurale; tra città ideale e reale, tra la città degli uomini e quella di Dio. Davanti all'attuale urbanizzazione sempre più massiccia, la città è oggetto d'interesse, di indagine, di dibattito tra sociologi ed economisti, urbanisti e architetti, politici e ambientalisti, scrittori, pensatori, teologi. Il volume di carattere interdisciplinare intende offrire un contributo in merito, a partire da uno degli scritti più famosi di Chiara Lubich nel quale si concentra in qualche modo l'essenza del suo carisma: "Resurrezione di Roma" (1949). Un testo che riflette la sua esperienza e che Chiara stessa ha considerato un vero programma per il rinnovamento della società. (dalla Presentazione)

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Titolo: "Finalmente ho capito la plasticità del cervello"
Editore: Vallardi A.
Autore: Gilda Fanti
Pagine:
Ean: 9788855053631
Prezzo: € 4.49

Descrizione:Tutto ciò che sappiamo su come funziona la nostra mente

«Che cos’è la plasticità? Un oggetto plastico è come il pongo: malleabile, capace di cambiare forma e di adattarsi alle sollecitazioni. Anche il cervello è plastico. Ogni esperienza che facciamo, ogni apprendimento, ogni evento che si imprime nella memoria causa un cambiamento. È per questo che non usiamo mai lo stesso cervello due volte: l’esperienza di oggi modifica il cervello, rendendolo leggermente diverso da ciò che era ieri.»

Un viaggio affascinante che ci accompagna tra le più rivoluzionarie scoperte scientifiche dell’ultimo secolo, svelandoci come si forma e come si sviluppa il cervello, questa misteriosa macchina dotata di «superpoteri»: ha infatti una straordinaria capacità di adattarsi a ogni esperienza e di governare non solo il nostro corpo, ma anche i nostri comportamenti, pensieri, sensazioni ed emozioni manifeste e nascoste.



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Titolo: "Finalmente ho capito la plasticità del cervello"
Editore: Vallardi A.
Autore: Gilda Fanti
Pagine:
Ean: 9788855053648
Prezzo: € 4.49

Descrizione:Tutto ciò che sappiamo su come funziona la nostra mente

«Che cos’è la plasticità? Un oggetto plastico è come il pongo: malleabile, capace di cambiare forma e di adattarsi alle sollecitazioni. Anche il cervello è plastico. Ogni esperienza che facciamo, ogni apprendimento, ogni evento che si imprime nella memoria causa un cambiamento. È per questo che non usiamo mai lo stesso cervello due volte: l’esperienza di oggi modifica il cervello, rendendolo leggermente diverso da ciò che era ieri.»

Un viaggio affascinante che ci accompagna tra le più rivoluzionarie scoperte scientifiche dell’ultimo secolo, svelandoci come si forma e come si sviluppa il cervello, questa misteriosa macchina dotata di «superpoteri»: ha infatti una straordinaria capacità di adattarsi a ogni esperienza e di governare non solo il nostro corpo, ma anche i nostri comportamenti, pensieri, sensazioni ed emozioni manifeste e nascoste.



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Titolo: "Il potere della gratitudine"
Editore: Il Sole 24 Ore
Autore: Piero Barbanti, Guendalina Graffigna, Andrea Vitali, Nicoletta Carbone
Pagine:
Ean: 9788863457339
Prezzo: € 8.99

Descrizione:"Il potere della gratitudine" è un libro che nasce dal programma "Obiettivo salute" di Radio 24 condotto da Nicoletta Carbone, che sette giorni su sette entra nelle case degli ascoltatori come "la vostra salutare ossessione quotidiana".
Durante il programma Nicoletta Carbone lancia la proposta di raccogliere piccole storie di gratitudine, come un integratore per fare le cose bene e ripartire con un sorriso.
La risposta degli amici ascoltatori non si fa attendere, con storie di vita quotidiana da cui Andrea Vitali si è lasciato ispirare per portarci nel sentimento della gratitudine che fa bene e ci fa stare bene.
Perché la gratitudine fa nascere gratitudine. La gratitudine ci permette di cambiare prospettiva, di stupirci delle piccole cose che tendiamo a dare per scontate, di farci lavorare meglio e alimenta la felicità.
La raccolta dei racconti di Andrea Vitali, i preziosi contributi del professor Piero Barbanti dal lato delle neuroscienze e della professoressa Guendalina Graffigna sull'aspetto psicologico della gratitudine, la piena partecipazione dei radioascoltatori, l'idea e l'entusiasmo di Nicoletta Carbone ci portano in un viaggio alla scoperta di un elemento fondamentale per il nostro vivere quotidiano.



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Titolo: "Il potere della gratitudine"
Editore: Il Sole 24 Ore
Autore: Piero Barbanti, Guendalina Graffigna, Andrea Vitali, Nicoletta Carbone
Pagine:
Ean: 9788863457322
Prezzo: € 8.99

Descrizione:"Il potere della gratitudine" è un libro che nasce dal programma "Obiettivo salute" di Radio 24 condotto da Nicoletta Carbone, che sette giorni su sette entra nelle case degli ascoltatori come "la vostra salutare ossessione quotidiana".
Durante il programma Nicoletta Carbone lancia la proposta di raccogliere piccole storie di gratitudine, come un integratore per fare le cose bene e ripartire con un sorriso.
La risposta degli amici ascoltatori non si fa attendere, con storie di vita quotidiana da cui Andrea Vitali si è lasciato ispirare per portarci nel sentimento della gratitudine che fa bene e ci fa stare bene.
Perché la gratitudine fa nascere gratitudine. La gratitudine ci permette di cambiare prospettiva, di stupirci delle piccole cose che tendiamo a dare per scontate, di farci lavorare meglio e alimenta la felicità.
La raccolta dei racconti di Andrea Vitali, i preziosi contributi del professor Piero Barbanti dal lato delle neuroscienze e della professoressa Guendalina Graffigna sull'aspetto psicologico della gratitudine, la piena partecipazione dei radioascoltatori, l'idea e l'entusiasmo di Nicoletta Carbone ci portano in un viaggio alla scoperta di un elemento fondamentale per il nostro vivere quotidiano.



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Titolo: "Il bonus del 110% - domande e risposte"
Editore: Il Sole 24 Ore
Autore: Aa.vv.
Pagine:
Ean: 9788863457438
Prezzo: € 5.99

Descrizione:Il decreto legge Rilancio ha appena concluso il suo iter e in questo modo è stato completato il quadro delle norme base che disciplinano il nuovo superbonus del 110% sui lavori in edilizia.
Le linee guida restano quelle evidenziate nella prima stesura del Dl: una serie di interventi trainanti (opere per l'isolamento termico e sulle caldaie) consentono di usufruire di uno sconto fiscale pari al 110% della spesa effettuata.
Se a questi interventi trainanti si aggiungono altre operazioni, anche queste possono usufruire dell'agevolazione al 110 per cento.


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Titolo: "Il carattere degli americani"
Editore: Garzanti Classici
Autore: Alexis de Tocqueville
Pagine:
Ean: 9788811817307
Prezzo: € 4.99

Descrizione:Forte e radicato senso della democrazia, parità di diritti, libertà, diligenza. Ma anche suscettibilità, «vanità patriottica», litigiosità, sconsideratezza. Quando il ventiseienne Alexis de Tocqueville parte dalla Francia borbonica e approda alle democratiche sponde degli Stati Uniti, resta colpito dalle istituzioni, dalle peculiarità e dal carattere dei loro abitanti, che puntualmente racconta nella sua opera maggiore e più nota, La democrazia in America, pubblicata in due volumi tra il 1835 e il 1840. Nei capitoli raccolti in questo volume, opportunamente messi a fuoco da una prefazione di Sergio Romano, Tocqueville dipinge il popolo americano per quello che è: con le sue virtù e le sue debolezze, in un ritratto vivace e sorprendente che a quasi duecento anni di distanza resta una chiave indispensabile per comprendere un paese complesso e ricco di contraddizioni.

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Titolo: "Il carattere degli americani"
Editore: Garzanti Classici
Autore: Alexis de Tocqueville
Pagine:
Ean: 9788811817314
Prezzo: € 4.99

Descrizione:Forte e radicato senso della democrazia, parità di diritti, libertà, diligenza. Ma anche suscettibilità, «vanità patriottica», litigiosità, sconsideratezza. Quando il ventiseienne Alexis de Tocqueville parte dalla Francia borbonica e approda alle democratiche sponde degli Stati Uniti, resta colpito dalle istituzioni, dalle peculiarità e dal carattere dei loro abitanti, che puntualmente racconta nella sua opera maggiore e più nota, La democrazia in America, pubblicata in due volumi tra il 1835 e il 1840. Nei capitoli raccolti in questo volume, opportunamente messi a fuoco da una prefazione di Sergio Romano, Tocqueville dipinge il popolo americano per quello che è: con le sue virtù e le sue debolezze, in un ritratto vivace e sorprendente che a quasi duecento anni di distanza resta una chiave indispensabile per comprendere un paese complesso e ricco di contraddizioni.

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Titolo: "Greco moderno. Manuale di conversazione per chi viaggia"
Editore: Vallardi A.
Autore: AA.VV.
Pagine:
Ean: 9788855053624
Prezzo: € 10.99

Descrizione:

LO STRUMENTO INDISPENSABILE PER CHI VIAGGIA
PER PIACERE O PER AFFARI

Anche chi non padroneggia il greco moderno sara? in grado di capire o farsi capire grazie a questo manuale completo
e di facile consultazione.

Oltre 4500 parole e 3000 frasi ed esempi di conversazione su:
Viaggio e alloggio

Ristoranti e locali

Tempo libero e sport

Acquisti, negozi e mercati

Banche, posta, servizi, mezzi pubblici

Salute e cure mediche



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Titolo: "Greco moderno. Manuale di conversazione per chi viaggia"
Editore: Vallardi A.
Autore: AA.VV.
Pagine:
Ean: 9788855053617
Prezzo: € 10.99

Descrizione:

LO STRUMENTO INDISPENSABILE PER CHI VIAGGIA
PER PIACERE O PER AFFARI

Anche chi non padroneggia il greco moderno sara? in grado di capire o farsi capire grazie a questo manuale completo
e di facile consultazione.

Oltre 4500 parole e 3000 frasi ed esempi di conversazione su:
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Titolo: "Potere e situazioni soggettive nel diritto amministrativo"
Editore: Giappichelli
Autore: Andrea Carbone
Pagine:
Ean: 9788892189294
Prezzo: € 70.00

Descrizione:Il presente volume rappresenta una prima sistemazione dellelaborazione che ci si è prefissati di effettuare in ordine alle situazioni giuridiche che si rapportano con il potere amministrativo, e alla possibilità della loro considerazione quale oggetto del processo amministrativo, insieme alla declinazione in concreto del relativo giudizio. In questa prima parte, lattenzione è dedicata soprattutto alla ricostruzione della situazione giuridica che assume rilievo sotto il profilo sostanziale; mentre, alla sua considerazione quale oggetto del processo amministrativo, alla struttura del relativo giudizio, così come allelaborazione delle situazioni giuridiche da definirsi di carattere (prettamente) procedurale, sarà riservata la parte II del lavoro, ancorché talune considerazioni in proposito verranno effettuate già in chiusura del presente volume. La parte II sarà oggetto di un volume autonomo, ancora in fase di elaborazione (e rispetto al quale potrebbe anche procedersi ad una risistemazione di questo stesso volume, ora pubblicato fuori collana, laddove se ne ravvisi la necessità o lopportunità). Lidea di pubblicare intanto questa prima parte è maturata oltre che dalla volontà di prendere parte ad un dibattito sullargomento che risulta molto vivo nellattuale esperienza della scienza amministrativa dalla circostanza che essa assume una sua compiutezza e autonomia, se posta in relazione con quanto si è già avuto modo di rappresentare in precedenti lavori (in particolare, Lazione di adempimento nel processo amministrativo, Lazione di condanna ad un facere e Il contraddittorio procedimentale). Le considerazioni effettuate sul punto in quelle occasioni, infatti, hanno potuto facilmente essere riprese, e adattate, nei loro termini fondamentali, alle conclusioni qui raggiunte, attraverso le precisazioni che si sono effettuate nelle considerazioni finali, le quali anticipano quanto appunto si verrà più compiutamente a rappresentare nella parte II del nostro studio. Nel momento di licenziare questa parte, un sincero ringraziamento va a quanti, in questo periodo di emergenza generale, sono stati daiuto nel reperimento dei testi la cui consultazione è stata necessaria per la realizzazione dellopera; e a coloro che, con i loro preziosi consigli, hanno contribuito a chiarire dubbi e a fornire elementi che potessero consolidare la ricostruzione in questa sede effettuata.

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Titolo: "Il genio americano"
Editore: Rubbettino Editore
Autore: Massimo Teodori
Pagine:
Ean: 9788849862867
Prezzo: € 7.99

Descrizione:Con lirruzione del Covid-19, le presidenziali USA 2020 sono divenute ancora più rilevanti non solo per lAmerica ma per tutto lOccidente. La più ricca nazione del mondo rivela il suo lato debole: né la forza delle armi né la potenza del dollaro sono in grado di affrontare la sfida del momento. La democrazia americana ha saputo resistere a guerre, crisi sociali e tentativi autocratici: saprà ora battere Trump e risollevarsi dalla pandemia? La sua forza è il Genio americano che poggia sul Rule of Law e sul Bill of Rights. Dal 1790 il cuore della nazione batte al ritmo del voto presidenziale che anche questanno sceglie il suo leader. America First ha generato molti abusi di potere. In passato altri movimenti (nativismo, maccartismo, militarismo) hanno convertito il patriottismo in nazionalismo e lamore per la propria comunità in razzismo, senza tuttavia rendere lAmerica illiberale se non per limitati periodi. Finora la nazione ha trovato gli antidoti per resistere alle involuzioni e difendere il suo regime di libertà. Cosa accadrà alle presidenziali di novembre di fronte allirruenza di Trump e alla prova del Covid-19? Massimo Teodori con lesperienza dello storico individua i dilemmi del momento: egemonia finanziaria o rispetto dei diritti umani? Populismo o democrazia? Se sarà confermato, lattuale Presidente potrebbe trasformare in senso illiberale le istituzioni con un danno per lOccidente democratico. Se Joe Biden andrà alla Casa bianca, gli Stati Uniti potrebbero riprendere la strada maestra, interna ed estera, tracciata dal Genio americano.

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Titolo: "Zaccheo"
Editore: Cantagalli Edizioni
Autore: Sergio Stevan
Pagine:
Ean: 9788868799120
Prezzo: € 7.99

Descrizione:

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Titolo: "Zaccheo"
Editore: Cantagalli Edizioni
Autore: Sergio Stevan
Pagine:
Ean: 9788868799137
Prezzo: € 7.99

Descrizione:

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Titolo: "Formare, lasciare e contemplare"
Editore: Cantagalli Edizioni
Autore: Libero Gerosa
Pagine:
Ean: 9788868799090
Prezzo: € 12.99

Descrizione:Tre verbi formare, lasciare e contemplare per agevolare lettura e comprensione di tre saggi di un unico percorso verso il tutto dellesperienza cristiana. I canoni di diritto canonico, citati e commentati in prospettiva missionaria lungo questo itinerario, sono come pietre miliari che segnano le tappe principali dellascesi verso la meta. Questultima è pennellata in modo allusivo, discreto, coinvolgente dalle tre pale del trittico di rara bellezza, posto in appendice a questo libro. Né le pietre miliari del libro, né le pale del trittico in appendice possono essere confuse con la meta reale, perché vivere la comunione con Dio, che fonda la dignità della persona umana, è responsabilità personale del lettore, che non può essere in alcun modo sostituita da alcuna legge della Chiesa. Ecco perché questo libro ha una rilevanza pastorale non trascurabile ed è consigliato a tutti i fedeli cristiani, anche non praticanti.

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Titolo: "Manuale Iva 2020"
Editore: Il Sole 24 Ore
Autore: Benedetto Santacroce
Pagine:
Ean: 9788832495607
Prezzo: € 62.99

Descrizione:Il Manuale esamina in modo completo la disciplina e i meccanismi di funzionamento dell'imposta sul valore aggiunto, tributo di matrice unionale che garantisce a tutti gli Stati membri un gettito costante nel tempo e che si basa su una sostanziale neutralità nei confronti degli operatori economici, andando ad incidere solo sulla fase del consumo.
L'obbiettivo è quello di fornire uno strumento di analisi sistematica del tributo, ponendo al centro la norma unionale e rileggendo le disposizioni, la giurisprudenza e l'interpretazione con le regole e i principi che garantiscono i fondamentali dell'imposta.
L'intento è quello di fornire una guida affidabile e completa che si rivolge ad imprese, professionisti ed enti non commerciali per affrontare e risolvere i piccoli e grandi dubbi che nascono in fase di negoziazione, conclusione e gestione di ogni operazione commerciale o istituzionale, ponendosi, anche per l'autorevolezza dei suoi autori, come punto di riferimento sulla materia.


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Titolo: "Servizio della Parola - n. 519"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025402
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

Per comunicare meglio

61. L’umorismo

fa bene alla comunicazione (R. Laurita)

I nostri modi di dire

21. Dio ti vede

1. L’umanità coram Deo. Un incontro di sguardi

(A. Carrara)

2. Lo sguardo di Dio. Una panoramica biblica

(P. Rota Scalabrini)

3. Tra visibile e invisibile. Educare a stare

alla presenza di Dio (A. Augelli)

Sulla soglia di una nuova partenza

Sussidio per l’inizio dell’anno pastorale

in parrocchia (R. Laurita)

Dalla 21ª alla 27ª ordinaria

23 agosto / 4 ottobre

21ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, R. Maiolini, S. Cumia)

22ª domenica ordinaria (G. Boscolo, M. Gronchi, S. Cumia)

23ª domenica ordinaria (G. Boscolo, D. Vivian, S. Cumia)

24ª domenica ordinaria (G. Boscolo, L. Eusebi, G. Tornambé)

25ª domenica ordinaria (G. Boscolo, A. Carrara, G. Tornambé)

26ª domenica ordinaria (G. Boscolo, A. Cencini, G. Tornambé)

27ª domenica ordinaria (G. Boscolo, E. Olivero, V. Brunello)

 

____________________________________________________________

RUBRICA 

61. L’umorismo

fa bene alla comunicazione

di Roberto Laurita

Ci sono quattro virtù cristiane:

la fede, la speranza,

la carità e il buonumore

(Robert Hugh Benson, 1871 – 1914,

scrittore e presbitero inglese, proveniente dalla Chiesa anglicana)

Questa è l’ultima puntata della rubrica che ha accompagnato

per alcuni anni i lettori di Servizio della Parola e chi scrive ha

scelto di consacrarla ad un tema importante per ogni comunicazione:

l’umorismo o humour che dir si voglia. E quel procedimento

che di esso talora si nutre e che è la provocazione.

Una forza e un dono

Lo humour è una forza perché non c’è arma migliore per disarmare

la vita, in ciò che essa ha di più crudele, ma anche gli altri,

in quello che recano di più nocivo.

Avere il senso dell’umorismo vuol dire prendere le distanze,

relativizzare, cogliere innanzitutto l’aspetto divertente o assurdo

di alcuni aspetti di un’azione o di un discorso.
Ma l’umorismo è anche un dono: che cosa c’è di più bello di

far ridere? E quale ricompensa è più grande di uno scoppio di

risa?

Far ridere significa smuovere, emozionare: costituisce dunque

il segno di una comunicazione riuscita. Non è un caso se la creazione

pubblicitaria e i creativi in generale amano lo humour: in

effetti si tratta di uno dei migliori vettori di idee, uno dei mezzi di

espressione e di scambio più forti. Crea una connivenza tra l’emittente

e il destinatario e garantisce così l’impatto cercato.

L’umorismo è profondamente umano. Noi abbiamo perciò il

dovere di farne un buon uso. Nella vita come nella pubblicità.

Perché esiste anche un altro riso, questa volta crudele e violento,

e un altro humour, feroce, che è parente della derisione.

Fondato sul rifiuto dell’altro, del suo aspetto, dei suoi valori, è

un ripiegarsi su se stessi in cui lo scherno, la derisione nasconde

male la sua causa che è la paura e il rifiuto della diversità, la negazione

della differenza.

Essere credenti non è una faccenda triste

E tutti siamo invitati a scoprire che “fede” fa rima veramente

con “gioia”.

Il giorno dopo la morte di Raymond Devos, umorista franco-

belga, cabarettista e comico, venerdì 16 giugno 2006, Bruno

Frappat scriveva sul giornale La Croix: «[...] il riso dilata non “la

milza” ma lo spirito, il cuore, e fa passare un po’ di aria nei nostri

atteggiamenti chiusi, bloccati, nelle nostre posizioni troppo serie,

nel nostro modo di considerare quello che facciamo e diciamo

con eccessiva gravità. Il riso non relativizza ciò che è serio per

abbassare l’uomo, ma l’apre ad una maggiore umanità: per distendere

l’anima, donarle un maggior respiro, maggior ampiezza,

proprio come fa un trampolino». Certo, Charles Péguy ha

scritto che il Figlio di Dio non era disceso dal cielo per raccontarci

delle storielle. Ma anche le storielle possono consentirci di

entrare nella serietà dell’amore di Dio per ognuno dei suoi figli.

Interrogato sul ruolo dello humour nella vita di un papa, Benedetto

XVI ha risposto, ridendo: «Non sono il tipo che ha sempre

una storiella divertente da raccontare! Ma trovo che è molto
importante saper cogliere gli aspetti divertenti della vita e la sua

dimensione gioiosa e non prendere tutto in modo tragico, e direi

che questo è anche necessario per il mio ministero. Uno scrittore

ha detto che gli angeli possono volare perché non si prendono

troppo sul serio. E noi potremmo volare un po’ di più se non

ci dessimo delle grandi arie».

Il gusto di provocare

La provocazione fa parte integrante dell’arte di comunicare.

Interpella, risveglia chi si è addormentato ed altri sonnolenti

che campano su quella che pretendono sia l’evidenza. I pubblicitari

l’utilizzano. Tutti ricordano le differenti campagne di Benetton

che ha “giocato” con parole sensibili, come il razzismo o

l’AIDS. E, in Francia, non dimenticano la campagna della Banque

National de Paris: «Il vostro denaro m’interessa», che aveva

sia attratto che provocato reazioni di rifiuto.

a) Che cosa significa provocare?

La provocazione appartiene al grido che interpella e ridesta,

ma anche all’appello, alla richiesta di aiuto o alla resistenza.

Provocare vuol dire dunque interpellare qualcuno che avrebbe

la tendenza a non vedere, perché non si assopisca, non si

addormenti, ma è anche per l’emittente-provocatore un mezzo

per ricordare al mondo la sua esistenza, farsi intendere e far

passare un messaggio. C’è, dunque, nella provocazione, una formidabile

e insopprimibile volontà di comunicare come di essere

riconosciuti.

I provocatori sono degli artisti. Bisogna essere artista per

essere provocatore perché la provocazione è creativa, esce

dall’ordinario e rompe con esso, realizza un avvenimento.

b) Il procedimento della provocazione

Tecnicamente la provocazione è un procedimento. Mette

insieme tre funzioni del linguaggio, qui allargate alla comunicazione

(Roman Jakobson): la funzione espressiva (centrata

sull’emittente), la funzione conativa (orientata verso il destinatario),

la funzione fatica (focalizzata sul contatto).



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Titolo: "Servizio della Parola - n. 520"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025419
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Introduzione: di Chino Biscontin .

1. La situazione

1.1 La relazione con Gesù qualifica

in modo essenziale la fede cristiana

di + Franco Giulio Brambilla

1.2 In che direzione va oggi il senso di Dio

di Lucio Pinkus .

1.3 La chiesa: via od ostacolo nel rapporto con Gesù?

di Paola Bignardi .

1.4 Il capitolo IV di Christus vivit

e l’accesso emotivo a Gesù

di Paola Bignardi .

1.5 Predicare Gesù, il Cristo. Una riflessione

a partire dall’impianto catechistico in Italia

di Roberto Laurita

2. Noi predichiamo Gesù Cristo

2.1 Noi predichiamo Gesù Cristo crocifisso e risorto

di Sergio De Marchi .

2.2 Annunciare Gesù come Salvatore, oggi

di Maurizio Gronchi .

2.3 Predicare Gesù manifestazione di Dio

di Massimo Epis
2.4 Parlare di Gesù come mediatore

tra Dio e gli uomini

di Roberto Del Riccio .

2.5 Annunciare Gesù vivente nella gloria

di Simona Segoloni Ruta

3. Come predicare Gesù Cristo

3.1 Paolo predica Gesù Cristo

di Antonio Landi

3.2 Come san Giovanni predica Gesù

di Andrea Albertin .

3.3 Atti 2 come esempio di predicazione su Gesù

di Alessandro Gennari .

3.4 Come parlare dei miracoli di Gesù

di Paolo Mascilongo

3.5 Come parlare del “fallimento”

della missione di Gesù

di Severino Dianich

3.6 Come parlare della risurrezione di Gesù, oggi!

di Andrea Toniolo

3.7 Come parlare della presenza di Gesù, oggi

di Antonio Montanari

3.8 Il predicatore consapevole

di parlare di Gesù alla sua presenza

di Luciano Manicardi .

3.9 Uno stile celebrativo

che apra all’incontro con Gesù

di Paolo Tomatis

 

 


INTRODUZIONE

di Chino Biscontin

Quando ci siamo riuniti, come Consiglio di Direzione di questa nostra rivista, la situazione in cui ci trovavamo non lasciava nemmeno lontanamente prevedere quello che sta accadendo ora, mentre scrivo questa introduzione. Siamo nel pieno di una terribile pandemia che fa ammalare, uccide, altera le relazioni, interviene sui servizi, sulla produzione di beni, sul contesto sociale, sulla politica, sulle relazioni internazionali. Tutto fa temere che la pandemia non cesserà molto presto, anche se schiere di ricercatori stanno indagando e lavorando su interventi farmacologici e su possibili vaccini. Anche la predicazione ha dovuto e deve ancora fare i conti con questo scombussolamento, che sta facendo traballare certezze, modi di pensare, scale di valori, e che inoltre interviene sui nostri sentimenti, anche quelli più profondi. E non solo la predicazione, ma l’intero apparato di ricomprensione del Vangelo e delle sue conseguenze va rimesso in cantiere. Solo per fare qualche cenno: sarà urgente ricomprendere alla luce dell’insegnamento e del comportamento di Gesù in che cosa consista la “salvezza” di cui parliamo: bisognerà dilatare di molto la comprensione. Sarà urgente una robusta riflessione su come dobbiamo andare verso Dio: con quali immagini, a partire da quali esperienze, con quali comprensioni. Il che esigerà una maniera diversa di attingere luce dalle Scritture. Dal punto di vista della comprensione della Chiesa, della sua missione, di
come svolgerla, di come comprendere quella che chiamiamo salvezza e altro ancora, bisognerà dilatare gli orizzonti tenendo conto che l’azione di Dio riguarda il Regno annunciato da Gesù, che va oltre i confini della Chiesa, che in essa può anche trovare ostacoli e che riguarda quei beni ai quali nella Chiesa non si dà sempre un’importanza adeguata. Che dire nel frattempo? La prima cosa che mi viene in mente è che dobbiamo contrastare con decisione ed energia chi afferma che questa pandemia è un castigo di Dio e che Dio, dunque, avrebbe in essa una parte attiva. È una bestemmia e come tale va trattata (papa Francesco). Così pure va contrastato ogni tentativo di andare a trovare nella Bibbia “profezie” riguardo a ciò che ci sta capitando, quasi che la cosa fosse prestabilita e programmata da tempo. La seconda cosa è che questa infezione è un male e come tale va considerata. Sarebbe stato meglio che non ci fosse mai stata. Non condivido il modo di parlarne di chi la interpreta come un’occasione positiva, un’opportunità di un qualche bene che ci è data. Dal male può venire solo del male che, se trova in noi una qualche alleanza, anche sotto forma di minimizzazione o di mancato impegno per farvi fronte, può anche dilatarsi e diventare un male ancora più grande. Perciò non è ben indirizzato lo sforzo di chi cerca un senso a ciò che ci sta capitando, se per “senso” si intende qualcosa di positivo, di buono. Il male può essere simboleggiato dal buio, e dal buio non ci si può attendere luce. Stiamo vivendo una sfida radicale e le domande sensate sono quelle che indirizzano la ricerca, le motivazioni, l’azione per farvi fronte, per far indietreggiare l’immensa valanga di male che ci è rovinata addosso. Certo, essa pone delle domande fondamentali sul piano della fede, che possono essere riassunte in queste due: Perché Dio permette tutto questo? Perché Dio non interviene? Se con la parola “permette” si intende che Dio avrebbe potuto impedire tutto questo e non lo ha fatto, si ritorna alla bestemmia di cui sopra. Per cui la vera domanda è la seconda: Perché Dio non è intervenuto e non interviene?
La risposta va cercata nell’interazione tra la libertà di Dio e la libertà degli uomini. Dio ci ha creati liberi e lealmente rispetta la nostra libertà. E noi possiamo usare male la libertà, provocando il male. Da parte di Dio, il suo impegno è la sua azione nelle nostre coscienze mediante lo Spirito Santo. Qui sta l’impegno di Dio nel passato e nel presente: ispirazione, sostegno, ripresa in seguito a delle nostre scelte sbagliate, perdono e non castigo, e così via. Chi ha occhi di fede, vede il suo impegno in questo senso, che è immenso, fedele e costante: la Bibbia è testimonianza di questo. Vedo l’impegno di Dio nell’eroismo sorprendente che stanno dimostrando medici, infermieri, tecnici, dirigenti e tanti altri ancora per curare i malati, per frenare il contagio, per trovare un rimedio. Non è casuale che papa Francesco continuamente volga e faccia volgere lo sguardo in quella direzione: la trasparenza verso Gesù di tutti costoro, agli occhi di chi vede, è del tutto evidente. L’impegno di Dio che qui si vede, mediato dalle libertà di chi, consapevole o meno, lo asseconda, è davvero grandissimo. Un’ulteriore domanda potrebbe essere questa: affidando la libertà agli uomini, Dio non ha corso un rischio troppo grande? Chi risponde di sì a questa domanda deve assumersi la responsabilità di dire che sarebbe stato meglio non creare gli esseri umani. Personalmente rifiuto questo modo di pensare, perché lo vedo suggerito dal male e non dall’amore verso la gente o da un modo corretto di pensare Dio. La misericordia di Dio consiste nel restare fedele all’umanità anche quando molti uomini fanno del male, e questa sua fedeltà nel volerci bene nonostante tutto ispira un grande amore per l’umanità, nonostante tutto. È quello che si vede nei medici, negli infermieri e in tutti gli altri di cui ho parlato. Il male nel quale ci troviamo, oltre che nell’inevitabile fragilità di esseri limitati quali noi siamo, ha le sue radici in comportamenti sbagliati da parte nostra. Alcune di queste radici possiamo vederle e le abbiamo viste anche in queste settimane negli opportunismi e nei calcoli fatti sulla pelle delle persone, da parte di chi ama il proprio denaro e il proprio potere più di quanto
abbia a cuore la sorte degli altri. Altre radici si infilano dentro i meandri dei secoli, dentro la vastità dell’umanità, e non sono individuabili. È su questo punto che il male che ci sta colpendo sfida la nostra reazione. È dalla nostra reazione, non dal male, che può venire un qualche bene. Reazione di riconsiderazione generale del nostro modo di pensare, di valutare, di decidere, di comportarci. Ma su questo punto mi pare che le riflessioni si moltiplichino e che molte di esse vadano nella direzione giusta: riconsiderare il nostro rapporto con Dio, riconsiderare il rapporto tra di noi, riconsiderare il rapporto con l’ambiente naturale, i rapporti sociali, politici, internazionali. È certo che una fede limpida, vissuta con sincerità e lealtà, riflettuta responsabilmente ha molti doni da fare. Anzitutto quello della bontà disposta a pagare un prezzo alto per il prossimo, il rispetto rigoroso per gli altri in tutti i rapporti sociali, una speranza che non viene meno anche in mezzo a tante difficoltà, pericoli e di fronte alla paura. Dio non ha impedito quel male terribile che è stata l’uccisione di Gesù; ma egli l’ha sostenuto, perché avesse la forza di consegnare agli uomini il proprio insegnamento, con le parole e con l’esempio, e con esso un’apertura totale alla fede in Dio. La sfida «scendi dalla croce» è sulla bocca di chi non amava e non capiva Gesù, e non era aperto a Dio. Naturalmente va escluso che l’uccisione di Gesù, in quanto male, sia stata voluta e programmata da Dio, come “castigo” per i peccati degli uomini. Non è l’uccisione di Gesù che manifesta l’opera di Dio, al contrario manifesta il suo rifiuto; è la volontà di Gesù di portarci il dono che Dio aveva messo nelle sue mani, dono indispensabile perché la storia degli uomini non fosse un insensato cumulo di cattiverie e di vittoria del male nelle sue mille e mille forme, che lo ha portato a non tirarsi indietro quando per farlo si esponeva a rischi mortali; l’opera di Dio si manifesta in questa eroica fedeltà nella bontà di Gesù. Un’ulteriore possibile domanda riguarda i miracoli. Dio li ha compiuti, Gesù li ha compiuti, attraverso i santi sono avvenuti. Perché Dio non usa i miracoli? È una domanda alla quale non
trovo risposta, dato il fatto che i miracoli non risultano la maniera ordinaria di Dio per darci una mano, ma “segnali” che, nonostante tutto, la nostra situazione non gli è sfuggita di mano. In questo senso non vedo i miracoli come qualcosa di “magico” che noi possiamo provocare, se siamo capaci di realizzare certe condizioni; né vedo in essi una linea logica che ci possa far intravedere come afferrarne la forza. Rimangono unicamente nelle mani di Dio come “segni”. Alla fine, come tutti gli interrogativi posti alla fede dal male, qualunque esso sia, la speranza ci è data dalla partecipazione del Figlio di Dio alle nostre tragedie umane e dalla risurrezione di Colui che era stato crocifisso: aveva affidato la sua vita nelle mani del Padre prima di spirare, quelle mani si sono dimostrate affidabili. Il “miracolo” della risurrezione di Gesù è il “segnale” supremo che, anche quando siamo immersi in un male più grande, anche quando dobbiamo affrontare la malattia, anche quando si affaccia la morte, possiamo dire a Dio: «Padre, nelle tue mani è la mia vita». È questo l’atto più alto, più limpido e supremo della fede: un totale affidamento a Dio, cosicché non vi sia più alcuna ombra tra lui e noi. Personalmente fra le tante immagini che mi aiutano a pensare Dio nella fede e a pregare, è il vederlo come un’immensa, infinita risorsa di positività: di vita, di amore, di coraggio, di speranza, di perdono e di tutto ciò che è umanamente bene, di tutto ciò che può far fronte a ciò che è umanamente male. Gesù, il Figlio di Dio sorto come uomo in mezzo a noi, partecipe leale della nostra esistenza, anche nella sua esposizione alla sofferenza, anche nella sua esposizione alla morte, lui come rivelazione suprema di chi Dio vuole essere per noi e di chi noi siamo per lui, lui come Signore risuscitato da Dio e vivente, lui personalmente è la nostra “salvezza” nel senso più pieno della parola, in tutte, proprio tutte, le dimensioni in cui come esseri umani abbiamo bisogno di essere salvati.



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Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025426
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

Editoriale

Ombretta Pettigiani

QUANDO DIO RICORDA

Roberta Ronchiato

IL FILO DELLA MEMORIA.

UNA STRATEGIA CONTRO L’OBLIO

Cristiano D’Angelo

IL RICORDO DEL DESERTO

Guido Benzi

«TU, IL TUO FIGLIO

E IL FIGLIO DEL TUO FIGLIO» (DT 6,2).

LA TRASMISSIONE DELLA MEMORIA

Filippo Serafini

«RICORDATI CHE SEI STATO SCHIAVO».

DONO DIVINO ED ETICA

Luca Mazzinghi

«CANCELLERAI LA MEMORIA

DI AMALÈK!» (DT 25,17-19).

L’OBLIO DEI NEMICI NELLA BIBBIA

Furio Biagini

NON DIMENTICARE DI RICORDARE:

IL DOVERE DELLA MEMORIA

Sergio Tanzarella

MEMORIA E RICONCILIAZIONE.

DALLA PURIFICAZIONE ALL’ABUSO

Marco Tibaldi

IL PENTATEUCO NELLA SCUOLA:

ALLA RICERCA DELLA MEMORIA PERDUTA

PER SAPERNE DI PIU

Marcello Panzanini

Un ricordo dalle radici profonde

APOSTOLATO BIBLICO

Alessandro Zavattini

Bibbia e metodi attivi: La narrazione biblica di M. Tibaldi

VETRINA BIBLICA

ARTE

Marcello Panzanini

Quando la memoria non ci sostiene occorre aiutarla

 

EDITORIALE

Pentateuco e il corpo letterario animato dal ricordo. In ognuno dei cinque libri ricorre il verbo ebraico corrispondente e in tutti Dio ne e il soggetto. L’atto di rammentare lo contraddistingue. Ma osservando con piu attenzione, si nota una curiosa coincidenza: nel Pentateuco, le prime cinque attestazioni del verbo zkr hanno il Signore come soggetto, le ultime il popolo, come se la Scrittura mettesse il ricordo attuato da Dio a fondamento della possibilita umana di ricordare e, piu radicalmente, di esistere (Ombretta Pettigiani). Del resto, ebraismo e cristianesimo traggono vigore dal far memoria di quell’evento fondante che e la Pasqua, come passaggio, per il primo, dalla schiavitu alla liberta; per il secondo, dalla morte alla vita. Si tratta dunque di un atto necessario soprattutto per Israele che vede in quel passaggio la nascita di se stesso non solo come comunita religiosa ma anche come popolo: la memoria e dunque diventata, al contempo, vulcano perennemente attivo e magma lento ma incandescente; entrambi gli hanno permesso e gli permettono di affrontare presente e avvenire, scuotendolo e consolidandolo (Furio Biagini). Il coraggioso atto di memoria non solo fonda e difende Israele. Nel Pentateuco si nota un intercambio tra il verbo zakàr e il verbo shamàr, tra ri-presentare (zakàr) gli eventi fondanti e osservare (shamàr) i comandi di Yhwh che in virtu di quell’intervento liberante sono emanati: Ricordati che sei stato schiavo… percio il Signore ti ordina di osservare. I comandamenti sono finalizzati alla tutela della liberta di Israele in quanto donata da Yhwh (Filippo Serafini). Essendo tale liberta un bene prezioso, si ricorre a strategie contro l’oblio della Legge e, quindi, di quel che rappresenta. Una di queste consiste nell’applicare delle frange sul bordo degli abiti (l’evangelista Matteo li chiamera filatteri) e, al loro interno, un filo viola che diventa memento per l’osservanza dei precetti divini. Da questo momento la memoria resta appesa a un filo, si, ma in modo saldo, tanto che l’usanza prosegue anche ai giorni nostri (Roberta Ronchiato). Il popolo si dota di un altro espediente: affida ai figli e ai figli dei
figli la memoria di quanto avvenne quella notte in Egitto; tramite il filo del racconto col-lega le generazioni tra di loro, evitando che si perdano nello spazio vuoto della smemoratezza (Guido Benzi). L’amnesia sta sempre in agguato ed e pronta a invadere il campo dei ricordi, soprattutto di quelli che si considerano spiacevoli e urticanti. Percio a Israele si ingiunge di non dimenticare il cammino nel deserto. Quello fu il momento fontale della sua relazione con Dio ma anche l’occasione per sperimentare il fallimento e per imparare che Dio deve essere amato in modo integrale. In quel periodo si compie (quaranta anni) il processo di discernimento del cuore di Israele: dunque non si puo s-cor-dare (Cristiano D’Angelo). Il passato va richiamato ma anche vagliato. La memoria struttura una cultura, una societa, una personalita, ma le puo schiacciare, opprimere, reprimere. In questo senso diventa necessaria la funzione, da una parte, della storia: come disciplina, e in grado con coraggio e umilta di purificare la memoria, evitando ogni forma di monumentalizzazione e di strumentalizzazione (Sergio Tanzarella). Dall’altra, essenziale risulta la funzione della psicologia, nelle sue diverse modulazioni. L’analisi transazionale, per esempio, introduce il concetto di copione, come insieme di comportamenti immagazzinati da piccoli in grado di condizionare i propri comportamenti da grandi. Si tratta, dunque, di ricostruire e gustare la memoria dei propri vissuti, nonche di interpretare il contesto sociale nel quale si e cresciuti, un contesto che a sua volta ha alle spalle una lunga storia che la memoria collettiva e in grado di fornirci per poterlo analizzare (Marco Tibaldi). Insomma, l’esercizio della memoria si puo equiparare a un lungo cammino da fare insieme, come evoca la scena descritta da Altobello Melone e riportata in copertina (Marcello Panzanini): un pellegrinaggio, che Dio e l’uomo percorrono insieme. Buona lettura.



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Titolo: "Rivista di Pastorale Liturgica"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025433
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

M. Gallo

Il Messale del Vaticano II

Studi

 M. Belli

I paradossi dell’inculturazione

 C.U. Cortoni

Modelli di inculturazione liturgica:

la lezione della storia

 A . Bucciol

Il Missal Romano in Brasile

 B. Mariolle

Francia: il «Rito dei funerali»

 M. Klöckener

Le Preghiere eucaristiche «svizzere»

 J. B. Likolo

Il Missel Romain per lo Zaire

 A . Lameri

Il Messale italiano 2020:

i criteri della traduzione

 L . Della Pietra

La traduzione: pregi e criticità

 P. Tomatis

La struttura e la grafica

 G. Cavagnoli

Le Collette «italiane»

 F. Feliziani Kannheiser

La messa dei fanciulli

 D. Ekisa – J.-J. Fresnillo

Messali rivisti: esperienze di ricezione

Formazione

 E . Massimi

Schede

4. Il canto del presidente

 F. Pestelli

Liturgia e disabilità: percorsi

4. La persona disabile: dono o fastidio?

 V . Trapani

Pietà popolare e liturgia

4. Canti devozionali e liturgia

Sussidi e testi

 S . Sirboni

Dal Messale al rito

 D. Piazzi

Che cosa cambia per i fedeli?

 

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EDIRTORIALE

Marco Gallo

Il Messale Romano

del concilio Vaticano II

1. Inculturazione: un cantiere permanente. Che cosa succede ad una chiesa che riceve una nuova edizione del libro liturgico più importante? Ed in quale contesto della chiesa italiana giunge questo Messale? Il numero di Rivista di pastorale liturgica che i lettori hanno tra le mani è tutto dedicato all’accompagnamento di questo delicato avvenimento. Mentre andiamo in stampa, il Messale 2020 non è ancora apparso ufficialmente, ma per decisione dei vescovi sarà utilizzabile da subito e diventerà obbligatorio tra non molti mesi, il 4 aprile 2021, Pasqua del Signore. I nostri abbonati non troveranno un approccio analitico esaustivo delle quasi 1200 pagine del testo. Rileggiamo invece l’evento sotto la chiave della responsabilità di inculturazione a cui il Messale italiano 2020 risponde. I riti liturgici, al pari di tutte le altre azioni fondamentali del vivere cristiano, intrattengono un rapporto dinamico con le culture: il vivere cristiano non divora la cultura e non ne è divorato. In continuità con una storia della liturgia in cui la questione è sempre stata oggetto di lavoro anche appassionato, questa terza edizione italiana è da accogliere, chiaramente, non come l’apparire di un nuovo Messale, ma come l’approfondirsi dell’inculturazione in Italia del Messale di Paolo VI. 2. Lingua liturgica e ars celebrandi. È bene ricordare che – al pari delle altre lingue volgari – per la prima volta nella sua quasi millenaria storia l’italiano è stato sfidato a diventare ciò che mai è stato: una lingua liturgica per l’eucaristia, e non solo per i sacramentali e la devozione. Dal 1973 ad oggi, non sono ancora del tutto consolidate le strutture del linguaggio liturgico proprio italiano: i livelli necessari con le loro differenze (carattere eucologico, evocativo, informativo, omiletico, meditativo), i toni ed i codici (il silenzio, il canto, il corpo, l’interazione con lo spazio). La lingua non è uno strumento, è un modo dinamico di stare al mondo, di vivere il tempo, di diventare lode del Cristo totale verso il Padre. Al pari della centrale questione linguistica, anche la pratica del celebrare, l’ars celebrandi, ha ancora bisogno di tempi di maturazione. Con una suggestiva immagine, François Cassingena-Trévedy (Te igitur 2007) dice che si passa dal canone dell’obbedienza del celebrante per il Messale di Pio V («un missel-miroir», un vero oggetto transizionale, potentissimo e paradossalmente assente dalla teologia!), al canone della ricerca del celebrante di Paolo VI («un missel- chemin» che è spazioso, lavora sulla comunità e sul presidente). Secondo una felice espressione di Louis-Marie Chauvet, ripresa a sua volta da Jean-Luc Marion, questo spostamento chiede alla comunità celebrante di prendere l’iniziativa e molto lavorare, per poter finalmente perdere l’iniziativa: la partecipazione attiva si rivela nella sua maturità di permettere che si perda il controllo, come avviene nelle azioni vitali, quali l’amare, il generare, il nutrirsi, il danzare. Questo non era immediatamente visibile nel 1969: il Messale italiano 2020 procede delicato e netto su questa faglia linguistica e pratica. 3. Una ricezione obbediente ma tiepida? Progettare una robusta pastorale liturgica. Facendo tesoro di recenti ed analoghe esperienze di altre chiese nazionali, il nuovo Messale in lingua italiana si teme che corra il rischio di essere accolto in modo obbediente (le comunità lo adotteranno) e tiepido (non susciterà molte reazioni). L’impresa ci consegna una nuova edizione di qualità, eppure non così attesa dalle comunità. Pesano tra i tanti motivi, senza dubbio, le non facili vicende dei nuovi Lezionari (2007) e del Rito delle Esequie (2011) – diversa è la storia degli effetti del Rito del Matrimonio (2004) – che hanno registrato più perplessità che entusiasmo, la poca condivisione dei motivi che hanno portato ad una nuova edizione del Messale, forse persino il disagio per una spesa economica. Si tratterà dunque di lasciarsi ispirare da altri progetti (ne troverete di gustosi nella rivista) per progettare una robusta pastorale liturgica, ma anche di saper cogliere lo specifico di questo tempo. Il libro liturgico giunge nelle comunità che celebrano in regime di distanziamento sociale, dovuto alla situazione d’emergenza sanitaria non ancora risolta. Questa situazione rende più difficoltoso il ricorso agli strumenti consueti di istruzione liturgica (convegni, incontri, eventi), ma lascia aperto un ventaglio di esperienze creative possibili, anche in questa stagione di celebrazioni dalla gestualità più sobria e persino innaturale. L’innegabile povertà delle nostre assemblee ad ingresso contingentato, senza tatto, con movimenti rituali ridotti e con una ministerialità impoverita chiede uno straordinario lavoro di creatività e lascia aperti spazi non facili da procurare: la nuova più abbondante ed indispensabile ministerialità di accoglienza, i tempi più distesi della preparazione, di arrivo anticipato nell’aula, la dispersione della schola come lievito nell’assemblea, il rimando dialettico fra strumenti digitali ed azioni in presenza fisica. Questa stagione che si apre è un necessario prolungamento del Movimento liturgico, prolungamento affidato al nostro delicato discernimento.



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Titolo: "Elogio della libertà"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: fratel MichaelDavide Semeraro
Pagine:
Ean: 9788810976036
Prezzo: € 19.99

Descrizione:Il diffuso interesse per il fenomeno monastico, documentato anche da libri e film, si intreccia con la grande fatica dei monaci e delle monache dei nostri giorni a restare se stessi senza avere nostalgia di se stessi. La «prima generazione di monaci increduli» è dunque chiamata a diventare credente, in ossequio al voto monastico di «conversione». Questo cammino avviene necessariamente in modo diverso anche se non opposto a quanto hanno vissuto i Padri. «Quanti ci hanno preceduto nell’avventura monastica – scrive fratel MichaelDavide – si aspettano da noi che siamo dei veri figli capaci di diventare a nostra volta padri: essere generati e generare alla vita monastica passa attraverso una continua rigenerazione per rimettere a fuoco una visione del combattimento spirituale», memore dell’insegnamento del grande Antonio quando disse che al monaco restano due cose: la Scrittura e la libertà.

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Titolo: "Italia e Prussia"
Editore: Rubbettino Editore
Autore: Massimiliano Valente
Pagine:
Ean: 9788849864724
Prezzo: € 8.99

Descrizione:I Regni dItalia e di Prussia, nel decennio compreso tra lunificazione italiana nel 1861 e la nascita del secondo Reich germanico nel 1871, assunsero un ruolo di particolare rilevanza nella storia dellEuropa nellOttocento. La presente monografia, incentrata sullanalisi delle relazioni tra i due Paesi nel periodo considerato, affronta le rispettive scelte di politica estera, i momenti di convergenza o divergenza riguardo ai principali eventi dellepoca, presi in esame nel contesto dei rapporti bilaterali tra Torino (poi Firenze, infine Roma) e Berlino. Inoltre, lo studio si sofferma anche su quegli aspetti dei rapporti italo-prussiani sinora meno approfonditi, in relazione alla generale situazione internazionale del tempo. Emergono, infine, in queste pagine, lazione e la personalità di statisti e i diplomatici quali Otto von Bismarck, Karl Hermann von Thile, Harry von ArnimSuchow, Emilio Visconti Venosta, Edoardo de Launay e Giulio Camillo di Barral de Monteauvrard.

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