Articoli religiosi

Ebook



Titolo: "Il populismo gesuita"
Editore: Laterza
Autore: Loris Zanatta
Pagine:
Ean: 9788858142813
Prezzo: € 12.99

Descrizione:

Perón, Castro, Chávez, i grandi leader populisti dell'America Latina sono uniti da un filo rosso che attraversa la storia del continente: l'utopia cristiana del Regno di Dio sulla terra. Una teologia politica che ora, con papa Francesco, è arrivata fino al soglio di Pietro.

Un filo rosso attraversa la storia latinoamericana. Risale alla Conquista, passa per le missioni del Paraguay, subisce l'espulsione borbonica, incrocia le spade col liberalismo, risorge coi populismi fino ad approdare a Roma, al soglio pontificio. È il filo gesuita, custode di una poderosa visione del mondo che impregna l'universo morale e materiale dell'America Latina.Suo cardine è l'utopia cristiana, il sogno del Regno di Dio in terra, impermeabile alla corruzione del mondo e della storia; suo modello la cristianità coloniale, Stato cristiano dove si fondevano unità politica e unità spirituale, suddito e fedele. L'ordine sociale? Un organismo naturale conforme alla volontà di Dio. Gerarchia, unanimità, corporativismo erano i pilastri; la fede il collante; lo Stato etico il guardiano. Peronismo, castrismo, chavismo: i più potenti populismi latini sono uniti da quel filo. Da esso emana la teologia del popolo che ispira papa Francesco. C'era una volta, predicano, un popolo puro che viveva in armonia e condivideva una cultura formata dalla sua fede. Ma ecco le idee 'straniere', il liberalismo senza patria, i protestanti individualisti, il capitalismo egoista, il secolarismo indifferente a Dio corromperne l'anima, disgregarne l'unità, minacciarne l'identità. Contro tali eterni nemici dei popoli d'America s'erge il leader populista, redentore che brandendo la croce della fede e la spada della giustizia sottrae il popolo eletto alla schiavitù e lo conduce alla terra promessa. Non tutti i populismi latini sono gesuiti, né tutti i gesuiti sono populisti. In tutti i 'populismi gesuiti' è però evidente l'impronta gesuita. Per tutti combattere la ricchezza, fonte di corruzione, è più importante che estirpare la 'santa povertà', garanzia di moralità. Studiandoli, questo libro indaga le radici culturali delle grandi piaghe storiche dell'America Latina: autoritarismo, povertà, disuguaglianza.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Servizio della Parola - n. 518"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025358
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDEX

Per comunicare meglio

60. I casi difficili/29

Esposti in prima persona, con le proprie

vicende personali (R. Laurita)

I nostri modi di dire

20. Gesù accoglie tutti

1. «Gesù accoglie tutti». L’accoglienza,

le porte chiuse e le città murate (A. Carrara)

2. «Gesù accoglie tutti». tutti, ma proprio tutti? (D. Albarello)

3. Per un’accoglienza generosa e intelligente (M. Ambrosini)

Il giardino del mondo

Un invito a meravigliarsi, custodire, coltivare la vita (C. Cremonesi)

Dalla 16ª alla 20ª ordinaria

19 luglio / 16 agosto

16ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, M. Torcivia, M. Orizio)

17ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, P. Bignardi, M. Orizio)

18ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, + F.G. Brambilla, A. Ghersi)

19ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, L. Alici, A. Ghersi)

Assunzione della Vergine Maria (M. D’Agostino, S. Cumia)

20ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, L. Vantini, A. Ghersi)

 

60.

I casi difficili /29

Esposti in prima persona,

con le proprie vicende personali

di Roberto Laurita

Nella precedente puntata abbiamo sviluppato l’analisi della risposta di un prete alla lettera anonima di “un Amico” che gli era stata inviata. Ci aveva colpito il piglio diretto, la schiettezza del dialogo, il contrappunto tra il passato e il presente, il contenuto riguardante vita cristiana e ministero sacerdotale. A proposito di quest’ultimo tema potremmo domandarci: qual è la sorgente di questo modo di vedere il servizio presbiterale? Perché la coscienza dei propri limiti («non essere sempre all’altezza della missione ricevuta»), dell’alto ideale che si propone («essere prete secondo il cuore di Dio e le giuste esigenze della gente») non lo fa sprofondare nel pessimismo o nei sensi di colpa? Le ragioni sono due e vengono esplicitate da due frasi, collocate una dopo l’altra, che costituiscono un po’ i cardini di tutto il discorso:

• «So che il Signore è con me e che è Lui che mi ha chiamato ad essere prete e che non mi abbandona mai».
• «Poi trovo affetto, collaborazione, vicinanza, sostegno da molte persone e questo fa sì che non mi sento mai solo, anche nei momenti difficili e impegnativi». Così, paradossalmente, grazie a questi due punti di riferimento, accade che anche l’essere considerati «una razza in via di estinzione» non fa paura e si è «pienamente d’accordo» nel ravvisare anche nella crisi numerica dei preti «un segno di Dio» e «una provvidenza».

 5. Ma c’è un altro aspetto che vorremmo segnalare ai nostri lettori e che colpisce in questo testo: l’equilibrio tra razionale e affettivo, tra intelligenza e sentimenti. Questo equilibrio è forse possibile proprio perché manca qualsiasi atteggiamento dotto, qualsiasi riferimento alla dottrina, qualsiasi citazione di documenti della gerarchia cattolica o di autori molto considerati. Le citazioni evangeliche sono ridotte all’osso. Il capitale simbolico è evocato in modo sobrio e con parole proprie. La presentazione di Gesù consiste in alcune pennellate appassionate: «dava gratis da mangiare a chi veniva ad ascoltarlo»; «stupiva con i suoi miracoli»; ma anche «chiedeva qualcosa di impegnativo »; «non demordeva»; «entrava in tutte le case, parlava a tutti dell’amore del Padre, non aveva paura di “perdere tempo”». È un Gesù, comunque, che non assicura il successo immediato, ieri come oggi. Lui stesso, infatti, ha sperimentato il calo di consenso e il fallimento: «quasi tutti si tiravano indietro e se la svignavano elegantemente, proprio come avviene adesso». Si evoca il Vangelo, certo, ma per constatare che la religione che ognuno si inventa «spesso non è la religione del Vangelo». E quando si parla della Pasqua, del Cristo risorto, si ammette che «dovrebbe rivoluzionare la nostra vita», «dovrebbe lasciare il segno ogni volta che arriva, con le sue proposte sconvolgenti». Non sfugga ai lettori, comunque, il modo in cui è presentato il Mistero pasquale. Nessuna concessione all’apologetica, ma piuttosto la presentazione delle coordinate che esso può assumere nell’esistenza quotidiana: «amate i vostri nemici»; «fate del bene a tutti»; «perdonate sempre a tutti».
Nulla di dotto, dunque, in tutto questo. C’è invece l’esercizio dell’intelligenza, che legge in profondità la propria storia individuale e quella più grande in cui si è immersi. Lo abbiamo già rilevato nei passaggi dal passato (ieri, un tempo) al presente (oggi), nel riconoscere le difficoltà, nel non ignorare pregi e difetti delle comunità in cui ci si trova a vivere, nel segnalare l’indifferenza, la fede “fai da te”, le “mille altre cose per la testa” e i “mille problemi” (con quello religioso che «non è certamente tra i primi della lista»). E anche la noia a messa («una funzione noiosa e che non dice nulla»). Non c’è solo lucidità, tuttavia, in queste analisi, c’è anche fede e speranza. Lo abbiamo segnalato proprio mettendo in luce la passione e la simpatia, l’ottimismo che trasuda dalle righe, insieme ai sentimenti. Questo prete che risponde al suo interlocutore non li nasconde perché sono parte importante del suo ministero: la contentezza («sono molto contento di essere prete»; «sono contento di essere parroco»), il rincrescimento, ma anche la fiducia («non mi abbandona mai»). E poi l’affetto, la vicinanza (fatta di collaborazione e sostegno), la gratitudine [...]



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Il baule della morte"
Editore: Lindau Edizioni
Autore: Lorna Nicholl Morgan
Pagine:
Ean: 9788833534978
Prezzo: € 14.99

Descrizione:Se qualcuno vi chiede aiuto per sbarazzarsi di un cadavere, la cosa più sensata da fare è filarsela. Ma quando Joe Trayne, proprietario di un locale notturno, incontra Wendy Bond in una calda sera d’estate a Londra, la curiosità prevale sul buonsenso. Joe accompagna Wendy al suo appartamento in Conduit Street, nell’elegante quartiere di Mayfair, ma la ragazza scompare misteriosamente lasciandolo in compagnia di un grande baule che contiene… il cadavere. Dopo essersi allontanato dalla scena del crimine, però, Joe si rende conto che non riesce a smettere di pensare a Wendy e al suo malcapitato ospite. E quando si mette sulle tracce della ragazza, deciso a ritrovarla, viene coinvolto suo malgrado in una lunga catena di omicidi. Riuscirà Joe a risolvere il caso prima di diventare l’ennesima vittima? Un’intricata storia carica di suspense dall’atmosfera hardboiled.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Il baule della morte"
Editore: Lindau Edizioni
Autore: Lorna Nicholl Morgan
Pagine:
Ean: 9788833534985
Prezzo: € 14.99

Descrizione:Se qualcuno vi chiede aiuto per sbarazzarsi di un cadavere, la cosa più sensata da fare è filarsela. Ma quando Joe Trayne, proprietario di un locale notturno, incontra Wendy Bond in una calda sera d’estate a Londra, la curiosità prevale sul buonsenso. Joe accompagna Wendy al suo appartamento in Conduit Street, nell’elegante quartiere di Mayfair, ma la ragazza scompare misteriosamente lasciandolo in compagnia di un grande baule che contiene… il cadavere. Dopo essersi allontanato dalla scena del crimine, però, Joe si rende conto che non riesce a smettere di pensare a Wendy e al suo malcapitato ospite. E quando si mette sulle tracce della ragazza, deciso a ritrovarla, viene coinvolto suo malgrado in una lunga catena di omicidi. Riuscirà Joe a risolvere il caso prima di diventare l’ennesima vittima? Un’intricata storia carica di suspense dall’atmosfera hardboiled.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Servizio della Parola - n. 519"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025402
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

Per comunicare meglio

61. L’umorismo

fa bene alla comunicazione (R. Laurita)

I nostri modi di dire

21. Dio ti vede

1. L’umanità coram Deo. Un incontro di sguardi

(A. Carrara)

2. Lo sguardo di Dio. Una panoramica biblica

(P. Rota Scalabrini)

3. Tra visibile e invisibile. Educare a stare

alla presenza di Dio (A. Augelli)

Sulla soglia di una nuova partenza

Sussidio per l’inizio dell’anno pastorale

in parrocchia (R. Laurita)

Dalla 21ª alla 27ª ordinaria

23 agosto / 4 ottobre

21ª domenica ordinaria (M. D’Agostino, R. Maiolini, S. Cumia)

22ª domenica ordinaria (G. Boscolo, M. Gronchi, S. Cumia)

23ª domenica ordinaria (G. Boscolo, D. Vivian, S. Cumia)

24ª domenica ordinaria (G. Boscolo, L. Eusebi, G. Tornambé)

25ª domenica ordinaria (G. Boscolo, A. Carrara, G. Tornambé)

26ª domenica ordinaria (G. Boscolo, A. Cencini, G. Tornambé)

27ª domenica ordinaria (G. Boscolo, E. Olivero, V. Brunello)

 

____________________________________________________________

RUBRICA 

61. L’umorismo

fa bene alla comunicazione

di Roberto Laurita

Ci sono quattro virtù cristiane:

la fede, la speranza,

la carità e il buonumore

(Robert Hugh Benson, 1871 – 1914,

scrittore e presbitero inglese, proveniente dalla Chiesa anglicana)

Questa è l’ultima puntata della rubrica che ha accompagnato

per alcuni anni i lettori di Servizio della Parola e chi scrive ha

scelto di consacrarla ad un tema importante per ogni comunicazione:

l’umorismo o humour che dir si voglia. E quel procedimento

che di esso talora si nutre e che è la provocazione.

Una forza e un dono

Lo humour è una forza perché non c’è arma migliore per disarmare

la vita, in ciò che essa ha di più crudele, ma anche gli altri,

in quello che recano di più nocivo.

Avere il senso dell’umorismo vuol dire prendere le distanze,

relativizzare, cogliere innanzitutto l’aspetto divertente o assurdo

di alcuni aspetti di un’azione o di un discorso.
Ma l’umorismo è anche un dono: che cosa c’è di più bello di

far ridere? E quale ricompensa è più grande di uno scoppio di

risa?

Far ridere significa smuovere, emozionare: costituisce dunque

il segno di una comunicazione riuscita. Non è un caso se la creazione

pubblicitaria e i creativi in generale amano lo humour: in

effetti si tratta di uno dei migliori vettori di idee, uno dei mezzi di

espressione e di scambio più forti. Crea una connivenza tra l’emittente

e il destinatario e garantisce così l’impatto cercato.

L’umorismo è profondamente umano. Noi abbiamo perciò il

dovere di farne un buon uso. Nella vita come nella pubblicità.

Perché esiste anche un altro riso, questa volta crudele e violento,

e un altro humour, feroce, che è parente della derisione.

Fondato sul rifiuto dell’altro, del suo aspetto, dei suoi valori, è

un ripiegarsi su se stessi in cui lo scherno, la derisione nasconde

male la sua causa che è la paura e il rifiuto della diversità, la negazione

della differenza.

Essere credenti non è una faccenda triste

E tutti siamo invitati a scoprire che “fede” fa rima veramente

con “gioia”.

Il giorno dopo la morte di Raymond Devos, umorista franco-

belga, cabarettista e comico, venerdì 16 giugno 2006, Bruno

Frappat scriveva sul giornale La Croix: «[...] il riso dilata non “la

milza” ma lo spirito, il cuore, e fa passare un po’ di aria nei nostri

atteggiamenti chiusi, bloccati, nelle nostre posizioni troppo serie,

nel nostro modo di considerare quello che facciamo e diciamo

con eccessiva gravità. Il riso non relativizza ciò che è serio per

abbassare l’uomo, ma l’apre ad una maggiore umanità: per distendere

l’anima, donarle un maggior respiro, maggior ampiezza,

proprio come fa un trampolino». Certo, Charles Péguy ha

scritto che il Figlio di Dio non era disceso dal cielo per raccontarci

delle storielle. Ma anche le storielle possono consentirci di

entrare nella serietà dell’amore di Dio per ognuno dei suoi figli.

Interrogato sul ruolo dello humour nella vita di un papa, Benedetto

XVI ha risposto, ridendo: «Non sono il tipo che ha sempre

una storiella divertente da raccontare! Ma trovo che è molto
importante saper cogliere gli aspetti divertenti della vita e la sua

dimensione gioiosa e non prendere tutto in modo tragico, e direi

che questo è anche necessario per il mio ministero. Uno scrittore

ha detto che gli angeli possono volare perché non si prendono

troppo sul serio. E noi potremmo volare un po’ di più se non

ci dessimo delle grandi arie».

Il gusto di provocare

La provocazione fa parte integrante dell’arte di comunicare.

Interpella, risveglia chi si è addormentato ed altri sonnolenti

che campano su quella che pretendono sia l’evidenza. I pubblicitari

l’utilizzano. Tutti ricordano le differenti campagne di Benetton

che ha “giocato” con parole sensibili, come il razzismo o

l’AIDS. E, in Francia, non dimenticano la campagna della Banque

National de Paris: «Il vostro denaro m’interessa», che aveva

sia attratto che provocato reazioni di rifiuto.

a) Che cosa significa provocare?

La provocazione appartiene al grido che interpella e ridesta,

ma anche all’appello, alla richiesta di aiuto o alla resistenza.

Provocare vuol dire dunque interpellare qualcuno che avrebbe

la tendenza a non vedere, perché non si assopisca, non si

addormenti, ma è anche per l’emittente-provocatore un mezzo

per ricordare al mondo la sua esistenza, farsi intendere e far

passare un messaggio. C’è, dunque, nella provocazione, una formidabile

e insopprimibile volontà di comunicare come di essere

riconosciuti.

I provocatori sono degli artisti. Bisogna essere artista per

essere provocatore perché la provocazione è creativa, esce

dall’ordinario e rompe con esso, realizza un avvenimento.

b) Il procedimento della provocazione

Tecnicamente la provocazione è un procedimento. Mette

insieme tre funzioni del linguaggio, qui allargate alla comunicazione

(Roman Jakobson): la funzione espressiva (centrata

sull’emittente), la funzione conativa (orientata verso il destinatario),

la funzione fatica (focalizzata sul contatto).



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Biblioteche accademiche e terza missione"
Editore: Editrice Bibliografica
Autore: Maria Cassella
Pagine:
Ean: 9788893572941
Prezzo: € 14.99

Descrizione:Per terza missione si intende l’insieme delle attività con le quali le università entrano in interazione diretta con la società, affiancando le missioni di insegnamento (prima missione) e di ricerca (seconda missione). Il volume intende offrire un’ampia panoramica sulle attività di questo tipo che coinvolgono le biblioteche accademiche in Italia, individuando le diverse linee di azione che queste possono seguire per sviluppare il rapporto con il territorio e abbracciare il nuovo percorso culturale e sociale dell’università: la formazione continua, la partecipazione ai progetti con le scuole (alternanza scuola-lavoro) o agli eventi culturali e turistico-culturali; la valorizzazione delle collezioni; il sostegno ai progetti di open science e di citizen science. Ogni linea di azione è arricchita da best practices che possono servire da suggerimento e stimolo per il bibliotecario accademico. A metà strada tra monografia di ricerca e un manuale sulla biblioteca accademica e la terza missione, il volume stimola, incuriosisce, introduce tematiche e riflessioni nuove.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Internet e tutele di diritto civile - e-Book"
Editore: Giappichelli
Autore: Giorgio Giannone Codiglione
Pagine:
Ean: 9788892185852
Prezzo: € 39.00

Descrizione:La ricerca indaga il sistema delle tutele civilistiche in Internet adottando come parametro principale di comparazione lo statuto giuridico dell’informazione digitale nei sistemi di civil law e di common law. Prendendo le mosse dalla questione dell’effettività delle tutele nello spazio telematico e giuridico, il confronto tra le esperienze europea e statunitense si sviluppa attraverso tre angoli prospettici correlati: la protezione della persona nel flusso informazionale, lo sfruttamento economico dei beni digitali e la tutela dei dati come beni collettivi. Nel costante esercizio di adattamento al fenomeno tecnico, la materia della tutela civile dei diritti nei rapporti digitali muove progressivamente da una funzione precipuamente privatistica di protezione multilivello degli interessi individuali sottesi alla circolazione e all’utilizzazione del patrimonio digitale, a una dimensione collettiva con una forte valenza socio-politica. Il fenomeno dell’accumulazione dei dati quale strumento di sviluppo economico e sociale, ma anche come “pura” tecnica di coercizione, denota infatti l’emersione di una nuova ipotesi di “lotta” condotta dall’alto contro la “classe” degli utenti, intesi quali consumatori, produttori e, in definitiva, lavoratori di un ecosistema globale “datificato”.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Il bambino e il mare e altri racconti"
Editore: Lindau Edizioni
Autore: ?ol?m-?oseyn S?‘edi
Pagine:
Ean: 9788833534879
Prezzo: € 12.99

Descrizione:È un Oriente contemporaneo, lontano dagli stereotipi occidentali ma non per questo meno appassionante e misterioso, quello che vive nei racconti di S?‘edi: brevi, intense vicende in cui il bizzarro, il fantastico, l’imprevedibile si mescolano a una realtà obiettivamente ritratta nel suo intreccio di tradizione e innovazione, di religiosità antica e laicità moderna. In uno il ritrovamento di una cassa di metallo in un burrone porterà all’edificazione di un santuario; in un altro, un bambino che vaga da solo in riva al mare viene portato al villaggio da due pescatori, dove susciterà una diffidenza e una paura crescenti; un altro ancora segue la strana giornata di uno studente universitario, il quale si sente così felice e in pace con il mondo che potrebbe anche uccidersi. «L’inesauribile magia della prosa di S?‘edi – scrive Filippo Bertotti, curatore del volume – si rivela nell’unire in un solo battito il peso della realtà e il soffio della fantasia e del sogno».

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Il bambino e il mare e altri racconti"
Editore: Lindau Edizioni
Autore: ?ol?m-?oseyn S?‘edi
Pagine:
Ean: 9788833534886
Prezzo: € 12.99

Descrizione:È un Oriente contemporaneo, lontano dagli stereotipi occidentali ma non per questo meno appassionante e misterioso, quello che vive nei racconti di S?‘edi: brevi, intense vicende in cui il bizzarro, il fantastico, l’imprevedibile si mescolano a una realtà obiettivamente ritratta nel suo intreccio di tradizione e innovazione, di religiosità antica e laicità moderna. In uno il ritrovamento di una cassa di metallo in un burrone porterà all’edificazione di un santuario; in un altro, un bambino che vaga da solo in riva al mare viene portato al villaggio da due pescatori, dove susciterà una diffidenza e una paura crescenti; un altro ancora segue la strana giornata di uno studente universitario, il quale si sente così felice e in pace con il mondo che potrebbe anche uccidersi. «L’inesauribile magia della prosa di S?‘edi – scrive Filippo Bertotti, curatore del volume – si rivela nell’unire in un solo battito il peso della realtà e il soffio della fantasia e del sogno».

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Vacanza tedesca"
Editore: Lindau Edizioni
Autore: Marcello Venturi
Pagine:
Ean: 9788833534916
Prezzo: € 9.99

Descrizione:Venturi scrisse questi tre racconti tra l’ottobre del 1957 e il febbraio del 1958, in un momento di transizione per il nostro Paese, a cavallo tra la guerra appena finita, ma i cui veleni circolavano ancora, e gli anni del boom economico in cui tutto sarebbe sembrato possibile. I tre protagonisti maschili incarnano perfettamente le tensioni di quel periodo: un medico tedesco che decide di ritornare, insieme alla compagna, nel paesino sugli Appennini dove aveva combattuto con il suo plotone di S.S. e dove era morto il suo migliore amico; un arrivista che segue il corteo funebre di un vecchio conoscente che a differenza di lui non aveva voluto arricchirsi a tutti i costi, morendo in povertà; un accompagnatore di signore straniere, insofferente e annoiato, che cerca una via di fuga nella sua prossima preda e finisce per sfogare su di lei le sue frustrazioni e il suo malessere. In una prosa nitida e asciutta, Venturi mette in scena tre personaggi mossi da sentimenti contrastanti di colpa e rivalsa, tre espressioni differenti della violenza e della miseria morale del dopoguerra.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Vacanza tedesca"
Editore: Lindau Edizioni
Autore: Marcello Venturi
Pagine:
Ean: 9788833534923
Prezzo: € 9.99

Descrizione:Venturi scrisse questi tre racconti tra l’ottobre del 1957 e il febbraio del 1958, in un momento di transizione per il nostro Paese, a cavallo tra la guerra appena finita, ma i cui veleni circolavano ancora, e gli anni del boom economico in cui tutto sarebbe sembrato possibile. I tre protagonisti maschili incarnano perfettamente le tensioni di quel periodo: un medico tedesco che decide di ritornare, insieme alla compagna, nel paesino sugli Appennini dove aveva combattuto con il suo plotone di S.S. e dove era morto il suo migliore amico; un arrivista che segue il corteo funebre di un vecchio conoscente che a differenza di lui non aveva voluto arricchirsi a tutti i costi, morendo in povertà; un accompagnatore di signore straniere, insofferente e annoiato, che cerca una via di fuga nella sua prossima preda e finisce per sfogare su di lei le sue frustrazioni e il suo malessere. In una prosa nitida e asciutta, Venturi mette in scena tre personaggi mossi da sentimenti contrastanti di colpa e rivalsa, tre espressioni differenti della violenza e della miseria morale del dopoguerra.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Guida Pratica Immobili e Fisco 2020 - Sistema Frizzera"
Editore: Il Sole 24 Ore
Autore: Carlo Delladio, Ilaria Callegari
Pagine:
Ean: 9788832495416
Prezzo: € 31.99

Descrizione:La Guida offre una pratica ed agevole consultazione della disciplina fiscale di fabbricati e terreni, sia privati sia commerciali, analizzata per singola imposta e considerando le diverse fasi di gestione degli immobili (anche esteri), vale a dire costruzione, trasferimento, locazione, anche finanziaria, manutenzione e ristrutturazione. Inoltre sono illustrate in modo analitico le agevolazioni fiscali nel settore edilizio.
L'edizione 2020 è aggiornata con le novità di prassi e giurisprudenza e tutte le più recenti modifiche normative, in particolare la Legge di Bilancio 2020, il Decreto «Cura Italia», il Decreto «Liquidità» e il Decreto «Rilancio».

Scopri i Software del Gruppo 24 ORE Valore24 Condominio e il Valore24 Locazioni



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Cambiamenti d'epoca"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Erio Castellucci, Ghislain Lafont, TomᚠHalík
Pagine:
Ean: 9788810976258
Prezzo: € 2.99

Descrizione:L’esperienza della pandemia tra crisi e opportunità. Tre pastori e teologi – un vescovo, un professore e un monaco – rileggono il tempo sospeso della recente crisi mondiale attraverso la lente del mistero pasquale, dalla «cattedra del sepolcro» di Gesù illuminato dalla novità della risurrezione. Non c’è dubbio che la Chiesa abbia vissuto in questi mesi, fra contraddizioni e polemiche, una vera creatività. La maggior parte delle comunità è stata capace di prossimità, ha formulato proposte di annuncio, celebrazione, fraternità e preghiera; l’esperienza della Chiesa domestica si è rivelata nuovamente uno spazio praticabile. Questa fioritura straordinaria è una ricchezza da riconoscere e da non disperdere. Perché è un segno eloquente dell’opera dello Spirito, che spinge la Chiesa a proseguire il rinnovamento della sua teologia, dei suoi linguaggi e delle sue prassi avviato con il Concilio Vaticano II, donandole a ogni tornante della storia un nuovo e profetico slancio.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Cambiamenti d'epoca"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Erio Castellucci, Ghislain Lafont, TomᚠHalík
Pagine:
Ean: 9788810961216
Prezzo: € 2.99

Descrizione:L’esperienza della pandemia tra crisi e opportunità. Tre pastori e teologi – un vescovo, un professore e un monaco – rileggono il tempo sospeso della recente crisi mondiale attraverso la lente del mistero pasquale, dalla «cattedra del sepolcro» di Gesù illuminato dalla novità della risurrezione. Non c’è dubbio che la Chiesa abbia vissuto in questi mesi, fra contraddizioni e polemiche, una vera creatività. La maggior parte delle comunità è stata capace di prossimità, ha formulato proposte di annuncio, celebrazione, fraternità e preghiera; l’esperienza della Chiesa domestica si è rivelata nuovamente uno spazio praticabile. Questa fioritura straordinaria è una ricchezza da riconoscere e da non disperdere. Perché è un segno eloquente dell’opera dello Spirito, che spinge la Chiesa a proseguire il rinnovamento della sua teologia, dei suoi linguaggi e delle sue prassi avviato con il Concilio Vaticano II, donandole a ogni tornante della storia un nuovo e profetico slancio.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Il genio di Beethoven"
Editore: Donzelli
Autore: Giorgio Pestelli
Pagine:
Ean: 9788855221115
Prezzo: € 12.99

Descrizione:Le nove Sinfonie di Beethoven sono forse il patrimonio musicale più conosciuto al mondo; ovunque esista una vita musicale, ovunque si faccia musica, le Sinfonie sono la colonna portante del repertorio sinfonico e da circa due secoli sono presenti nella mente e nel cuore degli ascoltatori. Tutte e nove possono essere considerate un unico corpo creativo, in cui si delinea un percorso evolutivo e anche il racconto di una storia. Prese insieme, infatti, fanno pensare a un romanzo di formazione: un giovane parte per il vasto mondo, si scontra con ostacoli che supera grazie a un’eroica volontà d’azione finché, uscendo dalla sfera degli interessi personali, allarga lo sguardo a una dimensione sociale, celebrando ideali universali. Il libro ripercorre questa storia, considerando i nove capolavori nella loro genesi e nelle loro fisionomie, cercando di «far parlare» le Sinfonie stesse, come vere e proprie «azioni» che si realizzano nell’ascolto. Ad accompagnare il racconto delle Sinfonie si aggiunge, in questa nuova edizione, la narrazione di un’altra avventura, attraverso le Ouvertures beethoveniane: a volte sorte da eventi occasionali o concepite come semplici «introduzioni» a opere più importanti, spesso acquistano vita propria e con le Sinfonie intrecciano un dialogo fertile, uno scambio vitale di spunti e suggestioni. «Alla fine della Nona Sinfonia – scrive Giorgio Pestelli – si resta frastornati, si ha l’impressione di essere stati in un luogo dove si è pronunciato un importante giuramento; ci sembra di avere la forza e il coraggio per essere fedeli alle promesse. E penseremo alle nove Sinfonie come a un baluardo di forme intelligibili e fraterne per aiutarci a vivere senza temere la vita». Sintesi del passato, fra Illuminismo e romanticismo, le Sinfonie di Beethoven hanno determinato la vita musicale dell’Ottocento: l’evoluzione dell’orchestra sinfonica, la nascita del direttore d’orchestra, l’istituzione del concerto pubblico. E al tempo stesso hanno rappresentato il centro di irradiazione della musica futura, anche attraverso gli esiti non voluti di musiche che sono modelli di autorità classica e allo stesso tempo simboli di rottura liberatoria delle forme tradizionali. Un mondo, quello delle Sinfonie, che brilla ancora oggi di una forza straordinaria, di fronte alla quale non è possibile tirarsi indietro: meglio assecondare quell’impeto, meglio accogliere quel caloroso invito a frequentare e ad abitare un patrimonio di cultura, civiltà e bellezza fra i più alti della storia moderna.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Servizio della Parola - n. 520"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025419
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

INDICE

Introduzione: di Chino Biscontin .

1. La situazione

1.1 La relazione con Gesù qualifica

in modo essenziale la fede cristiana

di + Franco Giulio Brambilla

1.2 In che direzione va oggi il senso di Dio

di Lucio Pinkus .

1.3 La chiesa: via od ostacolo nel rapporto con Gesù?

di Paola Bignardi .

1.4 Il capitolo IV di Christus vivit

e l’accesso emotivo a Gesù

di Paola Bignardi .

1.5 Predicare Gesù, il Cristo. Una riflessione

a partire dall’impianto catechistico in Italia

di Roberto Laurita

2. Noi predichiamo Gesù Cristo

2.1 Noi predichiamo Gesù Cristo crocifisso e risorto

di Sergio De Marchi .

2.2 Annunciare Gesù come Salvatore, oggi

di Maurizio Gronchi .

2.3 Predicare Gesù manifestazione di Dio

di Massimo Epis
2.4 Parlare di Gesù come mediatore

tra Dio e gli uomini

di Roberto Del Riccio .

2.5 Annunciare Gesù vivente nella gloria

di Simona Segoloni Ruta

3. Come predicare Gesù Cristo

3.1 Paolo predica Gesù Cristo

di Antonio Landi

3.2 Come san Giovanni predica Gesù

di Andrea Albertin .

3.3 Atti 2 come esempio di predicazione su Gesù

di Alessandro Gennari .

3.4 Come parlare dei miracoli di Gesù

di Paolo Mascilongo

3.5 Come parlare del “fallimento”

della missione di Gesù

di Severino Dianich

3.6 Come parlare della risurrezione di Gesù, oggi!

di Andrea Toniolo

3.7 Come parlare della presenza di Gesù, oggi

di Antonio Montanari

3.8 Il predicatore consapevole

di parlare di Gesù alla sua presenza

di Luciano Manicardi .

3.9 Uno stile celebrativo

che apra all’incontro con Gesù

di Paolo Tomatis

 

 


INTRODUZIONE

di Chino Biscontin

Quando ci siamo riuniti, come Consiglio di Direzione di questa nostra rivista, la situazione in cui ci trovavamo non lasciava nemmeno lontanamente prevedere quello che sta accadendo ora, mentre scrivo questa introduzione. Siamo nel pieno di una terribile pandemia che fa ammalare, uccide, altera le relazioni, interviene sui servizi, sulla produzione di beni, sul contesto sociale, sulla politica, sulle relazioni internazionali. Tutto fa temere che la pandemia non cesserà molto presto, anche se schiere di ricercatori stanno indagando e lavorando su interventi farmacologici e su possibili vaccini. Anche la predicazione ha dovuto e deve ancora fare i conti con questo scombussolamento, che sta facendo traballare certezze, modi di pensare, scale di valori, e che inoltre interviene sui nostri sentimenti, anche quelli più profondi. E non solo la predicazione, ma l’intero apparato di ricomprensione del Vangelo e delle sue conseguenze va rimesso in cantiere. Solo per fare qualche cenno: sarà urgente ricomprendere alla luce dell’insegnamento e del comportamento di Gesù in che cosa consista la “salvezza” di cui parliamo: bisognerà dilatare di molto la comprensione. Sarà urgente una robusta riflessione su come dobbiamo andare verso Dio: con quali immagini, a partire da quali esperienze, con quali comprensioni. Il che esigerà una maniera diversa di attingere luce dalle Scritture. Dal punto di vista della comprensione della Chiesa, della sua missione, di
come svolgerla, di come comprendere quella che chiamiamo salvezza e altro ancora, bisognerà dilatare gli orizzonti tenendo conto che l’azione di Dio riguarda il Regno annunciato da Gesù, che va oltre i confini della Chiesa, che in essa può anche trovare ostacoli e che riguarda quei beni ai quali nella Chiesa non si dà sempre un’importanza adeguata. Che dire nel frattempo? La prima cosa che mi viene in mente è che dobbiamo contrastare con decisione ed energia chi afferma che questa pandemia è un castigo di Dio e che Dio, dunque, avrebbe in essa una parte attiva. È una bestemmia e come tale va trattata (papa Francesco). Così pure va contrastato ogni tentativo di andare a trovare nella Bibbia “profezie” riguardo a ciò che ci sta capitando, quasi che la cosa fosse prestabilita e programmata da tempo. La seconda cosa è che questa infezione è un male e come tale va considerata. Sarebbe stato meglio che non ci fosse mai stata. Non condivido il modo di parlarne di chi la interpreta come un’occasione positiva, un’opportunità di un qualche bene che ci è data. Dal male può venire solo del male che, se trova in noi una qualche alleanza, anche sotto forma di minimizzazione o di mancato impegno per farvi fronte, può anche dilatarsi e diventare un male ancora più grande. Perciò non è ben indirizzato lo sforzo di chi cerca un senso a ciò che ci sta capitando, se per “senso” si intende qualcosa di positivo, di buono. Il male può essere simboleggiato dal buio, e dal buio non ci si può attendere luce. Stiamo vivendo una sfida radicale e le domande sensate sono quelle che indirizzano la ricerca, le motivazioni, l’azione per farvi fronte, per far indietreggiare l’immensa valanga di male che ci è rovinata addosso. Certo, essa pone delle domande fondamentali sul piano della fede, che possono essere riassunte in queste due: Perché Dio permette tutto questo? Perché Dio non interviene? Se con la parola “permette” si intende che Dio avrebbe potuto impedire tutto questo e non lo ha fatto, si ritorna alla bestemmia di cui sopra. Per cui la vera domanda è la seconda: Perché Dio non è intervenuto e non interviene?
La risposta va cercata nell’interazione tra la libertà di Dio e la libertà degli uomini. Dio ci ha creati liberi e lealmente rispetta la nostra libertà. E noi possiamo usare male la libertà, provocando il male. Da parte di Dio, il suo impegno è la sua azione nelle nostre coscienze mediante lo Spirito Santo. Qui sta l’impegno di Dio nel passato e nel presente: ispirazione, sostegno, ripresa in seguito a delle nostre scelte sbagliate, perdono e non castigo, e così via. Chi ha occhi di fede, vede il suo impegno in questo senso, che è immenso, fedele e costante: la Bibbia è testimonianza di questo. Vedo l’impegno di Dio nell’eroismo sorprendente che stanno dimostrando medici, infermieri, tecnici, dirigenti e tanti altri ancora per curare i malati, per frenare il contagio, per trovare un rimedio. Non è casuale che papa Francesco continuamente volga e faccia volgere lo sguardo in quella direzione: la trasparenza verso Gesù di tutti costoro, agli occhi di chi vede, è del tutto evidente. L’impegno di Dio che qui si vede, mediato dalle libertà di chi, consapevole o meno, lo asseconda, è davvero grandissimo. Un’ulteriore domanda potrebbe essere questa: affidando la libertà agli uomini, Dio non ha corso un rischio troppo grande? Chi risponde di sì a questa domanda deve assumersi la responsabilità di dire che sarebbe stato meglio non creare gli esseri umani. Personalmente rifiuto questo modo di pensare, perché lo vedo suggerito dal male e non dall’amore verso la gente o da un modo corretto di pensare Dio. La misericordia di Dio consiste nel restare fedele all’umanità anche quando molti uomini fanno del male, e questa sua fedeltà nel volerci bene nonostante tutto ispira un grande amore per l’umanità, nonostante tutto. È quello che si vede nei medici, negli infermieri e in tutti gli altri di cui ho parlato. Il male nel quale ci troviamo, oltre che nell’inevitabile fragilità di esseri limitati quali noi siamo, ha le sue radici in comportamenti sbagliati da parte nostra. Alcune di queste radici possiamo vederle e le abbiamo viste anche in queste settimane negli opportunismi e nei calcoli fatti sulla pelle delle persone, da parte di chi ama il proprio denaro e il proprio potere più di quanto
abbia a cuore la sorte degli altri. Altre radici si infilano dentro i meandri dei secoli, dentro la vastità dell’umanità, e non sono individuabili. È su questo punto che il male che ci sta colpendo sfida la nostra reazione. È dalla nostra reazione, non dal male, che può venire un qualche bene. Reazione di riconsiderazione generale del nostro modo di pensare, di valutare, di decidere, di comportarci. Ma su questo punto mi pare che le riflessioni si moltiplichino e che molte di esse vadano nella direzione giusta: riconsiderare il nostro rapporto con Dio, riconsiderare il rapporto tra di noi, riconsiderare il rapporto con l’ambiente naturale, i rapporti sociali, politici, internazionali. È certo che una fede limpida, vissuta con sincerità e lealtà, riflettuta responsabilmente ha molti doni da fare. Anzitutto quello della bontà disposta a pagare un prezzo alto per il prossimo, il rispetto rigoroso per gli altri in tutti i rapporti sociali, una speranza che non viene meno anche in mezzo a tante difficoltà, pericoli e di fronte alla paura. Dio non ha impedito quel male terribile che è stata l’uccisione di Gesù; ma egli l’ha sostenuto, perché avesse la forza di consegnare agli uomini il proprio insegnamento, con le parole e con l’esempio, e con esso un’apertura totale alla fede in Dio. La sfida «scendi dalla croce» è sulla bocca di chi non amava e non capiva Gesù, e non era aperto a Dio. Naturalmente va escluso che l’uccisione di Gesù, in quanto male, sia stata voluta e programmata da Dio, come “castigo” per i peccati degli uomini. Non è l’uccisione di Gesù che manifesta l’opera di Dio, al contrario manifesta il suo rifiuto; è la volontà di Gesù di portarci il dono che Dio aveva messo nelle sue mani, dono indispensabile perché la storia degli uomini non fosse un insensato cumulo di cattiverie e di vittoria del male nelle sue mille e mille forme, che lo ha portato a non tirarsi indietro quando per farlo si esponeva a rischi mortali; l’opera di Dio si manifesta in questa eroica fedeltà nella bontà di Gesù. Un’ulteriore possibile domanda riguarda i miracoli. Dio li ha compiuti, Gesù li ha compiuti, attraverso i santi sono avvenuti. Perché Dio non usa i miracoli? È una domanda alla quale non
trovo risposta, dato il fatto che i miracoli non risultano la maniera ordinaria di Dio per darci una mano, ma “segnali” che, nonostante tutto, la nostra situazione non gli è sfuggita di mano. In questo senso non vedo i miracoli come qualcosa di “magico” che noi possiamo provocare, se siamo capaci di realizzare certe condizioni; né vedo in essi una linea logica che ci possa far intravedere come afferrarne la forza. Rimangono unicamente nelle mani di Dio come “segni”. Alla fine, come tutti gli interrogativi posti alla fede dal male, qualunque esso sia, la speranza ci è data dalla partecipazione del Figlio di Dio alle nostre tragedie umane e dalla risurrezione di Colui che era stato crocifisso: aveva affidato la sua vita nelle mani del Padre prima di spirare, quelle mani si sono dimostrate affidabili. Il “miracolo” della risurrezione di Gesù è il “segnale” supremo che, anche quando siamo immersi in un male più grande, anche quando dobbiamo affrontare la malattia, anche quando si affaccia la morte, possiamo dire a Dio: «Padre, nelle tue mani è la mia vita». È questo l’atto più alto, più limpido e supremo della fede: un totale affidamento a Dio, cosicché non vi sia più alcuna ombra tra lui e noi. Personalmente fra le tante immagini che mi aiutano a pensare Dio nella fede e a pregare, è il vederlo come un’immensa, infinita risorsa di positività: di vita, di amore, di coraggio, di speranza, di perdono e di tutto ciò che è umanamente bene, di tutto ciò che può far fronte a ciò che è umanamente male. Gesù, il Figlio di Dio sorto come uomo in mezzo a noi, partecipe leale della nostra esistenza, anche nella sua esposizione alla sofferenza, anche nella sua esposizione alla morte, lui come rivelazione suprema di chi Dio vuole essere per noi e di chi noi siamo per lui, lui come Signore risuscitato da Dio e vivente, lui personalmente è la nostra “salvezza” nel senso più pieno della parola, in tutte, proprio tutte, le dimensioni in cui come esseri umani abbiamo bisogno di essere salvati.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Parole di Vita"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025426
Prezzo: € 4.50

Descrizione:

Editoriale

Ombretta Pettigiani

QUANDO DIO RICORDA

Roberta Ronchiato

IL FILO DELLA MEMORIA.

UNA STRATEGIA CONTRO L’OBLIO

Cristiano D’Angelo

IL RICORDO DEL DESERTO

Guido Benzi

«TU, IL TUO FIGLIO

E IL FIGLIO DEL TUO FIGLIO» (DT 6,2).

LA TRASMISSIONE DELLA MEMORIA

Filippo Serafini

«RICORDATI CHE SEI STATO SCHIAVO».

DONO DIVINO ED ETICA

Luca Mazzinghi

«CANCELLERAI LA MEMORIA

DI AMALÈK!» (DT 25,17-19).

L’OBLIO DEI NEMICI NELLA BIBBIA

Furio Biagini

NON DIMENTICARE DI RICORDARE:

IL DOVERE DELLA MEMORIA

Sergio Tanzarella

MEMORIA E RICONCILIAZIONE.

DALLA PURIFICAZIONE ALL’ABUSO

Marco Tibaldi

IL PENTATEUCO NELLA SCUOLA:

ALLA RICERCA DELLA MEMORIA PERDUTA

PER SAPERNE DI PIU

Marcello Panzanini

Un ricordo dalle radici profonde

APOSTOLATO BIBLICO

Alessandro Zavattini

Bibbia e metodi attivi: La narrazione biblica di M. Tibaldi

VETRINA BIBLICA

ARTE

Marcello Panzanini

Quando la memoria non ci sostiene occorre aiutarla

 

EDITORIALE

Pentateuco e il corpo letterario animato dal ricordo. In ognuno dei cinque libri ricorre il verbo ebraico corrispondente e in tutti Dio ne e il soggetto. L’atto di rammentare lo contraddistingue. Ma osservando con piu attenzione, si nota una curiosa coincidenza: nel Pentateuco, le prime cinque attestazioni del verbo zkr hanno il Signore come soggetto, le ultime il popolo, come se la Scrittura mettesse il ricordo attuato da Dio a fondamento della possibilita umana di ricordare e, piu radicalmente, di esistere (Ombretta Pettigiani). Del resto, ebraismo e cristianesimo traggono vigore dal far memoria di quell’evento fondante che e la Pasqua, come passaggio, per il primo, dalla schiavitu alla liberta; per il secondo, dalla morte alla vita. Si tratta dunque di un atto necessario soprattutto per Israele che vede in quel passaggio la nascita di se stesso non solo come comunita religiosa ma anche come popolo: la memoria e dunque diventata, al contempo, vulcano perennemente attivo e magma lento ma incandescente; entrambi gli hanno permesso e gli permettono di affrontare presente e avvenire, scuotendolo e consolidandolo (Furio Biagini). Il coraggioso atto di memoria non solo fonda e difende Israele. Nel Pentateuco si nota un intercambio tra il verbo zakàr e il verbo shamàr, tra ri-presentare (zakàr) gli eventi fondanti e osservare (shamàr) i comandi di Yhwh che in virtu di quell’intervento liberante sono emanati: Ricordati che sei stato schiavo… percio il Signore ti ordina di osservare. I comandamenti sono finalizzati alla tutela della liberta di Israele in quanto donata da Yhwh (Filippo Serafini). Essendo tale liberta un bene prezioso, si ricorre a strategie contro l’oblio della Legge e, quindi, di quel che rappresenta. Una di queste consiste nell’applicare delle frange sul bordo degli abiti (l’evangelista Matteo li chiamera filatteri) e, al loro interno, un filo viola che diventa memento per l’osservanza dei precetti divini. Da questo momento la memoria resta appesa a un filo, si, ma in modo saldo, tanto che l’usanza prosegue anche ai giorni nostri (Roberta Ronchiato). Il popolo si dota di un altro espediente: affida ai figli e ai figli dei
figli la memoria di quanto avvenne quella notte in Egitto; tramite il filo del racconto col-lega le generazioni tra di loro, evitando che si perdano nello spazio vuoto della smemoratezza (Guido Benzi). L’amnesia sta sempre in agguato ed e pronta a invadere il campo dei ricordi, soprattutto di quelli che si considerano spiacevoli e urticanti. Percio a Israele si ingiunge di non dimenticare il cammino nel deserto. Quello fu il momento fontale della sua relazione con Dio ma anche l’occasione per sperimentare il fallimento e per imparare che Dio deve essere amato in modo integrale. In quel periodo si compie (quaranta anni) il processo di discernimento del cuore di Israele: dunque non si puo s-cor-dare (Cristiano D’Angelo). Il passato va richiamato ma anche vagliato. La memoria struttura una cultura, una societa, una personalita, ma le puo schiacciare, opprimere, reprimere. In questo senso diventa necessaria la funzione, da una parte, della storia: come disciplina, e in grado con coraggio e umilta di purificare la memoria, evitando ogni forma di monumentalizzazione e di strumentalizzazione (Sergio Tanzarella). Dall’altra, essenziale risulta la funzione della psicologia, nelle sue diverse modulazioni. L’analisi transazionale, per esempio, introduce il concetto di copione, come insieme di comportamenti immagazzinati da piccoli in grado di condizionare i propri comportamenti da grandi. Si tratta, dunque, di ricostruire e gustare la memoria dei propri vissuti, nonche di interpretare il contesto sociale nel quale si e cresciuti, un contesto che a sua volta ha alle spalle una lunga storia che la memoria collettiva e in grado di fornirci per poterlo analizzare (Marco Tibaldi). Insomma, l’esercizio della memoria si puo equiparare a un lungo cammino da fare insieme, come evoca la scena descritta da Altobello Melone e riportata in copertina (Marcello Panzanini): un pellegrinaggio, che Dio e l’uomo percorrono insieme. Buona lettura.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Elogio della libertà"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: fratel MichaelDavide Semeraro
Pagine:
Ean: 9788810976036
Prezzo: € 19.99

Descrizione:Il diffuso interesse per il fenomeno monastico, documentato anche da libri e film, si intreccia con la grande fatica dei monaci e delle monache dei nostri giorni a restare se stessi senza avere nostalgia di se stessi. La «prima generazione di monaci increduli» è dunque chiamata a diventare credente, in ossequio al voto monastico di «conversione». Questo cammino avviene necessariamente in modo diverso anche se non opposto a quanto hanno vissuto i Padri. «Quanti ci hanno preceduto nell’avventura monastica – scrive fratel MichaelDavide – si aspettano da noi che siamo dei veri figli capaci di diventare a nostra volta padri: essere generati e generare alla vita monastica passa attraverso una continua rigenerazione per rimettere a fuoco una visione del combattimento spirituale», memore dell’insegnamento del grande Antonio quando disse che al monaco restano due cose: la Scrittura e la libertà.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Cacciateli!"
Editore: Feltrinelli
Autore: Concetto Vecchio
Pagine:
Ean: 9788858839942
Prezzo: € 9.99

Descrizione:James Schwarzenbach è un editore colto e raffinato di Zurigo. La sua è una delle famiglie industriali più ricche della Svizzera. A metà degli anni sessanta entra a sorpresa in Parlamento come unico deputato del partito di estrema destra Nationale Aktion. Come suo primo atto promuove un referendum per espellere dal paese trecentomila stranieri, perlopiù italiani. È l’inizio di una campagna di odio contro i nostri emigrati che durerà anni, e che sfocerà nel voto del 7 giugno 1970, quando Schwarzenbach, solo contro tutti, perderà la sua sfida solitaria per un pelo. Cosa ci dice del presente questa storia dimenticata? E come si spiega il successo della propaganda xenofoba, posto che la Svizzera dal 1962 al 1974 ha un tasso di disoccupazione inesistente e sono proprio i nostri lavoratori, richiamati in massa dal boom economico, a proiettare il paese in un benessere che non ha eguali nel mondo?

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Umanità in rivolta"
Editore: Feltrinelli
Autore: Aboubakar Soumahoro
Pagine:
Ean: 9788858839973
Prezzo: € 9.99

Descrizione:Aboubakar Soumahoro difende i diritti dei lavoratori. Arrivato in Italia dalla Costa d’Avorio più di vent’anni fa, ha conosciuto da vicino le insidie di un tessuto civile sempre più logoro e incapace di garantire i diritti minimi di ogni essere umano. Il suo è un avvertimento: forse dietro “i mestieri che gli italiani non vogliono più fare” si nasconde il degrado delle condizioni generali di lavoro, che chi arriva in Italia sprovvisto di tutele e di diritti è costretto ad accettare per sopravvivere. È così che si spiega il gran ritorno della retorica del “prima gli italiani” e della “razza”: uno stratagemma per abbassare il costo del lavoro e ridurre drasticamente la distanza tra dignità e sfruttamento. Questo manifesto riempie un vuoto nel dibattito politico italiano, perché dice in modo forte e chiaro che per non rinunciare al diritto alla felicità il nostro paradigma economico deve cambiare. Una nuova solidarietà deve nascere, così ha scritto Albert Camus, dalla rivolta di chi dice no a una condizione inumana di schiavitù. Aboubakar Soumahoro sa cosa significa essere privati di un diritto e per questo sa anche cosa significa lottare per conquistarlo. “Possiamo essere poveri, sfruttati e precari, ma non importa: usciremo dall’angolo.” La perdita di diritti deve fermarsi. E la lotta contro lo sfruttamento deve ricominciare. “Un libro necessario, ma amarissimo” La Repubblica

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "L'economia dei poveri"
Editore: Feltrinelli
Autore: Abhijt V. Banerjee, Esther Duflo
Pagine:
Ean: 9788858839997
Prezzo: € 10.99

Descrizione:Per quale ragione i poveri, in tutto simili per capacità e aspirazioni a chiunque altro, vanno incontro a destini completamente differenti? Perché restano poveri? Le loro scelte di vita sono spesso determinate da fattori che sfuggono alla logica dell’economia di mercato. Tante politiche contro la povertà sono infatti fallite proprio per un’inadeguata comprensione del problema o per la convinzione di poter applicare ricette astratte e valide per tutti, senza verificarle sul campo. Dobbiamo invece capire perché i poveri preferiscano pagare cure sanitarie inutili invece di fare vaccinazioni gratuite; come mai frequentino la scuola spesso senza imparare; perché intraprendano molte attività senza farne prosperare alcuna. L’economia dei poveri è la prima grande analisi che, combinando ricerca empirica e teorica, ci svela la vera natura della povertà e insegna che talvolta può bastare una piccola spinta nella giusta direzione per conseguire grossi risultati: certi sussidi simbolici con effetti tutt’altro che simbolici, azioni che consentano di ottenere di più facendo di meno. Soprattutto, bisogna insistere nel porsi le giuste domande, sperimentare e nutrire speranza per affrontare la sfida di costruire un mondo senza più povertà, magari un passo alla volta. “Un libro straordinariamente illuminante” Amartya Sen, premio Nobel per l’economia

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Le emozioni sono intelligenti"
Editore: Feltrinelli
Autore: Gianfranco Damico
Pagine:
Ean: 9788858840016
Prezzo: € 3.99

Descrizione:Vi è uno stretto legame che unisce emozioni e ragione e che rende l’intelligenza non prerogativa del pensiero, ma di tutto il nostro corpo biologico. Non può esistere intelligenza senza emozioni. E pertanto, così come educhiamo e nutriamo fin da piccoli il pensiero razionale, siamo invitati a occuparci con la stessa dedizione anche della nostra parte emotiva. A tale scopo, Gianfranco Damico ci insegna concretamente a governare le nostre emozioni, in modo tale da averle sempre alleate, mai nemiche. E lo fa proponendo anche un appassionante lavoro su se stessi in venticinque esercizi e simulando un’intervista finale a una guida inaspettata e indimenticabile, Heidi. Grazie a essi, vedremo crescere, pagina dopo pagina, la capacità di sentire la magia dell’esistenza e di costruirci un destino, anziché subirlo.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Piccolo Karma"
Editore: Lindau Edizioni
Autore: Carlo Coccioli
Pagine:
Ean: 9788833534930
Prezzo: € 14.99

Descrizione:Piccolo Karma è la cronaca delle semplici occupazioni quotidiane, riprese in brevi sequenze di minuti (da cui la definizione di «minutario»), della vita di Carlo Coccioli durante un mese trascorso nella casa di San Antonio in Texas nel 1987, quando lo scrittore decise di concedersi per la prima volta il respiro lieve del frammento. Questa tranche de vie, che si vuole umile e banale («noterelle») ed è invece universalmente riconosciuta come un suo capolavoro, scorre, ora gioiosa, ora malinconica, tra giardini fioriti e cieli sereni, piante, cani, uccelli e formichine, amici e vicini cordiali, shopping, telenovelas e ogni altra manifestazione di una modernità sobriamente familiare. Approdato alla prospettiva buddista, Coccioli osserva il gioco del karma con attenzione pura e gentile, spesso divertita, ma il nuovo abito mentale non spegne in lui l’antica ossessione teologica che lo spinge a cercare la mano di Dio ovunque, fin nelle cose più improbabili. Così, transitando per le proteste accorate contro la sofferenza e la morte e il sogno regressivo di un Dio-caramella capace di addolcire l’implacabile andirivieni karmico delle creature, il libro si chiude su una visione stupefacente: l’apoteosi di Disneyland, Eden artificiale per eccellenza, dove «tutto si mescola e non è male che ciò succeda visto che Tutto è Uno».

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Quello che alle donne non dicono"
Editore: Laterza
Autore: Salvo Di Grazia
Pagine:
Ean: 9788858142769
Prezzo: € 12.99

Descrizione:

Un libro che tutte le donne dovrebbero leggere.

È utile assumere integratori per stare meglio? Gli ormoni in menopausa sono l'elisir di giovinezza? Con quale periodicità bisogna sottoporsi ai controlli per ottenere il massimo dalla prevenzione? È vero che ci si può disintossicare con una tisana? L'infarto è un rischio solo per gli uomini? E la cellulite è una malattia? Questo libro è uno strumento prezioso per rispondere a queste e a tante altre domande: non è facile infatti orientarsi nel labirinto dei consigli, delle terapie, delle promesse miracolose che ci arrivano ogni giorno da mezzi di informazione superficiali o dalle pubblicità a volte poco trasparenti delle aziende farmaceutiche. Le donne sono quasi sempre più attente degli uomini alla propria salute, ai controlli, alle visite, e questo va a loro vantaggio. Il rischio da evitare è però quello di diventare vittime privilegiate di un eccesso di 'medicalizzazione' in tutte le fasi della vita. Salvo Di Grazia, ginecologo di solidissima esperienza, ci aiuta a fare chiarezza per affrontare serenamente i piccoli e i grandi problemi delle ragazze e delle donne.

Perché la medicina ci salva la vita, ma bisogna saperla usare!



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "La fatica più bella"
Editore: Laterza
Autore: Gastone Breccia
Pagine:
Ean: 9788858142851
Prezzo: € 10.99

Descrizione:

Attraversare il dolore è come correre: alla fine arriva la felicità. "il Fatto Quotidiano"

Lo dico subito. La fatica più bella è uno dei libri più importanti di sempre scritti sulla materia della corsa. La storia di piccoli e medi atleti che sta dentro alla grande Storia della disciplina. Saverio Fattori, "Correre"

«È il momento di avere pazienza e di non fare errori. È il momento di cercare la nostra corsa perfetta, quella che abbiamo costruito giorno per giorno, espressione del nostro personale equilibrio tra sforzo e durata, tra velocità e resistenza. Se ci siamo allenati con la testa, oltre che con le gambe, ormai la conosciamo bene, è diventata una vecchia amica. Siamo nelle condizioni migliori per metterla in pratica: non dobbiamo spingere troppo – anzi, dobbiamo controllare la velocità – e possiamo concentrarci sull'efficienza. Eccola, la nostra corsa perfetta!»

Correre è un'avventura del corpo, ma anche dello spirito. È una disciplina dura, ma naturale. Richiede costanza, capacità di sopportare la fatica, di superare soglie di sofferenza, ma è una fonte di inesauribile felicità. A raccontarcela è Gastone Breccia, storico e maratoneta.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO


 
TORNA SU