Articoli religiosi

Varie - Vesti Liturgiche



Titolo: "Stola rossa con ricamo a croce e piume di pavone"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559000610
Prezzo: € 97.80

Descrizione:

Stola economica color rosso in poliestere con cordoniera.

Il ricamo a macchina raffigura una croce con piume di pavone.



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Titolo: "Casula rossa damascata"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559001013
Prezzo: € 287.50

Descrizione:

Casula rossa damascata in poliestere di pregevole fattura. L'originalissimo disegno vuole richiamare le cupole del Vaticano; il ricamo è completato da una croce centrale.

La croce cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per l'esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo; è il simbolo di redenzione degli uomini. Per i cristiani la croce costituisce un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù, fasi inseparabili di una sola vicenda. Perciò la croce: è principalmente un simbolo di speranza e di "negazione delle immagini sbagliate di Dio"; è un ricordo dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza per amore.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La casula liturgica è una veste che il sacerdote indossa durante la celebrazione della Santa Messa. Può essere di varie fogge. Normalmente va indossata sopra l’amitto, il camice o l’alba, il cingolo e la stola.
Il nome casula viene da ‘piccola casa’, perché originariamente la veste avvolgeva completamente la figura del celebrante, coprendolo fino ai polsi e fino alle tibie. Nel corso dei secoli la casula sacerdotale ha conosciuto un’evoluzione formale, con braccia coperte o scoperte, tessuti rigidi, tagli più ampi. In generale, vista la sua importanza, è sempre stata ornata con immagini sacre e ricchi ricami. I colori delle casule liturgiche variano a seconda del periodo liturgico e della celebrazione in corso: la casula può essere bianca, rossa, viola, verde, rosa, nera e oro. 

Il ROSSO è il simbolo dell'amore e del martirio, per questa ragione viene utilizzato la domenica delle Palme, il Venerdì Santo, a Pentecoste e nella celebrazioni dei Santi Martiri.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



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Titolo: "Casula rossa con ostensorio e spighe ricamati"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559018530
Prezzo: € 189.80

Descrizione:

Casula rossa tutta bordata in oro con ricamo centrale in oro e arancione raffigurante un ostensorio stilizzato e tre spighe di grano che fanno da decoro.

La spiga di grano è uno dei simboli più utilizzati per la comunione. Come il pane e l'ostia, rappresenta il Corpo di Cristo che si è offerto in sacrificio per noi e che ci nutre di vita vera.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La casula liturgica è una veste che il sacerdote indossa durante la celebrazione della Santa Messa. Può essere di varie fogge. Normalmente va indossata sopra l’amitto, il camice o l’alba, il cingolo e la stola.
Il nome casula viene da ‘piccola casa’, perché originariamente la veste avvolgeva completamente la figura del celebrante, coprendolo fino ai polsi e fino alle tibie. Nel corso dei secoli la casula sacerdotale ha conosciuto un’evoluzione formale, con braccia coperte o scoperte, tessuti rigidi, tagli più ampi. In generale, vista la sua importanza, è sempre stata ornata con immagini sacre e ricchi ricami. I colori delle casule liturgiche variano a seconda del periodo liturgico e della celebrazione in corso: la casula può essere bianca, rossa, viola, verde, rosa, nera e oro. 

Il ROSSO è il simbolo dell'amore e del martirio, per questa ragione viene utilizzato la domenica delle Palme, il Venerdì Santo, a Pentecoste e nella celebrazioni dei Santi Martiri.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



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Titolo: "Casula viola con quattro croci stilizzate"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559018820
Prezzo: € 216.20

Descrizione:

Casula viola bordata in oro e abbellita da quattro croci stilizzate e policrome, in riferimento ai quattro Evangelisti. Due croci si trovano nella parte centrale della casula, una sul petto e l'altra sul dorso, mentre le altre due - più piccole - impreziosiscono la stola abbinata (compresa nel prezzo).

La croce cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per l'esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo; è il simbolo di redenzione degli uomini. Per i cristiani la croce costituisce un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù, fasi inseparabili di una sola vicenda. Perciò la croce: è principalmente un simbolo di speranza e di "negazione delle immagini sbagliate di Dio"; è un ricordo dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza per amore.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La casula liturgica è una veste che il sacerdote indossa durante la celebrazione della Santa Messa. Può essere di varie fogge. Normalmente va indossata sopra l’amitto, il camice o l’alba, il cingolo e la stola.
Il nome casula viene da ‘piccola casa’, perché originariamente la veste avvolgeva completamente la figura del celebrante, coprendolo fino ai polsi e fino alle tibie. Nel corso dei secoli la casula sacerdotale ha conosciuto un’evoluzione formale, con braccia coperte o scoperte, tessuti rigidi, tagli più ampi. In generale, vista la sua importanza, è sempre stata ornata con immagini sacre e ricchi ricami. I colori delle casule liturgiche variano a seconda del periodo liturgico e della celebrazione in corso: la casula può essere bianca, rossa, viola, verde, rosa, nera e oro. 

Il VIOLA è il colore della penitenza e simboleggia conversione, attesa e suffragio. Viene usato nel tempo di Avvento, nel tempo di Quaresima e nella liturgia dei defunti.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)

 



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Titolo: "Casula rossa con il simbolo del pesce"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559019780
Prezzo: € 187.50

Descrizione:

Casula rossa bordata in oro con stolone centrale che riporta la stampa sfumata di una croce su tutta la lunghezza del capo e quella di un pesce all'altezza del petto. La stessa lavorazione del tessuto e lo stesso decoro sono presenti anche sul dorso della casula.

Il pesce è uno dei primi simboli del cristianesimo. Le iniziali greche della parola pesce, se scritte in maiuscolo formano un acronimo che sta per "Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore". Per questo motivo, quando dichiararsi cristiano era pericoloso a causa delle persecuzioni, si usava contrassegnare i luoghi di ritrovo e le catacombe cristiane con il simbolo del pesce.
Secondo una storia antica, quando un cristiano incontrava uno sconosciuto, il Cristiano tracciava un arco per terra e se lo straniero completava il disegno con un arco opposto a formare un pesce stilizzato, si identificava anche lui come Cristiano.

Il pesce torna più volte anche nei Vangeli, dove Gesù chiama i suoi discepoli "pescatori di uomini". Senza dubbio, però, il riferimento più conosciuto è quello del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, l'unico miracolo, Resurrezione a parte, raccontato da tutti e quattro gli evangelisti, seppur con qualche differenza, fatto che ne denota l'importanza.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La casula liturgica è una veste che il sacerdote indossa durante la celebrazione della Santa Messa. Può essere di varie fogge. Normalmente va indossata sopra l’amitto, il camice o l’alba, il cingolo e la stola.
Il nome casula viene da ‘piccola casa’, perché originariamente la veste avvolgeva completamente la figura del celebrante, coprendolo fino ai polsi e fino alle tibie. Nel corso dei secoli la casula sacerdotale ha conosciuto un’evoluzione formale, con braccia coperte o scoperte, tessuti rigidi, tagli più ampi. In generale, vista la sua importanza, è sempre stata ornata con immagini sacre e ricchi ricami. I colori delle casule liturgiche variano a seconda del periodo liturgico e della celebrazione in corso: la casula può essere bianca, rossa, viola, verde, rosa, nera e oro. 

Il ROSSO è il simbolo dell'amore e del martirio, per questa ragione viene utilizzato la domenica delle Palme, il Venerdì Santo, a Pentecoste e nella celebrazioni dei Santi Martiri.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



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Titolo: "Stola diaconale rossa con croce stilizzata"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559021790
Prezzo: € 115.00

Descrizione:

Stola diaconale rossa in poliestere con delicato ricamo in oro e argento. Il ricamo rappresenta una croce i cui bracci culminano in una forma a punta. La parte interna in argento e il perimetro in oro sono separate da una bordatura dai toni bronzati che segue la forma della croce. La stola è arricchita da una frangia dorata.

La croce cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per l'esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo; è il simbolo di redenzione degli uomini. Per i cristiani la croce costituisce un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù, fasi inseparabili di una sola vicenda. Perciò la croce: è principalmente un simbolo di speranza e di "negazione delle immagini sbagliate di Dio"; è un ricordo dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza per amore.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La stola diaconale, simbolo di sacrificio e di generosità al servizio della comunità cristiana, è una fascia che va incrociata dalla spalla sinistra sul davanti al lato destro della vita dietro. La disciplina attuale prescrive il suo uso nella Messa, nei sacramenti e nei sacramentali e ogni volta che c'è un contatto con l'Eucarestia. Nel rito romano va indossata sotto la dalmatica.

Il ROSSO è il simbolo dell'amore e del martirio, per questa ragione viene utilizzato la domenica delle Palme, il Venerdì Santo, a Pentecoste e nella celebrazioni dei Santi Martiri.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



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Titolo: "Stola diaconale avorio con croce stilizzata"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559021813
Prezzo: € 115.00

Descrizione:

Stola diaconale avorio in poliestere con delicato ricamo in oro e argento. Il ricamo rappresenta una croce i cui bracci culminano in una forma a punta. La parte interna in argento e il perimetro in oro sono separate da una bordatura dai toni bronzati che segue la forma della croce. La stola è arricchita da una frangia dorata.

La croce cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per l'esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo; è il simbolo di redenzione degli uomini. Per i cristiani la croce costituisce un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù, fasi inseparabili di una sola vicenda. Perciò la croce: è principalmente un simbolo di speranza e di "negazione delle immagini sbagliate di Dio"; è un ricordo dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza per amore.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La stola diaconale, simbolo di sacrificio e di generosità al servizio della comunità cristiana, è una fascia che va incrociata dalla spalla sinistra sul davanti al lato destro della vita dietro. La disciplina attuale prescrive il suo uso nella Messa, nei sacramenti e nei sacramentali e ogni volta che c'è un contatto con l'Eucarestia. Nel rito romano va indossata sotto la dalmatica.

Il BIANCO è uno dei colori più utilizzati nei paramenti liturgici e simboleggia risurrezione, gioia e purezza. Viene usato nel tempo di Natale, nel tempo di Pasqua, nelle celebrazioni del Signore, nelle celebrazioni della Vergine Maria e nelle celebrazioni dei santi non martiri.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



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Titolo: "Tunica color avorio con cappuccio per Prima Comunione - lunghezza 110 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559001075
Prezzo: € 62.10

Descrizione:

Tunica in poliestere avorio, interamente prodotta in Italia, da indossare il giorno della Prima Comunione. Si contraddistingue per una linea semplice ed essenziale, che non distoglie l'attenzione da quella che è la vera importanza di questo giorno, ossia la celebrazione del sacramento.
Il rigore della forma è stemperato dalla presenza del cappuccio, che la arricchiesce rispetto alle tuniche dal taglio più essenziale.

La misura della tunica NON corrisponde all'altezza del bambino/ragazzo, bensì alla lunghezza dalle spalle alle caviglie.

È consigliabile abbinare alla tunica un cingolo ed una croce in legno da collo, accessori non compresi nel prodotto, ma che possono essere acquistati a parte.

IMMERSI NEL PADRE, NEL FIGLIO, NELLO SPIRITO SANTO (papa Benedetto XVI)

La Prima Comunione è il momento in cui un fanciullo, o un adulto, si avvicina per la prima volta al sacramento dell'Eucaristia, è il primo incontro personale di un individuo con Gesù, la prima volta in cui riceve il corpo e il sangue di Cristo.

Non esiste una regola che stabilisca il giusto abbigliamento da indossare il giorno della celebrazione. È consigliabile un abito semplice e adeguato, solitamente rappresentato da una semplice tunica bianca, simbolo di purezza e semplicità, che ricorda la veste bianca del Battesimo, sacramento che sancisce l'entrata nella comunità cristiana e la rinascita alla vita nuova in Cristo.
La tunica può essere stretta in vita da un cingolo, un cordiglio che va utilizzato come una cintura, ed "impreziosita" da una semplice croce da indossare sopra. Preferibili quelle in legno, molto lineari, con laccio bianco.
Per le bambine è possibile indossare anche una coroncina floreale bianca.



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Titolo: "Tunica avorio con cappuccio per Prima Comunione - lunghezza 130 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559002201
Prezzo: € 38.00

Descrizione:

Tunica in poliestere avorio, interamente prodotta in Italia, da indossare il giorno della Prima Comunione. Si contraddistingue per una linea semplice ed essenziale, che non distoglie l'attenzione da quella che è la vera importanza di questo giorno, ossia la celebrazione del sacramento.
Il rigore della forma è stemperato dalla presenza del cappuccio, che la arricchiesce rispetto alle tuniche dal taglio più essenziale.

La misura della tunica NON corrisponde all'altezza del bambino/ragazzo, bensì alla lunghezza dalle spalle alle caviglie.

È consigliabile abbinare alla tunica un cingolo ed una croce in legno da collo, accessori non compresi nel prodotto, ma che possono essere acquistati a parte.

IMMERSI NEL PADRE, NEL FIGLIO, NELLO SPIRITO SANTO (papa Benedetto XVI)

La Prima Comunione è il momento in cui un fanciullo, o un adulto, si avvicina per la prima volta al sacramento dell'Eucaristia, è il primo incontro personale di un individuo con Gesù, la prima volta in cui riceve il corpo e il sangue di Cristo.

Non esiste una regola che stabilisca il giusto abbigliamento da indossare il giorno della celebrazione. È consigliabile un abito semplice e adeguato, solitamente rappresentato da una semplice tunica bianca, simbolo di purezza e semplicità, che ricorda la veste bianca del Battesimo, sacramento che sancisce l'entrata nella comunità cristiana e la rinascita alla vita nuova in Cristo.
La tunica può essere stretta in vita da un cingolo, un cordiglio che va utilizzato come una cintura, ed "impreziosita" da una semplice croce da indossare sopra. Preferibili quelle in legno, molto lineari, con laccio bianco.
Per le bambine è possibile indossare anche una coroncina floreale bianca.



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Titolo: "Tunica color avorio con cappuccio per Prima Comunione - lunghezza 145 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559001143
Prezzo: € 82.80

Descrizione:

Tunica in poliestere avorio, interamente prodotta in Italia, da indossare il giorno della Prima Comunione. Si contraddistingue per una linea semplice ed essenziale, che non distoglie l'attenzione da quella che è la vera importanza di questo giorno, ossia la celebrazione del sacramento.
Il rigore della forma è stemperato dalla presenza del cappuccio, che la arricchiesce rispetto alle tuniche dal taglio più essenziale.

La misura della tunica NON corrisponde all'altezza del bambino/ragazzo, bensì alla lunghezza dalle spalle alle caviglie.

È consigliabile abbinare alla tunica un cingolo ed una croce in legno da collo, accessori non compresi nel prodotto, ma che possono essere acquistati a parte.

IMMERSI NEL PADRE, NEL FIGLIO, NELLO SPIRITO SANTO (papa Benedetto XVI)

La Prima Comunione è il momento in cui un fanciullo, o un adulto, si avvicina per la prima volta al sacramento dell'Eucaristia, è il primo incontro personale di un individuo con Gesù, la prima volta in cui riceve il corpo e il sangue di Cristo.

Non esiste una regola che stabilisca il giusto abbigliamento da indossare il giorno della celebrazione. È consigliabile un abito semplice e adeguato, solitamente rappresentato da una semplice tunica bianca, simbolo di purezza e semplicità, che ricorda la veste bianca del Battesimo, sacramento che sancisce l'entrata nella comunità cristiana e la rinascita alla vita nuova in Cristo.
La tunica può essere stretta in vita da un cingolo, un cordiglio che va utilizzato come una cintura, ed "impreziosita" da una semplice croce da indossare sopra. Preferibili quelle in legno, molto lineari, con laccio bianco.
Per le bambine è possibile indossare anche una coroncina floreale bianca.



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Titolo: "Camice avorio con manica raglan e finto cappuccio - lunghezza 135 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559001327
Prezzo: € 69.00

Descrizione:

Camice avorio in tela di cotone e poliestere, prodotto e confezionato in Italia da un laboratorio specializzato in sartoria liturgica.
Provvisto di zip frontale che ne garantisce una facile indossabilità e manica con taglio raglan.

La misura del camice è da intendersi come la lunghezza dalle spalle alle caviglie.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

CAMICE: il camice, o alba (che nell'Alto Medioevo indicava la tunica clericale), è la veste bianca che indossano tutti coloro che officiano durante la liturgia cattolica. È una veste lunga con maniche lunghe che copre tutto il corpo dalle spalle alle caviglie. Indossando il camice si intende richiamare simbolicamente il battesimo, nel quale ogni cristiano riceve la nuova veste bianca, simbolo stesso della purezza di Cristo. Il camice è indossato non solo dal sacerdote celebrante, ma anche dai ministri e dai ministranti.

Composizione
Tela di cotone 35%, poliestere 65% 



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Titolo: "Camice avorio con manica raglan e finto cappuccio - lunghezza 165 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559001389
Prezzo: € 69.00

Descrizione:

Camice avorio in tela di cotone e poliestere, prodotto e confezionato in Italia da un laboratorio specializzato in sartoria liturgica.
Provvisto di zip frontale che ne garantisce una facile indossabilità e manica con taglio raglan.

La misura del camice è da intendersi come la lunghezza dalle spalle alle caviglie.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

CAMICE: il camice, o alba (che nell'Alto Medioevo indicava la tunica clericale), è la veste bianca che indossano tutti coloro che officiano durante la liturgia cattolica. È una veste lunga con maniche lunghe che copre tutto il corpo dalle spalle alle caviglie. Indossando il camice si intende richiamare simbolicamente il battesimo, nel quale ogni cristiano riceve la nuova veste bianca, simbolo stesso della purezza di Cristo. Il camice è indossato non solo dal sacerdote celebrante, ma anche dai ministri e dai ministranti.

Composizione
Tela di cotone 35%, poliestere 65% 



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Titolo: "Tunica rossa per chierichetto - lunghezza 110 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559000887
Prezzo: € 80.50

Descrizione:

Tunica rossa per chierichetto in poliestere e viscosa con bottoni, da abbinare ad una cotta bianca. L'abito talare composto da tunica e cotta rappresenta l'abbigliamento storicamente più tradizionale del chierichetto. L'immagine di questo prodotto è puramente rappresentativa: la cotta non è compresa, va acquistata a parte (vedere più sotto tra i prodotti correlati). 

La tunica è prodotta in Italia da un laboratorio specializzato in sartoria liturgica.
La misura della tunica NON corrisponde all'altezza del bambino/ragazzo, bensì alla lunghezza dalle spalle alle caviglie.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La cotta è un paramento liturgico (da non confondersi con il rocchetto) consistente in una veste bianca con scollo quadrato indossata dal clero e dai ministranti nelle celebrazioni.
A differenza del camice che copre tutto il corpo e arriva alle caviglie, la cotta è più corta e si ferma circa all'altezza delle ginocchia. Viene indossata sopra l'abito talare, e costituisce l'abito corale.



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Titolo: "Tunica rossa per chierichetto - lunghezza 120 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559000894
Prezzo: € 80.50

Descrizione:

Tunica rossa per chierichetto in poliestere e viscosa con bottoni, da abbinare ad una cotta bianca. L'abito talare composto da tunica e cotta rappresenta l'abbigliamento storicamente più tradizionale del chierichetto. L'immagine di questo prodotto è puramente rappresentativa: la cotta non è compresa, va acquistata a parte (vedere più sotto tra i prodotti correlati). 

La tunica è prodotta in Italia da un laboratorio specializzato in sartoria liturgica.
La misura della tunica NON corrisponde all'altezza del bambino/ragazzo, bensì alla lunghezza dalle spalle alle caviglie.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La cotta è un paramento liturgico (da non confondersi con il rocchetto) consistente in una veste bianca con scollo quadrato indossata dal clero e dai ministranti nelle celebrazioni.
A differenza del camice che copre tutto il corpo e arriva alle caviglie, la cotta è più corta e si ferma circa all'altezza delle ginocchia. Viene indossata sopra l'abito talare, e costituisce l'abito corale.



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Titolo: "Cotta con bordo rosso per chierichetto - taglia unica"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559000900
Prezzo: € 29.90

Descrizione:

Cottina in cotone bianco con bordo rosso per chierichetto, da abbinare ad una tunica rossa. L'abito talare composto da tunica e cotta rappresenta l'abbigliamento storicamente più tradizionale del chierichetto. L'immagine di questo prodotto è puramente rappresentativa: la tunica non è compresa, va acquistata a parte (vedere più sotto tra i prodotti correlati). 

La cotta è prodotta in Italia da un laboratorio specializzato in sartoria liturgica. Ha una taglia unica che va bene in abbinamento a tuniche di diverse lunghezze.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La cotta è un paramento liturgico (da non confondersi con il rocchetto) consistente in una veste bianca con scollo quadrato indossata dal clero e dai ministranti nelle celebrazioni.
A differenza del camice che copre tutto il corpo e arriva alle caviglie, la cotta è più corta e si ferma circa all'altezza delle ginocchia. Viene indossata sopra l'abito talare, e costituisce l'abito corale.



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Titolo: "Stola rossa con frangia e cordoniera con croce ricamata a macchina"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559000665
Prezzo: € 80.50

Descrizione:

Stola color rosso in tessuto poliestere 100%, ricamata a macchina. Il ricamo oro e argento è presente su entrambi i lembi della stola e rappresenta una bellissima croce. La stola è arricchita da una frangia dorata e da una cordoniera.

La croce cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per l'esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo; è il simbolo di redenzione degli uomini. Per i cristiani la croce costituisce un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù, fasi inseparabili di una sola vicenda. Perciò la croce: è principalmente un simbolo di speranza e di "negazione delle immagini sbagliate di Dio"; è un ricordo dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza per amore.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La stola è l'elemento distintivo proprio del ministro ordinato. Secondo la disciplina attuale il suo uso da parte dei presbiteri e dei vescovi è obbligatorio nella Messa, nei sacramenti e nei sacramentali e ogni volta che c'è un contatto con l'Eucarestia.
Essa va indossata sotto la casula, con cui deve concordare per colore, che varia in base al tempo liturgico, o sotto il piviale. Va infilata attorno al collo, e scende dritta dalle spalle sino alle gambe.  
La stola è simbolo dell'autorità sacerdotale, della dignità dell'uomo prima del peccato originale, del giogo dolce di Nostro Signore (gli obblighi sacerdotali).
Ricorda il Buon Pastore, poiché si porta sulle spalle come la pecorella smarrita, e le corde di Cristo trascinato al Calvario. Fa inoltre riferimento all'abito della festa che il Padre ha riservato al figliol prodigo una volta tornato a casa pentito.

Il ROSSO è il simbolo dell'amore e del martirio, per questa ragione viene utilizzato la domenica delle Palme, il Venerdì Santo, a Pentecoste e nella celebrazioni dei Santi Martiri.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



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Titolo: "Stola avorio economica con croce stilizzata e raggera"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559000689
Prezzo: € 38.00

Descrizione:

Stola economica color avorio in poliestere ricamata a macchina. Il decoro è presente su entrambi i lembi della stola e rappresenta una croce stilizzata dorata con sullo sfondo dei raggi solari.

La croce cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per l'esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo; è il simbolo di redenzione degli uomini. Per i cristiani la croce costituisce un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù, fasi inseparabili di una sola vicenda. Perciò la croce: è principalmente un simbolo di speranza e di "negazione delle immagini sbagliate di Dio"; è un ricordo dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza per amore.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La stola è l'elemento distintivo proprio del ministro ordinato. Secondo la disciplina attuale il suo uso da parte dei presbiteri e dei vescovi è obbligatorio nella Messa, nei sacramenti e nei sacramentali e ogni volta che c'è un contatto con l'Eucarestia.
Essa va indossata sotto la casula, con cui deve concordare per colore, che varia in base al tempo liturgico, o sotto il piviale. Va infilata attorno al collo, e scende dritta dalle spalle sino alle gambe.  
La stola è simbolo dell'autorità sacerdotale, della dignità dell'uomo prima del peccato originale, del giogo dolce di Nostro Signore (gli obblighi sacerdotali).
Ricorda il Buon Pastore, poiché si porta sulle spalle come la pecorella smarrita, e le corde di Cristo trascinato al Calvario. Fa inoltre riferimento all'abito della festa che il Padre ha riservato al figliol prodigo una volta tornato a casa pentito.

Il BIANCO è uno dei colori più utilizzati nei paramenti liturgici e simboleggia risurrezione, gioia e purezza. Viene usato nel tempo di Natale, nel tempo di Pasqua, nelle celebrazioni del Signore, nelle celebrazioni della Vergine Maria e nelle celebrazioni dei santi non martiri.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



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Titolo: "Stola rossa in raso con simboli eucaristici"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559000757
Prezzo: € 92.00

Descrizione:

Stola rossa in raso con bordo dorato e decoro policromo rappresentante un grappolo d'uva e dei fiori su un lembo e una croce stilizzata accompagnata da un'ostia sull'altro. La stola termina con una frangia dorata e presenta una piccola croce ricamata sul collo.

Il grappolo d'uva è spesso utilizzato in riferimento all'Eucaristia. Il succo che se ne ottiene con la spremitura è il vino che ogni domenica viene consacrato in sangue di Cristo dal sacerdote, in memoria dell'Ultima Cena di Gesù con i suoi Apostoli.

L'ostia rappresenta lo stesso Gesù Cristo presente come corpo in quello che esteriormente mantiene le caratteristiche del pane. Questo miracolo è chiamato transustanziazione, cioè cambiamento del pane "oltre la sostanza". 

La croce cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per l'esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo; è il simbolo di redenzione degli uomini. Per i cristiani la croce costituisce un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù, fasi inseparabili di una sola vicenda. Perciò la croce: è principalmente un simbolo di speranza e di "negazione delle immagini sbagliate di Dio"; è un ricordo dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza per amore.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La stola è l'elemento distintivo proprio del ministro ordinato. Secondo la disciplina attuale il suo uso da parte dei presbiteri e dei vescovi è obbligatorio nella Messa, nei sacramenti e nei sacramentali e ogni volta che c'è un contatto con l'Eucarestia.
Essa va indossata sotto la casula, con cui deve concordare per colore, che varia in base al tempo liturgico, o sotto il piviale. Va infilata attorno al collo, e scende dritta dalle spalle sino alle gambe.  
La stola è simbolo dell'autorità sacerdotale, della dignità dell'uomo prima del peccato originale, del giogo dolce di Nostro Signore (gli obblighi sacerdotali).
Ricorda il Buon Pastore, poiché si porta sulle spalle come la pecorella smarrita, e le corde di Cristo trascinato al Calvario. Fa inoltre riferimento all'abito della festa che il Padre ha riservato al figliol prodigo una volta tornato a casa pentito.

Il ROSSO è il simbolo dell'amore e del martirio, per questa ragione viene utilizzato la domenica delle Palme, il Venerdì Santo, a Pentecoste e nella celebrazioni dei Santi Martiri.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



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Titolo: "Stola rossa in seta con ricamo a grappoli d'uva"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559002454
Prezzo: € 161.00

Descrizione:

Stola in seta rossa con ricamo a macchina raffigurante uva e foglie di vite. Il tessuto lucido conferisce all'articolo finezza ed eleganza. I grappoli d'uva sono ricamati con precisione e perizia.

Il grappolo d'uva è spesso utilizzato in riferimento all'Eucaristia. Il succo che se ne ottiene con la spremitura è il vino che ogni domenica viene consacrato in sangue di Cristo dal sacerdote, in memoria dell'Ultima Cena di Gesù con i suoi Apostoli.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La stola è l'elemento distintivo proprio del ministro ordinato. Secondo la disciplina attuale il suo uso da parte dei presbiteri e dei vescovi è obbligatorio nella Messa, nei sacramenti e nei sacramentali e ogni volta che c'è un contatto con l'Eucarestia.
Essa va indossata sotto la casula, con cui deve concordare per colore, che varia in base al tempo liturgico, o sotto il piviale. Va infilata attorno al collo, e scende dritta dalle spalle sino alle gambe.  
La stola è simbolo dell'autorità sacerdotale, della dignità dell'uomo prima del peccato originale, del giogo dolce di Nostro Signore (gli obblighi sacerdotali).
Ricorda il Buon Pastore, poiché si porta sulle spalle come la pecorella smarrita, e le corde di Cristo trascinato al Calvario. Fa inoltre riferimento all'abito della festa che il Padre ha riservato al figliol prodigo una volta tornato a casa pentito.

Il ROSSO è il simbolo dell'amore e del martirio, per questa ragione viene utilizzato la domenica delle Palme, il Venerdì Santo, a Pentecoste e nella celebrazioni dei Santi Martiri.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



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Titolo: "Stola viola in seta con ricamo a grappoli d'uva"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559002478
Prezzo: € 161.00

Descrizione:

Stola in seta viola con ricamo a macchina raffigurante uva e foglie di vite. Il tessuto lucido conferisce all'articolo finezza ed eleganza. I grappoli d'uva sono ricamati con precisione e perizia.

Il grappolo d'uva è spesso utilizzato in riferimento all'Eucaristia. Il succo che se ne ottiene con la spremitura è il vino che ogni domenica viene consacrato in sangue di Cristo dal sacerdote, in memoria dell'Ultima Cena di Gesù con i suoi Apostoli.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La stola è l'elemento distintivo proprio del ministro ordinato. Secondo la disciplina attuale il suo uso da parte dei presbiteri e dei vescovi è obbligatorio nella Messa, nei sacramenti e nei sacramentali e ogni volta che c'è un contatto con l'Eucarestia.
Essa va indossata sotto la casula, con cui deve concordare per colore, che varia in base al tempo liturgico, o sotto il piviale. Va infilata attorno al collo, e scende dritta dalle spalle sino alle gambe.  
La stola è simbolo dell'autorità sacerdotale, della dignità dell'uomo prima del peccato originale, del giogo dolce di Nostro Signore (gli obblighi sacerdotali).
Ricorda il Buon Pastore, poiché si porta sulle spalle come la pecorella smarrita, e le corde di Cristo trascinato al Calvario. Fa inoltre riferimento all'abito della festa che il Padre ha riservato al figliol prodigo una volta tornato a casa pentito.

Il VIOLA è il colore della penitenza e simboleggia conversione, attesa e suffragio. Viene usato nel tempo di Avvento, nel tempo di Quaresima e nella liturgia dei defunti.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



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Titolo: "Stola rossa con ricamo "uva e spighe""
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559009026
Prezzo: € 85.40

Descrizione:

Stola sacerdotale di colore rosso acceso, che presenta decorazioni dorate lungo tutto il fronte e che, grazie al colore di sfondo, risultano particolarmente luminose e delicate. I ricami rappresentano la lettera "P", che simbolicamente rappresenta - abbreviandolo dal greco - l'appellativo di Gesù, decorato con l'immagine dell'uva e delle spighe; i particolari si caratterizzano per essere stati realizzati con precisione e cura a macchina su di un tessuto in poliestere molto resistente. Sul collo è ricamata una croce dorata.

Il grappolo d'uva è spesso utilizzato in riferimento all'Eucaristia. Il succo che se ne ottiene con la spremitura è il vino che ogni domenica viene consacrato in sangue di Cristo dal sacerdote, in memoria dell'Ultima Cena di Gesù con i suoi Apostoli.

La spiga di grano è uno dei simboli più utilizzati per la comunione. Come il pane e l'ostia, rappresenta il Corpo di Cristo che si è offerto in sacrificio per noi e che ci nutre di vita vera.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La stola è l'elemento distintivo proprio del ministro ordinato. Secondo la disciplina attuale il suo uso da parte dei presbiteri e dei vescovi è obbligatorio nella Messa, nei sacramenti e nei sacramentali e ogni volta che c'è un contatto con l'Eucarestia.
Essa va indossata sotto la casula, con cui deve concordare per colore, che varia in base al tempo liturgico, o sotto il piviale. Va infilata attorno al collo, e scende dritta dalle spalle sino alle gambe.  
La stola è simbolo dell'autorità sacerdotale, della dignità dell'uomo prima del peccato originale, del giogo dolce di Nostro Signore (gli obblighi sacerdotali).
Ricorda il Buon Pastore, poiché si porta sulle spalle come la pecorella smarrita, e le corde di Cristo trascinato al Calvario. Fa inoltre riferimento all'abito della festa che il Padre ha riservato al figliol prodigo una volta tornato a casa pentito.

Il ROSSO è il simbolo dell'amore e del martirio, per questa ragione viene utilizzato la domenica delle Palme, il Venerdì Santo, a Pentecoste e nella celebrazioni dei Santi Martiri.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



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Titolo: "Stola viola con croce dorata tripartita e stilizzata"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559012095
Prezzo: € 57.50

Descrizione:

Elegante stola viola, realizzata in tessuto 100% poliestere. Presenta come decorazione una grande croce dorata tripartita: il numero tre richiama la trinità, ma anche le tre croci presenti sul Golgota, luogo dell'estremo sacrificio di Cristo per l'umanità.

La stola viene confezionata da un laboratorio italiano con decennale esperienza nella realizzazione e lavorazione di paramenti sacri.

La croce cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per l'esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo; è il simbolo di redenzione degli uomini. Per i cristiani la croce costituisce un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù, fasi inseparabili di una sola vicenda. Perciò la croce: è principalmente un simbolo di speranza e di "negazione delle immagini sbagliate di Dio"; è un ricordo dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza per amore.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La stola è l'elemento distintivo proprio del ministro ordinato. Secondo la disciplina attuale il suo uso da parte dei presbiteri e dei vescovi è obbligatorio nella Messa, nei sacramenti e nei sacramentali e ogni volta che c'è un contatto con l'Eucarestia.
Essa va indossata sotto la casula, con cui deve concordare per colore, che varia in base al tempo liturgico, o sotto il piviale. Va infilata attorno al collo, e scende dritta dalle spalle sino alle gambe.  
La stola è simbolo dell'autorità sacerdotale, della dignità dell'uomo prima del peccato originale, del giogo dolce di Nostro Signore (gli obblighi sacerdotali).
Ricorda il Buon Pastore, poiché si porta sulle spalle come la pecorella smarrita, e le corde di Cristo trascinato al Calvario. Fa inoltre riferimento all'abito della festa che il Padre ha riservato al figliol prodigo una volta tornato a casa pentito.

Il VIOLA è il colore della penitenza e simboleggia conversione, attesa e suffragio. Viene usato nel tempo di Avvento, nel tempo di Quaresima e nella liturgia dei defunti.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



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Titolo: "Stola rossa con croce dorata tripartita e stilizzata"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559012101
Prezzo: € 57.50

Descrizione:

Elegante stola rossa, realizzata in tessuto 100% poliestere. Presenta come decorazione una grande croce dorata tripartita: il numero tre richiama la trinità, ma anche le tre croci presenti sul Golgota, luogo dell'estremo sacrificio di Cristo per l'umanità.

La stola viene confezionata da un laboratorio italiano con decennale esperienza nella realizzazione e lavorazione di paramenti sacri.

La croce cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per l'esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo; è il simbolo di redenzione degli uomini. Per i cristiani la croce costituisce un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù, fasi inseparabili di una sola vicenda. Perciò la croce: è principalmente un simbolo di speranza e di "negazione delle immagini sbagliate di Dio"; è un ricordo dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza per amore.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La stola è l'elemento distintivo proprio del ministro ordinato. Secondo la disciplina attuale il suo uso da parte dei presbiteri e dei vescovi è obbligatorio nella Messa, nei sacramenti e nei sacramentali e ogni volta che c'è un contatto con l'Eucarestia.
Essa va indossata sotto la casula, con cui deve concordare per colore, che varia in base al tempo liturgico, o sotto il piviale. Va infilata attorno al collo, e scende dritta dalle spalle sino alle gambe.  
La stola è simbolo dell'autorità sacerdotale, della dignità dell'uomo prima del peccato originale, del giogo dolce di Nostro Signore (gli obblighi sacerdotali).
Ricorda il Buon Pastore, poiché si porta sulle spalle come la pecorella smarrita, e le corde di Cristo trascinato al Calvario. Fa inoltre riferimento all'abito della festa che il Padre ha riservato al figliol prodigo una volta tornato a casa pentito.

Il ROSSO è il simbolo dell'amore e del martirio, per questa ragione viene utilizzato la domenica delle Palme, il Venerdì Santo, a Pentecoste e nella celebrazioni dei Santi Martiri.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



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Titolo: "Stola avorio con croce dorata tripartita e stilizzata"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559012118
Prezzo: € 57.50

Descrizione:

Elegante stola avorio, realizzata in tessuto 100% poliestere. Presenta come decorazione una grande croce dorata tripartita: il numero tre richiama la trinità, ma anche le tre croci presenti sul Golgota, luogo dell'estremo sacrificio di Cristo per l'umanità.

La stola viene confezionata da un laboratorio italiano con decennale esperienza nella realizzazione e lavorazione di paramenti sacri.

La croce cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per l'esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo; è il simbolo di redenzione degli uomini. Per i cristiani la croce costituisce un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù, fasi inseparabili di una sola vicenda. Perciò la croce: è principalmente un simbolo di speranza e di "negazione delle immagini sbagliate di Dio"; è un ricordo dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza per amore.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La stola è l'elemento distintivo proprio del ministro ordinato. Secondo la disciplina attuale il suo uso da parte dei presbiteri e dei vescovi è obbligatorio nella Messa, nei sacramenti e nei sacramentali e ogni volta che c'è un contatto con l'Eucarestia.
Essa va indossata sotto la casula, con cui deve concordare per colore, che varia in base al tempo liturgico, o sotto il piviale. Va infilata attorno al collo, e scende dritta dalle spalle sino alle gambe.  
La stola è simbolo dell'autorità sacerdotale, della dignità dell'uomo prima del peccato originale, del giogo dolce di Nostro Signore (gli obblighi sacerdotali).
Ricorda il Buon Pastore, poiché si porta sulle spalle come la pecorella smarrita, e le corde di Cristo trascinato al Calvario. Fa inoltre riferimento all'abito della festa che il Padre ha riservato al figliol prodigo una volta tornato a casa pentito.

Il BIANCO è uno dei colori più utilizzati nei paramenti liturgici e simboleggia risurrezione, gioia e purezza. Viene usato nel tempo di Natale, nel tempo di Pasqua, nelle celebrazioni del Signore, nelle celebrazioni della Vergine Maria e nelle celebrazioni dei santi non martiri.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



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Titolo: "Stola rossa con ricamo a croce greca e pesci stilizzati"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559012231
Prezzo: € 55.20

Descrizione:

Stola rossa in poliestere con ricamo nella parte inferiore delle bande raffigurante una croce greca argentata e due pesci stilizzati dorati, il tutto racchiuso in un ottagono, simbolo della resurrezione e della vita eterna. Sul collo è presente il ricamo di una croce dorata.

La croce cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per l'esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo; è il simbolo di redenzione degli uomini. Per i cristiani la croce costituisce un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù, fasi inseparabili di una sola vicenda. Perciò la croce: è principalmente un simbolo di speranza e di "negazione delle immagini sbagliate di Dio"; è un ricordo dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza per amore.

Il pesce è uno dei primi simboli del cristianesimo. Le iniziali greche della parola pesce, se scritte in maiuscolo formano un acronimo che sta per "Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore". Per questo motivo, quando dichiararsi cristiano era pericoloso a causa delle persecuzioni, si usava contrassegnare i luoghi di ritrovo e le catacombe cristiane con il simbolo del pesce.
Secondo una storia antica, quando un cristiano incontrava uno sconosciuto, il Cristiano tracciava un arco per terra e se lo straniero completava il disegno con un arco opposto a formare un pesce stilizzato, si identificava anche lui come Cristiano.

Il pesce torna più volte anche nei Vangeli, dove Gesù chiama i suoi discepoli "pescatori di uomini". Senza dubbio, però, il riferimento più conosciuto è quello del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, l'unico miracolo, Resurrezione a parte, raccontato da tutti e quattro gli evangelisti, seppur con qualche differenza, fatto che ne denota l'importanza.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La stola è l'elemento distintivo proprio del ministro ordinato. Secondo la disciplina attuale il suo uso da parte dei presbiteri e dei vescovi è obbligatorio nella Messa, nei sacramenti e nei sacramentali e ogni volta che c'è un contatto con l'Eucarestia.
Essa va indossata sotto la casula, con cui deve concordare per colore, che varia in base al tempo liturgico, o sotto il piviale. Va infilata attorno al collo, e scende dritta dalle spalle sino alle gambe.  
La stola è simbolo dell'autorità sacerdotale, della dignità dell'uomo prima del peccato originale, del giogo dolce di Nostro Signore (gli obblighi sacerdotali).
Ricorda il Buon Pastore, poiché si porta sulle spalle come la pecorella smarrita, e le corde di Cristo trascinato al Calvario. Fa inoltre riferimento all'abito della festa che il Padre ha riservato al figliol prodigo una volta tornato a casa pentito.

Il ROSSO è il simbolo dell'amore e del martirio, per questa ragione viene utilizzato la domenica delle Palme, il Venerdì Santo, a Pentecoste e nella celebrazioni dei Santi Martiri.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



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