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Titolo: "Il quarto libro dei ritratti di santi"
Editore: Jaca Book
Autore: Sicari Antonio
Pagine: 192
Ean: 9788816302754
Prezzo: € 14.00

Descrizione:

"Io conosco un pianeta su cui c’è un certo Signor Chermisi; non ha mai respirato un fiore; non ha mai guardato una stella, non ha mai voluto bene a nessuno, non fa altro che addizioni tutto il giorno, e tutto il giorno ripete: Io sono un uomo serio. E si gonfia di orgoglio. Ma non è un uomo, è un fungo!".
Questa accorata confidenza del Piccolo Principe di Saint-Exupéry mi è tornata in mente nel dare alla stampa questo quarto libro dei Ritratti di santi.

Nel pianeta cristiano bisognerebbe anzitutto imparare a cercare i Santi, imitando Frate Leone che tenta di rintracciare il Poverello d’Assisi: "al lume della luna, il va cercando pienamente per la selva: e finalmente egli udì la voce di santo Francesco e, appressandosi, il vide stare ginocchioni in orazione con la faccia e le mani levate al cielo, ed in fervore di spirito si decea: ‘Chi se’ tu, o dolcissimo Iddio mio? Che sono io, vilissimo vermine e disutile servo tuo?'".(Fioretti).

PREFAZIONE
di P. Antonio Maria Sicari 

«Io conosco un pianeta su cui c'è un certo Signor Chermisi; non ha mai respirato un fiore; non ha mai guardato una stella, non ha mai voluto bene a nessuno, non fa altro che addizioni tutto il giorno, e tutto il giorno ripete: Io sono un uomo serio. E si gonfia di orgoglio. Ma non è un uomo, è un fungo!».

Questa accorata confidenza del Piccolo Principe di Saint-Exupéry mi è tornata in mente nel dare alla stampa questo Quarto libro dei Ritratti di Santi.

Nel pianeta cristiano bisognerebbe anzitutto imparare a cercare i Santi, imitando Frate Leone che tenta di rintracciare il Poverello d'Assisi: «al lume della luna, il va cercando pianamente per la selva: e finalmente egli udì la voce di santo Francesco e, appressandosi, il vide stare ginocchioni in orazione con la faccia e le mani levate al cielo, ed in fervore di spirito si diceva: 'Chi se' tu, o dolcissimo Iddio mio? Che sono io, vilissimo vermine e disutile servo tuo?'» (Fioretti).

Tutta la bellezza del pianeta cristiano si manifesta nei Santi; e santi sono coloro che si nascondono nella selva (sempre nascosti nella Carità, anche quando intraprendono «opere e opere» a favore dei loro fratelli) per intrattenersi con Dio, in quel dialogo che ogni volta riporta il mondo alla originaria purezza della creazione.

 

ESTRATTO DAL PRIMO CAPITOLO

«Io, Chiara, pianticella del nostro Santo Padre Francesco...», così amava definirsi la nostra Santa di Assisi.

L'immagine risale forse al fatto che la madre di lei portava il nome di Ortolana e perciò si diceva che Chiara era stata da lei coltivata «come una piantina fruttifera nel giardino della Chiesa».

Certo fu Francesco a farla crescere e maturare, quando ella, diciottenne, si rifugiò da lui per chiedergli di consacrarla al Signore; ma è indubbio che Chiara assorbì la prima linfa dalla madre, donna di eccezionale forza e dolcezza.

In quegli anni di ferro, quando anche un breve viaggio era assai rischioso, ella aveva avuto il coraggio di attraversare il mare, per recarsi pellegrina in Terra Santa. E già era stata a Roma, a venerare la tomba degli Apostoli, e al Santuario di san Michele, sul Gargano.

E i racconti della madre dovettero essere il primo nutrimento di quella bambina.

Messer Ranieri di Bernardo che, in qualità di parente, conobbe da vicino Chiara fanciulla, testimonierà al processo di canonizzazione che la bambina, «quando stava a sedere con quelli di casa, voleva sempre parlare delle cose di Dio».



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Titolo: "Il quinto libro dei ritratti di santi"
Editore: Jaca Book
Autore: Sicari Antonio
Pagine: 224
Ean: 9788816303133
Prezzo: € 15.00

Descrizione:

Sono grandi cristiani di diversi momenti e luoghi della storia e della vita della Chiesa indicati ai fedeli e al mondo come testimoni della fede vissuta con intensità e in circostanze diverse. La comunione dei santi è, in un certo senso, il possesso diretto che noi cristiani abbiamo di tutti i santi di tutti i secoli. Questo passo di Péguy, ricordato dall’autore nella prefazione al suo volume, è la migliore presentazione del tentativo perseguito di fare teologia raccontando ed esponendo le vite dei santi. Apparentemente non vi è ordine nella sua scelta.

Accanto al grande Agostino viene presentata l’umile figura di Vittoria Rasoamanarivo che svolse un ruolo significativo nell’evangelizzazione del Madagascar; il peso di una altro grande vescovo riformatore come san Franceso di Sales è bilanciato dalle figure semplici di Teresa Margherita Redi, un’umile suora che si distinse per la sua generosità nell’assistenza alle consorelle nel carmelo, e di Zelia e Luigi Martin, la mamma e il papà di santa Teresina, che sembrano tirati sugli altari dalla gloria della figlia.

Il quadro è poi completato dal ritratto di tre sacerdoti moderni quali Daniele Comboni, Luigi Orione e Tito Brandsma. Il denominatore comune è allora la comunione dei santi, lo sguardo portato nella bellezza e ricchezza della Gerusalemme celeste, dove i santi sono alla presenza di Dio e seguono l’Agnello dovunque egli vada. Ai nostri tempi, lamentano tanti, è venuta meno la considerazione dei Novissimi. Attraverso la contemplazione delle vicende di questi santi, Antonio Sicari offre l’immagine di una Chiesa più grande, di una comunione dei fedeli già raccolta nell'adorazione del Signore.

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

SANT'AGOSTINO
(354-430)

Aveva ricevuto il Battesimo all'età di quasi trentatré anni, dopo una travagliata e lunga ricerca di quella Verità che è Cristo; ricerca che lo aveva condotto dalle coste dell'Africa, dove era nato, a Roma e poi a Milano.

E aveva ormai raggiunto la fama, per l'intelligenza geniale, l'eloquenza affascinante, l'attività scientifica a tutto campo: stava addirittura scrivendo una specie di enciclopedia su tutte le arti liberali del tempo (grammatica, dialettica, retorica, musica, aritmetica, geometria, filosofia).

Ma ora, battezzato già da quattro anni, pensava che tutte quelle scienze, da sole, non fossero altro che «puerilità», perciò aveva fondato con alcuni amici una specie di «monastero laico» dove potersi dedicare alla riflessione filosofica e teologica, allo studio delle Sacre Scritture, alla conversazione colta e profonda, e alla preghiera: i libri erano comunque la sua passione; lo scrivere e il dialogare erano il compito che gli urgeva dentro, al fine di approfondire quella fede che un tempo aveva combattuto e che ora lo possedeva completamente.

E fu allora che lo costrinsero a diventare prete.

Era una domenica dell'anno 391: l'anziano Vescovo di Ippona—città marittima dell'antica Numidia—spiegava in cattedra- le ai fedeli che c'era bisogno di un sacerdote che lo aiutasse; da solo egli non poteva resistere ai pagani ancora aggressivi e agli eretici che costruivano contro di lui vigorose comunità anticattoliche.

La gente era scossa e l'emozione nella Basilica cresceva. In mezzo alla folla era presente Agostino, giovane uomo di trentasette anni, che era venuto in quella città occasionalmente, solo per incontrare un amico. Ma la sua fama l'aveva preceduto.

All'improvviso egli si trovò letteralmente afferrato dai vicini.

Narra l'antico biografo: «S'impadronirono di lui e lo portarono al vescovo perché lo ordinasse: tutti con unanime consenso e desiderio chiedevano che così si facesse, ripetutamente, con grande ardore e alte grida. Egli piangeva dirottamente... Ma infine si compì il loro desiderio».

«Fui preso con la violenza e fatto sacerdote», racconterà poi Agostino, aggiungendo una nota di colore: egli piangeva perché non si sentiva degno di quell'ufficio che gli cadeva addosso in maniera tanto subitanea; i suol «aggressori» invece pensavano che piangesse di delusione perché lo facevano soltanto semplice prete; lo consolavano, perciò, dicendogli che per diventare vescovo il passo era breve, tanto più che il loro Pastore, Valerio, era già tanto vecchio!

«Così si usava allora», commenta il biografo; e infatti avventure simili toccarono ad altri cristiani che sarebbero poi divenuti «Padri della Chiesa». Anche Ambrogio era diventato vescovo di Milano allo stesso modo.

Forse un tale metodo per reclutare vocazioni non ci sembra oggi molto rispettoso della libertà del «chiamato», ma serve almeno a sottolineare che la vocazione non è un vago sentimento soggettivo, ma una necessità della Chiesa che si fa voce e grido. Certamente, anche allora, toccava al vescovo decidere—non alla comunità!—ma il popolo di Dio sapeva all'occasione premere perché sui suoi figli e «si offrissero»; e questi figli così «costretti» alla Sacra Ordinazione, diventavano spessissimo padri, dottori e santi.

Essi rispondevano con lo stesso impeto con il quale erano stati chiamati, perché si sentivano «scelti» da Dio e dalla Chiesa, non per una riflessione emotiva su se stessi, ma per l'evidenza degli avvenimenti.

Comunque, la prima reazione di Agostino fu di costernazione: da un lato i suoi progetti monastici sembravano completamente spazzati via, dall'altro si sentiva incapace per quel compito che riteneva «difficile, laborioso e pericoloso», anche se sapeva—come ogni vero e buon cristiano—che quello era «lo stato più felice agli occhi di Dio».

Non passeranno quattro anni che sarà eletto vescovo della città e sarà conosciuto in tutta la Chiesa a quel tempo e in ogni tempo.

Diverrà Agostino di Ippona, uno dei più grandi Santi e Maestri del popolo cristiano.

Ma ora dobbiamo tornare indietro, a narrare di quei primi trentatré anni di vita, lungo i quali Dio se lo era a lungo preparato.

Agostino nacque a Tagaste, in Numidia (l'attuale Algeria) nel 354 d.C. Era africano di origine e romano dí cultura; apparteneva a una famiglia del ceto medio, stimata, ma non ricca.

Il padre, Patrizio, membro del consiglio municipale e piccolo possidente, era di cuore buono, anche se impetuoso e molto facile all'ira. Non era cristiano, e la sua moralità coniugale lasciava alquanto a desiderare.

D'altra parte, le grandi città della regione erano in gran parte pagane, e il culto agli dei veniva ostentato con forme che tendevano ai più lascivi baccanali.

Anche se il cristianesimo era stato ufficialmente accolto e difeso dagli imperatori, il paganesimo veniva potentemente trasmesso dalle scuole, dai libri, dai monumenti, sui palcoscenici, negli anfiteatri, nei circhi, e in tutta la concezione della vita.

E stava per scoppiare —proprio durante l'infanzia di Agostino— l'ultima persecuzione, quella di Giuliano l'Apostata, che avrebbe tentato di far rinascere l'antica religione e di stroncare il cristianesimo con molteplici forme di aggressione economica e culturale.



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Titolo: "Il terzo libro dei ritratti di santi"
Editore: Jaca Book
Autore: Sicari Antonio
Pagine: 160
Ean: 9788816302440
Prezzo: € 13.00

Descrizione:

Da alcuni anni padre Antonio Sicari racconta vite di santi. Il volume, che qui presentiamo, è il terzo di una serie che, rispondendo alle aspettative dei lettori è già arrivata al nono titolo. Ma padre Sicari non ha abbandonato la teologia per la storia della Chiesa o per un più accattivante genere biografico. I suoi ritratti sono come lordito di ununica trama, come i sentieri molteplici che si dipartono e nello stesso tempo portano al cuore aperto di Cristo. Questo intreccio di vite forma e sostiene la Chiesa, il corpo nel quale avviene lincontro tra Dio e la sua creatura in continuazione di quellevento che noi chiamiamo incarnazione. In questo senso i Ritratti di santi di padre Sicari sono opera di teologia viva, sono il racconto di come Cristo si è avvicinato ad un uomo per condurlo al Padre e di come la Chiesa ha colto e proposto questo incontro come esemplare per il cristiano. "Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi?". Un po del calore che provarono i discepoli di Emmaus emana anche dalle pagine di questo volume che ricrea latmosfera per lasciarsi prendere dallamore di Cristo.



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Titolo: "L'undicesimo libro dei Ritratti di Santi"
Editore: Jaca Book
Autore: Sicari Antonio Maria
Pagine: 200
Ean: 9788816304697
Prezzo: € 14.00

Descrizione:

P. Antonio Maria Sicari ci dona questo Undicesimo libro dei Ritratti di Santi, da lui scritto non per «insistenza professionale», ma perché i Ritratti segnano le tappe di un «itinerario quaresimale» che viene celebrato ormai da ventidue anni. E sono molte le comunità cristiane che lo seguono con desiderio di conoscere sempre nuovi profili di amici di Dio. Il volume si apre con il lungo ritratto dedicato alla vocazione e alla missione di san Paolo, l’Apostolo delle genti, nel secondo millennio dalla nascita. L’autore si sofferma poi sull’immensa «opera contemplativa» compiuta da santa Giovanna Francesca di Chantal, nella Francia lacerata dalle guerre di religione. Delinea due profili di «santi della carità» (il veronese san Giovanni Calabria e il tedesco-russo servo di Dio Friedrich Joseph Haass), diversissimi tra loro ma accesi dalla stessa passione per l’ecumenismo della misericordia e della santità. Racconta due appassionanti e gloriose vicende di martirio, una nella Germania nazista (il beato Franz Jägerstätter) e una nel Vietnam comunista (il servo di Dio F.-X. Nguyen Van Thuan): un giovane padre di famiglia e un vescovo, segnati dalla stessa irremovibile dedizione a Cristo e alla sua Chiesa. E «sorprende» col lungo ritratto di una «venerabile» di sei anni e mezzo: la piccola Nennolina (Antonietta Meo), che si abbracciò alla Croce di Gesù così intimamente e con tanto cuore da maturare anche nell’intelligenza della fede: una «prodigiosa esistenza teologica», realizzata da quel Padre celeste che «si compiace di rivelarsi ai piccoli». Infine ci restituisce il volto luminoso di Giovanni Paolo I, il Papa chiamato a mostrare, sia pure fugacemente, la dolcezza del cuore della Chiesa, quando ella si sofferma sul suo compito originario, quello di essere madre ed educatrice dell’umanità. In soli trentatré giorni di pontificato, Papa Luciani ci ha mostrato il sorriso della santità: la santità che sorride e il sorriso che ci fa santi. Così continua l’itinerario alla scoperta del volto di Cristo, che si riflette in quello di tutti i suoi santi, senza che mai si possa esaurirne l’Unica Bellezza.



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Titolo: "Il decimo libro dei ritratti di santi"
Editore: Jaca Book
Autore: Sicari Antonio M.
Pagine: 182
Ean: 9788816304468
Prezzo: € 14.00

Descrizione:

Un lavoro fatto che ricostruisce la materia delle vite dei Santi in maniera che il racconto sia intriso di teologia e la ricerca storica illumini non soltanto le vicende del passato, ma anche i problemi e le speranze del nostro presente. In questo decimo volume di "Ritratti", troviamo una rapida incursione nel lontano Medioevo (motivata dal desiderio di far conoscere ai più giovani sant'Alberto Magno, il Santo Dottore di Colonia, patrono dell'ultima Giornata Mondiale della Gioventù). Tutti gli altri santi appartengono invece agli ultimi due secoli della nostra storia. Un particolare risalto hanno i ritratti di Paolo VI e Giovanni Paolo II, che hanno ostinatamente insegnato e vissuto l'insegnamento conciliare della "chiamata universale alla santità". Ed è stata volutamente inserita anche una recentissima vicenda di martirio (quello di Annalena Tonelli), che la Chiesa non ha ancora proclamato santa, ma che già è ricordata nel "martirologio della Chiesa contemporanea". Un profilo di Maria Santissima corona questo decimo volume, ma si colloca idealmente al vertice dei cento ritratti che l'autore ha delineato in un ventennio di appassionante lavoro.



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Titolo: "Il secondo grande libro dei ritratti di santi"
Editore: Jaca Book
Autore: Sicari Antonio M.
Pagine: 956
Ean: 9788816304338
Prezzo: € 53.00

Descrizione:

Nei ritratti di santi di padre Sicari il termine pittorico, inusitato in campo teologico, fa riferimento all'intenzione di presentare delle figure complete, né stilizzate né esangui, ma vive di passione umana e cristiana, di desiderio di soprannaturale, ma anche di fame e sete di giustizia, di amore di Dio e di solidarietà per ogni fratello che, nonostante il volto sfigurato, è colui per il quale Cristo è morto. I santi di Sicari non sono solo dei racconti biografici accurati oppure delle ricostruzioni di un'epoca o di un pensiero, ma spiegazione del Vangelo, riproposizione dell'annuncio attraverso la testimonianza di discepoli che sul Vangelo di Cristo hanno cercato di conformare la loro vita, e invito alla sequela. In quest'ottica si comprende il passaggio apparentemente ingiustificato da un'epoca all'altra della storia cristiana, da Agostino fino ai nostri giorni. I ritratti antichi, medievali, moderni e contemporanei sono altrettante tessere dell'unico volto di Cristo, spiegazioni vive del Vangelo che la Chiesa, che è comunione di santi, è chiamata a vivere in ogni tempo.



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Titolo: "L'ottavo libro dei ritratti di santi"
Editore: Jaca Book
Autore: Sicari Antonio M.
Pagine: 159
Ean: 9788816304093
Prezzo: € 13.00

Descrizione:Antonio Maria Sicari racconta le storie dei santi, che diventano tutte delle pennellate con le quali egli contorna e abbellisce l'unico volto di Cristo. I santi raccontati in questo volume portano i nomi di Bernardo di Clairvaux, Benardino da Siena, Caterina da Genova, Carlo Borromeo, Giacomo Cusmano, Paolina Visintainer, Armida Barelli, Maria Maravillas di Gesù, Josemaría Escrivà, Pino Puglisi. I due fuochi della narrazione sono collocati nel Medioevo e nel ventesimo secolo, collegati da due figure diverse ma complementari come santa Caterina da Genova e san Carlo Borromeo.

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Titolo: "Il settimo libro dei ritratti di santi"
Editore: Jaca Book
Autore: Sicari Antonio
Pagine: 176
Ean: 9788816303881
Prezzo: € 13.00

Descrizione:I libri di padre Sicari sui santi ripropongono la scommessa di Pascal nel campo della storia: nei momenti più difficili, quando la voce del Vangelo sembra sovrastata e ridotta al silenzio, nuovi testimoni sorgono a riproporre in modo convincente la parola di Gesù. Il settimo volume presenta alcune figure di santi che si sono distinti in due epoche storiche, la controriforma e l’inizio della rivoluzione industriale, particolarmente difficili per la vita cristiana. Nel passaggio dal Cinquecento al Seicento antiche verità si sfaldano, l’ordine sociale è sovvertito, la Chiesa cattolica sembra vicina al tracollo. Girolamo Emiliani, Francesco Saverio, Pietro Claver osano invece sperare nella forze del Vangelo e nella sua capacità di affrontare situazioni in apparenza disperate. Per la loro fede essi ottengono grandi risultati nel campo dell’educazione, nella vita sociale, nella diffusione del Vangelo. Ancora più complessa è la crisi dell’Ottocento. Gli illuministi hanno già decretato la fine della Chiesa, nelle nuove forme di produzione non sembra esserci più spazio per la carità. Elisabetta Canori Mora, Margherita, mamma di don Bosco, Domenico Savio, Ermanno Cohen e Charles de Foucauld non credono ai profeti di sventura. Con la loro vita essi testimoniano che il Vangelo è vivo e operante anche in epoca moderna. All’inizio e alla fine due personalità straordinarie: Domenico de Guzmán e Giovanni XXIII. Il fondatore dei Domenicani è chiamato dottore della verità, il pontefice del Vaticano II il papa buono. Due attributi, la verità e la bontà, così profondamente umani e così profondamente cristiani.

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Titolo: "Il sesto libro dei ritratti di santi"
Editore: Jaca Book
Autore: Sicari Antonio
Pagine: 176
Ean: 9788816303652
Prezzo: € 14.00

Descrizione:Il viaggio di Antonio Sicari attraverso la schiera dei santi disposti a corona intorno al trono di Dio acquista consistenza e sempre più evidente diventa il progetto dell’autore: mostrare la gloria di Dio nella vita dei discepoli che, illuminati e guidati dallo Spirito, hanno seguito le orme del Maestro. Il presente volume si divide in due parti: la prima è un percorso attraverso la tradizione. Ambrogio, Benedetto, Brigida di Svezia e Alfonso Maria de Liguori sono santi dell’agire cristiano. In epoche di crisi essi hanno mostrato che il cristianesimo può essere "norma di vita", guida per dare un’impronta più autentica alla storia cristiana. I pastorelli di Fatima, santa Faustina Kowalska, Madeleine Delbrêl e padre Pio, delineati nella seconda parte, sono piuttosto un richiamo. Nel tempo dalla transizione che portava alla fine dell’epoca moderna, con la loro vita e i loro messaggi essi hanno trasmesso il richiamo di Dio e hanno dato, per così dire, dimensioni più ampie alla storia dell’uomo. Questa non è circoscritta alla terra, ma si apre al mondo di quel dio che è venuto sulla terra proprio per riprendere i fili della sua comunione con gli uomini.

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