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Libri - Evagrio Pontico



Titolo: "Sui pensieri riflessioni definizioni"
Editore:
Autore: Evagrio Pontico
Pagine:
Ean: 9788831182379
Prezzo: € 14.00

Descrizione:Gli insegnamenti spirituali di un Padre del deserto monaco, asceta e teologo: i vizi capitali, il modello di vita spirituale, le malattie dell'anima. Sui pensieri. Come e dove si generano nella mente i pensieri maligni? Evagrio Pontico, monaco del deserto egiziano vissuto nel IV sec. A C., parla di "spiriti maligni" e li riconduce a sette peccati capitali: gola, avarizia, vanagloria e lussuria, ira, tristezza e superbia. Due sono i demoni che ispirano tali pensieri: il "demone vagabondo", origine di alcune fantasie oniriche, e "demone dell'insensibilità", che genera disaffezione dell'anima verso i precetti di Dio, dai quali si può guarire con la pratica della carità.Riflessioni: Evagrio sintetizza il suo modello di vita spirituale in cui vita attiva e vita contemplativa, teoria e pratica, preghiera e contemplazione si compenetrano a vicendaDefinizioni: lo scritto è dedicato alla definizione delle malattie dell'anima razionale mutuando tale elenco dai morbi descritti nel Levitico e da altri libri dell'Antico Testamento.

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Titolo: "Antirretico. Contraddire il diavolo con le parole della Scrittura"
Editore: Fede & Cultura
Autore: Evagrio Pontico, Rossetti Lorenzo
Pagine:
Ean: 9788864090306
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

La "contraddizione" (in greco antirrhesis) era un concreto ed efficace metodo di combattimento spirituale usato dai Padri per contrastare le insinuazioni e le suggestioni del maligno, attraverso le parole tratte dalla Sacra Scrittura. La versione italiana dell'Antirrhetikos di Evagrio Pontico ( 399), rielaborata e semplificata, aiuta a riscoprire questa potente arma spirituale. La trattazione segue la suddivisione degli otto vizi: gola, fornicazione, avarizia, tristezza, ira, accidia, vanagloria e superbia. Avendo così nello sfondo l'antropologia filiale e il quadro delle principali virtù, viene così proposto un armamentario biblico per tutti coloro che vogliono affrontare "il buon combattimento della fede". Il Signore Gesù continua nei Suoi la lotta contro l'Avversario: chi fosse desideroso di unirsi a Lui, troverà qui un compendio di frasi della Scrittura da "ruminare" e memorizzare per poter controbattere alla tentazione nel momento della prova.



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Titolo: "La Paternità spirituale. Il vero gnostico nel pensiero di Evagrio"
Editore: Qiqajon Edizioni
Autore: Bunge Gabriel
Pagine: 152
Ean: 9788882272944
Prezzo: € 11.50

Descrizione:Lavoro di uno specialista estremamente competente, ma anche opera di un uomo di fede profonda e di assidua preghiera, questo saggio sulla paternità spirituale nel pensiero di Evagrio Pontico ci porta a cogliere il senso autentico di ogni paternità: dare la vita, offrire a un altro lo spazio perché sia se stesso, nella libertà. E senso della vera figliolanza è la libera accoglienza di se stesso come essere-in-relazione. Questo lucido esame delle fonti del monachesimo orientale ci aiuta a scoprire le radici dei nostri attuali malesseri occidentali, ma ci indica anche la direzione per uscirne: non limitarsi al rimpianto o allo studio, ma impegnarsi a vivere con umiltà e serietà.Seconda edizione interamente rifatta e ampliata

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Titolo: "A Eulogio. Testo greco a fronte"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Evagrio Pontico
Pagine: 152
Ean: 9788821556654
Prezzo: € 13.00

Descrizione:Evagrio ha scritto per il monaco Eulogio due opere: Sulla confessione dei pensieri e consigli di vita e I vizi opposti alle virtù. Per la prima volta le due opere scritte da Evagrio per il monaco Eulogio vengono tradotte in italiano. La Traduzione è realizzata sulla base della recensio longior di entrambe, che si fornisce nel testo greco a fronte e che rappresenta l'altra importante novità di questo studio in quanto migliora la conoscenza diretta dei testi evagriani a partire dall'analisi di una più ampia tradizione manoscritta. Nei due trattati si intrecciano i temi fondamentali della vita monastica: il lavoro manuale, la preghiera, l'astinenza, l'ubbidienza, la pazienza, l'umiltà e quelli più cari alla sua ricerca morale e ascetica dell'analisi dei pensieri, del confronto con le passioni, delle relazioni che intercorrono tra vizio e virtù. Al centro l'esperienza del deserto come luogo di consapevolezza e dominio di sé. Evagrio, originario del Ponto, dove era nato verso il 345, fu ordinato lettore da Basilio e, dopo la sua morte, diacono da Gregorio di Nazianzo, che seguì a Costantinopoli, quando questi fu nominato vescovo. Dopo un passaggio a Gerusalemme, indossò l'abito monacale e andò a vivere in Egitto, facendosi umile discepolo dei padri del deserto. Stette per due anni sui monti di Nitria (383-385) e quattordici alle Celle, fino al 399, anno della sua morte. Di questa sua esperienza egli ci ha lasciato diverse opere di carattere dottrinale e ascetico che abbracciano e hanno per fine tutto il mondo del deserto e che, per l'approfondimento spirituale e lo scavo psicologico, ne fanno «il primo teorico del monachesimo» (L. Regnault). Lucio Coco (1961), studioso di letteratura cristiana antica, ha curato tra l'altro l'edizione integrale dei Detti dei padri del deserto. Serie alfabetica (Piemme, 1997), e la prima edizione del Meterikón. Detti delle madri del deserto (Mondadori, 2002). Ha dedicato inoltre particolare interesse alla storia della medicina greca, approntando l'edizione degli Aforismi di Ippocrate (Sellerio, 1999) e, sul tema della depressione, della lettera A Stagirio tormentato da un demone di Giovanni Crisostomo (Città Nuova, 2002). Di recente ha pubblicato una raccolta di testi sul tema della lettura e del libro nei Padri della Chiesa (L'atto del leggere, Qiqajon, 2004) e sulla pratica della lectio spiritualis (La lettura spirituale, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2005).

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Titolo: "Sui pensieri. Istruzioni per praticare la custodia del cuore e della mente nel cammino spirituale"
Editore: Appunti di Viaggio
Autore: Evagrio Pontico
Pagine: 157
Ean: 9788887164602
Prezzo: € 16.00

Descrizione:

"Secondo la testimonianza di Filone Alessandrino, gli antichi monaci erano in effetti dei terapeuti. Il loro ruolo, prima di condurre all'illuminazione, era di guarire la natura, di metterla nelle migliori condizioni per poter ricevere la grazia, poiché la grazia non contraddice la natura, ma la reintegra e la completa. È quello che appunto fa Evagrio, indagando con estrema meticolosità i meccanismi che sottendono ai processi mentali e le cause remote dei nostri pensieri, emozioni e atteggiamenti di vita. A partire dalla loro rigorosa indagine, suggerisce i rimedi opportuni, così da pervenire a quella libertà interiore che è presupposto alla pace del cuore e all'intima comunione con Dio" (Dalla Prefazione di Andrea Schnöller).



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Titolo: "Contro i pensieri malvagi. Antirrhetikos"
Editore: Qiqajon Edizioni
Autore: Evagrio Pontico
Pagine: 192
Ean: 9788882271794
Prezzo: € 12.00

Descrizione:Un metodo suggestivo e capace ancora oggi di ispirare questa lotta quotidiana contro i pensieri malvagi è quello di far ricorso alla Scrittura: dalla sapienza biblica sgorgano le risorse per fronteggiare gli "otto pensieri" che turbano le nostre menti e le nostre vite. Il testo originale greco dell'Antirrhetikos (lett. "raccolta di confutazioni" al demonio) è andato perduto, ma ci è stato tramandato dall'antichissima versione siriaca di cui viene qui presentata la prima traduzione mondiale in una lingua moderna.

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Titolo: "La preghiera"
Editore:
Autore: Evagrio Pontico
Pagine: 184
Ean: 9788831131179
Prezzo: € 18.00

Descrizione:

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

I. LA FIGURA DI EVAGRIO PONTICO NELL'ANTICHITÀ CRISTIANA

1. Premessa

Vissuto nella seconda metà del IV secolo (ca. 345399j - secondo la testimonianza del suo discepolo Palladio, che gli consacra il c. 38 della Historia Lausiaca, scritta nello «spirito» del maestro Evagrio Pontico è una figura tra le più eminenti della cosiddetta età aurea della patristica e, certo, autorità fra le più insigni in tutta la storia dell'scetica e della mistica cristiana: padre - è stato felicemente definito - della nostra letteratura spirituale sia in Oriente, sia tramite Giovanni Cassiano, in Occidente.

Nell'Oriente cristiano antico, se la dottrina della pratica ascetica si trova ovunque diffusa a sia individuale sia comunitario, benché ovviamente con varietà di accenti e di adattamenti, la teologia dell'esperienza mistica invece - dopo i cospicui contributi di Origene e i non trascurabili preannunzi in Clemente Alessandrino -, va rintracciata e seguita, oltre che fra i grandi Dottori del IV secolo specialmente per gli apporti significativi di Gregorio Nisseno, soprattutto negli ambienti monastici dai quali provengono e nei quali operano Evagrio e lo Pseudo-Macario (o Macario/Simeone). Sono essi che, quantunque personalità di discussa ortodossia, danno vita ai due più importanti indirizzi della mistica cristiana antica.



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Titolo: "Trattato pratico sulla vita monastica"
Editore:
Autore: Evagrio Pontico
Pagine: 136
Ean: 9788831131001
Prezzo: € 14.00

Descrizione:

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

Le opere di Evagrio Pontico, dopo la condanna inflitta all'origenismo (15 anatematismi, nei quali furono inclusi anche Didimo di Alessandria ed Evagrio Pontico) nel Concilio Ecumenico di Costantinopoli del 553, andarono in gran parte perdute. Si salvarono quelle in cui si credeva che non comparisse nessuna dottrina contraria all'ortodossia e, di queste, non poche furono tramandate sotto il nome di san Nilo. Fu questo il motivo per cui, per molti secoli, fu perfino difficile indagare il vero pensiero originale di Evagrio, soprattutto in fatto di dottrina teologica. Naturalmente, anche il nome stesso dell'autore rimase pressoché interamente nell'ombra.

«Nel nostro tempo invece — scriveva A. Levasti appena qualche decennio fa — Evagrio Pontico è in auge. Intorno a lui le ricerche, le ipotesi, i commenti, le discussioni si moltiplicano; gli si riconoscono scritti attribuiti da secoli ad altri; gli orientalisti e i grecisti polemizzano

logicamente. I teologi ne indagano il pensiero, meravigliandosi della sua arditezza o scoprendolo quale precursore, in psicologia, della scienza contemporanea. Come mistico ed asceta fu ammirato ed esaltato da migliaia di suoi confratelli del deserto; poi vennero i dissidi, le critiche, le condanne e, per secoli, la sua fama fu offuscata» Può dunque destare qualche meraviglia che a uno scrittore cosa ammirato nel suo primo apparire sia stata riservata una sorte così singolare e così avversa da divenire un bersaglio di condanna e da essere quasi del tutto dimenticato, e che solo in tempi recenti sia stato ripreso, rimesso in luce e, in parte almeno, dite so e giustificato. Eppure le cose sono andate proprio così. Le ragioni occorre ricercarle nell'ambiente, in cui egli venne a trovarsi, come si vedrà più largamente nelle notizie biografiche. Qui si dovrà per ora tener presente che egli, fin dai suoi primi anni, si trovò a contatto con Basilio il Grande e Gregorio Nazianzeno, indubbi ammiratori di Origene. Dopo alcuni anni, risoltosi per la vita cenobitica, passò in Egitto e visse in amicizia familiare con altri monaci, in tutto aderenti alle dottrine origeniane. Ma nel mondo greco, ad opera soprattutto di Epifanio, vescovo di Sala-mina, le opere di Origene erano divenute un obiettivo di viva opposizione. Fu proprio negli anni in cui Evagrio dimorò nel deserto egiziano che venne di moda, tra gli avversari, di designare i sostenitori della dottrina di Origene con il titolo spregiativo di «origenisti». L'opposizione divenne ancora maggiore quando Teofilo, vescovo di Alessandria, aderì alla lotta ingaggiata da Epifanio e indisse prima un sinodo ad Alessandria (401), in cui fu decisa la condanna delle opere di Origene e, subito dopo, venne effettuata la cacciata in esilio di tutti i monaci origenisti dimoranti nei cenobi del deserto. Ma Evagrio non fu compreso in quella sorte, essendo già morto nel 399.

Resta perciò indecisa la parte, più o meno viva, se non addirittura decisiva, sostenuta da Evagrio in quegli anni per l'affermazione delle dottrine origeniane. Gli eventi che seguirono ve lo introdussero fino a esservi compreso nella condanna del Concilio di Costantinopoli del 553. È certo anzitutto che la controversia origeniana rimase ancorata in una prima fase, pur avendo Epifanio di Salamina dichiarato che l'origenismo era la più pericolosa delle eresie. Quanto a Evagrio può sorprendere una prima testimonianza di Girolamo, che pur li si dimostrò avversario, il quale giunse ad affermare che le sue opere erano diffuse in greco e in latino, ed erano oggetto di assidue letture. Altre testimonianze confermano la stessa verità, pur trattandosi, questa volta, di devoti discepoli. Va ricordato anzitutto Palladio che nella sua Storia Lausiaca (c. 38) ci ha lasciato le notizie più ampie finora possedute intorno alla biografia evagriana. Anche l'autore dell'Historia monachorum dice di lui, descrivendo il suo viaggio attraverso il deserto egiziano: «Abbiamo pure conosciuto alle Celle un personaggio molto saggio e ammirevole in tutto, di nome Evagrio». È superfluo aggiungere il nome di un altro discepolo, Cassiano, divulgatore in Occidente dell'ascetismo egiziano, appreso largamente e profondamente alla scuola di Evagrio.

Sempre in Oriente noi possiamo constatare la stima dimostrata dai maggiori scrittori di storia ecclesiastica nei confronti di Evagrio e delle sue opere. Evagrio sembrava dunque al di fuori della controversia origeniana. E invece egli vi fu implicato per vicende apparentemente solo marginali, dovute proprio all'evagrionismo esasperato di certi monaci palestinesi della prima metà del VI secolo: essi dimoravano nella cosiddetta «Nuova Laura», a sud di Betlemme. Contro di loro e le loro dottrine si pronunciò nel 543 l'imperatore Giustiniano. Dieci anni dopo, nel 553, il Concilio di Costantinopoli emanò una quindicina di anatemi, in cui Origene era apertamente condannato. Anche Evagrio vi era effettivamente compreso, e così le sue opere andarono in gran parte disperse.



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