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Libri - San Giovanni Damasceno



Titolo: "Te Beata, o porta dell'Eden"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Giovanni Damasceno
Pagine: 112
Ean: 9788821595691
Prezzo: € 8.90

Descrizione:Delle quattro omelie di Giovanni Damasceno dedicate alla madre di Dio, tre sono state raccolte nel presente volume: la prima commenta la natività della Vergine; le due che seguono si concentrano sulla sua dormizione. Lo stile, evocativo ma complesso per la densità dei suoi riferimenti teologici, è qui e là intervallato da ammiccamenti alla tradizione apocrifa e alla devozione più popolare.

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Titolo: "La fede ortodossa"
Editore:
Autore: Giovanni Damasceno (san)
Pagine: 352
Ean: 9788831131421
Prezzo: € 35.00

Descrizione:

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

GIOVANNI DAMASCENO MONACO E SCRITTORE

Senza soffermarci su notizie biografiche e letterarie più particolari i, ricordiamo soltanto che il «monaco Giovanni», autore dell'opera tradotta nelle pagine seguenti, nacque intorno all'anno 650 a Damasco, terra siriana di antichissima tradizione cristiana ma allora caduta da poco sotto il dominio degli arabi musulmani. Intorno all'anno 700 Giovanni si ritirò nel monastero di San Saba presso Gerusalemme, anch'essa rientrante ormai nell'impero musulmano, e vi condusse per altri lunghi anni una vita fortemente ascetica e impegnata in un'intensissima attività letteraria, ma anche disponibile — per richiesta del vescovo di Gerusalemme — a un'attività pastorale di cui però non possiamo precisare qualcosa se non per quanto riguarda quella omiletica, per la quale ci sono rimaste anche parecchie testimonianze letterarie. Morì verso il 750. La sua memoria fu violentemente condannata dagli iconoclasti nel loro concilio di Hieria a causa dei suoi tre Discorsi contro coloro che calunniano le sante immagini. Viceversa, essa fu esaltata dai Padri del II Concilio di Nicea (VII ecumenico)onorato come del 787, e da allora il Damasceno è stato sempre retta fede, orientale e occidentale, e in tempi più recenti, nel 1890, il papa Leone XIII lo ha proclamato Dottore della Chiesa.

La sua festa celebrata in Occidente il 27 marzo, in Oriente il 4 dicembre. Per quanto riguarda l'attività letteraria del Damasceno, con uno sguardo complessivo si può dire che essa fa rilevare nel suo autore, da una parte, una profonda spiritualità personale e notevoli attitudini letterarie e, dall'altra, una costante preoccupazione per la fede e per la vita religioso-spirituale del popolo cristiano. Prendendo vita da questo terreno morale e intellettuale gli scritti del Damasceno s'inseriscono in quasi tutti i generi propri della letteratura cristiana antica, dalla teologia alla filosofia vista pur sempre in collegamento con essa, dall'apologetica alla polemica dottrinale, dall'esegesi biblica all'agiografia, all'encomiastica e all'omiletica. E per completare gli aspetti umani e culturali emergenti dalla sua produzione letteraria, è importante ricordare che il Damasceno si adoperò anche nel campo della poesia religioso-liturgica, nella quale manifestò una sincera ispirazione.

All'interno di questa vasta produzione letteraria, l'opera da noi tradotta è nota nel mondo di cultura occidentale con l' intitolazione abbreviata De fide orthodoxa ma il suo titolo originario corrisponde a Esatta esposizione della fede ortodossa. Essa occupa il terzo posto in un raggruppamento di tre scritti a cui comunemente si dà il nome di Fonte della conoscenza, ma autorevoli studiosi contemporanei ritengono che nelle intenzioni del Damasceno probabilmente questo titolo sia da attribuire solo al primo scritto. Questa trilogia è preceduta da una lettera dedicatoria al vescovo Cosma di Maiuma (nella Palestina meridionale), forse fratello adottivo del Damasceno ma certamente già suo compagno nel monastero di San Saba, alle cui insistenze l'autore fa risalire la composizione di questi scritti nonostante le sue proprie insufficienze morali e intellettuali. In questa medesima lettera viene esposto il programma di tutta la trilogia: dapprima l'esposizione di ciò che di positivo è rintracciabile presso i filosofi greci (e quindi una specie di propedeutica filosofica); poi l'indicazione delle «assurdità delle eresie» (e quindi una specie di propedeutica storica per opposto, che nei primi paragrafi si riferisce al mondo non cristiano, specialmente greco e giudaico); e infine «l'esposizione della verità».

Come data di composizione della trilogia l'anno 743 costituisce un termine ante quem, poiché il vescovo Cosma, destinatario della lettera dedicatoria, fu consacrato alla cattedra episcopale non prima di quell'anno. Ma per quanto riguarda i singoli tre scritti, gli studiosi moderni ammettono la possibilità che essi — o tutti o soltanto qualcuno fra loro — abbiano avuto un'esistenza separata prima della loro riunione in un corpo complessivo. E sembra certo che questo sia il caso del primo, ossia della Dialettica, almeno in una sua forma più breve che ci è giunta anch'essa ed è tuttora confrontabile con la redazione più ampia. Del resto, anche le fonti ci parlano di una rielaborazione dei suoi scritti che fu effettuata dal Damasceno nei suoi ultimi anni di vita.



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Titolo: "Difesa delle immagini sacre. Discorsi apologetici contro coloro che calunniano le sante immagini"
Editore:
Autore: San Giovanni Damasceno
Pagine: 216
Ean: 9788831130363
Prezzo: € 22.00

Descrizione:

INTRODUZIONE

1. Giovanni Damasceno

L'autore dei tre Discorsi apologetici contro coloro che calunniano le sante immagini fu il monaco Giovanni, che nella tradizione è rimasto con l'appellativo di Damasceno a causa della sua città natale Damasco, in Siria. Egli nacque probabilmente verso il 650 da una famiglia di eminente posizione sociale. Il suo paese era da poco sotto il dominio musulmano, ed il padre, Sergio, ricopri la carica di sovrintendente per quella parte dell'amministrazione fiscale che riguardava i sudditi cristiani. Giovanni stesso fu collaboratore del padre e, forse, anche suo successore, ma si ritirò dall'ufficio quando i dominatori iniziarono una più pesante politica anticristiana. Entrò poi nel monastero di S. Saba, presso Gerusalemme, intorno all'anno 700, e vi rimase fino alla morte, per circa cinquant'anni, dedicandosi — oltre che alle pratiche di vita monastica — alla predicazione ed alla composizione di numerose opere di vario genere.

Per il suo intervento in difesa delle immagini cristiane egli divenne molto noto nell'Impero bizantino. Anche dopo la sua morte gli iconoclasti vilipesero e condannarono la sua memoria ma, inversamente, i Padri del II concilio di Nicea nel 787 lo inclusero ripetutamente fra gli eroici campioni della retta fede. Da allora la Chiesa greco-bizantina lo ha sempre celebrato fra i maggiori artefici della tradizione ortodossa, mentre a sua volta anche la Chiesa cattolica romana lo onora come un santo e — per opera del papa Leone XIII — lo ha proclamato « Dottore » della Chiesa universale.

Durante la sua vita monastica Giovanni Damasceno svolse una fecondissima azione di scrittore, che in varia misura copri quasi tutti i possibili campi della letteratura cristiana: teologia, filosofia, apologetica, polemica dottrinale, esegesi biblica, agiografia, encomiastica, omiletica, poesia religiosa. Con la sua opera più poderosa, La fonte della conoscenza, ed anche con i trattati di minore ampiezza, egli si presenta come il primo grande teologo sistematico, non solo del inondo greco-bizantino, ma di tutta la cristianità. Fra gli altri generi letterari in cui egli si adoperò, per indicare altri aspetti della sua personalità, è significativo il fatto che ormai oggi la maggioranza degli studiosi gli riconosce la paternità del romanzo edificante Barlaam e Giosafat, che ebbe numerose traduzioni in altre lingue ed è considerato come una delle maggiori espressioni della narrativa dì quei secoli. Inoltre, il Damasceno svolse anche nel campo della poesia religiosa un'ampia attività, che era animata da un'ispirazione alta e sincera, ed esercitò un notevole influsso sullo sviluppo della musica e della poesia sacra nella cristianità orientale. Egli ebbe disposizione ad aprirsi a tutti gli aspetti della vita cristiana, ed a ciò corrispose anche la sua spiritualità, che si mosse sotto due costanti: da una parte, l'aspirazione alla liberazione dalle passioni e all'unione con la divinità, e, dall'altra, l'affermazione della bontà originaria del mondo e delle sue componenti, che sono opera diretta di Dio.



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