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Titolo: "Le istituzioni cenobitiche"
Editore: Qiqajon Edizioni
Autore: Giovanni Cassiano
Pagine: 388
Ean: 9788882272371
Prezzo: € 24.00

Descrizione:L'opera di Cassiano, ponte e anello di collegamento fondamentale tra oriente e occidente, ha permesso a innumerevoli generazioni di monaci di attingere alle fonti più antiche e autentiche del monachesimo e rimane una pietra miliare della letteratura cristiana della chiesa indivisa.

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Titolo: "Conferenze ai monaci [vol_2]"
Editore:
Autore: Cassiano Giovanni
Pagine: 488
Ean: 9788831131568
Prezzo: € 49.00

Descrizione:

PREMESSA AL LIBRO II

Come nella raccolta precedente, anche questo gruppo di Conferenze è dedicato a due personaggi in fama di grande dottrina ascetica e santità. Quando Cassiano dedicò loro le Conferenze di questo secondo volume, essi erano ancora nella condizione di semplici monaci: solo dopo qualche anno furono destinati alla dignità episcopale.

Onorato di Lérins, ancora giovinetto, si era dedicato all'ascetismo e aveva intrapreso un viaggio in Oriente con il fratello Venanzio. Morto il fratello e fatto ritorno in Occidente, nei primi anni del 400 prese dimora a Lérins: nella sua scelta ebbe parte il vescovo della vicina Fréjus, Leonzio, dal quale, presumibilmente, Onorato fu ordinato presbitero. Alla sua azione si lega non solo il primo costituirsi della comunità lerinese sul modello dei monasteri orientali, da lui conosciuti durante il suo viaggio in Oriente, ma anche il suo successivo rigoglio. Alla fine del 427 egli fu chiamato a reggere la diocesi di Arles, e fu colto dalla morte nel 4291.

Eucherio di Lione si ritirò nell'asceterio di Lérins poco dopo la fondazione del monastero da parte di Onorato, tra il 412 e il 420. Per la testimonianza di Cassiano stesso, come ora vedremo, egli fu sul punto di lasciare Lérins per compiere un viaggio diretto in Egitto, dimora dei grandi asceti; ma non attuò il suo proposito. Venne in seguito chiamato a reggere la diocesi di Lione nel 435.

Al termine della sua seconda Prefazione, Cassiano già esprimerà il proposito di comporre anche il terzo volume delle Conferenze. LIBRO Il

PREFAZIONE

Mentre molti tra i santi monaci, pur essendo eruditi dal vostro esempio, riescono a stento ad imitare la misura della vostra perfezione, in virtù della quale voi risplendete in questo mondo con ammirabile fulgore come grandi luminari, tuttavia, cari e santi fratelli Onorato ed Eucherio, voi siete presi dal fascino di quei sublimi personaggi, dai quali noi tutti abbiamo ricevuto i primi elementi della vita anacoretica, e ne siete affascinati a tal punto che, di voi, uno, pur presiedendo un numeroso cenobio di fratelli, desidera che la sua comunità si adegui all'esempio di quei padri antichi, pur essendo la comunità stessa educata sull'esempio quotidiano della vostra condotta; l'altro è preso dal desiderio di recarsi in Egitto per essere testimone personale del regime di vita di quei padri; ne deriva così che egli, abbandonando questa provincia irrigidita dal rigore del freddo tutto proprio della Gallia, trasvolerebbe, come una tortorella castissima, verso quelle terre che il sole della giustizia illumina da vicino, con l'abbondanza di frutti ben maturi. E allora la spinta della carità mi ha indotto a non sottrarmi al rischio temibile di scrivere, sia per rispondere al desiderio come pure per non sottrarmi alle fatiche dell'altro, e questo poiché primo sia accresciuta la sua autorità presso i suoi figli, al secondo perché sia risparmiata la necessita di una navigazione rischiosa.

Pertanto, perché non poterono soddisfare del vostra fede e il vostro fervore le Istituzioni cenobitiche da me redatte in dodici Libri nello stile che mi è riuscito e dedicate alla beata memoria del vescovo Castore, così come pure non furono di vostra piena soddisfazione le dieci Conferenze tenute dai Padri dimoranti nel deserto di Scete, da me elaborate, come mi fu possibile, per invito di Elladio e di Leonzio, ecco che ora, anche perché vi sia noto il viaggio da noi compiuto, ho creduto di dovervi dedicare queste ulteriori sette Conferenze, proposte con il medesimo stile in un'altra sede eremitica da parte di tre Padri ivi dimoranti, e che noi incontrammo per primi. Sarà così possibile supplire a quello che, intorno alla perfezione, è stato forse, nei precedenti opuscoli, a causa del mio stile un po' oscuro, mal compreso o dimenticato. Se poi anche queste Conferenze non potranno saziare la santa sete delle vostre aspirazioni, sette ulteriori Conferenze, che io mi propongo di inviare ai santi confratelli che dimorano nelle isole Stecadi, appagheranno, come io suppongo, i vostri desideri.



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Titolo: "Conferenze ai monaci [vol_1] / Conferenze I-X"
Editore:
Autore: Cassiano Giovanni
Pagine: 424
Ean: 9788831131551
Prezzo: € 42.00

Descrizione:

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

LA VITA

Per una conoscenza più diffusa della vita di Cassiano e per certe discussioni sorte tra i vari studiosi, rimando all'Introduzione preposta alla mia traduzione delle Istituzioni cenobitiche dello stesso Cassiano (Abbazia di Praglia, 1989). Qui mi limiterò alle indicazioni più importanti, a cominciare dalla data di nascita, per se stessa già discussa: secondo M. Olphe-Galliard, egli nacque nel 360; secondo il Tibiletti, nel 365. Quanto al luogo di nascita, due sono i riferimenti... c'è chi propende per la Dobrugia (l'antica Scizia Minore o Romana, posta fra il Basso Danubio e il Mar Nero, quindi provincia di frontiera dell'Impero), e chi invece propone la Provenza in Gallia.

Compiuti gli studi, egli sentì il desiderio di conoscere la vita condotta nei cenobi della Palestina. Quindi, in età ancora giovane (il Pichery ritiene press'a poco nel 382 o 383), egli vi si recò assieme ad un amico carissimo e inseparabile, di nome Germano. In seguito, sorto in lui un desiderio ancora più forte, quello di conoscere la vita ascetica dei monaci egiziani, raggiunse l'Egitto: ciò avvenne nell'anno 385, se non anche prima. Vi rimase fin verso il 399, recandosi da un eremo all'altro per ascoltare i più fumosi abati di quel tempo e di quelle regioni. Il risultato (li tali Colloqui è riportato nelle sue Conferenze. Verso la fine del IV secolo, per le vicende nate dalla persecuzione del vescovo di Alessandria, Teofilo, contro i monaci tacciati di origenismo, Cassiano lasciò l'Egitto e raggiunse Costantinopoli, restando per alcuni anni presso il Crisostomo. Di là si portò a Roma, e da Roma, verso il 415, passò in Provenza, dove fondò due monasteri, uno maschile e uno femminile. In quell'ambiente divenne ben presto assai stimato al punto da essere invitato a porre per iscritto le sue esperienze in fatto di ascetica monastica: nacquero così le sue opere giunte fino a noi. Morì nel 435.



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Titolo: "L'incarnazione del Signore"
Editore:
Autore: Cassiano Giovanni
Pagine: 320
Ean: 9788831130943
Prezzo: € 32.00

Descrizione:

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

I. LA VITA DI GIOVANNI CASSIANO

Cassiano, oriundo con ogni probabilità della Dobrugia, un Paese situato fra l'ultimo corso del Danubio e il Mar Nero, e provincia di frontiera dell'Impero romano, nacque intorno al 360-365 da famiglia cristiana e benestante. Ebbe modo di essere avviato ben presto agli studi classici, al punto da formarsi una solida cultura. Nel corso della sua opera troveremo perfino la citazione di un poeta latino che non figura certamente tra i più famosi e più studiati.  enti.' molto presto l'attrazione per la vita monastica e allora, in compagnia dell'amico Germano, parti per la Palestina. Prese dimora in un monastero situato presso la grotta di Betlemme in una data da collocare intorno al 378-380. Non vi rimase a lungo, preso come fu dal desiderio di visitare e constatare di persona i grandi centri del monachesimo egiziano. In quel periodo, che durò fino al 399, fu testimone diretto della santa vita di quei monaci, la cui fama, fin dal tempo di Atanasio, si era già diffusa anche nel mondo occidentale. Ebbe modo così di osservare e di vivere in persona quella vita esemplare, spesso eroicamente sostenuta, di conoscerne i segreti e di assimilarne le esperienze.Quegli insegnamenti, derivati dagli incontri, dalle conversazioni, dai suggerimenti e dagli esempi di quei santi monaci troveranno rilievo in ben due opere, in cui egli trasmise quanto di bene aveva avuto modo di apprendere nel non breve periodo della sua permanenza in Egitto: si tratta delle sue Istituzioni cenobitiche e delle sue Conferenze spirituali.

Fu probabilmente nell'anno 399 che Cassiano, in seguito ai fermenti creatisi in Egitto a causa delle controversie origeniste, lasciò quel Paese per recarsi a Costantinopoli presso Giovanni Crisostomo, patriarca della città. Vi rimase fino al 404. Quel soggiorno nella nuova capitale dell'Impero ci interessa particolarmente allo scopo di dar rilievo alla sua larga conoscenza della lingua greca. «Cassiano conosceva perfettamente il greco, che egli perfezionò nel suo soggiorno in Oriente» 3. Quando nel 403 il Crisostomo venne condannato all'esilio, Cassiano fu incaricato l'anno seguente di portare al papa Innocenzo una lettera, in cui il clero di Costantinopoli intendeva esprimere il proprio dolore per l'ingiusta sentenza che aveva colpito il grande patriarca. Fu quella l'occasione per lasciare l'Oriente e recarsi a Roma nel 404. Anche se il suo soggiorno nell'Urbe non fu continuo, esso si protrasse quasi sicuramente fino al 415 o al 417. Ebbe modo di farsi conoscere e apprezzare: lo possiamo dedurre dal fatto che egli godé fin da allora della stima e dell'amicizia di Leone, arcidiacono dell'Urbe e futuro papa. Ne vedremo presto i frutti, allorché dovremo trattare delle questioni inerenti alle accuse contro Nestorio.

Quindi egli fece capo a Marsiglia, dove fondò due monasteri, rispettivamente per uomini e per donne. Morí verso il 435. In quest'ultimo ventennio della sua vita Cassiano avrebbe desiderato mantenersi tranquillo nella sua dimora monastica, ma non gli fu possibile. Nella Chiesa dell'Occidente erano già insorte dottrine cristologiche inquietanti di cui avrebbe potuto essere semplicemente testimone, e invece egli pure finì per impegnarsi in prima persona per difendere la fede fino a pronunciarsi con un'opera scritta. E non bastarono i fermenti eretici manifestatisi in Occidente. Ben presto anche in Oriente, già presenti in alcune zone, quei germi si allargarono e s'accrebbero al punto da rendere necessario un concilio, quello di Efeso, celebrato nel 431. Non pochi furono i protagonisti di questi eventi, tanto in Occidente quanto in Oriente. I più diretti, quelli che principalmente saranno chiamati in causa nell'opera di Cassiano, furono Pelagio, Leporio e Nestorio. Distanziati per tempo e per regioni geografiche, furono accostati l'uno all'altro dal nostro autore entro una cornice di pensiero molto discussa dalla critica moderna. Perché tutto questo sia chiarito, occorre necessariamente un'eposizione delle vicende storiche e dottrinali, quali si agitarono in quel ventennio che scorre dal 411 al 431. Eccone i principali protagonisti.

 

II. STORIA E DOTTRINE DI UN VENTENNIO (411-431)

A) Pelagio

Nativo della Britannia (354 ca.), venne per tempo a Roma (380 ca.). Studioso per tendenza naturale, si formò personalmente una buona istruzione, specie nella conoscenza della Sacra Scrittura, e divenne perfino «dottore» (maestro), come allora si usava anche da parte di laici, di gruppi di giovani bramosi di istruirsi. Si era intanto fatto monaco, ed era divenuto cultore severo di una vita morale, di cui offriva un esempio personale cosi elevato da attirarsi stima e venerazione singolari. E noto che il suo prestigio derivò più in grazia del suo insegnamento diretto che non dalle opere scritte, almeno inizialmente. Perciò resta un po' difficile farsi idee del tutto esatte sul vero aspetto delle sue dottrine, anche perché, delle opere pervenute, non tutto sembra di mano dell'autore, ma di anonimi collaboratori. Tutto sommato, però, questa resta la conclusione delle sue concezioni religiose: «Egli intende praticare intensamente i doveri della morale cristiana e prendendo a modello Cristo camminare sulle orme di Lui; egli non sente il bisogno di un redentore, e la sua adorazione riconoscente si dirige piuttosto verso il Dio creatore che ha colmato l'uomo di tanto bene e gli ha dato, per così dire, la santità naturale». In grazia del prestigio del suo nome s'era venuta formando attorno a lui una schiera di aderenti: molti, perché indotti dalla severità della sua condotta; altri, perché attratti dalla solennità della sua dottrina. Tra i discepoli a lui piú vicini emersero i nomi di Celestio e di Giuliano. Quanti ne avevano abbracciato le idee e ne facevano sfoggio vennero denominati «pelagiani». Nel novero degli aderenti figurano nomi anche di persone provenienti da altri Paesi: erano per lo più giovani e, tra questi, piace rilevare il nome di Leporio, proveniente da Treviri, e di lui ci dovremo occupare ben presto nel corso di questa introduzione.

Quello che Pelagio non ebbe intenzione di fare, o non riuscì a fare, lo condusse ad effetto Celestio: fu lui a diffondere le dottrine pelagiane nella cerchia del Mediterraneo, con un'azione ininterrotta che durò dal 411 al 431. Proteso per natura alle dispute, aggressivo e intrigante, provocò spesso sommosse tanto da farsi cacciare via da parecchi luoghi: da Cartagine nel 411; da Efeso nel 413; da Costantinopoli nel 416; da Roma nel 418 e, come vedremo, ancora da Costantinopoli nel 429.



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