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Titolo: "La generazione di Cristo"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Basilio (san)
Pagine: 72
Ean: 9788892213227
Prezzo: € 12.00

Descrizione:Quella che qui viene proposta è la prima omelia che testimonia l'ingresso della festa natalizia nell'Oriente cristiano, attorno al 377; in precedenza (e tutt'ora) l'ortodossia pone al centro delle festività dell'Incarnazione la festa dell'Epifania. Si tratta, dunque, di un elemento storico e teologico importante, quello che sta alla base della pubblicazione di questo testo basiliano, in cui il grande monaco e teologo del IV secolo, prendendo spunto dalla celebrazione della nascita di Gesù, si diffonde in una riflessione che tocca tutti i grandi temi del dibattito cristologico dell'epoca (Cristo generato come Dio e come uomo; unità in Cristo dell'umano e del divino; salvezza proposta all'uomo che viene "assunto- da Gesù). Un testo che è, dunque, occasione di una riscoperta che va ben oltre l'archeologia cristiana, ma che offre al lettore un modo originale di affrontare la meditazione del vicino Natale di Cristo. Una lettura che può essere "frantumata e masticata- per avvicinarsi alla festa di Gesù Bambino con un piglio di riflessione profonda.

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Titolo: "«Non mi vergogno del Vangelo»"
Editore: Scritti Monastici
Autore: Basilio (san)
Pagine: 267
Ean: 9788885931961
Prezzo: € 18.00

Descrizione:Presentiamo di San Basilio quindici omelie, sufficienti a conoscere la sua fede nel Signore e nella sua parola. Sono il frutto di una seria formazione retorica e di una "carità pastorale" che sa mettersi in sintonia con chi ascolta: sia con la gente comune che frequenta la chiesa, sia con i suoi presbiteri, sia con chi conduce vita ascetica nei monasteri da lui fondati e seguiti con continua, instancabile sollecitudine.

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Titolo: "Omelie sull'Esamerone e di argomento vario. Testo greco a fronte"
Editore: Bompiani
Autore: Basilio di Cesarea
Pagine: 1248
Ean: 9788845294525
Prezzo: € 40.00

Descrizione:

Il volume raccoglie, per la prima volta in un unico libro, le ''Omelie sull'Esamerone'' e le ventitré di argomento vario di Basilio di Cesarea, nell'originale testo greco con la traduzione italiana a cura di uno dei più conosciuti studiosi italiani dei Padri cappadoci.

Le nove ''Omelie sull'Esamerone'' pubblicate sono le più importanti e le più famose di Basilio. Predicate nel 378 a Cesarea nel giro di cinque giorni, le prime e le ultime quattro una al mattino e l'altra alla sera, mentre la quinta forse da sola al mattino del terzo giorno, di fronte a un uditorio estremamente composito, esse commentano in modo lineare il racconto della creazione contenuto in Genesi 1, 1-25. Quest'opera si presenta come il capolavoro dell'esegesi basiliana e, nello stesso tempo, come una sintesi armonica di teologia cristiana e letteratura classica, utilizzata largamente nella spiegazione della Scrittura Sacra. Ad esse, nel presente volume, sono affiancate anche le ventitré omelie di Basilio su argomenti vari, predicate in occasioni diverse: queste ultime offrono una panoramica dettagliata sulle condizioni di vita sociale ed economica nella Cappadocia del secolo IV.



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Titolo: "Nulla anteporre a Cristo"
Editore: Tau Editrice
Autore: Gori Nicola
Pagine:
Ean: 9788862443142
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Un testo su San Basilio Il Grande (330 ca-379), che si staglia all'orizzonte della santità cristiana come una stella di incomparabile grandezza.



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Titolo: "La cura del povero e l'onere della ricchezza"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Basilio di Cesarea
Pagine: 448
Ean: 9788831543316
Prezzo: € 39.00

Descrizione:La raccolta di testi basiliani organizzata da Luigi Franco Pizzolato in questo volume dà voce a una tra le più radicali e ferme contestazioni della ricchezza che la storia cristiana abbia mai espresso.Nella stringente argomentazione di Basilio, l'arricchimento di pochi ha come esito obbligato l'impoverimento di molti; la ricchezza stessa, quand'anche non sia incrementata, ma soltanto difesa, ha in sé una incurabile distorsione del progetto di Dio, espresso nella creazione del cosmo: i beni del creato sono per la gioia di tutti i suoi figli; la povertà e la sofferenza di alcuni denunciano lo scandalo del benessere degli altri.

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Titolo: "Sentenze spirituali"
Editore:
Autore: Basilio Magno, isaia di Scete, Iperechio, Marco l'eremita
Pagine: 64
Ean: 9788831182201
Prezzo: € 15.00

Descrizione:

Tra il IV e il VI secolo il genere gnomico e sapienziale si diffonde negli ambienti e tra gli scrittori cristiani. Il volume presenta una raccolta di sentenze di Padri della Chiesa (Basilio Magno, Isaia di Scete, Iperechio, Marco l'Eremita) risalenti a tale periodo: testi per lo più di provenienza monastica, molti dei quali inediti, che avvicinano il lettore alle tematiche specifiche dell'ascetismo cristiano e gli danno la possibilità di riflettere sulla sua vita interiore. La brevità e l'immediatezza le rendono ancora oggi un agile e utile strumento per la meditazione alla luce di quella saggezza e di quella sapienza del cuore che esse comunicano.

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

Dio opera in chi lo ascolta per come crede. - Marco l'Eremita

1. RICOGNIZIONI

Questo libro propone una raccolta di sentenze di Padri della Chiesa in un periodo che va tra il IV e il VI secolo, quando il genere gnomico e sapienziale si diffonde negli ambienti e tra gli scrittori cristiani. Si tratta di testi per lo più di provenienza monastica, molti dei quali inediti, che avvicinano il lettore alle tematiche specifiche dell'ascetismo cristiano e nello stesso tempo gli danno la possibilità di riflettere sulla sua vita interiore. In questo approfondimento egli è aiutato proprio dalla forma di frammento che tali materiali assumono, che ben si accosta alla sensibilità moderna h riflettendo contemporaneamente il gusto degli antichi Padri «che amavano l'insegnamento dei proverbi, molto più di quello delle ammonizioni diffuse e delle considerazioni prolisse. Piaceva senza I dubbio di più al loro tipo di memoria e al loro senso della meditazione prolungata; aveva più affinità con la rettitudine e il rigore della loro volontà» (Wilmart 3, p. 152). La brevità, la rapidità, l'immediatezza, che costituiscono le caratteristiche formali più evidenti delle raccolte di sentenze, le rendono infatti ancora oggi un agile e utile strumento per entrare subito in contatto con i contenuti e le questioni della propria esperienza spirituale luce di quella saggezza e di quella sapienza del cuore che esse esprimono e comunicano.

1.1. Le sentenze di Evagrio

Molto spesso Evagrio Politico fa ricorso nella sua produzione letteraria al genere gnomico. Egli infatti si serve di sentenze rivolgendosi e volendo fornire istruzioni ai monaci delle comunità (Sententiae ad monachos — CPG 2435.) oppure a una vergine (Ad virginem — CPG 2436) e in altre raccolte, fra di esse molto simili tanto sotto il profilo formale che sostanziale trattandosi di ammonimenti e consigli di vita espressi in modo breve ed essenziale (Esortazione ai monaci, Sentenze parenetiche, Sentenze spirituali, Altre sentenze; per lo studio di questi testi cf. il mio Evagrio, Sentenze, TP 215). Nel lessico evagriano si tratta di kephalaia e anche alcuni codici conservano questo riferimento. Per esempio il Barberinianus graecus 515 (XIII sec.) titola le Sentenze ai monaci come kephalaia diàphora psychophelé («diversi capitoli utili all'anima», cf. Sinkewicz, p. 299). Tuttavia la traduzione «capitolo» nell'accezione comune non rende conto del significato antico di «sintesi», di un «raggruppare tutto in poco», di un «ridurre all'uno» che il vocabolo ha e che nella lingua moderna potrebbe essere accostato a un «esporre per capi», a un «ricapitolare».

Un kephalaion, un capitolo, è dunque, facendo riferimento a questa etimologia, meno una parte píù breve in cui viene suddiviso qualcosa, secondo la definizione corrente, che una proposizione in forma sintetica che, separata dalle altre, chiude nel giro di poche parole un'affermazione, un concetto, un pensiero. Con questo significato viene usato nella tradizione classica. Isocrate, infatti, nell'Antidosi parla del discorso indirizzato A Nicode e afferma che, invece di servirsi di unperiodare «accordato e collegato con il resto» (15, 67; testo critico in Isocrate, Discours, Les Beiles Lettres, Paris 1950, vol. III, pp. 120-121), in esso ha separato ogni periodo e «trattandolo a sé, come si dice, per capitoli ikephalaíai» ha cercato «di esprimere in forma breve [dià brachéon] i suoi consigli» (15, 67-68). E

d Evagrio vuole che si presti attenzione anche alla grafica di questi testi, tanto che in un piccolo preambolo che introduce Trattato pratico, riportato da alcuni. codici, tra i consigli che dà ai copisti — ricordiamo che egli stesso esercitava questo mestiere (cf HL 38, 10; 201) — inserisce quello di separare i capitoli [kephgaia] andando a capo [apó ídías archesthai archés] in modo che ciò che è detto risulti più chiaro kai saphé génetai tà legómenal; cf. A. e C. Guillaumont 2, t. I, pp. 384-385; t. II, p. 496. Le caratteristiche congiunte della brevità e della sintesi e il suo essere un testo isolato da ciò che nel discorso precede e segue rendono il kephalaion molto simile a una sentenza, per cui quando in latino si fa riferimento alle raccolte di questi brevi scritti evagriani si parla, quasi si trattasse di un sinonimo, in maniera automatica di sententiae. Così fa per esempio san Gerolamo, che ricorda un libro di sentenze pubblicato da Evagrio (Epistola 133, 3 La Ctesifonte]; PL 22, 1151: edidit librum et sententias...). Ed è anche il caso di Gennadio di Marsiglia (V secolo) che alla voce Evagrius le cita espressamente, informandoci anche di averle tradotte: edidit et paucas sententiolas valle obscuras, et, ut ipse in his ait, solis monachorum cordibus cognoscibiles: quas similiter ego Latinas edili (De scriptoribus ecclesiasticis 11; PL 58, 1067). Passando a tempi più recenti, nella Notitia tratta dalle Institutiones Patrologiae di J. Fesslerl, che Migne premette all'edizione delle opere di Evagrio-Nilo, questa identificazione viene nuovamente ripresa e confermata laddove egli riferisce di cinque collezioni Sententiarum [gnómai] seu Capitolo-rum [kephalaia], quae S. Nilo ascribuntur.



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Titolo: "Apologia. ­Contro Eunomio"
Editore:
Autore: Eunomio, Basilio (san)
Pagine: 360
Ean: 9788831181921
Prezzo: € 36.00

Descrizione:

Intorno al 360 d.C. Eunomio, subito dopo la sua elezione episcopale, è accusato dal clero locale di essere un seguace dell'eresia anomea, centrata sulla professione di fede nella dissomiglianza del Figlio rispetto al Padre. In risposta a tale accusa Eunomio compone l'Apologia in cui condanna la formula "simile secondo la sostanza". Sottolineando, infatti, l'opposizione tra il termine "ingenerato" (riferito al Padre) e il termine "essere generato" (riferito al Figlio), Eunomio ribadisce le loro differenti nature e l'inferiorità, in quanto creatura, del Figlio rispetto al Padre. In risposta a tale scritto Basilio compone nel 364 il Contro Eunomio.

Il metodo basiliano di confutazione procede per citazioni di pericopi dell'Apologia a cui Basilio fa seguire la propria replica. Il merito è di aver distinto tra la sostanza, che è comune alla divinità ed è unica, e proprietà particolari che differenziano le Persone della Trinità. Un documento per conoscere il dibattito teologico dell'epoca.

 

EUNOMIO, APOLOGIA

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

1. CENNI BIOGRAFICI

Eunomio viene definito da Basilio di Cesarea Galata, ma in realtà egli nacque intorno al 335 in Cappadocia, nel piccolo villaggio di Oltiseris al confine con la Galazia oppure, ma meno probabilmente, a Dacora, vicino a Cesarea. Sappiamo che suo padre era un agricoltore e che egli, dopo aver praticato da giovane l'arte della stenografia per guadagnarsi da vivere, successivamente alla morte dei genitori si recò a Costantinopoli e da lì ad Antiochia e ad Alessandrià dove divenne discepolo e segretario di Aezio. . Costui aveva ripreso le tesi più radicali del pensiero di Ario e professava chiaramente la dissomiglianza del Figlio rispetto al Padre. Dal termine greco anomoios, che significa appunto dissimile, Aezio e i suoi seguaci furono chiamati anomei. Insieme al suo maestro, Eunomio entrò a far parte del seguito di Eudossio, vescovo prima di Antiochia (3 5S- 360) e poi di Costantinopoli (360-370), che nel 58 lo ordinò diacono.

Le idee di Aezio e di Eunomio provocarono vigorose reazioni e il concilio tenutosi ad Andra nello stesso anno condannò apertamente gli anomei e proclamò Cristo simile al Padre secondo la sostanza (hómoios kat'ousian) T. Per Eunomio iniziò un periodo di difficoltà e fu perfino arrestato e imprigionato. Le polemiche comunque non si placarono, ma continuarono tra tentativi di compromesso e convocazioni di concili fino a quello di Costantinopoli del 360. In questa occasione Eunomio pronunciò la sua prima Apologia e fu nominato vescovo di Cizico. Il suo episcopato fu comunque molto breve: ne 1361 infatti gli furono rivolte pesanti accuse in seguito alle quali lasciò Cizico e si recò a Costantinopoli per difendersi. Negli anni successivi sappiamo che Eunomio si ritirò a Calcedonia e che dal 368 fu condannato diverse volte all'esilio. In questo periodo si dedicò alla composizione della sua seconda apologia scritta in replica al Contro Eunomio di Basilio, la cosiddetta Apologia per l'Apologia, la cui stesura lo impegnò per più di un decennio. Il concilio ecumenico di Costantinopoli, i cui lavori iniziarono nel maggio del 381, condannò formalmente tutte le teorie diverse dal credo niceno e un editto imperiale del 19 luglio 381 vietò agli ariani e agli eunomiani di edificare chiese.



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Titolo: "Lo Spirito Santo"
Editore:
Autore: Basilio (san)
Pagine: 232
Ean: 9788831131063
Prezzo: € 23.00

Descrizione:

Nell'ultimo dei suoi scritti, il trattato su Lo Spirito Santo, Basilio difende la consustanzialità della natura divina della terza Persona, che insieme col Padre e col Figlio è menzionata nella formula battesimale. Quasi in un testamento spirituale, Basilio fa la sua confessione nel dogma della Trinità. Il trattato presenta gli sviluppi dottrinali più avanzati che aprivano la strada alla definizione del Concilio di Costantinopoli.



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