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Titolo: "Confutazione di tutte le eresie"
Editore:
Autore: Pseudo Ippolito
Pagine: 544
Ean: 9788831182478
Prezzo: € 48.00

Descrizione:Una preziosa testimonianza per la conoscenza e lo studio della letteratura tardo-antica. La Confutazione di tutte le eresie rappresenta uno dei "gialli" filologici, patristici e archeologici più interessanti (ed irrisolti) dell'intera letteratura tardo-antica. Costituita da dieci libri, è stata ricomposta nel secolo XIX, quando si sono uniti i manoscritti conosciuti in precedenza con uno ritrovato sul Monte Athos. Dopo una prima attribuzione ad Origene e a Ippolito, l'opera oggi rimane senza paternità. Dopo un'ampia antologia filosofica segue una parte in cui si fa cenno alle dottrine magiche, astrologiche, astronomiche, numerologiche greche e alle eresie gnostiche. Si conclude questa sezione con la dottrina di Noeto, per poi passare a una feroce polemica contro papa Callisto, la descrizione degli Elchasaiti e le diverse sette giudaiche. Il X libro si conclude con una dimostrazione della verità.

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Titolo: "Confutazione di tutte le eresie"
Editore: Morcelliana Edizioni
Autore: Ippolito
Pagine: 416
Ean: 9788837229931
Prezzo: € 30.00

Descrizione:Epifanio si collega alla tradizione eresiologica inaugurata da Giustino nel II secolo e proseguita da Ireneo e Ippolito, ma, vissuto nel IV secolo, scrive in un Impero ormai cristiano, nel periodo delle grandi controversie teologiche, nel corso delle quali l'intervento imperiale svolge un ruolo non trascurabile. Il Panarion è un vero e proprio trattato eresiologico, anche se nel corso del III e del IV secolo alcuni autori inseriscono nei loro scritti elenchi, più o meno lunghi, di eresie - basti pensare a Clemente d'Alessandria, Origene, Eusebio di Cesarea, Cirillo di Gerusalemme. L'opera, monumentale e ricca di documenti, si compone di tre libri, ripartiti in sette tomi, nei quali sono presentate e confutate ottanta tra eresie e scismi: il primo libro contiene tre tomi e quarantasei eresie (Barbarismo, Scitismo, Ellenismo, Giudaismo e Samaritanismo, con le rispettive suddivisioni, e le eresie sorte dopo l'incarnazione di Cristo, dai Simoniani ai Tazianei), il secondo due tomi e ventitré eresie (dagli Encratiti agli Ariani), il terzo due tomi e undici eresie (dagli Audiani ai Massaliani). Chiude il trattato «la difesa della retta fede e verità, che è rappresentata dalla santa, cattolica e apostolica Chiesa», in cui l'autore sintetizza i punti fondamentali della dottrina cattolica ortodossa - la Trinità, l'incarnazione di Cristo, la resurrezione dei morti, il giudizio eterno - e i principi istituzionali che reggono la Chiesa - la liturgia, le riunioni, i digiuni, le festività, la vita dei fedeli e dei monaci, le prescrizioni per la vita quotidiana. Il risultato di questo lavoro è un panarion, appunto, una cassetta di medicinali, dalla quale poter trarre rimedi contro morsi e punture mortali. Fuor di metafora, una sorta di manuale di pronto soccorso, al quale i cristiani della retta fede possono attingere le informazioni di cui necessitano per riconoscere a quale categoria appartengano gli eretici incontrati nel loro cammino, eventualmente per confutarli, per convincerli a rinsavire, e anche per guidare i fedeli a non cadere nell'errore.

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Titolo: "La tradizione apostolica"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Ippolito (sant')
Pagine: 104
Ean: 9788831538558
Prezzo: € 8.00

Descrizione:La tradizione apostolica è l'opera di Ippolito di Roma che ha suscitato maggior interesse. Con la Didachè è la più importante e antica delle costituzioni della Chiesa dei primi secoli. Le prime due parti svolgono in modo unitario il tema della gerarchia ecclesiastica (scelta, ordinazione, funzione) e quello della iniziazione cristiana. La terza - riservata alle norme di vita cristiana - tocca vari argomenti senza giungere a una trattazione organica e completa, fatta eccezione forse per la preghiera quotidiana

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Titolo: "Le benedizioni di Giacobbe"
Editore:
Autore: Ippolito (sant')
Pagine: 144
Ean: 9788831130332
Prezzo: € 14.00

Descrizione:

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

1. Ippolito

Sulla personalità ecclesiale e letteraria di Ippolito gli studiosi del cristianesimo antico discutono da più di un secolo; e se tali discussioni hanno permesso di accertare una quantità di dati particolari, sulla ricostruzione d'insieme i pareri sono più che mai discordi. Perciò, nelle pagine che seguono, presenterò i dati essenziali della discussione, a partire ovviamente dalle fonti per terminare con i risultati e le ipotesi più recenti.

Eusebio di Cesarea (Hist. eccl. V1,20.22), agl'inizi del IV secolo, conosce un Ippolito capo di una comunità cristiana non identificata agli inizi del III secolo, autore di un calcolo cronologico sulla Pasqua e di un canone pasquale di 16 anni a partire dal primo anno dell'imperatore Alessandro Severo (222) ' . Tra i vari scritti che si conoscono di tale autore, Eusebio dice di conoscere: Sull'Esamerone, Su ciò che segue l'Esamerone, Contro Marcione, Sul Cantico, Su alcune parti di Ezechiele Sulla Pasqua, Contro tutte le eresie. Vari decenni dopo, Girolamo (Vir. ill. 61) dice di non essere riuscito ad accertare la sede di cui era vescovo Ippolito, e aggiunge alcune altre opere a quelle già conosciute da Eusebio, soprattutto opere di commento a libri della Sacra Scrittura: Genesi, Esodo, Salmi, Isaia, Daniele, Apocalissi, ecc. 3, e due trattati: De Antichristo e De resurrectione. Nella I metà del V secolo, Teodoreto di Ciro cita fra di Ippolito tratti da interpretazioni di Salmi, Isaia, e altri libri scritturistici. Nel IX secolo, il patriarca di Costantinopoli Fozio (Biblioth. 121) conosce di Ippolito, discepolo di Ireneo, un Syntagma contro tutte le eresie che trattava di 32 eresie, da Dositeo a Noeto, e inoltre il Commento a Daniele e il De Antichristo. Nel XIV secolo, lo scrittore siriaco Ebed-Jesu conosce di Ippolito, oltre ad altre opere, Capitoli contro Gaio e un'Apologia dell'Apocalissi e del Vangelo di Giovanni.

Teodoreto ed Ebed-Jesu definiscono Ippolito vescovo e martire. In effetti, la Depositio martyrum, un documento romano del 336, registra al 13 di agosto la memoria dei martiri Ippolito, sulla via Tiburtina, e Ponziano, nel cimitero di Callisto; e il Catalogo Liberiano, di qualche decennio posteriore, informa che nel 235 papa Ponziano fu relegato in Sardegna insieme col prete Ippolito e lì mori il 28 settembre. Qualche anno dopo, Damaso, in un epigramma (n. 35 dell'ediz. Ferrua), presenta Ippolito come un prete romano, che dopo aver aderito allo scisma di Novato (= Novaziano) sarebbe morto martire della vera fede. Intorno alla fine del IV secolo, Prudenzio, nel c. 11 del Peristephanon, dedicato appunto al martire Ippolito, riporta una versione leggendaria del suo martirio, da cui risulta che egli conosceva luoghi di culto di Ippolito a Roma e a Porto (= Ostia). In effetti, a partire da questo periodo si moltiplicano le notizie di carattere agiografico, occidentali e orientali, che conoscono Ippolito martire o di Roma o di Porto. Anche Girolamo ha occasione di ricordare il martire Ippolito e riporta un passo di una sua opera 4, ma senza metterlo in rapporto con lo scrittore Ippolito. Fonti orientali conoscono Ippolito, oltre che come martire, anche come vescovo o di Roma o di Porto. Papa Gelasio, invece (fine del V secolo), lo dice vescovo di una città di Arabia.

Nel 1551, nell'ager Veranus vicino alla via Tiburtina, fu ritrovata una statua fortemente mutila, che constava di un trono marmoreo e della parte inferiore di una figura molto malridotta. Sui lati del trono è inciso un computo pasquale che inizia col primo anno dell'impero di Alessandro Severo, e sul retro sono incisi i titoli di alcune opere. Due titoli sono inutili; ecco gli altri: Sui Salmi, Sulla pitonessa, Per il Vangelo di Giovanni e l'Apocalissi, Tradizione apostolica sui carismi, Cronaca, Contro i Greci e contro Platone o Sull'universo (Perì pantòs), Esortazione a Severina, Dimostrazione del tempo di Pasqua e tavola pasquale, Odi su tutte le Scritture, Su Dio e la risurrezione della carne, Sul bene e donde viene il male.



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