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Libri - San Giustino



Titolo: "Confutazione di alcune dottrine aristoteliche"
Editore:
Autore: Pseudo-Giustino
Pagine: 152
Ean: 9788831182539
Prezzo: € 21.00

Descrizione:La Confutazione di alcune dottrine aristoteliche è opera in lingua greca falsamente attribuita dalla tradizione manoscritta all'apologista Giustino, la cui redazione può probabilmente essere datata tra il IV e il V secolo. L'opera si inserisce nella tradizione del pensiero cristiano antico che, a partire dalla convinzione che L'attività creatrice di Dio si collochi ab initio temporis, individua in Aristotele, sostenitore della dottrina dell'eternità del cosmo e del tempo, uno dei bersagli privilegiati della sua polemica. In questo contesto l'atteggiamento dell'anonimo autore della Confutatio appare tuttavia singolare: per difendere la creazione dal nulla egli si confronta in modo diretto - caso quasi unico all'interno della Patristica - con il testo aristotelico della Fisica e del trattato De caelo, confutandone le dottrine con argomentazioni di carattere esclusivamente filosofico ed evitando il richiamo al testo biblico quale strumento probatorio.

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Titolo: "Apologia per i cristiani"
Editore: ESD Edizioni Studio Domenicano
Autore: Giustino (san)
Pagine: 408
Ean: 9788870946406
Prezzo: € 28.00

Descrizione:Questa Apologia per i cristiani fu scritta a Roma intorno al 153 per la famiglia imperiale. Fu infatti indirizzata all'imperatore Antonino Pio e a suo figlio, Marco Aurelio, e a suo nipote Lucio Vero, quali futuri imperatori. L'Autore vuole discolpare i cristiani dalle accuse mosse contro di loro e a questo scopo usa argomenti di carattere morale e teologico, ma anche di tono giuridico e politico. Ricorda agli imperatori che la loro pretesa di avere un governo illuminato e degno di filosofi va dimostrata nei fatti. In particolare chiede che i cristiani siano condannati solo dopo che sia provato il male che essi - secondo i pagani - commetterebbero. L'obiettivo dell'Apologia è duplice: ottenere la legalizzazione del cristianesimo e quindi la fine delle persecuzioni; e mostrare agli imperatori e ai pagani che solo la fede in Cristo può soddisfare la loro sete di verità, perché Cristo è il Logos, la Ragione divina fatta carne. Sete di verità che le filosofie e le religioni hanno soddisfatto solo in minima parte. Giustino denuncia anche i limiti e le contraddizioni delle religioni pagane e sviluppa temi insoliti per un'opera destinata alla lettura dei pagani, cioè la dimostrazione della divinità di Cristo sulla base delle profezie e la descrizione del rito eucaristico. L'Apologia, infatti, è un testo storico di capitale importanza per ricostruire il modo con il quale i cristiani del II secolo celebravano l'eucaristia. Infine, Giustino insiste anche sulla santità del modo di vita dei cristiani e sulla consonanza delle loro dottrine di vita con gli spunti più felici della filosofia greca.

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Titolo: "Le due apologie"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Giustino (san)
Pagine: 160
Ean: 9788831525831
Prezzo: € 7.50

Descrizione:

Si tratta di un documento storico e spirituale di enorme importanza.Le due Apologie sono scritti con i quali il filosofo cristiano si rivolge agli imperatori e al Senato di Roma per contestare le motivazioni della persecuzione cui sono sottoposti i cristiani. Nel compiere la sua difesa, Giustino presenta, in sintesi, il credo cristiano e i motivi della sua credibilità, basati principalmente sulla lettura della Bibbia e sulla coerenza della vita dei cristiani. Espone inoltre le virtù alle quali i credenti si ispirano e descrive i loro sacramenti fondamentali (battesimo ed eucaristia). La pubblicazione è destinata al grande pubblico, interessato ad accedere alle fonti della spiritualità cristiana e ad entrare "in dialogo" con un grande maestro.



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Titolo: "Le apologie"
Editore:
Autore: Giustino (san)
Pagine: 128
Ean: 9788831114233
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

INTRODUZIONE

LA VITA

Le notizie biografiche su Giustino sono certamente attendibili provenendo in massima parte dai suoi stessi scritti, a cominciare dalla inscriptio dell'Apologia I in cui egli si presenta come «figlio di Prisco, nipote di Bacchio, cittadino di Flavia Neapolis in Siria di Palestina».

Di famiglia pagana ed educato secondo la cultura del tempo, frequentò, negli anni giovanili, le scuole filosofiche seguendo le lezioni di maestri stoici, peripatetici e pitagorici e, finalmente, l'insegnamento di un maestro sotto la cui guida doveva penetrare nella dottrina platonica, comprendere il fine che essa si proponeva e avviarsi così alla vera conoscenza di Dio.

La sua conversione avvenne con tutta probabilità intorno al 130, poiché di essa egli stesso parla nel Dialogo con il giudeo Trifone la cui composizione risale a dopo la guerra giudaica causata dalla rivolta di Bar Kocheba e svoltasi appunto negli anni 132-135.

Dalla conversione fino alla morte Giustino porrà la sua cultura religione e la preparazione filosofica totalmente a servizio della religione cristiana. Secondo quanto tramandano gli Acta S. Iustini (cap. 3), egli intorno al 140, sotto il regno di Antonino Pio, si recò a

Roma. Qui, tenendo delle lezioni sulla dottrina cristiana, nella casa dove egli abitava e che era situata «sopra le terme Timotine» (presso un certo Martino), poté contare un discreto numero di discepoli. Attorno a Giustino si formò infatti un vero e proprio didaskaleion.

Non mancarono però, fin dall'inizio, avversari al suo insegnamento: tra di essi si ricorda soprattutto il filosofo cinico Crescente la cui ignoranza in materia di cristianesimo e il cui atteggiamento dichiaratamente ostile contro questa religione, lo istigarono più tardi a denunciare Giustino alle autorità imperiali procurandone la condanna a morte.

Tuttavia, prima di morire, Giustino riuscì a dimostrarsi vero apologeta della dottrina cristiana grazie a una indefessa attività che non si limitò soltanto all'insegnamento nelle città di Efeso o di Roma, ma anche a un considerevole impegno letterario a difesa della nuova fede sia contro i pagani che contro i Giudei, disputando con gli avversari del cristianesimo e lottando contro le eresie che cominciavano a serpeggiare e accattivare un non trascurabile numero di seguaci.

Denunciato, come dicevamo, all'autorità imperiale, egli fu condannato alla decapitazione e fu «adornato da un divino martirio». Condotto davanti al tribunale del prefetto di Roma, Giunio Rustico, fu martirizzato molto probabilmente nel 165 quando era imperatore Marco Aurelio. Negli Atti del martirio l'esemplare confessione di fede.

Quando Tertulliano definisce Giustino «filosofo e martire» scandisce le due esperienze fondamentali delgrande apologista greco che, attratto in modo particolare da quella che egli stesso definì «scienza... dell'essere e del vero», dopo uno studio ininterrotto delle principali dottrine filosofiche, si convertì al cristianesimo, «l'unica filosofia utile e sicura». «Indossando l'abito del filosofo predicava la Parola di Dio e combatteva nelle sue opere a favore della fede». Diffondeva così l'insegnamento di Cristo considerando grave omissione rifiutarsi di annunciare la verità.

Adottando sovente i metodi del ragionamento filosofico acquisito nel frequentare le diverse scuole, egli insegnò ai suoi discepoli le verità della fede che aveva abbracciato, ammaestrando però non come i primi apostoli «entro l'ambito delle comunità, ... ma nella nuova dimensione sociale della "scuola" filosofica privata».

Il cristianesimo è per Giustino la vera filosofia o, se si preferisce, la verità filosofica che in Cristo si è pienamente rivelata e manifestata. Fu proprio la sete della verità e la ricerca dell'unico e vero Dio che lo spinse e lo invitò alla meditazione persuadendolo a recarsi in un luogo solitario vicino al mare, come Giustino stesso narra nel Dialogo.

Nella solitudine del luogo dove si era recato (e che molti vogliono identificare con le spiagge di Efeso), Giustino incontra un anziano, un vegliardo la cui stessa persona era simbolo di fiducia e di sapienza. Questi convince Giustino alla lettura dei profeti i quali, molto più antichi dei filosofi, ispirati dallo Spirito Santo, conobbero la verità e la insegnarono nei loro scritti. Giustino ascoltò le parole e le esortazioni dell'anziano; lesse e studiò i libri dei profeti e si convertì al cristianesimo con la mente, con il cuore e con le opere. Una conversione che non fu certo occasionale, né repentina o miracolistica, come potrebbe emergere da una prima lettura del racconto autobiografico, ma il traguardo di un cammino che Giustino aveva sempre perseguito alla ricerca della verità fino a quando fu profondamente attratto dalla lettura dei profeti e ancor più dalla vita che conducevano gli uomini amici di Cristo. Da allora, unico suo desiderio fu che ognuno potesse nutrire i suoi stessi sentimenti e vivere secondo la dottrina del Salvatore.

Dopo la conversione Giustino non cessò mai di penetrare più a fondo la dottrina cristiana, per dimostrare che se Dio ha operato da sempre, in ogni tempo, in ogni luogo e presso ogni popolo, comunicando «semi di verità» mediante il Logos, solo in Cristo si è pienamente rivelato; il Cristo è la «ragione» divina che promana da Dio Padre ed è il «Verbo» di Dio che, adempiendo tutte le profezie, si è incarnato affinché gli uomini siano partecipi della verità e della sapienza divina e affinché, mediante la sua incarnazione, passione e morte, sia redento il genere umano.

E questa l'unica dottrina di verità che Giustino intende far conoscere; continuando a indossare «il mantello del filosofo» insegna i testi sacri per convincere chiunque lo avesse ascoltato che la Parola di Dio, già rivelata nelle Scritture e annunciata per mezzo dei profeti, si era pienamente rive nel Cristo, adempimento di ogni promessa divina.



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Titolo: "Dialogo con Trifone"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Giustino (san)
Pagine: 420
Ean: 9788831501057
Prezzo: € 26.00

Descrizione:Scritto verso la metà del II secolo, questo testo di S. Giustino, è il primo diretto confronto fra cristianesimo e filosofia e tra cristianesimo e giudaismo. Il terreno di confronto è costituito dall'Antico Testamento, ma il vero tema dello scontro è Cristo. S. Giustino tenta di interpretare alla luce di Cristo tutta la vicenda umana, situando nel mistero cristiano sia la sapienza pagana sia la tradizione religiosa giudaica, giungendo così ad affermare che il cristianesimo è l'unica vera filosofia e l'unico vero Israele, da sempre.

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