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Libri - San Girolamo



Titolo: "Opere di San Girolamo vol. 8. Commento ai profeti minori/3. Commento ai profeti Abdia e Zaccaria ."
Editore:
Autore: Girolamo (san)
Pagine: 416
Ean: 9788831198608
Prezzo: € 70.00

Descrizione:Il commento ad Abdia fu ultimato verso la fine del 396. Girolamo in gioventù aveva dedicato ad Abdia un altro commento, in cui si privilegiava l'esegesi spirituale; adesso, invece, i suoi interessi per la Bibbia partono dal livello storico-letterale, come dimostra l'uso degli Hexapla. Inoltre, affiorano nel testo allusioni a Cicerone e Orazio e sono menzionati altri autori profani. Girolamo compose il commento a Zaccaria nel 406; anche in esso il ricorso agli Hexapla è considerevole; i suoi modelli sono un perduto commento di Origene e quello, che invece possediamo ancora, di Didimo il Cieco. Girolamo affronta l'esegesi del libro di Zaccaria con una certa soggezione per la sua oscurità; il suo intento principale è quello di risolvere le varie questioni legate a un testo così complesso. L'opera è impreziosita da diverse riprese virgiliane e citazioni di Cicerone e Orazio.

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Titolo: "59 Omelie sui Salmi (119-149)"
Editore:
Autore: Girolamo (san)
Pagine: 440
Ean: 9788831198592
Prezzo: € 78.00

Descrizione:Un testo fondamentale per conoscere Girolamo da un punto di vista pressoché inedito. I Tractatus in Psalmos furono scoperti e pubblicati da G. Morin tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento. Sulla base di vari riscontri l'editore attribuì i nuovi testi a Girolamo, di cui fino a quel momento era pressoché sconosciuta la produzione omiletica, datandoli al primo decennio del V secolo, quando lo Stridonense si trovava a Betlemme. L'attribuzione fu accettata unanimemente, fino a quando nel 1980 V. Peri non propose di intendere i Tractatus come la traduzione geronimiana delle omelie di Origene. Tale tesi ebbe largo successo in Italia, ma incontrò l'opposizione di alcuni studiosi della scuola francese, che continuarono a sostenere la paternità geronimiana. Qui si pubblicano il testo latino di Morin, rivisto dal curatore, e la traduzione italiana, corredata da un ampio commento che consente di inquadrare i Tractatus all'interno di una corretta prospettiva esegetica, ampia e articolata, che tenga conto della paternità geronimiana e dell'innegabile influenza origeniana.

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Titolo: "Omelie sui Salmi (1-115)"
Editore:
Autore: Girolamo (san)
Pagine: 536
Ean: 9788831198585
Prezzo: € 80.00

Descrizione:Un testo fondamentale per conoscere Girolamo da un punto di vista pressoché inedito. I Tractatus in Psalmos furono scoperti e pubblicati da G. Morin tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento. Sulla base di vari riscontri l'editore attribuì i nuovi testi a Girolamo, di cui fino a quel momento era pressoché sconosciuta la produzione omiletica, datandoli al primo decennio del V secolo, quando lo Stridonense si trovava a Betlemme. L'attribuzione fu accettata unanimemente, fino a quando nel 1980 V. Peri non propose di intendere i Tractatus come la traduzione geronimiana delle omelie di Origene. Tale tesi ebbe largo successo in Italia, ma incontrò l'opposizione di alcuni studiosi della scuola francese, che continuarono a sostenere la paternità geronimiana. Qui si pubblicano il testo latino di Morin, rivisto dal curatore, e la traduzione italiana, corredata da un ampio commento che consente di inquadrare i Tractatus all'interno di una corretta prospettiva esegetica, ampia e articolata, che tenga conto della paternità geronimiana e dell'innegabile influenza origeniana.

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Titolo: "Opere di Girolamo. VIII/2"
Editore:
Autore: Girolamo (san)
Pagine: 414
Ean: 9788831198578
Prezzo: € 73.00

Descrizione:Una raccolta di testi per la prima volta accessibili al pubblico italiano nella loro integrità. Girolamo compose i commenti ai profeti minori in tre riprese: dal 389 al 392, nel 396 e nel 406. Quelli a Naum, Michea, Sofonia, Aggeo e Abacuc risalgono al primo periodo, durante il soggiorno in Oriente, dove prende corpo l'ambizioso progetto di una nuova versione latina dell'Antico Testamento, condotta direttamente sul testo ebraico. Il commento a Giona è del 396 e vi si riconosce l'eco della polemica contro Origene scoppiata tre anni prima. Girolamo rivede il testo latino preesistente alla luce dell'Hebraica veritas anziché sul greco dei Settanta. In questi volumi i commenti ai profeti minori sono accessibili al pubblico italiano per la prima volta nella loro integrità.

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Titolo: "Opere di San Girolamo"
Editore:
Autore: Girolamo (san)
Pagine: 344
Ean: 9788831198561
Prezzo: € 72.00

Descrizione:In questo tomo commento a Naum e Michea. Girolamo compose i commenti ai profeti minori in tre riprese: dal 389 al 392, nel 396 e nel 406. Quelli a Naum, Michea, Sofonia, Aggeo e Abacuc risalgono al primo periodo, durante il soggiorno in Oriente, dove prende corpo l'ambizioso progetto di una nuova versione latina dell'Antico Testamento, condotta direttamente sul testo ebraico. Il commento a Giona è del 396 e vi si riconosce l'eco della polemica contro Origene scoppiata tre anni prima. Girolamo rivede il testo latino preesistente alla luce dell'Hebraica veritas anziché sul greco dei Settanta. In questi volumi i commenti ai profeti minori sono accessibili al pubblico italiano per la prima volta nella loro integrità.

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Titolo: "Tre eroi del deserto"
Editore: Scritti Monastici
Autore: Girolamo (san)
Pagine: 192
Ean: 9788885931848
Prezzo: € 18.00

Descrizione:In questo volume sono presenti le tre Vite scritte da s. Girolamo: la Vita dei monaci Paolo, Ilarione e Malco. S. Girolamo inaugura, scrivendo la Vita Pauli primi eremitae, il genere letterario delle Vite monastiche. Merito di questa traduzione è l'aver cercato di rendere conto dell'eclettismo del santo; dei suoi ricordi degli anni passati alle scuole di Donato e Vittorino. La vastità della sua erudizione gli permettono di spaziare tra linguaggi tecnici, risvolti poetici, echi romanzeschi, e saggi filosofici.

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Titolo: "Opere di Girolamo vol.4"
Editore:
Autore: Girolamo (san)
Pagine: 96
Ean: 9788831198547
Prezzo: € 78.00

Descrizione:Un prezioso strumento per l'esegesi e lo studio del pensiero latino e della cultura tardo antica. Girolamo compone il commento al libro di Isaia tra il 408 e il 410 d.C. Pensato per un uditorio aristocratico e colto, in particolare costituito da un gruppo di donne cristiane di alto linguaggio e di vita virtuosa conosciute nel suo soggiorno romano, lo scritto si presenta diviso in diciotto libri: ogni libro espone, dopo il prologo, la spiegazione sistematica del testo profetico, alternando l'esegesi letterale a quella spirituale. Dopo aver conosciuto un'alterna fortuna durante l'Umanesimo e il Rinascimento, in età moderna l'opera di Girolamo traduttore ed esegeta ha potuto essere studiata come documento di una latinità e di una cultura che hanno avuto, in quanto tali, un'influenza profonda sulle lingue e le culture medio- e neolatine d'Europa.

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Titolo: "Opere di San Girolamo"
Editore:
Autore: Girolamo (San)
Pagine:
Ean: 9788831198530
Prezzo: € 88.00

Descrizione:

In edizione latino-italiana, una testimonianza preziosa della vita delle prime comunità monastiche e del cristianesimo delle origini. 

Vita di san Paolo, Vita di Ilarione; Vita di Malco: la solitudine, il contatto intimo con Dio, la castità, la fede sono i temi ricorrenti di queste opere in cui Girolamo comunica il fascino della vita monastica. Le Vite (in particolare la Vita di San Paolo, prima opera monastica latina in assoluto) incontrarono l’immediato favore dei lettori, grazie al momento storico che vedeva il fiorire del monachesimo in Occidente. Gli uomini illustri: ha il merito di avere trasmesso notizie storiche preziose; ad essa le moderne storie letterarie devono a volte rivolgersi come a fonte unica di informazione. Continuazione della Cronaca di Eusebio: è una parziale traduzione in latino del Chronicon di Eusebio di Cesarea, testo storiografico che riassume la cronologia universale e biblica. Eusebio si ferma all’anno 303 d.c., Girolamo prosegue fino al 378 d.C. La Regola di Pacomio si compone di quattro gruppi di norme monastiche che Girolamo, nel 404, traduce in latino.



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Titolo: "Commento a Isaia vol. IV/3 - San Girolamo"
Editore:
Autore: Girolamo (San)
Pagine:
Ean: 9788831198523
Prezzo: € 78.00

Descrizione:

Il terzo volume dell'Opera Omnia di San Girolamo. Un prezioso strumento per l'esegesi e lo studio del pensiero latino e della cultura tardo antica.



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Titolo: "Commento ad Sofonia e Naum"
Editore:
Autore: Girolamo (San)
Pagine:
Ean: 9788831182324
Prezzo: € 23.00

Descrizione:

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

Girolamo compose i commenti a Naum e Sofonia tra il 389 e il 392 durante il suo soggiorno in Oriente; nello stesso periodo egli si dedicò anche ai commenti di altri tre profeti minori: Abacuc, Michea e Aggeo. Fu un periodo di intenso lavoro per lui: tradusse le omelie di Origene sul Vangelo di Luca, compilò il Liber interpretationis Hebraicorum nominum e il De situ et nominibus locorum Hebraicorum, curò la stesura della Vita Hilarionis, delle Quaestiones Hebraicae in Genesim, dei Commentarioli ín Psalmos e del Tractatus in Psalmos X-XVI, rivide la traduzione latina dei Settanta dei libri sapienziali, delle Cronache, dei Salmi e di Giobbe, tradusse dall'ebraico tutti i profeti, maggiori e minori, i Salmi, i quattro libri dei Re e Giobbe. Girolamo, grazie alla sua attività di traduttore, acquisì un metodo efficace per studiare le Scritture, soprattutto l'Antico Testamento. Per tradurre direttamente dall'ebraico ricorse a uno strumento utile anche all'esegeta, cioè agli Hexapla di Origene. Nei due commenti, se si tiene presente che la loro estensione è grosso modo la stessa, il loro uso risulta abbastanza consistente e le ricorrenze sono stranamente simili dal punto di vista numerico.

L'esegesi letterale e spirituale del libro biblico, un invito al pentimento. Girolamo compone i commenti a libri biblici di Naum e Sofonia tra il 389 e il 392 dedicando entrambi a Paola, nobile matrona romana, e la figlia Eustochio delle quali era guida spirituale. Il commento a Naum è costituito da un unico libro, introdotto da un breve prologo e privo di conclusione. Com'è abitudine di Girolamo, il libro profetico è analizzato versetto per versetto con una doppia interpretazione, prima secondo un livello storico-letterale e poi spirituale. Quale il messaggio di Girolamo? Ninive è intesa come figura del mondo in cui viviamo e i veri Assiri di cui bisogna avere timore sono i persecutori dei credenti, cioè degli uomini di Chiesa, autentico Israele.Così procede per il commento a Sofonia. Tema dominante del Libro è l'annuncio del giorno del Signore, "giorno della collera, giorno del castigo, giorno del giudizio" che si traduce nel testo di Girolamo in un invito al pentimento.

L'interpretazione si fonda sul confronto fra l'originale ebraico, la traduzione dei Settanta e le altre versioni greche. Peraltro, la polemica antiorigeniana cominciò nel 393 e pertanto mancano gli attacchi a Origene e ai suoi seguaci e anzi si potrebbe affermare che vi sono esposte dottrine origeniane come quella dell'apocatastasi e della guarigione del diavolo alla fine dei tempi senza nessuna particolare cautela, anche se cominciano a farsi strada dubbi e perplessità. Un'allusione al teologo alessandrino nel commento a Naum potrebbe essere contenuta nella parte finale delle chiosa al versetto 1, 8, laddove si afferma che alcuni esegeti cristiani vi colgono un cenno a Marcione e agli altri eretici che attaccano il Dio creatore dell'Antico Testamento: lo spunto è offerto proprio dall'esame delle varianti di traduzione presenti negli Hexapla ed è altamente probabile che Girolamo abbia di fronte, in questa circostanza, anche i commenti aí profeti minori di Origene. Nel commento a Sofonia, a proposito del versetto 1, 7 in cui si prospetta l'arrivo del giorno del Signore, si legge che alcuni esegeti cristiani — la formula è la stessa adoperata nel passo ricordato sopra: "Alcuni dei nostri" — lo riconducono alla venuta del Salvatore quando furono scelti gli apostoli. Relativamente ai versetti 3, 14-18, vi è addirittura un riferimento abbastanza esplicito alla dottrina origeniana apocatastasim: i dèmoni, ripristinato lo stato di ogni cosa, faranno ritorno a Dio.



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Titolo: "Commento a Isaia vol. IV/2 - San Girolamo"
Editore:
Autore: Girolamo (San)
Pagine: 428
Ean: 9788831198516
Prezzo: € 75.00

Descrizione:Il secondo volume dell'Opera Omnia di San Girolamo, traduttore ed esegeta che ha dato un contributo determinante nella definizione delle radici della cultura europea. Girolamo compone il commento al libro di Isaia tra il 408 e il 410 d.C. Pensato per un uditorio aristocratico e colto, in particolare costituito da un gruppo di donne cristiane di alto linguaggio e di vita virtuosa conosciute nel suo soggiorno romano, lo scritto si presenta diviso in diciotto libri:ogni libro espone, dopo il prologo, la spiegazione sistematica del testo profetico, alternando l'esegesi letterale a quella spirituale. Dopo aver conosciuto un'alterna fortuna durante l'Umanesimo e il Rinascimento, in età moderna l'opera di Girolamo traduttore ed esegeta ha potuto essere studiata come documento di una latinità e di una cultura che hanno avuto, in quanto tali, un'influenza profonda sulle lingue e le culture medio- e neolatine d'Europa.

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Titolo: "Commento ad Abacuc e Abdia"
Editore:
Autore: Girolamo (San)
Pagine: 208
Ean: 9788831182232
Prezzo: € 24.00

Descrizione:

Il Commento ad Abacuc, composto tra il 389 e il 392, è dedicato a Cromazio, vescovo di Aquileia. Girolamo offre una lettura spirituale: Nabucodonosor è il diavolo e i Caldei sono i suoi seguaci, ovvero i demoni o gli eretici. Nel Commento ad Abdia, composto intorno al 396, gli Idumei che aggrediscono gli Israeliti alludono agli eretici che insidiano i credenti e li spingono ad uscire dalla Chiesa. Nei due commenti, seppure in misure diverse, Girolamo ricorre al suo repertorio esegetico consueto che combina letteratura patristica, cultura classica profana e tradizione giudaica.

INTRODUZIONE

1. DATA DI COMPOSIZIONE DEI DUE COMMENTI

Girolamo compose il commento ad Abacuc tra il 389 e il 392 durante il suo soggiorno in Oriente: a questo periodo risalgono anche i commenti a Naum, Michea, Sofonia e Aggeo. In questa stessa epoca egli si dedicò a vari altri lavori, non solo esegetici: la traduzione delle omelie di Origene sul Vangelo di Luca, la composizione di libri di erudizione quali il Liber interpretationis Hebraicorum nominum e il De situ et nominibus locorum Hebraicorum, di una biografia come la Vita Hilarionis, di opere di esegesi come le Quaestiones Hebraicae in Genesim, i Commentarioli in Psalmos e il Tractatus in Psalmos X-XVI, la revisione della traduzione latina dei Settanta dei libri agiografici, delle Cronache, dei Salmi e di Giobbe, la traduzione dall'ebraico dei profeti, sia maggiori che minori, dei Salmi, dei quattro libri dei Re e di Giobbe. Proprio quest'intensa attività di esegeta, di traduttore e di erudito aveva permesso a Girolamo l'acquisizione di un metodo efficace per affrontare lo studio e l'esame delle Scritture, soprattutto per quanto riguardava l'Antico Testamento. Infatti, se come traduttore all'inizio si era prefissato semplicemente di rivedere la versione latina tràdita sulla base del testo greco dei Settanta, in seguito si convertì all'originale ebraico e intraprese il progetto di una traduzione latina integrale direttamente da questa lingua. A tale scopo Si avvalse di uno strumento che si rivelò utile anche all'esegeta, ossia gli Hexapla di Origene.

Nel commento ad ricorso a quest'opera è ben documentato e attesta d'e geronimiano è ormai chiaramente definito: l' interpretazione del testo biblico immancabilmente da un confronto fra l'originale ebraico, la traduzione dei Settanta e spesso anche le altre versioni. Naturalmente in questa maniera si privilegia aspetto filologico su quello teologico, come è facile attendersi dall'antico discepolo del grammatico Elio Donato: peraltro Girolamo. al contrario di Origene, in tutte le sue opere è alieno da speculazioni troppo intellettualistiche e da elaborazioni filosofiche originali.

Non vi è, inoltre, alcuna traccia della polemica antiorigeniana che sarebbe cominciata solo nel 393, anzi vi sono soltanto nove accenni. e neppure troppo accesi, a interpretazioni di commentatori di cui si tace il nome: nel primo caso, a proposito della parte finale del versetto 1. 12 di Abacuc secondo i Settanta («Mi forgiò per accusare secondo la sua disciplina»), si afferma che alcuni ritengono che si parli di Cristo, il quale fu forgiato dal Padre e assunse un corpo umano per insegnare agli uomini la sua dottrina, ma Girolamo si affretta ad aggiungere che quest'ipotesi stona con i versetti precedenti e con l'intero passo; nel secondo caso, si asserisce che i versetti 2, 5-8, secondo alcuni, si riferiscono alla fine della visione e al compimento dell'aiuto di Dio; nel terzo caso, sempre nella stessa chiosa, è presentata l'opinione di chi crede che le parole del profeta («Guai a chi moltiplica per sé la roba non propria») siano rivolte ai ricchi; nel quarto caso, relativamente ai versetti 2, 9--11, si legge che molti interpretano il passo come una dimostrazione dell'incredulità degli ebrei e della fede di cui, al contrario, daranno testimonianza le genti; nel quinto caso, lo scarabeo del testo biblico è assimilato agli eretici, sulla scia di un'interpretazione letta in un libro non precisato; nel sesto caso, sempre nella stessa chiosa, è introdotta con riserva l'ipotesi di chi identifica la «pietra che urlerà dalla parete» con Cristo e lo scarabeo che parla dal legno con il ladrone che bestemmiò il Signore sulla croce; nel settimo caso, poco più in là, a proposito degli stessi versetti, il verme che parla dal legno è ricondotto da qualcuno a Sal 21, 7 («Ma io sono un verme e non un uomo»); nell'ottavo caso, si parte ancora dal testo dei Settanta, più precisamente dal versetto 3, 2a («In mezzo a due animali sarai conosciuto»), e si spiega che per alcuni significa che il Padre è compreso per mezzo del Figlio e dello Spirito e per altri i due animali fanno riferimento ai due Testamenti, il Nuovo e il Vecchio, che sono davvero esseri animati e viventi, che respirano e in mezzo ai quali il Signore è conosciuto.

Peraltro, Girolamo non specifica se lui personalmente accolga o rigetti questa chiosa. In ogni caso, è proprio Origene che, in De principiis 1, 3, 4 e nel Commento ai Romani 3, 5-5, 7, ha affermato di credere che Ab 3, 2 vada riferito a Cristo e allo Spirito Santo e che questi due, definiti animali dal profeta, esistano allo scopo di far conoscere il Padre 5, alla stessa maniera in cui, secondo l' esegesi giudaica del propiziatorio in Es 25, 17 e in Nm 7, 8-9, Dio si manifesta tra i due cherubini 6. Nel nono caso, riguardo al versetto 3, 17, il fico, la vigna e l'olivo, menzionati nel testo



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Titolo: "Gli uomini illustri"
Editore:
Autore: Girolamo (san)
Pagine: 216
Ean: 9788831114202
Prezzo: € 8.50

Descrizione:

Su invito dell'amico Destro, prefetto del pretorio, nel 393 Girolamo compone il De viribus illustribus, una raccolta di 135 vite di autori cristiani particolarmente dediti allo studio della Bibbia, dalle origini fino al 393, tra i quali l'Autore inserisce anche gli ebrei Filone e Giuseppe e il filosofo pagano Seneca insieme a diversi eretici.

L'ultimo medaglione con il quale si conclude la raccolta è dedicato allo stesso Girolamo. Modellata sul De viribus illustribus di Svetonio e sul Brutus di Cicerone, l'opera dipende quasi totalmente dalla Storia Ecclesiastica e dalla Cronaca di Eusebio di Cesarea per i primi 78 medaglioni, mentre si avvale negli altri, come fonte quasi esclusiva, della vasta erudizione dell'Autore. Nei ritratti si forniscono rapide notizie sulla vita e le opere. Attraverso questa galleria di nomi più o meno illustri, Girolamo si propone di confutare le accuse di scarsa levatura culturale che alcuni intellettuali pagani avevano lanciato contro i seguaci di Cristo. Durante il Medioevo il libro ha riscosso uno straordinario successo, divenendo nei secoli una sorta di pietra di paragone di qualsiasi dettato storico di letteratura cristiana e fonte primaria di documentazione nell'ambito della letteratura cristiana antica.


ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

Attraverso questa galleria di nomi più o meno illustri nell'ambito della letteratura cristiana, l'autore si propone di confutare le accuse di scarsa levatura culturale che alcuni intellettuali pagani, come Celso, Porfirio e Giuliano avevano lanciato contro i seguaci di Cristo.

Una certa compiacenza di Girolamo amo per questa sua novità letteraria si può arguire, oltre che dai ritocchi via via apportati, dall'ultimo profilo dedicato a se stesso: malcelata consacrazione del proprio talento?

Certo è che l'opera, nel suo complesso, denuncia enuncia notevoli mende, imputabili in parte al metodo sovente affrettato della composizione geronimiana: difetti peraltrogià rilevati dal contemporaneo sant'Agostino, che pure non mancò di sottolineare la grande utilità di un simile lavoro.

A conferma di questo giudizio sostanzialmente favorevole, si può ricordare il tributo di ammirazione incondizionata che il libro riscosse nei secoli medievali. Ben presto conosciuta anche in Oriente, grazie ad una versione greca comunemente attribuita a Sofronio, l'opera ebbe molti continuatori entusiasti, divenendo per vari secoli una sorta di pietra di paragone di qualsiasi dettato storico di letteratura cristiana. A mero titolo esemplificativo, vai forse la pena di accennare alle opere analoghe di Gennadio di Marsiglia

I(verso il 480); Isidoro di Siviglia (tra il 615 e il 618) , defonso di Toledo (morto nel 667); Sigeberto di Gembloux (sec. XII); Onorio di Autun (prima metà del sec. Anonimo di Melk (sec. XII): Giovanni Tritemio (morto nel 1516). Fino al XVIII secolo il De viris illustribus gerommiano fu modello insostituibile per tutte le opere concernenti lo studio dei Padri.

In altri termini, pur con le dovute riserve su vari aspetti dell'opera - come la scarsa originalità dell'impianto e l'evidente parzialità di taluni giudizi —, non si può certo negare che lo scritto geronimiano, primo nel suo genere costituisce una fonte primaria di documentazione nell'am bito della letteratura cristiana antica.

In ultima analisi, non si può che condividere tout court la dotta e calibrata disamina di Ceresa-Gastaldo nella sua magistrale introduzione alla recente edizione del De viris illustribus, della quale qui si propone un interessante passaggio: «La cultura antica non si trova invece isolata nel pensiero di Girolamo, ma conservata da un'altra cultura che, oltre ogni condizionamento dovuto alle singole personalità e ai diversi ambienti, sarà destinata ad imporsi nei secoli: la cultura biblica». "Cultura classica" e "cultura biblica" sono a loro volta le componenti essenziali della nuova "cultura cristiana" che, nonostante fasi di tensioni e di contrasti legate al loro graduale e progressivo sviluppo, non si presenterà mai come opposizione, ma come originale rielaborazione della cultura antica. Da questo punto di vista si potrebbe dire che, fra tutti gli autori citati, Origene rappresenti per Girolamo il modello ideale soprattutto perché in lui la cultura diventa tanto più vasta e profonda quanto più è ispirata dall'unico intento di testimoniare e di diffondere il messaggio di Cristo.



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Titolo: "Commento ad Aggeo e a Gioele"
Editore:
Autore: Girolamo
Pagine: 196
Ean: 9788831182140
Prezzo: € 20.00

Descrizione:Il Libro di Aggeo si compone di due parti: nella prima i Giudei sono esortati a ricostruire il tempio distrutto da Nabucodonosor, nella seconda si prospetta la gloria dell'edificio e si esalta in termini regali Zorobabel, governatore di Giuda a nome del re persiano. Nel Libro a lui intitolato, il profeta Gioele annuncia un'invasione di cavallette e rivolge un appello al popolo perché si penta. Il presente volume raccoglie i due commenti di Girolamo ai due Libri dell'Antico Testamento, nei quali, seppure in misure diverse, l'Autore ricorre al suo repertorio esegetico consueto che combina la letteratura patristica, la cultura classica profana e la tradizione giudaica. L'esegesi è condotta su un doppio livello, l'uno storico-letterale e l'altro spirituale. Nel corso del suo esame Girolamo confronta la propria versione dall'ebraico e quella dei Settanta, ricorrendo anche agli Hexapla origeniani.

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Titolo: "Scritti vari"
Editore:
Autore: Girolamo (san)
Pagine: 472
Ean: 9788831190947
Prezzo: € 60.00

Descrizione:Grande erudito e filosofo, santo e Dottore della Chiesa, autore della Vulgata, la migliore versione latina antica dell'Antico Testamento, Girolamo è, dopo Agostino, lo scrittore più produttivo della Chiesa occidentale. Il volume pubblica in edizione latino-italiana una scelta del suo ricchissimo epistolario, l'opera più affascinante della vasta produzione. Indirizzate ad uomini e donne d'Oriente e Occidente, vedove, monaci, senatori, intellettuali che gli scrivevano per le ragioni più varie, queste lettere disegnano un diario spirituale di cinquant'anni vissuti alla ricerca del "solo nostro guadagno che è l'amore che ci unisce in Cristo".

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Titolo: "Commento alla Lettera agli Efesini"
Editore:
Autore: Girolamo (san)
Pagine: 344
Ean: 9788831182119
Prezzo: € 35.00

Descrizione:Nel 386 d.C. Girolamo commenta le quattro Lettere paoline a Filemone, ai Galati, agli Efesini e a Tito, il primo impegnativo lavoro esegetico di una serie vastissima, che coprirà quasi l'intera Sacra Scrittura. Il commento alle ultime due si caratterizza per una grande varietà di approcci al testo: storico, letterale morale, spirituale allegorico. L'indagine di Girolamo si dispiega soprattutto sul piano linguistico: ottimo conoscitore del latino e del greco e discreto conoscitore dell'ebraico, fa continue osservazioni sulla sintassi e la grammatica del testo, sul lessico, sui problemi di traduzione da una lingua all'altra, sulla punteggiatura, sugli errori nella trasmissione dei manoscritti.

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Titolo: "Commento a Zaccaria. Commento a Malachia"
Editore:
Autore:
Pagine: 352
Ean: 9788831182102
Prezzo: € 35.00

Descrizione:Databili intorno al 406 d.C., i commenti di Girolamo ai libri di Zaccaria e Malachia, si distinguono dai lavori degli altri esegeti contemporanei e del passato per la sistematicità della spiegazione storica. Girolamo contestualizza infatti il testo biblico nell'ambiente, nelle vicende e nella cultura del popolo giudaico. Inoltre la perfetta conoscenza del greco e soprattutto l'erudizione ebraica che riguardava non solo la lingua, ma anche una somma di conoscenze acquisite a viva voce dalla frequentazione dei maestri rabbinici, conferiscono ai suoi commenti un rigore metodologico e filologico per l'epoca ineguagliato e ne fanno un unicum nell'ambito della letteratura cristiana antica.

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Titolo: "Vita di San Girolamo"
Editore: Rubbettino Editore
Autore: De Leo Pietro
Pagine: 140
Ean: 9788849817324
Prezzo: € 12.00

Descrizione:

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Titolo: "Commento a Osea"
Editore:
Autore: Girolamo (san)
Pagine: 328
Ean: 9788831131902
Prezzo: € 33.00

Descrizione:

Tra i dodici profeti minori quello che suscita maggiori curiosità per le vicende di cui è protagonista è sicuramente Osea, il profeta che riceve da Dio il compito di sposare una prostituta, Gomer, per generare da lei una progenie. Dall'unione con la donna nascono tre figli. In seguito Gomer, tornando alle antiche abitudini, tradisce Osea e lo abbandona. Le disgrazie matrimoniali del profeta, narrate nei primi tre capitoli del libro, sono la chiara allusione ai tradimenti del popolo di Israele nei confronti di Dio, cioè alle continue trasgressioni dell'alleanza stipulata ai piedi del Sinai. Il commento di Girolamo in tre libri è un'originale fusione di componenti di origine varia: tradizione rabbinica, esegesi patristica (Orige-ne su tutti) e cultura classica profana.

Girolamo parte dal confronto condotto versetto per versetto tra la propria traduzione dall'ebraico e quella dei Settanta e fa spesso ampio ricorso agli Hexempla di Origene, applicando scrupolosamente i procedimenti della filologia di allora. Tuttavia non si limita ad una mera apologia della propria versione biblica, ma fornisce una puntuale interpretazione attuata su un doppio livello, l'uno storico-letterale e l'altro allegorico, senza sacrificare il primo al secondo.

INTRODUZIONE

1. DATA DI COMPOSIZIONE

Il commento a Osea fu terminato nel 406, lo stesso anno in cui furono composti quelli ad altri quattro dei dodici profeti minori, cioè a Gioele, a Zaccaria, a Malachia e ad Amos. Gli altri sette profeti erano stati commentati precedentemente: Naum, periodo che va dal 389 al 392, cioè contemporaneamente all'inizio della versione delle

Scritture intrapresa da Girolamo sul testo ebraico; Abdia e Giona nel 396. La polemica origenista era scoppiata nel 393, e dunque non stupisce che nel commento a Osea, scritto circa tredici anni dopo, gli spunti contro Origene siano praticamente assenti: Girolamo menziona espressamente l'esegeta alessandrino nella prima, prefazione del commento, attribuendogli un libello dedicato al significato del nome "Efraim" in Osea e un'opera incompiuta e priva di inizio, di cui non è fornita nessun'altra precisazione circa i suoi contenuti; sempre nella prima prefazione egli afferma di avere invitato Didimo il Cieco a scrivere un commento a Osea, una fatica che Origene non aveva affrontato. Per il resto, sono forse allusioni a perduti passi di Origene i riferimenti ai commenti di autori di cui non si dice il nome, ma dei quali sono confutate le opinioni: nella chiosa a Os 5, 13 Girolamo riporta una interpretazione del re Iarib, nominato nel versetto, come richiamo a Cristo, notizia che peraltro viene ripetuta nella chiosa a Os 10, 5-611; a proposito dei versetti 13, 14-1512, si legge che qualcuno riconosce nel "vento infuocato" di cui si legge in Osea quello che colpì la casa di Giobbe, causando la morte dei suoifigli, e, più sotto, si aggiunge che questo commentatore interpreta "il vento infuocato" come il Diavolo.

Nel commento a Osea l'unico riferimento biografico che fornisce indicazioni sulla sua data di composizione è presente nella prima prefazione, quando Girolamo afferma di essersi trovato circa ventidue anni prima ad Alessandria su richiesta di Paola, suocera di Pammachio, dedicatario del commento, e di avere qui visto ed ascoltato Didimo. In realtà il soggiorno alessandrino risale alla primavera del 386, cioè venti anni prima: evidentemente la memoria di Girolamo non è stata impeccabile in questo caso.



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Titolo: "Settantaquattro omelie sul libro dei Salmi"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Origene, Girolamo (san)
Pagine: 744
Ean: 9788831508711
Prezzo: € 26.00

Descrizione:Queste 74 Omelie, che appaiono per la prima volta in italiano, presentano affiancati Origene e Girolamo, i due massimi studiosi della Scrittura nell'antichità patristica, due personalità che hanno dato un contributo incomparabile alla conoscenza della Parola di Dio, spendendo l'intera vita per renderla accessibile. L'opera apre nuovi orizzonti agli studi patristici, e particolarmente riguardo all'esegesi sui salmi: senza perdere di vista il senso letterale della Bibbia, è una continua ricerca del suo senso spirituale, dei suoi contenuti teologici, specie nell'appassionata meditazione su Cristo, che si esprime in queste pagine con un fascino ancora intatto.

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Titolo: "Gli uomini illustri­De viris illustribus"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Girolamo (san)
Pagine: 376
Ean: 9788810420126
Prezzo: € 36.50

Descrizione:Scritta a Betlemme da san Gerolamo nel 393, l'opera rappresenta il primo tentativo di una biografia letteraria degli scrittori cristiani antichi e comprende 135 brevi vite di «uomini illustri», greci e latini, che si distinsero particolarmente per i loro studi biblici e letterari. Nonostante i limiti e le disuguaglianze tra le biografie letterarie, spesso condizionate dalla forte personalità dell'autore, De viris illustribus ha avuto una straordinaria diffusione nel corso dei secoli. L'edizione critica del testo prende in esame anche nuovi codici e la tradizione indiretta.

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