Articoli religiosi

Libri - Apologetica



Titolo: "Introduzione allo studio di Dio"
Editore: Fede & Cultura
Autore: Réginald Garrigou-Lagrange
Pagine: 176
Ean: 9788864098180
Prezzo: € 16.00

Descrizione:È possibile conoscere Dio con la sola ragione? Quale tipo di ragione? E quale Dio ci fa conoscere? A simili domande si propone di rispondere questo libro, attraverso un percorso intellettuale che muove dall’attualità del problema-Dio, ne affronta le risposte negative o inadeguate, le illumina positivamente con la filosofia tomista tradizionale, per arrivare all’effettivo rivelarsi di Dio nella storia della salvezza. Gli apporti presentati dal grande teologo domenicano Garrigou-Lagrange rivelano ancora oggi tutta la loro grandiosità, nella misura in cui sono ancora in grado, dopo più di mezzo secolo, di guidare l’uomo sulle strade della ricerca di Dio.

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Titolo: "Cristiano della comune specie"
Editore: Cantagalli Edizioni
Autore: Charles Péguy
Pagine: 184
Ean: 9788868794569
Prezzo: € 14.00

Descrizione:Non ci sarà mica qualcuno che crede ancora alle definizioni del vecchio catechismo? O che le vicende narrate nei Vangeli siano fatti reali? O che l'obbedienza all'autorità di un incolto valga più delle sottili diagnosi di un intellettuale? Nella brillante Parigi del 1910 gli uomini di cultura potevano ammettere che il cristianesimo fosse seguito da popolane attaccate alla tradizione o da fanciulle in crisi adolescenziale, ma che lo abbracciasse il giovane dal mai rinnegato passato socialista, il tenace editore di una rivista piccola ma di altissima levatura, lo scrittore candidato al più prestigioso premio letterario della capitale, Charles Péguy insomma, era troppo. Bisognava rimettere le cose al loro posto, magari con una recensione critica del Mistero della carità di Giovanna d'Arco. Quegli intellettuali non immaginavano con quanta forza Péguy avrebbe reagito per difendere la sua fede.

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Titolo: "L'apologetica"
Editore: Rubbettino Editore
Autore:
Pagine: 434
Ean: 9788849848809
Prezzo: € 24.00

Descrizione:Data la persistenza di forti opposizioni anticristiane, l'apologetica continua ad occupare nei secoli IV-VI un posto di assoluto rilievo, nonostante la fine delle persecuzioni: quando le circostanze lo impongono, la dottrina cristiana è illustrata e difesa mediante una forte polemica contro il paganesimo e il giudaismo. Il volume raccoglie le relazioni di studiosi di estrazione e specializzazione diverse, che durante il Convegno su L' Apologetica nei Padri di IV e V secolo e in John Henry Newman, svoltosi a Palermo nel novembre del 2011, hanno trattato, con diversità di accenti e sfumature, realtà, situazioni, momenti e aspetti importanti riguardanti i dibattiti polemici sulla fede cristiana relativi ai secoli IV e V, prendendo soprattutto in considerazione non tanto i problemi che hanno attinenza con la situazione storica in senso stretto, ma quelli che investono la storia delle idee e della religione cristiana, e constatando che la suddetta apologetica muta e rompe, talora, gli schemi o, comunque, le norme del genere letterario.

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Titolo: "Rivelazione, fede e credibilità in Arnobio di Sicca"
Editore: LAS Editrice
Autore: Sollena Andrea
Pagine: 278
Ean: 9788821312496
Prezzo: € 19.00

Descrizione:

Il presente saggio, ponendosi in continuità con gli studi su Arnobio condotti dal professore Biagio Amata, salesiano, esamina il rapporto tra la dimensione apologetica e la struttura teologica nel primo libro dell’Adversus nationes libri septem, nella convinzione che il discorso arnobiano costituisca un unicum entro il quale le ragioni dell’apologia determinano le caratteristiche del discorso cristiano su Dio e queste ultime, fondate proprio sul terreno apologetico, agiscano sul testo come fattore di trasformazione dell’apologia in annuncio kerygmatico.

La dimensione apologetica del libro si sviluppa secondo uno schema ricorrente, intrinsecamente segnato dalla volontà dell’apologista di stabilire un dialogo con l’interlocutore pagano. Per tale caratteristica l’argomentazione arnobiana, nel suo dipanarsi, prende sempre l’avvio da una obiezione sollevata dai pagani nei confronti del cristianesimo. Tale obiezione viene assunta e fatta propria da Arnobio, il quale esamina alla luce della ragione tutte le conseguenze logiche intrinseche all’obiezione pagana. In tal modo egli perviene alla dimostrazione della insostenibilità razionale dell’obiezione sollevata dai pagani e, ancora avvalendosi della ragione, pone le basi del discorso su Dio.

Tale discorso cristiano su Dio, tuttavia, non assolve solamente ad una funzione apologetica. Esso, infatti, delineando con puntualità nel corso della serrata argomentazione arnobiana i tratti essenziali del cristianesimo, si configura come costruzione teologica ben distinta, la quale trova saldo fondamento sui concetti di “rivelazione”, “fede” e “credibilità” e sulla loro reciproca interazione.

Le questioni sollevate da tali concetti e dalle loro mutue relazioni tessono la trama teologica del libro. Tale trama, quanto più si lascia sollecitare dalle obiezioni pagane, tanto più appare nitida e coesa ed orienta la dimensione apologetica verso un approdo chiaramente kerygmatico. Infatti, lo sviluppo argomentativo dell’apologia, in modo crescente, focalizza la propria attenzione sul tema della salvezza che solo Cristo, vero Dio e vero uomo, incarnato, morto e risorto, può donare ad ogni uomo che si rivolge con fede a lui. Anche i pagani, allora, anche i detrattori e gli accusatori dei cristiani, possono divenire destinatari della salvezza portata da Cristo, a condizione che riconoscano in lui l’unico Salvatore.



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Titolo: "Dizionario elementare di apologetica"
Editore: Il Timone
Autore: Barra G., Iannaccone M.
Pagine:
Ean: 9788897921103
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

Un’opera di carità intellettuale curata da Gianpaolo Barra, Mario A. Iannaccone e Marco Respinti per i tipi dell’Istituto di Apologetica, che edita Il Timone. Sono oltre 140 “voci” compilate da 36 esperti: storici e archeologi, esperti di bioetica, teologi, medici, psicologi, scienziati ed economisti. Lo schema è semplice, di utilizzo immediato: definizione, obiezioni, risposte, suggerimenti bibliografici per un primo approfondimento.



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Titolo: "Ai greci"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: il Siro Taziano
Pagine: 336
Ean: 9788831542708
Prezzo: € 35.00

Descrizione:Quando Taziano decise di convertirsi al cristianesimo egli era un apprezzato intellettuale, membro di una ristretta cerchia di uomini di cultura stimati e riconosciuti dal corpo sociale.Divenuto cristiano, allievo di Giustino di Roma, egli ne fu in qualche modo l'erede, impegnandosi intensamente nella difesa della propria fede, all'epoca derisa intellettualmente e sanzionata giuridicamente.Nel suo Ai greci Taziano compone un appassionato discorso rivolto a quanti si professavano assertori dell'ellenismo, inteso come patrimonio culturale prima ancora che come deposito religioso e mitologico: ribaltando i ruoli di imputato e di accusatore, egli mostra come, sotto ogni punto di vista, le Scritture e la tradizione di cui i cristiani erano custodi fedeli fossero superiori rispetto a quell'intera e millenaria cultura che aveva plasmato il mondo classico greco-romano.L'Ai greci, qui proposto in un'accuratissima edizione, è un testo provocatorio, a tratti volutamente spigoloso: in esso si legge chiaramente la determinazione e la sicurezza di una professione di fede che vuole essere riconosciuta e che rivendica la propria dignità su un piano innanzi tutto razionale e culturale.Essere cristiani, per Taziano, non significa soltanto "credere"; vuol dire innanzi tutto "conoscere", "sapere" e "pensare".

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Titolo: "Studio introduttivo ai sette libri di Arnobio (Afro) contro i pagani"
Editore: LAS Editrice
Autore: Le Nourry Nicola
Pagine: 826
Ean: 9788821308253
Prezzo: € 49.00

Descrizione:

La Nota Praevia all’Adversus Nationes di Arnobio viene edita per la prima volta in lingua italiana. Essa si presenta con tale articolazione di contenuti, approfonditi minuziosamente e analizzati in contesto con le altre opere apologetiche cristiane, che fa da splendida e illuminante cornice all’opera dell’Autore africano. Anche là dove i contenuti o le spiegazioni sembrano superati da studi recenziori, la verve polemica di Le Nourry, fedelissimo all’ortodossia della Chiesa Cattolica, si associa allo stile fortemente demolitore dei miti pagani di Arnobio, facendo nascere una letteratura ibrida pagano-cristiana, che forse non vede ancora il tempo di essere valorizzata in tutta la sua portata innovatrice, ed è vittima del pregiudizio di schemi iconografici preconcetti. Vero è che ci troviamo di fronte ad una antropologia di stampo diverso da quello platonico-cristiano, tradizionale ormai all’interno di quasi tutte le dottrine teologiche delle denominazioni cristiane, per cui taluni punti fondamentali del dire arnobiano urtano contro la suscettibilità culturale occidentale, in particolare cristiana. Ma si tratta di cultura, anche se dogmaticamente resa obbligante nel credo degli adepti. La verità potrebbe essere anche altra e una delle tante ipotesi di indagine della verità potrebbe pur essere quella di Arnobio, sincero, anzi sincerissimo discepolo di quello che c’è di più prezioso nel Cristianesimo, cioè Cristo stesso, abbracciando il Quale, si possiede tutto ciò che l’uomo deve possedere, e conoscendo il Quale, l’uomo conosce quanto è necessario conoscere, nella sua totalità e nella sua integrità. Per tale motivo questo è un libro, assieme all’opera stessa di Arnobio, destinato ad un pubblico adulto e che ha del dogma cristiano una visione storica, aperta ad altre letture possibili, se accertate, anche se non coerenti con le formulazioni di fede, che oggi sono correnti. La fede appunto è la matrice che rende ossequio alla verità cristiana, maturatasi nel tempo o nei tempi, emarginando squarci che di volta in volta sono apparsi inutili o dannosi, ma appunto perché squarci di verità talora irrompono luminosi in maniera prepotente e imprevedibile e improvvisa dal loro tenebroso letargo, obbligando l’assenso ad arricchirsi delle nuove prospettive in armonia col Pensiero fattosi Verbo o Parola vivente nei secoli. Questo è l’Arnobio, che sembra opportuno capire e rivalutare anche quanto ad argomentare apologetico. Che, sebbene nella mira polemica ci siano specialmente idoli, tuttavia tali idoli sono frutto dell’umano immaginare. Ieri come oggi come domani. La ricerca della verità tra ondate di flussi e di riflussi resta una caratteristica della finitudine umana. A tale finitudine si appella Arnobio perché l’uomo trascenda se stesso, e contemplando la sua miseria – descritta con un elenco mozzafiato di diciassette impietosi aggettivi – si apra all’Eterno. Ed è questa la chiave di lettura per comprendere l’opera arnobiana, che obiettivamente risulta essere la più corposa e massiccia apologia, superata in voluminosità e impostazione soltanto dalla Città di Dio di sant’Agostino.



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Titolo: "Difesa della vera religione contro i pagani"
Editore: LAS Editrice
Autore: Arnobio
Pagine: 850
Ean: 9788821308291
Prezzo: € 49.00

Descrizione:

L'opera apologetica di Arnobio il Vecchio trova un primo sigillo di singolarità nella sua particolare collocazione cronologica se è vero – come sembra ormai difficilmente negabile – che l’Adversus Nationes vide la luce mentre infuriava l’estrema e violenta “reazione pagana” promossa da Diocleziano. Il celebrato retore di Sicca ebbe così modo di registrare sia la brutale e alla fine inane istanza restauratrice e tradizionalistica della costruzione tetrarchica, sia la fatalità della prossima legittimazione del cristianesimo. Naturalmente, la posizione isolata di Arnobio nell’ambito delle tensioni e dei dibattiti della Chiesa precostantiniana e prenicena, le circostanze straordinarie che 1’autore stesso volle porre a radice della propria conversione, hanno sovente orientato gli interpreti a considerare il pessimismo della grande apologia come il frutto di una disperazione assolutamente biografica, esistenziale, malamente trascinata verso uno spicciativo e risolvente accesso ai sicuri approdi della salvezza cristiana. La stessa esiguità di notizie su Arnobio, sui suoi contatti e principalmente sul suo itinerario culturale precedente la conversione, ne hanno rimpicciolito il profilo di testimone del tempo. Al contrario, questo retore così singolare sia nel proporsi non come un intellettuale di sintesi ma di rottura, sia nello stringere una verità che conosce imperfettamente, rappresenta in modo assai realistico quel processo di massiccia trasmigrazione verso il cristianesimo che si è abituati a seguire solo attraverso le parabole esemplari e conclusive di protagonisti pienamente coscienti delle implicazioni insite nelle loro scelte: Clemente di Alessandria o Agostino, per fare due nomi e indicare, all’ingrosso, due estremi temporali. E in una prospettiva più concentrata sull’approfondimento dell’itinerario missionario e pastorale della Chiesa, illustra con significativa chiarezza le ragioni seminali di una cultura mai completamente cristianizzata e dunque il ciclico emergere, in essa, di tensioni antagonistiche rispetto alla Fede. Tutto ciò è tanto più vero proprio perché la periclitante teologia arnobiana, laddove quasi paolinamente propone una distanza incolmabile tra l’infinita grandezza di Dio e la miseria della condizione umana, in realtà finisce quasi fatalmente, a motivo di un’iterata e ‘comoda’ opzione apofatica, col determinare una frattura non ricomposta tra gli ordini della Grazia e della natura.



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Titolo: "Storia dell'apologetica"
Editore: Fede & Cultura
Autore: Dulles Avery
Pagine: 384
Ean: 9788889913772
Prezzo: € 29.00

Descrizione:

L'apologetica nella mentalità corrente gode di una pessima fama per cui, nella migliore delle ipotesi, è accusata di inaridire nel ragionamento e nella polemica la freschezza della fede. In realtà, come insegnano Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, fede e ragione possono, anzi, devono andare insieme. Del resto, il rifiuto della ragione non conduce alla fede, bensì agli opposti errori del fideismo o dello scetticismo. Questo libro non è un'apologia dell'apologetica, né l'Autore si preoccupa di emettere giudizi di valore, eppure dalle sue pagine non si può che restare ammirati dalla lunga schiera di uomini di fede e di talento, di preghiera e di genio, i quali - potremmo dire - ragionavano "in ginocchio". Dalla prima predicazione del cristianesimo fino ai giorni nostri, incontrando grandi nomi quali Agostino, Tommaso, Pascal, Newman, l'Autore ripercorre "la storia dei vari modi in cui pensatori cristiani, in epoche diverse e in diverse culture, hanno lottato per 'dare ragione della speranza che era in loro' (Cfr. 1Pt 3,15)".



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Titolo: "Davanti al protagonista. Alle radici della liturgia"
Editore: Cantagalli Edizioni
Autore: Benedetto XVI (Joseph Ratzinger)
Pagine: 232
Ean: 9788882724887
Prezzo: € 15.00

Descrizione:Al di sopra delle polemiche tra rivoluzionari e conservatori,l'Autore si presenta come contemplatore, come uomo commosso dalla bellezza dell'unico Protagonista della liturgia, Cristo. Guidandoci per un percorso di testi diversi tra loro, ci educa a guardare alla Chiesa, alla sua Tradizione e alla sua natura, non come spazio per la nostra affermazione, ma come luogo per accogliere il dono di Cristo.

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Titolo: "Il tascabile dell'apologetica cristiana"
Editore: Ares Edizioni
Autore: Kreeft Peter, Tacelli Ronald K.
Pagine: 11
Ean: 9788881553501
Prezzo: € 11.00

Descrizione:L'apologetica cristiana è la difesa delle buone ragioni della fede. Essa si muove, nel rispetto della Rivelazione, interrogandosi sul senso dlla vita umana e del grande disegno della creazione, nel riconoscimento del primato della fede a seguito di un percorso logico e raziocinante fondato nei lumi dell'intelletto.

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Titolo: "Gli apologeti greci"
Editore:
Autore:
Pagine: 520
Ean: 9788831130592
Prezzo: € 52.00

Descrizione:

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

I. L'APOLOGETICA GRECA DEL II SECOLO

Con letteratura apologetica s'intende generalmente quell' insieme di scritti che, fin dai primi decenni del II sec., furono composti per difendere il cristianesimo e i cristiani dalla persecuzione, dalla proscrizione delle leggi statali, dalle accuse dei pagani, dalle ostilità degli ambienti culturali, dall'opposizione dei giudei. Ma, al di là di questo concetto di «difesa» (che indica l'intento peculiare degli scritti), va sottolineato il grande valore dottrinale di queste opere. Esse non pervengono a un'esposizione sistematica e completa della fede e dei principali contenuti della verità rivelata, riescono però a dimostrare, in polemica con il mondo pagano e con quello giudaico, sia i principi di verità rispetto al politeismo, sia la perfezione di vita rispetto agli ideali proposti dalla filosofia e dalla cultura del mondo greco romano; al tempo stesso, dimostrano come la nuova religione sia il compimento delle profezie dell'Antico Testamento, l'adempimento delle attese messianiche e il superamento di ogni legalismo ebraico. In breve: «l'apologetica greca nasce come esigenza di verità e di carità».

Sviluppatasi prima nelle regioni di lingua greca e poi in quelle di lingua latina, l'apologetica doveva costituire l'espressione più significativa della letteratura cristiana in quell'arco di secolo compreso tra il principato di Adriano

Commodo (180-192) e che corrisponde alla stagione più felice dell'età degli Antonini. Le vittorie e le conquiste di Traiano avevano già assicurato periodi di pace e, quindi, di prosperità e di benessere. Si era stabilito un clima favorevole a nuovi programmi culturali in cui doveva trovare spazio in modo particolare l'ideale filosofico con privilegio dello stoicísmo: «mai la filosofia e la ragione hanno avuto tanto onore come nell'epoca degli illuminati Antonini che gradiscono essi stessi il titolo di filosofi». Tutto sembrava assicurare un'epoca di fortuna duratura; in realtà, già al tempo di Marco Aurelio, questa compagine di prosperità cominciò a incrinarsi: sorsero problemi economici di non facile soluzione; i popoli barbari minacciarono i confini obbligando a instaurare una nuova politica militare.

Quanto al rapporto che intercorre in questo periodo tra lo stato e i cristiani e tra il popolo pagano e i seguaci della nuova fede, esso si concretezza in un atteggiamento di rifiuto e di ostilità, a danno del cristianesimo; un'intolleranza mai spenta e sempre quiescente che si fa più grave e minacciosa nella misura in cui viene a mancare quella pace che è garanzia di benessere e di prosperità. «L'ostilità, che già nel I sec. aveva animato le folle pagane verso i cristiani, trova nuovo incremento, identifica in essi coloro che, rompendo con il loro rifiuto dei culti tradizionali e il loro ateismo la pax deorum, attirano sull'impero la maledizione divina e chiede allo Stato un deciso e massiccio intervento contro di loro». Ostilità destinata a rimanere aperta fino a quando non si stabilirà, con la dinastia dei Severi, un periodo di tolleranza.

È in tale contesto storico, ma soprattutto in questo clima di persecuzione, che operano i Padri apologisti: nei loro scritti, confutando apertamente le accuse rivolte ai seguaci della nuova fede, contrappongono e difendono con coraggio la dottrina predicata da Cristo, non senza coinvolgere talora la persona stessa dell'imperatore (cf., ad es., Giustino, II Apologia 2, 16). Il cristianesimo perseguitato trae così, da queste pagine di appassionata difesa e di genuina testimonianza di fede, una nuova linfa vitale, una nuova forza, un più sicuro sostentamento. Se la politica imperiale e la massa del popolo pagano urtano coloro che credono nella «buona novella», questa continua a essere predicata. Il cristianesimo aveva ormai conquistato le regioni dell'Anatolia e della Mesopotamia fino all'estremo oriente; si era propagato lungo le coste dell'Africa settentrionale, dall'Egitto alle colonne d'Ercole; aveva raggiunto le regioni della Spagna e della Gallia.

Costantemente ispirati e ancorati alla Parola di Dio, gli apologisti contribuirono non poco al diffondersi della nuova religione e, soprattutto, al consolidarsi della fede in un periodo in cui l'opposizione da parte del giudaismo e del paganesimo era quasi sempre intransigente. Alle polemiche dei giudei essi rispondono con l'autorità della Scrittura nella sua continuità tra Antico e Nuovo Testamento; ai sospetti e alle calunnie dei pagani essi oppongono la fede nell'unico Dio, l'assoluta ragione della dottrina di verità, l'esempio della vita cristiana. Condannano il politeismo e l'idolatria; la corruttibilità e la corruzione degli dèi pagani; le aberranti e assurde storie mitologiche; l'immoralità del paganesimo e ogni forma di vita schiava dei demoni e succube della loro istigazione. Al politeismo e al culto degli dèi essi contrappongono la conoscenza del vero Dio e la dimostrazione della sua esistenza e provvidenza attraverso il creato e la sua armonia; alla corruzione del mondo pagano, la purezza della morale e dei costumi cristiani.



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Titolo: "Gli scritti"
Editore:
Autore: Timoteo di Costantinopoli, Germano di Costantinopoli
Pagine: 136
Ean: 9788831131070
Prezzo: € 14.00

Descrizione:

INTRODUZIONE

1. L'eresiologia greca post-calcedonese

1.1. Il Concilio di Calcedonia (451), che l'imperatore Marciano aveva radunato per concludere la controversia sulla realtà teandrica del Cristo, pur esprimendo un equilibrato simbolo di fede, ove la formula duofisita di matrice antiochena veniva genuinamente integrata con l'assunto alessandrino inerente all'unità ipostatica del Verbo incarnato, aveva in realtà fallito l'obiettivo ecumenico del governo costantinopolitano. La recezione dell'espressione duo physeis (due nature) che nell'intento dei Padri conciliari voleva tradurre le duae naturae fissate autorevolmente nel Tomus ad Flavianum del papa Leone Magno, era avvenuta nel segno di una separazione tra il Figlio di Dio e il figlio di Maria da parte dei teologi più legati alla tradizione cristologica alessandrina, i quali sdegnosamente avevano gridato contro la resurrezione del nestorianesimo condannato nel Concilio di Efeso (431). S'era così diffuso un vasto movimento anticalcedoniano, alla cui spinta propulsiva aveva contribuito non poco il separatismo antibizantino presente nei nazionalismi locali del Vicino Oriente.

Tale movimento, comunque, aveva immediatamente mostrato la sua profonda eterogeneità sul piano dei contenuti teologici, dato che le motivazioni delle componenti albergavano sopra radici diverse: se alcune frange ebbero autentici argomenti dottrinali per protestare contro il duofisismo calcedonese in quanto postulavano un'unica natura del Cristo frutto della mescolanza umano-divina seguita all'Incarnazione, altre dissentirono, in definitiva, per mere ragioni di vocabolario, in quanto restavano strettamente ancorate al linguaggio di Cirillo, attribuendo al Verbo incarnato una sola physis (natura) nel senso di una sola persona.

1.2. Tale letteratura, che si espande dal semplice ca-talogo illustrativo fino alla trattazione sistematica e controversista, ha, pertanto, la preoccupazione essenziale di mettere in guardia i fedeli dalle diverse implicazioni del monofisismo, contrapponendo alla confusione dottrinale delle varie sette anticakedonesi la stabilità e la chiarezza della fede ufficiale informata al simbolo del IV Concilio Ecumenico. Fedeli a tale obiettívo,gli eresiologi post-calcedonesi ripercorrono pure gli errori precedenti, rimarcando come tutte le deviazioni dall'ortodossia siano legate dal disegno diabolico di macchiare e sfaldare  la comunione ecclesiastica; in quest'ottica, essi talora si spingono ad azzardare persino parentele .s teologiche tra le eresie più disparate: si costruiscono così artificiosi legami, che finiscono per offrire un'immagine alterata dell'effettivo pensiero degli eresiarchi.

Parimenti, non sempre puntuale e fondato è il quadro storico, che funge da cornice alla presentazione delle varie eresie: ciò, tuttavia, non assilla troppo i nostri autori, cui preme soprattutto sottolineare come il trionfo dell'ortodossia sia il segno della benedizione divina alla giusta causa.In genere, nei profili tracciati i riferimenti approssimativi e gli elementi leggendari investono maggiormente le eresie più antiche: in tal caso le descrizioni sono più sommarie e meno accurate rispetto a quelle concernenti gli errori più recenti, quando l'interesse e il coinvolgimento più diretto di chi scrive rendono la trattazione più avvincente e maggiormente ricca di vivacità e dettagli. La differenza, inoltre, si coglie ovviamente sul piano dell'originalità: le notizie, che riguardano le eresie dei secoli passati, vengono per lo più attinte dai grandi capolavori dell'eresiologia anteriore e a tal fine risultano particolarmente utilizzati l'Adversus haereses (Contro le eresie) di Ireneo per i secoli I-II, il Panarion di Epifanio per i secoli/'Haereticorum fabularum compendium (Compendio delle favole degli eretici) di Teodoreto per i secoli IV-V; i resoconti delle eresie contemporanee sono, invece, di prima mano e, pertanto, più preziosi.



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