Articoli religiosi

Ebook - Studia Patavina



Titolo: "Studia Patavina 2020/1"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025327
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

S. ROMANELLO «Come la pioggia e la neve…» (Is 55,10). La dimensione pragmatica dell’esegesi biblica

Focus «Come la pioggia e la neve…» (Is 55,10).

La dimensione pragmatica dell’esegesi biblica

S. ROMANELLO La dimensione pragmatica dell’ermeneutica biblica. Riflessione su alcuni nodi teoretici

G. BONIFACIO L’accoglienza del Regno: durata ed eternità (Mc 10, 17-22)

S. ZENI È il Signore che salva. Studio pragmatico di Mt 8, 23-27

M. MARCATO «L’avete accolta […] come parola di Dio, che opera in voi credenti» (1Ts 2,13). L’effetto sul lettore di un “approccio canonico” agli scritti paolini A. ALBERTIN “Esagerare” con la Scrittura: Rm 8,31-39 e la citazione del Sal 44,23

Prolusione

F. MORAGLIA L’obbedienza della fede: Agostino e Newman, esempi per la chiesa – Introduzione alla prolusione

L.F. LADARIA FERRER L’obbedienza della fede

Temi e discussioni

G. ROUTHIER Dalla tolleranza all’accoglienza: il cambiamento del concilio Vaticano II. Dove siamo oggi? Il complesso itinerario della chiesa in materia di relazioni interreligiose

S. DUCHI La fede di Gesú come visione di Dio: appunti per una teologia cristo-logica

M. TUONO Lo stato vegetativo: aspetti antropologici ed etici

E. CURZEL Battesimo e organizzazione della cura d’anime nel medioevo: spunti per una riflessione

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Libri ricevuti



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Titolo: "Studia Patavina 2019/3"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025112
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

G. MAZZOCATO, Teologia morale e diritto: un rapporto da ripensare

 

Focus Il rapporto tra morale e diritto: questione ecclesiale, questione civile

F. MAGRO Discernimento, coscienza, norma: verso una “nuova” oggettività morale

F. TODESCAN Diritto e legge nel pensiero giuridico moderno

A. FAVARO Storia e diritto: il principio di affidamento nella legge positiva e le ragioni di una sua critica “prudenziale”

M. VISIOLI Il diritto della chiesa alla prova della temporalità

G. MAZZOCATO Morale, dottrina, diritto e azione pastorale

 

Temi e discussioni

S. DIDONE « Trasmettere la fede in un nuovo “linguaggio parabolico”» (EG 167). Ripensare le parabole del Regno alla luce di una promettente intuizione

G.L. BRENA Amoris laetitia: questioni aperte

D. MIGLIORINI Segni dei tempi, sinodalità “gender”

C. CISCATO Umanità e socialità del diritto. Guido Gonella e i presupposti giuridico-politici della riforma dell’ordinamento penitenziario del 1975

 

Notiziario

P. ZAMPIERI Vita della Facoltà

 

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Libri ricevuti



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Titolo: "Studia Patavina 2019/2"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025129
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

L. BERTAZZO Percorsi di ricerca spirituale: tra interiorità e intimità

 

Focus Percorsi di ricerca spirituale: tra interiorità e intimità

A. BERTAZZO Tra interiorità e intimità. Alcune riflessioni per un percorso antropologico

R. REPOLE Per una interiorità ospitale

D. LORO Interiorità: una realtà esistenziale necessaria e trasformativa

M. CESCHIA Tra interiorità e intimità: esemplarità di alcuni percorsi spirituali. Simone Weil, Etty Hillesum, Edith Stein

 

Prolusione

Dialogo e autorità tra società e chiesa. Presentazione del testo, a cura di S. Didonè

C. THEOBALD S’entendre dans l’Église et dans la société. Pour une articulation entre autorité et dialogue

 

Temi e discussioni

G. MAGLIO Legittimità della filosofia cristiana: alcuni spunti e prospettive a partire da Étienne Gilson

M. BENAZZATO Cittadini si diventa. Spunti per una teoria della cittadinanza

P. LIA Leopardi: contraddittorietà e sonorità dell’essere

T. CIVETTINI Chi è mio fratello e mia sorella?

 

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Titolo: "Studia Patavina 2019/1"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025136
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

L. BERTAZZO Percorsi di ricerca spirituale: tra interiorità e intimità

 

Focus Percorsi di ricerca spirituale: tra interiorità e intimità

A. BERTAZZO Tra interiorità e intimità. Alcune riflessioni per un percorso antropologico

R. REPOLE Per una interiorità ospitale

D. LORO Interiorità: una realtà esistenziale necessaria e trasformativa

M. CESCHIA Tra interiorità e intimità: esemplarità di alcuni percorsi spirituali. Simone Weil, Etty Hillesum, Edith Stein

 

Prolusione

Dialogo e autorità tra società e chiesa. Presentazione del testo, a cura di S. Didonè

C. THEOBALD S’entendre dans l’Église et dans la société. Pour une articulation entre autorité et dialogue

 

Temi e discussioni

G. MAGLIO Legittimità della filosofia cristiana: alcuni spunti e prospettive a partire da Étienne Gilson

M. BENAZZATO Cittadini si diventa. Spunti per una teoria della cittadinanza

P. LIA Leopardi: contraddittorietà e sonorità dell’essere

T. CIVETTINI Chi è mio fratello e mia sorella?

 

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Titolo: "Studia Patavina 2018/3"
Editore:
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Pagine:
Ean: 2484300025143
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

G. MAZZOCATO Il tema del “pratico” a procedere dall’ambito liturgico, spirituale e pastorale della vita ecclesiale

 

Focus: Estetico e pratico. La dinamica di affetti e liberta al cuore dell’esperienza cristiana

L. GIRARDI L’azione liturgica e la sua qualità spirituale

A. RAMINA Ciò che soltanto esiste veramente. Teresa di Lisieux sposa e sorella

A. TONIOLO Forma fidei e forma ecclesiae. Considerazioni estetiche in teologia pastorale

G. TRABUCCO L’estetico, il pratico e il poetico. Per un possibile chiarimento

 

Ricerche

M. CESCHIA Sentieri per cercatori. Sorella Maria di Campello e don Michele Do: suggestioni cristiane a due voci

 

Temi e discussioni

R. TOMMASI Prospettive per la teologia dal Proemio della Veritatis gaudium

M. VERGOTTINI Dall’apostolato laicale alla testimonianza credente. Ritrattazione teologica sui fedeli laici

P. LUCIANI Albino Luciani, gli anni Settanta e un difficile ecumenismo

E. RIPARELLI Dialogo interreligioso in nome dell’Humanum? Elementi di valutazione del Weltethos di Hans Küng

 

Osservatorio

D. GIRARDI Focus sulla scuola: luci e ombre sul futuro del Nord Est e del paese

 

Notiziario

P. ZAMPIERI Vita della Facoltà

 

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Titolo: "Studia Patavina 2018/1"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025150
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

G. QUARANTA La corruzione. Un’analisi etico-teologica

 

Focus: La corruzione imperdonabile. Lo sguardo dell’etica teologica

F. GISMANO La complessità della corruzione

G. BOZZA Corruzione. Cuore morale del problema

A. GAINO Corruzione: questioni sistemiche e responsabilità individuale

G. DEL MISSIER Perché la corruzione non può essere perdonata?

F. SILVESTRI Figure bibliche per interpretare la corruzione

 

Ricerche

A. DAL POZZOLO La costituzione del soggetto alla luce della Glaubenslehre di F.D.E. Schleiermacher

 

Temi e discussioni

R. BATTOCCHIO Note storiche e teologiche sul dibattito attorno alla distinzione fra potestas ordinis e potestas iurisdictionis

G. MAGLIO Libertà e legge in Martin Lutero

I. DE OSTI Intorno alla natura della mistica cristiana. La povertà evangelica in Francesco d’Assisi e il controcanto della speculazione eckhartiana nella lettura di Massimo Cacciari

 

Osservatorio

D. GIRARDI Ancora sulla demografia del Nord Est: la conferma di un’emergenza

 

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Titolo: "Studia Patavina 2018/2"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025167
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

A. STECCANELLA «Collaboratori della vostra gioia» (2Cor 1,24): accompagnare il cammino dei giovani

 

Prolusione

G. VERSALDI Il contributo delle Facoltà teologiche alla missione della chiesa

 

Focus: Il rapporto tra generazioni e l’accompagnamento nella quotidianità ecclesiale

S. ZONATO L’identità (giovane) e la vocazione all’interno del panorama sociale inedito

D. VIVIAN Un dono che si fa compito. Suggestioni antropologiche per un accompagnamento tra libertà e responsabilità

M. CESTARO Accompagnamento e relazione educativa. Dal “saper-essere” al “sapere-agire” dell’educatore

L. TONELLO Insegnare religione: un servizio ecclesiale per i giovani

R. COVI-L. DALL’OLMO-P. ZARAMELLA-A. STECCANELLA Uno sguardo sul territorio ecclesiale: alcune prassi virtuose

 

Temi e discussioni

M. FORNARO Famiglie omogenitoriali: critica dei concetti teorici usati a sostegno della omogenitorialità

V. ROSITO L’intensità della contingenza. Forme e trasformazioni della soggettività post-secolare

M. GUGLIELMI Un’indagine sul cristianesimo e sull’immigrazione cattolica in Veneto

G. FADINI La salvezza che viene dalle periferie. Papa Francesco con Ignacio Ellacuría

G. OSTO Romano Guardini e Padova: una laurea ad honorem, una lettera, un convegno

 

Osservatorio

D. GIRARDI Il Nord Est alla luce delle elezioni politiche 2018

 

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Titolo: "Studia Patavina 2017/1"
Editore:
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Pagine:
Ean: 2484300025082
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

G. MAZZOCATO Anche per i teologi è tempo di lavorare insieme

 

Focus

Pietà popolare, culto, devozioni

L. BERTAZZO Introduzione al Focus

A. RATTI Dal Direttorio su pietà popolare e liturgia alla Evangelii gaudium. Evoluzione e comprensione di una proposta di «pastorale popolare»

R. TAGLIAFERRI Una lettura teologico-antropologica della pietà popolare: valenze e ambivalenze

C. PRANDI Religione popolare e scienze umane. Problemi d’interpretazione

E. ZAPPONI L’emergenza del pellegrinaggio. Pregare con i piedi

E. GULLI GRIGIONI Tra immaginette, santini, reliquie: vedere e toccare il sacro

G. TRABUCCO Per un’estetica della religiosità popolare. Un ripensamento

E. PACE La religiosità popolare nell’islam

 

Temi e discussioni

A. RAVANELLO La questione della creazione diretta dell’anima

M. CIURO Il concetto di scandalo nella Bibbia: tra Antico e Nuovo Testamento

 

Note

L. FANIN La lectio divina oggi: un ritorno della Parola a casa

 

Osservatorio

D. GIRARDI Le recenti tendenze occupazionali nel Nord Est: tra una ripresa debole e interrogativi ancora aperti

 

Rassegna bibliografica

C. BROCCARDO-M. CRIMELLA Dove va l’esegesi di Luca. Uno sguardo a partire da alcuni commentari recenti

 

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Titolo: "Studia Patavina 2017/2"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025099
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

V. BORTOLIN, La questione dell’universalità dei diritti dell’uomo in prospettiva interculturale e interreligiosa

 

Prolusione

G. RAVASI, Vangelo, cultura ed Evangelii gaudium

 

Focus

Universalità dei diritti dell’uomo in prospettiva interculturale e interreligiosa

F. VIOLA, La controversa universalità dei diritti umani

V. BORTOLIN, Universalità dei diritti o universalità del dovere? Jacques Maritain e Simone Weil a confronto tra fondamento e consenso

E. RIPARELLI, Religioni in dialogo sui diritti umani

E. PACE, La questione dei diritti umani e l’islam

G. PASQUALOTTO, Diritti umani e valori in Asia

G. MANZATO, Diritti umani: alcune criticità dell’età ultramoderna

A. DA RE, I diritti e l’ipoteca individualistica

M. CESTARO, Dalla persona ai diritti: l’educazione e il dialogo interculturale come “strumento” di riconoscimento umano

G. MAZZOCATO, Diritto e morale

 

Temi e discussioni

G. DIANIN, Accompagnare, integrare, discernere. Riflessioni sul capitolo VIII di Amoris laetitia

M. SCOZIA, Il ruolo del cristianesimo nella formazione dell’identità europea. Alcune analisi alla luce dell’antropologia dogmatica di Pierre Legendre

R. TADIELLO, Gen 28,10-22: il sogno di Betel e la sua funzione strategica di ri-orientamento

 

Osservatorio

D. GIRARDI, Il sistema produttivo del Nord Est nel tempo di Industria 4.0. Prospettive e interrogativi aperti

 

Notiziario

G. ZAMBON, In memoria di Valerio Bortolin

 

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Titolo: "Studia Patavina 2017/3"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025105
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

R. BATTOCCHIO, A 500 anni dalla Riforma protestante. Ripensare l’evento, viverlo ecumenicamente

 

Focus: A 500 anni dalla Riforma protestante. Ripensare l’evento, viverlo ecumenicamente

E. PARMENTIER, Giubileo della misericordia – giubileo della Riforma, una prossimità feconda? Per un giubileo della riscoperta del Vangelo

J. PUGLISI, La misericordia di Dio e la verità dell’uomo: Agostino e Lutero

S. MORANDINI, Francesco: dar corpo all’urgenza ecumenica

A. BONDOLFI, Etica ed ecumenismo: alcune riflessioni, ricordando i 500 anni dalla Riforma protestante

J. LAUSTER, La nozione di riforma e il presente come tempo di riforma

 

Temi e discussioni

D. FIOCCO, La collegialità episcopale in Albino Luciani. Storia di una ricerca teologica attraverso scritti editi e inediti

L. VOLTOLIN, Il corpo della fede: per un’esperienza spirituale nei linguaggi multimediali

A.V. FABRIZIANI, Ferdinand Gonseth e i neotomisti. Un dibattito filosofico tra strategie inclusive e strategie del fondamento

 

Osservatorio

D. GIRARDI, Il terzo settore nel Nord Est: un potenziale resiliente

 

Notiziario

P. ZAMPIERI, Vita della Facoltà

P. CODA, L’Idea di teologia di Luigi Sartori. In margine alla presentazione del volume di A. Ricupero La fede lievito della storia

P. RICCA, Luigi Sartori e l’ideale ecumenico

 

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Titolo: "Studia Patavina 2016/1"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025051
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

R. Tommasi Libertà e riconoscimento. Una riflessione a partire dall’interrogativo sul rapporto tra libertà e violenza

 

Prolusione

P. Gilbert Misericordia, virtù dei deboli o dei forti? La vita del vangelo

 

Focus

La libertà religiosa tra filosofia, teologia e diritto: il caso italiano

V. Bortolin Introduzione

V. Bortolin Libertà di credere – Libertà di pensare: una prospettiva storico-filosofica

A. Toniolo La libertà della fede in « Dignitatis humanae »: alcuni nodi teologici

T. Vanzetto La libertà religiosa nel Codice di Diritto canonico

M. De Donà Il quadro storico-politico dei rapporti tra stato e chiesa. La « questione romana » dalla legge delle guarentigie (1871) alla firma dei patti lateranensi (1929)

D. Trabucco La libertà religiosa nella Costituzione italiana

 

Temi e discussioni

G. Sgubbi Autocomunicazione di Dio, necessità e libertà. Riflessione teologico-fondamentale a partire dalla « Dei Verbum »

E. Riparelli L’incarnazione dilatata. Claude Geffré e il cristianesimo mondiale

S. Novani Riflessioni logiche sull’onniscienza

A. Sartori Kant e la prospettiva di una pace perpetua

G. Quaranta L’etica ambientale nei manuali di teologia morale in Italia (1983-2013)

F. Tonizzi Rispetto, condivisione, continuità. Alcuni esempi di relazioni umane e pastorali del patriarca Giuseppe Sarto con il clero veneziano

 

Note

L. Bertazzo Ancora sul vescovo di Padova Luigi Pellizzo (1860-1936). Nota di lettura di un recente testo

 

Osservatorio

D. Girardi Dialogo, nonostante tutto; e per il futuro?

 

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Titolo: "Studia Patavina 2016/2"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025068
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

L. SANDONÀ Saperi aperti per aprire processi

 

Focus

Fratture e riconciliazione. Ricostruire legami spezzati

R. D’AMBROSIO Lotto, dunque sono: itinerari tra conflitto e riconciliazione

F. SCANZIANI « Ma il dono di grazia non è come la caduta » (Rom 5,15): dall’Adamo «frantumato» al Cristo ricapitolatore

G. BERTAGNA Il torto subìto e la misericordia

L. MAGARELLI Processi di riconciliazione ecclesiali e pastorali

A. STECCANELLA I legami spezzati nella vita familiare e la riconciliazione

R. PUPO La riconciliazione dei popoli, ricordando la Grande Guerra e la prospettiva europea

S. NOCETI La riconciliazione nell’ecumenismo

G. PELLIZZARO Il sacramento della penitenza e della riconciliazione

 

Temi e discussioni

O. AIME « Aggiungere sfumature al camaleonte ». Ambiguità e fascino del potere

L. VANTINI Passaggi del potere

A. RAVANELLO Teologia e neuroscienze: dialogo possibile? L’anima anima il confronto

P. LIA La commensalità nella tradizione monastica. Note di antropologia cristiana

A. PERSIC Spunti di storiografia aquileiese dalla « attendibilissima » Passio di Felice e Fortunato: monachesimo premartiriale e devozione giudeocristiana all’arcangelo Michele

 

Note

M. GRUSOVIN Heidegger e gli ebrei. I « Quaderni neri »

 

Osservatorio

D. GIRARDI Consapevolezza, apertura e formazione: le chiavi per un futuro di dialogo

 

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Titolo: "Studia Patavina 2016/3"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025075
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

G. DEL MISSIER Finalmente in scena Amoris laetitia

 

Focus

Ripensare la cura della casa comune. Laudato si’: il dibattito e le sfide

S. MORANDINI Interpretare Laudato si’: il movimento di un’enciclica

G. MOCELLIN Un’enciclica che interpella molti: il dibattito sulla Laudato si’

P. FOGLIZZO Ripensare l’economia: per la cura della casa comune

R. BATTOCCHIO Il Dio della Laudato si’

G. QUARANTA Con tutte le tue creature. L’etica eco-logica della Laudato si’

P. SARTOR Educazione e spiritualità. Il capitolo VI di Laudato si’

 

Temi e discussioni

M. OMETTO I divorziati che vivono una nuova unione: ripresa del percorso sinodale

A. STECCANELLA La pastoralità in Amoris Laetitia: radici conciliari e sviluppo pratico

L. BERZANO Spiritualità post-secolari

G. TRENTIN Wilhelm Klein, teologo di Maria e della creazione. Alle radici della spiritualità cristiana

R.R. GUERRERO Mosè Maimonide alla luce delle categorie di inclusione ed esclusione. Una vicenda esemplare nella cultura del secolo XII

 

Osservatorio

D. GIRARDI La pericolante demografia del Nord Est

 

Notiziario

P. ZAMPIERI Vita della Facoltà

 

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Titolo: "Studia Patavina 2015/1"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025020
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

M. Mariani Con franchezza e verità. A proposito del Sinodo dei vescovi sulla famiglia

 

Focus

Educare alla differenza di genere nella scuola italiana

G. Mazzocato

Introduzione

P. Ferrario

Campo di battaglia senza vincitori

M. Fornaro

Omosessualità e identità di genere: tra corpo, mente e società

G. Mazzocato

Il fatto dell’omosessualità e la teoria del gender alla luce della teologia morale

C. Simonelli

Teologia, differenza e gender: un dibattito aperto

G. Mari

Educazione e personalizzazione in riferimento ai profili maschile e femminile

A. Favaro

Quale « genere » di diritto, oggi, per i fondamenti della comunità?

Temi e discussioni

J. Arnould

«Creatore del cielo e della terra ». La fede cristiana e la nascita dell’astrobiologia

F. Martini

I cattolici nella storia politica americana

M. Grusovin

Aniceto Molinaro storico della filosofia

N. Norozi

Alcune note su un’opera fondamentale del sufismo medievale: «Gli schiudimenti della Bellezza e i profumi della Maestà (Fawti al-Jaml wa faw’i al-Jall)» di Najm al-Dn Kubr

Note

S. Didonè

A quali condizioni nominare Dio? Note a margine del dibattito sulle « nuove » forme di ateismo

F. Grosso

Custodire il creato: un’urgente questione teologica, antropologica ed educativa. Riflessioni a partire dal volume «Custodire il creato. Teologia, etica e pastorale»

Osservatorio

D. Girardi

Le religioni come muro o come porta?

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Titolo: "Studia Patavina 2015/2"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025037
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

R. Tommasi

Dieci anni di teologia a servizio della chiesa e della cultura

P. Parolin

Papa Francesco: visione e teologia di un mondo aperto

1. La teologia in Italia e le sue istituzioni accademiche

P. Coda

Per una teologia in uscita

A. Toniolo

La teologia in Italia e le istituzioni teologiche

 

2. La teologia nel Triveneto e la Facoltà teologica

 

Il cammino delle istituzioni teologiche nel territorio

G. Zambon

Il Veneto e il « sistema a rete » della teologia

G. Del Missier

La presenza della Facoltà teologica del Triveneto in Friuli Venezia Giulia

P. Renner

Studiare teologia in Trentino Alto Adige

 

Didattica e ricerca

L. BERTAZZO-R. BATTOCCHIO

La licenza in teologia: un percorso di specializzazione

A. GAINO

Cultura della qualità e autovalutazione

M. GIULIANI

La didattica per l’insegnamento della religione cattolica: indirizzi e prospettive

G. DIANIN

La ricerca sulla famiglia

A. BARBI

Bibbia e antropologia: due master in collaborazione con l’Università di Verona

G. MAZZOCATO

L’incerto confine tra pratiche psicologiche odierne e tradizione spirituale cristiana

E. RIPARELLI

La teologia in dialogo con le culture e le religioni

P. BENVENUTI

Dieci anni di feconda collaborazione con il Dipartimento di Astronomia dell’Università di Padova

V. BORTOLIN

Filosofia e teologia

C. CORSATO

Diffondere il sapere: il progetto editoriale e le biblioteche

Il punto di vista degli studenti

D. GIRARDI

Gli studenti della Facoltà: dati di approfondimento

L. PIGATO

Tra il « dire » e il « dirsi » di Dio

L. DEMATTÈ

Teologia e carismi

A. VASSALLO

Ricerca di verità « con mente aperta e in ginocchio »

P. URSINO

Un percorso a colori

S. TAMAI

Una palestra di dialogo

F. BERTUZZI

Parola e amore



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Titolo: "Studia Patavina 2015/3"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025044
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

A. Da Re Per un’ecologia integrale

 

Focus

Azione pastorale della chiesa in ambito sociale: migrazioni e lavoro

R. Beghini Lavoro, economia e migrazione: sfide per la pastorale

G. Perego Migrazioni e lavoro. Aspetti e problemi dei lavoratori migranti alla luce del magistero sociale della chiesa

G. Papola Figure bibliche sul lavoro

M. Pasinato Da Rerum novarum a Caritas in veritate: materia e storia nella dottrina sociale cristiana

M. Cagol Pensare e progettare la pastorale sociale: orizzonte, criticità e sfide pratiche

M. Ambrosini L’immigrazione oltre Lampedusa. Aspetti inattesi di un fenomeno mal conosciuto

L. Facco Migranti e lavoro: esperienze della Caritas diocesana di Padova

E. Ferro « Allarga lo spazio della tua tenda ». La Migrantes nelle diocesi del Triveneto

 

Temi e discussioni

S. Zonato Sacrificio, violenza, ambivalenza: una riflessione socioantropologica

A. Dal Pozzolo L’ambivalenza del sacrificio di sé

G. Giuffrida-S. Didonè La Bibbia « anima » della teologia pastorale. Prospettive metodologiche a partire dai contributi di Christoph Theobald ed Étienne Grieu

D. Rosati Vangelo e Costituzione: profezia di Nervo e Pasini

R. La Valle Laici prima e dopo il Concilio

 

Note

G. Trentin « L’unico Spirito che opera tutto in tutti ». La nuova evangelizzazione nei « Gespräche » (Colloqui) di Wilhelm Klein

 

Osservatorio

D. Girardi I percorsi di un « civismo potenziale »: una sfida possibile?

 

Notiziario

P. Zampieri Vita della Facoltà

P. Costa In memoria di Davide Zordan

 

Recensioni e segnalazioni

 

Libri ricevuti



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Titolo: "Studia Patavina 2014/1"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024993
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

D. Zordan

Il cinema e le trasformazioni del religioso

Focus

La fede e lo schermo. Religione e cinema nel contesto italiano

D.E. Viganò

La chiesa nello specchio del cinema contemporaneo

T. Subini

I cattolici, il cinema e l’osceno

D. Zordan

Ciò che i film sanno di noi. Il cinema, la teologia e gli studi culturali sulla religione

A. Prevedello

«Vieni e vedi» (Gv 1,46): il cinema nelle dinamiche pastorali odierne

L. Baugh

Una Passione enigmatica: Su Re nella tradizione e oltre la tradizione

Ricerche

A. Grossato

Alcuni aspetti della presenza di Maria nell’islam. Dai riferimenti coranici alla devozione popolare e dalla mistica all’iconografia

Temi e discussioni

G. Benzi – S. Paganini

Dal centro agli estremi. Dinamiche sincroniche e diacroniche dell’intero libro di Isaia

I. Adinolfi

Il viaggio interiore in Etty Hillesum

P. Benanti

Il cyborg e l’enhancement umano. Alcune tracce per una valutazione etico-teologica

G. Nardone

Alcune vicende dell’istituto filosofico Aloisianum della Compagnia di Gesù

Osservatorio

D. Girardi

Difficoltà occupazionali e perdita di senso

Notiziario

M. Girolami

L’Oriente in Occidente: l’opera di Rufino di Concordia

Recensioni e Segnalazioni

Libri ricevuti

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Dario E. Viganò

La chiesa nello specchio del cinema contemporaneo

L’articolo si propone di indagare la rappresentazione della chiesa e dei sacerdoti nel cinema italiano degli anni Duemila e la sua capacità di enucleare alcuni momenti significativi dell’esperienza religiosa: la povertà e gli stanchi reiterati gesti della formazione catechistica in Corpo celeste; la fatica del discernimento nel film In memoria di me; la contrapposizione tra chiesa di strada vs chiesa di palazzo silenziosa per i potenti in Alla luce del sole; la passione di un vecchio prete in una chiesa incidentata nel film Il villaggio di cartone; e l’idea del potere vs quella del servizio in Habemus Papam. Attraverso e oltre la complessità e, a volte, la carica provocatoria di tali rappresentazioni, si possono cogliere opportunità inedite per leggere, con sguardo rinnovato, l’esperienza credente in un tempo in cui l’egemonia del pensiero e delle tradizioni cattoliche e l’unitarietà del cristianesimo geografico sono definitivamente tramontate.

The Church in the mirror of modern cinema.

The article wants to focus on the Catholic Church and priests represented in the Italian cinema during this last decade, the early years of 2000. In fact, cinema has an extraordinary aptitude in showing meaningful but also problematic aspects of the religious experience: the poverty and tired, reiterated gestures regarding the catechism studies in the movie Corpo celeste; the difficult path regarding vocation in the movie In Memory of Me; the contraposition between a «street Church» vs an «institutional Church» that doesn’t condemn corruption in the movie In the Light of the Sun; the passion of an old priest in a dismissed church in the movie The Cardboard Village; and the conflict between power and duty in We Have a Pope. In those movies – often problematic or provocative – it is possible to catch and underline a different (significant) perspective about the experience of the faith, of being catholic, in a period in which the catholic traditions and the idea of a geographical Christianity have changed.

 

Tomaso Subini

I cattolici, il cinema e l’osceno

Il contributo analizza i rapporti tra chiesa cattolica e cinema in Italia nell’ottica di una problematica specifica: la rappresentazione della sessualità, il tabú dell’osceno e il suo superamento nell’hard core, fino all’attuale processo di «pornografizzazione» che trova nel web un potentissimo propulsore. Se la presenza della chiesa in Italia ha aiutato, fino almeno agli anni 60, a preservare la sessualità tra le «cose sacre» dell’esistenza, il ruolo da essa giocato è anche costellato da evidenti errori «tattici», come emerge emblematicamente analizzando i documenti relativi alla condanna de La dolce vita di Federico Fellini. L’articolo si propone di tracciare un bilancio di tale presenza e azione della chiesa in Italia e si interroga, in conclusione, circa l’opportunità di rinnovare tale impegno a partire da una nuova consapevolezza e da piú mature competenze critiche.

The Catholics, the movies and the obscene.

This contribution focuses on the relationship between Catholic church and Italian cinema from the point of view of a specific set of problems: how it represents sexuality, its taboo of the obscene evolving into hard-core representations and finally how it results into the present pornographic outbreak which finds an excellent promoter on the web. If until the 1960s the Catholic church in Italy has helped to consider sexuality among the sacred things of human life, nevertheless the church role is cluttered with tactic blunders as it emerges emblematically from the documents condemning The dolce vita of Federico Fellini. This article evaluates the influence and action of the church in Italy. On conclusion the church takes into consideration the opportunities of renewing its commitment starting from a new awareness and a more mature critical competence.

 

Davide Zordan

Ciò che i film sanno di noi. Il cinema, la teologia e gli studi culturali sulla religione

Quale interesse riveste il cinema agli occhi della teologia? Dopo una disamina dei rari ma ambiziosi tentativi di produrre qualcosa come una teologia del cinema (A. Ayfre, P. Schrader), e di ciò che pregiudica la loro affidabilità nel contesto contemporaneo, l’articolo si propone di presentare le prospettive della ricerca svolta nell’ambito dei Religion and film studies, impostosi nel contesto degli studi culturali applicati al cinema e ancora poco conosciuto in Italia, dove pure c’è un’indubbia attenzione al rapporto tra cinema e religione. Attraverso una presentazione di alcuni studi significativi svolti in tale ambito (N. Hurley, J. May, C. Marsh, J. Lyden) ci si interrogherà circa le metodologie e le finalità degli studi culturali su cinema e religione e si esaminerà criticamente l’idea di una analogia esistente tra cinema e religione relativa soprattutto ai rispettivi modi di funzionamento.

Do movies really know us? Cinema, theology and cultural studies on religion

What interest may cinema represent for theology? This article examines the rare but ambitious efforts to produce something similar to a theology of cinema (A. Ayfre, P. Schrader). Presently it considers what prejudices their reliability in the modern context and the views of the research Religion and film studies which predominates on the context of cultural studies related to cinema and yet little known in Italy where a sure interest is paid on this subject. A number of significant studies will highlight the methods and aims of these cultural studies on cinema and religion. Moreover the idea of an analogy between cinema and religion will be examined in relation to their respective methods and patterns.

 

Arianna Prevedello

«Vieni e vedi» (Gv 1,46): il cinema nelle dinamiche pastorali odierne

L’articolo si interroga circa il contributo che le sale della comunità possono offrire alle comunità cristiane nel territorio e sul ruolo del cinema nei processi formativi e nei percorsi spirituali. Si proporranno alcuni esempi significativi delle opportunità che il medium offre, nell’ottica di una proposta culturale a sostegno di una ricerca spirituale abbinata a una revisione di vita. Ci si soffermerà inoltre su un caso esemplare: il progetto distributivo del film L’amore inatteso di Anne Giafferi (Francia, 2010), che consente di valutare sia le criticità sia le potenzialità dell’attuale scenario della pastorale della comunicazione sociale in Italia.

«Come and see» (John 1,46): cinema in present pastoral progress

This article wants to evaluate the contribution given by parish cinemas to the Christian communities settled on the territory. Moreover it wants to examine how cinema can influence their formation and spiritual path. Some significant examples focus on the opportunities given by this medium in view of a cultural proposal sustaining both a spiritual research and a revision of our own life. An emblematic case will be examined in detail: the distribution plan of the movie L’amore inatteso by Anne Giafferi (France, 2010). Here we can evaluate the critical aspects and potential contributions both of pastoral and of social communication in Italy.

 

Lloyd Baugh

Una Passione enigmatica: Su Re nella tradizione e oltre la tradizione

Il contributo si propone di analizzare il film Su Re di Giovanni Columbu (Italia, 2012), appartenente alla tradizione dei film su Gesú e interamente consacrato agli eventi della sua passione. Dopo aver sottolineato il carattere eterogeneo della tradizione dei film su Gesú, l’articolo propone un’analisi di Su Re dalla quale emerge la capacità del film di rinnovare a molteplici livelli (l’ambientazione, la fotografia, la colonna sonora, la sceneggiatura) la tradizione filmica. Dopo aver messo in luce la struttura del film e il suo originale rapporto con le fonti bibliche, si concluderà con una considerazione a riguardo del perenne problema della rappresentazione della resurrezione, dimostrando l’efficacia della soluzione proposta da Columbu.

An enigmatic passion: Su Re inside tradition and beyond

This contribution analyzes the movie Su Re (Italy, 2012) which belongs to the tradition of movies on Jesus and on the events of his passion. First, the article underlies the heterogeneous characters of this film tradition. Then it highlights the ability to renew this film current in all its aspects – setting, photography, sound-track and screenplay. Moreover the article highlights the film ability to bring forth its original relationship with biblical sources. On conclusion the article focuses on the everlasting problem of how resurrection is to be represented and how Columbus undoubtedly hit the target.

 

 

Alessandro Grossato

Alcuni aspetti della presenza di Maria nell’islam. Dai riferimenti coranici alla devozione popolare e dalla mistica all’iconografia.

La figura di Maria è certamente il principale punto di convergenza, sia scritturale che teologico, fra il cristianesimo e l’islam. Ma ha attirato l’interesse degli studiosi solo dalla metà del Novecento, con un’accelerazione nella produzione di traduzioni e ricerche che è andata intensificandosi solo negli ultimissimi anni. Resta ancora molto da dire dal punto di vista della teologia spirituale e della teologia della mistica, anche in termini comparativi, per il ruolo centrale che Maria ha rivestito nel sufismo islamico.

Aspects of Mary’s presence in Islam. From Koranic references to popular devotion and from mysticism to iconography

The figure of Mary is certainly the scriptural and theological point where Christianity and Islam converge. It has raised the scholars’ interest only since the mid XIX century which has seen a flourishing of translations and researches which has increased in the last years. There is still much to say in the field of spiritual and mystic theology – even on comparative terms – when we observe the key role Mary has assumed in Islamic Sufism.

 

Guido Benzi-Simone Paganini

Dal centro agli estremi. Dinamiche sincroniche e diacroniche dell’intero libro di Isaia

L’analisi del processo ermeneutico di formazione del libro di Isaia permette di individuarne la dinamica diacronica. A partire da due blocchi originariamente indipendenti (Is 2-32 e Is 40-64) formatisi a partire dall’VIII secolo, la redazione finale costruisce un centro letterario (Is 33. 34-35. 36-39) e produce una cornice letteraria e teologica, che fornisce anche la chiave ermeneutica per la comprensione dell’intera opera. Il riconoscere il processo di formazione diacronico non vuole tuttavia negare l’insieme sincronico dei 66 capitoli del libro. Questo riprende i momenti della sua formazione diacronica strutturando le diverse sezioni in maniera bipartita e corrispondente intorno al centro formato dai capitoli 33-39, incorniciandole mediante i capitoli 1 e 65-66. La dinamica sincronica identifica uno sviluppo teologico coerente, che conduce al messaggio centrale di salvezza per tutti coloro che sono disposti ad accettare la nuova legge divina.

From the center to the extremes. Synchronic and diachronic dynamics of the one book of Isaiah

The analysis of the hermeneutical process of formation allows identifying the diachronic dynamics of the book of Isaiah. Beginning from the two blocks (Is 2-32 and Is 40-64) which were originally independent, the final redaction builds a literary center (Is 33. 34-35. 36-39) and produces a literary and theological frame (Is 1 and Is 65-66). It also provides an hermeneutical key to understand the entire work. The recognition of the diachronic process of formation however will not deny the synchronic unity of the 66 chapters of the book. This conforms the different moments of his diachronic development to a corresponding bipartite structure formed around the center and framed by Is 1 and 65-66. The synchronic dynamic identifies a coherent theological development, which leads to the central message of salvation for all those who are willing to accept the new divine dispositions.

 

Isabella Adinolfi

Il viaggio interiore in Etty Hillesum

Nella vita della Hillesum ritroviamo tutti i momenti di quel percorso mistico di cui De Certeau ha con intelligenza disegnato la mappa. All’inizio del suo viaggio interiore c’è un desiderio che rimane sempre piú grande della soddisfazione che dovrebbe placarlo. Dalla disperazione del finito prende avvio la ricerca dell’infinito. Ma come il mistico non può giungere a Dio da se stesso, con le sue sole forze, cosí Etty può solo attendere che Dio la visiti. L’attesa tuttavia è attiva e non passiva: ella fa il vuoto in se stessa affinché Dio lo riempia. Estirpa le erbacce dal suo cuore affinché il seme che Dio vi ha deposto possa germogliare e dare frutto. Dopo l’incontro con Dio, dopo la fusione e l’unione con l’Assoluto, la sua vita muta radicalmente. Si ha ciò che De Certeau definisce un nuovo inizio. E come il rapporto del mistico con Dio è essenzialmente un rapporto d’amore cosí la vita della Hillesum diviene un dialogo ininterrotto con l’amato, un continuo ascoltare Dio dentro di sé.

Interior journey in Etty Hillesum

In Hillesum’s life we find all the steps of a mystical path that De Certeau cleverly mapped. At the beginning of her interior journey there is a desire that is always larger than the satisfaction that it should appease. From the despair of the finite originates a search for the infinite. But as the mystical man can not reach to God by himself, so Etty can only wait for God to visit her. Her expectation, however, is active and not passive. She creates the emptiness within herself, in order for God to fill it. She eradicates the weeds from her heart, so as the seed that God has placed shoots and bears fruit. After her encounter with God, after her fusion, union with the Absolute, her life changes radically. It happens what De Certeau defines a new beginning. And as the relationship of the mystical with God is essentially a love relationship, so Hillesum’s life becomes an uninterrupted dialogue with the beloved one, a continuous listening to God within herself.

 

Paolo Benanti

Il cyborg e l’enhancement umano. Alcune tracce per una valutazione etico-teologica

Durante gli anni Sessanta dello scorso secolo due ricercatori, Manfred E. Clynes e Nathan S. Kline, coniarono, dall’unione dei termini cybernetic e organism, il termine cyborg. L’intento dei loro studi era indagare sulle possibilità dell’uomo di viaggiare oltre l’atmosfera terrestre e colonizzare altri pianeti. Da allora il termine ha subito una complessa evoluzione fino ad assumere il significato di miglioramento umano tecnologicamente realizzato. Il testo propone un’analisi di questo percorso e un tentativo di analisi etico-teologica delle questioni che riguardano l’interazione tra uomo e tecnologia volta a ottenere il miglioramento umano (enhancement). Nella parte specificatamente etica-teologica, il testo presenta gli argomenti che attualmente si utilizzano nell’analisi etica del cyborg e dell’enhancement e, successivamente, una proposta per la gestione di questi processi di innovazione tecnologica.

Cyborg and human enhancement. Mainlines for an ethical-theological evaluation

During the 1960s two researchers – Manfred E. Clynes and Nathan S. Kline – joined the two terms cybernetic and organism thus coining the term cyborg. Their study intended to investigate which opportunities were available for human journeys into the extraterrestrial space resulting into a future colonization of other planets. Since then this term went through a complex evolution until it assumed the meaning of human improvement achieved through technology. This study analyses this path and proposes a possible ethical and theological analysis on the questions rising from the interaction between man and technology and resulting into human enhancement. In its specific ethical-theological part this text presents a few subjects currently used in the ethical analysis of both cyborg and human enhancement. Finally this contribution presents a proposal on how these processes may be dealt with.

 

Giorgio Nardone

Alcune vicende dell’Istituto filosofico Aloisianum della Compagnia di Gesú

L’articolo delinea la storia di un Istituto di insegnamento di filosofia dei gesuiti italiani. Tale storia unisce assieme fatti culturali ed eventi politici. Appartiene alla storia della cultura ciò che la Ratio studiorum affermava degli studi in genere e in particolare degli studi di filosofia. La non considerazione della letteratura e della saggistica moderne segna però una crescente distanza culturale col mondo che stava nascendo. Tale distanza diventa chiaramente politica nell’epoca del nascente stato nazionale. A sua volta, la tensione tra i gesuiti dell’Aloisianum e il «liberalismo» moderno si riflette all’interno del loro neo-tomismo, peraltro animato da seri intenti teoretici. La crisi modernista è valutata come problema essenzialmente filosofico contribuendo cosí a unire ortodossia e filosofia.

Some events of the philosophic institute Aloisianum of the Society of Jesus

The article illustrates the history of an Institute created for the philosophical formation of Italian Jesuits. Such history links together cultural facts and political events. It belongs to the cultural history those guiding lines highlighted by the Ratio sudiorum regarding general studies and, more specifically, philosophical ones. Yet, neglecting modern literature opens at an increasing distance from the sorrounding cultural world. Such distance becomes clearly political at the time of the incipient National State. In turn, the tension between Jesuits belonging to the Aloisianum and modern Liberalism is reflected in their Neo-Thomism, although based on strong theoretical purposes. The modernist crisis is understood essentially as a philosophical problem, thus producing convergence between orthodoxy and philosophy.



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Titolo: "Studia Patavina 2014/2"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025006
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

Antonio Da Re

La morte e il morire: oltre il paradigma della rimozione

 

Focus

Giuseppe Mazzocato

Introduzione

Stefano Allievi

La morte declinata al plurale. Tra rimozione ed emozione: smascherare i tabú per ritrovare un senso

Francesca Marin

Vita, salute e autonomia: alcuni aspetti problematici nel dibattito bioetico sul fine vita

Angelo Brusco

La preparazione alla morte, l’accompagnamento pastorale del morente, l’elaborazione del lutto: l’evoluzione delle pratiche pastorali

Valter Giantin

Il morire: la prospettiva medica

Luigi Colusso

Accompagnare nel lutto.Il progetto «Rimanere insieme» dell’Advar di Treviso

Ricerche

Mauro Fornaro

Sessualità e narcisismo, come modalità intenzionali nella costituzione della relazione interpersonale

Giuseppe Mazzocato

Eros e agape, un campo in cui esercitare la prospettiva del «pratico» nella teologia morale

Temi e discussioni

Leopoldo Sandonà

Il bene che ci porta. La prospettiva etica del pratico nel contesto epocale

Luciano Bertazzo

Pio X: tra radici venete e patavine

Gianfranco Maglio

La consuetudine nella coscienza giuridica medievale

Roberto Ruozi

La purezza cultuale del sacerdote nella spiritualità del celibato dal Novecento ai nostri giorni

Sara Noventa

La categoria di «fede» in alcune scuole buddhiste

 

 

Note

Damiano Migliorini

Trinità per filosofi? Lineamenti di un teismo trinitario

 

 

Osservatorio

Davide Girardi

Da lavoratori a cittadini

 

 

Recensioni e segnalazioni

 

Libri ricevuti



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Titolo: "Studia Patavina 2014/3"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300025013
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

Roberto Tommasi

Istanze dell’umanesimo

 

Focus: UMANESIMO E DIGNITÀ DELLA PERSONA UMANA

Franco Buzzi

La «dignità dell’uomo»: un’idea dell’umanesimo rifiutata dalla Riforma e dal cattolicesimo attorno al concilio di Trento?

Sergio De Marchi

L’evento cristologico come «messa in atto» dell’umano

Gabriele Fadini

L’Umanesimo cristiano: la dignità dei poveri e degli oppressi. La prospettiva filosofico-teologica di Ignacio Ellacuría

Giuseppe Mazzocato

La dignità della persona e la riabilitazione della teleologia nel pensiero di Robert Spaemann

Isabella Guanzini

Oltre il soggetto postmoderno. Un nuovo umanesimo secondo Slavoj iek

Domenico Canciani e Maria Antonietta Vito

«Nuovo umanesimo» o «civiltà nuova»? Il lascito di Simone Weil

Gian Luigi Brena

La dignità umana nel pensiero di Wolfhart Pannenberg

Temi e discussioni

Giampietro Ziviani

La tradizione alle soglie del Vaticano II. Una nota storico-teologica

Andrea Gaino

Teologia morale e paradigma della complessità

Cristina Simonelli

Vita madre dei viventi. Etica femminista: un’introduzione

Pietro Cognato

Bonum esse. La teologia morale tra “casi” e “metodo” e l’istanza antiteorica. Passaggi didattici in teologia morale

Osservatorio

Davide Girardi

(Ri)tessere le fila

Notiziario

Paola Zampieri

Vita della Facoltà

Recensioni e segnalazioni

 

Libri ricevuti



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Titolo: "Studia Patavina 2013/1"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024962
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

G. Mazzocato

L’educazione sessuale e affettiva nella scuol a: mostrare il senso e prevenire i rischi

Focus

G. Del Re

L’educazione sessuale in Italia

E. Vian

Un percorso di educazione alla sessualità: spunti per riflettere e scegliere

&nb sp;

A. Gaino

Indicazioni per un dialogo tra prospettive etiche differenti

G. Pellizzaro

Un criterio morale per educare la sessualità

G. Dianin

Educare la persona alla sessualità

Ricerche

A. Ramina

Thomas Merton e il «mondo». Dal distanziamento alla compassione

Temi e discussioni

G. Betori

La via della bellezza

G. Lafont

La ricerca di Dio oggi: una lettura teologico-spirituale

S. Daccache

Religioni violenza pace

S. Hon Tai Fai

Di fronte al vangelo: la tempra dell’evangelizzatore. Sulle orme del card. Celso Costantini

N. Petrovich

Alla ricerca di un amore autentico. Le coppie conviventi e il matrimonio

E. Vitale

Un passato che ritorna. Religione e bioetica in Daniel Callahan

Notiziario

M. Grusovin

Alla scoperta del pensiero di Aniceto Molinaro

Rassegna bibliografica

C. Broccardo

I Vangeli sinottici

Recensioni e segnalazioni

Libri ricevuti

________________________________________

Giorgio Del Re

L’educazione sessuale in Italia

L’educazione sessuale in Italia ha una storia piuttosto controversa e caratterizzata da una significativa discontinuità nel tempo e disomogeneità sul territorio. È condizionata dai momenti storici ma anche da fattori di ordine ideologico o culturale. Nonostante ciò la produzione letteraria è stata piuttosto ricca, soprattutto negli ultimi trent’anni, tanto che attualmente si possono individuare nove metodi italiani dell’educazione sessuale. Questi metodi hanno molti elementi in comune e alcune significative differenze. Tra gli elementi che accomunano la gran parte dei metodi si individua la convinzione che l’educazione sessuale debba trovare la sua prima espressione all’interno della famiglia e debba avvenire fin dall’epoca della scuola dell’infanzia. Ogni metodo propone poi una serie di significati da attribuire alla sessualità umana, presupposto necessario per la scelta dei contenuti. Grande importanza viene

poi data al lavoro di supporto e di accompagnamento dei genitori.

Sexual education in Italy

In Italy the history of sexual education is controversial, being rather discontinuous in time and geographically non-homogeneous. It has always been conditioned by historical phases as well as by ideological and cultural factors. We have a rich literary production mostly in the last thirty years. At present we can observe nine Italian methods of sexual education. They present several common points and a few significant differences. Nearly all methods suggest that s exual education should find its first expression in families and start during the primary school years. Then each method proposes a number of meanings to be attributed to human sexuality – a necessary premise to the choice of contents. Then the utmost importance is given to parents’ support and care.

 

Edoardo Vian

Un percorso di educazione alla sessualità: spunti per riflettere e scegliere

Quando si parla di sessualità e affettività umana non si può avere uno sguardo neutrale sulla questione: in un ipotetico continuum da una parte si tenderà al relativismo, una posizione dove ogni persona si autodetermina a piacimento e dove il mezzo sessuale è solo uno strumento per raggiungere obiettivi individuali, dall’altra parte la sessualità verrà vista avente una sua verità intrinseca, una potenzialità di vita che non può manifestarsi se non ne viene rispettata la sostanza. Scegliendo come piú opportuna la seconda posizione, a cascata ne deriveranno delle attenzioni e delle riflessioni teoriche e pratiche rispetto a una proposta sul tema dell’educazione alla sessualità e all’affettività rivolta a genitori, figli e adolescenti.

A pathway to sexual education: suggestions for a correct reflection and choice

When we speak of human sexuality and affectivity we cannot remain neutral. In an hypothetical continuum two are the trends. On one side we tend to relativism where each individual will self-determine and where sexuality is merely seen as a way to reach one’s individual goals. On the other side sexuality has an intrinsic truth&# 44; a life potential which cannot reveal itself if its substance is not respected. If we choose this latter opportunity, the ensuing theoretical-practical reflections and attentions will form a proposal directed to parents, children and teen-agers on the theme of affectivity and sexual education.

 

Andrea Gaino

Indicazioni per un dialogo tra prospettive etiche differenti

Proporre un progetto di educazione sessuale in ambiti laici, come quello scolastico, porta a doversi confrontare con diverse sensibilità. Questo fatto può rivelarsi occasione propizia per maturare la capacità di un confronto rispettoso e costruttivo non solo tra diverse visioni della sessualità, ma anche e anzitutto tra diverse prospettive antropologiche e corrispettive teorie etiche. La riflessione che presentiamo intende soffermarsi su questa questione: com’è possibile riconoscere e far interagire prospettive etiche differenti e quali attenzioni pedagogiche tale interazione domanda. Senza entrare direttamente nel merito dell’educazione alla sessualità e dei corrispettivi contenuti valoriali, l’articolo si propone di indicare le ragioni che sollecitano un dialogo tra etiche differenti, suggerendo percorsi di possibile convergenza e attenzioni pedagogiche per un dial ogo che sia esso stesso etico.

Suggestions for a dialogue between different ethical perspectives

In secular environments like school, the proposal of sexual education must face different sensitivities. Hence it can be a good opportunity for a respectful and effective comparison on various anthropological views and their corresponding ethical theories. Our reflection lingers on this question: how can we let them interact? Which pedagogical cares are required? Without directly considering sexual education and its contents, th is article indicates the reasons for a dialogue between different ethical values and suggests converging pathways and pedagogical cares.

 

Giuseppe Pellizzaro

Un criterio morale per educare la sessualità

La sessualità umana si presenta di fatto come esperienza « enigmatica ». La tensione all’altro insita nel proprio essere « indigenti » può realizzarsi nel riconoscimento dell’altro oppure nella sua negazione-strumentalizzazione. La Bibbia testimonia la struttura ambigua della sessualità quale realtà tesa tra possibilità di dono e desiderio di possesso. La proposta di indicare nel « matrimonio » la figura che interpreta e che dà senso compiuto a tale esperienza significa lasciar intravedere in essa il criterio che può illuminare e discernere le ambiguità dell’esperienza sessuale e che può orientare, in modo progressivo, verso un vissuto « buono » della sessualità.

A moral guideline for a correct education to sexuality

Human sexuality always appear as an «enigmatic» experience. The tension to the other is in-born in our being «needy» and actuates when it either recognizes or negate the other. The Bible witnesses this ambiguity ranging from possible donation to wish of possession. When marriage is proposed as the figure interpreting and fulfilling this experience, married life is consequently perceived as the correct model enlightening and revealing the ambiguities of sexual experience. At the same time it can progressively lead to a correctly lived sexual life.

 

Giampaolo Dianin

Educare la persona alla sessualità

L’articolo affronta il tema dell’educazione affettiva e s essuale alla luce dei due interventi di Del Re e di Vian, che sono stati il punto di partenza del Forum. L’autore evidenzia le problematiche legate all’educazione sessuale, l’orizzonte adeguato alla luce di una visione cristianamente ispirata del tema, e suggerisce alcuni criteri di riferimento per operare in questo ambito.

How to educate individuals to sexuality

This article considers the theme of sexual and affective education after Vian’s and Del Re’s articles as they have been the starting point of this Forum. The author outlines the problems connected to sexual education at the light of an adequately inspired Christian vision. Then he suggests some reference points enabling to operate in this area.

 

Antonio Ramina

Thomas Merton e il « mondo ». Dal distanziamento alla compassione

Nel panorama vastissimo delle opere di Thomas Merton un posto di notevole rilievo è indubbiamente occupato dai volumi dei suoi diari; fonte non molto frequentata da parte dei lettori, nemmeno di quelli piú affezionati agli scritti del monaco trappista, essi costituiscono una testimonianza privilegiata del suo cammino di ricerca. Entrando, attraverso queste pagine, nel vissuto che Merton ci trasmette in chiave autobiografica, si intuisce lo snodarsi di un itinerario spirituale che, a partire dai primi passi connotati da uno stato di sofferenza e dispersione, giunge a un esito di dinamica e vitale pacific azione interiore. Tale traguardo evidenzia il compiersi di un passaggio: da una situazione iniziale di separazione dal mondo a una di condivisione compassionevole con le domande dell’uomo contemporaneo.

Thomas Merton and the world. From detachment to sympathy

Among the wide range of Merton’s works, the volumes of his diaries have a high relevance even if this source is not always appreciated by his readers, even the most fond of the trappist monk’s writings. His works witness his research pr ogress. In his autobiographical pages the reader can see a winding spiritual path progressing from a first phase of suffering and dispersion to the final dynamic and vital pacification; from an initial world detachment to a sympathetic communion of contemporary men’s problems.

 

Giuseppe Betori

La via della bellezza

La via della bellezza ci conduce a cogliere il Tutto nel frammento, l’Infinito nel finito, Dio nella storia dell’umanità. L’incontro tra arte e fede costituisce in questa prospettiva un terreno di reciproco arricchimento, in cui la fede orienta la ricerca del bello verso la sua congruenza con il vero e il buono, mentre l’arte aiuta la fede a mostrare come essa faccia risplendere nell’uomo i suoi profili piú autentici e piú capaci di dargli pienezza. L’incontro non è mai dato una volta per tutte: attende anche oggi di compiersi con sincerità e disponibilità.

A pathway to the Beautiful

The way to the Beautiful leads to see the Whole as a fragment, the finite in the infinite, God in human history. When art and faith meet they mutually enrich. Faith leads to the research of the Beautiful and to its congruence with the Good and the True. Faith helps to show how it can enlighten man’s most authentic and fulfilling profiles. This encounter is never granted once for all. Even nowadays it must be fulfilled sincerely and willingly.

 

Ghislain Lafont

La ricerca di Dio oggi: una lettura teologico-spirituale

Partendo dalla domanda su come e dove cercare Dio, si rilevano, innanzitutto, tre nodi critici: « Dio è inutile al mondo scientifico »; « Dio è irreperibile in filosofia »; « Dio è travisato nella religione ». Qual è allora il punto di partenza autentico per un cammino verso Dio? L’autore lo individua nell’ascolto: all’orecchio attento, all’ascolto profondo risponde il mormorio della Parola divina e, in tale mormorio, Dio c’è. Possiamo dunque individuare i luoghi essenziali nei quali Dio si fa sentire, nei quali l’orecchio spirituale l’ascolta e i sensi spirituali gli rispondono. Essi sono tre: la liturgia, la Bibbia, la carità fraterna. Questi tre poli sono la base permanente di ogni teologia e, insieme all’esperienza mistica a loro unita, creano il clima spirituale autentico nel quale diventa possibile riscoprire il volto di Dio negli spazi menzionati all’inizio, dove Egli sembra non esserci piú: la ragione scientifica, la filosofia, la religione.

God’s research in our days: a theological-spiritual reading

Starting from the question when and why we must research God, we observe three crucial assumptions: God is useless to the scientific world; God cannot be found in philosophy; God is misunderstood in religion. Hence which is the authentic starting point to reach God? In the ability of listening , this is the author’s answer. An attentive ear, a profound listening can perceive the faint sound of the divine word. God exists in this murmur. We can detect the essential places where God can be heard, and our spiritual senses can respond. There are three fundamental places: liturgy, Bible, brotherly charity. These three poles form a permanent base for all theologies. Together with the connected mystical experience they create the authentic spiritual atmosphere where God’s features can be seen even where he does not seem to exist any longer: scientific reason, philosophy, religion,

 

Salim Daccache

Religioni violenza pace

Il presente intervento, che prende spunto dal vissuto culturale e religioso medio-orientale, punta a mettere in luce due idee fondamentali: i motivi principali per cui in nome della religione è resa possibile la violenza; la necessità di rinvenire nella stessa identità delle religioni il compito di promuovere la pace. Dopo avere considerato alcuni preoccupanti esempi di manipolazione della religione in ambito cristiano, ebraico e musulmano, vengono delineati specifici percorsi concreti per la pacificazione delle culture e religioni. Una educazione alla pace fondata su una antropologia rispettosa di ogni vita umana è lo sfondo ineludibile di un pacifico vivere insieme nel contesto di un mondo sempre piú globalizzato.

Religion violence peace

This article begins highlighting the cultural and religious experiences in North-East. It considers two fundamental ideas: why violence is made possible in the name of religion; and why religions in their different identities must promote peace. After considering some worrying examples of religious manipulations in Christian, Muslim and Hebrew areas, this article suggests some effective ways to pacify cultures and religions. Peace education based on an anthropology respecting all human lives is the necessary base for a peaceful coexistence in an always more globalized world.

 

Savio Hon Tai Fai

Di fronte al vangelo: la tempra dell’evangelizzatore. Sulle orme del card. Celso Costantini

L’intervento prende le mosse dalla testimonianza del cardinale Celso Costantini (1876-1958), primo delegato apostolico in Cina (1922) che per la prima volta guidò un sinodo cinese (1924) e fece ordinare i primi sei vescovi cinesi da Pio XI (1926). I testi che egli ha lasciato permettono, da una parte, di percepire il faticoso cammino missiologico di distinguere la missione della chiesa dalla cultura occidentale dei missionari e, dall’altra, di descrivere la tempra del vero missionario che, fedele al mandato evangelico, intende far percepire la forza rinnovatrice della fede cristiana in ogni cultura, che ne valorizza tutti gli elementi tipicamente umani.

Facing the Gospel: the evangelizer’s strength. Following Cardinal Celso Costantini’s footsteps

This article bears Cardinal Celso Costantini’s witness. He was the first apostolic delegate in China and guided the first Chinese synod (1924). Moreover he convinced Pious XI (1926) to order the first six Chinese bishops. His texts outline the difficult missiologic pathway enabling to distinguish the Church mission from the Western culture of his missionaries. His writings describe the character of the true missionary, faithful to his evangelical task: to transmit the innovating Church faith to every culture while appreciating all typically human elements.

 

Nicola Petrovich

Alla ricerca di un amore autentico. Le coppie conviventi e il matrimonio

Negli ultimi anni si assiste in tutto il mondo occidentale a una crescita esponenziale delle coppie che scelgono di convivere al di fuori del matrimonio. Questo studio cerca di descrivere tale fenomeno conducendo un’analisi sulle varie tipologie di convivenza, le motivazioni che stanno alla base di questa scelta e fornendo alcuni dati statistici. Inoltre cerca di proporre il paradigma dell’amore genitoriale come luogo dell&rsquo ;esperienza elementare dove recuperare l’autenticità di un amore adeguato. L’essere padre e madre si presenta come un’esperienza di amore totale, definitivo, gratuito, non sperimentabile in precedenza, che possiede delle forme concrete. L’ambito dell’amore parentale può essere quindi un paradigma per recuperare la profondità dell’amore coniugale fondato sul matrimonio.

Researching an authentic love. Couples and marriage

In the last years we obse rved an exceptional rising of couples choosing to live common-law marriages . This study tries to outline this trend analysing several cohabitees typologies and their causes. Finally it gives a short statistical survey. Furthermore the author tries to propose parental love as a primary and fundamental experience where the authenticity of a total and definitive love can newly be discovered. Being father and mother is a kind of definitive, total and gratuitous love which cannot be experienced in advance and shows how its forms can be adequate and real. Hence parental love can be a model to regain the profound love of married life.

 

Elisabetta Vitale

Un passato che ritorna. Religione e bioetica in Daniel Callahan

La bioetica nasce all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso come tentativo di rispondere alla sfida posta dal progresso scientifico e tecnologico. Se i teologi sono i primi ad affrontare gli inediti problemi etici sollevati dai nuovi sviluppi medico-scientifici, contribuendo cosí alla nascita e al consolidamento della nuova disciplina, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta si assiste a una vera e propria « secolarizzazione della bioetica ». Il presente contributo si propone di delineare gli effetti negativi che, secondo Daniel Callahan, tale uscita di scena della religione porta con s&e acute; e le motivazioni per cui il filosofo e bioeticista americano, dapprima cattolico e ora ateo, ritiene indispensabile tornare a dare ascolto alle voci religiose nel dibattito bioetico.

A past that comes back. Religion and bioethics in Daniel Callahan

Bioethics finds its origin during the 70s of the last century as an attempt to face the challenge of scientific and technological progress. Theologians were the first to see the problems implied in new medical – scientific developments, thus contributi ng to the birth and reinforcement of this new discipline. Between the end of the 70s and the beginning of the 80s we observe the complete secularization of bioethics. This study outlines the negative aspects due to the absence of religion, according to Daniel Callahan’s opinion. Why does the American bioethicist and philosopher – once a catholic and now an atheist – deem necessary to listen again to religious voices in bioethical debates?



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Titolo: "Studia Patavina 2013/2"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024979
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

Roberto Tommasi

La vocazione ecclesiale e dialogale della teologia cristiana

 

Focus: La comunicazione mediale. Un cambiamento culturale e antropologico che interroga la teologia

Giovanni Giuffrida

I media e i mutamenti sociali e antropologici. Come cambia l’esperienza umana nella cultura digitale

Giovanni Del Missier

Abitare da cristiani nell’epoca digitale. Coscienza ecclesiale nel contesto mediatico

Bruno Seveso

Pensare la fede cristiana nella cultura digitale. Nuove prospettive per la teologia

Luca Bressan

Diventare cristiani nel tempo dei social network

Ricerche

Marzia Ceschia

Il tema dello sguardo e della «visio» negli scritti di Ildegarda di Bingen

Temi e discussioni

Gerhard Ludwig Müller

La fede come fondamento dell’esperienza cristiana

Juan Ignacio Arrieta

Legislazione civile dello Stato della Città del Vaticano a confronto con l’ordinamento italiano

Tadeusz Sierotowicz

La scienza e la visione del mondo nel pensiero di Vito Mancuso

Stefano Didonè

«Secondo le Scritture». Sulla questione dell’interpretazione teologica del testo biblico

Note

Gianfranco Maglio

Il pensiero politico di Alcide De Gasperi

 

Osservatorio

Davide Girardi

Esplorando il mutamento: i cambiamenti del Nordest

 

Recensioni e segnalazioni

Libri ricevuti

 

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Giovanni Giuffrida

I media e i mutamenti sociali e antropologici. Come cambia l’esperienza umana nella cultura digitale

La comprensione teologica della cultura non può non incontrare oggi il mondo dei media, la cui presenza massiccia e pervasiva nel contesto culturale sta contribuendo, insieme ad altri fattori, a una consistente trasformazione dell’esperienza umana. Affinché il discorso teologico non risulti, però, separato rispetto a questa realtà, si richiede uno studio dei processi generati dalla comunicazione mediale che tenga conto anche delle acquisizioni rese disponibili dalle scienze sociali e dalle scienze della comunicazione. L’attenzione di questo articolo è rivolta, quindi, non tanto all’uso dei media nella pastorale e ai contenuti che essi veicolano, quanto alle forme della cultura – si parla anche di «cultura digitale» – che nascono dal sistema mediatico e ivi si alimentano. Lo scopo è mostrare come tali mutamenti sociali e culturali in atto incidano fortemente nella trasformazione dell’esperienza dei soggetti e quindi anche nella loro esperienza religiosa, per giungere, alla fine, a una ridefinizione di che cosa significa per l’uomo d’oggi, immerso in detta cultura, «fare esperienza» umana.

Media and social-anthropological changes. How digital culture influences human experience

In understanding culture, theology can’t help dealing with the world of media as their massive presence pervades our cultural context. With other elements they contribute to deeply influence our human experience. As the theological subject matter cannot be separated from this reality, a study on media processes is required, taking into account the new available achievements of social and communication sciences. This article focuses on the new cultural forms rather than on the use of media in pastoral and on the contents these sciences convey. These forms, defined «digital culture» come from media system and there they develop. This article aims to prove how these cultural and social changes influence the changes in the subjects’ experience and consequently in their religious experience. Thus a new final definition must be found explaining what means «to make human experience» to modern men imbued with this culture.

 

Giovanni Del Missier

Abitare da cristiani nell’epoca digitale. Coscienza ecclesiale nel contesto mediatico

Si tratta di un contributo a carattere prevalentemente esplorativo che vuole dar conto di come si sia sviluppata e a che punto sia pervenuta l’attuale coscienza ecclesiale in tema di comunicazione mediatica. Per questo, ci si sofferma inizialmente sugli interventi magisteriali che dal 2000 in poi si sono interessati al tema, evidenziando una promettente traiettoria di sviluppo. Essa prende avvio da una concezione strumentale dei media, per approdare progressivamente alla consapevolezza che essi generano un nuovo contesto esistenziale che deve essere evangelizzato in modo creativo. Successivamente si presentano i contributi italiani che in modo piú significativo e in termini propriamente teologici hanno cercato di delineare la portata di tale intervento, tratteggiando le linee direttrici per rendere efficace l’annuncio del vangelo nell’ambito inedito dell’esperienza digitale.

Christians in a digital era. Ecclesial conscience in the context of the media

This article, of an essentially exploratory nature, will attempt to review how Church consciousness of the new media has developed and at what point it has arrived. To this end, attention is first paid to the magisterial interventions on this theme from the year 2000 onward, which show a promising line of development. Having started out with a more or less instrumental vision of the new media, this teaching has gradually progressed toward an awareness of how these media generate a new existential context which must be evangelized in a creative fashion. The focus is then narrowed to the Italian contributions to this enterprise. Examining the most significant contributions, particularly in their specifically theological character, it is possible to outline the main directions which need to be taken in order to render effective the proclamation of the Gospel in the new world of digital experience.

 

Bruno Seveso

Pensare la fede cristiana nella cultura digitale. Nuove prospettive per la teologia

Il motivo del pensare la fede cristiana nella cultura digitale è scandito in cinque riprese. In via preliminare ne è discussa la necessità, se estrinseca, dipendente da fattori contingenti, o invece intrinseca, in ragione della fede cristiana stessa. La qualità mondana della fede dice la sua esposizione all’umano, e dunque anche la plausibilità di principio di una pratica della Rete da parte del pensare la fede. Un secondo momento si preoccupa della messa a fuoco dell’oggetto: che cosa si debba intendere per «fede cristiana». La figura del «deposito della fede», nell’intensità delle sue connotazioni, è proposta quale vettore di significato. Un terzo scandaglio si prende cura di articolare in quattro sfaccettature il «pensare» in tema di fede. Il quarto passaggio si impegna in una ricognizione sintetica della piattaforma digitale e della sua condensazione nella «cultura digitale». Da ultimo, e in termini molto stringati, è proposta nella sua essenzialità una istruzione della questione che è in capo all’indagine.

Christian faith in digital culture. New prospects for theology

In digital culture the way of thinking Christian faith is articulated in five steps. At first the necessity of faith should be debated. Whether it is an extrinsic factor depending on contingent factors or if it is intrinsic finding its reason of being in Christian faith itself. The secular aspect of faith explains it exposure to human events. Therefore media network can be plausibly used when elaborating the subject of faith.

Secondly we must focus on the object: what do we mean for «Christian faith». The figure «deposit of faith» in its intense connotations is proposed as a meaningful conveyor. The third step proposes that faith should be articulated in four facets. The fourth step surveys digital platform and how it turns into digital culture. Finally a brief instruction of the question is proposed that originates our research.

 

Luca Bressan

Diventare cristiani nel tempo dei social network

L’articolo esplora il tema della cultura digitale e dei mutamenti in atto nei modi di declinare oggi l’identità giovanile. Questo sforzo di comprensione è finalizzato a vedere come questa nuova figura culturale può essere assunta e interpretata nei termini di uno spazio antropologico dai confini e dalle forme tutte nuove, che chiede al cristianesimo (alla sua memoria, alle sue istituzioni, alle sue esperienze) di elaborare strumenti e percorsi perché possa essere abitato e diventare terreno sul quale costruire le identità cristiane di oggi e di domani.

To become Christians in the time of social networks

This article explores the field of media culture and its changes especially in relation with juvenile identity. This effort to understand aims to examine how this new cultural subject can be observed and evaluated in a new anthropological dimension with quite new limits and forms. This new area asks to Christianity (including its memory, institutions and experiences) to elaborate instruments and pathways leading to dwell where present and future Christian identities are to be founded.

 

Marzia Ceschia

La sapienza dello sguardo. La «visio» profetica di Ildegarda di Bingen

Lo straordinario ministero profetico di Ildegarda di Bingen (1098-1179) è, in questo lavoro, esplorato dalla prospettiva dello sguardo, nel tentativo di offrire alcuni spunti per la comprensione di una parola chiave nell’esperienza spirituale della monaca benedettina tedesca: visio. L’analisi verte su una selezione limitata, ma ugualmente emblematica, dei suoi scritti, in particolare delle lettere e di una sezione dell’ultima sua opera profetica, il Liber Divinorum Operum, allo scopo di cogliere in quale rapporto stia il vedere di Ildegarda con la sua vocazione profetica e quali siano i tratti peculiari del suo profetismo. Il tema dello sguardo, spazio di convergenza tra esegesi-Scrittura-parola detta e parola scritta, funge, quindi, da filo conduttore. Questo tema viene messo a confronto, in ultima battuta, con quello dell’anima e della razionalità, elementi costituivi della relazione – mediante immagini e simboli – con il Verbo, unica via d’accesso all’intima realtà trinitaria di Dio.

The wisdom of sight. The prophetic «visio» of Hildegarde von Bingen

Hildegard of Bingen’s extraordinary prophetic ministry (1098-1179) has in this work been investigated through the perception of sight, attempting to give suggestions about the comprehension of a key word in the spiritual experience of the German Benedictine nun: visio. This analysis focuses on a limited section – though equally emblematic – of her writings, in particular of the letters and a section of her last prophetic composition, the Liber Divinorum Operum. As a matter of fact it aims to understand the relationship between Hildegard’s sight and her prophetic vocation and the peculiar traits of her prophetism. The theme of sight – a convergence of exegesis-Scripture-spoken and written Word – serves as a leitmotiv and it is eventually put in comparison with the theme of soul and rationality, basic elements of her relationship with Christ – throughout images and symbols. It turns out to be the only way to penetrate the mystery of Trinity.

 

Gerhard Ludwig Müller

La fede come fondamento dell’esperienza cristiana

L’articolo parte dalla considerazione che solo una grande positività è in grado di attirare il nostro sguardo e che la fede comincia addentrandoci nella comprensione del reale che vediamo con i nostri occhi: parte da ciò che accade in questo mondo e si nutre della realtà. Colui che dà inizio alla fede e la porta a compimento è Gesú: in lui si svela il nesso profondo fra razionalità e amore, fra logos e agape, i fondamenti del reale alla radice di fede, speranza e carità. La vita vissuta nella fede si concretizza nell’identità nuova di un «io» relazionato a un «noi», il cui corpo consiste nella persona di Cristo risorto e di coloro che hanno accettato di appartenergli nel sacramento del battesimo: questa è la chiesa. Per tale motivo la fede cristiana, se vuole essere fedele a ciò che Dio stesso ha realizzato in Gesú Cristo, non può che essere fede «ecclesiale». Questa, conclude l’autore, è la sua autentica natura.

Faith as a base of Christian experience

This article considers that only a great «positiveness» attracts our attention and that faith begins when we are able to go deep into reality as it comes to our eyes. Faith starts from what happens in this world and is nourished with real facts. It is Jesus who starts faith and brings it to its end. He reveals the deep relation between rationality and love, logos and agape that are the fundaments of reality at the root of faith, hope and charity. A life of faith comes true when we achieve a new identity of «I» in relation with «us». This new faith is the person of resurrected Jesus Christ and of those who accepted to belong to him in Baptism. This is the church. For this reason Christian faith can’t be but ecclesial faith if it wants to stick to what God has actuated in Jesus Christ. The author concludes saying that this is the true nature of faith.

 

Juan Ignacio Arrieta

La legislazione civile dello Stato della Città del Vaticano a raffronto con l’ordinamento italiano

La relazione affronta il tema delle fonti del diritto della legislazione civile della Città del Vaticano (SCV), mettendo in evidenza non solo le fonti storiche di tale legislazione – i Patti Lateranensi del 1929 che fondano lo SCV, la Legge fondamentale dello SCV aggiornata nel 2000, e la Legge sulle fonti riaggiornata nel 2008 – ma anche le problematiche legate alla peculiarità dello SCV che, se da una parte afferisce all’ordinamento italiano e alla legislazione europea per alcune materie giuridiche, dall’altra rimane vincolata in modo stretto alla ricezione dell’ordinamento canonico della chiesa cattolica. Tale autonomia della legislazione dello SCV si manifesta nelle varie modifiche che il legislatore vaticano apporta alla legislazione suppletiva ricavata dall’ordinamento dell’Italia e dell’Unione Europea.

The civil judicial body in Vatican City State compared with the Italian Law

This article focuses on the origin of Civil Body of Laws in Vatican City State highlighting its historical sources: i.e. Lateran Pacts (1929) on which Vatican State is founded; the Fundamental Law of Vatican State adjourned in 2000; and finally the Act on Sources of Law adjourned in 2008. At the same time this study considers the problems connected to the peculiarities of Vatican State which refers both to the Italian Civil and Penal Code and to the European legislation. Moreover it is linked to the Canon Law of Catholic Church. This autonomy in Vatican laws is witnessed by the several changes Vatican legislators introduced into the supplementary laws taken both from Italian and European judicial orders.

 

Tadeusz Sierotowicz

La scienza e la visione del mondo nel pensiero di Vito Mancuso

Questo articolo si chiede fino a che punto la scienza contribuisca a costruire una visione del mondo come viene proposta nelle opere «teologiche» di Vito Mancuso; analizza inoltre l’influenza reciproca sia del discorso scientifico che di quello teologico nel contesto di questa stessa visione del mondo. Si prendono anche in esame il ruolo della fede nella costruzione di questa visione del mondo e il modo di ragionare di Mancuso.

The science and the world picture in Vito Mancuso’s thought

The paper investigates to what extent the science contributes to the construction of the world picture proposed in the «theological» works of Vito Mancuso, and analyses the reciprocal interference of both scientific and theological discourses in the context of his world picture. The role of the faith in the construction of the world picture proposed by Mancuso and his way of reasoning are also examined.

 

Stefano Didonè

«Secondo le Scritture». Sulla questione dell’interpretazione teologica del testo biblico

L’articolo, richiamandosi alla necessità di una lettura «teologica» del testo biblico secondo l’«ermeneutica della fede» (Verbum Domini, n. 35), riconosce nella proposta di P. Beauchamp un tentativo degno di nota in questa direzione. L’assegnazione di un rilievo sistematico a tre classi di scritti dell’Antico Testamento (legge, profezia e sapienza) viene realizzata riconoscendo in esse tre forme di mediazione dell’autocomunicazione storica di Dio che interpella la libertà dell’uomo. Analogamente, nel cristianesimo il rilievo costitutivo riconosciuto alla storia attiene alla forma drammatica del dinamismo stesso della rivelazione.

«According to the Scriptures». On theological interpretation of the biblical text

This article refers to the necessity of a theological interpretation of the biblical text, according to an «hermeneutic of faith» (Verbum Domini 35), and recognizes the importance of P. Beauchamp’s proposal. Attributing a systematic importance to Law, Prophecy and Wisdom, it is possible to recognize three forms of mediation of God’s historical revelation, which ask man’s freedom. Similarly, in the Christian interpretation of the Bible, the constitutive relevance given to history follows the revelation dynamism, that has a dramatic form.

 

Gianfranco Maglio

Il pensiero politico di Alcide De Gasperi

Il saggio si propone di richiamare l’attenzione su alcuni aspetti fondamentali del pensiero politico di Alcide De Gasperi, sottolineandone l’attualità e il grande significato di testimonianza ideale e rigorosa dei valori della tradizione cristiana, inseriti in una concezione laica dello stato, ma non laicista, né tantomeno neutrale sul fronte della giustificazione del potere e della visione generale della società e dell’uomo. Il cattolicesimo democratico di De Gasperi, frutto anche di una tradizione culturale che il grande statista trentino aveva assimilato nella sua giovinezza all’interno dell’Impero asburgico, è convinto assertore delle autonomie locali e di una grande Europa dei popoli capace di essere, a un tempo, gelosa custode dei grandi valori del cristianesimo ed esempio vissuto di pacifica e solidale convivenza. Nel complesso si tratta di un grande messaggio capace di orientare, ieri come oggi, l’impegno politico dei cattolici.

Alcide De Gasperi’s political thinking

This paper draws attention to some fundamental aspects of Alcide De Gasperi’s political thinking. While acknowledging the topicality of the statesman’s thought, this study bears witness of the traditional Christian values De Gasperi considered in a lay perspective, neither secularist nor neutral as far as the justification of power and the outlook on society and man at large are concerned. De Gasperi’s democratic Catholicism was deeply influenced by the cultural tradition the great statesman from Trento experienced during his youthful years in the Asburgic Empire. As a result his thought focuses on local autonomy, but at the same lime it presents the idea of a great Europe, which has to be a jealous guardian of Christian values and provide a model of peaceful and mutually supportive coexistence by encompassing all European peoples. All in all it is a great message, which constitutes today, as in the past, a strong reference point for the political engagement of Catholics.



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Titolo: "Studia Patavina 2013/3"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024986
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

Riccardo Battocchio

Gaudium et spes 44: una chiesa che sa di aver bisogno di aiuto

Focus

Andrea Toniolo

La «mutua relatio» tra chiesa e mondo in Gaudium et spes

Gian Luigi Brena

Vissuto cristiano e dialogo: apporti filosofici

Valerio Bortolin

La verità cristiana e le verità «altre». L’epistemologia della Gaudium et spes tra annuncio e dialogo

Matteo Pasinato

Comunità ecclesiale e comunità politica: l’istanza democratica e i diritti umani

Simone Morandini

Linguaggi della fede e delle scienze: per un confronto fecondo

Ricerche

Roberta Ronchiato

I tempi dell’uomo e il tempo di Dio. L’esperienza spirituale nel cammino della vita alla luce della fede

Temi e discussioni

Paolo Magnani

Sulla parrocchia nel Lombardo-Veneto

Luciano Fanin

La Bibbia insegna a pregare

Giorgio Sgubbi

Dire Dio, oggi?

Osservatorio

Davide Girardi

In nome di chi? Le dinamiche della rappresentanza politica nel Nord Est

Notiziario

Paola Zampieri

Vita della Facoltà (a.a. 2012-2013)

Recensioni e segnalazioni

Libri ricevuti

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ANDREA TONIOLO

La «mutua relatio» tra chiesa e mondo in Gaudium et spes

Il contributo ripercorre la complicata storia redazionale della Gaudium et spes secondo un punto prospettico ben preciso: la nozione di mondo e le diverse posizioni teologiche sul rapporto chiesa-mondo. Si sofferma, in particolare, sulla posizione della teologia e dell’episcopato tedesco che, nell’insieme, fu piuttosto critica e severa, e sulle aperture, determinanti e decisive, portate dal domenicano francese M.-D. Chenu. L’articolo mette in evidenza la tensione, che attraversa sia il dibattito conciliare che la ricezione successiva della costituzione, tra l’impostazione antropologica e quella cristologica della teologia e tra le due conseguenti visioni del rapporto chiesa-mondo, una di origine agostiniana e l’altra tomista. Conclude evidenziando l’eredità che lascia la Gaudium et spes, cioè quella del «modus loquendi», il metodo, lo stile con cui la chiesa svolge la sua funzione di insegnamento, la sua missione.

The «mutua relatio» between Church and World in Gaudium et spes

This contribution goes through the complex history of Gaudium et spes from a well established viewpoint; i.e.: the concept of the world and the various theological trends. This article examines the critical and strict position of both the German episcopate and theology. At the same time it considers the determining and decisive opening brought forth by the French Dominican father M.-D. Chenu. This article highlights the strain running through the whole council debate and the following reception of its constitution. Moreover it considers the different anthropological and Christological statements leading to two different visions of the church – world relation, as the former draws its origin from the Augustinian tradition and the latter from St. Thomas. On conclusion this contribution highlights the legacy of Vatican Council II, that is to say its «modus loquendi», the method and style with which the Church carries out its mission.

 

GIAN LUIGI BRENA

Vissuto cristiano e dialogo: apporti filosofici

Nella prospettiva del dialogo della chiesa con il mondo contemporaneo, inaugurata dal concilio Vaticano II, suggerisco due possibili apporti della filosofia contemporanea alla filosofia cristiana: la valorizzazione del vissuto quotidiano delle persone e l’approfondimento dell’atteggiamento di dialogo mediante l’assimilazione delle sue implicazioni filosofiche.

Christian experience and dialogue: philosophical contributions

Regarding the dialogue of the Church with the world, I suggest two contributions the contemporary philosophy could offer to the Christian philosophy: first the appreciation of persons in their everyday experiences, and second the deepening of the dialogical attitude through an investigation of presuppositions and implications of the dialogical relationship among persons.

 

VALERIO BORTOLIN

La verità cristiana e le verità «altre». L’epistemologia della Gaudium et spes tra annuncio e dialogo

La prospettiva del presente contributo è metodologica-epistemologica piú che contenutistica, filosofica piú che teologica. Si cercherà di far emergere l’autocomprensione ecclesiale della verità cristiana, presente nella Gaudium et spes, nel suo porsi in rapporto con le verità «altre». La categoria che viene cosí ad assumere un ruolo di primo piano è quella di «relazione» in rapporto a quella di «verità», nell’ambito della visione della realtà propria del cristianesimo. Il testo conciliare, infatti, pur non avendo la natura di un trattato di epistemologia teologica e avendo anzi una precisa intenzionalità «pastorale», nell’affrontare la questione del rapporto tra la chiesa e il «mondo», esprime tra le righe una ben precisa concezione della verità cristiana in rapporto con le verità «altre».

Christian truth and other truths. Epistemology of Gaudium et spes between announcement and dialogue

The viewpoint of this contribution privileges method and epistemology rather than contents, philosophy rather than theology. We will try to bring forth the ecclesial self-understanding of Christian truth as it is present in Gaudium et spes and as it is related to other truths. Thus the category playing a major role is «relation» in connection with the truth in the sphere of that vision of reality pertaining to Christian religion. The council text – without being a treatise of theological epistemology but rather having a precise pastoral aim, when it deals with the question of the relation between the Church and the World – expresses between lines the exact conception of the Christian truth in its relation with other truths.

 

MATTEO PASINATO

Comunità ecclesiale e comunità politica: l’istanza democratica e i diritti umani

L’istanza democratica e dei diritti umani è fra i problemi urgenti ai quali il Concilio fa attenzione nella costituzione pastorale Gaudium et spes. Il tema conciliare apre a considerazioni piú generali che partono dall’evangelico tranello teso a Gesú sul tributo a Cesare e la signoria di Dio. Dopo aver considerato l’inchiostro del Concilio (il testo della Gaudium et spes nelle variazioni lungo l’evoluzione della sua stesura) si fissano due questioni per il credente tuttora cruciali nel rapporto tra cristianesimo e politica: la prima è la possibilità di «ricevere» dal mondo degli uomini ancor oggi; la seconda è la possibilità di «ricevere» dal concilio criteri di discernimento sull’emergenza antropologica e sociale nella comunità civile.

Ecclesial community and political community: democratic expectations and human rights

Democratic expectations and human rights are among the most urgent problems taken into consideration by the Council and its pastoral institution Gaudium et spes. The council theme opens to more general considerations beginning with the critical evangelical question put to Jesus on the tribute to Caesar and with God lordship. After considering the Council text (Gaudium et spes and its various editions) this article focuses on two crucial questions still troubling the believers: the relation between Christian life and politics. The former is the opportunity of «receiving» from the world of men, even at present; the latter opportunity means to «receive» discernment criteria from the Council on the anthropological and social emergency of civil community.

 

 

SIMONE MORANDINI

Linguaggi della fede e delle scienze: per un confronto fecondo

Il testo riprende la categoria di dialogo di Gaudium et spes, nella sua rilevanza per lo stile comunicativo del Vaticano II verso il mondo scientifico. Esamina quindi i principali ambiti nei quali la riflessione teologica successiva ha proseguito il dialogo con esso: teologia fondamentale, etica teologica, ma soprattutto quella «teologia della natura» che ripensa la creazione alla luce di elementi emergenti dalla riflessione scientifica – evoluzione, indeterminismo, relazionalità, uomo…. Ne emerge una figura di teologia che nella ricerca scientifica non coglie tanto un antagonista da cui difendersi, quanto un’impresa ricca di rilevanza teoretica, meritevole di considerazione simpatetica, in grado di offrire strumenti concettuali per una feconda riespressione dello stesso dato di fede.

The languages of faith and sciences: a fruitful confrontation

The text considers the dialogue category present in Gaudium et spes and its relevance for the media style of Vatican Council II when dealing with the scientific world. Then this article goes through the main subjects where the subsequent theological reflection pursued its dialogue with this world: fundamental theology, theological ethics and first of all the theology of nature which reconsiders the creation in the light of the new data emerging from the scientific world: evolution, indeterminism, rationality, man… According to this picture of a new theology, the scientific research cannot be considered any longer an antagonist we must defend from, but rather an enterprise full of theoretical relevance deserving sympathetic consideration and offering conceptual tools for a new fruitful expression of the same item of faith.

 

ROBERTA RONCHIATO

I tempi dell’uomo e il tempo di Dio. L’esperienza spirituale nel cammino della vita alla luce della fede

L’articolo propone un itinerario di ascolto dell’annuncio biblico riguardo al tempo: interroga il senso del primo atto della creazione con il quale appare il «cro,noj» (cf. Gen 1,3) e la nuova percezione dello scorrere dei giorni dopo il peccato. A questo punto, la faticosa ricerca del credente per ridare senso al vivere, segue due vie complementari. Da un lato, l’uomo domanda a Dio di essere istruito sul mistero del tempo e della morte, dall’altro il Signore entra nella storia con la sua Parola. Il tempo di Dio coincide con l’evento in cui il Signore compie la sua promessa. Saper misurare i tempi umani come via di sapienza e il tempo di Dio come evento, convergono nel sabato, giorno senza tempo. La vita oblativa, pienamente manifestata nel mistero pasquale di Cristo, è autenticamente il tempo compiuto (cf. Gv 19,30).

The times of man and the time of God. Spiritual experience and life path at the light of faith

This article proposes a path for hearing the Biblical Tale in relation with time. It focuses on the meaning of both the first act of the creation when the «cro,noj» appears (see Gen 1,3) and of the new perception of passing days after the Sin. At this point the believer’s arduous research for a new meaning in life follows two complementary paths. On one side man asks God to be instructed in the mystery of time and death. On the other side Gods enters History with his Word. God’s time coincides with the Event when God keeps his promise. These two paths (to know how to measure human times as a path to wisdom and how to evaluate God’s time as an event) converge on Saturday, the day without time. Oblative life, as it appears in Christ’s Pasqual mystery, is authentically the accomplished time.

 

PAOLO MAGNANI

Sulla parrocchia nel Lombardo-Veneto

È qui riprodotto il testo della lectio tenuta dall’autore, nella sede trevigiana dell’ateneo di Padova, il 15 dicembre 2009. Scritto per giuristi, ma aperto anche agli storici della chiesa, vi viene richiamata l’attenzione sulla struttura parrocchiale, inquadrata geograficamente (Lombardo-Veneto) e storicamente (fine ‘700 e ‘800). La storia della «parrocchia asburgica» manifesta alcuni limiti, derivanti dalle intromissioni secolari. Essa rivela, però, anche i meriti pastorali di una strutturazione che ha contribuito a creare la mentalità tipica della «chiesa di popolo». Alla vigilia del centenario della morte di Pio X, tipico esponente di una visione pastorale che fa della parrocchia territoriale il centro insostituibile della vita cristiana, accostare la prospettiva storica fornisce elementi di riflessione per il futuro.

On the parish in Lombardo-Venetum

Here is re-presented the text of a lesson the author gave at the University of Padua, in the branch seat of Treviso on December 15th, 2009. The essay is written for jurists but opens to historians of the Church. This text highlights the parish structure in this geographical area (Lombardo-Venetum) and its historical epoch (late seventeenth and eighteenth centuries). The history of the Habsburg parish shows some limits due to secular interferences. It reveals also some pastoral merits for its organization which helped in creating the typical frame of mind of a «church of people». On the eve of the hundredth anniversary since the death of Pope Pious X who was an exponent of a pastoral view which considered the territorial parish an irreplaceable centre of Christian life, this historical approach gives new elements for the future.

 

LUCIANO FANIN

La Bibbia insegna a pregare

La preghiera nella pagina della sacra Scrittura è l’espressione principe dell’incontro/dialogo tra Dio e l’uomo. Essa prende il via nella vita e nella storia. Incide sull’orante e sul corso stesso degli eventi. Spesso si colloca in momenti di crisi e non facili, ma a volte essenziali per la crescita del dialogo e dell’incontro tra Dio e la creatura. Nei tempi della promessa ha trovato casa nella riflessione relativa alla giustizia spezzata e ricostituita, in un ampio spettro di forme personali e di popolo. La preghiera cristiana invece mette in luce elementi di unione con la ricca tradizione ebraica, ma offre anche punti di sostanziale novità, provenienti dall’esperienza personale di vita e di preghiera di Gesú Cristo, sulla linea dell’incontro con lui dei discepoli e dei credenti. Il nuovo del vangelo intende in definitiva far crescere nel discepolo la consapevolezza di essere personalmente immerso nella storia ed egualmente unito nella vita alla preghiera stessa di Cristo per la salvezza del mondo. Apice della preghiera è per il credente l’eucarestia, dove preghiera e dono della vita sono unite all’unica offerta di Cristo e assemblati in modo unico e nuovo.

The Bible teaches how to pray

The prayer in the page of the Holy Scriptures is the highest expression of the dialogue between God and man. It begins in life and history. It influences the praying persons and is able to affect the course of events. It often finds its place in critical and hard times, nonetheless it is essential for improving the dialogue between man and God and for a closer encounter with God. In the times of the Promise it found its place in the reflection on broken and re-established justice in a wide range of individual and communal forms. The Christian prayer highlights the elements in common with the rich Jewish tradition. At the same time it offers also substantial new points coming from personal experiences of Jesus Christ’s life and prayer along the line where disciples and believers go to his encounter. The Gospel novelty enhances the disciples’ awareness of being personally immersed in history while being equally united to Christ’s prayer for the world salvation. For the believer the highest point of the prayer is the Holy Communion where prayer and the gift of life are united in the unique offer of Christ and assembled in a new and unique way.

 

GIORGIO SGUBBI

Dire Dio, oggi?

Assistiamo oggi all’emergere di correnti di pensiero che, pur nella diversità che le caratterizza, condividono la convinzione che parlare di Dio non è possibile; il saggio ne considera alcune tra le piú famose o, comunque, alcune delle piú radicali nel dichiarare dannoso, negativo e impossibile il discorso su Dio. Dopo avere considerato le premesse e gli obiettivi di ciascuna, il contributo sottolinea che è proprio la natura dell’Amore, caratteristica del Dio di Gesú Cristo, a esigere l’esercizio dell’affermazione razionale di Dio agli effetti del suo comunicarsi: solo un Dio sottratto all’arbitrio dell’uomo, può essere un Dio che realmente si offre alla sua libertà.

To speak about God, today?

Some lines of thought are emerging today which, despite their diversity, share the conviction that speaking of God is not possible; this essay takes into consideration some of them which are the best known or anyway the most radical to declare that any speech about God is detrimental, negative and impossible. After examining the assumptions and purposes of each one, the contribution underlines that it is the nature of Love, characterizing Jesus Christ’s God, that requires God to be affirmed on a rational basis to be communicated: only a God subtracted to man’s free will is a God who really offers Himself to his freedom.



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Titolo: "Studia Patavina 2012/1"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024931
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

A. Toniolo

L’istanza del «pratico» in teologia

Focus

E. Conti

La rilevanza del pratico per l’antropologia filosofica

R. Tommasi

Il pratico, le pratiche, l’esistenza

O. Todisco

La libertà creativa anima della prassi in Giovanni Duns Scoto

G. Mazzocato

Libertà e natura, antropologia e scienze empiriche nell’Actiondi Maurice Blondel

G. Trabucco

Per una teoria dell’atto. Quale antropologia nella teologia biblica di Paul Beauchamp

P. Asolan

Il coefficiente pratico-ecclesiale del sapere teologico e la teologia pastorale

H. Windisch

Rilevanza e interpretazione del pratico e delle pratiche in teologia pastorale

G. Routhier

L’ecclesiologia come teologia pratica

Temi e discussioni

G. Ferretti

La teologia, volto pubblico della fede. Le sfide del mondo contemporaneo

T. Lorenzin

La parola di Dio nella Scrittura e nella storia come fonte di vita spirituale della comunità del Cronista

Osservatorio Triveneto

G. Manzato

Nuovo cattolicesimo o esilio del Dio «cattolico»?

Notiziario

L. Bertazzo

Cercatori di Dio? Tra sacro e spiritualità

M. Grusovin

Cornelio Fabro e la sua opera: temi di un pensiero vivo

R. Battocchio

«Fides Virtus»: il convegno padovano della Società Internazionale per lo Studio della Teologia Medievale

Recensioni e segnalazioni

Libri ricevuti

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Andrea Toniolo

L’istanza del «pratico» in teologia

Introducendo il tema del Focus di questo numero, si evidenzia come solo un riferimento costante e costitutivo all’esperienza «vissuta» e all’azione «realizzata», e in particolare a quelle codificate nella Bibbia e nella storia credente, impedisce alla teologia di cadere in forme di riduzione oggettivante o di astrazione, che allontanano dalla realtà originaria dell’esperienza e dell’azione; permette di attuare quello che è essenziale, la relazione kerigmatica tra la sorgente evangelica e la storia.

The instance of practical in theology

In this number we introduce the theme of Focus highlighting how we can only stick to a firm and constituent reference to real-life experience and actual action. Only these two forms codified in the Bible and in the History of Faith can prevent theology either from falling into an objectifying reduction or into abstract conceptions which avert from primary facts of experience and action. Only this steady and fundamental reference can actuate a kerigmatical relation between evangelical source and history.

 

Ermenegildo Conti

La rilevanza del pratico per l’antropologia filosofica

Il presente saggio, dopo aver considerato la rivalutazione del pratico nella filosofia tedesca del Novecento, interloquisce con la filosofia di Arendt e Foucault, per giungere a delineare, nella parte conclusiva, gli elementi fondamentali per cui il pratico deve essere considerato parte integrante della riflessione antropologica e del costitutivo dell’uomo.

The relevance of practical in philosophical anthropology

After considering the revaluation of practical in XX century German philosophy, this essay deals with Arendt’s and Foucault&rsquo ;s philosophy and ends up outlining the fundamental elements where practical must be considered as an integrating part of anthropological reflection and of men’s constitutive elements.

 

Roberto Tommasi

Il pratico, le pratiche, l’esistenza

Prendendo le mosse dalle riflessioni di E. Conti (La rilevanza del pratico per l’antropologia filosofica) l’articolo pone ulteriormente in luce il senso e i confini dell’«e-sistenza» umana mediante una considerazione di alcuni degli intrecci fondamentali che la determinano: pass ivo attivo, pratico teorico, cura temporalità, sé altro. In tutto ciò l’agire umano manifesta il pratico, ovvero l’atto di libertà-verità istitutivo dell’esistere; e le molteplici pratiche umane aprono lo spazio effettivo in cui l’esistenza perviene alla tangibile manifestazione della struttura evenemenziale del suo essere.

Practical, practices and existence

Starting from Conti’s reflection (The relevance of practical in philosophical anthropology), this article highlights meaning and limits of “human e-xistence” and considers how this is determined by a few fundamental interactions: passive-active, theoretical-practical, care-temporality, self-other. In all this, human actions manifest the practical, i.e.: the freedom-truth act as institutive act of human existence. The many human practices open an effective space where existence reaches the tangible manifestation of the evenemential structure of its being.

 

Orlando Todisco

La libertà creativa anima della prassi in Duns Scoto

L’assunto fondamentale del ripensamento del rapporto teoria-prassi in Scoto è il seguente: il reale «non effectum causae, sed ens volitum». Il segreto del reale non è nella razionalità ma nella libertà, nel senso che non è perché razionale, ma è perché e in quanto voluto. Che sia voluto non implica che il reale non sia razionale. Il cuore della prassi è la libertà, fondo noumenico del reale – perché questo e non un altro, così e non altrimenti? – e tratto qualificante dell’agente ra zionale – razionale perché libero, e non viceversa. Molte sono le cause che concorrono alla «volizione», ma è la volontà che esce dall’indifferenza o dalla sospensione, e intraprende l’azione. La prassi è autenticamente umana se espressione di libertà.

The creative freedom of soul in Duns Scoto’s praxis

In Scoto the fundamental reflection on theory – praxis runs as follows: the real “non effectum causae, sed ens volitum”. The secret of the real cannot be found in rationality but in freedom, i.e.: it does not exist because it is rational but it exists because it is willed. The core of praxis is freedom, the noumenic base of the real (Why this one and not another one? Why this way and not otherwise?) and the qualifying feature of rational agent – rational because free and not vice-versa. Many causes contribute to volition but will springs out from indifference or suspension and starts the action. Praxis is really human when it is an expression of freedom.

 

Giuseppe Mazzocato

Libertà e natura, antropologia e scienze empiriche nell’Action di M. Blondel

Lo studio che qui presentiamo rilegge L’action di M. Blondel nella prospettiva del rapporto interdisciplinare, il quale costituisce un tema centrale in una Facoltà di teologia pastorale. L’intento perseguito è quello di mostrare la fecondità del punto di vista «pratico», qual è quello istituito da Blondel, per chiarire il rapporto con le scienze umane, in una riflessione teologica sull’umano. Le scienze con cui il filosofo francese si confronta non sono ovviamente le «scienze umane», come noi oggi le conosciamo, e tuttavia la sua riflessione mantiene una sua attualità. Ciò è dovuto alla radicalità dell’intuizione del «pratico» da cui tutto il suo pensiero muove, la quale è ancor oggi motivo di ripensamento del modo di impostare la questione del sapere, in generale, e del sapere antropologico in particolare. L’articolo segue passo-passo lo sviluppo dei due movimenti della fenomenologia della volontà, di Blondel, mettendone in luce i guadagni sul piano fenomenologico e le pur parziali incongruenze sul piano teorico.

Freedom and nature, anthropology and empirical sciences in M. Blondel’s L’action

This study presents a new reading of M. Blondel’s L’Action in the perspective of inter-disciplinary relations, surely a focal theme for a Faculty of pastoral theology. We aim to show the fruitfulness of practical as it has been founded by Blondel 4; in order to explain its link with human sciences in a theological reflection on human. Of course human sciences at Blondel’s time do not correspond to present ones, but his thought is still topical. This is due to his radical intuition of practical as the starting point of his whole thought which induce us to reflect anew on how we can formulate the problem of knowledge in general and of anthropological knowledge in particular. Step-by-step this article follows the two movements of will phenomenology in Blondel, highlighting gains at phenomenological level as well as partially inconsistent ideas at theoretical level.

 

Giovanni Trabucco

Per una teoria dell’atto. Quale antropologia nella teologia biblica di P. Beauchamp

La questione del rapporto tra filosofia e teologia non può essere risolta se non per riferimento all’effettività pratica della coscienza; correlativamente, non si può istruire lo spazio per il rilievo determinante del pratico se non assumendo il carattere originario della distinzione e della reciproca e relativa autonomia di filosofia e teologia. Una teoria dell’atto conforme al modello biblico, quale evidenziato dall’opera di P. Beauchamp, restituisce la correlazione come insuperabile in ordine all’evidenza di Dio e dell’uomo congiuntamente e perciò anche come capace di concorrere in modo originale all’esecuzione virtuosa della circolarità tra l’indagine filosofica e il sapere teologico.

For a theory of act. Which anthropology in P. Beauchamp’s biblical theology?

The question of the relationship between philosophy and theology can’t be reso lved but with reference to the practical effectiveness of conscience; correlatively, it’s not possible to instruct the space for the determining relevance of practical but assuming the inherent character of the distinction and of the reciprocal and relative autonomy of philosophy and theology. A theory of act according to the biblical model, as outlined by P. Beauchamp’s work, reinstates the correlation as unsurpassable for the evidence conjunctively of God and of man and therefore also as able to contribute in an original way to the virtuous execution of the circularity between philosophical enquiry and theological knowledge.

 

Paolo Asolan

Il coefficiente pratico-ecclesiale del sapere teologico e la teologia pastorale

L’articolo presenta la posizione che la Scuola dei Laterani ha elaborato in ordine alla questione della dimensione pastorale della teologia e dell’identità della teologia pastorale. Nessun sapere (né poietico, né noetico) può costituirsi prescindendo dalla prassi (nessun sapere precede – in senso assoluto – la prassi), né la prassi origina autonomamente il sapere, che si nutre di una costitutiva reciprocità. La teoria (che cos’è la chiesa?) non si rapporta indifferentemente alla prassi (come agisce la chiesa?), perché ne è essa stessa segnata: è necessario dunque distinguere tra teoria speculativa e teoria pratica, tenendo fermo che il rapporto tra teoria e prassi non si dà in forma deduttiva. Occorre che la teoria già riconosca e comprenda il suo costitutivo rapporto con la prassi; e che la prassi elabori una propria specifica teoria.

Practical-ecclesial coefficient of theological knowledge and pastoral theology

This article focuses on the position of La Scuola dei Laterani on the pastoral dimension of theology and on the identity of pastoral theology. No Knowledge (neither poietic nor noetic) can form without praxis (no knowledge precedes praxis in absolute) nor praxis originates knowledge autonomously as knowledge fosters a constitutive reciprocity. Theory (What’s church?) is not indifferently related to praxis (how does church act?) because the former itself is marked by the latter. So we must differentiate speculative theory and practical theory, keeping in mind that the theory-praxis relation is not given in deductive form. Theory needs to recognize its constitutive relation with praxis; and praxis needs to formulate its specific theory.

 

Hubert Windisch

Rilevanza e interpretazione del pratico e delle pratiche in teologia pastorale

Dopo avere analizzato gli sfondi storici della questione, l’autore passa ad analizzare le particolarità della teologia pratica ossia teologia pastorale (in particolare la caratteristica kairologica, quella criteriologica e quella prasseologica), per trarre poi le conseguenze per la prassi pastorale e arrivare a indicare la preghiera quotidiana come l’anima della pastorale e della teologia pastorale.

Relevance and interpretation of practical and of practices in pastoral theology

First the author analyses the historical background. Then he highlights the details of practical theology, that is to say pastoral theology (focusing on the following aspects: kairological features, criteria, praxis). Then he concludes analysing pastoral praxis and indicating daily prayers as the heart of pastoral and pastoral theology.

 

Gilles Routhier

L’ecclesiologia come teologia pratica

Cinquant’anni dopo il Vaticano II è diventato naturale adottare delle categorie scritturistiche, in particolare quella di popolo di Dio, per parlare della chiesa; e oggi non ci si immaginerebbe di redigere un trattato di ecclesiologia a partire da nozioni filosofiche. Per assumere questo fondamento radicale dell’ecclesiologia in una prospettiva biblica dell’economia della salvezza occorre andare, come hanno fatto Chenu e Congar, fino alla radice di questa scelta, che implica una riflessione sullo statuto della storia nel cristianesimo e che conduce a ripensare i luoghi teologici. Per considerare l’ecclesiologia come teologia pratica bisogna tornare a riflettere piú in profondità sul rapporto tra l’esperienza, la vita della chiesa e le pratiche storiche del popolo di Dio e la Parola di Dio scritta o tra il dato rivelato e la sacra Scrittura.

Ecclesiology as practical theology

50 years after Vatican Council II, we naturally adopt some scriptural categories, esp ecially the expression God’s people, to indicate the Church. Moreover, at present, we would not write a treaty on ecclesiology beginning with philosophical notions. This radical foundation of ecclesiology can be assumed in a biblical view of soteric economy only if we go to the root of this choice which implies a reflection on the statute of history in Christendom and leads to re-consider all theological sites (as Chenu and Congar did). We can consider ecclesiology as a practical theology only if we are able to reflect more deeply on the relation either between experience, church life and historical practices of God’s people and God’s word or between revealed data and Holy Scripture.

 

Giovanni Ferretti

La teologia, volto pubblico della fede. Le sfide del mondo contemporaneo

La teologia non ha solo una funzione all’interno della comunità ecclesiale ma anche al suo esterno, in vista di una presentazione intelligibile e credibile del messaggio cristiano ai non credenti. Dopo un’analisi delle cause della odierna chiusura «intra-ecclesiale» della teologia, il saggio sottolinea la novità che anche per la teologia è stato il sorgere dello «spazio pubblico», il vero e proprio «areopago» con cui la teologia deve oggi confrontarsi. Si passano poi in rassegna le principali provocazioni che provengono alla teologia da tale spazio pubblico, caratterizzato dalle due ondate culturali del «moderno» e del «post-moderno». Per il moderno, la secolarizzazione, l’autonomia delle scienze moderne e della stessa morale, lo spirito democratico. Per il «post-moderno», il pluralismo, il primato della vita impulsiva, l’individualismo, l’ontologia della finitezza. Da ripensare a fondo non solo la presenza del cristianesimo nella società, ma la stessa visione tradizionale della trascendenza.

Theology, public feature of faith. Challenges in contemporary world

Theology has its function both inside and outside ecclesial community, in view of an understandable and credible presentation of Christian message to non-believers. After analyzing the reasons why nowadays theology presents an intra-ecclesial closure, this essay observes a new fact: a “public space” has opened, a real Areopagus where theology can face its challenges . Then we consider the main provocations presented to theology from this public space characterized by the two cultural waves of “modern” and “post-modern” movements. Modern is characterized by secularization, by autonomy both of modern sciences and morals itself, and finally by democratic spirit. Post-modern is characterized by pluralism, primacy of impulsive life, individualism and ontology of finiteness. Besides the presence of Christian faith in society, the traditional view of transcendence must be deeply reconsidered.

 

Tiziano Lorenzin

La parola di Dio nella Scrittura e nella storia come fonte di vita spirituale della comunità del Cronista

In questo mio contributo studio alcuni testi di 1-2Cronache, dal versante della comunità che legge il libro o ascolta la sua lettura lasciando agire la Parola di Dio in essa contenuta. Intendo quindi fare una riflessione teologica sull’esperienza spirituale della comunità a cui è diretto il libro di 1-2Cronache.

God’s word in the Scriptures and in history as a source of spiritual life in the Chronicler’s community

In this contribution I examine a few texts of Chronicle 1-2 from the point of view of a community who reads the Book or listens to its reading letting God’s word there contained act. I intend to develop a theological reflection on the spiritual experience of the community the book of Chronicles 1-2 is addressed to.

 

Giuseppe Manzato

Nuovo cattolicesimo o esilio del Dio «cattolico» ?

Le ricerche più recenti sulla percezione della religiosità nel Triveneto – con particolare attenzione alla religione storica di appartenenza, il cattolicesimo – evidenziano come quote sensibili delle popolazioni di riferimento presentino atteggiamenti che oscillano tra il credere e il non credere, una privatizzazione dell’esperienza religiosa, fino a una completa indifferenza alla proposta della religione tradizionale. Il valore dell’insegnamento religioso per la morale personale, la vita, la sessualità, la famiglia, ecc. è utile ma non vincolante: ciascuno si regola secondo coscienza. Si afferma un «nuovo cattolicesimo» oppure si assiste a una contaminazione con altre (o con altra) proposte religiose che hanno comunque i natali nel cristianesimo?

New Catholicism or exile of catholic God?

The most recent researches on the perception of religiosity in Trivenetum (focusing on Catholicism as its historical religion) highlight how perceptible shares of people present attitudes wavering between believing and non-believing; between a privatization of religious experience and a complete indifference to the proposals of traditional religion. The value of religious teaching for personal morals, life, sexuality, family etc. is useful but not binding. Individuals behave according to their personal conscience. A new Christian faith comes forth. Or do we assist to a contamination with other religious proposals (or with another one) having their roots in Christianity?



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Titolo: "Studia Patavina 2012/2"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024948
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

A. Toniolo

Nuova evangelizzazione: immaginare risposte adeguate ai segni dei tempi

Focus

L. Tonello

Una visione di chiesa per il Triveneto

H. Legrand

Verso un nuovo volto di chiesa. Servire il vangelo, cinquant’anni dopo il Vaticano II, come chiesa inserita nelle società occidentali attuali in via di secolarizzazione

D. Menozzi

Chiesa e modernità: la risposta cattolica ai mutamenti della società negli ultimi decenni

A. Castegnaro

Le trasformazioni socio-religiose del Nordest, sfide per le chiese e per la riflessione teologica

G. Ziviani

Il cammino e le prospettive delle chiese trivenete

Temi e discussioni

T. Söding

Osare un nuovo inizio. Prospettive neo-testamentarie sulla nuova evangelizzazione

G. Canobbio

La ricerca teologica oggi

P. Benvenuti

Scienza e teologia, oltre il dialogo

E. Bencivenga

Alcune considerazioni sul tema dell’inizio in filosofia

M. Pellerey

La valenza pedagogica del dialogo tra scienza e teologia

G. Vedovato

Il sindacato in Italia e nel Veneto dalle società di mutuo soccorso a oggi

Osservatorio Triveneto

G. Zambon

Le altre religioni nei testi scolastici di religione cattolica

Notiziario

D. Vivian, M. Ius

La chiesa e la sfida educativa

G. Del Missier

Chiesa e appartenenze « critiche »: persone omosessuali, conviventi, famiglie ricostituite…

M. Pasinato, D. Marini

La chiesa e la realtà economica del Nordest

Recensioni e Segnalazioni

Libri ricevuti

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Andrea Toniolo

Nuova evangelizzazione: immaginare risposte ad eguate ai segni dei tempi

«Nuova evangelizzazione non significa un nuovo vangelo [ma] vuol dire risposta adeguata ai segni dei tempi, ai bisogni degli uomini e dei popoli di oggi»: con questa espressione l’Instrumentum laboris del prossimo Sinodo dei vescovi (7-28 ottobre 2012) riassume il concetto di nuova evangelizzazione. La cifra della nuova evangelizzazione riguarda il rapporto di contemporaneità del vangelo con il mondo, con la storia e la vita degli uomini e delle donne di questo nostro tempo; chiama in causa la forma del cristianesimo nella storia e lo stile con cui la chiesa entra in comunicazione con il mondo moderno, il nesso, da ridestare e far percepire nella coscienza personale e collettiva, tra il proprio modus vivendi e l’appello evangelico. Da qui emerge la necessità di elaborare di nuovo il rapporto tra il vangelo e l’uomo contemporaneo, tra la dimensione privata del credere e quella pubblica, tra la fede e la società. Sono due i risvolti principali di un annuncio rinnov ato del vangelo: il discernimento dei « segni dei tempi » e la riforma della chiesa.

New evangelization: imagine adequate answers to the signs of the times

«New evangelization does not mean a new Gospel but an adequate answer to the signs of the times and to the needs of modern men and peoples». In the next Synod of Bishops (October 7th-28th 2012) t he Instrumentum laboris explain the meaning of this new evangelization. Its cipher points to the close contemporaneity link of the Gospel with the present world, history and the lives of modern men and women. It considers how the christianity form evolves with history and how the church is able to communicate with the modern world. This connection between our personal modus vivendi and the evangelical appeal must be revived and perceived both in personal and collective consciences. Hence the need to build up a new relationship between gospel and modern men; between private and public area of believing; between faith and society. These are the two mainlines of a new Gospel announcement: to understand the signs of the times and to start the church reform.

 

Livio Tonello

Una visione di chiesa per il Triveneto

È fondamentale interpretare la realtà per orientare al futuro. Anzi, possiamo dire che è il futuro stesso che sta stimolando la chiesa in una transizione segnata da cambiamenti repentini anche nel Nordest. Le espressioni verbali che connotano il rilancio della missione sono: abitare la cultura secolarizzata, il territorio, stando dentro alla complessità del presente; trasmettere, come variante verbale dei termini precedenti evangelizzare – annunciare – comunicare. Oggi è piú familiare l’espressione « generare » che dice non solo l’aspetto conoscitivo e comunicativo della fede, ma anche quello antropologico, relazionale e di senso; immaginare il volto di questa chiesa, cioè progettare con evangelica speranza, attraverso il discernimento comunitario. Il compito, arduo, è pensabile solo nella cooperazione e nella collaborazione reciproca per dare volto a una « chiesa sostenibile ».

A view on Trivenetum Church

We must correctly explain our reality to prepare our future. We may say that future itself is leading the church along a transition marked by sudden and unexpected changes. North-East Church cannot but share these changes. The following verbal expressions witness a mission revival: to dwell secularized cu lture and the territory living them from inside the complex present time; to transmit a verbal variation of the previous terms, i.e.: to evangelize, to announce and to communicate. Nowadays the term «to generate» is more usual and implies not only the cognitive and communicative aspects of faith but also its relational, autobiographical and meaningful aspects. This means to imagine the features of church, that is to plan its future with evangelical hope and with the help of a communitarian judgement and understanding. This hard task can be accomplished only with a mutual cooperation and collaboration able to actuate a sustainable church.

 

Hervé Legrand

Verso un nuovo volto di chiesa. Servire il vangelo, cinquant’anni dopo il Vaticano II, da chiesa inserita nelle società occidentali attuali in via di secolarizzazione

Nella comprensione delle difficoltà attuali della chiesa il ricorso al concetto sociologico di secolarizzazione rappresenta una spiegazione vera e falsa nello stesso tempo, perché troppo generale, e non ci deve esonerare facilmente dalle nostre responsabilità. Occorre interrogarsi sulla nostra reticenza a inculturare la vita cristiana in un quadro del tutto nuovo che non dà piú lo stesso spazio alla religione. Anziché adottare atteggiamenti spesso passivi o difensivi come fanno attualmente, le nostre chiese sono chiamate a reagire e a ritornare protagoniste del loro futuro al servizio del vangelo. L’autore suggerisce alcune strade, a partire dall’ecclesiologia di comunione del concilio Vaticano II.

Toward a new aspect of the Church. How, 50 years after Vatican Council II the Gospel can be served by a church inserted in secularizing western societies

When we try to understand the present difficulties of the church we see that the sociological concept of secularization represents a true as well as false explanation because this concept is too general and cannot exonerate us from our responsibilities. Why are we so reluctant to inculturate our Christian life in a totally new frame where religion cannot find the same space any longer? Instead of adopting passive or defensive behaviours (as it happens nowadays) our churches are called to react and play a protagonist role at the Gospel service. Finally the author suggests a few ways, starting from the communion ecclesiology of Vatican Council II.

 

Daniele Menozzi

Chiesa e modernità: la risposta cattolica ai mutamenti della società negli ultimi decenni

Dopo aver indicato in via preliminare la concezione di modernità cui fa riferimento – au todeterminazione dell’uomo nella costruzione delle regole fondamentali e giuridicamente vincolanti della vita collettiva – il contributo esamina il formarsi nell’età contemporanea di un rapporto tripolare della chiesa col moderno (rifiuto dei principi della modernità; promozione della modernizzazione; condanna del modernismo). Individua poi la breccia aperta dal pontificato giovanneo in questo schema tradizionale e le oscillazioni di alcuni documenti conciliari (in particolare costituzione Gaudium et spes e dichiarazione Dignitatis humanae) tra impulso alla modernizzazione e accettazione della modernità. Infine segue il progressivo riproporsi, sia pure con significativi aggiustamenti, dello schema tripolare nel magistero post-conciliare.

Church and Modernity: a catholic answer to the social changes of the last decades

First the author points out which concepts of modernity he refers to, i.e.: self determination of man when building fundamental and juridically-binding rules for our collective life. In this contribution he then considers a present tripolar relationship between church and modernism: the refusal of modernity principles; promotion of modernization; censure of modernism. Then he detects how John Paul II’s papacy opened a breach in this traditional scheme while some conciliar documents (in particular the constitution of Gaudium et Spes and the declaration Dignitatis Humanae) are still wavering between an impulse towards modernization and the acceptation of modernity. Finally the author follows the progressive reproposal of this tripolar post-conciliar scheme adding relevant adjustments.

 

Alessandro Castegnaro

Le trasformazioni socio-religiose del Nordest, sfide per le chiese e per la riflessione teologica

L’articolo descrive le trasformazioni avvenute nella religiosità delle regioni che compongono il Nordest, collocandole nel quadro piú ampio dei cambiamenti che interessano il cattolicesimo italiano. Una indagine campionaria condotta sulla popolazione, qui riassunta, indica che con l’ultima generazione si manifesta un salto che riguarda tutte le di mensioni della religiosità. L’evoluzione è piú rapida tra le donne, soprattutto se di elevata scolarità. Al centro delle trasformazioni è l’emergere del soggetto individuale, orientato a mettere in discussione la mediazione della chiesa. La lettura proposta, delle trasformazioni in atto, sottolinea come esse derivino sia dai processi di secolarizzazione sia da limiti dell’attuale proposta ecclesiale. Nelle conclusioni l’autore propone alcuni interrogativi per la riflessione teologica.

Social-religious changes in North-East. New challenges for the churches and for a theological reflection

This article describes how religiosity has changed in North-eastern regions and how it must be placed in the wider frame of the changes occurring in Italian Catholicism. The here summarized sample-survey on the people shows that in the la st generation there is a gap in all forms of religiosity. This evolution is faster in women, especially in highly-scholarized ones. At the centre of these changes there is the individual subject who emerges and is inclined to discard church mediation. The correct reading of the changes in progress draws the attention on how they are due both to secularization and to a limited ecclesial proposal. On conclusion the author puts some questions quite useful for a theological reflection.

 

Giampietro Ziviani

Il cammino e le prospettive delle chiese trivenete

La relazione conclusiva del convegno invita i teologi alla responsabilità dell’eccedenza pasquale, di trarre cioè dalla notte del sepolcro nuovi elementi di vita e di stimolo per uomini e donne, parroci e operatori pastorali; richiama tutti alla necessità di un sogno condiviso, che leghi le generazioni, e della dimensione del racconto, che racchiude la capacità immaginifica e spinge verso il futuro. Pensare il futuro significa impegnarsi a incarnare il vangelo con i giovani, le donne, la classe dirigente, aprendosi alla fantasia pastorale. La chiesa vincerà sul terreno dell’umanizzazione, della vita buona, degli stili di vita nuovi. La nuova forma ecclesiale dovrà essere sostenibile e nascerà dal basso, dai nuclei caldi di vita comune e condivisa: sono questi i « punti di condensazione » della chiesa, che le potranno dare radici e stabilità.

Progress and perspectives of the Church

The conclusive relation of the meeting invites theologists to feel responsible of Pasqual surplus, i.e. from the Sepulchre night they must draw new life elements for men, women, parsons and pastoral operators. This article expresses the need of a shared dream linking generations. At the same time the article recalls the Tale dimension which entails imaginative powers and prepares future. Thinking to future means to incarnate the Gospel in the youth, in man, women and in the ruling class, while opening to pastoral fantasy. The church will win on the ground of humanization, of good life and of new ways of life. The new ecclesial forms will be sustainable and will rise from the bottom, from groups warmed with a shared and common life. These will be the «condensing» points giving the church roots and stability.

 

Thomas Söding

Osare un nuovo inizio. Prospettive neo-testamentarie sulla nuova evangelizzazione

Rimarcando la perenne novità del vangelo e presentando la lettera agli Ebrei come esempio paradigmatico di nuova evangelizzazione nel Nuovo Testamento, l’autore evidenzia come la strategia della nuova evangelizzazione non possa consistere unicamente nella propagazione de l catechismo; dovrà piuttosto, come formulava il Concilio Vaticano II, apparecchiare in maniera piú ricca la « mensa della Parola » e creare nuove possibilità di accedere alla sacra Scrittura: la nuova evangelizzazione consiste in un’alfabetizzazione. In questo cammino giocano un ruolo fondamentale gli esempi positivi, i testimoni viventi della fede, valorizzati anche dagli strumenti offerti dalle nuove tecnologie.

To dare a new beginning. New Testamentary perspectives for a new evangelization

Observing the never-ending Gospel novelty and presenting the Letter to the Hebrew as a paradigmatic example of a new evangelization in the New Testament, the author observes how its strategy cannot stop to the spreading of catechism. As formulated in Vatican Council II, this evangelization will prepare a richer «Table» of the Word and create a new approach to the Holy Scriptures. New evangelization means adult literacy. On this pathway, good examples as well as living faith-witnessing play a fundamental role, especially when they are emphasized by instruments offered by new technologies.

 

Giacomo Canobbio

La r icerca teologica oggi

Partendo dalla constatazione che la teologia nell’attuale orizzonte culturale patisce una forma di emarginazione, si cerca di individuare l’origine del sospetto che pesa su di essa; lo si trova in due matrici: la tendenziale equiparazione dell’uomo alle cose quando si tratta del sapere; la convinzione che il soggetto sia la misura della verità. A fronte di tale tendenza si presenta l’idea che la fede, e con essa la teologia che della fede è il versante critico, è una forma di sapere « eccedente ». Per questo costituisce una difesa dell’umano nella sua originalità. In questo senso la teologia, che mostra la plausibilità della fede, si propone come forma di sapere che dialoga con tutte le altre forme e insieme dichiara indebita la pretesa di queste di esaurire il sapere l’umano.

Theological research today

Considering that theology tends to undergo a king of emargination in the present cultural milieu, we try to find the origin of this always hovering suspicion. Two points can be detected: first the tendency to level human beings to material things in the field of knowledge; secondly the persuasion that the dimension of truth corresponds to the subject itself. This tendency induces to think that faith and theology which is its critical side, are forms of «surplus» knowledge. For this reason theology defends the human in its originality. Consequently theology, which proves faith plausibility, can become a form of knowledge dialoguing with all the other forms of learning. At the same time it states the improper claim of the other sciences to exhaust all human knowledge.

 

Ermanno Bencivenga

Alcune considerazioni sul tema dell’inizio in filosofia

Nella metafisica aristotelica è necessario un inizio per ogni catena causale, il che permette la costruzione di una prova (cosmologica) dell’esistenza di un motore immobile, utilizzata anche da Tommaso. Aristotele mantiene lo stesso modello anche nella sua epistemologia, in cui sono necessari princìpi evidenti: di questo modello Euclide è da sempre il rappresentante piú significativo. Nella cultura contemporanea, il modello epistemologico aristotelico è stato contestato, prima da Hilbert e poi dallo schema ipotetico-deduttivo invalso nella filosofia della scienza. Anche la necessità metafisica di un inizio può essere contestata, appellandosi alla nozione hegeliana di uno sviluppo circolare dello spirito, di cui la successione temporale è solo una fase logica che va superata, e riscoprendo cosí antichi suggerimenti di autori cristiani come Agostino.

In Aristotelian metaphysics a beginning is necessary for every causal chain, which allows for the construction of a (cosmological) proof of the existence of an unmoving mover, utilized also by Aquinas. Aristotle keeps the same model within his epistemology, where evident principles are necessary: of this model, Euclid has been forever the most illustrious representative. Within contemporary culture, the Aristotelian epistemological model was contested, by Hilbert first and then by the hypothetico-deductive scheme current in the philosophy of science. The metaphysical necessity of a beginnng can also be contested, appealing to the Hegelian notion of a circular development of spirit, of which temporal succession is only a l ogical phase to be overcome, and thus rediscovering ancient suggestions of such Christian authors as Augustine.

 

Michele Pellerey

La valenza pedagogica del dialogo tra scienza e teologia

Una delle finalità dell’educazione scolastica è la coltivazione di un bene spirituale fondamentale per l’essere umano: la ricerca del vero. In tale impresa vanno potenziate le varie vie della ragione che in maniera collaborativa e complementare possono favorirne una progressiva conquista. La via della scienza, che si appoggia su una razionalità logico-analitica, va promossa in collaborazione con le altre vie della ragione, come quella dialettica e fenomenologica proprie delle filosofia. In questa impresa la teologia offre un apporto prezioso anche da un punto di vista ermeneutico, oltre che narrativo, per sviluppare un quadro culturale sufficientemente ricco e integrato da permettere di ritrovarsi nel mondo, nell’interpretarlo e nell’orientarsi significativamente in esso.

One of the aims of education is the cultivation of a fundamental spiritual good of the human being: the search for truth. In such an endeavour one ought to empower, in a collaborative and complementary way, all different ways that can favour such a progressive journey. The scientific perspective, based on the logical-analytical rationality, has to be developed in good collaboration with the other ways of thinking, such as the dialectical and phenomenological ways proper of philosophy. In this endeavour theology can offer a precious help from a hermeneutical as well as from narrative perspectives in order to develop a rich and integrated cultural framework that allows one to find oneself in the world, in interpreting it and orienting oneself meaningfully in it.

 

Giuseppe Vedovato

Il sindacato in Italia e nel Veneto dalle società di mutuo soccorso a oggi

Lo studio ricostruisce sinteticamente la vicenda sindacale nazionale e veneta dalle società di mutuo soccorso a oggi, offrendo una chiave di lettura di lunga durata che mette in discussione i miti – ancor oggi assai radicati sia nella « cultura alta » che in quella di massa del nostro paese – dell’unità sindacale e della giuridificazione integrale delle relazioni di lavoro, miti che rappresentano in realtà un lascito pesante dell’epoca fascista.

Trade-unions in Italy and Trivenetum from friendly societies to present time

This study summarizes the Home and Venetum trade-union developments starting from friendly societies up to our time. It offers a lasting reading key discussing a number of myths still well rooted in our high culture as well as in mass beliefs of our Country. They are the myth of trade-union unity and of integral juridification of work relationships which represent an heavy inheritance of Fascist epoch.



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Titolo: "Studia Patavina 2012/3"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024955
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Editoriale

G. Mazzocato

Il dialogo interreligioso: le istanze della fede cristiana e le sfide della prassi pastorale

Focus

V. Sottana

La cristologia alla prova del pluralismo religioso. Questioni teorico-sistematiche nel dibattito recente

V. Bortolin

Quale universalismo per le religioni monoteistiche?

E. Riparelli

Percorsi di dialogo interreligioso: R. Panikkar, E. Lévinas, P. Ricoeur

G. Zatti

Identità di fede e testimonianza cristiana nel quadro pluralistico delle religioni. Semplici appunti di viaggio

G. Manzato

Una geografia umana in mutamento

E. Pace

Il dialogo interreligioso in un tempo di conflitti

Ricerche

G. Bonaccorso

Il «pratico» in teologia secondo la prospettiva antropologica

A. Bertazzo

Spirituale in quanto umano? Alcuni tratti del complesso rapporto tra esperienza spirituale e neuroscienze

Temi e discussioni

P. Tomatis

Accende lumen sensibus. Per un’estetica dei sensi spirituali

G. Trabucco

Corpo e atto. Quale fenomenologia per una teologia della coscienza pratica

L. Parisoli

Velamento e svelamento: racconti fondatori e fantasmi di conoscenza

Notiziario

P. Zampieri

Vita della Facoltà

Recensioni e segnalazioni

Libri ricevuti

________________________________________

Virgilio Sottana

La cristologia alla prova del pluralismo religioso. Questioni teorico-sistematiche nel dibattito recente

Il presente contributo si propone di raccogliere il guadagno essenziale del dibattito recente circa le implicazioni cristologiche di una teologia cristiana delle religioni, a partire dalla celebre svolta pluralistica. È in gioco infatti, da un lato, la necessità di chiarire la pertinenza teologica dell’istanza pluralistica per rapporto all’esperienza religiosa universale; dall’altro, la pretesa cristologica di unicità e universalità salvifica attestata dalla fede della chiesa in Gesú Cristo Figlio di Dio incarnato. Dopo una ripresa dei termini essenziali del dibattito, si procede a illustrare le questioni teorico-sistematiche implicate, per delineare infine i tratti essenziali di un’ermeneutica cristologica del pluralismo religioso, secondo quanto maturato recentemente nel panorama teologico italiano.

Christology facing religious pluralism

This contribution collects the achieved improvements du e to recent debates where Christological implications are related to a Christian theology of religions. The starting point comes from the well known pluralistic turn. On one hand we need to explain the theological relevance of pluralistic expectations resulting from a universal religious experience. On the other hand, there is the Christological claim to uniqueness and redeeming universality witnessed by the Church faith in Jesus Christ, God’s incarnated son. After examining the debate terms, theoretical-systematic questions focus on the Christological hermeneutics of religious pluralism also in accordance with what has recently emerged in Italian theoretical culture.

 

Valerio Bortolin

Quale universalismo per le religioni monoteistiche?

Le grandi religioni monoteistiche sono anche, per loro natura, religioni universalistiche. Oggi tuttavia, da piú parti, si contesta il loro «universalismo monistico», tendenzialmente violento, nel nome di un «universalismo pluralistico», capace di coniugare la tensione all’universalità con il rispetto delle differenze. L’articolo si propone di mettere in luce la possibilità di un ripensamento dell’universalismo monoteistico, che, nel recupero della sua natura originaria, mostri la sua capacità di essere all’altezza dei tempi. La trascendenza di Dio, testimoniata dai monoteismi nella loro dialettica tra esclusivismo e inclusivismo, se, da una parte, suscita l’incondizionatezza dell’amore, dall’altra, permette di intendere l’universale come universalizzabile e universalizzante.

Which universalism for monotheistic religions?

The main monotheistic religions are essentially universalistic but their monistic universalism often leading to violence is often disputed in the name of a pluralistic universalism which tries to match this universality tendency with the respect of differences. This article highlights how monotheistic universalism must be reconsidered because in its going back to its original nature it shows how it is able to keep up with times. On one’s side God’s transcendence witnessed by monotheisms in their exclusivism-inclusivism dialectics awakes unconditioned love. On the other side it allows to intend universalism as universable and universing.

 

Enrico Riparelli

Percorsi di dialogo interreligioso: R. Panikkar, E. Lévinas, P. Ricoeur

Nel presente studio si intendono esplorare tre diversi orientamenti del dialogo interreligioso proposti da insigni pensatori dei nostri tempi: R. Panikkar, E. Lévinas e P. Ricoeur. Data l’estrema varietà delle situazioni dialogiche che si configurano negli incontri tra uomini di fedi diverse, la teoria e la pratica del dialogo interreligioso sono chiamate a porsi in ascolto del contesto specifico, a promuovere un dialogo «riconoscente» con l’altro e ad attivare un ampio spettro di risposte in sintonia con la pluralità dei segni dei tempi. Nel nostro studio accoglieremo con viva attenzione il contributo dei tre autori all’incontro delle tradizioni culturali e religiose dell’umanità, pur non esimendoci dal rilevare alcuni elementi delle loro proposte che appaiono meno convincenti.

Ways of inter-religious dialogue: R. Panikkar, E. Lévinas, P. Ricoeur

In this study we intend to explore three different trends of religious dialogues as they are proposed by some famous thinkers of our time: R. Panikkar, E. Lévinas and P. Ricoeur. Several and various situations have appeared at the meetings among people of different faiths; for this reason theory and practice of inter-religious dialogue are called to: listen to specific contexts; promote a «recognizing» dialogue with the other; activate a wide range of answers attuned to the pluralistic signs of times. In our study we focus on the contributions of these three authors at the meeting on mankind’s cultural and religious traditions. However we cannot help remarking how a few elements of their proposals are less convincing.

 

Giuliano Zatti

Identità di fede e te stimonianza cristiana nel quadro pluralistico delle religioni. Semplici appunti di viaggio

Il contesto interreligioso attuale chiede di pensare seriamente la fede, di recepire con attenzione la fede degli altri e di intravedere con ostinazione le strade di una reale ospitalità. Nel contributo, questi immancabili punti di riferimento per la teologia e per la pastorale vengono costruiti attorno ad alcune suggestioni bibliche: Gerusalemme, Babilonia e l’Egitto sono spazi che evocano situazioni di conflitto, di timore reciproco, di mai sopiti contrasti, ma sono altrettanti «luoghi» che attendono di essere inseriti in una «geografia» comune dello Spirito. Il riferimento finale alla Roma imperiale aggiunge un’ulteriore località alla mappa futura della comunità ecclesiale, impegnata a chiarire il senso e le modalità del suo modo di porsi dentro le situazioni interreligiose odierne.

Faith identity and Christian witness in the pluralistic picture of religions. Simple journey notes

The present inter-religious context confirms that faith must be reconsidered. Attention must be drawn on the other’s faith. Finally the ways of a real hospitality must be persistently looked for. In this contribution, several references to theology and pastoral are built up around some biblical suggestions: Jerusalem, Babylon and Egypt evoke conflicts, mutual fears, never appeased clashes. At the same time these places expect to be inserted in a common «geography» of Spirit. The final reference to imperial Rome adds another site to the map of future ecclesial community which will be called to explain meaning and methods necessary to face current inter-religious situations.

 

Giuseppe Manzato

Una geografia umana in mutamento

Il pluralismo culturale è, soprattutto, figlio dei fenomeni migratori: migrare è un verbo e un fenomeno che da sempre accompagna i popoli per trovare lavoro, sicurezza, vita. L’articolo propone una lettura delle cause che danno origine all’immigrazione e presenta alcuni modelli di integrazione delle minoranze etnoculturali adottati nei principali paesi europei, storicamente interessati da consistenti e consolidati flussi migratori in ingresso: Francia, Olanda, Germania, Gran Bretagna; con uno sguardo, infine, all’Italia.

A human geography in progress

First of all, cultural pluralism is the fruit of migrations; to migrate is both a verb and a phenomenon accompanying peoples looking for safety, work and life. This article considers the causes of migration and presents some models of ethnic-cultural minority-integrations as they are adopted in the most important European countries which are historically involved in significant and well-rooted in-coming migrations: France, Netherlands, Germany, Great Britain. Finally we consider the Italian situation.

 

Enzo Pace

Il dialogo interreligioso in un tempo di conflitti

Per le grandi religioni storiche di respiro mondiale la globalizzazione pone molte sfide. Una delle piú importanti riguarda proprio il dialogo interreligioso. Esso diventa paradossalmente piú necessario proprio quando sembra diventare sempre piú difficile. Nello spostamento di grandi masse di popolazione da aree meno favorite a quelle relativamente piú ricche del mondo, anche quelle società che potevano vantare una relativa omogeneità religiosa si trovano a doversi confrontare con la presenza di donne e uomini che professano altre fedi. Persone di fedi un tempo percepite come lontane, diventano i vicini della porta accanto. Qui sta la radice dei conflitti di valore che si moltiplicano in molte società contemporanee, fra persone che cominciano a guardarsi con diffidenza e ostilità, classificandosi reciprocamente come entità astratte, in antitesi, eredi di conflitti della memoria di lunga durata.

Le religioni nella società globalizzata possono correre il rischio di esaltare eccessivamente la loro funzione d’essere depositarie delle memorie collettive di popoli interi. Le religioni diventano, in tal caso, l’ultima certezza dell’identità in un tempo in cui il senso di sradicamento e lo sradicamento reale delle persone aumentano. Ci si aggrappa alla corda di Dio non solo e non tanto perché si desidera mantenersi saldi nella fede, quanto piuttosto perché, in molti casi, la fede appare come l’ultima risorsa di senso che resta agli individui, che non riescono piú a rintracciare, nel mondo in cui vivono, le caratteristiche sociali e culturali dell’ambiente in cui sono nati e vissuti. Non cadere nella trappola della riduzione della religione a semplice ma potente ed efficace marcatore delle identità collettive è un compito alto che le grandi religioni storiche sono chiamate a evitare, scri vendo una nuova pagina del dialogo.

Inter-religious dialogue in a conflict period

Globalization poses several challenges to the great historical world-wide religions. Inter-religious dialogue is a highly important goal and the more it is difficult to be achieved, the more it is necessary. When large human masses pass from poor areas to richer ones, religiously homogeneous communities get in contact with people of other faiths. Distant faiths are now professed by our neighbours. This is the root of value conflicts which multiply in modern societies among people looking at each other with fear and hostility, while they mutually classify themselves as abstract entities, heirs of remote conflicts.

In globalized societies, religions risk to enhance their being the depositaries of collective memories for whole peoples. They become the last certainty of old identities while the feeling of eradication and real uprooting in creases all the time. People do not turn to God because of their faith but because their faith is the last resource for individuals who cannot find their natal milieu and must live far away from their culture and society.

 

Giorgio Bonaccorso

Il «pratico» in teologia secondo la prospettiva antropologica

L’articolo individua nell’azione il tema centrale del pratico in teologia e lo declina in riferimento al corpo e al linguaggio. Il primato accordato al corpo consente di riconoscere nell’azione una modalità originaria della coscienza, con la c onseguenza che la fede è un’espressione della coscienza a condizione di profilarsi come azione. Il pratico in teologia significa quindi che la teologia non risponde al proprio compito di riflettere sulla fede se non parte dall’azione che genera la fede. L’azione, però, è tale se esprime qualcosa, ossia se si coniuga col linguaggio, verbale e non verbale. Da ciò emerge che il pratico in teologia si traduce nell’esame delle espressioni verbali e non verbali della fede. L’azione, in quanto corpo e linguaggio, rende ragione della modalità piú autentica della fede e implica una teologia che tenga costantemente presente tale modalità.

Practical theology according to an anthropological view

This article considers action as the main theme of practical in theology. It conjugates this action with reference to body and language. The importance given to the body leads to consider action as an original modality of conscience. Consequently faith is an expression of conscience whenever it actuates itself as an action. In theology practical means that theology does not fulfi l its task of reflecting on faith if it does not start with a faith-generating action. But action is such when it expresses something; that is when it is conjugated with a verbal and non-verbal language. Henceforth in theology practical consists in examining verbal and non-verbal expressions of faith. Being action body and language, it justifies the most authentic modality of faith and implies a theology always considering this modality.

 

Antonio Bertazzo

Spirituale in quanto umano? Alcuni tratti del complesso rapporto tra esperienza spirituale e neuroscienze

La religione appare uno dei temi sempre piú al cent ro dell’attenzione culturale e scientifica di questi ultimi anni. L’interesse appare sempre piú acceso in seguito non solo agli eventi, talvolta disastrosi, del fondamentalismo religioso, ma soprattutto per le scoperte scientifiche proposte dalle neuroscienze e dall’insieme di orientamenti paralleli che sostengono la ricerca che ha per oggetto principale il cervello. Le nuove scoperte a questo riguardo orientano a una interpretazione della religione e del vissuto di fede dell’uomo, indipendentemente dalla religione di appartenenza. La tensione al trascendente appartiene alla mente e, come tale, sembra essere frutto di meccanismi neurali. La provocazione delle neuroscienze, secondo una visione piú complessa e non riduzionistica, permette di riconoscere l’esperienza religiosa e spirituale come profondamente umana. Tuttavia, il principio teologico e storico dell’Incarnazione nel cristianesimo permette di affermare che la nozione di corporeità entra necessariamente nell’esperienza spirituale.

The spiritual as Human? Some aspects of the complex relationship between spiritual experience and neuroscience

Religion is one of the subjects increasingly in the center of culture and science in recent years. The interest is increasingly not only on events, sometimes disastrous surrounding religious fundamentalism, but also for the scientific discoveries of neuroscience and proposals from the set of parallel orientations that support research that has as its principal aim the brain. In this regard, the new findings orient to an interpretation of religion and the lived faith of man, regardless of his religion. Tension forward the transcendent belongs to the mind and, as such, appears to be the result of neural mechanisms. The challenge of neuroscience, according to a more complex and non-reductionist vision, can recognize religious and spiritual experience as deepl y human. However, the theological and historical principle of Incarnation in Christianity affirms that corporeity enters necessarily in spiritual experience.

 

Paolo Tomatis

Accende lumen sensibus. Per un’estetica dei sensi spirituali

La piena reintegrazione della sensibilità nell’esperienza e nella sapienza della fede, dopo secoli di rimozione e sospetto, passa attraverso un serio approfondimento della via estetica in teologia, in filosofia e in quelle esperienze antropologiche particolarmente significative dal punto di vista simbolico (quali l&rsquo ;arte, il gioco, il rito…), che mostrano l’originario intreccio del senso con i sensi. Attraverso il ricorso alle categorie di implicazione ed eccedenza, lo studio ripercorre la dialettica sensibile della Rivelazione e della fede, per evidenziare i dinamismi e le principali figure di una spiritualità del sensibile.

Accende lumen sensibus. For an aesthetics of spiritual senses

After centuries of removal and suspicion, the full reintegration of sensitivity in experience and in faith wisdom passes through a serious study of the aesthetic pathway in theology, in philosophy and in those particularly significant aesthetic experiences which have a symbolic value (art, games, rite…). They show the original mingling of senses and sensitivity. Going back to categories of implication and excess, this study re-examine the sensitive dialectics of Revelation and faith to highlight dynamisms and main figures of a spirituality of sensitivity.

 

Giovanni Trabucco

Corpo e atto. Quale fenomenologia per una teologia della coscienza pratica

Si riprende in questa sede un dibattito avviato nella rivista Teologia, perché esso porta sulla questione dell’atto, centrale anche nell’interesse al tema del pratico, che caratterizza la ricerca della Facoltà teologica del Triveneto. Si considerano specificamente tre questioni o tre aspetti della stessa questione, che nella loro reciproca implicazione devono essere mantenuti distinti: la problematica dell’atto e delle sue condizioni; la restituzione del rapporto etico/metaetico, cio&egrav e; la giustificazione della qualità teologale di ogni atto vero; e l’interrogazione circa l’attitudine della fenomenologia a garantire la correlazione e l’autonomia della filosofia e della teologia e perciò la decisività dell’atto per l’evidenza della coscienza.

Body and act. What phenomenology for a theology of practical conscience

A debate which has been started in «Teologia» is resumed here, because it leads to the question of act, central even to the interest in the theme of practical, which characterizes the research of Facoltà teologica of Triveneto. Three questions or three aspects of the only question are specifically considered, which in their reciprocal implication must be kept distinct: the problems of act and its conditions; the restitution of ethics/metaethics relationship, that is the justification of the theologal quality of any true act; and the interrogation about the aptitude of phenomenology for ensuring the correlation and the autonomy of philosophy and theology and therefore the decisiveness of act as to the evidence of conscience&# 46;

 

Luca Parisoli

Velamento e svelamento: racconti fondatori e fantasmi di conoscenza

I racconti sull’origine delle cose contengono dei moniti vigorosi e radicali contro l’accondiscendenza verso le pulsioni di conoscenza assoluta, verso l’idea che tutto possa essere svelato. Dopo avere proposto una lettura non-antireligiosa della psicoanalisi lacaniana e bioniana, si utilizzano strumenti psicoanalitici per comprendere la portata del messaggio profondo veicolato da racconti come quello del peccato originale, nella tradizione cristiana, e di Lilith, nella tradizione ebraica. Il quadro antropologico che ne eme rge, sorretto anche da analisi di un filosofo della scienza come Feyerabend e dalla lettura simbolica di un prodotto della cultura diffusa contemporanea come l’anime Neon Genesis Evangelion, ribadisce l’attualità di tali racconti fondatori e la loro forza nella costituzione dell’umano.

Veiling and unveiling: founding tales and knowledge ghosts

The tales of the origin of things offer vigorous and radical admonitions against a consent toward surrendering to an absolute knowledge and to the idea that everything can be unveiled. After proposing a non anti-religious reading of lacanian and bionian psychology, we use psychoanalytic instruments to understand the relevance of the deep message carried on by tales such as the Original Sin tale in the Christian tradition, and by Lilith’s one in the Hebraic tradition. The emerging anthropological picture is supported by the analysis of the science philosopher Feyerabend and by the symbolic reading of wide-spread contemporary cultural products like anime Neon Genesis Evangelion. Thus this picture can reaffirm the topical value of this founding tales and their strength in the constitution of human.

 



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