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Ebook - Aquinas



Titolo: "Aquinas n. 2/2016"
Editore: Lateran University Press
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023903
Prezzo: € 24.00

Descrizione:

 

Presentazione (di Leonardo Messinese)

Articoli

Angela Ales Bell o, L’antropologia filosofica di Edith Stein fra ontologia e metafisica

Hanna-Barbara Gerl-Falk ovitz, Persona. Il percorso del pensiero di Edith Stein dalla fenomenologia attraverso l’ontologia fino alla dottrina della persona

Nicoletta Ghigi, La conoscenza dell’in sé mediante il sentire emozionale. Un confronto tra Nicolai Hartmann e Edith Stein

Paulina Monjaraz Fuentes, La specie “uomo” e “donna” secondo Edith Stein. Alternativa alla decostruzione del genere nell’ideologia gender

Patrizia Manganaro, Grammatiche dello spirito: Einfühlung, Bildung, Aufbau. Sul personalismo realista di Edith Stein

Francesco Alfieri, «Mensch» o «Dasein»? Edith Stein e Martin Heidegger

Anna Maria Pezzell a, Psicologia e pedagogia: fenomenologia di un incontro. Una riflessione di Edith Stein

Antonio Calc agno, Toward a Steinian Ethics in the State. On the Communal Value of Law

Luisa Avitabil e, Sullo Stato di diritto in Edith Stein

 

Note e Discussioni

Paul Gilb ert, Sur l’analogie. Erich Przywara (1889-1972)

Michael Konrad, La rilevanza delle emozioni nell’utilitarismo di John Stuart Mill

Marco Ivaldo, Filosofia della performatività e ontologia della relazione

Leonardo Messinssinssinssinese, Filosofia della performatività e filosofia prima

 

Analisi di opere

Martin Heidegger, Dell’essenza della libertà umana. Introduzione alla filosofia [P. Treves]

Juvenal Savian Fil ho, Filosofia e filosofias: existência e sentidos [G.L.d. Santos]

Notiziario, a cura di Philip Larrey

 

Libri ricevuti

Indice dell’annata

 

 

 

 

 

Presentazione

di Leonardo Messinese 

In un saggio del 1990 intitolato Della persona, Paul Ricoeur ebbe a rilevare che «la persona resta, ancor oggi, il termine più adeguato per dare impulso a ricerche per le quali non sono adeguati […] il termine di coscienza, né quello di soggetto, né quello di individuo» (P. Ricoeur, La persona, a cura di I. Bertoletti, Morcelliana, Brescia 1997, p. 38). E volendo indicare in forma sintetica, ma anche con grande efficacia, la sua prospettiva di fondo in merito a una filosofia della persona, che era quella di articolare una “fenomenologia ermeneutica”, Ri­coeur così si esprimeva: «Ho designato quattro piani, o quattro strati, di ciò che potrebbe costituire una fenomenologia ermeneutica della persona: linguaggio, azione, racconto, vita etica» (ibi, p. 39). In effetti, Ricoeur è restato sempre fedele all’approccio fenomenologico. In tale prospettiva, approfondendo il con­cetto d’identità della persona come “identità narrativa”, egli venne a distinguerlo nettamente da quello dell’identità di una “sostanza”. Conseguentemente egli poté affermare: «L’identità narrativa si sottrae all’aut-aut del sostanzialismo: o l’immutabilità di un nocciolo intemporale, o la dispersione nelle impressioni, come si può osservare in Hume e in Nietzsche» (ibi, p. 68).

 

A dire il vero, si potrebbe rilevare che il “sostanzialismo” criticato da Ricoeur non costituisce l’unico modo in cui è possibile dare forma al concetto di “sostanza”. In questa sede ci si può limitare a un primo semplice rilievo: af­fermare la dimensione sostanziale dell’esser persona non implica che si debba per ciò stesso trascurare la dimensione della relazione, ma si tratta anzi pro­prio del contrario. 

 

Anche nella riflessione fenomenologica della Stein, come accadrà poi in Ricoeur, il tema della persona viene ad articolarsi con quello dell’agire, della comunità, della storia, fino a porre la persona finita in relazione con la Persona infinita e non mancando di coniugare la dimensione propriamente filosofica con le “scienze dello spirito”. I saggi raccolti in questo fascicolo di «Aquinas» si propongono di documentare questa ricchezza, ma essi intendono anche mo­strare come nel pensiero di Edith Stein sulla persona la riflessione di ordine fenomenologico si integri con quella di ordine ontologico-metafisico. Guidato dalla competenza degli autori dei vari contributi (Ales Bello, Gerl-Falkovitz, Ghigi, Monjaraz Fuentes, Manganaro, Alfieri, Pezzella, Calcagno, Avitabile), tutti specialisti della Stein, sarà poi il lettore a vedere fino a che punto una tale integrazione risulti pienamente adeguata e dove essa meriti di essere ulterior­mente approfondita. 

 

Il fascicolo presenta anche alcuni testi di “discussione”, tra i quali segna­liamo, anche a motivo della sua ampia strutturazione, il saggio di Paul Gilbert dedicato al tema dell’analogia in Erich Przywara e nel quale, peraltro, sono messi in luce alcuni elementi di contatto tra il pensiero del filosofo gesuita e quello della stessa Edith Stein.



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Titolo: "Aquinas nn. 1/2014"
Editore: Lateran University Press
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300019265
Prezzo: € 24.00

Descrizione:

Presentazione

di Leonardo Messinese

 

Dopo aver dedicato un fascicolo di Aquinas al tema di Dio nella metafisica, a distanza di alcuni anni proponiamo all’attenzione dei nostri lettori un numero della rivista incentrato sul tema di Dio nella fenomenologia.

Anche questa volta viene offerta una raccolta organica di articoli nei quali ciascun autore si è impegnato non tanto a eseguire una trattazione esaustiva relativamente alle proprie specifiche competenze, quanto piuttosto a mettere in luce alcuni “scorci” particolarmente significativi del pensiero “teologico” del filosofo che gli era stato chiesto di prendere in considerazione.

Allo scopo di offrire nuovi spunti di riflessione, non pochi degli articoli prendono in esame alcune delle più recenti prese di posizione riguardo al nostro tema, entrando così direttamente nel vivo del dibattito che al giorno d’oggi investe il modo in cui la questione di Dio è stata affrontata dal pensiero di matrice fenomenologica.

L’intento di fondo che ha ispirato la preparazione del fascicolo è stato quello di far emergere le peculiarità di una forma di teologia filosofica diversa da quella della tradizione metafisica (e, per certi versi, diversa anche da quella della più recente filosofia analitica), mostrando in ogni caso egualmente i punti di contatto e gli elementi che marcano le differenze. Un altro aspetto che dovrebbe emergere dalla lettura dei testi è quello della “contaminazione” che – analogamente, in questo caso, a quanto accade nella più recente filosofia analitica – viene a realizzarsi, nell’ambito della filosofia fenomenologica, tra teologia filosofica e filosofia della religione.

Sono presenti, infine, due articoli – sono gli ultimi di questa raccolta – che mettono a confronto alcuni tratti particolarmente significativi del pensiero fenomenologico con la tradizione metafisica, nel primo caso e con la filosofia trascendentale nel secondo caso; non da ultimo, anche allo scopo di favorire ulteriori opportunità di un fruttuoso dialogo.

Nell’insieme ci pare che il fascicolo possa costituire un utile strumento di approfondimento e di discussione e come tale lo offriamo ai nostri lettori.

 

Note

Raffaela Giovagnoli, Il platonismo nell’epistemologia di Frege 

Rosalia Carususo, «Incontri possibili». Per una fenomenologia della vita interiore in Edith Stein e Gerda Walther 

Angelo Marchesi, La concezione filosofica e la concezione teologico-rivelata dell’uomo in rapporto con il dialogo tra ragione e fede 

Notiziario, a cura di Philip Larrey 261RecensioniAntonio Trupiano (ed.), Metafisica come orizzonte. In dialogo con Saturnino Muratore sj [A. Lanzieri] 

Nostre pubblicazioniFrancesco Francnco, Luigi Pareyson [C. Caneva] 

Francesco Alfieri, Pessoa humana e singularidade em Edith Stein. Uma nova fundação da antropologia filosófica [M. Mahfoud]



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Titolo: "Il fondamento della teleologia. Riflessioni di Edmund Husserl su Dio"
Editore: Lateran University Press
Autore: Angela Ales Bellllo
Pagine:
Ean: 2484300019272
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

Nell’articolo si fa il punto sulla questione di Dio in Edmund Husserl, sia attraverso una lettura diretta dei testi del fenomenologo, sia in riferimento alla letteratura su questo tema, che, sebbene scarsa, è presente, e si estende dai filosofi che hanno conosciuto direttamente Husserl, come Strasser, fino alle recenti interpretazioni, come quella di Housset. La riflessione su Dio proposta da Husserl implica la conoscenza di tutte le sue analisi di tipo gnoseologico, etico e religioso, perché l’obiettivo del fenomenologo non è mai stato quello di dimostrarne l’esistenza, piuttosto di mostrare che l’indagine, anche se condotta in varie prospettive e su argomenti diversi, giungeva necessariamente ad ammettere un assoluto, da lui francamente definito: Dio. Sebbene l’argomento non sia trattato da Husserl in modo continuo e sistematico, l’importanza di tale questione metafisica non è secondaria, ma serve a illuminare e rendere coerenti tutte le minuziose analisi fenomenologiche da lui condotte.

Parole chiave:

Dio; teologia; hyletica; noetica; religione

Abstract

The article looks at the question of God in Edmund Husserl, beginning from a direct reading of the texts of the phenomenologist, both in reference to the literature on this issue, which, although limited is still present, and extending to the philosophers who have known directly Husserl, such as Strasser, until more recent interpretations, such as that of Housset. The reflection of God proposed by Husserl implies knowledge of all its analysis of an epistemological kind, ethical and religious, because the goal of the phenomenologist has never been to prove the existence of God, rather to show that the investigation, although conducted in different perspectives and on different topics, necessarily concluded to admit an absolute, which he called God. Although the topic is not treated by Husserl continuously and systematically, the importance of this metaphysical question is not secondary, but rather used to illuminate and make consistent all detailed phenomenological analysis he conducted.

Keywords:

God; theology; truth; noetic; religion



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Titolo: "La ricerca di Dio in Max Scheler"
Editore: Lateran University Press
Autore: Franco Bosio
Pagine:
Ean: 2484300019289
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

Il pensiero di Max Scheler è sempre stato fin dalle origini mosso dalla ricerca di Dio. Dopo un primo periodo teistico-personalistico nel quale la Trascnedenza di Dio è assicurata dal primato della Persona umana nel mondo dello Spirito, Scheler si è rivolto a partire dal 1922 ad una prospettiva “panenteistica”, nella quale Dio appare piuttosto come una sovrapersonale Deitas, che incontra in sé una lotta sorda e confusa fra lo “Spirito”, regno delle idealità e delle forme, e l’“impulso”, il Drang, energia e inconsapevole slancio verso la sua realizzazione. Dio si rivela e si esprime nell’uomo che diviene il cooperatore della sua realizzazione e della sua autoconsapevolezza. Tuttavia, nonostante un’indubbia svolta verso l’immanentismo, non mancano ancora forti spunti di trascendenza in Dio. L’itinerario filosofico di Scheler è altamente appassionante, anche per le sue incertezze e per le questioni che rimangono irrisolte e rappresenta uno dei massimi esempi di ricerca metafisico-teologica del secolo XX. Sono presenti influssi consistenti di Spinoza, dell’idealismo tedesco, di Schopenhauer e di Eduard von Hartmann oltreché una certa vena neognostica.

Parole chiave:

Dio; spirito; impotenza; persona; Deitas

Abstract

The thought of Max Scheler has since its beginning always been driven by the search for God. After a first period in which the theistic-personalistic transcendence of God is assured by the primacy of the human person in the world of the Spirit, from 1922 onwards Scheler advanced a “pantheistic” perspective, in which God appears rather as a non-personal Deitas, which conceals in itself a deaf and confusing struggle between the “Spirit”, the realm of ideals and forms, and the “impulse”, the Drang, energy and unconscious momentum towards its realization. God reveals and expresses the man who becomes the collaborator of his realization and of his self-awareness. However, despite an undeniable shift towards immanence, there are still strong ideas of transcendence in God. The philosophical journey of Scheler is highly passionate, even given its uncertainties and questions that remain unresolved and is one of the greatest examples of metaphysical and theological research of the twentieth century. There are significant influences of Spinoza, of German idealism, Schopenhauer and Eduard von Hartmann in addition to a certain neo-gnostic undercurrent.

Keywords:

God; spirit; impotence; person; Deitas



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Titolo: "Dio nella fenomenologia ermeneutica della vita effettiva e dell'esistenza di Martin Heidegger"
Editore: Lateran University Press
Autore: Friedrich-Wilhelm von Herrmann
Pagine:
Ean: 2484300019296
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

Nella prima parte dell’articolo, sulla base delle prime lezioni friburghesi, l’autore mostra quale fosse il “programma” heideggeriano circa la “vera filosofia della religione”: interpretare l’esperienza di vita cristiana espressa nelle lettere di Paolo in modo ermeneutico-fenomenologico e cioè in relazione alle strutture fondamentali della “vita effettiva”. Nella seconda parte si svolge la tesi che, per la questione su “Dio nella fenomenologia”, è di capitale importanza la messa in luce della “fede” cristiana come “modo di esistere” dell’essere umano.

Parole chiave:

fenomenologia della religione; vita effettiva; temporalità; esistenza nella fede cristiana; parusia

Abstract

In the first part of the article, on the basis of the early lessons at Fribourg, the author discloses the Heideggerian “program” concerning the “true philosophy of religion”: to interpret the experience of the Christian life expressed in St. Paul’s letters in an hermeneutical-phenomenological way, that is to say, in relation to the fundamental structures of the “effective life”. The second part develops the thesis that, for the question about “God in phenomenology”, it is greatly important to highlight Christian “faith” as a “way of existing” of human beings.

Keywords:

Phenomenology of religion; effective life; temporality; existence in Christian faith; transparency



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Titolo: "Adolf Reinach e il fenomeno religioso"
Editore: Lateran University Press
Autore: Michael Konrad
Pagine:
Ean: 2484300019302
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

Questo studio intende spiegare le annotazioni di Adolf Reinach su alcuni atti e atteggiamenti umani di fronte a Dio. I frammenti del fenomenologo tedesco non offrono una trattazione sistematica di filosofia della religione, ma aiutano a superare alcuni pregiudizi contro la fede. Reinach descrive e analizza il fenomeno “presentimento” e altri vissuti religiosi, come il “sentirsi protetto da Dio”, la gratitudine verso di Lui e la preghiera. Questi vissuti rivelano Dio, ma anche la natura dell’io.

Parole chiave:

fenomenologia della religione; Dio; presentimento; vissuti religiosi; io

Abstract

This study aims to explain the reflections of Adolf Reinach concerning some human acts and attitudes with respect to God. The fragments of the German phenomenologist do not offer a systematic philosophy of religion, but help to overcome some prejudices against the faith. Reinach describes and analyzes the phenomenon of “premonition” and other religious experiences, such as “feeling protected by God”, gratitude towards Him and prayer. These experiences reveal God, but also the nature of the self.

Keyword:

phenomenology of religion; God; premonition; religious experiences;



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Titolo: "Jean-Paul Sartre: Dio"
Editore: Lateran University Press
Autore: Giovanni Invitto
Pagine:
Ean: 2484300019326
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

Sartre nei primi anni di diffusione del suo pensiero, fu accusato di perversione e di immoralismo. Può essere letto come colui che ha cercato di scorgere i fondamenti di una morale-senza Dio, visto che l’ateismo, fede, cioè certezza indimostrabile razionalmente, alternativa alla fede positiva in un Dio, rendeva ancora più doverosa la costruzione di una morale. Sartre è esplicito: il desiderio di essere Dio, cioè di essere causa sui, comporta la coscienza di trovarsi all’interno della tradizione che va dal cristianesimo a Hegel, anche se Sartre dichiara il superamento dei confini del cristianesimo. È la conclusione, perché si è conclusa una vita che ha progettato di ricordare, «la passione inutile» dell’uomo: quella di voler essere Dio.

Parole chiave:

morale; Dio; causa sui; passione; essere Dio

Abstract

In the early development of his thought, Sartre was accused of perversion and immorality. His work can be read as trying to work out the foundations of a morality without God, since atheism, faith, i.e., rationally unprovable certainty, an alternative to a positive faith in God, necessitated even more the construction of a morality. Sartre is explicit: the desire to be God, that is to be causa sui, involves the consciousness of finding oneself within the tradition that extends from Christianity to Hegel, although Sartre declared the overcoming of the boundaries of Christianity. This is the conclusion, because it ended a life that was designed to remember, «the useless passion» of man: that of wanting to be God.

Keywords:

moral; God; causa sui; passion; to be God



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Titolo: "La questione di Dio in alcuni sviluppi del pensiero fenomenologico"
Editore: Lateran University Press
Autore: Leonardo Messinese
Pagine:
Ean: 2484300019364
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

Il problema di Dio ha trovato ampio spazio all’interno del pensiero fenomenologico del Novecento e continua ad averlo tuttora. L’articolo discute alcune tra le più significative posizioni che sono emerse, incominciando da quelle che sono maggiormente critiche rispetto al modo in cui il problema di Dio è stato affrontato dal pensiero metafisico nella sua impostazione più classica. A tale proposito ci si sofferma su Lévinas e Marion. Successivamente si prende in considerazione la prospettiva che era stata avanzata da Edith Stein la quale, invece, dopo avere discusso la “filosofia esistenziale” di Heidegger, anche riguardo a tale tema aveva cercato di coniugare armonicamente fenomenologia e metafisica. Le valutazioni critiche dell’autore cercano di mettere in evidenza sia le ragioni portate dai tre filosofi in ordine a un ripensamento del tema di Dio in filosofia, sia l’effettivo valore delle argomentazioni da essi addotte nelle rispettive teologie filosofiche.

Parole chiave:

intenzionalità; donazione; fede; conoscenza filosofica; filosofia cristiana

Abstract

The problem of God has found ample space within the phenomenological thought of the twentieth century and it continues to this day. The article discusses some of the most significant positions that have emerged, beginning with those that are most critical to the way in which the problem of God was addressed by metaphysical thinking in its more classical formulation. In this regard we focus on Levinas and Marion. Afterwards, the article takes into account the perspective that had been advanced by Edith Stein who, however, after discussing the “existential philosophy” of Heidegger, had tried to combine harmoniously phenomenology and metaphysics. The critical assessments of the author attempt to highlight both the reasons given by these three philosophers in order to rethink the issue of God in philosophy, and the actual value of the arguments put forward by them in their philosophical theologies.

Keywords:

Intentionality; giving; faith; philosophical knowledge; Christian philosophy



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Titolo: "La verità dell'essere e di Dio. Fenomenologia trascendentale e tomismo trascendentale"
Editore: Lateran University Press
Autore: James G. Hart
Pagine:
Ean: 2484300019371
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

Questo studio analizza le convergenze e diversità che nascono dal confronto tra la fenomenologia trascendentale e il tomismo trascendentale. Indipendentemente dai meriti della fenomenologia trascendentale rispetto al tomismo trascendentale, la fede indica una dottrina di base, cioè che tutto ciò che è esiste perché è conosciuto da Dio, cioè è essenzialmente intelligibile. Sia per il tomismo trascendentale, come per la fenomenologia trascendentale vi è un ideale a priori di una conoscenza che unisce scienza e vita, che è già evidente nella meraviglia, nel dubbio e nel questionare. Il guadagno di un simile confronto è voler giustificare come il tomismo trascendentale e la fenomenologia trascendentale coincidono in modo notevole nel riconoscere che il proprio essere in ogni aspetto rivela che si è inadeguati a sé stessi perché si esiste solo nel tendere verso un ideale infinito.

Parole chiave:

fenomenologia trascendentale; tomismo trascendentale; verità; Dio; essere

Abstract

This study analyzes the similarities and differences that arise from the comparison between transcendental phenomenology and transcendental Thomism. Regardless of the merits of transcendental phenomenology with respect to transcendental Thomism, faith points to a basic doctrine, which is that everything there is exists because it is known by God, i.e., essentially intelligible. Both for transcendental Thomism and transcendental phenomenology, there is an a priori ideal of a knowledge that unites science and life, which is already evident in wonder, doubt and questioning. The gain of such a comparison is to try to justify just how transcendental Thomism and transcendental phenomenology coincide significantly in recognizing that one’s own being, in every aspect, reveals its inadequacy to itself because it exists only in moving towards an infinite ideal.

Keywords:

transcendental phenomenology; transcendental Thomism; truth; God; being



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Titolo: "L'immagine della Trinità nell'essere finito. Una riflessione sulla filosofia cristiana di Edith Stein"
Editore: Lateran University Press
Autore: Nicoletta Ghigi
Pagine:
Ean: 2484300019319
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

Obiettivo di questo lavoro è mettere in luce l’analogia tra il concetto di immagine di Edith Stein con quello agostiniano. Come in Agostino, infatti, anche nell’opera della fenomenologa l’essere finito è portatore dell’orma divina. In particolare, nella struttura tripartita dell’essere umano, si rispecchia la struttura dell’Essere trinitario. Per questa ragione, benché finito, l’essere umano è portatore dello spirito e, allo stesso tempo, portatore del telos della creazione di quell’Essere eterno di cui è immagine.

Parole chiave:

Trinità; telos; immagine; spirito; anima

Abstract

The aim of this work is to highlight the similarity between the concept of imagination in Edith Stein with that found in Augustine. Just as with Augustine, in fact, in the work of the phenomenologist “finite being” implies a divine trace. Particularly, the tripartite structure of the human being reflects the structure of Trinitarian Being. For this reason, although finite, the human being is the bearer of the spirit and, at the same time, the bearer of the finality of creation of that eternal Being in whose image he has been made.

Keywords:

Trinity; telos; image; spirit; soul



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Titolo: "Maurice Merleau-Ponty: invocazione dell'Assoluto e filosofia cristiana"
Editore: Lateran University Press
Autore: Gian Luigi Brena
Pagine:
Ean: 2484300019333
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

La critica di ogni assoluto induce Merleau-Ponty a criticare anche la concezione di Dio, tanto che è stato dapprima classificato come ateo. In realtà la sua descrizione dell’esperienza percettiva comprende l’“invocazione” di un Assoluto, che però è assente e inafferrabile. La vita percettiva è oscura anche a se stessa nello stile dell’incarnazione: non concettualizza il mondo ma lo vive in modo corporeo, materiato. Riconoscendo questo vissuto, che precede ogni filosofia e la radica nella storia, è possibile parlare a pieno titolo anche di filosofia cristiana. Essa dovrebbe però descrivere la vita di fede sviluppando una descrizione filosofica con essa coerente.

Parole chiave:

assoluto; rivelazione; invocazione; incarnazione; cristianesimo

Abstract

Criticism of all absolutes induces Merleau-Ponty to criticize the conception of God, so much so that he was first classified as an atheist. In fact, his description of perceptual experience includes the “invocation” of an Absolute, yet which is absent and elusive. The perceptual life is obscure even to itself in the style of the incarnation: it does not conceptualize the world but lives in a bodily, material, way. Recognizing this experience, which precedes all philosophy and grounds it in history, it is possible to talk about Christian philosophy in a real sense. It should, however, describe the life of faith developing a philosophical description consistent with it.

Keywords:

absolute; revelation; invocation; incarnation; Christianity



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Titolo: "Paul Ricoeur: interrogare e interpretare la fede"
Editore: Lateran University Press
Autore: Francesca Brezzi
Pagine:
Ean: 2484300019357
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

Il tema in Ricoeur presenta una ricchezza di indagine, ancorché complessa in quanto molti tra gli interpreti e studiosi del pensiero ricoeuriano concordano nel considerare il filosofo “un passaggio obbligato” per l’esegesi e la filosofia, una delle poche voci che si propone di conciliare le ermeneutiche rivali, attuando “tra il filosofico e il religioso né confusione, né separazione”. Si vuole qui esaminare inizialmente il legame di Ricoeur con la fenomenologia e con la fenomenologia della religione, per scavare poi il nodo dei rapporti complessi tra ermeneutica filosofica e ermeneutica teologica e, di conseguenza, la stretta e imprescindibile correlazione tra la fede biblica e il movimento dell’interpretazione che la porta al linguaggio. Il saggio in conclusione sottolinea come lo sforzo del filosofo non sia mai stato semplicemente esegetico, ma si sia dispiegato dalla antropologia alla teologia, dalla giurisprudenza alla storia, senza dimenticare l’approccio psicoanalitico.

Parole chiave:

pensare Dio; ermeneutica; teologia; filosofia; poetica

Abstract

The relation between philosophy and theology in Ricoeur presents a wealth of research, albeit complex because many of the interpreters and scholars of Ricoeur’s thought agree that he is “a must” for exegesis and philosophy, one of the few voices that aims to reconcile the hermeneutical rivals, acting “neither confusion nor separation between the philosophical and the religious”. The article seeks to examine initially the link of Ricoeur with phenomenology and the phenomenology of religion, in order to then undo the knot of complex relationships between philosophical hermeneutics and theological hermeneutics and, as a consequence, the close and vital relationship between Biblical faith and the movement of interpretation that brings it to language. The essay points out in conclusion that the effort of the philosopher has never been merely exegetical, but has unfolded from anthropology to theology, and from law to history, without forgetting the psychoanalytic approach.

Keywords:

To think of God; hermeneutics; theology; philosophy; poetics



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Titolo: "La traccia di Dio nella fenomenologia di Emmanuel Levinas"
Editore: Lateran University Press
Autore: Giovanni Ferretti
Pagine:
Ean: 2484300019340
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Abstract

Dopo un breve accenno al rapporto tra tradizione ebraica e filosofia nel pensiero di Levinas, si delinea il particolare modo con cui egli, distanziandosi da Husserl e da Heidegger, ha assunto e rovesciato il metodo fenomenologico, con l’intenzione di elaborare una filosofica che permetta di salvaguardare la trascendenza o “esteriorità” altrui e soprattutto l’alterità o “santità” trascendente di Dio. Segue l’analisi delle due principali vie con cui Levinas ritiene di poter individuare lo schiudersi della trascendenza di altri e, nella loro “traccia”, la trascendenza di Dio. La prima, sviluppata soprattutto in Totalità e Infinito, passa attraverso la fenomenologia del “volto” che mi comanda incondizionatamente. La seconda, sviluppata soprattutto in Altrimenti che essere o al di là dell’essenza, passa attraverso la fenomenologia della soggettività responsabile d’altri in modo totalmente disinteressato. In entrambi i casi di Dio non si può parlare e a Dio non si giunge né sullo sfondo dell’essere (come inteso nella filosofia classica), né sullo sfondo della coscienza trascendentale (come intesa nella filosofia moderna) bensì solo sulla sfondo delle relazioni etico-metafisiche interumane. Si termina con l’accenno ad una possibile terza via, da Levinas non sviluppata: quella della gratuità dell’amore di altri.

Parole chiave:

Dio; fenomenologia; volto; soggettività; traccia

Abstract

After a brief reference to the relationship between Jewish tradition and philosophy in the thought of Levinas, the article delineates the particular way in which he, distancing himself from Husserl and Heidegger, seized and overturned the phenomenological method, with the intention of developing a philosophy that allows one to safeguard the transcendence or “externalities” of others and above all the otherness or transcendent “holiness” of God. Following the analysis of the two main routes by which Levinas believes to be able to individuate the disclosure of the transcendence of others and, in their “trace”, the transcendence of God. The first, developed especially in Totality and Infinity, passes through the phenomenology of the “face” that commands me unconditionally. The second, developed especially in Otherwise Than Being or Beyond Essence, passes through the phenomenology of responsible subjectivity of others in a totally disinterested way. In both cases one cannot speak of God, and to God we do not reach either from the background of being (as understood in classical philosophy), nor from the background of transcendental consciousness (as understood in modern philosophy), but only from the background of ethical-metaphysical, inter-human relations. The article ends with the mention of a possible third way, not developed by Levinas: that of the gratuity of the love of others.

Keywords:

God; phenomenology; face; subjectivity; trace



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Titolo: "Aquinas n. 2/2014"
Editore: Lateran University Press
Autore:
Pagine:
Ean: 9788846511386
Prezzo: € 24.00

Descrizione:

Presentazione

di Leonardo Messinssinssinssinese

I contributi che sono contenuti in questo fascicolo intendono favorire una riflessione sulle modalità e le articolazioni in cui la dimensione della fede, e in particolare quella cristiana, può rapportarsi alla dimensione filosofica e a quella degli altri saperi, nel contesto di una società che non la vede più al centro del proprio assetto istituzionale e dove essa costituisce uno dei riferimenti culturali insieme con numerosi altri.

La questione circa le modalità di presenza e d’incarnazione della fede cristiana nell’«età secolare» – anche se oggi, come si sa, alcuni ritengono che si debba parlare oramai di età post-secolare – presenta una molteplicità di aspetti, così che soltanto per alcuni di essi è stato possibile farne oggetto di attenzione nei testi che presentiamo.

La quasi totalità degli scritti raccolti nel fascicolo è costituita dagli interventi che furono presentati in occasione di un Convegno tenutosi nella Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Lateranense, a cura del prof. Roberto di Ceglie, e organizzato in collaborazione con l’Ufficio per la pastorale Universitaria del Vicariato di Roma.

Il Convegno era intitolato: Fede teologale e pensiero filosofico, ma in realtà le tematiche affrontate dai relatori allargavano il campo della riflessione, così che è parso opportuno dare conto di questo già nel titolo che è stato assegnato a questo numero di «Aquinas»: Fede, saperi, società civile.

In sede di Convegno le relazioni dei proff. Pierangelo Sequeri, Mario Micheletti, Orlando Todisco e Giovanni Ferretti, si sono alternate con gli interventi presentati in qualità di discussants dai proff. Markus Krienke, Lubos Rojka, Michael Konrad e Christian Ferraro.

A questa serie di contributi se ne aggiungono ora altri due. Il primo è il testo di un’intervista rilasciata dal filosofo canadese Charles Taylor, al quale siamo particolarmente grati per avere accettato di farla pubblicare sulla nostra Rivista, e che verte su temi che sono molto vicini alla tematica del fascicolo. L’intervista, che è a cura di Antonie Marie Guy d’Oliveira, apre l’intero fascicolo. Il secondo contributo aggiunto è il testo di una mia riflessione sulla ricostruzione che è stata offerta dallo stesso Taylor circa il rapporto tra modernità e processi di secolarizzazione e che si propone come un possibile complemento della prospettiva filosofica tayloriana.

 

INDEX

Presentazione (di Leonardo Messinese) 293

Identità, multiculturalismo, società civile. Intervista a Charles Taylor

a cura di Antonie Marie Guy d’Oliliveira 295

 

Articoli

Pierangelo Sequeri, Fede e saperi in prospettiva teologico-fondamentale 317

Markus Krienknke, Fede e saperi in una prospettiva ontologica post-hegeliana. Un dialogo “rosminiano” con Pierangelo Sequeri 331

Mario Micicheletti, Fede, esperienza religiosa e garanzia epistemica nella recente filosofia analitica della religione 345

Lubos Rojka, Fede, esperienza religiosa e garanzia epistemica. In margine al testo di Mario Micheletti 369

Orlando Todisciscisco, La dimensione personale e comunitaria della fede cristiana. Suggestioni bonaventuriane 377

Michael Konrad, In difesa della ragione greca 403

Giovanni Ferretti, Fede cristiana, saperi e società civile in prospettiva filosofica 417

Christian Ferraro, Alcune annotazioni su «Fede cristiana, saperi e società civile in prospettiva filosofica» 443

Leonardo Messinssinssinssinese, Modernità e secolarizzazione in Charles Taylor 457

 

Note

Pierfrancesco De Feo, Soteriologia e giustizia. Lo ius diaboli in Agostino 477

Francesco Alfieri, La dimension communautaire de la pensée d’Edith Stein. Un défi pour l’éducation 493

Franco Bosisio, Il sacro, la secolarizzazione e la sconsacrazione della vita 509

Notiziario, a cura di Philip Larrey 519

 

Recensioni

Simone D’Agostinino, Sistemi filosofici moderni. Descartes, Spinoza, Locke, Hume [G. Alfiero] 525

 

Nostre pubblicazioni

Enrico dal Covolo, Ascolta, scende la sera [S. Stancampiano] 529

Libri ricevuti 533

Indice dell’annata 2014 537



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Titolo: "Identità, multiculturalismo, società civile. Intervista a Charles Taylor"
Editore: Lateran University Press
Autore: Antonie Marie Guy dOliveira
Pagine:
Ean: 2484300022265
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

D’Oliveira: Professor Taylor, lei è stato identificato come un pensatore della pluralità2. Durante il corso di più di tre decenni lei ha, per così dire, rivisitato le sorgenti culturali e filosofiche che nutrono il senso e il valore che noi attribuiamo alle nostre vite collettive ed individuali. Quanto a noi, abbiamo avuto l’occasione di studiare, sebbene in forma limitata, il suo pensiero e di percorrere la maggior parte delle osservazioni dei suoi critici. La sua posizione filosofica è stata, dunque, qualificata come multiculturalismo e, sul piano politico, lei si sarebbe collocato nella corrente del comunitarismo. Può riprendere qui per noi la sua reale posizione sul modo nel quale lei pone il problema della pluralità in generale e del multiculturalismo in particolare? Inoltre, quali sarebbero i vantaggi e gli inconvenienti della sua posizione sul multiculturalismo di fronte all’etica e all’antropologia, in rapporto alla buona concezione della democrazia e ai problemi dell’integrazione delle differenti culture e delle minoranze culturali? In una parola, può presentare di nuovo il suo pensiero a grandi linee, tenendo anche conto delle diverse critiche a suo riguardo?

 

Taylor: Dobbiamo partire dal principio: noi siamo inseriti nel contesto dei paesi democratici contemporanei. Nei paesi detti di antica democrazia e in quelli non ancora democratici il problema della pluralità viene abbordato in modo completamente diverso. Prendiamo come esempio i grandi imperi come il regno ottomano o l’impero britannico in India. Senza la democrazia, si tratta solo di dare a ciascuna comunità, ad ogni ambito, la possibilità di gestire la sua etica, la sua cultura, il suo codice matrimoniale, ecc. Non è questione di democrazia nel senso che l’intero popolo deve decidere delle questioni fondamentali. È l’Impero che decide tali cose. All’interno di tale sistema vi si dà una certa autonomia in quanto si è cristiani, oppure musulmani o altro. Quando si vive in un contesto democratico, le regole sono basate su certi presupposti, come l’uguaglianza fondamentale dei suoi componenti. Il problema allora è che anche la stessa democrazia spinge sovente verso situazioni di ineguaglianza o di esclusione. Un vero paradosso! Ma perché? Perché la democrazia ha bisogno di una forte coesione per funzionare. In Canada, per esempio, vige un sistema di perequazione nel quale c’è una redistribuzione delle risorse tra le regioni ricche e quelle povere. Io sono in una regione che si colloca un po’ tra le due: il Quebec. Ma se io fossi nell’Ontario, come potrei reagire a questa forma di solidarietà? Bisogna aiutare? Non bisogna aiutare? E la gente risponde: siete tutti canadesi, siete tenuti a una certa solidarietà. La gente deve poter rispondere a questa sollecitazione in modo positivo. La democrazia non cammina se c’è un interesse inferiore da parte del governo per alcune persone piuttosto che per altre. Mentre nell’Impero le cose funzionano molto bene per il fatto che tutti comprendono che l’interesse primario

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Titolo: "Fede e saperi in una prospettiva ontologica post-hegeliana"
Editore: Lateran University Press
Autore: Markus Krienke
Pagine:
Ean: 2484300022289
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Estratto

 L’esigenza epistemologica di ripensare la determinazione del rapporto tra fede e saperi spinge la ricerca verso l’esigenza di una nuova filosofia prima. Modelli razionalistici, di stampo medievale o moderno, difficilmente sono in grado di pensare l’unità e la totalità dell’orizzonte sapienziale in cui tale sintesi può avvenire. Partendo da un’intuizione di Karl Rahner e procedendo con metodo rosminiano, si rintracciano in Duns Scoto e nel teismo speculativo (o tardo idealismo) alcuni approcci che possono ispirare tale ricerca oggi. In tale modo, diventa possibile rivalorizzare l’actus essendi tommasiano per le dimensioni epistemologiche di una nuova ontologia.

Parole chiave: 

fede e saperi; sapienza e libertà; Rosmini; Duns Scoto; teismo speculativo

 

Abstract 

The epistemological need to rethink the determination of the relationship between faith and knowledge pushes research towards the need for a new first philosophy. Rationalistic models, medieval-style or modern, are hardly able to think about the unity of thought and the totality of the wisdom horizon in which such a synthesis can take place. Starting from an intuition of Karl Rahner and proceeding with a Rosminian method, some approaches can be discovered in Duns Scotus and in speculative theism (or late Idealism) that can inspire the same research now. In this way, it becomes possible to re-evaluate the Thomistic actus essendi for the epistemological dimensions of a new ontology. 

Keyword: 

faith and knowledge; wisdom and freedom; Rosmini; Duns Scotus; speculative theism



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Titolo: "Fede, esperienza religiosa e garanzia epistemica nella recente filosofia analitica della religione"
Editore: Lateran University Press
Autore: Mario Micheletti
Pagine:
Ean: 2484300022296
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Estratto 

Nella rivista «Faith and Philosophy», nel 1984, apparve il famoso Advice to Christian Philosophers di Alvin Plantinga, in cui il filosofo americano, promotore della cosiddetta «epistemologia riformata», difese la legittimità di una «filosofia cristiana». Nello stesso fascicolo di «Faith and Philosophy» fu pubblicato anche, sul tema della filosofia cristiana, da un punto di vista tomistico, un articolo di John F. Wippel, che è interessante confrontare col testo di Plantinga. Un concetto interessante di filosofia cristiana, anzi, propriamente, di metafisica cristiana è quella proposta da William P. Alston come sviluppo della teologia naturale. Un altro filone di indagine in cui le verità religiose, e soprattutto le verità cristiane, possono svolgere un ruolo filosofico di illuminazione della realtà umana e mondana è quello indicato dal filosofo che ha escogitato l’espressione fortunata di «tomismo analitico», John Haldane, il quale sostiene la necessità di conservare il legame tra filosofia e argomentazione, tra spiritualità e metafisica. Si potrebbe estendere questo tipo di considerazioni all’ambito etico, per mostrare, ad esempio, come virtù «cristiane» quali la compassione e l’umiltà possano emergere nel contesto di fede e trovare spazio anche attraverso argomenti e riflessioni razionali. Le obiezioni mosse alla teologia naturale, sia quelle circa l’irrilevanza e l’irriverenza di un approccio filosofico al divino, sia quelle circa la legittimità e validità filosofica, poggiano su ragioni, che possono essere messe in discussione, e su argomenti, la cui validità può essere filosoficamente contestata. 

Parole chiave: 

Filosofia cristiana; esperienza religiosa; garanzia epistemica; tomismo analitico; teologia naturale

 

Abstract 

In the journal, «Faith and Philosophy», in 1984, Alvin Plantinga’s famous Advice to Christian Philosophers appeared, in which the American philosopher, promoter of the so-called «reformed epistemology», defended the legitimacy of a «Christian philosophy». In the same issue of «Faith and Philosophy», John F. Wippel also published an article on the theme of Christian philosophy, from a Thomistic point of view, and that is interesting to compare with Plantinga’s text. William P. Alston proposes an interesting concept of Christian philosophy, indeed, of Christian metaphysics as the development of natural theology. Another line of investigation in which religious truths, and especially the Christian truths, can play a role as the philosophical enlightenment of human and worldly reality is that stated by the philosopher who coined the successful expression: «analytical Thomism», John Haldane, which supports the need to preserve the link between philosophy and argument, between spirituality and metaphysics. This type of consideration can be extended to the ethical field, to show, for example, how «Christian» virtues such as compassion and humility may arise in the context of faith and find space even through rational arguments and reflections. The objections to natural theology, both those about the irrelevance and irreverence of a philosophical approach to the divine, and those of philosophical legitimacy and validity, rest on reasons which can be questioned, and on topics whose validity may be challenged philosophically. 

Keyword: 

Christian philosophy; religious experience; epistemological guarantee; analytical Thomism; natural theology



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Titolo: "Fede, esperienza religiosa e garanzia epistemica. In margine al testo di Mario Micheletti"
Editore: Lateran University Press
Autore: Lubos Rojka
Pagine:
Ean: 2484300022302
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Estratto 

Plantinga parla di una credenza basilare nelle affermazioni teistiche iniziali. Il fatto che nella definizione della basilarità entra il sensus divinitatis diventa problematico per i non credenti. Considerando diverse difficoltà, sembra che la filosofia cristiana dovrebbe essere basata piuttosto sul principio di credulità. Un credente è giustificato nel credere a tutto come a un’«ipotesi di lavoro» fino a quando non emergono ragioni contrarie. Il principio di credulità non causa difficoltà con la «testimonianza interiore» e sensus divinitatis, ed è accettato in tutti i campi di ricerca scientifica. Il suggerimento del metodo abduttivo o trascendentale implica che la teologia filosofica tradizionale diventa irrilevante, che significa la fine del rinnovato interesse per i temi tradizionali della teologia filosofica (sistematica). Il problema è che nel contesto di secolarismo ed ateismo contemporaneo, ci vuole un impegno più radicale da parte dei filosofi cristiani per sostenere le loro tesi principali. Oggi non è sufficiente avere il diritto di fare la nostra filosofia cristiana o che la nostra filosofia possa arricchire altri filosofi, ma esiste il bisogno urgente di provare chiaramente che alcune posizioni filosofiche dei nostri colleghi atei sono assurde, sbagliate e/o illusorie. 

Parole chiave:

credenza; teismo; teologia filosofica; filosofia analitica; Dio

 

Abstract 

Plantinga speaks of a fundamental belief in initial theistic claims. The fact that in the definition of what constitutes fundamental, the sensus divinitatis has a place, becomes problematic for non-believers. Considering various difficulties, it seems that the so-called Christian philosophy should be based rather on the principle of credulity. A believer is justified in believing in everything as a «working hypothesis» until contrary reasons arise. The principle of credulity does not cause difficulties with the «inner witness» and sensus divinitatis, and is accepted in all fields of scientific research. The suggestion of an abductive or transcendental method implies that traditional philosophical theology becomes irrelevant, and this spells the end of the renewed interest in traditional themes of philosophical (systematic) theology. The problem is that in the context of contemporary secularism and atheism, it takes a more radical commitment by Christian philosophers to support their main theses. Today it is not enough to have the right to make our Christian philosophy, or that our philosophy can enrich other philosophers, but there is an urgent need to clearly prove that certain philosophical positions of our fellow atheists are absurd, wrong and/or illusory. 

Keyword: 

belief; theism; philosophical theology; analytic philosophy; God



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Titolo: "La dimensione personale e comunitaria della fede cristiana"
Editore: Lateran University Press
Autore: Orlando Todisco
Pagine:
Ean: 2484300022319
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Estratto 

Due i passaggi più rilevanti della ricerca. 1. Anzitutto l’autore mette in evidenza che la fede cristiana è stata per lo più letta alla luce della ragione, propria dell’Occidente, che a Bonaventura pare originariamente pagana, sorta per controllare ciò che si è e ciò che si ha e affermatasi nell’età contemporanea come scientifico-tecnica. 2. Proprio perché ritiene che tale modello di ragione sia originariamente pagano, Bonaventura procede alla sua problematizzazione ai fini di una rinnovata relazione dialogale ragione-fede cristiana. L’approdo è la centralità del dettato biblico, quale compendio della libertà creativa divina, e il conseguente cambio di territorio – dal primato della ragione, proprio dell’Occidente, al primato della libertà, proprio del testo sacro, fonte, oltre che della fede, anche della ragione. Questa proposta, incentrata sul primato della libertà come anima sotterranea del testo biblico, di scarsa incidenza nell’età medievale, pare oggi di singolare fecondità teoretica sia in rapporto alla traduzione della forza coesiva di culture e religioni diverse, sia in rapporto al potenziamento della ragione e della fede cristiana in direzione sia personale che comunitaria. 

Parole chiave: 

ragione; fede; libertà; mitologia; filosofia

 

Abstract

There are two important stages of this research. 1. First of all, the author emphasizes that the Christian faith was mostly seen in the light of reason, typical of the West, which to St. Bonaventure originally seems pagan, having come about in order to control what you are and what you have and asserted in the contemporary age as scientific-technical. 2. Precisely becauase he believes that this model of reason is originally pagan, Bonaventure proceeds to its problematization for the purpose of a renewed dialogic relationship between reason and Christian faith. The scope is the centrality of Bible-based dictates, as a compendium of the divine creative freedom, and the resulting change of territory – from the primacy of reason, typical of the West, to the primacy of freedom, proper of the sacred text: source, not only of faith, but also of reason. This proposal, focused on the primacy of freedom as the hidden soul of the biblical text, and of little importance in the Middle Ages, seems today of unique theoretical fruitfulness, both in terms of the translation of the cohesive strength of different cultures and religions, and also in relation to the strengthening of reason and of Christian faith in both a personal and communal direction. 

Keyword: 

reason; faith; freedom; mythology; philosophy



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Titolo: "In difesa della ragione greca"
Editore: Lateran University Press
Autore: Michael Konrad
Pagine:
Ean: 2484300022326
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Estratto

Il contributo critica dapprima la descrizione heideggeriana della ragione greca come chiusa e totalmente indirizzata alla tecnica. Tale concetto di ragione è piuttosto un frutto del superamento della metafisica antica in epoca moderna. Nella seconda parte viene criticata una concezione della libertà sganciata della verità, concezione che vanifica l’idea di motivazione razionale dell’agire umano. 

Parole chiave: 

ragione; metafisica; stupore; libertà; verità

 

Abstract 

This paper initially critiques the Heideggerian description of Greek reason as closed and totally directed towards technology. Such a concept of reason is rather the result of the overcoming of ancient metaphysics in modern times. In the second part, the author critically examines the conception of freedom, disconnected from truth, a conception that renders useless the idea of rational motivation in human action. 

Keyword: 

reason; metaphysics; surprise; freedom; truth



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Titolo: "Fede cristiana, saperi e società civile in prospettiva filosofica"
Editore: Lateran University Press
Autore: Giovanni Ferretti
Pagine:
Ean: 2484300022333
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Estratto 

Dopo aver analizzato il contributo di alcune recenti analisi di tipo filosofico-sociologico del fenomeno della secolarizzazione, come quelle di Charles Taylor, José Casanova e Jurgen Habermas, il saggio esamina le principali questioni teoretiche circa la legittimità della presenza pubblica della religione nella presente situazione «post-secolare». 1. La questione epistemologica della distinzione tra convinzioni di fede e convinzioni di ragione; e si critica la tesi della netta opposizione di fede e ragione. 2. La questione della possibilità di far valere nel dibattito pubblico verità ritenute «assolute» per convinzione teologica o filosofica; e si critica la tesi della opposizione tra democrazia e convinzione di verità. 3. La questione della considerazione della scienza quale unico riferimento veritativo oggettivo in ambito pubblico; e si sostiene la possibilità di far valere anche in tale ambito convinzioni raggiunte per altre vie, come la sapienza pratica, l’esperienza etica, la fede religiosa o civica. 4. La questione dell’autonomia dei saperi secolari e della stessa morale, dalla religione; autonomia che si ritiene legittima anche dal punto di vista del pensiero cristiano, purché non si pretenda di assolutizzarli come orizzonte ultimo del senso dell’uomo e della storia. 

Parole chiave: 

fede cristiana; secolarizzazione; democrazia; saperi secolari; ragione pubblica

 

Abstract 

After analyzing the contribution of some recent studies of the philosophical and sociological phenomenon of secularisation, such as those of Charles Taylor, José Casanova and Jurgen Habermas, the essay examines the major theoretical questions about the legitimacy of the public presence of religion in the present «post-secular» situation. 1. The epistemological question of the distinction between convictions of faith and convictions of reason; and criticizes the thesis of the clear opposition of faith and reason. 2. The question of the possibility of relying on truths during public debates considered «absolute» for theological or philosophical conviction; and criticizes the thesis of the opposition between democracy and convictions of truth. 3. The question of consideration of science as the only objective reference truthful in the public sphere; and supports the possibility to rely on convictions in this context achieved by other means, such as practical wisdom, ethical experience, religious or civic faith. 4. The issue of the autonomy of secular knowledge and even morality, from religion; autonomy that is considered legitimate even from the standpoint of Christian thought, as long as you do not pretend to make them absolute as the ultimate horizon of the sense of man and history. 

Keyword: 

Christian faith; secularization; democracy; secular knowledge; public reason



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Titolo: "Alcune annotazioni su «Fede cristiana, saperi e società civile in prospettiva filosofica»"
Editore: Lateran University Press
Autore: Christian Ferraro
Pagine:
Ean: 2484300022340
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Estratto

La cornice all’interno della quale si può prospettare una comprensione filosofica dei rapporti tra fede cristiana e società civile è costituita da quattro passaggi. Da un accenno al luogo epistemologico della scienza politica si passa poi alla centralità della persona sottolineandone la fondazione metafisica. La consistenza della persona si esprime nell’atto di fede e fonda una maniera irrinunciabile di inserirsi nel dibattito pubblico, nell’autentico rispetto delle opinioni altrui.

Parole chiave:

scienza politica; persona; atto di fede; dibattito pubblico; metafisica

 

Abstract

The framework within which one could envisage a philosophical understanding of the relationship between Christian faith and civil society consists of four steps. After a reference to the epistemological place of political science, the paper then advances to the centrality of the person, underlining its metaphysical foundation. The consistency of the person is expressed in the act of faith and grounds an indispensable way to enter public debate, in true respect for other’s opinions.

Keyword:

political science; person; act of faith; public debate; metphysics



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Titolo: "La dimension communautaire de la pensée dEdith Stein"
Editore: Lateran University Press
Autore: Francesco Alfieri
Pagine:
Ean: 2484300022371
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Il est désormais acquis que la production steinienne doit être étudiée en ayant comme point de référence les recherches husserliennes et en particulier celles contenues dans le volume des Ideen II. La référence au «Je pur», au «Je personnel», comme également les recherches sur la constitution de la «communauté» que nous retrouvons de manière explicite dans la première production des textes de Stein jusqu’à 1933 sont un approfondissement de ce que Husserl avait déjà thématisé ses recherches.

 

L’étude systématique des œuvres d’Edith Stein demande toujours à être accompagnée d’une saine inquiétude qui pousse, non seulement à analyser les recherches accomplies par l’Auteur dans ses écrits, mais surtout à se demander quels sont les intentions réelles qui soutiennent son long itinéraire spéculatif. Ce qui distingue la marque des recherches steiniennes par rapport à Husserl ce sont justement ces différentes «intentions» qui guident les deux auteurs. Naturellement, l’âme authentique de l’Erkenntnistheorie husserlienne est seulement en partie reçue par Stein à partir du moment où l’Auteur entend opérer à un élargissement légèrement métaphysique – un niveau à mon avis beaucoup plus prononcé chez Stein que chez Husserl, si par métaphysique nous entendons la métaphysique classique à laquelle Stein a recours comme d’un auxiliaire de la phénoménologie – dans ses analyses phénoménologiques. On peut facilement retracer cet élargissement métaphysique dans son œuvre Potenz und Akt.

 

La reprise de certains nœuds théorétiques déjà présents chez Husserl sont revisités par Stein, et font l’objet d’une recherche de manière tout à fait originale en s’appuyant justement sur la nouvelle interprétation des lignes qui ont inspiré la phénoménologie. Stein a participé à cette «revisitation» de la phénoménologie depuis sa première œuvre Zum Problem der Einfühlung, justement à partir du moment où elle a voulu délimiter un premier brouillon sur la constitution ontologique de l’être humain à partir du vécu de l’Einfühlung. Ce n’est pas par hasard que, c’est justement à partir de ce vécu que l’on peut, dès le départ, retrouver un élément indispensable: la dimension communautaire existant entre deux personnes poussées par un mouvement intérieur; mouvement qui, parfois, est généré par le fühlen. Aucune recherche sur l’être humain ne peut passer outre la dimension communautaire: pour que cela puisse générer une communauté, il convient qu’il y ait à la base une responsabilité prenant acte de la singularité de chaque être humain. En reconstruisant un parcours théorétique, en parcourant tous les écrits d’Edith Stein1, on parvient à justifier ce qui, à première vue, pouvait sembler seulement un hypothèse, mais qui s’est en fin de compte révélé être une des intentions possibles qui ont guidé l’Auteur dans l’édition d’une anthropologie philosophique sur l’être humain à plusieurs reprises: le fait de vouloir restituer à l’être humain la possibilité d’être

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Titolo: "Il sacro, la secolarizzazione e la sconsacrazione della vita"
Editore: Lateran University Press
Autore: Franco Bosio
Pagine:
Ean: 2484300022388
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Nel pensiero moderno l’interesse per il mondo dei «primitivi», per le loro credenze religiose, per i loro riti e per i loro culti è stato certamente notevole e molto più ampio che nelle epoche passate. La conoscenza del lontano e del remoto ha animato in profondità tutta la ricerca etnologica ed etnografica dell’Ottocento e più ancora del Novecento. E, tuttavia, questo interesse era viziato da non poche insufficienze: innanzitutto dall’ottica in assoluta prevalenza di carattere evoluzionistico propria del pensiero del positivismo oltreché da una psicologizzazione a volte a sfondo sociologico (ad esempio in Emile Durkhéim) che preclude ogni comprensione dall’interno del fenomeno religioso. E si sa molto bene che la vita religiosa è tutto per l’uomo «primitivo», che meglio sarebbe chiamare «arcaico», perché vive solo tramite la conoscenza e la presenza viva «in carne ed ossa» dei principi (archai) che si manifestano nella vita quotidiana ordinaria, e ciò fin dai primordi. Non c’è mai stata nella vita delle popolazioni «arcaiche» una netta e precisa distinzione fra presenza del sacro e vita sociale e comunitaria «profana». Anche le attività più semplici, come la costruzione di barche o la formazione di un villaggio di capanne costituivano momenti di carattere rituale e cultuale.

 

La ricerca etnologica ed etnografica ci ha fatto conoscere una ricchissima messe di conoscenze, ma non ha prodotto nessun avanzamento nella comprensione delle religioni arcaiche. Soltanto la filosofia fenomenologica ha colmato la lacuna, opponendosi vigorosamente e con successo ad ogni prospettiva psicologistica ed evoluzionistica sulla formazione e sul divenire del mondo della religione. Fondamentale in proposito è il libro di Rudolf Otto: Il Sacro (del 1917) che ha suggerito spunti di riflessione molto importanti per la filosofia della religione a Edmund Husserl, il fondatore della grande filosofia fenomenologica, senza la quale non si può comprendere per nulla il pensiero del secolo XX1. Secondo Otto, il «sacro» è oggetto di un’esperienza primaria e originaria, assolutamente inderivabile da qualsiasi genesi psicologica. La filosofia che sottende l’antropologia e l’etnologia dei secoli passati è fuorviata dal pregiudizio prettamente evoluzionistico, storicista e progressista della presunta superiorità dell’uomo occidentale europeo e americano, che sarebbe l’unico in grado di intendere pienamente la mentalità religiosa dei cosiddetti «primitivi»; in siffatta ideologia l’uomo occidentale, libero, razionale e pure «democratico», viene magnificato come l’uomo completamente emancipato da ogni sudditanza nei confronti del «religioso» e del «divino». In realtà non si deve pensare che la riscoperta e la rivisitazione del «sacro» non toglie nulla a conquiste pur sempre irrinunciabili della modernità. Anzi riesce a liberarle dai loro limiti facendo emergere in una nuova luce possibilità di esperienze e di conoscenze che la nostra epoca mostra di avere malauguratamente perduto.

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Titolo: "Fede e saperi in prospettiva teologico-fondamentale"
Editore: Lateran University Press
Autore: Pierangelo Sequeri
Pagine:
Ean: 2484300022272
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Estratto

 Il saggio propone di ripensare la funzione della teologia fondamentale, in rapporto all’odierna visione della ragione e della cultura che orienta le forme del sapere, a partire da due constatazioni: (a) la teologia fondamentale della fede, nella sua impostazione classica, non ha rilievo specifico nell’ambito del confronto sul sapere del cristianesimo; (b) l’impostazione razionalistica del sapere utilizza la classica distinzione teologica della ragione e della fede per immunizzarsi dall’onere del confronto. Emergono tuttavia elementi di novità, che possono essere criticamente assunti e valorizzati: (a) cresce nella cultura secolare l’interesse per il ricupero di temi religiosi fondanti del sapere occidentale, che sono stati introdotti dal cristianesimo, e la cui ermeneutica impone il confronto con la teologia; (b) emerge, nella società post-moderna, l’esigenza di una giustificazione della pretesa di verità, che attinga anche alla giustificazione della sua affidabilità etica, e non solo noetica. La due istanze indicano un compito che la teologia fondamentale potrebbe e dovrebbe assumere in proprio. 

Parole chiave: 

teologia; fede; verità; sapere; giustificazione

 

Abstract 

The paper proposes to rethink the function of fundamental theology in relation to today’s vision of reason and culture that influences the forms of knowledge, from two observations: (a) a fundamental theology of faith, in its classical setting, does not have a specific importance in the context of the confrontation concerning knowledge of Christianity; (b) the rationalistic approach of knowledge uses the classic theological distinction between reason and faith to immunize themselves from the burden of mutual comparison. However, new elements emerge, which can be critically engaged and appreciated: (a) there is an increase within secular culture of the interest in the recovery of fundamental religious themes of Western knowledge, which were introduced by Christianity, and whose hermeneutics requires a comparison with theology; (b) the need for justification of the claim to truth arises in a post-modern society, which also reaches the justification of its ethical reliability, i.e., not merely notional. The two instances indicate a task that fundamental theology could and should take as its own.

Keyword: 

theology; faith; truth; knowledge; justification



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