Articoli religiosi

Ebook - Quaderni Di Studi Ecumenici



Titolo: "Verso l'UNO ... partendo da casa"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300013843
Prezzo: € 8.00

Descrizione:

PROLOGO

Un’immagine attinta dall’esperienza concreta della nostra vita ci aiuta a entrare nel cuore dell’attuale situazione ecumenica: finché i genitori sono in vita, i figli vivono in una sostanziale unità, salvo temporanee tensioni, presto risolte dalla presenza e dall’intervento influente dei genitori. Alla scomparsa dei genitori, l’interesse dei figli rischia di lasciare in penombra o addirittura dimenticare la loro figura per concentrarsi sull’eredità ricevuta, con l’immancabile rivendicazione dei propri diritti. Solo un forte recupero della presenza e della centralità dei genitori può impedire che la tensione tra i figli diventi divisione. L’immagine offre una chiave di lettura sulla situazione dell’ecumenismo, che rischia di diventare una competizione per l’appropriazione o spartizione dell’eredità lasciata da Gesù, cioè, la chiesa.

Ormai abbondano le analisi sulla situazione dell’ecumenismo, con conclusioni e giudizi che tutti conosciamo e che certo non sostengono né incoraggiano la fiducia e la speranza di unità che per un esplicito mandato di Gesù deve animare tutti i cristiani e tutte le chiese. Eppure Gesù ha pregato e ha donato la sua vita per l’unità. È caduta nel nulla la sua preghiera? Nessuno osa affermarlo. Forse abbiamo bisogno di penetrare nel senso profondo dei sentimenti e delle parole di Gesù per riaccendere in noi quella speranza che non delude (cf. Rm 5,5) e indirizza sulla retta via la nostra ricerca di unità. Normalmente le nostre analisi e le nostre speranze si basano sulla considerazione della situazione attuale, sugli accordi raggiunti, sull’efficacia delle nostre strategie di rapporto, sulla reciproca compatibilità delle varie definizioni e delle diverse strutture. La comune constatazione di una situazione di ristagno ci invita a dare vivacità al concetto stesso di unità e a inserire i reali e seri problemi che ancora richiedono un chiarimento in un contesto più vasto, all’interno del quale possono trovare una luce maggiore e certamente anche un ridimensionamento. Il concetto di unità viene vivacizzato se, invece di considerarla come un fenomeno statico e definibile con riferimenti prevalentemente logici e sociologici, la intendiamo dalla prospettiva nella quale la colloca Gesù: come un dinamismo verso un punto di arrivo. Tale punto di arrivo segna il compimento di un movimento che accompagna la vita e la missione di Gesù e che può essere considerato nei suoi vari aspetti o momenti: - l’unità del genere umano è lo scopo della morte di Gesù (Gv 11,52); il suo compimento è collocato nel momento ultimo di quel movimento di discesa – ascesa che racchiude tutta l’esistenza di Gesù su questa terra: “Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo, a vado al Padre” (Gv 16,28); - il punto di arrivo del processo di unità è chiaramente indicato da Gesù nella preghiera dell’ultima cena: è l’inserimento nel ciclo della vita trinitaria (Gv 17,21-23); - contemporaneamente, l’unità ha un punto di partenza che le fa da fondamento: è l’Incarnazione del Figlio di Dio che ha assunto la nostra umanità per fare di tutti noi figli di Dio, partecipi della vita divina (Gv 1). Forse, per regolare il cammino verso l’unità, dobbiamo individuarne con maggiore chiarezza il punto di partenza e quello di arrivo; ciò ci permetterà di recuperare un’immagine di chiesa strettamente legata alla persona di Gesù Cristo, una chiesa che vive e opera sotto l’influsso dello Spirito Santo. Allora il cammino verso l’unità diventerà meno impervio. È, quindi, dall’esperienza concreta di una vita cristiana, vissuta all’interno di ogni singola chiesa e tesa verso l’assorbimento nella vita trinitaria, che nasce e progredisce il cammino verso l’unità. Se si può parlare di un grado di unità, esso è dato dalla qualità di vita cristiana delle chiese. Da qui il titolo delle riflessioni contenute nel presente opuscolo: “Verso l’UNO … partendo da casa”: una unità costruita progressivamente nella tensione verso l’assorbimento nell’unità trinitaria, partendo dall’Incarnazione del Figlio che ha assunto la nostra umanità.

Solo una più forte e incisiva consapevolezza della presenza di Gesù Cristo attraverso l’azione dello Spirito Santo la chiesa di Dio può ricomporre in unità le attuali tensioni.



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Titolo: "L'unità della chiesa"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Tecle Vetrali
Pagine:
Ean: 2484300013867
Prezzo: € 4.00

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Quale chiesa di Gesù Cristo?

I problemi di carattere ecclesiologico che sono al centro delle discussioni teologiche e che attendono ancora un chiarimento perché si possa proseguire nel cammino verso l’unità sono reali e non vanno minimizzati, ma essi acquistano la loro proporzione e il loro senso solo all’interno di una visione globale di chiesa, così come ci viene presentata dai principali filoni degli scritti del Nuovo Testamento; solo all’interno di questa visione globale si può superare il rischio di ridurre la chiesa, e quindi la sua unità, a una realtà puramente sociologica e circoscritta ai problemi in discussione. Naturalmente, la visione globale non risolve i problemi non ancora chiariti, ma può offrire il contesto per una visione più equilibrata e meno unilaterale. Questo percorso diventa possibile partendo dal mistero dell’Incarnazione



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Titolo: "Vivere l'unità"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Tecle Vetrali
Pagine:
Ean: 2484300013874
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

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Un cammino da percorrere

È evidente che l’unità non può essere il frutto di una decisione isolata, maturata in un momento particolare della vita, ma è il punto di arrivo di tutto un cammino e il frutto della composizione di un equilibrio che riporti al centro della vita dei cristiani e delle chiese ciò che è fondamentale ed essenziale. L’unità delle chiese passa attraverso una ricomposizione, all’interno delle singole chiese, degli equilibri fondamentali della vita cristiana, personale ed ecclesiale. È frutto e dono pasquale di Cristo la ricomposizione di una serie di squilibri che caratterizzano la nostra vita: uno squilibrio fra la nostra realtà temporale, materiale, puramente umana nella quale siamo necessariamente immersi, e la nostra realtà spirituale di nuova creatura in Cristo; uno squilibrio fra la realtà presente, sovraffollata di programmi e impegni ordinari e straordinari attorno ai quali siamo concentrati, e la dimensione futura, che dovrebbe ricordarci la provvisorietà dell’esperienza che stiamo vivendo; uno squilibrio fra le esigenze della nostra persona e la nostra comunità di appartenenza, portata a crearsi una regione di autosufficienza e autonomia, e le esigenze di quel corpo nel quale in Cristo siamo inseriti, corpo che si concretizza al di là della nostra comunità o chiesa di appartenenza, aprendoci alle dimensioni più vaste che comprendono tutti gli uomini in una grande famiglia di fratelli; ma c’è anche uno squilibrio del quale non sempre abbiamo piena coscienza, ed è quello fra la fedeltà e attaccamento ai nostri progetti, indubbiamente belli ed utili, fedeltà alla quale diamo il nome di perseveranza, ma che non sempre è armonicamente coordinata con una visione della vita intesa come risposta a una chiamata alla voce sempre nuova dello Spirito, che genera carismi, creatività, novità… e spesso rottura con il passato. La piattaforma di partenza per la ricomposizione di questi squilibri e l’accoglienza della pace di Cristo, prima dell’elaborazione di progetti particolari, è la purificazione del cuore.



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Titolo: "La radice dell'unità"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Tecle Vetrali
Pagine:
Ean: 2484300013850
Prezzo: € 4.00

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GESÙ MUORE PER L’UNITÀ DEGLI UOMINI

“Gesù doveva morire per la nazione, e non solo per la nazione, ma per ricondurre all’unità anche i figli di Dio dispersi” (Gv 11,51s).

Se l’unità voluta da Gesù e per la quale egli prega il Padre include tutto quel dinamismo che ha il suo compimento nell’intimità della vita divina, comprendiamo perché essa costituisca lo scopo della missione di Gesù e perché Gesù per essa abbia donato la sua vita. È chiara l’affermazione di Giovanni che interpreta come profezia parole che per Caifa esprimevano solo un calcolo politico: Gesù doveva “morire per il popolo”. Le parole interpretative di Giovanni ci riportano nella prospettiva della preghiera di Gesù. Caifa aveva affermato semplicemente che la condanna di Gesù avrebbe salvato “il popolo”, e così la “nazione” non sarebbe perita. È chiaro il senso che hanno le parole nella mente del sommo sacerdote: è meglio sacrificare uno per tutti; è chiaro pure che il popolo per il quale è auspicata la morte di Gesù è identificato con la nazione ebraica.



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Titolo: "Il sacerdozio ortodosso"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300008863
Prezzo: € 8.00

Descrizione:

PROLOGO

«Non esiste che un solo Sacerdote».

La confessione di un sacerdote ortodosso «Non esiste che un solo sacerdote, con la pienezza semantica della parola. Non esiste che un solo sacerdote, che nello stesso tempo, “offre e viene offerto”, secondo la formulazione della nostra Liturgia. Questo unico sacerdote è Gesù Cristo, il nostro Signore e Salvatore. Così, secondo la forza espressiva della Lettera agli Ebrei, il sacrificio offerto da Gesù sulla Croce segnò la fine dei sacrifici e dei sacerdozi dell’antichità. Il sacrificio di Cristo, che viene offerto una volta per sempre al Padre, espia e cancella tutti i peccati. Questo sacerdote supremo, Gesù, è l’unico mediatore tra Dio e gli uomini. È l’unica fonte della Grazia. Però Gesù volle rendere gli uomini partecipi della sua opera redentrice e santificatrice. E non fece eredi della sua grazia sacerdotale solo un gruppo di eletti. L’apostolo Pietro si rivolge a tutti i cristiani dicendo loro: « anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo… voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale» (1 Pt 2, 5.9). Possiamo allora parlare in un senso molto realistico di un sacerdozio ecumenico. Ogni uomo è realmente sacerdote, nel senso che può esser unito all’offerta sacerdotale e alla mediazione di Gesù Cristo.



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Titolo: "La struttura teandrica e lessere liturgico della Chiesa"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Panaghiotis Ar. Yfantis
Pagine:
Ean: 2484300008870
Prezzo: € 4.00

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Qualsiasi discorso su Dio e sulla Chiesa basato sull’esperienza e sul pensiero ortodosso ha come punto di partenza la verità che non esiste che un mistero, la persona teandrica di Gesù Cristo. Come Sposa del Crocifisso la Chiesa costituisce di per sé un mistero, il sacramento per eccellenza che si rivela e si attua mediante i vari sacramenti. Ispirata dal «compiacimento» del Padre e guidata dallo Spirito Santo la Chiesa prolunga Cristo nella storia o continua la Sua Incarnazione fino alla fine del tempo. La testimonianza dell’esperienza apostolica e della tradizione antica e unica della Chiesa è chiara in proposito. I membri della prima comunità cristiana erano convinti che la fede in Cristo come Messia garantisse la Sua presenza all’interno di essa. Ugualmente convinti erano della presenza e dell’azione del sacerdozio eterno, tramite il quale tutti diventavano partecipi della «natura divina», fratelli di Cristo e figli del Padre celeste.



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Titolo: "Il complesso dinamico dei carismi"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Panaghiotis Ar. Yfantis
Pagine:
Ean: 2484300008887
Prezzo: € 4.00

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Teologia battesimale e sacerdozio regale: il sacerdozio del laicato

Nell’unità precedente, abbiamo constatato che la comunità dei credenti costruisce la propria identità liturgica, il suo impegno spirituale ma anche il contenuto della sua fisionomia teologica soprattutto se non esclusivamente sulla base del suo rapporto con il Dio biblico. La dedizione alla volontà divina e la testimonianza vera che volontariamente pronuncia ed offre del Dio vivo fondano la santità ma anche l’istanza sacerdotale di tutta la comunità dei credenti. In questa prospettiva è inquadrato e inteso il seguente passo apostolico, che si riferisce alla qualità sacerdotale di tutti i membri della Chiesa primitiva: «Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa»41. Con queste parole, lo scrittore della lettera apostolica non tenta solo d’incoraggiare i cristiani dell’Asia Minore, perché essi possano affrontare le sofferenze che sperimentavano nell’ambiente ancora ostile dove abitavano; ma indica anche la misura e il criterio della loro qualità sacerdotale.



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Titolo: "La successione apostolica come garanzia storica"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Panaghiotis Ar. Yfantis
Pagine:
Ean: 2484300008894
Prezzo: € 4.00

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Il contesto ecclesiologico e le costanti patristiche

L’apostolicità della Chiesa è una delle sue fondamentali qualità - insieme all’unità, la santità e la cattolicità- sinodalmente cristallizzate nel Simbolo di Nicea e Costantinopoli. Questa qualità scaturisce dal dato storico che la Chiesa fu fondata dal Signore ma fu organizzata dagli Apostoli e alimentata dalla loro dottrina. Di conseguenza, «l’apostolicità caratterizza da una parte l’apostolicità della fede e della dottrina e dell’altra la successione dei vescovi. Così, la successione apostolica consiste da una parte nell’osservare la dottrina degli apostoli e dall’altra nell’ordinazione apostolica canonica nella Chiesa». Ovviamente, l’apostolicità costituiva sin dall’età patristica il criterio valido per distinguere l’autenticità della fede e dell’esperienza ecclesiale dalle varie versioni ermeneutiche ed organizzative dell’evento ecclesiale, elaborate dagli apostati e dagli eretici. Basilio il Grande osserva che la Chiesa «fu costruita sul fondamento degli Apostoli e dei profeti».



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Titolo: "L'ordinazione"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Panaghiotis Ar. Yfantis
Pagine:
Ean: 2484300008900
Prezzo: € 4.00

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Uno sguardo sintetico

In questa unità parliamo del sacerdozio ordinato descritto anche come speciale per essere distinto da quello generale di cui abbiamo già parlato nel capitolo precedente. Nella Chiesa Ortodossa il sacerdozio ordinato si divide in due livelli. Al livello superiore appartengono i gradi del vescovo, del presbitero e del diacono, invece a quello inferiore il grado del suddiacono e del lettore e altri che non sono ormai più in uso. Ai tre gradi del sacerdozio superiore si riferisce il sacramento dell’ordinazione. Come si legge nei manuali scolastici che trattano del sacerdozio, «la Chiesa come società visibile ha bisogno di un proprio sistema amministrativo che eserciti la triplice dignità di Cristo, la predicazione del verbo divino, la celebrazione dei sacramenti e il governare i fedeli. Per questo il Signore scelse gli Apostoli, i dodici e i settanta, ai quali concesse il suo prestigio e la sua autorità e li fortificò mediante la forza dello Spirito santo. Gli apostoli, coscienti di essere mandati dal Signore, non solo esercitavano la funzione a loro affidata nel nome del Signore, ma concedevano il potere sacerdotale al altri, designando nello Spirito santo, diaconi e presbiteri e rendendoli successori del proprio servizio apostolico. Così la Chiesa si è divisa in due ordini, il clero e il popolo, la gerarchia nel senso più vasto del termine e il gregge




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Titolo: "Dall'istituzione alla persona"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Panaghiotis Ar. Yfantis
Pagine:
Ean: 2484300008917
Prezzo: € 4.00

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Requisiti tipici e inibizioni canoniche

Si può dire che ognuno può essere accettato nel clero. Però secondo i canoni un candidato deve avere le seguenti qualità: prima di tutto dev’essere battezzato nella Chiesa Ortodossa e deve confessare il Signore Gesù Cristo secondo i simboli di fede della tradizione ortodossa. I chierici che appartengono ad una setta eretica, il cui battesimo non è riconosciuto come valido, rientrati nell’Ortodossia, devono essere di nuovo battezzati, perché ritenuti come semplici laici, poi ordinati. I canoni escludono il candidato con un problema fisico, che non gli permette di esercitare liberamente i suoi compiti liturgici. Inoltre dev’essere sano dal punto di vista mentale e non impossessato dallo «spirito impuro». Ugualmente escluso è il candidato che si occupa di affari mondani e commerciali, di magia, di astrologia9perché secondo il comandamento del Signore nessun servo può servire a due padroni.



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Titolo: "La parternità spirituale"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Panaghiotis Ar. Yfantis
Pagine:
Ean: 2484300008924
Prezzo: € 4.00

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L’importanza dell’istituzione

Oltre ai vari aspetti e alle diverse interpretazioni in termini di istituzione e di potere, il sacerdozio è un servizio e un sacrificio che prende luce dalla croce di Cristo. I sacerdoti sono ordinati per servire il popolo di Dio. E da parte loro, i membri del gregge razionale accettano i sacerdoti come pastori e come padri che li fanno rinascere alla nuova vita in Cristo. Come la guida pastorale non è il risultato di un potere istituzionale, così anche l’obbedienza da parte di colui che viene guidato non consiste né conduce ad un servilismo devozionale. Basato sulla libertà personale e sull’amore verso Dio e verso il prossimo, il rapporto tra il chierico e il popolo, tra il clero e il laicato va inteso nel quadro della responsabilità dettata dal carisma spirituale. Perché appunto, «carisma che viene da Dio è sia il pascere che l’essere guidato alla salvezza». Questa alta responsabilità del chierico insieme al suo ruolo salvifico nella Chiesa è fondata soprattutto sulla sua sollecitudine come padre spirituale



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Titolo: "Il sacerdozio ministeriale"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Panaghiotis Ar. Yfantis
Pagine:
Ean: 2484300008931
Prezzo: € 4.00

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BEM: Un po’ di storia

La commissione Fede e Costituzione ha lavorato con zelo per rendere possibile un testo di convergenza ecumenica circa i sacramenti del battesimo, dell’eucaristia e del sacerdozio, il cosiddetto BEM. A partire dall’ormai lontano 1927, questa commissione aveva orientato il suo interesse sui rapporti interecclesiali tra le varie Chiese e confessioni cristiane. Alcuni decenni dopo, nel 1975 a Nairobi in Kenya la richiesta dell’unità è stata formulata in modo ancora più chiaro, e centrata sul riconoscimento dei tre sacramenti fondamentali. Le posizioni e i contributi delle varie Chiese, incluse quelle ortodosse, sono stati fissati nel testo definitivo che fu redatto sempre dalla commissione Fede e Costituzione a Bangalore nel 1978 e a Lima nel 1982.



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Titolo: "In ricerca del volto femminile del sacerdozio"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Panaghiotis Ar. Yfantis
Pagine:
Ean: 2484300008948
Prezzo: € 4.00

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Le tappe storiche e le tendenze interecclesiali sulla questione del sacerdozio delle donne

Le Chiese-membri del CEC, sulla base delle loro posizioni sull’ordinazione delle donne, possono essere divise in tre gruppi: a) Il primo gruppo è composto dalle Chiese che sono contro l’ordinazione delle donne e che affrontano la questione nel quadro del dialogo interecclesiale. b) Il secondo gruppo è composto dalle Chiese che ordinano donne da un relativamente lungo periodo di tempo. Quindi, non sono ormai interessate al problema se l’ordinazione delle donne sia lecita o illecita, dato che hanno già dato una risposta affermativa. Però, il loro interesse è focalizzato sui modi della utilizzazione migliore del servizio delle donne e dello svolgimento di compiti speciali che riguardano il rinnovamento e l’unità della Chiesa.



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Titolo: "Chi è l'apostolo?"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Tecle Vetrali
Pagine:
Ean: 2484300006302
Prezzo: € 4.00

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Premesse

Per comprendere “chi è l’apostolo” vanno presi in considerazione due aspetti: prima di tutto la sua identificazione, cioè, vedere a chi è attribuito il nome; in questo contesto va considerato in particolare il rapporto fra gli “apostoli” e “i dodici”. È necessario, inoltre, considerare la loro funzione, cioè, vedere quale caratteristica e funzione è attribuita agli apostoli. La diversità di attribuzioni e di sfumature nell’uso del termine suggerisce, come itinerario, il tentativo di identificare una evoluzione storica sia per l’identificazione che per la funzione degli apostoli, partendo da Paolo, primo testimone ma con una notevole evoluzione interna agli scritti a lui attribuiti, proseguendo con i vangeli, che riproiettano la realtà nel periodo prepasquale; Già la frequenza nell’uso del termine negli scritti del Nuovo Testamento è significativa: scritti paolini: 35 volte; Luca: Vangelo 34 volte e Atti 28 volte; Marco: 2 volte; Matteo: una volta; Giovanni: una volta (in senso generico); Apocalisse: 3volte.



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Titolo: "La Chiesa apostolica in prospettiva evangelica. Dieci tesi"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Fulvio Ferrario
Pagine:
Ean: 2484300006319
Prezzo: € 4.00

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La chiesa è apostolica in quanto fondata sul messaggio degli apostoli, cioè sull’evangelo di Gesù Cristo, inviato dal Padre nella potenza dello Spirito. Il fondamento e il contenuto dell’apostolicità della chiesa non risiedono nella chiesa stessa, ma nella parola che Dio le rivolge nell’evangelo di Gesù Cristo, dove il genitivo è anzitutto oggettivo (Gesù Cristo come evangelo di Dio) e, in quanto tale, anche soggettivo (l’evangelo che Gesù predica). Comprendere l’apostolicità della chiesa (la chiesa come tale, in realtà) cristologicamente, significa anche comprenderla in prospettiva trinitaria.



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Titolo: "Autocoscienza ed impegno di testimoniare."
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Panaghiotis Ar. Yfantis
Pagine:
Ean: 2484300006333
Prezzo: € 4.00

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Approcci semantici e chiarificazioni introduttive

L’apostolicità è il riferimento storico e spirituale della Chiesa all’esperienza e alla dottrina della comunità primitiva dei credenti, che secondo la lingua figurativa dell’Apocalisse compone una città, le cui mura stanno sui «dodici fondamenti» degli «apostoli dell’Agnello»1. Così, da una parte, l’apostolicità è la condizione necessaria che assicura che ogni chiesa di ogni luogo e di ogni tempo rimane Sposa dello Sposo Crocifisso, appunto perché basata sull’eredità dottrinale ed esperienziale dei Suoi discepoli diretti, e dall’altra parte implica la responsabilità pesante della fedeltà e della continuazione di questa eredità nelle generazioni spirituali successive. Quindi, l’apostolicità è un dato storico, intrecciato con l’apparizione stessa e la formazione della Chiesa, e nello stesso tempo con il suo cammino come “Christus prolungatus”.



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Titolo: "L'apostolicità della Chiesa: una questione ermeneutica"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Placido Sgroi
Pagine:
Ean: 2484300006371
Prezzo: € 4.00

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Introduzione

Fra i molti possibili approcci alla questione della apostolicità della chiesa merita di essere valorizzato anche quello che fa di questa nota ecclesiae un tema ermeneutico. Con questo non si vuole fare di uno specifico approccio interpretativo (filosofia o teologia ermeneutica) o metodologico (ermeneutica teologica) la chiave di lettura esclusiva dell’apostolicità, quanto piuttosto individuare nella dimensione ermeneutica una caratteristica indispensabile a cogliere il carattere proprio dell’apostolicità (e quindi anche della chiesa) in modo da poter contribuire al dibattito ecumenico su di essa. A questo scopo procederemo ad individuare nell’apostolicità un carattere proprio non solo della struttura ecclesiale (una giustificazione dell’esistenza di strutture istituzionali nella chiesa), ma anche un suo fattore dinamico, per quindi interrogarci sul modo in cui questa dimensione dinamica dell’apostolicità interagisca con la stessa esigenza strutturale: è qui che emerge il carattere propriamente ermeneutico dell’apostolicità. Infine va operato un tentativo di verifica di come il modello ermeneutico di apostolicità possa aiutare comprendere alcune problematiche ecclesiologiche attuali, in particolare quelle che riguardano le istituzioni portatrici di questa caratteristica della chiesa.



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Titolo: "L'apostolicità della chiesa"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300006296
Prezzo: € 8.00

Descrizione:

PRESENTAZIONE

Le cosiddette “notae ecclesiae”, le caratteristiche fondamentali della chiesa, unità, santità, cattolicità e apostolicità, rappresentano forse uno dei maggiori paradossi dell’oikumene cristiana; riconosciute praticamente da tutti i cristiani, in quanto parte del Credo niceno-costantinopolitano, rappresentano la base di una possibile visione unitaria della chiesa, dato che tutte le comunioni ecclesiali la confessano una, benché storicamente divisa, santa, anche se composta da peccatori, cattolica, benché incarnata nei più diversi contesti e apostolica, anche se vivente nel tempo. Ma questa visione unitaria e potenzialmente unificante non ha consentito fino ad oggi di progredire in modo decisivo verso il reciproco riconoscimento e la piena e visibile comunione delle chiese. In realtà i cristiani restano divisi nell’interpretazione di quanto, pure, confessano insieme. L’apostolicità è particolarmente caratterizzata da questa dinamica: nessuna chiesa dubita di essere fondata sul mandato apostolico di Gesù Cristo e tutte riconoscono il valore fondamentale e fondante della testimonianza apostolica, di cui la Scrittura è custode privilegiato; le divergenze riguardano piuttosto gli strumenti attraverso cui l’apostolicità delle Chiese si manifesta. Per il mondo protestante, in genere, l’apostolicità è appunto una dimensione così intrinseca alla Chiesa che non è possibile una garanzia esclusiva del mantenimento di questo tratto affidata ad una particolare istituzione, è la fede della Chiesa che deve essere apostolica e mantenere la continuità fra passato e presente. Cattolici ed ortodossi, per quanto in modo diverso, vedono nelle strutture ecclesiali tipiche della loro forma organizzativa, in particolare nella continuità del ministero episcopale, un tratto irrinunciabile per il mantenimento della apostolicità strutturale della Chiesa. Anche nel caso della apostolicità la difficoltà appare di natura ermeneutica: come possono le Chiese riconoscere reciprocamente la retta intenzione dell’altra comunità ecclesiale, pur nella diversità dei modi storici in cui essa viene affermata? Alle riflessione sulla “Apostolicità e Tradizione apostolica” L’Istituto di Studi Ecumenici “San Bernardino” ha dedicato il suo tradizionale seminario primaverile di ecclesiologia del 2010, tenutosi presso la sede veneziana fra il 16 e il 17 aprile. Da questo seminario provengono i testi che costituiscono questo quaderno. Il seminario si è aperto, secondo una tradizione ormai consolidata, con una relazione di fra’ Tecle Vetrali, docente emerito dell’ISE, sulla presenza del termine apostolo nel Nuovo Testamento in modo da mettere in evidenza le forme con cui il termine viene declinato negli scritti neo-testamentari, con alcune differenze non secondarie tra i vangeli sinottici e l’opera giovannea nel suo complesso. Sono seguite poi le relazioni che hanno presentato la riflessione sul termine nelle diverse confessioni di fede: Fulvio Ferrario, docente alla Facoltà Valdese di Teologia e all’ISE, ha scelto di presentare la Chiesa apostolica in prospettiva evangelica attraverso dieci tesi proprio per sottolineare la problematicità del tema in ambito protestante, anche in relazione al dialogo ecumenico in corso. All’interno di questa prospettiva si colloca l’intervento di Hans Martin Barth, luterano, docente emerito della Facoltà di Teologia di Marburg, che ha proposto una lettura del recente documento Die Apostolizität der Kirche (L’apostolicità della Chiesa), un documento di studio della commissione teologica cattolico-luterana che è giunta a questa formulazione dopo oltre un decennio di intenso e animato lavoro. La posizione della Chiesa ortodossa è stata l’oggetto della relazione di Panaghotis Yfantis, docente all’Università Aristotele di Tessalonica, che si è soffermato sulla comprensione dell’apostolicità nel mondo ortodosso, ponendo l’accento sui limiti della riflessione ortodossa per un approfondimento del tema in prospettiva ecumenica. Il punto di vista cattolico-romano è stato trattato da fra’ Roberto Giraldo, preside dell’ISE, che ha affrontato il tema a partire da una attenta lettura dei più recenti documenti del dialogo bilaterale sull’apostolicità della Chiesa e sulla successione apostolica, indicando chiaramente che la riflessione dogmatica è strettamente connessa alle sue conseguenze per la vita quotidiana delle comunità cristiane, nella riscoperta della vita delle comunità apostoliche, come uno stile ecumenico di testimonianza cristiana. Per una migliore comprensione della posizione della Chiesa cattolica Ioannis Asimakis, docente all’ISE, ha proposto una breve riflessione sulle posizioni riguardo all’apostolicità della Chiesa in alcuni scritti di Joseph Ratzinger e di Ioannis Zizioulas. Giovanni Cereti, docente emerito dell’ISE, ha ripercorso alcuni tra i documenti dei dialoghi bilaterali, pubblicati nell’Enchiridion Oecumenicum, per mostrare la presenza del tema, avanzando alcune suggestive ipotesi sulle conseguenze implicite di questi dialoghi bilaterali nella riflessione ecclesiologica, che rappresenta un elemento di forte dialettica tra le Chiese. Fra i molti possibili approcci alla questione della apostolicità della chiesa Placido Sgroi, docente dell’ISE, ha cercato di valorizzare quello che fa di questa nota ecclesiae un tema ermeneutico, individuando nell’apostolicità un carattere proprio non solo della struttura ecclesiale, ma anche un suo fattore dinamico, utile a comprendere alcune problematiche ecclesiologiche attuali, in particolare quelle che riguardano le istituzioni portatrici di questa caratteristica della chiesa. compiuti nella rimozione degli elementi di pura contrapposizione nella riflessione ecclesiologica su un aspetto tanto centrale come è la definizione dell’apostolicità della Chiesa, che rappresenta un passaggio obbligato e, ancor per molti aspetti, controverso nella strada di un dialogo ecumenico che si ponga come obbiettivo non solo la redazione di dichiarazioni comuni ma la riscoperta di un essenzialità condivisa nella testimonianza cristiana. Anche se non spetta ai teologi risolvere, con la loro riflessione, il problema di un reciproco riconoscimento del carattere apostolico di tutte le Chiese, che nascerà solo da una effettiva condivisione della testimonianza comune all’evangelo che la missione apostolica implica, ad essi resta però il ruolo, essenziale, di aprire piste affinché questo cammino di comunione sia reso possibile.

La redazione di Studi Ecumenici



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Titolo: "L'Apostolicità della Chiesa"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Hans-Martin Barth
Pagine:
Ean: 2484300006326
Prezzo: € 4.00

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Introduzione

La quarta fase del dialogo luterano-cattolico a livello mondiale è durata undici anni (1995-2006), il suo esito è stato il documento di studio L’apostolicità della Chiesa2. Il documento è diviso in quattro parti: (1) L’apostolicità della Chiesa – Principi del Nuovo Testamento, (2) Il Vangelo apostolico e l’apostolicità della chiesa, (3) La successione apostolica e il ministero ordinato, (4) La dottrina della Chiesa, che permane nella verità. Sono esplicitamente escluse le implicazioni etiche della apostolicità e il problema dell’ordinazione delle donne. Il documento di oltre 200 pagine è, infatti, già abbastanza lungo. Il testo è orientato, più o meno chiaramente, al metodo del consenso differenziato. Dopo uno studio biblico, e una parte più lunga di storia della chiesa, sono formulate somiglianze e differenze, ma soprattutto a carico del materiale storico, in modo che le differenze appaiono, spesso, piuttosto sfocate.



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Titolo: "Apostolicità della Chiesa e successione apostolica. Il punto di vista cattolico-romano"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Roberto Giraldo
Pagine:
Ean: 2484300006340
Prezzo: € 4.00

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Per inquadrare più esaurientemente possibile la tanto discussa questione della apostolicità della chiesa vista sempre in relazione con la “successione apostolica” nel ministero episcopale, mi pare opportuno riferirmi all’ecclesiologia di comunione come al contesto in cui risulta più facile usare la categoria sacramentale, anche se non univocamente, per spiegare la realtà della chiesa. La natura e il ruolo del ministero e della successione apostolica dipendono dal concetto di sacramento oltre che dalla dimensione comunionale della chiesa. La fedeltà o comunione con il fondamento degli apostoli nel tempo e nello spazio, dipende, tra le altre cose, anche dal ministero episcopale e dalla successione apostolica.



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Titolo: "L'apostolicità nei documenti del dialogo ecumenico"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Giovanni Cereti
Pagine:
Ean: 2484300006364
Prezzo: € 4.00

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Introduzione 

La Chiesa è una comunione. Una interpretazione corretta delle quattro note o caratteristiche della Chiesa, secondo il Simbolo Niceno-Costantinopolitano, in una prospettiva di Chiesa comunione, potrebbe dire che la chiesa una indica la comunione fra i fedeli o fra i membri della chiesa; la chiesa santa indica la comunione con Dio e in Dio; la chiesa cattolica indica una comunione sincronica che si estende a livello universale; la chiesa apostolica una comunione diacronica che ci pone in comunione con tutti i nostri fratelli e sorelle dall’epoca apostolica sino alla fine della storia. Si tratta della nostra comunione attraverso il tempo con la chiesa delle origini e quindi con la chiesa di ogni epoca, del passato come del futuro. Sempre in una prospettiva comunionale-ecumenica, possiamo anche dire che la chiesa santa ci parla del popolo sacerdotale (LG 10-11), mediatore fra Dio e gli uomini (leithourghia); la cattolicità della chiesa comprende il mistero del popolo regale (LG 13), la diakonia; l’apostolicità della chiesa ci rimanda al popolo profetico (LG 12), che rende testimonianza a Dio e al Signore Gesù attraverso tutte le generazioni, nella fedeltà al vangelo (martyria). In altre parole, l’ufficio profetico del popolo di Dio, che lo porta ad aderire fermamente alla fede ricevuta dagli apostoli e a rendervi testimonianza nel mondo, può essere identificato con la nota dell’apostolicità della chiesa.



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Titolo: "In che senso una Chiesa si può chiamare apostolica. Il criterio della testimonianza in Joseph Ratzinger e in Ioannis Zizoulas"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Ioannis Asimakis
Pagine:
Ean: 2484300006357
Prezzo: € 4.00

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Testimonianza alla Parola incarnata, il Risorto

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, nello spiegare come la Chiesa sia apostolica, ovvero fondata sugli Apostoli, individua un triplice senso dell’espressione. Il primo è che «essa è stata e rimane costruita sul “fondamento degli Apostoli”(Ef 2,20), testimoni scelti e mandati in missione da Cristo stesso». La missione dell’apostolo delineata nel Nuovo Testamento è di essere testimone della risurrezione di Cristo, cioè di rimanere in contatto con il Risorto: «l’avventura degli Apostoli comincia come un incontro di persone che si aprono reciprocamente. Gli Apostoli non dovranno essere annunciatori di un’idea, ma testimoni di una persona».



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Titolo: "Conoscenza di Dio - conoscenza dell'uomo"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Dietrich Korsch
Pagine:
Ean: 2484300004865
Prezzo: € 4.00

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In questa relazione vi voglio far prendere confidenza con un particolare pensiero di Calvino. All’inizio svilupperò questo pensiero per prenderlo poi come filo conduttore che ci porterà a ripercorrere l’Institutio (dell’edizione del 1559). Comincio ad esporre questo pensiero con la famosa espressione dell’inizio dell’Institutio, che dice che c’è uno stretto rapporto tra la conoscenza di Dio e la conoscenza di sé. Calvino scrive: «Quasi tutta la somma della nostra sapienza, quella che tutto considerato merita di essere reputata vera e completa sapienza, si compone di due elementi e consiste nel fatto che conoscendo Dio ciascuno di noi conosca anche se stesso. Del resto, benché questi punti siano vicendevolmente uniti da molti legami, non è sempre agevole discernere quale preceda e sia causa dell’altro



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Titolo: "Giovanni Calvino"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Michele Cassese
Pagine:
Ean: 2484300004841
Prezzo: € 4.00

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La figura di Giovanni Calvino, il riformatore di Ginevra, tra i non specialisti della storia del Cinquecento religioso e tra quanti non appartengono al mondo calvinista è senz’altro meno conosciuta di quella di Martin Lutero, il padre della Riforma. Troppo imponente è stata agli occhi dei contemporanei la figura del monaco sassone, considerato dai più come il ribelle all’autorità del papa e alla chiesa di Roma, come l’ariete demolitore della chiesa tradizionale, fondatore di una sua chiesa e causa di una nascita a catena di altre realtà ecclesiali. Agli occhi dei cattolici, dunque, dalla ribellione di Lutero sarebbe derivato tutto il male generato dal movimento cinquecentesco della “protesta”. Fu questo probabilmente il motivo della diffusione del termine “luterano” assegnato dagli uomini della Controriforma, nel corso di tutto il Cinquecento, a chiunque avesse aderito alle idee eterodosse degli innovatori d’Oltralpe, sia che fosse seguace di Lutero, sia che fosse zwingliano o calvinista, o anabattista, hutterita, valdese o valdesiano.



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Titolo: "Calvino nella storia della riforma"
Editore: Ist. di studi ecumenici S. Bernardino
Autore: Laura Ronchi De Michelis
Pagine:
Ean: 2484300004858
Prezzo: € 4.00

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Il “piccardo” pieno di fascino Proponendosi di indicare il posto che Calvino occupa nella storia della Riforma del Cinquecento, appare necessario liberarsi preliminarmente di tutti i pregiudizi che gravano sulla sua figura e come sedimento inconsapevole condizionano anche il lavoro degli studiosi. È una operazione particolarmente necessaria in Italia, dove la mancanza di una tradizione (ma forse sarebbe più corretto parlare di esperienza) pluriconfessionale ha storicamente penalizzato, fino ad anni a noi vicini, lo studio dello stesso fenomeno della Riforma; e se la personalità e l’opera di Lutero, o la presenza di pulsioni radicali, la circolazione di libri e l’opera di singole personalità del Cinquecento italiano hanno trovato spazio e interesse nelle ricerche degli ultimi decenni del secolo scorso, Calvino appare il grande assente, pur essendo stato uno degli autori più letti e influenti del suo tempo, anche nel nostro paese.



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