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Ebook - Asprenas



Titolo: "Asprenas n. 2/2019"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024467
Prezzo: € 7.50

Descrizione:

PRESENTAZIONE

1. Il 14 settembre del 410, giorno della memoria di san Cipriano di Cartagine, esaltando la coraggiosa testimonianza di questo martire es - pressa con la predicazione e con gli scritti, sant’Agostino affermava: «Numquid propter paucos dies vitae huius quiescere debet ministerium cordis et linguae nostrae? Absit» (Discorso 313/E, § 7). Il vescovo d’Ippona definisce la predicazione come un “servizio” coinvolgente le risorse sia interiori, il “cuore”, sia esteriori, la “lingua”, metonimicamente da intendersi rispettivamente per “carità” e “parola”. Non esista alcuna giustificazione, nemmeno il pericolo della persecuzione e della morte, che possa far cessare il servizio della carità insegnata dalla parola e della parola trasfigurata in atto d’amore. Abbiamo esordito con tale riferimento per introdurre questo fascicolo della nostra Rivista, il primo di due che nell’anno in corso dedicheremo al tema mai abbastanza discusso della predicazione. In questi nostri tempi, infatti, si riscontra una sua grande crisi, perché da taluni confusa con la catechesi, da altri con la mera esegesi di testi biblici, da altri ancora con esortazioni moralistiche o addirittura con lo spazio utilizzabile per poter “personalizzare” con il proprio stile istrionesco un elemento tanto rilevante per la comunicazione e la maturazione della fede dei credenti. La predicazione è sempre stata al centro dell’attenzione, sia nell’ambito giudaico che in quello cristiano. Il Libro di Neemia narra la lettura pubblica della Legge a Gerusalemme, avvenuto il primo giorno del settimo mese sulla piazza presso la Porta delle Acque (cf. Ne 8,1-2). Compito di Esdra e dei leviti suoi collaboratori era non solo “proclamare”, ma anche “far intendere”, quindi “spiegare” la parola di Dio al popolo: si noti l’impiego del verbo bîn, “capire”, coniugato all’hifil, la forma causativa, cioè “far comprendere”. D’altronde, vogliamo accennare che secondo la tradizione anticotestamentaria il sacerdote aveva già in epoca preesilica l’incombenza di spiegare la legge: «Insegnano i tuoi decreti a Giacobbe e la tua legge a Israele» (Dt 33,10a). Insegnare predicando la Torah per i sacerdoti costituisce un dovere, benché i profeti – a loro volta dediti per vocazione esclusiva a mediare la parola divina – siano costretti a rilevare le loro inadempienze al riguardo (cf. Mic 3,11; Ger 18,18; Ez 7,26). Valga come esempio l’esplicita considerazione di Mal 2,7: «Infatti le labbra del sacerdote devono custodire la scienza e dalla sua bocca si ricerca l’istruzione, perché egli è messaggero del Signore degli eserciti». L’istituzione della sinagoga ha fin dalle sue origini avuto quale nucleo fondamentale del proprio culto proprio la lettura della Legge e la sua spiegazione. Per limitarci all’antichità, riferiamo una bella testimonianza di Filone d’Alessandria: «Sono soliti apprendere (ajnadidavskontai) queste leggi in ogni momento, ma soprattutto ogni settimo giorno. Perché il settimo giorno è reputato sacro, e in questo giorno si astengono da qualunque altro lavoro e si recano in luoghi sacri che chiamano sinagoghe. Là, disposti in file a seconda dell’età, i più giovani dietro ai più anziani, si siedono in modo conveniente alla situazione, pronti all’ascolto. Allora uno prende i libri e legge, e un altro tra quelli di maggiore esperienza avanza e spiega (ajnadidavskei) ciò che non è facilmente comprensibile» (Quod omnis probus liber sit 81-82). Altrove egli, sempre parlando di ciò che avviene di sabato nelle sinagoghe, così scrive: «Ma un sacerdote che sia presente o uno degli anziani, legge loro le sante leggi e le spiega punto per punto (kaqΔ e{kaston ejxhgei`tai) più o meno fino al tardo pomeriggio, quando se ne vanno dopo aver ricavato sia una precisa conoscenza delle leggi sacre, sia un notevole miglioramento nella pietà» (Hypothetica 7,13). L’obiettivo della predicazione sinagogale è ancora precisato in un altro luogo da Filone, il quale afferma che chi parla nella sinagoga «non fa vanto d’abilità oratoria come i retori e i sofisti di oggi, ma ricerca l’esattezza nell’esposizione (diermhneuvwn ajkrivbeian) dei suoi pensieri, esattezza che non si limita a scalfire l’udito, ma, attraverso di esso, raggiunge l’anima e vi rimane salda (ejpi; yuchvn e[rcetai kai; bebaivw" ejpimevnei)» (De vita contemplativa 31). 2. Anche il Nuovo Testamento ricorda la pratica della predicazione nelle sinagoghe (cf. ad esempio Lc 4,15-28). In tal senso, interprete originale della predicazione, pur ampiamente praticata anche al di fuori dei luoghi sacri, è stato Gesù di Nazaret, come si dirà nel nostro articolo. Il suo stile inconfondibile, in cui l’aspetto narrativo (le parabole) riveste un ruolo preponderante, la sua innegabile capacità di creare comunione pur parlando a tante persone, il suo tema, quello del regno di Dio, declinabile nei suoi rivoli di amore, riconciliazione, giustizia, preghiera e altro ancora, ne fanno un autentico maestro. Egli, inoltre, inizia la sua vita pubblica cominciando ad affermare che «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato» (Lc 4,31), suscitando ammirazione e meraviglia, e prima di ascendere al cielo spiega ai discepoli tutto ciò che si riferiva a lui nelle Scritture (cf. Lc 24,27.44-5), provocando ardore nel cuore e gioia. D’altronde, la sua stessa vita è “predicazione”, avendo comunicato il Vangelo con parole e opere. Sulla scia del Maestro di Nazaret, i suoi discepoli eserciteranno il servizio della predicazione per esporre il messaggio della salvezza. Gli Atti degli Apostoli presentano quali figure principali di predicatori Pietro e Paolo di Tarso. A quest’ultimo e al suo discorso nella sinagoga di Antiochia di Pisidia è dedicato il contributo di ANTONIO LANDI. In quell’occasione l’apostolo ripercorre le tappe della storia della salvezza e le attese profetiche in riferimento alla risurrezione di Cristo: questo si rivela un utile suggerimento per chi è chiamato oggi a illustrare il mistero di Cristo, aiutando chi ascolta a interpretare la propria vita alla luce del Vangelo. L’annotazione di Filone riguardante una predicazione che raggiunga l’anima non è ignota ai cristiani delle origini. Gli Atti degli Apostoli rilevano che, ascoltato il discorso di Pietro in occasione della Pentecoste, gli astanti «si sentirono trafiggere il cuore» e subito chiesero a lui e agli altri apostoli che cosa fare. Sorse ben presto, però, il problema del modo in cui si poteva presentare il contenuto del messaggio evangelico, affinché esso riuscisse a fidem facere et animos impellere: conquistare la fiducia dal punto di vista razionale e convincere [...] 



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Titolo: "Asprenas n. 1/2019"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024351
Prezzo: € 7.50

Descrizione:

EDITORIALE

I momenti difficili che la Chiesa sta attraversando producono molta sofferenza in quanti, ogni giorno, s’impegnano a testimoniare il Vangelo nella propria vita e con le loro parole. Non è difficile dedurre che essi avvertano come sia diventato poco credibile l’annuncio a fronte delle notizie dei numerosi scandali. È per tale motivo che occorre ritrovare conforto, energia e slancio dall’esempio di uomini, come san Paolo di Tarso, per i quali la vocazione, pur tra le prevedibili e inevitabili difficoltà, è vissuta con la gioia di chi non solo partecipa alle sofferenze di Cristo, ma perfino le porta a compimento sulla propria carne, per conformarsi a lui in vista del bene dei credenti: «Infatti, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. Quando siamo tribolati, è per la vostra consolazione e salvezza; quando siamo confortati, è per la vostra consolazione, la quale si dimostra nel sopportare con forza le medesime sofferenze che anche noi sopportiamo» (2Cor 1,5-6). Con questo spirito proponiamo lo studio di SALVATORE INFANTINO, il quale individua una linea di collegamento tra il corpo di carne di Cristo e la carne dell’apostolo a vantaggio del corpo di Cristo che cammina nella storia, cioè la Chiesa. L’impegno speso affinché la Parola corra, si diffonda e sia glorificata si riscontra in progetti e azioni pastorali di tante Chiese locali, come si evince dalla nota critica di CARMINE MATARAZZO riguardante la lettera pastorale del vescovo di Teggiano-Policastro, in cui si prospetta un più deciso coinvolgimento dei laici nella missione evangelizzatrice della Chiesa. Sulla medesima linea è anche l’articolo di ORESTE RINALDI, nel quale si propongono percorsi utili a far ritrovare nei giovani il gusto della partecipazione più piena e consapevole alla liturgia e, così, andare incontro al loro desiderio di cercare Dio e renderli missionari nei loro complessi mondi. L’evangelizzazione passa anche per la via della bellezza e della ricerca dei semina Verbi. La nostra Rivista vi dedica sempre molta attenzione e, infatti, pure in questo fascicolo pubblichiamo uno studio denso e documentato di ANTONIO ASCIONE dal titolo Il potere teologico della letteratura, che percorre soprattutto il dibattito svoltosi negli ultimi decenni, da cui emerge da un lato che «saper ascoltare il mistero è frutto della parola poetica, che apre l’udito dello spirito e penetra nel cuore» (p. 32) e dall’altro che «la teologia, chiamata a operare una mediazione culturale della rivelazione, non deve dunque perdere di vista la letteratura, non solo perché espressione della cultura umana, ma anche perché manifesta un potere teologico straordinario nella “parola”» (p. 34). Se la letteratura serve a esplorare l’umano, allora risulterà molto interessante la lettura del contributo, postumo, di CIRO STANZIONE su L’utopia di una società giusta in alcuni testi della letteratura greca. In questo numero ospitiamo, infine, una nota di ALFONSO LANGELLA su due recenti pubblicazioni in ambito mariologico, che esplorano tale disciplina sul versante biblico, in particolare il Vangelo dell’infanzia di Luca, e su quello magisteriale, esaminando i documenti pontifici sulla preghiera del Rosario. Ci sembra di concludere veramente bene: la Madre del Signore, infatti, ispira chi annunzia il Vangelo a essere missionario di bellezza e preghiera per il bene della Chiesa.

 GAETANO DI PALMA



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Titolo: "Asprenas n. 3-4/2018"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300024306
Prezzo: € 7.50

Descrizione:

Editoriale

Ogni anno donatoci dalla grazia del Signore si valuta facendone un bilancio

ponderato. Poniamo nella colonna delle entrate tutti gli avvenimenti

positivi, che hanno recato vantaggio, prestigio, guadagno economico, avanzamento

di carriera, mentre nella colonna delle uscite collochiamo le battute

d’arresto, gli incidenti di percorso, qualche problema di salute…

Chiudendo questo fascicolo doppio di Asprenas per darlo alle stampe e

trovandoci al termine di un anno come il 2018, non possiamo pure noi non

tracciare un breve bilancio, dal quale risulta ancora una volta che la teologia

non rimane alla finestra, ma si cala nelle ansie, nelle gioie, nei dolori e

nelle speranze della chiesa intera. L’anno ormai al termine, infatti, è stato

senz’altro colmo di amarezze e di sconcerto per le numerosissime e gravissime

colpe di tanti uomini, perfino ai più alti livelli, che avrebbero dovuto servire

Dio e il suo popolo con dedizione e disinteresse. Nella Prima Lettera di

Pietro si esortano i “presbiteri” con queste parole: «Pascete il gregge di Dio

a voi affidato, sorvegliandolo non perché costretti ma volentieri, come piace

a Dio, non per vergognoso interesse, ma con animo generoso, non come

padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge. E

quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria che

non appassisce» (5,2-4).

Sarebbe ingeneroso, tuttavia, marcare quest’anno in maniera così negativa,

perché lo Spirito ha donato molteplici situazioni e occasioni in cui il

volto della chiesa può risplendere nella sua più luminosa bellezza. È il caso

della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, sul tema

I giovani, la fede e il discernimento vocazionale (Roma, 3-28 ottobre). È

stata una grande testimonianza data dalla chiesa al mondo intero, che non

si occupa dei giovani se non per sfruttarli, per proporne un’immagine falsa

di giovanilismo, orientato solo al consumismo, all’imposizione di mode poco

rispettose della decenza, senza invece ascoltarne la voce, le vere esigenze

esistenziali, il loro bisogno di esprimere la loro creatività per la trasformazione

del mondo.

Aver coinvolto i giovani per prendere coscienze delle loro istanze, dei

loro sogni, ma anche del loro autentico desiderio di costruire una società a

misura di uomo e una chiesa più fedele ai suoi ideali evangelici, rappresenta

una proposta profetica in questo mondo nel quale la tecnocrazia prende il

sopravvento e diminuiscono gli spazi di democrazia. Ci auguriamo con il

nuovo anno di vedere ancora la chiesa essere protagonista, facendo risuonare

la parola del Vangelo alle orecchie dell’umanità, bisognosa di ritrovare la

pace, la solidarietà, la fraternità e di contemplare lo splendore del volto paterno di Dio.

Per realizzare questo, è necessario che la comunità ecclesiale torni a impegnarsi

seriamente a educare al gusto dei valori etici ed estetici testimoniati

dalla Bibbia, considerando il ruolo, la diffusione che essa ha avuto e,

in prospettiva, il potenziale positivo che ha ancora per il bene della popolazione

nel nostro Paese. È quanto propone il contributo di Ernesto BORGHI,

Leggere i Vangeli in una prospettiva di educazione all’umano. L’autore,

prendendo spunto da alcuni brani del Vangelo di Matteo, ne fa un confronto

basato su interrogativi con i quali, dopo un necessario inquadramento

esegetico, si cerca di far emergere orizzonti compatibili con la vita quotidiana

a livello comunitario e individuale, in vista di una maturazione educativa

cristiana nella logica della libertà e della responsabilità[...]



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Titolo: "Asprenas n. 1-2/2018"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023804
Prezzo: € 7.50

Descrizione:

Editoriale

Studi

ANTONIO LANDI, Da Gerusalemme ai confini della terra (At 1,8). I destinatari della missione cristiana negli Atti degli Apostoli

PIERLUIGI CACCIAPUOTI, Il peccato originale davanti alla sfida di Darwin

LUCIANA SIOTTO, Una lettura spirituale dell'icona della Trinità di Andrej Rublev

ROBERTO TESSITORE, La Divina Commedia come esperienza mistica del Sommo Poeta

 

Note critiche

GAETANO ORIGO, L'unità di azione e fatto nel giovane Johann Gottlieb Fichte

EDOARDO SCOGNAMIGLIO, Fine corsa? La crisi del cristianesimo confessionale. Riflessioni in margine a un recente saggio di sociologia

 

Rassegne&Figure

MICHELE GIUSTINIANO, Il testamento biologico: approccio ecumenico e interreligioso

 

Libri

Recensioni

Schede bibliografiche

Libri ricevuti

 

 

 

 

 

EDITORIALE

 

Le poche righe a introduzione di questo fascicolo doppio della rivista

espressa dalla Sezione S. Tommaso d’Aquino rappresentano per me un saluto

affettuoso che rivolgo ai nostri lettori, i quali ci onorano dell’attenzione

e della pazienza richiesta da chi, con fatica, tenta di offrire frutti succosi

della ricerca teologica. Parimenti, esterno ai nostri autori il mio sentimento

di riconoscenza per il loro prezioso lavoro: un contributo di competenza e di

sforzo intellettuale.

Il numero che ci apprestiamo a presentare si compone di quattro studi,

due note critiche e una rassegna. Iniziamo il percorso di presentazione

dal tema della missione, trattato da Antonio LANDI nel contributo dal titolo

Da Gerusalemme ai confini della terra (At 1,8). I destinatari della

missione cristiana negli Atti degli Apostoli. Le parole di Gesù in At 1,8,

poco prima di ascendere al cielo, costituiscono parte della risposta al quesito

sul tempo della ricostituzione del regno d’Israele. Il Risorto, però, invita

i suoi discepoli a non attardarsi su tali argomenti, che sono di pertinenza

del Padre, bensì a concentrarsi sugli eventi che li vedranno protagonisti:

con la discesa dello Spirito su di loro, tale da trasformarli in suoi “testimoni”

da Gerusalemme, passando per la Galilea e la Samaria, fino ai confini della

terra. Infatti, la narrazione degli Atti concentra la sua attenzione sulla

comunità intenta a portare l’annuncio del Vangelo ai giudei, aprendo gradualmente

le porte ai samaritani e iniziando a rivolgersi alle “genti”, prima

timidamente, a persone singole come l’eunuco etiope (cf. At 8,26-39)

e il centurione Cornelio con la sua famiglia (cf. At 10), poi in maniera

sempre più decisa con i viaggi missionari di Paolo di Tarso. Si ricava la

consapevolezza che l’autore degli Atti non voglia affatto, come conclude

Landi, delineare un profilo missionario che segni la preferenza per le genti

a scapito del giudaismo, bensì un programma di integrazione, in cui, da

una parte i giudei riscontrino il compimento delle promesse contenute

nelle Scritture e, dall’altra, i gentili una risposta alla loro domanda religiosa.

L’annuncio cristiano, per il quale in questi due millenni, tanti si sono

impegnati con sacrificio e, talvolta, a costo della vita, ha davvero finito la

sua “corsa”? È il problema a cui tenta di offrire una risposta il volume di

Luca Diotallevi, professore di Sociologia all’Università Roma Tre, del quale

Edoardo SCOGNAMIGLIO propone una lettura critica nell’ampia nota Fine

corsa? La crisi del cristianesimo confessionale. Riflessioni in margine a un

recente saggio di sociologia. In realtà, come emerge dalla ricerca del sociologo,

non è l’annuncio del Vangelo a essere penalizzato nel contesto attuale,

bensì le forme confessionali del cristianesimo, che risultano in crisi ed

emarginate dalla realtà. Stiamo vivendo un passaggio nel quale «lo sguardo

nuovo e ultimo del cristianesimo, dopo la fine della corsa della religione

confessionalizzata, dovrà essere sempre più mistico, ossia escatologico,

aperto alla speranza, capace cioè di creare nuovi stili di annuncio e nuove

forme aggreganti negli spazi urbani che hanno bisogno di umanizzazione»

(p. 124).

Tale “sguardo nuovo e ultimo” del cristianesimo impone di guardare

in direzioni finora ancora troppo poco frequentate. Ci riferiamo alla via

pulchritudinis e al dialogo con la scienza. Quanto all’ambito della bellezza,

offriamo ai lettori due studi. Nel primo, Lettura spirituale dell’icona della

Trinità di Andrej Rublev, di Luciana SIOTTO, si delinea in chiave storicocritica,

teologica e simbolica questa celeberrima icona, da contemplare non

solo come frutto di un artista di livello altissimo, ma soprattutto di un mistico

quale era Rublev, sulla scia di tutta la tradizione orientale. Il fascino

delle icone, dunque, partendo dal fattore estetico, è in grado di accendere in

tanti il desiderio di avvicinarsi all’interiorità, a una fede più profonda, a un

approccio alla Scrittura e al suo mondo simbolico, illuminando la propria vita

e insegnandole a scoprire dimensioni solitamente trascurate da chi è abituato

a guardare l’aspetto superficiale della realtà. Nel secondo saggio, La

Divina Commedia come esperienza mistica del Sommo Poeta, di Roberto

TESSITORE, si esorta a guardare un poema, con il quale la maggioranza degli

italiani si è confrontata a scuola, in una maniera senz’altro diversa e suggestiva.

La Divina Commedia non è soltanto un’opera d’indiscutibile valore

letterario, un capolavoro in cui si fondono tante prospettive, dalla filosofia

alla teologia, dalla passione politica ai drammi esistenziali, ma anche un

invito a viaggiare per ritrovare sé stessi e una chiesa che abbia il coraggio di

riformarsi, di tornare alla purezza del Vangelo e risorgere con Cristo. [...]



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Titolo: "Asprenas n. 2-4/2017"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023798
Prezzo: € 7.50

Descrizione:

EDITORIALE

STUDI

CARMELA BIANCO, Dei diritti e dei doveri. Spunti per il superamento dell’inflazione dei diritti

PIERLUIGI CACCIAPUOTI, Erasmo e Lutero: lo scontro delle volontà

ERNESTO DELLA CORTE, Dalla teofania del Sinai a Pentecoste: le tre giornate

CIRO PUNZO, Ritornare alla doppia conforme? Riflessioni giuridico-pastorali

GIUSEPPE VERSALDI, Il contributo della scienza teologica in una società pluralista

NOTE CRITICHE

PASQUALE GIUSTINIANI, Quale rapporto tra metafisica ed etica? La proposta di Carlos Cardona Pescador

DAVIDE PENNA - EMANUELE PILI, Abitare il tempo delle rovine. Rileggere Giobbe con Luigino Bruni

NICOLA ROTUNDO, Famiglia ed economia: una rilettura etico-teologica

RASSEGNE&FIGURE

GIUSEPPE FALANGA, Una liturgia viva per una chiesa viva. I 70 anni del CAL

MICHELE GIUSTINIANO, Nel nome di Colui che ci riconcilia tutti in un solo corpo

RECENSIONI

SCHEDE BIBLIOGRAFICHE

LIBRI RICEVUTI

INDICI DELL’ANNATA LXIV - 2017

 

 

Editoriale 

«C’è bisogno di una teologia che aiuti tutti i cristiani ad annunciare e

mostrare, soprattutto, il volto salvifico di Dio, il Dio misericordioso, specie

al cospetto di alcune inedite sfide che coinvolgono oggi l’umano: come quella

della crisi ecologica, dello sviluppo delle neuroscienze o delle tecniche che

possono modificare l’uomo; come quella delle sempre più grandi disuguaglianze

sociali o delle migrazioni d’interi popoli; come quella del relativismo

teorico ma anche di quello pratico. E c’è bisogno, per questo, di una

teologia […] che sia fatta da cristiane e cristiani che non pensino di parlare

solo tra loro, ma sappiano di essere a servizio delle diverse chiese e della

chiesa; e che si assumano anche il compito di ripensare la chiesa perché sia

conforme al Vangelo che deve annunciare» (FRANCESCO, Discorso all’Associazione

Teologica Italiana [29-12-2017]).

Come fare teologia oggi? Bergoglio sembra rispondere in questo modo:

assumendoci, come cristiani impegnati, la responsabilità di annunciare il

Vangelo in «un modo nuovo, più consono a un mondo e a una cultura profondamente

mutati» (ivi). L’intelligenza della fede, sempre pronta a rendere

ragione della speranza che è in noi (cf. 1Pt 3,14-15), è chiamata a recepire

quella “fedeltà creativa” al Vangelo – di cui tanto parla papa Francesco –,

affinché il “fare teologia” non sia un momento accademico soltanto per gli

“addetti ai lavori”, ma costituisca, invece, un’occasione di annuncio e di

evangelizzazione per tutta la chiesa. “Legami di solidarietà” e anche di “amicizia

autentica” sono aspetti indispensabili per la comunità teologica che

non si esprime nella semplice ricerca del singolo, bensì attraverso l’impegno

comune di servire il popolo santo di Dio con un cuore pieno di fede, aperto

al desiderio di mostrare veramente agli uomini e alle donne del nostro tempo

il volto misericordioso del Padre. In tale prospettiva, non è possibile fare

teologia senza stupore, privi di meraviglia, ossia come se il Mistero trinitario

che celebriamo nella liturgia e contempliamo nello studio non debba [...]



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Titolo: "Asprenas n. 1/2017"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300023095
Prezzo: € 7.50

Descrizione:

EDITORIALE

 

Il Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei ha ospitato, dal 21 al 25 novembre 2016, il 51° Convegno nazionale dei rettori e operatori dei santuari italiani, sul tema Maria, Madre di Misericordia. La Rivista di Teologia Asprenas ne raccoglie gli Atti.

Il convegno si è tenuto significativamente a ridosso della chiusura dell’Anno giubilare della misericordia e in contemporanea con la promulgazione della lettera apostolica di papa Francesco Misericordia et misera (20 novembre 2016). Mentre veniva chiusa la Porta Santa il papa invitava a tenere spalancate le porte del cuore alla misericordia e all’azione dello Spirito, quasi a ricordarci che l’annuncio del perdono e dell’amore di Dio non sono momentanei ma fanno parte dell’essenza stessa della chiesa. Durante la celebrazione dell’Anno giubilare i santuari sono stati luoghi straordinari dove si è manifestata l’abbondanza della grazia di Dio. Milioni di pellegrini hanno potuto fare esperienza della riconciliazione e della guarigione, della pace interiore e della gioia, del ritorno alla fede o dell’approfondimento del proprio cammino spirituale, mentre gli operatori pastorali dei santuari si sono adoperati in vari modi per accogliere il pellegrino della fede o il visitatore distratto, per dare a tutti la possibilità di fare un vero incontro con la misericordia e la tenerezza del Padre. Si è chiuso il Giubileo, ma i santuari restano luoghi dalle porte sempre aperte per accogliere tutti, perché non c’è peccato che la misericordia non possa raggiungere, non c’è uomo o donna che non possa essere toccato dalla tenerezza di Dio. In questo, i santuari hanno un compito e una missione particolare e propria.

Le riflessioni del convegno, incentrate sul tema della misericordia e della tenerezza di Dio, sono state affidate ad alcuni professori della Sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, con una fruttuosa collaborazione tra operatori pastorali e teologi. Esse partivano da un triplice ascolto e nell’orizzonte più ampio delle prospettive e delle suggestioni suscitate dalla bolla di indizione del giubileo Misericordiae vultus. Il primo è l’ascolto dell’umano oggi. L’umanità disorientata e fragile del nostro tempo domanda una nuova sensibilità e una nuova attenzione. Nell’epoca della scomparsa del senso e delle ragioni per cui vivere, è necessario risuscitare nel cuore umano il desiderio della ricerca e la nostalgia di quell’Assoluto che possa dare pienezza e significato alla vita. L’ideale di una fraternità, il cui punto di forza è il ritrovamento della bellezza della cura per l’altro e dell’avere a cuore l’altro, può essere un sentiero (antropologico) di grande attenzione a quell’umano al quale congiungere l’annuncio evangelico. Perciò, all’umanità ferita del nostro tempo è possibile avvicinarsi non semplicemente con una dottrina ma con un’offerta di senso che, nella testimonianza della dedizione all’altro, ha la sua finalità. Papa Francesco ci ha ricordato che la misericordia è anche «la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita» (MV 2). In questa direzione va la riflessione di chi scrive su L’umanità ferita e il bisogno di salvezza.

Il secondo è l’ascolto della Scrittura. Le Sacre Scritture sono un racconto della misericordia e della tenerezza di Dio. Gesù è il volto umano di tale racconto. «La missione che Gesù ha ricevuto dal Padre è stata di rivelare il mistero dell’amore divino nella sua pienezza» (MV 8). In particolare, egli sta con i peccatori, a loro va incontro con amore compassionevole, leggendo nel cuore di ogni uomo e rispondendo ai suoi bisogni più veri. Papa Francesco ha affermato che «le relazioni di Gesù con le persone che lo accostano manifestano qualcosa di unico e di irripetibile. I segni che compie, soprattutto nei confronti dei peccatori, delle persone povere, escluse, malate e sofferenti, sono all’insegna della misericordia» (ivi). Egli siede a mensa con i peccatori (anzi, proprio loro sono invitati a mensa); tocca il lebbroso e si lascia toccare dall’umanità “impura”; i poveri e gli ultimi, i piccoli e i semplici, sono i primi davanti agli occhi del Padre; a tutti viene incontro con lo sguardo della tenerezza di Dio. Su questi argomenti si è soffermato GAETANO DI PALMA con la relazione L’umanità di Gesù e la sua prassi di vita.

Infine, l’ascolto della chiesa. I recenti orientamenti del 5° Convegno ecclesiale di Firenze 2015, e soprattutto il magistero del papa, invitano non solo a “sognare” ma anche a realizzare una “chiesa in uscita”, pronta a farsi carico delle debolezze e delle difficoltà di tanti nostri fratelli, a realizzare un’azione pastorale improntata alla misericordia, alla tenerezza, alla cura, all’ascolto, alla compagnia solidale. La riflessione di EDOARDO SCOGNAMIGLIO, Misericordia e tenerezza. Cuore del mistero trinitario e orizzonti del cammino della chiesa dei nostri tempi, tenta di allargarsi, con uno sguardo sapienziale, sugli aspetti teologici del mistero trinitario per rintracciarne i riverberi nel mistero della chiesa. Riconciliazione, fraternità, dialogo, ascolto, prossimità sono i termini di un’immutabile grammatica divina che si offre come modo d’essere della chiesa nel tempo. La relazione di ALFONSO LANGELLA, Il santuario luogo di misericordia e di tenerezza. Orizzonti, prospettive, indicazioni, alla luce di quanto detto, declina più precisamente gli aspetti ecclesiologici in vista di una prassi cristiana e di una pastorale ecclesiale che voglia mettere al centro la misericordia e la tenerezza come cifra dei gesti e delle azioni specifiche tipiche di un santuario, soprattutto alla luce delle indicazioni che provengono dall’Evangelii gaudium.

Ma il cuore di tutta la riflessione del convegno è stato rappresentato dalla riflessione di BRUNO FORTE su Maria, Madre di misericordia. Non è un caso che la maggior parte dei santuari sono dedicati alla Madre del Signore. Il perché ce lo ricorda ancora papa Francesco: «Maria attesta che la misericordia del Figlio di Dio non conosce confini e raggiunge tutti senza escludere nessuno» (MV 24). In lei, e nella dolcezza del suo sguardo, possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio.

Il volume raccoglie anche altri interventi: l’introduzione e le conclusioni, a cura di Mario Magro, direttore del Collegamento Nazionale dei Santuari d’Italia, le omelie di Tommaso Caputo, arcivescovo prelato di Pompei, di Mario Lusek, direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale del Tempo libero, Turismo e Sport della Conferenza Episcopale Italiana, e del cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il Clero, oltre ai vari saluti.

«Termina il Giubileo e si chiude la Porta Santa», ha detto papa Francesco, «ma la porta della misericordia del nostro cuore rimane sempre spalancata. Abbiamo imparato che Dio si china su di noi (cf. Os 11,4) perché anche noi possiamo imitarlo nel chinarci sui fratelli. La nostalgia di tanti di ritornare alla casa del Padre, che attende la loro venuta, è suscitata anche da testimoni sinceri e generosi della tenerezza divina. La Porta Santa che abbiamo attraversato in questo Anno giubilare ci ha immesso nella via della carità che siamo chiamati a percorrere ogni giorno con fedeltà e gioia. È la strada della misericordia che permette di incontrare tanti fratelli e sorelle che tendono la mano perché qualcuno la possa afferrare per camminare insieme» (Misericordia et misera 16). Tanti sono i pellegrini che affollano ordinariamente i nostri santuari. Sono luoghi dove l’umanità del nostro tempo, disorientata, affranta o alla ricerca di Dio, si raduna. Spazi dove la pietà popolare si mostra nella pluriformità delle manifestazioni legate ai luoghi e alle tradizioni, alle storie e alle memorie di eventi straordinari, crocevia su strade dove si cammina e spesso si corre insieme, ma mai guardandosi in volto, mai incontrandosi. Luoghi dove è possibile sperimentare ancora oggi la tenerezza della carezza di Dio.

 

INDICE

 

Presentazione 5

Edoardo Scognamiglio

MISERICORDIA E TENEREZZA: CUORE DEL MISTERO TRINITARIO

E ORIZZONTI DEL CAMMINO DELLA CHIESA DEI NOSTRI TEMPI 9

Gaetano Di Palma

L’UMANITÀ DI GESÙ E LA SUA PRASSI DI VITA 39

Bruno Forte

MARIA, MADRE DI MISERICORDIA 59

Antonio Ascione

L’UMANITÀ FERITA E IL BISOGNO DI SALVEZZA 69

Alfonso Langella

IL SANTUARIO LUOGO DI MISERICORDIA E DI TENEREZZA.

ORIZZONTI, PROSPETTIVE, INDICAZIONI 97

Saluti, omelie e interventi 123

SALUTO INTRODUTTIVO (Mario Magro) 125

TELEGRAMMA DEL SEGRETARIO DI STATO VATICANO 133

SALUTO DELL’ARCIVESCOVO PRELATO DI POMPEI 135

SALUTO DEL COMMISSARIO PREFETTIZIO DI POMPEI 138

SALUTO DELLA DIRETTRICE DEGLI SCAVI DI POMPEI 140

OMELIA DELL’ARCIVESCOVO TOMMASO CAPUTO 141

OMELIA DI MONSIGNOR MARIO LUSEK 144

OMELIA DEL CARDINALE BENIAMINO STELLA 147

CONCLUSIONI (Mario Magro) 152

Abbreviazioni e sigle 161



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Titolo: "Asprenas"
Editore:
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Pagine:
Ean: 2484300022890
Prezzo: € 7.50

Descrizione:

EDITORIALE

 

STUDI

EZIO ALBRILE, Un sensale in Paradiso. Visioni dell’aldilà ai confini di iranismo ed ellenismo

CARLO BORASI, Quale volto per l’etica ambientale?

EDOARDO CIBELLI, La giustizia umana nell’orizzonte esistenziale

LORENZOGASPARRO, Marco e le Scritture. L’Antico Testamento e il suo compimento

nel Secondo Vangelo

ALBERTO SARTORI, Filosofia e teologia in dialogo nel pensiero di Bruno Forte

 

NOTE CRITICHE

EUGENIO BASTIANON, Religione e ragione in Kant. Una ricerca sull’ermeneutica della fede

LORELLA PARENTE, Il povero come sacramento di Cristo in Giacomo Cusmano

ANIELLO PIGNATARO, Etica e comunicazione nel “villaggio globale”

 

RASSEGNE&FIGURE

ROBERTO DELLA ROCCA, Testi biblici “scomodi” negli autori cristiani antichi

GIUSEPPE FALANGA, La liturgia luogo della misericordia

MICHELE GIUSTINIANO, Cattolici e Protestanti a 500 anni dalla Riforma

 

RECENSIONI

SCHEDE BIBLIOGRAFICHE

 

LIBRI RICEVUTI

INDICE DEGLI AUTORI

 

_______________________________

EDITORIALE

Il rapporto tra il Primo e Nuovo Testamento, il dialogo tra filosofia e

teologia oggi, la ricerca di un’etica ambientale per tutti, la giustizia umana

nella vita di ogni persona, la visione dell’aldilà e la concezione della morte nel

mondo greco e persiano, come pure il rapporto tra religione e ragione in Kant,

sono alcuni degli argomenti trattati in questo volume unico di Asprenas che

apre gli orizzonti del lettore a una conoscenza più approfondita della realtà

che ci circonda e del nostro stare al mondo, favorendo un abbondante materiale

bibliografico attraverso recensioni e schede di libri pubblicati di recente.

L’overture è affidata a Lorenzo GASPARRO il quale, in uno studio ben

mirato, prova a trattare il rapporto tra il Vangelo secondo Marco e le Sacre

Scritture d’Israele. Anche se in questo libro non ci sono citazioni dirette del

Primo Testamento con una formula di compimento, ciò non vuol dire che

il Secondo Vangelo sia privo di riferimenti alle Scritture del popolo eletto.

L’evangelista in discussione, infatti, pone tutto il suo racconto sotto l’egida

della realizzazione delle Scritture, lasciando alla narrazione, al vocabolario

e alle immagini il compito di suggerirlo. È interessante notare come i primi

autori cristiani avessero già realizzato e appreso lo stretto legame tra i due

Testamenti. Ciò favorisce una lettura sempre più contestuale del pensiero e

della missione di Gesù e della comunità primitiva. Alberto SARTORI, invece,

ha dedicato uno studio a quella dimensione dialettica e speculativa che ha

sempre caratterizzato la produzione teologica di Bruno Forte, oggi arcivescovo

di Chiesti-Vasto, già docente della nostra Facoltà Teologica dell’Italia

Meridionale, le cui pubblicazioni e ricerche hanno avuto una vasta diffusione

in tutto il mondo e in più lingue. L’articolo analizza, in modo particolare,

le fonti a cui attinge il teologo napoletano e il superamento di alcune

prospettive filosofiche presenti in Schelling, Heidegger e Lévinas. La rigorosa

formazione filosofica e teologica di Forte si apre al Mistero della rivelazione

in Cristo, la forma concreta di Dio nella storia.

Carlo BORASI riprende una questione fondamentale a proposito dell’etica

ambientale: quale volto darle? Si è alla ricerca di un fondamento metaetico.

Dopo aver esaminato le diverse posizioni di tipo antropocentrico e anti-

antropocentrico, è presa in considerazione la concezione giudaico-cristiana

che appare molto esigente per la custodia del creato. Il rispetto dell’ambiente,

la difesa del creato e la valutazione delle risorse energetiche e dei

consumi da parte dell’umanità devono fare i conti con il tasso d’inquinamento

sempre più elevato e con la salute dell’uomo. Una riflessione etica, in

relazione, però, alla comunicazione, è presente nella nota critica di Aniello

PIGNATARO che insiste sull’aspetto della responsabilità nel linguaggio e

nella trasmissione di contenuti all’interno di un’informazione sempre più

globale. Edoardo CIBELLI presenta uno studio sulla nozione di giustizia in

Bernard Lonergan e cerca un dialogo con le nuove acquisizioni delle neuroscienze

in rapporto al comportamento umano. Ci chiediamo se le grandi riflessioni

sull’ambiente, il creato, la giustizia umana, il dolore innocente, il male,

non debbano aiutare la nostra società a interpretare nel migliore dei modi

certe tragedie e morti annunciate, come quelle avvenute negli ultimi mesi

nel Centro dell’Italia per il devastante terremoto, che hanno come autore

non Dio bensì l’uomo negligente e irresponsabile, e che presentano alla base

strutture e modi di pensare deviati dalla corruzione e dall’opportunismo.

È molto stimolante lo studio, a carattere filologico e storico-religioso, di

Ezio ALBRILE sulla morte e l’aldilà nell’iranismo e nell’ellenismo: sono approfondite

alcune concezione tanatalogiche che il mondo islamico e lo stesso

Corano hanno recepito dall’Oriente.

La nota critica di Eugenio BASTIANON è dedicata al rapporto tra fede e

ragione in Kant secondo una prospettiva ermeneutica. La riflessione kantiana

sulla religione affronta aspetti antropologici, cristologici e interpretativi

che non sempre sono stati sviluppati nella storiografia. Per Kant, Gesù è la

perfezione del sistema “uomo-Dio”. La presenza di Cristo nei poveri è riportata

alla luce nella nota critica che Lorella PARENTE dedica alla figura

del beato Giacomo Cusmano (1834-1888) il cui vissuto di fede e umano è

carico di spessore teologico.

Di grande attualità la sezione Rassegne&Figure che riporta il resoconto

di tre importanti eventi culturali ed ecclesiali. Il primo, curato da Roberto

DELLA ROCCA, è dedicato agli autori cristiani e a quei testi biblici dichiarati

“scomodi”. Sono qui ripresi i risultati dell’incontro degli studiosi dell’antichità

cristiana promosso dall’Augustinianum di Roma. Il secondo, in

pieno tema giubilare, riguarda la liturgia come luogo della misericordia.

Giuseppe FALANGA presenta i contenuti più importanti delle relazioni tenute

in occasione della 67ª Settimana Liturgica Nazionale: il Vangelo della

misericordia è Gesù Cristo, il Crocifisso-Risorto. Il terzo resoconto è affidato

a Michele GIUSTINIANO che ha partecipato come nostro inviato al convegno

ecumenico organizzato dalla Cei a Trento su Cattolici e Protestanti a

500 anni dalla Riforma, uno sguardo comune sull’oggi e sul domani.

L’ecumenismo, come pure un certo stile misericordioso, ha ribadito

papa Francesco in più occasioni, è la nostra carta d’identità, lo statuto del

vero discepolo nel suo rapportarsi agli altri nel mondo. È chiaro che il desiderio

dell’unità tra i cristiani, il cammino di conversione di tutte le Chiese

e la ricerca del bene comune tra popoli e comunità immettono ciascuno di

noi in un atteggiamento di cambiamento non sempre facile ma comunque

necessario che ci porta a vedere la giustizia come il frutto della misericordia

e la misericordia stessa come bisogno di custodire l’altro – il nostro prossimo,

il fratello – sempre nel bene, nella vita. Vale la pena ricordare che, nella

lettera apostolica Misericordia et misera (20-11-2016), al termine del

Giubileo straordinario, papa Francesco afferma che la misericordia «non

può essere una parentesi nella vita della chiesa, ma costituisce la sua stessa

esistenza, che rende manifesta e tangibile la verità profonda del Vangelo.

Tutto si rivela nella misericordia; tutto si risolve nell’amore misericordioso

del Padre» (n. 1).

LUIGI LONGOBARDO



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Titolo: "Asprenas"
Editore:
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300020223
Prezzo: € 7.50

Descrizione:

«Possiamo parlare di umanesimo solamente a partire dalla centralità di Gesù, scoprendo in lui i tratti del volto autentico dell’uomo. È la contemplazione del volto di Gesù morto e risorto che ricompone la nostra umanità, anche di quella frammentata per le fatiche della vita, o segnata dal peccato […]. Il volto di Gesù è simile a quello di tanti nostri fratelli umiliati, resi schiavi, svuotati. Dio ha assunto il loro volto. E quel volto ci guarda» (FRANCESCO, Discorso [10-11-2015]).

Nell’incontro con i rappresentanti del V Convegno nazionale della Chiesa italiana, il papa, ammirando la cupola della bellissima cattedrale di S. Maria del Fiore in Firenze, ha tracciato con semplicità il volto concreto del nuovo umanesimo che prende forma nella vita di Gesù Cristo. Francesco si è soffermato su tre sentimenti che sempre hanno accompagnato il vissuto di Gesù. Sono sentimenti profondi, ossia non astratte sensazioni provvisorie dell’animo, che costituiscono una calda forza interiore la quale permette anche a noi di vivere e di prendere decisioni.

Il primo sentimento è l’umiltà con la quale Gesù ha voluto perseguire la gloria di Dio con la sua morte di croce.

Un altro sentimento di Gesù, che dà forma all’umanesimo cristiano, è il disinteresse. Gesù ha cercato la nostra felicità. Dunque, l’umanità del cristiano è sempre in uscita e non è narcisistica o autoreferenziale. «Qualsiasi vita si decide sulla capacità di donarsi. È lì che trascende se stessa, che arriva ad essere feconda». Un ulteriore sentimento di Cristo è quello della beatitudine. «Gesù parla della felicità che sperimentiamo solo quando siamo poveri nello spirito. Per i grandi santi la beatitudine ha a che fare con umiliazione e povertà. Ma anche nella parte più umile della nostra gente c’è molto di questa beatitudine: è quella di chi conosce la ricchezza della solidarietà, del condividere anche il poco che si possiede; la ricchezza del sacrificio quotidiano di un lavoro, a volte duro e mal pagato, ma svolto per amore verso le persone care; e anche quella delle proprie miserie, che tuttavia, vissute con fiducia nella provvidenza e nella misericordia di Dio Padre, alimentano una grandezza umile ». Umiltà, disinteresse e beatitudine sono tre aspetti della vita di Gesù che ben rivelano il senso autentico dell’umanesimo cristiano che nasce dall’umanità del Figlio di Dio e trova il suo centro nella pasqua, ossia nella passione, morte e risurrezione del Verbo.

È in questa prospettiva del nuovo umanesimo, ossia dell’umano concreto ed escatologico di Gesù – con cui ci si apre alla speranza messianica e si garantisce a tutti un futuro certo e non oscuro – che si muovono i principali contributi di questo numero di Asprenas. Infatti, il professore Nicola DI BIANCO presenta uno studio sulla preghiera agonica di Gesù che è segnata non semplicemente dalla paura della morte, bensì dalla forza della consegna fiduciosa nelle mani del Padre. Questa fiducia permette al Figlio di Dio di vincere il male stesso della violenta morte di croce. Il Crocifisso è modello del giusto sofferente per i discepoli e per ognuno di noi che si affida completamente alla potenza del Padre. La vittoria di Cristo sulla morte permetterà ai cristiani di interpretare tale evento pasquale non solo come compimento dell’esistenza, ma altresì quale “transito” o “passaggio” da questo mondo al Padre e, ancora di più, come “consegna” fiduciosa nelle mani del Padre. Gesù non si è lasciato morire, ma ha vissuto fino in fondo – in ogni istante – la sua stessa morte.

Segue l’articolo interessantissimo dello studioso Tadeusz SIEROTOWICZ sulla decisione ultima (In hora mortis), teoria formulata dal ben noto teologo Ladislaus Boros. La morte è la rivelazione piena di noi stessi a noi stessi. Quest’aspetto del vivere la propria morte è molto importante. Di fatti, la morte d’ogni persona è sempre un accadimento accettato passivamente, di fronte al quale l’uomo si trova impotente ed estraneo. Tuttavia, il morire è anche ed essenzialmente l’auto-compimento personale, la “propria morte”, un atto interiore dell’uomo. La morte stessa è un tale atto, e non semplice presa di posizione esterna dell’uomo nei suoi confronti. La morte è, perciò, ambedue queste cose: come fine dell’uomo, in quanto persona spirituale, è compimento operante dall’interno, un attivo portarsi-a-compimento, crescente attività che conserva il risultato della vita e totale prendersi-in-possesso della persona; è, ancora, essersi-realizzato, è pienezza della realtà personale posta liberamente in azione. Come fine della vita biologica, la morte dell’uomo è, contemporaneamente, rottura dall’esterno, in una maniera che non ha rimedio e colpisce la totalità dell’uomo, è distruzione di natura tale che la “propria morte”, come atto interiore della persona, rappresenta contemporaneamente l’avvenimento della più radicale privazione di potenza per l’uomo. La morte è, dunque, azione e passione a un tempo. In questo doppio significato, la morte è occulta, misteriosa, enigmatica, e in sé non ha alcun valore. Ecco perché le religioni provano a dare un significato trascendente o spirituale al proprio morire (cf. K. RAHNER, Zur Theologie des Todes, Freiburg i.Br. 1958 [Sulla teologia della morte, a cura di L. Marinconz, Brescia 1965]). Alla luce della pasqua di Gesù, il credente impara a vivere fino in fondo la sua morte. Asprenas accoglie, poi, una nota critica di Gianluca LOPRESTI a proposito del diritto romano nella formazione della società cristiana e un’altra del professore Gino RAGOZZINO sulle Orazioni alla Vergine del predicatore gesuita Paolo Segneri. Sempre arricchente la sezione Rassegne&Figure, che in questo numero dà conto di alcuni recenti simposi. Apre, con angolatura teologico-liturgica, il professore Giuseppe FALANGA sul tema del X Congresso internazionale promosso dal Pontificio Istituto Liturgico dell’Ateneo Sant’Anselmo in Roma e dedicato alla liturgia delle ore: la preghiera è l’anima della presenza profetica della chiesa nel mondo.

La sensibilità al dialogo interreligioso e all’ecumenismo, che la nostra Rivista di Teologia ha sempre testimoniato fin dalle sue prime pubblicazioni, è presente in altri due resoconti. Il primo, del professore Edoardo SCOGNAMIGLIO, riguarda il Convegno internazionale tenutosi a Roma nel 50° anniversario della dichiarazione conciliare Nostra aetate. Il secondo è del giovane ricercatore e giornalista Michele GIUSTINIANO, che ha raccolto gli interventi più importanti del Convegno promosso, a Bari, dall’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana sul tema Unica è la sposa di Cristo.

Chiude questo fascicolo, corredato anche di recensioni e schede bibliografiche, una testimonianza su Ludovico da Casoria e la Terra Santa del professore Vincenzo SCIPPA.

LUIGI LONGOBARDO



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Titolo: "Il diritto romano nella formazione della società cristiana"
Editore:
Autore: Gianluca Lopresti
Pagine:
Ean: 2484300020254
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Diritto romano e cristianesimo. 2. I provvedimenti sull’astrologia,

la magia e la superstizione. 3. L’introduzione della domenica e delle feste cristiane. 4. Il

diritto di famiglia: 4.1. Matrimonio e divorzio; 4.2. Aborto e adozione. 5. La schiavitù.

6. Conclusioni.

 

ABSTRACT - The Roman Law in the creation of the Christian society. The pagan society

of the Roman Empire reached very high levels of education. In this society, nevertheless,

there were slavery, murders in public arenas and the deification of man. This dark side of

the pagan society was caused by immorality and by a wrong relationship with God. The

new laws of the Christian emperors introduced Christian ethics that make pagan society

more humane and introduced the principles that are the basis of the modern society.

 

KEYWORDS - Christianity, Christian Ethics, Roman Empire, Pagan Society, Roman

Law.



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Titolo: "La decisione ultima in Ladislaus Boros"
Editore:
Autore: Tadeusz Sierotowicz
Pagine:
Ean: 2484300020261
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Diritto romano e cristianesimo. 2. I provvedimenti sull’astrologia,

la magia e la superstizione. 3. L’introduzione della domenica e delle feste cristiane. 4. Il

diritto di famiglia: 4.1. Matrimonio e divorzio; 4.2. Aborto e adozione. 5. La schiavitù.

6. Conclusioni.

 

ABSTRACT - The Roman Law in the creation of the Christian society. The pagan society

of the Roman Empire reached very high levels of education. In this society, nevertheless,

there were slavery, murders in public arenas and the deification of man. This dark side of

the pagan society was caused by immorality and by a wrong relationship with God. The

new laws of the Christian emperors introduced Christian ethics that make pagan society

more humane and introduced the principles that are the basis of the modern society.

 

KEYWORDS - Christianity, Christian Ethics, Roman Empire, Pagan Society, Roman

Law.



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Titolo: "Un'interpretazione della preghiera agonica di Gesù"
Editore:
Autore: Nicola Di Bianco
Pagine:
Ean: 2484300020247
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Testimoni delle sofferenze di Cristo. 2. La preghiera agonica di Gesù

e il sonno dei discepoli (Mc 14,32-42): 2.1. Analisi esegetica; 2.2. Storia dell’interpretazione.

 

ABSTRACT - «My soul is sorrowful even to death» (Mc 14,34). An interpretation of the

Jesus’ prayer in the agony. The tale of the Passion consists of the moment of the pray in the

Gethsemane. In that garden Jesus suffers because he had to face several trials: the desertion

of his disciples and the necessity to drink the cup of suffering. He prays in order to

be relying himself on the Father’s will and to be glorified by Him.

 

KEYWORDS - Gospel of Mark, Prayer, Agony, Death, Testimony.



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Titolo: "Il ministero della riconciliazione in 2Cor 5,20b"
Editore:
Autore: Gaetano di Palma
Pagine:
Ean: 2484300019180
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Riconciliazione e ritorno a Dio. 2. La riconciliazione dai LXX al

Nuovo Testamento. 3. La collocazione della pericope. 4. Caritas Christi urget nos. 5. La

riconciliazione con Dio mediante Cristo. 6. Gli ambasciatori della riconciliazione. 7. Il

presbitero e la riconciliazione.

ABSTRACT - The ministry of reconciliation in 2 Co 5,20b. The reconciliation to God

is the main purpose of the ExtraordinaryJubilee of Mercy, that was indicted by pope

Francis. At first in this article the author examines the concept and the vocabulary of reconciliation

in Old and New Testament; then he annotates a famous passage of the Second

Letter to the Corinthians, where the apostle Paul explains that «he made the sinless

one a victim for sin, so that in him we might become the uprightness of God» (2 Co 5,21).

The cross of Christ is the means of reconciliation to God and Paul with his collaborators

are the ambassadors of this beautiful information. In our times the priests are the ambassadors

of reconciliation. Their office will be the more effective as they will be reconciled

to God.

KEYWORDS - Reconciliation, Ambassador, Priest, Jubilee, Mercy.



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Titolo: "La carità pastorale in sant'Agostino"
Editore:
Autore: Luigi Longobardo
Pagine:
Ean: 2484300019197
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Il valore della misericordia. 2. Essere preti per interesse. 3. L’amore

per i peccatori e la correzione fraterna. 4. La misericordia verso tutti. 5. Il ministero sacerdotale

come servizio. 6. Il ministero della Parola.

ABSTRACT - The pastoral charity in saint Augustine. In his widest literary production,

Augustine has often dealt with the theme of love/charity. In this short contribution it is

taken into consideration only one aspect of the care to testify charity. Inspired by the

evangelical teachings, the bishop of Hippo suggests thoughtful insights that are still valid

in the present times and useful to priests and bishops in the practice of mercy during their

service as ministers.

KEYWORDS - Pastoral charity, Mercy, Service, Ministry of the Word, Augustine.



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Titolo: "Misericordia e bene comune"
Editore:
Autore: Francesco del Pizzo
Pagine:
Ean: 2484300019227
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Il bisogno di un Padre-Madre nell’amore. 2. La chiesa casa di misericordia:

2.1. Predicare la misericordia; 2.2. Celebrare la misericordia; 2.3. Praticare la misericordia.

3. Ierusalem convertere.

ABSTRACT - Preach, celebrate and practise the mercy. As regards the mercy there is a

triple mission of the church. It has to preach the mercy, has to celebrate the mercy in the

liturgy of the sacraments, in particular in the penitence and in the eucharist, and it has to

practise the mercy in its pastoral approach. This article helps us to go through these paths

and remembers us that it’s always a path of conversion that starts and has to go on the dusty

ways of life. A “outbound” church, in fact, undertakes to meet the mankind, to serve

the mankind, and is sure the man’s flesh is the presence of incarnate God.

KEYWORDS - Mercy, Preach, Celebrate, Practise, Conversion.



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Titolo: "La misericordia nell'Islam"
Editore:
Autore: Yahya Sergio Yahe Pallavicini
Pagine:
Ean: 2484300019258
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Il bisogno di un Padre-Madre nell’amore. 2. La chiesa casa di misericordia:

2.1. Predicare la misericordia; 2.2. Celebrare la misericordia; 2.3. Praticare la misericordia.

3. Ierusalem convertere.

ABSTRACT - Preach, celebrate and practise the mercy. As regards the mercy there is a

triple mission of the church. It has to preach the mercy, has to celebrate the mercy in the

liturgy of the sacraments, in particular in the penitence and in the eucharist, and it has to

practise the mercy in its pastoral approach. This article helps us to go through these paths

and remembers us that it’s always a path of conversion that starts and has to go on the dusty

ways of life. A “outbound” church, in fact, undertakes to meet the mankind, to serve

the mankind, and is sure the man’s flesh is the presence of incarnate God.

KEYWORDS - Mercy, Preach, Celebrate, Practise, Conversion.



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Titolo: "Insegnare agli ignoranti Attualità della tradizione sul Maestro interiore"
Editore:
Autore: Carmela Bianco
Pagine:
Ean: 2484300019241
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Il bisogno di un Padre-Madre nell’amore. 2. La chiesa casa di misericordia:

2.1. Predicare la misericordia; 2.2. Celebrare la misericordia; 2.3. Praticare la misericordia.

3. Ierusalem convertere.

ABSTRACT - Preach, celebrate and practise the mercy. As regards the mercy there is a

triple mission of the church. It has to preach the mercy, has to celebrate the mercy in the

liturgy of the sacraments, in particular in the penitence and in the eucharist, and it has to

practise the mercy in its pastoral approach. This article helps us to go through these paths

and remembers us that it’s always a path of conversion that starts and has to go on the dusty

ways of life. A “outbound” church, in fact, undertakes to meet the mankind, to serve

the mankind, and is sure the man’s flesh is the presence of incarnate God.

KEYWORDS - Mercy, Preach, Celebrate, Practise, Conversion.



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Titolo: "Il rapporto tra giustizia e misericordia"
Editore:
Autore: Gaetano de Simone
Pagine:
Ean: 2484300019234
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Il bisogno di un Padre-Madre nell’amore. 2. La chiesa casa di misericordia:

2.1. Predicare la misericordia; 2.2. Celebrare la misericordia; 2.3. Praticare la misericordia.

3. Ierusalem convertere.

ABSTRACT - Preach, celebrate and practise the mercy. As regards the mercy there is a

triple mission of the church. It has to preach the mercy, has to celebrate the mercy in the

liturgy of the sacraments, in particular in the penitence and in the eucharist, and it has to

practise the mercy in its pastoral approach. This article helps us to go through these paths

and remembers us that it’s always a path of conversion that starts and has to go on the dusty

ways of life. A “outbound” church, in fact, undertakes to meet the mankind, to serve

the mankind, and is sure the man’s flesh is the presence of incarnate God.

KEYWORDS - Mercy, Preach, Celebrate, Practise, Conversion.



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Titolo: "Gesù, volto della misericordia del Padre"
Editore:
Autore: Edoardo Scognamiglio
Pagine:
Ean: 2484300019159
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Tra rinnovamento e tradizione. 2. I precedenti. 3. Un nuovo “paradigma”?

4. La posta in gioco.

ABSTRACT - The “revolution” of mercy in pope Francis. The paradigm of mercy is the

key of pope Francis’ pontificate which continues the magisterium of his predecessors. The

Pope, however, calls the church to greater responsibility. This is not a new doctrine, but a

pastoral practice that through languages and “gestures” may escort the man in this time

in which hope is necessary.

KEYWORDS - Mercy, Reform, Pope Francis, Pastoral conversion, Theology of the

people.



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Titolo: "rhm: alle radici della misericordia. Tra letteratura ugaritica e Sacra Scrittura"
Editore:
Autore: Luigi Santopaolo
Pagine:
Ean: 2484300019166
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Essere sensibile. 2. Grembo di fanciulla.

ABSTRACT - Mercy in Ugaritic literature and Hebrew Bible. The following paper provides

a purely lexicographical analysis on the root rh≥m in the North-West Semitic context

and, specifically, in Ugaritic and biblical literature. Beyond the generic acknowledgement

of the human “visceral” aspect, this study demonstrates through some Ugaritic

texts the semantic evolution of the root. It won’t refer to motherhood as a compassionate

“visceral” condition, rh≥m is connected with the idea of “virginal womb”. In fact, the

word rh≥m in Ugaritic is metonymically translated by “girl” and the use of the noun as

goddess Anat’s epithet, “the virgin”, would seem to be a tight connection. This meaning

urges us to reconsider the semantic history of the term “mercy” that denotes a “feminine

childhood”, for which mercy becomes the "naive" aptitude of whom can forgive the

unforgivable.

KEYWORDS - Mercy, Ugarit, Baal, Hebrew Bible, Viscera.



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Titolo: "Per una teologia sponsale della misericordia"
Editore:
Autore: Iganzio Schinella
Pagine:
Ean: 2484300019210
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Il bisogno di un Padre-Madre nell’amore. 2. La chiesa casa di misericordia:

2.1. Predicare la misericordia; 2.2. Celebrare la misericordia; 2.3. Praticare la misericordia.

3. Ierusalem convertere.

ABSTRACT - Preach, celebrate and practise the mercy. As regards the mercy there is a

triple mission of the church. It has to preach the mercy, has to celebrate the mercy in the

liturgy of the sacraments, in particular in the penitence and in the eucharist, and it has to

practise the mercy in its pastoral approach. This article helps us to go through these paths

and remembers us that it’s always a path of conversion that starts and has to go on the dusty

ways of life. A “outbound” church, in fact, undertakes to meet the mankind, to serve

the mankind, and is sure the man’s flesh is the presence of incarnate God.

KEYWORDS - Mercy, Preach, Celebrate, Practise, Conversion.



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Titolo: "Misericordia per tutti in Rm 11,25-32. La vocazione dIsraele e le genti nel disegno di Dio"
Editore:
Autore: Antonio Landi
Pagine:
Ean: 2484300019173
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Essere sensibile. 2. Grembo di fanciulla.

ABSTRACT - Mercy in Ugaritic literature and Hebrew Bible. The following paper provides

a purely lexicographical analysis on the root rh≥m in the North-West Semitic context

and, specifically, in Ugaritic and biblical literature. Beyond the generic acknowledgement

of the human “visceral” aspect, this study demonstrates through some Ugaritic

texts the semantic evolution of the root. It won’t refer to motherhood as a compassionate

“visceral” condition, rh≥m is connected with the idea of “virginal womb”. In fact, the

word rh≥m in Ugaritic is metonymically translated by “girl” and the use of the noun as

goddess Anat’s epithet, “the virgin”, would seem to be a tight connection. This meaning

urges us to reconsider the semantic history of the term “mercy” that denotes a “feminine

childhood”, for which mercy becomes the "naive" aptitude of whom can forgive the

unforgivable.

KEYWORDS - Mercy, Ugarit, Baal, Hebrew Bible, Viscera.



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Titolo: "La rivoluzione della misericordia in papa Francesco"
Editore:
Autore: Antonio Ascione
Pagine:
Ean: 2484300019142
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Tra rinnovamento e tradizione. 2. I precedenti. 3. Un nuovo “paradigma”?

4. La posta in gioco.

ABSTRACT - The “revolution” of mercy in pope Francis. The paradigm of mercy is the

key of pope Francis’ pontificate which continues the magisterium of his predecessors. The

Pope, however, calls the church to greater responsibility. This is not a new doctrine, but a

pastoral practice that through languages and “gestures” may escort the man in this time

in which hope is necessary.

KEYWORDS - Mercy, Reform, Pope Francis, Pastoral conversion, Theology of the

people.



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Titolo: "Predicare, celebrare e praticare la misericordia"
Editore:
Autore: Giuseppe Falanga
Pagine:
Ean: 2484300019203
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. Il bisogno di un Padre-Madre nell’amore. 2. La chiesa casa di misericordia:

2.1. Predicare la misericordia; 2.2. Celebrare la misericordia; 2.3. Praticare la misericordia.

3. Ierusalem convertere.

ABSTRACT - Preach, celebrate and practise the mercy. As regards the mercy there is a

triple mission of the church. It has to preach the mercy, has to celebrate the mercy in the

liturgy of the sacraments, in particular in the penitence and in the eucharist, and it has to

practise the mercy in its pastoral approach. This article helps us to go through these paths

and remembers us that it’s always a path of conversion that starts and has to go on the dusty

ways of life. A “outbound” church, in fact, undertakes to meet the mankind, to serve

the mankind, and is sure the man’s flesh is the presence of incarnate God.

KEYWORDS - Mercy, Preach, Celebrate, Practise, Conversion.



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Titolo: "IL TEMPO DEI MAGI E IL REGNO DI GASPARE"
Editore:
Autore: Ezio Albrile
Pagine:
Ean: 2484300018978
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. I tre Re. 2. Gondophares. 3. Aramaica iranica. 4. Araldica. 5. Onirica. 6. Il Tempo dei Magi.

 

ABSTRACT - The Time of the Magi and Gaspar’s Kingdom. The Gospel of Matthew is

the only one of the four Canonical Gospels to mention the Magi, states that they came

“from the East” to worship the Christ. Although the account does not tell how many they

were, the three gifts led to a widespread assumption that they were three as well.The traditions

of the Magi are propagated and passed on by Aramaic Christianity, the religious

milieu linked with Iranian lore. Gaspar appears in the apocryphal Act of Thomas as Gondophares.

In the beginning Gondophares is a Indo-Parthian king, and his dynasty represented

the house of Suren, highest of the first five families of Arsacid Iran. Gondophares’

coat of arms is the astral sign of Mercury. One element that distinguishes him as an expert

in Astrological things. In Western paintings Gaspar will be the youngest Magus of black

skin. A fact linked to the influence of Mediaeval Letter of Prester John.

 

KEYWORDS - Evangelical Magi, Zoroastrianism, Apocrypha, Christian Iconography,

Ancient Astrology.



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Titolo: "IL RITRATTO LUCANO DI MARIA DI MAGDALA"
Editore:
Autore: Antonio Landi
Pagine:
Ean: 2484300018985
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

SOMMARIO - 1. La diakonía femminile di Gesù (Lc 8,1-3). 2. Dalla Galilea al luogo

del Cranio: la sequela fedele delle donne (Lc 23,49.55-56): 2.1. Testimoni del Crocifisso

(Lc 23,49); 2.2. Testimoni della sepoltura (Lc 23,55-56). 3. Maria di Magdala e le altre:

testimoni della risurrezione (Lc 24,1-12): 3.1. La tomba vuota (Lc 24,1-3); 3.2. L’annuncio

della risurrezione (Lc 24,4-8); 3.3. La testimonianza delle donne e la corsa di Pietro (Lc

24,9-12). 4. Conclusioni.

 

ABSTRACT - The Luke’s portrait of Mary Magdalene. In the world of characters from

Luke’s work, the figure of Mary from Magdala always fills a significant role that is often

misunderstood or misrepresented. Thanks to the help of the technique of characterization

that developed in research of narratology, we consider the present study in order to review

the rhetorical-narrative function that the author gives Mary: she is depicted as the disciple

who, with other women, follows Jesus faithfully from his preaching in Galilee to his appearance

after the resurrection. In fact, in Luke’s account, Mary Magdalene has the function

to testify and to ensure continuity between the crucified Jesus and the risen Christ.

 

KEYWORDS - Mary from Magdala, Gospel of Luke, Discipleship, Witness, Characterization.



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