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Alghe marine

Alcune alghe vengono usate in erboristeria; tra queste possiamo ricordare il fuco, la quercia marina e la coda di pavone. Vengono impiegati anche alcuni cianobatteri (spirulina, klamath) con il nome di "micro-alghe".
L’agar agar, ricavato da varie specie di rodofite, è la fonte dell’agarosio utilizzato per le piastre di coltura microbiologiche.
Molte alghe vengono tra l’altro usate nella cucina vegana e in quella macrobiotica; tra queste sono di notevole importanza le seguenti: kombu, arame, dulse, hijiki, nori (quest’ultima usata per fare il famoso sushi), wakame. D’altra parte le alghe vantano una lunga tradizione di consumo alimentare anche nei paesi del nord Europa e lungo le fasce costiere mediterranee. In particolare in Italia è ancora viva la tradizione delle Zeppolelle di mare, frittelline preparate con l’alga verde lattuga di mare. Fino a 20 anni or sono nel catanese, in Sicilia, si raccoglieva l’alga "mauru" che veniva venduta in appositi chioschi e consumata cruda condita con limone.
Alcune alghe producono dimetil solfuro, una sostanza che condensa le particelle di vapore acqueo provocando la formazione di nubi e combattendo l’effetto serra. La farina ottenuta da alghe essiccate è stata utilizzata come additivo nella produzione di alcuni tipi di carta da scrivere. Il nome di questo prodotto è stato registrato come Shiro alga carta.
Dalle alghe brune è possibile estrarre, attraverso un processo chimico di micronizzazione a freddo, sostanze conosciute come biostimolanti algali, ritenute in grado di migliorare la nutrizione delle piante.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Alga

Cucina orientale