Santuario Madonna della Neve (Borgo San Dalmazzo)

Il piccolo santuario si trova nel centro della frazione, lungo la strada che da Borgo San Dalmazzo percorre la valle Stura, verso il colle della Maddalena, a circa 3 Km dal capoluogo.

Si ipotizza l'edificazione del primo santuario nel XVII secolo dal ritrovamento nella torre campanaria di una bandierina segnavento datata al 1600.

La dedicazione del santuario alla Madonna della Neve ricorda l'origine della ben più famosa basilica di santa Maria Maggiore a Roma. Secondo la tradizione popolare anche a Beguda avvenne un prodigio durante l'invasione saracena (904-985 ca.). Si racconta che gli abitanti di Beguda avessero elevato preghiere e suppliche alla Madonna affinché allontanasse gli invasori; grazie alla sua intercessione una nevicata straordinaria si abbatté su Beguda il 5 agosto costringendo gli invasori ad abbandonare il paese.

Eventi e dati cronologici rilevanti
XVII secolo: edificazione della chiesa della Madonna della Neve. / 1789: prima notizia scritta relativa al santuario (un testamento a favore del santuario con legato di messa). / Il piccolo santuario è ricordato nelle visite pastorali nel corso del XIX secolo. 1891: monsignor Clemente Mancini consacra la campana della chiesa. Il campanile riporta tre date: 1854, data della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione; 1951 e 1995, in occasione dei lavori di consolidamente e di restauro di parti del campanile e dell'intonaco esterno. / 1992: viene terminata la nuova cappella dedicata alla Madonna della Neve.

Tipologia Architettonica
Attualmente il santuario consiste in una piccola cappella a pianta rettangolare inglobata in un antico caseggiato oggi ristrutturato. Sulla destra della chiesa sorge il campanile, semplice ma particolare per la sua forma triangolare. Riporta tre date: 1854, 1951,1995. L'interno è costituito da un'aula unica di forma rettangolare. Sul lato sinistro, un piccolo locale funge da sacrestia.

Oggetto del culto
L'icona posta sull'altar maggiore in posizione centrale rappresenta la Vergine che sorregge il Bambino. Illustra il dogma della maternità divina di Maria. La tela è sormontata da una cornice in legno dorata. Non si conoscono autore e data. Sopra alla tela è dipinta una colomba bianca simbolo dello Spirito Santo.

Elementi notevoli nell'edificio del Santuario:
In facciata: affreschi con false architetture e centralmente una figura di Maria con il Bambino, probabilmente opera di Giusepp Pocchiola (1895 c.a.). / All'interno, nell'area presbiteriale: altare posto rivolto verso i fedeli e disposto contro la parete in marmo bianco, presenta varie decorazioni tra cui le iniziali di "Ave Maria". / Volta affrescata con la figura di Gesù, adagiato su una nube. / Lungo le pareti tre affreschi raffigurano: san Dalmazzo martire; san Giuseppe e la Vergine con il Bambino. L'affresco sulla destra dell'altare raffigura san Dalmazzo martire nelle sembianze di soldato tebeo. Nell'altro affresco san Giuseppe è raffigurato con la tipica iconografia: tiene il bambino Gesù in braccio e un bastone fiorito. Sulla parete opposta la Vergine con il Bambino benedicente. Maria è riprodotta in basso a destra in atto di protezione sulla comunità dei credenti e sul santuario (riprodotto in basso a sinistra) dipinto sullo sfondo insieme ad un gruppo di case e a una veduta della valle. Si suppone che l'autore degli affreschi sia Pocchiola Giuseppe che si firma in fondo a destra di questo affresco e riporta la data del 1895. / Quadro raffigurante l'Assunzione di Maria; la tela presumibilmente arriva da una chiesa della valle Stura. Venne restaurata nel 1978.

Festività principale: 8 dicembre
Coincidenza liturgica: Immacolata Concezione della Concezione

Fonte: http://www.santuaricristiani.iccd.beniculturali.it



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