Santuario Madonna dei Boschi (Boves)

VIA RONCAIA, 85
12012 Boves (CN)
tel: 0171 380003

Il santuario sorge fuori dell'abitato, a circa 2 Km dal paese e trae la sua denominazione dalle foreste esistenti in passato nella zona.

La devozione mariana nei secoli XII-XIV era già molto diffusa nel territorio cuneese: la costruzione del santuario va inserita in questo clima. Numerose sono le cappelle dedicate alla madre di Dio che si andavano costruendo nella pianura cuneese. L'attuale cattedrale di Cuneo è dedicata a Santa Maria del Bosco, così chiamata perché esistente nel bosco che si estendeva per buona parte sul pizzo della città. Tra i devoti alla Madonna di Boves compare tal Donna Ricalda, moglie di Basso Giovanni, che abita a Cuneo, ma è originaria di Boves. Dal suo testamento, redatto a Cuneo il 9 febbraio 1261, è molto interessante il legato al nostro santuario perché probabilmente è la più antica memoria. L'espressione "opera di Santa Maria" può indicare che la chiesa allora era in costruzione.

Note sulle peculiarità funzionali e cultuali:
In passato vigeva l'uso di portare al santuario i bambini morti senza battesimo, che venivano battezzati anche se emettevano solo bava o saliva. Monsignor Gerolamo Scarampi, durante la visita apostolica del febbraio del 1583, condanna questa consuetudine.

Edificazione del primo Santuario
L'origine della cappella è medievale, con fondazioni più antiche, emerse dalle recenti indagini archeologiche. Si è portata alla luce un'abside romanica all'interno del tratto settecentesco e a chiusura della parte più stretta della cappella. Sono pure emerse fondazioni anteriori formanti un'ampia costruzione rettangolare di cui sono affiorati un muro a est, altra abside romanica, un altro a nord, lungo le fondamenta della cappella con ampliamenti laterali nel portico settentrionale, e un muro a ovest, davanti all'attuale facciata, collegato con ampio locale, contenuto nell'attuale portico, ma con prosecuzioni laterali a nord. Al momento della schedatura sono ancora in fase di studio i pur rari reperti rinvenuti nel terreno che permetteranno di chiarire meglio la datazione di queste strutture e la loro destinazione. Per ora sono possibili solo delle ipotesi che si basano sull'analisi delle murature e sulle dimensioni dell'edificio. L'edificio sembra inoltre rispettare una suddivisione per ambienti. Al momento non ci sono elementi consistenti che permettano di datare l'edificio all'epoca romana, per quanto le sue ampie dimensioni potrebbero far pensare a una "mansio", una stazione di tappa con alloggio in una zona di passaggio.

Eventi e dati cronologici rilevanti
Il primo documento che cita questa cappella è un testamento, redatto a Cuneo il 9 febbraio 1261. / Nella seconda metà del Quattrocento la cappella viene affrescata con un dettagliato ciclo dedicato alle storie della Vergine e dell'infanzia di Gesù. / Nella seconda metà del Cinquecento, ma prima della visita apostolica del 1583, la chiesa viene ampliata sul lato occidentale nella forma attuale e munita di volta a botte lunettata sia sui lati maggiori che su quello minore verso l'attuale ingresso. Il tutto viene affrescato con due sequenze: nelle lunette sovrastanti le pitture quattrocentesche vengono dipinte scene della passione di Gesù, mentre nel tratto aggiunto viene raffigurato il giudizio universale. La prima descrizione della chiesa risale alla visita apostolica di mons. Gerolamo Scarampi nel febbraio 1583. La chiesa si presenta a unica navata con volta dipinta e un unico altare. / Nella seconda metà del Seicento, la chiesa viene ampliata sul lato orientale in un vano più largo della precedente navata, con l'allestimento di un nuovo altare. Il tutto decorato con pitture e arredi di discreta fattura. / Attorno al 1670-80 la chiesa viene ampliata ulteriormente e accanto ad essa viene edificato un vasto complesso per esercizi spirituali, con due tratti di portico a forma quasi di chiostro. / Nel 1998 iniziano radicali opere di restauro, della chiesa, degli affreschi, con nuovi impianti tecnologici. / Nel 2000 viene realizzato un nuovo altare in bronzo lucido, opera dello scultore Garis.

Tipologia Architettonica
Nella seconda metà del Seicento, la chiesa viene ampliata sul lato orientale in un vano più largo della precedente navata, con l'allestimento di un nuovo altare. Attorno al 1670-80 la chiesa viene ampliata ulteriormente e accanto a essa viene edificato un vasto complesso per esercizi spirituali. Al piano terreno due tratti di portici disimpegnano ampi locali, e al primo si sviluppano dei corridoi affiancati da numerose cellette.

Tipologie Architettoniche precedenti
Nella seconda metà del Cinquecento, ma prima della visita apostolica del 1583, la chiesa viene ampliata sul lato occidentale nella forma attuale e munita di volta a botte lunettata sia sui lati maggiori che su quello minore verso l'attuale ingresso. La prima descrizione della chiesa risale alla visita apostolica di mons. Gerolamo Scarampi nel febbraio 1583. La chiesa si presenta a unica navata con volta dipinta e un unico altare.

Elementi notevoli nell'edificio del Santuario:
Storie della Vergine e dell'infanzia di Gesu' della seconda metà del Quattrocento: la sequenza attualmente presente è di nove scene, partendo dalle immagini di san Gioachino respinto dal tempio, posto nella parte settentrionale, con ordine antiorario, fino a Gesù tra i dottori nel tempio, sulla parete meridionale. Mancano due scene importanti: lo sposalizio di Maria e Giuseppe e soprattutto l'Annunciazione, che era sempre dipinta o sull'altare o sull'arco trionfale. E' il ciclo pittorico più pregevole poetico delle zone cuneesi. Non si conosce il pittore, probabilmente è un artista umbro-marchigiano che aveva visto Giotto e Simone Martini. / Racconto della Passione della seconda metà del Cinquecento, affrescato nelle lunette sovrastanti le pitture quattrocentesche, costituito da otto scene intervallate, sui timpani, da immagini di profeti. / "Il Giudizio Universale" della seconda metà del Cinquecento in continuità sulle tre pareti laterali e in parte in quella di facciata, che risultava essere aperta ad arco: Cristo giudice nella volta. Questo vasto campo di pittura risente degli influssi di Michelangelo nella Cappella Sistina, offrendo anche vari esempi di figure non ancora ricoperte e quindi come si presentavano nella Sistina prima dei ritocchi del Braghettone del 1564. Michelangelo e Signorelli i modelli per il nostro pittore, ma anche figurazioni medievali per esempio nella scena del Leviatan che ingoia i dannati. Gli affreschi sono attribuiti a Giacomo Rosignolo detto delle Grottesche di Livorno Ferraris (VC). / Ciclo pittorico sei-settecentesco con l'incoronazione della Vergine e un concerto di angeli nella volta, sulle pareti le scene della visitazione e dello sposalizio della Vergine, con le quattro Virtù teologali e nella parete di fondo l'Assunta e la preghiera alla Madonna con Bambino. / Antico altare ligneo dorato e dipinto di blu che contiene esemplari di pittura ad olio su tela ancora seicentesca (databili al XVII secolo).

Oggetto del culto
Statua seicentesca in legno dorato della Madonna col Bambino. L'opera, posta sull'ancona dell'altare, reca l'iconografia della Madonna della Neve e del Carmelo.

Festività principale: 5 agosto
Coincidenza liturgica: Madonna della Neve

Rituali
Nel Seicento il santuario era meta ordinaria di pellegrinaggi penitenziali organizzati da confraternite che vi si recavano la prima domenica di ogni mese, come risulta dagli "Statuti della Cruciata di Boves" del 1610. Si cantavano le litanie della Madonna o si recitava il rosario. Il capitolo XVI stabilisce: "Più è statuto et ordinato che ogni prima domenica del mese li Fratelli di questa Fraternità debbano andar in processione con la Croce inanzi alla Madona santissima delli boschi… et quelli che saprano cantare o li ordinati dal Rettore cantino le Litanie della Madona o quello sarà ordinato dal Rettore et quelli che non sano cantare dichino il Rosario o la Corona della Madona. Et quando sarano tutti entrati nella chiesa dichino tutti cinque volte il Pater noster con altrettante Ave Maria et poi si faci la preghiera alla santissima Vergine a quest'effetto ordinata et poi si canti l'antiphona col suo Oremus in lode della Madonna santissima et poi, se non si dice Messa, fatto il segno del Rettore, si partino cantando Ave maris stella o a ltro dal Rettore ordinato". / In occasione della peste del 1630 il pievano propose alla comunità il voto di un pellegrinaggio votivo da compiersi ogni anno nella festa della Madonna della Neve, celebrata il 5 agosto.

Fonte: http://www.santuaricristiani.iccd.beniculturali.it



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