
Libri - Teologia |
Il documento propone alle comunità parrocchiali alcuni orientamenti pastorali circa la natura, le finalità e lo stile educativo dell'oratorio nell'attuale contesto ecclesiale e socioculturale. Formula anche alcuni criteri di discernimento su aspetti della vita e dell'organizzazione dell'oratorio: la formazione e la responsabilità degli educatori, il rapporto con la pastorale giovanile, la catechesi in oratorio, le alleanze educative (in particolare con la famiglia), l'impegno delle aggregazioni ecclesiali, la sfida dell'integrazione sociale e culturale, l'animazione dello sport educativo, del gioco e del tempo libero, e la titolarità e la gestione dell'oratorio.
A La Salette nel 1846 la Madonna appare a due pastorelli, dando loro un messaggio di conversione e di speranza. In poco tempo il luogo diventa meta di pellegrinaggio: il Vescovo di Grenoble fa costruire un santuario, ancora oggi visitato da migliaia di fedeli. Coed. Elledici -Velar.
Tema del volume è un elemento centrale della rivelazione cristiana: la creazione dell'uomo e della donna a immagine di Dio e del mistero della loro unione nel matrimonio. L'autore sviluppa la sua analisi a partire dalla lettura dei testi di due Padri della Chiesa, Ambrogio di Milano e Giovanni Crisostomo.
E' proprio vero che in Gesù non c'è posto per il risentimento? Il cristianesimo è fonte di disumanizzazione? La risposta che questo volume cerca di dare è la sconfessione più assoluta di queste obiezioni. Attingendo sia all'AT che al NT, il testo mostra un Dio che parla la lingua del cuore e risponde alla domanda di pienezza umana presente in ognuno di noi.
Una riflessione sulla virtù "coraggiosa" che nasce dal fiducioso abbandono all'amore di Dio.
Le incertezze del presente non sono segni della conclusione della storia ma della certa speranza del Regno di Dio per mezzo di Maria.
Il cosmo, opera dell'amore trinitario, è accompagnato nel suo processo evolutivo da Cristo. Il creato non va verso la fatale distruzione, ma verso il compimento della nuova creazioone.
La dinamica delle emozioni che emergono nel legame di una coppia riflette e incarna l'eros di Dio.
Analizzando alcune opere di mistici cristiani quali Meister Eckhart, Angelus Silesius e Margherita Porete, questo testo ne evidenzia le tracce pedagogiche ed educative a proposito del linguaggio, del rapporto con il divino, del ruolo delle istituzioni, del rapporto con il creato e dei processi di autoeducazione. Il tutto in direzione della fondazione di una pedagogia che sappia attingere alle antichissime dimensioni sapienziali, recuperando la saggezza che i mistici e le mistiche ci presentano con i loro scritti e la loro vita.
Le realtà del mondo che verrà: Inferno, Purgatorio e Paradiso, illuminate da intuizioni teologiche frutto di preghiera.
Con appassionante arte predicatoria e sapiente uso delle fonti della tradizione cristiana, autori del calibro di Bianchi, Ravasi e Sequeri approfondiscono i vizi capitali.
Uno studio che si propone di recuperare la singolarità di Gesù Cristo, centro irriducibile della fede cristiana, nella sua originaria portata di rivelazione.
Il libro propone gli elementi essenziali della Teologia della liberazione e narra le sue sorti sotto i colpi della restaurazione.
Per i bambini può diventare un momento molto difficile quando si trovano ad affrontare la perdita di una persona che amano. Per loro è difficile comprendere il significato della morte. Perché accade? Dove è andata la persona che è morta? Tornerà di nuovo? Chi si prenderà cura di me adesso? Sono questi i tristi interrogativi che un bambino si pone, anche se non li esprime a voce. Questo libretto offre un pratico aiuto per comprendere i loro sentimenti quando vivono un lutto e per rassicurarli che questo tempo verrà superato e potranno tornare a sorridere.
L’AUTORE
Linus Mundy, autore di numerosi libri e articoli per riviste per bambini e adulti. Pratica la professione di psicologo. È sposato, ha tre figli e vive in Indiana (USA). l’Illustratri ce Anne FitzGerald, è illustratrice di libri per bambini. Gestisce uno studio di design e insegna arte presso la Liberty Christian School. (Ireland).
"Io sono l'Immacolata Concezione": in Piemonte (Ulzio) come a Lourdes, la Vergine si presenta con questa frase meravigliosa, che ha in sé tutto lo splendore dell'opera che Dio ha compiuto in Lei. In questa località della Valle di Susa, la Madonna è apparsa più volte, più di trent'anni fa, per convertire e avvicinare al Signore non solo i laici, ma anche i sacerdoti, affinché compiano la loro missione con più costanza e coraggio.
Nel sud dell'Italia, in provincia di Brindisi, un giovane umile e di preghiera vede e parla ogni mese con la Madonna. Molti segni accompagnano le manifestazioni del Cielo. Si narra di fenomeni solari come a Fatima, di stigmate, di segreti e di annunci di avvertimento. Un caso aperto seguito da studiosi ed uomini di Chiesa con interesse.
Montichiari, con la località denominata Fontanelle, è una città dell'Italia settentrionale, distante da Brescia una ventina di chilometri. Nella primavera del 1947 l'allora giovane Pierina Gilli ebbe per la prima volta la visione della Madonna. Ella vide una bellissima Signora vestita di viola, col velo bianco attorno al capo. Il suo aspetto era soffuso di mestizia e dagli occhi le sgorgavano fitte lacrime, che cadevano sul pavimento. Nel suo petto erano confitte tre grandi spade. La Madonna le disse allora queste parole: "Preghiera, sacrificio, penitenza!". Poi tacque e scomparve.
In questo saggio, Marco Vannini - tra i più eminenti studiosi della tradizione spirituale cristiana - sonda i vasti territori della mistica non solo occidentale ma anche orientale. Da Meister Eckhart al brahmanesimo e al buddismo, per giungere alla meditazione del monaco cristiano-hindu Henri Le Saux, si compone il quadro concettuale di un ardito viaggio nel segreto dello "Spirito". L'"uomo distaccato" del misticismo radicale di Eckhart, per il quale l'uomo ama veramente in quanto diviene l'amore stesso, si incontra con l'assenza di fine del Buddha inverandosi nel messaggio cristiano, messaggio dello Spirito, al di là di ogni apparente fideismo, di ogni apparente religiosità o dottrina del Libro. Guarire dall'ansia, dalla disperazione del vivere, suggerisce Vannini, è il frutto dell'apertura al solo e unico mistero dell'Essere, alla sola realtà: quella dello Spirito, che nella sua eternità governa la corretta visione del presente. Essere quindi fedeli al messaggio cristiano non potrà voler dire altro che andare oltre lo stesso cristianesimo e ai suoi condizionamenti storico-ideologici: superare l'ego e la sua tirannia, per riscoprire in sé, come indicava San Paolo, lo spirito di Cristo.
L’idea di questo volume nasce dall’assiduo confronto tra alcuni amici che a lungo hanno discusso intorno a una domanda da cui tutti si sentivano interpellati: come la modernità si è misurata con la figura di Gesù? Si voleva arrivare almeno a sfiorare il segreto del fenomeno per cui, lungi dall’essere una figura usurata ed esaurita, Gesù ha dato e dà ancora ampiamente da ricercare agli storici, da pensare ai teologi e ai filosofi, da creare agli artisti. È da questa interrogazione che nascono i numerosi contributi raccolti in quest’ampio volume, dedicato all’analisi dei molti e diversi volti di Gesù che, nella modernità, hanno costellato la storia dell’interpretazione della sua personalità e del suo messaggio.
Con contributi di Isabella Adinolfi, Alfonso Berardinelli, Paolo Bettiolo, Stefano Bianchi, Pier Cesare Bori, Fabrizio Borin, Giorgio Brianese, Giuseppe Cantillo, Rolando Damiani, Giovanni Filoramo, Goffredo Fofi, Marco Fortunato, Giancarlo Gaeta, Roberto Garaventa, Giuseppe Goisis, Gaetano Lettieri, Gian Luigi Paltrinieri, Mauro Pesce, Luigi Ruggiu, Davide Spanio, Luigi Vero Tarca.
Isabella Adinolfi insegna Filosofia della storia e Storia del pensiero etico-religioso all’Università Ca’ Foscari di Venezia. È autrice di nuerosi studi su Pascal e Kierkegaard ed è direttrice con Roberto Garaventa del periodico «NotaBene. Quaderni di studi kierkegaardiani». Tra le sue più recenti pubblicazioni: Le ragioni della virtù. Il carattere etico-religioso nella letteratura e nella filosofia (il melangolo, Genova 2008), Etty Hillesum. La fortezza inespugnabile (il melangolo, Genova 2011), Studi sull’interpretazione kierkegaardiana del cristianesimo (il melangolo, Genova 2012).
Giuseppe Goisis insegna Filosofia politica e Politica ed etica all’Università Ca’ Foscari di Venezia. È impegnato sul versante dei diritti umani, collaborando, fra l’altro, con la Società Europea di Cultura (SEC), con il Centro Studi Diritti dell’uomo (CESTUDIR) e con l’Ateneo Veneto. È autore di monografie riguardanti temi e figure del pensiero politico dell’Ottocento e Novecento, tra cui Sorel e i soreliani italiani (Helvetia, Venezia 1983), Mounier fra impegno e profezia (Gregoriana, Padova 1990), Il pensiero politico di Antonio Rosmini (Gabrielli, Verona 2010). Ha in preparazione una sintesi dei suoi studi su Bergson.
Come viviamo la gioia tribolata della missione stando dietro a Gesù? Le fatiche della vocazione cristiana non mancano. Nella dedizione domestica e comunitaria, nella passione educativa e nell'annuncio del Vangelo sentiamo la grazia di una nostalgia: quella dell'intimità con Gesù. Intimità che a tutto dà senso, ispirando passi di fiduciosa resistenza. Così l'incanto drammatico della vita cristiana si fa cammino, scandito dalla parola di Gesù; come con i primi discepoli, egli ci chiama presso di sé per offrirci la tenerezza del Padre, per istruirci e correggerci, per inviarci a raccontare la bellezza di Dio.
Teologi, biblisti e filosofi di diverse Chiese cristiane e diverse religioni riflettono sulla fragilità di Dio. L'occasione è offerta dal primo anniversario di un fatto di cronaca, il terremoto che ha sconvolto l'Emilia-Romagna nel maggio 2012 e che ha provocato domande cui è arduo rispondere.
Non è difficile comprendere perché il solo pensiero di un sisma produca un senso di ansia e non occorre aver letto Kierkegaard per sapere che l'angoscia è prodotta dal possibile e non dal reale.
Accanto a mille problemi urgenti e materiali, quell'evento suscita una riflessione sulla fragilità degli esseri umani, delle comunità e delle Chiese nei confronti di ciò che è imprevisto e imprevedibile e mette a nudo la povertà che in genere sorregge le sicurezze, anch'esse, alla prova dei fatti, estremamente fragili.
Sommario
PREMESSA. Di fronte a un evento imprevedibile (B. Salvarani). Il tempo spezzato (P. Stefani). La fragilità umana nella sacra Scrittura (G. Ravasi). Anche Dio è infelice (R. Alves). Un Dio che si affida agli uomini (E.L. Bartolini De Angeli). L'evidenza della fragilità umana: il bambino (G. Caramore). Anche tu piangi, Signore (A. Casati). La terra che vacilla (M. Cavani). Gesù e la ferita dell'altro (P. Coda). Il creato come mio prossimo (P. De Benedetti). Anche Dio ha i suoi guai (L. Maggi). Nell'amore creativo (R. Mancini). Un Dio che pena nel cuore dell'uomo (V. Mancuso). Come promessa (L. Manicardi). Dalla morte fa nascere la vita (A. Mokrani). Della divina perplessità (M. Ovadia). Un Dio che si infrange (M. Perroni). Il mistero della croce (G. Piana). Onnipotenza e fragilità: attributi dello stesso Dio? (P. Ricca). Per sanare l'infranto (V. Robiati Bendaud). Effetti collaterali (B. Salvarani). Se il mondo ci crolla addosso (M. Valli - O. Dorje). Abitare le fragilità della Chiesa (S. Noceti).
Note sul curatore
BRUNETTO SALVARANI da tempo si occupa di dialogo ecumenico e interreligioso, avendo fondato nel 1985 la rivista di studi ebraico-cristiani Qol, che tuttora dirige; è direttore del mensile interculturale CEM Mondialità e dal 2009 è presidente dell'Associazione italiana amici di Nevè Shalom Wahaat as Salam (NS-WaS). È membro del comitato editoriale della trasmissione Rai «Protestantesimo» e docente di Missiologia e Teologia del dialogo presso la Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna di Bologna. Presso le EDB ha pubblicato: Vocabolario minimo del dialogo interreligioso. Per un'educazione all'incontro tra le fedi. Seconda edizione aggiornata e aumentata (2008) e Il dialogo è finito? Ripensare la Chiesa nel tempo del pluralismo e del cristianesimo globale (22012).
Il Decalogo viene consegnato agli uomini nel contesto di una storia di liberazione nella quale Dio appare come il liberatore. Il preambolo, recita il Deuteronomio, afferma infatti: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla condizione servile».
La collettività di Israele non viene fondata sulla signoria del re, ma sulla volontà divina sintetizzata nelle Dieci Parole che costituiscono l'antimodello al diritto regale antico-orientale e si propongono di superare una mentalità di sudditanza per una formazione del cuore.
Per la prima volta, la libertà politica viene connessa alla volontà di Dio, il quale relativizza tutti i diritti di lealtà. Su questo fondamento si basano «i moderni diritti umani, non solo come diritti di difesa contro lo stato, bensì come doveri per la coesione solidale nella società». I Dieci Comandamenti hanno dunque il compito «di dare una forma alla libertà», tenendo vivo per tutte le generazioni il ricordo della fine dell'oppressione.
Sommario
Premessa. Introduzione. La struttura delle Dieci Parole. Presente/futuro… Io sono il Signore, tuo Dio. Prima Parola del Decalogo. Seconda o terza Parola del Decalogo. Terza o quarta Parola del Decalogo. Quarta o quinta Parola del Decalogo. Quinta o sesta Parola del Decalogo. Sesta o settima Parola del Decalogo. Settima o ottava Parola del Decalogo. Ottava o nona Parola del Decalogo. Nona e decima o decima Parola del Decalogo. Le Dieci Parole - tramandate due volte.
Note sull'autore
PETER KÖSTER (1936), gesuita, ha studiato filologia, filosofia e teologia, è stato cappellano degli studenti a Münster e a Monaco e attualmente è responsabile del settore teologico-spirituale dell'Istituto di formazione permanente dell'Ordine, di cui è stato direttore dal 1981 al 1997. Si occupa, in particolare, di fondamenti biblici e antropologici della vita spirituale. In italiano è stato pubblicato da EDB il volume: Credere e vivere. Il Credo e il Padre nostro (2013).
Inviata a offrire risposte conformi al carattere libero e gratuito della fede cristiana, la teologia si trova a fare i conti con il riaffermarsi variegato, disomogeneo e talvolta ambiguo del fenomeno religioso, con la sfida dei nuovi ateismi, che congedano la fede accusandola di intrinseca violenza e irrazionalità, e con i tentativi di liberare il discorso su Dio da ogni vincolo di razionalità dimostrativa. La secolare discussione del rapporto ragione-fede si estende oggi, grazie anche alle riflessioni di Benedetto XVI, a una più approfondita determinazione del rapporto ragione-amore, Logos e Agape: perché non è possibile al credente far valere l'amore di Dio come dispensa dall'esercizio razionale? Perché il Logos è e rimane un'essenziale dimensione dell'Agape? Perché non è cristianamente accettabile il principio "Credo, dunque non penso"? Perché, come sostiene l'autore, è proprio la fede nel Dio-Agape a esigere l'esercizio rigoroso e severo della ratio? I saggi raccolti in questo volume intendono offrire spunti ragionati, documentati e propositivi all'attuale dibattito sulla fede e sulla sua capacità di attestarsi pubblicamente come atto degno dell'uomo e a lui conveniente; interlocutori dell'autore sono pertanto tutti coloro che, filosofi e teologi, discutono sulla fede, sulla sua consistenza teoretica e sulla sua credibilità esistenziale. Prefazione di Pierangelo Sequeri.
Definendosi ripetutamente “Vescovo di Roma”, papa Francesco ha compiuto un gesto di grande importanza teologica. In questo volume di Severino Dianich, uno dei più noti teologi italiani, viene evidenziata la necessità di recuperare il ministero pastorale del papa nella chiesa di Roma, facendone l’autorevole punto di riferimento per l’autenticità della fede e l’unità di tutte le chiese. Molte difficoltà nell’accettazione del papato sono derivate da una teologia che lo ha considerato esclusivamente come la fonte di un potere di giurisdizione per l’esercizio dell’autorità sulla chiesa universale, obliandone l’aspetto pastorale e sacramentale. L’esasperazione della difesa dell’autorità universale del Papa è anche derivata dalla pressione dei poteri politici, tendente ad assoggettare i vescovi allo stato e a ridurre la chiesa cattolica a una federazione di chiese nazionali.
L’Autore
Severino Dianich, nato a Fiume nel 1934, è stato docente ordinario di Ecclesiologia e Cristologia nella Facoltà di Teologia di Firenze. Nella diocesi di Pisa, dove è stato parroco per molti anni, è il responsabile della pastorale della cultura e dell’università. Ha pubblicato, fra l’altro, presso la San Paolo, Teologia del ministero ordinato. Un’interpretazione ecclesiologica (1984); assieme a G. Barbaglio e G. Bof, Teologia. Dizionari San Paolo, (2002); La Chiesa e le sue chiese. Teologia e architettura (2009).