
Libri - Laicità E Laicismo |
Trentacinque brevi riflessioni su cosa si intende o su quello che si dovrebbe intendere in materia di nuova laicità e laicato responsabile ad opera di uno dei più importanti esponenti del movimento laicale italiano.
Un incontro-scontro fra due dei più brillanti oratori del nostro tempo sul ruolo della religione nella società globalizzata.Un “processo a Dio” appassionante, che vede rispettivamente nelle vesti dell’accusa e in quelle della difesa due polemisti d’eccezione come Christopher Hitchens e Tony Blair. Il primo, implacabile e brillante accusatore delle follie e dei disvalori cui l’uomo si abbandona nel nome di una fede: oscurantismo, superstizione, intolleranza, senso di colpa, terrore verso la sessualità, anti-secolarismo. Il secondo, ex primo ministro britannico, convertito al cattolicesimo, è uno dei leader politici che più apertamente si sono dichiarati uomini di fede e si sono spesi per il dialogo interreligioso.Le domande sul banco dell’imputato sono spinose. Le religioni provocano gravi danni alla salute degli individui e delle nazioni o contribuiscono allo sviluppo delle civiltà? Fanno bene o male al mondo? Producono fanatismo? Fomentano ingenue credenze o aiutano a trovare il senso del proprio agire quotidiano? La fede in Dio è compatibile con la modernità? La religione si intromette troppo nella vita politica degli Stati?Un dibattito illuminante, arguto, provocatorio, con più di un pizzico di humour, su un tema centrale nella riflessione contemporanea.
Le cinque lezioni sulla laicità proposte in questo numero di "Quaderni Laici" sono state tenute, dal 2007 a oggi, in occasione della consegna del Premio Laico dell'Anno "Adriano Vitelli" - promosso dalla Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni - da Carlo Augusto Viano, Gian Enrico Rusconi, Gustavo Zagrebelsky, Stefano Rodotà e Giulio Giorello.
Una ricerca sul ruolo del laicato oggi. Si passa dal generale al locale e dall'orizzonte più ampio ed esterno, quello antropologico, a quello più interno e profondo, l'orizzonte etico, cui fanno seguito gli sviluppi teologici e cristologici.
Questa è una galleria di ritratti sui generis. Raccoglie infatti 30 profili di christifideles laici avviati sul cammino della santità. In questa galleria, organizzata a scansione cronologica, troviamo ritratti di fedeli laici generosamente impegnati nell'ambito sociopolitico o in quello parrocchiale, ma anche in esperienze d'avanguardia nell'ambito ecumenico o in quello dell'evangelizzazione nelle strade, con "gli ultimi". Da Alcide De Gasperi a Giuseppe Lazzati, da Giorgio La Pira a Edith Stein, da Simone Weil ad Alberto Marvelli, a tanti altri ancora: esempi in cui spicca contagioso l'impegno a santificare sempre più e meglio la Chiesa in Cristo.
Non è facile come sembra, nella Chiesa, essere laici, e non perché il concetto di laicità sia stato "rubato" da coloro che si dicono "laici" invece che estranei alla comunità dei fedeli, ma perché il sostantivo "laico" indica, di fatto, un residuato, un credente incompleto, che prega su un gradino più in basso rispetto al chierico e al religioso. La "vocazione" sembra ancora a molti una chiamata riservata a una minoranza privilegiata di battezzati, a coloro che hanno un sacramento o qualche "voto" in più. Il cristiano che non diventa presbitero o frate o suora sembra "rimanere" laico, un "semplice fedele", quasi sempre non consapevole del dono della laicità, come se fosse un cristiano di serie B. Questo volume vuole riportare il laico al centro della Chiesa e del mondo, come insegnano la Lumen Gentium e la Gaudium et Spes; aiutarlo a scoprire se stesso, individuando la sua particolare vocazione laicale che esiste e vale come le altre vocazioni cristiane, ma è un po' nascosta dalle tonache e dai veli dei consacrati. Vorrebbe indicare, insomma, "come si diventa laici" nella pienezza della laicità cristiana e suggerire la consapevolezza del proprio stato e l'itinerario per raggiungerla, perché il cristiano laico possa vivere con gioia la propria condizione nella Chiesa.
Una stimolante riflessione sul ruolo dei laici nella vita della Chiesa di oggi.
Il valore della "diversità" nel bios, nel logos e nell'ethos - e quindi nella polis; le funzioni dell'economia di mercato; vantaggi e pericoli della globalizzazione; la sostanziale differenza tra pensiero unico di matrice liberale e Pensiero Unico di matrice fondamentalista; acquisizioni e limiti dell'antropologia culturale; il miraggio della ricerca di "fundamenta inconcussa" nella scienza e in filosofia; la "legge di Hume" quale base logica della libertà di coscienza; l'inevitabilità del relativismo; il relativismo nei suoi rapporti con la fede e con la democrazia; cosa vuol dire essere laici; i fondamenti epistemologici e i presupposti etici della "società aperta"; quello che l'Europa deve alla Grecia; la desacralizzazione del potere politico da parte del messaggio cristiano e, quindi, quello che l'Europa deve al cristianesimo: questi i nuclei di fondo del presente lavoro di Dario Antiseri.
Il volume raccoglie venti colloqui con intellettuali, filosofe, teologhe, giornalisti, editorialisti del panorama italiano, su quello che, a sorpresa, fu l’invito di Benedetto XVI alla chiesa a fine dicembre 2009: «Un dialogo con coloro per i quali la religione è una cosa estranea». Lo scopo è di capire lo «stato» di tale dialogo, raccogliere reazioni e suggerire piste e percorsi di questo rinnovato confronto su temi quali religione, società, pace e natura.
Destinatari
Tutti coloro che sono interessati al dialogo tra credenti e non credenti.
Autore
LORENZO FAZZINI, nato a Lecco nel 1978, abita a Verona; è sposato e ha un figlio. Giornalista, traduttore e consulente editoriale, oltre a scrivere attualmente su «Avvenire» di cultura, informazione religiosa e questioni internazionali, collabora con diverse riviste come «Messaggero di sant'Antonio», «Tempi», «Mondo e missione», «Jesus».
«Un cristiano, membro cioè di un mondo religioso che si appella al soprannaturale, vive da laico quando si muove nell'ambiente naturale; non rinuncia all'aspetto soprannaturale né lo ridimensiona, ma lo vede con gli occhi di chi prescinde dal soprannaturale, per poter interloquire con ogni essere umano, di qualsiasi religione e cultura, e far accogliere con attenzione e rispetto anche le sue proposte, che possono derivare da visuali di carattere soprannaturale ma vengono presentate appunto nella loro dimensione laica» (dal capitolo 4).
Al di là del significato corrente del vocabolo, che è abitualmente quello di "ostile alla religione", e anche del significato etimologico - dal greco laos, popolo di Dio - per mons. Bettazzi il termine "laico" acquisisce il senso pieno di "umano". Proprio come Gesù, che essendo "vero Dio" ha voluto essere anche "vero uomo", quale vescovo, col massimo impegno di evangelizzazione cristiana, egli sente di dover essere insieme "laico", ovvero "pienamente umano".
Sommario
Premessa. 1. La carità. a. L'amore umano. b. L'amore cristiano 2. La fede. a. Il pensare umano. b. Il pensare cristiano. 3. La speranza. a. Le speranze laiche. b. La speranza cristiana. 4. Laico, cristiano, vescovo.
Note sull'autore
LUIGI BETTAZZI (1923) èvescovo emerito di Ivrea. Laureato in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e in filosofia presso l'Università degli studi di Bologna, viene ordinato sacerdote nel 1945. Impegnato nei movimenti giovanili, è nominato assistente diocesano e vice-assistente nazionale degli universitari cattolici della FUCI. Nominato vescovo ausiliare di Bologna il 10.8.1963, viene trasferito a Ivrea il 26.11.1966. È stato presidente di Pax Christi Italia e presidente della Commissione Iustitia et pax della Conferenza episcopale italiana. Presso le EDB ha pubblicato La Chiesa oltre le rughe (2001) e Anticlericali e clericali. Dal Risorgimento italiano alla nonviolenza (2006).
Pensieri laici possono dirsi soltanto perché laica è la spinosa tematica compulsata: ma tali non sono e non possono essere nello spirito e nella forma."Il Cristianesimo non è qualcosa a sé stante come un partito"; ma suprema condizione di necessità storica dotata di valenza metafisica: l'essenza stessa della realtà appena intuibile come presenza di una sovrumana forza ineffabile.
Perché in un paese dai costumi secolarizzati come il nostro la politica si fa sempre meno laica? E quali conseguenze dobbiamo temerne per le nostre libertà? C'è un'emozione cupa che ormai vince su tutte, negli slogan dei partiti come nei nostri discorsi. È la paura dell'altro, la paura che divide il mondo tra noi e loro, tra dio e satana, tra civiltà e barbarie. Finite le vecchie ideologie, al loro posto c'è un nuovo racconto pubblico, non meno ideologico e forse ancora più totale. Dalla sua ha la forza capillare di una parte rilevante dei giornali e di quasi tutte le televisioni, queste e quelli coalizzati in una quotidiana macchina mediatica della paura. Come in ogni guerra, anche in questa ci sono vittime impreviste. Siamo noi. Chiusi nella miseria dell'odio, ci lasciamo convincere a rinunciare ai nostri stessi diritti civili. Di questo oggi dovremmo aver paura, non dell'altro che ci "invade". A questi temi, di incombente attualità, sono dedicate le riflessioni di Roberto Escobar che non rinuncia, pur nell'angoscia del presente, a indicare l'occasione di una nuova tenace speranza.
Attingendo alla grande “bussola” dei testi conciliari e alla sua personale esperienza di un lungo e intenso impegno nell’associazionismo laicale, l’Autrice invita la comunità ecclesiale a un pacato e serrato confronto sul tema della corresponsabilità. Solo attraverso un rinnovato slancio corale, in una più vera comunione perché irrorata dall’amicizia, dal rispetto, dall’accoglienza della diversità dei carismi e dei ministeri, preti e laici possono dare nuovo splendore e vigore al volto missionario della Chiesa. È giunta dunque l’ora di tradurre operativamente la grande riscoperta che il Concilio ha operato della categoria di “popolo di Dio” per dire la verità della Chiesa e della sua missione per il mondo.
Quello della laicità era uno dei temi cari a Giuseppe Barbaglio. Egli riteneva che la Bibbia avesse desacralizzato l'universo, affermando la sovrana dignità dell'uomo, che emerge luminosa quando questi si libera da ciò che non è Dio, ma che spesso viene erroneamente scambiato per tale. Il volume prosegue la raccolta dei molti materiali disseminati dall'autore in pubblicazioni diverse. Presenta tre blocchi tematici: il binomio antitetico pace-violenza; il tema della laicità del mondo e del cristiano, che costituisce la sezione più corposa; l'ispirazione biblica di quattro encicliche pontificie: la Pacem in terris, la Redemptor hominis, la Centesimus annus e la Veritatis splendor.
Un teologo e un fedele laico riflettono insieme sulla figura del laico, alla stregua dei discepoli, inviati a due a due dal Signore. L’identità del laico è rilevata nella sua universale sacralità umana, valore, soggettività e interiorità, ancor prima dell’adesione a qualsivoglia credo religioso. L’excursus storico sul laicato cattolico si dipana dal periodo evangelico e post-apostolico, inoltrandosi nel mondo tipico del medioevo, quando i laici cominciano a essere presenti nel pensiero sociale e politico, con il quale sovente s’identificano. A cominciare dalla trattazione del conflitto Stato-Chiesa nel Risorgimento italiano, la ricerca si restringe alla considerazione degli eventi che coinvolgono il laicato cattolico nel nostro Paese, in cui la Chiesa fin dall’inizio dell’ottocento è particolarmente sollecita nell’educare il popolo al senso cristiano. Completate le ultime righe sull’ottocento, l’interesse degli autori si concentra sulla figura e le opere del Beato don Giacomo Alberione, nato verso la fine del suddetto secolo e nel cui carisma la presenza di laici al maschile e al femminile è notevole e organizzata. Gli autori chiudono il lavoro con indicazioni concernenti la formazione, la spiritualità, l’azione apostolica del laico cattolico.
DESTINATARI Laici cristiani, credenti in genere.
AUTORI Angelo De Simone è sacerdote della Società San Paolo e dottore in teologia. È Assistente spirituale dell’Istituto maschile “San Gabriele Arcangelo” di vita secolare consacrata fondato dal Beato Giacomo Alberione. Ha pubblicato: Per un totale amore (1982), Come Francesco (1982), Gli uccellini sono fatti per volare (1988), Guida alla Liturgia delle Ore (1997), Bella la vita (2003). Odo Nicoletti, riminese, incontra don Alberione nel 1955; dal 1958 fa parte dell’Istituto «San Gabriele Arcangelo», sul quale ha pubblicato due saggi: Crescete solidi come querce (2003) e Il cammino dei laici nella Chiesa e nella Famiglia Paolina (2005).
Genitori non cattolici di fronte all'insegnamento della religione cattolica.
La laicità come principio fondamentale della convivenza civile e dell'ordine giuridico.
Lo Stato e le chiese, la scuola e il fatto religioso.
Il libro racconta e riflette intorno a un'indagine qualitativa sugli atteggiamenti e i comportamenti di genitori non cattolici in relazione alla possibilità di scegliere, per i loro figli, di avvalersi o meno dell'insegnamento della religione cattolica nella scuola dell'infanzia e dell'obbligo.
Dalla quarta di copertina:
In un contesto in cui, ad atei, gnostici, laici e minoranze religiose, si aggiungono, in numero crescente, i seguaci delle religioni legate all'immigrazione, le contraddizioni dell'insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica in rapporto alla laicità sancita dalla Costituzione si fanno sempre più evidenti.
A partire da una ricerca sui comportamenti di genitori non cattolici di fronte alla possibilità di scegliere tale insegnamento per i loro figli, questo volume riflette quindi in merito al rispetto della laicità all'interno, e fuori, della scuola nell'intento di favorire una sensibilità nuova riguardo a pluralismo religioso e libertà di coscienza.
Una società pluralista e inclusiva si arricchisce infatti del contributo di tutti, garantendo lo scambio e il rispetto reciproco, senza l'imposizione di una data visione del mondo.
Con contributi di: Franco Becchino, Claudia Lichene, Francesca Marzadori, Leonardo Palmisano, Nicola Pantaleo, Silvana Ronco, Gustavo Zagrebelsky, Carla Zanasi, Giovanna Zunino.
"Questo libro lo conosco già. Padre Antonio Sicari ha cominciato a scriverlo da tanti anni, fin da quando, trent'anni fa, ci recavamo insieme agli incontri di «Communio» presso il padre von Balthasar. Si discuteva allora di impegno cristiano, di ortodossia e ortoprassi, di pluralismo nella Chiesa. Padre Antonio, però, dribblava queste discussioni. Le sue proposte, che finivano per convincere tanti, dalla molteplicità riconducevano all'unità, dalla varietà delle discussioni teologiche all'unità dell'incontro con Cristo. Ed ecco il tema dei consigli evangelici per i laici. Prima di dire una parola al riguardo vorrei sottolineare che padre Antonio era quasi destinato a fondare un movimento. Tutta la sua teologia è invito alla sequela, è proposta di vita dell'incontro con il Cristo che si è rivelato. La verginità è coscienza del sacramento del nostro corpo. Esso è chiamato a significare la solitudine davanti a Dio, ma anche la comunione tra gli uomini. La povertà non è anzitutto rinuncia, ma volontà di dono. Come il Figlio fin dall'eternità: «il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio». L'obbedienza è gioco tra libertà e capacità di ascolto della voce con la quale Dio ci chiama a realizzare il nostro destino. È danza che dai passi misurati e comandati sa trarre armonia di gioia e serenità. Le parole di padre Antonio sembrano lontane e desuete, ma chi prova ad ascoltarle le trova forti e convincenti: sono cibo per quanti desiderano percorrere il cammino che da Cristo ha origine e a Lui porta". (Elio Guerriero) Padre Sicari è nato nel 1943. Sacerdote dal 1967, appartiene all'Ordine dei Carmelitani Scalzi. È Dottore in Teologia e ha conseguito la Licenza in Scienze Bibliche. Fa parte della redazione italiana della rivista «Communio»; attualmente insegna Teologia Spirituale presso lo Studio Teologico Carmelitano in Brescia.
La laicità trova nella separazione giurisdizionale fra Stato e Chiesa solo una delle sue possibili figure come lo Stato laico in Francia. Nelle pagine qui proposte, scindendo nel concetto di laicità l'idea di legge e l'idea di morale, Arturo Carlo Jemolo elabora la peculiare definizione di coscienza laica: spetta alla coscienza religiosa evitare il peccato, benché lo Stato debba ammetterne l'esistenza; questa è libertà di coscienza. Il cristianesimo non si applica come legge di Stato e «si estrinseca con ben altre armi che non la protezione statale, i concordati, i fori privilegiati, il braccio secolare». In queste pagine ci è offerta una lezione di metodo: non tanto trovare una sola definizione di laicità, ma seguire il mutare del termine con l'evolversi della congiuntura storica. A questo fine sono qui presentati, oltre al testo sulla Coscienza laica, i saggi su Il problema della laicità in Italia la sua specifica recezione in un'Italia segnata dal capitolo fascista e su I cattolici non conformisti, quelli che «si sforzano di guardare alla vita da un angolo religioso», pur appartenendo a una tradizione liberale. Come annota il curatore, Carlo Fantappiè, questi saggi sono un classico che dà ancora a pensare, in un tempo ove il problema della laicità s'è fatto più radicale: tocca «la separazione di principio del politico e del religioso nella strutturazione dei vari ambiti della società». Una riflessione che, proprio mettendo in gioco la complessità e plurivocità di ciò che si intende con laico, si inscrive nel disegno di Jemolo di una lotta per le libertà.
Arturo Carlo Jemolo (Roma, 1891 - 1981), giurista, storico, giornalista, scrittore politico, a lungo professore di Diritto ecclesiastico nell'Università di Roma, è considerato uno dei Maestri dell'Italia repubblicana. Classica la sua opera Chiesa e Stato in Italia negli ultimi cento anni (Torino 1948, 1990).
«Spesso, nei Capitoli generali o provinciali, si parla da una parte di ridimensionamento, di crisi di vocazioni, di difficoltà a portare avanti le opere, di invecchiamento dei membri dell'Istituto e, d'altra parte, di nuove aperture, di rivisitazione del carisma. [...] La riscoperta della dimensione fondamentale della Chiesa-comunione e l'esperienza plurisecolare della vita consacrata indicano che un futuro ricco di speranza e di rivitalizzazione può giungere da un rinnovato rapporto di condivisione di spiritualità, di apostolato e di fraternità fra i laici e i consacrati» (dall'Introduzione). Ma possono dei laici 'partecipare' al carisma di un Istituto religioso? Chi può erigere delle Associazioni legate a un Istituto religioso? Che cosa bisogna tenere presente quando si 'associano' dei laici? Quali sono i lati positivi e i rischi di una cattiva interpretazione del rapporto fra i religiosi e i laici? Quali gli elementi essenziali da considerare nella riflessione teologica e canonica? Questi e altri quesiti nascono dalla prospettiva indicata come «nuova» e «ricca di speranza» da Giovanni Paolo II nell'esportazione apostolica Vita Consecrata. L'intento dell'autore è di invitare alla sorpresa e alla novità, ma anche di educare al senso critico e alla vigilanza. L'accostamento dei dati teologici a quelli canonici, organizzativi e pratici aiuta a decodificare il nuovo che convive accanto all'eredità del passato. Sergio La Pegna, della Congregazione dei Padri della dottrina cristiana, è consigliere generale, postulatore e procuratore generale, giudice presso il Tribunale interdiocesano salernitano-lucano e docente presso il Claretianum (Roma).