
Libri - Povertà |
Convocato dal cardinale Péter Erd, presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa (CCEE) e dal metropolita Gennadios di Sassima del Patriarcato ecumenico, si è svolto a Lisbona (Portogallo) il III Forum Europeo Cattolico-Ortodosso. Accolti dal patriarca di Lisbona, il cardinale José da Cruz Policarpo, i delegati delle conferenze episcopali cattoliche e delle Chiese ortodosse in Europa hanno questa volta affrontato la questione della crisi economica e le sue ripercussioni nel continente europeo, alla luce della fede cristiana.
Molti europei soffrono direttamente per le conseguenze della crisi finanziaria ed economica e, sotto l'influsso del processo di secolarizzazione, hanno preso le distanze dal legame costitutivo con Dio, cercando il senso della vita nel solo orizzonte terreno. A Lisbona, le Chiese hanno potuto constatare come la crisi che il continente sta attraversando non si limita alla mera dimensione economica né tanto meno è riconducibile alla sfera morale e culturale: è una crisi più profonda, antropologica e spirituale.
E allora, in che modo la fede può illuminare la vita economica della società europea? Come le Chiese si pongono di fronte alla crisi? Come accompagnano chi sta nell'indigenza? Il volume raccoglie un tentativo di risposta a queste domande, mostrando la vicinanza dei cristiani nel portare sollievo ai più poveri e una nuova luce alla società: insomma, nel portare speranza al vecchio continente.
Sommario
Prefazione. Uniti per la missione (J. Policarpo). Saluto di Sua Eminenza il Metropolita ortodosso di Spagna e Portogallo Policarpo. Saluto di Sua Eminenza il Metropolita prof. dr. Gennadios di Sassima. Saluto di Sua Eminenza Cardinale Péter Erd. INTRODUZIONI. Fede e crisi economica (P. Erd). Economics and Faith: Interrelatedness or Differentiation? An Orthodox Contemporary View (Gennadios di Sassima). ALLA RICERCA DELLE CAUSE DELLA CRISI ECONOMICA. The Crisis as Chance - Perspectives for an Upcoming Order (F.-P. Tebartz-van Elst). Looking for the Causes of the Economics Crisis from an Orthodox Point of View (C. Tsironis). Le cause della crisi e il contributo della fede (P. Pezzi). Ce qui doit changer, c'est le coeur de l'homme (Athénagoras de Sinope). ALLA RICERCA DI RISPOSTE. Looking for Answers. The Rule of St. Benedict (H. Gilbert). Theology of Person as the Answer of the Church to Contemporary Crisis: an Orthodox Approach (J. Stránský). Crise economique et pauvreté: defi pour l'Europe d'aujourd'hui. La proposition catholique (R. Minnerath). The Economic Crisis and Poverty. Challenges for Europe Today. The Role of the Churches: Word and Deeds (P. Bulekov). MESSAGGIO FINALE. Messaggio finale (IT). Final Message (EN). Schlussbotschaft (DT). Mensaje final (ES). Message final (FR). Τελικ Mνυμα (GR). Zárónyilatkozat (HU). Mensagem Final (PT). APPENDIX: The Ecumenical Prayer. List of Participants.
Note sull'autore
Il CONSIGLIO DELLE CONFERENZE EPISCOPALI D'EUROPA (CCEE) è l'organismo continentale di coordinamento tra le Conferenze episcopali cattoliche. Vi appartengono le attuali 33 Conferenze episcopali presenti in Europa, rappresentate dai loro presidenti, e inoltre gli Arcivescovi del Lussemburgo e del Principato di Monaco e il vescovo di Chiinu (Moldavia).Con le EDB hanno pubblicato La Famiglia: un bene per l'umanità. The Family: a Good for Humanity. Atti del I Forum Europeo Cattolico-Ortodosso Trento, Italia, 11-14 dicembre 2008 (2009) e Rapporti Chiesa-Stato: prospettive storiche e teologiche. Church and State relations: from Historical and Theological Perspectives. Atti del II Forum Europeo Cattolico-Ortodosso Rodi, Grecia, 18-22 ottobre 2010 (2011).
«È innegabile che nella storia del cristianesimo trovi spazio un phylum, una corrente che, nonostante maree e venti contrari, ha finito col sollevare e mantenere alta la bandiera dei "condannati della terra". […] Questa corrente rivendica con forza il proprio ruolo di intima e radicale identità cristiana: sostiene che Dio è il vendicatore dei poveri; e ancora, sostiene che Dio si rivela e si "rende concreto" soltanto mediante l'uomo: in primo luogo, mediante l'uomo Gesù, e poi mediante quegli uomini che scelgono di vivere mossi dallo Spirito di Dio e di Gesù» (dalla Conclusione).
La mole di interventi e la ricchezza della tradizione cristiana sul tema dei poveri "vicari di Cristo" è tale da sorprendere lo stesso autore che ne ha raccolto i testi in antologia. Malgrado l'ampiezza del materiale presentato, quest'ultimo infatti costituisce solo una piccola parte di quanto è possibile reperire.
La prospettiva assunta dalla raccolta è quella della riflessione teologica. Ma anche consultando i testi esclusivamente come fonte di informazione storica, si tratta di un libro scomodo, difficile da accettare: i testi della tradizione cristiana sui poveri non fanno sconti.
Il volume è ora proposto in edizione economica per renderlo disponibile al più ampio pubblico.
Sommario
Presentazione. I. I PADRI DELLA CHIESA. 1. I padri greci. 2. I padri latini. II. IL MEDIOEVO. 1. L'alto medioevo. 2. Il basso medioevo. III. RINASCIMENTO E RIFORMA. Il rinascimento e la riforma. IV. ETÀ BAROCCA E CONTRORIFORMA. La riforma cattolica. V. GLI ULTIMI DUE SECOLI. 1. Il secolo XIX. 2. Il secolo XX. A. I Testi preparatori. B. Il Vaticano II e la conversione della Chiesa. C. Bilancio provvisorio del secolo XX. Conclusione.
Note sull'autore
JOSÉ IGNACIO GONZÁLEZ FAUS(Valencia 1933) è stato professore di teologia sistematica alla Facoltà di teologia di Barcellona. È stato responsabile dell'area teologica del Centro de Estudios «Cristianismo y Justicia».
Il 12 Gennaio 2012 un terremoto squassava l'isola di Haiti causando la morte di 230.000 persone e 600.000 sfollati. Immediatamente dopo la tragedia, la risposta dei sei sostenitori e amici della Fondazione AVSI è stata straordinaria e commovente. In 20 mesi l'équipe in Haiti, diretta da Fiammetta Cappellini, ha avviato 16 opere: 9 scuole, un centro educativo, 5 centri nutrizionali, laboratori artigianali, un ristorante comunitario. Dopo due anni, la strada per Haiti è ancora lunga e difficile. Ma i miglioramenti si vedono. Le scuole ricostruite funzionano, i bambini studiano, le mamme imparano a anche a fare le sarte e i padri a coltivare la terra. Lentamente, ma progressivamente, Haiti sta germogliando. Il terremoto non ha cancellato la vita. La centralità della persona, il riconoscimento del suo valore come essere unico e irripetibile è l'elemento essenziale su cui costruire.
Per parlare ai vinti, agli sconfitti, la tradizione in passato aveva elaborato un linguaggio semplice e steso un elenco di riferimento: i poveri, gli storpi, gli zoppi, i ciechi... la vedova e l'orfano. Figure simboliche pensate per annoverare qualsiasi situazione di povertà. D'altro canto lo stesso Cristo non ha avuto successo! La croce ha fatto di lui il primogenito dei suoi figli sconfitti. Ma il Vangelo non è un testo che invita al sacrificio per imitazione del sacrificio del Cristo ma è innanzitutto parola di salvezza, interpretazione della salvezza di Cristo, chiamata alla vita vera, sprone ad amare a dispetto di tutto. Questo libro si propone di ricordare a chi è rassegnato al dolore e alla sconfitta che Dio rivolge lo sguardo verso coloro il cui cuore è infranto per salvarlo.
L'autore analizza la scelta preferenziale per i poveri in quanto esigenza cristiana e al tempo stesso civile, in piena sintonia con la Costituzione italiana.
Nove Paesi al mondo possiedono più della metà delle riserve di acqua. Mentre si discute se è un bene comune o una merce come tutte le altre, alcuni sostengono che l'oro blu sarà sempre più causa di conflitti. Che fare, allora, come cittadini? Impariamo a conoscerla, a esaminarla, a risparmiarla e a sceglierla con intelligenza.
Il presente lavoro cerca di fornire un quadro del tema dei poveri e della povertà, partendo dalla Dottrina sociale della Chiesa e da una comparazione con l'attuale situazione e le problematiche connesse.
Anatole è un bambino di sei anni che vive a Kigali, con i suoi genitori in una casa con il giardino e il suo cane Pilou. In occasione delle feste natalizie fa un viaggio con la famiglia nella capitale del Kenya, Nairobi. Qui accade qualcosa di imprevedibile, un incidente automobilistico, che cambia i programmi: i genitori sono in ospedale feriti e lui rimane solo e senza possibilità di comunicare, in quanto non conosce le lingue del luogo. Si trova così a condividere per un breve periodo la vita dei tanti bambini di strada, che vivono in condizioni di grande povertà e precarietà al Kenyatta Market, la baraccopoli della metropoli africana. La vicenda del piccolo Anatole è l’occasione per l’autrice di raccontare anche una pagina recente e particolarmente drammatica della storia ruandese, il genocidio della popolazione tutsi perpretato dagli hutu, una guerra tribale che ha registrato migliaia di morti e che ha tuttora conseguente drammatiche nella memoria dei sopravissuti. I genitori di Anatole (il papà è un tusti, la mamma una hutu) sono, a modo loro, un segno che vivere e progettare insieme il futuro nella diversità delle etnie è possibile. E il messaggio di speranza si espande ulteriormente grazie anche alla panoramica su alcune realtà di volontariato internazionale, che lavorano per il recupero dei bambini di strada.
Punti forti
La storia di Anatole e della sua famiglia propone due temi di grande attualità e problematicità in Africa: le condizioni di abbandono di tanti bambini che vivono nella strada e il genocidio del Ruanda.
Un racconto di fantasia ma fortemente radicato nella realtà concreta e storica, nato dall’esperienza fatta sul campo dell’autrice per aiutare bambini e insegnanti a conoscere tante situazioni e storie vere e imparare la solidarietà e l’accoglienza della diversità.
Destinatari
Per ragazzi dagli 8 ai 10 anni; insegnanti, educatori, genitori, operatori di biblioteca.
Autore
Francesca Fabris editor per Paoline del settore ragazzi, ha scritto numerosi racconti per bambini, ragazzi e adulti, pubblicando con vari editori (Baldini&Castoldi, Zelig, Paoline, Gruppo Periodici San Paolo, Città Nuova, TRESEI). E’ anche collaboratrice del mensile Gbaby, del mensile Messaggero dei Ragazzi e del settimanale Il Giornalino.
Milano, 19 novembre 2009: la baraccopoli di via Rubattino, occupata da circa trecento rom, viene sgomberata dalle forze dell’ordine. Per la prima volta, si crea una mobilitazione di cittadini in favore dei rom: alcuni milanesi aprono la porta della propria casa per dare ospitalità ad alcune famiglie che non avrebbero alternative reali alla strada. Questo libro racconta la straordinaria avventura di incontro, solidarietà, amicizia tra un quartiere di Milano e i rom, avventura iniziata con l’iscrizione a scuola di alcuni bambini rom da parte della Comunità di Sant’Egidio. La scuola si è rivelata infatti il primo luogo di integrazione, non facile ma possibile. La storia dei rom di via Rubattino ha risvegliato pensieri e azioni di solidarietà anche in altri quartieri di Milano e in altre città. La rete di simpatia, buon senso, generosità, voglia di cambiare che ha circondato i rom di via Rubattino ha molto da dire al clima di antigitanismo che sembra crescere in Europa.
Punti forti
La prospettiva dalla quale è affrontata la «questione dei rom», tendente a superare pregiudizi e stereotipi.
Le lettere e le testimonianze di chi ha preso a cuore la sorte dei rom di via Rubattino, nonché i disegni e i racconti di alcuni bambini rom sulla loro vita e il loro rapporto con le maestre, i compagni di scuola e, in generale, con le persone non appartenenti all’etnia rom.
La Presentazione di Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio.
Destinatari
Ambito sociale: volontari, educatori, operatori sociali e parrocchiali, scuole; ma anche genitori con figli in età scolare.
Geograficamente, in particolare l’area di Milano.
Curatrici
Elisa Giunipero, volontaria della Comunità di Sant’Egidio, è impegnata nelle attività a favore dei rom a Milano. Flaviana Robbiati, maestra elementare, da trentacinque anni insegna nella scuola vicina a via Rubattino, a Milano.
Un libro su don Oreste Benzi, un uomo-cristiano-prete che è stato un vero capolavoro firmato da Dio, ma soprattutto un libro che permette un contatto diretto con la sua persona e la sua opera, la Casa Madonna delle Vette.
Don Oreste Benzi "infaticabile apostolo della carità", è noto soprattutto per il suo impegno incessante a favore dei piccoli, dei poveri, degli emarginati. Pochi sanno che negli anni '50 del Novecento, e poi ancora nel periodo post conciliare, è stato un grande innovatore nell'approccio educativo e pastorale nei confronti dei ragazzi, soprattutto dei preadolescenti, che già allora tendevano ad abbandonare la pratica religiosa. Il suo obiettivo: "Far fare ai giovani un incontro simpatico con Cristo".
Le storie raccontate in questo libro fanno luce su vuoti affettivi, violenze nascoste, interventi approssimativi dei servizi, distruzione dello Stato sociale che convergono nel far perdere speranza e dignità a tante persone e ricadono soprattutto sui bambini. Da qui la drammatica domanda: "Quanto vale la vita di un uomo?". E tuttavia, come scrive nella presentazione il vescovo Mons. Staglianò, "al fondo, sotto le pieghe del dolore e dell'abbandono, nel libro si racconta la misericordia come attenzione a tanta umanità sofferente, già nel dare voce a chi non ha voce e nel farci conoscere sofferenze inaudite che diversamente resterebbero nel buio dell'indifferenza e di una lettura semplicistica della povertà; si racconta quindi la misericordia come appello alla coscienza di tutti perché recuperiamo nella relazione con l'altro, soprattutto se povero e sofferente, un'umanità vera; e questo al di là del risultato, semplicemente perché si ama e perché si ama con la cura di un familiare, per i credenti si ama il fratello in cui Cristo stesso ci visita".
L'autore scende nelle viscere della sua città, per mostrarne la "basùra", ossia la spazzatura. La sua città rappresenta tutte le città italiane e la difficoltà di questo viaggio nei bassifondi sarà quella di entrare nella loro vita, ascoltarli sul serio e vincere i pregiudizi.
C'è una grande letteratura sulla povertà. E c'è un importante dibattito statistico internazionale sugli strumenti per misurare la povertà: relativa, assoluta, estrema. Non è solo un problema terminologico. È necessario per cogliere alcuni passaggi del cambiamento in cui siamo immersi. Capire meglio la "povertà" per aiutare a combatterla, evitando che si radicalizzino sentimenti di fragilità sociale e di insicurezza nella popolazione, che possono fare crescere antagonismi sociali, fino a combattere i "poveri" e non la povertà: è una necessità. Questo Rapporto, nato dalla collaborazione tra la Comunità di Sant'Egidio e la Camera di Commercio di Roma, parte di un progetto assieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, scaturisce da questa esigenza. Il centro di questo Rapporto è Roma e il Lazio, anche se in molti casi c'è un raffronto nazionale e, in qualche misura, si offre un quadro del Paese, almeno delle tendenze. Non c'è la pretesa di fare il punto statistico, per l'impossibilità di unificare e confrontare fonti diverse, anche cronologicamente. Ma è uno sforzo di comprensione, dal basso, che cerca di leggere nelle fonti esistenti e attraverso approfondimenti che provengono dall'esperienza e dallo studio di ricercatori della Comunità di Sant'Egidio sulla marginalità, le linee di cambiamento, le tendenze, i tratti reali della sofferenza, avanzando, quando possibile, qualche suggerimento e linea di risposta e di contrasto del disagio.
Pierfilippo Pozzi parte da una domanda piuttosto comune. Spesso, chi crede in qualcosa oltre la vita, si domanda Dov'è Dio. La risposta provano a darcela quattro sacerdoti che escono dai soliti abiti talari cui siamo soliti immaginare chi appartiene al mondo ecclesiastico. Lontano dalle consuetudini degli uomini di chiesa. Don Andrea, Don Gino, Don Giacomo e Don Dario infatti sono ostinati e contrari alla usuale predicazione religiosa. Cercano Dio dappertutto, perchè Dio è dappertutto, si manifesta sempre, ma per vederlo bisogna indossare gli occhiali della fede, quella reale. Dov'è Dio. I vangeli quotidiani secondo quattro preti di strada è un titolo abbastanza autoesplicativo. Lo cercano soprattutto nella vita di strada, perchè è proprio nella miseria, nella sofferenza, nella violenza e nel dolore che c'è bisogno di lui. E la figura di Gesù è sempre presente, puntuale e d evidente. La si può riconoscere tra i poveri, tra gli handicappati, tra i tossicodipendenti e tra i carcerati. Attraverso la narrazione delle loro vite e dei loro incontri sapremo se e dove hanno trovato Dio. Qual'è stata la loro strada per trovare un'esistenza autentica. Pierfilippo Pozzi con Dov'è Dio. I Vangeli quotidiani secondo quattro preti di strada riesce a raffigurare in chiave moderna le parabole del Nuovo Testamento.
"I saggi che compongono il volume dimostrano il costo sociale dello stigma, dell'isolamento e della vergogna subiti da quanti sono costretti ad accettare di procurarsi e consumare il proprio cibo in condizioni e luoghi che possono risultare umilianti. Questa intuizione rappresenta un contributo importante al dibattito sul welfare state, che può arrivare a creare una rete di sicurezza materiale per i suoi cittadini più bisognosi, ma fallisce nel garantire loro il dono del "riconoscimento", come lo definirebbe Charles Taylor. Questo dilemma ci ricorda ancora una volta che nella lotta ingaggiata dai più emarginati per lo sviluppo di ciò che altrove ho definito "la capacità di avere aspirazioni", i luoghi e le modalità attraverso cui essi accedono agli agi simbolici del consumo di cibo possono essere tanto importanti quanto lo stesso accesso al cibo".
Nato da un esperimento condotto tra il 1999 e il 2005 in varie baraccopoli dell'India, questo libro ripercorre le tappe fondamentali che hanno portato a far conoscere nel mondo un metodo alternativo di apprendimento dell'informatica da parte dei bambini, soprattutto nei paesi in cui le scuole non esistono o non funzionano adeguatamente. Il professor Sugata Mitra e i suoi collaboratori hanno infatti dimostrato che, mettendo dei computer nei luoghi pubblici a disposizione dei più giovani, questi ne imparano l'utilizzo in modo autonomo e veloce aiutandosi gli uni gli altri, scoprendo come navigare in Internet, giocare, scaricare file e usare alcune tra le applicazioni più diffuse.
Il metodo del'"apprendimento minimamente invasivo" si basa infatti sulla collaborazione tra i ragazzi, che apprendono e insegnano allo stesso tempo, indipendentemente dal luogo dove si trovano e dalla classe sociale da cui provengono. Per questo, i suoli esperimenti sono stati definiti "armi di istruzione di massa".
Il volume descrive l’opera della Casa do Menor São Miguel Arcanjo in Brasile. Siamo nel pieno del disastro prodotto dalla miseria e dal narcotraffico.
Il fenomeno delle bande armate di minorenni, per non dire di bambini, è certo una delle aberrazioni più vistose provocate dagli squilibri economico-sociali a livello internazionale, i quali fanno cadere intere regioni, paesi e parti di popolazioni in una situazione che, per riprendere le parole di Majid Rahnema, non ha più nulla a che fare con la povertà, ma riguarda un livello radicale di miseria materiale e spirituale. Il fenomeno delle gangs e di gangsters-bambini ha ancora in Brasile dimensioni impressionanti. Qui si inserisce l’esperienza di Renato Chiera e della Casa do Menor.
La vasta esperienza con bambini e adolescenti vittime della droga, del narcotraffico, della prostituzione e della violenza nella Baixada Fluminense e in molte altre zone del Brasile lo ha portato alla conclusione che questo dramma sia dovuto a una serie di «assenze» dello Stato, della società, della famiglia, di opportunità, di futuro, sintetizzate in una assenza di presenza di amore. Padre Chiera propone, quindi, una «Pedagogia Presenza»: essere presenza accanto ai bambini e ai ragazzi esclusi, per restituire loro la capacità di sentirsi amati, di amarsi, di amare gli altri e, in questo modo, di raggiungere la maturità completa.
Presenza, da un lato, ci restituisce uno spaccato drammatico della realtà brasiliana, ma, dall’altro, ci pone in un’esperienza di speranza. Il libro propone una riflessione su tale esperienza, con lo scopo di contribuire a un progetto di educazione non solo dei meninos de rua brasiliani, ma anche nel cuore della vecchia Europa, e di stimolare la revisione del ruolo dello Stato, della società e delle associazioni in questo ambito tanto delicato. Un libro dedicato agli operatori sociali, agli educatori e alle famiglie, in qualsiasi parte del mondo.
"Io sono Nelly. Ho appena compiuto ventotto anni. Prima, non molto tempo fa, ero come voi. E lo sono tuttora. Eccetto il fatto che, a un certo momento, la fortuna si è voltata. Ha cambiato marciapiede. Ne ho elaborato il lutto, anche se so che, all'angolo di una strada, all'angolo di una mensa solidale, può risorgere. Non sono nata povera. Lo sono diventata. Ho fatto degli errori, ma sono anche stata vittima di banchieri predatori, dell'inadeguatezza dei servizi sociali che ti tengono sì con la testa fuori dall'acqua, ma senza mai insegnarti a nuotare. La povertà non è una fatalità. È semplicemente una cosa inaccettabile".
Percorsi di educazione contro la povertà e l’esclusione sociale.
In occasione del 2010, Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale, e del 2011, Anno europeo per il Volontariato.
Per una strategia che favorisca uno scambio culturale orientato alla responsabilizzazione di tutti nei confronti delle povertà vecchie e nuove.
Per conoscere le dimensioni delle povertà e le azioni di contrasto a tutti i livelli, sia personale che politico, sia nazionale che europeo.
kit multimediale:
1. Guida: ZERO POVERTY AGISCI ORA, di Aluisi Tosolini, percorsi pedagogico-formativi sull’educazione alla cittadinanza ed alla solidarietà contro la povertà e l’esclusione sociale.
2. Quaderno: GIOVANI PER ZERO POVERTY una sfida alle povertà - diretto ai ragazzi e ai giovani (dai 14 anni)
3. DVD: un ricco archivio di documenti, video e foto gallery, con oltre 300 schede operative, giochi e animazioni, film, musica, parole delle fedi; documenti del magistero ecclesiale.
In questo agile volume viene ricostruito in maniera puntigliosa e inequivocabile, l'ennesimo caso di disinformazione che nel marzo del 2009, nel corso del suo primo viaggio in Africa, ha coinvolto Benedetto XVI. Al centro delle polemiche il condom e l'Aids. Nella prima parte la ricostruzione della cronaca di come e perché le parole del Papa sono state prima inascoltate e poi travisate. Nella seconda parte, gli studi scientifici che attraverso i dati pubblicati nella letteratura medica internazionale mostrano che il profilattico non solo non è la soluzione dei mali del continente africano, ma addirittura che la distribuzione a pioggia di preservativi porta a condotte che aggravano ancora di più il problema.
Le storie che fanno la storia della Chiesa.
Dopo un’infanzia trascorsa tra i più poveri, una convinzione è sempre stata presente in padre Joseph Wresinski: al cuore del cristianesimo vi è lo sguardo rivolto verso il più miserabile; la Chiesa sono i poveri, letteralmente. Laddove il più disprezzato tra gli uomini è dimenticato, l’umanità è annullata, la Chiesa assente, Cristo schernito. Questo libro-intervista realizzato da Gilles Anouil ben illustra come il messaggio di padre Joseph, la sua vita personale nonché la fondazione del movimento ATD Quarto Mondo - oggi diffuso in 116 paesi - siano stati intimamente legati. Allo stesso tempo fa toccare con mano fino a che punto sia possibile, nel cosiddetto primo mondo, ignorare l’esistenza e le dimensioni del fenomeno della miseria. Michel Serres dice a proposito del libro: «Non ho conosciuto padre Joseph, ma ho letto con molta attenzione i suoi scritti e sono stato colpito, come filosofo, dal rigore del suo pensiero. Quando si è molto lontani da ciò che tocca fisicamente la miseria, ci si aspetta un discorso pressoché convenzionale, quello che in gergo giornalistico viene definito caritativo. E mi aspettavo, come tutti, questo genere di discorso. Ebbene, per niente! Ho ritrovato nei suoi scritti un pensiero che interrogava, con una vivacità sorprendente e un vigore straordinario di cui avevo proprio bisogno, la storia, le scienze umane, la sociologia, l’etnologia stessa, l’economia, la politica, la cultura, la prassi e che le interrogava in una maniera tale che ormai consiglio ai miei studenti la lettura degli scritti di padre Joseph».
La condizione di chi vive non avendo una dimora stabile è da considerarsi come una delle forme più gravi di povertà estrema e di esclusione sociale. Quello delle persone senza fissa dimora è un fenomeno incalzante, in costante aumento. Quanto più un Paese si sviluppa e quanto più è preponderante l'industrializzazione al suo interno, tanto più la popolazione che vive in condizioni disagiate e in povertà tende ad aumentare. Secondo i dati più recenti si calcola che in Europa ci siano 495 milioni di persone, di queste almeno 3 persone su 10.000 vivono senza fissa dimora (0,03%). Questo libro parte dall'analisi psicologica dei senza tetto, evidenzia come queste persone facciano a vivere in strada, come si organizzino le giornate, quali abilità sfruttino per mantenere la loro sopravvivenza e quali meccanismi psicologici rendano tollerabile una tale condizione di vita. Prosegue con delle ipotesi di intervento che permettano a queste persone di ricominciare partendo dalle loro risorse e non dai deficit, per comprendere e legittimare interventi che operino per un reinserimento sociale basato sul riconoscimento dell'autonomia e sulla capacità di determinazione. È indispensabile prevedere una formazione specifica per lo psicologo che voglia lavorare con i senza fissa dimora.
È la storia vera di una donna che, per difficoltà familiari - teme che il marito abbandoni lei e i loro quattro figli - si trova coinvolta nel traffico di droga. Senza comprendere bene che cosa stia facendo, porta eroina dal Pakistan a Nairobi (Kenya), città in cui vive. Arrestata e condannata a undici anni di reclusione (ridotti poi a sette), finisce nel carcere femminile di Langata, che ha lasciato solo recentemente. Durante la prigionia si reca negli Stati Uniti per testimoniare al processo contro la persona responsabile della sua disavventura. Questo le dà l'opportunità di fare il confronto tra le carceri americane e quelle del suo Paese, dove solo negli ultimi tempi sono state introdotte riforme che hanno messo fine a violenze e sopraffazioni.
La pubblicazione in Italia di questo libro, grande successo in Kenya, è anche un omaggio alla produzione letteraria africana che non sempre riesce a superare i confini geografici del Paese d'origine.