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In questo numero del Bollettino la miscela esplosiva della ideologia del Gender e delle nuove tecniche di fecondazione assistita.
Nelle società moderne, il processo del morire è diventato in larga misura un fatto medico. Se non è la natura a decidere, chi decide della morte, e attraverso quali principi? Luca Savarino propone un approccio alternativo, condiviso da molta parte della tradizione teologica protestante liberale.
Che cosa significa dire che la vita è sacra? Si tratta soltanto di un postulato appartenente alla tradizione giudeo-cristiana o è un concetto che può essere valido per tutti? Serve ancora per la bioetica? A queste domande, e altre simili, si tenta di dar risposta in questo volume. Nell’attuale panorama bioetico sembra che la sacralità abbia ceduto completamente il posto alla qualità della vita, e in minore misura alla dignità. Tuttavia, un’analisi profonda dell’origine di questo concetto, e la presentazione sistematica di ciò che significa per la dottrina cristiana, può aiutare a capire il perché può essere un concetto non soltanto valido, ma importante per le nostre società pluraliste. Queste pagine possono servire al fedele cattolico per avere una maggiore comprensione della grande ricchezza che è presente nel Vangelo della vita; e per il non credente possono servire a scoprire la solidità di un concetto che ha le sue radici nell’apparizione sulla terra dell’homo symbolicus.
Dov'è il confine tra la vita e la morte? Come assistere un malato "fino alla fine"? Una visione della complessità dell'argomento e dei diversi approcci.
Si tratta di lezioni in lingua inglese su alcune tematiche, anche d'attualità, affrontate in ambito bioetico: rispetto della vita, rapporto tra medico e paziente, qualità della vita, aborto, eutanasia, clonazione umana, ingegneria genetica, cura degli anziani, sperimentazione animale.
Prendendo le distanze dalla radicale contrapposizione tra la bioetica cattolica e quella laica, Ermanno Genre propone non una bioetica protestante bensì un itinerario di "approccio protestante" ai temi del nascere e del morire che invita a una vera disponibilità all'ascolto e al confronto. Genre delinea così un percorso che, da un lato, riconosce l'esigenza di difendere lo statuto di laicità della ricerca, della pratica medica e della cura pastorale e, dall'altro, si ispira alla "saggezza pratica" della tradizione biblica ebraica e cristiana nonché della filosofia greca classica, lontane da ogni pretesa di assoluto e perciò capaci di confrontarsi con l'unicità dell'esistenza del singolo.
L’espressione “controllo delle nascite” (birth control) è stata ideata nel 1914 da una giovane anarchica statunitense, Margaret Sanger. Convinta che l’impiego sistematico della contraccezione avrebbe emancipato la donna dai vincoli sociali e culturali del passato e avrebbe posto fine a povertà, guerre e malattie, la Sanger collaborò con eugenisti e neo-malthusiani, fondò riviste e associazioni internazionali anti-nataliste, avviò numerose cliniche per l’assistenza delle donne intenzionate a prevenire la gravidanza o ad abortire, finanziò la ricerca che condusse alla scoperta della formula della pillola anticoncezionale. Nel tempo, tale attività ottenne un impatto enorme sui costumi individuali e sulle politiche relative alla natalità adottate sia in Occidente, sia in paesi come India e Cina. Il volume, basato sulle fonti a stampa dell’epoca e sulla documentazione raccolta negli archivi statunitensi, costituisce la prima monografia italiana sull’argomento, ripercorrendo in maniera rigorosa ed approfondita le tappe che condussero la Sanger alla definizione del birth control e alla creazione di un movimento ancor oggi in piena espansione.
L’autore collabora con il Dipartimento di Storia dell’economia, della società e di Scienze del territorio “Mario Romani” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, dopo essere stato Visiting Scholar presso la University of Notre Dame e la New York University. Ha pubblicato: La via americana al welfare. Da Kennedy a Bush, Milano 2009.
Il volume raccoglie le riflessioni di studiosi di diversa formazione sulle nuove dimensioni della corporeità umana prospettate dall'avvento delle converging technobgies (nanotecnologie, bioinformatica, robotica), delle neuroscienze e della biologia sintetica. Si tratta di sviluppi tecno-scientifici in grado di rendere possibili il controllo e la modificazione della materia organica a livello delle sue componenti strutturali di base, nonché il cambiamento in profondità, da un lato, delle prestazioni fisiche e intellettuali dell'uomo e, d'altro lato, del rapporto dell'uomo con l'ambiente e le risorse naturali. Il testo affronta così gli aspetti etici e bioetici, giuridici, economici e sociali dello human enhancement (che secondo alcuni condurrà ad una dimensione "post-umana", realizzando una vera e propria rivoluzione antropologica) e propone, ma anche sollecita, una riflessione sul nuovo statuto del corpo umano. A tal fine, viene utilizzata una metodologia scientifica interdisciplinare che muove da diverse prospettive d'indagine: biologica, psicobiologica, neurofisiologica, medica, fisica, ingegneristica e bioingegneristica, filosofica, bioetica, psicologica, storica, giuridica, economica, culturale e comunicativa.
Laura Palazzani è ordinario di filosofia del diritto presso la Lumsa, Libera Università Maria Ss. Assunta, Vicepresidente del Comitato Nazionale per la Bioetica e membro dell’European Group of Ethics in Science and New Technologies presso la Commissione Europea.
Leonardo Nepi è stato assegnista di ricerca presso il Centro Studi Biogiuridici della LUMSA nell'ambito del progetto FIRB "Gen-Etica". È dottorando di ricerca presso l’Università di Roma Tor Vergata e membro della Segreteria Scientifica del Comitato Nazionale per la Bioetica.
L’incremento delle nuove possibilità di conoscenza nell’ambito della genetica umana apre inedite prospettive sul piano diagnostico, preventivo e terapeutico: la possibilità di conoscere malattie in atto (test diagnostici), di prevedere l’insorgenza di malattie (test presintomatici) o la predisposizione/suscettibilità all’insorgenza di patologie (test predittivi), sia nella fase di vita prenatale che nella fase postnatale, consente all’uomo di aumentare il sapere su di sé e sugli altri. Un aumento di conoscenza, sul piano quantitativo e qualitativo, che solleva numerosi problemi relativamente alle scelte morali, individuali ed interpersonali, per il presente e per il futuro.
I contributi raccolti nel volume analizzano le normative adottate dagli ordinamenti europei per disciplinare le attività di genetica medica e tematizzano, alla luce di un’analisi critica, la rilevanza di una adeguata consulenza genetica. Questo volume continua una ricerca iniziata con una precedente pubblicazione – L. Palazzani (a cura di), Gen-Ius: la consulenza tra genetica e diritto, Studium, Roma 2011 – contenuta nella stessa collana. Entrambi i volumi pubblicano i risultati della ricerca elaborata dal Centro Studi Biogiuridici della LUMSA (diretto dalla Prof.ssa Laura Palazzani) nell’ambito del progetto FIRB “Gen-Etica. Profili bioetici e biogiuridici della genetica tra ricerca sperimentale, consulenza e prospettive terapeutiche”, coordinato dal Prof. Adriano Pessina.
Negli ultimi anni, numerose chiese protestanti si sono occupate dei problemi etici sollevati dalle recenti possibilità mediche di prolungare la vita, dall'accompagnamento ai morenti alla possibilità di sospendere i trattamenti, dal rifiuto dell'accanimento terapeutico alla discussione sull'eutanasia. Il Documento del Consiglio della Comunione di chiese protestanti in Europa è il frutto di un percorso di studio e riflessione pluriennale volto a definire una posizione evangelica comune a partire dai testi elaborati sui temi del fine vita dalle singole chiese. La sua pubblicazione è particolarmente rilevante in un contesto, come quello italiano, in cui la specificità dell'impostazione etica protestante e il suo possibile contributo al dibattito pubblico sono scarsamente conosciuti.
È una parola a cui si pensa solo quando qualcuno sollecita una nostra opinione: che cosa è la vita? Quando inizia? Quando finisce? Rispondere non è semplice perché il linguaggio quotidiano non sembra adatto a individuare l'essenziale. Qui si trova un percorso ironico e sereno sui processi vitali nel tempo e nello spazio, sulle relazioni umane, sulla consapevolezza come aspetto irrinunciabile della vita stessa, fino a un intervento nel controverso dibattito sulla possibilità del testamento biologico.
Il volume prende in esame l'importanza della bioetica, con l'obiettivo di comprendere i motivi per cui è diventato un tema così precocemente obsoleto. L'intento dell'autore (scrittore e poeta, docente di bioetica presso l'Università La Sapienza di Roma e il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum) è di riabilitare questo importante argomento, proponendo dapprima una concisa analisi degli ostacoli allo sviluppo della bioetica e offrendo poi quelle che secondo lui possono essere le soluzioni al problema, come l'assunzione nella bioetica del linguaggio filosofico e della letteratura tout court.
In questo breve contributo vengono riassunti i maggiori temi di fine vita non in maniera ideologica, ma dando spazio alle diverse posizioni, favorendo la libertà di una opzione, illuminata dalla sana ragione.
Questo libro è costituito da undici saggi su vari aspetti della bioetica, un argomento fonte di aspri dibattiti ai giorni nostri. Come in ogni altro campo, anche qui è il concentrarsi sui fondamenti a determinare tutto il discorso e le argomentazioni. È questo il motivo per cui il libro inizia con la domanda riguardo alla vera origine dell'uomo e con lo scopo che ha assicurarne la salute. L'attenzione è poi rivolta alla duplice difesa della vita, naturale e soprannaturale. I capitoli dal quarto al settimo riguardano specificamente la bioetica, con la sua necessità di consistenza, con i suoi autentici fondamenti etici, con la sua essenza, che è legata all'essenza dell'essere umano, e con il suo futuro, che è il futuro dell'anima. Nei tre capitoli seguenti si posa lo sguardo, successivamente, sulle metamorfosi della dignità umana, sugli aspetti parassitari della società moderna e sulle, sfortunatamente, vane speranze che l'estremo bisogno di una bioetica adeguata sia ampiamente riconosciuto e tradotto in pratica. L'ultimo capitolo pone in rilievo il ruolo di Maria nell'incarnazione, come il fattore, spesso non adeguatamente compreso, che costituisce, per coloro che veramente credono in Cristo, la ragione della loro viscerale opposizione all'aborto. Viene ripetutamente ricordato il passaggio dal libro del Siracide, il quale afferma che se lottiamo fino alla morte per la verità, il Dio della verità combatterà per noi.
Il volume apre la nuova collana "I Quaderni di Scienza e Vita". Il grande tema della vita affrontato alla luce delle problematiche giuridiche ed etiche.
Temi di bioetica riguardo al nascere e al vivere. Dopo un'accurata analisi delle nuove tecnologie riproduttive l'autore propone un approccio per giungere a un giudizio morale sul diritto alla vita, l'amore come fonte della vita e la coniugalità come luogo di accoglienza del nascere.
Adriano Bompiani è professore emerito di Ginecologia presso la Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Presidente onorario del Comitato Nazionale per la Bioetica. Autore di diversi volumi sui temi della bioetica e dell’etica medica, ha già pubblicato in questa stessa collana il volume (2009).
Nella sua storia plurimillenaria, l’uomo ha sempre osservato con attenzione la natura ed appreso molto dall’analisi delle “cose”, ma ha anche saputo elaborare – nel mito – aspetti del pensiero simbolico. I fenomeni della generazione – con la nascita degli esseri deformi – hanno suscitato angosciate domande esistenziali e concorso a produrre miti e sentimenti favorevoli alla integrità della specie umana.
Questi atteggiamenti si rafforzano – oggi – in gran parte dell’opinione pubblica di fronte a proposte di ibridazione-chimerizzazione della specie umana con le specie animali, sia pure a livello embrionale.
Il volume analizza questi temi sia sotto gli aspetti storico-umanistici che scientifici, e suggerisce un più convinto rispetto dell’integrità umana.
"Il quesito "fino a quando" allude alla valutazione della possibilità di rinunciare a un trattamento attraverso il rifiuto ad iniziarlo o la sua sospensione. L'azione omissiva ordinariamente concorre, anche se non in via esclusiva, ad abbreviare la vita di una persona. Tale atto può essere considerato eutanasico, ossia manifesta la volontà di porre fine alla vita di una persona? Se vi è una condivisione sull'affermazione generale che non ogni atto di rinuncia configura un'azione eutanasica, aperto è il dibattito sui criter i che consentono la distinzione fra i due gesti, rendendo l'uno moralmente e giuridicamente accettabile, l'altro riprovevole e da perseguire penalmente. Questa appare essere oggi la questione seria, sia eticamente che giuridicamente, intorno alle problematiche legate alle fasi finali della vita". (Dalla Prefazione)
DESTINATARI
Ampio pubblico.
GLI AUTORI
Mario Picozzi è professore associato pressol’Università degli Studi dell’Insubria. Con le Edizioni San Paolo ha pubblicato Gianna Beretta Molla. La vita di famiglia come vocazione (2007).Vanna Consolandi Silvia Siano
Il volume raccoglie alcuni contributi di bioetica maturati nel corso di lezioni e conferenze rivolte a studenti di teologia e di medicina, a professionisti del mondo della salute e a docenti a vario titolo interessati alla bioetica e desiderosi di introdursi alle questioni proprie di questa giovane disciplina. Esso propone taluni nuclei tematici, utilizzabili per una prima introduzione all’etica della vita e alle sue problematiche: alla presentazione delle origini e dell’identità della bioetica (cap. 1) fanno seguito alcune questioni di tipo fondazionale (capp. 2-4) e talune tematiche specifiche (capp. 5-13), tra cui spiccano quelle, assai dibattute, relative all’inizio e alla fine della vita umana.
L’approccio alle problematiche dell’etica della vita è solitamente contrassegnato da una ricognizione sulle evidenze scientifiche disponibili, integrata da una riflessione condotta all’interno delle coordinate antropologiche ed etiche delineate nelle questioni fondative. La non facile impresa di coniugare le scienze della vita con l’etica ha trovato supporto nella geniale proposta metodologica di Bernard Lonergan, che ha reso meno impervio il compito di interpretare e articolare tra loro i differenti apporti conoscitivi, ineludibile momento nell’elaborazione di un’etica della vita all’insegna dell’interdisciplinarità. L’esigenza di sviluppare dei contributi fruibili nel dibattito pubblico – contrassegnato dall’eterogeneità delle impostazioni teoriche e da una sostanziale marginalizzazione della prospettiva teologica – ha condotto a privilegiare un approccio prevalentemente etico-filosofico alle tematiche in esame, talora integrato da sviluppi etico-teologici e da ragguagli sugli insegnamenti del Magistero ecclesiale in materia. Alla medesima esigenza è riconducibile l’attenzione critica prestata al pensiero bioetico di matrice liberale e utilitarista, che ampiamente informa la cosiddetta «bioetica laica», con cui è pur necessario il confronto.
Nel libro sono raccolti gli Atti del Convegno che il Comitato Etico dell'Istituto San Raffaele ha realizzato nell'ottobre del 2009. Il dibattito si è concentrato su questioni di grande rilievo etico, antropologico e teologico.
«Particolarmente significativo è il risveglio di una riflessione etica attorno alla vita: con la nascita e lo sviluppo sempre più diffuso della bioetica vengono favoriti la riflessione e il dialogo – tra credenti e non credenti, come pure tra credenti di diverse religioni – su problemi etici, anche fondamentali, che interessano la vita dell’uomo». Con queste parole contenute in una delle ultime encicliche di Giovanni Paolo II (Evangelium Vitae, n. 27) si è voluto assegnare alla bioetica un compito che va al di là di una particolare visione religiosa e che interpella direttamente la ragione dell’uomo, chiamandolo a riflettere sull’intimo significato della sua stessa esistenza e dell’ambiente nel quale si trova.
Il presente Manuale vuole essere innanzitutto uno strumento didattico, informativo e orientativo per quanti, studenti del Corso di laurea e dei Corsi di specializzazione della Facoltà di Medicina e Chirurgia, intendano prepararsi a svolgere in modo coscienzioso e corretto la professione medica. Viene perciò offerta una impostazione chiara sui criteri etici di fondo, applicandola ad alcuni rilevanti e attuali problemi, scelti fra i più conosciuti e dibattuti nell’ambito dell’esercizio della medicina. Ma l’opera è rivolta anche a chi intenda approfondire per vari motivi la disciplina: docenti di Bioetica, componenti dei Comitati Etici, perfezionandi in Bioetica, cultori della materia in generale, sia nell’area della medicina sia in quelle della giurisprudenza e della filosofia; essi possono trovare qui sia la presentazione e la discussione delle linee fondative sia la esposizione etica relativa ai singoli temi speciali, dalla ingegneria genetica alla eutanasia.
L’opera evidenzia una precisa chiave di lettura e un’impostazione filosofica, quella del personalismo ontologicamente fondato, e ciò fin dalla prima edizione, in maniera coerente e senza sottacere il confronto con altre visioni filosofiche. Questa impostazione, che presuppone la metafisica razionalmente fondata nell’antropologia filosofica sottesa alla parte etico-applicativa, è, ad avviso dell’autore, l’unica valida e sostenibile, capace di resistere alle critiche del relativismo.
Mons. Elio Sgreccia, già professore ordinario di Bioetica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia «A. Gemelli» nella sede romana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, è attualmente presidente della Pontificia Accademia per la Vita e della Federazione Internazionale dei Centri di Bioetica Personalista (FIBIP). Dal 1985 al gennaio 2006 ha ricoperto la carica di direttore del Centro di Bioetica dell’Università Cattolica nella Facoltà di Medicina e Chirurgia «A. Gemelli». È stato membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, è tuttora direttore della rivista «Medicina e Morale» e autore di saggi riguardanti la bioetica, l’etica medica, la pastorale sanitaria, la famiglia. Il suo Manuale di Bioetica, edito da Vita e Pensiero, ha avuto numerose edizioni e ristampe ed è attualmente tradotto in lingua spagnola, portoghese, francese e russa.
Il Convegno "Quale etica per la bioetica'', tenuto a Roma, dall'Associazione Docenti Italiani di Filosofia (A.D.I.F.) ha trattato la tematica proposta da diverse angolature dalla scienza del diritto alle scienze filosofico-teologiche. Parte dei lavori presentati e discussi nel corso del Convegno compongono questa pubblicazione.
Descrizione del libro: I problemi bioetici che il progresso delle tecnoscienze ci impone di affrontare sembrano, a un primo sguardo, nuovissimi, ed è proprio il loro apparirci totalmente inediti che rende così difficile trovare una soluzione giusta ed equilibrata. I saggi contenuti in Bioetica come storia – di cui sono autori E. Colombo, G. Galeotti, L. Gattamorta, A. Possieri e F. Tanzilli – mostrano come tali questioni abbiano, in realtà, profonde radici nel nostro passato, più o meno recente.
Scoprire come siano state affrontate situazioni non molto diverse da quelle di oggi, oppure chiedersi quando e come si siano prospettati per la prima volta i problemi attuali (dal ricorso all’eutanasia al rapporto con l’handicap, dalle politiche di controllo delle nascite al dibattito filosofico sull’animazione dei corpi), ci aiuta a comprendere come stiamo cambiando, e a quali pressioni è sottoposta la nostra facoltà di decisione etica. In particolare, ci rende consapevoli dello «slittamento morale» – cioè della tendenza ad accettare in modo acritico le innovazioni tecniche dopo un certo lasso di tempo, anche se, all’origine, erano state oggetto di condanna generale – tipico delle società tecnologiche.
Scritto come agile introduzione destinata anche al lettore non specialista, Bioetica come storia sollecita ad approfondire e comprendere la materia in modo appropriato, e ci fa capire che le questioni bioetiche non devono essere demandate agli «esperti», cioè agli scienziati, ma possono e devono essere affrontate da tutti.
Note sugli Autori dei saggi:
Emanuele Colombo insegna Storia della Chiesa alla DePaul University, Chicago.
Giulia Galeotti collabora con il Dipartimento di Studi storici dell’Università di Roma «La Sapienza». Tra le sue pubblicazioni, Storia dell’aborto (Bologna 2003), Storia del voto alle donne in Italia (Roma 2006) e In cerca del padre. Storia dell’identità paterna in età contemporanea (Roma 2009).
Lorenza Gattamorta è ricercatrice di Sociologia dei processi culturali presso l’Università di Bologna. Tra le sue pubblicazioni, La memoria delle parole (Bologna 2002), Teorie del simbolo (Milano 2005) e La società e i suoi simboli (Roma 2010).
Andrea Possieri collabora con il Dipartimento di Scienze storiche dell’Università degli Studi di Perugia. Tra le sue pubblicazioni, Il peso della storia (Bologna 2007) e Garibaldi (Bologna 2010).
Francesco Tanzilli collabora con il Dipartimento di Storia dell’economia, della società e di scienze del territorio «Mario Romani» presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano. È autore del volume La via americana al welfare. Da Kennedy a Bush (Milano 2009).
Cosa sono le cellule staminali? E perché molti scienziati non si accontentano di studiare le staminali adulte e continuano ad interessarsi alle embrionali? Considerate da molti una speranza per risolvere patologie incurabili, queste cellule sono da qualche anno uno dei temi caldi del dibattito pubblico, poiché le loro potenzialità applicative rappresentano un terreno di scontro tra diverse concezioni etiche, giuridiche e religiose. Il libro ci spiega tutto quello che abbiamo finora scoperto sull'ultima frontiera della medicina rigenerativa, mettendoci anche al riparo dalle false illusioni suscitate da istituti di paesi in cui la sanità non è sottoposta a un rigoroso controllo scientifico.
Maurilio Sampaolesi insegna Anatomia umana nell'Università di Pavia ed è direttore del Laboratorio di Cardiomiologia traslazionale nello "Stem Cell Research Institute" di Leuven in Belgio. E' autore di numerosi saggi comparsi su riviste internazionali e della voce sulle cellule staminali dell'Enciclopedia Treccani (2010).
La ricerca di De Marco rende conto dell'importante mutamento culturale legato ai temi bioetici. Il volume è costruito su una base documentale di quasi ventimila articoli, pubblicati su 15 testate nazionali dal giugno 1996 al marzo 2010 che hanno come tema la bioetica.