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Il 12 Gennaio 2012 un terremoto squassava l'isola di Haiti causando la morte di 230.000 persone e 600.000 sfollati. Immediatamente dopo la tragedia, la risposta dei sei sostenitori e amici della Fondazione AVSI è stata straordinaria e commovente. In 20 mesi l'équipe in Haiti, diretta da Fiammetta Cappellini, ha avviato 16 opere: 9 scuole, un centro educativo, 5 centri nutrizionali, laboratori artigianali, un ristorante comunitario. Dopo due anni, la strada per Haiti è ancora lunga e difficile. Ma i miglioramenti si vedono. Le scuole ricostruite funzionano, i bambini studiano, le mamme imparano a anche a fare le sarte e i padri a coltivare la terra. Lentamente, ma progressivamente, Haiti sta germogliando. Il terremoto non ha cancellato la vita. La centralità della persona, il riconoscimento del suo valore come essere unico e irripetibile è l'elemento essenziale su cui costruire.
Un testo sulla gratuità, attraverso il volontariato e la preghiera.
Il volume presenta problematiche, prospettive ed esperienze del volontariato oggi. Un breve excursus storico evidenzia che occuparsi di un «altro in stato di necessità» è un bisogno che accompagna l’evoluzione dell’umanità dagli albori. Viene quindi delineato il profilo del volontario e delle strutture attuali attraverso l’analisi delle motivazioni, una mappatura delle aree di intervento e la distribuzione sul territorio nazionale. Sono presi in considerazione i fattori socio-familiari che sostengono la scelta di fare volontariato; la predisposizione personale deve trovare nell’educazione e nel clima sociale l’humus adatto per attuarsi. Uno spazio è dedicato anche al funzionamento «patologico» sia personale sia dell’organizzazione: burn-out, demotivazione, narcisismo, tutti elementi che fanno emergere l’importanza della selezione, della formazione permanente e della verifica degli interventi. L’ultimo capitolo riporta esperienze e testimonianze che danno credibilità ai concetti espressi e permettono un approccio concreto all’attività del volontario.
punti forti
Il testo presenta una panoramica aggiornata sul mondo del volontariato oggi in Italia. l Il racconto di esperienze concrete e le testimonianze di volontari. l Prefazione di Rosario Carello
ricorrenze particolari
2011: Anno europeo del volontariato.
destinatari
In particolare, le associazioni di volontariato e chi, a vario titolo, presta opera di assistenza (per es. operatori sociali e sanitari) o ha intenzione di entrare in questo settore.
autori
Rossella Semplici, laureata in psicologia, svolge l’attività di psicologa clinica come libera professionista. Comandata presso l’università di Verona, ha condotto ricerche psico-pedagogiche relative all’età dello sviluppo; è docente ai corsi FSE (Fondo Sociale Europeo - Formazione e sviluppo delle risorse umane) e autrice di numerosi articoli su tematiche psicologiche e mediche pubblicati in riviste, siti specialistici e divulgativi. Con Paoline ha pubblicato La cura della salute (2008). Quirino Quisi, laureato in medicina e chirurgia, specialista in psichiatria, è ricercatore presso il CREMS (Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanità e nel Sociale) dell’università LIUC di Castellanza (Varese) e insegna, in qualità di Accademico Esperto, presso la facoltà di psicologia dell’università e-Campus di Novedrate (Como). Ha pubblicato oltre un centinaio di lavori scientifici in campo psichiatrico e psicosociale. È medico-scrittore, coautore di alcune opere letterarie.
Le strade del Kosovo conservano ancora oggi cartelli un po’ arrugginiti su cui campeggiano alberelli verdi. Indicavano luoghi sicuri in cui i bambini potevano giocare liberi. Fuori c’erano ancora campi minati, case bruciate e famiglie distrutte dall’odio etnico e dalla guerra. Era il luglio 1999: terminato, almeno sulla carta, il conitto con la
Serbia, in Kosovo erano arrivati i volontari di Amici dei Bambini per portare aiuti a orfani e famiglie. Tra loro c’era anche Laura Scotti, una giovane donna che in 189 giorni cambiò per sempre la sua vita e quella di molti kosovari. Un incidente aereo nei cieli di Pristina spezzò il suo sogno di felicità. I bambini di allora la amano come una sorella, la gente la ricorda come «una di noi». L’autrice ha seguito le orme di quella donna, oggi. E ha ritrovato Laura, nel «suo» Kosovo.