
Libri - Musica Sacra |
Questo libretto presenta in maniera semplice e simpatica tutti i problemi ancora sul tappeto a cinquant'anni dalla riforma liturgica del Vaticano II: partecipazione dell'assemblea, coro liturgico, strumenti e forme musicali, il silenzio, la solennità celebrativa, l'Ave Maria ai matrimoni...
Teologia e musica: due universi che raramente si visitano, due mondi a torto ritenuti incompatibili tra loro. Questo saggio intende dimostrare come musica e teologia, entrambi linguaggi di trascendenza, possano vibrare in perfetta consonanza in quanto tentano di dire qualcosa di ineffabile. Jordi Piqué guida il lettore in un percorso affascinante tra suono e pensiero, che ci immerge nella bellezza del Dio che si rivela. Uno sguardo ampio e sfaccettato su una relazione complessa attraverso un'analisi innovativa di opere e autori (sant'Agostino, von Balthasar, Sequeri ,Thomas Luis de Victoria, Schönberg e Messiaen).
Questo volume ripercorre la storia di quel piccolo regno armonico che è la Cappella musicale pontificia Sistina attraverso la sequenza dei suoi direttori. Il libro si trasforma così in una galleria di ritratti ma soprattutto in una serie di fondali storici. Questo particolarissimo itinerario, percorso dall'autore attingendo a testimonianze documentarie dirette o a ricomposizioni legate ad eventi ben attestati, conferisce così alla Cappella Sistina un'immagine molto più realistica rispetto a quell'alone mitico che la circonda.
La musica liturgica e la sua degradazione dal Concilio ad oggi nonostante l'insegnamento del Concilio e del Magistero. Con cronologia e vasta appendice documentale.
Descrizione del libro: La Chiesa cattolica ha sempre considerato la liturgia come il culmine di ogni attività e di ogni preoccupazione del cristiano. Il processo di secolarizzazione che ha interessato la società negli ultimi decenni ha però intaccato molte pratiche di fede, e non ha affatto risparmiato l’ambito della liturgia. La conseguenza più evidente e generalizzata di questo è una sostanziale desacralizzazione del culto, che rischia di subire pesanti ed essenziali riduzioni, fino a essere percepito come nulla più che un’occasione conviviale e di socializzazione tra i fedeli. Ogni componente della liturgia può concorrere in qualche modo a rafforzare o contrastare questo effetto indesiderato, ma quello della musica viene riconosciuto da più parti come un contributo determinante nell’attribuire forma e significato al sacrificio eucaristico.
Attraverso i principali testi del magistero e di autori fedeli ai valori tradizionali della liturgia cattolica, il libro offre indicazioni utili per restituire alla musica sacra la propria funzione essenziale all’interno del rito eucaristico e a quest’ultimo la dignità che gli spetta in quanto mistero divino.
Nota sull'Autore: Marco Ronchi è nato a Milano nel 1965. Si è laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano e ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio «Giuseppe Verdi» della stessa città. Da anni dirige cori liturgici a Milano e dintorni, promuovendo la conoscenza del patrimonio musicale tradizionale della Chiesa e l’uso del canto gregoriano nel contesto della liturgia.
Questa pubblicazione contiene gli spartiti musicali composti da Mons. Giuseppe Liberto, Maestro Direttore della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”, che con il suo genio artistico ha perseguito lo scopo di cantare la Parola, farla ascoltare, farla diventare preghiera liturgica.
Lo spartito si inserisce nella collana Liturgica Poliphonia (istituita nel 2004 dallo stesso Mons. Liberto), di cui la L.E.V. ha già pubblicato i seguenti volumi:
Crux Gloria, Te Deum laudamus, Magnificat, Laudate Pueri, Missa Pie Iesu Domine, Tu est Petrus, Mane nobiscum Domine.
Può la fede esprimersi attraverso il linguaggio musicale? Il presente saggio nasce da questo interrogativo e tenta di rispondervi partendo da un’opera musicale: la cantata BWV 140 «Svegliatevi, la voce ci chiama» di Johann Sebastian Bach. La ricchezza del testo e della musica sono occasione per un’approfondita ricerca che accompagna il lettore verso un ascolto attento e un incontro con il messaggio teologico. Un allenamento per gustare più approfonditamente questa singolare opera e scoprire gli innumerevoli tesori di arte e fede che la tradizione della chiesa ci consegna.
Destinatari
Tutti e soprattutto appassionati di musica.
Autore
GIULIO OSTO, nato a Padova nel 1981, presbitero della diocesi di Padova, dal 2006 al 2009 vicario parrocchiale a Conselve (Padova) e insegnante di religione, attualmente è studente presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma.
Nelle Sacre Scritture l'importanza della musica è attestata in numerosi luoghi, in primis nel Libro dei Salmi, considerato l'innario della Bibbia. Ponendo la Scrittura al centro della loro riflessione, le chiese della Riforma danno da sempre grande rilevanza all'espressione musicale, intesa come prezioso strumento di lode a Dio. In questo manuale, Nicola Sfredda illustra in modo completo e didatticamente efficace la ricchissima, cinquecentenaria tradizione liturgica e musicale protestante a partire da Lutero e Calvino, passando per Bach, Haendel, Buxtehude, gli spirituals e i gospels, fino all'utilizzo culturale e spirituale del canto e della musica sacra nel contesto contemporaneo.
Il Cantico delle Creature di san Francesco d’Assisi è un ponte gettato fra un medioevo in cui la natura è, per il mistico, trasparenza di Dio, ed una modernità lacerata da intime scissioni, vuoti di senso, afasie artistiche. eppure, molti fra i massimi compositori del secolo breve hanno trovato nel testo senza tempo di Francesco ben più di uno stimolo creativo: le versioni di Schnittke, Messiaen e Gubaidulina aprono ampi squarci su un orizzonte di fede ritrovata e di intensa serenità spirituale.
Dallo studio di queste partiture emblematiche, il discorso si amplia fino a toccare le più profonde domande di senso: esse confluiscono in un’originalissima «postfazione corale», reinterpretazione contemporanea del cantico da parte di personalità quali Massimo Cacciari, Khaled Fouad Allam, Irene Iarocci, Peter Hill, Giampiero Bof, Katarina Pajchel, Lubomir Zak, Margherita Coletta, Giuseppe Brondino, Davide Rondoni in un mosaico interdisciplinare in cui la diversità diventa culla della pienezza.
Chiara Bertoglio (Torino, 1983), concertista di pianoforte e musicologa. Formatasi con docenti quali Paul Badura Skoda e Konstantin Bogino, si diploma sedicenne con menzione d’onore e si perfeziona in Svizzera e presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. È regolarmente invitata come solista nelle sale più prestigiose, fra cui la Carnegie Hall di New York ed il Concertgebouw di Amsterdam.
Ottiene la laurea specialistica in Musicologia presso l’Università di Venezia summa cum laude, ed un master all’Università di Roma; è dottoranda (PhD) in Music Performance Practice presso l’Università di Birmingham.
Ha pubblicato Voi suonate, amici cari (Ed. Marco Valerio) e Musica, maschere e viandanti. Figure dello spirito romantico in Schubert e Schumann (Effatà Editrice) e Logos e musica. Ascoltare Cristo nel Bello dei suoni (Effatà editrice). Numerosi suoi articoli sono apparsi su riviste specialistiche come «Aaa-Tac», gli «Atti dell’Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti», «British Postgraduate Musicology» e molte altre. Fondatrice del gruppo di volontariato «Portare la musica», è docente ai corsi estivi dello studio Filosofico Domenicano di Bologna ed in masterclass pianistiche in Slovenia e Italia, e tiene seminari in atenei italiani ed esteri.