
Libri - Ambiente |
Negli ultimi cinquecento anni la crescita esponenziale della popolazione umana e lo sviluppo tecnologico hanno radicalmente trasformato gran parte del pianeta e sottoposto ad enormi pressioni le risorse naturali. Il volume ricapitola la storia del rapporto fra uomo e natura, trattando in maniera tematica gli effetti dell'intervento umano sulla fauna, sulle foreste e sul suolo, e la ricaduta complessiva sull'ambiente del grande sviluppo delle città, dopo la rivoluzione industriale. Gli ecosistemi della terra, conclude l'autore, rischiano la crisi; ma cresce la consapevolezza dei pericoli e l'ambiente sta necessariamente diventando una priorità nell'agenda politica globale.
A partire dai dati scientifici sullo stato del pianeta, dalle indicazioni del magistero e dalla riflessione della teologia e dell'etica ecologica, il volume propone di educare al creato offrendo un messaggio di speranza da condividere con coloro che hanno a cuore la terra e i suoi abitanti.
Un'educazione che non si limiti alla salvaguardia dell'esistente - pur imprescindibile di fronte al deterioramento ambientale - ma che consenta di riscoprire armonia, meraviglia, stupore e gratitudine affinando una sensibilità che non sia pura delega agli addetti ai lavori, ma diventi patrimonio comune. Un'educazione in grado di suscitare il desiderio di prendersi cura della creazione, di assumersi responsabilità verso la terra, dono di Dio affidato a tutti e alle generazioni future, e di impegnarsi per la giustizia a favore dell'intera famiglia umana.
«L'arte dell'educare al Creato diventa sempre più necessaria», osserva nella prefazione il vescovo Giancarlo Bregantini. «Anche perché gli errori e i limiti precedenti, frutto di poca sensibilità sociale e culturale, possono ora essere rimediati. E superati. La sensibilità è infatti cresciuta, più vicina alla storia odierna, soprattutto dei giovani, che sentono vivissimo il loro cuore attento all'erba che cresce, al cielo azzurro, all'aria pulita, al territorio risanato. A un lavoro che garantisca il futuro».
Sommario
Prefazione (G. Bregantini). Presentazione. 1. Educare oggi. 2. Lo stato del pianeta. 3. I fondamenti della cura per l'ambiente-creato. 4. Una questione etica. 5. Un orizzonte che si allarga. 6. Comunità profetiche nella storia. 7. Un nuovo ruolo culturale. Conclusione.
Note sull'autrice
MARIA TERESA PONTARA PEDERIVA, laureata in Scienze naturali e diplomata in Scienze religiose, è insegnante di liceo e si occupa di divulgazione scientifica, ambiente, educazione e attualità ecclesiale. Collabora a Vita Trentina, Il Segno, Settimana, Rivista di Teologia Morale e Vatican Insider. Per EDB ha pubblicato Giuseppe Nardin monaco nella storia. Un benedettino sulla frontiera del rinnovamento (2010).
Una ricca introduzione ad un diverso modo di intendere il giardinaggio. Fare giardinaggio senza irrigare: il sogno di tutti i giardinieri coscienti della necessità di preservare le risorse naturali e desiderosi di creare un giardino concepito in armonia con lambiente. Questo sogno si può realizzare: in effetti laridità, si tratti di un fattore abituale, come nei Paesi del Mediterraneo, o di un fattore nuovo dovuto al riscaldamento climatico, può diventare un asso in mano al giardiniere. Essa permette di utilizzare piante spesso poco conosciute, ma ricche di una straordinaria diversità di foglie, fiori, forme e profumi. Ma come è possibile creare questo tipo di giardino? Quali piante occorre scegliere, e come fanno a sopravvivere allaridità? Quali sono le tecniche da adoperare per la preparazione del terreno, la piantagione e il mantenimento? A tutte queste domande il libro dà risposte precise e concrete, basate su una ventennale esperienza di lavoro quotidiano con le piante per un giardino in ambiente arido. Con oltre 400 fotografie originali di piante, giardini e paesaggi, lopera descrive più di 500 specie vegetali: una vasta gamma di arbusti e perenni per creare la trama dei giardini del futuro, belli e adattati allaridità.
De Nardis Maria Teresa
Laureata in Scienze geologiche, ha insegnato per oltre venti anni Scienze naturali, Chimica e Geografia economica nella scuola secondaria superiore. Come insegnante di Scienze ha fatto parte della redazione della rivista Naturalmente per circa un decennio. È stata referente nazionale del Coordinamento Nazionale Bibliotecari Scolastici e tuttora ne cura gli strumenti comunicativi e la consulenza su questioni sindacali. Fa parte del Gruppo MondoNuovo che ha realizzato questa Guida e si occupa di detersione, cosmesi e riuso, studiando soprattutto gli aspetti tecnici e normativi. La sua attività a favore del consumo critico prosegue con articoli e seminari.
Contenuti:
Per costruire futuro è necessario percorrere strade alternative nel campo della produzione e del consumo.
Un gruppo di persone intraprendenti – per lo più donne casalinghe – ha sperimentato tutti i tipi di detersivi: quelli di sintesi, che si acquistano al supermercato; quelli ecologici, che si comprano in negozi specializzati o su Internet; quelli fai da te, che si possono preparare in casa.
Il Gruppo MondoNuovo riporta in questa Guida la sua esperienza, ricca di consigli pratici: accorgimenti per l'utilizzo dei detersivi commerciali e degli elettrodomestici, informazioni sui detersivi biologici, ricette di detersivi "fai da te".
I detersivi bioallegri aggiungono un altro tassello al Mondo Nuovo dove la natura è rispettata e la sobrietà felice si diffonde nella vita personale e sociale.
Esiste un pensiero teologico sui problemi ambientali? A che cosa serve la teologia quando si riflette sull'inquinamento, la riduzione dei rifiuti, il cambiamento climatico e l'uso dell'acqua?
La fede cattolica è stata più volte accusata di sostenere un antropocentrismo distruttivo teso a giustificare lo sfruttamento dell'ambiente, ma il messaggio biblico va in direzione opposta, ricordando che il creato costituisce il luogo e il tempo dell'incontro tra l'uomo e Dio.
I testi raccolti nel volume, orientati ad approfondire modi e concetti utili a ripensare ed educare cristianamente la sensibilità nei confronti dei problemi ambientali, nascono da alcune iniziative del gruppo di studio "Custodia del creato", promosso presso la Segreteria generale della Conferenza Episcopale Italiana dall'Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro assieme al Servizio nazionale per il progetto culturale.
Sommario
Introduzione (R. Presilla). Presentazione (R. Repole - S. Bastianel). DISEGNARE SPAZI EDUCATIVI. Educare alla custodia del creato (A. Casile). Confessare il Creatore, custodire il creato. Ripensare un percorso di ricerca (S. Morandini). PERCORRERE IL CREATO TRA ETICA E TEOLOGIA. «E Dio vide che ciò era buono» (A. Barbi). Una responsabilità filiale. Teologia della creazione e questione ambientale (F. Scanziani). Dottrina sociale della Chiesa e responsabilità per il creato (L. Lorenzetti). Una spiritualità ecologica dell'abitare, un'etica del custodire (G. Quaranta). Custodire la terra per il bene comune (P.D. Guenzi). LE BUONE PRATICHE DEL CUSTODIRE. Custodire il creato, rinnovare le pratiche. Prospettive per una pastorale del creato (L. Bressan). L'esperienza di pastorale del creato della diocesi di Brescia (G. Scalmana). Custodire il creato: rinnovare le pratiche (M. Mascia).
Note sugli autori
L'UFFICIO NAZIONALE DELLA CEI PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO è stato istituito dal Consiglio Episcopale Permanente nel 1975. Nel 1992 all'ambito del lavoro si sono aggiunti l'economia e la politica. Nel 2000, l'Ufficio si è arricchito degli ambiti "giustizia e pace" e "custodia del creato". Attraverso la propria Consulta assicura il collegamento con le regioni ecclesiastiche, le diocesi e altri soggetti ecclesiali di rilievo nazionale e usufruisce di una qualificata consulenza.
Il SERVIZIO NAZIONALE DELLA CEI PER IL PROGETTO CULTURALE è attivo dal 1997 come centro di raccordo per i diversi soggetti impegnati nell'attuazione del progetto culturale, al fine di sviluppare l'aspetto culturale dell'evangelizzazione nei diversi settori della vita della Chiesa. Il Servizio svolge un'azione di monitoraggio, di osservatorio e di documentazione sulle iniziative volte a coniugare fede e cultura; organizza incontri di studio e iniziative a carattere nazionale su temi di particolare rilievo. Dal 2000 EDB pubblica gli atti dei Forum del Progetto culturale.
L’industrializzazione è il fulcro attorno a cui ruota tutto il mondo contemporaneo. La crisi ambientale causata dall’industrializzazione costituisce, secondo molti, la questione cruciale del nostro tempo. Esiste un rapporto certo ed evidente tra lo sviluppo dell’industria, il suo crescente impatto sull’ambiente, il susseguirsi di traumi locali e globali a carico dell’ecosistema e il dispiegarsi, in tempi storici ravvicinati, del processo estensivo e intensivo dell’industrializzazione. Ciononostante, soprattutto in Italia, il multiforme, difficile rapporto tra industria e ambiente, visto e analizzato nel suo farsi storico, è poco studiato.
Questo volume fornisce materiali importanti, in alcuni casi imprescindibili, per mettere a fuoco le dimensioni reali del problema, utilizzando come banco di prova il caso italiano, ad un tempo peculiare ed emblematico. Un’ampia sezione, incentrata soprattutto sull’industria chimica, ricostruisce e analizza una serie di casi esemplari. Il resto del volume è imperniato sugli apporti che in tema di industria, chimica, ambiente hanno fornito due delle principali figure dell’ambientalismo scientifico italiano: Laura Conti e Giorgio Nebbia.
A quest’ultimo è dovuto anche il CD allegato, Un anno di chimica: elementi e racconti, silloge ricca e diversificata dell’impegno divulgativo di uno studioso capace di coniugare la passione per la chimica con quella per l’ambiente e coloro che lo abitano.
La crisi del nostro tempo è senza rimedi se non si è in grado di affrontare la crescente insostenibilità della civiltà industriale, estesasi sull’intero pianeta. Per trovare una via d’uscita non è sufficiente, ma è indispensabile conoscere quel che è successo.
Sul finire del Settecento, un libro sulle api, sul modo di governarle e sulla loro utilità, scritto dal pugliese Antonio Maria Tannoja (1727-1808), riscosse un notevole successo e meritò all’autore l’iscrizione a socio della famosa Accademia fiorentina dei Georgofili. Dopo più di duecento anni, la scoperta di quel testo ha spinto Angelomichele De Spirito ad illustrarne il contenuto, che è quasi una “summa” e un’esposizione critica dell’apidologia del tempo. E, poiché l’autore, oltre ad essere uno tra i migliori entomologi del Settecento, era anche un discepolo di sant’Alfonso de Liguori, e meglio noto come suo primo biografo, De Spirito ne ricostruisce la storia di vita nel contesto socio-religioso del suo istituto e dell’ambiente circostante. Ne risulta un sorprendente spaccato di storia culturale, in cui Tannoja e le sue api, coltivate e osservate per quasi mezzo secolo, appaiono concretamente coinvolti in quel progetto di riforma e di diffusione di un nuovo approccio scientifico, tecnico ed economico, inculcato da pensatori come Ludovico A. Muratori e Antonio Genovesi nel secolo dei Lumi.
Angelomichele De Spirito, docente di Antropologia culturale nell’Università di Salerno, ha insegnato la stessa materia per oltre dieci anni anche nelle Università di Roma La Sapienza, di Firenze e di Roma Tre. Ha svolto ricerche di storia delle tradizioni popolari e di storia sociale e religiosa nel Sud d’Italia e nel Nord del Madagascar. Socio ordinario dell’Accademia Pontaniana di Napoli, ha curato la pubblicazione delle Opere filosofiche di Tommaso Rossi (Roma 2006) ed è autore, tra l’altro, di Culto e cultura nelle visite orsiniane. Prefazione di Gabriele De Rosa (Roma 2003), Sud e famiglia (Soveria Mannelli 2005), La patria contesa. Benevento, Napoli e San Gennaro (Manduria-Roma 2006), Il paese delle streghe. Una ricerca sulla magia nel Sannio campano (Roma 2008).
Montanari non si nasce, ma si diventa: è, questo, uno dei "principi" con cui occorre impostare qualsiasi ricerca storica sul progressivo popolamento delle Alpi da parte dell'uomo (per lo più al seguito di altri animali e vegetali che hanno trovato sorte stanziale nelle Alpi man mano che è venuta arretrando la glaciazione). A poco a poco gli uomini si sono "fatti" montanari; hanno intrapreso un'esplorazione della natura in linea verticale e hanno tentato variamente di "abitare" le montagne. Questa vicenda ha trovato nelle Alpi uno dei suoi "teatri" più rilevanti. Molteplici gruppi popolazionali si sono avventurati nel mondo "alpino" seguendo differenti itinerari tra quelli propri della grande ramificazione di catene montuose che occupa il cuore d'Europa. Quello del popolamento umano è senza dubbio uno dei più grandi temi della storia delle Alpi. Si tratta di una vicenda che ha comportato non soltanto l'approccio "migratorio" di differenti unità genetico-popolazionali all'ambiente montano, ma anche aspetti di "invenzione" di nuove specie animali con cui praticare un'assidua simbiosi, nonché di nuove specie vegetazionali, coltivabili a fini di sopravvivenza, nonché principalmente di nuove "forme d'uomo". E questo, pertanto, un capitolo di rilievo nella storia dell'evoluzione umana. In tal modo gli uomini si sono fatti interpreti di un paradigma "alpino" di civiltà, che attualmente rischia l'estinzione e che si impone, per contro, come grande e prezioso retaggio culturale.
"Una difficile sfida ecologica investe il nostro tempo e la sopravvivenza stessa del nostro pianeta. Come cristiani quale pensiero possiamo e dobbiamo coltivare per affrontarla? Ecco la domanda a cui questo volume prova a rispondere, distaccandosi dagli schemi tradizionali del saggio. All'analisi dei dati statici è affiancata la forza della riflessione e della sensibilità dell'autrice che non si esime dall'utilizzare gli strumenti dell'esegesi biblica, della meditazione e della contemplazione. La vita quotidiana in seno alla sua comunità di tipo monastico e contemplativo ha rivelato a Nicole Échivard la coerenza tra la fede e la visione ecologica, tra la vita evangelica e l'ecologia pratica. Questa esperienza conferisce alle pagine novità e concretezza, arricchendo la riflessione ecologica con la profonda ispirazione cristiana."
Il contributo della Santa Sede al Sesto Forum Mondiale dell'Acqua tenutosi a marzo 2012.
La crisi ecologica è crisi etica. Oggi non è più ovvio che la terra debba offrire cibo per ogni uomo. Non è detto che l'aria sia cosa buona per i polmoni. Non è scontato che l'accesso all'acqua debba essere garantito a tutti, gratuitamente. Non è neppure condiviso che le risorse del creato siano al servizio della vita di ogni uomo e non possano essere accaparrate dai più scaltri.
In tale confusione d'interessi, l'etica ecologica ha bisogno di ripensarsi. È in gioco il rapporto con le esperienze elementari del vivere: terra, aria, acqua e fuoco sono doni che vanno al cuore della relazione con Dio, coi fratelli e col mondo.
Alla comunità cristiana si apre la strada di un rinnovato incontro con le fondamentali domande dell'uomo: che senso hanno i doni del creato? Per chi sono? Come promuovere la comunione e la fraternità tra gli uomini?
Le pagine del volume intendono smascherare logiche di ingiustizia e di privilegio che si perpetuano in campo ambientale. E portano a rivedere, nella fede, l'approccio umano con i beni essenziali della creazione.
Sommario
Prefazione (L. Infanti De La Mora). Introduzione. I. «La creazione geme e soffre nelle doglie del parto fino ad oggi» (Rm 8,22). Fondamenti di un'etica teologica. II. «Il cibo ad ogni vivente» (Sal 136,25). Valore della terra e fame umana: un connubio da ricostruire. III. Nel «sussurro di una brezza leggera» (1Re 19,13). L'aria, respiro di vita. IV. «L'acqua è nostra!» (Gen 26,20). Il mondo con l'acqua alla gola: è merce o diritto? V. «Ridistribuzione delle risorse energetiche» (Civ 49). Il fuoco dell'energia alla prova della condivisione. VI. «Giocavo sul globo terrestre» (Pr 8,31). In conclusione: la conversione ecologica. Bibliografia.
Note sull'autore
BRUNO BIGNAMI è docente di teologia morale a Crema, Cremona, Lodi e Mantova. È presidente della «Fondazione don Primo Mazzolari» di Bozzolo (MN). Con le EDB ha pubblicato Mazzolari e il travaglio della coscienza. Una testimonianza biografica (2007) e ha curato l'edizione critica di due opere di Mazzolari: Preti così (2010) e Il Samaritano. Elevazioni per gli uomini del nostro tempo (2011).
Per chi pone lo sguardo su una carta geografica fisica dell’America del Sud l’attenzione è subito attirata dalla vasta e continua estensione pianeggiante dell’Amazzonia, distribuita fra diversi stati, con evidente predominanza del Brasile. Il verde della rappresentazione iconografica si collega, nella mente dell’osservatore, a immagini di fiumi maestosi e copertura arborea imponente punteggiate da piccoli gruppi di uomini e donne piumati: una narrazione ripetuta, senza quasi cambiamenti, per circa mezzo millennio. Ma da ormai diversi decenni il quadro regionale si è modificato e oggi 35 milioni di cittadini vivono, lavorano, progettano in quelle terre. L’Amazzonia e la foresta si propone di riflettere attorno ai processi decisionali e attuativi degli attori che operano in questa realtà: amministrazioni statali e locali, gruppi economici di diversa consistenza e potere, associazioni della società civile e istituti di studio e ricerca, senza dimenticare l’importanza delle relazioni internazionali. L’inglobamento del bioma amazzonico nell’ecumene è forse il primo caso di un processo di tale tipo (certamente il primo ad una scala così estesa) che si compie avendo coscienza che esso porta con sé conseguenze ambientali relative non solo all’area immediatamente e direttamente coinvolta, ma anche a spazi lontani e, chissà, planetari. Coniugare tale coscienza con un'azione equilibrata è lo stretto sentiero lungo il quale oggi camminano i protagonisti della produzione sociale di questo territorio.
L'autrice ci insegna cosa sono, come si preparano e come si usano i preparati vegetali, usati in agricoltura biologica per combattere parassiti, acarie afidi, con efficacia e rispetto per l'ambiente.
Nove Paesi al mondo possiedono più della metà delle riserve di acqua. Mentre si discute se è un bene comune o una merce come tutte le altre, alcuni sostengono che l'oro blu sarà sempre più causa di conflitti. Che fare, allora, come cittadini? Impariamo a conoscerla, a esaminarla, a risparmiarla e a sceglierla con intelligenza.
La natura spontanea è molto più rigogliosa rispetto a quella degli ambienti coltivati. E' da questa considerazione che gli autori hanno sviluppato un metodo di coltivazione di frutta e ortaggi che usa ciò che avviene spontaneamente negli ambienti naturali per ottenere un prodotto dalla qualità elevata e con un forte risparmio energetico.
Una raccolta dei discorsi pronunciati da papa Benedetto XVI in materia di ecologia, a partire dai primi giorni del suo pontificato, sino a tutto il 2011. Prefazione di Mons. Jean-Louis Brugues, segretario della congregazione per l'educazione cattolica e attento studioso di problematiche ambientali.
Il clima sta cambiando. La terra ha la febbre. Cosa possiamo fare per controllare la temperatura?
Questa pubblicazione si inserisce nella collana dei "Pensieri di Benedetto XVI", curata dal Prof. Lucio Coco, stimato esperto di letteratura cristiana. Il volume raccoglie una selezione di testi di Benedetto XVI sul tema dell’ambiente, esaminato nelle sue diverse sfaccettature, da quella naturale, a quella sociale, culturale, ed economica.
Questo libro, presentato da Vandana Shiva, raccoglie la sintesi del Rapporto Globale di Cittadini sullo stato degli OGM. Secondo le testimonianze di questo rapporto provenienti da tutto il mondo sembra che la tecnologia dell' ingegneria genetica sia un progresso ben strano: produce meno, aumenta il consumo di sostanze chimiche in agricoltura, fa nascere super infestanti e super insetti resistenti agli OGM, aumenta in modo enorme i costi degli agricoltori per i semi e i pesticidi. Tutto ciò è però propagandato e diffuso con tutti i mezzi, leciti e illeciti, in ogni Paese, come una specie di penetrazione militare. Perché? Il Rapporto globale di cittadini sullo stato degli OGM aiuta a rispondere a questa domanda. Questo libro rappresenta il collegamento fra tutti i gruppi propositivi che si battono nel mondo per la libertà e la salute alimentare.
Le azioni dell'uomo potranno mai mettere a rischio il pianeta e, soprattutto, la vita che esso ospita? Un libro che illustra con chiarezza e semplicità idee, azioni e interventi per uno sviluppo sostenibile.
Opuscolo-faro: scritto per illuminare. Opuscolo-fonte: ricco di tante piste concretissime per la prima educazione ecologica di base.
La Terra non ne può più del nostro modo di sconciarla! Siamo dissennati, scriteriati: distruggere la natura è tagliare il ramo su cui siamo seduti. Abbiamo bisogno dell'odore della Terra, del colore delle albicocche, del rumore del mare, della coda dello scoiattolo... E' provato. cinque minuti di contatto con la natura migliora la vita e libera dallo stress. Sta qui la ragione di queste pagine.
Un fenomeno iniziato poco più di 2 milioni e mezzo di anni fa che ha avuto un ruolo determinante nella formazione del paesaggio attuale e nella diffusione ed evoluzione degli organismi viventi: sono le oscillazioni climatiche - note come glaciazioni - che hanno caratterizzato l'era Quaternaria, lasciando numerose testimonianze anche nella nostra penisola. Ghiacciai, fiumi e vulcani, fossili di specie estinte come mammuth e iene giganti, e infine la conformazione attuale delle nostre coste testimoniano infatti come l'Italia sia stata un crocevia di migrazioni, adattamenti ed evoluzioni. Un affascinante viaggio per capire i rapporti tra clima e storia naturale.
Raffaele Sardella, paleontologo, è ricercatore nella Sapienza - Università di Roma e dal 2009 presidente dell'Istituto Italiano di Paleontologia Umana. In questa stessa collana ha pubblicato "Storia della vita sulla Terra" (2009).