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Si tratta di una “biografia” di Carlo Urbani, che fu Presidente nazionale di Medici Senza Frontiere, costruita attraverso le interviste con persone che lo hanno conosciuto nei diversi periodi della sua vita. Questo volume raccoglie decine di testimonianze, di familiari, amici, medici, dirigenti, funzionari, diplomatici, molti dei quali parlano per la prima volta, raccontando un Carlo Urbani spesso diverso da quello finora conosciuto. Storie, aneddoti che tentano di superare un’agiografia spesso in questi casi inevitabile, per offrire, le tracce di un’esperienza capace di destare, ancora, entusiasmi e speranze.
Il testo è diviso in 5 parti:
• I familiari
• Amici dal periodo giovanile all’impegno
• Colleghi medici e qualche paziente
• Colleghi e membri di MSF e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’impegno all’estero
• La notizia della sua morte A questo si aggiunge una ultima parte dedicata all’AICU – Associazione Italiana Carlo Urbani – e ai suoi progetti. La freschezza e la partecipazione delle interviste rendono il testo immediato e toccante: ne emerge un Carlo Urbani a tutto tondo: con la sua creatività, spirito di avventura, capacità di amicizia, di stabilire relazioni e di organizzare le cose più impensate: ma sempre su un fondamento di dedizione assoluta ai più deboli, vissuta al massimo delle sue potenzialità.
Punti forti
• A marzo sono 10 anni dalla morte di Carlo Urbani • Forte testimonianza di un medico che ha dato la vita per preservare la vita ai più deboli. • Stile immediato e partecipativo, attraverso le interviste. destinatari • Chi ama leggere testimonianze e conoscere realtà di servizio agli ultimi, specialmente in ambito del terzo mondo. • Educatori, operatori di associazioni di volontariato. • Il circuito di Medici Senza Frontiere
Autore
Vincenzo Varagona è nato a Lecco nel 1960. Giornalista dal 1982, collabora con Avvenire e Famiglia Cristiana. Dal 1987 lavora nella redazione Tgr Rai Marche. Ha realizzato reportage nei Balcani in guerra (Croazia 1993, Kosovo 2001), in Medio Oriente (2006) e in Africa (1995, 2004, 2009). Nel 2010 la Fondazione Green Accord gli assegna a Pistoia il Premio giornalistico «Sentinella del creato», per i temi affrontati nel reportage dall’Etiopia. Con le Paoline ha pubblicato Pollicino nel bosco dei media. Come educare i bambini a un uso corretto dei mezzi di comunicazione (2007) e Abba Marcello. Viaggio nel cuore dell’Africa missionaria (2011). Ha curato inoltre la pubblicazione di Rai, una per tutti (Edizioni Sigim, 2005) e 50 anni di Ucsi (Edizioni Ucsi, 2010).
Il nuovo Evangeliario ambrosiano, dono di commiato del card. Dionigi Tettamanzi alla diocesi ambrosiana, scaturisce come segno sintetico di tutto il suo magistero. Vengono messi in luce i principi ispiratori, da lui stesso tracciati, il ruolo di committente esercitato in prima persona dall’arcivescovo e dalla Commissione da lui nominata. L’iter ha previsto una solida preparazione scientifica, con l’organizzazione di un Convegno di studi, si è sviluppato intrecciando un fecondo rapporto con gli artisti coinvolti e non ha trascurato, con l’organizzazione di una grande mostra, l’importanza assegnata alle comunicazioni sociali e un momento simbolico per inaugurarne l’uso, di curare la recezione del libro come luogo di crescita e formazione per il popolo di Dio, di dialogo e testimonianza nel mondo contemporaneo della cultura e dell’arte.
The new Ambrosian Evangeliary is a gift that taking his leave card. Dionigi Tettamanzi, has left to the Ambrosian diocese. This Gospels book arises as a synthetic sign of all his teachings. In this article are stressed the inspiring principles, that he himself has outlined; further the commissioning role that was exerted by the archbishop himself and by the Commission he had appointed. This procedure (iter) has required a solid scientific preparation, including the organization of a Congress of study; it has been developed through a fruitful relationship with the involved artist and has not forgotten the importance of mass media by mounting a great exhibition and fixing a symbolic moment for the beginning of its use. Great care was also taken for the reception of the book as a way of letting grow and forming the people of God, opening a dialogue and giving witness to the present world of culture and art.
A partire dagli anni ’80 del XX sec., rispondendo alle istanze della riforma liturgica del Vaticano II, diverse Conferenze episcopali nazionali hanno progettato e realizzato alcuni Evangeliari in lingua vernacolare, secondo i desiderata dell’Ordinamento delle letture della Messa, cercando di operare una sintesi dialogica fra le esigenze celebrative connesse a quest’oggetto liturgico, la creatività degli artisti contemporanei e i legami con la tradizione dei libri liturgici del passato. Si presenta una panoramica di alcune realizzazioni recenti, descrivendo le scelte operate nell’elaborazione del testo, delle coperte e dell’apparato iconografico, per tracciare un quadro della ricerca contemporanea all’interno della quale si inscrive la pubblicazione del recente Evangeliario ambrosiano.
Since the ’80 years of the XX century, as an answer to some instances of the liturgical reform introduced by the II Vatican Council, some national Bishop’s Conferences have planned and carried out some Evangeliaries in vernacular language, according to the desiderata of Ordo lectionum Missae. It was an attempt to operate a dialogical synthesis between the celebrations requirements that are linked with this liturgical object, the contemporary artists’ creativity and the bonds with the liturgical books of past time. A glimpse is here presented about recent achievements, of which are described the choices related to the text elaboration, the cover pages and the iconographic apparatus. So a frame is outlined about the contemporary research, in which also we find the publication of this recent Ambrosian Evangeliary.
Problematiche, accentuazioni, istanze, prerogative ecclesiali e liturgiche e ricostruzioni storiche del libro degli Evangeli e delle sue liturgie sono accennate ed evidenziate mediante le relazioni del Convegno del 2010 e gli altri studi che oggi le integrano e costituiscono la pubblicazione dei suoi Atti nel volume L’Evangeliario nella storia e nella liturgia, Qiqajon, Magnano (BI) 2011, 306 pp. con 131 tavole a colori fuori numerazione.
Problems, emphasis, instances, ecclesial and liturgical privileges, historical reconstructions of the Gospels Book and its liturgies are presented and stressed through the proceedings and accounts of the 2010 Congress, together with other studies that complete those reports and are collected in its proceedings published in L’Evangeliario nella storia e nella liturgia, Qiqajon, Magnano (BI) 2011, 306 pp., illustrated with 131 colour tables out of text.
L’Evangeliario ambrosiano è presente nella Cattedrale metropolitana di Milano con l’esemplare tipico, splendidamente ornato e illustrato, e con altri tre testimoni. Questo libro illumina la vita della Chiesa ambrosiana nei momenti salienti dell’anno liturgico e nei suoi principali avvenimenti ecclesiali. Il Duomo ha riservato all’Evangeliario una ritualità specifica e unica, come avviene per alcuni altri elementi centrali della propria liturgia.
The Ambrosian Evangeliary is present in the Milan Cathedral with the typical edition, that is beautifully decorated and illustrated, with other three copies. This book illuminates the life of the Ambrosian Church in the main moments of the liturgical year and in its important ecclesial events. The Milan Cathedral has reserved to its Evangeliary a specific and unique rituality, as it happens to some other central elements of its own liturgy.
Il progetto per la realizzazione del nuovo Evangeliario ambrosiano, ha dato modo alla Commissione di entrare in stretta e continuativa relazione con gli artisti contemporanei chiamati con le loro opere ad affiancare la Parola evangelica per annunciarne l’efficacia salvifica attraverso forme e colori davvero originali. Gli stessi artisti hanno avuto l’umiltà e la saggezza di conoscere e approfondire i testi sacri attraverso apposite schede esegetiche, liturgiche e pastorali. Così hanno potuto poi “immergere” la loro specificità e valenza artistica in tale Parola e creare tavole di affascinante bellezza e di profondo significato. Ben a ragione questo Evangeliario può considerarsi il “bel frutto” di una coraggiosa, rinnovata, auspicabile e necessaria intesa tra arte contemporanea e fede.
The project to achieve the new Ambrosian Evangeliary has permitted to the Commission to enter in a close and continue relationship with contemporary artists, who were called to accompany the Gospels Word with their works, so that they could announce its redeeming efficacy through forms and colours that are original indeed. The same artists have got the humility and wisdom of knowing and deepening their knowledge of sacred texts by means of exegetical, liturgical and pastoral special aids. So they were able “to immerse” their specific and artistic value in such a Word and create tables of fascinating beauty and deep significance. This Evangeliary can be considered with good reason a “beautiful fruit” of a courageous, renewed, desirable and necessary agreement between contemporary art and Christian faith.
A partire dalla solennità di San Carlo Borromeo e fino all’11 dicembre 2011, prima domenica dell’Avvento ambrosiano, si è tenuta nel Palazzo Reale di Milano, presso la chiesa di San Raffaele e la Galleria del Centro San Fedele, l’esposizione delle tavole che hanno poi composto l’Evangeliario originale destinato all’officiatura solenne in Cattedrale. La mostra si apriva con alcuni libri liturgici, pagine di Evangeliari e coperte preziose, quale rimando alla preziosità del lavoro che ha ornato il testo del Vangelo. Seguivano poi tutte le pagine del volume sulle quali gli artisti avevano realizzato le loro opere. Nella mostra un video mostrava l’uso liturgico del libro dei Vangeli sia nella celebrazione eucaristica che in alcuni altri riti.
Since the feast of Saint Charles Borromeo until the 11th December 2011, first Ambrosian Advent Sunday, at Royal Palace in Milan, by Saint Raphael’s church and the Gallery of St. Fedele centre, an exhibition has been held, where were presented all tables that have later composed the original Evangeliary, which was destined to serve in the solemn divine services of the Cathedral. The exhibition opened with some liturgical books, pages of other Evangeliaries and precious cover pages, that were a reference to the precious work required for decorating the Gospel text. Then were presented all pages of the book, in which the artists had achieved their works. During the exhibition a video showed the liturgical use of the Gospels Book both in the Eucharistic celebration and in some other rites.
Nel dover dare ragione al fatto che per la prima volta un Evangeliario contiene fotografia, l’autore ha ripercorso i punti salienti dell’esperienza di artista che lo hanno reso possibile. Il primo paragrafo è dedicato alla nuova dimensione aperta dall’obbiettivo di Galileo e quindi dal deserto come luogo del moderno. Nel paragrafo Arte si delinea la specificità antropologica dell’uomo e nel paragrafo dedicato all’Angelo, in che modo l’immagine dell’obbiettivo ha rivelato l’invisibile. In Paesaggio e Berlino, la rivelazione del cuore come dimora dell’immagine. Nei paragrafi Luce e Fotografia, l’analogia profonda tra l’ascesi in Cristo e la modalità propria del fare fotografia. In Evangeliario, la categoria dell’istante come tempo della misericordia.
Owing to give reason to the matter of fact that for the first time an Evangeliary contains some photos, I have thought back over the most important moments of my artistic experience, that made this event possible. The first paragraph is dedicated to the new dimension that was open by Galileo’s lens, and afterwards by the desert as place of the modern. In the Art paragraph the anthropological specificity of man is outlined and in the Angel paragraph it is described how the image of the lens has revealed the invisible. In Landscape and Berlin the heart’s revelation resides in the image. In the paragraphs Light and Photography is shown the deep analogy between Christ’s ascetism and the way itself of making photography. In the Evangeliary paragraph I have tried to show the instant category as time of mercy.
Per riflettere sul significato e sulla funzione pastorale dell’Evangeliario viene scelto qui un approccio molto ampio. In primo luogo, tratteggiamo lo scenario delle mediazioni ecclesiali della rivelazione, o segni dell’evangelizzazione. La loro presenza plurale apre due direzioni di approfondimento: il legame che sussiste tra le diverse mediazioni e la loro dinamica di incontro con le persone, dentro la loro vita e cultura. Per il primo aspetto, viene esplorata la relazione tra la liturgia e la catechesi; per il secondo, ci soffermiamo sull’inculturazione dell’annuncio cristiano favorita dall’uso delle immagini. In entrambi i casi, la presenza e l’uso di un Evangeliario è di fecondo aiuto. Lo stesso impianto di analisi viene poi utilizzato per analizzare l’insieme del progetto del Lezionario ambrosiano, ravvisando alcuni aspetti problematici.
In order to think about the significance and pastoral function of the Evangeliary. In this article it has been chosen a very wide approach. First we outlined the scenery of ecclesial mediations on revelation, or signs of evangelisation. Their plural presence opens two directions of a deeper investigation: the link that exists between different mediations and their dynamic of meeting persons, within their life and culture. As for the first aspect, the relationship between liturgy and catechesis is explored; as for the second aspect we dwell upon the inculturation of Christian announce that is fostered by the use of images. In both cases, the presence and the use of an Evangeliary is a very fruitful help. The same way of analysis is also used in order to examine the whole project of the Ambrosian Lectionary, showing some problematical aspects.
Lo studio, dopo aver messo a confronto i Praenotanda dell’Evangeliario ambrosiano (11 giugno 2011) con quelli dell’Evangeliario romano (29 giugno 2000), mostra la continuità del libro liturgico, donato alla Chiesa milanese dal suo arcivescovo emerito card. Tettamanzi, sia a livello della struttura che dei contenuti, rispetto alle testimonianze offerte dalle fonti. Dalla contestuale considerazione degli aspetti innovativi emerge, inoltre, come le scelte siano state guidate dall’attenta rilettura della tradizione liturgica ambrosiana e, in particolare, della sua singolare modalità di scandire i tempi dell’anno e di ordinare la proclamazione dei testi scritturistici.
This essay, after having compared the Praenotanda of the Ambrosian Evangeliary (11th June 2011) wit those of Roman Evangeliary (29th June 2000), aims to show the continuity of the liturgical book, that the emeritus card. Tettamanzi has given to the Milanese Church. Both structure and its contents are compared with witness that are offered by its historical sources. Taking into consideration in this context the innovatory aspects, it appears also that the choices have been guided by an attentive re-reading of the Ambrosian liturgical tradition, and particularly of its singular way of articulating the year’s times and putting in order the proclamation of Scripture texts.
L’Evangeliario ambrosiano ha coinvolto sei autori dalla differente storia personale e dalle differenti caratteristiche, ma con l’obiettivo di una coralità di visione. L’operazione si inserisce in una continuità di relazioni fra alcuni settori della Chiesa e l’arte contemporanea, che non si sono mai del tutto interrotte, come si cerca di dimostrare.
The Ambrosian Evangeliary has involved six authors of different personal history and different peculiarities, but within the same goal of a concerted vision. This initiative is part of a continuity of relationships between some Church’s sectors and contemporary art, that have been never completely interrupted, as this article tries to demonstrate.
Di fronte ai tristi esempi di arte sacra contemporanea, l’articolo offre spunti per permettere a chi deve commissionare opere che devono essere inserite in un contesto liturgico di riflettere su alcuni criteri. In modo particolare, si sottolinea la necessità di creare un’équipe di esperti che possa collaborare per risolvere le diverse problematiche che necessariamente sorgono per una seria commissione, contro il dilettantismo che domina purtroppo in questo settore. Si tratta di armonizzare due preoccupazioni diverse: quelle del fedele e quelle dell’artista, nel superamento di antiche dicotomie come quelle tra arte astratta e arte figurativa.
In front of sad examples of contemporary sacred art, this article offers hints that allow a reflection about some principles, which are important in order to commissioning works suitable to be inserted in a liturgical context. It is stressed particularly the need of creating a team of experts, that could cooperate in order to solve various problems, which emerge necessarily in a serious commissioning, against a dilettantism that unfortunately dominates in this sector. It is a question how to harmonize two different concerns: those of the faithful and those of artist, in order to overcome old dichotomies as those between figurative and abstract art.
L’Evangeliario nasce per solennizzare la celebrazione eucaristica festiva. L’articolo parte da questa premessa e mostra la sua singolare declinazione ambrosiana: l’Evangeliario entra in scena non solo al vertice della liturgia della Parola della messa festiva, ma anche all’inizio della liturgia vigiliare vespertina del sabato sera caratterizzata dalla proclamazione del Vangelo della risurrezione. Segue la rassegna degli altri contesti liturgici in cui è previsto un particolare impiego dell’Evangeliario, come i riti di ordinazione episcopale e diaconale e il rito del matrimonio. La seconda parte dell’articolo ipotizza un uso para-liturgico dell’Evangeliario, che accompagni i principali momenti della vita comunitaria accrescendo il valore pastorale del libro dei Vangeli.
The Evangeliary arises in order to give solemnity to the feasts Eucharistic celebration. Starting from this preamble, the article shows its singular Ambrosian expression. The Evangeliary enters not only at top of the liturgy of the Word in the Sundays and Holy Days Mass, but also at the beginning of the liturgy during the Vespers of Saturday evening, that is marked by the proclamation of the Resurrection Gospel. Then are showed other liturgical contexts, in which a peculiar use of the Evangeliary is required, as for the rites of bishop’s and deacon’s ordination, as well as for wedding rite. The second part of the article makes an hypothesis about a paraliturgical use of the Evangeliary that could accompany the main moments of a community’s life, and so let grow the pastoral value of the Gospels Book.
Il Triduo pasquale è evento liturgico unitario, che ha nella veglia pasquale il suo vertice e la sua ragione. Il contributo suggerisce una considerazione catechetica che assume il Vangelo della «veglia madre di tutte le veglie», con la risonanza pittorica con cui l’Evangeliario lo illumina, come centro da cui s’irradia anche cromaticamente la liturgia dell’intero Triduo.
The Easter Triduum is a unitary liturgical event, that has in the paschal Vigil its apex and its reason. The contribution that is here offered suggests a catechetical consideration, that takes as a centre the Gospel of the «Vigil mother of all Vigils», together with the pictorial resonance by which the Evangeliary illuminates it. From this centre the liturgy of the whole Triduum radiates also chromatically.
IL LIBRO
In bilico è l’immagine scelta dagli autori per esprimere l’equilibrio instabile in cui si vengono a trovare i vari soggetti dopo la separazione: gli ex coniugi vacillano tra le difficoltà della nuova vita e il loro permanere genitori; i figli stessi, protagonisti di questo libro, un po’ contesi, un po’ condivisi, sono disorientati e sofferenti per la nuova situazione di frattura; i diversi contesti, familiare, amicale, sociale, oscillano tra solidarietà e compassione. Per evidenziare come la separazione dei genitori incida sulla vita dei figli nel loro percorso di crescita e nel loro costruirsi un’idea di famiglia e di genitorialità, il libro dà voce all’esperienza di sei persone, ora adulte, che hanno vissuto da bambini tale separazione, considerando alcune situazioni tipiche e inevitabili quando essa si verifica, quali l’essere informati della separazione, il distacco di un genitore che se ne va di casa, la riorganizzazione del tempo e delle relazioni parentali, tutti i piccoli e grandi aspetti della quotidianità… I capitoli sono aperti da una piccola parte narrativa, un espediente per coinvolgere il lettore: la storia di due giovani, figli di separati, che si avvicinano al matrimonio. Conclude il testo una densa intervista finale a una mediatrice familiare, impegnata quotidianamente a facilitare le relazioni per accompagnare la coppia e i figli oltre la separazione.
Gli autori
Mariella Bombardieri è psicopedagogista, formatrice e mediatrice familiare. Dal 1995 insegna presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. Dal 1986 si occupa di consulenza a genitori e di formazione. Ha pubblicato per Paoline: Come faccio ad essere un bravo genitore? Viaggiando si impara (2008) e Con ali di farfalla. Reggere ai dolori della vita (2011); per l’editrice La Scuola, La relazione genitori-figli, con Giulia Cavalli (2011).
Ennio Pasinetti si occupa, in qualità di redattore presso un’editrice scolastica, di testi di narrativa e manuali per l’infanzia e la scuola primaria. Esperto di teatroragazzi, ha scritto Invito a teatro. Il teatro spiegato ai nostri figli (AVE, 2002).
«Spiritus veritatis uberem inspirationem et eloquium Episcopo et Papae Francisco largiatur»!
Nella solennità di San Giuseppe di questo anno 2013, nella Piazza San Pietro illuminata da uno splendido sole primaverile, è avvenuta la celebrazione eucaristica per l’inizio del ministero petrino del Vescovo di Roma, il papa Francesco.
Per la centenaria storia della «Rivista Liturgica» questo è il decimo pontefice che salutiamo (san Pio X, Benedetto XV, Pio XI, Pio XII, beato Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, beato Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco). Nell’anno 2005 avevamo affidato alla bontà di Dio l’anima di Giovanni Paolo II (Pastor noster cum Christo mortuus est, 92 [2/2005] 163-165) e subito dopo avevamo salutato Benedetto XVI augurandogli «robur et concordia Spiritus» (92 [3/2005] 323-326). In quel contesto avevamo fatto riferimento ai tre nuovi Ordines che l’Ufficio per le Celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice aveva per tempo predisposto. Nonostante alcuni cambiamenti fatti di recente con sorprendente tempestività circa l’Ordo Rituum pro ministerii petrini initio Romae Episcopi, è stato possibile partecipare a una celebrazione decorosa per la sua semplicità e capacità espressiva (ma anche com qualche elemento di novità, segno che l’«intermezzo barocco» sta terminando).
L’esame delle variazioni rituali – che sarebbe auspicabile approfondire prima di un’eventuale editio typica altera – permetterebbe di porre maggiormente in luce il rapporto che deve intercorrere tra i segni che caratterizzano l’inizio del ministero petrino e la stessa celebrazione eucaristica; averli spostati a prima dell’inizio dell’azione liturgica ci sembra essere stata una scelta non in linea con ciò che era frutto di un lungo ripensamento del rito e, soprattutto, non in sintonia con la teologia liturgica delle sequenze rituali che la celebrazione racchiude e che ci auguriamo siano recuperati (insieme alla ricollocazione del Crocifisso non al centro dell’altare, e altro ancora).
È il 1939, in Italia c'è il regime fascista e aleggiano venti di guerra. Attraverso le lettere che Lina e Teresa, figlie di due sorelle gemelle, si scrivono, i loro diari, e il racconto di alcuni momenti in cui si incontrano, seguiamo anno dopo anno le vicende della seconda guerra mondiale: l'orgoglio della divisa fascista delle piccole italiane, la vita quotidiana al tempo in cui si sognavano mille lire al mese, e poi i discorsi del duce ascoltati alla radio, la persecuzione degli ebrei, la censura, le notizie dal fronte, i razionamenti del cibo, i bombardamenti e le corse nei rifugi, lo sbarco degli alleati in Sicilia e i partigiani al Nord, e l'Italia che davvero si spezza in due fino alla Liberazione e al ricongiungimento, in Sicilia, delle due cugine.
La politica è stata da sempre oggetto di studio da parte di storici, filosofi, giuristi, al fine di analizzarne le dinamiche interne e gli effetti sul tessuto sociale. Con il progressivo affermarsi del modello democratico in sempre più vaste aree del pianeta è cresciuto l’interesse generale verso lo scenario politico sia statale che internazionale, anche alla luce di nuovi gridi di allarme riguardanti la «crisi della rappresentanza politica», il «deficit democratico», l’«emergenza democratica» e altri fenomeni di notevole impatto sulla società contemporanea. La Scienza politica assume nell’attuale momento storico un ruolo fondamentale per la comprensione di queste e di altre grandi tematiche che interessano la vita dello Stato e della società (sovranità, governo, consenso, regime politico, legittimità del potere), e ha pertanto acquisito in ambito accademico rango di disciplina autonoma. Il presente volume intende offrire un quadro sintetico, ma esaustivo della materia: — la Parte prima definisce la natura e i caratteri della Scienza politica, il suo sviluppo storico, la metodologia cui essa ricorre ed evidenzia le differenze con le altre discipline che pure si interessano di politica e di potere; — la Parte seconda studia i principali attori, fenomeni e concetti politici (Stato e contesto internazionale, forme di Stato e di governo, regimi e sistemi politici, sistemi elettorali, partiti, gruppi di interesse, movimenti sociali). La trattazione si avvale di opportuni box di approfondimento, ed è agevolata dal ricorso al neretto, al corsivo e a differenti corpi di stampa per graduare l’importanza degli argomenti. Completa il volume un Dizionario breve che riporta una serie di parole chiave della Scienza politica.